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Sull'omosessualità by Djwal Kuhl Benritrovati, amici! Oggi desidero parlarvi di un argomento che, purtroppo, tutt’ora, desta ancora scalpore e divisione tra la Famiglia Spirituale incarnata sul pianeta, all’interno di ogni gruppo culturale senza distinzione di razza o credo. Anzitutto, questa volta sento perciò il bisogno di fornire altre sincere scuse nei confronti dei soggetti dediti, appunto, all’omosessualità, che nelle canalizzazioni da me fornite in passato definii anche come “sodomiti”: questo termine, intendo specificare, lo usai con un’accezione oggetiva e non consapevolmente offensiva, pur se posso capire che possa aver creato sofferenza e possa aver destato il sentimento di sentirsi giudicati negli individui che possano aver letto il materiale teosofico risalente al secolo scorso, magari proprio interessati da questo tipo di karma sessuale oggi descritto. Ora, volendo essere obiettivi, è vero che Dio aveva ideato di fare esperienza emotiva di sè stesso attraverso due tipologie di forma umana, ossia l’uomo e la donna e che quindi il fine ultimo che la Divinità perseguiva in tal modo era appunto quello di far attrarre tra loro questi due lati della polarità (uomo=maschile e donna=femminile, ovviamente), al fine di fare un’esperienza energetica pura e completa, ove i due estremi della polarità primordiale (androgina, in questo caso, poichè lo Spirito non conosce sesso, ma è potenzialmente entrambi gli aspetti equilibrati della polarità) si attraessero cercando di riequilibrarsi e compensarsi reciprocamente; contrariamente, è pur vero, però, che Dio inteso come Coscienza Superiore ha consapevolezza pura ed infinita e quindi aveva già previsto anche la possibilità che individui dello stesso sesso si sarebbero cercati, attratti ed avrebbero pure condiviso esperienze emotive, magari non solo per legami karmici da sciogliere o per affinità di pensiero, ma anche per esperire forme di amore diverse dall’ideale originario con cui Dio fece in modo di separare i poli energetici maschile/femminile. In poche parole, sto cercando di far capire a chi provasse dei pregiudizi nei confronti degli omosessuali in genere (quindi sia gay, che lesbiche), che in fondo la loro è solo una forma di amore diversa dal nostro concetto di amore e magari anche dal prototipo divino, ma è comunque un sentimento che se si ha dentro vale comunque la pena di essere vissuto anche nell’esperienza fisica (se il soggetto capisce di desiderarlo così fortemente da non riuscire ad allontanarlo dai propri pensieri), per esere compreso e non necessariamente rilasciato, qualora questa non sia la volontà dell’indivuo interessato da questo tipo di pensiero: in fondo, gli Spiriti di queste persone stanno solo studiando quel tipo di karma, quindi non hanno nessun genere di stranezza da dover essere osservati in maniera scostante e separativa dagli altri, nè tantomeno giudicati a priori. So che ad alcuni possa sembrare strano che io abbia deciso di mandare al mio canale queste parole, soprattutto per il fatto che attraverso il vecchio paradigma ascensionale si è spesso erroneamente insegnato agli individui che percorrono un sentiero spirituale a distinguere generalmente la spiritualità dalla sessualità, in modo ancora più marcato per gli individui che dimostravano tendenze omosessuali; oggi, osservando invece gli effetti di quel tipo di concezioni, è facile trovare nei discepoli sparsi ovunque sul pianeta una disposizione conflittuale nei confronti della propria sessualità e dei propri gusti sessuali: trovo, sinceramente, che tutto questo, anzichè aiutare l’individuo a crescere spiritualmente in modo consapevole ed equilibrato, ritardi piuttosto la crescita del medesimo, impedendogli di conoscersi e comprendersi in maniera approfondita, a causa di dogmi, tabù e credenze distorti, che gli impediscono di esprimere parti della propria interiorità e lo inducono a reprimere questi lati sconosciuti del suo carattere, i quali in questo modo non potranno mai essere chiariti e, se desiderato, rilasciati. ...Pensate ne valga la pena? Comprendo anche che in una società separatista ed etichettatrice come l’odierna sia difficile per i soggetti interessati esprimersi in maniera sincera e spontanea, soprattutto per il fatto che le testimonianze di persecuzioni, violenza e soprusi nei confronti degli omosessuali sono quotidianamente diffuse in tutto il globo, ma ad un certo punto la paura e la vergogna vanno rilasciate dall’individuo in ascesa e se il vostro Spirito ha deciso di fare l’esperienza dell’omosessualità per comprendere il tipo di karma che ne può derivare, siete assolutamente liberi di viverla e rilasciarla, a vostra imprescindibile discrezione: sappiate che in entrambi i casi siete comunque amati! Invito, pertanto, tutti coloro che possano trovare nel proprio modo di pensare o agire forme-pensiero di separazione e giudizio nei confronti delle persone che dimostrano gusti sessuali differenti dai propri (che si ritengono, invece, giusti), a chiedere l’intervento del proprio Spirito, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio, con il fine di rilascire questi pensieri separativi, che sono ostruenti e cristallizanti per la nostra crescita interiore e per l’incorporamento di energie pure, le quali ci aiutino a manifestare nella vita fisica amore e perdono incondizionato per tutti i nostri fratelli e sorelle, indistintamente simili o più o meno diversi da noi. Spero di essere stato il più chiaro e bendisposto possibile nei confronti del prossimo, nell’atto di conferire questi pensieri a chi leggerà la presente canalizzazione.
Un luminoso augurio di Amore e Speranza per tutti i Fratelli e le Sorelle della Familgia Umana e molte care benedizioni!
Vi abbraccio.
Djwal Kuhl
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