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Stralcio del Programma di Modum

(Osservazioni al programma di NO-Euro, presentato da Domenico De Simone nell’incontro del 4/1/2006 a Roma).

(di Gianfranco Venturi)

A mio avviso, se si vuole presentare alle elezioni politiche a livello nazionale, il movimento NO-EURO dovrebbe anzitutto porre come 1° punto basilare del programma LA SOVRANITA’ DEL POPOLO SULLA MONETA.

Un Popolo NON può avere la vera Sovranità se non ha la proprietà della sua Moneta!

Dalla sovranità del Popolo sulla moneta, dipende il raggiungimento di tutti gli altri obiettivi.

Inoltre un programma politico a livello nazionale deve contenere anche altri obiettivi politico-legislativi ed economico-sociali essenziali, che hanno lo scopo di costruire una vera democrazia basata su: equità, giustizia, solidarietà.

Riporto qui di seguito uno stralcio del programma di Modum (Movimento Dell’Umanità) che a mio avviso è finora il più chiaro e completo fra tutti i programmi che ho letto. Ed è questo che la gente desidera.

Ovviamente tutto è perfettibile, compreso tale programma. In particolare occorre trovare il modo di presentarlo in una forma semplice affinché venga recepito da gente del Popolo, ma deve essere completo, chiaro e corretto fin dall’inizio. E soprattutto deve essere realizzabile.

Presentare un programma che non risolva i problemi alla radice, lasciando irrisolta la questione della monetaria-debito, vuol dire fare disinformazione e confondere la gente con la conseguenza di fare il gioco dei poteri forti.

“Un Mondo senza imposte e tasse; senza debito pubblico; e soldi per tutti per vivere una Vita degna di un Essere Umano. Non è Utopia, ma lo sarà fino a che la gente non capirà cos'è la vera Moneta."

E’ importante accrescere la propria coscienza o consapevolezza, poiché da questa dipende la comprensione della realtà e la moneta è una realtà basilare da comprendere, da cui deriva il benessere o il malessere di tutta l’umanità. Se non desta il nostro interesse, vuol dire che viviamo in un mondo illusorio.

Qualunque movimento che voglia scardinare l’attuale sistema criminale di gestione della moneta, deve intraprendere una massiccia opera di informazione dei cittadini che deve essere condotta da persone ben preparate ed unite, che abbiano compreso chiaramente la vera moneta. Altrimenti non si fa altro che fare confusione ed il gioco dei poteri forti. E’ meglio allora non presentarsi affatto alle elezioni finché non saremo pronti ed uniti. Quando il Popolo sarà stato deluso sia dai partiti di destra, sia da quelli di sinistra, perché nessuno di loro avrà risolto i gravi problemi dell’Italia, allora la situazione si farà esplosiva e noi dovremo essere pronti a proporre la nostra soluzione ai veri problemi della società.

Ma il nostro programma dovrà essere chiaro, completo e realizzabile. E deve essere spiegato bene ai cittadini che dovranno votarci, poiché la rivoluzione dovrà partire dal basso, cioè dalla gente comune che più di tutti soffre dell’attuale situazione al collasso.

PREMESSA

L’attuale crisi dell’economia mondiale (e particolarmente quella italiana) affonda le sue radici nell’attuale sistema di gestione della moneta. La moneta è la linfa vitale dell’economia, è il carburante senza il quale il motore dell’economia non parte. Nessuno Stato può dirsi padrone della propria economia se non può controllare la moneta. E l’attuale moneta è una moneta distorta che nasce di proprietà di un ristretto gruppo di banche private le quali da molto tempo hanno il controllo assoluto dell’economia mondiale. I cosiddetti popoli democratici occidentali ed orientali si illudono di essere sovrani. Che tipo di sovranità può avere un popolo che non può disporre della propria moneta?

Il Signoraggio è un concetto che merita di essere approfondito data la sua importanza per ogni società i cui scambi sono basati su una Moneta. In sintesi, è la differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo valore intrinseco (costo di produzione). Tale differenza, data la natura istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero emettere la stessa moneta.

Oggigiorno invece la Moneta è creata ed emessa da una privata Banca Centrale e da un privato sistema bancario. Si ritiene invece che la natura istituzionale della Moneta richieda una emissione ed una creazione della Moneta solo ed esclusivamente pubblica (statale ad esempio, o di altra comunità), accreditando la Moneta stessa ai cittadini e non indebitandola al momento dell'emissione. Ed utilizzando in tal modo il Signoraggio per scopi di natura pubblica e sociale.

Con la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema bancario stesso.

Consideriamo il libero mercato dei beni e dei servizi la più efficiente ed equa forma di allocazione delle risorse, pur ritenendo la moneta (coerentemente con la nostra teoria monetaria) non un bene od un servizio di mercato bensì una convenzione istituzionale che misura il valore di tali beni e servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di una gestione pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere morale della comunità garantire, nel rispetto del libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni primari di ogni essere umano.

Oggi è arrivato il momento di cominciare a concepire la creazione di una nuova società basata su un nuovo sistema economico e su nuovi sistemi giudiziari e politici. E' necessario quindi cominciare a mettere in pratica le idee che sono più in sintonia con una società equa, giusta e solidale. Il progresso tecnologico, ad esempio, permette all'essere umano di avere più tempo per se stesso. In sé è positivo se viene ben utilizzato. Come spesso accade, con gli stessi mezzi è possibile fare del bene o fare del male. Il problema fondamentale non è il progresso tecnologico, il mercato globale o le multinazionali. Il problema è la coscienza ed i valori di cui tale coscienza si fa portatrice. Per questo motivo è necessario che coloro che stanno evolvendo e sono puri di cuore entrino direttamente nel mercato come primi attori.

Dall’attuale situazione di collasso si può uscir fuori solo attraverso una radicale riforma monetaria senza la quale qualsiasi modello sociale e politico è destinato a fallire. 

1. Sovranità Monetaria. (Abolizione del Signoraggio della Banca Centrale e della Moneta Virtuale).  

La "sovranità monetaria" appartiene al Popolo, come sancito anche dalla Costituzione italiana. Il "potere monetario" o "sovranità monetaria" è la facoltà (acquisita legalmente o attraverso una spontanea adesione) di far accettare qualsiasi debito dell'emittente stesso come moneta, solitamente con la promessa di accettarla a sua volta come pagamento di un qualsiasi proprio credito.

In sostanza, chi ha il potere di emettere moneta ha la facoltà di pagare ogni suo debito semplicemente emettendo nuova moneta.

Per restituire la sovranità monetaria al Popolo, occorre togliere al Cartello bancario l'attuale Signoraggio sulla moneta, cioè il monopolio di creare dal nulla la moneta e di prestarla ai Governi, nonché il monopolio delle banche private di creare dal nulla moneta virtuale e di prestarla alle imprese e ai cittadini.

Esistono 3 tipi di Signoraggio:

1.     Il Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre meno del 2% della massa monetaria globale.

 

2.     Il Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre circa l’8% della massa monetaria globale.

 

3.     Il Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche). Tale moneta copre circa il 90% della massa monetaria globale.

 

Mentre il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò che non è sensorialmente percepibile è di più difficile comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale (c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie (Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso).

 

Nota: il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale prestato.

Le conseguenze più deleterie del Signoraggio della Banca Centrale e della moneta virtuale delle Banche sono: il Debito Pubblico, il debito ai privati cittadini ed alle Imprese, le tasse ed imposte, l’Inflazione/Deflazione, la disoccupazione, la povertà, il debito dei paesi del terzo mondo, le guerre e il terrorismo .

In sostanza, l’attuale sistema monetario è la causa primaria di tutti i nostri guai.

Solo lo Stato, su mandato del Popolo, ha il monopolio di creare moneta dal nulla.

Conseguenza diretta:

a) eliminazione del Debito Pubblico

b) eliminazione di tasse e imposte sia per i privati che per le aziende

c) eliminazione dell’inflazione/deflazione con conseguente diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere  d’acquisto della moneta.

d) maggiore competitività dei nostri prodotti grazie all'eliminazione delle tasse alle imprese.

e) eliminazione della disoccupazione.

f)  rilancio dell'economia

g) eliminazione della povertà

 

Fra l’altro già oggi lo Stato conia ed emette direttamente la moneta metallica (che copre solo il 2% della massa monetaria) di sua proprietà senza doversi indebitare con nessuno. Perché allora non dovrebbe farlo anche con la moneta cartacea (che equivale all’8% della massa monetaria) e con quella scritturale (che copre il 90% della massa monetaria) ???

A Maastricht è stata svenduta l'Europa. A partire dal 1992 è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei banchieri. Il Trattato di Maastricht viola la Costituzione Italiana!

L’attuale art. 1 della Costituzione dice che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, per cui la sovranità monetaria è parte integrante e inscindibile di quella dello stato nazionale e non può essere delegata ad interessi bancari privati, tanto meno può diventare proprietà di interessi privati.

L’Art. 3 aggiunge che: "E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Senza disporre delle leve della moneta, del credito e dell’economia, qualunque governo, a prescindere dal suo orientamento politico, non sarà mai in grado di realizzare questo compito di sviluppo e giustizia economica e sociale.

L’Art. 47 sottolinea che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Anche in questo caso la cosa non è possibile giacché la Banca d’Italia, controllata da interessi privati, non può che rispondere, soprattutto nelle decisioni strategiche, agli indirizzi e agli interessi dei proprietari.

La Corte Costituzionale deve assumersi le proprie responsabilità in merito alla questione monetaria, per non aver vigilato sul rispetto del diritto fondamentale della sovranità popolare sulla moneta.  Dal tradimento della Costituzione sono derivati gravi guasti alla democrazia: disuguaglianza e ingiustizia. L’attuale conflitto tra i poteri dello Stato ne sono una conseguenza diretta.

 

La sovranità monetaria del Popolo è incompatibile con il trattato di Maastricht e quindi presuppone l’uscita dal trattato medesimo e l’adozione di una moneta nazionale emessa direttamente da un Ente dello Stato, in nome e per conto del Popolo italiano (può essere la lira o un’altra moneta).

Questo Ente può essere chiamato Consiglio del Potere Monetario (CPM). E’ il cosiddetto Quarto Potere, i cui membri sono eletti direttamente dal Popolo. Nell’ambito del CPM viene eletto dai suoi membri il Ministro dell’Economia (o del Tesoro) che fa parte dell’Esecutivo ma per quanto riguarda la gestione della moneta risponde al CPM e alla Costituzione. Il CPM è un organo tecnico costituito da esperti di economia eletti direttamente dal Popolo. Gli economisti del CPM  hanno il potere di veto perché  tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta), disoccupazione, produzione, ecc.

E’ giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale. Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal Popolo.

Il Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da finanziare. Il CPM controlla la validità e fattibilità dei progetti e se necessario può rimandare indietro la proposta governativa con consigli e suggerimenti.

Se in generale gli esperti economici  del CPM,  non hanno conflitti di interessi con la classe politica,  svolgono il loro lavoro correttamente. Comunque essi rispondono direttamente al Popolo che li elegge.

Quando è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della moneta, la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da emettere è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile. Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano, e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta scritturale).

Il Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi. Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di valore per la comunità nel suo complesso.

Il CPM provvederà alla gestione tecnica della monetaria (con tutti i suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare ai politici.  La gestione monetaria  deve essere indipendente dalla politica anche se è  strettamente connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste e competenti. 

L’Art.1 della Costituzione dovrebbe sancire esplicitamente la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta (vedi Punto 3). Inoltre dovrebbe stabilire che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere esecutivo Monetario autonomo (CPM) (quarto potere) i cui vertici vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario (CSM).

L’adozione di una moneta nazionale di proprietà pubblica, rende inutili le monete complementari che farebbero solo confusione. Per finanziare le opere di pubblica utilità regionali, provinciali e comunali, basterà presentare agli uffici locali del PCM i progetti approvati che verranno realizzati con la moneta nazionale, emessa direttamente dal CPM.

Oltretutto la moneta nazionale servirà anche per pagare a livello internazionale i rifornimenti di energia (petrolio e gas). Le monete complementari non sarebbero accettate a livello internazionale.

Le monete complementari, a mio avviso, potrebbero essere utili per rivitalizzare economie locali in presenza dell’attuale moneta-debito (euro), ma una volta usciti dal trattato di Maastricht e adottata una moneta nazionale di proprietà del Popolo, non ha alcun senso invadere il mercato con monete complementari locali.

2. Il Reddito di Cittadinanza

Lo Stato garantisce i bisogni primari a tutti i cittadini: alimentazione, pulizia, alloggio, vestiario, istruzione e assistenza sanitaria. Quindi la fame di certo sarà debellata, a meno che uno sia masochista. Non si può dire lo stesso per l’ignoranza che dipende sempre da una scelta libera della persona. 

E' dovere morale della comunità garantire i bisogni primari ad ogni essere umano. Privarli di questi, significa privarli della possibilità di elevare il proprio Spirito ed evolvere. La forma fisica è il tempio dello Spirito e se il tempio non è ben curato allora lo Spirito non può dimorarvi e permettere alla forma di evolvere. 

Dovrebbe essere sancito, nell’ Art. 1 della Costituzione (insieme alla sovranità monetaria), che lo Stato, tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni cittadino sin dalla nascita un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di soddisfare i propri bisogni primari: alimentazione, alloggio, vestiario, prodotti per la pulizia del corpo, istruzione ed assistenza sanitaria.

Modalità di attuazione del Reddito di Cittadinanza (RdC)

L’istituzione del Reddito di Cittadinanza per ogni cittadino consiste in una certa somma mensile, sotto forma di buoni nominativi (quindi non cedibili) e per ogni categoria di bisogni, che lo Stato mette a disposizione di ciascun cittadino sin dalla nascita, in un conto corrente individuale. Sono in sostanza dei titoli nominativi che possono essere accettati solo da organizzazioni autorizzate a fornire i beni ed i servizi primari specifici con i quali ogni cittadino può acquistare alimenti, vestiari, prodotti per la pulizia, nonché pagare l’affitto o acquistare la proprietà di un alloggio, pagare i prodotti e servizi per la formazione e per la salute. 

Il Reddito di Cittadinanza è conseguenza del Dovere Morale da parte della comunità della solidarietà verso tutti gli esseri umani e di garantire a ciascuno una vita dignitosa

Per contro ogni cittadino, abile al lavoro, ha il dovere morale di contribuire col proprio lavoro al benessere della Comunità. Solo chi arreca effettivo danno alla Proprietà ed al Possesso altrui è punibile dalla Comunità.

Sono preferibili i buoni nominativi, piuttosto che la moneta reale, per evitare che la gente possa impiegarla per scopi diversi dal soddisfacimento dei bisogni primari. 

Tali buoni non sono moneta ma rappresentano un credito gratuito di beni o servizi. Mentre la moneta è un bene utilizzato ufficialmente per convenzione come mezzo di scambio, il credito è uno strumento. Non solo la moneta può essere oggetto di credito (posso cioè prestare denaro) ma qualsiasi bene o servizio può essere oggetto di credito (posso prestare qualsiasi bene od offrire un qualsiasi servizio). Tali buoni, non essendo moneta ma un credito gratuito non monetario, non creano un aumento dell’offerta di moneta immediato e non reale.

Inoltre, dare moneta reale come reddito di cittadinanza, se tale moneta viene creata dal nulla, creerebbe solo inflazione in quanto quel reddito non è un costo di produzione, mentre sotto forma di buoni nominativi non ha base monetaria reale, cioè non è un reddito monetario. Diviene moneta solo quando assume un valore reale, cioè quando vengono utilizzati per pagare un servizio o un bene.

La moneta crea inflazione se non è reale se non è cioè basata sulla produzione di qualcosa. Se si emettono buoni, di per sé non sono moneta anche se c'è sopra una cifra, ma solo il servizio/bene che tale buono copre. I buoni nominativi non sono moneta e ciascun tipo di buono nominativo copre solo una categoria di beni/servizi, mentre la moneta è invece quel bene "mezzo di scambio" per TUTTI i beni.

Il Reddito di Cittadinanza porterà ad un forte incremento della produzione, a seguito dell’aumento dei consumi, e renderà i nostri prodotti molto più competitivi sui mercati interni ed internazionali, poiché i prezzi non saranno più gravati da imposte e tasse. Inoltre l’assenza di inflazione e la stabilità della moneta aumenterà il potere di acquisto del denaro.

A tale reddito poi si aggiungono altri redditi di lavoro (salari), le pensioni ed eventuali sussidi (quali ad esempio quelli erogati a lavoratori licenziati per il periodo di disoccupazione in attesa di un nuovo lavoro).

Ogni cittadino, abile al lavoro, ha il dovere morale non coercitivo di contribuire con il suo lavoro al benessere della Comunità. Il tipo di lavoro è scelto liberamente da ciascuno secondo i propri desideri e talenti. Inoltre ogni essere umano ha il dovere morale di contribuire al Progresso (Evoluzione) dell’Umanità tramite uno stile di vita basato su valori etici di Libertà, Equità, Rispetto, Solidarietà, Giustizia ed Unità nella diversità; valori che vengono trasmessi attraverso una sana educazione, garantita dalla Comunità.

Un sistema giusto e libero dà la possibilità a tutti (attraverso il Reddito di Cittadinanza) di sopravvivere, informarsi, studiare e quindi capire. Ma non dà la possibilità ai fannulloni di vivere una vita agiata a spese della comunità. Non avrebbe senso. Una cosa è dare gratuitamente la possibilità a tutti sopravvivere,  imparare e crescere, e questa è una forma di vero aiuto alla persona, la quale deciderà poi liberamente se sfruttare o meno tale opportunità. Altra cosa è invece il servire e riverire i fannulloni, dando loro dei soldi per alimentare i loro vizi. Questa sarebbe una forma ingiusta  di trattamento che non rispetta quelle persone della comunità che si impegnano con il loro lavoro a servizio della comunità.

L'unico modo per aiutare veramente una persona è permetterle di imparare, capire e studiare. Di avere cioè le informazioni che le permettano di avere un ruolo attivo nella società. Per questo l'unico vero modo per aiutare la gente è condividere l'informazione e le conoscenze. Poi sarà una scelta del singolo individuo quella di scegliere se studiare o meno (non si studia solo sui libri, è studio anche l' imparare un semplice lavoro manuale), ma a quel punto il dovere morale di buon membro della comunità è concluso. Ogni persona è libera di fare quello che vuole, e bisogna rispettare la libertà altrui, fintantoché non lede la libertà di altre persone. I fannulloni incalliti recano un danno diretto alla comunità. Perciò il Governo dovrebbe incentivarli ad apprendere nuove arti e mestieri a loro scelta e stimolarli a rendersi utili alla Comunità.

 

3. Elezione diretta di Politici, Giudici e Governatori della Moneta. 

 

In futuro tutti i politici (parlamentari),  i giudici ed i governatori della moneta saranno eletti direttamente dal Popolo.

Per attuare la riforma monetaria occorre procedere prima di tutto ad una riforma della nostra Costituzione in cui, nell’art.1, si sancisce la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta. Inoltre si stabilisce che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere Monetario (CPM)  i cui membri vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario.

I membri del CPM  eleggono al loro interno il  Ministro del Tesoro il quale, pur facendo parte del potere esecutivo, è autonomo in materia di gestione monetaria e risponde solo alle leggi costituzionali.

Inoltre viene sancito nell'art. 1 della Costituzione che lo Stato, tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni cittadino un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di soddisfare i propri bisogni primari: alimentazione, alloggio, vestiario, prodotti per la pulizia del corpo, istruzione ed assistenza sanitaria. Con il RdC si attua finalmente il diritto divino di ogni essere al pane quotidiano, cioè ad una vita degna di un Essere Umano.

Per quanto riguarda il potere Esecutivo, tutti i ministri (escluso il ministro del Tesoro) vengono eletti dal Parlamento. Successivamente i ministri eleggono al loro interno il Primo Ministro (Presidente del Consiglio).

Ricapitolando, il Popolo elegge direttamente:

1.     i membri del potere politico-legislativo (il Parlamento).

2.     i membri del consiglio del potere esecutivo monetario (CPM), che a loro volta eleggono il Ministro del Tesoro, il quale in materia di moneta non risponde al capo del governo, ma direttamente al CPM e alle leggi costituzionali che disciplinano la materia monetaria.  

3.     i membri del consiglio del potere giudiziario (CSM).

Tutti i ministri del potere esecutivo (escluso il Ministro del Tesoro) vengono nominati dal Parlamento, i quali eleggono nel proprio ambito il Presidente del Consiglio. Questo perché, a differenza del Ministro del Tesoro, gli altri ministri sono degli esecutori delle decisioni politiche, cioè delle leggi emanate dal parlamento.

Dobbiamo distinguere infatti tra questioni pubbliche di breve-medio periodo e questioni pubbliche di lungo periodo.

I politici lavorano su questioni di breve-medio periodo, mentre chi gestisce la moneta e chi giudica agisce sul lungo periodo. Per questa differenza di interessi i secondi devono essere indipendenti dai primi. Chi gestisce la moneta svolge sì un ruolo esecutivo, ma esecutivo rispetto alla costituzione, cioè alle leggi di lungo periodo e non esecutivo rispetto al codice di leggi, cioè alle leggi di breve-medio periodo.

In sostanza il ministro del Tesoro è il garante della costituzione in materia di moneta, è il garante dell'ordine degli scambi e deve avere potere di veto sulle spese pubbliche scelte dai politici, non sulla composizione, ma sull'ammontare di tale spesa pubblica.

In altre parole esiste una costituzione (lungo periodo) con leggi definitive e vi sono leggi mutanti in base alle circostanze. La moneta fa parte della Costituzione, è un potere fondante, è il mezzo stesso che permette lo scambio nella società, è il mezzo che, prima di ogni altro, permette l'esistenza di una società.  E  per questo motivo non deve essere nelle mani di coloro che cambiano ogni 4 - 5 anni, cioè i politici che ovviamente guardano il breve-medio periodo e considerano ciò che serve nel loro periodo storico

La legge deve essere uguale per tutti! Conseguenza: deve essere abolita l’immunità parlamentare. Inoltre, le retribuzioni dei parlamentari, dei giudici  e degli esecutivi devono essere stabilite dal popolo attraverso referendum. Infine, deve essere abolito anche il trattamento pensionistico privilegiato dei parlamentari: la pensione (intesa come quota previdenziale per unità di tempo di lavoro) e le modalità di erogazione devono essere uguali per tutti. 

4. Riforma del Sistema bancario.  

Oggi le banche ordinarie, grazie alla riserva frazionale, creano denaro dal nulla e lo prestano con gli interessi ad imprese e privati cittadini. Oltretutto il capitale virtuale prestato, viene restituito con moneta reale ma sparisce. Non compare sul c/economico della banca e finisce in fondi neri a disposizione dei banchieri, per comprarsi imprese, banche, protezioni politiche, ecc. (vedi varie scalate Antonveneta, BNL, Telecom, ecc). In più la banca non ci paga neppure una lira di tasse.

Lo stesso accade con la moneta cartacea, emessa dalla Banca Centrale, che viene appostata nel passivo e perciò esentasse.

 

Le banche potranno esercitare la loro attività di intermediazione del credito ma con un coefficiente di riserva del 100%.

In tal modo quindi le banche presterebbero solo denaro che hanno effettivamente in deposito, tutelando così da un lato i depositanti da possibili insolvenze della banca e dall'altro il corretto funzionamento del sistema monetario, evitando la creazione di moneta da parte delle singole banche.

La banca, con una riserva del 100%, sarebbe un puro intermediario e come ogni intermediario avrebbe un suo costo di commissione per coprire le spese di gestione. Avrebbe comunque un introito come pagamento del suo servizio di intermediazione (oltre che la restituzione del capitale prestato), ma tale pagamento è una tantum sul prestito. E non è un prezzo della moneta, e nemmeno un profitto sulla moneta prestata, ma semplicemente un pagamento del servizio di intermediazione. La differenza pratica, al di là di quella concettuale, è che gli interessi sulla moneta prestata sono cumulabili, mentre il pagamento per il servizio di intermediazione è un semplice pagamento non cumulabile di un servizio.  Il denaro infatti, sebbene in proprio possesso, non è di propria proprietà (mi scuso per il gioco di parole). La proprietà del denaro infatti è della collettività nel suo complesso.. Il singolo individuo può essere solo un "portatore" momentaneo di tale denaro, ossia un possessore. Per questo fondamentale motivo, anche il prestito ad interesse di denaro in proprio possesso non è logicamente corretto e giusto. 

5. Eliminazione del Debito Pubblico e dell’Inflazione/Deflazione

Con la sovranità monetaria del Popolo, lo Stato annullerebbe tutto il debito nei confronti delle banche considerandolo illegittimo, dato che il mezzo ufficiale di scambio è un affare comunitario e quindi lo Stato (Potere Esecutivo + Potere Monetario) dovrebbe gestire la moneta stessa.

Verrebbero invece rimborsate le obbligazioni acquistate da persone fisiche e giuridiche non bancarie. Le obbligazioni acquistate dai cittadini si basano sui loro redditi e quindi sono da considerarsi reali, per le questioni già dette. Quindi ridare a loro i soldi non crea problemi, in quanto tale denaro è reale.

 

Diverso è invece il caso delle banche che acquistano obbligazioni usando denaro non reale, cioè creato dal nulla. Perciò tale denaro, se re-immesso creerebbe problemi inflazionistici. Le imprese ed i privati, che possono aver effettivamente acquistato obbligazioni utilizzando parte di quell’utile (che ricordiamo non è moneta reale), è giusto comunque che vengano rimborsate in quanto sono da considerarsi un investimento delle imprese e dei privati. Eventuali effetti inflazionistici verranno poi sistemati con una tassazione dell’utile netto delle imprese.

L’acquisto di obbligazioni da parte delle banche non è da considerarsi un investimento in quanto i fondi utilizzati per tale acquisto non sono reali, e quindi (una volta che si è stabilito che è compito della Comunità attraverso il CPM creare moneta) illegali.

Controllo di Inflazione/Deflazione.

L'inflazione deriva dall'aumento dei costi di produzione diretti ed indiretti a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.

Nessun Imprenditore, in regime di concorrenza, vuole aumentare i prezzi per non rischiare di perdere clienti; lo fa solo quando i suoi costi lo costringono a ciò.

La deflazione non dipende dalla scarsità della moneta nel mercato, ma dalla scarsità di essa nelle tasche dei Consumatori, sempre a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.

Non è importante che si metta moneta sul mercato ma nelle tasche dei Consumatori! Il Reddito di Cittadinanza, per esempio, è uno strumento che mette moneta nelle tasche dei consumatori.

Nel nostro sistema monetario attuale vi è scarsità di moneta reale rispetto a quello di cui la gente avrebbe bisogno.

Alcuni si chiedono: ma se fosse il Governo a creare moneta e cominciasse a creare soldi per tutti non si creerebbero molto presto fenomeni di superinflazione? 

 

Il problema dell'inflazione è strettamente legato alla moneta virtuale, non reale. Nel nostro sistema economico odierno la quantità di moneta risultante dai dati è elevatissima perché vi sono un sacco di transazioni virtuali, che non richiedono cioè l'uso della moneta vera e propria, metallica o cartacea che sia.

 

Tali transazioni vengono fatte in modo rapidissimo attraverso l'utilizzo delle tecnologie informatiche. Pensiamo alle speculazioni di borsa, ad esempio. Per questo fatto della notevole velocità di circolazione della moneta oggigiorno potrebbe apparentemente sembrare che non vi sia scarsità di denaro. Ma in realtà il denaro esistente è insufficiente, nel senso che la possibilità di creare lavoro o di realizzare determinate opere (private o pubbliche che siano) necessarie alla comunità può essere limitata da coloro che hanno il potere di creare moneta, ossia i banchieri privati.

 

Il problema dell'inflazione deriva dalla presenza del meccanismo di riserva frazionale nel sistema bancario. Le banche, in sostanza, hanno la possibilità di prestare molto più denaro di quello che hanno. E tale nuovo denaro creato attraverso i prestiti non viene reso manifesto con denaro vero e proprio metallico o cartaceo, ma va ad aggiungersi alla massa monetaria nel sistema semplicemente digitando numeri su computer o scrivendo numeri su un titolo cartaceo. In questo modo risulta esservi moneta in eccesso nel sistema (in eccesso rispetto a quella che dovrebbe esserci, ed in eccesso quindi rispetto ai beni e servizi realmente scambiati nel sistema). Tale moneta in eccesso viene giustamente percepita come un problema economico. Il fatto è che tale eccesso viene solitamente ridotto attraverso l'aumento dei tassi di interesse, che provocano a loro volta un aumento del costo dei prestiti bancari e quindi di conseguenza una variazione dei prezzi dei beni. 

 

Tale variazione sarà tendenzialmente negativa, dato che la gente comprerà meno. E quindi le imprese saranno costrette ad abbassare i prezzi, tanto maggiore è la competizione nel proprio settore (a meno di cartelli tra imprese). I prezzi potranno invece rimanere stabili o addirittura aumentare se il settore in cui l'impresa opera è monopolistico o comunque poco competitivo. In tal caso, infatti, l'impresa tenderà a scaricare il proprio aumento di costo sul prezzo dei beni.

 

L'unico vero modo per eliminare l'inflazione e tutti gli effetti connessi è dare solo ed esclusivamente allo Stato (e non più alle banche private) il potere di creare la moneta. Ed abolire il meccanismo di riserva frazionale.

In un sistema puro, la liquidità dovrebbe essere assoluta, cioè vi dovrebbe essere solo denaro circolante, cioè effettivamente emesso dallo Stato, o titoli sostitutivi di tale denaro ma che non fruttano alcun interesse, così come la moneta vera e propria.

La moneta reale (circolante) non frutta interessi. Sono i titoli su tale moneta che invece ne fruttano. Il problema è che la moneta necessaria per pagare gli interessi sui titoli non esiste! Mentre il titolo cioè rappresenta moneta esistente o moneta creata dal nulla dalle banche attraverso i prestiti, l'interesse sul titolo è una certa quantità di moneta che viene creata anch'essa dal nulla, anche quando il titolo si basa sul circolante cioè su moneta effettivamente esistente.

 

Questa creazione di denaro che in realtà non esiste fisicamente fa sì che risulti esserci più moneta nel sistema di quanta ve ne è in realtà. In sostanza, gli interessi sui titoli devono essere pagati ma la moneta per pagare tali interessi non viene creata in aggiunta a quella già esistente nel sistema. Questo fa sì che la quantità di denaro necessaria per le transazioni sia sempre scarsa e che quindi si continui a ricorrere ai prestiti bancari per pagare gli interessi. E' un circolo vizioso, in cui l'unico modo per sopravvivere e pagare tutto è continuare a prendere a prestito dalle banche, le quali vogliono interessi per i soldi che creano dal nulla. Ma i soldi per tali interessi non esistono nel sistema perché non vi è stato un parallelo incremento della massa monetaria del sistema. 

Questo meccanismo crea una dipendenza dal sistema bancario e, a causa dell'eccesso di moneta nominale rispetto a quella reale, una perenne inflazione.

L'obiettivo principale delle banche centrali odierne è la stabilità dei prezzi (senza alcun successo, fra l'altro, conseguenza ovvia di un'impossibilità logica di controllare tutti i fattori di influenza sui prezzi), ma esse trascurano completamente la stabilità della misura del valore: l'errore consiste nel considerare la massa monetaria in circolazione corrispettiva del valore finale di produzione di beni e servizi e non dei costi di produzione sostenuti per produrli.

Stando così le cose, per poter controllare l’eccesso di moneta, è utile comprendere come esso si forma.  Qual è la quantità giusta di moneta che deve esserci nel sistema, per impedire che si crei inflazione?

La quantità di moneta giusta è quella che corrisponde al valore dei beni e servizi prodotti dalla società. E come possiamo misurare i beni ed i servizi prodotti dalla società? Li possiamo misurare attraverso i bilanci d’esercizio delle imprese. L’utile netto delle imprese rappresenta il denaro in più che rimane ai produttori di beni e servizi, cioè quella moneta che non rappresenta prodotti e servizi. 

 

Tutte le imprese che producono beni e servizi dovranno essere registrate nella banca dati delle imprese; per lo meno quelle che sono pagate direttamente dallo Stato. Il problema degli utili delle imprese riguarda solo la moneta emessa cioè quella finanziata dallo Stato.

I bilanci delle imprese che si finanziano con moneta già circolante, non hanno alcuna influenza sulla corrispettività tra moneta EMESSA e costi di produzione, bensì su moneta CIRCOLANTE e costi di produzione TOTALI.

 

il controllo ANCHE dei bilanci delle imprese che non sono finanziate con emissione diretta di moneta, può servire solo se: 1) vi è imposizione fiscale, 2) vi sono sussidi, 3) si vuole penalizzare il profitto in generale e, 4) per controllare la reale redditività dell'impresa.

In generale, comunque, il controllo dei bilanci è cosa da farsi per tutte le imprese.

Il “sommerso” potrebbe continuare ad esistere, in quanto dipende dalla coscienza della gente, non puoi farci nulla. In ogni caso nessun danno potrebbe arrecare al sistema. Il problema del sommerso è legato al fisco; se l'imposizione fiscale non esiste non è un problema. E' una scelta. E' certo però che la gente tende ad avere più fiducia di ciò che è riconosciuto dalla società, dalla legge, quindi fare le cose in regola è un vantaggio, alla fine

 

Il risparmio dei privati dipendenti non è da considerare nella moneta in eccesso, pur facendo parte ovviamente della massa monetaria, in quanto tale risparmio non è moneta in eccesso della produzione ma fa parte della moneta basata sulla produzione di beni e servizi. Cioè, in sostanza, i salari rientrano nei costi per la produzione di beni e servizi ed i risparmi sono parte dei salari.

Allo stato attuale, solo l'utile netto delle imprese è da considerarsi come moneta non reale mentre i redditi del singolo sono da vedere come un costo della produzione, cioè è moneta con base reale spesa per la produzione di beni e servizi. L'utile netto delle imprese è invece un residuo del ricavo della vendita di un prodotto o servizio e non un costo di produzione. Quindi solo l'utile netto è moneta che a quello stadio non è reale, cioè non incorpora in sé un bene o servizio. Tale utile diventa comunque costo di produzione se reinvestito per la produzione di beni e servizi, mentre è da considerarsi consumo se viene utilizzato per l’acquisto di beni e servizi non destinati alla produzione ma appunto al consumo diretto da parte dei soci. Solo gli utili destinati al consumo diretto dei soci (e quindi, in generale, gli utili distribuiti ai soci) sono moneta non reale, cioè non sono un costo di produzione. Solo i consumi intermedi, quei consumi parte della fase produttiva di un bene o servizio, infatti, sono da considerarsi costo di produzione, mentre i consumi finali, quei consumi tipici dei privati cittadini e destinati al soddisfacimento dei loro bisogni e desideri vitali e sociali, e non destinati alla produzione ma al semplice godimento diretto, sono moneta non reale se costituenti utili di impresa. I consumi finali sono invece moneta reale se derivanti da salari, proventi da investimento, donazioni o prestiti.

Si considerano in questo contesto nel termine imprese anche le attività dei liberi professionisti, al presente non ancora considerati imprenditori nella legislazione italiana in contrapposizione alla scelta legislativa effettuata da molti altri paesi.

Pertanto solo l'utile netto (destinato al consumo diretto, vedi sopra) delle imprese può essere tassato in caso di necessità per diminuire la massa monetaria in circolazione perché SOLO l'utile netto delle imprese (pagate direttamente dallo Stato con nuova emissione) rappresenta moneta in eccesso che crea inflazione essendo moneta che non rappresenta un bene od un servizio mentre i redditi individuali rappresentano beni e servizi, essendo il reddito un costo per la produzione, e quindi parte intrinseca della produzione. Solo l'utile netto è moneta che a quello stadio non è reale cioè non incorpora in sé un bene o servizio.

E, si guardi bene, anche l’utile netto delle banche in quanto imprese è da tassare, in caso di inflazione.

Per utile netto si intende qui il valore della produzione-costi di produzione (salari, interessi passivi, ammortamenti, consumi intermedi), al netto delle eventuali remunerazioni del capitale (interessi) e dell'eventuale lavoro stipendiato dell'imprenditore.

In conclusione, lo Stato ha, in caso di necessità, lo strumento della Fiscalità Monetaria attraverso la tassazione dell’utile netto delle imprese per riportare l’inflazione a valore  nullo.

Le imprese devono essere lo strumento attraverso cui promuovere il benessere di tutta la Comunità e non solo di una minima parte di essa che persegue la sola logica del proprio profitto. La logica del profitto ad ogni costo è una colossale distorsione della sana economia, che ha spinto, fra l’altro, le società occidentali alla produzione di molti beni superflui ed al consumismo forsennato di tali beni. E questo comportamento ha prodotto un danno molto grave all’ambiente, che richiederà molto tempo per essere guarito da parte della Madre Terra che ha già iniziato a ribellarsi, all’azione indiscriminata da parte di molti esseri umani che vorrebbero distruggerla, con un’opera di purificazione totale. La Madre Terra sta ascendendo, sta elevando la sua vibrazione (sostenuta in quest’opera da molti Esseri di Luce, incarnati e non), ed in questa azione si scrolla di dosso di tutte le nefandezze e di tutti quegli esseri umani che le hanno prodotte. In questi tempi la Giustizia Divina (la Legge del Karma) opera sempre più intensamente affinché il karma dell’Umanità e della Terra possa essere trasceso.

Tassare permanentemente, in una percentuale da stabilire, la massa monetaria in circolazione) con la relativa Datazione del Denaro, ci sembra poco attuabile. 

Ci sarebbero comunque molte persone che pur di non far figurare i contanti li metterebbero da qualche parte. Si creerebbe un mercato monetario parallelo enorme con moneta (seppur fuori corso) degli anni passati. Se tutti hanno in mano moneta dell'anno prima l'accettano e come tra loro.

Il cambio monetario avverrebbe troppo spesso e la gente si stuferebbe ad andare ogni anno a cambiare la moneta, e perciò utilizzano tra loro quelle vecchie creando monete parallele e diventa un caos. Non è solo una questione tecnica; gli esseri umani non sono macchine, e bisogna sempre considerare anche le loro reazioni.

Infine tassare la massa monetaria significherebbe sottrarre ingiustamente moneta reale ai risparmi dei lavoratori e dei cittadini in generale che rappresentano costi di produzione.

6. Salari e Profitti. 

 

Il salario minimo deve essere uguale per tutti i lavoratori. Le differenze salariali si basano solo sul diverso ammontare di profitto e/o merito (quest'ultimo socialmente riconosciuto attraverso referendum).

E’ previsto un salario minimo uguale per ogni lavoro, che verrà stabilito tramite un referendum popolare (a differenza del salario minimo attualmente vigente che non è uguale per tutti i tipi di lavoro ma varia a seconda del contratto collettivo stipulato tra sindacati e datori di lavoro).

La società nel suo complesso, attraverso un provvedimento governativo, assicura un salario minimo a tutti, ma non viene dato dal governo. Viene attuato dal governo su mandato del popolo che lo ha stabilito tramite referendum. Quindi può sempre intendersi come un servizio sociale, un reddito minimo stabilito dalla società attraverso il suo governo e quindi in un certo senso un reddito di cittadinanza monetario.

Poiché viviamo in un sistema meritocratico, ogni imprenditore stabilirà a sua discrezione quanto pagare un suo lavoratore, in aggiunta al minimo.

 

Riguardo ai Profitti, per capire meglio, possiamo suddividere i lavoratori in tre categorie:

1) lavoratori di società di persone (SaS, Società di Fatto, Associazioni, ecc)

2) lavoratori di società di capitali (SpA, SrL, ecc)

3) lavoratori pubblici.

 

Nelle imprese in cui non vi è capitale di rischio investito (SaS, Società di fatto, ecc), l'utile va diviso in modo uguale tra tutti i lavoratori dell'impresa. Nessun premio a nessuno. E' impossibile determinare un sistema giusto per stabilire chi merita e chi no in termini di qualità del lavoro.

 

Per le Società di Capitali (SrL, SpA) si ritiene giusto che il capitalista (azionista o socio), cioè colui che assume su di sé il rischio di impresa (e quindi in pratica il rischio di perdere il proprio investimento), abbia una quota di profitto proporzionale alla quota di capitale sociale sottoscritta. Ed abbia inoltre un salario uguale ai dipendenti nel caso in cui egli stesso partecipi direttamente nel team di lavoro dell'impresa. 

Pertanto una parte dell'utile dell'azienda andrà suddiviso tra i soci/azionisti per la percentuale del ROE e la parte rimanente sarà ripartita in ugual misura tra i lavoratori dell’azienda. Ad esempio, se il ROE è del 10%, allora il 10% dell’utile andrà agli azionisti ed il 90% dell’utile ai lavoratori. 

Per stabilire l’utile da ripartire tra gli azionisti/soci occorre considerare il ROE (Rapporto tra l’Utile netto del periodo considerato ed il Patrimonio netto del periodo precedente) che esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. Cioè quante unità di utile netto produce l’impresa per ogni 100 unità di mezzi propri investiti. E' l'indicatore che più interessa gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio investito nell'impresa. Un'impresa, per poter attrarre nuovo capitale di rischio, dovrebbe fornire un ROE superiore ai tassi di rendimenti di investimenti alternativi. In ogni caso il ROE di una impresa non dovrebbe mai essere inferiore al tasso garantito per investimenti senza rischio. Al di sotto di tale limite, infatti, non sarebbe remunerato in modo congruo il rischio dei risparmiatori azionisti. In caso di perdita, il ROE è negativo. Questo significa che lo squilibrio economico è così grave da erodere i mezzi propri. Se il ROE è negativo, cioè in caso di perdita, l'utile ovviamente non va a nessuno.

I compensi per i lavoratori pubblici (compresi i politici ed i giudici) saranno stabiliti dal popolo attraverso appositi referendum.

Facciamo notare anche che l'utile (profitto) delle imprese rappresenta l'esistenza di una falla insita nel sistema economico complesso (non perfetto) in continuo mutamento, falla che l'imprenditore nota prevedendo una discrepanza tra il valore presente dei fattori produttivi (il mercato sottovaluta il valore dei fattori produttivi nel presente) e quello futuro del prodotto o servizio finito. Il libero mercato tenderà poi ad aggiustarsi automaticamente sia a causa dell'aumento conseguente della domanda di fattori produttivi (dato che aumenta la produzione) e quindi del loro prezzo sia a causa dell'entrata di nuovi concorrenti interessati a sfruttare tale opportunità di profitto (ipotizzando che tale profitto sia maggiore del tasso di interesse, altrimenti nessuno tenderebbe a rischiare) con il conseguente abbassamento dei prezzi dei prodotti o servizi.

La tendenza sarà quella di una caduta del profitto. Questo spiega come il libero mercato aggiusti da solo quella che è la vera falla del mercato (eccesso o difetto di moneta), evidenziata dalla presenza di un profitto (eccesso di moneta) o da una perdita (difetto di moneta). Ma fintantoché tale falla esiste, il Governo attraverso il CPM può limitare il "danno economico" di tale falla tassando l'utile e diminuendo quindi la moneta in eccesso nel sistema.

Un sistema perfetto, che non ha più senso chiamarlo economico, si ha quando non si scambia nulla ma semplicemente si dona ciò che è in più.

Liberalizzazione dei Rapporti di Lavoro. La flessibilità del lavoro è fondamentale in quanto consente una maggiore dinamicità nella vita. Chi svolge lo stesso lavoro per tutta la vita finisce con il de-motivarsi e perdere la creatività. Soprattutto perché dobbiamo crescere in modo completo e conoscere un po' tutto. 

La legislazione sui rapporti di lavoro dovrà essere tale da considerare centrale la tutela delle volontà che si sono espresse nei liberi contatti individuali.

È necessario abolire ogni forma di Contrattazione Collettiva subordinata a regole di comportamento della massa con l'intento di indirizzare l'attività economica secondo metodologie politico-ideologiche, dal momento che l'attività economica dovrà sempre scaturire dalle volontà umane individuali ad essa interessate.

La Legge deve garantire in qualunque modo la libertà e la dignità individuale, dal momento che è l'unica realtà, non necessariamente egoistica in senso morale, in grado di determinare il Progresso socio-culturale che dipende esclusivamente dall'interesse e dalla soddisfazione individuale di coloro che lo producono.

In alcuni casi il licenziamento è necessario. Tuttavia occorre garantire che chi perde il lavoro possa trovarne un altro quanto prima, magari dopo un periodo di formazione. E’ compito dello Stato farsi carico della formazione e dare eventualmente ove necessario un sussidio ad integrazione del Reddito di Cittadinanza a chi rimane senza lavoro fino a quando non ne trova un altro.

7. Finanziamento dei progetti relativi alle strutture dello Stato Sociale.

Per quanto riguarda le Opere di Pubblica Utilità (ospedali, scuole, vie di comunicazione, ecc.), lo Stato paga tali opere con moneta-credito reale, solo ex post cioè ad opera ultimata e collaudata, in base ai costi di produzione che risultano da corretti e dettagliati bilanci (contabilità industriale), perciò senza generare inflazione.

Per le Opere di Pubblica Utilità (OPU) lo Stato emette bandi di gara, tramite un’apposita Commissione imparziale (con Filiali provinciali), che risponde al CPM, i cui componenti sono assunti per meriti e per rettitudine e che, comunque rispondono, sia civilmente che penalmente, del loro operato. Tale Commissione valuta anche la rispondenza dei progetti presentati ai capitolati del bando, nonché le relative offerte economiche, assegnando i lavori alle imprese che a parità di valutazione tecnica presentano progetti con costi minori documentati.

Per progetti di una certa complessità, si possono emettere bandi di gara articolati in sottoprogetti ed assegnabili anche ad imprese diverse.

Le imprese interessate alla produzione dei beni e servizi che soddisfano i bisogni primari, nonché quelle che realizzano le OPU, possono finanziare i loro progetti reperendo i capitali presso cittadini privati (interessati ad investire i loro risparmi in azioni) oppure presso banche che operano con riserva obbligatoria al 100% costituita solamente da moneta reale (capitale proprio della banca e depositi della clientela vincolati a medio-lungo termine).

Per andare incontro alle imprese, lo Stato potrebbe dare loro dei titoli di credito nominativi del valore pari al costo di produzione previsto dei sottoprogetti (potrebbero servire come garanzia per reperire sul mercato i capitali necessari alla loro realizzazione ) e, una volta che questi siano stati realizzati ed abbiano superato il collaudo, procedere a convertirli in moneta reale.

Lo Stato emette, inoltre, moneta-credito per coprire i costi di produzione mensili della pubblica amministrazione (stipendi, affitti, beni di consumo, ecc).

In sostanza succede che lo Stato, quindi la comunità, non finanzia i profitti cioè non li sostiene! Tuttavia le imprese sono libere, a meno di leggi apposite, di avere comunque profitti (per esempio quelle imprese che producono beni e servizi che non soddisfano i bisogni primari e quindi non pagate dallo Stato). Ma in questo caso ciò che succede è semplicemente che vi è un trasferimento di moneta (non reale, cioè il profitto) dalla gente che compra all'impresa.

In altre parole nell'emissione di moneta-credito con copertura ex post dei soli costi di produzione lo Stato dichiara implicitamente di non considerare moneta i profitti!

In conclusione, a nostro avviso, il RdC e le OPU possono coesistere benissimo senza creare alcun problema.

I Titoli nominativi (del Reddito di Cittadinanza) che le aziende autorizzate accettano dai cittadini per soddisfare i bisogni primari  diventano moneta solo quando vengono presentati allo Stato per essere convertiti in moneta dagli imprenditori che offrono beni e  servizi.  Una volta convertiti in moneta diventano un costo di produzione per l'impresa perché rappresentano beni e servizi reali (prodotti) e quindi  non creano inflazione.

 

8. Le pensioni (Previdenza Sociale). 

 

Il concetto di Previdenza Sociale deve essere inteso come un sostegno economico da parte della comunità verso i membri non attivi e verso quei membri attivi che abbiano effettivamente contribuito con il loro lavoro al benessere sociale. Ed è ritenuto da noi giusto che la quota previdenziale (pensione) fornita ad un membro attivo che, per vecchiaia o per altri fattori coercitivi, non contribuisca più direttamente con il proprio lavoro al benessere della comunità sia proporzionale alla quantità di tempo dedicato dal soggetto stesso al lavoro sociale. 

Per Equità, Rispetto e Giustizia di tutti e del lavoro svolto, riteniamo che la quota di Previdenza Sociale per unità di tempo di lavoro, fornita ad un membro non attivo o ad un membro attivo ma non più contribuente in modo diretto con il proprio lavoro al benessere della comunità per i motivi di cui sopra, debba essere SEMPRE la stessa indipendentemente dal fatto che il membro della comunità sia attivo o non attivo e indipendentemente dal tipo di lavoro sociale che sia stato svolto.  

Ad esempio, se si stabilisce una quota pensionistica mensile di 100 per ogni anno di lavoro, chi ha lavorato 30 anni avrà una pensione mensile di 3000 e chi ha lavorato 35 anni, ad esempio, avrà una pensione mensile di 3500. 

Le pensioni saranno pagate con la moneta reale creata dal Governo eletto dal Popolo e vanno a sommarsi al Reddito di Cittadinanza, garantito sempre per tutti.

Non ci saranno più da una parte le pensioni d’oro dei manager e le pensioni scandalose dei parlamentari, e dall'altra le pensioni da fame. E tutti (sia uomini che donne,  politici e giudici) andranno in pensione alla stessa età (con la libertà naturalmente di proseguire nel loro lavoro e posticipare quindi l’inizio del loro personale periodo pensionistico). 

10. Lo Stato ed il Libero mercato. 

Pensiamo che lo Stato debba rimanere fuori dal mercato, con l'unica eccezione del monopolio necessario del bene moneta. Inoltre deve esercitare un controllo sulle frequenze radio-TV in quanto rappresentano un bene comune. Riguardo al mercato, il compito del Governo dovrebbe essere quello di prendere decisioni che permettano al principio di "libertà nel rispetto della libertà altrui" di essere rispettato dagli agenti nel mercato. Decisioni che dovrebbero essere rispettate per dovere morale e non perché imposte coercitivamente. Paradossalmente, la mancanza della coercizione potrebbe far sì che le decisioni vengano maggiormente rispettate dalla gente. Non c'è nulla infatti che stimola la violazione di un comportamento quanto la coercizione dello stesso.

All’infuori del monopolio dello Stato sulla moneta e del controllo sulle frequenze radio, tutte le altre attività devono essere lasciate al libero mercato governato da una sana competizione. Lo Stato deve solo controllare che non si formino concentrazioni di monopolio di nessun genere, che distorcerebbero la sana competizione, nonché stimolare la competizione in tutti i mercati attraverso premi a quelle più performanti, utilizzando sempre la moneta creata dal Governo. 

Occorre perciò privatizzare tutte le attività extra-giuridiche dello Stato in quanto:

a). La struttura economica non ha bisogno d'alcun governo giacché è severamente orientata dalle scelte di acquisto dei cittadini.

b). Ogni fenomeno sociale diviene reale soltanto se è radicato nelle istanze dei cittadini.

c). Le istanze generali dei cittadini provocano inevitabilmente il formarsi di attività volte al loro soddisfacimento, a prezzi equi in regime di libera competizione.

d). Le istanze culturali, quelle economiche e quelle giuridiche, nascono all'interno delle personalità dei cittadini e divengono impulsi per i loro comportamenti.

e). I rapporti che nascono in campo economico e culturale hanno carattere privatistico e si sviluppano con le contrattazioni individuali.

f). In ogni organizzazione sociale l'aurea regola è quella che le strutture giuridiche non debbano mai interferire nelle scelte individuali se non nei casi in cui tali scelte ledono direttamente altre persone. 

Le imprese che non hanno i requisiti per operare in un libero mercato è bene che falliscano. Naturalmente ai lavoratori delle imprese fallimentari sono garantiti i bisogni primari tramite il Reddito di Cittadinanza ed in più avranno un sussidio per il periodo di disoccupazione, nonché la necessaria Formazione per la riconversione del lavoro.

Gli eventuali responsabili del fallimento vanno perseguiti per legge se hanno leso la Proprietà ed il Possesso altrui. Esistono dei doveri morali nella gestione di un'organizzazione e se non vengono rispettati allora si viene puniti dalla Comunità perché si ledono direttamente altre persone.

 

11. L’Informazione ed i Mass Media. 

 

 L'informazione in generale deve essere libera e non può in nessun modo essere censurata. D'altra parte chi diffonde informazioni  se ne assume anche la responsabilità e ne risponde davanti alle leggi dello stato, nei casi di notizie false e lesive della libertà, dell'integrità e dell'onorabilità delle persone.  

L’informazione  è soggetta alla legge del libero mercato. Ogni cittadino deve poter accedere a tutte le informazioni che circolano nel mondo. Lo Stato garantisce che non si formi nessuna concentrazione di mass media (TV, Radio, Telefonia, Internet, Carta stampata) che determina di fatto situazioni di monopolio. Inoltre lo Stato esercita un controllo diretto sulle Frequenze di Trasmissione radio e TV (che sono un bene comune) e le assegna in modo equo a tutti i soggetti che operano nel settore dell’informazione.

 

12. Fonti di Energia, Trasporti, Acqua e Agricoltura. 

Il compito principale del Governo, per quanto riguarda questi beni e servizi, è quello di controllare che non si formi alcun genere di monopolio, oligopolio, cartelli, ecc.

Energia

A parte il monopolio della moneta ed il controllo delle frequenza di trasmissione da parte del Governo, si ritiene che tutti gli altri prodotti e servizi, comprese le fonti di energia e i trasporti dovrebbero essere lasciate al libero mercato. Il Governo deve rimanere fuori dalle questioni di mercato, se non dando dei pareri, osservazioni o direttive di massima che poi gli agenti del mercato sono liberi di accettare o meno.

 

Tuttavia il Governo dovrebbe privilegiare ed incentivare le fonti di energia naturali e nel pieno rispetto dell'ambiente (quali ad esempio: free energy ( www.freeenergymax.com ), fotovoltaiche, eoliche, idrogeno, idroelettriche, fusione fredda, ecc) sia a livello collettivo che individuale (attraverso finanziamenti a privati per generatori autonomi).

Il Governo, inoltre, dovrebbe disincentivare la costruzione di centrali nucleari informando obiettivamente il popolo sul grave pericolo delle centrali nucleari e sui grossi problemi inerenti lo smaltimento delle scorie nucleari.

 

Trasporti

 

Anche riguardo i trasporti, il Governo dovrebbe solo dare direttive,  poi gli agenti nel mercato decidono cosa fare.

Riguardo ai trasporti pubblici, il Governo dovrebbe incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico, gestito da aziende private. Inoltre dovrebbe incentivare auto ecologiche ed in generale una sana competizione.

 

 Acqua

 

L’acqua (per bere e per la pulizia) fa parte dei bisogni primari dei cittadini e quindi deve essere fornita gratuitamente, come gli alimenti (Vedi Reddito di Cittadinanza).

 

Agricoltura

 

Il Governo  dovrebbe incentivare l'agricoltura biologica e sinergica. Inoltre dovrebbe incentivare i giovani a coltivare la terra e a vivere a contatto della natura, attraverso il finanziamento di Comunità di vita agricole (ecovillaggi).

 

                                            Il Risveglio dell'Umanità
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