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Sistema Finanziario e Potere di Antonella Randazzo per www.disinformazione.it Autrice del libro "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA" 5 marzo 2007
Molte persone
credono che le banche siano istituzioni che investono i risparmi dei
clienti per produrre profitti. Non immaginano neppure lontanamente la
vera natura dell'istituzione bancaria. Non associano affatto le crisi
economiche, la disoccupazione o le guerre, al sistema finanziario, e
quindi non comprendono la vera natura del potere che oggi vessa il mondo
intero.
Le banche hanno il
potere di stampare denaro. Tale potere viene esercitato in segretezza. I
mass media utilizzano parole e concetti per nascondere tale realtà. Ad
esempio, parlano della Banca Europea come fosse legata all'Europa, e non
dicono che essa è un'istituzione controllata da pochi privati. Lo stesso
avviene per la Federal Reserve , il cui presidente viene nominato dal
presidente americano, per dare ad intendere che si tratta di
un'istituzione governativa. E invece essa è nelle mani di un gruppo di
banchieri privati.
Le banche
indebitano gli Stati senza dare nulla se non pezzi di carta stampati. E
i popoli si impoveriscono per pagare il debito pubblico che in realtà è
una truffa. Ciò significa che noi paghiamo oltre l'1% del nostro Pil
annuo ad un gruppo di persone che agiscono e dominano con metodi
mafiosi.
Il potere
finanziario è stato sempre un potere imperiale, che mira ad assoggettare
i popoli e ad accrescere il proprio dominio nel mondo. E’ sostanzialmente durante il secolo inglese che nasce il “terzo mondo”. Sono soprattutto i paesi asiatici e africani che perdono terreno rispetto all’Europa. E’ difficile negare che la crescita economica dei paesi occidentali a partire dal secolo diciannovesimo abbia contribuito in maniera netta a rallentare la crescita industriale dei paesi del Terzo Mondo.... L'esperienza coloniale ha effettivamente rappresentato un potente fattore di blocco dello sviluppo dei paesi in ritardo economico... un paese industriale come l’India fu trasformato nel XIX secolo nella "fattoria della Gran Bretagna". I paesi europei e gli Stati Uniti, pur aprendosi ai commerci internazionali nel corso del XIX secolo, poterono evitare il declino economico anche grazie a politiche protezionistiche e di difesa delle industrie nazionali... Stati Uniti, Regno Unito e Germania sono i protagonisti della storia economica del periodo che va dal 1870 alla prima guerra mondiale.... La Gran Bretagna , com’è noto, manteneva persistenti avanzi commerciali verso l’India, che dopo il 1870 divenne il primo mercato per le esportazioni industriali inglesi – le quali non trovavano sbocchi nei paesi europei e negli Stati Uniti, che adottarono politiche protezionistiche fino ai primi anni del XX secolo. Agli avanzi commerciali inglesi corrispondevano afflussi di capitali che la Gran Bretagna investiva con elevati rendimenti soprattutto negli Stati Uniti e impiegava per finanziare le importazioni dagli Stati Uniti e dalla Germania che stavano sviluppando industrie competitive al riparo delle tariffe protezionistiche in settori importanti come la chimica, la siderurgia e la meccanica... l’India poté diventare esportatrice di oppio verso la Cina e di materie prime verso la Gran Bretagna smantellando l’industria artigianale locale. Nello stesso momento in cui queste triangolazioni commerciali e finanziarie distruggevano le basi industriali dei paesi asiatici l’incorporamento dei piccoli contadini nei circuiti internazionali finanziari e delle materie prime e l’estensione della superficie destinata a produrre merci cash crops per l’esportazione a spese dell’agricoltura di sussistenza avviarono cicli di carestie e generarono situazioni di indigenza endemica.[1][1]
L'economia reale
si basa sulla quantità di denaro in circolazione. Se c'è poco denaro la
gente deve ridurre la spesa, le industrie riducono la produzione e
licenziano, e questo riduce ancora di più il denaro da spendere. In
questo modo si apre una crisi.
L'aumento o il
ribasso azionario sono dovuti ad elementi di natura informativa o
psicologica, e i banchieri possono controllare e condizionare le notizie
che riguardano la Borsa.
La truffa del
crollo del 1929 era stata compresa da Emile Moreau, governatore della
banca di Francia, che l'8 febbraio del 1928 aveva scritto nel suo
diario: "Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato
diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e
chiedendone la restituzione".[2][2]
I banchieri avevano agito in modo da bloccare l'economia, e questo si
sarebbe riversato anche sul mercato borsistico. Sarebbe inevitabilmente
scoppiata una grave crisi, che si ebbe il 29 ottobre del 1929.
Lo scorso 27
febbraio, il crollo della borsa di Shanghai, che ha fatto perdere al
mercato cinese 107 miliardi di dollari, e ha causato in Europa la
perdita di 270 miliardi e di 210 miliardi alla Borsa statunitense, è
stato prodotto da informazioni e da speculazioni. Alan Greespan aveva
parlato di una grave e imminente recessione negli Usa, e questo non
poteva non produrre reazioni. I grandi banchieri manovrano le
informazioni finanziarie e possono orientarle come vogliono, favorendo
alcuni mercati e distruggendone altri. Porre il dollaro al centro del sistema finanziario voleva dire poter condizionare e controllare l'economia di tutti i paesi del mondo. Molti di essi, alla fine della guerra, non avevano dollari nelle casse, e dovettero vendere parte del proprio oro al Tesoro americano, per avere i dollari per comprare generi alimentari, materie prime o macchine industriali. Nel 1948, la Francia negoziò la convertibilità della propria valuta in oro, e nel giro di alcuni anni anche gli altri paesi europei e il Giappone fecero altrettanto. Tutti i paesi furono costretti a versare al Fmi 1/4 della quota di partecipazione in oro, o il 10% delle proprie riserve d'oro in dollari. Il Fmi si appropriò in breve tempo di una quantità enorme di oro. Le autorità americane riuscirono ad impadronirsi del 70% di tutte le riserve mondiali di oro. Ma con lo sviluppo economico del Giappone e dell'Europa, le riserve diminuirono. Nel 1960 erano scese al 44% e nel 1971 si erano ridotte al 21%. Per questo motivo, le banche americane decisero di sganciare il dollaro dall'oro. Nell'agosto del 1971, l 'amministrazione Nixon, unilateralmente, decise di abolire la convertibilità del dollaro in oro. Il prezzo del petrolio salì. Ciò provocò una crisi del sistema monetario internazionale e l'inflazione colpì soprattutto i paesi più poveri.
Nel 1979, nacque
il sistema monetario europeo, che imponeva ai paesi membri di versare il
20% delle riserve in oro e il 20% delle riserve in dollari in cambio di
Ecu, che poi diventeranno Euro. Di tutto questo beneficiava un sistema
finanziario centrale, che era gestito da privati.
Il nuovo sistema
finanziario americano rendeva difficile per i paesi il controllo dei
cambi, che diventarono fluttuanti e rendevano possibili speculazioni di
ogni genere.
I banchieri
americani sono disposti a fare nuove guerre per impedire il crollo
definitivo di un'economia basata sul debito. Essi hanno trasformato
l'economia in un sistema assurdo e irreale, in cui le speculazioni
permettono l'accumulazione di denaro, che non corrisponde a nessuna
ricchezza reale e non è stato prodotto dal lavoro. Le banche hanno interesse a indebitare gli Stati e i singoli cittadini, per poter incassare il guadagno sul denaro prestato, e per avere il potere di condizionare le scelte politiche ed economiche. Per realizzare questi obiettivi, l'élite finanziaria ha messo in pratica una serie di strategie per indurre a privatizzare i beni pubblici. Ad esempio, utilizza le Borse per attuare speculazioni attraverso le quali controllare le aziende pubbliche, per farle crollare e rilevarle. La logica è sempre la stessa: prima indebolisci, rendi una società assai mal ridotta, fai in modo da indebitarla, infine la rilevi, e nel giro di alcuni anni puoi trarre profitti. E se i profitti non dovessero arrivare, puoi sempre chiedere denaro pubblico.
Le grandi banche
hanno nelle loro mani il potere speculativo della Borsa. Il sistema
borsistico è irrazionale e senza regole certe. La prevedibilità di
questo sistema è nelle mani di chi lo controlla dall'alto, cioè dei
grandi istituti bancari. Il 70% del credito speculativo mondiale è nelle
mani di tre grandi banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs e Ubs. Queste
banche si valgono di conoscenze di natura sociologica e psicologica per
condizionare i mercati e controllare l'economia. Il loro obiettivo
principale è quello di accrescere ancora di più i loro capitali,
spogliando i cittadini e le istituzioni. Come osserva l’Economist,
i banchieri hanno sempre più ragioni per far si che il potere "torni
nell’ombra".
Le guerre nel
Terzo Mondo hanno avuto (e hanno) la funzione di seminare disperazione e
miseria, per fare in modo che le corporation si appropriassero delle
materie prime e della manodopera a basso costo. Il settore finanziario
non deve essere separato da quello produttivo, perché in realtà si
tratta delle stesse persone, che posseggono denaro per investire
nell'industria, o produrre beni e servizi. La globalizzazione
neoliberista era il progetto delle banche di accentrare nelle loro mani
la ricchezza del mondo.
La crisi economica
viene creata dalle banche, che cercano di fare in modo che vi sia quanto
meno possibile denaro in circolazione. Ciò serve ad accrescere il loro
potere, e ad indurre le persone ad avere uno stato d'animo depresso o
assorbito dai problemi economici. Una tale condizione assoggetta ancora
di più gli individui al sistema.
Attraverso le
guerre e le crisi finanziarie, le banche hanno ricolonizzato il Terzo
Mondo, e hanno ridotto in miseria milioni di persone.
Il sistema
occidentale, diversamente da quello islamico, si basa sul profitto
ricavato dal denaro stesso. Le guerre contro i popoli arabi devono la
loro ragione d'essere, oltre che al saccheggio delle risorse
energetiche, anche al timore che il sistema bancario arabo possa essere
riconosciuto come migliore di quello occidentale.
La banca islamica
nasce alla fine dell'Ottocento, ma inizia ad affermarsi 30 anni fa, per
poter applicare la Shari'ah anche nella gestione delle finanze. Le
ricchezze delle banche islamiche, in forma di deposito, nel 1985,
ammontavano a circa 5 bilioni di dollari, e nel 1994 erano salite a 60
bilioni di dollari. Oggi si stanno diffondendo nel mondo sportelli bancari speciali per clienti musulmani, e anche le banche italiane stanno considerando questa possibilità. Persino grandi banche come la Dresdner , la Citibank e la Abn-Amro , hanno istituito rami aziendali che rispettano i principi della Shari'ah. Le banche islamiche non finanziano il terrorismo perché è contrario ai loro principi etici, e sono soggette ai controlli delle autorità internazionali. Non sono mai stati dimostrati collegamenti fra banche islamiche e reti terroristiche, mentre sono emersi legami fra gli istituti di beneficenza in Arabia Saudita e il finanziamento ad al Qaeda. Anche gli Stati Uniti partecipano attivamente a finanziare al Qaeda attraverso la Cia. Spesso il finanziamento è mascherato da beneficenza o filantropia. Vengono utilizzati enti di beneficenza non soggetti a controlli o a regolamentazioni finanziarie. Ad esempio, il governo saudita ha fondato " La Lega Mondiale dei Musulmani" che ufficialmente sarebbe una fondazione con fini benefici, come dare assistenza ai musulmani. Ma in realtà si tratta di organizzazioni nate per sostenere finanziariamente e dal punto di vista organizzativo le reti terroristiche. La famiglia reale saudita e gli uomini più ricchi del paese versano somme notevoli per il terrorismo. Le autorità americane aggiungono altro sostegno organizzativo e altri finanziamenti.
Il "terrorismo"
islamico è un'invenzione dell'élite occidentale, ed ha come obiettivo
principale quello di dividere gli occidentali dagli arabi,
criminalizzando la cultura araba attraverso i vecchi stereotipi
coloniali dell'arabo fanatico e nemico dell'Occidente.
Il controllo delle
banche è soltanto apparentemente esercitato dai direttori delle banche,
come il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke. In realtà dietro
di essi ci sono i proprietari, che decidono le politiche da imporre. Si
tratta delle famiglie dei grandi banchieri europei, come i Rockefeller o
i Rothschild. Sono persone che non appaiono mai nei media, nemmeno
quando riviste come Forbes fanno la classifica dei più ricchi.
Queste persone sono talmente ricche e potenti da dover rimanere
nascoste, perché se i popoli scoprissero le loro responsabilità sulla
morte o sulla miseria di milioni di persone, il loro potere sarebbe in
pericolo.
Per garantirsi un
potere duraturo, i banchieri controllano anche il settore energetico e
bellico. Le guerre imperiali anglo-americane (sostenute da altri paesi
europei come l'Italia), servono a distruggere la cultura islamica,
ritenuta nemica del sistema bancario occidentale, e ad impedire ai
popoli di scegliere un sistema alternativo che li liberi dalla schiavitù
del sistema imposto dall'élite.
L’Ufficio per il
Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine delle Nazioni Unite,
ha promosso il "Programma Globale per la lotta al riciclaggio di danaro
‘sporco’". Ma l'azione non potrà mai essere efficace senza la
collaborazione delle banche.
I dirigenti delle
banche guadagnano cifre astronomiche. Ad esempio, il direttore generale
della Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha guadagnato nel 2006 ben 53,4
milioni di dollari. Il mondo di queste persone è completamente avulso
dalla realtà del lavoratore comune, che con poche migliaia di dollari
deve sopravvivere e mantenere la famiglia.
Le banche di Wall
Street, come la Carlyle Group o la Goldman Sachs , finanziano e
organizzano le campagne elettorali dei politici, e scelgono soltanto
quei candidati che appoggeranno le loro politiche. Negli ultimi decenni
le banche non hanno più trovato ostacoli nell'imporre la loro linea
politica, che vede tagli nella spesa sociale, e privilegi di ogni genere
soltanto per la classe ricca. A causa di ciò, la qualità della vita
della maggior parte della popolazione è peggiorata. La disoccupazione è
aumentata, e questo ha fatto abbassare i salari. La classe media si è
impoverita, a causa della precarizzazione del lavoro e della
disoccupazione.
Le banche
acquisiscono maggiore potere e ricchezza imponendo occupazioni militari
o sistemi dittatoriali. Ad esempio, la Esso Mobil ha aumentato nel 2006,
del 26% i suoi profitti grazie allo sfruttamento dei pozzi del Kuwait e
dell'Arabia Saudita, paesi in cui sono state imposte dittature. I
maggiori azionisti della Esso Mobil sono le grandi banche come JP
Morgan & Co., Barclays e Mellon. La Total-Fina -Elf, gruppo petrolifero
che sta producendo profitti in Iraq, è controllato da grandi banche come
Mellon e Citigroup.
Le banche, dunque,
esercitano oggi un potere enorme su tutta la popolazione mondiale, e
intralciano in vari modi lo sviluppo culturale, morale, materiale e
spirituale dei popoli. Nel Terzo Mondo fomentano guerre per produrre
profitti, mentre nel Primo Mondo impediscono un maggiore benessere e
reggono le redini della situazione economica. I politici sono
subordinati a questo assetto, e oggi la loro abilità non consiste nel
governare bene, ma nell'ingannare i popoli facendo credere di essere a
loro servizio. Il sistema finanziario è stato creato da un gruppo di persone che hanno l'obiettivo di dominare sui popoli. Questo gruppo di persone ha creato le regole di base e le ha poste come assiomi, in modo tale che noi fossimo indotti a capire "come" funziona il sistema e non "chi lo ha creato così e perché". Coloro che pongono le regole e i parametri da cui non si potrebbe prescindere, sono anche coloro che ci inducono ad assumere i valori della realtà messa in gioco, condizionandoci attraverso presupposti impliciti, assunti come immodificabili. Il sistema è maggiormente condizionante quanto più se ne assumono i parametri di base in modo inconsapevole. Per questo è necessario capire questo sistema di dominio, imposto con la disinformazione e l'inganno. Un sistema che nessuno sceglierebbe liberamente.
Antonella Randazzo ha scritto Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittature. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007). "DITTATURE: LA STORIA OCCULTA"
[1][1]
Zenezini Maurizio, "La globalizzazione prima della
globalizzazione", Dipartimento di Scienze Economiche e
Statistiche Università di Trieste, Febbraio 2003,
http://studieur.economia.uniba.it/Sezioni_sito/Novit%C3%A0/globalizzazione_prima.pdf.
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