Il Risveglio dell'Umanità
alla ricerca della Verità 

INDICE GENERALE

NEWS

SDAG

MODUM

HOMEPAGE

   42. Sistema economico
by Dani

 

Noi siamo abituati a pensare ad una struttura sociale a classi o, in altri termini, piramidale. Ma è veramente questa la struttura sociale più pura che esista? 

Sebbene nelle democrazie moderne non esistano vere e proprie classi sociali, vi è comunque una chiara gerarchia piramidale che si basa sul denaro. E' il denaro infatti che, nelle società moderne, determina la struttura piramidale. Il concetto stesso di potere è oggi inteso come influenza sulla gente, e ciò dipende sempre in ultima analisi dalla quantità di denaro posseduto. Perfino cariche in teoria non associate direttamente alla quantità di denaro posseduto come quella politica e quella religiosa godono di potere soltanto in base alla capacità che hanno di influire sulla gente e cioè, in ultima analisi, sulla capacità di muovere il denaro a proprio piacimento.

Perché la gerarchia economica è piramidale? Perché le differenze di capacità, di fortuna e di pensiero delle persone fanno sì che vi siano molti livelli di possibilità economiche, e che il numero di persone diminuisca sempre più man mano che il livello di possibilità economiche aumenta, dato che è sempre meno probabile che si goda di quella particolare combinazione di capacità, fortuna e modo di pensare che porta a diventare sempre più ricchi.  

Ritengo che sia giusto che vi sia una gerarchia, perché è naturale che vi sia qualcuno più "alto" di qualcun altro, e tale "altezza" deve essere affiancata da una meritata differenza di benessere. Benessere che, in un mondo in cui lo scambio si basa sul denaro, significa maggiore disponibilità di denaro.

Ora, nel sistema odierno tale "altezza" cosa indica? In sostanza, chi è più ricco è più meritevole in che senso? E' più meritevole perché ha avuto le capacità, la fortuna ed il modo di pensare necessari per avere successo economico. E la sua attività gli ha consentito di godere del diritto di pretendere dagli altri un determinato compenso sulla base delle leggi vigenti, compresa la legge di mercato di domanda/offerta.

Il problema non sta quindi in coloro che sono ricchi. Loro hanno semplicemente beneficiato delle leggi (o della mancanza di leggi) vigenti nel nostro sistema. E non hanno l'obbligo di condividere con gli altri il loro denaro che hanno guadagnato, qualsiasi sia il modo in cui l'hanno fatto.

Il problema sta invece nella struttura del sistema stesso.

L'ideale sarebbe creare una società basata sul dovere morale di ricompensare con una determinata quantità di denaro chi dimostra di servire la società. Ed in cui, a seconda del tipo di servizio che una persona dona alla società stessa, la gente stabilisce una determinata ricompensa per tale persona. Ricompensa stabilita dall'unica "legge" veramente utile e meritocratica sulla quale una società dovrebbe basarsi: la "legge" di mercato di domanda/offerta. Legge che peraltro non necessita di una regolamentazione formale in quanto è un comportamento automatico umano il ricompensare maggiormente i servizi o beni in base alla loro rarità (offerta) ed in base a quanto la gente li desideri (domanda). Ciò significa in sostanza che più raro e richiesto è il servizio che una persona offre alla società, e maggiore sarà la ricompensa che tale persona merita.

E' fondamentale però a questo punto determinare un metro che sia valido per tutti i tipi di servizio (lavoro) che una persona offre alla società. Stabilito cioè che la gente deve decidere quanto ricompensare una persona per il suo lavoro, e ciò avviene automaticamente attraverso la legge di mercato di domanda/offerta, come determinare quali servizi o beni sono più importanti degli altri? Esistono cioè beni o servizi che meritano di essere pagati di più degli altri? E se sì, come stabiliamo tali differenze?

L'unico vero modo per stabilire quanto ricompensare un servizio o pagare un bene è la libera volontà o desiderio degli esseri umani, cosa che dipende a sua volta dall'utilità (cioè dal vantaggio personale) che la gente riscontra in tale servizio o bene. Non esistono e non possono esistere cioè metodi "artificiali" o "scientifici" di determinazione del prezzo di un bene o servizio, qualsiasi esso sia. In un sistema puro, il prezzo di un bene o servizio viene determinato dalla libera volontà o desiderio della gente attraverso la semplice ed automatica legge di mercato di domanda/offerta. Come dire che alla fine è la gente che decide come funziona il sistema, e che i modelli economici sono pure speculazioni mentali che non tengono conto della realtà dei fatti, e cioè che chi decide alla fine è la gente.

La gerarchia economica è quindi, per natura umana, piramidale. La società umana è infatti una società complessa in cui la continua interazione tra gli umani stimola la continua crescita collettiva ed individuale attraverso il meccanismo della competizione. E la competizione porta per sua natura ad una differenza tra una persona e l'altra in termini di capacità, e quindi alla creazione di una gerarchia sociale basata anche su tali capacità, oltre che sulla fortuna (modo in cui la nostra anima sceglie di farci imparare le lezioni) e sul nostro modo di pensare (che influenza a sua volta la nostra fortuna).

 E' umano e giusto competere per cercare di migliorarsi di giorno in giorno. E la competizione è corretta e sintomo di desiderio di migliorarsi continuamente fintantoché non si cade nella concorrenza, cioè nel competere per ottenere qualcosa a danno di qualcun altro. La concorrenza è in sostanza una deformazione della corretta e pura competizione.

In una corretta competizione, ognuno cerca di migliorarsi di giorno in giorno nel rispetto degli altri. E' la concorrenza, però, che è diventata l'unico meccanismo esistente nel nostro sistema economico odierno a causa del sistema di creazione del denaro. Il denaro, infatti, è creato oggigiorno da banche private e non dalla gente. Il denaro, cioè il mezzo di scambio per eccellenza di una società, dovrebbe invece essere creato dalla gente stessa attraverso i propri rappresentanti governativi.

La creazione del denaro da parte di privati fa sì che la quantità di denaro in circolazione sia scarsa e limitata ai desideri dei banchieri privati. E tale scarsità di denaro rispetto a quello di cui la società avrebbe bisogno crea una lotta per il denaro esistente, non sufficiente per tutti. Si crea cioè una società concorrenziale e non più puramente competitiva. Tale problema sarebbe facilmente risolto se fosse il Governo a creare la moneta dal nulla. Solo in tal modo infatti si potrebbe creare il denaro necessario per dare la possibilità a tutti di avere una vita dignitosa (vedi anche articolo n.18 La Vera Origine dei Prezzi).

Il meccanismo competitivo è quindi fondamentale e necessario per continuare a stimolare la crescita individuale di ognuno di noi e di conseguenza collettiva. E' giusto che ognuno di noi sia un po' egoista e pensi innanzitutto a se stesso, per poter poi meglio aiutare gli altri da una posizione più favorevole. L'egoismo è un atteggiamento puro e necessario per crescere veramente, almeno fintantoché non si danneggiano gli altri nel nostro agire. Fintantoché cioè siamo competitivi e non concorrenziali siamo utili a noi stessi ed alla società. In altri termini, supportiamo la nostra ascensione personale e l'ascensione globale.

 

D&R correlate

Competizione, agonismo e violenza

59. Ho letto il tuo articolo sul sistema economico che mi è piaciuto molto. Ma ho qualche domanda da farti. La competizione è una buona cosa per migliorarsi, quindi è un misurarsi con se stessi. Ma cosa pensi della competizione sportiva, come il calcio, il pugilato e tante altre gare competitive in cui ciò che conta non è lo spettacolo come arte, ma scaricare la rabbia, la violenza contro gli avversari, sia da parte dei tifosi che dei protagonisti, sotto il controllo dei pochi furbi che oltretutto ci fanno anche un sacco di soldi, alla faccia dei coglioni (tifosi) che li foraggiano? Posso capire l'atletica leggera, dove si compete senza danneggiare gli altri, ma gli sport di massa non mi sono mai piaciuti, anche se da ragazzo ho giocato a pallone ed ero anche bravo. Tu trovi giusto che le persone si scannino a vicenda per la propria squadra di calcio? Il calcio in sé non è uno sport violento. Quando si gioca e ci si impegna allora si diventa agonistici, e ci si può far male a vicenda ma involontariamente. Fa parte dell'agonismo, che è un segno di impegno. Ma il far male non è lo scopo del gioco. 

Vi sono sport invece direttamente violenti, come ad esempio il pugilato. Sport cioè in cui il gioco consiste proprio nel far male all'avversario. Non è di certo così nel calcio.

Non è colpa dei giocatori se la gente va allo stadio per sfogarsi. Le emozioni che il calcio provoca nella gente fa loro tirar fuori tutte le emozioni, anche quelle più negative. Ma questo è un problema dei tifosi così accaniti che hanno questi problemi loro personali, non dei giocatori che vanno in campo o dei dirigenti delle squadre.

Scarsità di moneta e inflazione

60. Nell'articolo n.42 dici che vi è scarsità di denaro nel nostro sistema rispetto a quello di cui la gente avrebbe bisogno. Ma se fosse il Governo a creare moneta e cominciasse a creare soldi per tutti non si creerebbero molto presto fenomeni di superinflazione? Il problema dell'inflazione è strettamente legato alla moneta virtuale, non reale. Nel nostro sistema economico odierno la quantità di moneta risultante dai dati è elevatissima perché vi sono un sacco di transazioni virtuali, che non richiedono cioè l'uso della moneta vera e propria, metallica o cartacea che sia.  

Tali transazioni vengono fatte in modo rapidissimo attraverso l'utilizzo delle tecnologie informatiche. Pensiamo alle speculazioni di borsa, ad esempio. Per questo fatto della notevole velocità di circolazione della moneta oggigiorno potrebbe apparentemente sembrare che non vi sia scarsità di denaro. Ma in realtà il denaro esistente è insufficiente, nel senso che la possibilità di creare lavoro o di realizzare determinate opere (private o pubbliche che siano) necessarie alla comunità può essere limitata da coloro che hanno il potere di creare moneta, ossia i banchieri privati.

Il problema dell'inflazione deriva dalla presenza del meccanismo di riserva frazionale nel sistema bancario. Le banche, in sostanza, hanno la possibilità di prestare molto più denaro di quello che hanno. E tale nuovo denaro creato attraverso i prestiti non viene reso manifesto con denaro vero e proprio metallico o cartaceo, ma va ad aggiungersi alla massa monetaria nel sistema semplicemente digitando numeri su computer o scrivendo numeri su un titolo cartaceo. In questo modo risulta esservi moneta in eccesso nel sistema (in eccesso rispetto a quella che dovrebbe esserci, ed in eccesso quindi rispetto ai beni e servizi realmente scambiati nel sistema). Tale moneta in eccesso viene giustamente percepita come un problema economico. Il fatto è che tale eccesso viene solitamente ridotto attraverso l'aumento dei tassi di interesse, che provocano a loro volta un aumento del costo dei prestiti bancari e quindi di conseguenza una variazione dei prezzi dei beni. 

Tale variazione sarà tendenzialmente negativa, dato che la gente comprerà meno. E quindi le imprese saranno costrette ad abbassare i prezzi, tanto maggiore è la competizione nel proprio settore (a meno di cartelli tra imprese). I prezzi potranno invece rimanere stabili o addirittura aumentare se il settore in cui l'impresa opera è monopolistico o comunque poco competitivo. In tal caso, infatti, l'impresa tenderà a scaricare il proprio aumento di costo sul prezzo dei beni.

L'unico vero modo per eliminare l'inflazione e tutti gli effetti connessi è dare solo ed esclusivamente al Governo (e non più alle banche private) il potere di creare la moneta. Ed abolire il meccanismo di riserva frazionale. Per maggiori informazioni vedi art.18 La Vera Origine dei Prezzi.

Moneta e inflazione

61. Se è vero che la moneta nominale è sempre in eccesso ma quella reale è sempre scarsa, gli economisti quale delle due guardano? Gli economisti guardano solitamente l'aggregato monetario chiamato M1, che comprende il circolante (monete e banconote reali effettivamente emesse dalla BC), gli assegni turistici ed i depositi in conto corrente. E' l'aggregato che la banca centrale riesce a controllare meglio. Tale aggregato è già in parte nominale, dato che un aggregato puramente reale comprenderebbe solamente il circolante, cioè le banconote e monete realmente emesse dalla BC. 

Gli economisti considerano anche altri aggregati meno liquidi rispetto ad M1 (es. M2, M3). La liquidità indica la disponibilità immediata del denaro per le transazioni. 

In un sistema puro, la liquidità dovrebbe essere assoluta, cioè vi dovrebbe essere solo denaro circolante, cioè effettivamente emesso dalla BC, o titoli sostitutivi di tale denaro ma che non fruttano alcun interesse, così come la moneta vera e propria.

La moneta reale (circolante) non frutta interessi. Sono i titoli su tale moneta che invece ne fruttano. Il problema è che la moneta necessaria per pagare gli interessi sui titoli non esiste! Mentre il titolo cioè rappresenta moneta esistente o moneta creata dal nulla dalle banche attraverso i prestiti, l'interesse sul titolo è una certa quantità di moneta che viene creata anch'essa dal nulla, anche quando il titolo si basa sul circolante cioè su moneta effettivamente esistente.

Questa creazione di denaro che in realtà non esiste fisicamente fa sì che risulti esserci più moneta nel sistema di quanta ve ne è in realtà. In sostanza, gli interessi sui titoli devono essere pagati ma la moneta per pagare tali interessi non viene creata in aggiunta a quella già esistente nel sistema. Questo fa sì che la quantità di denaro necessaria per le transazioni sia sempre scarsa e che quindi si continui a ricorrere ai prestiti bancari per pagare gli interessi. E' un circolo vizioso, in cui l'unico modo per sopravvivere e pagare tutto è continuare a prendere a prestito dalle banche, le quali vogliono interessi per i soldi che creano dal nulla. Ma i soldi per tali interessi non esistono nel sistema perché non vi è stato un parallelo incremento della massa monetaria del sistema. 

Questo meccanismo crea una dipendenza dal sistema bancario e, a causa dell'eccesso di moneta nominale rispetto a quella reale, una perenne inflazione.

Politica monetaria

62. Perché i tassi di interesse sono oramai quasi nulli? Perché la quantità di moneta nominale è talmente in eccesso rispetto a quella reale che i prezzi continuano ad aumentare, dato che risultano esserci molti più soldi di quelli che vi sono realmente e ciò provoca un aumento della domanda e quindi dei prezzi.

L'aumento di domanda provoca anche un necessario aumento di offerta da parte delle imprese. Tale aumento di offerta comprende un aumento dei costi per le imprese. Dato che però l'aumento dei prezzi fa diminuire a sua volta la domanda (la gente compra di meno) allora il lato dell'offerta si ritrova con un eccesso di produzione e di costi. Tale effetto negativo sulle imprese le costringe a prendere in prestito dalle banche.

La Banca Centrale, per non vedere il paese crollare a picco, è costretta a cercare di risollevare la situazione economica favorendo i prestiti alle imprese (per supplire ai costi) ed ai consumatori (affinché consumino). E questo lo può fare solo abbassando i tassi di interesse.

Questo è ciò che sta avvenendo oggi. Siamo arrivati ad avere tassi quasi nulli perché i debiti accumulati dalle imprese e dai consumatori nei confronti delle banche sono divenuti così alti che le banche stesse rischiano il fallimento. E perciò cercano a loro volta di rimanere in vita favorendo i prestiti, i quali a loro volta sono necessari per mantenere in vita le imprese e l'economia del paese. Siamo arrivati cioè all'avvitamento del sistema su se stesso.

La massa debitoria nei confronti del sistema bancario sia da parte dei privati che da parte dei governi è così elevata che l'unico modo per dare una vera e definitiva svolta alle sperequazioni economiche esistenti sul nostro pianeta è dare ai Governi stessi il potere di creare moneta, ma solo moneta reale (banconote e monete metalliche) cioè con un coefficiente di riserva del 100%.

Questioni di coscienza

63. Dani, hai detto che diventare ricchi è positivo. E va bene. Ma lo è anche quando si ruba per diventare ricchi? Molte fortune sono state accumulate in modo disonesto, o fraudolento. E' lecito questo? Oggi la legge di mercato della domanda e offerta è stata molto distorta dalla corruzione a tutti i livelli. E' giusto questo? Come si può uscire da questa spirale perversa della corruzione? Cosa devono fare i poveri per uscire dalla povertà endemica? E i ricchi, che diventano sempre più ricchi sulla pelle dei poveri che diventano sempre più poveri, cosa dovrebbero fare per riequilibrare le energie? Non hanno anch'essi, come i poveri, un grosso karma da rilasciare? E per bilanciare i poli non dovrebbero invertirsi le parti? 

Ognuno ha il suo karma da rilasciare. Se viviamo una certa realtà allora l'abbiamo scelta noi, direttamente attraverso il nostro modo di pensare o indirettamente attraverso l'accettazione del karma degli antenati o attraverso le scelte fatte dalla nostra anima per farci imparare certe lezioni. 

Non esistono metodi universali per mutare la coscienza della gente. Ognuno può cambiare solamente lavorando su se stesso. Anche il cambiare il funzionamento del sistema economico (vedi articoli e D&R) non serve a nulla se non è affiancato da un parallelo mutamento delle coscienze.

Determinazione del Valore di un bene o di un servizio

103. Come stabilire in modo corretto il valore di un servizio o di un bene? Il metodo più corretto sarebbe il lasciare la decisione del valore di un servizio o di un bene ai consumatori. Oggi invece il prezzo dei beni e dei servizi viene stabilito attraverso l'interazione tra produttori e consumatori o solo dai produttori nei casi di monopoli, di oligopoli e di cartelli.  

La determinazione del vero valore di un servizio o di un bene si basa sul Dovere Morale di dare in cambio qualcosa a chi ci offre un bene od un servizio, e non sul Diritto di pretendere un determinato valore da parte dei produttori.

I consumatori in tal modo determinerebbero il vero valore di un bene o di un servizio sempre attraverso il mercato, cioè basandosi sull'utilità di quel bene o servizio rispetto a tutti gli altri.

I produttori del bene o del servizio dovrebbero semplicemente rendere pubblico il costo del lavoro, il tipo di lavoro svolto e da chi. Quello che è il surplus, che comprenderebbe sia i salari sia i profitti, dovrebbe essere stabilito interamente dai consumatori in base all'utilità che loro reputano abbia quel particolare bene o servizio.

Riguardo ai salari, dovrebbero essere uguali all'interno di uno stesso team di lavoro, indipendentemente dalla funzione di ognuno. E lo stesso dicasi per la divisione dei profitti, che dovrebbero essere divisi in modo da dare ad ogni membro del gruppo lo stesso ammontare.

Competizione e concorrenza

19. Potresti spiegare meglio la differenza tra competizione e concorrenza di cui parli nell'articolo sul sistema economico? Generalizzando questi due concetti a tutti gli aspetti della vita sociale, possiamo dire che la competizione è necessaria affinché vi possa essere una crescita sia individuale sia collettiva ed in tutti i campi (economico, tecnologico, umano, spirituale). 

Nella competizione pura non si danneggia nessuno in quanto ciò che uno guadagna (notorietà, denaro, fiducia, ecc.) se lo è guadagnato senza togliere niente a nessuno, ma piuttosto guadagnando qualcosa di cui potenzialmente chiunque avrebbe potuto godere e facendolo in modo corretto.

Una cosa è quindi togliere a qualcuno ciò che è sua proprietà od in suo possesso (danno diretto) o competere per qualcosa danneggiando gli altri competitori (concorrenza, danno indiretto), altra è invece prevalere sugli altri per qualcosa che potenzialmente tutti avrebbero potuto prendere (competizione) e comportandosi in modo corretto (competizione pura).

Proprietà privata e proprietà comune

22. Ritieni che la proprietà privata sia necessaria? E la proprietà comune? Premetto che nel mio materiale io utilizzo il termine Possesso per indicare quella che viene comunemente definita come proprietà di beni. Definisco invece come Proprietà ciò che appartiene al proprio corpo. Utilizzo comunque qui la stessa terminologia dei termini utilizzati nella domanda.

In un sistema puro sono presenti sia la proprietà privata sia la proprietà comune. La presenza di entrambi i tipi di proprietà può essere vista come l'applicazione del principio di Unità nella Diversità (art.32), dove la necessità di Unità della comunità è rappresentata dalla presenza della proprietà comune, e dove la necessità della Diversità dei membri della comunità è rappresentata dalla presenza della proprietà privata.

La proprietà comune dovrebbe valere solo ed esclusivamente per certe zone territoriali. Il terreno in sostanza dovrebbe comprendere zone di proprietà privata e zone di proprietà comune (es. zone di passaggio, zone di ritrovo pubblico). 

E' da ricordare che il terreno, sebbene possa entrare in nostro Possesso, è sempre e comunque di Proprietà della Madre Terra (ho utilizzato qui le mie definizioni di Possesso e Proprietà). 

Tutti gli altri beni dovrebbero invece essere solo ed esclusivamente proprietà privata. Anche il bene moneta dovrebbe essere proprietà privata della comunità nella quale la moneta circola. La proprietà della comunità differisce dalle zone di proprietà comune che sono calpestabili liberamente da chiunque, anche se proveniente da un'altra comunità.

Uomini e Donne

24. Esistono delle naturali differenze di forza fisica tra uomo e donna? E perché gli uomini sembrano essere sempre stati più attivi mentalmente, essendo stati i più grandi filosofi e scienziati quasi tutti uomini? Dio ha creato l'Uomo e la Donna con differenze fisiche in particolare nella muscolatura e nei lineamenti (più marcati negli uomini), nell'altezza fisica (maggiore negli uomini) e negli organi sessuali.

Dio creò uomini e donne con stesse identiche capacità fisiche, emotive e mentali. Perfino la muscolatura maggiore dell'uomo non dovrebbe implicare in sé maggiore forza fisica. Come abbiamo detto la vera forza fisica dipende dall'attivazione delle particelle muscolari e dalla quantità di energia che abbiamo in noi, fattori questi che all'apparenza estetica non si presentano sotto forma di muscoli molto sviluppati, quanto piuttosto muscoli forti e rigidi.

La differenza nella forza fisica ed anche nell'utilizzo delle facoltà mentali è dovuta a paure nella donna che risalgono all'origine dei tempi, sin da quando Eva si rifiutò di copulare con il fratello intimidita anche dal pene di Adamo. Questa differenza sessuale (organo sessuale esterno per gli uomini ed interno per le donne) inconsciamente ha creato una sottomissione fisica della donna rispetto all'uomo, e di conseguenza un senso di inferiorità che l'ha portata a lasciare agli uomini le questioni più impegnative, non solo fisiche ma anche mentali. Storicamente l'uomo non ha fatto nulla per aiutare la donna a rilasciare queste paure, ed ha anzi approfittato di questa situazione di superiorità psicologica per creare delle società patriarcali.

Negli ultimi decenni le donne hanno cominciato a riprendere il potere che spetta loro e sempre di più sarà così in futuro. Ma per far ciò devono rilasciare le loro paure e farsi rispettare, sia fisicamente sia emotivamente sia mentalmente.

L'ascensione globale per essere completa necessita del supporto fisico, mentale ed emotivo non solo degli uomini ma anche delle donne. E necessita anche che ognuno ragioni con la propria testa rilasciando tutte le influenze culturali, comprese quelle sulle differenze e sui modi di comportamento considerati propri dell'uomo e della donna.

Uomini e Donne

25. Dani, non pensi che la differenza tra l'uomo e la donna abbia una ripercussione anche a livello sociale? Per esempio la donna partorisce ed è più legata alla sua prole in tenera età, nel senso che questa ha molto più bisogno della presenza della madre piuttosto che del padre. Una donna che sceglie di diventare madre ha dei doveri verso i figli e la famiglia in generale. Un figlio ha bisogno tanto del padre quanto della madre. Non è vero che un piccolo è più legato alla madre che l'ha partorito. E' tanto legato alla madre quanto al padre, se entrambi sono ugualmente presenti. Se si lega di più alla madre solitamente è perché la madre è più presente.

La donna ha gli stessi doveri dell'uomo verso i figli e la famiglia, né più né meno.

D'altra parte una casalinga che si dedica alla famiglia svolge un lavoro importante per la collettività e deve essere perciò remunerata adeguatamente, mentre oggi non lo è. Ciò non vuol dire che la donna debba fare solo la casalinga, tuttavia il dovere di madre è più importante rispetto a qualunque altro lavoro e credo che sia anche il più appagante. Non è giusto che le casalinghe debbano essere pagate. Ritengo che un padre ed una madre dovrebbero occuparsi della casa e dei figli allo stesso modo.  

Come vedi tu la famiglia nella società futura e quale dovrebbero essere i ruoli del padre e della madre? Il padre e la madre dovrebbero avere la stessa importanza nella famiglia, ed occuparsi entrambi della casa e dei figli allo stesso modo. La differenza dei ruoli è puramente culturale e non è corretta.

Infine come deve essere considerata dalla collettività la donna che decide di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia? E' una sua scelta, ma nessuno gli deve niente. Certo che il Governo può scegliere di sussidiarla in qualche modo per finanziare lei ed il figlio. La questione comunque è da approfondirsi. Non bisogna rischiare infatti che donne e uomini non facciano nulla per la collettività e siano mantenuti da essa con la scusa di dedicarsi ai figli. Non pensi forse che se un Governo decidesse di finanziare con uno stipendio le casalinghe allora un sacco di donne o anche uomini si fionderebbero a fare questo "lavoro"? 

Penso comunque che il fatto di occuparsi della propria casa e della propria prole sia un dovere morale della persona stessa che non debba essere retribuito dalla società. Le persone scelgono se avere figli e se non possono mantenerli allora la prossima volta ci penseranno due volte prima di farne uno. Non è giusto che la collettività mantenga coloro che fanno figli solo per il fatto di farli. Se vuoi fare figli, prenditi la responsabilità ed accertati prima di poterli mantenere.

E come vedi tu le donne soldato, che vanno a fare la guerra? Le donne possono essere tanto forti e dure quanto gli uomini. Le differenze esistono solo per questioni culturali. Se tu osservi i bambini piccoli, quando non sono ancora influenzati dalla cultura esterna, le bambine sono tanto forti quanto i bambini e si menano tra loro come da adulti solo i maschi fanno tra loro.

Servizi gratuiti

53. Quali sono a tuo avviso quei servizi che la comunità dovrebbe offrire gratuitamente ai suoi membri? Innanzitutto il bene moneta (mezzo di scambio), che dovrebbe essere creato dal Governo della comunità. E poi i servizi di istruzione e di sanità. Per tutti i servizi, ad esclusione della creazione del bene moneta, l'ideale è un mercato competitivo e libero da ogni vincolo nel quale i prezzi si formano attraverso il meccanismo di domanda e offerta. Sebbene infatti riteniamo che i servizi di istruzione e di sanità dovrebbero essere gratuiti, ciò non toglie la possibilità a chi lo desideri di offrire privatamente tali servizi ed a pagamento.

Moneta

34. Rif. D&R Giugno n° 33. Ammesso che l'Italia riesca a sganciarsi dall'euro per battere moneta in modo autonomo e che le altre nazioni europee ne garantiscano la convertibilità. Per quale motivo dovrebbero garantirne la convertibilità? Semplicemente perché qualsiasi moneta di qualsiasi stato ha la propria convertibilità con le altre monete (anche se in vari casi attraverso l'ancoraggio ad una moneta più forte come il dollaro), nel momento in cui sono monete statali. Se sono monete pubbliche e legali, nessuno impedirà ad un paese sviluppato come l'Italia, fonte di reddito anche per molti altri paesi, di crearsi una propria moneta nazionale.

Non ci potrebbe essere il pericolo di massicce fughe di capitali all'estero? Come si potrebbe evitare ciò? Stampando continuamente moneta per reintegrare quella esportata? E se poi qualcuno re-immettesse tutta la moneta esportata nel flusso monetario italiano, cosa succederebbe? Cosa ne pensi? Le fughe di capitali all'estero, considerando questo particolare problema della nazionalizzazione della moneta, non creano problemi. Ciò che conta tenere sotto controllo è la quantità di moneta nel sistema (in Italia o all'estero che sia) e non dove si trova. La moneta nazionale, anche se convertita con altre monete estere, da qualche parte continuerà ad esistere, non è che sparisce. Semplicemente cambia il possessore di tale moneta. Gli spostamenti di capitali, quindi, non creano problemi da questo punto di vista.

Naturale che, per evitare qualsiasi tipo di speculazione sul mercato dei cambi, l'ideale sarebbe avere monete nazionali con cambio fisso 1 a 1. Ma questo è un altro discorso.

Creazione di moneta

40. In riferimento all'art. 18: "Il Governo dovrebbe creare moneta dal nulla e farla pagare con un certo tasso di interesse ai membri della comunità". Io parto con 3 euro. Compro, ad esempio, 100 euro all'interesse del 3%. Ne ottengo 97. Poi ne ricompro altri 100. Adesso ne ho 194. E così via... diventerò milionario. Sono veramente digiuno di economia, ma mi sembra strana questa cosa. Il denaro al massimo puoi prenderlo in prestito da chi lo crea dal nulla ma non comprarlo (è ciò che succede oggi con i prestiti offerti dal sistema bancario). Il denaro è un mezzo di scambio, non un bene qualsiasi. Il sistema monetario in cui è il Governo a creare moneta dal nulla è simile a quello odierno con la differenza sostanziale che non sono le banche private a creare moneta dal nulla, bensì i Governi.

Così come oggi non compri denaro dalle banche ma lo prendi in prestito, lo stesso si farebbe nel caso in cui fosse il Governo a creare moneta e non le banche private (ricordo infatti che anche le banche centrali sono banche private nella quasi totalità dei casi).

Attuale inflazione

42. L’inflazione è tornato ad essere un tema di attualità in questi giorni. Tutti coloro che vivono di un modesto stipendio o pensione sanno benissimo, contrariamente a quanto rilevato dall’ISTAT, che il costo della vita, per effetto sia dell’euro che della speculazione, è aumentato notevolmente. E’ molto strano notare come i prezzi continuino ad aumentare nonostante il calo dei consumi. Cos’è che alimenta l’inflazione? Chi è manovra questo fenomeno? Sebbene l'inflazione come fenomeno in sé derivi esclusivamente dalla particolare struttura dell'attuale sistema bancario (vedi art.18), l'inflazione di questo periodo è un fenomeno che si basa ANCHE sulle aspettative.

Sebbene infatti le banche pratichino interessi bassi sui prestiti, cosa che dovrebbe favorire l'aumento della spesa e quindi della produzione e di conseguenza un aumento dei prezzi, i consumi non aumentano e di conseguenza nemmeno la produzione. E quindi l'aumento di prezzi dovuto a questo particolare fattore è ridotto.

In questo periodo, invece, l'aumento dei prezzi è dovuto in buona parte alle aspettative dei consumatori e dei produttori. In una situazione difficile a livello politico-sociale, la gente tende per paura (per lo più inconscia) a diminuire i propri consumi e preservare il denaro. Allo stesso modo i produttori, prevedendo ciò, diminuiscono la produzione cosa che porta ad un aumento dei prezzi dei prodotti per meglio coprire i costi di produzione ed avere pur sempre un certo profitto.

Attuale inflazione

43. Non pensi però che l'inflazione attuale nel nostro paese dipenda in parte anche dal cambio della moneta, dalla lira all'euro? Vi è stato sicuramente in media un arrotondamento in eccesso dei prezzi sfruttando il cambio di valuta, ma quello è stato un aumento dei prezzi istantaneo, per così dire, che non influenza e non giustifica però l'inflazione esistente prima e ben dopo il cambio di moneta.

Creazione di Moneta

59.Continuo a non capire la questione del denaro creato dal nulla: d'accordo, prenderei il denaro in prestito (dal Governo invece che dalle banche come si fa oggi), ma tu dici che il prezzo del denaro è l'interesse e quindi non rendo indietro il denaro. Parole tue: "Cioè il Governo dovrebbe creare moneta dal nulla e farla pagare con un certo tasso di interesse ai membri della comunità. Ma in quanto moneta di credito, non verrebbe richiesta indietro. Non sarebbe cioè un prestito, bensì una vera e propria vendita il cui prezzo del bene moneta è costituito dall'interesse pagato". Allora, essendo una moneta di credito ne segue che non crea debito. La moneta verrebbe quindi venduta dal Governo e non richiesta indietro. E' vero anche però che, per evitare possibili inflazioni dei prezzi, il Governo porrebbe delle "imposte" sulla gente che vanno a diminuire la massa di moneta circolante della quantità ritenuta dal Governo necessaria per mantenere i prezzi stabili.

Ora, dire che esistono delle "imposte" da parte di chi crea la moneta, nel nostro caso il Governo, equivale a dire che il Governo ha la possibilità di chiedere di restituire parte di tale moneta per il bene collettivo (nella pratica, per mantenere i prezzi stabili).

Quindi è vero che vi è una vendita ma è vero anche che, essendo la proprietà del bene moneta una proprietà collettiva di tutti i membri della comunità, allora si può intendere tale vendita come una forma di prestito dai membri della collettività a se stessi, dato che il Governo (rappresentanti della comunità stessa) può richiedere indietro una certa somma di moneta in circolazione per evitare rialzi inflazionistici.

Il Governo non venderebbe moneta all'infinito senza limiti. Stabilirebbe un tetto massimo di vendita di moneta per ogni persona in un determinato arco di tempo. E sopra tale "tetto massimo per individuo" venderebbe denaro solo a fronte di progetti o spese qualsiasi ma di utilità pubblica.

Interesse sui Prestiti di Capitale

60. Rif. D&R n.58 di Maggio: "Nel caso in cui, invece, chi presta il capitale è colui che crea il capitale prestato (il sistema bancario) allora la richiesta di tale interesse è ingiustificata, poiché non si sottrae nessuna utilità del capitale al prestatore dato che tale capitale prima non esisteva, ma viene invece creato appositamente per il prestito. Questo è ciò che succede con i prestiti bancari attraverso l'utilizzo del meccanismo della riserva frazionale". Ma non hai detto che la moneta creata dal Governo verrebbe venduta a fronte di un prezzo? Non è quindi la stessa cosa? Il Governo venderebbe moneta e quindi non presta nulla. Ma in realtà, essendo la moneta stessa un bene collettivo, si tratta di una vendita a se stessi. Quindi le imposte eventualmente richieste dal Governo per ribilanciare la massa monetaria in circolazione ed evitare l'aumento dei prezzi sono un ridare un qualcosa a se stessi da parte della comunità o in altre parole un prestito.

Quindi diciamo che l'emissione di moneta da parte del Governo può essere vista come una vendita della Comunità a singoli individui o gruppi della Comunità stessa. Ma allo stesso tempo può essere vista come un prestito dato che vi è la possibilità di dare indietro parte di quella moneta. 

Plusvalore e Prezzo

11. Nel tuo materiale hai parlato di come il prezzo di un bene o servizio dipenda dalla domanda e dall'offerta dello stesso. Nella D&R n.103 di Aprile hai però anche detto: "Come stabilire in modo corretto il valore di un servizio o di un bene? Il metodo più corretto sarebbe il lasciare la decisione del valore di un servizio o di un bene ai consumatori. Oggi invece il prezzo dei beni e dei servizi viene stabilito attraverso l'interazione tra produttori e consumatori o solo dai produttori nei casi di monopoli, di oligopoli e di cartelli". Non è una contraddizione? Il prezzo di un bene o servizio dipende dalla domanda e dall'offerta dello stesso ma è vero anche che sono i consumatori a determinare sia la domanda sia all'offerta in ultima analisi (se i consumatori non domandano allora nessuno offre perché sarebbe una spesa inutile). Quindi è anche vero che è il consumatore che determina il mercato e dovrebbe lo stesso consumatore determinare anche il plusvalore di un determinato bene o servizio. (il plusvalore o surplus è, semplificando, la differenza tra il prezzo ed i costi di produzione di un bene o servizio). 

Salari e Profitti

12. Nella D&R n.103 di Aprile hai affermato: "Riguardo ai salari, dovrebbero essere uguali all'interno di uno stesso team di lavoro, indipendentemente dalla funzione di ognuno. E lo stesso dicasi per la divisione dei profitti, che dovrebbero essere divisi in modo da dare ad ogni membro del gruppo lo stesso ammontare". Consideri parte di uno stesso team di lavoro anche l'imprenditore stesso o solo i dipendenti? Cioè anche l'imprenditore (o capitalista) dovrebbe avere secondo te lo stesso salario e la stessa quota di profitto dei dipendenti? Ritengo giusto che il capitalista, cioè colui che assume su di sé il rischio di impresa (e quindi in pratica il rischio di perdere il proprio investimento), abbia un salario uguale ai dipendenti nel caso in cui egli stesso partecipi direttamente nel team di lavoro dell'impresa ed una quota di profitto proporzionale alla quota di capitale sociale sottoscritta.

Genericamente parlando è giusto che il profitto (inteso come guadagno ulteriore in aggiunta al salario) sia diviso in modo eguale tra i membri di un gruppo, ma nel caso di un'impresa odierna in cui vi è un investimento costituito da un capitale sociale, allora è giusto che il profitto (inteso qui come la rendita del capitale investito, un caso particolare della definizione generica precedente di profitto) venga distribuito in modo proporzionale alla quota di capitale sociale sottoscritta.

Competizione

1. L'accettazione del concetto di competizione e che distingui dal concetto di concorrenza (competizione scorretta che priva gli altri di qualcosa), comporta comunque la presenza di un vincente e di un perdente (semplificando il concetto ad un microsistema con due soli agenti). Ora, tale fatto non è di per sé negativo? Tutto dipende dal nostro approccio alla competizione. Se il porsi a confronto con gli altri lo si vede come uno stimolo a migliorarsi ed a godersi il gioco qualunque sia il risultato, allora la competizione può diventare anche divertente e molto formativa. E' vero che spesso nella concorrenza si adottano comportamenti non proprio socialmente equi e solidali, ma anche questi comportamenti insegnano molto (se non altro cosa non fare per essere corretti con gli altri). 

A livello globale, un approccio corretto alla competizione da parte degli agenti comporterebbe anche un sistema in cui anche il perdente non viene massacrato ma ha comunque un sostegno economico "di sopravvivenza" da parte della collettività attraverso i suoi rappresentanti governativi, che nel governo ideale sono anche i responsabili diretti della creazione di moneta per conto della Collettività.

Bisogni, Produzione e Natura

26. Io penso, d'accordo con te, che la Natura sia l'ambiente perfetto per noi umani in cui vivere. Un ambiente senza tecnologia o macchinari alcuni, in cui tutti i nostri bisogni sono soddisfatti dalla produzione della Natura. Un ambiente in cui la Natura ci dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ora, un ambiente come questo potrebbe essere visto da alcuni come meno evoluto del nostro mondo ipertecnologico. Ma a mio avviso non è così: questo mondo attuale ci rende schiavi del nostro lavoro e di tutti i prodotti che abbiamo intorno. Vivere in mezzo alla natura, invece, ci permetterebbe di essere veramente liberi e vivere tra noi focalizzandoci sui rapporti umani, sui rapporti con noi stessi e gli altri esseri viventi in generale, e quindi sulla nostra crescita interiore. Per questo il ritorno alla Natura è senza dubbio, a mio avviso, il fine ultimo della nostra società. Sono d'accordo. Un primo passo importante è sicuramente il cambiare il meccanismo di controllo del mezzo di scambio (moneta) e renderlo proprietà di tutti (attraverso il controllo della moneta da parte del Governo). Un ulteriore passo molto utopico oggigiorno sarà, a mio avviso, quello dell'eliminazione totale del mezzo di scambio stesso (moneta) e quindi anche del valore di scambio monetario (prezzo in denaro). Successivamente sarà necessaria anche l'eliminazione del valore di scambio in toto, realizzando una società in cui si dà e si prende dalla Natura e ci si scambia tra persone ciò di cui si ha bisogno. 

Un mondo come questo può esistere, ma prima la gente deve lavorare su se stessa e mutare i propri pensieri interiori (e quindi evolvere spiritualmente) per poter permettere ad un tale tipo di società di manifestarsi.

Capitalismo, ricchezza e povertà

12. Qual è il problema del capitalismo? Perché ha creato e continua a creare un divario sempre più grande tra ricchi e poveri? Penso che due siano i punti chiave: il primo e più importante in assoluto è il problema del controllo del mezzo di scambio, cioè della moneta. La creazione di moneta da parti di privati basata sul meccanismo della riserva frazionale crea un circolo vizioso in cui, globalmente parlando, si è costretti a prendere a prestito per pagare i debiti all'infinito. Questo crea una sempre maggior ricchezza di pochi (coloro che gestiscono la moneta ed i loro amici, cioè quelli ai quali tali creatori di moneta concedono maggiori prestiti e benefici) ed un sempre maggior impoverimento di molti.

Il secondo problema è connesso invece al meccanismo di distribuzione dei salari e dei profitti. Ritenendo di pari importanza ogni singola persona facente parte di un gruppo di lavoro, penso che all'interno di uno stesso team di lavoro (in un'impresa o altro tipo di organizzazione, in sostanza) i salari dovrebbero essere uguali per tutti. E lo stesso discorso vale in generale per la suddivisione del profitto in parti uguali tra tutti i membri del team con l'eccezione delle imprese in forma di società il profitto nelle quali andrebbe invece diviso solamente in base al capitale sociale sottoscritto, cioè in base al rischio d'impresa assunto (così come già avviene oggigiorno) in quanto rendita del capitale. Nei casi in cui non vi è capitale sociale sottoscritto, invece, il profitto andrebbe diviso proporzionalmente tra tutti i membri del team.

Spiritualità e denaro

1. Ti riscrivo a distanza di un giorno per dirti che, rispetto a quanto ti dicevo nella mail di ieri, ho avuto degli spunti chiarificatori dall'articolo 42 sul sistema economico, all'interno del quale tu parli proprio del ruolo del denaro nel determinare il posto che ciascuno di noi si vede riconosciuto nella società odierna. In effetti, mi sento meno confusa rispetto al fatto se sia giusto o meno desiderare del denaro per vivere con maggiore benessere, però mi dovresti chiarire una cosa: è sbagliato dire che per agevolare l'evoluzione spirituale ci si dovrebbe staccare dalla materialità e da un concetto di benessere terreno, dato anche dalla ricchezza personale in senso economico? Dico questo perchè, sarà per cultura o per luoghi comuni, ma ho sempre associato la vera evoluzione spirituale proprio con ad un'idea di vita vissuta nella "povertà", tipo San Francesco..., o, comunque, ad una vita in cui l'ambizione personale, in termini di carriera professionale e forti guadagni, non dovesse essere presente...(a meno di indirizzare tali percorsi verso obiettivi di solidarietà e donazione di denaro a chi ne ha bisogno).  Penso sia normale avere desideri e se il denaro è necessario per manifestare tali desideri allora è naturale desiderare denaro. Penso comunque che sia una questione di priorità di desideri: penso che la priorità data a desideri materiali che vadano oltre al minimo necessario per vivere in modo dignitoso possa portare fuori strada. Ma penso anche che la curiosità di provare uno stile di vita "da ricchi" ed il desiderare denaro di per sé non siano cose negative, ma lo diventano se diventano desideri e priorità troppo importanti nelle propria Vita.

Svizzera

14. La Svizzera ha un qualche ruolo energetico particolare per il pianeta Terra? Non è un chakra, innanzitutto, né maggiore (i 12 chakra principali di cui si è già parlato) né inferiore (ne esistono molti altri a livello locale, dei quali parleremo in futuro). 

Da un punto di vista fisico, essa corrisponde a quella che nell'essere umano è chiamata tiroide, ossia quella ghiandola che regola (misura) più di tutte le altre il funzionamento del nostro corpo. L'ormone tiroideo secreto dalla tiroide e diffuso nel corpo attraverso il sangue corrisponde per il pianeta Terra al denaro (misura del valore) che diparte dalla Svizzera e si diffonde sul pianeta attraverso il sistema finanziario.

Da un punto di vista eterico, essa costituisce il principale (non è l'unico) luogo "neutrale" sulla Terra, ossia un luogo in cui a causa della presenza di una forte schermatura energetica protettiva non è possibile subire manipolazioni né manipolare a livello sottile.

I luoghi energeticamente protetti, come la Svizzera, sono quei luoghi in cui a livello eterico hanno sede le legioni divine, gli angeli in primis. La Svizzera è per il pianeta Terra la sede centrale delle legioni divine.

Molte entità nell'arco della storia terrestre hanno spesso sfruttato tali luoghi energeticamente neutrali per deporvi la loro ricchezza o per effettuarvi attività non manipolatorie che in altri luoghi sarebbero state sotto continua manipolazione.

Creazione di denaro dal nulla

15. Rif.precedente D&R. Mi verrebbe da pensare quindi che il sistema finanziario attuale basato sulla creazione di denaro dal nulla è di per sé neutrale, è corretto? Certamente, è energeticamente neutrale poiché non è manipolatorio. Manipolare significa prelevare da altri energia non propria e sfruttarla a proprio piacimento. Ma il sistema finanziario attuale si basa sulla creazione di denaro DAL NULLA, e per definizione quindi non viene rubata energia a nessuno (si utilizza a livello sottile infatti la propria energia per creare un qualcosa dal nulla, ossia l'energia usata per qualsiasi processo di creazione sui piani eterici creativi).

Ora, la critica al sistema finanziario esistente oggigiorno che noi facciamo è una critica formale (quindi di principio) e non una sostanziale (quindi di merito). Da un punto di vista esoterico, infatti, non vi è alcuna manipolazione in tale sistema per quanto detto sopra. E' invece da un punto di vista exoterico o di forma che il modo usato oggigiorno non ci pare essere il modo ideale di gestire la creazione di denaro.

Si critica cioè la moralità di una particolare forma di creazione di denaro dal nulla (ossia quella gestita da privati) e non la creazione di denaro dal nulla in quanto tale. Si veda il sito www.signoraggio.info per maggiori informazioni.

 

 

                                            Il Risveglio dell'Umanità
                                                        Web:
www.ascensione.org - E-Mail: info@ascensione.org

Network:  Ascensione.com Signoraggio.info Veroamore.info Ascensione.org Modum.info