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Scopo della Vita terrena

(Gianfry)

Data ultimo aggiornamento: 18/2/2010

Premessa

Oggi la vita delle cosiddette società moderne è basata sull’apparenza.

I valori della famiglia, della fedeltà, della responsabilità e della solidarietà sono secondari rispetto ai valori del successo, della comodità, del divertimento.

C’è tanta solitudine proprio perché i rapporti per lo più non si basano su valori stabili e profondi, ma sulla materialità: avidità di potere e di denaro, sopraffazione, dominio, consumismo sfrenato, distruzione dell’ambiente, separazione, concorrenza spietata, ecc.

La generazione degli ultimi trenta-quarant’anni in Italia non ha vissuto né guerre né privazioni e questo ha creato una generazione che non accetta la sofferenza e rifugge il sacrificio.

Ma senza sofferenza non c’è comprensione, né compassione e senza sofferenza non c’è crescita e il risultato è una grande immaturità e molto egoismo.

L’era della tecnologia ha contribuito ad alienare le relazioni rendendole più sofisticate, meno reali, molto virtuali. Un certo tipo di televisione e di stampa hanno contribuito a creare l’immagine di rapporti falsi senza alcun valore spirituale.

Senza valori spirituali e profondi i semi dell’amore non possono germogliare e al loro posto prolifica l’erbaccia della paura e la paura allontana l’amore.

Per formare una famiglia occorre avere il valore della famiglia e oggi le famiglie sono per lo più disgregate, i figli sono cresciuti con un solo genitore, assistendo a ripicche e rancori.

Questo non favorisce il nascere di nuove famiglie o il desiderio di impegnarsi seriamente in una relazione.

Siamo in una fase di stallo in cui da una parte c’è l’istinto biologico di avere accanto un compagno/a e di procreare, dall’altro la paura unita all’egoismo che porta a non impegnarsi.

Altri fattori sociali impediscono la formazione delle famiglie, quali la disoccupazione, il lavoro precario e i costi delle case.

Non ultimo il proliferare dei rapporti virtuali che allontanano ancora di più le responsabilità e l’impegno a favore di rapporti “facili” e illusori.

Cosa vuol dire famiglia oggi?

A causa del basso livello evolutivo nel mondo occidentale la gente affronta la famiglia con molta superficialità e più perché “è arrivata l’ora” di sposarsi o convivere che per reale consapevolezza. Il risultato lo si vede dai figli che sono disorientati e confusi.

Una riscoperta dei valori spirituali, quali il dovere di rispetto, l’educazione, l’affetto, l’attenzione, l’ascolto, la tolleranza, la solidarietà, l’unione porterebbe alla realizzazione di una nuova famiglia come fulcro della nuova società.

La futura famiglia non sarà quella tradizionale, come noi la conosciamo oggi; sarà una famiglia allargata, una Comunità, in cui convivranno persone spirituali che hanno raggiunto un livello di coscienza omogeneo, cioè persone che perseguono un’evoluzione spirituale. Poiché solo attraverso l’evoluzione spirituale si potrà costruire una vera famiglia dove regneranno i veri valori quali: amore incondizionato, dovere di rispetto, educazione, equità, tolleranza, solidarietà, equilibrio e unità.

Ciò che manca attualmente è l’equilibrio: i giovani e i bambini sono in balia di se stessi e le coppie non si vogliono impegnare.

Ciò che manca è la consapevolezza dell’amore. Dove c’è amore c’è famiglia, c’è unione, c’è accettazione e crescita. Ma perché vi sia l’amore occorre che vi sia spiritualità. Una coppia che si forma senza valori spirituali non ha possibilità di formare una famiglia felice.

I valori spirituali includono: la consapevolezza nel mettere al mondo figli dando loro valori profondi; la consapevolezza di adoperare i propri talenti per aiutare il prossimo; la consapevolezza di poter vivere con poco; la consapevolezza di non avere attaccamenti materiali; la consapevolezza del rispetto e del perdono. E tutto ciò può realizzarsi solo con una ferma volontà o intento di evolvere (o ascendere) e un duro lavoro di autoanalisi.

Il vero scopo della Vita

Lo scopo della creazione dello spazio-tempo è quello di consentire all’Assoluto di fare esperienza di Sé, tramite le Anime e lo Spirito in generale. Tramite l’esperienza nello spazio-tempo le Anime accelerano la loro evoluzione spirituale.

In particolare, agli umani è stato dato il libero arbitrio ed il potere di creare da sé la propria realtà, tramite il potere creativo dello Spirito, e di farne esperienza emotiva da comprendere attraverso l'uso della mente e del cuore al fine di accrescere la propria consapevolezza.  La materia è un livello molto importante della vita, perché consente di esperire l'intera gamma di frequenze del Pensiero del Creatore, di TuttoCiòCheE'.

In altri termini lo scopo della Vita è imparare dalla propria esperienza, vivendo.

Secondo la Kabbalah (Cabalà) lo scopo della vita è la trasformazione spirituale da entità reattive a esseri proattivi. Questo è il fine ultimo della vita; la ragione della nostra esistenza; il senso della vita; la strada verso casa; il sentiero verso un appagamento sènza fine; il segreto del nostro DNA divino; la vera definizione di quella che chiamiamo trasformazione spirituale.

L’intelligenza prospera dovunque. Qui su questa terra l’umanità  è al culmine della propria involuzione ed ha iniziato da poco la fase di ascensione. Noi siamo nel mezzo di una grande avventura verso la comprensione della totalità dell’eterno processo dei nostri pensieri.

Senza il processo evolutivo spirituale  non potremmo mai comprendere l’onnicomprensività di Dio. Nessuno lo potrebbe, perché il regno di Dio si estende dalla luce all’oscurità, dallo Spirito alla materia, dall’energia magnetica pura all’energia magnetica distorta, elettromagnetica, elettrica, radioattiva. Dio non è solo la frequenza più alta del pensiero; è anche la frequenza più densa e più bassa del pensiero.

Solo diventando esseri umani noi possiamo dare espressione a ciò che il Padre è in tutte le forme del Pensiero.

Nessuno fa esperienza ed esprime l’interezza del Regno di Dio se prima non raggiunge la saggezza e la sapienza divina nella forma chiamata essere umano.

Ogni essere umano rappresenta una cellula del Corpo Universale del Padre, che è l’umanità. Ogni popolo rappresenta un organo del Corpo Universale.

Far parte dell’umanità è un’esperienza sacra perché solo come esseri umani possiamo fare completa esperienza di Dio.

Solo chi è diventato Essere Umano (incorporando un’Anima intera) ha compiuto un viaggio fino al Regno di Dio.  Come possiamo ascendere al cielo senza essere prima discesi nella vita terrena?

Quando noi avremo completamente capito tutto ciò che è Dio (spazio interiore ed esterno, materia, uomo in carne ed ossa, amore, gioia e dolore), saremo ciò che è il Padre.

La forza della vita è guidata da un unico principio universale: la spinta ad evolversi, ad espandersi e a divenire continuamente.

Il motivo per cui siamo qui è continuare l’esplorazione di Dio attraverso la densità del corpo in cui viviamo. Lo scopo della nostra vita è sempre stato quello di sperimentare la Vita, di imparare da essa, di migliorare e di ricondurre infine tutto ciò che abbiamo imparato al principio della Vita.

Tutto ciò che stiamo vivendo è chiamato “creazione”. Stiamo giocando con il pensiero creativo e lo esprimiamo attraverso la materia per ottenere saggezza e sapienza, e per sciogliere il grande mistero che noi siamo.

Oggi quella tridimensionale in cui viviamo è l'unica vera realtà fisica. Le realtà di tutte le altre dimensioni superiori sono eteriche.   Il mondo reale è dentro di noi: è l’incontro con i sentimenti in ogni momento in cui pensiamo. Il mondo reale esiste solo dal punto di vista dell’emozione e del pensiero e sostenuto dall’azione dell’amore.

Questo mondo che chiamiamo “realtà” non sarebbe mai esistito, sarebbe un nulla, se non avessimo avuto la capacità di farne esperienza nella nostra anima attraverso i sentimenti. Tutta la materia è stata creata solo per evocare sentimenti nell’anima di chi partecipa al miracolo della creazione. A quale fine?  Per ottenere il più grande premio della vita: la Saggezza.

La Saggezza è frutto della comprensione intellettuale ed emozionale.

La vita, il grande palcoscenico sul quale rappresentiamo le illusioni, le fantasie e i sogni che noi creiamo, è il nostro regno. Questo meraviglioso palcoscenico ci dà l’opportunità di trasformare in “realtà” qualunque nostro sogno.

La reincarnazione è una programmazione di varie recite in modo da poter essere tanti personaggi e imparare da ognuno di essi l’unità. La bellezza di questo gioco è che l’Essere spirituale sa tutto, ma per sua scelta decide di cercare la conoscenza non solo in se stessa, ma sperimentandola in prima persona e intraprendendo così la via della ricerca. Esistono infinite maniere per ricercare. E’ comunque necessario calcare centinaia di scene, salire su migliaia di palcoscenici e indossare centinaia di panni di personaggi diversi, prima di riuscire ad essere contemporaneamente quel che rappresentiamo e noi stessi. E’ questo il senso della vita, unire ciò che è diviso ed essere un tutt’uno con il Tutto.

L’anima si incarna con l'intento di fare esperienze. Spesso l'intelletto (personalità, o ego) entra in conflitto con il suo modo di sentire interiore, seguendo invece influssi esterni (codici morali, costrizioni religiose, tabù sociali, le convenzioni emotive, abitudini, ecc). In una parola: credenze.

Due sono le possibilità di apprendimento dell’uomo  e quindi della sua evoluzione:

1. L’apprendimento consapevole, tramite l’Ascensione. Questa possibilità esige che l’uomo sia sempre disponibile a seguire la guida dell'anima e a risolvere volontariamente, attraverso l’attività, ogni problema che si presenta. La via dell’Ascensione, può condurci al termine del nostro percorso esistenziale con il minor dolore possibile e in un arco di tempo molto più breve di quanto ne occorrerebbe seguendo la Via della Sofferenza.

2. L’apprendimento inconsapevole. Questo avviene automaticamente, ogni volta che l’uomo trascura di risolvere consapevolmente un problema. Questo secondo modo è legato al karma e comporta sofferenza. La via della sofferenza è la via di sviluppo naturale della creazione, basata sul Desiderio di Ricevere solo per se stessi (egoismo). Ci si sviluppa lentamente finché non ci si sia definitivamente stancati del male e si decida volontariamente e consapevolmente di scegliere il bene. Questa via è indubbiamente assai lunga e dolorosa.

Vige infatti il motto: comprendere o soffrire.

Ciascun’Anima ha la libertà di scegliere quale delle due vie seguire.

Finché l’uomo è disponibile a porre in discussione vecchi punti di vista e fissazioni, ad apprenderne di nuovi, a rischiare nuove esperienze, ad ampliare la propria coscienza in modo da dominare tutti i compiti che la vita gli presenta, non ha bisogno di temere effetti troppo forti (Es: gravi malattie).

Nel momento però in cui l’uomo tenta di evitare i problemi e tenta di liberarsene o di negarli (rimozione), la vita comincia a incanalarlo verso il processo di apprendimento che da solo non ha percepito. L’uomo diventa vittima di una situazione in cui deve risolvere per forza, vivendoli, almeno una parte dei suoi problemi attraverso la sofferenza.

Questo perché il karma si ripete continuamente diventando sempre più pesante finché l'essere umano non abbia compreso la lezione. 

L'essere umano decide liberamente di sperimentare gli aspetti della bi-polarità : l'omicidio, l'invidia, il giudizio, l'inganno, la gelosia, l'ipocrisia, la falsità, la malattia, ecc, sono esperienze necessarie per capire e poi integrarli negli aspetti equilibrati:  l’amore, la compassione, la fratellanza, la tolleranza, il rispetto, la salute, ecc.

Queste estremità bi-polari  vengono in genere etichettate con vari termini: il male, il negativo, il demoniaco, il peccato, etc.

Ma il male ed il bene sono apparenti, sono due facce della stessa medaglia. In fondo al male c'è sempre il bene, poiché senza l’esperienza del male non ci può essere crescita spirituale; senza sbagliare (cioè senza sperimentare entrambe le polarità) non si impara. Pertanto non esiste il male o il peccato, ma l'esperienza attraverso la quale l'uomo si può riconoscere e può trasformare  quello che ha riconosciuto in sé stesso.

Il problema non è l’errore di percezione che ci serve per fare esperienza (per esempio della paura), ma esso nasce quando la nostra mente, soggiogata dall’ego, nega o reprime la paura, invece di portarla alla luce per poi liberarsene. I pensieri, i sentimenti e le emozioni non risolti si accumulano nel nostro campo eterico e possono condizionarci tutta una vita e perfino per molte vite.

Per comprendere e trasformare tutti gli aspetti della materia non è sufficiente una sola vita terrena, perciò l'anima  si collega a tante esperienze di vita di forme diverse. Evoluzione significa conoscere sé stessi. Evoluzione significa fare propria la saggezza acquisita in ogni esperienza. Evoluzione significa cambiamento, comprendersi nella materia e trasformare nello Spirito ciò che si è compreso. Evoluzione significa esplorare l’intero spettro delle frequenze del Pensiero universale, cioè di Dio. Evoluzione significa infine entrare in contatto nell’interiorità con il nostro Sé superiore (Anima), per ricongiungersi a Dio; in tal modo la goccia (uomo) raggiunge l’Oceano della Totalità (Dio).

Noi tutti abbiamo ucciso, se non in questa vita, nelle migliaia di vite terrene dei nostri antenati. Abbiamo partecipato a guerre nucleari che hanno sconvolto e cambiato la geografia della  terra.  Quando noi abbiamo compreso, nel profondo del nostro essere, che uccidere il prossimo significa uccidere una parte di noi stessi, allora siamo pronti a trasformare l'odio in amore e la nostra coscienza si dilata e si avvicina più a Dio.

Tutto il processo evolutivo si svolge dentro di noi poiché in noi dimora Dio ed in noi ci sono tutte le energie, sia quelle “negative”, che dobbiamo riconoscere e trasformare, sia quelle positive che dobbiamo far emergere. Perciò la via evolutiva è una Via Interiore.

 

Dio dimora ed opera in ogni uomo. Egli ci manda continuamente molti messaggi attraverso  la nostra Anima. Il problema non è se Lui è in grado di farsi sentire, ma se noi siamo in grado di ascoltarlo.

Chi riesce a vuotare la mente dai pensieri, dalle agitazioni e dai conflitti ed a porla in silenzioso equilibrio, può sintonizzarsi sull’emittente divina.

Dio è il silenzio. Quando la mente cessa di esistere (vuoto mentale) noi raggiungiamo il silenzio interiore ed entriamo in contatto con il nostro Sé, con Dio.

Il vuoto mentale si raggiunge quando la mente non è disturbata dalle emozioni, dai desideri, dai sentimenti, dai pensieri, ecc. Dobbiamo impegnarci a lavorare su noi stessi per liberarci del nostro passato che ci opprime, nonché dei nostri sentimenti negativi che ci condizionano e ci deprimono. L'uso dell'intento e dell'autoanalisi ci aiuteranno ad uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati. Allora potremo sperimentare Dio. La voce interiore è la voce della nostra Anima o Sorgente.  

Una caratteristica fondamentale che si incorpora man mano che si ascende è la libertà di espressione in tutte le sue forme, nei limiti del rispetto delle altre persone e degli esseri viventi in generale. La libertà di espressione, sintomo di una liberazione dai preconcetti e stereotipi culturali, permette la massima espressione della creatività divina che ognuno di noi ha in sé.

E la caratteristica principe della creatività è l'imprevedibilità. Dio è l'esempio assoluto dell'imprevedibilità. Ed ha creato una realtà che è allo stesso modo imprevedibile: fino a che la realtà non è giunta sul piano fisico e si è manifestata, infatti, può cambiare un'infinità di volte. E NESSUNO può realmente controllare la manifestazione di tale realtà se non Dio stesso, tale è la complicatezza ed il numero di fattori che determinano la manifestazione della realtà fisica.

Il passaggio dall'eterico al fisico, infatti, non è mai automatico. Nemmeno se tutti gli esseri viventi sul piano fisico non hanno più karma passato da rilasciare. Questo è il bello della vita fisica, e cioè che il futuro non è mai stabilito ed è sempre imprevedibile.

Ogni singola parola o azione che manifestiamo a livello fisico passa prima dal filtro del regno angelico. Sono gli angeli infatti, perfetti servitori di Dio, che stabiliscono cosa può passare e cosa no dall'eterico al fisico. Solo se vi è karma gli angeli permettono che qualcosa si manifesti a livello fisico. E' vero che noi siamo liberi di compiere azioni che non sono karmiche ma il fatto che non siano karmiche per noi non significa che non lo siamo per coloro con cui interagiamo. Mi spiego meglio.

Io, ad esempio, sono libero di dire o fare qualcosa liberamente e senza aver karma al riguardo da sciogliere ma solo se non coinvolgo nessun essere vivente in tali mie parole o azioni. Se penso qualcosa che riguarda solo ed esclusivamente me allora riesco a manifestare tale pensiero in parole o azioni senza problemi, anche se non vi è karma al riguardo (anche se, cioè, i nostri antenati non hanno mai manifestato quelle parole o azioni). 

In sostanza, la vera libertà che abbiamo è solo verso noi stessi. Verso gli altri non siamo mai liberi, anche se in apparenza può sembrarci così, se non nel caso in cui sia noi che quello/i con cui interagiamo abbiamo sciolto completamente il nostro karma. Solo in quest'ultimo caso siamo veramente liberi di dire o fare qualsiasi cosa nelle interazioni con gli altri. Ciò non significa comunque che abbiamo il totale controllo del passaggio dal piano eterico (ciò che pensiamo) al piano fisico (ciò che diciamo e facciamo). Come detto, infatti, solo Dio ha il vero controllo del passaggio dall'eterico al fisico e quindi della manifestazione del futuro. E tale controllo lo manifesta attraverso gli Angeli, cioè coloro che sono incaricati a controllare il passaggio della realtà dall'eterico al fisico. 

Una vita senza più karma da rilasciare è ancora molto lontana dal manifestarsi per tutti gli esseri umani, dato che solo Dio e Dea non hanno karma da sciogliere con nessuno e che tutti gli umani sono ancora molto lontani da sciogliere il loro karma. Il che vuol dire, per far comprendere meglio il meccanismo, che Dio e Dea possono comportarsi tra di loro come vogliono e sono completamente liberi di dirsi e fare tra loro ciò che vogliono senza limiti, mentre anch'essi sono limitati nell'interazione con gli altri dal karma delle altre persone.

Rilasciare tutto il karma passato significa in sostanza non avere più vincoli personali legati a propri antenati. E significa anche libertà di esprimersi nel rispetto del karma altrui. E quindi libertà di essere imprevedibili in ogni singolo istante, poiché si diventa liberi di pensare, dire e fare ciò che realmente si vuole nel rispetto del karma altrui. E' solo quando si rilascia tutto il proprio karma, quindi, che lo Spirito è libero di esprimere liberamente la sua creatività, la sua imprevedibilità, in altre parole il suo modo di manifestare a livello fisico l'Amore.

Se Dio quindi si è veramente incarnato sul nostro bel pianeta, di certo lo ha fatto nel modo meno prevedibile possibile. Solo in tal modo, d'altra parte, avrebbe potuto assicurarsi che nessuno lo riconoscesse per come e dove si è manifestato, bensì solo perché la nostra Anima attraverso il cuore ce lo ha fatto capire. E questo è ciò che interessa a Dio, avere vicino persone che lo riconoscono perché è il cuore a dirglielo, e non l'illusoria apparenza...

 

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