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Riguardo al Sacerdozio by Djwal Kuhl Salve, amati. Oggi intendo parlare di un argomento che è strettamente legato alla spiritualità, per come è ancora da molti intesa e per come la si vive nel piano fisico, all’interno delle diverse tradizioni ecclesiastiche e non: è il tema del sacerdozio, o del servizio che l’individuo sul sentiero spirituale sceglie di stabilire con la Divinità e con l’umanità, attraverso l’assunzione di responsabilità più o meno rilevanti e di voti, o promesse di impegno per la propria crescita e per la crescita della comunità che si sceglie di aiutare. A sostegno di tutto ciò, il soggetto che decide di accettare questo paradigma di vita, passa solitamente attraverso un percorso di studi ecclesiastici o teologici, esercizi meditativi, opere caritatevoli, prove di fede e quant’altro, a seconda dei vari livelli di ordinamento sacerdotale che si conseguono, più o meno in base al merito ed alla costanza dimostrata nell’applicarsi per la ricezione ed il mantenimento degli incarichi e dei compiti assegnati, che saranno ovviamente di natura spirituale (come, ad esempio, seguire un gruppo di fedeli che si avvicinano al sentiero ed hanno bisogno, inizialmente, di una guida che li accompagni lungo il proprio percorso individuale, cercando di dimostrare una sensibilità flessibile per i vari stadi evolutivi di crescita interiore conseguiti). Tutto ciò, posso descriverlo con chiarezza, poichè per molte vite ho seguito anch’io un percorso di crescita spirituale individuale con i relativi successi ed insuccessi, che mi ha portato ad incontrare validi precettori (Kuthumi, Maitreya e Saint-Germain sono quelli che ricordo in modo più definito) e ad essere in un secondo tempo, dopo aver percorso il Sentiero per un periodo temporale relativamente prolungato, una guida spirituale io stesso, per altri individui che avevano scelto deliberatamente di seguire un percorso di spiritualità, mentre incorporavano consapevolezze di diverso genere: nel nostro caso, affiliandosi quindi alle tradizioni esoteriche buddhiste, pitagoriche, induiste e più tardi teosofiche, da me medesimo studiate ed esperite, poi insegnate a discepoli sul cammino. Oggi, attraverso il processo di ascensione nella forma fisica che ho scelto di fare in accordo con il mio nuovo canale fisico, stiamo incorporando insieme nuova consapevolezza e questo mi ha portato a riflettere sulla natura del sacerdozio e sulle distorsioni di pensiero che si sono create all’interno del paradigma vitale (prima che spirituale) che alcuni individui accettano di assumere quando decidono di votarsi alla propria crescita spirituale: in particolare, al fatto che la maggior parte di questi individui continuano ancora a separarsi spesso dalla società (gli spiritualisti orientali in modo particolare, più che quelli occidentali), a non coniugarsi, a non avere figli e spesso a non intrattenere rapporti amichevoli ed amorosi con altri individui o ad astenersi persino dal sesso, che sarebbe meglio non rimuovere finchè non si sia raggiunto un livello di crescita interiore tale da permetterci di possedere un buon controllo sulle nostre pulsioni e sui nostri desideri, poichè può portare il soggetto a vivere delle vite parallele (quindi relative ai corpi eterici, o sottili) molto disordinate e discordanti, con conseguenti disturbi al sistema nervoso ed endocrino non sottovalutabili, derivanti appunto da un cattivo stato di salute dei corpi sottili (e sappiamo che la realtà, quindi anche la malattia, si manifesta sempre scendendo dai piani più alti ai piani più bassi, finchè non inizia la fase di contrazione ed ascensione del soggetto: ma questo non è semplice farlo per tutti gli individui, inizialmente). L’intento con cui ho deciso di scrivere questo articolo è quindi quello di mettere la pulce nell’orecchio ai soggetti che attualmente seguono ancora questo tipo di paradigma spirituale, avvisandoli che le attività sopradescritte, pur se perpetrate in buona fede, possono portare l’individuo a vivere un’esperienza vitale incompleta e limitata, che non gli permette di sperimentare molte forme di espressione del proprio Sè, le quali non dovrebbero invece mancare nella crescita di un buono studente sul sentiero, poichè l’assenza di ciò lo renderebbe privo di informazioni (legate alla sfera mentale) e di esperienza (legata alla sfera emotiva), riguardo a situazioni che rappresentano invece occasioni molto importanti per imparare lezioni d’amore fondamentali per la crescita spirituale, come ad esempio quelle derivanti dalla vita familiare e dalle relative gioie e dolori. Ricordo, a proposito, che l’aumento equilibrato delle proprie vibrazioni energetiche, derivante dalla crescita interiore ed esteriore del soggetto più pura e completa che si possano conseguire, è quello fondato su energie di puro stampo magnetico, quindi l’ascensione magnetica (e non a caso, il termine “magnetica” deriva dalla fusione di due termini importanti: magna+etica, ossia “grande esperienza”, la quale prevede quindi di esperire la realtà in modo completo e profondo, in accordo con gli intenti del proprio Spirito incarnato). In aggiunta a quanto scritto, non mi resta che appellarmi alle coscienze di chi legge questo articolo e possa magari già aver letto i precedenti, inseriti dal buon Gianfry nella sezione che egli ha dedicato alla mia entità in questo sito (grazie molte, amico J), invitandoli di conseguenza a riprendere in esame alcune delle proprie convinzioni e dimostrando ancora una volta di essere pronti a mettersi in discussione, o almeno a meditare su possibilità diverse: ogni tradizione esoterica veramente motivata, ha infatti sempre insegnato ai suoi affiliati a cercare la verità in modo libero e creativo, senza cadere nella trappola cristallizante del dogma o degli schemi rigidi... ...Ancora una volta, vi invito ad essere flessibili, duttili e versatili: ricordate che lo spirito è energia pura ed in quanto tale è dinamico e recettivo, non inerte e passivo; non intendo neanche recriminare nulla a nessuno, nè tantomeno convincere qualcuno che la mia verità sia più giusta di altre: vorrei soltanto condividere consapevolezza con chi si sente per similitudine di pensiero vicino alle mie vibrazioni, che oggi sto modificando grazie al lavoro svolto insieme al mio canale fisico. Se voi lo conosceste, il ragazzo tramite cui mi esprimo e col quale ho scelto di vivere un karma di collaborazione per correggere alcune distorsioni di pensiero che avevo contratto in passato (riguardanti soprattutto il materiale canalizzato negli scritti teosofici), sicuramente non lo riconoscereste nè come un tradizionale esoterista buddhista o pitagorico, nè come uno yogi (anche se gli ho trasmesso, per necessità, alcune delle tecniche che conosco): se dovessi fornirne un esempio pratico, lo definirei più come un ricercatore pronto a mettersi in discussione, vicino per certi versi alla spiritualità new-age, ma privo della necessità di seguire un movimento preferenziale. Vedete... ...I tempi cambiano e gli schemi pure (e non amo neanche il termine schema), ma la meta del Sentiero è sempre la stessa: l’identificazione con il proprio Sè e con Dio (inteso come Tutto Ciò Che E’), quindi il totale appagamento che solo la consapevolezza di esserci fusi con la Sorgente (o lo Spirito) ci può arrecare. A questo punto, ci resta soltanto di vivere le nostre esperienze con calma e buona disposizione, stabilendo dentro noi stessi la certezza che c’è Luce in fondo al Sentiero ed aspetta di condividere gioia infinita con noi (neanche remotamente olografica, ma Vera). Buona fortuna e molte benedizioni, mentre percorriamo insieme il cammino verso la Liberazione e la Vita e possa il vostro Spirito guidarvi verso la Via della Consapevolezza!
Un dolce abbraccio,
Djwal Kuhl
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