|
||||||||||
|
||||||||||
|
Riflessioni sulle monete complementari di Gianfranco Venturi Testo preparato per un incontro di coordinamento sulle nuove monete complementari in Italia (Roma, 30 giugno-1 luglio) 25/6/2007 Approfittando di questa bella occasione, ideale per discutere in modo costruttivo del fenomeno monetario, vorrei illustrare alcune riflessioni teoriche e pratiche sull'implementazione di una possibile rete di monete complementari. Partiamo dal fatto che il primo obiettivo irrinunciabile di una moneta complementare dovrebbe essere quello di sviluppare l'economia locale, in funzione anticiclica rispetto all'andamento imposto dalla moneta a corso forzoso. Il secondo possibile obiettivo sarebbe che le varie monete locali siano interscambiabili fra loro. Come si può meglio implementare questi obiettivi? Innanzitutto, iniziamo con il considerare le 3 fasi di una moneta, nel caso particolare di una moneta complementare: 1. l'emissione, con il relativo tasso di cambio rispetto alla moneta ufficiale. Anche se la moneta complementare non viene mai di fatto scambiata con la moneta ufficiale, necessita comunque di un tasso di cambio per il semplice motivo che i pagamenti sono misti (questo distingue una moneta complementare da una alternativa). 2. la distribuzione, che può essere gratuita o meno. 3. l'utilizzo pratico, cioè la presenza o meno di uno sconto.
In base alle scelte che si operano nelle suddette fasi si determinano dei vantaggi e degli svantaggi tra le monete complementari e la moneta ufficiale, e di conseguenza tra le stesse monete complementari. Per una migliore comprensione facciamo degli esempi prendendo come riferimento due monete complementari, che chiameremo ALFA e BETA, e fissiamo dei valori arbitrari. 1° esempio: - Tasso di cambio con l'euro : ALFA = 1 ; BETA = 0.9 ( 1 BETA = 0..9 Euro) - Distribuzione gratuita per entrambe le monete ALFA e BETA (non costa nulla al consumatore che le utilizza) - Sconto del 10% per ALFA e del 20% per BETA per lo stesso tipo di merce. In questa situazione vediamo quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi per il consumatore, rispetto all'utilizzo dell'euro: - Emissione: ALFA vantaggio 0%; BETA vantaggio 11,1% periodico - Distribuzione: ALFA vantaggio 100%; BETA vantaggio 100% - Utilizzo pratico: ALFA vantaggio 10%; BETA vantaggio 20% Totale vantaggio finale rispetto alla moneta ufficiale: ALFA = 110%; BETA = 131.1%. In questa ipotesi è chiaro che, se le due monete fossero interscambiabili, gli ALFA verrebbero scambiati con i BETA in quanto questi ultimi presentano un vantaggio totale del 21.1% (131.1-110) superiore, cioè i beneficiari della moneta ALFA inizierebbero a scambiare ALFA in BETA ed andrebbero ad acquistare la merce da chi accetta BETA, per poi magari rivenderla in ALFA. Si creerebbe in tal modo un drenaggio di moneta dall'economia locale che utilizza ALFA all'economia locale che utilizza BETA e questo farebbe venir meno lo scopo della moneta complementare che è quello di sviluppare l'economia locale, ossia TUTTE le economie locali e non solo alcune. Inoltre il differenziale del tasso di cambio potrebbe creare degli arbitraggi. Se BETA dà 11.1% di vantaggio all'emissione, mentre ALFA dà 0% di vantaggio all'emissione si potrebbe creare un mercato di scambio di valute puramente speculativo. Il mercato delle valute che hanno arbitraggi tra loro crea solo speculazioni e svantaggi per la gente, perché per speculare ci sarà chi sposta moneta da un posto all'altro sfruttando il cambio e può creare inflazione o deflazione. In tale primo caso, quindi, si avrebbe un effetto sia sul mercato delle merci sia sul mercato delle valute. In entrambi i casi si stimolerebbe, in particolare, la speculazione: di merci a causa del diverso vantaggio totale all'atto pratico, e di valute a causa della diversa politica monetaria (diverse scelte degli emettitori all'atto dell'emissione e/o della distribuzione della moneta complementare). Facciamo un altro esempio in cui il vantaggio totale sia identico per le due monete ma distribuito diversamente. Tutte e due le monete danno un vantaggio totale di 110% ma distribuito come segue: 2° esempio: - BETA 0% all'emissione, 100% alla distribuzione e 10% all'utilizzo finale - ALFA 10% all'emissione, 100% alla distribuzione e 0% all'utilizzo finale (nessuno sconto). Anche in questo caso si potrebbe creare un mercato di valute puramente speculativo. Questo mercato di valute potrebbe condizionare e non poco le economie locali: ci potrebbero essere persone che facendo grandi scambi di valute tolgono valuta dal mercato e fanno ristagnare l'economia locale. L'unico modo per limitare questo problema potrebbe essere quello di creare monete a tasso negativo (demurrage), che si svalutano nel tempo se non utilizzate. Ciò potrebbe incentivare la dinamica sia dell'economia locale sia degli scambi tra economie locali che utilizzano diverse monete complementari. In questo secondo caso, quindi, essendo il vantaggio totale tra le due monete complementari identico, non si incentiverebbe la creazione di un mercato delle merci puramente speculativo, cioè che sfrutta il differenziale di prezzi. Si continuerebbe invece a incentivare la creazione di un mercato delle valute speculativo, rimanendo una differenza tra le due valute all'atto dell'emissione. Le prime due fasi della moneta, emissione e distribuzione, sono fasi MONETARIE, nel senso che le decisioni prese in queste due fasi fanno variare la massa monetaria in circolazione. La terza fase della moneta invece, l'utilizzo pratico, è una fase DI MERCATO, nel senso che le decisioni prese in questa fase non mutano la massa monetaria in circolazione, ma solo la sua dinamica interna. Ora, appare chiaro che all'atto dell'utilizzo pratico non ci sia nulla da stabilire a priori da parte dell'emittente la moneta locale, ma si lasci alla libera scelta degli individui come utilizzare la moneta e quindi, per quel che ci interessa, se effettuare o meno lo sconto e di quale ammontare. L'emittente la moneta locale deve invece fare una scelta riguardo alle prime due fasi, quelle monetarie, ossia quanta moneta emettere e con quale tasso di cambio rispetto alla moneta ufficiale e come distribuire la moneta emessa: gratuitamente (moneta-credito) o in cambio di moneta ufficiale ad un certo tasso di cambio.
Ricapitolando: - se ci sono differenze di vantaggio tra le monete locali (scambiabili) all'atto dell'emissione e/o all'atto della distribuzione, queste favoriscono la creazione di un mercato delle valute speculativo. - se ci sono differenze invece all'atto dell'utilizzo finale (sconto), queste favoriscono la creazione di un naturale mercato delle merci. La creazione di mercati di valute e di merci di per sé è una cosa naturale. Se è chiaro che l'emittente la moneta complementare non può controllare direttamente la creazione di un mercato delle merci (ma lo può indirettamente influenzare attraverso le scelte monetarie), può invece prendere decisioni sull'emissione e sulla distribuzione della moneta che influenzano il mercato delle valute. Se si vuole quindi creare una rete di monete complementari solidali, che tengano cioè conto degli effetti su tutte le economie locali della rete, è necessario che ci si impegni a raccogliere in un unico "contenitore" le informazioni provenienti dalle diverse esperienze locali, al fine di poter dare eventuali indicazioni consultive ai vari emettitori sulle possibili variazioni di politica monetaria locale necessarie per favorire un equo e solidale mercato tra le diverse realtà locali. E' chiaro infatti che, nel momento in cui si crea una rete di monete complementari scambiabili tra loro, le scelte di politica monetaria degli emettitori di una moneta complementare influenzeranno anche le realtà di economie che utilizzano un'altra moneta complementare. In particolare, l'indicatore fondamentale che si dovrebbe tenere in considerazione è l'andamento dei prezzi, cercando di far sì che non si creino eccessivi squilibri tra le diverse realtà locali. Sarebbe anche sano, probabilmente, pur nell'autonomia e libera scelta dei singoli emettitori, che ci si accordasse ad implementare simili politiche monetarie (sia per quanto riguarda l'emissione che la distribuzione della moneta) al fine di creare una rete di monete complementari che mostrino chiaramente un intento comune basato su comuni principi equisolidali, condivisi e accettati da tutti gli emittenti. Ciò se si vuole evitare che, come visto sopra, si creino mercati di valute puramente speculativi e conseguenti effetti dannosi sulle economie locali.
|
|||||||||
|
Il
Risveglio dell'Umanità Web: www.ascensione.org - E-Mail: info@ascensione.org |
||||||||||
Network: Ascensione.com Signoraggio.info Veroamore.info Ascensione.org Modum.info