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La relazione tra il Giudizio e la creazione del Karma by Djwal Kuhl Un affettuoso saluto a tutti coloro che si apprestano a leggere questo articolo. Come premette il titolo, in questo scritto ci proponiamo di definire e di chiarire la stretta relazione che si installa effettivamente tra la tendenza a giudicare ed il processo di causa-effetto che mette in moto la creazione del karma, spesso negativo, proprio perchè derivante da una cattiva abitudine, quale il giudizio, appunto. Anzitutto, quindi, occupiamoci di definire questa tendenza manifestante: con il termine giudizio, pertanto, intendiamo quell’attitudine che un soggetto, più o meno consapevolmente, perpetra attraverso il pensiero o l’atto di concepire qualcosa come male o come bene, per se stesso o per gli altri: in definitiva, impariamo a giudicare sin da quando osserviamo e facciamo delle esperienze che cataloghiamo nel nostro cervello e nella nostra memoria (quindi anche nei DNA fisico, eterico e spirituale, o di luce) come negative o positive, le quali possono poi essere continuate a credere da noi stessi giuste o sbagliate (tutto questo, è strettamente legato ai fenomeni di creazione dell’Ego spirituale, dell’Ego umano e dei rispettivi karma genetico e karma biologico, alternatamente connessivi: per maggiori delucidazioni, vi invito a consultare l’approfondito materiale di Dani della SDAG, a proposito degli argomenti sopra citati). E’ quindi ovvio che un giudizio può continuare a convivere in noi stessi solo fin quando il nostro modo di pensare e di concepire la realtà lo permette: tutto questo, non è però uno shema rigido ed immutabile, bensì può essere da noi cambiato attraverso la nostra forza di volontà, o il nostro intento; vi ricordo, a tale proposito, che il DNA è una serie di codici quantistici che registrano le esperienze e le predisposizioni genetiche e biologiche con le quali lo Spirito incarnato (o l’Anima, intesa come Spirito già individualizzato, a seconda dell’evoluzione del soggetto animico in questione) viene in manifestazione fisica, ma che allo stesso tempo possono essere potenzialmente cambiate e convertite anche nella loro totalità: questa scelta, sta solo all’individuo di essere vissuta nella propria esperienza vitale oppure no e nessuna delle due scelte è a priori sbagliata, pur se solo attraverso l’ascensione ed il conseguente rilascio delle credenze genetiche e biologiche distorte e del karma connessovi si può ottenere, giustamente, la crescita spirituale ipoteticamente desiderata. De-programmando uno schema di pensiero, abbiamo quindi la possibilità di interrompere la ripetizione dei circuiti cerebrali che ci portano a manifestare inconsapevolmente, ma sistematicamente, scelte ed atteggiamenti fuorvianti e cristallizzanti per la nostra vera crescita, attraverso la scelta consapevole di non essere più manipolati dai nostri pregiudizi e dai nostri pre-concetti, che se perpetrati a lungo si può correre il rischio di registrarli nei DNA fisico, eterico e di luce delle nostre cellule stesse, le quali in sincronia con noi vivono tutti e tre questi piani compenetrati di esistenza; poi, quando una credenza od un pensiero distorto e quindi anche possibili cariche energetiche distorte (poichè tutto è fondamentalmente energia, dunque anche i cattivi pensieri) sono così radicate nella forma, è certo che rimuoverle e rilasciarle è più difficile, soprattutto per il fatto che siamo istintivamente portati per autodifesa a ripetere gli stessi schemi comportamentali, perchè ci creano tranquillità e sicurezza, conoscendone ed avendone già esperiti gli effetti. Ora, come già accennato, la scelta di cambiare per essere più liberi e padroni di sè stessi e del proprio destino, oppure di continuare a vivere per abitudine o per paura del cambiamento le stesse situazioni in modo sistematico e ripetitivo, attirate per nostra natura a causa dei pregiudizi e degli stereotipi che manteniamo nel nostro intelletto, è assolutamente ed indissolubilmente (“Dio sia lodato per questo”) nella mani del soggetto in manifestazione fisica, che come al solito è totalmente libero di scegliere ciò che ritiene più opportuno per il proprio benessere e non necessariamente per la propria crescita spirituale, se non ne è interessato. Questo, è detto per invitare coloro che stanno ascendendo a non cercare di forzare i tempi, continuando a sconsigliare alle persone che li circondano di non fare questo o quell’altro o di non pensare in questo o in quell’altro modo: evidentemente, se il soggetto che tentate di correggere non vuole saperne di cambiare, ha i suoi motivi per farlo e molto probabilmente sta solo imparando lezioni diverse dalle vostre, quindi non cercate di presentargli situazioni che non potrebbero far altro se non confonderlo ancor più (aggiungendogli inconsapevolmente, poi, altro karma), visto che il suo Spirito non ha chiesto per ora in sintonai con Dio e gli Angeli di viverle; con ciò, non voglio negare però che potrebbe sceglierlo in futuro, dato che il Sentiero è sempre aperto a tutti ed in tutti i momenti. Immaginate semplicemente che voi steste visitando in gruppo un palazzo pieno di archivi e di informazioni culturali ed una parte del vostro gruppo decidesse di rimanere ad aspettarvi fuori, poichè stanchi o annoiati dall’idea di dover fare la fila per vedere cose che non li attirano granchè; magari, una volta arrivati al decimo piano, vi affacciereste dal balcone e guardando in basso, vedreste i soggetti che vi hanno accompagnato nella vostra gita di istruzione come piccoli ed estranei, da quella prospettiva così rialzata: eppure, sono sempre quegli individui con i quali ridevate e scherzavate durante il tragitto verso la meta prestabilita ed hanno ancora le stesse sembianze di prima, che se ci pensate bene sono in fondo anche le vostre sembianze, pur se ora vivete con una consapevolezza diversa. Questo esempio, l’ho inserito per ricordare di non creare altra separazione tra chi ha già deciso di ascendere o chi lo potrebbe fare in futuro e chi non ha invece deciso di farlo in questa vita: cerchiamo, piuttosto, di incorporare forme-pensiero ed energie neutre basate sull’unità, al fine di incorporare e mantenere le vibrazioni energetiche che ci permettano di manifestare un amore ed un perdono incondizionato nella nostra vita fisica, disinteressatamente ed indiscriminatamente disponibile a tutti e sempre. Ricordiamoci che siamo esseri di luce e la prova della dualità serve solo a cercare di manifestare più luce, ove l’ombra ci tenta invece a chiudersi in sè stessi ed a reprimere la nostra luce ed il nostro calore, smettendo di condividerli con gli altri, magari solo a causa di torti o di malintesi vissuti che non si è riusciti a comprendere ed a perdonare. Ora, qualora desideraste di rilasciare giudizi, pregiudizi o pre-concetti che vi siete resi consapevoli possano creare situazioni spiacevoli e non più accettabili nella vostra esperienza di vita materiale, avete il supporto della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre al fine di sostenervi nella vostra ascensione e di condurvi alla felicità, derivante dalla Liberazione interiore e dal Ritorno a Casa, dove la Famiglia Spirituale vi aspetta sempre con amore.
Infinite dolci benedizioni a tutti voi, Luminosi Cuori!
Namaste.
Djwal Kuhl
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