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D&R correlate Interferenza 2.
Nell'articolo
n.17 hai esposto come principio base "condividere conoscenza,
esperienza e amore, ma mai interferire se non richiesto". E che mi
dici allora delle persone che non sono coscienti? Non pensi che ci siano
molte persone che hanno bisogno di aiuto e che è dovere morale il dar
loro aiuto anche se non te lo chiedono? Pensa a tutte quelle persone che
hanno disturbi mentali o fisici, ai bambini, agli anziani o ai poveri.
Vorresti forse dire che tu non li aiuti se non ti chiedono aiuto?
Mi rendo conto che non
sono stato completo nella mia esposizione. D'altra parte non mi è
possibile in un articolo esprimere sempre ogni singolo dettaglio o
sfumatura, anche perché è impossibile tenere in considerazione tutte
le possibili obiezioni o considerazioni. Comunque,
per me il "mai interferire se non richiesto" significa che io
propongo sempre il mio aiuto a tutti, cioè come ho detto
"condivido conoscenza, esperienza e amore" ma che non
interferisco in questioni personali se non mi viene richiesto. L'aiuto
ad un anziano, ad esempio, per me è un dovere morale ma solo se
l'anziano lo accetta. Se lo rifiuta, non bisogna insistere. E quindi non
interferisco dato che non mi è richiesto. Ma ho proposto il mio aiuto,
ed ho quindi condiviso il mio amore. Ma non tutti accettano l'offerta.
La proposta non è un'interferenza, interferire significa "ferire
tra" cioè intromettersi e danneggiare. E ciò avviene solo se si
fa qualcosa contro la volontà altrui. In sostanza, ritengo che sia dovere morale il proporre, il condividere, ma se la condivisione viene rifiutata, allora non è corretto insistere (anche se si sarebbe tentati a farlo), poiché si interferirebbe nella libertà altrui.
Diritto e Dovere 78. Non ho capito bene perché provare sulla propria pelle quello che uno ha causato all'altro sia un diritto. Non ho detto che è un diritto, ma che serve a comprendere un diritto. Ad esempio, se io ti impedisco di parlare e ti taglio la lingua, secondo i canoni del diritto occidentale violo il tuo diritto di parola. Se succedesse che, per imparare la lezione, io subissi lo stesso taglio della lingua, allora la lezione che imparerei sarebbe che non è bello privare della parola una persona. Comprenderei quindi che devo rispettare il diritto altrui di esprimere la propria opinione. Ma non è corretto il concetto di diritto, perché rappresenta un'imposizione. Io ti impongo di rispettare questo e questo. Diverso è il concetto di dovere morale. Se io ti taglio la lingua succede che, per imparare la lezione, ne taglierò altre in futuro (probabilmente attraverso miei discendenti), sempre di più ed in modo sempre più violento e doloroso. Solo in questo modo posso comprendere, prima o poi, che io non devo tagliare la lingua agli altri perché devo rispettarli, e tale dovere non mi è imposto da altri, ma è una regola di comportamento che reputo giusta e che quindi adotto senza alcuna imposizione esterna (diritto). Questo è il vero modo per crescere. Comprendere internamente e da soli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Se qualcuno me lo impone, non riesco veramente a capire perché devo comportarmi in quel modo e non diversamente. In tal modo il mio comportamento mi porta a rispettare la persona, non il diritto della persona. E la differenza è enorme.
Scarsità di moneta e inflazione 60. Nell'articolo n.42 dici che vi è scarsità di denaro nel nostro sistema rispetto a quello di cui la gente avrebbe bisogno. Ma se fosse il Governo a creare moneta e cominciasse a creare soldi per tutti non si creerebbero molto presto fenomeni di superinflazione? Il problema dell'inflazione è strettamente legato alla moneta virtuale, non reale. Nel nostro sistema economico odierno la quantità di moneta risultante dai dati è elevatissima perché vi sono un sacco di transazioni virtuali, che non richiedono cioè l'uso della moneta vera e propria, metallica o cartacea che sia. Tali transazioni vengono fatte in modo rapidissimo attraverso l'utilizzo delle tecnologie informatiche. Pensiamo alle speculazioni di borsa, ad esempio. Per questo fatto della notevole velocità di circolazione della moneta oggigiorno potrebbe apparentemente sembrare che non vi sia scarsità di denaro. Ma in realtà il denaro esistente è insufficiente, nel senso che la possibilità di creare lavoro o di realizzare determinate opere (private o pubbliche che siano) necessarie alla comunità può essere limitata da coloro che hanno il potere di creare moneta, ossia i banchieri privati. Il problema dell'inflazione deriva dalla presenza del meccanismo di riserva frazionale nel sistema bancario. Le banche, in sostanza, hanno la possibilità di prestare molto più denaro di quello che hanno. E tale nuovo denaro creato attraverso i prestiti non viene reso manifesto con denaro vero e proprio metallico o cartaceo, ma va ad aggiungersi alla massa monetaria nel sistema semplicemente digitando numeri su computer o scrivendo numeri su un titolo cartaceo. In questo modo risulta esservi moneta in eccesso nel sistema (in eccesso rispetto a quella che dovrebbe esserci, ed in eccesso quindi rispetto ai beni e servizi realmente scambiati nel sistema). Tale moneta in eccesso viene giustamente percepita come un problema economico. Il fatto è che tale eccesso viene solitamente ridotto attraverso l'aumento dei tassi di interesse, che provocano a loro volta un aumento del costo dei prestiti bancari e quindi di conseguenza una variazione dei prezzi dei beni. Tale variazione sarà tendenzialmente negativa, dato che la gente comprerà meno. E quindi le imprese saranno costrette ad abbassare i prezzi, tanto maggiore è la competizione nel proprio settore (a meno di cartelli tra imprese). I prezzi potranno invece rimanere stabili o addirittura aumentare se il settore in cui l'impresa opera è monopolistico o comunque poco competitivo. In tal caso, infatti, l'impresa tenderà a scaricare il proprio aumento di costo sul prezzo dei beni. L'unico vero modo per eliminare l'inflazione e tutti gli effetti connessi è dare solo ed esclusivamente al Governo (e non più alle banche private) il potere di creare la moneta. Ed abolire il meccanismo di riserva frazionale. Per maggiori informazioni vedi art.18 La Vera Origine dei Prezzi.
Moneta e inflazione 61. Se è vero che la moneta nominale è sempre in eccesso ma quella reale è sempre scarsa, gli economisti quale delle due guardano? Gli economisti guardano solitamente l'aggregato monetario chiamato M1, che comprende il circolante (monete e banconote reali effettivamente emesse dalla BC), gli assegni turistici ed i depositi in conto corrente. E' l'aggregato che la banca centrale riesce a controllare meglio. Tale aggregato è già in parte nominale, dato che un aggregato puramente reale comprenderebbe solamente il circolante, cioè le banconote e monete realmente emesse dalla BC. Gli economisti considerano anche altri aggregati meno liquidi rispetto ad M1 (es. M2, M3). La liquidità indica la disponibilità immediata del denaro per le transazioni. In un sistema puro, la liquidità dovrebbe essere assoluta, cioè vi dovrebbe essere solo denaro circolante, cioè effettivamente emesso dalla BC, o titoli sostitutivi di tale denaro ma che non fruttano alcun interesse, così come la moneta vera e propria. La moneta reale (circolante) non frutta interessi. Sono i titoli su tale moneta che invece ne fruttano. Il problema è che la moneta necessaria per pagare gli interessi sui titoli non esiste! Mentre il titolo cioè rappresenta moneta esistente o moneta creata dal nulla dalle banche attraverso i prestiti, l'interesse sul titolo è una certa quantità di moneta che viene creata anch'essa dal nulla, anche quando il titolo si basa sul circolante cioè su moneta effettivamente esistente. Questa creazione di denaro che in realtà non esiste fisicamente fa sì che risulti esserci più moneta nel sistema di quanta ve ne è in realtà. In sostanza, gli interessi sui titoli devono essere pagati ma la moneta per pagare tali interessi non viene creata in aggiunta a quella già esistente nel sistema. Questo fa sì che la quantità di denaro necessaria per le transazioni sia sempre scarsa e che quindi si continui a ricorrere ai prestiti bancari per pagare gli interessi. E' un circolo vizioso, in cui l'unico modo per sopravvivere e pagare tutto è continuare a prendere a prestito dalle banche, le quali vogliono interessi per i soldi che creano dal nulla. Ma i soldi per tali interessi non esistono nel sistema perché non vi è stato un parallelo incremento della massa monetaria del sistema. Questo meccanismo crea una dipendenza dal sistema bancario e, a causa dell'eccesso di moneta nominale rispetto a quella reale, una perenne inflazione.
Politica monetaria 62. Perché i tassi di interesse sono oramai quasi nulli? Perché la quantità di moneta nominale è talmente in eccesso rispetto a quella reale che i prezzi continuano ad aumentare, dato che risultano esserci molti più soldi di quelli che vi sono realmente e ciò provoca un aumento della domanda e quindi dei prezzi. L'aumento di domanda provoca anche un necessario aumento di offerta da parte delle imprese. Tale aumento di offerta comprende un aumento dei costi per le imprese. Dato che però l'aumento dei prezzi fa diminuire a sua volta la domanda (la gente compra di meno) allora il lato dell'offerta si ritrova con un eccesso di produzione e di costi. Tale effetto negativo sulle imprese le costringe a prendere in prestito dalle banche. La Banca Centrale, per non vedere il paese crollare a picco, è costretta a cercare di risollevare la situazione economica favorendo i prestiti alle imprese (per supplire ai costi) ed ai consumatori (affinché consumino). E questo lo può fare solo abbassando i tassi di interesse. Questo è ciò che sta avvenendo oggi. Siamo arrivati ad avere tassi quasi nulli perché i debiti accumulati dalle imprese e dai consumatori nei confronti delle banche sono divenuti così alti che le banche stesse rischiano il fallimento. E perciò cercano a loro volta di rimanere in vita favorendo i prestiti, i quali a loro volta sono necessari per mantenere in vita le imprese e l'economia del paese. Siamo arrivati cioè all'avvitamento del sistema su se stesso. La massa debitoria nei confronti del sistema bancario sia da parte dei privati che da parte dei governi è così elevata che l'unico modo per dare una vera e definitiva svolta alle sperequazioni economiche esistenti sul nostro pianeta è dare ai Governi stessi il potere di creare moneta, ma solo moneta reale (banconote e monete metalliche) cioè con un coefficiente di riserva del 100%.
Questioni di coscienza 63. Dani, hai detto che diventare ricchi è positivo. E va bene. Ma lo è anche quando si ruba per diventare ricchi? Molte fortune sono state accumulate in modo disonesto, o fraudolento. E' lecito questo? Oggi la legge di mercato della domanda e offerta è stata molto distorta dalla corruzione a tutti i livelli. E' giusto questo? Come si può uscire da questa spirale perversa della corruzione? Cosa devono fare i poveri per uscire dalla povertà endemica? E i ricchi, che diventano sempre più ricchi sulla pelle dei poveri che diventano sempre più poveri, cosa dovrebbero fare per riequilibrare le energie? Non hanno anch'essi, come i poveri, un grosso karma da rilasciare? E per bilanciare i poli non dovrebbero invertirsi le parti? Ognuno ha il suo karma da rilasciare. Se viviamo una certa realtà allora l'abbiamo scelta noi, direttamente attraverso il nostro modo di pensare o indirettamente attraverso l'accettazione del karma degli antenati o attraverso le scelte fatte dalla nostra anima per farci imparare certe lezioni. Non esistono metodi universali per mutare la coscienza della gente. Ognuno può cambiare solamente lavorando su se stesso. Anche il cambiare il funzionamento del sistema economico (vedi articoli e D&R) non serve a nulla se non è affiancato da un parallelo mutamento delle coscienze.
Proprietà e Possesso 106. Nel tuo materiale hai definito gli oggetti ed i beni in generale con il termine Possesso, mentre ciò che appartiene ai nostri corpi lo hai definito con il termine Proprietà. Ora, pensi che sia giusto che gli oggetti ed i beni in nostro possesso diventino bene comune utilizzabile da tutta la comunità? Mentre la definizione stessa di Proprietà come ciò che appartiene ai nostri corpi (cioè i nostri corpi fisici ed ogni loro singola parte) rende implicito il fatto che tale proprietà sia considerata strettamente personale, il termine Possesso come qui inteso potrebbe essere compatibile con il concetto di Possesso comune o collettivo. In realtà ritengo che qualsiasi cosa o bene sia da intendere come Possesso di qualcuno (persona singola o comunità che sia) ma che tale Possesso possa essere considerato come possesso comune ed utilizzabile da tutti solo nel momento in cui il possessore originario doni tale possesso alla collettività e lo renda usufruibile da parte di chiunque. Non condivido cioè quelle teorie comunitarie che propongono il possesso comune di qualsiasi bene, terreno od oggetto. Ogni essere umano ha bisogno di un proprio spazio personale e può aver bisogno di determinati beni che hanno una funzione strettamente personale e che non hanno senso quindi di essere considerati come bene comune. Ciononostante vi possono di certo essere terreni, beni od oggetti che sono utilizzabili da tutti e che appartengono ad una determinata comunità.
Legislazione basata sul dovere morale 5. Quando parli di mancanza di coercizione di un determinato comportamento, intendi dire che non dovrebbe esistere una legislazione che faccia rispettare i doveri morali? No. Intendo dire che la legislazione dovrebbe basarsi sul concetto di dovere morale e non sul concetto di diritto, cioè imposizione di un determinato comportamento. La legislazione intesa come "corpus di comportamenti comunitari" da rispettare per dovere morale e non per diritto è senz'altro necessaria. Così come è necessario punire chi non rispetta le leggi che costituiscono tale legislazione.
Riforma del sistema monetario 6. Come pensi sarebbe possibile passare dall'attuale sistema monetario ad uno basato sulla creazione di moneta da parte del Governo? Un eventuale sistema monetario basato sulla creazione della moneta da parte del Governo e non da parte del sistema bancario presuppone l'indipendenza monetaria della Nazione. E questo significa, nel caso italiano, uscita dall'unione monetaria europea. Una volta stabiliti gli accordi di cambio con le altre monete, il Governo legifera in modo tale da assumersi il dovere di creare la moneta dal nulla, togliendo tale potere alle banche, che rimarrebbero funzionanti come semplici intermediari finanziari con riserva obbligatoria quindi del 100%. Dopodiché bisognerebbe sostituire l'euro con la nuova moneta (tornando magari alla nostra Lira) così come si è già fatto nel passaggio precedente inverso tra Lira ed Euro. A quel punto il problema inflattivo sarebbe maggiormente sotto controllo, dato che buona parte dell'inflazione dipende dal denaro necessario per pagare gli interessi che le banche richiedono quando prestano denaro creandolo dal nulla. Tale interesse, infatti, viene richiesto al sistema senza che vi sia però un uguale aumento della massa monetaria nel sistema. Ciò crea un deficit di moneta nel sistema che porta ad un circolo vizioso di dipendenza dalle banche per pagare gli interessi sui prestiti bancari. In un tale sistema le imposte e le tasse non esisterebbero. Il Governo si automanterrebbe nelle sue attività creando da sé la moneta necessaria per le proprie attività. Potrebbero però essere necessari dei prelievi monetari dal sistema (e quindi dalla popolazione) nell'eventualità che si verificassero problemi di inflazione. Queste imposte saltuarie (che riguarderebbero ammontari di certo nettamente inferiori alle imposte e tasse odierne) permetterebbero alla massa monetaria del sistema Italia di diminuire e ridurre il problema inflattivo. Lo scopo primario del Governo nella sua politica monetaria (magari attraverso un istituto di controllo particolare del tipo Banca Centrale) sarebbe quello di tendere a mantenere l'inflazione nulla. Il Governo creerebbe moneta dal nulla per quei beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi. Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di valore per la comunità nel suo complesso.
Immigrazione 7. Quale potrebbe essere il miglior comportamento nelle questioni di immigrazione clandestina? E' necessario a mio avviso considerare una Nazione allo stesso modo di una Casa familiare. Una Nazione è in realtà una grande Famiglia. Ora, se una persona che non conoscete dovesse entrare in casa vostra e decidere di stabilirsi da voi senza avervelo chiesto, come reagireste? Io personalmente la inviterei ad andarsene perché è entrata in casa mia senza il mio permesso ed ha violato la mia intimità. E se necessario la "inviterei" ad andarsene con la forza. Penso che essere troppo buoni e flessibili sia un grosso limite di cui altri potrebbero approfittare a loro vantaggio ed a nostro danno. Io voglio farmi rispettare. Sono invece pienamente favorevole all'immigrazione controllata e legalizzata, nel momento in cui uno straniero non comunitario si stabilisce nel nostro paese perché vi ha trovato un lavoro regolare.
Diritto e Dovere 36. Art.17: "Ogni diritto si basa su un sottostante dovere. Il concetto di diritto infatti vale solo se si accetta che si debba rispettare tale diritto. In realtà, in un sistema veramente libero e giusto, non dovrebbero esistere diritti (cioè imposizioni,costrizioni) ma solamente doveri. E doveri morali, e quindi interiori, non doveri sotto forma di legge da dover rispettare per appartenere alla comunità". Non pensi che anche i doveri, in fondo, siano delle forme di imposizioni dato che devono essere rispettati se si vuole appartenere ad una determinata comunità? Non sono delle imposizioni, sono dei modelli di comportamento ritenuti giusti all'interno di una determinata comunità e non obbligatori. Quindi una persona può anche non rispettare un dovere morale e non essere punita per questo, sempre che non leda alcuno in modo diretto con la sua mancanza. La punizione per la mancanza di rispetto di un dovere morale dovrebbe esistere solo ed esclusivamente se si danneggia in modo diretto qualcuno. Secondo il diritto odierno, invece, si punisce chi non rispetta un obbligo di legge (basato sul diritto di qualcuno di pretendere qualcosa) anche se in realtà non si danneggia nessuno in modo diretto.
Diritto e Dovere 41. Perché insisti sul concetto che il diritto è un'imposizione e che quindi le nostre leggi dovrebbero basarsi su doveri interiori? Perché penso che il concetto di diritto possa essere facilmente distorto in quanto vi può essere chi ne approfitta di questo concetto (es. voi mi dovete questo e quello, perché la legge ve lo impone!). Per questo motivo sarebbe meglio considerare sempre e solo il lato del Dovere. Un regolamento pubblico che preveda una serie di Doveri ma non coercitivi. Nel caso in cui una persona danneggi direttamente un'altra persona od un altro essere, allora in tal caso deve essere punito in qualche modo per il danno commesso. Ma vi sono anche molti Doveri che se non rispettati non danneggiano nessuno, e molti diritti che se non rispettati non danneggiano nessuno ma il violatore viene comunque punito. L'idea di eliminare il concetto di diritto parte proprio dalla volontà di eliminare situazioni di questo genere, in cui viene punito anche chi non danneggia effettivamente nessuno ma non rispetta la legge umana basata sul diritto.
Creazione di Moneta 59.Continuo
a non capire la questione del denaro creato dal nulla: d'accordo,
prenderei il denaro in prestito (dal Governo invece che dalle banche
come si fa oggi), ma tu dici che il prezzo del denaro è l'interesse e
quindi non rendo indietro il denaro. Parole tue: "Cioè il Governo
dovrebbe creare moneta dal nulla e farla pagare con un certo tasso di
interesse ai membri della comunità. Ma in quanto moneta di credito, non
verrebbe richiesta indietro. Non sarebbe cioè un prestito, bensì una
vera e propria vendita il cui prezzo del bene moneta è costituito
dall'interesse pagato". Allora, essendo una moneta di
credito ne segue che non crea debito. La moneta verrebbe quindi venduta
dal Governo e non richiesta indietro. E' vero anche però che, per
evitare possibili inflazioni dei prezzi, il Governo porrebbe delle
"imposte" sulla gente che vanno a diminuire la massa di moneta
circolante della quantità ritenuta dal Governo necessaria per mantenere
i prezzi stabili.
Interesse sui Prestiti di Capitale 60. Rif. D&R n.58 di Maggio: "Nel caso in cui, invece, chi presta il capitale è colui che crea il capitale prestato (il sistema bancario) allora la richiesta di tale interesse è ingiustificata, poiché non si sottrae nessuna utilità del capitale al prestatore dato che tale capitale prima non esisteva, ma viene invece creato appositamente per il prestito. Questo è ciò che succede con i prestiti bancari attraverso l'utilizzo del meccanismo della riserva frazionale". Ma non hai detto che la moneta creata dal Governo verrebbe venduta a fronte di un prezzo? Non è quindi la stessa cosa? Il Governo venderebbe moneta e quindi non presta nulla. Ma in realtà, essendo la moneta stessa un bene collettivo, si tratta di una vendita a se stessi. Quindi le imposte eventualmente richieste dal Governo per ribilanciare la massa monetaria in circolazione ed evitare l'aumento dei prezzi sono un ridare un qualcosa a se stessi da parte della comunità o in altre parole un prestito. Quindi diciamo che l'emissione di moneta da parte del Governo può essere vista come una vendita della Comunità a singoli individui o gruppi della Comunità stessa. Ma allo stesso tempo può essere vista come un prestito dato che vi è la possibilità di dare indietro parte di quella moneta.
Offerte libere per un servizio 6. Cosa ne pensi delle offerte libere? Cioè della retribuzione di un lavoro per il quale non viene preteso, contrattualmente o meno, del denaro? Nella mentalità comune si considera lavoro solo quello ufficiale e contrattuale. Siamo abituati a ragionare sul concetto di diritto, e non di dovere morale. Questo si riflette anche nella gestione del denaro: è considerato lavoro quel servizio in cui io ricevo del denaro in quanto ne ho diritto, non è considerato lavoro quel servizio in cui io ricevo del denaro perché gli altri si sentono in dovere di donarmelo, sebbene non si pretenda nulla. I soldi che una persona riceve per il proprio lavoro li riceve da altre persone in cambio del servizio prestato. E questo concetto vale sempre, che vi sia o meno un contratto scritto e che vi sia o meno una pretesa di denaro da parte di chi offre il lavoro. La mentalità comune odierna, invece, tende a considerare remunerabile solo quel servizio per il quale viene preteso del denaro attraverso un contratto. Il diritto è pretesa, il dovere morale è libera scelta. Non è facile comprendere e mettere in pratica una società basata sul "dovere morale" anziché sul "diritto". Ma è la strada giusta e più evoluta.
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