16/07/2007

Nel 2001
l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
di Frascati dell’Enea crea un collettivo
di scienziati per studiare e realizzare
la fusione fredda, annunciata come nuova
teoria scientifica 10 anni prima da
Fleischmann. Rubbia, già premio Nobel
per la fisica, è stato uno dei primi nel
credere nella fusione nucleare a
temperatura ambiente che produce energia
immensa, e fu lui stesso a richiedere la
stesura di un rapporto dettagliato sui
risultati dell’esperimento per ottenere
una risposta chiara e incontrovertibile
sulla possibile realizzazione della free
energy. Intendeva infatti presentare una
prova all’intero mondo accademico
scientifico che la rivoluzione
scientifica era già in atto, ed era
nelle mani dell’Italia con dei risultati
vivi, proprio quando a livello mondiale
la fusione fredda veniva completamente
affossata per far posto alla fusione
termonuclerare controllata, cd. progetto
Iter. Inizia così l’avventura tutta
italiana nella fusione fredda alla
ricerca di una nuova fonte di energia,
che incontrerà tuttavia molteplici
difficoltà per vincere innanzitutto lo
scetticismo diffuso a livello degli alti
vertici che tra i singoli individui.
Il gruppo di ricercatori composto dal
Prof. Emilio Del Giudice, Antonella De
Ninno e Antonio Frattolillo, team che
aveva assistito il prof. Preparata nella
stesura del protocollo per la
replicabilità della fusione fredda,
costruisce una cella di energia che
sprigiona molta più energia di quanto
non ne venga immessa. In una camera
termostatata, che mantiene cioè una
temperatura costante, viene immessa una
pila che ha all’interno una barra di
palladio immersa in un litro di acqua
pesante, ottenuta mediante un
trattamento delle molecole dell’acqua
composte così da atomi di deuterio.
Alimentando la pila con una fonte di
energia, la barra di palladio attira gli
atomi di deuterio nelle porosità del
metallo, sino ad indurre alla fusione
dell’idrogeno in virtù di reazione
fisico-chimica. Durante la reazione un
sensore rileva la produzione di elio e
un alto aumento di temperatura, quindi
produzione di energia in una quantità
superiore rispetto a quanta ne sia
necessaria in ingresso. Non esiste in
questo caso un sistema di
ingegnerizzazione e la produzione di
energia avviene in grandi quantità,
quindi in maniera non dosata come la
combustione della benzina e in diverse
forme elettromagnetiche, cosa che
necessiterebbe di una tecnologia
specifica per ogni gamma di frequenze.
L’esperimento aveva dunque come
obiettivo quello di verificare che la
reazione che causava calore e una grande
energia luminosa, era di tipo nucleare.
I ricercatori rilevando delle tracce di
Elio-4 e degli eccessi di calore, che
hanno confermato che la fusione
dell’idrogeno era avvenuto grazie ad una
reazione nucleare: da questo punto di
vista l’esperimento può dirsi riuscito.
Rubbia in primo momento convoca gli
scienziati danno anche un suo contributo
per completare il rapporto e i risultati
dell’esperimento scientifico, ma poi
sparisce abbandonando i ricercatori e il
gruppo di lavoro.
Cosa abbia
a quel punto scatenato l’indifferenza e
il rifiuto di quel progetto possiamo
solo sospettarlo, in quanto molti e
forse troppi sono stati gli ostacoli e
le barriere da sormontare. In ogni caso
è strano che questo arresto sia avvenuto
proprio nel momento in cui si erano
ottenuti dei primi risultati concreti:
sino ad ora è stato confermato che
questo sistema in condizioni corrette
riesce a produrre - oltre la potenza
immessa - dal 10% a molte migliaia di
volte la potenza in entrata. È inoltre
emerso che negli esperimenti di fusione
fredda sono stati trasmutati elementi,
sono apparsi degli atomi che non erano
presenti prima che gli esperimenti
cominciassero.
In ogni caso era giunto il momento di
investire vere e ingenti risorsi in quel
piccolo esperimento per ottenere dei
risultati percepibili anche dalla
collettività, per poter dire che questa
è a tutti gli effetti una forma di
energia. Nel 2004 il Ministero delle
Attività Produttive, convoca la
Presidenza della divisione Fusione dell'ENEA,
dopo aver letto il “rapporto41”
sollecitò il ripristino delle ricerche
concedendo un finanziamento per portare
avanti il progetto, da affidare tuttavia
ad un altro gruppo di lavoro, coordinato
da Vittorio Violante e collegato a
gruppi di ricerca in Giappone e in
America.
L’Enea ha senz’altro agito per difendere
parte dei suoi stessi interessi, per
evitare di raccogliere un fallimento a
livello internazionale per via di un
progetto che richiedeva troppi anni per
cominciare a dare i suoi frutti
nonostante i modesti mezzi da impiegare
per continuare la ricerca. Tuttavia,
abbandonare così la fusione fredda,
persa tra le pagine dell’internet e
preclusa ai media accreditati a livelli
più elevati o tra le masse è un vero
crimine contro l’Umanità, perché
significa cancellare anni di studio e di
ricerca.
I giornali continuano a passare notizie
di cronaca o di guerre per il petrolio,
e non vogliono dare una speranza alle
persone, non vogliono che la gente
sappia che una soluzione a tutto questo
c’è e che bisogna solo resistere e
combattere giornaliermente affinché
cambi il nostro modo di vivere e di
pensare. L’egoismo oggi ci rovina e non
ci permette di capire la vera portata di
una rivoluzione energetica e anche le
terribili conseguenze che porterà se non
siamo pronti abbastanza per adeguarci
all’impatto della nuova era.
L’Italia aveva senz’altro tra le mani un
grande progetto, ma peccando di
inesperienza e di codardia ha preferito
restare nelle retroguardie lasciando ad
altri il rischio della sperimentazione e
del fallimento delle ricerche. La
fusione fredda è ora nei laboratori
delle più grandi multinazionali, delle
società private e dei CNR di moltissime
nazioni, ma ognuna di esse custodisce
con gelosia il segreto delle proprie
ricerche perché rappresenta l’arma del
futuro.
Dato che noi siamo sempre stati in
guerra, abbiamo un sistema economico che
non è consono alla civiltà umana ma è
basato sul controllo e sulla schiavitù,
ed ecco perché i soldi e il petrolio
sono un dio che è al di là dell’uomo,
come lo dimostra un semplice dollaro.
Pur ammettendo che oggi riusciamo a
trovare una nuova energia, cosa potrà
accadere? Il sistema non cambierà
dall’oggi al domani, e quando lo farà ci
saranno innumerevoli vittime, una strage
provocata dalle guerre e dalle patologie
che si verranno a creare per cambiare
uno stile di vita. Prima che questa
nuova energia venga immessa sul mercato,
passeranno 15 anni, e nel frattempo la
lotta al controllo del gas e del
nucleare ci porterà alla guerra
perpetua. Noi tentiamo di dare anche
delle spiegazioni all’occultamento della
fusione fredda, ma non è semplice
accettarle, in quanto la risposta si
trova nel nostro sistema economico, e se
alcune persone tacciono dinanzi a queste
domande è perché non intendono dare
molte spiegazioni e dunque non
rispondono.
Se l’Enea ha deciso di interrompere il
progetto per poi riprenderlo sotto altri
vesti è perché segue delle leggi
economiche basate sul sistema del
petrodollaro, ed è costretta a farlo in
quanto adesso non può uscirne e mettersi
al di sopra. Per accettare la fusione
fredda occorre essere in grado di
accettare l’idea che occorre rivedere
alcune teorie pluriacclamate dagli
esperti in quanto errate, che l’energia
può crescere all’infinito, che è
decentrata e deve essere diffusa in
maniera indistinta.
Molte altre volte avremo l’impressione
di capire cosa stia veramente accadendo
tra le alte sfere, ma poi ci accorgeremo
di essere manipolato e di aver raggiunto
il loro scopo. Informiamo le persone
della scoperta della fusione, ma diciamo
loro che dovranno fare dei sacrifici per
ottenerla, dovranno cambiare se stessi e
non imputare ad altri esterni dei
problemi e del male che esiste in ognuno
di noi.

