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Elementi
di Psicologia spirituale
29/04/2004 IntroduzionePer completare il quadro conoscitivo, è opportuno accennare anche alla Psicologia spirituale, la quale gioca un ruolo sempre più importante, soprattutto nel processo di riconoscimento di se stessi. La psicologia spirituale è un percorso intuitivo che, mettendo a disposizione alcuni dei suoi possibili strumenti, ci permette di comprendere come e perché usarli. Come tutti i normali strumenti, essi sono a nostra disposizione e spetta a noi di compiere la scelta se usarli o meno. Contrariamente alla psicologia tradizionale che si focalizza sui problemi della personalità egoica, la psicologia spirituale è olistica, concentrata sull’anima, sulla mente e sul corpo. La psicologia tradizionale si sforza di aiutare la persona a rinforzare la personalità egoica e l’amore verso l’ego: grazie alla penetrazione intuitiva nei problemi consci e inconsci della vita attuale, l’individuo viene aiutato a superare tali problemi e a vivere una vita più completa, lasciando più o meno intatto l’ego.
La psicologia spirituale amplia la prospettiva estendendola allo
Spirito. Essa guarda ai molti aspetti dell’entità spirituale
esistente sui vari piani dell’essere. La
psicologia spirituale è interessata
allo scopo dell’esistenza umana su questo pianeta e tiene conto degli
eventi codificati nella memoria storica animica di ciascun individuo,
cioè della Legge del Karma. L’anima, simile a un lume di candela posto al centro di una sala degli specchi, si riflette in ogni sua parte moltiplicandosi all’infinito. E’ difficile distinguere le immagini dalla realtà e ogni immagine ha ciascuna parte del reale in sé. Così è per la memoria della nostra anima. Se siamo capaci di cercarla, abbiamo la capacità di accedere a ogni parte della nostra totalità. Tale memoria è depositata nel piano astrale. Le registrazioni associate a sentimenti o le registrazioni akashiche buddiche sono semplici fatti contenuti in forme-pensiero, ed è la memoria astrale che influenza l’intera vita di ogni individuo presente in questo momento sulla terra.
La memoria astrale è
distribuita in svariati corpi di luce, che costituiscono la nostra aura.
Per esempio i sentimenti-pensieri che riflettono le esperienze
provenienti da altre vite sono contenuti nel corpo astrale; le
sensazioni raccolte durante le esperienze del concepimento, nella vita
intrauterina, alla nascita o nella vita attuale sono contenute nel corpo
dei sentimenti; I modelli dei sentimenti del codice genetico familiare,
noti come karma della famiglia, sono vibrazioni del corpo astrale che si
trovano nel corpo fisico, nel DNA di ogni cellula.
La psicologia spirituale tiene conto della posizione dell’ego
nel tempo/spazio e dei legami individuali con il proprio processo
spirituale. L’attenzione della psicologia spirituale è rivolta
all’essere complessivo, rendendo la persona consapevole e risolvendo
tutti gli altri aspetti dell’Essere, considerando questa vita e tutte
le altre esistenze che abbiano avuto una rilevanza. Sono i temi che
causano conflitto, dolore e distorsioni nella vita in questo
tempo/spazio. L’obiettivo
è quello di vedere i modelli di comportamento e capire come incidono
nell’attuale esperienza di vita. La
comprensione profonda consente nuove prospettive e una nuova qualità
nell’interazione umana, creando lo spazio per connettersi con
l’aspetto divino presente in ciascuno, il
Sé superiore. La connessione con l’essenza divina consente all’individuo di usare la fonte che trova in sé stesso come forza di guida nella vita al posto della personalità egoica. (A tale scopo gli esercizi mentali riportati nel capitolo n° 8 ci aiutano molto a stabilire tale connessione). Gran parte degli attuali modelli di psicologia si sono focalizzati sui traumi dell’ego dell’individuo e sulla sua palese vittimizzazione nel tempo/spazio. La psicologia spirituale vede la vita non come un melodramma, piuttosto come una serie di eventi (opportunità) che porta alla crescita.
Dal punto di vista della psicologia spirituale non ci sono
vittime né persecutori, esistono soltanto studenti e maestri. Ciascun
individuo è studente e al tempo stesso maestro di vita.
Nel maestro non ci sono sentimenti o atteggiamenti da risolvere,
non c’è nessuna risonanza. Qualsiasi
atteggiamento, giudizio o sentimento, per quanto piccolo, è in realtà
la risonanza dei nostri problemi irrisolti.
Come l’eco in una caverna o un’immagine allo specchio, tutto ciò
che ascoltiamo o vediamo è il nostro sentire bloccato e trascurato. La psicologia spirituale indica che lo scopo principale dell’incarnazione umana in questo momento nel tempo/spazio è lo sviluppo di sufficiente chiarezza per potersi connettere con il Sé superiore, che è esperienza d’amore incondizionato. Nella conoscenza dell’evoluzione della coscienza sulla terra ve ne sono pochi esempi: i santi, uomini o donne, vissuti nel corso dei secoli. Tutte le capacità paranormali dei santi sono state definite miracoli, anche se sono soltanto espressioni dei poteri creativi che appartengono al nostro potenziale in quanto essere umani. E’ solo con l’evoluzione della coscienza che tale connessione è diventata accessibile a molti. Uno dei passi fondamentali che contribuisce a raggiungere in modo innocuo simili stati di potere interiore è la comprensione della motivazione del comportamento della personalità. Per raggiungere tale obiettivo sono disponibili molti tipi di terapia, che da soli non sono però sufficienti.
Per ottenere una connessione con il Sé
superiore e il potere interiore che tale connessione rende
possibile, è essenziale avere il controllo del corpo dei sentimenti e
del corpo astrale. Il corpo dei sentimenti domina la personalità egoica, il corpo astrale le memorie di altre vite, insieme sono il fattore emotivo dominante nel comportamento umano. Che questi sentimenti vengano individuati oppure no, sono la forza principale che influisce sul nostro comportamento. Le distorsioni causate da sentimenti irrisolti bloccano la capacità di visione e di comprensione chiara, dando origine a guerre e a sofferenze di ogni tipo.
Grazie al legame con il Sé superiore, l’essere umano è in
grado di lasciare da parte gli interessi centrati sull’ego e diventare
così il servitore della coscienza superiore espressa come Amore
incondizionato non giudicante. Con la chiarezza di pensiero, ogni
individuo può sviluppare la propria capacità di comprensione profonda.
Con la comprensione si sviluppa un amorevole distacco nei confronti
dell’evento che chiamiamo vita. Il distacco amorevole sostituisce i
bisogni comportamentali della personalità egoica, motivati da
sentimenti irrisolti. I
poteri creativi in ciascuno di noi si possono utilizzare partendo da una
condizione di innocenza e di saggezza.
Quando la personalità egoica è pulita, acquisisce capacità
intuitiva e comprensione ed è in grado di amare incondizionatamente.
Il corpo dei sentimenti e il corpo astrale diventano traslucidi e
irradiano luce.
Per la psicologia spirituale la
vita è un processo dell’Essere che è in realtà Dio in divenire.
Dio, o Coscienza Universale, in una delle sue molte sfaccettature
espressive è luce che trasforma e cerca la sua strada verso casa nelle
frequenze più elevate di chiarezza e radiosità.
L’esistenza nel tempo/spazio è un servizio che contribuisce
alla trasformazione del cosmo stesso. Grazie al nostro legame cosmico,
noi siamo tutt’uno con l’universo. Ciascun individuo che si
trasforma in una frequenza più elevata di luce aggiunge qualcosa alla
trasformazione del gruppo. Il servizio consiste anche nell’aiutare la
trasformazione dell’anima del gruppo che chiamiamo umanità: serviamo
il tutto dando compiutezza evolutiva alla nostra anima individuale.
Venire nel tempo/spazio su questo pianeta ha come scopo di
trasformare la coscienza, illuminando se stessi e aiutando la
trasformazione del gruppo, irradiando luce che si aggiunge alla
risonanza di luce del gruppo, del pianeta, e così via : servire
l’anima individuale dell’essere umano e così facendo servire il
processo evolutivo di tutto il genere umano. Il servizio è il tema fondamentale per cui scegliamo di prendere forma nel tempo/spazio. Vivere è servire l’Essere spirituale, l’umanità, l’universo e ciò che è la fonte di tutto ciò che esiste: serviamo con intento, al massimo del nostro potenziale, ricollegandoci alla nostra fonte, integrandola, vivendola e diventando uno con noi stessi. La Fonte è Essenza divina, amore totale, beatitudine, pace, gioia, redenzione. La separazione dalla fonte è la parte dell’amore/volontà divina che sceglie di esprimersi come individualità. La Fonte è il Dio che vive in ciascuno di noi, il nostro Sé superiore. E’ l’aspetto di noi che ha la volontà di incarnarsi nella forma umana. Separazione - InvoluzionePer gran parte degli esseri umani la nascita nel tempo/spazio ha creato un sentimento di separazione dalla fonte, dall’amore divino e dalla libertà della volontà creativa. La separazione dalla fonte d’amore e dal senso di unità che essa emanava è l’essere separati dalla consapevolezza che siamo noi a creare tutto ciò che riguarda la nostra evoluzione, seguendo uno scopo ben preciso: la separazione dallo stato di coscienza totale dell’influenza che abbiamo su tutto ciò che si crea nel tempo/spazio e che il “Sé” sperimenta. La separazione è intesa come la temporanea mancanza di comprendere che la materia è un’illusione e che può essere elaborata come dolore o sofferenza, o trascesa grazie all’amore, alla comprensione e all’uso creativo della volontà. Ricollegarsi - EvoluzioneLa spiritualità è il profondo desiderio di riconnettersi con la fonte, con un senso d’amore, di pace e di unità. Tutte le religioni hanno tentato di facilitare tale connessione, così come i riti e la magia. Grazie alla sua comprensione intuitiva e ai suoi strumenti pratici, la psicologia spirituale è un altro mezzo per contribuire a tale processo di riconnessione. Il senso di separazione dal tutto e di isolamento crea nell’essere umano un sentimento di perdita, la sensazione di non essere amati e di non avere il potere di modificare la situazione. Anche se i genitori umani ci amano al livello più profondo del loro essere, il desiderio di riconnettersi con la fonte divina è sempre presente in noi tutti, e ognuno cerca a suo modo di tornare a casa. Essere amati dai genitori umani aiuta a vivere questa temporanea separazione con armonia e fiducia. Se l’essere umano non si è sentito amato dai genitori umani, fatto che sinora sembra essere la norma, ha provato un profondo senso di tristezza per questa apparente separazione, che a sua volta ha creato un ulteriore sentimento di deprivazione di potere. Questi due sentimenti, quello di non essere amato e quello di non aver potere, creano a loro volta un enorme e diversificato numero di distorsioni e di proiezioni legate insieme in emozioni-sentimenti e credenze che originano poi i nostri atteggiamenti. I sentimenti e le credenze sono influenzati dalla società e dagli eventi di cui facciamo esperienza. I nostri sentimenti personali profondi a proposito di noi stessi in rapporto con il mondo sono basati sulle informazioni codificate in noi prima della nascita e nelle esperienze di altre vite. La sfida consiste nel risolvere tutto quanto nell’esperienza attuale. Acquisendo nuova forma, questi sentimenti eterni e irrisolti di disperazione, dolore, paura, colpa, dipendenza, rabbia od orgoglio si rafforzano e sono sperimentati in un’altra versione grazie alla nuova sceneggiatura della nostra vita. Si presentano rivestiti a nuovo dall’esperienza di vita attuale attraverso il nostro corpo, i nostri genitori e gli eventi di cui scegliamo di fare esperienza. Oltre alla codificazione genetica che i nostri corpi ricevono dai genitori, riceviamo da loro anche i sentimenti che hanno colorato la loro vita, gli atteggiamenti e i comportamenti emotivi che hanno imparato dai loro genitori nella catena infinita della famiglia che si estende da una generazione all’altra. Tutto ciò è codificato in noi. Anche i sentimenti sperimentati dalla sostanza, dal momento del big bang in poi, sono codificati dentro di noi. In questo modo siamo direttamente collegati al cosmo e alla stessa esperienza. Mentre siamo nell’utero, veniamo codificati dagli eventi e dai sentimenti a essi associati dai nostri genitori. Le regole e le norme della particolare cultura da cui i nostri genitori provengono, i loro sentimenti religiosi e gli atteggiamenti personali connessi sono codificati in noi come colorate forme-pensiero dei sentimenti. Naturalmente siamo codificati anche da sentimenti di coraggio, umiltà, armoniosità e amorevolezza, provenienti da altre parti della nostra anima, da altre vite, dai nostri genitori e dalle generazioni che ci hanno preceduto. Questi sentimenti sono il nostro sostegno nella vita, sono i sentimenti che ci sorreggono e ci aiutano nelle difficoltà. I nostri sentimenti possono essere un punto di forza o di debolezza a seconda del modo in cui la nostra personalità egoica li interpreta. La personalità egoica - L’interpreteL’ego è coscienza, è entità spirituale che acquista identità quando si sposta in una frequenza inferiore a quella del Tutto divino. Scende in vibrazione raccogliendo a ciascun livello un veicolo, sino a che non diventa forma fisica. L’entità spirituale cosciente come totalità si chiama ego. In quanto esseri divini abbiamo accesso a una conoscenza che possiamo usare oppure no nel tempo/spazio. La personalità egoica è l’interprete che ci aiuta a identificarci con il tempo/spazio. Usiamo la sua consapevolezza come intermediario fra il mondo fisico e gli esseri spirituali che noi siamo. La personalità egoica è un aspetto temporaneo, selettivo e separato di quell’entità spirituale; è la parte della coscienza divina, del Tutto o di Dio, che è discesa e che si esprime selettivamente per un momento nel tempo/spazio, separata da se stessa a causa della densità delle frequenze. La personalità egoica usa i sensi del corpo per fare esperienza e il cervello e il corpo per elaborare e accumulare informazioni; assimila gli eventi che creano il carattere della personalità; raccoglie e sceglie esperienze, immagazzinandole in ciò che la psicologia denomina subconscio (coscienza in stato evolutivo inferiore, costituita dai corpi dei sentimenti, mentale e astrale, filtrati per farci agire nella vita quotidiana). Questo “io” o personalità egoica è la “consapevolezza” che si esprime nel mondo. La personalità egoica può essere aggirata per consentire l’accesso alle informazioni depositate nel subconscio relative al momento attuale nel tempo/spazio, ad altre vite: si può fare esperienza di altri livelli di consapevolezza. Ripulendo i vecchi sentimenti depositati, fatti di sostanza a frequenza densa, dissolvendoli, si crea spazio per il collegamento. Collegando il subconscio alla consapevolezza, la personalità egoica può creare un accesso all’ego superconscio, detto anche Sé superiore. La personalità egoica arriva a essere consapevole di essere cosciente. L’individuo cosciente è in grado di servire il Sé superiore. Nel momento in cui le nubi dei sentimenti che separavano l’individuo consapevole dalle frequenze di luce più elevate vengono dissolte, l’individuo cosciente può diventare immensamente creativo. Fino a quando la personalità egoica continua a provare isolamento e separazione, continua a provocare agitazione nei sentimenti codificati nel corpo dei sentimenti. Qualsiasi giudizio è costituito da sentimenti tuttora disconnessi (la nostra personalità egoica) che ci fanno sapere di non credere nella propria amabilità, nel proprio potere e nella propria perfezione interiore, e di conseguenza di non credere neanche in quella degli altri. Trovare sbagli negli altri è proiettare su di loro il nostro senso di indegnità e imperfezione. Ciò che avviene in realtà nel corpo dei sentimenti è che sentimenti depositati reagiscono a certe sollecitazioni: i sentimenti più densi interferiscono con la capacità di pensare chiaramente a una situazione, cioè esprimono giudizi. La personalità egoica è incapace di discriminare con chiarezza perché i sentimenti distorcono la visuale, colorando di sé l’informazione. Se noi indossassimo occhiali colorati e non potessimo vedere il colore autentico di un’immagine, il nostro giudizio, fondato su ciò che vediamo, non rispecchierebbe la realtà. Vediamo ciò che crediamo invece di credere in ciò che vediamo. Ciò che non vediamo chiaramente è ciò che stiamo giudicando perché i sentimenti associati a quel giudizio alterano la nostra visione. L’effetto SpecchioCiò che accade dal punto di vista spirituale o dell’anima viene definito “effetto specchio”. La dinamica di tale interazione ci aiuta a comprendere che ogni cosa ha una propria ragion d’essere ed è come dovrebbe essere. L’individuo o la situazione ci rispecchia, ci rende consapevoli che in noi esiste una memoria dei sentimenti depositata che può essere risvegliata da un evento o da un comportamento. In proposito è utile fare un esempio che riguarda l’avarizia. Se ci disturba il fatto che qualcuno sia avaro, l’effetto-specchio ci sta dicendo: anche tu sei avaro. Forse succede che in questo momento del tempo/spazio noi siamo estremamente generosi e l’avarizia ci irrita. Lo specchio ci sta mostrando come, fino a che i nostri sentimenti sono colpiti dall’avarizia, abbiamo paura di ammettere che nel nostro intimo possa trovarsi un avaro. Qualcun altro potrebbe avere paura di non possedere abbastanza. Poiché abbiamo molti tipi di comportamento depositati nella nostra anima, possiamo solo dire: “ E anche quello sono io”. Dal punto di vista dell’anima, l’altro è perfetto in qualsiasi cosa egli/ella faccia, perché sta solo facendo ciò di cui noi abbiamo bisogno. In pratica noi vogliamo che essi ci ricordino i nostri problemi non riconosciuti.
Dal punto di vista della nostra anima e di quella degli altri
comprendiamo che ogni cosa è come deve essere e che noi stessi
partecipiamo a crearla per poter imparare.
La premessa è che non esistono vittime e persecutori a livello
spirituale. Basandoci su tale riconoscimento, è possibile accorgerci
che non esistono nemmeno i peccati: esistono soltanto lezioni, occasioni
di crescita e di trasformazione. Ognuno fa del suo meglio con quanto
dispone nella propria coscienza in quel momento tempo/spazio. Semmai
l’errore che noi commettiamo è quello di mancare l’obiettivo, cioè
di comprendere l’esperienza che stiamo vivendo per estrarne
l’essenza, la saggezza. Questo errore si può
sempre correggere. Il problema nasce quando ripetiamo sempre la
stessa esperienza senza rendercene conto. Non possiamo quindi tornare indietro, ma solo andare avanti e imparare dall’esperienza. Così è dal punto di vista spirituale: l’anima che ci sta offrendo un’opportunità di crescita è là per specchiarci. Trasformare sentimenti e pensieri
Abbiamo la capacità di trasformare i sentimenti provati e i
pensieri a essi associati attivati da queste lezioni. Per
mezzo degli strumenti che facilitano la trasformazione, acquisiamo
comprensione e visione che ci aiutano a raggiungere una posizione di
potere interiore e di pace. Diventiamo coscienti.
Dallo stato cosciente di pace interiore deriva la capacità di
praticare l’amore incondizionato. Impariamo ad essere di proposito
canali d’amore e/o a essere amore assistendo gli altri perché aiutino
se stessi a cogliere la qualità dell’amore incondizionato nella
misura di cui possono usufruire. Siamo capaci di darci amore a partire
dalla nostra fonte interiore e accettare l’amore che gli altri ci
riflettono a conferma del fatto che siamo esseri amorevoli, parte del
divino, “Dio in divenire”, meritevoli, in tutta umiltà.
Grazie all’amore per sé e alla pace interiore acquisiamo il
coraggio e il potere per superare le limitazioni del nostro potenziale
umano. Vediamo la nostra partecipazione nel processo creativo che
chiamiamo vita, l’unione totale di tutto ciò che esiste e
l’interdipendenza di tutti gli aspetti della natura e dell’umanità,
oltre alla partecipazione creativa di tutto ciò che è a tutti i
livelli dell’essere. Camminando sull’acqua, Cristo ci ha fatto sapere simbolicamente che se padroneggiamo i nostri sentimenti, simboleggiati dall’acqua, possiamo liberarci dalla paura, superare il senso di impotenza e camminare sull’acqua. La dinamica dell’evoluzioneLe
esigenze primarie di ciascun individuo sono: sopravvivere, svilupparsi,
"riconoscere" ed "essere riconosciuto"
dagli altri poiché l'individuo è per definizione un individuo di un
contesto, ed è dunque necessitato ad amarlo e sentirsene riamato. Ogni
entità (individuo) dispone di una generica "sensibilità" che
è il portato del suo esistere e che coincide con la coscienza di sé. Ogni
entità, attraverso la sensibilità e l'esperienza, “misura” le
altre entità di cui è fatta la realtà e perviene ad un suo modo di
"vederle". Quindi, attraverso la verifica del benessere o del malessere che ogni diverso modo di vivere l'esperienza comporta, identifica un modo ottimale di muoversi. L’energia
che ogni individuo impegna per sopravvivere, svilupparsi, riconoscere ed
essere riconosciuto con il minimo impegno è ciò che altrimenti viene
definito: pensiero, intelligenza, volontà, coscienza di sé, spirito,
anima, vita, eccetera. Il
modo ottimale di muoversi è il perseguire la volontà di sopravvivere,
svilupparsi, riconoscere, essere riconosciuta e raggiungere il massimo
del risultato con il minimo dello sforzo. Per
questo motivo le pulsioni originarie costituiscono il sapere originario
di ogni individuo. Questo
sapere, in quanto sapere comune e comune modo di vedere la realtà, è
la cultura originaria del contesto delle entità individuali. Si definisce infatti cultura un modo comune di vedere la realtà attraverso il quale le entità di un contesto possano organizzare il loro movimento in una maniera il più possibile armoniosa. L'individuo
vive e vivendo si trasforma continuamente in virtù della legge della
causalità necessaria per la quale ogni cosa è l'unico effetto
possibile di un numero imponderabile di cause interrelate. In altre
parole, ogni individuo crea la propria realtà che è l’effetto dei
suoi pensieri e del suo sentire, interrelati con i pensieri e il sentire
di tutti gli altri individui. Per vivere egli utilizza la volontà che
attiva l’energia che crea la realtà, cioè la sua vita. Egli
custodisce il suo sapere nella mente. Tale
sapere sarà tanto più grande quanto più è grande il numero delle
esperienze fatte ed ereditate e quanto più è stata intensa e corretta
la partecipazione alle esperienze sua e di coloro di cui ha ereditato il
sapere. L'individuo
è padrone del sapere custodito nella sua mente. Non esiste dunque alcun
inconscio o per lo meno non esiste un "inconscio" del tipo di
quello fin qui descritto dalla scienza che studia il pensiero. Anche
la mente obbedisce alla causalità necessaria.
L'individuo infatti, non potendo avere sempre “presente a sé"
tutto il suo sapere, ha invece “presente a sé", ovvero ricorda,
in ogni singolo momento, solo quanto, in quel momento, gli è
necessario. Dunque, la sua volontà o un altra causa non volontaria producono la necessità che in quel momento ricordi una o più parti del suo sapere fuse fra loro ed egli, semplicemente, le preleverà dalla mente e le renderà presenti a sé (le ricorderà). Tale operazione incontra tre diversi limiti. Il primo è che il "territorio" della mente è immenso sicché gli è praticamente impossibile percorrerlo tutto e "vedere" che cosa in esso è custodito, tanto più che molte parti del sapere, quando siano di uso non frequente, giacciono in posizioni di non evidenza talora estremamente remote. Il secondo è che le varie, molteplici anzi infinite parti del suo sapere non sono affatto lineari ma anzi sempre complesse, multiformi e sovente contraddittorie e dunque non facili da decifrare. Il terzo è che l'individuo ha una concezione puramente strumentale del suo sapere sicché rifiuta di “vedere” tutto ciò che è di ostacolo all'attuazione dei suoi desideri. Nel
momento in cui sollecitato da una causa deve “ricordare" qualcosa
quindi, innanzitutto, ha difficoltà ad individuare i punti della mente
in cui sono poste le parti del sapere che gli occorrono. Poi
ha la difficoltà di "leggerle", decodificarle e ridurle a
qualcosa che possa essere utilizzato con facilità. Infine deve valutare se esse siano adatte a fargli conseguire i risultati che desidera e cioè decidere se vuole o no “vederle”. Per
poter fare tutto ciò, per di più in tempi brevissimi, ha bisogno di
organizzare un "modo" di percorrere la mente e di prelevarne e
lavorarne in maniera ottimale il contenuto. Tale
modo è rappresentato dal precostituirsi degli aggregati di idee, veri
veicoli specializzati, con i quali poter percorrere velocemente la mente
prelevandone ed elaborandone solo quelle parti che più gli convengono. Per
fare un esempio molto elementare, pensiamo ad un individuo che per
ricordare il numero 1.000 lo colleghi all'idea di una banconota da
1.000. Ebbene
l'aver associato il numero da ricordare alla banconota è appunto uno
dei "modi di ricordare" “aggregati di idee" su
accennate. Alla stessa maniera, un individuo che debba afferrare un oggetto rovente. sotto lo stimolo di questa causa, preleverà dalla zona della mente dove sono “ormeggiati” gli aggregati di idee che si è precostituiti e che siano più adatti alla bisogna e con essi si calerà nella mente dove, fra la moltitudine delle sue esperienze/conoscenze dirette ed ereditate del calore, preleverà e sintetizzerà quelle che gli occorrono. Cosi
pure, se i ricordi da tirare fuori dalla mente ed i pensieri da
formulare sono quelli necessari ad apparire disinvolto in una certa
situazione, egli avrà, già confezionato dentro di se. un atteggiamento
mentale, che si chiama disinvoltura e che è il risultato, in continua
modificazione, di una serie di operazioni di prelievo e lavorazione del
sapere, che, da un certo punto in poi, salvo necessità di
aggiustamenti, non ripeterà più. Sarà dunque attraverso questo atteggiamento mentale, già pronto, che preleverà ed elaborerà il suo sapere in funzione della situazione che si trova a vivere. Questi
suoi preconfezionati modi del conoscere quando, per la molteplicità di
implicazioni che recano e di situazioni in cui vengono utilizzati,
aumentano di complessità e si riempiono di contenuti, diventano delle
vere e proprie "forme" che danno al suo sapere e che continua
poi ad utilizzare in una maniera che, per il momento, continueremo a
definire inconscia, riservandoci di spiegare meglio di seguito,
"inconscia". Ne deriva che gli "aggregati di idee", oltre ad essere “strumenti conoscitivi”, sono anche filtri attraversi i quali "vede" in maniera "obbligata" il suo sapere (preconcetti). Quando l'uso di certe forme del conoscere si generalizza fra tutti gli individui di un contesto esse diventano “culture” che troveranno già approntate e che quindi si limiteranno semplicemente a recepire. Le
culture, poi, attraverso il reiterarsi delle esperienze alle quali sono
collegate, trovano spesso una simbolizzazione in qualcosa. Ovvia,
per la sua forma e quindi per le evocazioni alle quali ha potuto dar
luogo, è l'elezione del serpente a simbolo del peccato e della fertilità
e più ancora a "simbolo fallico” posto a difesa dei valori del
nostro mondo. Il
simbolo, nato che è, diventa a sé stante rispetto al processo
attraverso il quale si è formato, sicché l'individuo lo subisce ancor
più "inconsciamente" (emozionalmente), come una schermatura
fissa, estremamente composita attraverso la quale vede il suo sapere.
Quale sia la forza del simbolo è facile capirlo
se solo si prova ad
immaginare di avere nel proprio letto una serpe per quanto innocua essa
possa essere. Ebbene il terrore che una tale idea genera è appunto legato a tutto quello che la serpe, attraverso i racconti veri o immaginari di generazioni di uomini, simbolizza. Conscio e inconscioL'individuo
è "conscio" di tutto il suo patrimonio conoscitivo ed è
dunque padrone della sua mente e del sapere ivi riposto. Non esiste
dunque alcun inconscio del tipo di quello che descrive la scienza che
studia il pensiero. L'individuo piuttosto esprime il suo sapere su due
diversi piani: il piano della conoscenza esistenziale ed
il piano della conoscenza concettuale. Il sapere esistenziale è quello che si definisce impropriamente inconscio ed il sapere concettuale quello che si definisce impropriamente conscio. Attraverso il sapere esistenziale (inconscio) l'individuo si muove sul mero piano della realizzazione dei suoi desideri che cerca di attuare mediante un utilizzo più fortemente strumentale delle sue conoscenze. Egli cioè sul piano della conoscenza esistenziale ed attraverso le forme del conoscere. adatta continuamente il suo sapere alle varie situazioni in una maniera che gli consenta di salvaguardarsi e privilegiarsi. La conoscenza esistenziale è sempre molto evoluta. Essa, si sostanzia in un numero elevatissimo di tecniche e di strategie comportamentali sviluppatesi nel corso dei millenni e ciascun individuo, per quanto incapace di formulare concetti svolti ne è padronissimo ed è abilissimo nel porle in essere. Questo per il semplice motivo di avere rispetto ad esse un filo conduttore certo rappresentato dalle sue proprie esigenze che ovviamente conosce bene e rispetto alle quali, di solito, non ha dubbi. A causare la grande evoluzione del sistema intellettuale esistenziale è proprio la forte determinazione con cui ogni individuo persegue i suoi fini. E' questa determinazione che, nell'incontro/scontro degli individui, produce la necessità di strategie comportamentali, prima individuali e poi sociali, sempre più raffinate e complesse. Il comportamento quindi, in quanto diretta espressione della conoscenza esistenziale (inconscio), è portatore nell'individuo di "consapevolezze" che, sul piano concettuale, molte volte, non è minimamente in grado di decodificare. Fino al punto che, pur essendo vittima "ignara" delle culture, arriva ad adoperarle come finzioni. Sovente si parla infatti di codice comportamentale o di linguaggio in codice e cioè di un qualcosa che, decodificato, dà luogo alla spiegazione ed alla verifica di strategie estremamente complesse anche in individui semplici. La
possibilità di “muoversi” sul piano della mera conoscenza
esistenziale è però ora in crisi a causa dell'attuale,
più evoluto, livello di democrazia. Le
culture precedenti infatti, essendo caratterizzate da un livello di
mediazione stabilizzato nei secoli, si svolgevano sul piano del sapere
esistenziale (“inconscio") in una misura di gran lunga maggiore
di quella oggi possibile. In
esse, affermatisi i vari rapporti di forza e stabilitisi dunque i vari
"ruoli” scattava la celebrazione "inconscia" delle
"finzioni dell'altruismo", culture attraverso le quali
ciascuno cercava di sopravvivere o di vivere il più possibile in un
ambito di equilibri prevaricatori all’infinito che, in quanto
secolari, nessuno pensava di poter mettere in discussione. L'individuo
moderno viceversa, a causa dell'insorgere di ciascuno rispetto ai
"ruoli” e della complessità della vita sociale, sempre più è
costretto alla decodifica (presa di coscienza) del suo comportamento e
dunque alla decodifica della conoscenza esistenziale (inconscia) che
diviene, a quel punto, conoscenza concettuale (conscia). Diviene
cioè sempre più arduo adattare le vecchie "forme del
conoscere" alla molteplicità contraddittoria delle situazioni. Ne
deriva che gli individui, movendosi "inconsciamente" e dunque
tendendo indiscriminatamente a privilegiare sé stessi, vanno facilmente
in crisi per l'insorgere degli altri e sono costretti a decifrare le
loro forme del conoscere. In
questa maniera, estendendo sempre più il piano della conoscenza
concettuale a scapito di quella esistenziale, finiscono per rendere
"conscia" una parte sempre più vasta del loro inconscio. Il
che equivale ad acquisire un metodo di indagine conoscitiva libero dagli
errori che i pregiudizi e la tendenziosità fatalmente generano e quindi
la possibilità di "riorganizzare" il proprio sapere
"inconscio" che, a quel punto, nel momento in cui viene
accettato, diviene conscio. Se
ne deduce che una delle cause del relegare nell'<inconscio> il
sapere altrimenti conscio è la tendenziosità. Per cui si potrebbe anche dire che una parte dell'inconscio coincide con ciò che l'individuo “rifiuta" mentre viceversa il conscio con ciò che egli "accetta". E’ un po’ la nostra cantina dove immagazziniamo tutto quello che non ci serve al momento o che non vogliamo vedere. Tuttavia gli eventi del passato irrisolti ci condizionano continuamente, anche se noi non ne siamo consapevoli, e determinano i nostri atteggiamenti irrazionali. Attraverso l’anima i sentimenti legati a eventi irrisolti (il karma) riaffiorano in noi a livello conscio e condizionano la nostra vita. In
proposito, se non usiamo la parola "rimozione” è perché essa,
proprio per il suo valore terminologico, fa pensare a qualcosa che
sparisce dalla mente. L'individuo
invece non rimuove quello che non gli conviene, e né del resto si può
pensare che una qualsiasi consapevolezza possa sparire dalla sua mente,
ma è solo molto
strategico nell'usarlo. Egli
cioè si organizza a guardarlo da punti di vista diversi o ad
utilizzarlo in maniera parziale, stravolgendone così il senso come più
gli piace. Naturalmente
capita in continuazione che abbia convenienza a "dimenticare"
del tutto qualcosa ma anche in questo caso egli non la
"rimuove" ma piuttosto la "ricopre" di una sorta di
telo più o meno trasparente che continua a far parte del paesaggio dei
suoi ricordi e dietro il quale egli sa bene cosa si nasconda dal momento
che lui stesso lo ha steso. Con
la conseguenza che la cosa, non rimossa, ma solo “nascosta",
continua cosi a condizionare il suo comportamento ed anzi finisce di
solito per condizionarlo ancora più fortemente poiché l'individuo,
"per non vedere il telo" e magari nel timore che il
“vento" possa portarlo via da un momento all’altro, finisce per
non “circolare” più in vaste aree della sua mente dove è custodito
un sapere che invece gli occorrerebbe per vivere o per accedervi con gli
“occhi bendati" oppure ancora attraverso una serie di
"circoli viziosi" che gli stravolgeranno l'immagine
complessiva del "territorio”.
Vi è poi un'altra grossa parte dell'inconscio che è tale non
perché l'individuo la rifugge ma perché, a causa della sua complessità
o degli errori commessi, non riesce a decodificarla ed un'altra ancora,
che è certo la principale, che non riesce più a "ripescare"
tant'è remota. Come ad esempio i processi conoscitivi che reggono le
funzioni organiche i quali fanno parte di una sorta di
"intelligenza interna" difficilissima da decifrare da un punto
di vista concettuale. In
ogni caso, rendere conscia una parte dell’<inconscio>, consente
una grande estensione del proprio sapere e della propria capacità di
vivere. L'appropriarsi di una parte dell'inconscio può avvenire in due diversi modi legati alle tre diverse categorie di inconscio rappresentate dal sapere rifiutato, dal sapere complesso e dal sapere remoto. Fermo restando che comunque ognuna è partecipe della natura delle altre due. Il
primo modo, che è primo anche in ordine di successione, richiede più
coraggio che capacità di capire e consiste nell'accettare il sapere
rifiutato. Operazione che comunque è difficile che qualcuno compia
se non vi e costretto o se non vi ha convenienza. Il secondo, che richiede più capacità di capire e di impegno che non coraggio, è quello di svolgere un duro lavoro di ricerca e di decodifica rispetto all'inconscio complesso e remoto. L'individuo
tuttavia è "inconscio" solo nel senso che ignora il processo
di formazione del suo "modo di conoscere" = "forme del
conoscere” = culture. Per
altri versi invece utilizza le "forme del conoscere” sempre nella
direzione in cui più gli conviene. Fino al punto di applicarle a sé
stesso ed agli altri in maniere diametralmente opposte (predicar bene,
razzolar male) mostrando cosi di essere tutto sommato estremamente
critico e dunque consapevole. Egli in effetti, sotto la spinta delle pulsioni originarie. tende a "forzare" le forme del conoscere/filtro che ha dentro di sé per poter così raggiungere i suoi obiettivi (tendenziosità). L’impegnoCiò
premesso, rivediamo ora quello che all'individuo occorre. Abbiamo detto che le sue esigenze primarie sono: sopravvivere, svilupparsi, "riconoscere" ed "essere riconosciuto" dagli altri individui del contesto poiché egli è, per definizione, individuo di un contesto senza del quale dunque non esisterebbe. Abbiamo anche detto che quando ritiene che una certa parte del sapere è contraria alle sue esigenze primarie adotta "forme del conoscere" che gli consentano di non prelevarla dalla mente. Ora,
il "contesto degli individui” ha anch'esso l'esigenza di
sopravvivere e svilupparsi. Perché
ciò possa avvenire è necessario che gli individui del contesto si
"riconoscano" (si amino) concorrendo così fra loro al suo
sviluppo. Ogni
individuo, dunque, tende, da un lato, a sopravvivere e svilupparsi e,
dall'altro, ad essere concomitante allo sviluppo del contesto (amarlo
per esserne amato). L'individuo comunque privilegia la sua sopravvivenza ed il suo sviluppo alla sopravvivenza ed allo sviluppo del contesto al quale, in definitiva, si interessa soprattutto per quel che riguarda il suo esserci ed essere riconosciuto e cioè in funzione prevalentemente di quello che a lui occorre. Anche perché. proprio privilegiando il suo sviluppo, concorre di più e meglio allo sviluppo del contesto (amore per se stesso). Il voler privilegiare sé di ogni individuo genera, fra loro, un conflitto permanente. L'oggetto specifico del conflitto è "il servizio”. Ogni Individuo cioè chiede agli altri di impegnarsi nel suoi confronti e fare quello che a lui serve e, solo a corrispettivo di questo "impegno", è disponibile a dare il suo riconoscimento. Ogni individuo, per converso, rifiuta l'impegno nei confronti degli altri, poiché l'impegno è sofferenza ed egli preferisce il disimpegno (non sofferenza) e l'oblio, ed è disposto ad impegnarsi, nel limiti dell'indispensabile, solo per quanto riguarda le sue esigenze strettamente individuali quale l'essere riconosciuto e quindi riconoscere gli altri (forza attrattiva fra gli individui del contesto = amore). D'altra parte, poiché attraverso l'impegno ritrova l'armonia con il contesto laddove l'oblio gli causa sovente una grave sofferenza per il rifiuto degli altri, cerca all'infinito, da un lato, di non far apparire il suo disimpegno e, dall'altro, di trovare un buon livello di mediazione fra l'impegno necessario all'armonia e il disimpegno necessario al benessere. Il suo desiderio irrealizzabile sarebbe in sintesi quello di essere "amato" dagli altri e nel contempo non doversi impegnare nei loro confronti. Allo scopo di mediare fra loro in questo scontro di opposte volontà di disimpegno reciproco gli individui utilizzano le già descritte forme del conoscere = culture. Gli individui, cioè escogitano "forme del conoscere” = “culture" che consentano loro di non prelevare dalla mente la consapevolezza dell'egoismo e di poter vivere la loro esperienza di relazione simulando l'altruismo. Poi,
nel momento.in cui, attraverso le varie forme del conoscere = culture
(culture dell'amore, onestà, onore, ecc.), celebrano la finzione
dell’impegno, hanno la necessità di autoconvincersi che il loro
impegno sia invece autentico e ciò per due diversi ordini di motivi:
Tutto ciò fermo restando che l’individuo cerca solo e sempre di provare il benessere o di sfuggire al malessere. Egli cioè non cercherà mai il malessere gratuito degli altri per il semplice fatto di essere sprovvisto di una pulsione in tal senso. Per cui se il provare il benessere, o lo sfuggire al malessere, comporta il malessere di altri individui egli magari non esisterà a provocarlo, ma giammai cercherà il malessere gratuito degli altri. Il che significa che nessuna forma di crudeltà è mai gratuita, ma che, sempre, chi causa il malessere degli altri è spinto dalla “necessità” di provare il benessere o di salvarsi dal malessere. Pensieri, desideri, sentimenti ed emozioniIl sentire (intuire) è il linguaggio dell’anima. Perciò dovremmo sempre seguire i nostri sentimenti, senza giudicarli. Finché seguiamo i nostri sentimenti faremo sempre la cosa giusta per noi, poiché l’anima, tramite essi, ci stimola a vivere l’esperienza che in quel momento serve alla nostra evoluzione. Il problema per noi nasce quando blocchiamo i nostri sentimenti. Allora blocchiamo anche l’energia della vita che vuole fluire incessantemente e da questo blocco nasce la tensione e la malattia. Da dove nasce il pensiero? Ogni essere umano è un canale che riceve nella sua mente pensieri provenienti da varie origini. Finché egli vive nel passato o nel futuro, perdendo il qui ed ora, generalmente riceve pensieri da entità che risiedono nel proprio campo e che lo controllano per succhiarne l'energia. Generalmente i pensieri ispirati da queste entità sono attirati da forme-pensiero simili dei nostri antenati che ci sono stati trasmessi per via genetica e giacciono nel nostro DNA. E' quello che noi conosciamo come karma. Chi vive nel vecchio consenso e non ha scelto di ascendere non possiede un'anima completa ma solo frammenti di anima, ed è in balia di varie entità. Quando l'essere umano si risveglia e decide di ascendere, allora pian piano eleva la propria vibrazione e recupera i frammenti d'anima fino a ricostituire un'anima completa che è la condizione necessaria per ascendere. A livello 3000 si può dire che uno ha incorporato un'anima completa. Con un'anima completa incorporata, colui che ascende decide intenzionalmente di ancorare la propria forma alla Terra e di collegarsi alla propria Sorgente. La Terra e la Sorgente allora lo guidano nel processo di ascensione ispirando nella sua mente solo pensieri puri, cioè provenienti solo dalla propria anima che desidera, tramite la forma, vivere determinate esperienze. In questo caso è Dio che opera in noi. In ogni caso quando accogliamo un pensiero e lo contempliamo, cioè concentriamo tutta la nostra attenzione su di esso, allora la nostra mente viene illuminata ed il pensiero viene sentito da tutte le nostre cellule che si nutrono di esso. Il sentimento generato in noi dal pensiero genera il desiderio di portare a manifestazione esterna tutte le possibilità dell’idea stessa. Il desiderio a sua volta richiama la volontà che genera un’emozione la quale attiva l’energia che mette in moto il processo di manifestazione che crea la realtà di cui dobbiamo fare esperienza. Dall’esperienza ricaviamo un insegnamento che, se compreso, la nostra anima registra come saggezza. Questo è il normale processo evolutivo che l’uomo dovrebbe seguire. Il nostro Essere spirituale (corpo di luce o anima) è qui per acquisire saggezza. Il desiderio è l’agente terreno della Volontà di Dio e fornisce la forza motrice. L’uomo che non si è ancora risvegliato nello Spirito crede di pensare, ma egli non fa che accogliere i pensieri che il proprio Dio, o altre entità che hanno invaso il nostro campo aurico, ispirano alla nostra mente. Ingannandosi intorno al loro reale significato ed al loro scopo, egli costruisce su di essi un edificio personale, e, con i desideri egoistici così suscitati, crea da se stesso tutti i suoi affanni, tutti i suoi guai. Per fare la volontà di Dio è assolutamente necessario che prima impariamo a pensare, a distinguere i nostri pensieri, quelli ispirati da Dio che è in noi, dai pensieri degli altri, nonché a bandire dalla nostra coscienza quelli che non sono desiderabili, e finalmente a dominare ed utilizzare i nostri desideri in modo che servano sempre noi, invece di renderci loro schiavi. E' giusto usare il nostro cervello per stabilire se quello che stiamo pensando o facendo sia giusto o sbagliato. Ma poiché non abbiamo tutte le informazioni necessarie a valutare adeguatamente come stanno le cose, difficilmente riusciamo a stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Perciò l'unico atteggiamento giusto è quello di seguire il nostro sentire. Generalmente, noi non seguiamo il nostro sentire, ma giudichiamo i nostri pensieri con la mente classificandoli come giusti o sbagliati, bene o male, buoni o cattivi, e li inquiniamo con altri pensieri che non sono nostri. Di conseguenza blocchiamo l’energia che dovrebbe creare la realtà che noi dovremmo vivere per farne esperienza e ricavarne saggezza. Quando noi giudichiamo e blocchiamo i nostri sentimenti mettiamo in atto una re-azione che si basa su nostri atteggiamenti avuti in passato in occasione di analoghi eventi e finiamo così con il ripetere (re-agire) gli stessi comportamenti del passato. Pertanto l’azione creativa che il pensiero voleva attivare ha provocato invece una re-azione che ha bloccato l’azione e quindi l’energia. Nel tempo si crea una catena di azioni e re-azioni dovuta al susseguirsi incessante dei nostri pensieri, e che costituisce il cosiddetto karma. Tutti i sentimenti e le emozioni che abbiamo represso si accumulano nel corpo sottile emozionale e cambiano il nostro DNA, oltre a condizionare pesantemente la nostra vita, bloccano l’energia vitale nel nostro corpo fisico. Tuttavia questi errori apparenti, questi concetti falsi, questi intralci sono in realtà soltanto ostacoli che lo Spirito mette sulla nostra strada affinché li superiamo e perché, nello sforzo per superarli, noi sviluppiamo alfine un corpo ed una mente forti e capaci di esprimere l’idea di Dio che agisce eternamente nella nostra anima. L’Essere è espressione. Non si può immaginare esistenza senza espressione. Quindi, Dio, l’Essere, si esprime continuamente. E poiché Dio è TuttoCiòCheE’, Egli esprime sempre se stesso. Tutti i sentimenti e le emozioni repressi premono continuamente per essere vissuti. Noi li sentiamo infatti come pressioni dentro di noi. Sentiamo di avere l’energia bloccata, ci sentiamo irrequieti, impazienti e frustrati. Vorremmo fare qualcosa ma non ci riusciamo; è come se fossimo incatenati. Per reprimere i nostri sentimenti/emozioni sprechiamo molta energia e così ci sentiamo scarichi, vuoti e depressi. Inoltre le nostre difese immunitarie si indeboliscono ed i batteri e virus hanno il sopravvento. Se facessimo sempre quello che sentiamo dentro di noi, senza giudicarci richiamando alla mente il nostro passato, saremmo pieni di energia ed in salute, soprattutto quando quello che facciamo ci reca gioia. Questo dovrebbe essere sempre il metro di misura del nostro vivere. Vivere l’attimo, il qui ed ora, significa in fondo fare sempre e solo ciò che sentiamo in quel momento. In questo caso non avremmo mai problemi di nessun tipo, poiché faremmo sempre la volontà dello Spirito in noi, e la nostra crescita spirituale sarebbe continua. Durante i molti millenni della nostra evoluzione, abbiamo represso tanti sentimenti/emozioni che si sono accumulati nei nostri corpi sottili e nel nostro patrimonio genetico (DNA), e che ci portiamo appresso ad ogni incarnazione. Finché non li dissolveremo ci condizioneranno pesantemente e ci faranno soffrire. Inoltre li trasmetteremo geneticamente ai nostri figli, i quali se non li dissolveranno li trasmetteranno a loro volta ai propri figli in una lunga catena di azioni e re-azioni: il cosiddetto karma. Nella figura seguente è riportato in forma schematica il processo di creazione o di re-azione che segue l’uomo di fronte agli eventi della vita, siano essi pensieri, sentimenti o emozioni. L’uomo consapevole è in grado di comprendere la lezione da ogni esperienza di vita e di estrarre da essa saggezza per crescere, mentre l’uomo che non si è ancora risvegliato è in balia degli eventi e, non sapendo padroneggiarli, ne diventa vittima. Processo di Azione - Reazione
Dissolvere i sentimenti significa prenderne coscienza, accettarli e poi lasciarli andare, attraverso il perdono, perché non ci servono più. Dal punto di vista didattico, i sentimenti/emozioni che bloccano l’energia sono detti negativi. Essi sono: 1. Disperazione 2. Dolore 3. Paura 4. Colpa 5. Dipendenza 6. Rabbia 7 Arroganza La moderna psicologia ci insegna che i sentimenti sono in genere indicati nei modi seguenti: 1. Espressi (sinora lo stato ottimale); osservati, riconosciuti e sperimentati. 2. Repressi, fingendo che non esistano; chiudendo le sensazioni corporee all’altezza del collo, in modo da non sentirle e non sperimentarle; diventando una persona di testa, che razionalizza e intellettualizza. 3. Rimossi (coperti), per esempio tenendosi occupati dalla mattina alla sera con la dipendenza dal lavoro, dall’alcool e altre dipendenze di ogni genere. I sentimenti negativi sono anch’essi funzionali alla nostra evoluzione. Essi sono molto potenti e ci spingono a sperimentare il polo opposto (Ciò che noi non siamo, cioè le illusioni) per meglio capire Chi e Cosa siamo veramente. Spesso dobbiamo ad essi la nostra sopravvivenza. Per esempio, in caso di grave pericolo per la nostra vita, la paura ci spinge immediatamente verso la fuga o la difesa prima che noi ce ne rendiamo conto. E’ l’istinto di conservazione che tramite la paura ci spinge a fuggire o a difenderci. Dovremmo sempre seguire i nostri sentimenti, particolarmente quelli che ci recano gioia. Mai reprimerli poiché la repressione è la causa principale dello stress e quindi della malattia. Se per esempio sentiamo rabbia verso qualcuno o qualcosa, dobbiamo esprimerla e non reprimerla. Dopo che ci saremo sfogati, magari prendendo a pugni un cuscino o gridando, allora potremo ragionare per capire cosa ci è capitato e perché ci siamo arrabbiati, applicando seriamente la legge dello specchio. Così potremo riconoscere chi siamo, accettarci e decidere chi e cosa vogliamo diventare, cambiando il nostro atteggiamento mentale. Se, al limite, la rabbia ci monta dentro verso qualcuno che sta di fronte a noi e che ci ha offeso, e sentiamo forte l’impulso di scaricarla su di lui, facciamolo, sapendo tuttavia che in questo caso possiamo mettere in moto un meccanismo perverso di azione-reazione, di cui dobbiamo assumercene la responsabilità. L’altro potrebbe reagire male e complicare la situazione. Tuttavia il nostro gesto di ribellione, anche se violento, servirà a scuoterci, a rompere un blocco emotivo che si era creato in noi e a rimettere in movimento l’energia. Dopo aver espresso i nostri sentimenti ed aver raggiunto una ragionevole calma, dovremmo sempre ragionare con obiettività (la ragione ci serve proprio per questo: analizzare i fatti per come sono, con obiettività) su ciò che essi hanno prodotto per cogliere l’insegnamento dell’esperienza vissuta. Anche in questo caso ci può essere di notevole aiuto la legge dello specchio o la formula della compassione. I sentimenti negativi inespressi, e quindi repressi, sono energie distruttive che covano nel nostro inconscio e quanto più noi li reprimiamo tanto più li rafforziamo, fino a quando la nostra mente non decide di liberarsene scaricando tali energie negative sul nostro corpo, sotto forma di malattia. Perciò i sentimenti negativi vanno vissuti consapevolmente per essere compresi e superati. Una volta osservati consapevolmente, essi ci abbandonano, se questa è la nostra volontà, e liberano uno spazio vuoto nella nostra coscienza che verrà riempito dalla luce e dalla gioia. Ci sentiremo più liberi e più leggeri, come se ci fossimo tolti un gran peso. Un altro esempio di repressione di sentimento/emozione è quello che riguarda la sessualità che nella nostra società provoca tanti guai. Il desiderio sessuale è il più naturale e potente che esista; eppure noi, a causa di una cultura repressiva ed ipocrita, molto spesso lo reprimiamo generando sensi di colpa, di vergogna, ecc. Questi sentimenti negativi condizionano incredibilmente la nostra vita e sono la causa principale di molte malattie. I sentimenti che causano il pensiero oggettivo (impersonale) sono tre, producono energia e intuito, e sono categorie che descrivono stati uguali o simili utilizzando termini diversi. 8. Valore 9. Accettazione 10. Armonia Una volta che ci siamo riconosciuti nell’esperienza dovremmo anzitutto accettarci come siamo, altrimenti combatteremo sempre i sentimenti/emozioni negativi e li rafforzeremo. L’amore incondizionato/impersonale rappresenta lo stato di coscienza più elevato in assoluto e produce la massima energia positiva. Esso in fondo è un non-sentimento. Da ciò si deduce che l’amore incondizionato lo potremo raggiungere solo quando avremo dissolto ampiamente i nostri sentimenti ed emozioni. Tutti i sentimenti negativi si possono raggruppare in due categorie che esprimono delle mancanze:
mancanza d’amore. Il desiderio primario di ogni individuo è accedere alla qualità “amore”: se non si fa esperienza dell’amore si ha la sensazione di non essere amati. Nella personalità umana l’amore viene sperimentato come sentimento, emozione, sensazione. Sentirsi amati da qualcuno genera un sentimento/emozione di calore nell’area del chakra del cuore, nel centro del petto. A titolo d’esempio, citiamo altri sentimenti rivelatori d’amore:
Sono tutti sentimenti che stimolano le qualità già codificate nel nostro corpo sottile emozionale, che trovano risonanza a un grado di maggiore o minore intensità e durata in funzione della qualità d’amore che già conteniamo in noi stessi. La qualità contenuta è stimolata e rafforzata in armonia con la qualità del sentimento d’amore che ci viene trasmesso. Come inchiostro rosa versato in una brocca d’acqua, più spesso ci confrontiamo con quella risonanza, maggiore è la densità che acquista, più intensa è l’esperienza che diventa anche sempre più familiare. Più integriamo la vibrazione d’amore, più ci sentiamo in pace, protetti e amati. La frequenza vibratoria di amore più alta, sottile e intensa contenuta nei corpi dei sentimenti e astrale si esprime come stato d’amore per il nostro Sé. Siamo così in grado di risuonare verso l’altro nelle ottave più alte dei corpi sottili, e sperimentare una connessione ancora più ravvicinata con il divino. Più permeabili diventiamo, più la qualità si espande dentro di noi. Non abbiamo bisogno degli altri per accrescere o stimolare la nostra fonte d’amore, siamo in grado di accedervi noi stessi, sperimentando volontariamente o spontaneamente la vibrazione d’amore. Perché ciò sia possibile occorre svuotare i corpi emozionale e astrale dell’accumulo appiccicoso costituito da sentimenti di mancanza di valore in grado di separare. Se la qualità e la quantità d’amore nel corpo emozionale sono minime o i sentimenti associati alla mancanza di valore sono prevalenti, permeando i corpi dei sentimenti/emozioni e astrale con dense vibrazioni separatorie, la capacità di accedere alla qualità dell’amore, che si esprime come amore per il Sé, si blocca. Il risultato è che il bisogno di essere amati diventa esagerato. Se i corpi dei emozionale e astrale sono pieni di sentimenti densi, non c’è posto e nemmeno la possibilità di stimolare la frequenza dell’amore: come se molti inchiostri di diversi colori venissero aggiunti all’acqua, più l’acqua diventerebbe densa, fangosa e scura. Questa densità si esprime nell’incredulità dell’individuo di essere amato e nel suo non essere in grado di accettare amore. L’individuo in questo caso diventa come un pozzo senza fondo o un secchio bucato che non può mai essere riempito. Se per una ragione o per l’altra l’amore viene ritirato, perché l’essere amato muore o per una separazione, ne conseguono normalmente sentimenti di abbandono, di disperazione, di non essere in grado di andare avanti senza l’amato e un senso di inutilità derivante dall’assenza di quella persona nella propria vita. Tali sentimenti sono vibrazioni espresse come sentimenti/emozioni, un’autoillusione di separatezza sperimentata dalla personalità egoica. Il dolore che proviamo quando non ci sentiamo amati è il dolore per la separazione da noi stessi, soltanto da noi stessi, e dall’aspetto divino del nostro essere, dal nostro amore divino che riempie i nostri cuori. Sentirsi non amati crea i seguenti sentimenti:
Sentimenti prolungati di “mancanza di amore” creano sensazioni di disperazione, danno un senso di assuefazione, diventano un’abitudine. L’assuefazione è al dolore, alle persone che possono sollecitare quel dolore, alle situazioni che sollecitano dolore e altre sostanze che sembra sopprimano il dolore. La rabbia è dolore non riconosciuto. Ci arrabbiamo con noi stessi, con gli altri, con il mondo, con il destino, con Dio. Ci arrabbiamo così tanto da abbandonarci alla depressione. La depressione esprime un sentimento di totale impotenza, di resa. L’autismo, l’assuefazione alla droga o all’alcool sono altre forme di resa. La rabbia per essere così poco amati ci fa inveire contro la società con comportamenti distruttivi (abuso di potere di ogni genere, furti, imbrogli, violenza fisica, aggressione, assassinio, oppressione, soppressione e infine la guerra). Anche questa è una strada per raggiungere la luce attraverso l’oscurità. L’oscurità, la rabbia, la colpa, la paura, il dolore espressi come male diventano molto intensi e densamente compressi, come avviene per la materia in un buco nero nel cosmo. Quando l’oscurità raggiunge il punto di non ritorno in cui non può più assimilarsi, esplode e si trasforma in luce. Un maestro zen ha raccontato la sua esperienza, uno straordinario esempio di questo processo. Si trovava in uno stato di sofferenza estrema a causa di un dolore fisico, e invece di combatterlo si immerse sempre più a fondo nel dolore. Con sua sorpresa, a un certo punto andò oltre il dolore, in uno stato di non dolore, accettandolo così completamente che il dolore stesso si dissolse. Sappiamo benissimo che, per esempio, la paura è mancanza di amore. Finché avremo paura non saremo in grado di amare e, quindi, di essere amati. Quello che noi comunemente chiamiamo amore è un surrogato, è un amore emotivo condizionato. L’amore vero è incondizionato, impersonale, non si aspetta nulla ma semplicemente si dona incessantemente; è tollerante, non opprime e non lega ma lascia libero l’altro. Mancanza di influenza La sensazione derivante dal sentimento di impotenza sopra accennato induce un desiderio di potere. Voler sentire di avere il controllo, di influenzare, volersi sentire influenti è il desiderio del “sentimento” di avere potere perché sentiamo che ci manca. Qualsiasi cosa noi vogliamo è qualcosa di cui sentiamo la mancanza o che non abbiamo. Se qualcuno vuole amore è perché ha sentito che ne era carente e che da solo non poteva accedere all’amore o averlo. La “mancanza di influenza” è generata dal “sentimento” di non avere influenza. La mancanza di qualcosa o di volerla è un sentimento che ci separa da noi stessi. La sensazione di essere incapace di influenzare o di incidere su qualcosa o qualcuno genera un sentimento di impotenza e debolezza. Un sentimento di impotenza corrisponde al sentimento di non essere in grado di influenzare qualcosa o qualcuno. E’ il sentimento di essere vittima delle circostanze o del destino. Sentirsi incapace di influenzare un evento o qualcuno genera sentimenti di disperazione, irreparabilità, paura, rabbia, desiderio ossessivo per qualcuno o qualcosa, attaccamento, dipendenza, mancanza di controllo su qualcuno o qualcosa. Il sentimento di impotenza si esprime allora nel bisogno di potere attraverso la religione, la politica, l’economia, la posizione sociale, la forza fisica. La manipolazione individuale o di gruppo e l’aggressività sono espressione del sentimento di sentirsi privi di potere. La nostra attività psicologica cosciente è determinata da due aspetti : mentale ed emozionale. L’aspetto mentale è attivo e volontario, e normalmente rimane sotto il nostro controllo cosciente. L’aspetto emozionale, invece, è quello spontaneo e appare come un riflesso dell’attività mentale, come reazione a diversi stimoli interni ed esterni. Le emozioni, dunque, sono sottomesse all’attività mentale che le controlla in maniera positiva o negativa secondo il tipo a cui appartiene. Le emozioni sono pensieri legati a sentimenti e vengono generati da molte fonti. Un’emozione, come sentimento e pensiero combinati insieme, viene stimolata da un evento di cui si fa esperienza nel mondo fisico o nell’immaginazione, un evento presente o passato. L’evento può essere associato a una sensazione fisica, a un’immagine, a un suono, a un odore, a un sapore, al loro insieme o solo ad alcuni di essi. Le emozioni possono essere sottili o molto intense; possono essere sperimentate in stato di veglia o di sogno; possono venire provocate da un’esperienza personale reale oppure stimolate da un’esperienza proiettata, come le emozioni sollecitate mentre si ascolta la storia di qualcun altro o si vede un film, si ascolta la musica o si legge un giornale, un libro, una rivista.
Un’emozione può essere codificata nel proprio corpo e quindi
un messaggio profondo può provocare la memoria di quell’emozione. Anche se siamo sempre stati schiavi delle nostre emozioni fin dall’inizio del tempo, è solo adesso, a questo punto della nostra evoluzione, che abbiamo la capacità di analizzare e comprendere le emozioni. L’attività mentale positiva è connessa a un processo energetico dinamico che permette non solo un dinamico funzionamento organico cerebrale, ma anche un continuo aumento di energia che viene manifestata come creatività mentale e buon essere emozionale. L’attività mentale negativa invece, crea un blocco del flusso energetico che limita il soggetto nel suo fluire in maniera naturale, impedendogli di esprimersi liberamente e in modo naturale, e causando l’insorgenza di sensazioni sgradevoli che provocano una reazione emozionale negativa. Come per i sentimenti, anche le emozioni sono a loro volta divise in positive e negative, ma non esiste una tecnica per differenziarle. Cioè, in partenza tutte le emozioni comportano una dinamica energetica che nel momento in cui viene bloccata, si trasforma istantaneamente in emozione negativa. Per esempio. Quando l’amore viene bloccato si trasforma immediatamente in odio e lo sblocco si manifesta come alternativa fra odio e amore. Il passaggio dell'energia emozionale determina quindi la qualità positiva di una determinata emozione, e se questa energia viene bloccata si trasforma in negativa.
Le emozioni negative sono provocate da due cause principali:
l’inibizione mentale e l’esaurimento energetico. Le
emozioni provocate dall'inibizione mentale comportano un blocco nel
flusso energetico, causando così un aumento della tensione della
membrana di quel segmento corporale corrispondente a quella determinata
emozione, e un aumento della tensione nell'organo più vulnerabile, che
col tempo potrebbe manifestarsi come malattia fisica. Per esempio,
l'inibizione del pianto per abbandono provoca asma bronchiale. L'inibizione
dell'espressione emozionale per il conflitto di separazione causa
ipertensione arteriosa, ma influisce anche sullo stato psicologico,
manifestandosi come rigidità di carattere e tensione nel comportamento.
In questo caso, la persona sarà dunque tesa, impulsiva e aggressiva, in
correlazione diretta con il grado di tensione.
Le emozioni negative causate da esaurimento sono il risultato di un
eccessivo consumo per una determinata emozione e per mancanza di difese.
Se ciò non avviene, si arriva all'esaurimento energetico causato da
quella emozione e, di conseguenza, all'esaurimento energetico
dell'organo corrispondente.
Per esempio, se il conflitto determinato dalla perdita di un figlio è
vissuto per molto tempo in maniera ossessiva, provocherà l'esaurimento
energetico dell'ovulo destro con conseguente sviluppo del cancro.
Tutte le emozioni che si manifestano come stato d'eccitazione,
aggressività, movimenti rapidi e impulsivi indicano la presenza di un
eccesso di energia e di un aumento di tensione, come collera, rabbia,
panico, angoscia, gelosia, impazienza, violenza ecc.
Le emozioni che si manifestano come mancanza di forza e di volontà
indicano, per contro, uno stato di carenza energetica (tristezza, pena,
depressione, malinconia, terrore ecc.). Sia per l'eccesso che per la mancanza di energia, ci troviamo davanti a stati di squilibrio energetico, a cui l'organismo umano cerca di porre rimedio mettendo in atto un meccanismo di difesa e adeguando di conseguenza il comportamento nel tentativo di ripristinare l'equilibrio. Tale meccanismo restaura solo parzialmente e temporaneamente lo squilibrio, ma se il conflitto che causa il problema non viene risolto, l'organismo avvertirà l'esigenza di ripetere quel determinato comportamento, che con un ripetersi continuato alla fine si trasformerà nel carattere della persona.
La collera, la rabbia, la violenza ecc. sono i mezzi utilizzati per
scaricare la tensione e l'eccesso di energia, ed evitare un possibile
danno organico. L'immobilità, la depressione, la tristezza, la
malinconia ecc. sono la conseguenza dell'eccessiva perdita energetica;
la loro presenza previene un'ulteriore perdita di energia vitale
necessaria per la sopravvivenza.
Il processo degenerativo e l’insorgere del cancro dipendono
dall’intensità e dalla durata del conflitto emozionale-mentale, e dal
grado di espressione del conflitto. Infatti, più intenso è il
conflitto, più rapido è il processo degenerativo, e più lunga è la
durata del conflitto più è probabile l’insorgenza del cancro, sempre
considerando il modo e l’intensità di espressione del conflitto.
Quindi, meno si esprime il conflitto, più tensione accumulerà
l’organo corrispondente; se invece il conflitto viene espresso in
maniera eccessiva oppure ossessiva, si avrà una perdita sproporzionata
dell’energia vitale che provocherà l’insorgere del cancro.
Le emozioni di per sé hanno un effetto positivo sugli organi e sul
corpo, giacché creano una dinamica energetica che contribuisce alle
normali funzioni degli organi, cioè rivitalizzano ed equilibrano il
funzionamento cellulare.
Quando una determinata emozione, per esempio il pianto, viene inibita o
bloccata, si blocca anche la dinamica energetica (in questo caso a
livello dei bronchi), causando un ristagno energetico che porta
all’aumento della tensione a livello della zona corrispondente al
cervello. L’aumento della tensione comporta un abbassamento del
potenziale di soglia della membrana cellulare che con il tempo si
manifesterà come malattia fisica (nel caso in esame come asma
bronchiale).
Altri conflitti portano in modo analogo all’aumento di tensione della
membrana in altri organi, e si manifesteranno come contrazione delle
arterie causando ipertensione arteriosa, contrazione dell’uretere,
colica renale, contrazione dei vasi sanguigni, ulcera gastrica, colite
ulcerosa, ecc. Dissolvere i sentimenti negativiPer
dissolvere i Sentimenti esiste un metodo che ci consente di lasciar
andare i sentimenti che divorano energia, dissolvendoli. Quando
vengono dissolti, i sentimenti fanno spazio a una comprensione più
profonda. Perciò siamo più illuminati. Da sempre la frase “lasciar andare” è stata usata per suggerirci di lasciar andare qualsiasi cosa accada, ma ciò che lasciavamo andare, ciò di cui ci liberavamo, non è stato veramente compreso fino a poco tempo fa. Quasi tutti praticavano il lasciar andare con l’intelletto. Alcune terapie corporee e del respiro hanno tentato di superare tale modalità, consentendo ai sentimenti di essere elaborati come esperienze vissute. Nessuno aveva però compreso che il corpo dei sentimenti era il contenitore che racchiudeva nella propria banca di memoria i sentimenti passati e presenti. Ogni evento, ogni emozione di cui a un certo punto abbiamo fatto esperienza è codificato in noi come forma-pensiero e sentimento. Inoltre, il corpo astrale trattiene memorie dei sentimenti di altre vite che, combinate con la forma-pensiero associata, generano modelli dei sentimenti che ci dominano saldamente e si ripresentano costantemente. Il chiaroveggente vede quei sentimenti come codici di colori. Coloro che praticano la Pranoterapia (Imposizione delle Mani) percepiscono i colori e la loro intensità come vibrazioni di qualità diverse.
Quando dissolviamo i sentimenti depositati, il risultato è una
modifica di atteggiamento o di visuale.
La comprensione intuitiva diventa possibile: il pensiero
oggettivo diventa possibile perchè l’energia o la qualità del
sentimento depositato si dissolve.
Non appena si solleva il coperchio, i sentimenti depositati
possono emergere e, come il vapore di una pentola di acqua bollente,
disperdersi. Può accadere che, non appena la pressione che trattiene il sentimento viene liberata, il sentimento stesso si disperda. In realtà l’individuo riconosce il sentimento, che perciò non ha più alcuna influenza. Accettare
il sentimento X, passando attraverso il dolore, la rabbia o la paura, è
un altro sistema per liberarsene, sebbene molto duro. Il sentimento X è di solito la punta di un iceberg e ha una rete interminabile di esperienze a esso associate. Si tratta di un accumulo di sentimenti proveniente non solo dal momento attuale di tempo/spazio, ma anche da altre vite. E’ quasi impossibile sostenere abbastanza a lungo il sentimento X per ripulirne completamente tutte le componenti, e la nostra tendenza naturale è di aggirarne l’intensità, di coprirla, di chiuderci, così come siamo incapaci di sostenere l’intensa frequenza dell’orgasmo sessuale per più di un momento, perchè il continuo affluire di una frequenza troppo elevata rischia di sopraffarci.
Invece di affrontare totalmente quel sentimento mediante la sua
dissoluzione, ne affrontiamo solo alcune parti attraverso la copertura,
che dopo aver trattenuto il sentimento viene rimossa, facendo in modo
che esso si riversi fuori senza dolore e si dissolva. Ogni volta che
viene risvegliato quel sentimento si può ripulirne un’altra parte
fino alla sua completa risoluzione. Dopo la dissoluzione del sentimento,
dal punto di vista energetico rimane uno spazio libero che consente alle
forme-pensiero di attraversarlo inalterate, permettendo così una nuova
comprensione. Non appena il denso strato di sentimenti trattenuti viene rimosso e noi diveniamo più permeabili ed equilibrati, raggiungiamo la pace interiore, cioè una condizione di amore per sé e per gli altri priva di giudizi. E’ importante capire che, non appena cambiamo, mutano anche le persone a noi vicine. I processi di trasformazione possono assumere le forme più svariate. Qualche volta il partner o i figli di chi cambia si sentono minacciati dalla trasformazione, perché sanno che anche loro dovrebbero trasformarsi, e di conseguenza diventano aggressivi. A volte altri familiari si ammalano a causa del nostro processo. Altre volte ancora, dal momento in cui cominciamo a confrontarci energeticamente e a far uscire le nostre questioni irrisolte, in noi stessi si possono manifestare disturbi allo stomaco, diarrea, minzione più frequente e maggiore attività intestinale. Sono tutte manifestazioni di cambiamento e di crescita, e ciascun membro della famiglia o del gruppo di lavoro opera gli adattamenti dovuti. Spesso i sentimenti di paura del cambiamento arrivano al punto di bloccare la nostra visione, facendoci vedere una cosa per un’altra ; ma ce ne sono molti altri. La
Psicoterapia, il più delle volte considera i sentimenti solo dal punto
di vista intellettuale, perciò non aiuta a dissolvere i sentimenti
irrisolti i quali restano depositati in noi. Energia e sentimentiOltre ad avere precise qualità, i sentimenti consumano o producono energia. Maggiore è l’accumulo di sentimenti negativi, maggiore è l’energia di cui abbiamo bisogno per tenerli nascosti. Più il corpo dei sentimenti è colmo di sentimenti di dolore, rabbia, paura, colpa, maggiore è la forza necessaria per evitarli. Non è il sentimento in sé a consumare energia, bensì il sentimento del “non voler sentire”, il “tenere il coperchio”, il “voler mettere in ombra”. Immagina i sentimenti come se fossero dietro un muro traballante e te stesso che con le mani cerchi di impedire al muro di caderti in testa. L’energia necessaria sarebbe enorme. Ciò è quanto accade quando la gente usa tranquillanti (o psico-farmaci): ne ha sempre più bisogno perchè la pressione dei sentimenti è sempre più intensa. Bisogna eliminare gli psico-farmaci con molta attenzione perchè il confronto con tutti i sentimenti e i conflitti in una sola volta può essere troppo per la psiche. Il consumo di energia si manifesta per esempio in svogliatezza, stanchezza, sonnolenza, mancanza di interesse, depressione e malattia sia fisica sia emotiva. Il sentimento che consuma più energia è: 1. Disperazione (un’altra forma sarebbe la depressione, la perdita di ogni speranza) Scendendo nella graduatoria verso i sentimenti che consumano meno energia abbiamo: 2. Dolore 3. Paura 4. Colpa 5. Dipendenza (desideri ossessivi, senso di carenza) 6. Rabbia 7. Arroganza. La teoria del processo “Dissolvere i Sentimenti”Il processo “Dissolvere i Sentimenti”può aiutarci ad ampliare la nostra coscienza. Per aiutarci a capire che cosa deve essere dissolto, descriviamo quali sentimenti occorre dissolvere e quando. Senza eccezione alcuna, tutti i sentimenti che consumano energia devono essere dissolti. Questi sono divisi in due gruppi: 1. sentimenti primari di “mancanza d’amore” 2. sentimenti secondari di “mancanza d’influenza” Che cos’è la” mancanza d’amore”? La parola “amore” significa “dare approvazione” e “ricevere approvazione”. Ciò equivale a: “sono amato, perciò sento di avere valore, magari valore illimitato”. In realtà siamo noi che dobbiamo darci questo amore/approvazione, e non aspettarlo da altri. Se non approviamo o amiamo noi stessi, abbiamo “mancato”. Perciò la “mancanza d’amore” dimostra mancanza di amore per sé. Poichè l’amore è l’essenza primaria della nostra esistenza, tutti i sentimenti che esprimono “mancanza d’amore” sono sentimenti primari. Che cos’è la “ mancanza d’influenza”? Poichè gran parte di noi non prova amore per sé, abbiamo avuto bisogno dello stimolo di ricevere amore/approvazione dagli altri. Sinora tutti noi abbiamo fatto cose incredibili per ricevere amore/approvazione. Poichè non abbiamo amato/approvato noi stessi come esseri giusti e divini, abbiamo voluto cambiare quello che eravamo, nonchè come eravamo. E non avendo amato/approvato noi stessi, non siamo stati capaci di approvare gli altri, di vedere la loro natura divina e la loro giustezza. Abbiamo proiettato la nostra mancanza d’amore per sé sul mondo, e ciò ha generato in noi il desiderio di voler cambiare le cose dal modo in cui erano. Abbiamo voluto possedere o controllare perchè eravamo spaventati, impotenti. I sentimenti di “mancanza di influenza” si sovrappongono sempre al sentimento primario di “mancanza d’amore”.
La “mancaza d’amore” La “mancanza d’amore” si manifesta nelle seguenti forme:
Le qualità che esprimono meglio il sentimento di “mancanza d’amore” sono: - Dolore - Colpa - Dipendenza - Arroganza
La “mancanza di influenza” La “mancanza di influenza” sollecita un desiderio intenso di potere/influenza, dato che sentirsi impotente non è affatto piacevole. Il senso di mancanza di potere è alla base di gran parte dell’interazione umana. Le qualità che esprimono il sentimento di “mancanza di influenza” sono: - Disperazione - Paura - Rabbia. Come dissolvere i sentimentiE’ molto semplice dissolvere i sentimenti, se uno lo vuole. Ogni volta che dissolviamo un sentimento il nostro corpo diventa più luminoso. I colori scuri che esprimono rabbia, dolore, paura, gelosia si dissolvono e lasciano entrare la luce. Le nubi pesanti che ci avviluppano, ci appesantiscono e ci fanno sentire prigionieri, si dissolvono poco alla volta. Gli altri sentono l’influenza di tale luce, e ne sono attratti. Si sentono bene in essa, grazie all’effetto curativo che ha su di loro. Possono sentire l’amore che irradiano e servirsene se ne hanno bisogno. Regole principali per eseguire l’esercizio di “Dissolvere i Sentimenti” 1. Individua il sentimento che ti blocca in quella situazione che stai vivendo. 2.
Definisci di quale sentimento si tratta : “mancanza d’amore” o
“mancanza di influenza”. 3.
Entra in contatto con il sentimento, tramite il pensiero e le
sensazioni. 4:
Chiediti: “voglio trattenere ancora quel sentimento di mancanza di
influenza o mancanza di amore? 5.
Dì “NO” ed enfatizza il NOOO per sentirlo. 6.
Lascia andare il NOOO, espirando coscientemente. 7.
Esamina ancora la situazione: come la senti? Ha perso la sua carica di
sentimenti? O sembra più piccola ? E’ più inerte e senza colore ? E’ più luminosa, ha più luce ? E’ scomparsa? Ti senti neutrale ? O forse c’era un odore associato e se ne è andato ? E’ meno udibile ? Puoi respirare più profondamente ? Ti senti più leggero ? Qualcosa è venuto fuori dal plesso solare ? Una salsiccia, un coperchio sollevato, la pressione se ne è andata ? Un nodo si è sciolto ? Puoi sperimentare molte o solo alcune delle condizioni precedenti, dipende dal tuo modo primario di percezione. Vanno bene sia tutte sia solo alcune. 8. Senti il tuo valore? Provi un altro sentimento? Se diventi consapevole di un altro sentimento, ricomincia seguendo i passaggi da 1 a 7. Se nessuna delle condizioni precedenti è accaduta, occorre ripercorrere i passaggi. Continua a provare, qualche volta il cambiamento è così sottile che è difficile da cogliere. Pensiamo che non sia successo niente, ma, quando riesaminiamo la situazione, riscontriamo l’indifferenza che proviamo per l’intera faccenda. Questo è il punto. Tutto se ne è andato. Sembra non avere più importanza. 9. Ti senti neutrale? Accettazione. Evviva! Hai sperimentato con successo il processo “Dissolvere i Sentimenti” ! Modalità di percezioneTutti noi abbiamo modi primari di percezione, ed è utile saperlo. Come sentiamo, così comunichiamo con gli altri. Il linguaggio che usiamo per esprimerci descrive il nostro modo primario di percezione. Esistono 5 modi di percepire: Visivo - Vedi immagini quando pensi a qualcosa? Giudichi le persone dal modo in cui si muovono o come appaiono, e fai lo stesso con le situazioni? Cinestetico - Sperimenti sentimenti/sensazioni, senti come sono gli altri o le cose che accadono nella tua vita? Uditivo - Ti focalizzi sul suono, ascolti i toni delle voci e le qualità dei suoni? Valuti le situazioni in base alla rumorosità o delicatezza del rumore? Sei sensibile al suono? Gustativo - Assaggi le situazioni? Provi un sapore amaro in bocca quando le cose non vanno bene o un sapore dolce quando funzionano? Olfattivo - Senti intensamente gli odori? Sei sensibile agli odori delle persone, delle situazioni? Sai identificare una situazione dall’odore? Tutti questi modi di percezione sono somatici, e noi somatizziamo i nostri modi di percezione quando abbiamo un’esperienza. Attraverso il processo “Dissolvere i Sentimenti” siamo in grado di rimuovere il sentimento di copertura, portando alla luce il dolore, la rabbia, o qualsiasi altro sentimento originario. E proprio perché l’abbiamo fatto emergere e l’abbiamo osservato, esso se ne va, dissolvendosi come nebbia al sole. Esercizi di applicazione del Processo “Dissolvere i Sentimenti”Quando si può applicare tale processo ? Sempre ! Qualunque situazione che ci provochi anche minimamente ha bisogno di essere dissolta adoperando il processo suddetto. Tutto ciò che causa una reazione, un pensiero, il comportamento o l’aspetto di qualcuno, un avvenimento in cui siamo coinvolti o di cui siamo testimoni, di cui abbiamo letto o sentito parlare, deve essere dissolto mediante il processo “Dissolvere i Sentimenti”. Se ci osserviamo attentamente, possiamo constatare che abbiamo continuamente sentimenti di “mancanza di influenza”, causati dal modo in cui uno veste e noi vorremmo fosse diverso; da come uno guida. Non ci piace il comportamento degli altri, come si comportano moralmente, sessualmente e politicamente. La religione, l’educazione, l’ecologia, l’economia, la filosofia, la scienza, la creatività, gli sport, il divertimento in un campo di calcio, il clima: qualsiasi cosa ci disturbi ha bisogno di essere dissolta. Questo comprende anche “che cosa ne pensiamo”: quando vogliamo che le persone amate, gli amici o i compagni di lavoro siano diversi da come sono e quando pensiamo come dovrebbero essere le cose se fossero in questo o quel modo, si tratta sempre di un sentimento di “mancanza di influenza”. Per fare un esempio, prendiamo in considerazione il caso dello stress finanziario che riguarda molte persone. Problemi finanziari e denaroLo stress finanziario è un tema che riguarda il sentimento del proprio valore, della mancanza di amore e dell’essere in contatto con l’amore per sé, rispetto allo scopo della vita. Imparare a gestire lo stress finanziario significa affrontare la questione del denaro. Il denaro è per gran parte di noi un argomento spinoso; è uno strumento di scambio essenziale usato per sopravvivere nella nostra società. Il modo in cui ci sentiamo verso noi stessi si riflette nel modo in cui ci sentiamo verso il denaro. Se amiamo noi stessi ed è giusto per noi farlo, potremmo desiderare di darci denaro a sufficienza, se non ci amiamo potremmo non farlo. Avere proprietà e denaro oppure no è parte della lezione spirituale. Implica imparare a destreggiarsi con essi o senza, con fiducia. Molte persone sottolineano il fatto che avere denaro è degradante, e affermano che per essere spirituali bisogna essere poveri. Credo che la ragione di tali convincimenti risieda nel fatto che sinora molta gente si è sempre identificata con il proprio denaro: io sono i miei soldi. Per evitare questa tentazione le scuole spirituali hanno incoraggiato la dissociazione dal denaro. Ma anche così il non avere denaro ha a che fare con la fiducia spirituale. Quando stiamo veramente operando per la crescita spirituale e abbiamo fiducia nello Spirito, sappiamo che non avremo mai desiderio di niente. Non avendo denaro siamo messi alla prova per vedere se siamo capaci di vivere nella fiducia dello Spirito che tutto provvede. Inoltre, avere denaro si riferisce all’attaccamento alle cose materiali e al denaro stesso. Per alcuni potrebbe essere necessario avere denaro e costituire un esempio sul giusto modo di usarlo, pur dando dimostrazione della più elevata spiritualità.
Grazie al processo “Dissolvere
i Sentimenti” siamo in grado di
distoglierci dal nostro attaccamento al denaro e alle cose materiali:
sappiamo che non ne abbiamo bisogno per esprimere ciò che siamo.
Grazie all’amore per il Sé, ne conosciamo il valore e siamo
capaci di usare le proprietà materiali e il denaro esclusivamente come
strumenti necessari all’opera della nostra vita. Comprendiamo che siamo nati senza possessi materiali e che quando lasceremo il corpo non potremo portare nulla con noi. Ogni cosa posseduta è in prestito, come i costumi in una commedia: siamo capaci di usarli mentre siamo qua, possibilmente bene e con gioia.
Il non attaccamento al denaro viene espresso molto bene da una
famosa citazione: “ Il denaro è come il letame: è fatto per
essere sparso in giro”. Se non ci amiamo e scegliamo una vita in cui il denaro è esibito, creiamo una visione distorta di ciò che il denaro può darci e sul suo significato. Spesso abbiamo usato i soldi come sostituti dell’amore, da parte degli altri e in definitiva per noi stessi. Ci siamo identificati con la quantità di denaro che possediamo o non possediamo, per sentirci o no meritevoli. Abbiamo usato il denaro come mezzo per comprare l’amore, come se fosse possibile, o per manipolare gli altri. Diventiamo dipendenti dal fatto di averne e facciamo qualsiasi cosa per possederlo, perchè se non ne abbiamo abbastanza crediamo di non essere nessuno. Senza denaro non possiamo comprare le cose materiali che fanno vedere agli altri quanto siamo abili e meritevoli. Qualche volta i soldi ci sono ma non consentiamo a noi di beneficiarne o ci aggrappiamo a essi perchè abbiamo paura di non averne abbastanza. Più usiamo il processo “Dissolvere i Sentimenti” affrontando la paura di non aver denaro, più facile diventa ottenerlo. Lasciando andare il sentimento di paura di non aver denaro, in realtà ci consentiamo di averne. Uno dei fenomeni che avvengono è che il nostro conto in banca diventa elastico, in qualche momento ce n’è sempre quanto serve per fare quello che ci occorre. Accadono eventi che facilitano il fluire del denaro, e diventa possibile anche fare o avere senza sforzo ciò di cui abbiamo bisogno. Tutto ciò che dobbiamo fare è dissolvere il sentimento di paura di non essere capaci di avere o fare X, e ciò apre lo spazio. La paura è il sentimento che ci sbarra la strada, come il guardiano del tesoro. La paura ci ha impedito di vedere quanto realmente siamo potenti. Lasciare che qualcun altro approvi o disapprovi la quantità di denaro che abbiamo o non abbiamo e permettere a noi stessi di essere toccati dai sentimenti provocati da tali atteggiamenti corrisponde a sentimenti di mancanza di amore. Se amiamo noi stessi e vediamo il nostro scopo, sappiamo che il denaro è solo energia che ci aiuta ad andare avanti e a essere nel tempo/spazio. E’ un’energia che è là per aiutarci. Prima viene il servizio prodotto dall’amore e il risultato è lo scambio monetario che ci permette di fare bene quel lavoro. Se siamo compiaciuti del nostro servizio, se amiamo quello che facciamo, se lo facciamo con atteggiamento amorevole, ciò che un’altra persona sente rispetto alla nostra condizione economica non ci riguarda più. Non appena risolviamo le nostre questioni di denaro, non abbiamo più bisogno di sollecitare dagli altri conferme improntate sul denaro. Appena irradiamo amore, quell’amore libererà gli altri dall’avere problemi con i soldi, può darsi che noi stessi siamo presenti per provocarli nell’altro, ma in questo caso è una faccenda che riguarda l’altro, non noi. Usando il processo “Dissolvere i Sentimenti” per sentimenti di “mancanza di influenza” e di “mancanza d’amore”, in breve tempo la situazione si presenta in un’altra prospettiva. Se abbiamo questioni irrisolte col denaro, il sentimento di non meritarlo ci danneggerà. Se permettiamo a noi stessi di manifestarlo mentre a qualche livello profondo sembrerebbe sbagliato averne, potremmo fare esperienza di sensi di colpa e comportarci in conseguenza. Entrambi gli aspetti della questione riguardano l’amore per sé.
Domande & Risposte
Particelle fondamentali 23. Tu sostieni che gli elettroni ed i leptoni in generale sono quark. Quindi in sostanza, se così è, gli elettroni sono quark negativi che si sono staccati dalle originarie triplette di quark neutre. Esistono anche quark positivi che si sono staccati dalle triplette? No. Solo i quark negativi come gli elettroni possono esistere al di fuori del nucleo. Dato che è infatti la parte negativa delle particelle (elettroni) che dà origine alla luce visibile, essa non può mai essere più interna della parte positiva e di quella neutra. Nell'energia puramente magnetica le particelle negative sono connesse nelle triplette a quelle positive ed a quelle neutre, mentre nell'energia elettromagnetica, elettrica e radioattiva gli elettroni (parte negativa) viaggiano attorno alla parte positiva e neutra (protoni e neutroni del nucleo).
Particelle fondamentali 24. Perché sono le particelle negative che danno origine alla luce visibile? Ogni singolo quark emette calore e quindi emette luce, anche se in minima parte. I quark positivi sono connessi all'aspetto mentale e quindi all'energia maschile. Quelli negativi sono connessi invece all'aspetto emotivo e quindi all'energia femminile. I quark neutri rappresentano l'unione delle due energie maschile e femminile e quindi dei due aspetti mentale ed emotivo su cui si basa tutta la realtà. E' l'emozione che dà vita alle forme fisiche, e che permette l'interazione tra gli esseri viventi. Solo il piano fisico permette di vivere la vera emozione, perché l'emozione è un fattore puramente biologico. E le forme di vita del piano fisico per interagire tra loro hanno bisogno di percepirsi con i sensi l'un l'altra. Ma percepirsi è un sinonimo di vivere le emozioni. La percezione è l'emozione. Le particelle negative ci permettono di renderci percepibile (vivere emozionalmente) il piano fisico. Le particelle positive ci permettono di comprendere l'esperienza dell'emozione. Le particelle neutre ci ricordano che lo stato che dobbiamo raggiungere è l'unione ed il bilanciamento dei due aspetti mentale ed emotivo. In altre parole, riequilibrare le energie maschili e femminili dentro di noi. La carica elettrica rappresenta a livello fisico il tipo di forma-pensiero eterica che ogni singolo quark contiene in sé. Quark negativi rappresentano forme-pensiero di distruzione, quark positivi rappresentano forme-pensiero di creazione (che ho chiamato anche "di luce") ed i quark neutri rappresentano forme-pensiero neutre che bilanciano in sé distruzione e creazione. E' l'emozione che dà luce alla vita, ed è per questo che sono le particelle negative (elettroni) che danno luce alla vita a livello fisico.
Dolore fisico 25. Qual è la causa ultima del dolore fisico? Il dolore fisico si può provare solo in quelle zone in cui le particelle fondamentali (quark) non sono completamente attive e vitali. Nella quasi totalità delle persone vi è molta energia elettromagnetica, elettrica e radioattiva. Questo significa in sostanza assenza, anche se mai totale, di triplette di quark puramente magnetiche. Ogni forma vivente ha in sé, infatti, almeno una tripletta di quark neutra puramente magnetica, altrimenti non avrebbe speranza di poter tornare alla purezza dell'energia magnetica, cioè di ascendere in modo completo e puro. Dio infatti dà la possibilità a tutti di ascendere in modo completo. Quando le triplette di quark non sono puramente magnetiche o addirittura i quark sono liberi (come gli elettroni, ad esempio), allora i quark non sono perfettamente vitali e funzionanti. Questo significa in sostanza indebolimento fisico o, in altre parole, sistema immunitario deficitario. La nostra anima ci fa notare i punti del corpo che non contengono energia puramente magnetica attraverso il dolore. Il dolore però può anche essere sintomo di energia puramente magnetica non funzionante in modo appropriato. Ad esempio quando i muscoli sono puramente magnetici ma non sono propriamente attivati ed allenati, possiamo avere dolore nel momento in cui ci alleniamo per riattivare tali muscoli, facendo ad esempio stretching o sport in generale. Un muscolo puramente magnetico e perfettamente attivato (allenato) non soffre mai e non si stanca mai. Ciò spiega quindi come la via ascensionale comprenda non solo la purificazione dei nostri corpi, ma anche il mantenimento di tale purificazione raggiunta attraverso l'esercizio fisico.
Simile attira Simile 33. Cosa si intende quando si dice che l'esterno è lo specchio del nostro io interiore? Nella realtà in cui viviamo il simile attira il simile. In questo senso si può dire che la realtà esterna è lo specchio per capire il nostro io interiore. Se è vero però che simile attira simile, non è vero però che tutto ciò che viviamo attorno a noi è simile a noi stessi. Dire che il simile attira il simile significa anche dire che se devo imparare una lezione allora attiro a me una realtà che mi faccia imparare tale lezione. Ma in quei frangenti posso vivere situazioni che non c'entrano nulla su come sono io dentro di me, ma che anzi mi permettono di imparare qualcosa che non ho e che non sono ancora. Il principio del simile attira simile vale non solo per il presente, ma anche per il passato o per il futuro. Posso attirare a me ciò che sono stato in passato e che non sono più (il mio simile passato), ciò che sono ora (il mio simile presente) e ciò che non sono ancora e che devo imparare, cioè ciò che sarò in un futuro (il mio simile futuro). Più le nostre cellule vivono nel presente e più attireremo a noi il nostro simile presente, e non quello passato e/o futuro. Solo se le nostre cellule sono attivate e sono puramente magnetiche allora vivono in modo perfetto il presente.
Vivere il presente 34. Se le particelle del nostro corpo non sono attivate e quindi non vivono il presente, stanno vivendo il passato od il futuro? Le particelle possono essere attivate ma non vivere comunque nel presente in modo completo. Dipende dal tipo di energia che contengono in sé. L'energia radioattiva tende a far vivere nel passato e nel futuro, quella elettrica nel passato, quella elettromagnetica nel futuro. Solo l'energia puramente magnetica permette di essere pienamente nel presente. Attivando le particelle del proprio corpo attraverso l'esercizio fisico si comincia a vivere sempre di più il presente. Ognuno di noi ha infatti almeno una piccola percentuale delle proprie particelle che sono già puramente magnetiche. Anche l'attivazione quantica delle energie non puramente magnetiche permette comunque di iniziare a vivere il presente, anche se in modo ridotto.
Reincarnazione 35. Nell'art. 6 dici che in realtà non è vera la reincarnazione come la intendiamo. Perché anche l'anima prima o poi muore e la consapevolezza se non ho confuso passa ai discendenti. Quindi ancora adesso se una persona muore, la sua individualità si perde? E che possibilità abbiamo di ascendere in futuro individualmente e fisicamente con la nostra coscienza individuale, le nostre esperienze e la nostra unicità se ogni volta sino ad ora abbiamo ricominciato daccapo (tabula rasa)? Scusate temo di essere un po' confuso. L'anima (corpo di luce) nasce senza esperienze fisiche passate. Ogni anima vive solo una vita fisica. L'informazione acquisita da un'anima durante una incarnazione (che possiamo chiamare consapevolezza o esperienza dell'anima) si trasmette nei discendenti e olograficamente all'umanità in generale. La maggior parte delle persone, credendo in una vita dopo la morte, continuano a vivere a livello eterico con un loro corpo. E talvolta tali entità eteriche possono reincarnarsi, se hanno intenzione di ascendere in modo completo e puro, in un corpo diverso da quello loro originario. La nostra unicità riguarda in realtà solo questa vita fisica. Da un punto di vista di anime siamo tutti Uno. L'anima, infatti, finita l'esperienza in un corpo, torna alla Fonte di Tutto. Cioè a Dio. Sogni 36. Quando dormiamo e sogniamo, dove andiamo? In realtà, noi sogniamo 24 ore su 24. Infatti quando sogniamo stiamo vivendo qualche nostra vita parallela, e quindi i sogni sono sempre reali, non sono invenzioni della mente. Dico che sogniamo in realtà 24 ore su 24 perché le vite parallele le viviamo sempre, ma ce ne rendiamo conto solo quando fermiamo la nostra percezione di questo piano di realtà, cioè quando dormiamo o quando meditiamo. Perché si fanno sogni brutti, in cui si vedono mostri o cose che non esistono nella realtà? La maggior parte della gente, quando sogna, viaggia con il proprio corpo eterico (parte di esso, per la precisione, che rimane legato all'altra parte del corpo eterico attraverso un cordone energetico) sul piano astrale. Il piano astrale, il più basso dei piani eterici, comprende molte creature che non esistono sul nostro piano fisico, come ad esempio molte entità. Man mano che la Terra ascende, comunque, anche il piano astrale verrà ripulito completamente e quindi certi incubi non si faranno più. In altri casi è possibile che si stia viaggiando con il corpo eterico nei piani eterici di prima e seconda dimensione dove vi sono forme-pensiero estreme, sia positive che negative. Anche questo può succedere solo se vi è karma da rilasciare che attira tali situazioni
Dio/Mente 41. Se Dio ha creato lo spazio-tempo per poter fare esperienza emotiva, significa quindi che Dio è solo Mente? Prima che Dio creasse una realtà spazio-temporale, non esistevano piani né fisici né eterici. Esisteva solo Luce, cioè Dio. E la Luce è Mente, cioè Intelligenza. Dio ha quindi creato lo spazio-tempo per poter fare esperienza attraverso l'Emozione di ciò che già la sua Mente conosceva. In questo senso possiamo dire anche che l'Anima è solo Mente/Intelligenza e non fa esperienza emotiva fino a che non entra in un corpo fisico. Allo stesso modo un corpo fisico sconnesso dalla propria Anima è solo Emozione senza Intelligenza.
Mente ed Emozione 42. Se è vero che Dio è perfetto ed era solo Mente, significa forse che la Mente è superiore all'Emozione? La Mente è necessaria per capire l'Emozione. Ma l'Emozione non è necessaria per capire la Mente. La Mente può capire la realtà anche senza l'esperienza emotiva diretta, ma l'Emozione non può capire la realtà senza l'utilizzo della Mente/Intelligenza. In questo senso si può dire che la Mente è superiore all'Emozione. Quanto detto sopra spiega anche perché il corpo mentale è "più vicino" vibrazionalmente parlando al corpo fisico rispetto al corpo emozionale.
Mente ed Emozione 43. Dici che solo la Mente è Intelligenza. Non esiste quindi una Intelligenza Emotiva? L'unica vera Intelligenza è la comprensione della realtà basata sulla Logica ed ottenuta attraverso l'utilizzo della Mente. Con "intelligenza emotiva" si può intendere la capacità di imparare dalle esperienze emotive passate nel senso di evitare ciò che emotivamente ci ha fatto male in passato o ricercare ciò che ci ha fatto star bene. Ma questa non è Intelligenza. Tale tipo di "intelligenza" non è affatto logica e spesso non ha alcun senso. E' più che altro un sintomo di pigrizia mentale. Ma senza impegno e sforzo mentale non si va da nessuna parte...
Mente ed Emozione 44. La Mente comprende in sé l'Emozione oppure no? No, non la comprende in sé. Dio/Mente ha creato una esperienza fisica appunto per fare esperienza emotivamente (cioè attraverso una forma fisica) di ciò che già sapeva.
Mente ed Emozione 45. Lo stato ideale è quindi quello in cui attraverso l'utilizzo della Mente si raggiunge il controllo delle Emozioni? Sì, se intendi il controllo delle Emozioni estreme. Utilizzando la Mente comprendi sempre di più la realtà e rilasci di conseguenza sempre di più tutte quelle emozioni che derivano da una non comprensione della realtà, cioè dalla paura. In uno stato ideale e perfetto, l'unica vera Emozione che si vive è l'Amore. Ma il vero Amore è l'unica emozione neutrale e che proprio per questo motivo, agli occhi della emotivamente fragile umanità odierna, potrebbe apparire come freddezza o indifferenza.
Vero Amore 46. Hai detto che anche Dio quando è innamorato non capisce più niente e che anche per lui l'unica emozione incontrollabile è l'Amore. Poi hai detto che l'Amore è l'unica vera emozione e che è Neutrale. Non capisco. L'Amore è pur sempre una Emozione, ma la sua Neutralità sta nel fatto che non viene manifestata all'esterno in modo estremo. L'estremità o neutralità di una emozione è in riferimento al modo in cui tale emozione viene manifestata verso gli altri. Il vero Amore è neutrale nel senso che dentro di noi crea sì sconvolgimenti enormi ma non manifestiamo esternamente in modo palese i nostri sentimenti. Questo perché il vero Amore è una questione intima e che per esistere presuppone un controllo emotivo che permetta a tale Amore di manifestarsi.
Arrabbiarsi 47. La neutralità emotiva di cui parli vale solo per il Vero Amore (amore di coppia) o anche per l'Amicizia (amore verso il prossimo)? E' normale cioè che mi arrabbio come una bestia con un mio amico quando fa delle cazzate? Sì, è normale. Mentre infatti nel rapporto di coppia l'altra persona è vista come una parte di te e quindi se vi è Vero Amore (e non semplice attaccamento emotivo) si eviterà sempre di avere emozioni negative estreme nel rapporto con il partner (perché lo percepiamo come se facessimo male a noi stessi), nelle relazioni con le altre persone si percepisce l'atteggiamento negativo di un altro come una mancanza di rispetto della propria persona. Quindi è normale che io mi arrabbio con un mio amico se in mia presenza si atteggia in un modo che a me non piace e che mi fa male viverlo. Il mio arrabbiarmi è un giusto atteggiamento di difesa nei confronti di chi mi manca di rispetto. E' normale infatti che una persona, anche se inconsciamente, tenda ad accerchiarsi di persone con cui sta bene. L' arrabbiarsi può essere quindi un atteggiamento di difesa nel caso di violazione della persona. Più spesso, comunque, l'arrabbiarsi è un segno di paura. L' arrabbiarsi "per mancanza di rispetto", infatti, presuppone che io sappia cosa sia giusto e cosa no e quando mi si manchi di rispetto. E tale conoscenza presuppone un lungo lavoro di riflessione mentale, cosa che poca gente purtroppo è abituata a fare. La neutralità emotiva è intesa nell'ambito dei rapporti umani. E non ha nulla a che fare con il provare emozioni interiori anche estreme che non derivano dal rapporto con altre persone. Anzi, man mano che si rilasciano le paure si diventerà sempre più "pazzi" e si andrà alla ricerca di emozioni (non nell'ambito dei rapporti umani però) sempre più estreme, alla ricerca di quelli che sono i nostri limiti (ad esempio attraverso lo sport).
Oroscopo e influenza aurica 74. Cosa ne pensi dell'oroscopo? C'è una influenza degli altri pianeti sugli esseri umani e sulla vita del nostro pianeta? L'unica influenza che c'è è puramente gravitazionale (vedi ad esempio il verificarsi delle maree). Tra due masse vi è sempre una certa forza di gravità che dipende dalla massa e dalla distanza dei due corpi. Ma tale gravità non ha nulla a che vedere con il comportamento umano, che dipende esclusivamente dalle proprie forme-pensiero. Vi è invece una influenza di pensiero tra esseri umani, esseri dotati di Parola. Non è così tra pianeti o tra pianeti ed altri esseri viventi. Un essere umano dotato di una vasta aura può positivamente o negativamente influenzare le persone che sono toccate dalla sua aura ma solo se tali persone accettano i suoi pensieri. Cioè se tali persone sono in sintonia con certi pensieri di quella persona allora tali pensieri vengono accentuati (anche se le persone sono lontane fisicamente dalla persona in questione).
Significato di Neutralità 75. Tu dici che man mano che ascendiamo rilasciamo tutte le forme-pensiero estreme e le connesse energie distorte. E che lo scopo di ognuno di noi è raggiungere la Neutralità (Normalità) e cioè incorporare l'energia puramente magnetica. Ma dici anche che Dio è tutto, e quindi anche gli estremi. Il nostro scopo non è forse quello di avvicinarci sempre più a Dio ed essere quindi tutto, anche gli estremi? La Normalità (Neutralità) comprende gli estremi. Anzi, è proprio l'unione degli estremi. Quindi raggiungere la Neutralità significa diventare tutto. E' raggiungere la Perfezione. La differenza fondamentale è che quando si raggiunge la perfetta Normalità si è neutrali nella norma, ma in circostanze particolari e se necessario si può essere qualsiasi cosa. Molta gente invece è proprio il contrario: estrema la maggior parte del tempo e neutrale ogni tanto. Dio quindi, essendo la Normalità assoluta, è neutrale ma se necessario sa essere qualsiasi cosa e sa fare qualsiasi cosa. Ma di norma è neutrale e non deve mostrare nulla a nessuno. Rilasciare le energie distorte significa riportare la realtà costituita solo da triplette neutrali di quark e triplette neutrali di bosoni. Rilasciare le energie distorte significa quindi rimettere a posto le particelle della forma e riordinarle, un po' come in un puzzle in cui i pezzi sono messi nei posti sbagliati.
Come reagire 86. I beni che uno possiede, le cosiddette proprietà, se ti vengono sottratte è giusto reagire? E' come se venisse attaccata la propria persona? Gli oggetti ed i beni in generale io li definisco Possesso, mentre definisco Proprietà ciò che appartiene ai nostri corpi (vedi anche art.9 Carne mangia carne?) Nel caso ti venga sottratto qualcosa, che sia una tua proprietà od in tuo possesso, il problema sta nella motivazione per cui tale cosa ti è stata sottratta. Ed in base alla motivazione uno decide se reagire o meno. Anche qui, non esistono regole generali. Ognuno agisce e reagisce a seconda di quello che si sente di fare in quel momento. Quella è di certo la cosa giusta in quella particolare situazione.
E' tutto vero? 90. Devo ammettere che è impressionante la quantità di informazione, l'accuratezza, l'intelligenza e la non contradditorietà di tutto ciò che è scritto in questo sito. Sembra troppo bello per essere vero! Tutta questa informazione appesantisce la mia testa, non sempre riesco a gestirla e a ragionare su tutto ed a collegare tutto ciò che dici. Non so se tutto ciò che dici sia vero o meno, ma se non è vero di certo è stato pensato a lungo perché è tutto incredibilmente perfetto. Non potrai mai essere completamente sicura che ciò che dico sia vero. Usa la tua testa e cerca di capire se tutto questo può avere un senso. E poi fidati di quello che senti.
Cartomanzia 91. Cosa ne pensi della cartomanzia? E' possibile leggere il passato, il presente ed il futuro dalle carte? La nostra realtà è fatto in modo che nulla sia casuale. Quindi è possibile teoricamente leggere qualsiasi cosa si voglia leggere da qualsiasi cosa, non solo dalle carte. Il problema è conoscere il linguaggio per decodificare il messaggio. Nel caso delle carte, esse hanno una figura precisa ma tali figure sono comunque limitate. Quindi in linea di massima si può leggere qualsiasi cosa ma molto in generale, anche perché l'interpretazione delle carte non è mai letterale ma è sempre personale. Le carte servono come linee guida a chi veramente sa leggerle, che deve essere sensitivo, cioè percepire facilmente le energie eteriche attraverso le quali può viaggiare con le emozioni e la mente e percepire ciò che gli interessa sapere. Per quanto riguarda il futuro, comunque, è importante ricordare che il futuro non è stabilito ed è possibile che ciò che un sensitivo può percepire nell'eterico (che è comunque vero) poi si manifesti in modo diverso sul piano fisico.
Leggere il pensiero altrui 92. E' possibile leggere nel pensiero di qualcun altro? No, non è possibile tra esseri umani. L'unico che può farlo sempre e comunque è Dio, in quanto tutto ciò che esiste è anche in lui e quindi capisce perfettamente tutto, non solo il significato e l'intento che sta dietro alle parole ed alle azioni ma anche i pensieri. E' possibile però che una persona percepisca energeticamente le forme-pensiero eteriche di un'altra persona. Questa è una cosa che un po' tutti facciamo. Sono quelle che chiamiamo sensazioni su una persona, un ambiente, ecc. Ma ciò non significa sapere esattamente quello che uno pensa. Significa percepire le emozioni altrui. Solo Dio può sapere esattamente ciò che pensiamo. Insomma, è possibile percepire le emozioni altrui, ma non è possibile leggere la mente altrui. Solo Dio può farlo. I casi in cui si hanno pensieri in comune nello stesso momento od in cui uno riesce a leggere qualcosa nell'altro sono casi eccezionali in cui le persone coinvolte hanno una stessa forma-pensiero in loro e quando una di esse pensa ad una cosa allora anche l'altro pensa a quella cosa. Ma devono capitare circostanze particolari affinché si riesca a percepire una forma-pensiero in comune, in particolare un totale vuoto mentale per non essere confusi da altri pensieri. Sono situazioni che possono capitare a tutti e che non rappresentano doti extrasensoriali eccezionali.
Personalità 94. Cosa sono le personalità? Con tale termine io intendo quegli aspetti di una persona che sono puramente culturali e che non rappresentano quindi una manifestazione fisica dello Spirito, cioè della propria Anima. Le personalità sono maschere che abbiamo e che dipendono dalle forme-pensiero culturali assimilate durante la vita in famiglia, con gli amici, a scuola, nel lavoro, nelle proprie credenze, ecc. Man mano che incorporiamo sempre più Spirito in noi tali personalità svaniscono ed esce fuori il nostro vero Io in ogni circostanza, quando invece solitamente il nostro vero Io esce fuori solo in situazioni particolari e che variano da persona a persona.
Simile attira Simile 20. Sono d'accordo sul principio che il simile attira il simile perché in effetti empiricamente ho notato che è quello che capita. Ma ho anche notato che spesso le persone si attraggono perché sono diverse tra loro e quindi percepiscono che possono imparare molto dalla reciproca compagnia. Non sono in contrasto questi due fatti empirici? Come si spiegano? La realtà funziona sull'attrazione tra simili, sempre e comunque. La similitudine, comunque, è intesa come similitudine di vibrazione, di energia e quindi di pensiero. Le esperienze di vita e le proprie doti o interessi non sono invece strettamente connesse al nostro pensiero. Voglio dire che due persone possono avere avuto esperienze di vita molto diverse, in ambienti diversi, hanno conoscenze e capacità diverse ma, ciononostante, hanno pensieri simili. Hanno cioè un sistema di valori, di idee simile anche se ottenuto attraverso esperienze molto diverse. Quindi il principio simile attira simile vale per l'essenza, cioè per il nostro pensiero, indipendentemente dall'esperienza di vita che può essere molto diversa. Quindi la diversità di persone che si attraggano tra loro è una apparenza dovuta alla diversa provenienza, esperienza e cultura e non agli effettivi pensieri di tali persone che sono sicuramente simili almeno in parte. Allo stesso modo possiamo dire che l'Amore (comunanza di pensieri) è "amore per il simile" e non "amore per il diverso".
Ricordi di vite passate 39. Come si spiegano i ricordi delle presunti precedenti vite se dici che la consapevolezza non può trasferirsi in altre vite? Ciò che si trasferisce di vita in vita geneticamente è l'informazione della vita delle consapevolezze dei propri antenati. I ricordi di vite passate possono essere in questo caso ricordi di vite di nostri antenati. Nel caso in cui, invece, in noi vi è una entità che ha già vissuto in passato in un'altro corpo, allora in tal caso il ricordo può riferirsi anche alla vita passata (o alle vite passate) di quella entità.
Spiriti guida 40. Si sente molto parlare degli spiriti guida. Esistono e se sì, chi sono? Gli unici spiriti guida sempre presenti che abbiamo sono i nostri angeli personali. Non ci sono persone che hanno il compito di guidarci nella nostra vita fisica. E' possibile invece che, su qualche piano eterico, abbiamo delle guide spirituali, così come è possibile che succeda sul piano fisico oppure che, sempre sui piani eterici, ci vediamo con persone decedute in passato che sono rimaste in vita con il loro corpo eterico. Qualcuno potrebbe percepire questi contatti eterici con persone decedute come se tali persone fossero la nostra guida.
Emozioni estreme ed emozioni forti 41. Cosa intendi quando parli di emozioni estreme, connesse a forme-pensiero estreme? Con emozioni estreme intendo le emozioni connesse alle forme-pensiero di super-distruzione o di super-luce. Da non confondere con le emozioni forti: una emozione forte può essere infatti connessa anche a forme-pensiero neutre e non estreme. Neutralità emotiva non significa quindi non provare emozioni forti, bensì provare emozioni forti solo pure, cioè emozioni d'Amore. Anche l'arrabbiarsi per difendere e proteggere se stessi o altre persone è un'emozione d'Amore (amor proprio e amore verso gli altri).
Educazione dei bambini 47. Pensi che sia sbagliato mascherare la realtà ai bambini? Quali possono essere le reazioni di disillusione durante la crescita? Penso che i bambini debbano essere guidati nel mondo reale, non in quello fantastico. Ma penso anche che debbano essere protetti da certi aspetti della realtà che potrebbero turbare la loro fragilità, in particolare tutto ciò che è legato al concetto di violenza, sia fisica sia psicologica.
Felicità 48. [..] Non pensi che ciò che importa alla fine, è raggiungere la Felicità? E non pensi forse che molta gente sia felice senza sapere tutte queste cose e senza sapere cosa sia l'ascensione? Penso che una volta che uno fa del suo meglio e cerca di vivere giorno per giorno i valori che ritiene corretti, allora non abbia bisogno di altro. Cosa ne pensi? Esistono naturalmente comportamenti giusti e comportamenti sbagliati in assoluto, ma la comprensione di ciò che sia giusto e di ciò che sia sbagliato può essere ottenuta solo ragionando sulla realtà. Se ciò non avviene, si assorbono semplicemente i comportamenti culturali ed in modo passivo. Ora, se è vero che in linea generale si può capire senza troppo ragionamento cosa è giusto e cosa no, la realtà è che non si possono fare generalizzazioni e quindi il comportamento ideale e giusto necessita per essere raggiunto di un approccio intellettuale. Per quanto riguarda invece tutte le informazioni che riguardano il modo in cui funziona la realtà esterna, al di là dei comportamenti umani, esse non sono necessarie per crescere e raggiungere la Felicità ma aiutano comunque a rilasciare molte paure e quindi, indirettamente, a vivere meglio. Il concetto di evoluzione, di ascensione, di crescita o di miglioramento che dir si voglia è fondamentalmente una questione di Saggezza, cioè di comportamento umano. La Sapienza, intesa come l'apprendimento del funzionamento della realtà esterna, è utile ma non necessaria per crescere. Ma anche per raggiungere la vera saggezza è necessario usare la testa e ragionare.
Felicità 49. Pensi che la Felicità sia relativa oppure che vi sia un modo assoluto per raggiungerla? Penso che la felicità sia un concetto relativo che dipenda da persona a persona. Penso però che maggiori sono la Saggezza e la Sapienza di una persona e maggiori sono le possibilità di comunicare e di vivere con gli altri in modo gioioso e divertente.
Tornare alla Natura 51. Hai detto varie volte che fra varie centinaia di anni, quando la Terra tornerà ad essere puramente magnetica, si tornerà a vivere in mezzo alla Natura senza le tecnologie. Penso che un tale tipo di società richieda una grande capacità di dialogo e di pace con se stessi per poter esistere, altrimenti la gente non saprebbe cosa fare durante il giorno ed andrebbe in crisi. Oggigiorno una società globale di questo tipo è improponibile. Una società evoluta spiritualmente che viva in mezzo alla Natura richiede persone che sappiano dialogare, che siano disposte ad affrontare se stesse giorno per giorno e che abbiano quindi un approccio intellettuale alla vita, cosa che non esclude di certo il vivere le emozioni. Oggi la gente vive sommersa da un sacco di paure, in primis paura della morte e della solitudine. Queste due paure fanno sì che la gente rispettivamente viva il passare del tempo con uno stato di ansia ed eviti di stare da sola per troppo tempo per non pensare a questioni esistenziali che gli creerebbero problemi. Prima che tali paure vengano rilasciate a livello globale ci vorrà molto tempo, così come ci vorrà molto tempo prima che la maggior parte della gente cominci ad utilizzare veramente il cervello, filtrando e ragionando su tutto ciò che proviene dall'esterno.
Emozioni estreme 52. Non capisco cosa intendi per emozioni estreme. Le emozioni estreme sono quelle emozioni che non sono d'Amore, e non sono quindi neutre. Come ho già detto, un'emozione neutra è un'emozione pura e non una non-emozione. Un'emozione pura, cioè d'Amore, può essere anche molto forte. Le emozioni non d'Amore (emozioni estreme) sono le Paure (connesse a forme-pensiero di super-distruzione) e le Illusioni (connesse a forme-pensiero di super-luce).
Canalizzazione 64. [..] Ho letto il recente articolo della Madre Terra. Immagino che sia canalizzato. Non è in realtà come le già conosciute forme di canalizzazione. Ciò che di solito si intende come canalizzazione è la comunicazione tra la consapevolezza biologica di una forma fisica e la consapevolezza di un essere non fisico. L'essere canalizzato nella maggior parte dei casi è inconsapevole della trasmissione di informazione alla persona fisica. Infatti ciò che una persona fa è connettersi con la consapevolezza di una determinata entità, ed è possibile comunicare con la consapevolezza di un essere anche se egli non ne è consapevole in quel momento. Gli articoli che verranno esposti in questo sito sono invece comunicazioni tra la consapevolezza biologica di una forma fisica ed il corpo di luce di un altro essere, cioè la sua Anima. E' una forma di comunicazione diversa, e da un certo punto di vista più pura.
Canalizzazione 64. [..] Ho letto il recente articolo della Madre Terra. Immagino che sia canalizzato. Non è in realtà come le già conosciute forme di canalizzazione. Ciò che di solito si intende come canalizzazione è la comunicazione tra la consapevolezza biologica di una forma fisica e la consapevolezza di un essere non fisico. L'essere canalizzato nella maggior parte dei casi è inconsapevole della trasmissione di informazione alla persona fisica. Infatti ciò che una persona fa è connettersi con la consapevolezza di una determinata entità, ed è possibile comunicare con la consapevolezza di un essere anche se egli non ne è consapevole in quel momento. Gli articoli che verranno esposti in questo sito sono invece comunicazioni tra la consapevolezza biologica di una forma fisica ed il corpo di luce di un altro essere, cioè la sua Anima. E' una forma di comunicazione diversa, e da un certo punto di vista più pura.
Kryon 65. Dani, tu sostieni che la vera ascensione è quella puramente magnetica, come descritta nel tuo materiale. Conosci altro materiale che parla dello stesso tipo di ascensione? L'unico che conosco è il materiale canalizzato da Kryon, un angelo che, responsabile del regno angelico della nostra creazione, è venuto sulla Terra per supportare la sua ascensione puramente magnetica. Sta collaborando con Lucifero, il vero responsabile degli angeli della Terra, e con gli altri arcangeli terrestri.
Griglia/forma-pensiero magnetica 66. Kryon parla di una griglia magnetica terrestre. Di cosa si tratta esattamente? Solo a partire da Dicembre 2002 è stata radicata a livello globale ed in modo completo la forma-pensiero di un' ascensione puramente magnetica. Prima di allora l'ascensione più pura conosciuta era quella elettromagnetica, ascensione sulla quale molte entità e molte persone stanno ancora lavorando. La forma-pensiero dell'ascensione puramente magnetica coincide con ciò che Kryon chiama griglia, che in realtà non è altro che la forma-pensiero che, ora che è stata definitivamente radicata sulla Terra, permette a chiunque di ascendere in questa pura energia. Solo se una determinata forma-pensiero è radicata in una determinata realtà, infatti, allora tale forma-pensiero eterica si può poi manifestare sul piano fisico. La griglia magnetica non è altro che la forma-pensiero magnetica presente ora su tutta la Terra, ed in ogni singolo quark della Madre Terra. La griglia è semplicemente un pensiero, da non confondere con quella che noi intendiamo solitamente sul piano fisico come griglia.
Perché è successo? 73. [..] Poi al ritorno ci siamo fermati in un autogrill. Ho visto da lontano dei compagni di seminario, fermi lì anche loro, l'amico con cui ero gli corre dietro e io dietro a lui. Non ho badato a dove mettevo i piedi e sono inciampata. Mi sono sbucciata un po' il ginocchio sinistro e fatta male al polso destro. Da allora sono pomatine e massaggi e gli dò energia. Ma intanto mi riscopro ad avere pensieri sul lavoro e sulla difficoltà di fare questo o quello con una mano fuori uso... e questo limita senz'altro la mia guarigione. Và meglio, comunque. Anche se non sono ancora riuscita a capire il significato di questo incidente. Non sò se hai lumi da darmi, mi sembra tutto così complicato. Riguardo al significato del tuo incidente, vivi e scoprirai il suo vero significato. Di solito queste cose si possono capire solo a posteriori e dopo un po' di tempo, analizzando come sono andate le cose...è inutile a star lì a sbattersi per capirne il significato non appena il fatto è accaduto, perché i possibili motivi sono tantissimi.
Condivisione di interessi 74. Sai mi chiedevo come fare ad integrare i propri interessi di tali argomenti nell'ambito della propria giornata lavorativa. Vedi, lavoro in un ambiente dove mi trovo molto bene con gli altri a livello umano e non solo, ma a volte scattano meccanismi infantili da parte di alcune persone che mi irritano (del tipo non mi hai aiutato e allora io non faccio questo oppure mi hai aiutato e quindi ti sono debitore). Oppure quella tal cosa ti è riuscita meglio della mia e allora io che sono il tuo capo ti vieto di....Nel senso che provo per tutte le persone con le quali lavoro un amore sincero e questo è veramente bello, pero' a volte mi fermo, vedo gli atteggiamenti sopra elencati e mi dico: che fare? Mi capita a volte di percepire di avere in comune con i miei colleghi qualcosa di profondo anche se siamo tutti profondamente diversi. Vorrei solo un tuo consiglio su un pensiero o qualcosa da fare durante la giornata o un atteggiamento mentale da seguire. Lo so che le cose e le situazioni sono molto complesse. E' solo, che le persone che conosco non hanno i miei interessi e quindi ovviamente, alcuni argomenti sono tabu' e l'unico modo per parlare di cio' è non parlarne e comportarsi in un modo tale che possa far percepire cio' in cui credo. A volte pero' le circostanze e gli eventi ti fanno dimenticare chi sei e cadi vittima del normale atteggiamento di cui sopra.Penso che una situazione come la tua capiti a quasi tutte le persone interessate a certi argomenti che la gente in media rifiuta o sui quali è molto scettica. Lo stesso problema tuo ce l’ho anch’io, ed è normale. La domanda che io mi pongo è: dentro di me è più importante l’amore che ho per le persone che mi stanno attorno od il fatto che tali persone siano anch’esse interessate a certi argomenti? Nel mio caso, scelgo sempre l'amore, ogni qualvolta mi ponga questa domanda. La vita è molto complessa e ci sono altre cose molto importanti che possono legarti ad una persona, oltre agli interessi in sé. Parlo dell’amore, dei valori che si condividono, dell’affetto, e queste cose ci sono anche se si hanno degli interessi diversi. L’importante è rispettarsi e stare bene assieme, no? Quindi penso che bisogna abituarsi al fatto che gli altri possano non avere i nostri stessi interessi, sebbene tali interessi possano essere di fondamentale importanza per la nostra vita, ed apprezzare gli altri per ciò che hanno in comune con noi, qualsiasi cosa sia. Naturale che se oltre all’amore, ai valori e all’affetto si condividono anche degli interessi, tanto meglio. In tal modo il rapporto tra noi e l’altro sarà ancora più bello da vivere.
Reiki 78. E' vero che il reiki puo' essere potenzialmente dannoso? Me lo ha riferito un conoscente pranoterapeuta al quale si sono rivolti ex praticanti di reiki. No, non può mai essere pericoloso. E' vero che durante un processo di guarigione il male può venire a galla in modo potente per poter essere poi guarito (la relativa forma-pensiero deve cioè manifestarsi per poter poi essere rilasciata) e questo fatto, sempre temporaneo, può essere malinterpretato come un danno. L'unico danno apparente che può manifestarsi è questo, anche se il termine danno non mi sembra corretto in questo caso.
Paure 77. La morte angoscia molte persone, ma lo stesso vale per la vita eterna o per come il nostro cervello percepisce un qualcosa che non puo' esistere. Mi chiedo allora a che livello di ascensione si superino queste limitazioni di pensiero potendo accettare la morte e l'eternita' come un concetto " normale". Non c'è un livello preciso. Tutto dipende da quando si rilasciano le relative paure (paura della morte e paura della vita eterna) e ciò può accadere sia all'inizio che ad uno stato avanzato del proprio percorso spirituale. E' soggettivo.
Come si manifesta il vero Amore 80. Dani, ho notato che il materiale canalizzato di questo sito è meno intriso di belle parole rispetto a molte altre canalizzazioni. C'è un motivo particolare? Queste canalizzazioni sono in realtà comunicazioni dirette con il corpo di luce del soggetto canalizzato, ad esempio la Madre Terra. Il corpo di luce è l'essenza divina, la sorgente di un essere, ed è Mente. Dio è Mente. E la Mente non è senza emozioni, ma ha emozioni pure, cioè solo emozioni neutrali di Amore. La vera emozione neutrale di Amore non viene sempre espressa all'apparenza, ma è spesso un'emozione interiore. Il vero Amore è un'emozione interiore, che all'esterno non appare a meno che non sia molto forte. E così chi ha incorporato in sé il vero Amore potrebbe sembrare freddo alla maggior parte della gente, la quale è così abituata all'esternazione esagerata delle proprie emozioni. Diciamo che nel vero Amore neutrale nella maggior parte dei casi tale Amore non appare ai sensi e solo talvolta, quando le emozioni sono molto forti ed è difficile non manifestarle esternamente, le emozioni possono essere visibili. Ma se non è necessario mostrare esternamente il proprio Amore, allora non lo si mostra. Questo è il modo in cui si presenta chi ha incorporato in sé il vero Amore. Ed è per questo che oggigiorno molte persone non sono ancora capaci di riconoscere chi ama veramente, perché sono abituate a considerare normale e giusto l'esternare sempre le proprie emozioni e di conseguenza chi non le esterna viene visto come privo di emozioni (può essere in effetti che una persona sia quasi priva di emozioni, ma può anche essere che tale persona viva le proprie emozioni dentro di sé, senza il bisogno di manifestarle). Chi ha ancora in sé cariche emotive estreme, manifesta esternamente ed in modo forte le proprie emozioni, di qualsiasi tipo, e quindi anche le paure e le illusioni. Chi non ha più in sé cariche emotive estreme, ma solo emozioni neutrali (emozioni d'Amore), manifesta esternamente ed in modo forte solo le emozioni d'Amore.
Daydreaming (sognare ad occhi aperti) 81. Il sognare ad occhi aperti è utile per cercare di manifestare la propria realtà, o indica delle fantasie che ci creiamo? Il sognare ad occhi aperti è un sinonimo di manifestare i propri desideri, la propria volontà, utilizzando l'intento. Il sognare ad occhi aperti aggiunge la parte visiva al semplice intento e quindi l'intento è ancora più particolareggiato. Il fatto poi che tale sogno (desiderio) si manifesti o meno dipende da molti fattori, quali il proprio karma, i desideri della propria anima e soprattutto i desideri degli altri e quindi la realtà esterna. Naturale che meno i propri sogni coinvolgono altri esseri e più è facile manifestarli, poiché non bisogna fare i conti con i desideri altrui che possono interferire con i nostri.
Manipolazione dei Sogni 82. Ho letto su un altro sito che i nostri sogni (desideri) possono essere manipolati da altre persone o entità. In che modo avviene ciò? Quando desideri qualcosa, istantaneamente crei la relativa realtà sul piano creativo più esterno (il 18° piano di realtà). Come potete immaginare quel piano di realtà è un caos tremendo, in continuo mutamento. E' possibile che se hai karma negativo con qualche persona o entità da sciogliere, allora tali persone o entità ostacolino il manifestarsi di questi tuoi desideri sin dal 18° piano. Lo fanno semplicemente pensando un pensiero che ostacoli il manifestarsi dei tuoi desideri. E' piuttosto semplice. Ovviamente vi riescono se hanno karma con te (il che significa che tu hai in te gli stessi pensieri negativi e quindi li attiri). E maggiore è il karma maggiore è la capacità di ostacolare il manifestarsi del tuo sogno. Se hai karma connesso alla forma-pensiero dell'invidia, allora è possibile che inconsciamente qualcuno ti rubi il tuo sogno, cioè cerchi di manifestare nella realtà il tuo sogno. Maggiore è il tuo karma connesso all'invidia, e maggiore è la probabilità che altri riescano a manifestare davanti ai tuoi occhi quelli che sono i tuoi sogni e farti essere ancora più invidioso. Simile attira simile. E ciò accadrà fino a che non si rilascia in modo completo la forma-pensiero dell'invidia.
Manifestazione della realtà 83. Pensi che il guardare film di violenza, di horror, o l'essere informati attraverso i media di tanti avvenimenti negativi possa influenzare la mente, i pensieri che abbiamo e quindi la realtà che manifestiamo? Certo. Un pensiero può comunque influenzare la tua mente e quindi la tua realtà solo se lo hai già in te o se lo fai tuo accettandolo in pieno. Solitamente succede che la gente lo ha già in sé e non ne è consapevole e quindi attira nella sua realtà anche pensieri di violenza. Difficilmente capita che una persona consciamente voglia creare una realtà violenta. Può accadere in situazioni di particolare sconforto, rabbia o dolore, ma solitamente tali pensieri negativi sono inconsci, e cioè li manifestiamo sui piani eterici. Per l'esistenza di questa vasta realtà inconscia manifestiamo quasi sempre una realtà che consciamente non vorremmo manifestare. Ed è per questo che bisogna lavorare consciamente sul rilascio dei pensieri negativi (paure) ed illusori se vogliamo evitare di manifestarli sul piano fisico.
Paure, Illusioni e Amore 85. Da quello che ho capito le paure e le illusioni impediscono di capire se vi è o non vi è vero Amore. E' corretto? Sì, esatto. Il processo ascensionale consiste proprio nel rilascio di tutte le paure e di tutte le illusioni, perché solo in tal modo possiamo vivere nell'Amore. Le paure e le illusioni rispettivamente impediscono di percepire il vero Amore e fanno vedere come Amore ciò che Amore non è.
Dovere e Piacere 98. Mi sono spesso domandato se il detto "prima il dovere e poi il piacere" rappresenti in effetti la miglior condotta di vita e a seconda dei momenti ero o non ero d'accordo...cosa ne pensi tu? Penso che il segreto sia trovare il proprio personale equilibrio tra il Dovere ed il Piacere. Io con Dovere intendo l'obbligo morale, che ognuno di noi dovrebbe avere in sé, di contribuire al miglioramento della società con tutte le nostre capacità e le nostre forze, cosa questa che presuppone un impegno a studiare e a ragionare su ciò che riteniamo possa essere l'attività adatta a noi in un dato momento. Con Piacere intendo tutto ciò che ci piace pensare, dire e fare e che non sia un Dovere morale nei confronti degli altri. Penso che sia il Dovere sia il Piacere se fatti con Amore portino alla vera Felicità.
Sensi di colpa; aspettative 2. Nell'ambito delle macrocategorie delle Paure e delle Illusioni, dove posizioni i sensi di colpa e le aspettative? I sensi di colpa sono delle paure che rappresentano la "paura di far male a o di far soffrire qualcuno", mentre le aspettative possono essere delle paure (paura che si verifichi ciò che penso), delle illusioni (illusione che si verifichi ciò che penso) ma possono essere anche dei pensieri puri, in quanto semplici speranze che avvenga o non avvenga ciò che penso. Possiamo dire infatti che la speranza indica un aspettarsi che qualcosa avvenga o non avvenga senza però il continuo pensarci sopra tipico delle aspettative da paura o da illusione. In sostanza, una aspettativa pura (speranza) non ha cariche emotive estreme e ci permette di lasciare il futuro nel futuro e non portarlo nel presente pensandoci continuamente. Una aspettativa non pura (aspettativa da paura o da illusione) distorce la realtà presente portando il futuro nel presente (dato che continuo a pensare al futuro attraverso la mia aspettativa) ed è sempre accompagnata da cariche emotive estreme di paura (super-distruzione) o di illusione (super-luce).
Manifestazione della realtà 8. D&R n.67 di Aprile: "in un sistema puramente magnetico non dovrebbero esserci vite parallele. Tutti i corpi sono inglobati nella forma fisica e sono quindi allineati con il piano fisico". In un sistema in cui vi è solo energia puramente magnetica non esistono quindi i piani eterici? Ed in che modo avviene allora il processo di manifestazione della realtà fisica? I piani eterici esistono ancora, ma tutte le vite parallele sono allineate con quella fisica. Il processo di manifestazione è sempre lo stesso, dall'eterico al fisico e dal piano eterico più esterno (18° piano) al piano fisico. Vite parallele allineate significa che ciò che si manifesta sul piano eterico più esterno (18° piano) si manifesta poi anche sui piani inferiori, compreso quello fisico. Cioè una determinata realtà si manifesta sul piano eterico più esterno, allora prima o poi diverrà anche fisica. In sostanza, non essendovi più karma e manipolazioni, ciò che si manifesterà sul piano creativo più esterno sarà già puro e cioè sarà ciò che in futuro di certo si manifesterà sugli altri piani eterici e poi anche sul piano fisico. La grande confusione che c'è sui piani eterici e la grande differenza tra le realtà eteriche ed il piano fisico sono dovute proprio alla presenza di energie distorte, e quindi del relativo karma, forme-pensiero e cariche emotive.
Walk-in 9. Come funziona il meccanismo attraverso il quale una entità walk-in si incarna in una forma fisica? Succede che l'entità si aggancia ad uno o più dei corpi eterici della persona fisica in cui ci si incarna, ed attraverso tali attaccamenti energetici si influenza il corpo eterico della persona ed indirettamente la persona stessa. E' lo stesso meccanismo dell'impossessamento, descritto nella D&R n.6 di questo mese, con la differenza che solitamente con impossessamento si intende una connessione forzata e violenta ad un corpo fisico, mentre con entità walk-in si intende solitamente una entità Et e buona che viene qui per aiutare l'umanità (a suo dire, naturalmente). Il meccanismo comunque è lo stesso ed in entrambi i casi queste connessioni da parte di altri possono avvenire solo se vi è karma da sciogliere al riguardo.
Rilascio di una forma-pensiero 13. Quando rilasci una determinata forma-pensiero da dentro di te, ad esempio la forma-pensiero dell'invidia, allora non esperimenti più l'invidia nella tua vita? Sì, in questo caso sì. Tu non sarai più invidioso e gli altri non saranno invidiosi di te, dato che non attrarrai più l'esperienza dell'invidia in modo diretto. Potrai vivere però situazioni di invidia che non ti riguardano direttamente.
Illusioni 14. D&R 7 di Aprile: "mentre la legge di autosuggestione (attrazione) in negativo è la Paura, quella di autosuggestione in positivo è l'Amore". Bene, e le Illusioni allora come le relazioni con la legge di attrazione? Io ho distinto tra Paure e Illusioni per comodità, distinguendo in tal modo tra cariche emotive connesse a forme-pensiero rispettivamente di super-distruzione e di super-luce. In realtà anche le Illusioni rappresentano una forma di Paura: paura di affrontare la realtà.
Maledizioni 15. Qual è l'effetto di parlar male di una persona? E di augurarle del male? In entrambi i casi si tratta di una forma di Giudizio se vi è la presenza di una carica emotiva negativa. E quindi in tal caso vale la legge di causa-effetto, come già spiegato. Parla male degli altri e gli altri parleranno male di te. Augura del male agli altri e gli altri augureranno del male a te.
Psicocinesi 16. Cosa pensi della psicocinesi, cioè della capacità di spostare gli oggetti con il potere della mente? Esistono persone in grado di farlo? L'unico che può farlo è Dio, perché solo lui riuscirebbe ad andare oltre le leggi fisiche piuttosto chiare alla scienza odierna, leggi su cui si basa la realtà fisica di tutto lo spazio-tempo. No, nessuna persona può farlo, eccezion fatta per chi tutto è e tutto può fare, cioè l'Assoluto (per chi crede che esista, naturalmente).
Aura e manipolazione delle energie 17. Attraverso gli attaccamenti eterici ci si ruba spesso energia l'uno con l'altro. E' possibile che tale energia gonfi l'aura di una persona rendendola più grande di quanto dovrebbe essere secondo la crescita della persona in questione? L'aura è rappresentata dalla parte eterica del corpo di luce. Ed il corpo di luce non può essere modificato in alcun modo da nessuno, essendo costituito di energia non spazio-temporale. Quindi le aure non possono essere modificate. La grandezza di un'aura rappresenta sempre l'esatta elevazione spirituale di una persona. L'energia prelevata durante gli attaccamenti può invece essere utilizzata da un'entità eterica per aumentare le vibrazioni del suo corpo eterico. Ma la grandezza dell'aura non può essere modificata.
Manipolazioni energetiche 24. Ritieni ci possa essere un interscambio involontario di energia vitale tra una persona in buone condizioni di salute ed una malata? Inconsciamente sì, ma solo se vi sono attaccamenti tra quelle persone che permettono tale manipolazione energetica.
Mani fredde 25. C'è un modo di dire "mani fredde, cuore caldo" utilizzato per giustificare il fatto di avere le mani gelide nel momento in cui si stringe la mano di una persona. Cio' si verifica quando si è tesi o preoccupati ma a volte anche senza un apparente motivo. A cosa è dovuto? Quando si provano forti emozioni è possibile che il sangue si concentri in altre parti del corpo che non siano le parti estreme (quali mani e piedi). La stessa cosa può succedere quando il corpo ha bisogno di una maggior quantità di sangue in determinate zone del corpo (per la digestione, ad esempio) e quindi diminuendo la quantità di sangue presente nelle zone non organiche quali mani e piedi, tali zone possono essere più fredde.
Dipendenze inconscie 26. A cosa puo' essere dovuto il fatto di sentire la necessità di fumare moderatamente anche se si prova "disgusto"? Apparentemente è un controsenso non legato ad una dipendenza. Idem per le bibite gassate! La dipendenza può essere anche inconscia. E questi ne sono degli esempi.
Pensatore e Filosofo 28. Art. 49. Esiste una differenza fondamentale tra quello che tu definisci il Pensatore e quello che definisci il Filosofo? Forse mi chiarisci meglio l'idea. Oltre a quello già scritto nell'articolo, possiamo dire che il Pensatore continua a pensare a e rimuginare sulle stesse cose, senza giungere ad una soluzione del problema. Tale continuo pensare porta solo preoccupazioni inutili. Il vero Filosofo, invece, non continua a pensare sempre alle stesse cose. Si pone delle domande quando vuole capire qualcosa o risolvere un problema e cerca delle risposte, senza continuare a pensare ai problemi in sé. E questo atteggiamento non porta continue tensioni e preoccupazioni, oltre ad essere il miglior modo per crescere ed essere felici.
Comunicare con la propria Anima 49. Bene, tu dici che ........ Mettersi tranquilli, intendere di comunicare con la propria Anima ed allontanare tutti i pensieri che possono impedire di comunicare con la massima chiarezza possibile dato il proprio livello di evoluzione. Nel momento in cui si presenta nel nostro "ascolto" una "entità " che si qualifica con un nome e ci dà dei messaggi , ci troviamo di fronte ad un essere di quale piano/dimensione. Ci sono delle entità che raggruppano + anime insieme? Chi puo' comunicare con noi? Ho un po' di confusione! Si può comunicare con la propria Anima sempre e comunque, anche se la nostra mente può filtrare ed anche molto il reale messaggio della nostra Anima. Ci vuole allenamento per abituare i nostri pensieri a mettersi da parte. Fino al livello 3000 è facile che ci siano entità che, per questioni karmiche, sono connesse (attaccamenti energetici) al nostro corpo ed è quindi possibile che comunichiamo con loro. In questi casi la comunicazione con la propria Anima risulta più difficile. E' per questo che ho detto che in realtà una comunicazione chiara con la propria Anima la si può avere solo quando non si hanno più entità attaccate alla nostra forma, e questo avviene solo dopo il livello 3000. Tu prova a comunicare, vedi chi ti risponde. Fai domande e cerca di testare l'altra parte con domande di tutti i tipi. Quando ti metti in contatto con la tua Anima ti consiglio di chiedere il supporto della Madre Terra affinché ti aiuti a rimanere ben radicato ed evitare quindi che entità di vario tipo entrino nel tuo campo aurico ed impediscano la comunicazione con la tua Anima. Sì, esistono degli egregora in prima e seconda dimensione che rappresentano frammenti di corpi eterici raggruppati assieme. Ma non sono entità definite con una forma. Vedi D&R passate o articoli in cui ne ho già accennato. Le entità con le quali puoi entrare in comunicazione sono solitamente entità di qualche piano eterico di 3° dimensione od anche di dimensioni superiori. Dipende anche dal tuo livello di evoluzione.
Con chi sto comunicando? 50. Come faccio a capire se sto comunicando con la mia Anima o con una entità? Non è semplice. Di solito comunque un'Anima è bilanciata nel suo linguaggio. Non usa parole pompose, bada molto al sodo e soprattutto ti supporta nella tua crescita. Ti sa guidare nelle tue scelte e non giudica mai. Il suo unico interesse è la tua crescita. Se fai delle domande è molto precisa, qualsiasi sia la domanda. L'unico limite può essere il proprio personale vocabolario che non permette all'Anima di essere molto precisa nelle risposte. Un' Anima ti mette sempre di fronte alle tue responsabilità ed è realista. L'entità invece, qualsiasi sia la sua natura, è molto limitata e non dimostra, se messa alle strette con le domande, di essere molto intelligente ed equilibrata emotivamente. Può anche porsi come tua ancora di salvezza, del tipo "lasciami fare ed io ti guarisco e ti faccio crescere", quando in realtà sta facendo tutto il contrario. Diffidare sempre di chi si pone come tuo salvatore. Nessuno può farti crescere, solo tu puoi farlo da solo attraverso un lavoro interiore che ti porti a mutare il tuo modo di pensare e quindi di essere. E' più difficile capirlo dalle sensazioni, perché anche un'entità che in realtà ti sta solo prendendo energia può sembrare amorevole e darti belle sensazioni se le sue vibrazioni sono più elevate delle tue e perciò non riesci a percepire la sua vera natura.
Comunicare con gli animali 51. Pensi sia possibile comunicare con gli animali? Attraverso le rispettive Anime, ad esempio? Se riesci a comunicare con la tua Anima, puoi chiederle di metterti in contatto con l'Anima di un animale, ad esempio, e comunicare con essa. Diverso è invece il capire il linguaggio sonoro degli animali: quello lo si può fare se si ha un metodo di decodificazione linguistico in comune con l'animale. A partire dal livello 3000 si inizia ad incorporare in sé il Linguaggio di Luce, che non è altro che un metodo di comunicazione valido per tutta la nostra creazione ed oltre fino al livello del Tao. Se incorporiamo in noi tali energie ed anche l'animale le sta incorporando nella sua crescita, allora possiamo comprendere il linguaggio di quell'animale e tradurlo automaticamente nella nostra lingua. La comprensione avviene grazie alla presenza di un linguaggio comune che funge da "traduttore" quale è il Linguaggio di Luce. Sotto il livello 3000, non vi è un Linguaggio sufficientemente basato sull'Unità del Tutto e quindi sufficientemente completo tale da poter fungere da traduttore tra linguaggi di diverse specie.
Allineamento ed integrazione 52. D&R 93 di Febbraio. Dici che al livello 3000 arriviamo ad allineare anche i nostri sé di 4° dimensione ed entriamo quindi in contatto con i nostri sé di 5° dimensione, dove vi è solo energia puramente magnetica. Invece dici che al livello 25.000.000 siamo noi stessi che entriamo in 5° dimensione con il nostro corpo a livello vibrazionale ed allora avremo solo energia puramente magnetica in noi. E' corretto? Esatto. E' fondamentale comprendere la distinzione tra allineamento dei propri sé ed integrazione dei propri sé, una volta allineati. Al livello 3000, ad esempio, allineamo i nostri sé fino alla 4° dimensione compresa, mentre solo al livello 25.000.000 integriamo in noi effettivamente i nostri sé fino alla 4° dimensione compresa e quindi noi stessi entriamo in 5° dimensione fisicamente.
Lezioni di vita 90. Perché a volte la realtà ti incoraggia/attrae a fare delle scelte che tu istintivamente ritieni negative. A volte una non accettazione di una proposta puo' rappresentare una "prova" legata al tuo karma? Ci sono sempre delle lezioni da imparare dietro ogni avvenimento. Talvolta può essere una nuova lezione che non hai ancora imparato (e quindi c'è karma da rilasciare), altre volte può essere un test che la tua anima di pone di fronte per vedere se hai veramente fatto tuo ciò che hai già dimostrato di aver imparato nella vita. Voglio dire che una volta appresa una lezione, bisogna dimostrare di averla appresa veramente e di non averla dimenticata, e per questo la nostra anima ci testa per vedere se abbiamo dimenticato ciò che abbiamo già imparato oppure no. In questi casi, non è una questione di karma in quanto è già stato rilasciato. E' un test di verifica da parte della tua anima che te lo pone davanti quando meno te lo aspetti. E' possibile infatti arretrare nella propria evoluzione, non è che per forza si va sempre avanti. Ed è per questo che più si va avanti e più cose ci sono da imparare, da capire e da "memorizzare" a livello biologico. Questo non significa diventare dogmatici su certe cose perché il beneficio del dubbio deve sempre esserci. Significa invece usare la testa e capire veramente che una cosa è giusta o sbagliata.
Attacchi di panico 92. Cosa pensi del diffuso fenomeno degli attacchi di panico, pensi possa essere legato ad un determinato livello ascensionale, quando per un certo periodo si cambiano le guide e alcune persone percepiscono in maniera piu' netta cio'? Gli attacchi di panico sono forme di paura. Se c'è amore (angeli guida, anima) non c'è paura. Sono dovuti per lo più a connessioni con entità eteriche sia dirette (impossessamento) sia indirette (attaccamenti energetici). Con attaccamenti ad entità eteriche intendo anche attaccamenti con i corpi eterici di persone viventi sul piano fisico.
Attaccamenti energetici 94. Non comprendo cosa intendi per :" attaccamenti ad entità eteriche intendo anche attaccamenti con i corpi eterici di persone viventi sul piano fisico". Si puo' essere impossessati etericamente da un corpo eterico del piano fisico? Se si la persona non impossessata che ripercussioni ha sul piano fisico? Soffre come l'impossessata? Cio' avviene per motivi karmici? Si hanno attaccamenti energetici anche con le persone viventi (per lo più genetici). Ognuno di noi ha il suo corpo eterico che vive sui piani eterici. Gli attaccamenti sono tra questi corpi eterici anche quando sono tra persone fisiche viventi in questo momento. Gli attaccamenti sono cordoni eterici. Non esiste un corpo eterico del piano fisico, esistono corpi eterici che vivono sul piano eterico che hanno il loro corrispondente sul piano fisico (parlo di noi che siamo vivi fisicamente in questo momento), oppure che l'hanno avuto nel passato ma ora il corpo fisico è morto (es. persona morta che continua a vivere sul piano eterico col corpo eterico) oppure che non hanno mai vissuto sul piano fisico (es. grigi, esseri creati sul piano eterico). Non si può essere impossessati in modo totale (penetrazione totale dell'entità eterica nella parte eterica della persona) dal corpo eterico di una persona vivente sul piano fisico in questo momento. Si può essere però molto influenzati da una persona fisica (attraverso gli attaccamenti energetici) e venire pertanto manipolati.
Libero arbitrio 96. Pensi che esista la predestinazione? Dipende cosa intendi. Penso che Dio in quanto Onnisciente sappia già tutto e quindi anche il futuro. Ma ciò non significa che tutto sia già fissato, sia già predestinato. Significa che Dio sa Tutto, e sa anche come noi agiremo secondo il principio del libero arbitrio che sta alla base del nostro Creato.
Percezione ed attaccamenti 97. Come mai alcune persone percepiscono lo stato d'animo o fisico di altre , la loro rabbia repressa, le loro paure oppure le loro gioie? E' dovuto sempre ad attaccamenti energetici a livello eterico? E' possibile e giusto cercare di isolarsi e come si fa a tagliare questi attaccamenti? La percezione di ciò che sentono gli altri può dipendere da attaccamenti tra tali persone ma anche dalla sensibilità di una persona, cioè dalla capacità di percepire le energie eteriche proprie ed altrui. Per eliminare gli attaccamenti basta volerlo. Intendi tutti i giorni di rilasciare tutti gli attaccamenti con gli altri, o con alcune persone in particolare se vuoi. E così sarà con il tempo.
Disegni ed Immagini 98. I messaggi di madre terra non ti trasmettono mai un disegno. Sarebbe bello! A volte i colori e i disegni sono l'ideale complemento o perlomeno sostituti del messaggio. Ma non siamo noi a deciderlo! I messaggi di questo sito sono scritti tutti in connessione con le Anime dei vari esseri che trasmettono il loro messaggio. L'Anima è una scintilla divina, e Dio è Mente, ed è Amore. L'Amore puro è una non emozione, uno stato emotivo anche molto forte ma neutrale. Ed infatti se noti lo stile degli scritti è tendenzialmente neutrale, non si nota la presenza di cariche emotive quanto piuttosto, per chi lo percepisce, un forte Amore puro. L'Anima vuole stimolare la mente del corpo fisico, e per far ciò deve lasciare al corpo la possibilità di usare la propria capacità creativa ed immaginativa per comprendere anche delle realtà che non possono essere percepite con i sensi fisici. Il fatto di non mettere disegni od immagini è una scelta volontaria. Spero che si comprenda che è fatto per stimolare lo sviluppo delle capacità creative ed intuitive. Penso che a livello sensoriale sia importante rimanere nella realtà, senza fantasticare su realtà che non sono fisiche. Si rischia di perdere il contatto con la realtà e con il presente. Il testo scritto stimola l'utilizzo della mente, cosa fondamentale, e può permettere di stimolare la creatività e l'intuizione di una persona se tratta di argomenti non percepibili con i sensi. Stimolando l'utilizzo della mente, può far comprendere anche cos'è il vero Amore e quindi permettere a tale Amore di essere incorporato in sé e vissuto nella vita di tutti i giorni.
Sogni 99. Mi è capitato di sognare situazioni con persone ed ambienti simili a quelli che ho conosciuto in passato, ed anche le fisionomie erano di molti anni fa e non di adesso...in questi casi non si può trattare di vite parallele del momento..di cosa si tratta allora? La tua anima può scegliere di ripescare determinati pensieri ed informazioni in generale dal tuo bagaglio di vita e quindi di situazioni sensoriali effettivamente vissute ed utilizzarle per farti fare un sogno che poi ti ricordi una volta sveglio e che contiene un particolare messaggio che la tua anima ti vuole comunicare e portare a coscienza. Ciò che avviene tecnicamente parlando è che crei istantaneamente tali situazioni sul piano eterico creativo più esterno, il 18° piano. E vivi tale situazione su quel piano e poi muore lì una volta finito il sogno (nel senso che non passa nei piani eterici più bassi).
Perché solo testo sul sito 102.
Ho letto D&R di questo mese n. 98 dove è
scritto "Il fatto di non mettere disegni od immagini è una scelta
volontaria. Spero che si comprenda che è fatto per stimolare lo
sviluppo delle capacità creative ed intuitive. .Il testo scritto
stimola l'utilizzo della mente, cosa fondamentale, e può permettere di
stimolare la creatività e l'intuizione di una persona se tratta di
argomenti non percepibili con i sensi". Devo
ammettere che il materiale del sito è molto dettagliato e, come tu
dicevi, ha uno stile tendenzialmente neutrale e privo di ambiguità, e
questo può stimolare senza dubbio la mente ma solo fino ad un certo
punto. Sarebbe una comprensione incompleta! Io penso che la scelta di
non mettere disegni od immagini è comunque giusta ma non dovrebbe
durare a lungo, perché l'immaginazione, proprio per la sua stessa
definizione, non è mai accurata, e poi finirebbe, a lungo andare, con
l'essere più confusa! Questo lo sapevo per mia stessa esperienza. Penso che l'essere umano se è dotato solo dei sensi che ha e può percepire con essi solo una certa realtà, allora significa che quello è ciò che gli serve per vivere. Ciò che non si percepisce con i sensi non è necessario per la vita umana e la crescita personale. Ogni essere umano dovrebbe essere capace di percepire realtà extrasensoriali con la propria mente e la propria intuizione, senza il bisogno di vederla con i sensi fisici. Ritengo che sia molto meglio andare ad analizzare a parole e sempre più nel dettaglio la realtà, anche quella non percepibile con i sensi, in modo tale che riusciamo a comprenderla con l'intelletto e crearla immaginandola con la nostra mente. Più si va nel dettaglio nella spiegazione e nell'analisi, e più è facile immaginare una determinata cosa. E tale approccio è a mio avviso molto meglio che dare subito l'immagine od il disegno, perché sarebbe sì un risparmio di sforzo mentale per chi legge il materiale ma sarebbe anche una mancata opportunità per migliorare ancor più le proprie capacità mentali e creative. Diciamo che ritengo giusto far fare qualche sforzo in più a livello mentale...è anche un modo per attrarre chi è veramente interessato e chi desidera veramente capire la realtà con la propria testa, non solo farsela spiegare dagli altri ed evitare lo sforzo personale. Lo so, sono un po' esigente da questo punto di vista, ma penso di sapere ciò che faccio. Se vogliamo dimostrare di essere veramente dei Creatori divini, allora dobbiamo essere capaci di creare dal nulla. E per far ciò bisogna utilizzare solo la Mente. L'ideale è riuscire a creare un'immagine chiara di una realtà o di un suo aspetto semplicemente utilizzando la Mente per spiegare nel dettaglio tale realtà ed immaginarsela, anche se non la si ha mai vista fisicamente. D'altra parte, come pensate che Dio abbia creato inizialmente tutto il Creato? Proprio in questo modo, utilizzando la Mente (Dio è Mente, ed è Amore) per creare una realtà studiandola per lungo tempo nei minimi particolari, e ciò l'ha fatto semplicemente continuando ad analizzare ciò che voleva immaginare sempre più nel dettaglio, creandosi nella Mente una realtà sempre più chiara, fino a che non la ritenne perfetta e la rese manifesta. Diciamo di essere delle scintille divine, ad immagine e somiglianza di Dio? Ebbene, dimostriamolo...
Spiriti guida 12. Si parla molto di spiriti guida come esseri umani vissuti in passato sul piano fisico ed ora disincarnati. E' vero? Dal mio punto di vista i veri spiriti guida, oltre la propria Anima naturalmente, sono gli Angeli. E' possibile che su qualche piano eterico noi abbiamo delle guide spirituali, così come le possiamo avere sul piano fisico. E' probabile inoltre che su qualche piano eterico rimaniamo in contatto con la persona morta sul piano fisico ma che rimane in vita su qualche piano eterico. In questi casi, è possibile che tali persone vengano considerate spiriti guida.
Accordi/contratti inconsci 17. Ho sentito spesso parlare di accordi/contratti che si possono fare a livello di Anima o a livello eterico. Cosa ne pensi? Sì, esistono. Quelli a livelli di Anima sono fatti con Dio, e riguardano quella che è la missione di un'Anima in una determinata vita. Poi vi sono contratti anche tra entità eteriche, e magari tra uno dei propri sé paralleli dei piani eterici e qualche entità. Suggerisco al proposito di intendere di rilasciare tutti gli accordi/contratti con entità eteriche e di riprendersi il proprio potere ed il contatto diretto con la propria Anima. Tali contratti con entità eteriche, infatti, sono sempre contratti che anche se fatti in buona fede da entrambe le parti hanno a che fare con attaccamenti energetici ed una manipolazione energetica.
Attaccamenti con oggetti 18. [..] Come mai secondo te esiste la necessità di possedere un oggetto in modo quasi morboso, quando non vi è una volontà di esibirlo o di metterlo in mostra quanto di possederlo e basta. E' possibile riversare la propria energia su un oggetto? Tu avevi sostenuto in una risposta ad una mia domanda che se una persona non usa il proprio cervello è come una macchina che assorbe tutti gli usi e costumi che vengono proposti. Sono d'accordo ovviamente, ma a volte è difficile uscirne se sei troppo dentro! E' possibile riversare la propria energia su un oggetto e "fratturare" la propria "anima"? Il desiderio di comprare tanti oggetti, beni fisici, rispecchia il desiderio di riempire un vuoto di qualcosa del quale, consciamente o inconsciamente, si sente la mancanza. E non è detto che tale mancanza sia reale, magari è solo una credenza od un desiderio di non sentirsi diversi dagli altri e di piacere ad altre persone. Oppure può essere un semplice desiderio di qualcosa che ci piace ed un modo per essere felici. Non è automatico avere attaccamenti con oggetti. Se non vi è karma non vi sono attaccamenti e quindi prelievi di energia propria. In realtà quando vi sono tali attaccamenti non si hanno mai con gli oggetti stessi, quanto con le persone od i luoghi connesse a quegli oggetti (es.luogo di produzione, produttore, venditore, donatore, ecc.). L'energia degli attaccamenti è sempre energia eterica. Le particelle fisiche ed il corpo di luce non c'entrano con gli attaccamenti e con le manipolazioni energetiche. Non direttamente, almeno.
Pensieri inconsci 75. Come si fa a superare le limitazioni inconsce? E' possibile oppure no? Intendendo semplicemente rilasciarle o vanno portate a livello conscio altrimenti non sono superabili? O sono valide entrambe le strade? Te lo chiedo perché su quei sogni di odio che ti raccontavo mi hai suggerito di rilasciare questi pensieri inconsci che il sogno mi ha portato... Da quello che scrivi sembra che si possano avere due livelli nello stesso tempo. Ma poi quello che conta è il più basso giusto? Esiste solo un livello reale che è quello dei pensieri che si hanno sia a livello eterico (inconscio) sia a livello fisico (conscio). I pensieri limitanti inconsci è necessario portarli a livello conscio per rilasciarli. Puoi usare l'intento per far sì che diventino coscienti, in realtà sarebbe sufficiente fare molta attenzione al tipo di realtà che manifesti attorno a te. Se non trovi il problema a livello conscio, allora di certo è inconscio.
Messaggi subliminali 12. Navigando su Internet, mi è più volte capitato di imbattermi in siti che mostrano messaggi subliminali, soprattutto a sfondo sessuale (es. scritta "sex" che a prima vista non si vede e nella velocità in cui scorrono le immagini non viene percepita consciamente), presenti soprattutto in alcune pubblicità. Quanto pensi che tali messaggi subliminali possano effettivamente influenzare il nostro comportamento? E' vero il fatto che la nostra mente memorizza anche percezioni sensoriali di cui non siamo coscienti al momento, ma ciò non significa che tali messaggi non consciamente compresi ci influenzino in modo particolare. Dipende molto a mio avviso da quanto siamo presenti con la nostra testa, cioè da quanto utilizziamo la nostra testa e viviamo nel momento, nel presente. Maggiore è l'utilizzo della nostra testa e minore è l'influenza esterna (anche di messaggi subliminali) nei nostri confronti in quanto in tal caso facciamo le nostre scelte ragionando con la nostra testa e basandoci sui nostri bisogni e desideri reali del nostro corpo, non su quelli illusori inculcatici nella mente da altri.
Talismani e amuleti 19. I talismani e gli amuleti hanno veramente un certo potere? Se ci si crede veramente sì, altrimenti no. Siamo noi che creiamo la realtà con la nostra mente e se crediamo veramente che qualcosa possa avere un certo significato, allora quella cosa lo assume (entro i limiti della nostra capacità di manifestare una determinata realtà a livello fisico). E' un qualcosa di simile all'effetto placebo. A volte crearsi con la fantasia dei portafortuna o cose simili può aiutare a portare a manifestazione un certo tipo di realtà in quanto vi poniamo maggior energia credendo nel potere del talismano (o dell'amuleto).
Blocchi emotivi 5. Si parla di emozioni represse, come la rabbia, l’odio ecc. Si dice che queste emozioni possano restare all’interno dello psichismo fino all’età adulta, celate nell’inconscio. Si dice che certi traumi ce li portiamo dietro dall’infanzia e che influenzano la nostra vita in ogni momento dalla loro posizione “occulta”. Adesso si parla di alcune tecniche di meditazione dinamica ad esempio (Osho),o anche rebirthing che hanno l’efficacia di portare a galla questi traumi e dissolverli all’esterno. Adesso volevo capire il funzionamento al livello tecnico di tutto questo come avviene; in fondo il trauma o un’emozione repressa è una memoria energetica incisa all’interno dello psichismo; questa memoria è presente dentro di noi, e quando la richiamiamo viene fuori; quando richiamiamo alla coscienza un trauma vissuto nel passato, succede che improvvisamente richiamiamo quella memoria specifica connessa con i pensieri della situazione che ha generato il trauma. Adesso espellendo fuori la rabbia creatasi in quell’istante (o piangendo se è un’esperienza che provoca un certo dolore) noi scarichiamo l’energia che quel ricordo ha ricreato in maniera negativa; ma se è appunto una memoria, può essere richiamata in ogni momento, perché non abbiamo espulso la memoria di quell’evento, ma bensì l’energia o il blocco che si crea al momento che noi richiamiamo alla mente il trauma. Quindi basterà richiamare altre volte il trauma stesso alla coscienza ed ecco che usciranno fuori nuovamente le emozioni negative ad esso connesse. Eppure, si dice che le cose non stiano proprio così….mi può spiegare meglio questo aspetto ?? Il fatto è che tu puoi rilasciare blocchi emotivi connessi a particelle che hanno la stessa frequenza che hai tu in quel determinato momento, affinché tu possa manifestare a livello fisico tale rilascio. Per questo motivo il rilascio di blocchi emotivi non può essere forzato con tecniche, ma è un rilascio graduale e spontaneo che avviene vivendo la vita quotidiana ed attraverso l'interazione con gli altri, e soprattutto man mano che si ascende (che si elevano cioè le proprie vibrazioni). Per fare un esempio pratico, se hai un trauma emotivo infantile inconscio allora quel trauma puoi rilasciarlo solo quando tutte le particelle del tuo corpo avranno la stessa frequenza di quelle particelle "traumatizzate". Quando si ha una certa vibrazione, tutte le particelle della forma rimanifestano eventuali blocchi passati connessi a quella stessa vibrazione. Ma, ripeto, è un processo spontaneo dell'evoluzione e non forzato attraverso tecniche.
Forme-pensiero e blocchi emotivi 6. Le forme-pensiero così chiamate, possono essere identificate nel loro livello più sottile come i blocchi di energia di cui tanto si parla oppure sono qualcos’altro e non hanno nessuna attinenza con essi? Le forme-pensiero rappresentano pensieri a livello eterico. Sono in sostanza particelle eteriche, così come i pensieri che manifestiamo sul piano fisico sono contenuti nelle particelle fisiche del nostro corpo. I blocchi di energia possono essere sia eterici sia fisici. Essi sono insiemi di particelle "non pulite", e cioè insiemi di particelle con forme-pensiero (blocchi eterici) o pensieri (blocchi fisici) "non puliti" in essi.
Comportamenti emotivi 8. Tutti i comportamenti abituali quindi, e le abitudini emotive dell'uomo fin dalla sua nascita, derivano dalla creazione di forme pensiero nei campi sottili relativi ??Per esempio, un soggetto cresciuto in un ambiente di rabbia, rancori costanti ecc., crea delle forme pensiero che al livello emotivo che lo portano ad essere poi collerico e costantemente in uno stato d'animo "raggiato"; tutti i nostri comportamenti abituali quindi, i nostri stati d'animo che anelano dentro noi come automatismi, sono il risultato della creazione di forme-pensiero, che con la loro costante formazione da parte di noi stessi, diventano quasi dei veri e propri elementari. Mi puoi chiarire meglio queste mia intuizione e dirmi se è corretta? I nostri comportamenti emotivi derivano dalla nostra accettazione di determinati pensieri provenienti dall'esterno. Tali pensieri prima di manifestarsi nel piano fisico sono stati forme-pensiero eteriche. Quindi l'assunzione di determinati pensieri da parte nostra è un processo graduale che prima avviene a livello inconscio e solamente con il tempo si manifesta in un nostro comportamento fisico. Il tempo che impiega a passare dal piano eterico più esterno (il primo piano creativo) al piano fisico dipende dalla nostra energia, cioè dal nostro livello di evoluzione. Maggiore l'energia e maggiore la velocità con cui manifestiamo una forma-pensiero eterica in un pensiero fisico.
Metereopatia 11. Secondo te perché si cambia d'umore quando cambia il tempo atmosferico? La meteoropatia non é forse un modo per sintonizzarsi col Mondo? Dipende dai pensieri che abbiamo in noi. Se si hanno più pensieri positivi e si escludono quelli negativi, allora tenderemo a preferire un ambiente positivo e solare e rifiutare quelli scuri e ombrosi. E viceversa. L'ideale è integrare e cioè non rifiutare alcun tipo di pensiero. In tal modo possiamo raggiungere l'equilibrio, la neutralità, e saper vivere bene in qualsiasi tipo di ambiente. Lo stesso discorso vale per la preferenza della luce rispetto al buio, del giorno rispetto alla notte e viceversa. Quando riusciamo ad integrare in noi sia i pensieri di paura sia quelli di illusione, sia quelli negativi sia quelli positivi, allora riusciremo ad essere bilanciati e saper vivere in qualsiasi ambiente senza cambiare il nostro modo di essere. Ciò non significa non avere preferenze per determinati ambienti, il che è normale, ma bensì non essere influenzati dall'ambiente in cui siamo immersi.
Il nichilismo dell'Occidente 72. In un testo di Emanuele Severino, filosofo contemporaneo, si può leggere che il male della società moderna è il nichilismo dell'occidente introdotto da Platone, Aristotele ecc. Infatti, secondo la civiltà attuale, la morte è annientamento e quindi le cose oscillano continuamente tra la vita e la morte. Nel suo testo Severino fa un paragone con una brace accesa: la legna brucia, diventa brace, poi carbone, poi cenere, poi sparisce. La legna sparisce dai nostri occhi come il sole che di notte va ad illuminare l'altra metà della Terra. Il divenire secondo Severino è un apparire e scomparire dalla nostra visuale. Le cose secondo lui sono eterne. Vorrei sentire un tuo giudizio. Penso che in effetti la paura della morte in cui l'essere umano è oggi immerso sia un grosso limite. Certo, penso che le cose siano eterne perché tutto ha dentro di sé sin dal livello più piccolo (quark per la materia e bosone per l'antimateria) una propria scintilla divina che è immortale. Comprendere ed assimilare in sé stessi il fatto che tutto (noi compresi quindi) sia immortale è il passo ulteriore per dare una vera svolta spirituale alla nostra società. Saperlo e crederci non è sufficiente, ma è necessario assorbire in sé tale concetto il che significa nella pratica percepire l'essenza spirituale in tutto ciò con cui entriamo in contatto, a partire da noi stessi. Solo allora si riesce realmente ad andare oltre l'apparenza del piano fisico e vivere l'infinito in tutto ciò che è, cioè l'Amore puro.
Coscienza e Consapevolezza 80. Che differenza c'è tra Consapevolezza e Coscienza? La Coscienza può essere intesa come la conoscenza delle particelle fisiche ed eteriche. La Consapevolezza può invece essere intesa come la conoscenza dello Spirito.
Passaggio dall'eterico al fisico 81. Quindi possiamo affermare in sintesi che quando vi è paura o ansia l'attività del chakra emotivo diminuisce e rallenta e che al livello fisico il corpo quando vengono trasmesse queste particelle contenenti forme-pensiero di paura, allora comincia a caricarsi come sistema appunto di autodifesa, di energia sottraendola a tutti gli altri centri... (questo è il motivo dell'aumento del battito cardiaco accelerato, adrenalina ecc..). E' giusta la mia osservazione? L'attività di tutto il corpo eterico rallenta, non solo quella dei chakra (che si trovano sul piano eterico più vicino al piano fisico, cioè sul primo piano mentale). Sì, aumento del battito cardiaco ed emissione di adrenalina sono degli esempi degli effetti fisici della paura dovuto al meccanismo spiegato.
Comportamenti umani 8. A mio parere, ciò che dici a proposito delle scelte ed i comportamenti umani (che sono sempre giusti) è vero, ma rispetto al nostro punto di vista (cioè di chi sceglie ed agisce in quella determinata maniera). Perché, se io vedo due persone che agiscono in due modi differenti nello stesso contesto, posso sempre dire, secondo me, chi ha agito meglio; e allo stesso tempo le due persone possono pensare di avere agito entrambe nel modo migliore. Sì certo. Da un punto di vista globale però tutto quello che succede è giusto perché si basa su un meccanismo di creazione della realtà puramente meritocratico: crei quello che pensi basandoti sulla tua volontà.
Sogni e numeri del lotto 9. Un figlio sogna sua madre (morta da qualche tempo) che gli comunica dei numeri da giocare al lotto. Quegli stessi numeri escono nell'estrazione più vicina. Come interpreti questo? Secondo quanto detto nell'articolo "Viaggio nel tempo" la consapevolezza può comunicare con epoche future. E' questo un esempio? Dato che nulla avviene per caso sarei portato a pensare di si. Non capisco però dove andrebbe a finire la libertà del bambino nello scegliere quale pallina tirare fuori dalla ruota... E' vero che la consapevolezza spirituale può viaggiare nel futuro (è vero ciò che un' Anima può vedere anche nel futuro) ma solamente per quanto le è possibile vedere dati i diversi piani di realtà eterici. Cioè vede nel futuro guardando le realtà dei piani eterici esistenti, realtà che possono manifestarsi a livello fisico, ma non è detto che ciò avvenga. Nel caso di cui sopra, ritengo si tratti di esempi di pura casualità statistica. E' probabilisticamente possibile che tra tutti i numeri che sogniamo qualche volta siamo fortunati e ci azzecchiamo. Chiunque ci abbia dato quei numeri (familiare o amico o altra persona deceduta) può avercelo effettivamente comunicato durante la notte su uno dei piani eterici in cui il corpo eterico del deceduto vive ancora, ma la realtà è che nessuna entità eterica o persona fisica può sapere il futuro in modo perfetto come nel caso di sapere i numeri del lotto (salvo i casi di truffe organizzate, ovviamente).
Sonno e coscienza 23. Nel sonno si è sempre incoscienti? Oppure è possibile effettuare un'esperienza cosciente ma protetta dagli angeli nel sonno? Diciamo che nel sonno si è sempre coscienti, solo che poco si ricorda di ciò che accade poiché il corpo fisico è "disattivato". Quella parte del corpo astrale che viaggia durante la notte, così come i nostri corpi eterici delle vite parallele hanno in sé la parte eterica del corpo di luce (Anima), e quindi hanno in sé coscienza.
Bambino Interiore / Innocenza 3. Talvolta in certe letture ho letto del termine "bambino interiore". Tu cosa intendi con tale termine? Intendo quella particolare innocenza presente in ognuno di noi tipicamente nei primi anni di vita e che poi viene spesso persa man mano che ci si adatta ai pensieri tipici della società in cui viviamo. Definisco il termine "innocenza" come "la capacità di percepire il mondo esteriore senza alcun tipo di pregiudizio e giudizio", e quindi la capacità di vedere tutto ciò che è esterno a noi così come è realmente.
Funghi psicotropi 5. Volevo sapere cosa ne pensavi delle sostanze psicotrope, in particolare mi riferisco ai funghi sacri della specie Psilocybe. Sono dannosi o possono essere d'aiuto? Io penso che esistano funghi che, allentando la concentrazione e la sensibilità corporea di ogni singola particella, favoriscono la percezione dei piani eterici (dovuta alla minor concentrazione e sensibilità e quindi ad una minor presenza nel proprio corpo). I funghi contenenti psilocina e psilocibina sono tra questi funghi. Essi variano molto però a seconda della % di tale sostanza presente nel fungo (vi sono Psilocybe anche sulle nostre Alpi). Non penso siano pericolosi, ma di certo uno sradicamento forzato dal proprio corpo potrebbe essere dannoso in quanto, meno radicati alla Madre Terra, saremmo più soggetti a manipolazioni di entità dall'eterico o comunque ad una maggior percezione di esperienze eteriche anche non piacevoli.
Uso della Mente o vuoto mentale? 9. Non capisco perché in alcune tradizioni si sostenga che è necessario eliminare la mente ed invece altri sostengano che è molto importante sforzarsi di comprendere le cose con il cervello. A questo riguardo penso che sia possibile distinguere due ambiti, generalmente parlando: l'ambito ludico-amichevole e l'ambito lavorativo. Nel primo l'approccio ideale è quello emotivo, che si basa sulle sensazioni, sul sentire, sull'assenza della mente e sull'espressione diretta ed innocente del proprio essere interiore emotivo. Nell'ambito lavorativo, invece, l'approccio ideale può anche essere talvolta quello mentale-intellettuale ed analitico, necessario per la comprensione e la spiegazione verbale della realtà ed espressione del proprio essere interiore mentale.
Io Sono, Consapevolezza ed Anima 8. Se la mia personalità è un insieme di credenze, condizionamenti, ecc. chi è che possiede un'Anima? Mi sembra paradossale: la "mia" Anima. Mia di chi? Tu dici che Anima=Consapevolezza. Dire: "Io sono consapevole" ha a che fare con l'Anima? La tua consapevolezza è il tuo Io e quindi quella parte della tua Anima che è in te. Esiste anche una parte della tua Anima che non è ancora in te, almeno fino a che non incorpori tutto il Corpo di Luce a livello spazio-temporale, cioè a livello fisico ed eterico.
Interpretazione dei Sogni 12. Secondo te cosa rappresentano i sogni, come andrebbero interpretati. Hanno un significato da decifrare? I sogni riguardano sempre situazioni verificatesi su qualche piano eterico. Ci sono sogni che sono situazioni create sul momento dall'Anima o dal nostro cervello (e che si verificano sul piano eterico creativo più esterno), altri che riguardano situazioni vissute su vite parallele (gli altri piani creativi, piani intuitivi, piani emotivi e piani mentali) ed altri ancora che riguardano situazioni vissute su piani eterici di prima o seconda dimensione, dove si trovano le forme-pensiero più basse senza esservi una vita umana (vi si trovano forme-pensiero che possono essere ricordate come mostri di vario tipo,sensazioni brutte o altro). Nel primo caso, si può trattare o di un qualcosa di cui la nostra Anima ci vuole rendere consapevoli o di una semplice creazione fantasiosa del nostro cervello dovuta a diversi motivi. Nel secondo caso, si tratta di spezzoni di nostre vite parallele su uno dei vari piani eterici che ricordiamo ma che di per sé non per forza ha un significato particolare per noi. Nel terzo caso, si tratta di esperienze dovute ad attaccamenti karmici con forme-pensiero di prima o seconda dimensione. In ognuno dei casi suddetti, lo scopo è quello di supportare il rilascio karmico e/o la comprensione cosciente di qualcosa.
Evoluzione del corpo ed evoluzione dell'Anima 14. Rif: "La Resurrezione, quindi, può essere intesa come un incorporare sempre più il proprio Spirito (Anima) nel proprio corpo in modo da avvicinarsi sempre più a livello personale al Regno di Dio. E' in realtà una Resurrezione biologica cellulare del proprio corpo". Ma se alla morte essa si interrompe senza riuscire a completarla, cosa accade? Ci sono altre 'chance'? La vera evoluzione è quella spirituale e lo Spirito è immortale e continuerà a vivere e fare esperienza per sempre. L'incarnazione fisica è un tipo di esperienza che le Anime fanno ma rappresenta in sé solo una possibilità. Dal punto di vista animico quindi l'evoluzione avviene al di là dell'incarnazione fisica o meno. La vita biologica è soltanto un'esperienza per l'Anima, della quale può anche fare a meno.
Evoluzione delle Anime 15. Il tuo ultimo articolo "Vero Pensiero" mi ha lasciato un po' perplesso in quanto hai affermato che esistono delle Anime molto sagge ed evolute: allora esistono anche delle Anime non sagge e non evolute? Non avevi forse detto che le Anime sono di per sé pure e tabula rasa prima dell'incarnazione? O intendevi forse quelle Anime già INCARNATE in forme umane? Puoi spiegarmelo meglio? Le Anime ebbero tutte origine al momento della creazione di questo spazio-tempo. Da allora ci sono Anime che si sono incarnate ed Anime che non si sono ancora incarnate in una forma fisica. Ci sono Anime che in tutto questo periodo sono evolute di più ed altre di meno. Il riferimento alla purezza ed all'essere "tabula rasa" delle Anime lo feci parlando dell'incarnazione delle Anime e riguardo all'esperienza e conoscenza della vita fisica. Cioè un'Anima quando si incarna non conosce nulla direttamente della vita fisica in quanto è la prima volta che si incarna, può solo olograficamente avere informazioni sulla vita fisica grazie all'esperienza delle Anime incarnatesi prima di lei. Solo per quanto riguarda la conoscenza e consapevolezza della vita fisica le Anime sono quindi "tabula rasa" quando si incarnano. Ma la loro evoluzione come Anime varia molto al momento
Evoluzione delle Anime 1. TU DICI (in un'email personale passata): ""un'Anima vive solo una Vita fisica. La reincarnazione riguarda entità eteriche o si può intendere anche nel senso della reincarnazione dell'informazione dei propri antenati (consapevolezza) attraverso la genetica". Cosa vuol dire che la reincarnazione riguarda solo entità eteriche? Cosa intendi per entità eteriche? Tutti saremmo entità (anche) eteriche mi pare! Tutti siamo anche entità eteriche finché siamo in vita, è vero. In questi casi io parlo di "corpi eterici" e di "vite parallele", per distinguerli dalle "entità eteriche", termine con cui intendo quelle entità che non hanno un corpo fisico vivente connesso ad esse sul piano fisico, ma che possono averlo avuto in passato od anche mai (nel caso dei rettiliani, ad esempio, che sono sempre state entità eteriche, mai fisiche).
Conscio e Inconscio 6.
Mi hai detto che si può vivere qualcosa
inconsciamente, ma è questo un VERO vivere quella cosa? Se solo
mediante la nostra esperienza e riflessione impariamo realmente
qualcosa, e su questo non c'è dubbio, qualsiasi pensiero inconscio è
una "programmazione". In sostanza bisogna indagare ogni
cosa...
Anima e Conoscenza 7.
La CONOSCENZA che tu hai a livello di ANIMA da
dove proviene? L'anima non deve imparare, giusto, in altre parole
conosce e basta?
Invidia e Paura 6. Come definiresti l'invidia? Personalmente definisco l'invidia come la paura di non (poter) essere/avere ciò che un altro è/ha e che io vorrei essere/avere. Dici che la base di tutti i nostri limiti sono le paure...come definiresti la paura? Non si può definire e cioè approfondire ulteriormente il concetto di paura. Si possono trovare dei sinonimi: mancanza di consapevolezza di qualcosa, mancanza di amore, ecc. Essendo lo stato emotivo base esso non può essere definito ulteriormente ma può essere compreso solo vivendolo.
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