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Proprietà
pubblica della banca emittente vs. proprietà pubblica del denaro
Abbiamo già discusso nel nostro materiale di come sia fondamentale la presenza di una proprietà pubblica del denaro affinché si possa parlare di vera Moneta. Ma cosa significa proprietà pubblica del denaro? Vediamo meglio.
Proprietà pubblica del denaro significa che, all'atto della creazione (emissione), il denaro sia di proprietà dello Stato o di altro organo pubblico. Nel caso particolare del denaro, ciò significa che ogni emissione di denaro è un saldo attivo per la comunità, e quindi un credito e non un debito. Moneta-credito, quindi, e non moneta-debito, con il conseguente appropriamento pubblico del Signoraggio.
Tale concetto, oggigiorno, è completamente scollegato dal concetto di proprietà pubblica della banca emittente. A parte il fatto che la quantità di moneta emessa dalla Banca Centrale (banca emittente odierna) poco influenza la reale quantità di denaro in circolazione (vedi Riserva frazionale vs. riserva totale), la proprietà della stessa di per sè non comporta l'automatico incasso del Signoraggio di emissione.
Il Signoraggio, concetto molto semplice di per sè (valore nominale-costi di emissione/creazione), non è infatti altrettanto semplicemente evidenziato nei bilanci bancari (né della Banca Centrale né delle banche ordinarie). E tale fatto non deve trarre in inganno, in quanto tale "meccanismo celante" di partita doppia fu appositamente creato per ingannare la gente sulla reale natura della banca.
L'azionariato di una banca, secondo il bilancio bancario, incassa infatti gli utili derivanti dagli interessi sulla moneta prestata (capitale) e successivamente rientrata alla banca aggiunta di un certo "prezzo" (interesse). Ma la moneta prestata stessa (il capitale), creata dal nulla, una volta rientrata alla banca misteriosamente non risulta nel bilancio un guadagno per la banca, ma solo una voce patrimoniale (1). Quel capitale, quindi, che altro non è che il Signoraggio, secondo il "meccanismo celante" di partita doppia, sparisce nel nulla! O meglio, non risulta in bilancio come reale guadagno. Dove sarà mai andato a finire? Chiediamolo agli amici banchieri, che ben conoscono questo trucchetto contabile (e chi non lo conosce, peggio per lui!).
Una vera Moneta richiede sia la proprietà pubblica del denaro sia la proprietà pubblica della banca emittente in quanto ogni forma di guadagno originata dal potere di emissione (2) di una vera Moneta deve essere pubblica per natura.
Note:
(1) nella Banca Centrale, in parte nel passivo patrimoniale come banconote emesse ed in parte in una diminuzione a fine anno della voce attiva patrimoniale dei crediti v/clienti o altri soggetti.
Nelle banche ordinarie, non essendovi emissione di banconote, il capitale prestato si cela nella sola diminuzione a fine anno della voce attiva patrimoniale dei crediti v/clienti o altri soggetti.
(2) secondo il buon senso, avere il potere di emissione significa essere proprietari di tali potere, cioè proprietari sia dell'organo emittente (produttore) sia del denaro emesso (prodotto).
19/9/2005
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