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   Programma completo del MODUM

Movimento dell'Umanità

Con la collaborazione dello Staff di www.modum.info

 

27/09/2005

INDICE

1) PREMESSA

2) PROGRAMMA SINTETICO DEL MOVIMENTO PER L’UMANITA’

3) IL SISTEMA POLITICO ATTUALE – IL VERO GOVERNO

4)  IL SISTEMA GIUDIZIARIO – DIRITTI O DOVERI? 

5) IL SISTEMA ECONOMICO – MONETARIO – IL MERCATO 

6) LO STATO SOCIALE – SOLIDARIETA’ SOCIALE – IL REDDITO DI CITTADINANZA 

7) ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI – L’ONU E LA UE

8) UNITA’ NELLA DIVERSITA’

9) LE RELIGIONI

1. - PREMESSA

 

L’attuale crisi dell’economia mondiale affonda le sue radici nell’attuale sistema di gestione della moneta. La moneta è la linfa vitale dell’economia, è il carburante senza il quale il motore dell’economia non parte. Nessuno Stato può dirsi padrone della propria economia se non può controllare la moneta. E l’attuale moneta è una moneta distorta che nasce di proprietà di un ristretto gruppo di banche private le quali da molto tempo hanno il controllo assoluto dell’economia mondiale. I cosiddetti popoli democratici occidentali ed orientali si illudono di essere sovrani. Che tipo di sovranità può avere un popolo che non può disporre della propria moneta?

Il Signoraggio è un concetto che merita di essere approfondito data la sua importanza per ogni società i cui scambi sono basati su una Moneta. In sintesi, è la differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo costo di produzione. Tale differenza, data la natura istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero emettere la stessa moneta.

Oggigiorno invece la Moneta è emessa da una privata Banca Centrale e creata da un privato sistema bancario. Si ritiene invece che la natura istituzionale della Moneta richieda una emissione ed una creazione della Moneta solo ed esclusivamente pubblica (statale ad esempio, o di altra comunità), accreditando la Moneta stessa ai cittadini e non indebitandola al momento dell'emissione. Ed utilizzando in tal modo il Signoraggio per scopi di natura pubblica e sociale.

Con la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema bancario stesso.

Consideriamo il libero mercato dei beni e dei servizi la più efficiente ed equa forma di allocazione delle risorse, pur ritenendo la moneta (coerentemente con la nostra teoria monetaria) non un bene od un servizio di mercato bensì una convenzione istituzionale che misura il valore di tali beni e servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di una gestione pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere morale della comunità garantire, nel rispetto del libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni primari di ogni essere umano.

Oggi è arrivato il momento di cominciare a concepire la creazione di una nuova società basata su un nuovo sistema economico e su nuovi sistemi giudiziari e politici. E' necessario quindi cominciare a mettere in pratica le idee che sono più in sintonia con una società equa, giusta e solidale. Il progresso tecnologico, ad esempio, permette all'essere umano di avere più tempo per se stesso. In sé è positivo se viene ben utilizzato. Come spesso accade, con gli stessi mezzi è possibile fare del bene o fare del male. Il problema fondamentale non è il progresso tecnologico, il mercato globale o le multinazionali. Il problema è la coscienza ed i valori di cui tale coscienza si fa portatrice.

Dall’attuale situazione di collasso si può uscir fuori solo attraverso una radicale riforma monetaria senza la quale qualsiasi modello sociale e politico è destinato a fallire. 

I cambiamenti devono avvenire dall'interno del sistema e dal basso, stimolando il pensiero e le capacità della gente, ridandole fiducia in se stessa.

Per chi volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta consigliamo di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info .

2. - PROGRAMMA SINTETICO DEL MOVIMENTO DELL’UMANITA’ (MO.D.UM)

Il seguente programma è stato definito con la collaborazione dello Staff di www.modum.info 

RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:

  1. ritorno al sistema di elezione puramente proporzionale.
  2. elezione diretta da parte del Popolo dei giudicanti governativi (giudici), così come avviene per i legislatori ed esecutori governativi (politici).
  3. dare maggior preminenza, all’interno della nostra legislazione, al concetto di Dovere Morale rispetto al concetto di Diritto.

RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:

  1. dare esclusivamente al Governo (rappresentante del Popolo) il potere di creare moneta dal nulla. Conseguenza: eliminazione imposte e tasse.
  2. riformare sistema bancario basandolo su coefficiente di riserva del 100%.
  3. uscire dall’ Unione monetaria europea (non dall’unione politica) e tornare alla nostra Lira.
  4. uguale salario base per tutti i lavoratori. Le differenze salariali si basano solo sul diverso ammontare di profitto e/o merito (quest’ultimo socialmente riconosciuto attraverso referendum).
  5. garantire a tutti i membri della comunità i bisogni materiali primari (alimentazione, pulizia e protezione del corpo) con la moneta creata dal Governo.
  6. garantire a tutti i membri della comunità istruzione e salute con la moneta creata dal Governo.
  7. uguale pensione per tutti (ex-membri attivi e membri non attivi) retribuita con la moneta creata dal Governo.
  8. età di pensionamento uguale per tutti, uomini e donne.
  9. stimolare la competizione in tutti i mercati (ad eccezione del mercato della moneta, dove proponiamo un monopolio del Popolo attraverso i loro rappresentati governativi, vedi punto 1) attraverso premi a quelle imprese più performanti, utilizzando sempre la moneta creata dal Governo.
  10. eliminare tariffe doganali.

Il suddetto programma consente di realizzare la vera Libertà, la vera Solidarietà e la vera Giustizia attraverso:

1) l’eliminazione della povertà e della disoccupazione.

2) l’eliminazione dell’inflazione con conseguente diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere d’acquisto della moneta. 

3) la garanzia ad ogni essere vivente del soddisfacimento dei propri bisogni primari: alimentazione, pulizia, alloggio, vestiario, istruzione e assistenza sanitaria.

4) L’uguaglianza giuridica effettiva di tutti i cittadini. 

Di seguito viene data una spiegazione dei vari punti del programma.

3.- IL SISTEMA POLITICO ATTUALE – IL VERO GOVERNO

3.1. - LA CRISI DI LEGITTIMITA’ DELL’ATTUALE  SISTEMA DI RAPPRESENTANZA

È innegabile, oggi, che nella maggioranza dei paesi della democrazia liberale, il sistema di rappresentanza vive un processo di crisi di legittimità, che si esprime nell'astensione elettorale, nell'apatia e nella non partecipazione politico-sociale e nei bassi indici di adesione ai partiti.

Le cause variano tra i diversi paesi, ma si può affermare che i principali risiedono:

-nella corruzione dilagante a tutti i livelli del sistema politico, economico, giudiziario, amministrativo, ecc. Per eliminare la corruzione, sia individuale che collettiva, occorre cambiare interiormente l’essere umano. Se non cambiamo noi stessi, non c’è alcun sistema esterno in grado di eliminare la corruzione che alberga nella nostra coscienza corrotta.

-nella mancanza di uguaglianza tra i cittadini, sia in campo economico che giudiziario. La legge umana (nei fatti) non è mai stata uguale per tutti. Esistono delle categorie di privilegiati tra cui gli stessi deputati che, invece di dare il buon esempio, non esitano a mettersi subito d’accordo per aumentarsi le prebende in modo subdolo e scandaloso. Gli stipendi dei parlamentari dovrebbero essere stabiliti e controllati da un potere esterno al parlamento e indipendente. Comunque anche un controllo esterno sarebbe inefficace se i controllori fossero corrotti.

-nel sistema di leggi basato sul diritto (e non sul dovere morale non coercitivo) che limita la libertà dell’individuo (Vedi: "I Doveri dell'Uomo - di Giuseppe Mazzini").

-nel processo di burocratizzazione e nel carattere autoritario delle amministrazioni e parlamenti;

-nella mancanza di controllo degli elettori  sugli eletti;

-nei sistemi elettorali che distorcono la rappresentanza, frodando la volontà popolare, attraverso dei meccanismi distrettuali e/o sbarramenti che ostacolano i partiti minori;

-nei cambi di schieramento senza perdita di mandato;

-nell'incapacità di questi sistemi di garantire la riproduzione del capitalismo con legittimità di fronte all'evidenza che quest'ultimo oggi è riproduttore di disuguaglianza e di sfruttamento sociale.

Ha ragione Massimo Fini, quando nel suo libro «Sudditi» dice che «in realtà nessuna attuale democrazia rappresentativa è una democrazia, ma un sistema di minoranze organizzate che prevalgono sulla maggioranza dei cittadini singolarmente presi, soffocandoli, limitandone gravemente la libertà e tenendoli in una condizione di minorità».

Effettivamente è così: un sistema di minoranze organizzate, i rappresentanti, che nessuno ha espressamente scelto, sta decidendo per noi e contro di noi. Ma d’altronde si sa «il voto non è libero e il consenso è truccato. Noi non scegliamo i candidati alle elezioni. Li scelgono i partiti, cioè le oligarchie. Il popolo che teoricamente e formalmente detiene la sovranità subisce quindi una doppia o tripla espropriazione. Prima delega la sovranità a dei rappresentanti, poi delega ai partiti la scelta dei candidati e infine, poiché gli apparati fanno blocco su chi vogliono che sia effettivamente eletto, anche dei rappresentanti».

Ecco perché noi cittadini (di una democrazia liberal-rappresentativa) abbiamo solo l’illusione di scegliere e/o decidere, mentre in realtà sono le oligarchie e i poteri forti (occulti) che stanno dietro.

3.2 – IL VERO GOVERNO

RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:

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3.2.1 - Ritorno al sistema di elezione puramente proporzionale.

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Gli attuali sistemi politici, legislativi, giuridici, economici, sociali e la stessa costituzione dovranno essere riformati in armonia con il suddetto programma.

Il sistema maggioritario penalizza le minoranze, che non sono rappresentate in parlamento in modo equo, ciò che invece viene garantito dal sistema proporzionale puro. Inoltre il sistema maggioritario costringe i vari partiti a formare due soli schieramenti all’interno dei quali ci possono essere partiti con idee e programmi molto diversi fra loro. Questo porta a coalizioni in continuo conflitto che non giova sicuramente al buon governo. Gli elettori possono sempre cambiare con il voto le loro preferenze a seconda dei programmi e della fiducia che i vari partiti meritano.

Il sistema proporzionale è il più corretto e giusto sistema di votazione ed è quello che meglio rispetta i 3 principi di Equità, Merito e Volontà.

Principio di Equità: ogni membro della comunità ritenuto capace di intendere e di volere (maggiore età, nessuna insufficienza mentale) ha lo stesso potere (esecutivo, legislativo e giudiziario) nelle scelte della comunità. Tale principio in pratica significa che ogni membro della comunità debba avere la possibilità di eleggere i politici (potere esecutivo e legislativo) ed i giudici (potere giudiziario) quali rappresentanti della comunità nell'amministrazione dei rispettivi poteri; e debba avere altresì la possibilità di essere egli stesso eletto per tali cariche, purché capace di intendere e di volere.

Principio di Merito: Questo principio, nelle questioni governative, implica che debba andare al governo chi lo merita veramente. Il problema sta naturalmente nel concetto di merito. Sebbene sia vero che da un punto di vista karmico tale principio, così come tutti i principi divini, venga sempre rispettato (anche se l'apparenza facilmente inganna), una società evoluta e cosciente tenderebbe a far salire al Governo della comunità quei membri che si sono distinti per la loro Saggezza e la loro Sapienza, stimolando quindi le persone dotate di tali virtù e che godono della fiducia della gente a candidarsi come possibili governatori. 

Il Gioco della Vita da sempre funziona sui 3 tipi di Merito: Merito di Volontà, Merito di Sapienza e Merito di Saggezza (Vedi "Il vero Merito"). Ma solo a partire dal 2004 il concetto di Vero Merito si è radicato a livello fisico sul nostro pianeta. Ed è a partire da quest'anno quindi che inizieranno i cambiamenti che porteranno ad una ristrutturazione del nostro sistema sociale dando preminenza al Merito di Saggezza rispetto a quelli di Sapienza e di Volontà. Un sistema sociale in cui i ruoli chiave nei diversi campi sociali verranno con il tempo ricoperti da Veri Leader, cioè "persone che rappresentano la consapevolezza più elevata nella comunità" e non più da semplici Leader, cioè "persone che rappresentano la consapevolezza media della comunità". Questo importante cambiamento avverrà ai vertici della Comunità locale, nazionale ed internazionale ed in tutti i settori della Società. E' compito nostro ora rimboccarci le maniche e darci da fare per portare a manifestazione tale Sogno: una Vera Democrazia basata sull'Equità, sul Rispetto e sulla Giustizia. 

L'evoluzione interiore (Saggezza) aggiunta della necessaria conoscenza esteriore (Sapienza) e del forte desiderio di manifestare un Sogno (Volontà)....questi sono i motori del Progresso.

Principio di Volontà: Tale principio, nelle questioni governative, implica che debba essere sempre rispettata la volontà della collettività nel suo complesso. E che quindi il popolo abbia l'assoluta sovranità e libertà di decidere chi debba rimanere al Governo e per quanto tempo (stabilito un tempo minimo di durata dell'incarico governativo così come avviene oggigiorno).

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3.2.2 - elezione diretta da parte del Popolo dei giudicanti governativi (giudici), così come avviene per i legislatori ed esecutori governativi (politici).

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In futuro tutti i politici (parlamentari),  i giudici ed i governatori della moneta saranno eletti direttamente dal Popolo.

Per attuare la riforma monetaria occorre procedere prima di tutto ad una riforma della nostra Costituzione in cui, nell’art.1, si sancisce la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta. Inoltre si stabilisce che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere Monetario (CPM)  i cui membri vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario.

I membri del CPM  eleggono al loro interno il  Ministro del Tesoro il quale, pur facendo parte del potere esecutivo, è autonomo in materia di gestione monetaria e risponde solo alle leggi costituzionali.

Inoltre viene sancito nell'art. 2 della Costituzione che lo Stato, tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni cittadino un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di soddisfare i propri bisogni primari: alimentazione, alloggio, vestiario, prodotti per la pulizia del corpo, istruzione ed assistenza sanitaria. Con il RdC si attua finalmente il diritto divino di ogni essere al pane quotidiano, cioè ad una vita degna di un Essere Umano.

Per quanto riguarda il potere Esecutivo, tutti i ministri (escluso il ministro del Tesoro) vengono eletti dal Parlamento. Successivamente i ministri eleggono al loro interno il Primo Ministro (Presidente del Consiglio).

Ricapitolando, il Popolo elegge direttamente:

  1. i membri del potere politico-legislativo (il Parlamento).
  2. i membri del consiglio del potere esecutivo monetario (CPM), che a loro volta eleggono il Ministro del Tesoro, il quale in materia di moneta non risponde al capo del governo, ma direttamente al CPM e alle leggi costituzionali che disciplinano la materia monetaria.  
  3. i membri del consiglio del potere giudiziario (CSM).

Tutti i ministri del potere esecutivo (escluso il Ministro del Tesoro) vengono nominati dal Parlamento, i quali eleggono nel proprio ambito il Presidente del Consiglio. Questo perché, a differenza del Ministro del Tesoro, gli altri ministri sono degli esecutori delle decisioni politiche, cioè delle leggi emanate dal parlamento.

Dobbiamo distinguere infatti tra questioni pubbliche di breve-medio periodo e questioni pubbliche di lungo periodo.

I politici lavorano su questioni di breve-medio periodo, mentre chi gestisce la moneta e chi giudica agisce sul lungo periodo. Per questa differenza di interessi i secondi devono essere indipendenti dai primi. Chi gestisce la moneta svolge sì un ruolo esecutivo, ma esecutivo rispetto alla costituzione, cioè alle leggi di lungo periodo e non esecutivo rispetto al codice di leggi, cioè alle leggi di breve-medio periodo.

In sostanza il ministro del Tesoro è il garante della costituzione in materia di moneta, è il garante dell'ordine degli scambi e deve avere potere di veto sulle spese pubbliche scelte dai politici, non sulla composizione, ma sull'ammontare di tale spesa pubblica.

In altre parole esiste una costituzione (lungo periodo) con leggi definitive e vi sono leggi mutanti in base alle circostanze. La moneta fa parte della Costituzione, è un potere fondante, è il mezzo stesso che permette lo scambio nella società, è il mezzo che, prima di ogni altro, permette l'esistenza di una società.  E  per questo motivo non deve essere nelle mani di coloro che cambiano ogni 4 - 5 anni, cioè i politici che ovviamente guardano il breve-medio periodo e considerano ciò che serve nel loro periodo storico

La legge deve essere uguale per tutti! Conseguenza: deve essere abolita l’immunità parlamentare. Inoltre, la retribuzione dei parlamentari e degli esecutivi deve essere stabilita dal popolo attraverso un referendum. Infine, deve essere abolito anche il trattamento pensionistico privilegiato dei parlamentari: la pensione (intesa come quota previdenziale per unità di tempo di lavoro) e le modalità di erogazione devono essere uguali per tutti. 

Il vero Governo: Esistono 3 possibili forme di Governo: il governo di uno solo, il governo di una parte della collettività ed il governo di tutta la collettività. Cerchiamo ora di capire quale tra queste 3 è la miglior forma di governo. 

a) Il governo di una sola persona può rispettare il principio di equità nel momento in cui tale persona è stata eletta dal popolo; può rispettare il principio del merito se tale persona è stata eletta dal popolo per le sue effettive e dimostrate capacità; può rispettare il principio della volontà se il popolo ha scelto che tale persona sia il governante unico della comunità. Il potere nelle mani di una sola persona potrebbe essere vantaggioso per tutti solo se tale persona fosse perfetta, cosa che solo Dio E'.

b) Il governo da parte di tutti i membri della comunità (Democrazia partecipativa) può rispettare il principio di equità se tutti i membri hanno lo stesso potere decisionale; può rispettare il principio del merito se tutti i membri considerano tutti i membri meritevoli di prendere decisioni che riguardano tutta la comunità; può rispettare il principio della volontà se tale governo da parte di tutti è ciò che almeno la maggioranza semplice della popolazione vuole (il sistema di votazione a maggioranza semplice è quello corretto quando si sceglie tra due possibilità (es. sì/no). Quello proporzionale quando si sceglie tra più di due possibilità). Penso che la democrazia partecipativa come proposta a Porto Alegre non possa essere diffusa in tutto il mondo, soprattutto nei paesi già ricchi. In una società avanzata e complessa, è necessaria la divisione del lavoro affinché la società possa andare avanti e progredire.

c) Il governo di un parte dei membri della comunità (Democrazia rappresentativa) può rispettare il principio di equità nel momento in cui il popolo ha scelto tale gruppo di persone come loro rappresentanti; può rispettare il principio del merito se tali persone sono state scelte per le loro effettive e dimostrate capacità; può rispettare il principio della volontà se tali persone sono state scelte dalla comunità nel suo complesso. Ora, dato che una società complessa necessita di persone che si occupino di molte questioni diverse da quelle governative ma altrettanto importanti, è naturale che la soluzione migliore è che solo alcune persone si dedichino alle questioni di governo. Quindi il sistema di governo ideale è un sistema costituito da un certo numero di rappresentanti della comunità che svolgono le funzioni governative. Questo è il Vero Governo

La Democrazia vuol dire “Governo del Popolo”, secondo la sua accezione originaria. In particolare, ritengo che la Vera Democrazia sia la Democrazia Rappresentativa basata sulla divisione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) e sulla elezione diretta da parte del Popolo di tutti i membri rappresentanti il Popolo stesso nei diversi poteri comunitari: politici (potere esecutivo e legislativo) e giudici (potere giudiziario).

In una società già complessa e ricca, il problema è casomai decidere bene chi votare durante le elezioni politiche.

Il sistema attuale dei partiti va bene?

I partiti non sono un problema in sé. E nemmeno lo sono le ideologie. E' naturale infatti che le persone si raggruppino a seconda del loro pensiero ed è praticamente impossibile che tutti la pensino allo stesso modo. Il fenomeno quindi dei partiti o comunque di gruppi con diversi programmi e con un diverso pensiero è un fatto naturale. 

Il problema non è nemmeno nella struttura del sistema, dato che un sistema parlamentare in cui tutte le persone considerate capaci di intendere e di volere votano e chiunque può teoricamente essere eletto (salvo limiti di età) è un sistema giusto. Forse la pecca principale del sistema odierno è che un sistema giusto dovrebbe prevedere un sistema di elezione proporzionale puro e non maggioritario o maggioritario-proporzionale come accade oggi.

Il vero problema sta nella coscienza di chi viene eletto. E dato che i rappresentanti eletti rappresentano la gente, essi rispecchiano nel loro agire quello che è il pensiero collettivo del popolo. Di certo se la gente fosse tutta illuminata allora eleggerebbe al Governo propri membri che, essendo illuminati, agirebbero nel massimo interesse della comunità e sarebbero rigidi nel far rispettare i valori morali.

Ciò che bisogna fare è quindi stimolare la gente a riflettere e creare pian piano gruppi di persone in sintonia di pensiero che potranno eventualmente presentare qualcuno di loro alle elezioni governative ai vari livelli comunitari (locale, regionale, nazionale ed anche internazionale). Per cambiare le cose non c'è altro modo quindi che partire dal basso e creare gruppi di persone che la pensino in modo simile e siano d'accordo su un certo programma e linea di pensiero.

Modelli culturali (Ideologie politiche)

Un modello culturale comprende una serie di pensieri (interazione passiva) e comportamenti (interazione attiva) che vengono generalmente trasmessi alle persone affinché si adattino ed entrino a far parte della particolare comunità di persone che trasmette tale modello. Al giorno d'oggi, a differenza che in passato, i mezzi di comunicazione ci permettono di entrare in contatto con un numero elevatissimo di modelli culturali e ciò favorisce senza dubbio il ragionamento individuale e la de-programmazione dai modelli culturali che inconsciamente, sin da piccoli, ci sono stati insegnati ed abbiamo appreso dalle persone attorno a noi. Ciò non toglie il fatto che in molti modelli culturali ci sono idee e comportamenti di valore, ma è bene de-programmarsi da tali modelli per comprendere poi consciamente cosa risuona con la nostra personale comprensione e verità tra i pensieri e comportamenti costituenti i modelli culturali che conosciamo. 

Anche le ideologie politiche sono esempi di modelli culturali. Ed anche in questo caso, è bene andare oltre tali modelli polarizzati (sinistra, destra, centro) e considerare ogni singolo problema politico - sociale - economico - legislativo usando il proprio cervello e seguendo la propria verità. 

 

Qual è il metodo migliore per cambiare la struttura della società? 

In prima istanza il metodo ideale è quello riformista, attuato attraverso il potere politico ed in base alla propria filosofia politica. In casi estremi è lecito ricorrere alla rivoluzione violenta, qualora la filosofia politica al potere impedisca al Popolo di scegliere democraticamente il proprio Governo e la filosofia politica maggiormente sostenuta dal Popolo stesso.

E' Dovere Morale della Comunità infatti garantire al Popolo di esprimere democraticamente le proprie scelte e quindi anche la filosofia politica maggiormente sostenuta e votata, attraverso il potere politico.

4. - IL SISTEMA GIUDIZIARIO – DIRITTI O DOVERI? 

4.1 - Dare maggior preminenza, all’interno della nostra legislazione, al concetto di Dovere Morale rispetto al concetto di Diritto.

 

Diritti o Doveri?

Ogni diritto si basa su un sottostante dovere. Il concetto di diritto infatti vale solo se si accetta che si debba rispettare tale diritto. In realtà, in un sistema veramente libero e giusto, non dovrebbero esistere diritti (cioè imposizioni o costrizioni) ma solamente doveri. E doveri morali, e quindi interiori (non coercitivi), non doveri sotto forma di legge da dover rispettare per appartenere alla comunità.

Ogni forma di legge è un'imposizione. Ed ogni forma di imposizione priva l'individuo di una parte più o meno vasta della sua LIBERTA'. Quindi le imposte, le tasse, i sistemi scolastici obbligatori e prestabiliti dall'alto, qualsiasi tipo di regolamento scritto e tutto ciò che viene imposto attraverso leggi non è puro. In una comunità ideale non dovrebbe esistere alcuna forma di costrizione, che limita la libertà di scelta dell'individuo, ed oltretutto non gli permette di comprendere da solo ed interiormente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

In sostanza, un sistema basato sul diritto è un sistema che crea una società di tanti schiavi che vengono comandati da pochi padroni. Ogni forma di costrizione è una forma di schiavitù moderna. Certo, le condizioni di vita sono migliori oggigiorno rispetto al passato, almeno nei paesi avanzati, ma ciò non significa che la situazione di schiavitù non ci sia. E' una forma di schiavitù molto sottile, che si maschera sotto forma di giustizia attraverso l'imposizione di leggi che tutti devono rispettare. E chi non le rispetta viene escluso dalla società, sebbene possa avere tutte le ragioni di questo mondo se la legge è ingiusta.

Nonostante l'apparenza viviamo in un sistema fortemente autoritario e repressivo. Sopratutto nelle cosiddette democrazie occidentali, tanto decantate. Ci raccontano che il nazismo, il fascismo o il comunismo dell'est degli anni passati erano rigidissimi e l'informazione era controllata dall'alto. Il sistema di oggi è molto peggio di qualsiasi sistema passato. Basta vedere quello che succede oggi negli USA, dopo la tragedia dell'11 Settembre 2001. In nome di una presunta sicurezza contro il terrorismo gli americani hanno perso una parte della loro libertà e vengono raggirati da un gruppo di potere senza scrupoli, che non esita a scatenare guerre disastrose dappertutto  per imporre al mondo l'impero americano.

La maggior parte delle notizie sono manipolate od anche create ad hoc per qualche fine specifico (per esempio per scatenare una guerra). Spesso per inculcare nella testa della gente certi specifici pensieri.

In ambito scientifico, economico e religioso (giusto per citare i campi più influenti nella società) qualsiasi informazione che sia stata diffusa a livello globale con grande pubblicità e che sia "rimasta nella storia", allora di certo faceva comodo a qualche potente che fosse così, altrimenti non sarebbe stata divulgata.

Un sistema giusto e libero è un sistema meritocratico: un sistema cioè in cui bisogna contribuire alla comunità con il lavoro e la creatività, manuale o intellettuale che sia. Non si può considerare un sistema giusto quello in cui anche chi non fa niente può vivere tranquillamente a spese della comunità, magari oziando dalla mattina alla sera o, non sapendo cosa fare, divertendosi a fare danni a sé o agli altri.

Un sistema giusto e libero dà la possibilità a tutti (gratuitamente per chi non può pagare) di informarsi, studiare e quindi capire. Ma non dà la possibilità a tutti di sopravvivere a spese della comunità anche senza far nulla. Non ha senso. Una cosa è dare gratuitamente la possibilità a tutti di imparare e crescere, e questa è una forma di vero aiuto alla persona, la quale deciderà poi liberamente se sfruttare o meno tale opportunità. Altra cosa è invece il servire e riverire i fannulloni, dando loro dei soldi anche se non fanno nulla. Questa è una forma estrema di assistenzialismo che non rispetta quelle persone della comunità che si impegnano con il loro lavoro a servizio della comunità.

L'unico modo per aiutare veramente una persona è permetterle di imparare, capire e studiare. Di avere cioè le informazioni che le permettano di avere un ruolo attivo nella società. Per questo l'unico vero modo per aiutare la gente è condividere l'informazione e le conoscenze. Poi sarà una scelta del singolo individuo quella di scegliere se studiare o meno (non si studia solo sui libri, è studio anche l' imparare un semplice lavoro manuale), ma a quel punto il dovere morale di buon membro della comunità è concluso. Ogni persona è libera di fare quello che vuole, e bisogna rispettare la libertà altrui, fintantoché non lede la libertà di altre persone. I fannulloni incalliti recano un danno diretto alla comunità.

Chi non pensa e quindi chi non riflette sulla vita, sulla realtà che lo circonda e non si informa non può cambiare i propri pensieri. Se non pensi i tuoi pensieri non cambiano o, peggio ancora, dipendono esclusivamente dalle informazioni che arrivano dall'esterno. Per questo è necessario studiare, essere critici sulle informazioni che arrivano dall'esterno, consultare più fonti possibili e farsi una propria idea che derivi dalla propria capacità di comprensione. In sostanza, è necessario che ognuno abbia una propria verità. Solo allora, riflettendo, si possono cambiare i pensieri e quindi cambiare il proprio approccio alla vita, ed attirare a sé una realtà più piacevole.

Se si comprende che sono i nostri pensieri che ci attirano una certa realtà, allora il concetto di diritto non ha più senso, perché in realtà nulla è casuale e simile attira simile. I pensieri che abbiamo dentro di noi, il nostro modo di vedere le cose, ci attira una realtà che è in sintonia con tali pensieri.

E' dovere morale di ogni membro della comunità dare il proprio contributo alla comunità e condividere le proprie conoscenze e la propria esperienza con gli altri. Oltre questo limite, si interferisce nella libertà altrui di fare le proprie scelte e crearsi una certa vita. Paradossalmente, il miglior modo per aiutare gli altri è lasciarli liberi di fare quello che vogliono e non interferire nelle loro scelte, perché la vita è sempre la loro.

Condividere conoscenza, esperienza e amore, ma mai interferire se non richiesto. Questo è a nostro giudizio il vero dovere morale di ogni membro della comunità ed il principio base sul quale una comunità dovrebbe basarsi.

Comunque,  il "mai interferire se non richiesto" significa che io propongo sempre il mio aiuto a tutti, cioè come detto "condivido conoscenza, esperienza e amore" ma che non interferisco in questioni personali se non mi viene richiesto. L'aiuto ad un anziano, ad esempio, per me è un dovere morale ma solo se l'anziano lo accetta. Se lo rifiuta, non bisogna insistere. E quindi non interferisco dato che non mi è richiesto. Ma ho proposto il mio aiuto, ed ho quindi condiviso il mio amore. Ma non tutti accettano l'offerta. La proposta non è un'interferenza, interferire significa "ferire tra" cioè intromettersi e danneggiare. E ciò avviene solo se si fa qualcosa contro la volontà altrui. 

In sostanza, riteniamo che sia dovere morale il proporre, il condividere, ma se la condivisione viene rifiutata, allora non è corretto insistere (anche se si sarebbe tentati a farlo), poiché si interferirebbe nella libertà altrui.

Per meglio capire la differenza tra diritto e dovere morale, facciamo un esempio. Se io ti impedisco di parlare e ti taglio la lingua, secondo i canoni del diritto occidentale violo il tuo diritto di parola. Ma non è corretto il concetto di diritto, perché rappresenta un'imposizione. Io ti impongo di rispettare questo e questo. 

Diverso è il concetto di dovere morale. Se io ti taglio la lingua succede che, per imparare la lezione, ne taglierò altre in futuro, sempre di più ed in modo sempre più violento e doloroso. Solo in questo modo posso comprendere, prima o poi, che io non devo tagliare la lingua agli altri perché devo rispettarli, e tale dovere non mi è imposto da altri, ma è una regola di comportamento che reputo giusta e che quindi adotto senza alcuna imposizione esterna (diritto). 

Questo è il vero modo per crescere. Comprendere internamente e da soli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Se qualcuno me lo impone, non riesco veramente a capire perché devo comportarmi in quel modo e non diversamente. 

E' chiaro che alla fine, se uno proprio non lo vuol capire,  subirà su se stesso quello che ha fatto agli altri.

In tal modo il mio comportamento mi porta a rispettare la persona, non il diritto della persona. E la differenza è enorme.

Non esistono metodi universali per mutare la coscienza della gente. Ognuno può cambiare solamente lavorando su se stesso. 

Quando si parla di mancanza di coercizione di un determinato comportamento, si intende che  dovrebbe esistere una legislazione che si basa sul concetto di dovere morale e non sul concetto di diritto, cioè imposizione di un determinato comportamento.

La legislazione intesa come "corpus di comportamenti comunitari" da rispettare per dovere morale e non per diritto è senz'altro necessaria. Così come è necessario punire chi non rispetta le leggi che costituiscono tale legislazione. 

Qualcuno può pensare che doveri morali, in fondo, siano delle forme di imposizioni dato che devono essere rispettati se si vuole appartenere ad una determinata comunità. Ma non sono delle imposizioni, sono dei modelli di comportamento ritenuti giusti all'interno di una determinata comunità e non obbligatori. Quindi una persona può anche non rispettare un dovere morale e non essere punita per questo, sempre che non leda alcuno in modo diretto con la sua mancanza.

La punizione per la mancanza di rispetto di un dovere morale dovrebbe esistere solo ed esclusivamente se si danneggia in modo diretto qualcuno. Secondo il diritto odierno, invece, si punisce chi non rispetta un obbligo di legge (basato sul diritto di qualcuno di pretendere qualcosa) anche se in realtà non si danneggia nessuno in modo diretto.

Le leggi quindi dovrebbero basarsi solo su doveri interiori, in quanto  il concetto di diritto possa essere facilmente distorto in quanto vi può essere chi ne approfitta di questo concetto (es. voi mi dovete questo e quello, perché la legge ve lo impone!). Per questo motivo sarebbe meglio considerare sempre e solo il lato del Dovere. Un regolamento pubblico che preveda una serie di Doveri ma non coercitivi. Nel caso in cui una persona danneggi direttamente un'altra persona od un altro essere, allora in tal caso deve essere punito in qualche modo per il danno commesso. 

Ma vi sono anche molti Doveri che se non rispettati non danneggiano nessuno, e molti diritti che se non rispettati non danneggiano nessuno ma il violatore viene comunque punito. L'idea di eliminare il concetto di diritto parte proprio dalla volontà di eliminare situazioni di questo genere, in cui viene punito anche chi non danneggia effettivamente nessuno ma non rispetta la legge umana basata sul diritto.

Man mano che l'umanità procede verso l'evoluzione, la legislazione umana (basata sul diritto) sarà sempre meno necessaria, fino a scomparire quando l'umanità avrà raggiunto lo stato di  completa innocuità.

A questo punto nasce spontaneamente una domanda: cosa si intende per "danneggiare direttamente un individuo"? Ci sono molti modi di danneggiare una persona. Vediamone alcuni fra i più importanti:

  1. Danno fisico diretto: uccidere, ferire, provocare una malattia, ecc.

  2. Danno fisico indiretto: rubare beni vitali, portare in giudizio, sperperare beni altrui, far mancare il   sostentamento ai minori o anziani o persone invalide, ecc.

  3. Danno morale: giudicare, insultare, accusare, ecc.

 

E' ovvio che la "punizione" per i vari errori (reati) deve essere commisurata alla gravità del reato. Comunque più che di punizione bisognerebbe parlare di rieducazione dell'individuo con l'intento di recuperarlo alla comunità. Certo che gli attuali sistemi di correzione (carceri) in pratica non sono in grado di raggiungere l'obiettivo del recupero. Per esempio non si può far convivere in un carcere superaffollato il semplice ladruncolo con l'assassino  recidivo.   

Addirittura il carcere (specialmente nelle condizioni attuali) non giova affatto al recupero. Il trasgressore è generalmente una persona insicura, pieno di paure e bisognoso d'amore che sicuramente non  trova in una cella superaffollata. Il recupero si può ottenere solamente con l'inserimento del trasgressore in un ambiente accogliente e amorevole, nonché con una in-formazione adeguata, con un'assistenza specializzata (psicologi) che conosca bene il tipo di personalità dell'individuo e che sappia risvegliare e valorizzare in lui il meglio di sé. 

Privare un individuo della propria libertà è sempre controproducente per il suo recupero. Il lavoro invece, specialmente se creativo,  è molto più efficace per il recupero. Comunque ci vuole sempre tanto amore.

 

Infine vorremmo segnalare la grande opera educativa di Giuseppe Mazzini:"I Doveri dell'Uomo", scritta nel 1860 e che conserva tuttora intatta la sua attualità.

 

La vera Giustizia

Cosa è la giustizia? Quella umana sappiamo che si basa sul diritto, ma questo è sbagliato perché impone e quindi limita la libertà dell'individuo. 

Si può dire che la giustizia implica il dovere morale di vivere in piena libertà ma nel rispetto della libertà altrui. Del resto chi danneggia il prossimo crea un meccanismo che poi si ripeterà in futuro sempre più duramente fino a quando, nella catena di azione-reazione, non comprende che non deve danneggiare gli altri o limitare la libertà altrui. Questa è la vera giustizia. E cosa dire della giustizia umana che giudica? La legge di causa ed effetto secondo la quale chi giudica verrà giudicato non si applica anche ai giudici umani? In sostanza se un giudice condanna un individuo che ha danneggiato un altro che responsabilità si assume? Verrà anche lui giudicato? D'altra parte, se le leggi umane sono sbagliate perché non rappresentano la vera giustizia, come si fa ad amministrare la vera giustizia e chi è in grado di amministrarla?

In definitiva, esiste una vera  giustizia che opera dentro ogni essere umano e che fa sì che  ciascuno abbia ciò che si merita, o raccolga quello che ha seminato. Si può allora dire che la legge umana è in fondo uno degli strumenti con cui agisce la vera giustizia. E la posizione dei giudici come va vista? In fondo essi non fanno altro che applicare la legge. Possono applicarla però in modo imparziale o meno ed è forse in questo senso che va applicata a loro la legge di causa ed effetto, cioè saranno giudicati sulla base della loro imparzialità nell'applicare la legge umana.

Ogni momento storico attira a sé dei sistemi adatti per la coscienza della gente di quel momento. I sistemi attuali sono giusti per la coscienza odierna, ma esistono sistemi più puri. E questi verranno implementati man mano che la coscienza collettiva evolverà.

La giustizia umana basata sul diritto è giusta per questo tipo di società ma dato che la coscienza collettiva sta cominciando ad elevarsi allora è normale che anche i sistemi cambiano ed in meglio. 

Il tipo di giustizia adatta ad una società evoluta è un sistema in cui i giudici sono eletti dalla gente, così come i politici. Ed i giudici si basano nel loro giudizio innanzitutto sull'interpretazione della legislazione (leggi intese come principi che il dovere morale di buon cittadino dovrebbe portare a rispettare senza l'imposizione altrui) ed in secondo luogo sulla casistica già interpretata in passato (giurisprudenza). Naturale che debba essere punito chi non rispetta le leggi che, se non rispettate, danneggiano qualcun altro.

L'apparenza potrebbe far pensare che la giustizia umana non sia giusta. Invece è sempre giusta e sottostà sempre alla vera giustizia. Un sistema giudiziario come quello odierno, ad esempio, è il risultato delle scelte umane fatte in passato. Non esistono ingiustizie perché la vera giustizia fa sì che, qualsiasi sia il sistema adottato, ognuno ha quello che si merita.

E' bene ricordare che non solo gli individui singoli, ma anche i luoghi, le famiglie, le comunità che formano i paesi, le città, le regioni, le nazioni ed il mondo intero sottostanno alla vera giustizia.

Immigrazione

Quale potrebbe essere il miglior comportamento nelle questioni di immigrazione clandestina? E' necessario a mio avviso considerare una Nazione allo stesso modo di una Casa familiare. Una Nazione è in realtà una grande Famiglia.

Ora, se una persona che non conoscete dovesse entrare in casa vostra e decidere di stabilirsi da voi senza avervelo chiesto, come reagireste? Io personalmente la inviterei ad andarsene perché è entrata in casa mia senza il mio permesso ed ha violato la mia intimità. E se necessario la "inviterei" ad andarsene con la forza. Penso che essere troppo buoni e flessibili sia un grosso limite di cui altri potrebbero approfittare a loro vantaggio ed a nostro danno. Io voglio farmi rispettare.

Siamo invece pienamente favorevole all'immigrazione controllata e legalizzata, nel momento in cui uno straniero non comunitario si stabilisce nel nostro paese perché vi ha trovato un lavoro regolare.

Droga

Molti giovani oggi si drogano. Perché lo fanno? Anche qui non è questione di drogarsi o meno, poiché ognuno può fare ciò che vuole. Il fatto è che la droga uccide le cellule del cervello e quindi ostacola l'evoluzione. Pensiamo che la droga danneggi la persona sotto ogni aspetto, anche in basse quantità. Non pensiamo ad esempio che la marijuana possa avere effetti curativi veri e propri in basse dosi. Perciò siamo contrari a qualsiasi uso della droga.

Perché la gente si droga? Non abbiamo idea, bisognerebbe chiederlo a chi si droga. Pensiamo comunque che ci siano molte motivazioni diverse tra loro che portano all'uso della droga e che sia quindi difficile catalogarle.  

Cosa deve fare lo Stato nei confronti della droga? Lo Stato dovrebbe vietare sia lo spaccio che l'uso della droga. Dovrebbe aiutare coloro che si drogano a rilasciare tramite l'intento  le forme-pensiero che spingono gli individui a drogarsi. A tale scopo sarebbe molto utile l'opera di psicologi e/o psicoterapeuti che conoscano bene i meccanismi che determinano la dipendenza dalla droga e come  rilasciarli.  E' un lavoro che richiede molta pazienza, disponibilità ed amore da parte del terapeuta, nonché una ferma volontà da parte del drogato di uscire dalla dipendenza. Può essere di molto aiuto fissare nella mente e nel cuore del drogato uno scopo di vita di valore superiore a quello che dà anche inconsciamente alla droga.

Riguardo agli spacciatori lo Stato dovrebbe adottare, sia nei loro confronti che nei confronti dei loro correi,  delle pene molto severe (galera e confisca dei beni) per dissuaderli dalle loro azioni criminali. 

In particolare lo Stato deve essere implacabile nei confronti di eventuali istituti di credito rei di riciclaggio di denaro sporco e/o di istituzioni pubbliche corrotte. 

Offerte libere per un servizio

Cosa dire delle offerte libere? Cioè della retribuzione di un lavoro per il quale non viene preteso, contrattualmente o meno, del denaro?  

Nella mentalità comune si considera lavoro solo quello ufficiale e contrattuale. Siamo abituati a ragionare sul concetto di diritto, e non di dovere morale. Questo si riflette anche nella gestione del denaro: è considerato lavoro quel servizio in cui io ricevo del denaro in quanto ne ho diritto, non è considerato lavoro quel servizio in cui io ricevo del denaro perché gli altri si sentono in dovere di donarmelo, sebbene non si pretenda nulla.

I soldi che una persona riceve per il proprio lavoro li riceve da altre persone in cambio del servizio prestato. E questo concetto vale sempre, che vi sia o meno un contratto scritto e che vi sia o meno una pretesa di denaro da parte di chi offre il lavoro. La mentalità comune odierna, invece, tende a considerare remunerabile solo quel servizio per il quale viene preteso del denaro attraverso un contratto. 

Il diritto è pretesa, il dovere morale è libera scelta. 

Non è facile comprendere e mettere in pratica una società basata sul "dovere morale" anziché sul "diritto". Ma è la strada giusta e più evoluta.

5. - IL SISTEMA ECONOMICO-MONETARIO – IL MERCATO - RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:

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5.1. - dare esclusivamente al Governo (rappresentante del Popolo) il potere di creare moneta dal nulla. Conseguenza: eliminazione imposte e tasse.

5.2. - riformare sistema bancario basandolo su coefficiente di riserva del 100%.

5.3. - uscire dall’ Unione monetaria europea (non dall’unione politica)  e tornare alla nostra Lira.

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5.1. Sovranità Monetaria

Il Debito Pubblico

Il Governo redige ogni anno la cosiddetta “Finanziaria” il cui scopo è quello di reperire le risorse finanziarie occorrenti ai propri fabbisogni. Il Governo ha la possibilità di scegliere una o più delle seguenti possibilità:

1.      Indebitarsi nei confronti della Banca Centrale (BC), chiedendo in prestito alla stessa l’emissione di nuova moneta.

2.      Indebitarsi nei confronti dei cittadini con l’emissione di Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT, ecc)

3.      Tassare i propri cittadini direttamente o indirettamente (imposte e tasse, inflazione)

4.      Vendere (svendere) i beni dello Stato (i beni del Popolo)

5.      Accordare condoni di varia natura (condoni edilizi, fiscali, ecc)

6.      Tagliare la spesa pubblica (spese correnti, sociali, ecc).

Le scelte di cui ai punti 1 e 2 generano il cosiddetto Debito Pubblico che cresce sempre più per effetto degli interessi che si accumulano.

Cos’è il Debito Pubblico?

E' la somma di tutto il denaro che lo Stato è costretto a chiedere in prestito al mercato per coprire il debito che lo Stato stesso ha accumulato nel tempo nei confronti del sistema bancario.

L’ammontare di questi prestiti costituisce il Debito Pubblico di ogni Stato, sul quale si continuano a pagare perennemente interessi, in una crescita infinita. Tali interessi vengono pagati dai Cittadini attraverso le imposizioni fiscali.

L’Italia sulla base del trattato di Maastricht incrementa il proprio Debito con la Banca d’Italia (Privata!!!) per un massimo del 3% annuo del proprio Prodotto Interno Lordo, facendo crescere nel contempo l’ammontare degli interessi pagati annualmente dai Cittadini.

Il Debito Pubblico che la comunità deve pagare è principalmente verso le banche, a causa della proprietà della moneta-debito (cartacea e scritturale) ad esse concessa dai politici (e in ultima analisi da noi cittadini che li abbiamo eletti).

La scelta n° 3 di tassare i cittadini incide, da una parte sull’aumento dei prezzi dei beni e servizi in quanto le imprese scaricano il carico fiscale sui prezzi dei loro prodotti, dall’altra parte causa una riduzione dei consumi in quanto la gente (gravata dalle tasse) ha meno soldi da spendere e con quelli che ha compra di meno per effetto del carovita. Per quanto riguarda l’inflazione, che è una forma indiretta di tassazione, da una parte avvantaggia lo Stato debitore che vede svalutati i propri debiti, dall’altra va a svantaggio dei cittadini poiché riduce il potere d’acquisto della moneta.

Quando lo Stato non può far fronte ai propri fabbisogni con altri debiti o con le tasse è costretto a vendere i propri beni (scelta n° 4) che sono beni della Comunità la quale si impoverisce sempre di più, a vantaggio dei creditori (le banche) i quali riescono ad appropriarsi dei beni dello Stato a prezzi oltremodo vantaggiosi.

O, in alternativa, a rastrellare moneta tra i propri cittadini attraverso vari condoni (fiscali, edilizi, ecc) commettendo delle palesi ingiustizie nei confronti di quei cittadini che pagano regolarmente le tasse e che rispettano la legge. Oltretutto la politica dei condoni può essere applicata solo temporaneamente.

Infine, quando lo Stato non può più agire sulle leve del debito e della tassazione, ricorre al taglio della spesa pubblica, a danno generalmente dei ceti più poveri: servizi sociali, viabilità, trasporti pubblici, ecc.

Lo spettacolo che ci offre in questi giorni il teatrino della politica è indecente oltreché inconcludente. Sia la destra che la sinistra non sanno o non vogliono individuare nell’attuale moneta-debito la radice dei nostri mali. Litigano su cose e ricette insignificanti che non hanno nessun potere di cambiare la realtà.

EBBENE!…Tutte queste vessazioni ingiuste, che sono la causa di tutti i guai della società (povertà, disoccupazione, ingiustizie, guerre, terrorismo, ecc), possono tranquillamente scomparire se solamente lo Stato (cioè i cittadini) rivendicasse a sé la sovranità sulla moneta, ovverosia avesse il monopolio di emettere, in nome e per conto del Popolo sovrano, la moneta-credito occorrente a coprire i costi di produzione di tutti i beni e servizi della comunità.

Proviamo a rifletterci su!!! E ci renderemo conto che in fondo è semplice cambiare radicalmente la nostra realtà. E’ solo questione di consapevolezza (presa di coscienza) e di volontà di cambiare il nostro modo di pensare.

Ridando la sovranità della moneta al Popolo sovrano, si può debellare anche la povertà, tramite il Reddito di Cittadinanza (RdC) poiché è dovere morale della Comunità garantire ad ogni essere vivente una Vita degna di essere vissuta (..dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti…).

Finché la gente non si risveglierà e prenderà coscienza del significato della vera moneta e di come deve essere gestita, sarà schiava del signoraggio delle banche le quali di fatto da molto tempo controllano l’intera economia mondiale e stabiliscono a loro insindacabile giudizio chi deve diventare ricco (pochi) e chi deve vivere da schiavo (molti).

La gerarchia piramidale basata sul denaro

 

La gerarchia economica è, per natura umana, piramidale. La società umana è infatti una società complessa in cui la continua interazione tra gli umani stimola la continua crescita collettiva ed individuale attraverso il meccanismo della competizione. E la competizione porta per sua natura ad una differenza tra una persona e l'altra in termini di capacità, e quindi alla creazione di una gerarchia sociale basata anche su tali capacità, oltre che sulla fortuna (modo in cui la nostra anima sceglie di farci imparare le lezioni) e sul nostro modo di pensare (che influenza a sua volta la nostra fortuna).

Sebbene nelle democrazie moderne non esistano vere e proprie classi sociali, vi è comunque una chiara gerarchia piramidale che si basa sul denaro. E' il denaro infatti che, nelle società moderne, determina la struttura piramidale. Il concetto stesso di potere è oggi inteso come influenza sulla gente, e ciò dipende sempre in ultima analisi dalla quantità di denaro posseduto. Perfino cariche in teoria non associate direttamente alla quantità di denaro posseduto come quella politica e quella religiosa godono di potere soltanto in base alla capacità che hanno di influire sulla gente e cioè, in ultima analisi, sulla capacità di muovere il denaro a proprio piacimento.

Perché la gerarchia economica è piramidale? Perché le differenze di capacità, di fortuna e di pensiero delle persone fanno sì che vi siano molti livelli di possibilità economiche, e che il numero di persone diminuisca sempre più man mano che il livello di possibilità economiche aumenta, dato che è sempre meno probabile che si goda di quella particolare combinazione di capacità, fortuna e modo di pensare che porta a diventare sempre più ricchi.

Riteniamo che sia giusto che vi sia una gerarchia, perché è naturale che vi sia qualcuno più "alto" di qualcun altro, e tale "altezza" deve essere affiancata da una meritata differenza di benessere. Benessere che, in un mondo in cui lo scambio si basa sul denaro, significa maggiore disponibilità di denaro.

 

Competizione e concorrenza

 

E' umano e giusto competere per cercare di migliorarsi di giorno in giorno. E la competizione è corretta e sintomo di desiderio di migliorarsi continuamente fintantoché non si cade nella concorrenza, cioè nel competere per ottenere qualcosa a danno di qualcun altro. La concorrenza è in sostanza una deformazione della corretta e pura competizione.

 

Il meccanismo competitivo è quindi fondamentale e necessario per continuare a stimolare la crescita individuale di ognuno di noi e di conseguenza collettiva. E' giusto che ognuno di noi sia un po' egoista e pensi innanzitutto a se stesso, per poter poi meglio aiutare gli altri da una posizione più favorevole. L'egoismo è un atteggiamento puro e necessario per crescere veramente, almeno fintantoché non si danneggiano gli altri nel nostro agire. Fintantoché cioè siamo competitivi e non concorrenziali siamo utili a noi stessi ed alla società. In altri termini, supportiamo la nostra ascensione personale e l'ascensione globale.

 

In una corretta competizione, ognuno cerca di migliorarsi di giorno in giorno nel rispetto degli altri. E' la concorrenza, però, che è diventata l'unico meccanismo esistente nel nostro sistema economico odierno a causa del sistema di creazione del denaro. Il denaro, infatti, è creato oggigiorno da banche private e non dalla gente. Il denaro, cioè il mezzo di scambio per eccellenza di una società, dovrebbe invece essere creato dalla gente stessa attraverso i propri rappresentanti governativi.

Generalizzando questi due concetti a tutti gli aspetti della vita sociale, possiamo dire che la competizione è necessaria affinché vi possa essere una crescita sia individuale sia collettiva ed in tutti i campi (economico, tecnologico, umano, spirituale). 

Nella competizione pura non si danneggia nessuno in quanto ciò che uno guadagna (notorietà, denaro, fiducia, ecc.) se lo è guadagnato senza togliere niente a nessuno, ma piuttosto guadagnando qualcosa di cui potenzialmente chiunque avrebbe potuto godere e facendolo in modo corretto.

Una cosa è quindi togliere a qualcuno ciò che è sua proprietà od in suo possesso (danno diretto) o competere per qualcosa danneggiando gli altri competitori (concorrenza, danno indiretto), altra è invece prevalere sugli altri per qualcosa che potenzialmente tutti avrebbero potuto prendere (competizione) e comportandosi in modo corretto (competizione pura).  

Evoluzione e ricchezza materiale

 

Che relazione c’è tra l’evoluzione e la ricchezza materiale? Molti suggeriscono una vita libera da possedimenti materiali, addirittura prendere in fitto appartamenti ammobiliati per evitare attaccamenti anche con il proprio mobilio. 

L'attaccamento esiste se c'è karma. Se non c'è karma, uno può anche avere il possesso di un sacco di cose materiali e non crea alcun problema. Il non avere possedimenti materiali non aiuta a rilasciare più velocemente il karma in quanto è più facile rilasciare karma con qualcosa vicino e presente che con qualcosa lontano.

Non siamo d'accordo sul porre limiti alla ricchezza di una persona. E' questo uno dei maggiori stimoli al progresso, cioè il maggior benessere ed una maggior quantità di denaro da utilizzare poi come si ritiene opportuno. Se si limita tale possibilità di arricchirsi, si limita la possibilità di portare ricchezza in tutto il mondo. 

 

Ricchezza e bellezza

 

Da cosa dipende il fatto che una persona nasca ricca o povera? Che nasca bella o brutta? L'agiatezza economica ed il benessere sociale che una persona vive durante la propria vita sono delle scelte della propria anima per farci vivere le situazioni che essa ritiene opportuno farci vivere per crescere in modo completo.

La bellezza fisica è comunque un concetto puramente culturale e quindi stereotipato. Non esiste un concetto di bellezza assoluto. Una persona può essere considerata bellissima in un certo contesto storico e culturale e bruttissima in un contesto diverso.

Necessità di un mezzo di scambio (Moneta)

 

L'esistenza di un mezzo di scambio (moneta) è necessaria in una comunità? Non potremmo tornare al baratto? O addirittura, in una comunità di persone evolute non si potrebbe fare semplicemente che ognuno prende e dà ciò che ritiene opportuno? L'esistenza di un mezzo di scambio è necessaria in una comunità, qualsiasi sia la sua grandezza. Questo perché è necessario che vi sia un meccanismo chiaro, come lo è l'utilizzo dei numeri, per mantenere in equilibrio gli scambi energetici fisici.

Gli scambi energetici possono avvenire nei vari livelli: fisico, eterico, mentale, emotivo, intuitivo e creativo. In ognuno di questi livelli, lo scambio energetico deve essere bilanciato.

Lo scambio attraverso l'uso della moneta è l'unico vero modo per mantenere bilanciato lo scambio energetico fisico. Parliamo qui di scambio di possesso, non di scambio di proprietà.

Mentre a livello eterico o per i corpi sottili è sufficiente l'intento per riequilibrare le energie, a livello fisico è necessario qualcosa di fisico. A livello fisico, l'intento deve essere seguito dall'azione fisica, altrimenti non ha alcun effetto. E l'unico vero modo per assicurarsi con un'azione fisica che lo scambio sia bilanciato è dare dei valori numerici ai singoli beni e servizi, e un valore numerico deve avere una base di riferimento che è proprio ciò che costituisce una moneta.

Il baratto potrebbe funzionare in una società semplice in cui si scambiano pochi beni e servizi, ma in una società complessa con moltissimi beni e servizi un mezzo di scambio diventa necessario.

Il meccanismo invece per cui ognuno dovrebbe prendere e dare ciò che ritiene opportuno, non può funzionare nemmeno se tutti i membri della comunità fossero "illuminati". Questo perché è necessario un sistema chiaro e visibile a tutti per mantenere in equilibrio lo scambio di energie a livello fisico.

Un sistema di questo tipo rispetterebbe il principio della libertà, ma non quello (ben più importante in una comunità) della libertà nel rispetto della libertà altrui.

Il fatto che io stabilisca da solo ciò che devo dare alla e prendere dalla comunità, significa che vado a ledere il benessere della comunità. La comunità ed ogni singolo individuo hanno la necessità di mantenere in equilibrio le energie. Ma solo la comunità nel suo complesso, tenendo sotto osservazione tutti gli scambi che avvengono all'interno, può sapere la quantità e l'ammontare degli scambi che avvengono tra tutti i membri. Il singolo membro non può saperlo.

Un sistema in cui ognuno fa quello che vuole, danneggia di certo la comunità nel suo complesso, oltre che gli individui con cui interagisce. Non esisterebbe infatti un metro valido per tutti i membri su come scambiare i beni nella comunità, e ciò porterebbe al disordine totale, anche se i membri fossero tutti onesti ed innocui (ognuno avrebbe comunque il proprio punto di vista su quanto deve dare e quanto deve ricevere, e tale punto di vista potrebbe facilmente contrastare con quello della comunità o con quello di altri membri).

A livello fisico, è necessario un meccanismo di osservazione di tutti gli scambi che avvengono nella comunità, e tale meccanismo è proprio l'utilizzo di una vera moneta che sia anzitutto misura del valore e che funga anche da un mezzo di scambio e da riserva di valore.

Il Sistema monetario attuale ed il  mercato (Vera origine dei prezzi)

 

Una delle relazioni sulla quale la maggior parte degli economisti si trovano d'accordo, anche per evidenti e ripetute prove empiriche, è quella tra la variazione della quantità di moneta e la variazione dei prezzi. Ma qual è la causa prima tra queste due, la moneta o i prezzi?

La moneta è quel particolare bene che permette di scambiare qualsiasi bene e servizio all'interno di una comunità. In passato molte sono state le monete (cioè mezzi di scambio) utilizzate per scambiarsi beni e servizi, ad esempio l'oro, il grano, metalli preziosi in generale o perfino conchiglie come in certe isole polinesiane. Prima ancora esisteva il baratto, cioè lo scambio di un bene con un altro bene senza l'utilizzo di un bene che fungesse da mezzo di scambio.

Oggigiorno la moneta è metallica e cartacea. O almeno questo è quello che viene detto. In realtà oggi oltre il 90% della moneta in circolazione non è fisica, bensì virtuale: viaggia infatti attraverso semplici trasferimenti bancari senza che vi sia connesso alcunché di fisico. E' come se il mezzo di scambio fossero le mele e, sebbene risultino esserci 100 mele nel sistema considerando tutti gli scambi fatti in un certo istante, in realtà ne esistono solo 10, ad esempio.

Ora, un fatto del genere può essere spiegato dalla velocità di circolazione di moneta se consideriamo la variazione nel tempo della moneta circolante, ma se consideriamo un certo istante allora le cose cambiano. Se potessimo cioè fermare il tempo e vedere in un certo istante quanto denaro sembra circolare nel mondo, potremmo rimanere stupiti nel vedere che, sebbene risultino esserci solo 10 euro in carta e metallo, risultino essercene 100 nel sistema. Quindi dovremmo domandarci: da dove saltano fuori quei soldi se non esistono fisicamente?

Dietro questa banale domanda sta la chiave per comprendere la vera origine dell'inflazione ed anche l'origine della grande disuguaglianza di ricchezza nel nostro pianeta. Ma andiamo con ordine.

Abbiamo detto che oggi la maggior parte della moneta è virtuale. Ma è un bene che sia così oppure no? Bèh, direi proprio di no! Proprio qui sta il problema.

La moneta, in quanto bene come un altro, è un qualcosa di fisico. Può essere anche della semplice carta o del metallo, ma deve pur sempre essere un qualcosa di fisico. E' semplicemente quel bene che viene preferito rispetto a tutti gli altri come mezzo di scambio perché tutti lo accettano, e quindi può a sua volta essere scambiato con qualsiasi altro bene.

Dato che è il mezzo di scambio, allora la moneta è anche il bene più diffuso, ed in quanto tale la sua quantità in valore presente nel sistema influenza il prezzo di tutti gli altri beni e dei servizi.

In sostanza, se la moneta aumenta nel sistema, dato che è il bene che tutti accettano come contropartita di un qualsiasi bene o servizio, allora sarà anche il più domandato. La moneta è il bene la cui domanda nel mercato è massima. Per la semplice ed ovvia legge di mercato per la quale se la domanda di un bene aumenta, allora a parità di offerta il prezzo aumenta, avremo che se la domanda di moneta aumenta allora il suo prezzo aumenta.

Ma cos'è il prezzo della moneta? E' come per qualsiasi altro bene il valore di quel bene per unità. Ad esempio, dire che il prezzo della moneta euro è aumentato significa che adesso posso comprarne meno a parità di disponibilità. Ma dove la compro la moneta?

Qui sta la sorpresa: come per tutti i beni, anche la moneta ha il suo produttore ed il suo venditore, ma nel caso della moneta il produttore ed il venditore coincidono e consistono nel sistema bancario.

Le banche sono i negozi del bene moneta. E quindi è nelle banche che vado a comprare la moneta, ed il prezzo che pago per comprarla è l'interesse. La particolarità del bene moneta è però che non posso mai comprarlo definitivamente, in quanto si tratta sempre di un prestito. Cioè il venditore del bene moneta (la banca) non mi vende il suo bene ma me lo presta a fronte di un prezzo (interesse).

Perché succede questo? Se la moneta è un bene come un altro allora non dovrebbe succedere! Una volta pagato il prezzo del bene (interesse) allora il bene dovrebbe essere mio! Invece non è così. Perché?

Perché il sistema bancario è una truffa legalizzata.

Le banche non prestano il denaro che hanno in deposito ma, per l'esistenza di un coefficiente di riserva frazionale che di solito è abbastanza basso (oggi tra lo zero e il 2%), esse possono prestare più soldi di quelli che hanno veramente. Se una banca ha 100o di depositi, allora con un coeff. di riserva del 2% può prestare denaro fino a 50 volte il valore dei suoi depositi. Ciò significa che se ho 1000 di depositi (raccolta) e ne presto (impiego) 50.000, cosa possibilissima con il sistema attuale, allora creo dal nulla 49.000! E questo è ciò che fanno le banche continuamente, creare denaro dal nulla, semplicemente digitando cifre su un computer (Vedi: Tipologie di Signoraggio Riserva frazionale vs riserva totale.

Con questo sistema si viene ad avere molto più denaro virtuale di quello realmente esistente. Ed il denaro virtuale in realtà non esiste!

Il sistema bancario così come oggi è strutturato continua a sopravvivere semplicemente perché la gente continua ad avere fiducia nelle banche e non conosce esattamente il meccanismo di funzionamento della creazione del denaro.

Se il prezzo della moneta euro (l'interesse) aumenta, allora la gente ne comprerà meno. In sostanza, nel sistema attuale, se le banche aumentano gli interessi allora presteranno meno soldi e viceversa. Se le banche prestano meno soldi allora vi sarà meno moneta in circolazione. E di conseguenza la gente comprerà meno, la domanda nel mercato diminuirà e i produttori saranno costretti a diminuire i prezzi. Ma se il prezzo della moneta continua a rimanere alto, allora a causa della scarsità di moneta nel sistema si creerà una stagnazione o peggio una recessione economica, tanto più quanto la moneta necessaria è maggiore di quella realmente presente.

Quindi un aumento del prezzo della moneta, provoca una diminuzione dei prezzi degli altri beni. Ed è vero anche che una diminuzione del prezzo della moneta (diminuzione del tasso d'interesse) provoca un aumento dei prezzi degli altri beni.

Vale quindi la relazione tra variazione della quantità di moneta e variazione del prezzo dei beni. Ma vale solo in un senso. Perché? Perché i prezzi dei beni non hanno alcuna influenza sulla quantità di moneta nel sistema, e nemmeno la variazione dei prezzi sulla variazione della quantità di moneta. La moneta presente nel sistema, infatti, dipende come per ogni altro bene da quanta se ne offre e quindi dai produttori, cioè dalle banche.

Se le banche tengono gli interessi alti, allora favoriranno la diminuzione dei prezzi ma anche la crisi economica, ma se li tengono bassi allora favoriranno l'aumento dei prezzi ed una crescita economica. Se così fosse, l'economia non sarebbe poi una cosa così difficile, ma le cose sembrano essere più complesse. Questo proprio per il motivo sopra spiegato che il sistema bancario può creare (e nella realtà crea) denaro dal nulla e per di più lo fa pagare attraverso l'interesse.

I prezzi dei beni e servizi sul mercato dipendono dalla domanda e dall'offerta di tali beni, ma la domanda e l'offerta dipendono entrambe dalla quantità di moneta (denaro) disponibile, e quindi dalla quantità di moneta in circolazione. In sostanza, il problema dell'inflazione è un problema che non va ricercato né nel lato dell'offerta (produttori, grossisti, commercianti, fornitori) né nel lato della domanda (consumatori) ma piuttosto nel sistema bancario.

E la cosa bizzarra è che non solo le banche sono produttori-consumatori del bene moneta (attraverso i prestiti), ma ne sono anche compratori (attraverso i depositi)! Ed oltretutto il loro stesso bene è anche il loro fattore produttivo fondamentale! E' come se una ditta che produce libri ne fosse anche il venditore (e fin qui è abbastanza normale) e ne fosse anche il compratore (cioè comprerebbe libri suoi o di altri, come fanno le banche che accettano in deposito non solo denaro prestato (creato) da loro, ma anche da altre banche). Ed è come se i libri comprati dalla stessa ditta che produce libri fossero un fattore produttivo fondamentale per l'impresa stessa. Ovvio che ciò non ha senso, a meno che l'impresa non faccia in realtà compra-vendita di beni altrui, ed abbia un guadagno sull'intermediazione.

La funzione della moneta

 

La moneta esiste e svolge una funzione solo se circola. E' come la dinamo; quando la dinamo è ferma non produce elettricità, se gira produce energia. La moneta trasforma una funzione in una realtà. Importante se non essenziale, in questo senso, è anche la previsione. Qualsiasi individuo accetta una banconota in cambio di una merce o di un servizio, soltanto se prevede di poterla spendere per ottenere merce o servizi di uguale valore. 

La moneta in sé non ha valore, come dimostrano le vecchie lire, quelle che circolavano fino ad ieri e che oggi non hanno alcun valore, neppure numismatico, perché nessuno le accetta. Lo stesso dicasi per i buoni carta in realtà cambiali da 50, 100, 500 lire, emessi un ventennio fa da privati e che circolarono per circa un anno. Oggi sono presenti solo nelle collezioni di appassionati. Pertanto, il valore della moneta non è quello stabilito a priori, stampato su un foglio di carta, ma quello che nella sostanza gli viene assegnato da una persona nel momento in cui l'accetta in cambio di una merce o di un servizio. A maggior ragione quindi sono sfruttatori e schiavisti coloro che stampano moneta, la distribuiscono al valore che gli hanno stampato sopra (in realtà la prestano) e per di più pretendono un tasso di interesse (cioè affittano la moneta che non esiste). Un guadagno talmente alto sul nulla che nessuno può onestamente e senza le opportune basi culturali immaginare. La situazione si è ulteriormente aggravata dopo il 15/08/1971, con la fine degli accordi di Bretton Woods, quando gli USA, forti della propria supremazia militare, imposero a tutti i paesi del mondo l'eliminazione