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Il
Principio Olografico
(il Tutto nel Tutto)
24/11/2003 Per comprendere meglio come tutte le energie del cosmo sono collegate, può essere utile osservare il funzionamento olografico. L'olografia, ideata nel 1947 e sviluppata negli anni '60, è stata una delle più importanti scoperte dei tempi moderni, tanto che il suo scopritore Denis Gabor ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica nel 1971. L'olografia è un metodo che consente di registrare immagini fotografiche tridimensionali. Quando l'ologramma viene illuminato con un fascio di luce monocromatica il soggetto diventa visibile: l'immagine ha profondità, e l'osservatore può anche girarvi attorno, per guardarla da dietro! Gli ologrammi - cioè le immagini tridimensionali prodotte con l'olografia - sono presenti in molte moderne tecnologie: per le loro qualità divengono ogni giorno più importanti. Non tutti sanno come si ottengono gli ologrammi, perciò ne illustreremo qui i punti principali, aiutandoci con qualche disegno. I più esperti sono pregati di non scandalizzarsi per le necessarie grandi semplificazioni e imprecisioni. Gli ologrammi si fanno con la luce laser. Già, ma... cos'è la luce laser, e che differenza c'è con la luce normale?
Il Laser è un dispositivo che emette luce estremamente compatta, ordinata, con onde di pari vibrazione che si propagano in perfetta fasatura, un po’ come soldati in parata. La luce Laser ha molte applicazioni nella scienza, nella medicina, e nell’industria: è usata infatti nei lettori CD, nelle fibre ottiche e nella chirurgia oculistica. I laser, un tempo confinati nei laboratori e nelle industrie, sono ormai diffusi ovunque: li troviamo negli studi medici, in molti strumenti di misurazione, nei nostri apparecchi lettori e scrittori di compact disc, nei sistemi di sicurezza e negli antifurti, nei lettori ottici per le merci, e in mille altri posti... e forse ne abbiamo uno tascabile attaccato al portachiavi! Qui però non stiamo parlando del laser, ma dell'olografia e degli ologrammi, possibili grazie ad esso. Ebbene, proprio le caratteristiche della luce laser hanno permesso di realizzare un sistema di fotografia straordinario, detto olografia. Il vero procedimento olografico produce su una lastra fotografica un ologramma. Questo consiste in una immagine che - a seconda della tecnica usata - può apparire inquadrata nella apparente profondità di una lastra fotografica, oppure del tutto sospesa a mezz'aria. Nel primo caso la luce, non necessariamente laser, illumina la lastra con l'ologramma e l'immagine tridimensionale appare nella lastra stessa, o meglio, nello spazio virtuale retrostante, come nell'immagine all'inizio di questa pagina. Nella seconda modalità, cara alla fantascienza e senz'altro altamente spettacolare, un fascio di luce, stavolta necessariamente laser, attraversa il supporto con l'ologramma, generando a mezz'aria la riproduzione del soggetto: vi si può girare attorno per osservarlo da tutte le direzioni. Questo è il vero ologramma integrale. Con alcuni metodi assai complessi esso può anche essere a colori, e perfino in movimento! La fantascienza ci ha mostrato più volte gli ologrammi, particolarmente nella saga televisiva e cinematografica di Star Trek, ed anche in molti videogiochi: Vi si vedono immagini dei protagonisti apparentemente reali, proiettate come mezzo di comunicazione, oppure per sviare i nemici. In altri casi gli ologrammi rappresentano mappe tridimensionali delle astronavi, ruotabili e ingrandibili a piacere... Tutto questo ora non è più fantasia, e si può fare davvero, anche se non proprio così facilmente. Inutile dire che i militari - quelli veri! - sono attentissimi a questi sviluppi, e probabilmente esistono già sistemi sofisticati che sfruttano gli ologrammi per ingannare il nemico. Ma torniamo all'aspetto tecnico: l'olografia ha almeno altre due caratteristiche, che qui ci interessa evidenziare, e che la rendono un modo di registrazione e rappresentazione davvero molto speciale.
Vediamo qui sotto tre disegni che illustrano - molto schematicamente - i concetti espressi.
E adesso riassumiamo i tre concetti che ci interessano:
Da queste tre caratteristiche possiamo intuire quanto gli ologrammi possano essere preziosi come mezzi per registrare grandissime quantità di dati o per grandi immagini anche in movimento. Si cerca di trovare mezzi pratici e poco costosi per farlo. È in via di sviluppo un sistema olografico per le memorie di massa dei computers, che sfrutta come "lastra sensibile" una sorta di rotolo di nastro adesivo! Questo sistema ha il vantaggio di una grandissima superficie sensibile (quella del nastro srotolato) e quindi enorme capacità, ad un costo molto inferiore a quello di un attuale hard-disk. Inoltre - e questo è importantissimo nell'archiviazione dati - un danneggiamento parziale del supporto non pregiudica la leggibilità dell'informazione registrata. Questa tecnologia sarà probabilmente sfruttabile commercialmente già entro qualche anno. Il "top" della capacità di registrazione di un ologramma si può avere sfruttando le caratteristiche dei cristalli, perchè la purezza e l'estremo ordine nel loro reticolo atomico permettono capacità teoriche di memorizzazione assolutamente straordinarie. Il concetto è che un fascio laser opportunamente guidato e focalizzato entro un cristallo di una sostanza trasparente e fotosensibile, può farne una precisissima scansione tridimensionale, e può quindi scrivervi e leggervi informazioni. La sostanza cristallina più adatta trovata sinora è il niobato di litio (LiNbO3). Questa tecnologia ha dei "numeri" incredibili: la densità di informazione teorica raggiungibile va oltre i diecimila gigabyte per centimetro cubo (1012 bytes), e poichè l'unica parte in movimento è un fascio di luce, le operazioni di lettura/scrittura avvengono ad estrema velocità, con tempi di accesso casuale dell'ordine di 10 microsecondi (mille volte più veloci degli hard-disk)... Anche in questo si fanno grandi progressi - l'IBM ci sta lavorando sodo - e si stanno risolvendo i vari problemi. Questa tecnologia dovrebbe iniziare ad essere disponibile commercialmente entro soli 5 anni circa. Si pensi poi alle possibili applicazioni dell'olografia come sistema di ripresa televisiva e videoregistrazione avanzata, magari al posto delle attuali cassette VHS, e poi il sistema di riproduzione: la TV tridimensionale! Ci sono molti studi ed esperimenti in proposito, e molto è stato fatto, ma c'è ancora da fare altrettanto per far sì che gli apparati escano dai laboratori ed entrino nelle nostre case. Si debbono fare i conti con diversi problemi, alcuni strettamente tecnologici ed altri piuttosto pratici: fra questi ultimi, ci sono i rischi connessi con l'illuminazione delle scene da riprendere, da parte di laser piuttosto potenti (necessari per le grandi immagini) e con il loro altissimo costo. Comunque si pensa che anche la TV-3D sia relativamente vicina, diciamo per cautela 10-20 anni. Anche il mondo artistico è naturalmente molto interessato alle possibilità espressive dell'olografia, in particolare a quella su lastre. L'apparenza di una di queste opere è quella di una foto o di un quadro, ma poi ci si accorge che il soggetto si può guardare lateralmente (ma non addirittura dietro), quindi l'effetto è spettacolare! Inoltre è anche possibile osservare le immagini con luce normale. Molti artisti si sono specializzati in ologrammi. Il mondo degli ologrammi e dei laser è davvero affascinante, e conta molti appassionati. Come abbiamo visto più su, oltre ai laser professionali ora esistono i piccolissimi ed economicissimi puntatori laser (da 5 Euro in poi), con i quali è possibile realizzare e poi proiettare ologrammi "fatti in casa", e anche condurre svariati esperimenti, senza grandi spese. Quando guardiamo direttamente sulla pellicola fotografica, non vediamo altro che piccoli anelli concentrici irregolari, considerati come forma d'interferenza, e non vediamo affatto la forma dell'oggetto fotografato. Ma quando un fascio laser di luce intensa attraversa la pellicola, sullo spazio sopra la pellicola appare un'immagine tridimensionale dell'oggetto originale. Girando attorno alla proiezione fotografica, questa sembra effettivamente un oggetto reale, ma quando si cerca di toccarlo con la mano si scopre subito che in realtà non esiste. La tridimensionalità dell'ologramma non costituisce il suo unico aspetto straordinario. Se prendiamo la pellicola fotografica che contiene l'immagine di una mela, per esempio, e la tagliamo in due pezzi, illuminando poi la metà con un fascio laser, otterremo l'immagine completa della mela. Lo stesso si verifica se tagliamo la pellicola in piccoli pezzi e illuminiamo ogni parte con il laser: anche in questo caso vedremo l'immagine intera della mela (vedi Figura sopra). Tuttavia, più piccole saranno le singoli parti della pellicola, meno nitida sarà l'immagine, che si allontanerà sempre più dalla fotografia normale. Si arriva dunque alla conclusione che ogni piccolo pezzo della pellicola olografica contiene tutte le informazioni registrate sull'intera pellicola. Il Tutto è olografico. Tutto è in correlazione. Nessuna parte dell’insieme può essere lasciato alle spalle senza urtare contro l’insieme. Perciò se nella nostra creazione una parte di essa è scollegata, come per esempio la Terra, allora ne risente l’evoluzione di tutta la creazione. Anche noi esseri umani siamo olografici. Il tempo olografico è diverso dal tempo sequenziale, perché il tempo olografico non conosce separazione tra passato, presente e futuro. Molte delle manipolazioni sulla Terra separarono il tempo in categorie distinte nelle quali passato, presente e futuro cessarono di essere unificati. La più grande causa della manipolazione del tempo è l’energia nucleare, specialmente quella emessa dai conflitti atomici. Quando la guerra nucleare divenne prevalente sulla Terra, portata da Esseri di altri mondi che si sono combattuti fra loro in guerre stellari distruttive, il tempo divenne separato causando la separazione di passato, presente e futuro. Presto, appena il karma della guerra sarà rilasciato da Madre Terra, insieme a tutti gli Esseri che stanno ascendendo, il tempo olografico sarà ripristinato in gran parte della creazione, consentendo di cominciare la danza di unità in tutte le dimensioni. Unità e tempo olografico sono collegati. L’ologramma rappresenta il principio basilare dell’universo, secondo cui ogni parte contiene l’essenza del tutto, o anche: come sopra, così sotto! Questo principio del “Tutto è contenuto nel Tutto” si applica a tutte le cose create. Per esempio, sappiamo che ogni cellula umana o animale contiene nel DNA informazioni sufficienti a duplicare un corpo umano o animale. L’iride contiene l’informazione dello stato di salute e del vissuto di tutto il corpo; le piante dei piedi e le mani riflettono le condizioni degli organi interni; la pelle, la muscolatura o le ossa indicano stati fisici od emotivi presenti e passati. In base al principio olografico, possiamo affermare che ogni piccola parte dell’universo, inclusi noi stessi, è collegata al tutto ed il tutto è in ogni più piccola parte dell’universo. Inoltre, l'ologramma possiede una fantastica capacità di immagazzinare informazioni. Cambiando l'angolo colpito da due raggi laser in una sola pellicola olografica, è possibile registrare molte immagini diverse sulla stessa superficie. Qualsiasi immagine registrata si può riprodurre semplicemente illuminando la pellicola con un raggio laser e lo stesso angolo di scatto dei due raggi originali. Impiegando questo metodo i ricercatori sono riusciti a calcolare che in un pollice quadrato di pellicola si può immagazzinare la stessa quantità di informazioni contenuta in cinquanta bibbie. Analogamente alla pellicola olografica, il cervello immagazzina informazioni percepite attraverso i nostri sensi in forma di onde e non in forma di immagini; ogni volta che un determinato stimolo provoca una vibrazione simile a quella del ricordo specifico (raggio laser), si evoca la proiezione mentale del ricordo richiamato. Quando uno stimolo visivo arriva ai nostri occhi, esso si trasforma in un flusso elettrico che, espandendosi in forma di onde, stimola una rete di neuroni nel cervello. Quindi, il cervello non riceve una forma concreta di interferenze d'onde, e non riceve né accumula lo stimolo visivo in forma di immagine, bensì riceve onde che vengono proiettate simultaneamente in forma di immagine e vengono richiamate più tardi come memoria visiva. Pribram, paragonando l'ologramma al cervello, arrivò alla conclusione che la memoria è distribuita in tutto il cervello. Inoltre, il principio olografico secondo cui "ogni parte contiene il tutto" spiega come mai si possa asportare un'elevata percentuale della corteccia visuale senza perdere la capacità di effettuare lavori visivi, ma spiega anche la mancanza di corrispondenza individuale fra il mondo esterno e l'attività cerebrale elettrica. L'attività elettrica nei neuroni crea un campo magnetico attorno alle cellule e una propagazione conosciuta come axoni e dendriti. Quindi, il campo elettromagnetico non è localizzato nella struttura fisica del cervello, ma fa parte del campo elettromagnetico di tutto il corpo, e il cervello è ritenuto lo strumento specializzato nel captare e proiettare quello che vediamo e sentiamo con gli altri sensi. Il cervello umano funziona in maniera simile alla televisione: nell'apparecchio, l'antenna riceve delle onde elettromagnetiche di una certa frequenza, che poi vengono trasformate in immagini e suoni dalla televisione. Nel corpo, gli occhi vengono considerati come l'antenna specializzata nel ricevere le vibrazioni della luce visibile, inviate al cervello perché le trasformi in immagini corrispondenti a quelle percepite dal mondo esterno. Le orecchie sono l'antenna che capta i suoni in una frequenza fra 20 Hz e 20.000 Hz, e così via anche per i nostri altri sensi. Il cervello analizza le onde elettromagnetiche formate dagli stimoli sensoriali e le trasforma nella forma originale appartenente al mondo esterno, analogamente all'apparecchio televisivo che trasforma le onde elettromagnetiche captate dall'antenna in immagini e suoni identici a quelli trasmessi. La funzione ricettiva del cervello non si limita agli stimoli sensoriali, infatti in alcune situazioni, quando la persona si trova nel cosiddetto stato alfa o in uno stato di trance profondo indotto dall'ipnosi o dalla meditazione, la frequenza cerebrale registrata con l'elettroencefalogramma si abbassa fino ad un valore inferiore a 12 Hz. In questa situazione, il cervello riesce a captare degli stimoli extrasensoriali conosciuti come ESP (Extra Sensorial Perception). Nei fenomeni di questo genere, la frequenza d'onda registrata dall'elettroencefalogramma non indica che l'onda captata dal cervello abbia questa stessa frequenza d'onda, bensì che è una frequenza in sintonia con la frequenza reale captata dal cervello. La percezione extrasensoriale, quindi, avviene grazie alla percezione di onde di energia da parte del cervello, senza ricorrere agli organi sensoriali specifici. Se la frequenza d'onda captata direttamente dal cervello è in sincronia con quella vibratoria tattile, si avrà un ESP tattile (il settimo senso). Se essa è in sincronia con quella uditiva si avrà un ESP uditivo (ottavo senso), quando invece essa è in sincronia con la frequenza d'onda visiva si avrà un ESP visivo. L'informazione ricevuta mediante questo processo viene captata dal corpo energetico (campo aurico) e dal cervello per essere analizzata e trasformata in informazione vera e propria con un contenuto specifico. La
percezione sensoriale del corpo energetico è stata dimostrata in una
serie di esperimenti clinici condotti alla fine degli anni Sessanta dal
fisiologo George Von Bekesy, il quale dimostrò che mettendo un
vibratore sulle ginocchia di individui con gli occhi bendati, e
modificando poi la frequenza di vibrazione, cambiava il posto di
percezione della vibrazione, in tal modo si poteva causare un salto
della percezione di vibrazione da un ginocchio all'altro e si riusciva
addirittura a far sentire al paziente il punto di partenza della
vibrazione localizzato fra le ginocchia, nell'aria, senza cambiare la
localizzazione del vibratore. Con i suoi esperimenti, Von Bekesy dimostrò
che gli esseri umani sono capaci di avere delle sensazioni localizzate
nello spazio dove in assoluto non esistono dei ricettori sensoriali. Nella pratica clinica, un altro esempio di questa percezione si riscontra negli individui che hanno subito l'amputazione di uno o più arti. Essi possono continuare a soffrire di dolore, crampi o formicolio nella zona dell'organo amputato, nonostante l'assenza del corpo fisico: si tratta del fenomeno noto come phanton leg, (gamba fantasma). La persistenza del corpo energetico dopo l’amputazione è stata dimostrata con l'aiuto di fotografie Kirlian su una salamandra alla quale era stata amputata la coda. La sensibilità del corpo energetico ai dolori è stata verificata anche con l'aiuto dell'ipnosi. Tali esperimenti indicano che la percezione avviene in primo luogo a livello del corpo energetico, ma la sensazione assume una forma più precisa e ben localizzata attraverso i nostri sensi specializzati in ogni tipo di sensazione. Comunque è possibile captare informazioni senza ricorrere ai cinque sensi “tradizionali”, ovvero sviluppando la capacità di percezione extrasensoriale. Infatti, attraverso il settimo senso si è in grado di sentire non solo le alterazioni energetiche del malato, ma anche le alterazioni patologiche del corpo fisico. Per completare il quadro si rimanda alla lettura del materiale degli articoli sul "Principio Olografico".
Domande & Risposte
Geometria sacra 69. La Geometria Sacra è un linguaggio divino? No. Né la matematica né la geometria sono linguaggi divini. Dio ha usato i numeri per dare ordine al creato, ma non ha mai utilizzato formule complesse per creare la realtà. Ed ha utilizzato delle Immagini eteriche per creare una realtà fisica, ma non secondo gli schemi della geometria umana. La matematica è una invenzione umana, così come la geometria. Basti vedere che in Natura, negli umani, negli animali e negli altri esseri viventi non esistono forme perfettamente quadrate, a cerchio, triangolari, ecc. Ed allo stesso modo ogni forma esistente è unica nelle sue proporzioni e nelle sue misure. La perfezione divina sta proprio nella non-misurabilità del suo Creato (matematicamente o geometricamente). Il creato umano, invece, è misurabile (es. tecnologie, oggetti). La geometria sacra utilizzata ad esempio nella Merkaba o nei cerchi nel grano è una creazione umana. La Merkaba fu creata da antenati degli Annanuki circa 2 milioni di anni fa. I cerchi nel grano sono stati creati dagli umani della Terra Cava per rilasciare l'energia radioattiva. La matematica e la geometria umane, infatti, sono connesse alle energie radioattiva, elettrica ed elettromagnetica. Per questo motivo sono utili per rilasciare il karma legato a tali energie. Ma sono comunque creazioni umane, non divine.
Il concetto di Ordine 108. In che senso Dio ha dato ordine al creato utilizzando dei semplici numeri? Dio non ha creato la realtà in modo matematico, cioè calcolando le misure di ogni singola cosa che creava. Ha utilizzato però determinati numeri per costituire gruppi di vario tipo (es. numero delle creazioni, dei sistemi solari, delle dita delle mani degli esseri umani, ecc.). Partendo da caratteristiche particolari del suo Creato che necessitavano la presenza di numeri particolari per avere un certo ordine, vi ha creato attorno tutto il resto della realtà senza dare importanza ai numeri connessi. Se è vero che nulla è casuale, non è vero però che ogni singola cosa deve avere un significato preciso. Può essere semplicemente una conseguenza della presenza di cose più importanti e che danno origine a tale cosa. Dio ha giocato con i numeri nel creare il Creato, ma non ha costruito la realtà con squadra e compasso. Dio ha dato numeri precisi solo alle cose che necessitavano a suo vedere di un ordine preciso. Il resto è stato costruito attorno senza numeri precisi che significano qualcosa. L'Ordine del Creato è quindi allo stesso tempo ordine e non ordine secondo le nostre definizioni di tali concetti. E soprattutto, l'Ordine divino non è mai inteso come un ordine geometrico (tutte le cose messe in fila, a posto, secondo forme geometriche) ma piuttosto come un ordine aritmetico (gruppi formati da un certo numero di cose, una certa cosa connessa ad un certo numero, ecc.).
Numeri e Geometria 109. Esiste una correlazione tra i numeri fondamentali 0..9 e le forme geometriche? E' importante comprendere che il concetto di perfezione matematica intesa come proporzioni perfette delle forme è un concetto puramente umano, non divino. La Perfezione divina non è altro che la Normalità, senza estremi. Ed il concetto di proporzioni perfette, dove esistono forme geometriche standard che si ripetono uguali nella realtà, non esiste nel Creato. Esiste solo nella astrazione mentale umana che ha dato poi origine alla matematica e quindi agli oggetti con proporzioni standard. Avete mai visto due uomini identici in tutto e per tutto? O due fiori identici in tutto e per tutto? Non esiste nulla nel creato divino che lo sia. Può esistere solo una similarità di numero di diversi gruppi (es. molecola d'acqua costituita da determinati atomi, i quali comunque sono sempre diversi l'uno dall'altro). Vedi anche la D&R precedente sul concetto di Ordine. Le figure geometriche standard sia piane sia tridimensionali come il cerchio e la sfera, il quadrato ed il cubo, il triangolo e la piramide, ecc. sono tutte figure artificiali create dalla mente umana. Non esistono nel Creato divino. Quindi la relazione tra i numeri fondamentali 0..9 e le forme geometriche esiste nel creato umano, ma non nel Creato divino. Lo 0 può essere ad esempio connesso al cerchio od alla sfera, l'1 alla linea, il 2 a due linee, il 3 ad un triangolo o ad una piramide, ecc. Ma tali correlazioni non hanno alcuna connessione con il modo in cui Dio ha creato la Realtà e quindi non hanno nulla di "sacro". Le figure geometriche standard stesse non hanno nulla di sacro. Sono invenzioni della mente umana e non sono di alcun aiuto nella propria crescita personale.
Principio olografico 64. Quando si parla di principio olografico, si parla spesso di una griglia energetica a rete che ci tiene tutti connessi e attraverso la quale passano le informazioni. Tu non ne parli nei tuoi due articoli sul principio olografico. Di cosa si tratta allora? Tale griglia è una griglia elettromagnetica e tali cordoni non sono altro che l'insieme di tutti gli attaccamenti eterici presenti tra tutti gli esseri che a livello eterico possono sembrare una griglia. Ma sono attaccamenti eterici tra un essere ed un altro. Il puro principio olografico è puramente magnetico e non si basa su attaccamenti bensì sulla condivisione spontanea ed istantanea di informazioni utilizzando come mezzo di trasporto non attaccamenti energetici bensì i 12 raggi divini che non si attaccano a nessuno.
Principio olografico 65. Da quanto scritto finora nei due articoli sul Principio Olografico e sulle D&R, deduco che nello spazio-tempo distorto il collegamento olografico puro non esiste o meglio è distorto. E consiste di una griglia elettromagnetica che rappresenta tutti gli attaccamenti tra esseri umani per sottrarsi informazioni a vicenda. E' così? Il vero collegamento olografico si va costruendo progressivamente con l'ascensione, incorporando sempre più il corpo di luce. E' così? Sì, è corretto ma se intendi a livello cosciente tra forme fisiche ed eteriche non ancora puramente magnetiche. Tra anime però la comunicazione olografica avviene già adesso.
Laser 19. Qual è l'origine del fascio laser? Il laser è l'espressione della distorsione degli ologrammi umani. Semplificando, abbiamo detto che l'ologramma puro è una sfera eterica bianca che si trova nel chakra del cuore di ogni umano. Tale sfera in moltissimi umani è, per questioni karmiche e di pensiero proprio, largamente manipolata (vi sono cioè forti attaccamenti eterici a quella sfera). Un fascio laser rappresenta proprio quella parte energetica degli ologrammi umani sottratta agli stessi ologrammi puri con attaccamenti eterici di natura elettrica. Ed è proprio con i fasci laser che si possono creare ologrammi virtuali, in quanto l'energia laser contiene in sé le informazioni olografiche per la costruzione di una forma tridimensionale. Solo gli ologrammi puri divini e puramente magnetici, comunque, contengono le informazioni per creare una forma fisica tridimensionale, mentre il laser può crearla solamente virtuale e cioè eterica. Ciò significa che solo Dio ed il suoi fedelissimi angeli (che custodiscono e controllano gli ologrammi) hanno le informazioni necessarie per costruire una vera Matrice (Matrix) fisica. I raggi laser, essendo frazioni dell'ologramma puro, possono costruire solo matrici eteriche.
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