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Pillole di Saggezza Pillola di Saggezza n.1 Oggi inauguriamo una nuova sezione un po' particolare rispetto alle altre. Qui infatti aggiungeremo di tanto in tanto una Pillola di Saggezza, in forma di citazione o aforisma, con un breve commento da parte nostra. Speriamo di fare cosa gradita! :) N.B. Non aspettatevi da questa sezione approfondite analisi teoriche, perché rimarrete delusi, ma solo brevi messaggi per riflettere! Per analisi più approfondite abbiamo dedicato e dedicheremo molto spazio sia nel sito www.ascensione.com sia nelle altre sezioni di questo blog.
Cuore forte rompe cattiva sorte La Forza di Cuore (ossia Forza emotiva) necessita di una sottostante Forza di Carattere (ossia Forza mentale). Tali doti si sviluppano con una ferrea volontà. Ed è vero che portano Successo, poiché è l'Ego che ostacola il Successo e la mancanza di Forza è propria dell'Ego. La Forza, infatti, è una dote dello Spirito; e solo lo Spirito ha la capacità creativa per manifestare i propri sogni ed avere quindi Successo, e non l'Ego che anzi ostacola la manifestazione dei nostri reali sogni, creandone di fittizi. La vera ed unica Forza, quella dello Spirito, è la Forza dell'Amore. P.S. Non confondete la Forza con la Violenza, che è la sua degenerazione egoica, mi raccomando! Pillola di Saggezza n.2 Penso come un genio, scrivo come un autore eminente e parlo come un bambino (Vladimir Nabokov, "Intransigenze") Il Genio è colui che riesce a liberare la propria mente dai condizionamenti esterni, autocreati o imposti, e ad esprimere in tal modo la capacità creativa del proprio Spirito. Il Genio è colui che si libera del proprio Ego, è l'Avatar incarnato, una goccia di luce divina che si manifesta nella realtà e mostra le potenzialità dello Spirito. Ed il Genio, liberandosi dai condizionamenti, sa esprimere la propria mente contestualizzandola nella realtà, calandosi in essa. Comprende che la Vita è un Gioco e si comporta di conseguenza. Usa il dono della Parola e dell'Azione per rendere omaggio a chi gli ha donato tali doti: il vero Genio è sempre una persona di grande Fede. Il Genio è idealista nel pensiero ma riformista nell'azione. E' Filosofo ed Artista, un microcosmo della Divinità alla quale egli stesso rende omaggio. Pillola di Saggezza n.3 Impara a leggere i segni della Vita e troverai la tua Via Spesso molti lettori della Sdag ci domandano istruzioni per poter entrare in contatto con il proprio Spirito e poter quindi esprimere i propri doni divini. L'unico strumento necessario, come dico sempre, è la volontà di farlo. Una volontà però costante, ferrea, profonda, intimamente sentita e non ballerina! Tale solido intento nel tempo porta ad un contatto sempre più profondo con il proprio Sé. Molti tuttavia si lamentano del fatto che, nonostante la loro caparbietà, non riescano ad entrare in contatto con questo benedetto Spirito dentro di Sé. Perché succede? Perché tutti noi abbiamo uno strato esterno, una brutta crosta di Ego che fa da muro impermeabile all'unione con il nostro Spirito. E se non ci si abitua quantomeno a mettere da parte l'Ego (non dico eliminarlo quando non si è pronti perché sarebbe un dramma!), la nostra vocina interiore rimarrà un flebile miraggio. E addio sogni di gloria! Non perdetevi d'animo, comunque. C'è sempre una soluzione a tutto, e per nostra fortuna l'eccezione che conferma la regola qui non vale! hehehe...esiste infatti un modo universale per capire ciò che il nostro Spirito vuole da noi, ossia salendo ancor più nella gerarchia ciò che Dio vuole da noi...basta saper leggere i segni del destino! La Vita ci mette davanti tutti i giorni, simbolicamente, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per fare il passo successivo nel nostro percorso di Vita. Bisogna quindi abituarsi a saper leggere i segni, dalla coccinella che ti si appoggia sulla mano mentre sei sdraiato sul prato, all'automobilista che impreca in tua presenza (o peggio contro di te!:)) fino al pestone sull'alluce che un disgraziato ti ha rifilato mentre giocavi a basket! (n.d.r. riferimento autobiografico:)) Seguiamo i segni del destino, quella è la nostra guida. D'altra parte, anche se fossimo "sintonizzati" per benino con la nostra Anima, mica potremmo sempre star lì ad ascoltarci dentro! Ogni tanto si può anche fare, ma come si potrebbe farlo durante le faccende quotidiane tutti presi e affacendati? Giustamente però direte "Vabbeh ma come possiamo sapere se abbiamo interpretato correttamente un segno? O ancor di più, come possiamo sapere se quello è effettivamente un segno oppure no?" Beh, cari amici, qui non c'è alcuna soluzione universale, purtroppo: ognuno di noi deve fare affidamento sulla propria ragione e sulla propria intuizione, non c'è altra via! Abbiate fiducia in voi stessi! Pillola di Saggezza n.4 La moda è la più eccellente delle farse, quella in cui nessuno ride perché tutti vi recitano (André Suarès) In effetti la moda possiede tutte le qualità della farsa: il carattere popolare, la comicità buffonesca, le azioni veloci ricche di intrighi, equivoci, colpi di scena, per lo più di breve durata...ma soprattutto, l'essere un intermezzo o un pezzo finale di spettacoli seri! E' senza dubbio una farsa, una mera finzione sociale, e tutto sommato se riusciamo a vederla per quello che è non dovremmo mai opporci alle sue tendenze, per un semplice motivo: nessuno può avere un'idea corretta su ciò che non ha alcun valore intrinseco! Ciò che è superficiale è relativo per definizione, dipende dall'ambiente in cui viviamo. Impariamo quindi a vivere con serenità gli usi e costumi della società e godiamoci la vita, tanto non è l'abito che fa il monaco! E chi pensa il contrario, peggio per lui, non si godrà mai veramente lo spettacolo della vita, il gioco, e prenderà tutto maledettamente sul serio a partire da se stesso. Certo, ci sono cose da prendere sul serio e sono quelle che vanno al di là dell'apparenza, quelle che riguardano l'interiorità delle persone, le loro emozioni ed i loro pensieri, o i misteri della vita. Sono quelle che contano veramente, il resto è teatro. L'importante, come sempre, è il buon senso, il senso della misura, e mantenere un equilibrio tra "palco e realtà", come direbbe il buon Ligabue (non il pittore eh!). Vedere il palco come palco, e la realtà come realtà. Facile a dirsi e non a farsi, lo so, dopotutto non sta forse qui tutto il lavoro spirituale per un essere umano? Quindi viva la leggerezza, basta che non decada tristemente in banalità. Perché il superficiale è bello, purché di qualità! E la definizione di qualità, su ciò che non ha alcun valore intrinseco, si limita al rispettare il pensiero, le emozioni ed il corpo, propri ed altrui. Fintantoché ciò avviene, non si cade nella banalità. Ma purtroppo molti sembrano avere una grossa confusione su cosa sia il rispetto, ahimé...questione di consapevolezza, direbbe un mio amico. Pillola di Saggezza n.5 Il moralista dice di no agli altri, l'uomo morale solo a se stesso (Pier Paolo Pasolini) Ho sempre avuto una certa idiosincrasia (scusate il parolone, ma oramai l'ho scritto e ve lo beccate!) verso coloro che parlano tanto di morale. Non perché io non ne abbia una mia, anzi, ma perché ho sempre pensato che non si deve parlare di ciò che si deve fare, ma lo si fa, punto. Ho sempre avuto un certo rifiuto (meglio, no?:)) verso coloro che giudicano singoli comportamenti morali o meno, in quanto tali. Non perché non ci siano comportamenti che io non considero amorali, ma perché non sono i comportamenti in quanto tali ad esserlo, bensì il modo in cui avvengono e, ancor prima, il motivo che li ha originati. Non sono una di quelle persone che si fa tanto impressionare dalle belle parole e dalle belle azioni, insomma. So bene quanti parlano ed agiscono anche in bello modo per soddisfare il proprio Ego, ai loro occhi ed agli occhi degli altri. Per dirla in termini un pelo più ermetici, sono uno di quelli che prima di valutare (sottolineo "valutare", e non giudicare..cosa quest'ultima che include una carica emotiva) il cosa delle cose (pun intended*), ne valuta il come, ed ancor prima il perché. O, in altro modo, sono uno di quelli che prima di valutare un comportamento ne valuta il contesto e prima ancora l'intento sottostante. E tu? * accidenti, non sono riuscito a trovare al volo un'espressione italofona simile....potrebbe essere del tipo "gioco di parole voluto"...ma è troppo lungo dai...come sempre, la lingua italiana manca di sintesi! Un plauso quindi agli americani, maestri di sintesi, anche se vabbeh nel loro caso è mancanza di profondità, più che sintesi reale...hehe...con tutto il rispetto, amici americani, ma i vostri compatriotti che conosco sanno che la penso così! E spesso mi danno ragione, perdinci**! **(nota su nota, una novità!)...per i più curiosi...ho appena ri-scoperto, l'avevo dimenticato, che perdinci è usato come eufemismo di "per Dio", in modo da non offendere la Divinità. E allora mi sono domandato, da mente malsana quale sono: ma se Dio si offende, allora è anche Lui dotato di Ego??? Non vorrei giustificare e dare libero sfogo a tutti i bestemmioni di questo mondo e alla creatività umana, ma insomma mi sembra una cosa insensata, no? Anche qui direi, per riprendere quanto detto nel testo di questa pillola n.5, che ciò che conta non è la parola in sé ma il come la si dice e la motivazione che c'è sotto, che quasi sempre non è di reale offesa a Dio ma di generica imprecazione. Pillola di Saggezza n.6 Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce (Blaise Pascal) I razionalisti di certo non saranno d'accordo con questa massima del grande filosofo e scienziato francese, che però come dimostrano queste sue parole era anche e soprattutto un uomo di fede. Sì, perché non può essere che la fede a far pronunciare ad una persona tali parole, la fede in ciò che proviene dal cuore che non è comprensibile, la fede nel mistero della vita, la fede in un disegno divino e quindi in un Dio Creatore. Ed io a lui mi associo. Perché il cervello e la mente umana non possono capire l'afflato dello Spirito, che è quello che sgorga dal cuore. Il povero corpo che ci ospita, pur sacro come un tempio è tuttavia un mero insieme di cellule, disposte certo con grande maestria ed in una conformazione unica in tutto il creato, ma pur sempre un mero insieme di cellule, un vestito sofisticato e non cambiabile, sempre alla moda, ma che molti egoicamente confondono con il proprio Sé. Il cervello può comprendere solo ciò che è percepibile ai sensi, tutto il resto è materia del cuore, ossia dello Spirito in noi. Usare il cuore per capire l'Immanente è illusione, ma usare il cervello per comprendere il Trascendente è peggio, è utopia. Pillola di Saggezza n.7 Domandare è lecito, rispondere è cortesia Spesso questo proverbio viene frainteso da molti, e temo che il problema come spesso accade sia terminologico, di vocabolario. Non vi è dubbio che rispondere sia cortesia, indipendentemente dalla domanda, ma non significa che uno debba rispondere in modo cortese! Anche perché, parliamoci chiaro, dipende da cosa si chiede, dal come lo si chiede e dal perché lo si chiede. Non nascondiamoci dietro un dito, ma quante volte ci sono state domandate cose che abbiamo considerato poco gradevoli? E' vero, a volte è il nostro Ego che si offende, ma altre volte è proprio una questione di buon gusto, di buon senso, di bon ton o come dir si voglia. Insomma, l'estetica, nel senso più filosofico del termine, richiede una certa qualità per essere degna di tale nome. Ma il punto più interessante, a mio avviso, sta nel fraintendimento in cui molti cascano, in buona fede, riguardo al termine "lecito". Con lecito si intende solitamente "ciò che è consentito dalla legge o dalla morale, dalle convenienze, dal decoro", un termine quindi che comprende sia il concetto di "legale" (secondo la legge) sia il concetto di "legittimo" (secondo la propria o comune coscienza, ma non per legge). Ora, il domandare è senza dubbio legale, salvo quei casi in cui la domanda nasconda un'offesa tale da poter essere impugnata per vie legali. E già qui quindi abbiamo un primo limite alla liceità del domandare. Ben diverso il discorso quando si entra in un ambito di legittimità, dove si va cioè a toccare la morale delle persone. Qui appare chiaro che siamo in presenza di un secondo e ben più pesante limite alla liceità del domandare, poiché ogni qual volta si domanda qualcosa che manca di rispetto la morale individuale o collettiva, viene a mancare la liceità della domanda. Insomma, mi pare chiaro che il domandare non è un diritto incondizionato, ma un diritto che come tutti i veri diritti deve derivare da un sottostante dovere, il dovere di rispetto. Quindi domandare va bene, ma nel rispetto non solo della legge ma anche della morale altrui. In conclusione: è buona abitudine non domandare se non si è certi della liceità del domandare, sia legale sia morale. Chiaro che questo vale in una relazione formale o semi-informale, ma non certo nelle relazioni informali dove ogni forma di espressione può essere considerata (ma che non diventi una scusa!) anche uno scherzo, un gioco. Pillola di Saggezza n.8 Chi è maestro nell'arte di vivere distingue poco tra il suo lavoro e il suo tempo libero, tra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cosa è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell'eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Lui, pensa sempre di fare entrambe le cose insieme. (Pensiero Zen) Il Maestro nell'arte di vivere, l'uomo Zen, è l'uomo privo di Ego, uno Spirito immerso nella realtà a tal punto da essere un tutt'uno con essa. E' l'uomo che ha raggiunto l'illuminazione spirituale (satori, manifestazione della consapevolezza dello Spirito) ossia la contemporanea eliminazione totale dell'Ego (nirvana, eliminazione della coscienza dell'Ego). Pillola di Saggezza n.9 Non sforzarti di seguire le orme dei maestri, ma cerca ciò che essi cercavano. (Pensiero Zen) Quando il maestro indica la luna, lo stolto guarda il dito. Pillola di Saggezza n.10 Il desiderio d'Amore è il desiderio di conoscere. La sete di conoscenza, questo è il desiderio d'Amore. Chi cerca veramente l'Amore, quell'essenza inconoscibile, non potrà che cercarlo ovunque non sapendo con certezza dove trovarlo. E alla fine scoprirà che può trovarlo solo dentro se stesso, unendosi al proprio Spirito, al proprio vero Io, una scintilla divina dell'Amore, ossia dell'Assoluto. L'Assoluto è l'Amore e l'Amore è l'Assoluto, sono sinonimi. E si badi bene che è inutile cercare l'Amore dentro di sé se prima non lo si è cercato con tutto se stesso al di fuori di sé, per il semplice motivo che per conoscere il proprio vero Io è necessaria la comprensione dell'ambiente che ci circonda: solo comprendendo ciò che non è il nostro Io possiamo comprendere ciò che è il nostro Io. Questo è ciò che hanno cercato i veri Maestri, da sempre: l'Amore. Pillola di Saggezza n.11 Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (Charlie Chaplin) La Vita è un dono magnifico, non merita forse di essere goduta ogni giorno anche solo per un attimo? E allora su, abituiamoci a sorridere con il cuore, ci aiuterà a star meglio! :) Pillola di Saggezza n.12 L'umorismo può esistere solo là dove la gente distingue ancora il confine tra ciò che è importante e ciò che non lo è. (Milan Kundera) L'umorismo è il miglior meccanismo di autodifesa psicologica ed emotiva che un essere umano possa avere. Ma solo lo Spirito sa essere veramente umorista, spiritoso, l'Ego invece prende le cose sul serio, a partire da se stesso. D'altra parte, per essere veramente umorista bisogna saper distinguere i diversi valori delle cose, cosa che richiede una consapevolezza spirituale. E' necessario inoltre avere una padronanza del significato delle parole, è la parola che trasmette i valori delle cose e ce li rende comprensibili. Ecco perché l'umorismo è così difficile da comprendere quando si impara una lingua straniera. Ed ecco perché, soprattutto, non è possibile crescere molto, spiritualmente ed umanamente, se non si ha una padronanza del significato delle parole ed un vasto vocabolario, almeno in una lingua. Pillola di Saggezza n.13 L'ignoranza è la peggiore delle povertà. Tutti i mali del mondo sono figli dell'ignoranza. Perché è ignoranza non solo il non sapere, ma anche il credere cose sbagliate: l'uomo più dotto può essere più ignorante di un analfabeta. Pillola di Saggezza n.14 Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore (Emily Dickinson) Ed è tutto ciò che mai sapremo...ma in compenso possiamo e potremo viverlo. Pillola di Saggezza n.15 Il piacere dell'amore è di amare, e si è più felici per la passione che si nutre che per quella che si ispira. (François de la Rochefoucauld) Ma la Passione è nulla senza controllo, così come lo sono la Forza e la Dolcezza dalle quali tale Passione è costituita. La Passione, senza controllo, diventa Ossessione; e ciò succede quando la Forza è priva di Dolcezza e diventa Violenza, e la Dolcezza è priva di Forza e diventa Debolezza. Pillola di Saggezza n.16 Vedere con gli occhi dello Spirito è amare, vedere con gli occhi del corpo è cecità. E' lo Spirito che ama e che fa vedere la realtà come lui la vede. Quando il corpo non è più mezzo ma fine della visione, ecco il velo di Maya annebbiarci la vista...ecco nascere l'Ego...ecco la morte dell'Amore. Pillola di Saggezza n.17 Saggio è colui che sa di non sapere. (Socrate) Il corpo umano è solo un mezzo di espressione dello Spirito. Il corpo umano può capire, ma non può sapere. Chi sa è lo Spirito, l'umano può solo apprendere ma senza sapere. L'unica cosa che l'umano può sapere è proprio di non sapere: questa è la sola autocoscienza che un umano sano ha, il resto sono Credenze dell'Ego. Pillola di Saggezza n.18 Essere consci di essere solo un pezzo di carne: questo è l'unico e vero segreto per la Felicità! Colui che è privo di Ego, sa di non sapere nulla. E questo lo rende libero, leggero, privo del peso della responsabilità, capace di essere solo un semplice canale dello Spirito. Non pensa, agisce e basta. Il suo pensiero è un non-pensare, è un lasciare la mente vuota per permettere alla mente dello Spirito di guidarlo. E' un semplice esecutore, questa è la sua unica funzione. Una pura scintilla d'Amore in azione.
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