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76.
Oltre l'Apparenza by Dani
Quotidianamente noi interagiamo con l'esterno in modo continuo. Questa Interazione si suddivide in una Interazione Attiva (espressiva) ed in una Interazione Passiva (ricevente). L'Interazione Attiva si manifesta attraverso la Parola e l'Azione, mentre l'Interazione Passiva si manifesta attraverso la percezione (apparente o vera) della realtà attraverso la formazione di un pensiero. Oggi, in particolare, analizzeremo in modo sintetico l'Apparenza, e quindi il concetto di Interazione Passiva. La verità spirituale e la stessa essenza spirituale vanno al di là dell'Apparenza. La verità spirituale è qui intesa come la "saggezza e sapienza divina insita in ognuno di noi, nel nostro spirito animato" mentre l'essenza spirituale stessa è intesa come lo Spirito, e quindi anche l'Anima individualizzata umana. Ma cosa si intende con Apparenza? Con Apparenza intendiamo tutto ciò che non è spirituale, che non riguarda quindi l'essenza divina. L'Apparenza si manifesta in 3 tipi base: sensoriale (fisica), mentale ed emotiva. L'Apparenza sensoriale è quella più semplice da percepire in quanto fisica. Ed è quindi anche il tipo di apparenza più semplice da comprendere e quindi superare nella propria comprensione della realtà. Tale tipo di Apparenza riguarda la nostra definizione linguistica (biologica, memoria sensoriale) di tutto ciò che vediamo (sentiamo a livello visivo), sentiamo a livello uditivo, sentiamo a livello tattile, sentiamo a livello olfattivo e sentiamo a livello gustativo. L'Apparenza mentale riguarda la definizione linguistica (in parole) che noi abbiamo di un determinato concetto, sensoriale o non sensoriale. Tale definizione influenza quello che è il nostro modo di comprendere la realtà, e quindi la nostra evoluzione spirituale stessa. Più evolviamo spiritualmente e maggiore è la nostra consapevolezza della realtà: ciò significa una più corretta e pura definizione dei concetti, delle idee e quindi una comprensione sempre maggiore della vera Logica divina. L'Apparenza emotiva è il tipo di apparenza più difficile da superare, in quanto non solo non è sensoriale (l'emozione è eterica) ma non è nemmeno definibile con un linguaggio mentale, cioè con parole. Si può rilasciare solo facendo attenzione alle emozioni che proviamo in ogni istante e comprendendone la vera causa. L'Apparenza è il percorso attraverso cui arrivare alla comprensione della Verità, che è lo scopo dell'evoluzione dello Spirito. Il mezzo con cui percorriamo "il percorso dell'apparenza" è la Mente della nostra Anima. E la Mente della nostra Anima ha una sede particolare nel corpo umano: il Cuore. E' il Cuore che dobbiamo ascoltare quindi per comprendere la realtà ed andare oltre l'illusione e la paura, che costituiscono le due facce rispettivamente positiva e negativa in cui si manifesta l'Apparenza. Impariamo a rimanere centrati nel nostro Cuore, attraverso l'uso della volontà (intento). In tal modo saremo sicuri di percorrere la strada più breve per arrivare alla comprensione della Verità. Quella strada che Dio ha tracciato per noi per guidarci e che è memorizzata all'interno della nostra Anima. La vera guida spirituale è dentro di noi, nel nostro Cuore. Ed è lì che dobbiamo rimanere sempre focalizzati, fiduciosi in Dio e quindi nella nostra essenza divina.
Domande & Risposte
Interazione (Filosofia ed Arte) 4. C'è una connessione tra il concetto di Interazione (attiva e passiva) espresso nell'art.76 ed i concetti di Filosofia ed Arte, le due discipline in cui lo Spirito si esprime in un corpo umano? L'Interazione Attiva si manifesta attraverso la Parola e l'Azione, ed è quindi un sinonimo di Arte. L'Interazione Passiva si esprime invece attraverso il Pensiero, il quale può essere vero o apparente. Essa è quindi un sinonimo di Filosofia. Apparenza è invece un sinonimo di "Paure ed Illusioni" (le paure e le illusioni sono quindi dei pensieri, e non delle parole o azioni). Così come il concetto di Apparenza indica un pensiero (una filosofia) non vero, allo stesso modo il concetto di Ipocrisia indica una parola e/o azione (un'arte) non vere.
Modelli culturali 6. Un modello culturale (familiare, sociale, scolastico, religioso, mediatico, ecc.) riguarda ogni aspetto della nostra Interazione con l'esterno, sia Attiva (Parola ed Azione) sia Passiva (Pensiero)? Sì. Un modello culturale comprende una serie di pensieri (interazione passiva) e comportamenti (interazione attiva) che vengono generalmente trasmessi alle persone affinché si adattino ed entrino a far parte della particolare comunità di persone che trasmette tale modello. Al giorno d'oggi, a differenza che in passato, i mezzi di comunicazione ci permettono di entrare in contatto con un numero elevatissimo di modelli culturali e ciò favorisce senza dubbio il ragionamento individuale e la de-programmazione dai modelli culturali che inconsciamente, sin da piccoli, ci sono stati insegnati ed abbiamo appreso dalle persone attorno a noi. Ciò non toglie il fatto che in molti modelli culturali ci sono idee e comportamenti di valore, ma è bene de-programmarsi da tali modelli per comprendere poi consciamente cosa risuona con la nostra personale comprensione e verità tra i pensieri e comportamenti costituenti i modelli culturali che conosciamo. Anche le ideologie politiche sono esempi di modelli culturali. Ed anche in questo caso, è bene andare oltre tali modelli polarizzati e considerare ogni singolo problema politico-sociale-economico-legislativo usando il proprio cervello e seguendo la propria verità.
Apprendimento ed Interazione 7. C'è una connessione tra i concetti di Apprendimento dell'Essere ed Apprendimento dell'Avere come definiti nell'art.75 e le due discipline della Filosofia e dell'Arte? La Vera Interazione Passiva (Vera Filosofia, Filosofia dello Spirito) si basa sul Vero Apprendimento dell'Essere (Apprendimento Interiore). La Vera Interazione Attiva (Vera Arte, Arte dello Spirito) si basa sul Vero Apprendimento dell'Avere (Apprendimento Coerente). Vedi anche art.75, art.76 e D&R varie.
Modelli culturali ed Apprendimento 8. [..] Un modello culturale ed in generale tutti i pensieri e comportamenti che abbiamo incorporato dall'esterno senza una vera comprensione degli stessi (credenze, stereotipi) sono caratterizzati quindi da un tipo di Apprendimento dell'Essere distorto (Apprendimento Esteriore) e da un tipo di Apprendimento dell'Avere distorto (Apprendimento Non Coerente). In un modello culturale, in una credenza od in uno stereotipo il tipo di Apprendimento dell'Essere è distorto in quanto non derivante da una vera comprensione interiore. Il tipo di Apprendimento dell'Avere può invece essere sia Coerente (se il nostro comportamento in parole ed azioni rispecchia la nostra conoscenza spirituale, anche se distorta) sia Non Coerente (se il nostro comportamento in parole ed azioni non rispecchia la nostra conoscenza spirituale, anche se distorta). Come già detto, l'Apprendimento dell'Essere distorto (Apprendimento esteriore) si manifesta in pensieri non veri (Apparenza), mentre l'Apprendimento dell'Avere distorto (Apprendimento Non Coerente) si manifesta in parole ed azioni non vere (Ipocrisia).
Modelli culturali ed Apprendimento 9. Riflettendo sul concetto di Apprendimento e sui modelli culturali, mi è venuto in mente il pensiero di Marx, il quale giustamente pensava che le idee, i pensieri da soli non possono cambiare la realtà ma proseguiva però affermando che, secondo lui, le idee sono un prodotto della realtà materiale e che è la vita materiale che determina la coscienza, e non viceversa. Da questo ne deduceva la necessità della rivoluzione e della conseguente dittatura del proletariato (che sarebbe stata comunque solo una tappa prima di raggiungere il vero comunismo basato sull'uguaglianza di tutti e l'eliminazione delle classi sociali). Penso sia un errore pensare che la realtà materiale (parola, azione) determini la coscienza (il pensiero). Ritengo invece sia proprio l'opposto: è il nostro cambio di coscienza (pensiero) che determina poi un cambiamento nella realtà materiale (parola, azione). Quanto hai detto è vero se consideriamo il processo di manifestazione della realtà dall'eterico al fisico su cui si basa il processo di Apprendimento dell'Essere: in tal caso è vero che è il nostro pensiero che determina l'approccio mentale ed emotivo alla realtà materiale (interazione con l'esterno) in cui viviamo, ma non automaticamente le nostre parole e le nostre azioni. Diverso è il caso in cui consideriamo il processo di manifestazione della realtà fisica su cui si basa il processo di Apprendimento dell'Avere: in tal caso è vero che è la realtà materiale (interazione con l'esterno) che determina le nostre parole e le nostre azioni, ma non un mutamento della coscienza (pensiero). E' altresì vero però che l'Apprendimento dell'Essere (mutamento dei pensieri, della coscienza) si giova della realtà materiale in quanto essa è spunto di riflessione per la crescita dell'Essere (Spirito). In tal senso è vero che la realtà materiale determina la coscienza.E' possibile quindi che il discorso di Marx si rifacesse a quest'ultimo caso. Ma più probabilmente intendeva dire che i modelli culturali (idee) derivano dalla realtà materiale (interazione con l'esterno, rapporti materiali) e non viceversa. Ciò è vero, ma è anche vero che un modello culturale (in questo caso l'ideologia comunista) non deriva, per definizione, da una Apprendimento Interiore bensì da un Apprendimento Esteriore. E tale tipo di Apprendimento è a mio avviso distorto, come già sostenuto di recente negli articoli e nelle D&R, in quanto l'Apprendimento Esteriore è un'imposizione culturale e non una libera e maturata espressione della propria comprensione interiore della realtà.
Riforma e Rivoluzione 10. La rivoluzione violenta è sempre e comunque un metodo negativo per cambiare la struttura della società? In prima istanza il metodo ideale è quello riformista, attuato attraverso il potere politico ed in base alla propria filosofia politica. In casi estremi è lecito ricorrere alla rivoluzione violenta, qualora la filosofia politica al potere impedisca al Popolo di scegliere democraticamente il proprio Governo e la filosofia politica maggiormente sostenuta dal Popolo stesso. E' Dovere Morale della Comunità infatti garantire al Popolo di esprimere democraticamente le proprie scelte e quindi anche la filosofia politica maggiormente sostenuta e votata, attraverso il potere politico.
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