Il Risveglio dell'Umanità
alla ricerca della Verità 

INDICE GENERALE

NEWS

SDAG

MODUM

HOMEPAGE

Obiettivi principali del programma di MODUM

(Con la collaborazione dello Staff di www.modum.info )

Data ultimo aggiornamento: 28 maggio 2009

PREMESSA:

L’attuale crisi dell’economia mondiale (e particolarmente quella italiana) affonda le sue radici nell’attuale sistema di gestione della moneta. La moneta è la linfa vitale dell’economia, è il carburante senza il quale il motore dell’economia non parte. Nessuno Stato può dirsi padrone della propria economia se non può controllare la moneta. E l’attuale moneta è una moneta distorta che nasce di proprietà di un ristretto gruppo di banche private le quali da molto tempo hanno il controllo assoluto dell’economia mondiale. I cosiddetti popoli democratici occidentali ed orientali si illudono di essere sovrani. Che tipo di sovranità può avere un popolo che non può disporre della propria moneta?

Il Signoraggio è un concetto che merita di essere approfondito data la sua importanza per ogni società i cui scambi sono basati su una Moneta. In sintesi, è la differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo costo di produzione. Tale differenza, data la natura istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero emettere la stessa moneta.

Tale profitto esiste per ogni forma di Moneta oggigiorno utilizzata: metallica, cartacea e scritturale.

Il Signoraggio sulla Moneta metallica è solitamente per legge attribuito allo Stato. Quello sulla Moneta cartacea è per legge attribuito alla Banca Centrale (solitamente privata). Quello sulla Moneta scritturale è invece (seppur senza riferimento legislativo) attribuito al sistema bancario nel suo complesso (Banca Centrale compresa, dato che anch'essa può creare denaro dal nulla prestandolo senza l'emissione di banconote). 

Il Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre meno del 2% della massa monetaria globale.

 

Il Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre circa l’8% della massa monetaria globale.

 

Il Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche). Tale moneta copre circa il 90% della massa monetaria globale.

 

Mentre il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò che non è sensorialmente percepibile è di più difficile comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale (c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie (Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso). Riguardo al Signoraggio delle banche ordinarie si consiglia di leggere l’articolo “Riserva frazionale vs. riserva totale”

riserva_frazionale_vs_riserva_totale.htm

 

Nota: il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale prestato.

 

Oggigiorno invece la Moneta è emessa da una privata Banca Centrale e creata da un privato sistema bancario. Si ritiene invece che la natura istituzionale della Moneta richieda una emissione ed una creazione della Moneta solo ed esclusivamente pubblica (statale ad esempio, o di altra comunità), accreditando la Moneta stessa ai cittadini e non indebitandola al momento dell'emissione. Ed utilizzando in tal modo il Signoraggio per scopi di natura pubblica e sociale.

Con la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema bancario stesso.

Consideriamo il libero mercato dei beni e dei servizi la più efficiente ed equa forma di allocazione delle risorse, pur ritenendo la moneta (coerentemente con la nostra teoria monetaria) non un bene od un servizio di mercato bensì una convenzione istituzionale che misura il valore di tali beni e servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di una gestione pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere morale della comunità garantire, nel rispetto del libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni primari di ogni essere umano.

Oggi è arrivato il momento di cominciare a concepire la creazione di una nuova società basata su un nuovo sistema economico e su nuovi sistemi giudiziari e politici. E' necessario quindi cominciare a mettere in pratica le idee che sono più in sintonia con una società equa, giusta e solidale. Il progresso tecnologico, ad esempio, permette all'essere umano di avere più tempo per se stesso. In sé è positivo se viene ben utilizzato. Come spesso accade, con gli stessi mezzi è possibile fare del bene o fare del male. Il problema fondamentale non è il progresso tecnologico, il mercato globale o le multinazionali. Il problema è la coscienza ed i valori di cui tale coscienza si fa portatrice. Per questo motivo è necessario che coloro che stanno evolvendo e sono puri di cuore entrino direttamente nel mercato come primi attori.

Per chi volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta consigliamo di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info .

Il possesso di molto denaro non è in sé negativo. Ricchezza e povertà sono due poli estremi opposti, mentre l’abbondanza è l’integrazione dei due, rappresenta il punto di equilibrio. La Vera Abbondanza coincide cioè con la "perfetta soddisfazione di tutti i propri Bisogni. Il concetto di Bisogno qui espresso comprende tutto ciò di cui necessitiamo in un determinato momento per massimizzare il nostro Benessere e quindi la nostra Felicità. Tale concetto di Bisogno è soggettivo e può essere realizzato indipendentemente dalla ricchezza materiale, dagli stereotipi sociali, dalle credenze, dalla lingua, dalla religione, dalla cultura e da ogni altro fattore che non siano i propri desideri intimi del momento. La Vera Abbondanza si raggiunge quindi ascoltando i propri desideri interiori al di là di quelli che sono i condizionamenti provenienti dall'esterno. Abbondanza significa che ognuno dovrebbe avere ciò che si merita in base alla propria evoluzione (l'unico vero metro di giudizio), alle proprie esigenze personali ed in base anche alla sua "missione".

Non è stato così per molto tempo, a causa di manipolazioni energetiche di vario tipo, ma tornerà ad essere così.

Se il denaro non fosse più considerato un mezzo per detenere il potere sulle masse, ma fosse solo un mezzo per agevolare gli scambi di beni e servizi tra le persone e di proprietà della comunità, ne avremmo sempre abbastanza per le tutte le nostre attività.

Poiché il potere fine a se stesso ed il business non avrebbero più senso, tutti gli sforzi sarebbero orientati a migliorare la vita di ciascun componente della comunità ed un consiglio di saggi amministrerebbe la cosa pubblica con onestà e nell’interesse di tutti.

Non vivendo più esperienze di carenza e povertà nessuno sentirebbe più la necessità di accumulare ricchezza togliendola ai suoi compagni. Ognuno si potrebbe dedicare a svolgere il lavoro più consono alle sue caratteristiche.

Il fine ultimo dell’industria sarebbe solo quello di produrre beni che migliorassero la qualità della vita degli abitanti di questo pianeta e la pubblicità sarebbe utilizzata al solo scopo di informare sulle migliori opportunità e sulle ultime novità tecnologiche.

Il tempo necessario al lavoro occuperebbe solo una minima parte della giornata e le persone avrebbero tutto il tempo da dedicare alla cura del corpo e della mente, ai figli, alla famiglia ed ai rapporti con gli altri.

Ci sarebbe un nuovo rinascimento che vedrebbe il rifiorire della poesia e della musica, della pittura e dell’architettura.

La scuola avrebbe il compito di esaltare le qualità migliori di ciascun ragazzo facendogli scoprire la fiducia in se stesso e negli altri e le enormi potenzialità dell’essere umano.

Gli anziani riacquisterebbero un peso importante nelle comunità che farebbero tesoro della loro esperienza e saggezza.

Le città sarebbero immerse nel verde e nella tranquillità e le abitazioni sarebbero dei luoghi confortevoli, pieni di armonia in cui ritemprarsi e ritrovarsi con i propri cari.

Grazie all’energia pulita, libera e gratuita per tutti non avremmo inquinamento ed il pianeta tornerebbe alla sua originaria bellezza.

Le guerre e le sopraffazioni sarebbero solo un ricordo lontano ed i popoli delle varie razze potrebbero condividere, gli uni con gli altri, gli aspetti migliori delle proprie civiltà.

Fiducia e integrità prenderebbero il posto di inganno, paura e terrore.

Il minore stress e l’assenza di preoccupazioni materiali farebbero diminuire drasticamente le malattie e  la violenza.

Uno dei tanti sogni senza possibilità di attuazione? Ne siamo proprio sicuri?

Viviamo in un mondo con una ricchezza enorme e che basterebbe solo una minima parte di questa ricchezza per risolvere i problemi.

Immaginate se nelle nostre tasche si riversassero 1.700 miliardi di euro ovvero l’entità del nostro debito pubblico nei confronti della Banca Centrale Europea più una somma pari al 40% del nostro reddito, corrispondente all’indebitamento medio delle famiglie italiane verso le banche commerciali. Non pensate che una ricchezza simile cambierebbe immediatamente la nostra vita quotidiana?

Il debito, il signoraggio, l’ignoranza, il terrore, la paura e la malattia sono le sbarre di una  prigione psicologica che un’elite di persone, che tiene le redini del mondo, ha costruito per noi.

La consapevolezza di questi meccanismi è la chiave per riacquistare la nostra libertà e riprendere nelle nostre mani i nostri destini.

Un futuro diverso è possibile, basta volerlo! 

Dall’attuale situazione di collasso si può uscir fuori solo attraverso una radicale riforma monetaria senza la quale qualsiasi modello sociale e politico è destinato a fallire. 

Per chi volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta consigliamo di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info .


 

PROGRAMMA DI GOVERNO A BREVE-MEDIO TERMINE

DEL MOVIMENTO DELL’UMANITA’ (MODUM)

Il seguente programma è stato definito con la collaborazione dello Staff di www.modum.info

RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:

  1. ritorno al sistema di elezione puramente proporzionale, con l’introduzione nel sistema elettorale delle "primarie aperte" a tutti gli elettori ai fini della proposta e della selezione delle candidature.
  2. elezione diretta da parte del Popolo dei giudicanti governativi (giudici), dei legislatori (parlamentari), e dei  governatori del potere monetario.

RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:

  1. dare esclusivamente allo Stato (in nome e per conto del Popolo) il potere di creare moneta dal nulla. Conseguenza: eliminazione imposte e tasse.
  2. riformare sistema bancario basandolo su coefficiente di riserva del 100%.
  3. uscire dall’ Unione monetaria europea (non dall’unione politica) e tornare alla nostra Lira.
  4. uguale salario minimo per tutti i lavoratori. Le differenze salariali si basano solo sul diverso ammontare di profitto e/o merito (quest’ultimo socialmente riconosciuto attraverso referendum).
  5. garantire a tutti i membri della comunità i bisogni materiali primari (alimentazione, pulizia e protezione del corpo) con la moneta creata dal Governo.
  6. garantire a tutti i membri della comunità istruzione e salute con la moneta creata dal Governo.
  7. uguale pensione per tutti (ex-membri attivi e membri non attivi) retribuita con la moneta creata dallo Stato.
  8. età di pensionamento uguale per tutti, uomini e donne.
  9. stimolare la competizione in tutti i mercati (ad eccezione del mercato della moneta, dove proponiamo un monopolio del Popolo attraverso i loro rappresentati governativi, vedi punto 1) attraverso premi a quelle imprese più performanti, utilizzando sempre la moneta creata dallo Stato.
  10. eliminare tariffe doganali.

Il suddetto programma consente di realizzare la vera Libertà, la vera Solidarietà e la vera Giustizia attraverso:

1) abolizione del Debito Pubblico. Conseguenza: eliminazione tasse ed imposte

2) eliminazione dell’inflazione con conseguente diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere d’acquisto della moneta. 

3) garanzia ad ogni essere vivente del soddisfacimento dei propri bisogni primari: alimentazione, pulizia, alloggio, vestiario, istruzione e assistenza sanitaria. Conseguenza: eliminazione della povertà

4) eliminazione della disoccupazione

5) rilancio dell’economia e della competitività dei nostri prodotti

6) uguaglianza giuridica effettiva di tutti i cittadini. 

Gli attuali sistemi politici, legislativi, giuridici, economici, sociali e la stessa costituzione dovranno essere riformati in armonia con il suddetto programma.

 

MODALITA’ DI ATTUAZIONE:

A) RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:

1) Sistema proporzionale puro.

Fondare la vera Democrazia Rappresentativa, in cui i parlamentari vengono eletti con il Sistema Proporzionale nominale puro. Cioè gli elettori non saranno più costretti a votare per i partiti che poi impongono i propri candidati interni, ma sceglieranno direttamente tra i nominativi presentati nelle liste elettorali.

Il sistema maggioritario penalizza le minoranze, che non sono rappresentate in parlamento in modo equo, ciò che invece viene garantito dal sistema proporzionale puro. Inoltre il sistema maggioritario costringe i vari partiti a formare due soli schieramenti all’interno dei quali ci possono essere partiti con idee e programmi in contrasto fra loro. Questo porta a coalizioni in continuo conflitto che non giova sicuramente al buon governo. Gli elettori possono sempre cambiare con il voto le loro preferenze a seconda dei programmi e della fiducia che i vari partiti meritano.

Il sistema proporzionale puro è il più corretto e giusto sistema di votazione ed è quello che meglio rispetta i 3 principi di Equità, Merito e Volontà ( vedi

www.ascensione.org/programma_di_governo_del_movimento_per_la_umanita.htm ). 

 

Per garantire la più ampia partecipazione degli elettori, è stato costituito un “Comitato per le Primarie Aperte” che ha preparato una proposta di legge di Iniziativa Popolare per introdurre nel sistema elettorale italiano le Elezioni Primarie Aperte a tutti gli elettori ai fini della proposta e della selezione delle candidature (Vedi:  Proposta di Legge di Iniziativa popolare.htm  e  Logica del Progetto di Legge.htm)

Nella competizione elettorale verrà adottata e garantita dallo Stato la Par Condicio per tutti i partiti e movimenti. Lo Stato finanzierà solamente le campagne elettorali, per garantire che ogni partito/movimento sia in grado di presentare al Popolo il proprio programma di governo. A tale scopo una specifica Commissione elettorale garantirà che ogni partito o movimento abbia uguale spazio negli appositi programmi elettorali TV e Radio, nonché su giornali e riviste. Ovviamente tutti i partiti e movimenti potranno a proprie spese fare propaganda elettorale in aggiunta a quella stabilita dalla par condicio. I vari partiti e movimenti saranno mantenuti in vita solo dai rispettivi aderenti, non ci saranno cioè finanziamenti pubblici ai partiti di alcun tipo.

Il sistema attuale dei partiti va bene?

I partiti non sono un problema in sé. E nemmeno lo sono le ideologie. E' naturale infatti che le persone si raggruppino a seconda del loro pensiero ed è praticamente impossibile che tutti la pensino allo stesso modo. Il fenomeno quindi dei partiti o comunque di gruppi con diversi programmi e con un diverso pensiero è un fatto naturale. 

Il problema non è nemmeno nella struttura del sistema, dato che un sistema parlamentare in cui tutte le persone considerate capaci di intendere e di volere votano e chiunque può teoricamente essere eletto (salvo limiti di età) è un sistema giusto. Forse la pecca principale del sistema odierno è che un sistema giusto dovrebbe prevedere un sistema di elezione proporzionale puro e non maggioritario o maggioritario-proporzionale come accade oggi.

Il vero problema sta nella coscienza di chi viene eletto. E dato che i rappresentanti eletti rappresentano la gente, essi rispecchiano nel loro agire quello che è il pensiero collettivo del popolo. Di certo se la gente fosse tutta illuminata allora eleggerebbe al Governo propri membri che, essendo illuminati, agirebbero nel massimo interesse della comunità e sarebbero rigidi nel far rispettare i valori morali.

Ciò che bisogna fare è quindi stimolare la gente a riflettere e creare pian piano gruppi di persone in sintonia di pensiero che potranno eventualmente presentare qualcuno di loro alle elezioni governative ai vari livelli comunitari (locale, regionale, nazionale ed anche internazionale). Per cambiare le cose non c'è altro modo quindi che partire dal basso e creare gruppi di persone che la pensino in modo simile e siano d'accordo su un certo programma e linea di pensiero.

2) Elezione diretta di Politici, Giudici e Governatori della Moneta. 

In futuro tutti i politici (parlamentari),  i giudici ed i governatori della moneta saranno eletti direttamente dal Popolo.

Per attuare la riforma monetaria occorre procedere prima di tutto ad una riforma della nostra Costituzione in cui, nell’art.1, si sancisce la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta. Inoltre si stabilisce che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere Monetario (CPM)  i cui membri vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario.

I membri del CPM  eleggono al loro interno il  Ministro del Tesoro il quale, pur facendo parte del potere esecutivo, è autonomo in materia di gestione monetaria e risponde solo alle leggi costituzionali.

Inoltre viene sancito nell'art. 2 della Costituzione che lo Stato, tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni cittadino un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di soddisfare i propri bisogni primari: alimentazione, alloggio, vestiario, prodotti per la pulizia del corpo, istruzione ed assistenza sanitaria. Con il RdC si attua finalmente il diritto divino di ogni essere al pane quotidiano, cioè ad una vita degna di un Essere Umano.

Per quanto riguarda il potere Esecutivo, tutti i ministri (escluso il ministro del Tesoro) vengono eletti dal Parlamento. Successivamente i ministri eleggono al loro interno il Primo Ministro (Presidente del Consiglio).

Ricapitolando, il Popolo elegge direttamente:

1.      i membri del potere politico-legislativo (il Parlamento).

2.      i membri del consiglio del potere esecutivo monetario (CPM), che a loro volta eleggono il Ministro del Tesoro, il quale in materia di moneta non risponde al capo del governo, ma direttamente al CPM e alle leggi costituzionali che disciplinano la materia monetaria.  

3.      i membri del consiglio del potere giudiziario (CSM).

Tutti i ministri del potere esecutivo (escluso il Ministro del Tesoro) vengono nominati dal Parlamento, i quali eleggono nel proprio ambito il Presidente del Consiglio. Questo perché, a differenza del Ministro del Tesoro, gli altri ministri sono degli esecutori delle decisioni politiche, cioè delle leggi emanate dal parlamento.

Dobbiamo distinguere infatti tra questioni pubbliche di breve-medio periodo e questioni pubbliche di lungo periodo.

I politici lavorano su questioni di breve-medio periodo, mentre chi gestisce la moneta e chi giudica agisce sul lungo periodo. Per questa differenza di interessi i secondi devono essere indipendenti dai primi. Chi gestisce la moneta svolge sì un ruolo esecutivo, ma esecutivo rispetto alla costituzione, cioè alle leggi di lungo periodo e non esecutivo rispetto al codice di leggi, cioè alle leggi di breve-medio periodo.


 

In sostanza il ministro del Tesoro è il garante della costituzione in materia di moneta, è il garante dell'ordine degli scambi e deve avere potere di veto sulle spese pubbliche scelte dai politici, non sulla composizione, ma sull'ammontare di tale spesa pubblica.

In altre parole esiste una costituzione (lungo periodo) con leggi definitive e vi sono leggi mutanti in base alle circostanze. La moneta fa parte della Costituzione, è un potere fondante, è il mezzo stesso che permette lo scambio nella società, è il mezzo che, prima di ogni altro, permette l'esistenza di una società.  E  per questo motivo non deve essere nelle mani di coloro che cambiano ogni 4 - 5 anni, cioè i politici che ovviamente guardano il breve-medio periodo e considerano ciò che serve nel loro periodo storico

La legge deve essere uguale per tutti! Conseguenza: deve essere abolita l’immunità parlamentare. Inoltre, le retribuzioni dei parlamentari, dei giudici  e degli esecutivi devono essere stabilite dal popolo attraverso referendum. Infine, deve essere abolito anche il trattamento pensionistico privilegiato dei parlamentari: la pensione (intesa come quota previdenziale per unità di tempo di lavoro) e le modalità di erogazione devono essere uguali per tutti. 

B) RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:

1) Sovranità Monetaria. (Abolizione del Signoraggio della Banca Centrale e della Moneta Virtuale).  

La "sovranità monetaria" appartiene al Popolo, come sancito anche dalla Costituzione italiana. Il "potere monetario" o "sovranità monetaria" è la facoltà (acquisita legalmente o attraverso una spontanea adesione) di far accettare qualsiasi debito dell'emittente stesso come moneta, solitamente con la promessa di accettarla a sua volta come pagamento di un qualsiasi proprio credito.

In sostanza, chi ha il potere di emettere moneta ha la facoltà di pagare ogni suo debito semplicemente emettendo nuova moneta.

Per restituire la sovranità monetaria al Popolo, occorre togliere al Cartello bancario l'attuale Signoraggio sulla moneta, cioè il monopolio di creare dal nulla la moneta e di prestarla ai Governi, nonché il monopolio delle banche private di creare dal nulla moneta virtuale e di prestarla alle imprese e ai cittadini.

Esistono 3 tipi di Signoraggio:

1. Il Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre meno del 2% della massa monetaria globale.

 

2. Il Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre circa l’8% della massa monetaria globale.

 

3. Il Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche). Tale moneta copre circa il 90% della massa monetaria globale.

 

Mentre il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò che non è sensorialmente percepibile è di più difficile comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale (c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie (Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso).

 

Nota: il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale prestato.

www.signoraggio.info

Le conseguenze più deleterie del Signoraggio della Banca Centrale e della moneta virtuale delle Banche sono: il Debito Pubblico, il debito ai privati cittadini ed alle Imprese, le tasse ed imposte, l’Inflazione/Deflazione, la disoccupazione, la povertà, il debito dei paesi del terzo mondo, le guerre e il terrorismo .

In sostanza, l’attuale sistema monetario è la causa primaria di tutti i nostri guai.

Solo lo Stato, su mandato del Popolo, ha il monopolio di creare moneta dal nulla.

Conseguenza diretta:

a) eliminazione del Debito Pubblico

b) eliminazione di tasse e imposte sia per i privati che per le aziende

c) eliminazione dell’inflazione/deflazione con conseguente diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere  d’acquisto della moneta.

d) maggiore competitività dei nostri prodotti grazie all'eliminazione delle tasse alle imprese.

e) eliminazione della disoccupazione.

f)  rilancio dell'economia

g) eliminazione della povertà

A Maastricht è stata svenduta l'Europa. A partire dal 1992 è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei banchieri. Il Trattato di Maastricht viola la Costituzione Italiana!

L’attuale art. 1 della Costituzione dice che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, per cui la sovranità monetaria è parte integrante e inscindibile di quella dello stato nazionale e non può essere delegata ad interessi bancari privati, tanto meno può diventare proprietà di interessi privati.

L’Art. 3 aggiunge che: "E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Senza disporre delle leve della moneta, del credito e dell’economia, qualunque governo, a prescindere dal suo orientamento politico, non sarà mai in grado di realizzare questo compito di sviluppo e giustizia economica e sociale.

L’Art. 47 sottolinea che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Anche in questo caso la cosa non è possibile giacché la Banca d’Italia, controllata da interessi privati, non può che rispondere, soprattutto nelle decisioni strategiche, agli indirizzi e agli interessi dei proprietari.

L’Art. 117: "Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [...] e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;"

Lo Stato quindi ha legislazione esclusiva in materia di moneta. Non solo, ma "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." (Art. 1).

Le parole legislazione esclusiva dovrebbero lasciar intendere che non può essere delegata a terzi la sovranità monetaria, dato che la sovranità appartiene al popolo e che lo Stato ha facoltà di gestire moneta e sistema valutario. Se è scritto sulla Costituzione si suppone che sia vero.

I politici, dopo il crack Parmalat, affermano che occorre tutelare il risparmio ma Bankitalia, non si tocca, in quanto ritengono la sua indipendenza un valore costituzionale.

Ma la Costituzione non fa parola di Banche, né di signoraggio, e il disegno di legge dice chiaramente che la Banca è regolamentata da statuti che precedono la Costituzione. La disciplina vigente sull'ordinamento della Banca d'Italia è ancora oggi contenuta in fonti normative precedenti rispetto alla Costituzione della Repubblica italiana.

I difensori di Bankitalia dicono di voler tutelare l'indipendenza e l'autonomia della Banca d'Italia, Ma se Bankitalia è in mano ai privati, di quale autonomia stiamo parlando? Nella Costituzione non è scritto che spetta allo Stato condurre la politica monetaria? La Costituzione non fa parola di Banche, e il disegno di legge dice chiaramente che la Banca è regolamentata da statuti che precedono la Costituzione.

In realtà Bankitalia, sarà utile ricordarlo, non è una vera e propria istituzione dello Stato, ma uno strano Ente i cui proprietari sono soprattutto le Banche, quindi i privati, e il placet, quello reale, quello che conta veramente, per la scelta del suo Governatore spetta alla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, il cui massimo azionista è la Federal Reserve USA.

Bankitalia è una SpA in mano a privati. E circa il 67% delle azioni di Bankitalia è posseduto da sole 4 banche private.

Visto che fino a poco tempo fa i soci di Bankitalia non erano conosciuti e che tuttora alcuni soci sono tenuti segreti, c’è da chiedersi se Bankitalia non sia da considerarsi una società segreta e quindi incostituzionale in quanto l’art. 18 della Costituzione stabilisce che sono proibite le associazioni segrete. Infatti, secondo l'Art. 1 della legge del 25 gennaio 1982, n. 17, si considerano associazioni segrete, e come tali vietate dall'art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.

Considerato che:

1.     non tutti i soci della Bankitalia s.p.a. (società privata e non istituto pubblico) o, meglio, i partecipanti al suo capitale, sono conosciuti ai cittadini italiani (Bankitalia ha pubblicato a settembre 2005 la lista dei suoi soci che possiedono circa il 94,35% del capitale sociale);

2.     la finalità di Bankitalia, come quella di tutte le banche centrali, è il monopolio del denaro, mediante il quale il sistema bancario esercita la propria egemonia sull'economia e sulla politica e che il monopolio del denaro è "un'attività diretta ad interferire sull'esercizio di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale".

Si potrebbe ipotizzare che la Banca sulla base di quanto suddetto costituisca un'associazione di persone che "tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali", commetta il reato di cui all'art. 1 della legge n. 17/1982 .

Ci sono state inoltre molte polemiche sul fatto che gli utili di bilancio distribuiti ai soci sono del tutto irrilevanti. Questo fatto spiega perché il bilancio di bankitalia è falso in quanto la moneta emessa, che rappresenta il grosso della truffa, cioè il signoraggio, viene appostata nel passivo e questo limita molto gli utili. Inoltre sul signoraggio, che Bankitalia intasca pulito, non viene pagata una lira di tasse. Perciò la BC è anche il più grande evasore di imposte.

La Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica devono assumersi le proprie responsabilità in merito alla questione monetaria, per non aver vigilato sul rispetto del diritto fondamentale della sovranità popolare sulla moneta.  Dal tradimento della Costituzione sono derivati gravi guasti alla democrazia: restrizione della libertà, disuguaglianza e ingiustizia. L’attuale conflitto tra i poteri dello Stato ne sono una conseguenza diretta.

La sovranità monetaria del Popolo è incompatibile con il trattato di Maastricht e quindi presuppone l’uscita dal trattato medesimo e l’adozione di una moneta nazionale emessa direttamente da un Ente dello Stato, in nome e per conto del Popolo italiano (può essere la lira o un’altra moneta).

Questo Ente può essere chiamato Consiglio del Potere Monetario (CPM). E’ il cosiddetto Quarto Potere, i cui membri sono eletti direttamente dal Popolo. Nell’ambito del CPM viene eletto dai suoi membri il Ministro dell’Economia (o del Tesoro) che fa parte dell’Esecutivo ma per quanto riguarda la gestione della moneta risponde al CPM e alla Costituzione. Il CPM è un organo tecnico costituito da esperti di economia eletti direttamente dal Popolo. Gli economisti del CPM  hanno il potere di veto perché  tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta), disoccupazione, produzione, ecc.

E’ giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale. Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal Popolo.

Il Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da finanziare. Il CPM controlla la validità e fattibilità dei progetti e se necessario può rimandare indietro la proposta governativa con consigli e suggerimenti.

Se in generale gli esperti economici  del CPM,  non hanno conflitti di interessi con la classe politica,  svolgono il loro lavoro correttamente. Comunque essi rispondono direttamente al Popolo che li elegge.

Quando è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della moneta, la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da emettere è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile. Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano, e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta scritturale).

Il Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi. Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di valore per la comunità nel suo complesso.

Il CPM provvederà alla gestione tecnica della moneta (con tutti i suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare ai politici.  La gestione monetaria  deve essere indipendente dalla politica anche se è  strettamente connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste e competenti. 

 

L’Art.1 della Costituzione dovrebbe sancire esplicitamente la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta (vedi Punto 3). Inoltre dovrebbe stabilire che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere esecutivo Monetario autonomo (CPM) (quarto potere) i cui vertici vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario (CSM).

L’adozione di una moneta nazionale di proprietà pubblica, rende inutili le monete complementari che farebbero solo confusione. Per finanziare le opere di pubblica utilità regionali, provinciali e comunali, basterà presentare agli uffici locali del CPM i progetti approvati che verranno realizzati con la moneta nazionale, emessa direttamente dallo stesso CPM.

Oltretutto la moneta nazionale servirà anche per pagare a livello internazionale i rifornimenti di energia (petrolio, gas, energia elettrica, ecc). Le monete complementari non sarebbero accettate a livello internazionale.

Le monete complementari, a mio avviso, potrebbero essere utili per rivitalizzare economie locali in presenza dell’attuale moneta-debito (euro), ma una volta usciti dal trattato di Maastricht e adottata una moneta nazionale di proprietà del Popolo, non ha alcun senso invadere il mercato con monete complementari locali.

La Finanziaria

Il Governo redige ogni anno la cosiddetta “Finanziaria” il cui scopo è quello di reperire le risorse finanziarie occorrenti ai propri fabbisogni. Il Governo ha attualmente la possibilità di scegliere una o più delle seguenti possibilità:

1. Indebitarsi nei confronti della Banca Centrale (BC), chiedendo in prestito alla stessa l’emissione di nuova moneta.

2. Indebitarsi nei confronti dei cittadini con l’emissione di Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT, ecc)

3. Tassare i propri cittadini direttamente o indirettamente (imposte e tasse, inflazione)

4. Vendere (svendere) i beni dello Stato (i beni del Popolo)

5. Accordare condoni di varia natura (condoni edilizi, fiscali, ecc)

6. Tagliare la spesa pubblica (spese correnti, sociali, ecc).

Le scelte di cui ai punti 1 e 2 generano il cosiddetto Debito Pubblico che cresce sempre più per effetto degli interessi che si accumulano.

Cos’è il Debito Pubblico?

E' la somma di tutto il denaro che lo Stato è costretto a chiedere in prestito al mercato per coprire il debito che lo Stato stesso ha accumulato nel tempo nei confronti del sistema bancario.

L’ammontare di questi prestiti costituisce il Debito Pubblico di ogni Stato, sul quale si continuano a pagare perennemente interessi, in una crescita infinita. Tali interessi vengono pagati dai Cittadini attraverso le imposizioni fiscali.

L’Italia sulla base del trattato di Maastricht incrementa il proprio Debito con la Banca d’Italia (Privata!!!) per un massimo del 3% annuo del proprio Prodotto Interno Lordo, facendo crescere nel contempo l’ammontare degli interessi pagati annualmente dai Cittadini.

Il Debito Pubblico che la comunità deve pagare è principalmente verso le banche, a causa della proprietà della moneta-debito (cartacea e scritturale) ad esse concessa dai politici (e in ultima analisi da noi cittadini che li abbiamo eletti).

La scelta n° 3 di tassare i cittadini incide, da una parte sull’aumento dei prezzi dei beni e servizi in quanto le imprese scaricano il carico fiscale sui prezzi dei loro prodotti, dall’altra parte causa una riduzione dei consumi in quanto la gente (gravata dalle tasse) ha meno soldi da spendere e con quelli che ha compra di meno per effetto del carovita. Per quanto riguarda l’inflazione, che è una forma indiretta di tassazione, da una parte avvantaggia lo Stato debitore che vede svalutati i propri debiti, dall’altra va a svantaggio dei cittadini poiché riduce il potere d’acquisto della moneta.

Quando lo Stato non può far fronte ai propri fabbisogni con altri debiti o con le tasse è costretto a vendere i propri beni (scelta n° 4) che sono beni della Comunità la quale si impoverisce sempre di più, a vantaggio dei creditori (le banche) i quali riescono ad appropriarsi dei beni dello Stato a prezzi oltremodo vantaggiosi.

O, in alternativa, a rastrellare moneta tra i propri cittadini attraverso vari condoni (fiscali, edilizi, ecc) commettendo delle palesi ingiustizie nei confronti di quei cittadini che pagano regolarmente le tasse e che rispettano la legge. Oltretutto la politica dei condoni può essere applicata solo temporaneamente.

Infine, quando lo Stato non può più agire sulle leve del debito e della tassazione, ricorre al taglio della spesa pubblica, a danno generalmente dei ceti più poveri: servizi sociali, viabilità, trasporti pubblici, ecc.

Lo spettacolo che ci offre in questi giorni il teatrino della politica è indecente oltreché inconcludente. Sia la destra che la sinistra non sanno o non vogliono individuare nell’attuale moneta-debito la radice dei nostri mali. Litigano su cose e ricette insignificanti che non hanno nessun potere di cambiare la realtà.

EBBENE!…Tutte queste vessazioni ingiuste, che sono la causa di tutti i guai della società (povertà, disoccupazione, ingiustizie, guerre, terrorismo, ecc), possono tranquillamente scomparire se solamente lo Stato (cioè i cittadini) rivendicasse a sé la sovranità sulla moneta, ovverosia avesse il monopolio di emettere, in nome e per conto del Popolo sovrano, la moneta-credito occorrente a coprire i costi di produzione di tutti i beni e servizi della comunità.

Proviamo a rifletterci su!!! E ci renderemo conto che in fondo è semplice cambiare radicalmente la nostra realtà. E’ solo questione di consapevolezza (presa di coscienza) e di volontà di cambiare il nostro modo di pensare.

Ridando la sovranità della moneta al Popolo sovrano, si può debellare anche la povertà, tramite il Reddito di Cittadinanza (RdC) poiché è dovere morale della Comunità garantire ad ogni essere vivente una Vita degna di essere vissuta (..dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti…).

Finché la gente non si risveglierà e prenderà coscienza del significato della vera moneta e di come deve essere gestita, sarà schiava del signoraggio delle banche le quali di fatto da molto tempo controllano l’intera economia mondiale e stabiliscono a loro insindacabile giudizio chi deve diventare ricco (pochi) e chi deve vivere da schiavo (molti).

La creazione di moneta dal nulla non è un fatto dannoso in sé. Lo diventa però nel momento in cui vi è un monopolio della moneta, come oggigiorno, e tale monopolio viene gestito da privati, come accade oggi attraverso le banche.

Se è invece lo Stato, tramite il Consiglio del Potere Monetario ( CPM) autonomo,  a gestire il monopolio del bene moneta, allora la quantità di moneta in circolazione può essere facilmente controllata. 

La difficoltà del sistema attuale di controllare la massa monetaria è dovuta al fatto che tutte le banche, attraverso il meccanismo della riserva frazionale, possono creare denaro dal nulla, e per di più creano denaro dal nulla che non è legato ad una corrispondente moneta fisica.

Il Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da finanziare. Il CPM controlla la validità e fattibilità dei progetti e se necessario può rimandare indietro la proposta governativa con consigli e suggerimenti.

Gli economisti del CPM  hanno il potere di veto perché  tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta), disoccupazione, produzione, ecc.

E’ giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale. Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal Popolo.

In generale gli esperti economici  del CPM,  non hanno conflitti di interessi con la classe politica,  e quindi svolgono il loro lavoro correttamente. Comunque essi rispondono direttamente al Popolo che li elegge.

Quando è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della moneta, la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da emettere è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile. Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano, e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta scritturale).

Il Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi. Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di valore per la comunità nel suo complesso.

Il CPM provvederà alla gestione tecnica della monetaria (con tutti i suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare ai politici.  La gestione monetaria  deve essere indipendente dalla politica anche se è  strettamente connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste e competenti. 

 

Eliminazione del Debito Pubblico.  

 

Nel caso specifico dell’Italia, lo Stato annullerebbe tutto il debito nei confronti delle banche considerandolo illegittimo, dato che il mezzo ufficiale di scambio è un affare comunitario e quindi lo Stato (Potere Esecutivo + Potere Monetario) dovrebbe gestire la moneta stessa.

Verrebbero invece rimborsate le obbligazioni acquistate da persone fisiche e giuridiche non bancarie. Le obbligazioni acquistate dai cittadini si basano sui loro redditi e quindi sono da considerarsi reali, per le questioni già dette. Quindi ridare a loro i soldi non crea problemi, in quanto tale denaro è reale.

 

Diverso è invece il caso delle banche che acquistano obbligazioni usando denaro non reale, cioè creato dal nulla. Perciò tale denaro, se re-immesso creerebbe problemi inflazionistici. Le imprese ed i privati, che possono aver effettivamente acquistato obbligazioni utilizzando parte di quell’utile (che ricordiamo non è moneta reale - vedi controllo inflazione di seguito), è giusto comunque che vengano rimborsate in quanto sono da considerarsi un investimento delle imprese e dei privati. Eventuali effetti inflazionistici verranno poi sistemati con una tassazione dell’utile netto delle imprese.

L’acquisto di obbligazioni da parte delle banche non è da considerarsi un investimento in quanto i fondi utilizzati per tale acquisto non sono reali, e quindi (una volta che si è stabilito che è compito della Comunità attraverso il CPM creare moneta) illegali.

Controllo di Inflazione/Deflazione.

L'inflazione deriva dall'aumento dei costi di produzione diretti ed indiretti a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.

Nessun Imprenditore, in regime di concorrenza, vuole aumentare i prezzi per non rischiare di perdere clienti; lo fa solo quando i suoi costi lo costringono a ciò.

La deflazione non dipende dalla scarsità della moneta nel mercato, ma dalla scarsità di essa nelle tasche dei Consumatori, sempre a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.

Non è importante che si metta moneta sul mercato ma nelle tasche dei Consumatori!

La stabilità dei prezzi può venir meno in seguito ad una variazione della massa monetaria, ed attraverso la legge della domanda ed offerta. In realtà, la stabilità dei prezzi può venir meno per numerose cause che qui elenchiamo:

 

Otto sono i fattori che causano inflazione/deflazione, di cui gran parte riconducibili alla presenza di una moneta-debito (vedi inflazione e deflazione):

1. variazione della massa monetaria (non la sua quantità) => legge domanda/offerta

 => variazione prezzi

Se nel sistema si hanno 100 di moneta o 1000, di per sé non cambia nulla sui prezzi istantanei, non è che con 1000 di moneta i prezzi sono più alti. Ciò che influenza i prezzi è il passaggio, la variazione di moneta, da una data quantità ad un'altra di massa monetaria, la quale (variazione) influisce sul consumo e sugli investimenti e di conseguenza sui prezzi)

E’ l'immissione di nuova moneta nel sistema che può creare inflazione, non è lo stock di moneta che crea inflazione ma il flusso di moneta. E’ determinante l’ammontare di moneta nelle tasche dei cittadini, ai fini del consumo. I lavoratori non ricevono il giusto in quanto gli effetti del signoraggio hanno creato condizioni di deflazione e le Aziende sono in difficoltà.

2. variazione imposizione fiscale (imposte e tasse - fattore sistemico) => variazione costi di produzione => variazione prezzi

(dovute alla presenza di una moneta-debito) le quali creano pressioni sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi,

3. variazione costi finanziari (interessi sui prestiti) => variazione costi di produzione

 => variazione prezzi

che premono sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi

4. variazione prezzi (inflazione stessa) => variazione costi di produzione=> variazione prezzi

che preme sui costi di produzione stimolando essa stessa un aumento dei prezzi.

Un aumento dei prezzi provoca un aumento dei costi di produzione perché i fattori di produzione vengono a costare di più e di conseguenza stimola quindi un aumento dei prezzi. E’ un cane che si mangia la coda, un circolo vizioso.

5) variazione profitti (profitti trasformati in consumo) => variazione consumi => legge domanda/offerta => variazione prezzi  (in quanto non vera moneta, vedi art.100) compreso il signoraggio.

6)  variazione altri costi di produzione (tecnologia, salari, altri fattori di produzione ) => variazione costi di produzione => variazione prezzi  

7. variazione discrezionale prezzi (monopoli,oligopoli,cartelli) 

Mentre tutte e 7 le cause sopra elencate possono verificarsi in presenza di un Certificato monetario (attuale moneta-debito), solo la 4, la 6 e la 7 possono verificarsi in presenza di una vera Moneta (per i motivi già spiegati negli articoli precedenti).

8. legge della domanda e dell'offerta (fattore culturale).

L'inflazione è alimentata anche dal fatto che la gente approfitta di una legge inventata che si chiama "legge della domanda e dell'offerta" che si basa sulle aspettative e che è una invenzione dell'uomo. La legge della domanda e dell'offerta è quella legge secondo cui date certe condizioni (libero mercato e concorrenza perfetta) i prezzi dei beni e dei servizi sono determinati dall'incontro della domanda e dell'offerta. In breve, se l'offerta è superiore alla domanda, i prezzi tenderanno a diminuire; se invece la domanda è superiore all'offerta, i prezzi tenderanno ad aumentare.

Tale legge non è naturale perché come ogni legge umana, essa è una convenzione. Essa cioè vale soltanto se tutti (o comunque la maggior parte degli attori del mercato) accettano e rispettano tale legge. E' possibile, infatti, che vi siano persone che non ragionino secondo tale legge e che reputino normale che, se l'offerta supera la domanda, il prezzo tenda non a diminuire bensì ad aumentare (perché, ad esempio, i produttori devono supplire ai costi maggiori derivanti dalla deperibilità dei loro prodotti) o che, ad esempio, se vi è un eccesso di domanda i prezzi debbano per "correttezza morale" rimanere sempre gli stessi nel momento in cui non si è presentato alcun nuovo costo di produzione che giustifichi l'aumento di prezzo. Il verificarsi di tale legge dipende quindi dalle aspettative degli agenti nel mercato che tale "legge" non scritta sia rispettata. 

Se vi sono più soldi, la gente comprerà di più  e ciò,  siccome la gente nel mercato approfitta della maggior domanda aumentando i prezzi,  crea inflazione.  Ma l'aumentare dei prezzi a seguito di aumento di domanda è una pura e semplice invenzione, alla quale la gente si adatta dato l'egoismo umano.  

Di per sé, non è detto che un aumento di domanda provochi un aumento dei prezzi...se io vendo banane e il mercato me ne chiede di più, solo il mio scopo puramente lucroso mi fa approfittare di questo e dire "beh, allora adesso aumento i prezzi visto che la domanda aumenta"...ma non c'è scritto da nessuna parte che debba farlo..se sono onesto non lo faccio.

Il problema è quindi l'avere come obiettivo il profitto o meglio, la massimizzazione del profitto. 

D'altra parte,  al di là della bassa coscienza umana attuale, questa massimizzazione del profitto viene perseguita dalla gente anche per la paura di non sopravvivere...non abbiamo infatti un "reddito di cittadinanza", cioè un sostentamento garantito in quanto esseri umani.

Tutto in fondo dipende dalla paura che genera egoismo.

Nel caso di domanda e offerta nulla, e domanda ed offerta infinita, la legge della domanda e dell’offerta non ha validità in quanto questa richiede una DETERMINATA e FINITA domanda ed offerta. E'  il caso di un bene deteriorabile e SOPRATTUTTO privo di domanda.

Il raggiungimento contemporaneo delle due stabilità (moneta e prezzi) è oggi impossibile (con la moneta-debito): la stabilità della misura (massa monetaria=costi di produzione) è difficilmente compatibile con una stabilità dei prezzi (che può richiedere, a seconda dei casi, una massa monetaria maggiore o minore rispetto ai costi di produzione).  

Solo quando si eliminano tutti i fattori che influenzano la variazione dei prezzi (cioè tutti quelli elencati sopra ad esclusione della variazione della massa monetaria) si può avere una contemporanea stabilità della misura del valore e dei prezzi. In tal caso infatti, una variazione della massa monetaria influenzerebbe allo stesso modo sia la variazione dei prezzi sia la variazione della misura del valore.

L'obiettivo principale delle banche centrali odierne è la stabilità dei prezzi (senza alcun successo, fra l'altro, conseguenza ovvia di un'impossibilità logica di controllare tutti i fattori di influenza sui prezzi di cui sopra), ma esse trascurano completamente la stabilità della misura del valore: l'errore consiste nel considerare la massa monetaria in circolazione corrispettiva del valore finale di produzione di beni e servizi e non dei costi di produzione sostenuti per produrli. Vedi meglio art.100

Stando così le cose, per poter controllare l’eccesso di moneta, è utile comprendere come esso si forma.  Qual è la quantità giusta di moneta che deve esserci nel sistema, per impedire che si crei inflazione?

La quantità di moneta giusta è quella che corrisponde al valore dei beni e servizi prodotti dalla società. E come possiamo misurare i beni ed i servizi prodotti dalla società? Li possiamo misurare attraverso i bilanci d’esercizio delle imprese. L’utile netto delle imprese rappresenta il denaro in più che rimane ai produttori di beni e servizi, cioè quella moneta che non rappresenta prodotti e servizi. 

 

Tutte le imprese che producono beni e servizi dovranno essere registrate nella banca dati delle imprese; per lo meno quelle che sono pagate direttamente dallo Stato. Il problema degli utili delle imprese riguarda solo la moneta emessa cioè quella finanziata dallo Stato.

I bilanci delle imprese che si finanziano con moneta già circolante, non hanno alcuna influenza sulla corrispettività tra moneta EMESSA e costi di produzione, bensì su moneta CIRCOLANTE e costi di produzione TOTALI.

Il controllo ANCHE dei bilanci delle imprese che non sono finanziate con emissione dirette di moneta, può servire solo se: 1) vi è imposizione fiscale, 2) vi sono sussidi, 3) si vuole penalizzare il profitto in generale e, 4) per controllare la reale redditività dell'impresa.

In generale, comunque, il controllo dei bilanci è cosa da farsi per tutte le imprese.

Il “sommerso” potrebbe continuare ad esistere, in quanto dipende dalla coscienza della gente, non puoi farci nulla. In ogni caso nessun danno potrebbe arrecare al sistema. Il problema del sommerso è legato al fisco; se l'imposizione fiscale non esiste non è un problema. E' una scelta. E' certo però che la gente tende ad avere più fiducia di ciò che è riconosciuto dalla società, dalla legge, quindi fare le cose in regola è un vantaggio, alla fine

 

Il risparmio dei privati dipendenti non è da considerare nella moneta in eccesso, pur facendo parte ovviamente della massa monetaria, in quanto tale risparmio non è moneta in eccesso della produzione ma fa parte della moneta basata sulla produzione di beni e servizi. Cioè, in sostanza, i salari rientrano nei costi per la produzione di beni e servizi ed i risparmi sono parte dei salari.

Allo stato attuale, solo l'utile netto delle imprese è da considerarsi come moneta non reale mentre i redditi del singolo sono da vedere come un costo della produzione, cioè è moneta con base reale spesa per la produzione di beni e servizi. L'utile netto delle imprese è invece un residuo del ricavo della vendita di un prodotto o servizio e non un costo di produzione. Quindi solo l'utile netto è moneta che a quello stadio non è reale, cioè non incorpora in sé un bene o servizio. Tale utile diventa comunque costo di produzione se reinvestito per la produzione di beni e servizi, mentre è da considerarsi consumo se viene utilizzato per l’acquisto di beni e servizi non destinati alla produzione ma appunto al consumo diretto da parte dei soci. Solo gli utili destinati al consumo diretto dei soci (e quindi, in generale, gli utili distribuiti ai soci) sono moneta non reale, cioè non sono un costo di produzione. Solo i consumi intermedi, quei consumi parte della fase produttiva di un bene o servizio, infatti, sono da considerarsi costo di produzione, mentre i consumi finali, quei consumi tipici dei privati cittadini e destinati al soddisfacimento dei loro bisogni e desideri vitali e sociali, e non destinati alla produzione ma al semplice godimento diretto, sono moneta non reale se costituenti utili di impresa. I consumi finali sono invece moneta reale se derivanti da salari, proventi da investimento, donazioni o prestiti.

Si considerano in questo contesto nel termine imprese anche le attività dei liberi professionisti, al presente non ancora considerati imprenditori nella legislazione italiana in contrapposizione alla scelta legislativa effettuata da molti altri paesi.

Pertanto solo l'utile netto (destinato al consumo diretto, vedi sopra) delle imprese può essere tassato in caso di necessità per diminuire la massa monetaria in circolazione perché SOLO l'utile netto delle imprese (pagate direttamente dallo Stato con nuova emissione) rappresenta moneta in eccesso che crea inflazione essendo moneta che non rappresenta un bene od un servizio mentre i redditi individuali rappresentano beni e servizi, essendo il reddito un costo per la produzione, e quindi parte intrinseca della produzione. Solo l'utile netto è moneta che a quello stadio non è reale cioè non incorpora in sé un bene o servizio.

E, si guardi bene, anche l’utile netto delle banche in quanto imprese è da tassare, in caso di inflazione (vedi riforma del sistema bancario - cap. 2).

Per utile netto si intende qui il valore della produzione-costi di produzione (salari, interessi passivi, ammortamenti, consumi intermedi), al netto delle eventuali remunerazioni del capitale (interessi) e dell'eventuale lavoro stipendiato dell'imprenditore.

In conclusione, lo Stato ha, in caso di necessità, lo strumento della Fiscalità Monetaria attraverso la tassazione dell’utile netto delle imprese per riportare l’inflazione a valore  nullo (Vedi anche: la Vera Moneta).

Le imprese devono essere lo strumento attraverso cui promuovere il benessere di tutta la Comunità e non solo di una minima parte di essa che persegue la sola logica del proprio profitto. La logica del profitto ad ogni costo è una colossale distorsione della sana economia, che ha spinto, fra l’altro, le società occidentali alla produzione di molti beni superflui ed al consumismo forsennato di tali beni. E questo comportamento ha prodotto un danno molto grave all’ambiente, che richiederà molto tempo per essere guarito da parte della Madre Terra che ha già iniziato a ribellarsi, all’azione indiscriminata da parte di molti esseri umani che vorrebbero distruggerla, con un’opera di purificazione totale. La Madre Terra sta ascendendo, sta elevando la sua vibrazione (sostenuta in quest’opera da molti Esseri di Luce, incarnati e non), ed in questa azione si scrolla di dosso di tutte le nefandezze e di tutti quegli esseri umani che le hanno prodotte. In questi tempi la Giustizia Divina (la Legge del Karma) opera sempre più intensamente affinché il karma dell’Umanità e della Terra possa essere trasceso.

Tassare permanentemente, in una percentuale da stabilire, la massa monetaria in circolazione) con la relativa Datazione del Denaro (come suggerisce AFIMO), ci sembra poco attuabile. 

Ci sarebbero comunque molte persone che pur di non far figurare i contanti li metterebbero da qualche parte. Si creerebbe un mercato monetario parallelo enorme con moneta (seppur fuori corso) degli anni passati. Se tutti hanno in mano moneta dell'anno prima l'accettano e come tra loro.

Il cambio monetario avverrebbe troppo spesso e la gente si stuferebbe ad andare ogni anno a cambiare la moneta, e perciò utilizzano tra loro quelle vecchie creando monete parallele e diventa un caos. Non è solo una questione tecnica; gli esseri umani non sono macchine, e bisogna sempre considerare anche le loro reazioni.

Infine tassare la massa monetaria significherebbe sottrarre ingiustamente moneta reale ai risparmi dei lavoratori e dei cittadini in generale che rappresentano costi di produzione.

Prezzi, Plusvalore e monopoli

 

Come si dovrebbero formare i prezzi dei beni e dei servizi? Come stabilire in modo corretto il valore di un servizio o di un bene? Il prezzo di un bene o servizio dipende dalla domanda e dall'offerta dello stesso. Nella teoria economica del valore si discute se il valore di un bene sia determinato dalla sua utilità, dal costo di produzione, dal tempo di lavoro impiegato o da altri fattori.  Il metodo più corretto sarebbe il lasciare la decisione del valore di un servizio o di un bene ai consumatori.

Oggi invece il prezzo dei beni e dei servizi viene stabilito attraverso l'interazione tra produttori e consumatori o solo dai produttori nei casi di monopoli, di oligopoli e di cartelli. Il prezzo di un bene o servizio dipende dalla domanda e dall'offerta dello stesso ma è vero anche che sono i consumatori a determinare sia la domanda sia l'offerta in ultima analisi (se i consumatori non domandano allora nessuno offre perché sarebbe una spesa inutile). Quindi è anche vero che è il consumatore che determina il mercato e dovrebbe lo stesso consumatore determinare anche il plusvalore di un determinato bene o servizio. (il plusvalore o surplus è, semplificando, la differenza tra il prezzo ed i costi di produzione di un bene o servizio). 

 

Se è vero che la variazione dei prezzi e la sua consistenza siano determinati in origine dalla quantità di moneta in circolazione, è vero anche che in seconda battuta, data una certa quantità di moneta in circolazione, ciò che determina il prezzo del bene o servizio è fondamentalmente il rapporto domanda/offerta del bene. E questo dipende fondamentalmente dai desideri della gente, e cioè dall'utilità di un bene o servizio. Penso che il fattore utilità valga per tutti i beni. Ad esempio l'oro, che in sé non ha grande utilità di utilizzo, costa molto perché ha una grande utilità di immagine. Viene cioè considerato un bene "da ricchi", e per questo viene considerato di valore. Naturale che un bene che è disponibile in quantità infinita non sarà mai considerato di particolare valore. Il prezzo dipende quindi dalla relazione tra domanda e offerta, che dipende in ultima analisi dall'utilità del bene o servizio.

La decisione sul costo di produzione, sui salari, sul costo di trasporto deve essere lasciata in modo completo alle dinamiche di mercato. Naturale che questi fattori incidono sul prezzo, ma non sono la causa prima. Come detto, pensiamo che la causa prima del valore di un bene sia la sua utilità. 

Pensiamo che l'unico bene che debba essere gestito attraverso un monopolio è il bene moneta. In particolare tale bene deve essere gestito attraverso un monopolio pubblico, non privato. Qualsiasi altro monopolio, privato o pubblico che sia, è di ostacolo al progresso dell'economia. Pensiamo che il Governo dovrebbe rimanere completamente fuori dal mercato. Pensiamo quindi che dovrebbe esistere un monopolio pubblico della moneta a livello nazionale ed un mercato di libero scambio a livello mondiale senza monopoli, privati o pubblici che siano.

 

Attuale politica monetaria

 

Perché i tassi di interesse sono oramai quasi nulli? Perché la quantità di moneta nominale è talmente in eccesso rispetto a quella reale che i prezzi continuano ad aumentare, dato che risultano esserci molti più soldi di quelli che vi sono realmente e ciò provoca un aumento della domanda e quindi dei prezzi.

L'aumento di domanda provoca anche un necessario aumento di offerta da parte delle imprese. Tale aumento di offerta comprende un aumento dei costi per le imprese. Dato che però l'aumento dei prezzi fa diminuire a sua volta la domanda (la gente compra di meno) allora il lato dell'offerta si ritrova con un eccesso di produzione e di costi. Tale effetto negativo sulle imprese le costringe a prendere in prestito dalle banche.

La Banca Centrale, per non vedere il paese crollare a picco, è costretta a cercare di risollevare la situazione economica favorendo i prestiti alle imprese (per supplire ai costi) ed ai consumatori (affinché consumino). E questo lo può fare solo abbassando i tassi di interesse.

Questo è ciò che sta avvenendo oggi. Siamo arrivati ad avere tassi quasi nulli perché i debiti accumulati dalle imprese e dai consumatori nei confronti delle banche sono divenuti così alti che le banche stesse rischiano il fallimento. E perciò cercano a loro volta di rimanere in vita favorendo i prestiti, i quali a loro volta sono necessari per mantenere in vita le imprese e l'economia del paese.

 

Siamo arrivati cioè all'avvitamento del sistema su se stesso.

 

La massa debitoria nei confronti del sistema bancario sia da parte dei privati che da parte dei governi è così elevata che l'unico modo per dare una vera e definitiva svolta alle sperequazioni economiche esistenti sul nostro pianeta è dare ai Governi stessi il potere di creare moneta, ma solo moneta reale (banconote e monete metalliche) cioè con un coefficiente di riserva del 100%.

 


 

Sistemi monetari locali

 

La miglior soluzione riguardo la gestione della moneta sarebbe che il Governo di un paese avesse il potere di creare la moneta. Ora, ci sono varie esperienze in giro per il mondo ed anche in Italia che promuovono monete locali create da privati o da gruppi locali. Possono avere successo tali realtà? 

Il problema principale di tali esperienze è la non convertibilità di tali monete con le monete ufficiali. Bisognerebbe creare un gruppo di persone che svolgono attività che li rendono indipendenti o quasi rispetto al resto della comunità, ma non è semplice. 

Dal nostro punto di vista, l'unico vero modo è in parte simile a queste esperienze ma riguarda direttamente la moneta ufficiale del paese. E per creare questa nuova moneta gestita dalla comunità nel suo complesso è necessario farlo in modo ufficiale e democratico e cioè far eleggere al Governo persone che siano d'accordo con questa riforma monetaria. Anche questo non è semplice, ma è a nostro avviso la soluzione più efficace. In questo caso il problema della convertibilità sarebbe sicuramente meno difficile da superare, dato che tale riforma monetaria sarebbe ufficiale, legale e quindi accettata (anche se malvolentieri) dagli altri paesi che ne garantirebbero comunque la convertibilità con le altre monete.

Esempi di monete locali:

Economia alternativa di Damanhur   

Ecoaspromonte

Simec (Auriti)

Regio

Monete alternative in Argentina

Wir (Svizzera)

 

 

 

 

 

ŠCEC (www.arcipelagoscec.net )

 

Da oltre un anno è stato realizzato in Italia un nuovo sistema di Buoni Locali chiamati ŠCEC (Solidarietà che Cammina). Gli ŠCEC ormai sono diffusi su quasi tutte le regioni italiane con una crescita esponenziale.

 

Cosa sono gli scec?

Gli ŠCEC,  sono la rappresentazione grafica di un atto di Šolidarietà avvenuto fra gli iscritti al circuito di ArcipelagoSCEC, una diminuzione di prezzo che viene riconosciuta reciprocamente.

l funzionamento è intuitivo. I Buoni SCEC vengono stampati da ArcipelagoSCEC, gestiti dalle Associazioni locali aderenti ad Arcipelago SCEC e consegnati gratuitamente* agli iscritti e alle famiglie. I Buoni Locali SCEC danno diritto poter pagare con gli SCEC una parte dei prezzi delle merci e dei servizi offerti dalle imprese, professionisti, produttori agricoli, artigiani, aderenti al circuito.                                                                              

* ad ogni distribuzione verrà richiesta solo un libero contributo per il recupero delle spese di stampa                                              

Hanno un rapporto 1:1 con l’euro, ma non sono convertibili          

Sono uno degli strumenti (vedi il progetto completo) che vengono usati dall’ ArcipelagoSCEC per ricreare le economie locali su basi che non siano quelle dello sfruttamento esasperato delle risorse e del territorio. Siamo convinti che dobbiamo ripartire dalla comunità sociale e dall’economia locale per risanare il nostro mondo che ha abbandonato ormai il semplice buon senso.                                                          

Il futuro riparte dalla saggezza e dal rapporto con la natura che ha sempre fatto parte della nostra cultura contadina.                                                                          

Emissione                                                                                              

Viene fatta da ArcipelagoSCEC che è il coordinamento nazionale di tutte le “Isole” regionali che lavorano sul territorio, in base a criteri condivisi e trasparenti che si trovano nel Regolamento di Gestione I Buoni SCEC danno diritto ad una riduzione di prezzo medio del 20% (dal 10% fino al 30%, ma tra privati nulla vieta che si possa arrivare fino al 100%) sui prezzi praticati, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie, comunicandola all’associazione ed esponendola nel proprio esercizio, la percentuale da applicare. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, attireranno nel circuito locale anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione.                                              

Distribuzione agli iscritti                                                          

La quantità iniziale sarà di 100 Buoni locali ad iscritto, con l’obiettivo di arrivare ad una distribuzione mensile costante nel tempo una volta che il circuito locale sarà perfettamente completo e la circolazione degli SCEC sarà ottimale.                                  

Arcipelago potrà anche distribuire SCEC per comportamenti virtuosi come la raccolta differenziata, l’assistenza a domicilio, ecc. attività che in alcuni casi dovranno essere concertate con gli enti locali.    
Tutte queste casistiche sono comunque riportate ne Regolamento di Gestione che fa parte delle regole comuni necessarie per la circolazione degli SCEC anche nelle altre realtà regionali.              

I tagli sono sei: 0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 - 50 SCEC.                          

 

 

 

La Filosofia dello ŠCEC

Dall’economia del Denaro all’economia del Donare

Dall’€uro allo ŠCEC…

Guardate come cambia il significato di una parola invertendo solamente il posto a due vocali, la E e la O della parola DENARO http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=6941                       

Cambia tutto, cambia il mondo.                                                

Da un’economia che sul DENARO ha fondato da millenni il suo potere, caricandolo di significati di sopraffazione, egoismo, avidità, schiavitù, si può passare solo attraverso questo semplice spostamento, nella economia del DONARE dove ciascuno fa un piccolo passo indietro e mette l’IO dietro al NOI. Dove un piccolo dono rende florida e abbondante una comunità.                          

Ci piace parlare di comunità e non di economia perché la comunità è l’insieme delle persone e non è spersonalizzante e fredda come i termini economia, mercato ecc.                                               

Sul DENARO si è fondato l’impero del vitello d’oro che così tanto fece arrabbiare il buon Mosè quando scese dal Sinai.                   

Intendiamoci il denaro in sé non è una cosa cattiva, è un semplice   strumento come tanti altri, ma aggiungendoci il debito alla sua immissione nella comunità, diventa facilmente un enorme strumento di potere per il creditore e quindi di sopraffazione, di distruzione, uno strumentoche dispensa carenza e povertà e trasforma le persone rendendole violente e aggressive rubandogli l’anima                                                                                     http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_nov_2.pdf e questo fu sicuramente il motivo che fece arrabbiare così tanto sia Mosè che Gesù nel tempio che se la prese con i cambiavalute, o che fece proibire il prestito con interesse nel Corano.                                                                                  

Chi come noi analizza il mondo economico e monetario lo sa bene, questa è l’economia che trasforma l’essere umano di solito docile e sociale in un essere avido, pauroso, triste, che vede il futuro e la vita come una sofferenza continua e tutto questo, solo aggiungendo un piccolissimo tasso di interesse al meccanismo di creazione monetaria http://www.centrofondi.it/report/Report_Centrofondi_2008_ott_1.pdf .                                                                                           

Fare il passaggio dall’economia della distruzione (Denaro creato con tasso interesse) all’economia del Donare è fare “salto quantico” che richiede un’adeguata grammatica logica.                              

Se il Denaro basato sull’indebitamento ti domanda sempre il perché fai una cosa e quanto ci guadagni, al contrario lo scambio basato sul Donare è un atto di rinuncia, incomprensibile nel mondo del Denaro, che non chiede il perché e quale sarà il ritorno di questa azione, ma vede le cose con un’ottica più ampia e sa che dal suo piccolo atto di rinuncia tutta la comunità sociale ed economica potrà trarre giovamento.                                                        

Attraverso questo passaggio logico si arriva a capire la filosofia che sta alla base del progetto di ArcipelagoŠCEC. La Šolidarietà ChE Cammina è una rinuncia (Donare) fatta dal partecipante al circuito che offre un bene od un servizio ad una percentuale del prezzo in euro (Denaro). Lo ŠCEC non è altro quindi che il simbolo e la rappresentazione grafica di questo atto, una sorta di attestato che permette a chi lo fa circolare di far vedere che partecipa attivamente all’economia del Donare.                                        

Lo ŠCEC quindi non rappresenta altro che un metro della Šolidarietà ChE Circola in una comunità che ha scelto di rinunciare ad una % del prezzo pagato con il Denaro.                                              

Ha quindi valore lo ŠCEC?                                                       

Per noi ha un valore immenso, ma non nel senso che gli attribuiamo nella economia del Denaro. Di per sé non è altro che un pezzo di carta colorato che testimonia lo scambio di atti di liberalità che i partecipanti ad un circuito, locale, regionale, nazionale o perché no, anche internazionale, si sono promessi di fare reciprocamente. 

Non ha valore, non è convertibile in denaro, chi ha ricevuto ŠCEC ha solo la promessa non la garanzia che potrà ricevere dal circuito questo Dono ed a lui starà cercare e trovare chi potrà scambiarsi la Šolidarietà e questo si concretizza e si rinnova ad ogni nuova rinuncia.                                                                              

Lo ŠCEC trascende anche il concetto stesso di moneta intesa nel senso dell’economia del Denaro non portandosi dietro il concetto di valore.                                                                                

Maggiore è la quantità di ŠCEC in circolazione e maggiore è la fiducia e la ricchezza che passa di mano in una comunità. Se vogliamo l’azione dell’economia del Donare condiziona anche quella del Denaro.                                                                          

Come?                                                                                 

Facendo rimanere e circolare il Denaro all’interno della comunità che adotta anche il Donare.                                                    

Secondo noi la Šolidarietà si può anche Contare perché è un’entità numeraria che al contrario dell’economia del Denaro non perde valore, non si svaluta, non si inflaziona.                                     

Per questo infatti abbiamo creato il ContoŠCEC che non è altro che una contabilità della Šolidarietà ChE Circola tra gli aderenti, quanta è disponibile e quanta ognuno ne ha. Una sorta di pallottoliere virtuale che aiuta a far lavorare insieme le due economie, quella del Denaro e quella del Donare, nell’attesa che dal Denaro venga tolto quel virus, quella malattia distruttiva che si chiama indebitamento e che possa tornare quindi ad essere solo uno strumento neutro di misura del valore. In quel momento la funzione di misurare anche la Šolidarietà svanirà perché non ci saranno più gli atteggiamenti tipici dell’economia del Denaro collegato all’indebitamento (avidità, paura, egoismo, sopraffazione ecc.).                                        

ArcipelagoŠCEC distribuendo alle persone, famiglie, pensionati gli ŠCEC è come se anticipasse la Šolidarietà che si materializzerà ogni qualvolta chi offre servizi, vende una merce, produce un bene accetterà questi biglietti di carta per una % del prezzo in euro tenendo fede alla promessa fatta quando è entrato nel circuito della Šolidarietà ChE Cammina.                                                 

Sull’aspetto fiscale per noi non ci sono dubbi:                             

si può tassare la Šolidarietà, un Dono, una rinuncia? Ovviamente no.                                                                                     

Facciamo circolare la Šolidarietà, associamoci e facciamo associare i nostri amici al circuito di ArcipelagoŠCEC. Facciamo rete fra coloro che hanno una visione del mondo che non si ferma al puro business, scambiamoci reciprocamente un atto d’amore rappresentato dallo ŠCEC. Una piccola azione che cambia il mondo, senza sforzo.                                                                       

Scarsità di moneta e inflazione

 

Nel nostro sistema attuale vi è scarsità di moneta reale rispetto a quello di cui la gente avrebbe bisogno. Ma se fosse il Governo a creare moneta e cominciasse a creare soldi per tutti non si creerebbero molto presto fenomeni di superinflazione? 

Il problema dell'inflazione è strettamente legato alla moneta virtuale, non reale. Nel nostro sistema economico odierno la quantità di moneta risultante dai dati è elevatissima perché vi sono un sacco di transazioni virtuali, che non richiedono cioè l'uso della moneta vera e propria, metallica o cartacea che sia.

Tali transazioni vengono fatte in modo rapidissimo attraverso l'utilizzo delle tecnologie informatiche. Pensiamo alle speculazioni di borsa, ad esempio. Per questo fatto della notevole velocità di circolazione della moneta oggigiorno potrebbe apparentemente sembrare che non vi sia scarsità di denaro. Ma in realtà il denaro esistente è insufficiente, nel senso che la possibilità di creare lavoro o di realizzare determinate opere (private o pubbliche che siano) necessarie alla comunità può essere limitata da coloro che hanno il potere di creare moneta, ossia i banchieri privati.

Il problema dell'inflazione deriva dalla presenza del meccanismo di riserva frazionale nel sistema bancario. Le banche, in sostanza, hanno la possibilità di prestare molto più denaro di quello che hanno. E tale nuovo denaro creato attraverso i prestiti non viene reso manifesto con denaro vero e proprio metallico o cartaceo, ma va ad aggiungersi alla massa monetaria nel sistema semplicemente digitando numeri su computer o scrivendo numeri su un titolo cartaceo. In questo modo risulta esservi moneta in eccesso nel sistema (in eccesso rispetto a quella che dovrebbe esserci, ed in eccesso quindi rispetto ai beni e servizi realmente scambiati nel sistema). Tale moneta in eccesso viene giustamente percepita come un problema economico. Il fatto è che tale eccesso viene solitamente ridotto attraverso l'aumento dei tassi di interesse, che provocano a loro volta un aumento del costo dei prestiti bancari e quindi di conseguenza una variazione dei prezzi dei beni. 

Tale variazione sarà tendenzialmente negativa, dato che la gente comprerà meno. E quindi le imprese saranno costrette ad abbassare i prezzi, tanto maggiore è la competizione nel proprio settore (a meno di cartelli tra imprese). I prezzi potranno invece rimanere stabili o addirittura aumentare se il settore in cui l'impresa opera è monopolistico o comunque poco competitivo. In tal caso, infatti, l'impresa tenderà a scaricare il proprio aumento di costo sul prezzo dei beni.

L'unico vero modo per eliminare l'inflazione e tutti gli effetti connessi è dare solo ed esclusivamente allo Stato (e non più alle banche private) il potere di creare la moneta. Ed abolire il meccanismo di riserva frazionale.

Se è vero che la moneta nominale è sempre in eccesso ma quella reale è sempre scarsa, gli economisti quale delle due guardano? Gli economisti guardano solitamente l'aggregato monetario chiamato M1, che comprende il circolante (monete e banconote reali effettivamente emesse dalla BC), gli assegni turistici ed i depositi in conto corrente. E' l'aggregato che la banca centrale riesce a controllare meglio. Tale aggregato è già in parte nominale, dato che un aggregato puramente reale comprenderebbe solamente il circolante, cioè le banconote e monete realmente emesse dalla BC. 

Gli economisti considerano anche altri aggregati meno liquidi rispetto ad M1 (es. M2, M3). La liquidità indica la disponibilità immediata del denaro per le transazioni. 

In un sistema puro, la liquidità dovrebbe essere assoluta, cioè vi dovrebbe essere solo denaro circolante, cioè effettivamente emesso dalla BC, o titoli sostitutivi di tale denaro ma che non fruttano alcun interesse, così come la moneta vera e propria.

La moneta reale (circolante) non frutta interessi. Sono i titoli su tale moneta che invece ne fruttano. Il problema è che la moneta necessaria per pagare gli interessi sui titoli non esiste! Mentre il titolo cioè rappresenta moneta esistente o moneta creata dal nulla dalle banche attraverso i prestiti, l'interesse sul titolo è una certa quantità di moneta che viene creata anch'essa dal nulla, anche quando il titolo si basa sul circolante cioè su moneta effettivamente esistente.

Questa creazione di denaro che in realtà non esiste fisicamente fa sì che risulti esserci più moneta nel sistema di quanta ve ne è in realtà. In sostanza, gli interessi sui titoli devono essere pagati ma la moneta per pagare tali interessi non viene creata in aggiunta a quella già esistente nel sistema. Questo fa sì che la quantità di denaro necessaria per le transazioni sia sempre scarsa e che quindi si continui a ricorrere ai prestiti bancari per pagare gli interessi. E' un circolo vizioso, in cui l'unico modo per sopravvivere e pagare tutto è continuare a prendere a prestito dalle banche, le quali vogliono interessi per i soldi che creano dal nulla. Ma i soldi per tali interessi non esistono nel sistema perché non vi è stato un parallelo incremento della massa monetaria del sistema. 

Questo meccanismo crea una dipendenza dal sistema bancario e, a causa dell'eccesso di moneta nominale rispetto a quella reale, una perenne inflazione.

 

Attuale inflazione

 

L’inflazione è tornato ad essere un tema di attualità in questi giorni. Tutti coloro che vivono di un modesto stipendio o pensione sanno benissimo, contrariamente a quanto rilevato dall’ISTAT, che il costo della vita, per effetto sia dell’euro che della speculazione, è aumentato notevolmente. E’ molto strano notare come i prezzi continuino ad aumentare nonostante il calo dei consumi. Cos’è che alimenta l’inflazione? Chi è che manovra questo fenomeno? 

Sebbene l'inflazione come fenomeno in sé derivi esclusivamente dalla particolare struttura dell'attuale sistema bancario, l'inflazione di questo periodo è un fenomeno che si basa ANCHE sulle aspettative.

Sebbene infatti le banche pratichino interessi bassi sui prestiti, cosa che dovrebbe favorire l'aumento della spesa e quindi della produzione e di conseguenza un aumento dei prezzi, i consumi non aumentano e di conseguenza nemmeno la produzione. E quindi l'aumento di prezzi dovuto a questo particolare fattore è ridotto.

In questo periodo, invece, l'aumento dei prezzi è dovuto in buona parte alle aspettative dei consumatori e dei produttori. In una situazione difficile a livello politico-sociale, la gente tende per paura (per lo più inconscia) a diminuire i propri consumi e preservare il denaro. Allo stesso modo i produttori, prevedendo ciò, diminuiscono la produzione cosa che porta ad un aumento dei prezzi dei prodotti per meglio coprire i costi di produzione ed avere pur sempre un certo profitto.


 

 


Interesse sui prestiti di capitale

 

E' sempre giustificata la richiesta dell'interesse sul capitale dato a prestito?  

Dobbiamo distinguere tra l'interesse sulla moneta creata dal nulla e l'interesse sulla moneta già esistente.

Nel primo caso, la differenza tra il Valore nominale (o Valore di produzione) della moneta e i costi di produzione è un profitto.

L'interesse è quindi un profitto vero e proprio sulla moneta. Ma  la Vera Moneta è di proprietà del popolo (come da art.100),e quindi solo il popolo può appropriarsi di un profitto sulla cessione di moneta, sia che si tratti di vendita sia che si tratti di prestito. Entrambi i tipi di cessione, infatti, presuppongono la proprietà dell'oggetto ceduto, in questo caso la Moneta. E la proprietà della stessa, in una comunità in cui tale Moneta circola come moneta legale, è del popolo.

 

Se chi presta il capitale non è colui che crea il capitale stesso, allora la richiesta dell'interesse sul capitale non è giustificata.

In questo caso infatti il capitale, sebbene in suo possesso, non è di propria proprietà. La proprietà del denaro infatti è della collettività nel suo complesso, come spiegato negli articoli 100 e 101. Il singolo individuo può essere solo un "portatore" momentaneo di tale denaro, ossia un possessore. Per questo fondamentale motivo, anche il prestito ad interesse di denaro in proprio possesso non è logicamente corretto e giusto. 

 

2) Riforma del Sistema bancario.  

 

Le banche possono esercitare la loro attività di intermediazione del credito ma con un coefficiente di riserva del 100%.

In tal modo quindi le banche presterebbero solo denaro che hanno effettivamente in deposito, tutelando così da un lato i depositanti da possibili insolvenze della banca e dall'altro il corretto funzionamento del sistema monetario, evitando la creazione di moneta da parte delle singole banche.

La banca, con una riserva del 100%, sarebbe un puro intermediario e come ogni intermediario avrebbe un suo costo di commissione per coprire le spese di gestione. Avrebbe comunque un introito come pagamento del suo servizio di intermediazione (oltre che la restituzione del capitale prestato), ma tale pagamento è una tantum sul prestito. E non è un prezzo della moneta, e nemmeno un profitto sulla moneta prestata, ma semplicemente un pagamento del servizio di intermediazione. La differenza pratica, al di là di quella concettuale, è che gli interessi sulla moneta prestata sono cumulabili, mentre il pagamento per il servizio di intermediazione è un semplice pagamento non cumulabile di un servizio.  Il denaro infatti, sebbene in proprio possesso, non è di propria proprietà (mi scuso per il gioco di parole). La proprietà del denaro infatti è della collettività nel suo complesso, come spiegato negli articoli 100 e 101. Il singolo individuo può essere solo un "portatore" momentaneo di tale denaro, ossia un possessore. Per questo fondamentale motivo, anche il prestito ad interesse di denaro in proprio possesso non è logicamente corretto e giusto. 

3) Ritorno alla Lira. 

 

A tale scopo lo Stato italiano deve uscire dall’unione monetaria basata sull’Euro e ripristinare la Lira (Vedi anche l’articolo:unità_nella_diversità).

Un eventuale sistema monetario basato sulla creazione della moneta da parte dello Stato e non da parte del sistema bancario presuppone l'indipendenza monetaria della Nazione. E questo significa, nel caso italiano, uscita dall'unione monetaria europea.

Il trattato di Maastricht non permette la creazione di credito da parte del Governo nazionale, in qualsiasi forma: se si vuole riportare la creazione della moneta nelle mani del Popolo non ci sono alternative se non proporre un'uscita dal trattato di Maastricht e quindi dall'unione monetaria (ma non da quella politica). La creazione di una moneta alternativa da affiancare all'euro non è consentita dal regolamento di Maastricht e qualsiasi proposta di un governo dell'UE in merito verrebbe bocciata da Bruxelles. Lo stesso dicasi per altre forme di credito governativo anche non monetarie ufficiali che esulino dall'ambito euro.

Una volta stabiliti gli accordi di cambio con le altre monete, lo Stato  legifera in modo tale da assumersi il dovere di creare la moneta dal nulla, togliendo tale potere alle banche, che rimarrebbero funzionanti come semplici intermediari finanziari con riserva obbligatoria quindi del 100%.

Dopodiché bisognerebbe sostituire l'euro con la nuova moneta (tornando magari alla nostra Lira) così come si è già fatto nel passaggio precedente inverso tra Lira ed Euro. A quel punto il problema inflativo sarebbe maggiormente sotto controllo, dato che buona parte dell'inflazione dipende dal denaro necessario per pagare gli interessi che le banche richiedono quando prestano denaro creandolo dal nulla. Tale interesse, infatti, viene richiesto al sistema senza che vi sia però un uguale aumento della massa monetaria nel sistema. Ciò crea un deficit di moneta nel sistema che porta ad un circolo vizioso di dipendenza dalle banche per pagare gli interessi sui prestiti bancari. 

In un tale sistema le imposte e le tasse non esisterebbero. Lo Stato si auto-manterrebbe nelle sue attività creando da sé la moneta necessaria per le proprie attività. Potrebbero però essere necessari dei prelievi monetari dal sistema (e quindi dalla popolazione) nell'eventualità che si verificassero problemi di inflazione. Queste imposte saltuarie (che riguarderebbero ammontari di certo nettamente inferiori alle imposte e tasse odierne) riguarderebbero solo gli utili netti delle imprese e permetterebbero alla massa monetaria del sistema Italia di diminuire e ridurre il problema inflativo. Lo scopo primario dello Stato nella sua politica monetaria (tramite il CPM) sarebbe quello di tendere a mantenere l'inflazione nulla.

L'Italia dovrebbe sganciarsi dall'euro per battere moneta in modo autonomo. Le altre nazioni europee ne garantirebbero la convertibilità, in quanto sono monete statali. Se sono monete pubbliche e legali, nessuno impedirà ad un paese sviluppato come l'Italia, fonte di reddito anche per molti altri paesi, di crearsi una propria moneta nazionale.

Naturale che, per evitare qualsiasi tipo di speculazione sul mercato dei cambi, l'ideale sarebbe avere monete nazionali con cambio fisso 1 a 1. Ma questo è un altro discorso.

La Moneta emessa dal POPOLO, tramite il CPM, è sempre moneta reale e servirà a finanziare tutte le attività economiche imprenditoriali ed i Servizi Pubblici. 

Non ci potrebbe essere il pericolo di massicce fughe di capitali all'estero? Le fughe di capitali all'estero, considerando questo particolare problema della nazionalizzazione della moneta, non creano problemi. Ciò che conta tenere sotto controllo è la quantità di moneta nel sistema (in Italia o all'estero che sia) e non dove si trova. La moneta nazionale, anche se convertita con altre monete estere, da qualche parte continuerà ad esistere, non è che sparisce. Semplicemente cambia il possessore di tale moneta. Gli spostamenti di capitali, quindi, non creano problemi da questo punto di vista.

4) Salari e Profitti

 

Secondo il punto 4 del programma sintetico del "Movimento per l'Umanità", il salario minimo deve essere uguale per tutti i lavoratori. Le differenze salariali si basano solo sul diverso ammontare di profitto e/o merito (quest'ultimo socialmente riconosciuto attraverso referendum).

E’ previsto un salario minimo uguale per ogni lavoro, che verrà stabilito tramite un referendum popolare (a differenza del salario minimo attualmente vigente che non è uguale per tutti i tipi di lavoro ma varia a seconda del contratto collettivo stipulato tra sindacati e datori di lavoro).

Il concetto di salario minimo può essere in realtà inteso come "la parte monetaria del reddito di cittadinanza" (vedi punto 5,6 a), mentre il Reddito di Cittadinanza vero e proprio è la parte non monetaria.

La società nel suo complesso, attraverso un provvedimento governativo, assicura un salario minimo a tutti, ma non viene dato dal governo. Viene stabilito dal governo su mandato del popolo che lo ha stabilito tramite referendum. Quindi può sempre intendersi come un servizio sociale, un reddito minimo stabilito dalla società attraverso il suo governo e quindi in un certo senso un reddito di cittadinanza monetario.

Poiché viviamo in un sistema meritocratico, ogni imprenditore stabilirà a sua discrezione quanto pagare un suo lavoratore, in aggiunta al minimo.

Riguardo ai Profitti, per capire meglio, possiamo suddividere i lavoratori in tre categorie:

1) lavoratori di società di persone (SaS, Società di Fatto, Associazioni, ecc)

2) lavoratori di società di capitali (SpA, SrL, ecc)

3) lavoratori pubblici.

 

Nelle imprese in cui non vi è capitale di rischio investito (SaS, Società di fatto, ecc), l'utile va diviso in modo uguale tra tutti i lavoratori dell'impresa. Nessun premio a nessuno. E' impossibile determinare un sistema giusto per stabilire chi merita e chi no in termini di qualità del lavoro.

Per le Società di Capitali (SrL, SpA) si ritiene giusto che il capitalista (azionista o socio), cioè colui che assume su di sé il rischio di impresa (e quindi in pratica il rischio di perdere il proprio investimento), abbia una quota di profitto proporzionale alla quota di capitale sociale sottoscritta. Ed abbia inoltre un salario uguale ai dipendenti nel caso in cui egli stesso partecipi direttamente nel team di lavoro dell'impresa. 

Pertanto una parte dell'utile dell'azienda andrà suddiviso tra i soci/azionisti per la percentuale del ROE e la parte rimanente sarà ripartita in ugual misura tra i lavoratori dell’azienda. Ad esempio, se il ROE è del 10%, allora il 10% dell’utile andrà agli azionisti ed il 90% dell’utile ai lavoratori. 

Per stabilire l’utile da ripartire tra gli azionisti/soci occorre considerare il ROE (Rapporto tra l’Utile netto del periodo considerato ed il Patrimonio netto del periodo precedente) che esprime la redditività del capitale proprio in termini di utile netto. Cioè quante unità di utile netto produce l’impresa per ogni 100 unità di mezzi propri investiti. E' l'indicatore che più interessa gli azionisti in quanto consente di valutare la redditività del capitale di rischio investito nell'impresa. Un'impresa, per poter attrarre nuovo capitale di rischio, dovrebbe fornire un ROE superiore ai tassi di rendimenti di investimenti alternativi. In ogni caso il ROE di una impresa non dovrebbe mai essere inferiore al tasso garantito per investimenti senza rischio. Al di sotto di tale limite, infatti, non sarebbe remunerato in modo congruo il rischio dei risparmiatori azionisti. In caso di perdita, il ROE è negativo. Questo significa che lo squilibrio economico è così grave da erodere i mezzi propri. Se il ROE è negativo, cioè in caso di perdita, l'utile ovviamente non va a nessuno.

I compensi per i lavoratori pubblici (compresi i politici ed i giudici) saranno stabiliti dal popolo attraverso appositi referendum.

Facciamo notare anche che l'utile (profitto) delle imprese rappresenta l'esistenza di una falla insita nel sistema economico complesso (non perfetto) in continuo mutamento, falla che l'imprenditore nota prevedendo una discrepanza tra il valore presente dei fattori produttivi (il mercato sottovaluta il valore dei fattori produttivi nel presente) e quello futuro del prodotto o servizio finito. Il libero mercato tenderà poi ad aggiustarsi automaticamente sia a causa dell'aumento conseguente della domanda di fattori produttivi (dato che aumenta la produzione) e quindi del loro prezzo sia a causa dell'entrata di nuovi concorrenti interessati a sfruttare tale opportunità di profitto (ipotizzando che tale profitto sia maggiore del tasso di interesse, altrimenti nessuno tenderebbe a rischiare) con il conseguente abbassamento dei prezzi dei prodotti o servizi. La tendenza sarà quella di una caduta del profitto. Questo spiega come il libero mercato aggiusti da solo quella che è la vera falla del mercato (eccesso o difetto di moneta), evidenziata dalla presenza di un profitto (eccesso di moneta) o da una perdita (difetto di moneta). Ma fintantoché tale falla esiste, il Governo attraverso la Banca Centrale del Popolo può limitare il "danno economico" di tale falla tassando l'utile e diminuendo quindi la moneta in eccesso nel sistema.

Un sistema perfetto, che non ha più senso chiamarlo economico, si ha quando non si scambia nulla ma semplicemente si dona ciò che è in più.

Liberalizzazione dei Rapporti di Lavoro. La flessibilità del lavoro è fondamentale in quanto consente una maggiore dinamicità nella vita. Chi svolge lo stesso lavoro per tutta la vita finisce con il de-motivarsi e perdere la creatività. Soprattutto perché dobbiamo crescere in modo completo e conoscere un po' tutto. 

La legislazione sui rapporti di lavoro dovrà essere tale da considerare centrale la tutela delle volontà che si sono espresse nei liberi contratti individuali.

È necessario abolire ogni forma di Contrattazione Collettiva subordinata a regole di comportamento della massa con l'intento di indirizzare l'attività economica secondo metodologie politico-ideologiche, dal momento che l'attività economica dovrà sempre scaturire dalle volontà umane individuali ad essa interessate.

La Legge deve garantire in qualunque modo la libertà e la dignità individuale, dal momento che è l'unica realtà, non necessariamente egoistica in senso morale, in grado di determinare il Progresso socio-culturale che dipende esclusivamente dall'interesse e dalla soddisfazione individuale di coloro che lo producono.

In alcuni casi il licenziamento è necessario. Tuttavia occorre garantire che chi perde il lavoro possa trovarne un altro quanto prima, magari dopo un periodo di formazione. E’ compito dello Stato farsi carico della formazione e dare eventualmente ove necessario un sussidio ad integrazione del Reddito di Cittadinanza a chi rimane senza lavoro fino a quando non ne trova un altro.

5,6) Lo Stato Sociale

Lo Stato garantisce i bisogni primari a tutti i cittadini: alimentazione, pulizia, alloggio, vestiario, istruzione e assistenza sanitaria. Quindi la fame di certo sarà debellata, a meno che uno sia masochista. Non si può dire lo stesso per l’ignoranza che dipende sempre da una scelta libera della persona. 

E' Dovere morale della comunità garantire i Bisogni spirituali (o bisogni primari) ad ogni essere umano (vedi art. 17). Privarli di questi, significa privarli della possibilità di elevare il proprio Spirito ed ascendere. La forma fisica è il tempio dello Spirito e se il tempio non è ben curato allora lo Spirito non può dimorarvi e permettere alla forma di ascendere. 

Dovrà essere sancito, nell’ Art. 1 della Costituzione (insieme alla sovranità monetaria), che lo Stato, tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni cittadino sin dalla nascita un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di soddisfare i propri bisogni primari di cui sopra.

Cultura e Ricerca. Quando si parla di istruzione si intende anche la cultura e la ricerca, che costituiscono i presupposti per una vera istruzione, e debbono essere finanziate direttamente con la moneta-credito emessa dallo Stato.

Lo Stato dovrà incentivare tutte quelle iniziative di ricerca che arricchiscono il patrimonio culturale e scientifico dell’Italia e che servano a potenziare la proverbiale genialità e creatività degli italiani.

a) Modalità di attuazione dello Stato Sociale

Istituzione del Reddito di Cittadinanza per ogni cittadino che consiste in una certa somma mensile, sotto forma di buoni nominativi (quindi non cedibili) e per ogni categoria di bisogni, che lo Stato mette a disposizione di ciascun cittadino sin dalla nascita, in un conto corrente individuale. Sono in sostanza dei titoli nominativi che possono essere accettati solo da organizzazioni autorizzate a fornire i beni ed i servizi primari specifici con i quali ogni cittadino può acquistare alimenti, vestiari, prodotti per la pulizia, nonché pagare l’affitto o acquistare la proprietà di un alloggio, pagare i prodotti e servizi per la formazione e per la salute. 

Il Reddito di Cittadinanza è conseguenza del Dovere Morale (la vera Legge) da parte della comunità della solidarietà verso tutti gli esseri umani e di garantire a ciascuno una vita dignitosa (vedi art. 135).

Per contro ogni cittadino, abile al lavoro, ha il dovere morale di contribuire col proprio lavoro al benessere della Comunità. Solo chi arreca effettivo danno alla Proprietà ed al Possesso altrui è punibile dalla Comunità.

Sono preferibili i buoni nominativi, piuttosto che la moneta reale, per evitare che la gente possa impiegarla per scopi diversi dal soddisfacimento dei bisogni primari. 

Tali buoni non sono moneta ma rappresentano un credito gratuito di beni o servizi. Mentre la moneta è un bene utilizzato ufficialmente per convenzione come mezzo di scambio, il credito è uno strumento. Non solo la moneta può essere oggetto di credito (posso cioè prestare denaro) ma qualsiasi bene o servizio può essere oggetto di credito (posso prestare qualsiasi bene od offrire un qualsiasi servizio). I buoni nominativi, non essendo moneta ma un credito gratuito non monetario, non creano un aumento dell’offerta di moneta immediato e non reale.

Inoltre, dare moneta reale come reddito di cittadinanza, se tale moneta viene creata dal nulla, creerebbe solo inflazione in quanto quel reddito non è un costo di produzione (vedi controllo dell’inflazione), mentre sotto forma di buoni nominativi non ha base monetaria reale, cioè non è un reddito monetario. Diviene moneta solo quando assume un valore reale, cioè quando vengono utilizzati per pagare un servizio o un bene.

 

La moneta crea inflazione se non è reale se non è cioè basata sulla produzione di qualcosa. Se si emettono buoni, di per sé non sono moneta anche se c'è sopra una cifra, ma solo il servizio/bene che tale buono copre. I buoni nominativi non sono moneta e ciascun tipo di buono nominativo copre solo una categoria di beni/servizi, mentre la moneta è invece quel bene "mezzo di scambio" per TUTTI i beni.

Il Reddito di Cittadinanza porterà ad un forte incremento della produzione, a seguito dell’aumento dei consumi, e renderà i nostri prodotti molto più competitivi sui mercati interni ed internazionali, poiché i prezzi non saranno più gravati da imposte e tasse. Inoltre l’assenza di inflazione e la stabilità della moneta aumenterà il potere di acquisto del denaro.

A tale reddito poi si aggiungono altri redditi di lavoro (salari), le pensioni ed eventuali sussidi (quali ad esempio quelli erogati a lavoratori licenziati per il periodo di disoccupazione in attesa di un nuovo lavoro).

Ogni cittadino, abile al lavoro, ha il dovere morale non coercitivo di contribuire con il suo lavoro al benessere della Comunità. Il tipo di lavoro è scelto liberamente da ciascuno secondo i propri desideri e talenti. Inoltre ogni essere umano ha il dovere morale di contribuire al Progresso (Evoluzione) dell’Umanità tramite uno stile di vita basato su valori etici di Libertà, Equità, Rispetto, Solidarietà, Giustizia ed Unità nella diversità; valori che vengono trasmessi attraverso una sana educazione, garantita dalla Comunità. In merito ai doveri si suggerisce la lettura dell’opera “I Doveri dell’Uomo” di Giuseppe Mazzini, scritta nel 1860, che conserva intatta tutta la sua attualità.

Un sistema giusto e libero dà la possibilità a tutti (attraverso il Reddito di Cittadinanza) di sopravvivere, informarsi, studiare e quindi capire. Ma non dà la possibilità ai fannulloni di vivere una vita agiata a spese della comunità. Non avrebbe senso. Una cosa è dare gratuitamente la possibilità a tutti di sopravvivere,  imparare e crescere, e questa è una forma di vero aiuto alla persona, la quale deciderà poi liberamente se sfruttare o meno tale opportunità. Altra cosa è invece il servire e riverire i fannulloni, dando loro dei soldi per alimentare i loro vizi. Questa sarebbe una forma ingiusta  di trattamento che non rispetta quelle persone della comunità che si impegnano con il loro lavoro a servizio della comunità.

L'unico modo per aiutare veramente una persona è permetterle di imparare, capire e studiare. Di avere cioè le informazioni che le permettano di avere un ruolo attivo nella società. Per questo l'unico vero modo per aiutare la gente è condividere l'informazione e le conoscenze. Poi sarà una scelta del singolo individuo quella di scegliere se studiare o meno (non si studia solo sui libri, è studio anche l' imparare un semplice lavoro manuale), ma a quel punto il dovere morale di buon membro della comunità è concluso. Ogni persona è libera di fare quello che vuole, e bisogna rispettare la libertà altrui, fintantoché non lede la libertà di altre persone. I fannulloni incalliti recano un danno diretto alla comunità. Perciò il Governo dovrebbe incentivarli ad apprendere nuove arti e mestieri a loro scelta e stimolarli a rendersi utili alla Comunità.

 

Per quanto riguarda la salute, ogni essere umano deve avere la libertà di curarsi come desidera, senza dover sottostare a norme ed imposizioni di nessun tipo, riguardo la cura da adottare. Pertanto non esiste una medicina ufficiale ed un’altra alternativa fuorilegge. Ogni essere umano deve poter scegliere liberamente sia il medico, sia il tipo di cura (allopatia, omeopatia, pranoterapia, ecc).

b) Finanziamento dei progetti relativi alle strutture dello Stato Sociale.

Per quanto riguarda le Opere di Pubblica Utilità (ospedali, scuole, vie di comunicazione, ecc.), lo Stato paga tali opere con moneta-credito reale, solo ex post cioè ad opera ultimata e collaudata, in base ai costi di produzione che risultano da corretti e dettagliati bilanci (contabilità industriale), perciò senza generare inflazione.

Per le Opere di Pubblica Utilità (OPU) lo Stato emette bandi di gara, tramite un’apposita Commissione imparziale (con Filiali provinciali), che risponde al CPM, i cui componenti sono assunti per meriti e per rettitudine e che, comunque rispondono, sia civilmente che penalmente, del loro operato. Tale Commissione valuta anche la rispondenza dei progetti presentati ai capitolati del bando, nonché le relative offerte economiche, assegnando i lavori alle imprese che a parità di valutazione tecnica presentano progetti con costi minori documentati.

Per progetti di una certa complessità, si possono emettere bandi di gara articolati in sottoprogetti ed assegnabili anche ad imprese diverse.

Le imprese interessate alla produzione dei beni e servizi che soddisfano i bisogni primari, nonché quelle che realizzano le OPU, possono finanziare i loro progetti reperendo i capitali presso cittadini privati (interessati ad investire i loro risparmi in azioni) oppure presso banche che operano con riserva obbligatoria al 100% costituita solamente da moneta reale (capitale proprio della banca e depositi della clientela vincolati a medio-lungo termine).

Per andare incontro alle imprese, lo Stato potrebbe dare loro dei titoli di credito nominativi del valore pari al costo di produzione previsto dei sottoprogetti (potrebbero servire come garanzia per reperire sul mercato i capitali necessari alla loro realizzazione ) e, una volta che questi siano stati realizzati ed abbiano superato il collaudo, procedere a convertirli in moneta reale.

Lo Stato emette, inoltre, moneta-credito per coprire i costi di produzione mensili della pubblica amministrazione (stipendi, affitti, beni di consumo, ecc).

In sostanza succede che lo Stato, quindi la comunità, non finanzia i profitti cioè non li sostiene! Tuttavia le imprese sono libere, a meno di leggi apposite, di avere comunque profitti (per esempio quelle imprese che producono beni e servizi che non soddisfano i bisogni primari e quindi non pagate dallo Stato). Ma in questo caso ciò che succede è semplicemente che vi è un trasferimento di moneta (non reale, cioè il profitto) dalla gente che compra all'impresa.

In altre parole nell'emissione di moneta-credito con copertura ex post dei soli costi di produzione lo Stato dichiara implicitamente di non considerare moneta i profitti!

In conclusione, a nostro avviso, il RdC e le OPU possono coesistere benissimo senza creare alcun problema.

I Titoli nominativi (del Reddito di Cittadinanza) che le aziende autorizzate accettano dai cittadini per soddisfare i bisogni primari  diventano moneta solo quando vengono presentati allo Stato per essere convertiti in moneta dagli imprenditori che offrono beni e  servizi gratuiti.  Una volta convertiti in moneta diventano un costo di produzione per l'impresa perché rappresentano beni e servizi reali (prodotti) e quindi  non creano inflazione.

7, 8) Le pensioni (Previdenza Sociale)

Il concetto di Previdenza Sociale deve essere inteso come un sostegno economico da parte della comunità verso i membri non attivi e verso quei membri attivi che abbiano effettivamente contribuito con il loro lavoro al benessere sociale. Ed è ritenuto da noi giusto che la quota previdenziale (pensione) fornita ad un membro attivo che, per vecchiaia o per altri fattori coercitivi, non contribuisca più direttamente con il proprio lavoro al benessere della comunità sia proporzionale alla quantità di tempo dedicato dal soggetto stesso al lavoro sociale. 

Per Equità, Rispetto e Giustizia di tutti e del lavoro svolto, riteniamo che la quota di Previdenza Sociale per unità di tempo di lavoro, fornita ad un membro non attivo o ad un membro attivo ma non più contribuente in modo diretto con il proprio lavoro al benessere della comunità per i motivi di cui sopra, debba essere SEMPRE la stessa indipendentemente dal fatto che il membro della comunità sia attivo o non attivo e indipendentemente dal tipo di lavoro sociale che sia stato svolto.  

Ad esempio, se si stabilisce una quota pensionistica mensile di 100 per ogni anno di lavoro, chi ha lavorato 30 anni avrà una pensione mensile di 3000 e chi ha lavorato 35 anni, ad esempio, avrà una pensione mensile di 3500. 

Le pensioni saranno pagate con la moneta reale creata dallo Stato (rappresentante del Popolo) e vanno a sommarsi al Reddito di Cittadinanza, garantito sempre per tutti.

Non ci saranno più da una parte le pensioni d’oro dei manager e le pensioni scandalose dei parlamentari, e dall'altra le pensioni da fame. E tutti (sia uomini che donne,  politici e giudici) andranno in pensione alla stessa età (con la libertà naturalmente di proseguire nel loro lavoro e posticipare quindi l’inizio del loro personale periodo pensionistico). 

9) Lo Stato ed il Libero mercato

Pensiamo che lo Stato debba rimanere fuori dal mercato, con l'unica eccezione del monopolio necessario del bene moneta. Inoltre deve esercitare un controllo sulle frequenze radio-TV in quanto rappresentano un bene comune. Riguardo al mercato, il compito del Governo dovrebbe essere quello di prendere decisioni che permettano al principio di "libertà nel rispetto della libertà altrui" di essere rispettato dagli agenti nel mercato. Decisioni che dovrebbero essere rispettate per dovere morale e non perché imposte coercitivamente. Paradossalmente, la mancanza della coercizione potrebbe far sì che le decisioni vengano maggiormente rispettate dalla gente. Non c'è nulla infatti che stimola la violazione di un comportamento quanto la coercizione dello stesso. All’infuori del monopolio dello Stato sulla moneta e del controllo sulle frequenze radio, tutte le altre attività devono essere lasciate al libero mercato governato da una sana competizione. Lo Stato deve solo controllare che non si formino concentrazioni di monopolio di nessun genere, che distorcerebbero la sana competizione, nonché stimolare la competizione in tutti i mercati attraverso premi a quelle più performanti, utilizzando sempre la moneta creata dallo Stato. 

Occorre perciò privatizzare tutte le attività extra-giuridiche dello Stato in quanto:

a). La struttura economica non ha bisogno d'alcun governo giacché è severamente orientata dalle scelte di acquisto dei cittadini.

b). Ogni fenomeno sociale diviene reale soltanto se è radicato nelle istanze dei cittadini.

c). Le istanze generali dei cittadini provocano inevitabilmente il formarsi di attività volte al loro soddisfacimento, a prezzi equi in regime di libera competizione.

d). Le istanze culturali, quelle economiche e quelle giuridiche, nascono all'interno delle personalità dei cittadini e divengono impulsi per i loro comportamenti.

e). I rapporti che nascono in campo economico e culturale hanno carattere privatistico e si sviluppano con le contrattazioni individuali.

f). In ogni organizzazione sociale l'aurea regola è quella che le strutture giuridiche non debbano mai interferire nelle scelte individuali se non nei casi in cui tali scelte ledono direttamente altre persone. 

Le imprese che non hanno i requisiti per operare in un libero mercato è bene che falliscano. Naturalmente ai lavoratori delle imprese fallimentari sono garantiti i bisogni primari tramite il Reddito di Cittadinanza ed in più avranno un sussidio per il periodo di disoccupazione, nonché la necessaria Formazione per la riconversione professionale.

Gli eventuali responsabili del fallimento vanno perseguiti per legge se hanno leso la Proprietà ed il Possesso altrui. Esistono dei doveri morali nella gestione di un'organizzazione e se non vengono rispettati allora si viene puniti dalla Comunità perché si ledono direttamente altre persone.

Finanziamento delle Spese Pubbliche e delle Opere Pubbliche

Per far fronte alle Spese Pubbliche lo Stato emette moneta reale e paga i salari dei dipendenti pubblici (compresi i politici ed i giudici), paga le pensioni ed eroga i sussidi necessari. 

Lo Stato finanzia pure i vari progetti per le opere pubbliche (strade, scuole, ospedali, ecc) approvati da un’apposita Commissione, secondo le modalità di cui al punto 6- b). 

Finanziamenti alle imprese 

Tutte le attività imprenditoriali private per la produzione di merci e servizi possono essere finanziate da capitali prestati dal sistema bancario privato ad interessi competitivi di mercato o reperiti sul mercato azionario.

Lo stato finanzia progetti di tutela ambientale.  Inoltre lo Stato incentiva la ricerca sulle fonti energetiche alternative e abroga il diritto d'autore.

Lo Stato finanzia le imprese che producono beni e servizi necessari (cibi naturali, vestiario, abitazioni, utensili, trasporti pubblici, opere di disinquinamento, ecc) ma non quelle che  producono beni e servizi superflui, particolarmente  quelli che distruggono la salute e l’ambiente. 

10) Tariffe doganali e Globalizzazione

 

Pensiamo che le tariffe doganali siano sempre di ostacolo al libero commercio. Siamo convinti che ciò che bisogna considerare è il progresso globale dell'economia, non i singoli casi. E si è visto empiricamente che lo sviluppo economico ha avuto successo con la liberalizzazione dei mercati locali e lo sviluppo di un mercato sempre più libero e sempre più globale. Sono convinto anche che tale soluzione sia la vera soluzione alla povertà che vi è nel mondo. Le differenze ci saranno sempre, ma solo un'economia globale basata sulla libertà di commercio può permettere ai paesi poveri di migliorare le loro condizioni di vita e di portare anche nei loro paesi il benessere. 

 

La globalizzazione del commercio è necessaria per riportare in equilibrio, come ricchezza economica e benessere, tutto il pianeta. In sé non è negativa. In un futuro molto lontano non ci sarà più bisogno di una moneta e di un commercio così forte. Ma per ora e per vari secoli ancora il commercio globalizzato è e sarà necessario per sfamare la gente, e portare ricchezza dove non c'è, riequilibrando la distribuzione del benessere sul nostro pianeta.

Ci sono molte cose da cambiare di certo, prima di tutto il sistema bancario e la connessa gestione del mezzo di scambio, cioè la moneta. Anche certe situazioni di sfruttamento del lavoro, ad esempio, sono da riformare. E naturalmente bisogna promuovere la pace, con tutte le proprie forze. 

 

11) L’Informazione ed i Mass Media

 

L'informazione in generale deve essere libera e non può in nessun modo essere censurata. D'altra parte chi diffonde informazioni  se ne assume anche la responsabilità e ne risponde davanti alle leggi dello Stato, nei casi di notizie false e lesive della libertà, dell'integrità e dell'onorabilità delle persone.  L’informazione  è soggetta alla legge del libero mercato. Ogni cittadino deve poter accedere a tutte le informazioni che circolano nel mondo. Lo Stato garantisce che non si formi nessuna concentrazione di mass media (TV, Radio, Telefonia, Internet, Carta stampata) che determina di fatto situazioni di monopolio. Inoltre lo Stato esercita un controllo diretto sulle Frequenze di Trasmissione radio e TV (che sono un bene comune) e le mette a disposizione in modo equo di tutti i soggetti che operano nel settore dell’informazione.

 

12) Fonti di Energia, Trasporti, Acqua e Agricoltura. 

Il compito principale del Governo, per quanto riguarda questi beni e servizi, è quello di controllare che non si formi alcun genere di monopolio, oligopolio, cartelli, ecc.

Energia

A parte il monopolio della moneta ed il controllo delle frequenza di trasmissione da parte del Governo, si ritiene che tutti gli altri prodotti e servizi, comprese le fonti di energia e i trasporti dovrebbero essere lasciate al libero mercato. Il Governo deve rimanere fuori dalle questioni di mercato, se non dando dei pareri, osservazioni o direttive di massima che poi gli agenti del mercato sono liberi di accettare o meno.

Tuttavia il Governo dovrebbe privilegiare ed incentivare le fonti di energia naturali e nel pieno rispetto dell'ambiente (quali ad esempio fotovoltaiche, eoliche, idrogeno, idroelettriche, fusione fredda, ecc) sia a livello collettivo che individuale (attraverso finanziamenti a privati per generatori autonomi). Il Governo inoltre dovrebbe obiettivamente informare il popolo sul grave pericolo delle centrali nucleari e sui grossi problemi inerenti lo smaltimento delle scorie nucleari.

 

Acqua

 

L’acqua (per bere, per cucinare e per la pulizia) fa parte dei bisogni primari dei cittadini e quindi deve essere garantita per tutti dal Reddito di Cittadinanza.

 

Trasporti

 

Anche riguardo i trasporti, il Governo dovrebbe solo dare direttive,  poi gli agenti nel mercato decidono cosa fare.

Riguardo ai trasporti pubblici, il Governo dovrebbe incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico, gestito da aziende private. Inoltre dovrebbe incentivare auto ecologiche ed in generale una sana competizione.

 

Agricoltura

 

Il Governo  dovrebbe incentivare l'agricoltura biologica e sinergica. Inoltre dovrebbe incentivare i giovani a coltivare la terra e a vivere a contatto della natura, attraverso il finanziamento di Comunità di vita agricole (ecovillaggi).

Lo Staff di Modum

www.modum.info


 

CICLO ECONOMICO ATTIVATO DAL REDDITO DI CITTADINANZA

(Alimentazione, alloggio, pulizia del corpo, vestiario, formazione e sanità)

 Legenda:

BANCA CENTRALE DEL POPOLO (BCP):

1) Dà esecuzione alle richieste del Governo di emissione di moneta valutandone la fattibilità e le correttezza. Ha potere di veto.

2) emette i Buoni Nominativi (BN) che costituiscono il Reddito di Cittadinanza di ogni cittadino (in senso più ampio di ogni essere umano che vive nel territorio dello Stato).

3) converte in moneta reale i BN presentati dalle imprese autorizzate a fornire beni e servizi che riguardano lo Stato Sociale (Alimentazione, alloggio, pulizia del corpo, vestiario, formazione e sanità).

4) emette moneta reale per finanziare le opere pubbliche (vie di comunicazione, ospedali, scuole, ecc).

5) emette moneta reale per sostenere il mercato in caso di deflazione.

6) interviene con la fiscalità monetaria per riportare l’inflazione al valore pressoché nullo, tassando l’utile netto delle imprese o la massa monetaria in circolazione.

COMMISSIONE BANDI DI GARA :

1) emette i bandi di gara per gli appalti di opere pubbliche

2) emette i bandi di gara per la costruzione infrastrutture e attrezzature necessarie alla produzione di beni e servizi inerenti allo Stato Sociale, nonché per la costruzione di alloggi destinati ai cittadini che ne sono privi.

COMMISSIONE AGGIUDICAZIONE APPALTI:

1) esamina i progetti presentati dalle imprese ed aggiudica gli appalti che meglio rispondono ai capitolati dei bandi di gara.

COMMISSIONE DI COLLAUDO:

1) provvede al collaudo di tutte le opere costruite sulla base dei bandi di gara.

2) verifica che siano stati rispettati i tempi ed i costi concordati.

3) commina eventuali penali per ritardi di consegna.

4) autorizza i pagamenti alla Banca del Popolo.

REDDITO DI CITTADINANZA (RdC):

1) ogni essere umano che vive nel territorio dello Stato ha il diritto ad una vita dignitosa che gli garantisca: gli alimenti, un alloggio, vestiario, mezzi per la pulizia del corpo, la formazione e l’assistenza sanitaria. Tutte le oscillazioni in un range dignitoso del reddito di cittadinanza sono determinate dall’andamento economico e dalla presenza o meno della prosperità

2) lo Stato, tramite la Banca del Popolo, emette per ciascun cittadino dei buoni nominali non cedibili per ciascuna categoria di beni e servizi di cui sopra. Il reddito di cittadinanza potrebbe essere regolato in funzione dell’età, della salute, delle opportunità lavorative, ecc. Si può tener conto se il RdC è destinato ad un neonato, o ad un anziano, se un soggetto è sano oppure malato, se lavora oppure no. Sempre tuttavia tenendo conto che il RdC non è una specie di sussidio ma deriva dalla solidarietà di tutto l’organismo sociale.

3) ogni essere umano può spendere i suoi buoni nominali presso tutte le aziende/organizzazioni autorizzate a fornire prodotti e servizi in cambio di Buoni Nominali.

IMPRESE DI COSTRUZIONE:

1) le imprese di costruzione delle opere pubbliche, nonché delle infrastrutture delle aziende che dovranno poi fornire beni e servizi, in cambio dei Buoni Nominativi del RdC, partecipano ai bandi di gara e presentano i loro progetti che vengono valutati ed approvati dall’apposita Commissione che aggiudica gli appalti.

2) le imprese che si aggiudicano gli appalti reperiscono normalmente i finanziamenti per l’attuazione dei progetti approvati attraverso il sistema bancario privato.

3) con i finanziamenti ricevuti realizzano i loro progetti e a fine d’opera sono soggetti a collaudo da parte della Commissione Collaudi.

4) se il collaudo ha esito positivo, la Commissione suddetta autorizza la Banca del Popolo al pagamento dell’opera ultimata. Questo accade se l’opera realizzata è di carattere pubblico (scuola, ospedale, ecc) e qui si chiude il ciclo.

5) per le opere private, l’impresa di costruzione avrà avuto l’incarico da parte di aziende produttrici di beni e servizi che sono autorizzate ad accettare i BN come pagamenti. In tal caso tali aziende acquisteranno le infrastrutture pagando con finanziamenti ottenuti tramite banche.

AZIENDE PRODUTTRICI DI BENI E SERVIZI:

1) acquistano le infrastrutture necessarie alla produzione dei beni e servizi dalle imprese di costruzione, reperendo i finanziamenti presso il sistema bancario privato.

2) quelle autorizzate forniscono beni e servizi ai cittadini in cambio di BN.

3) convertono i BN riscossi con moneta reale presso la Banca del Popolo.

BANCHE E SOCIETA’ FINANZIARIE PRIVATE:

1) esercitano attività di intermediazione del credito, cedendo capitali con coefficiente di riserva del 100%, a proprio rischio.

2) riscuotono dalle imprese e dai cittadini i capitali prestati ed i  rimborsi spese (una tantum) per capitali ceduti. 

FLUSSO MONETARIO DEL SISTEMA ECONOMICO DI  MO.D.UM.

Flussi Monetari

1)   moneta reale emessa dalla Banca del Popolo per:

a)     pagamenti per opere pubbliche compiute e collaudate;

b)     conversione di BN presentati da aziende produttori di beni e servizi che riguardano lo Stato Sociale;

c)      finanziamenti per spese pubbliche (Salari pubblici, pensioni, attrezzature, ecc).

2)   tassazione utili netti delle imprese (Fiscalità monetaria) per controllo inflazione.

3)  acquisto di beni e servizi che esulano dallo Stato Sociale. L’acquisto di beni e servizi che riguardano lo Stato Sociale avviene tramite i BN del RdC;

4)   salari, premi, pensioni, sussidi.

5)   a) acquisto immobili, attrezzature, materie prime, ecc., necessari a fornire prodotti e servizi.

b)     pagamento salari e pagamento tasse sull’utile netto in caso di inflazione;

c)      conversione di BN presentati da aziende produttori di beni e servizi che riguardano lo Stato Sociale;

d)     finanziamenti per spese pubbliche (Salari pubblici, pensioni, attrezzature, ecc).

e) restituzione capitali più interessi ricevuti dalle banche.

6)   a) riscossione autorizzata in moneta reale dei BN del RdC accettati dai cittadini;

b) introiti per vendita di beni e servizi che esulano dallo Stato Sociale;

c) capitali prestati da banche.

7)   a) capitali prestati

b) pagamento tasse su utili netti in caso di inflazione;

c) pagamento salari

d) acquisto immobili, attrezzature, beni e servizi, ecc., necessari all’attività di intermediazione del     credito.

8)   a) Capitali restituiti e Rimborsi spese per capitali prestati

9)   a) acquisto aree fabbricabili, attrezzature, materie prime, ecc., necessari a costruire infrastrutture per aziende che producono beni e servizi.

b) pagamento salari e pagamento tasse sull’utile netto in caso di inflazione;

c) Restituzioni capitali ricevuti in prestito e Rimborsi spese per capitali ricevuti in prestito.

10) a) introiti dovuti a vendita di infrastrutture, manufatti, ecc., che esulano dallo Stato Sociale;

b) finanziamenti dallo Stato per opere di interesse pubblico o che riguardano lo Stato Sociale.

11) a) pagamento salari a impiegati pubblici (Il salario base del pubblico impiego viene stabilito dal popolo tramite referendum);

b) pagamento tasse sugli utili netti in caso di inflazione.

c) acquisto beni e servizi

12)      finanziamenti statali per i servizi pubblici

 

 

                                            Il Risveglio dell'Umanità
                                                        Web:
www.ascensione.org - E-Mail: info@ascensione.org

Network:  Ascensione.com Signoraggio.info  Ascensione.org Modum.info