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OBIETTIVI
PRINCIPALI DEL PROGRAMMA DI GOVERNO DEL MOVIMENTO DELL’UMANITA’
(MODUM)
Con la collaborazione
dello Staff di www.modum.info
22/8/2006
PREMESSA:
L’attuale
crisi dell’economia mondiale (e particolarmente quella
italiana) affonda le sue radici nell’attuale sistema di
gestione della moneta. La moneta è la linfa vitale
dell’economia, è il carburante senza il quale il motore
dell’economia non parte. Nessuno Stato può dirsi padrone
della propria economia se non può controllare la moneta. E
l’attuale moneta è una moneta distorta che nasce di proprietà
di un ristretto gruppo di banche private le quali da molto tempo
hanno il controllo assoluto dell’economia mondiale. I
cosiddetti popoli democratici occidentali ed orientali si
illudono di essere sovrani. Che tipo di sovranità può avere un
popolo che non può disporre della propria moneta?
Il
Signoraggio è un concetto che merita di essere
approfondito data la sua importanza per ogni società i cui
scambi sono basati su una Moneta. In sintesi, è la
differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo
costo di produzione. Tale differenza, data la natura
istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i
quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero
emettere la stessa moneta.
Tale
profitto esiste per ogni forma di Moneta oggigiorno utilizzata:
metallica, cartacea e scritturale.
Il
Signoraggio sulla Moneta metallica è solitamente per legge
attribuito allo Stato. Quello sulla Moneta cartacea è per legge
attribuito alla Banca Centrale (solitamente privata). Quello
sulla Moneta scritturale è invece (seppur senza riferimento
legislativo) attribuito al sistema bancario nel suo complesso
(Banca Centrale compresa, dato che anch'essa può creare denaro
dal nulla prestandolo senza l'emissione di banconote).
Il
Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal
valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche
coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al
netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre
meno del 2% della massa monetaria globale.
Il
Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal
valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca
Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di
produzione delle stesse. Tale moneta copre circa l’8% della
massa monetaria globale.
Il
Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal
valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non
essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal
sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c),
al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una
semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di
carta di cifre numeriche). Tale moneta copre circa il 90% della
massa monetaria globale.
Mentre
il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è
solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale
risulta spesso non compreso a causa della non automatica
identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò
che non è sensorialmente percepibile è di più difficile
comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più
dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto
costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su
carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale
(c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie
(Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un
semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in
altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente
definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del
suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è
superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso). Riguardo
al Signoraggio delle banche ordinarie si consiglia di leggere
l’articolo “Riserva frazionale vs. riserva totale”
riserva_frazionale_vs_riserva_totale.htm
Nota:
il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del
Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il
Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo
essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge
a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale
prestato.
Oggigiorno
invece la Moneta è emessa da una privata Banca Centrale e
creata da un privato sistema bancario. Si ritiene invece che la
natura istituzionale della Moneta richieda una emissione ed una
creazione della Moneta solo ed esclusivamente pubblica (statale
ad esempio, o di altra comunità), accreditando la Moneta stessa
ai cittadini e non indebitandola al momento dell'emissione. Ed
utilizzando in tal modo il Signoraggio per scopi di natura
pubblica e sociale.
Con
la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del
Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del
sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo
monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema
bancario stesso.
Consideriamo
il libero mercato dei beni e dei servizi la più
efficiente ed equa forma di allocazione delle risorse, pur
ritenendo la moneta (coerentemente con la nostra teoria
monetaria) non un bene od un servizio di mercato bensì una
convenzione istituzionale che misura il valore di tali
beni e servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di
una gestione pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere
morale della comunità garantire, nel rispetto del
libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni
primari di ogni essere umano.
Oggi
è arrivato il momento di cominciare a concepire la creazione
di una nuova società basata su un nuovo sistema economico e su
nuovi sistemi giudiziari e politici. E' necessario quindi
cominciare a mettere in pratica le idee che sono più in
sintonia con una società equa, giusta e solidale. Il
progresso tecnologico, ad esempio, permette all'essere umano di
avere più tempo per se stesso. In sé è positivo se viene ben
utilizzato. Come spesso accade, con gli stessi mezzi è
possibile fare del bene o fare del male. Il problema
fondamentale non è il progresso tecnologico, il mercato globale
o le multinazionali. Il problema è la coscienza ed i valori di
cui tale coscienza si fa portatrice. Per questo motivo è
necessario che coloro che stanno evolvendo e sono puri di cuore
entrino direttamente nel mercato come primi attori.
Per
chi volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta
consigliamo di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info
.
Il
possesso di molto denaro non è in sé negativo. Ricchezza e
povertà sono due poli estremi opposti, mentre l’abbondanza è
l’integrazione dei due, rappresenta il punto di equilibrio. La
Vera Abbondanza coincide cioè con la "perfetta
soddisfazione di tutti i propri Bisogni. Il concetto di
Bisogno qui espresso comprende tutto ciò di cui necessitiamo in
un determinato momento per massimizzare il nostro Benessere e
quindi la nostra Felicità. Tale concetto di Bisogno è
soggettivo e può essere realizzato indipendentemente dalla
ricchezza materiale, dagli stereotipi sociali, dalle credenze,
dalla lingua, dalla religione, dalla cultura e da ogni altro
fattore che non siano i propri desideri intimi del momento. La
Vera Abbondanza si raggiunge quindi ascoltando i propri desideri
interiori al di là di quelli che sono i condizionamenti
provenienti dall'esterno. Abbondanza
significa che ognuno dovrebbe avere ciò che si merita in base
alla propria evoluzione (l'unico vero metro di giudizio),
alle proprie esigenze personali ed in base anche alla sua
"missione".
Non
è stato così per molto tempo, a causa di manipolazioni
energetiche di vario tipo, ma tornerà ad essere così.
Se
il denaro non fosse più considerato un mezzo per detenere il
potere sulle masse, ma fosse solo un mezzo per agevolare gli
scambi di beni e servizi tra le persone e di proprietà della
comunità, ne avremmo sempre abbastanza per le tutte le nostre
attività.
Poiché
il potere fine a se stesso ed il business non avrebbero più
senso, tutti gli sforzi sarebbero orientati a migliorare la vita
di ciascun componente della comunità ed un consiglio di saggi
amministrerebbe la cosa pubblica con onestà e nell’interesse
di tutti.
Non
vivendo più esperienze di carenza e povertà nessuno sentirebbe
più la necessità di accumulare ricchezza togliendola ai suoi
compagni. Ognuno si potrebbe dedicare a svolgere il lavoro più
consono alle sue caratteristiche.
Il
fine ultimo dell’industria sarebbe solo quello di produrre
beni che migliorassero la qualità della vita degli abitanti di
questo pianeta e la pubblicità sarebbe utilizzata al solo scopo
di informare sulle migliori opportunità e sulle ultime novità
tecnologiche.
Il
tempo necessario al lavoro occuperebbe solo una minima parte
della giornata e le persone avrebbero tutto il tempo da dedicare
alla cura del corpo e della mente, ai figli, alla famiglia ed ai
rapporti con gli altri.
Ci
sarebbe un nuovo rinascimento che vedrebbe il rifiorire della
poesia e della musica, della pittura e dell’architettura.
La
scuola avrebbe il compito di esaltare le qualità migliori di
ciascun ragazzo facendogli scoprire la fiducia in se stesso e
negli altri e le enormi potenzialità dell’essere umano.
Gli
anziani riacquisterebbero un peso importante nelle comunità che
farebbero tesoro della loro esperienza e saggezza.
Le
città sarebbero immerse nel verde e nella tranquillità e le
abitazioni sarebbero dei luoghi confortevoli, pieni di armonia
in cui ritemprarsi e ritrovarsi con i propri cari.
Grazie
all’energia pulita, libera e gratuita per tutti non avremmo
inquinamento ed il pianeta tornerebbe alla sua originaria
bellezza.
Le
guerre e le sopraffazioni sarebbero solo un ricordo lontano ed i
popoli delle varie razze potrebbero condividere, gli uni con gli
altri, gli aspetti migliori delle proprie civiltà.
Fiducia
e integrità prenderebbero il posto di inganno, paura e terrore.
Il
minore stress e l’assenza di preoccupazioni materiali
farebbero diminuire drasticamente le malattie e la
violenza.
Uno
dei tanti sogni senza possibilità di attuazione? Ne siamo
proprio sicuri?
Viviamo
in un mondo con una ricchezza enorme e che basterebbe solo una minima
parte di questa ricchezza per risolvere i problemi.
Immaginate
se nelle nostre tasche si riversassero 1.500 miliardi di euro
ovvero l’entità del nostro debito pubblico nei confronti
della Banca Centrale Europea più una somma pari al 40% del
nostro reddito, corrispondente all’indebitamento medio
delle famiglie italiane verso le banche commerciali. Non pensate
che una ricchezza simile cambierebbe immediatamente la nostra
vita quotidiana?
Il
debito, il signoraggio, l’ignoranza, il terrore, la paura e la
malattia sono le sbarre di una prigione psicologica che
un’elite di persone, che tiene le redini del mondo, ha
costruito per noi.
La
consapevolezza di questi meccanismi è la chiave per
riacquistare la nostra libertà e riprendere nelle nostre mani i
nostri destini.
Un
futuro diverso è possibile, basta volerlo!
Dall’attuale
situazione di collasso si può uscir fuori solo attraverso una
radicale riforma monetaria senza la quale qualsiasi modello
sociale e politico è destinato a fallire.
Per chi
volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta consigliamo
di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info
.

PROGRAMMA
DI GOVERNO A BREVE-MEDIO TERMINE
DEL
MOVIMENTO DELL’UMANITA’ (MODUM)
Il
seguente programma è stato definito con la collaborazione dello
Staff di
www.modum.info
RIFORME
POLITICO-LEGISLATIVE:
-
ritorno
al sistema di elezione puramente proporzionale, con
l’introduzione nel sistema elettorale delle "primarie
aperte" a tutti gli elettori ai fini della proposta e
della selezione delle candidature.
-
elezione
diretta da parte del Popolo dei giudicanti governativi
(giudici), dei legislatori (parlamentari), e dei
governatori del potere monetario.
RIFORME
ECONOMICO-SOCIALI:
-
dare
esclusivamente allo Stato (in nome e per conto del Popolo)
il potere di creare moneta dal nulla. Conseguenza:
eliminazione imposte e tasse.
-
riformare
sistema bancario basandolo su coefficiente di riserva del
100%.
-
uscire
dall’ Unione monetaria europea (non dall’unione
politica) e tornare alla nostra Lira.
-
uguale
salario minimo per tutti i lavoratori. Le differenze
salariali si basano solo sul diverso ammontare di profitto
e/o merito (quest’ultimo socialmente riconosciuto
attraverso referendum).
-
garantire
a tutti i membri della comunità i bisogni materiali primari
(alimentazione, pulizia e protezione del corpo) con la
moneta creata dal Governo.
-
garantire
a tutti i membri della comunità istruzione e salute con la
moneta creata dal Governo.
-
uguale
pensione per tutti (ex-membri attivi e membri non attivi)
retribuita con la moneta creata dallo Stato.
-
età
di pensionamento uguale per tutti, uomini e donne.
-
stimolare
la competizione in tutti i mercati (ad eccezione del mercato
della moneta, dove proponiamo un monopolio del Popolo
attraverso i loro rappresentati governativi, vedi punto 1)
attraverso premi a quelle imprese più performanti,
utilizzando sempre la moneta creata dallo Stato.
-
eliminare
tariffe doganali.
Il
suddetto programma consente di realizzare la vera Libertà,
la vera Solidarietà e
la vera Giustizia attraverso:
1)
abolizione del Debito Pubblico. Conseguenza:
eliminazione tasse ed imposte
2)
eliminazione dell’inflazione con conseguente
diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere d’acquisto
della moneta.
3)
garanzia ad ogni essere vivente del soddisfacimento dei
propri bisogni primari: alimentazione,
pulizia, alloggio, vestiario, istruzione e assistenza sanitaria.
Conseguenza:
eliminazione della povertà
4)
eliminazione della disoccupazione
5)
rilancio dell’economia e della competitività dei nostri
prodotti
6)
uguaglianza giuridica effettiva di tutti i cittadini.
Gli
attuali sistemi politici, legislativi, giuridici, economici,
sociali e la stessa costituzione dovranno essere riformati in
armonia con il suddetto programma.

MODALITA’
DI ATTUAZIONE:
A)
RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:
1) Sistema proporzionale puro.
Fondare
la vera Democrazia Rappresentativa, in cui i parlamentari
vengono eletti con il Sistema Proporzionale nominale puro. Cioè
gli elettori non saranno più costretti a votare per i partiti
che poi impongono i propri candidati interni, ma sceglieranno
direttamente tra i nominativi presentati nelle liste elettorali.
Il
sistema maggioritario penalizza le minoranze, che non sono
rappresentate in parlamento in modo equo, ciò che invece viene
garantito dal sistema proporzionale puro. Inoltre il sistema
maggioritario costringe i vari partiti a formare due soli
schieramenti all’interno dei quali ci possono essere partiti
con idee e programmi in contrasto fra loro. Questo porta a
coalizioni in continuo conflitto che non giova sicuramente al
buon governo. Gli elettori possono sempre cambiare con il voto
le loro preferenze a seconda dei programmi e della fiducia che i
vari partiti meritano.
Il
sistema proporzionale puro è il più corretto e giusto sistema
di votazione ed è quello che meglio rispetta i 3 principi di
Equità, Merito e Volontà ( vedi
www.ascensione.org/programma_di_governo_del_movimento_per_la_umanita.htm
).
Per
garantire la più ampia partecipazione degli elettori, è stato
costituito un “Comitato per le Primarie Aperte” che
ha preparato una proposta di legge di Iniziativa Popolare per
introdurre nel sistema elettorale italiano le Elezioni Primarie
Aperte a tutti gli elettori ai fini della proposta e della
selezione delle candidature (Vedi:
Proposta
di Legge di Iniziativa popolare.htm
e
Logica
del Progetto di Legge.htm)
Nella
competizione elettorale verrà adottata e garantita dallo Stato
la Par Condicio per tutti i partiti e movimenti. Lo Stato
finanzierà solamente le campagne elettorali, per garantire che
ogni partito/movimento sia in grado di presentare al Popolo il
proprio programma di governo. A tale scopo una specifica
Commissione elettorale garantirà che ogni partito o movimento
abbia uguale spazio negli appositi programmi elettorali TV e
Radio, nonché su giornali e riviste. Ovviamente tutti i partiti
e movimenti potranno a proprie spese fare propaganda elettorale
in aggiunta a quella stabilita dalla par condicio. I vari
partiti e movimenti saranno mantenuti in vita solo dai
rispettivi aderenti, non ci saranno cioè finanziamenti pubblici
ai partiti di alcun tipo.
Il
sistema attuale dei partiti va bene?
I
partiti non sono un problema in sé. E nemmeno lo sono le
ideologie. E' naturale infatti che le persone si raggruppino a
seconda del loro pensiero ed è praticamente impossibile che
tutti la pensino allo stesso modo. Il fenomeno quindi dei
partiti o comunque di gruppi con diversi programmi e con un
diverso pensiero è un fatto naturale.
Il
problema non è nemmeno nella struttura del sistema, dato che un
sistema parlamentare in cui tutte le persone considerate capaci
di intendere e di volere votano e chiunque può teoricamente
essere eletto (salvo limiti di età) è un sistema giusto. Forse
la pecca principale del sistema odierno è che un sistema giusto
dovrebbe prevedere un sistema di elezione proporzionale puro e
non maggioritario o maggioritario-proporzionale come accade
oggi.
Il
vero problema sta nella coscienza di chi viene eletto.
E dato che i rappresentanti eletti rappresentano la gente, essi
rispecchiano nel loro agire quello che è il pensiero collettivo
del popolo. Di certo se la gente fosse tutta illuminata allora
eleggerebbe al Governo propri membri che, essendo illuminati,
agirebbero nel massimo interesse della comunità e sarebbero
rigidi nel far rispettare i valori morali.
Ciò
che bisogna fare è quindi stimolare la gente a riflettere e
creare pian piano gruppi di persone in sintonia di pensiero che
potranno eventualmente presentare qualcuno di loro alle elezioni
governative ai vari livelli comunitari (locale, regionale,
nazionale ed anche internazionale). Per cambiare le cose non c'è
altro modo quindi che partire dal basso e creare gruppi di
persone che la pensino in modo simile e siano d'accordo su un
certo programma e linea di pensiero.
2) Elezione diretta di Politici, Giudici e
Governatori della Moneta.
In
futuro tutti i politici (parlamentari), i giudici
ed i governatori della moneta saranno eletti direttamente
dal Popolo.
Per
attuare la riforma monetaria occorre procedere prima di tutto ad
una riforma della nostra Costituzione in cui, nell’art.1, si
sancisce la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e
sulla moneta. Inoltre si stabilisce che la emissione e la
gestione della moneta è di competenza del Consiglio del
Potere Monetario (CPM) i cui membri vengono eletti
direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i
parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere
giudiziario.
I
membri del CPM eleggono al loro interno il Ministro
del Tesoro il quale, pur facendo parte del potere esecutivo, è
autonomo in materia di gestione monetaria e risponde solo alle
leggi costituzionali.
Inoltre
viene sancito nell'art. 2 della Costituzione che lo Stato,
tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni
cittadino un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di
soddisfare i propri bisogni primari: alimentazione, alloggio,
vestiario, prodotti per la pulizia del corpo, istruzione ed
assistenza sanitaria. Con il RdC si attua finalmente il diritto
divino di ogni essere al pane quotidiano, cioè ad una vita
degna di un Essere Umano.
Per
quanto riguarda il potere Esecutivo, tutti i ministri
(escluso il ministro del Tesoro) vengono eletti dal Parlamento.
Successivamente i ministri eleggono al loro interno il Primo
Ministro (Presidente del Consiglio).
Ricapitolando,
il Popolo elegge direttamente:
-
i
membri del potere politico-legislativo (il Parlamento).
-
i
membri del consiglio del potere esecutivo monetario (CPM),
che a loro volta eleggono il Ministro del Tesoro, il quale
in materia di moneta non risponde al capo del governo, ma
direttamente al CPM e alle leggi costituzionali che
disciplinano la materia monetaria.
-
i
membri del consiglio del potere giudiziario (CSM).
Tutti
i ministri del potere esecutivo (escluso il Ministro del Tesoro)
vengono nominati dal Parlamento, i quali eleggono nel proprio
ambito il Presidente del Consiglio. Questo perché, a differenza
del Ministro del Tesoro, gli altri ministri sono degli esecutori
delle decisioni politiche, cioè delle leggi emanate dal
parlamento.
Dobbiamo
distinguere infatti tra questioni pubbliche di breve-medio
periodo e questioni pubbliche di lungo periodo.
I
politici lavorano su questioni di breve-medio periodo, mentre
chi gestisce la moneta e chi giudica agisce sul lungo periodo.
Per questa differenza di interessi i secondi devono essere
indipendenti dai primi. Chi gestisce la moneta svolge sì un
ruolo esecutivo, ma esecutivo rispetto alla costituzione, cioè
alle leggi di lungo periodo e non esecutivo rispetto al codice
di leggi, cioè alle leggi di breve-medio periodo.
In
sostanza il ministro del Tesoro è il garante della costituzione
in materia di moneta, è il garante dell'ordine degli scambi e
deve avere potere di veto sulle spese pubbliche scelte dai
politici, non sulla composizione, ma sull'ammontare di tale
spesa pubblica.
In
altre parole esiste una costituzione (lungo periodo) con leggi
definitive e vi sono leggi mutanti in base alle circostanze. La
moneta fa parte della Costituzione, è un potere fondante, è il
mezzo stesso che permette lo scambio nella società, è il mezzo
che, prima di ogni altro, permette l'esistenza di una società.
E per questo motivo non deve essere nelle mani di coloro
che cambiano ogni 4 - 5 anni, cioè i politici che ovviamente
guardano il breve-medio periodo e considerano ciò che serve nel
loro periodo storico
La
legge deve essere uguale per tutti! Conseguenza: deve essere abolita
l’immunità parlamentare. Inoltre, le retribuzioni dei
parlamentari, dei giudici e degli esecutivi devono essere
stabilite dal popolo attraverso referendum. Infine, deve essere
abolito anche il trattamento pensionistico privilegiato dei
parlamentari: la pensione (intesa
come quota previdenziale per unità di tempo di lavoro)
e le modalità di erogazione devono essere uguali per tutti.
B)
RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:
1)
Sovranità Monetaria. (Abolizione del Signoraggio della Banca
Centrale e della Moneta Virtuale).
La
"sovranità monetaria"
appartiene al Popolo,
come sancito anche dalla
Costituzione italiana. Il "potere monetario" o
"sovranità monetaria" è la facoltà (acquisita
legalmente o attraverso una spontanea adesione) di far accettare
qualsiasi debito dell'emittente stesso come moneta, solitamente
con la promessa di accettarla a sua volta come pagamento di un
qualsiasi proprio credito.
In
sostanza, chi ha il potere di emettere moneta ha la facoltà di
pagare ogni suo debito semplicemente emettendo nuova moneta.
Per
restituire la sovranità monetaria al Popolo, occorre togliere
al Cartello bancario l'attuale Signoraggio sulla moneta,
cioè il monopolio di creare dal nulla la moneta e di prestarla
ai Governi, nonché il monopolio delle banche private di creare
dal nulla moneta virtuale e di prestarla alle imprese e ai
cittadini.
Esistono
3 tipi di Signoraggio:
1.
Il Signoraggio sulla Moneta
metallica è costituito dal valore facciale (nominale)
totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato
Stato in una determinata valuta, al netto del costo di
produzione delle stesse. Tale moneta copre meno del 2% della
massa monetaria globale.
2.
Il Signoraggio sulla Moneta
cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte
le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata
valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale
moneta copre circa l’8% della massa monetaria globale.
3.
Il Signoraggio sulla Moneta
scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in
questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica)
di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto
forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione
della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un
computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche).
Tale moneta copre circa il 90% della massa monetaria globale.
Mentre
il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è
solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale
risulta spesso non compreso a causa della non automatica
identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò
che non è sensorialmente percepibile è di più difficile
comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più
dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto
costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su
carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale
(c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie
(Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un
semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in
altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente
definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del
suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è
superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso).
Nota:
il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del
Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il
Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo
essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge
a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale
prestato.
www.signoraggio.info
Le
conseguenze più deleterie del Signoraggio della Banca Centrale
e della moneta virtuale delle Banche sono: il Debito
Pubblico, il debito ai privati cittadini ed alle
Imprese, le tasse ed imposte, l’Inflazione/Deflazione,
la disoccupazione, la povertà, il debito dei paesi del terzo
mondo, le guerre e il terrorismo .
In
sostanza, l’attuale sistema monetario è la causa primaria di
tutti i nostri guai.
Solo
lo Stato, su mandato del Popolo, ha il monopolio di creare
moneta dal nulla.
Conseguenza
diretta:
a)
eliminazione del
Debito Pubblico
b)
eliminazione di tasse e imposte sia per i privati che per le
aziende
c)
eliminazione dell’inflazione/deflazione con conseguente
diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere
d’acquisto della moneta.
d)
maggiore competitività dei nostri prodotti grazie
all'eliminazione delle tasse alle imprese.
e)
eliminazione della disoccupazione.
f)
rilancio dell'economia
g)
eliminazione della povertà
A
Maastricht è stata svenduta l'Europa.
A partire dal 1992
è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di
Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una
totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei
banchieri. Il Trattato di Maastricht viola la Costituzione
Italiana!
L’attuale
art. 1 della Costituzione dice che “La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti
della Costituzione”, per cui la sovranità monetaria è
parte integrante e inscindibile di quella dello stato nazionale
e non può essere delegata ad interessi bancari privati, tanto
meno può diventare proprietà di interessi privati.
L’Art.
3 aggiunge che: "E’ compito della Repubblica
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Senza disporre delle leve della moneta, del credito e
dell’economia, qualunque governo, a prescindere dal suo
orientamento politico, non sarà mai in grado di realizzare
questo compito di sviluppo e giustizia economica e sociale.
L’Art.
47 sottolinea che “La Repubblica incoraggia e tutela il
risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e
controlla l’esercizio del credito”. Anche in questo caso
la cosa non è possibile giacché la Banca d’Italia,
controllata da interessi privati, non può che rispondere,
soprattutto nelle decisioni strategiche, agli indirizzi e agli
interessi dei proprietari.
L’Art.
117: "Lo
Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [...] e)
moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della
concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile
dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;"
Lo
Stato quindi ha legislazione esclusiva in materia di
moneta. Non solo, ma "La sovranità appartiene al
popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della
Costituzione." (Art. 1).
Le
parole legislazione esclusiva dovrebbero lasciar
intendere che non può essere delegata a terzi la sovranità
monetaria, dato che la sovranità appartiene al popolo e che lo
Stato ha facoltà di gestire moneta e sistema valutario. Se è
scritto sulla Costituzione si suppone che sia vero.
I
politici, dopo il crack Parmalat, affermano che occorre tutelare
il risparmio ma Bankitalia, non si tocca, in quanto ritengono la
sua indipendenza un valore costituzionale.
Ma
la Costituzione non fa parola di Banche, né di signoraggio, e
il disegno di legge dice chiaramente che la Banca è
regolamentata da statuti che precedono la Costituzione. La
disciplina vigente sull'ordinamento della Banca d'Italia è
ancora oggi contenuta in fonti normative precedenti rispetto
alla Costituzione della Repubblica italiana.
I
difensori di Bankitalia dicono di voler tutelare l'indipendenza
e l'autonomia della Banca d'Italia, Ma se Bankitalia è in mano
ai privati, di quale autonomia stiamo parlando? Nella
Costituzione non è scritto che spetta allo Stato condurre la
politica monetaria? La Costituzione non fa parola di Banche, e
il disegno di legge dice chiaramente che la Banca è
regolamentata da statuti che precedono la Costituzione.
In
realtà Bankitalia, sarà utile ricordarlo, non è una vera e
propria istituzione dello Stato, ma uno strano Ente i cui
proprietari sono soprattutto le Banche, quindi i privati, e il
placet, quello reale, quello che conta veramente, per la scelta
del suo Governatore spetta alla Banca dei Regolamenti
Internazionali di Basilea, il cui massimo azionista è la
Federal Reserve USA.
Bankitalia
è una SpA in mano a privati. E circa il 67% delle azioni di
Bankitalia è posseduto da sole 4 banche private.
Visto
che fino a poco tempo fa i soci di Bankitalia non erano
conosciuti e che tuttora alcuni soci sono tenuti segreti, c’è
da chiedersi se Bankitalia non sia da considerarsi una società
segreta e quindi incostituzionale in quanto l’art. 18
della Costituzione stabilisce che sono proibite le associazioni
segrete. Infatti, secondo l'Art. 1 della legge del 25 gennaio
1982, n. 17, si considerano associazioni segrete, e come tali
vietate dall'art. 18 della Costituzione, quelle che,
anche all'interno di associazioni palesi, occultano la loro
esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e
attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in
parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività
diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi
costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad
ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché
di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.
Considerato
che:
1.
non tutti i soci della Bankitalia s.p.a.
(società privata e non istituto pubblico) o, meglio, i
partecipanti al suo capitale, sono conosciuti ai cittadini
italiani (Bankitalia ha pubblicato a settembre 2005 la lista dei
suoi soci che possiedono circa il 94,35% del capitale sociale);
2.
la finalità di Bankitalia,
come quella di tutte le banche centrali, è il monopolio del
denaro, mediante il quale il sistema bancario esercita la
propria egemonia sull'economia e sulla politica e che il
monopolio del denaro è "un'attività diretta ad
interferire sull'esercizio di servizi pubblici essenziali di
interesse nazionale".
Si
potrebbe ipotizzare che la Banca sulla base di quanto suddetto
costituisca un'associazione di persone che "tenendo segrete
congiuntamente finalità e attività sociali", commetta il
reato di cui all'art. 1 della legge n. 17/1982 .
Ci
sono state inoltre molte polemiche sul fatto che gli utili di
bilancio distribuiti ai soci sono del tutto irrilevanti. Questo
fatto spiega perché il bilancio di bankitalia è falso in
quanto la moneta emessa, che rappresenta il grosso della truffa,
cioè il signoraggio, viene appostata nel passivo e questo
limita molto gli utili. Inoltre sul signoraggio, che Bankitalia
intasca pulito, non viene pagata una lira di tasse. Perciò
la BC è anche il più grande evasore di imposte.
La
Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica
devono assumersi le proprie responsabilità in merito alla
questione monetaria, per non aver vigilato sul rispetto del
diritto fondamentale della sovranità popolare sulla moneta.
Dal tradimento della Costituzione sono derivati gravi guasti
alla democrazia: restrizione della libertà, disuguaglianza e
ingiustizia. L’attuale conflitto tra i poteri dello Stato ne
sono una conseguenza diretta.
La
sovranità monetaria del Popolo è incompatibile con il trattato
di Maastricht e quindi presuppone l’uscita dal trattato
medesimo e l’adozione di una moneta nazionale emessa
direttamente da un Ente dello Stato, in nome e per conto del
Popolo italiano (può essere la lira o un’altra moneta).
Questo
Ente può essere chiamato Consiglio del Potere Monetario (CPM).
E’ il cosiddetto Quarto Potere, i cui membri sono
eletti direttamente dal Popolo. Nell’ambito del CPM viene
eletto dai suoi membri il Ministro dell’Economia (o del
Tesoro) che fa parte dell’Esecutivo ma per quanto riguarda la
gestione della moneta risponde al CPM e alla Costituzione. Il
CPM è un organo tecnico costituito da esperti di economia
eletti direttamente dal Popolo.
Gli
economisti del CPM hanno il potere di veto perché
tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo
rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta),
disoccupazione, produzione, ecc.
E’
giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso
i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai
politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni
puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il
potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale.
Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal
Popolo.
Il
Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del
Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da
finanziare. Il CPM controlla la validità e fattibilità dei
progetti e se necessario può rimandare indietro la proposta
governativa con consigli e suggerimenti.
Se
in generale gli esperti economici del CPM, non hanno
conflitti di interessi con la classe politica, svolgono il
loro lavoro correttamente. Comunque essi rispondono
direttamente al Popolo che li elegge.
Quando
è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della moneta,
la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da emettere
è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile.
Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta
presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà
delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano,
e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri
digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta
scritturale).
Il
Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei
beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad
esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi.
Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di
valore per la comunità nel suo complesso.
Il
CPM provvederà alla gestione tecnica della moneta (con tutti i
suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni
fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare
ai politici. La gestione monetaria deve essere
indipendente dalla politica anche se è strettamente
connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste
e competenti.
L’Art.1
della Costituzione dovrebbe sancire esplicitamente la sovranità
inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta (vedi
Punto 3). Inoltre dovrebbe stabilire che la emissione e
la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del
Potere esecutivo Monetario autonomo (CPM) (quarto potere)
i cui vertici vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano,
così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i
vertici del potere giudiziario (CSM).
L’adozione
di una moneta nazionale di proprietà pubblica, rende inutili le
monete complementari che farebbero solo confusione. Per
finanziare le opere di pubblica utilità regionali, provinciali
e comunali, basterà presentare agli uffici locali del CPM i
progetti approvati che verranno realizzati con la moneta
nazionale, emessa direttamente dallo stesso CPM.
Oltretutto
la moneta nazionale servirà anche per pagare a livello
internazionale i rifornimenti di energia (petrolio, gas, energia
elettrica, ecc). Le monete complementari non sarebbero accettate
a livello internazionale.
Le
monete complementari, a mio avviso, potrebbero essere utili per
rivitalizzare economie locali in presenza dell’attuale
moneta-debito (euro), ma una volta usciti dal trattato di
Maastricht e adottata una moneta nazionale di proprietà del
Popolo, non ha alcun senso invadere il mercato con monete
complementari locali.
La
Finanziaria
Il
Governo redige ogni anno la cosiddetta “Finanziaria” il cui
scopo è quello di reperire le risorse finanziarie occorrenti ai
propri fabbisogni. Il Governo ha attualmente la possibilità di
scegliere una o più delle seguenti possibilità:
1. Indebitarsi
nei confronti della Banca Centrale (BC), chiedendo in prestito
alla stessa l’emissione di nuova moneta.
2.
Indebitarsi nei confronti dei
cittadini con l’emissione di Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT,
ecc)
3.
Tassare i propri cittadini
direttamente o indirettamente (imposte e tasse, inflazione)
4.
Vendere (svendere) i beni dello
Stato (i beni del Popolo)
5.
Accordare condoni di varia natura
(condoni edilizi, fiscali, ecc)
6.
Tagliare la spesa pubblica (spese
correnti, sociali, ecc).
Le
scelte di cui ai punti 1 e 2 generano il cosiddetto Debito
Pubblico che cresce sempre più per effetto degli interessi che
si accumulano.
Cos’è
il Debito Pubblico?
E'
la somma di tutto il denaro che lo Stato è costretto a chiedere
in prestito al mercato per coprire il debito che lo Stato stesso
ha accumulato nel tempo nei confronti del sistema bancario.
L’ammontare
di questi prestiti costituisce il Debito Pubblico di ogni
Stato, sul quale si continuano a pagare perennemente interessi,
in una crescita infinita. Tali interessi vengono pagati dai Cittadini
attraverso le imposizioni fiscali.
L’Italia
sulla base del trattato di Maastricht incrementa il proprio Debito
con la Banca d’Italia (Privata!!!) per un massimo del 3% annuo
del proprio Prodotto Interno Lordo, facendo crescere nel
contempo l’ammontare degli interessi pagati annualmente dai
Cittadini.
Il
Debito Pubblico che la comunità deve pagare è principalmente
verso le banche, a causa della proprietà della moneta-debito
(cartacea e scritturale) ad esse concessa dai politici (e in
ultima analisi da noi cittadini che li abbiamo eletti).
La
scelta n° 3 di tassare i cittadini incide, da una parte
sull’aumento dei prezzi dei beni e servizi in quanto le
imprese scaricano il carico fiscale sui prezzi dei loro
prodotti, dall’altra parte causa una riduzione dei consumi in
quanto la gente (gravata dalle tasse) ha meno soldi da spendere
e con quelli che ha compra di meno per effetto del carovita. Per
quanto riguarda l’inflazione, che è una forma indiretta di
tassazione, da una parte avvantaggia lo Stato debitore che vede
svalutati i propri debiti, dall’altra va a svantaggio dei
cittadini poiché riduce il potere d’acquisto della moneta.
Quando
lo Stato non può far fronte ai propri fabbisogni con altri
debiti o con le tasse è costretto a vendere i propri beni
(scelta n° 4) che sono beni della Comunità la quale si
impoverisce sempre di più, a vantaggio dei creditori (le
banche) i quali riescono ad appropriarsi dei beni dello Stato a
prezzi oltremodo vantaggiosi.
O,
in alternativa, a rastrellare moneta tra i propri cittadini
attraverso vari condoni (fiscali, edilizi, ecc) commettendo
delle palesi ingiustizie nei confronti di quei cittadini che
pagano regolarmente le tasse e che rispettano la legge.
Oltretutto la politica dei condoni può essere applicata solo
temporaneamente.
Infine,
quando lo Stato non può più agire sulle leve del debito e
della tassazione, ricorre al taglio della spesa pubblica, a
danno generalmente dei ceti più poveri: servizi sociali,
viabilità, trasporti pubblici, ecc.
Lo
spettacolo che ci offre in questi giorni il teatrino della
politica è indecente oltreché inconcludente. Sia la destra che
la sinistra non sanno o non vogliono individuare nell’attuale
moneta-debito la radice dei nostri mali. Litigano su cose e
ricette insignificanti che non hanno nessun potere di cambiare
la realtà.
EBBENE!…Tutte
queste vessazioni ingiuste, che sono la causa di tutti i guai
della società (povertà, disoccupazione, ingiustizie, guerre,
terrorismo, ecc), possono tranquillamente scomparire se
solamente lo Stato (cioè i cittadini) rivendicasse a sé la
sovranità sulla moneta, ovverosia avesse il monopolio di
emettere, in nome e per conto del Popolo sovrano, la
moneta-credito occorrente a coprire i costi di produzione di
tutti i beni e servizi della comunità.
Proviamo
a rifletterci su!!! E ci renderemo conto che in fondo è
semplice cambiare radicalmente la nostra realtà. E’ solo
questione di consapevolezza (presa di coscienza) e di volontà
di cambiare il nostro modo di pensare.
Ridando
la sovranità della moneta al Popolo sovrano, si può debellare
anche la povertà, tramite il Reddito di Cittadinanza (RdC)
poiché è dovere morale della Comunità garantire ad ogni
essere vivente una Vita degna di essere vissuta (..dacci oggi il
nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti…).
Finché
la gente non si risveglierà e prenderà coscienza del
significato della vera moneta e di come deve essere gestita, sarà
schiava del signoraggio delle banche le quali di fatto da molto
tempo controllano l’intera economia mondiale e stabiliscono a
loro insindacabile giudizio chi deve diventare ricco (pochi) e
chi deve vivere da schiavo (molti).
La
creazione di moneta dal nulla
non
è un fatto dannoso in sé. Lo diventa però nel momento in cui
vi è un monopolio della moneta, come oggigiorno, e tale
monopolio viene gestito da privati, come accade oggi attraverso
le banche.
Se
è invece lo Stato, tramite il Consiglio del Potere Monetario
( CPM) autonomo, a gestire il monopolio del bene
moneta, allora la quantità di moneta in circolazione può
essere facilmente controllata.
La
difficoltà del sistema attuale di controllare la massa
monetaria è dovuta al fatto che tutte le banche, attraverso il
meccanismo della riserva frazionale, possono creare denaro dal
nulla, e per di più creano denaro dal nulla che non è legato
ad una corrispondente moneta fisica.
Il
Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del
Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da
finanziare. Il CPM controlla la validità
e fattibilità dei progetti e se necessario può rimandare
indietro la proposta governativa con consigli e suggerimenti.
Gli
economisti del CPM hanno il potere di veto perché
tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo
rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta),
disoccupazione, produzione, ecc.
E’
giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso
i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai
politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni
puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il
potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale.
Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal
Popolo.
In
generale gli esperti economici del CPM, non hanno
conflitti di interessi con la classe politica, e quindi
svolgono il loro lavoro correttamente. Comunque essi
rispondono direttamente al Popolo che li elegge.
Quando
è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della
moneta, la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da
emettere è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile.
Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta
presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà
delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano,
e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri
digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta
scritturale).
Il
Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei
beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad
esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi.
Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di
valore per la comunità nel suo complesso.
Il
CPM provvederà alla gestione tecnica della monetaria (con tutti
i suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni
fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare
ai politici. La gestione monetaria deve essere
indipendente dalla politica anche se è strettamente
connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste
e competenti.
Eliminazione
del Debito Pubblico.
Nel
caso specifico dell’Italia, lo Stato annullerebbe tutto il
debito nei confronti delle banche considerandolo illegittimo,
dato che il mezzo ufficiale di scambio è un affare comunitario
e quindi lo Stato (Potere Esecutivo + Potere Monetario) dovrebbe
gestire la moneta stessa.
Verrebbero
invece rimborsate le obbligazioni acquistate da persone fisiche
e giuridiche non bancarie. Le obbligazioni acquistate dai
cittadini si basano sui loro redditi e quindi sono da
considerarsi reali, per le questioni già dette. Quindi ridare a
loro i soldi non crea problemi, in quanto tale denaro è reale.
Diverso
è invece il caso delle banche che acquistano obbligazioni
usando denaro non reale, cioè creato dal nulla. Perciò tale
denaro, se re-immesso creerebbe problemi inflazionistici. Le
imprese ed i privati, che possono aver effettivamente acquistato
obbligazioni utilizzando parte di quell’utile (che ricordiamo
non è moneta reale - vedi controllo inflazione di seguito), è
giusto comunque che vengano rimborsate in quanto sono da
considerarsi un investimento delle imprese e dei privati.
Eventuali effetti inflazionistici verranno poi sistemati con una
tassazione dell’utile netto delle imprese.
L’acquisto
di obbligazioni da parte delle banche non è da considerarsi un
investimento in quanto i fondi utilizzati per tale acquisto non
sono reali, e quindi (una volta che si è stabilito che è
compito della Comunità attraverso il CPM creare moneta)
illegali.
Controllo
di Inflazione/Deflazione.
L'inflazione
deriva dall'aumento dei costi di produzione diretti ed indiretti
a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.
Nessun
Imprenditore, in regime di concorrenza, vuole aumentare i prezzi
per non rischiare di perdere clienti; lo fa solo quando i suoi
costi lo costringono a ciò.
La
deflazione non dipende dalla scarsità della moneta nel mercato,
ma dalla scarsità di essa nelle tasche dei Consumatori, sempre
a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.
Non
è importante che si metta moneta sul mercato ma nelle tasche
dei Consumatori!
La
stabilità dei prezzi può venir meno in seguito ad una
variazione della massa monetaria, ed attraverso la legge della
domanda ed offerta. In realtà, la stabilità dei prezzi può
venir meno per numerose cause che qui elenchiamo:
Otto
sono i fattori che causano inflazione/deflazione, di cui gran
parte riconducibili alla presenza di una moneta-debito
(vedi
inflazione
e deflazione):
1.
variazione della massa monetaria (non la sua quantità)
=>
legge domanda/offerta
=>
variazione prezzi
Se
nel sistema si hanno 100 di moneta o 1000, di per sé non cambia
nulla sui prezzi istantanei, non è che con 1000 di moneta i
prezzi sono più alti. Ciò che influenza i prezzi è il
passaggio, la variazione di moneta, da una data quantità ad
un'altra di massa monetaria,
la
quale (variazione) influisce sul consumo e sugli investimenti e
di conseguenza sui prezzi)
E’
l'immissione di nuova moneta nel sistema che può creare
inflazione, non è lo stock di moneta che crea inflazione ma il
flusso di moneta. E’ determinante l’ammontare di moneta
nelle tasche dei cittadini, ai fini del consumo.
I
lavoratori non ricevono il giusto in quanto gli effetti del
signoraggio hanno creato condizioni di deflazione e le Aziende
sono in difficoltà.
2.
variazione imposizione fiscale (imposte e tasse - fattore
sistemico)
=>
variazione costi di produzione => variazione prezzi
(dovute
alla presenza di una moneta-debito) le quali creano pressioni
sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi,
3.
variazione costi finanziari (interessi sui prestiti)
=>
variazione costi di produzione
=>
variazione prezzi
che
premono sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi
4.
variazione prezzi (inflazione stessa)
=>
variazione costi di produzione=> variazione prezzi
che
preme sui costi di produzione stimolando essa stessa un aumento
dei prezzi.
Un
aumento dei prezzi provoca un aumento dei costi di produzione
perché i fattori di produzione vengono a costare di più e di
conseguenza stimola quindi un aumento dei prezzi. E’ un cane
che si mangia la coda, un circolo vizioso.
5)
variazione
profitti (profitti
trasformati in consumo)
=> variazione consumi => legge domanda/offerta =>
variazione prezzi (in quanto non vera moneta,
vedi art.100) compreso il signoraggio.
6)
variazione
altri costi di produzione (tecnologia, salari, altri
fattori di produzione ) => variazione costi di produzione
=> variazione prezzi
7.
variazione discrezionale prezzi (monopoli,oligopoli,cartelli)
Mentre
tutte e 7 le cause sopra elencate possono verificarsi in
presenza di un Certificato monetario (attuale moneta-debito),
solo la 4, la 6 e la 7 possono verificarsi in presenza di una
vera Moneta (per i motivi già spiegati negli articoli
precedenti).
8.
legge della domanda e dell'offerta (fattore culturale).
L'inflazione
è alimentata anche dal fatto che la gente approfitta di una
legge inventata che si chiama "legge della domanda e
dell'offerta" che si basa sulle aspettative e che è una
invenzione dell'uomo. La
legge della domanda e dell'offerta è quella legge secondo cui
date certe condizioni (libero mercato e concorrenza perfetta) i
prezzi dei beni e dei servizi sono determinati dall'incontro
della domanda e dell'offerta.
In breve, se l'offerta è superiore alla domanda, i prezzi
tenderanno a diminuire; se invece la domanda è superiore
all'offerta, i prezzi tenderanno ad aumentare.
Tale
legge non è naturale perché come ogni legge umana, essa è una
convenzione. Essa cioè vale soltanto se tutti (o comunque la
maggior parte degli attori del mercato) accettano e rispettano
tale legge. E' possibile, infatti, che vi siano persone che non
ragionino secondo tale legge e che reputino normale che, se
l'offerta supera la domanda, il prezzo tenda non a diminuire
bensì ad aumentare (perché, ad esempio, i produttori devono
supplire ai costi maggiori derivanti dalla deperibilità dei
loro prodotti) o che, ad esempio, se vi è un eccesso di domanda
i prezzi debbano per "correttezza morale" rimanere
sempre gli stessi nel momento in cui non si è presentato alcun
nuovo costo di produzione che giustifichi l'aumento di prezzo.
Il verificarsi di tale legge dipende quindi dalle aspettative
degli agenti nel mercato che tale "legge" non scritta
sia rispettata.
Se
vi sono più soldi, la gente comprerà di più e ciò,
siccome la gente nel mercato approfitta della maggior domanda
aumentando i prezzi, crea inflazione. Ma l'aumentare
dei prezzi a seguito di aumento di domanda è una pura e
semplice invenzione, alla quale la gente si adatta dato
l'egoismo umano.
Di
per sé, non è detto che un aumento di domanda provochi un
aumento dei prezzi...se io vendo banane e il mercato me ne
chiede di più, solo il mio scopo puramente lucroso mi fa
approfittare di questo e dire "beh, allora adesso aumento i
prezzi visto che la domanda aumenta"...ma non c'è scritto
da nessuna parte che debba farlo..se sono onesto non lo faccio.
Il
problema è quindi l'avere come obiettivo il profitto o meglio,
la massimizzazione del profitto.
D'altra
parte, al di là della bassa coscienza umana attuale,
questa massimizzazione del profitto viene perseguita dalla gente
anche per la paura di non sopravvivere...non abbiamo infatti un
"reddito di cittadinanza", cioè un sostentamento
garantito in quanto esseri umani.
Tutto
in fondo dipende dalla paura che genera egoismo.
Nel
caso di domanda e offerta nulla, e domanda ed offerta infinita,
la legge della domanda e dell’offerta non ha validità in
quanto questa richiede una DETERMINATA e FINITA domanda ed
offerta. E' il caso di un bene deteriorabile e SOPRATTUTTO
privo di domanda.
Il
raggiungimento contemporaneo delle due stabilità (moneta e
prezzi) è oggi impossibile (con la moneta-debito): la stabilità
della misura (massa monetaria=costi di produzione) è
difficilmente compatibile con una stabilità dei prezzi
(che può richiedere, a seconda dei casi, una massa monetaria
maggiore o minore rispetto ai costi di produzione).
Solo
quando si eliminano tutti i fattori che influenzano la
variazione dei prezzi (cioè tutti quelli elencati sopra ad
esclusione della variazione della massa monetaria) si può avere
una contemporanea stabilità della misura del valore e dei
prezzi. In tal caso infatti, una variazione della massa
monetaria influenzerebbe allo stesso modo sia la variazione dei
prezzi sia la variazione della misura del valore.
L'obiettivo
principale delle banche centrali odierne è la stabilità dei
prezzi (senza alcun successo, fra l'altro, conseguenza ovvia di
un'impossibilità logica di controllare tutti i fattori di
influenza sui prezzi di cui sopra), ma esse trascurano
completamente la stabilità della misura del valore: l'errore
consiste nel considerare la massa monetaria in circolazione
corrispettiva del valore finale di produzione di beni e servizi
e non dei costi di produzione sostenuti per produrli. Vedi
meglio
art.100
Stando
così le cose, per poter controllare l’eccesso di moneta, è
utile comprendere come esso si forma.
Qual è
la
quantità giusta di moneta che deve esserci nel sistema, per
impedire che si crei inflazione?
La
quantità di moneta giusta è quella che corrisponde al valore
dei beni e servizi prodotti dalla società. E come possiamo
misurare i beni ed i servizi prodotti dalla società? Li
possiamo misurare attraverso i bilanci d’esercizio delle
imprese. L’utile netto delle imprese rappresenta il denaro in
più che rimane ai produttori di beni e servizi, cioè quella
moneta che non rappresenta prodotti e servizi.
Tutte
le imprese che producono beni e servizi dovranno essere
registrate nella banca dati delle imprese; per lo meno quelle
che sono pagate direttamente dallo Stato.
Il
problema degli utili delle imprese riguarda solo la moneta
emessa cioè quella finanziata dallo Stato.
I
bilanci delle imprese che si finanziano con moneta già
circolante, non hanno alcuna influenza sulla corrispettività
tra moneta EMESSA e costi di produzione, bensì su moneta
CIRCOLANTE e costi di produzione TOTALI.
Il
controllo ANCHE dei bilanci delle imprese che non sono
finanziate con emissione dirette di moneta, può servire solo
se: 1) vi è imposizione fiscale, 2) vi sono sussidi, 3) si
vuole penalizzare il profitto in generale e, 4) per controllare
la reale redditività dell'impresa.
In
generale, comunque, il controllo dei bilanci è cosa da farsi
per tutte le imprese.
Il
“sommerso” potrebbe continuare ad esistere, in quanto dipende
dalla coscienza della gente, non puoi farci nulla.
In ogni caso nessun danno potrebbe arrecare al sistema.
Il
problema del sommerso è legato al fisco; se l'imposizione
fiscale non esiste non è un problema. E' una scelt |