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OBIETTIVI PRINCIPALI DEL PROGRAMMA DI GOVERNO DEL MOVIMENTO  DELL’UMANITA’ (MODUM)

Con la collaborazione dello Staff di www.modum.info

22/8/2006

PREMESSA:

L’attuale crisi dell’economia mondiale (e particolarmente quella italiana) affonda le sue radici nell’attuale sistema di gestione della moneta. La moneta è la linfa vitale dell’economia, è il carburante senza il quale il motore dell’economia non parte. Nessuno Stato può dirsi padrone della propria economia se non può controllare la moneta. E l’attuale moneta è una moneta distorta che nasce di proprietà di un ristretto gruppo di banche private le quali da molto tempo hanno il controllo assoluto dell’economia mondiale. I cosiddetti popoli democratici occidentali ed orientali si illudono di essere sovrani. Che tipo di sovranità può avere un popolo che non può disporre della propria moneta?

Il Signoraggio è un concetto che merita di essere approfondito data la sua importanza per ogni società i cui scambi sono basati su una Moneta. In sintesi, è la differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo costo di produzione. Tale differenza, data la natura istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero emettere la stessa moneta.

Tale profitto esiste per ogni forma di Moneta oggigiorno utilizzata: metallica, cartacea e scritturale.

Il Signoraggio sulla Moneta metallica è solitamente per legge attribuito allo Stato. Quello sulla Moneta cartacea è per legge attribuito alla Banca Centrale (solitamente privata). Quello sulla Moneta scritturale è invece (seppur senza riferimento legislativo) attribuito al sistema bancario nel suo complesso (Banca Centrale compresa, dato che anch'essa può creare denaro dal nulla prestandolo senza l'emissione di banconote). 

Il Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre meno del 2% della massa monetaria globale.

 

Il Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre circa l’8% della massa monetaria globale.

 

Il Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche). Tale moneta copre circa il 90% della massa monetaria globale.

 

Mentre il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò che non è sensorialmente percepibile è di più difficile comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale (c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie (Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso). Riguardo al Signoraggio delle banche ordinarie si consiglia di leggere l’articolo “Riserva frazionale vs. riserva totale”

riserva_frazionale_vs_riserva_totale.htm

 

Nota: il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale prestato.

 

Oggigiorno invece la Moneta è emessa da una privata Banca Centrale e creata da un privato sistema bancario. Si ritiene invece che la natura istituzionale della Moneta richieda una emissione ed una creazione della Moneta solo ed esclusivamente pubblica (statale ad esempio, o di altra comunità), accreditando la Moneta stessa ai cittadini e non indebitandola al momento dell'emissione. Ed utilizzando in tal modo il Signoraggio per scopi di natura pubblica e sociale.

Con la perdita della sovranità monetaria ed il conferimento del Signoraggio da parte della Pubblica Amministrazione a favore del sistema bancario, lo Stato è divenuto esattore del pizzo monetario (imposte e tasse) per conto del privato sistema bancario stesso.

Consideriamo il libero mercato dei beni e dei servizi la più efficiente ed equa forma di allocazione delle risorse, pur ritenendo la moneta (coerentemente con la nostra teoria monetaria) non un bene od un servizio di mercato bensì una convenzione istituzionale che misura il valore di tali beni e servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di una gestione pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere morale della comunità garantire, nel rispetto del libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni primari di ogni essere umano.

Oggi è arrivato il momento di cominciare a concepire la creazione di una nuova società basata su un nuovo sistema economico e su nuovi sistemi giudiziari e politici. E' necessario quindi cominciare a mettere in pratica le idee che sono più in sintonia con una società equa, giusta e solidale. Il progresso tecnologico, ad esempio, permette all'essere umano di avere più tempo per se stesso. In sé è positivo se viene ben utilizzato. Come spesso accade, con gli stessi mezzi è possibile fare del bene o fare del male. Il problema fondamentale non è il progresso tecnologico, il mercato globale o le multinazionali. Il problema è la coscienza ed i valori di cui tale coscienza si fa portatrice. Per questo motivo è necessario che coloro che stanno evolvendo e sono puri di cuore entrino direttamente nel mercato come primi attori.

Per chi volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta consigliamo di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info .

Il possesso di molto denaro non è in sé negativo. Ricchezza e povertà sono due poli estremi opposti, mentre l’abbondanza è l’integrazione dei due, rappresenta il punto di equilibrio. La Vera Abbondanza coincide cioè con la "perfetta soddisfazione di tutti i propri Bisogni. Il concetto di Bisogno qui espresso comprende tutto ciò di cui necessitiamo in un determinato momento per massimizzare il nostro Benessere e quindi la nostra Felicità. Tale concetto di Bisogno è soggettivo e può essere realizzato indipendentemente dalla ricchezza materiale, dagli stereotipi sociali, dalle credenze, dalla lingua, dalla religione, dalla cultura e da ogni altro fattore che non siano i propri desideri intimi del momento. La Vera Abbondanza si raggiunge quindi ascoltando i propri desideri interiori al di là di quelli che sono i condizionamenti provenienti dall'esterno. Abbondanza significa che ognuno dovrebbe avere ciò che si merita in base alla propria evoluzione (l'unico vero metro di giudizio), alle proprie esigenze personali ed in base anche alla sua "missione".

Non è stato così per molto tempo, a causa di manipolazioni energetiche di vario tipo, ma tornerà ad essere così.

Se il denaro non fosse più considerato un mezzo per detenere il potere sulle masse, ma fosse solo un mezzo per agevolare gli scambi di beni e servizi tra le persone e di proprietà della comunità, ne avremmo sempre abbastanza per le tutte le nostre attività.

Poiché il potere fine a se stesso ed il business non avrebbero più senso, tutti gli sforzi sarebbero orientati a migliorare la vita di ciascun componente della comunità ed un consiglio di saggi amministrerebbe la cosa pubblica con onestà e nell’interesse di tutti.

Non vivendo più esperienze di carenza e povertà nessuno sentirebbe più la necessità di accumulare ricchezza togliendola ai suoi compagni. Ognuno si potrebbe dedicare a svolgere il lavoro più consono alle sue caratteristiche.

Il fine ultimo dell’industria sarebbe solo quello di produrre beni che migliorassero la qualità della vita degli abitanti di questo pianeta e la pubblicità sarebbe utilizzata al solo scopo di informare sulle migliori opportunità e sulle ultime novità tecnologiche.

Il tempo necessario al lavoro occuperebbe solo una minima parte della giornata e le persone avrebbero tutto il tempo da dedicare alla cura del corpo e della mente, ai figli, alla famiglia ed ai rapporti con gli altri.

Ci sarebbe un nuovo rinascimento che vedrebbe il rifiorire della poesia e della musica, della pittura e dell’architettura.

La scuola avrebbe il compito di esaltare le qualità migliori di ciascun ragazzo facendogli scoprire la fiducia in se stesso e negli altri e le enormi potenzialità dell’essere umano.

Gli anziani riacquisterebbero un peso importante nelle comunità che farebbero tesoro della loro esperienza e saggezza.

Le città sarebbero immerse nel verde e nella tranquillità e le abitazioni sarebbero dei luoghi confortevoli, pieni di armonia in cui ritemprarsi e ritrovarsi con i propri cari.

Grazie all’energia pulita, libera e gratuita per tutti non avremmo inquinamento ed il pianeta tornerebbe alla sua originaria bellezza.

Le guerre e le sopraffazioni sarebbero solo un ricordo lontano ed i popoli delle varie razze potrebbero condividere, gli uni con gli altri, gli aspetti migliori delle proprie civiltà.

Fiducia e integrità prenderebbero il posto di inganno, paura e terrore.

Il minore stress e l’assenza di preoccupazioni materiali farebbero diminuire drasticamente le malattie e  la violenza.

Uno dei tanti sogni senza possibilità di attuazione? Ne siamo proprio sicuri?

Viviamo in un mondo con una ricchezza enorme e che basterebbe solo una minima parte di questa ricchezza per risolvere i problemi.

Immaginate se nelle nostre tasche si riversassero 1.500 miliardi di euro ovvero l’entità del nostro debito pubblico nei confronti della Banca Centrale Europea più una somma pari al 40% del nostro reddito, corrispondente all’indebitamento medio delle famiglie italiane verso le banche commerciali. Non pensate che una ricchezza simile cambierebbe immediatamente la nostra vita quotidiana?

Il debito, il signoraggio, l’ignoranza, il terrore, la paura e la malattia sono le sbarre di una  prigione psicologica che un’elite di persone, che tiene le redini del mondo, ha costruito per noi.

La consapevolezza di questi meccanismi è la chiave per riacquistare la nostra libertà e riprendere nelle nostre mani i nostri destini.

Un futuro diverso è possibile, basta volerlo! 

Dall’attuale situazione di collasso si può uscir fuori solo attraverso una radicale riforma monetaria senza la quale qualsiasi modello sociale e politico è destinato a fallire. 

Per chi volesse approfondire la nostra teoria sulla moneta consigliamo di leggere il materiale del sito www.signoraggio.info .

PROGRAMMA DI GOVERNO A BREVE-MEDIO TERMINE

DEL MOVIMENTO DELL’UMANITA’ (MODUM)

Il seguente programma è stato definito con la collaborazione dello Staff di www.modum.info

RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:

  1. ritorno al sistema di elezione puramente proporzionale, con l’introduzione nel sistema elettorale delle "primarie aperte" a tutti gli elettori ai fini della proposta e della selezione delle candidature.
  2. elezione diretta da parte del Popolo dei giudicanti governativi (giudici), dei legislatori (parlamentari), e dei  governatori del potere monetario.

RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:

  1. dare esclusivamente allo Stato (in nome e per conto del Popolo) il potere di creare moneta dal nulla. Conseguenza: eliminazione imposte e tasse.
  2. riformare sistema bancario basandolo su coefficiente di riserva del 100%.
  3. uscire dall’ Unione monetaria europea (non dall’unione politica) e tornare alla nostra Lira.
  4. uguale salario minimo per tutti i lavoratori. Le differenze salariali si basano solo sul diverso ammontare di profitto e/o merito (quest’ultimo socialmente riconosciuto attraverso referendum).
  5. garantire a tutti i membri della comunità i bisogni materiali primari (alimentazione, pulizia e protezione del corpo) con la moneta creata dal Governo.
  6. garantire a tutti i membri della comunità istruzione e salute con la moneta creata dal Governo.
  7. uguale pensione per tutti (ex-membri attivi e membri non attivi) retribuita con la moneta creata dallo Stato.
  8. età di pensionamento uguale per tutti, uomini e donne.
  9. stimolare la competizione in tutti i mercati (ad eccezione del mercato della moneta, dove proponiamo un monopolio del Popolo attraverso i loro rappresentati governativi, vedi punto 1) attraverso premi a quelle imprese più performanti, utilizzando sempre la moneta creata dallo Stato.
  10. eliminare tariffe doganali.

Il suddetto programma consente di realizzare la vera Libertà, la vera Solidarietà e la vera Giustizia attraverso:

1) abolizione del Debito Pubblico. Conseguenza: eliminazione tasse ed imposte

2) eliminazione dell’inflazione con conseguente diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere d’acquisto della moneta. 

3) garanzia ad ogni essere vivente del soddisfacimento dei propri bisogni primari: alimentazione, pulizia, alloggio, vestiario, istruzione e assistenza sanitaria. Conseguenza: eliminazione della povertà

4) eliminazione della disoccupazione

5) rilancio dell’economia e della competitività dei nostri prodotti

6) uguaglianza giuridica effettiva di tutti i cittadini. 

Gli attuali sistemi politici, legislativi, giuridici, economici, sociali e la stessa costituzione dovranno essere riformati in armonia con il suddetto programma.

MODALITA’ DI ATTUAZIONE:

A) RIFORME POLITICO-LEGISLATIVE:

    1) Sistema proporzionale puro.

Fondare la vera Democrazia Rappresentativa, in cui i parlamentari vengono eletti con il Sistema Proporzionale nominale puro. Cioè gli elettori non saranno più costretti a votare per i partiti che poi impongono i propri candidati interni, ma sceglieranno direttamente tra i nominativi presentati nelle liste elettorali.

Il sistema maggioritario penalizza le minoranze, che non sono rappresentate in parlamento in modo equo, ciò che invece viene garantito dal sistema proporzionale puro. Inoltre il sistema maggioritario costringe i vari partiti a formare due soli schieramenti all’interno dei quali ci possono essere partiti con idee e programmi in contrasto fra loro. Questo porta a coalizioni in continuo conflitto che non giova sicuramente al buon governo. Gli elettori possono sempre cambiare con il voto le loro preferenze a seconda dei programmi e della fiducia che i vari partiti meritano.

Il sistema proporzionale puro è il più corretto e giusto sistema di votazione ed è quello che meglio rispetta i 3 principi di Equità, Merito e Volontà ( vedi

www.ascensione.org/programma_di_governo_del_movimento_per_la_umanita.htm ). 

 

Per garantire la più ampia partecipazione degli elettori, è stato costituito un “Comitato per le Primarie Aperte” che ha preparato una proposta di legge di Iniziativa Popolare per introdurre nel sistema elettorale italiano le Elezioni Primarie Aperte a tutti gli elettori ai fini della proposta e della selezione delle candidature (Vedi:  Proposta di Legge di Iniziativa popolare.htm  e  Logica del Progetto di Legge.htm)

Nella competizione elettorale verrà adottata e garantita dallo Stato la Par Condicio per tutti i partiti e movimenti. Lo Stato finanzierà solamente le campagne elettorali, per garantire che ogni partito/movimento sia in grado di presentare al Popolo il proprio programma di governo. A tale scopo una specifica Commissione elettorale garantirà che ogni partito o movimento abbia uguale spazio negli appositi programmi elettorali TV e Radio, nonché su giornali e riviste. Ovviamente tutti i partiti e movimenti potranno a proprie spese fare propaganda elettorale in aggiunta a quella stabilita dalla par condicio. I vari partiti e movimenti saranno mantenuti in vita solo dai rispettivi aderenti, non ci saranno cioè finanziamenti pubblici ai partiti di alcun tipo.

Il sistema attuale dei partiti va bene?

I partiti non sono un problema in sé. E nemmeno lo sono le ideologie. E' naturale infatti che le persone si raggruppino a seconda del loro pensiero ed è praticamente impossibile che tutti la pensino allo stesso modo. Il fenomeno quindi dei partiti o comunque di gruppi con diversi programmi e con un diverso pensiero è un fatto naturale. 

Il problema non è nemmeno nella struttura del sistema, dato che un sistema parlamentare in cui tutte le persone considerate capaci di intendere e di volere votano e chiunque può teoricamente essere eletto (salvo limiti di età) è un sistema giusto. Forse la pecca principale del sistema odierno è che un sistema giusto dovrebbe prevedere un sistema di elezione proporzionale puro e non maggioritario o maggioritario-proporzionale come accade oggi.

Il vero problema sta nella coscienza di chi viene eletto. E dato che i rappresentanti eletti rappresentano la gente, essi rispecchiano nel loro agire quello che è il pensiero collettivo del popolo. Di certo se la gente fosse tutta illuminata allora eleggerebbe al Governo propri membri che, essendo illuminati, agirebbero nel massimo interesse della comunità e sarebbero rigidi nel far rispettare i valori morali.

Ciò che bisogna fare è quindi stimolare la gente a riflettere e creare pian piano gruppi di persone in sintonia di pensiero che potranno eventualmente presentare qualcuno di loro alle elezioni governative ai vari livelli comunitari (locale, regionale, nazionale ed anche internazionale). Per cambiare le cose non c'è altro modo quindi che partire dal basso e creare gruppi di persone che la pensino in modo simile e siano d'accordo su un certo programma e linea di pensiero.

    2) Elezione diretta di Politici, Giudici e Governatori della Moneta. 

In futuro tutti i politici (parlamentari),  i giudici ed i governatori della moneta saranno eletti direttamente dal Popolo.

Per attuare la riforma monetaria occorre procedere prima di tutto ad una riforma della nostra Costituzione in cui, nell’art.1, si sancisce la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta. Inoltre si stabilisce che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere Monetario (CPM)  i cui membri vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario.

I membri del CPM  eleggono al loro interno il  Ministro del Tesoro il quale, pur facendo parte del potere esecutivo, è autonomo in materia di gestione monetaria e risponde solo alle leggi costituzionali.

Inoltre viene sancito nell'art. 2 della Costituzione che lo Stato, tramite il potere monetario, accredita mensilmente ad ogni cittadino un Reddito di Cittadinanza (RdC) che gli consente di soddisfare i propri bisogni primari: alimentazione, alloggio, vestiario, prodotti per la pulizia del corpo, istruzione ed assistenza sanitaria. Con il RdC si attua finalmente il diritto divino di ogni essere al pane quotidiano, cioè ad una vita degna di un Essere Umano.

Per quanto riguarda il potere Esecutivo, tutti i ministri (escluso il ministro del Tesoro) vengono eletti dal Parlamento. Successivamente i ministri eleggono al loro interno il Primo Ministro (Presidente del Consiglio).

Ricapitolando, il Popolo elegge direttamente:

  1. i membri del potere politico-legislativo (il Parlamento).
  2. i membri del consiglio del potere esecutivo monetario (CPM), che a loro volta eleggono il Ministro del Tesoro, il quale in materia di moneta non risponde al capo del governo, ma direttamente al CPM e alle leggi costituzionali che disciplinano la materia monetaria.  
  3. i membri del consiglio del potere giudiziario (CSM).

Tutti i ministri del potere esecutivo (escluso il Ministro del Tesoro) vengono nominati dal Parlamento, i quali eleggono nel proprio ambito il Presidente del Consiglio. Questo perché, a differenza del Ministro del Tesoro, gli altri ministri sono degli esecutori delle decisioni politiche, cioè delle leggi emanate dal parlamento.

Dobbiamo distinguere infatti tra questioni pubbliche di breve-medio periodo e questioni pubbliche di lungo periodo.

I politici lavorano su questioni di breve-medio periodo, mentre chi gestisce la moneta e chi giudica agisce sul lungo periodo. Per questa differenza di interessi i secondi devono essere indipendenti dai primi. Chi gestisce la moneta svolge sì un ruolo esecutivo, ma esecutivo rispetto alla costituzione, cioè alle leggi di lungo periodo e non esecutivo rispetto al codice di leggi, cioè alle leggi di breve-medio periodo.

In sostanza il ministro del Tesoro è il garante della costituzione in materia di moneta, è il garante dell'ordine degli scambi e deve avere potere di veto sulle spese pubbliche scelte dai politici, non sulla composizione, ma sull'ammontare di tale spesa pubblica.

In altre parole esiste una costituzione (lungo periodo) con leggi definitive e vi sono leggi mutanti in base alle circostanze. La moneta fa parte della Costituzione, è un potere fondante, è il mezzo stesso che permette lo scambio nella società, è il mezzo che, prima di ogni altro, permette l'esistenza di una società.  E  per questo motivo non deve essere nelle mani di coloro che cambiano ogni 4 - 5 anni, cioè i politici che ovviamente guardano il breve-medio periodo e considerano ciò che serve nel loro periodo storico

La legge deve essere uguale per tutti! Conseguenza: deve essere abolita l’immunità parlamentare. Inoltre, le retribuzioni dei parlamentari, dei giudici  e degli esecutivi devono essere stabilite dal popolo attraverso referendum. Infine, deve essere abolito anche il trattamento pensionistico privilegiato dei parlamentari: la pensione (intesa come quota previdenziale per unità di tempo di lavoro) e le modalità di erogazione devono essere uguali per tutti. 

B) RIFORME ECONOMICO-SOCIALI:

    1) Sovranità Monetaria. (Abolizione del Signoraggio della Banca Centrale e della Moneta Virtuale).  

La "sovranità monetaria" appartiene al Popolo, come sancito anche dalla Costituzione italiana. Il "potere monetario" o "sovranità monetaria" è la facoltà (acquisita legalmente o attraverso una spontanea adesione) di far accettare qualsiasi debito dell'emittente stesso come moneta, solitamente con la promessa di accettarla a sua volta come pagamento di un qualsiasi proprio credito.

In sostanza, chi ha il potere di emettere moneta ha la facoltà di pagare ogni suo debito semplicemente emettendo nuova moneta.

Per restituire la sovranità monetaria al Popolo, occorre togliere al Cartello bancario l'attuale Signoraggio sulla moneta, cioè il monopolio di creare dal nulla la moneta e di prestarla ai Governi, nonché il monopolio delle banche private di creare dal nulla moneta virtuale e di prestarla alle imprese e ai cittadini.

Esistono 3 tipi di Signoraggio:

1.     Il Signoraggio sulla Moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre meno del 2% della massa monetaria globale.

 

2.     Il Signoraggio sulla Moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse. Tale moneta copre circa l’8% della massa monetaria globale.

 

3.     Il Signoraggio sulla Moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa Moneta fisica) di tutta la Moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di conto corrente (c/c), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche). Tale moneta copre circa il 90% della massa monetaria globale.

 

Mentre il Signoraggio sulla Moneta fisica (cartacea e metallica) è solitamente ben identificato, quello sulla Moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come Moneta vera e propria: ciò che non è sensorialmente percepibile è di più difficile comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su PC o su carta), si tende a fare confusione tra la Moneta scritturale (c/c) ed una generica computazione di cifre monetarie (Contabilità e Bilancio). La prima è Moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa Moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria Moneta non fisica. Che gode del suo Signoraggio, come ogni Moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso).

 

Nota: il Signoraggio qui discusso è in altre parole parte del Capitale prestato dal sistema bancario (o addirittura il Capitale stesso nel caso della Moneta scritturale, non avendo essa alcun costo di produzione). Tale profitto si aggiunge a quello derivante dagli Interessi sullo stesso Capitale prestato.

www.signoraggio.info

Le conseguenze più deleterie del Signoraggio della Banca Centrale e della moneta virtuale delle Banche sono: il Debito Pubblico, il debito ai privati cittadini ed alle Imprese, le tasse ed imposte, l’Inflazione/Deflazione, la disoccupazione, la povertà, il debito dei paesi del terzo mondo, le guerre e il terrorismo .

In sostanza, l’attuale sistema monetario è la causa primaria di tutti i nostri guai.

 Solo lo Stato, su mandato del Popolo, ha il monopolio di creare moneta dal nulla.

Conseguenza diretta:

 

a) eliminazione del Debito Pubblico

b) eliminazione di tasse e imposte sia per i privati che per le aziende

c) eliminazione dell’inflazione/deflazione con conseguente diminuzione dei prezzi e l’aumento del potere  d’acquisto della moneta.

d) maggiore competitività dei nostri prodotti grazie all'eliminazione delle tasse alle imprese.

e) eliminazione della disoccupazione.

f)  rilancio dell'economia

g) eliminazione della povertà

A Maastricht è stata svenduta l'Europa. A partire dal 1992 è iniziata la sottomissione dell’Europa al Trattato di Maastricht, concepito per sottoporre le diverse nazioni ad una totale dittatura monetarista al servizio degli interessi dei banchieri. Il Trattato di Maastricht viola la Costituzione Italiana!

L’attuale art. 1 della Costituzione dice che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, per cui la sovranità monetaria è parte integrante e inscindibile di quella dello stato nazionale e non può essere delegata ad interessi bancari privati, tanto meno può diventare proprietà di interessi privati.

L’Art. 3 aggiunge che: "E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Senza disporre delle leve della moneta, del credito e dell’economia, qualunque governo, a prescindere dal suo orientamento politico, non sarà mai in grado di realizzare questo compito di sviluppo e giustizia economica e sociale.

L’Art. 47 sottolinea che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Anche in questo caso la cosa non è possibile giacché la Banca d’Italia, controllata da interessi privati, non può che rispondere, soprattutto nelle decisioni strategiche, agli indirizzi e agli interessi dei proprietari.

L’Art. 117: "Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: [...] e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;"

Lo Stato quindi ha legislazione esclusiva in materia di moneta. Non solo, ma "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." (Art. 1).

Le parole legislazione esclusiva dovrebbero lasciar intendere che non può essere delegata a terzi la sovranità monetaria, dato che la sovranità appartiene al popolo e che lo Stato ha facoltà di gestire moneta e sistema valutario. Se è scritto sulla Costituzione si suppone che sia vero.

I politici, dopo il crack Parmalat, affermano che occorre tutelare il risparmio ma Bankitalia, non si tocca, in quanto ritengono la sua indipendenza un valore costituzionale.

Ma la Costituzione non fa parola di Banche, né di signoraggio, e il disegno di legge dice chiaramente che la Banca è regolamentata da statuti che precedono la Costituzione. La disciplina vigente sull'ordinamento della Banca d'Italia è ancora oggi contenuta in fonti normative precedenti rispetto alla Costituzione della Repubblica italiana.

I difensori di Bankitalia dicono di voler tutelare l'indipendenza e l'autonomia della Banca d'Italia, Ma se Bankitalia è in mano ai privati, di quale autonomia stiamo parlando? Nella Costituzione non è scritto che spetta allo Stato condurre la politica monetaria? La Costituzione non fa parola di Banche, e il disegno di legge dice chiaramente che la Banca è regolamentata da statuti che precedono la Costituzione.

In realtà Bankitalia, sarà utile ricordarlo, non è una vera e propria istituzione dello Stato, ma uno strano Ente i cui proprietari sono soprattutto le Banche, quindi i privati, e il placet, quello reale, quello che conta veramente, per la scelta del suo Governatore spetta alla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea, il cui massimo azionista è la Federal Reserve USA.

Bankitalia è una SpA in mano a privati. E circa il 67% delle azioni di Bankitalia è posseduto da sole 4 banche private.

Visto che fino a poco tempo fa i soci di Bankitalia non erano conosciuti e che tuttora alcuni soci sono tenuti segreti, c’è da chiedersi se Bankitalia non sia da considerarsi una società segreta e quindi incostituzionale in quanto l’art. 18 della Costituzione stabilisce che sono proibite le associazioni segrete. Infatti, secondo l'Art. 1 della legge del 25 gennaio 1982, n. 17, si considerano associazioni segrete, e come tali vietate dall'art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.

Considerato che:

1.     non tutti i soci della Bankitalia s.p.a. (società privata e non istituto pubblico) o, meglio, i partecipanti al suo capitale, sono conosciuti ai cittadini italiani (Bankitalia ha pubblicato a settembre 2005 la lista dei suoi soci che possiedono circa il 94,35% del capitale sociale);

2.     la finalità di Bankitalia, come quella di tutte le banche centrali, è il monopolio del denaro, mediante il quale il sistema bancario esercita la propria egemonia sull'economia e sulla politica e che il monopolio del denaro è "un'attività diretta ad interferire sull'esercizio di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale".

Si potrebbe ipotizzare che la Banca sulla base di quanto suddetto costituisca un'associazione di persone che "tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali", commetta il reato di cui all'art. 1 della legge n. 17/1982 .

Ci sono state inoltre molte polemiche sul fatto che gli utili di bilancio distribuiti ai soci sono del tutto irrilevanti. Questo fatto spiega perché il bilancio di bankitalia è falso in quanto la moneta emessa, che rappresenta il grosso della truffa, cioè il signoraggio, viene appostata nel passivo e questo limita molto gli utili. Inoltre sul signoraggio, che Bankitalia intasca pulito, non viene pagata una lira di tasse. Perciò la BC è anche il più grande evasore di imposte.

La Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica devono assumersi le proprie responsabilità in merito alla questione monetaria, per non aver vigilato sul rispetto del diritto fondamentale della sovranità popolare sulla moneta.  Dal tradimento della Costituzione sono derivati gravi guasti alla democrazia: restrizione della libertà, disuguaglianza e ingiustizia. L’attuale conflitto tra i poteri dello Stato ne sono una conseguenza diretta.

La sovranità monetaria del Popolo è incompatibile con il trattato di Maastricht e quindi presuppone l’uscita dal trattato medesimo e l’adozione di una moneta nazionale emessa direttamente da un Ente dello Stato, in nome e per conto del Popolo italiano (può essere la lira o un’altra moneta).

Questo Ente può essere chiamato Consiglio del Potere Monetario (CPM). E’ il cosiddetto Quarto Potere, i cui membri sono eletti direttamente dal Popolo. Nell’ambito del CPM viene eletto dai suoi membri il Ministro dell’Economia (o del Tesoro) che fa parte dell’Esecutivo ma per quanto riguarda la gestione della moneta risponde al CPM e alla Costituzione. Il CPM è un organo tecnico costituito da esperti di economia eletti direttamente dal Popolo. Gli economisti del CPM  hanno il potere di veto perché  tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta), disoccupazione, produzione, ecc.

E’ giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale. Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal Popolo.

Il Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da finanziare. Il CPM controlla la validità e fattibilità dei progetti e se necessario può rimandare indietro la proposta governativa con consigli e suggerimenti.

Se in generale gli esperti economici  del CPM,  non hanno conflitti di interessi con la classe politica,  svolgono il loro lavoro correttamente. Comunque essi rispondono direttamente al Popolo che li elegge.

Quando è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della moneta, la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da emettere è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile. Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano, e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta scritturale).

Il Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi. Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di valore per la comunità nel suo complesso.

Il CPM provvederà alla gestione tecnica della moneta (con tutti i suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare ai politici.  La gestione monetaria  deve essere indipendente dalla politica anche se è  strettamente connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste e competenti. 

 

L’Art.1 della Costituzione dovrebbe sancire esplicitamente la sovranità inalienabile del Popolo sulla politica e sulla moneta (vedi Punto 3). Inoltre dovrebbe stabilire che la emissione e la gestione della moneta è di competenza del Consiglio del Potere esecutivo Monetario autonomo (CPM) (quarto potere) i cui vertici vengono eletti direttamente dal Popolo sovrano, così come vengono eletti i parlamentari (potere politico) ed i vertici del potere giudiziario (CSM).

L’adozione di una moneta nazionale di proprietà pubblica, rende inutili le monete complementari che farebbero solo confusione. Per finanziare le opere di pubblica utilità regionali, provinciali e comunali, basterà presentare agli uffici locali del CPM i progetti approvati che verranno realizzati con la moneta nazionale, emessa direttamente dallo stesso CPM.

Oltretutto la moneta nazionale servirà anche per pagare a livello internazionale i rifornimenti di energia (petrolio, gas, energia elettrica, ecc). Le monete complementari non sarebbero accettate a livello internazionale.

Le monete complementari, a mio avviso, potrebbero essere utili per rivitalizzare economie locali in presenza dell’attuale moneta-debito (euro), ma una volta usciti dal trattato di Maastricht e adottata una moneta nazionale di proprietà del Popolo, non ha alcun senso invadere il mercato con monete complementari locali.

La Finanziaria

Il Governo redige ogni anno la cosiddetta “Finanziaria” il cui scopo è quello di reperire le risorse finanziarie occorrenti ai propri fabbisogni. Il Governo ha attualmente la possibilità di scegliere una o più delle seguenti possibilità:

1.    Indebitarsi nei confronti della Banca Centrale (BC), chiedendo in prestito alla stessa l’emissione di nuova moneta.

2.      Indebitarsi nei confronti dei cittadini con l’emissione di Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT, ecc)

3.      Tassare i propri cittadini direttamente o indirettamente (imposte e tasse, inflazione)

4.      Vendere (svendere) i beni dello Stato (i beni del Popolo)

5.      Accordare condoni di varia natura (condoni edilizi, fiscali, ecc)

6.      Tagliare la spesa pubblica (spese correnti, sociali, ecc).

Le scelte di cui ai punti 1 e 2 generano il cosiddetto Debito Pubblico che cresce sempre più per effetto degli interessi che si accumulano.

Cos’è il Debito Pubblico?

E' la somma di tutto il denaro che lo Stato è costretto a chiedere in prestito al mercato per coprire il debito che lo Stato stesso ha accumulato nel tempo nei confronti del sistema bancario.

L’ammontare di questi prestiti costituisce il Debito Pubblico di ogni Stato, sul quale si continuano a pagare perennemente interessi, in una crescita infinita. Tali interessi vengono pagati dai Cittadini attraverso le imposizioni fiscali.

L’Italia sulla base del trattato di Maastricht incrementa il proprio Debito con la Banca d’Italia (Privata!!!) per un massimo del 3% annuo del proprio Prodotto Interno Lordo, facendo crescere nel contempo l’ammontare degli interessi pagati annualmente dai Cittadini.

Il Debito Pubblico che la comunità deve pagare è principalmente verso le banche, a causa della proprietà della moneta-debito (cartacea e scritturale) ad esse concessa dai politici (e in ultima analisi da noi cittadini che li abbiamo eletti).

La scelta n° 3 di tassare i cittadini incide, da una parte sull’aumento dei prezzi dei beni e servizi in quanto le imprese scaricano il carico fiscale sui prezzi dei loro prodotti, dall’altra parte causa una riduzione dei consumi in quanto la gente (gravata dalle tasse) ha meno soldi da spendere e con quelli che ha compra di meno per effetto del carovita. Per quanto riguarda l’inflazione, che è una forma indiretta di tassazione, da una parte avvantaggia lo Stato debitore che vede svalutati i propri debiti, dall’altra va a svantaggio dei cittadini poiché riduce il potere d’acquisto della moneta.

Quando lo Stato non può far fronte ai propri fabbisogni con altri debiti o con le tasse è costretto a vendere i propri beni (scelta n° 4) che sono beni della Comunità la quale si impoverisce sempre di più, a vantaggio dei creditori (le banche) i quali riescono ad appropriarsi dei beni dello Stato a prezzi oltremodo vantaggiosi.

O, in alternativa, a rastrellare moneta tra i propri cittadini attraverso vari condoni (fiscali, edilizi, ecc) commettendo delle palesi ingiustizie nei confronti di quei cittadini che pagano regolarmente le tasse e che rispettano la legge. Oltretutto la politica dei condoni può essere applicata solo temporaneamente.

Infine, quando lo Stato non può più agire sulle leve del debito e della tassazione, ricorre al taglio della spesa pubblica, a danno generalmente dei ceti più poveri: servizi sociali, viabilità, trasporti pubblici, ecc.

Lo spettacolo che ci offre in questi giorni il teatrino della politica è indecente oltreché inconcludente. Sia la destra che la sinistra non sanno o non vogliono individuare nell’attuale moneta-debito la radice dei nostri mali. Litigano su cose e ricette insignificanti che non hanno nessun potere di cambiare la realtà.

EBBENE!…Tutte queste vessazioni ingiuste, che sono la causa di tutti i guai della società (povertà, disoccupazione, ingiustizie, guerre, terrorismo, ecc), possono tranquillamente scomparire se solamente lo Stato (cioè i cittadini) rivendicasse a sé la sovranità sulla moneta, ovverosia avesse il monopolio di emettere, in nome e per conto del Popolo sovrano, la moneta-credito occorrente a coprire i costi di produzione di tutti i beni e servizi della comunità.

Proviamo a rifletterci su!!! E ci renderemo conto che in fondo è semplice cambiare radicalmente la nostra realtà. E’ solo questione di consapevolezza (presa di coscienza) e di volontà di cambiare il nostro modo di pensare.

Ridando la sovranità della moneta al Popolo sovrano, si può debellare anche la povertà, tramite il Reddito di Cittadinanza (RdC) poiché è dovere morale della Comunità garantire ad ogni essere vivente una Vita degna di essere vissuta (..dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti…).

Finché la gente non si risveglierà e prenderà coscienza del significato della vera moneta e di come deve essere gestita, sarà schiava del signoraggio delle banche le quali di fatto da molto tempo controllano l’intera economia mondiale e stabiliscono a loro insindacabile giudizio chi deve diventare ricco (pochi) e chi deve vivere da schiavo (molti).

La creazione di moneta dal nulla non è un fatto dannoso in sé. Lo diventa però nel momento in cui vi è un monopolio della moneta, come oggigiorno, e tale monopolio viene gestito da privati, come accade oggi attraverso le banche.

Se è invece lo Stato, tramite il Consiglio del Potere Monetario ( CPM) autonomo,  a gestire il monopolio del bene moneta, allora la quantità di moneta in circolazione può essere facilmente controllata. 

La difficoltà del sistema attuale di controllare la massa monetaria è dovuta al fatto che tutte le banche, attraverso il meccanismo della riserva frazionale, possono creare denaro dal nulla, e per di più creano denaro dal nulla che non è legato ad una corrispondente moneta fisica.

Il Governo, fa richiesta al CPM (tramite il Ministro del Tesoro), di emettere moneta specificando i progetti da finanziare. Il CPM controlla la validità e fattibilità dei progetti e se necessario può rimandare indietro la proposta governativa con consigli e suggerimenti.

Gli economisti del CPM  hanno il potere di veto perché  tengono sotto controllo l'offerta di moneta e studiano il suo rapporto con il bisogno di moneta reale (domanda di moneta), disoccupazione, produzione, ecc.

E’ giusto che il Popolo abbia il controllo della moneta attraverso i suoi rappresentati ma non bisogna lasciare la possibilità ai politici di fare quello che vogliono altrimenti per questioni puramente elettorali usano male tale potere monetario; quindi il potere di veto dei tecnici del CPM, neutrali, è fondamentale. Si ricorda che i membri del CPM vengono eletti direttamente dal Popolo.

In generale gli esperti economici  del CPM,  non hanno conflitti di interessi con la classe politica,  e quindi svolgono il loro lavoro correttamente. Comunque essi rispondono direttamente al Popolo che li elegge.

Quando è lo Stato, tramite il CPM, ad avere il monopolio della moneta, la quantità di moneta fisica (cartacea e metallica) da emettere è sempre quella giusta ed è facilmente controllabile. Oggigiorno, invece, la stragrande maggioranza della moneta presente nel sistema è virtuale, cioè non esistono in realtà delle banconote e delle monete metalliche che la rappresentano, e la sua esistenza è dovuta alla presenza di semplici numeri digitati su computer ma che non hanno alcuna base reale (moneta scritturale).

Il Governo richiederebbe al CPM l’emissione di moneta per quei beni e servizi considerati di utilità pubblica. Si pensi ad esempio alla sanità ed all'assistenza sociale ai bisognosi. Inoltre potrebbero essere finanziati anche progetti pubblici di valore per la comunità nel suo complesso.

Il CPM provvederà alla gestione tecnica della monetaria (con tutti i suoi poteri di veto), ma riteniamo che le decisioni fondamentali, che riguardano la spesa pubblica, debbano spettare ai politici.  La gestione monetaria  deve essere indipendente dalla politica anche se è  strettamente connessa ad essa. Il problema sta nell’eleggere persone oneste e competenti. 

 

Eliminazione del Debito Pubblico.  

 

Nel caso specifico dell’Italia, lo Stato annullerebbe tutto il debito nei confronti delle banche considerandolo illegittimo, dato che il mezzo ufficiale di scambio è un affare comunitario e quindi lo Stato (Potere Esecutivo + Potere Monetario) dovrebbe gestire la moneta stessa.

Verrebbero invece rimborsate le obbligazioni acquistate da persone fisiche e giuridiche non bancarie. Le obbligazioni acquistate dai cittadini si basano sui loro redditi e quindi sono da considerarsi reali, per le questioni già dette. Quindi ridare a loro i soldi non crea problemi, in quanto tale denaro è reale.

 

Diverso è invece il caso delle banche che acquistano obbligazioni usando denaro non reale, cioè creato dal nulla. Perciò tale denaro, se re-immesso creerebbe problemi inflazionistici. Le imprese ed i privati, che possono aver effettivamente acquistato obbligazioni utilizzando parte di quell’utile (che ricordiamo non è moneta reale - vedi controllo inflazione di seguito), è giusto comunque che vengano rimborsate in quanto sono da considerarsi un investimento delle imprese e dei privati. Eventuali effetti inflazionistici verranno poi sistemati con una tassazione dell’utile netto delle imprese.

L’acquisto di obbligazioni da parte delle banche non è da considerarsi un investimento in quanto i fondi utilizzati per tale acquisto non sono reali, e quindi (una volta che si è stabilito che è compito della Comunità attraverso il CPM creare moneta) illegali.

Controllo di Inflazione/Deflazione.

L'inflazione deriva dall'aumento dei costi di produzione diretti ed indiretti a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.

Nessun Imprenditore, in regime di concorrenza, vuole aumentare i prezzi per non rischiare di perdere clienti; lo fa solo quando i suoi costi lo costringono a ciò.

La deflazione non dipende dalla scarsità della moneta nel mercato, ma dalla scarsità di essa nelle tasche dei Consumatori, sempre a causa degli oneri fiscali derivanti dal signoraggio.

Non è importante che si metta moneta sul mercato ma nelle tasche dei Consumatori!

La stabilità dei prezzi può venir meno in seguito ad una variazione della massa monetaria, ed attraverso la legge della domanda ed offerta. In realtà, la stabilità dei prezzi può venir meno per numerose cause che qui elenchiamo:

 

Otto sono i fattori che causano inflazione/deflazione, di cui gran parte riconducibili alla presenza di una moneta-debito (vedi inflazione e deflazione):

1. variazione della massa monetaria (non la sua quantità) => legge domanda/offerta

 => variazione prezzi

Se nel sistema si hanno 100 di moneta o 1000, di per sé non cambia nulla sui prezzi istantanei, non è che con 1000 di moneta i prezzi sono più alti. Ciò che influenza i prezzi è il passaggio, la variazione di moneta, da una data quantità ad un'altra di massa monetaria, la quale (variazione) influisce sul consumo e sugli investimenti e di conseguenza sui prezzi)

E’ l'immissione di nuova moneta nel sistema che può creare inflazione, non è lo stock di moneta che crea inflazione ma il flusso di moneta. E’ determinante l’ammontare di moneta nelle tasche dei cittadini, ai fini del consumo. I lavoratori non ricevono il giusto in quanto gli effetti del signoraggio hanno creato condizioni di deflazione e le Aziende sono in difficoltà.

2. variazione imposizione fiscale (imposte e tasse - fattore sistemico) => variazione costi di produzione => variazione prezzi

(dovute alla presenza di una moneta-debito) le quali creano pressioni sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi,

3. variazione costi finanziari (interessi sui prestiti) => variazione costi di produzione

 => variazione prezzi

che premono sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi

4. variazione prezzi (inflazione stessa) => variazione costi di produzione=> variazione prezzi

che preme sui costi di produzione stimolando essa stessa un aumento dei prezzi.

Un aumento dei prezzi provoca un aumento dei costi di produzione perché i fattori di produzione vengono a costare di più e di conseguenza stimola quindi un aumento dei prezzi. E’ un cane che si mangia la coda, un circolo vizioso.

5) variazione profitti (profitti trasformati in consumo) => variazione consumi => legge domanda/offerta => variazione prezzi  (in quanto non vera moneta, vedi art.100) compreso il signoraggio.

6)  variazione altri costi di produzione (tecnologia, salari, altri fattori di produzione ) => variazione costi di produzione => variazione prezzi  

7. variazione discrezionale prezzi (monopoli,oligopoli,cartelli) 

Mentre tutte e 7 le cause sopra elencate possono verificarsi in presenza di un Certificato monetario (attuale moneta-debito), solo la 4, la 6 e la 7 possono verificarsi in presenza di una vera Moneta (per i motivi già spiegati negli articoli precedenti).

8. legge della domanda e dell'offerta (fattore culturale).

L'inflazione è alimentata anche dal fatto che la gente approfitta di una legge inventata che si chiama "legge della domanda e dell'offerta" che si basa sulle aspettative e che è una invenzione dell'uomo. La legge della domanda e dell'offerta è quella legge secondo cui date certe condizioni (libero mercato e concorrenza perfetta) i prezzi dei beni e dei servizi sono determinati dall'incontro della domanda e dell'offerta. In breve, se l'offerta è superiore alla domanda, i prezzi tenderanno a diminuire; se invece la domanda è superiore all'offerta, i prezzi tenderanno ad aumentare.

Tale legge non è naturale perché come ogni legge umana, essa è una convenzione. Essa cioè vale soltanto se tutti (o comunque la maggior parte degli attori del mercato) accettano e rispettano tale legge. E' possibile, infatti, che vi siano persone che non ragionino secondo tale legge e che reputino normale che, se l'offerta supera la domanda, il prezzo tenda non a diminuire bensì ad aumentare (perché, ad esempio, i produttori devono supplire ai costi maggiori derivanti dalla deperibilità dei loro prodotti) o che, ad esempio, se vi è un eccesso di domanda i prezzi debbano per "correttezza morale" rimanere sempre gli stessi nel momento in cui non si è presentato alcun nuovo costo di produzione che giustifichi l'aumento di prezzo. Il verificarsi di tale legge dipende quindi dalle aspettative degli agenti nel mercato che tale "legge" non scritta sia rispettata. 

Se vi sono più soldi, la gente comprerà di più  e ciò,  siccome la gente nel mercato approfitta della maggior domanda aumentando i prezzi,  crea inflazione.  Ma l'aumentare dei prezzi a seguito di aumento di domanda è una pura e semplice invenzione, alla quale la gente si adatta dato l'egoismo umano.  

Di per sé, non è detto che un aumento di domanda provochi un aumento dei prezzi...se io vendo banane e il mercato me ne chiede di più, solo il mio scopo puramente lucroso mi fa approfittare di questo e dire "beh, allora adesso aumento i prezzi visto che la domanda aumenta"...ma non c'è scritto da nessuna parte che debba farlo..se sono onesto non lo faccio.

Il problema è quindi l'avere come obiettivo il profitto o meglio, la massimizzazione del profitto. 

D'altra parte,  al di là della bassa coscienza umana attuale, questa massimizzazione del profitto viene perseguita dalla gente anche per la paura di non sopravvivere...non abbiamo infatti un "reddito di cittadinanza", cioè un sostentamento garantito in quanto esseri umani.

Tutto in fondo dipende dalla paura che genera egoismo.

Nel caso di domanda e offerta nulla, e domanda ed offerta infinita, la legge della domanda e dell’offerta non ha validità in quanto questa richiede una DETERMINATA e FINITA domanda ed offerta. E'  il caso di un bene deteriorabile e SOPRATTUTTO privo di domanda.

Il raggiungimento contemporaneo delle due stabilità (moneta e prezzi) è oggi impossibile (con la moneta-debito): la stabilità della misura (massa monetaria=costi di produzione) è difficilmente compatibile con una stabilità dei prezzi (che può richiedere, a seconda dei casi, una massa monetaria maggiore o minore rispetto ai costi di produzione).  

Solo quando si eliminano tutti i fattori che influenzano la variazione dei prezzi (cioè tutti quelli elencati sopra ad esclusione della variazione della massa monetaria) si può avere una contemporanea stabilità della misura del valore e dei prezzi. In tal caso infatti, una variazione della massa monetaria influenzerebbe allo stesso modo sia la variazione dei prezzi sia la variazione della misura del valore.

L'obiettivo principale delle banche centrali odierne è la stabilità dei prezzi (senza alcun successo, fra l'altro, conseguenza ovvia di un'impossibilità logica di controllare tutti i fattori di influenza sui prezzi di cui sopra), ma esse trascurano completamente la stabilità della misura del valore: l'errore consiste nel considerare la massa monetaria in circolazione corrispettiva del valore finale di produzione di beni e servizi e non dei costi di produzione sostenuti per produrli. Vedi meglio art.100

Stando così le cose, per poter controllare l’eccesso di moneta, è utile comprendere come esso si forma.  Qual è la quantità giusta di moneta che deve esserci nel sistema, per impedire che si crei inflazione?

La quantità di moneta giusta è quella che corrisponde al valore dei beni e servizi prodotti dalla società. E come possiamo misurare i beni ed i servizi prodotti dalla società? Li possiamo misurare attraverso i bilanci d’esercizio delle imprese. L’utile netto delle imprese rappresenta il denaro in più che rimane ai produttori di beni e servizi, cioè quella moneta che non rappresenta prodotti e servizi. 

 

Tutte le imprese che producono beni e servizi dovranno essere registrate nella banca dati delle imprese; per lo meno quelle che sono pagate direttamente dallo Stato. Il problema degli utili delle imprese riguarda solo la moneta emessa cioè quella finanziata dallo Stato.

I bilanci delle imprese che si finanziano con moneta già circolante, non hanno alcuna influenza sulla corrispettività tra moneta EMESSA e costi di produzione, bensì su moneta CIRCOLANTE e costi di produzione TOTALI.

 

Il controllo ANCHE dei bilanci delle imprese che non sono finanziate con emissione dirette di moneta, può servire solo se: 1) vi è imposizione fiscale, 2) vi sono sussidi, 3) si vuole penalizzare il profitto in generale e, 4) per controllare la reale redditività dell'impresa.

In generale, comunque, il controllo dei bilanci è cosa da farsi per tutte le imprese.

Il “sommerso” potrebbe continuare ad esistere, in quanto dipende dalla coscienza della gente, non puoi farci nulla. In ogni caso nessun danno potrebbe arrecare al sistema. Il problema del sommerso è legato al fisco; se l'imposizione fiscale non esiste non è un problema. E' una scelt