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    Moneta vs. Credito monetario

 

 

 

E' nostra intenzione in questo articolo distinguere tra loro i termini Moneta e Credito monetario (1). Nel sistema odierno tali due concetti possono essere confusi tra loro, a causa del fatto che l'emissione monetaria odierna avviene attraverso un prestito monetario. La Banca Centrale e le banche ordinarie, infatti, prestano denaro allo Stato ed al mercato (organizzazioni di vario tipo e singoli cittadini): si tratta cioè di una cessione temporanea del denaro, in altre parole Stato e mercato diventano possessori del denaro ma non proprietari dello stesso.

 

Ciò di cui si diventa proprietari con il prestito di denaro da parte del sistema bancario (Banca Centrale e banche ordinarie) non è il denaro stesso, che è solo posseduto, ma il credito monetario! (2) Essere proprietari di un credito monetario significa essere creditori nei confronti di qualcuno, mentre essere proprietari di denaro significa non avere alcun tipo di rapporto pendente, dal punto di vista monetario. E di certo il denaro emesso dal sistema bancario odierno è denaro prestato, non venduto: se così non fosse, non vi sarebbero debiti da parte dei prenditori, né privati (debiti verso le banche ordinarie) né pubblici (debito pubblico, verso coloro che acquistano titoli di stato).

 

Se è vero infatti che una vendita deve pur essere pagata in qualche modo (a meno che non sia gratuita), ciò può essere fatto o in beni e servizi o in moneta. La vendita di moneta ad un dato prezzo (che è moneta) è il primo paradosso: vendo moneta in cambio di moneta! Ed infatti non è mai esistita e non può esistere: la moneta emessa per logica è o ceduta temporaneamente (prestito) o ceduta definitivamente (vendita) ma in modo gratuito.

 

Ciò che all'apparenza fa sembrare una vendita (e quindi un passaggio di proprietà) il denaro emesso dalla Banca Centrale e ceduto allo Stato, è il fatto che tale cessione di denaro avvenga attraverso l'acquisto di titoli di stato (indirettamente attraverso l'acquisto/vendita di titoli di stato da parte della Banca Centrale nel mercato dei titoli di stato). Ma tali titoli di stato sono titoli obbligazionari, per definizione strumenti di finanziamento di denaro e non un prezzo di acquisto! Strumenti cioè che rappresentano un prestito (credito/debito) e non una vendita di denaro! Proprio il fatto che lo Stato dia titoli obbligazionari in cambio del denaro emesso dalla Banca Centrale, è una dimostrazione chiara che il passaggio (indiretto attraverso il mercato dei titoli) del denaro dalla Banca Centrale allo Stato è temporanea e non definitiva, dato che i titoli di stato hanno una scadenza prestabilita.

 

Un vero titolo viene emesso in rappresentazione di un qualcosa di sottostante già esistente. I titoli di stato, invece, rappresentano qualcosa solo una volta che sono stati acquistati e non già in partenza. Sono dei Titoli di Certificato monetario, ossia non titoli di una vera Moneta (ed infatti la moneta odierna, come già spiegato, è Certificato monetario e non vera Moneta). Di per sè sono titoli vuoti, con i quali lo Stato promette il pagamento del denaro prestato da chi acquista tali titoli di stato (e ne diventa proprietario), attraverso un riacquisto degli stessi titoli.(3)

 

Ora, cosa significa essere proprietari di un credito monetario? Significa essere creditori verso qualcuno e nel caso di moneta prestata con creazione di denaro da parte del sistema bancario significa essere creditori nei confronti del sistema bancario stesso. Ma come, se noi prendiamo in prestito denaro dalle banche, non siamo forse loro debitori? Ecco il secondo paradosso: il proprietario di un credito monetario è solo possessore della moneta oggetto di tale credito monetario, ed è debitore del reale proprietario di tale moneta, cioè il sistema bancario.

 

In presenza di un Certificato monetario come il denaro odierno, infatti, si crea credito monetario (cioè si presta denaro) con l'emissione stessa. Ciò fa sì che soggetto (moneta) e movimento di tale soggetto (credito monetario, ossia prestito) si formino concettualmente nello stesso istante, quando invece è logico che il soggetto debba pre-esistere al suo movimento affinché quest'ultimo avvenga.

 

Ciò che trae in inganno deriva dalla confusione tra moneta e credito monetario. I titoli obbligazionari rappresentano un credito monetario e non moneta, proprio in quanto titoli: un titolo, per definizione, è una rappresentazione di qualcosa. E' il titolo monetario che è oggetto di credito e di debito, ossia di cessione temporanea, mentre la moneta emessa (creata) dovrebbe essere solo oggetto di vendita gratuita (e non a prezzo, vedi sopra), ossia di cessione definitiva ma ahimè oggigiorno anche la moneta emessa viene prestata, ossia ceduta temporaneamente. Tale fatto fa sì che anche la moneta, oggigiorno, sia moneta al momento della creazione ma dal momento in cui viene prestata diventa credito monetario. 

 

E ciò sarebbe vero anche se tutta la moneta emessa fosse fisica, cioè di monete metalliche o banconote. Il problema, infatti, non è legato al modo in cui si manifesta la moneta, fisica o virtuale, bensì al modo di concepire teoricamente ossia di definire la moneta. Il problema, in altre parole, è che il sistema monetario odierno è basato sul concetto di moneta intesa come mezzo di scambio, e non innanzitutto come misura del valore. Tale concezione rende legittimo prestare il denaro creato (emesso) come se fosse un bene qualsiasi, una moneta-merce. Ma la Moneta è prima di tutto una misura, e non si può prestare una misura! Ecco il terzo paradosso.

 

Una vera Moneta all'atto della creazione è misura del valore e diventa anche mezzo di scambio solo nel momento in cui viene immessa nel sistema. Per tal motivo, è possibile sì prestare denaro in presenza di una vera Moneta ma solo in quanto mezzo di scambio, ossia solo una volta che è entrata nel sistema, e non all'atto dell'emissione. In altre parole, solo la moneta in quanto mezzo di scambio può essere credito monetario e quindi prestata.

 

Quindi, è bene avere chiara in mente la differenza tra moneta e credito monetario. Se è vero che la moneta è oggetto di credito monetario, allo stesso modo il credito monetario non può essere moneta. Per logica, oggetto e soggetto non possono coincidere, sebbene possano avere un rapporto di rappresentazione tra di essi come nel caso del credito monetario, che rappresenta moneta. Quando il denaro emesso viene prestato, si parla solitamente di moneta-debito (nel senso che la moneta emessa non è un asset o patrimonio per chi la possiede, bensì un debito); quando il denaro emesso viene venduto (gratuitamente), si parla solitamente di moneta-credito (nel senso che la moneta emessa è un asset o patrimonio per chi la possiede).

 

 

Note:

 

(1) è bene qui distinguere subito il credito monetario dal titolo monetario, per evitare confusione terminologica. Il titolo monetario, come già spiegato, è una rappresentazione di denaro che nella sua forma pura rappresenta denaro realmente esistente prima della creazione dello stesso titolo. Il credito monetario, invece, è denaro prestato da un soggetto ad un altro soggetto; denaro che può essere prestato sia direttamente (e ciò vale sia per un Certificato monetario sia per una vera Moneta, anche se in modi diversi come vedremo nell'articolo) sia indirettamente attraverso titoli monetari (ed anche questo vale sia per un Certificato monetario sia per una vera Moneta, anche qui in modi diversi nei due casi come già visto in altri articoli precedenti).

 

(2) parliamo qui del prestito di denaro da parte di chi lo crea, cioè da parte del sistema bancario. E dato che nel sistema monetario odierno tutto il denaro esistente è stato originariamente emesso attraverso il prestito, è cioè moneta-debito, di conseguenza anche il denaro che tutti noi abbiamo è nostro possesso, ma non nostra proprietà (a livello teorico, mentre a livello giuridico non si sa dato che il problema della proprietà della moneta emessa non è giuridicamente trattato).

 

(3) tale procedimento di acquisto e vendita di titoli di stato avviene oggigiorno attraverso l'intermediazione della Banca Centrale tra Stato e mercato. I titoli non vengono solitamente riacquistati dallo Stato alla scadenza, ma continuano a circolare nel mercato dei titoli ed anzi periodicamente se ne aggiungono altri, dato che lo Stato non riesce (se non raramente) a ripagare il capitale preso in prestito, e gli interessi sullo stesso devono quindi continuare ad essere pagati, ed aumentano di anno in anno. Il riacquisto da parte dello Stato dei titoli, quando riesce a rimborsarli, non viene formalmente inteso come un riacquisto ma come un semplice rimborso: tale rimborso però, concettualmente, è un riacquisto dei titoli dato che con la vendita dei titoli la proprietà degli stessi è passata all'acquirente dei titoli stessi, e di conseguenza un pagamento da parte dello Stato di una proprietà altrui è logicamente possibile solo se di fatto avviene un nuovo trasferimento della proprietà, ossia un riacquisto da parte dello Stato dei titoli inizialmente emessi.

 

Da notare la particolarità dei titoli obbligazionari (come appunto i titoli di stato), che li rende un unicum nel campo finanziario. Essi comprendono sia una vendita sia un prestito: vendita dei titoli stessi e prestito del denaro rappresentato da tali titoli. 

 

4/11/2005

 

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