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La Moneta come strumento di dominio

Presentazione sulla problematica monetaria

Di Piero Sanna

(Con la preziosa partecipazione di Pierluigi Paoletti e Giuseppe Littera)

 (E le possibili alternative al vigente sistema monetario)

«Quando uno Stato dipende per il denaro dai banchieri, sono questi stessi e non i capi dello Stato che dirigono le cose. La mano che dà sta sopra a quella che prende. I finanzieri sono senza patriottismo e senza decoro» Napoleone Bonaparte

 

«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e me ne infischio di chi fa le leggi»

Mayer Anselm Rothschild fondatore Rothschild Bank

 

« E' una fortuna che la gente non capisca il nostro sistema bancario e monetario, perche’ se lo facesse, credo che scoppierebbe la rivoluzione prima di domani»

Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company

 

«Non i soldi, bensi’ un falso sistema monetario è la causa di tutti i mali»

E . C Riegel Studioso, scrittore e saggista di economia monetaria

 

Prefazione

 Questa presentazione si prefigge di far luce sulla vera natura e funzione del denaro e si propone di illustrare dei concetti chiave, necessari per una basilare comprensione della problematica monetaria.

Per quanto l’autore di questa presentazione creda che la conoscenza del signoraggio primario (rendita monetaria da parte delle banche centrali) e quello secondario (moneta creditizia creata dal nulla dalle banche commerciali), siano imprescindibili per apprezzare l’importanza della problematica monetaria nella sua interezza; il vero obbiettivo di questo documento rimane quello di informare il lettore sulle alternative (possibili e funzionanti) al vigente sistema monetario.

La prima parte di questa relazione si concentrerà primariamente su come la moneta, dalla sua funzione originaria di credito, sia diventata debito. La seconda parte invece, intende portare alla cortese attenzione del lettore due strumenti che si sono rivelati decisivi nel risollevare le sorti di economie in difficoltà. La moneta complementare locale ed il sistema di compensazione creditizia, hanno rappresentato in passato e rappresentano oggi, le due più efficaci, affidabili e sostenibili alternative al vigente sistema bancario e monetario. Insieme a queste forme d’economia alternativa verranno illustrati i più significativi casi di sovranità monetaria nazionale che per lunghi periodi di tempo, hanno dimostrato, in maniera inequivocabile, quanto una corretta emissione e gestione monetaria influiscano sul benessere sociale ed economico della collettività.

S’intende inoltre dimostrare che la moneta, quando emessa correttamente, risponde a principi d’equità, merito e giustizia. Non crea ne inflazione ne debito pubblico. Questo documento non vuole e non deve essere inteso come una critica al denaro ed al suo utilizzo. Chi ha scritto quanto segue crede fermamente che il denaro, inteso come merce di scambio, sia stata una delle più importanti ed ingegnose invenzioni dell’uomo. Sfortunatamente, altrettanto importante ed ingegnosa è stata nel corso degli anni la sua manipolazione e strumentalizzazione. Le sciagurate conseguenze connesse ad un falso sistema monetario ed una malsana gestione del denaro saranno oggetto di analisi e riflessione nell’ ultima parte di questa presentazione.

 

Moneta: Origine, Evoluzione e Signoraggio

 

Dalla primitiva moneta-merce dell’età del baratto, alla moneta elettronica attuale, il denaro ha compiuto un processo evolutivo impressionante, condizionando profondamente i rapporti economici e sociali delle comunità che ne hanno fatto uso. Il baratto, come primordiale forma di scambio, presentava evidenti limitazioni di mercato a livello spazio-temporale. L’avvento della moneta metallica e susseguentemente della nota di banco rivoluzionarono la dinamicità degli scambi, contribuendo in maniera decisiva alla civilizzazione per come oggi la si conosce. Oggi il denaro con la sua straordinaria fluidità funge da vero e proprio tessuto connettivo della comunità, ne penetra a fondo la fibra sociale, determinandone convenzioni e comportamenti. Tale è la sua persuasività psicologica che oggi rappresenta sicuramente uno dei fini principali del vivere sociale e viene per convenzione ritenuto dai più, sinonimo di ricchezza. Il denaro ha assunto nel corso degli anni varie forme quali, conchiglie, piume, denti di balena, stecchetti di legno, tabacco, quarzo, materie prime, moneta metallica, nota di banco, assegni bancari, carta di credito, impulsi elettronici, ecc. Nel tempo, non solo la forma, ma soprattutto la sostanza ed il significato del denaro sono mutati e sono stati abilmente ‘manomessi’ per ragioni di profitto.

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1 Le informazioni e i dati contenuti nella seconda parte di questa presentazione sono stati tratti da vari articoli scritti da Antonella Randazzo, insegnante universitaria e autrice di “Roma predona” e “La storia occulta” di cui si consiglia caldamente l’acquisto ed una attenta lettura

 Per facilitare gli scambi commerciali e le inerenti limitazioni del baratto, l’uomo necessitava una merce di scambio che fosse estremamente ‘dinamica’ e che avesse una forte ‘credibilità’. Il denaro (qualsiasi forma esso abbia assunto) rappresentò la prima vera risposta a questa necessità umana. La moneta/denaro, altro non era che un simbolo usato come unità di misura di una certa quantità di ‘valore’. In Europa la proprietà ‘desiderabile’ utilizzata come ‘valore’ fù l’oro ed in parte l’argento ed il bronzo, perchè il loro possesso era da tutti accettato, per convenzione, come ricchezza. In passato il ‘Signore’ (ossia il nobile di turno) aveva la prerogativa di ‘battere moneta’ e quindi di coniarla e metterla in circolazione. Il Signore era solito esercitare un ‘aggio’, ovvero una ‘tassa’ sul conio del denaro, corrispondente alla differenza fra la spesa di conio ed il valore facciale della moneta. Un esempio pratico potrebbe essere che il signore per coniare una moneta, necessitava 10 grammi d’oro. In realtà ne utilizzava 9 più uno di metallo non nobile. S’incamerava quindi un grammo d’ oro su ogni moneta da lui coniata. Questa rendita monetaria (al tempo ancora modica nelle proporzioni) era chiamata Signoraggio2.

 

Gli Orafi ed il credito

 Abbiamo visto come il conio di moneta metallica permetteva una modica rendita monetaria a chi si arrogava il diritto di emissione. La carta moneta, quella che oggi conosciamo con il nome di banconota, cambiò radicalmente questo tipo di scenario. La ‘nota di banco’ in origine altro non era che un simbolo indicante la quantità di oro o argento depositato nei forzieri di una banca. In altre parole una mera ‘ricevuta di deposito’. E' importante notare che le ‘banche’ dell’epoca erano gli orafi dotati di forzieri presso cui la gente, per sicurezza, depositava il proprio oro e riceveva in cambio una ‘banconota’, una ricevuta appunto, dell’ammontare del deposito effettuato. Il depositario munito di banconota poteva su richiesta redimere la ricevuta in oro. Sfortunatamente gli orafi ebbero un’intuizione epocale che cambiò per sempre il corso della storia. Gli orafi, infatti, si accorsero che statisticamente solo una piccola percentuale (10%) dei depositari ritirava ingenti somme d’oro dai forzieri. La gente, di fatto, trovava molto più pratico e dinamico l’utilizzo della nota di banco. Gli orafi ne conclusero che se avessero ‘stampato’ note di banco ‘scoperte’ cioè create dal nulla, (perchè dal nulla garantite), nessuno se ne sarebbe accorto. Si cercava in pratica di prestare molto più oro di quello che effettivamente esisteva in cassa. Gli orafi quindi avrebbero potuto utilizzare queste note di banco e girarle come prestiti di denaro, gravati da interesse, a chi lo necessitava per investire, pagare debiti o acquistare merce, generando così profitti astronomici. La storia c’insegna che l’intuizione degli orafi fù giusta oltre che malvagiamente geniale. Nacque così la banca moderna, la riserva frazionaria3 ed il concetto di credito.

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2 Adattato da http://www.signoraggio.com/

3 Ossia una copertura ‘parziale’ del valore del denaro (oggi al 2%) per maggiori informazioni sulla riserva frazionaria

consultare il capitolo Rapporto 1 a 9 su Euroschiavi

 


Banche Nazionali e Signoraggio primario

 Gli stati ed i governi di tutto il mondo hanno, proprio come le persone, un’innata necessità di denaro. Lo stato necessita denaro per far fronte alle molteplici spese in cui deve incorrere (infrastrutture, sanità, pensioni, stipendi, ecc). Il bilancio di uno stato è essenzialmente costituito da due voci. Una è il gettito fiscale (entrate), l’ altra è la spesa pubblica (uscite). Quando le uscite superano le entrate si ha un deficit (debito pubblico). Lo stato può quindi fare due cose per appianare il deficit, aumentare la pressione fiscale e ridurre la spesa pubblica. A prima vista sembrerebbe una pratica semplice e diretta. Perchè quindi tutti gli stati sono sommersi da astronomici debiti pubblici? Le ragioni risiedono nell’emissione monetaria. Per supplire all’ inevitabile esigenza di danaro gli stati moderni chiedono in prestito la massa monetaria a loro necessaria alla rispettiva banca nazionale, oggi meglio conosciuta come banca centrale. La banca centrale nazionale elargisce il prestito allo stato e lo grava di interesse (TUS o TUR). Lo stato a sua volta ripaga questo prestito tramite l’emissione di titoli di stato (Bot e Cct) per un pari valore al prestito richiesto alla banca. Questa situazione di apparente normalità cela in effetti la più grande truffa mai perpetrata ai danni dei popoli del mondo moderno. Per apprezzarne la gravità è necessario fare due premesse.

 Il denaro non è più garantito dall’oro

La convertibilità del denaro in oro è di fatto cessata con l’abolizione degli accordi di Bretton Woods nel 1971. Da questo preciso momento storico il denaro cartaceo può essere convertito solamente con altro denaro cartaceo. In passato un cittadino italiano qualsiasi avrebbe potuto portare la sua banconota da centomila lire alla banca d’Italia e farsi dare il corrispettivo in oro. Oggi una banconota da cento euro può essere cambiata solo con un’altra banconota da cento euro. Questo che cosa significa? Significa che oggi il denaro al momento della sua stampa ed emissione vale come la carta straccia. Non essendo più garantito da un valore reale le banconote oggi non sono altro che dei pezzi di carta colorati ai quali attribuiamo un dato valore in quanto buoni per il pagamento delle tasse e generalmente accettati dal mercato per comprare beni e servizi. Il valore di questi biglietti risiede quindi nella loro accettazione da parte della collettività e nella fiducia che in essi viene riposta come merce di scambio convenzionale.

 

Le banche centrali sono delle s.p.a.

Benché la maggior parte delle banche centrali nazionali siano ritenute proprietà dello stato, la verità è che sono delle agenzie di credito private, istituite con il solo scopo di massimizzare i profitti dei loro azionisti. I due casi più eclatanti di quest’anomalia a norma di legge sono sicuramente la Federal reserve bank (banca centrale nazionale americana) e la banca d’Italia ( vedi tabella).

Da queste due premesse deriva una scioccante rivelazione. Tutto il denaro in circolazione è gravato da debito ancora prima che arrivi nelle casse dello stato e venga accettato ed utilizzato dai suoi cittadini. Infatti, quando lo stato chiede in prestito una data massa monetaria, supponiamo 100 bilioni di euro, la banca centrale, stampa ed emette 100 bilioni in banconote di tagli diversi (5,10,50,100, ecc) spendendo 0,30 centesimi di euro a taglio. Questi pezzi di carta sono senza valore al momento della loro emissione perchè non garantiti da collaterale (oro), ma vengono prestati per il loro valore facciale (ovvero 100 bilioni) allo stato. La banca centrale non si comporta quindi come una normale tipografia, ma come un’effettiva agenzia di credito. La differenza fra il costo di stampa ed il valore facciale delle banconote viene, di fatto, incamerato dalla banca centrale.

 

Questa esorbitante rendita monetaria è conosciuta come signoraggio primario ed è incamerata da un’agenzia di credito completamente privata che conosciamo con il nome di banca centrale. Inoltre questo prestito viene gravato di un interesse (oggi al 4%) conosciuto come tasso di sconto o di riferimento. In pratica su una banconota da 100 euro il signoraggio è pari a 100 – 0,30 = 99,70 + 4% = 103,70 €. Quando quindi il denaro viene accettato e speso dagli ignari cittadini, è gravido di un debito pari al 103,70 %. Non si può dire lo stesso dell’emissione monetaria concernente la moneta metallica. Infatti, il conio e l’emissione delle monete è lasciato allo stato che ne incamera un modesto signoraggio in quanto molte monetine comportano un costo di conio maggiore del loro valore facciale ( il materiale utilizzato è molto più costoso della carta come nel caso di bronzo, argento, rame, ecc).

La domanda a questo punto dovrebbe sorgere spontanea. Perché lo stato può coniare, mettere in circolazione e usufruire del signoraggio sulla moneta metallica ma non su quello delle banconote?

Il seguito di questa presentazione tenterà di illustrare nella maniera più semplice e comprensibile possibile i motivi che si celano dietro una quanto mai enigmatica ed autolesionista politica di emissione monetaria. Ma vediamo ora di capire una seconda forma di signoraggio da molti economisti ritenuta come la più perniciosa e fagocitante attività di speculazione ai danni dei cittadini. Il signoraggio secondario.

Sotto, l’elenco dei ‘partecipanti’ della banca d’Italia. Questi dati sono facilmente reperibili dal sito di bankitalia4:

 

 

Ente partecipante

Numero quote

%

Intesa - San Paolo S.p.A.

91.035

30,35%

UniCredito Italiano S.p.A.

32.902

11,0%

Banco di Sicilia S.p.A.

19.028

6,3%

Assicurazioni Generali S.p.A.

19.000

6,3%

Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A

18.602

6,2%

INPS

15.000

5,0%

Capitalia, Società per Azioni

14.282

4,8%

Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia.

11.869

4,0%

Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.

8.500

2,8%

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.

7.500

2,5%

Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.

6.300

2,1%

Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A

6.094

2,0%

Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A.

5.656

1,9%

Fondiaria - SAI S.p.A.

4.000

1,3%

RAS - Riunione Adriatica di Sicurtà

4.000

1,3%

Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo S.p.A.

3.610

1,3%

Cassa di Risparmio di Lucca S.p.A.

3.227

1,1%

Cassa di Risparmio di Asti S.p.A.

2.800

0,9%

Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A.

2.626

0,9%

Banca delle Marche S.p.A.

2.459

0,8%

INAIL

2.000

0,7%

Milano Assicurazioni

2.000

0,7%

 

 

 

 

4 Tabella tratta da http://www.signoraggio.com/

 

Banche commerciali e signoraggio secondario

 Abbiamo brevemente visto come avvenga la creazione del denaro preso a prestito dallo stato per far fronte alle spese sociali. Questa presentazione si concentrerà ora sulla creazione di denaro creditizio, cioè quello che ci viene prestato dalle banche commerciali, conosciuto anche come signoraggio secondario. Innanzi tutto è indispensabile fare una breve analisi del concetto di prestito.

Vi sono principalmente due tipi di prestiti: prestiti distributivi e prestiti generatori. Quando prestate la falciatrice ad un amico o quando una associazione di credito cooperativo presta denaro, qualcosa di preesistente viene temporaneamente ridistribuita, da qui la definizione di prestito distributivo. Quando una banca commerciale accorda un prestito, essa genera il denaro dal nulla grazie alla pratica bancaria della riserva frazionaria. Il denaro non proviene dalle risorse della banca, ne dai depositi che le vengono affidati dalla clientela: viene dall'inchiostro della penna del banchiere (o da una scrittura effettuata in un computer)5. Questi sono prestiti classificati come prestiti generatori.

Da dove la banca crea questi nuovi prestiti? Dalla monetizzazione dei collaterali presentati a garanzia dal contraente. In altre parole la vostra casa, macchina, azienda, terreni, negozio, ecc.

Quindi la banca trasforma in liquidità il potenziale valore dei vostri averi/garanzie e ve li presta sotto forma di linee di credito, prestiti e mutui che dovrete ripagare più interesse. La banca utilizza la vostra firma sul contratto che avete stipulato come un attivo di cassa. In altre parole utilizza la vostra promessa di pagamento come se i soldi più l’interesse fossero gia' stati ripagati. Questo nuovo attivo viene inoltre utilizzato dalla banca come riserva.

Più esattamente, la banca non presta nemmeno il denaro in molti casi. Promette di pagarlo!!!

Quando chiedo un prestito di € 100.000 per pagare una fornitura di merce, supponiamo in forma di lettera di credito, la banca non mi dà denaro, ma solo una promessa di pagare quella somma al mio venditore. Però il contratto di mutuo è formulato come se la banca prestasse denaro. Esso finge che la banca presti denaro6. L'assioma generale è quindi che ogni volta che la banca effettua un prestito od un mutuo non percepisce solo gli interessi ma si incamera l'intero valore del prestito / mutuo (che crea dal nulla) e lo utilizza come patrimonio della banca. Ovvero capitale attivo che usa come riserva. Per capire la funzione della riserva è necessario comprendere che la capacità di una banca di creare moneta non è infinita. E' limitata dal suo capitale.

Le linee direttive delle istituzioni finanziarie limitano la totalità dei prestiti di una banca a 20 volte il suo capitale ( oggi, 2007, siamo a 50 volte, con una riserva frazionaria del 2%) così come viene definito nel documento al capitolo A, "Capital Adequacy Requirements," capoverso 1, sezione 1-1.

Queste regole seguono le linee guida del “Capital Accord” del 1988, raggiunto sotto l’egida della BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea (BIS – Bank of International Settlements).

Tradotto in Italiano intellegibile significa che la banca (commerciale) puo' prestare 50 volte quello che veramente dispone in cassa. Per legge!!! ( provatelo a fare voi e vediamo che succede?). Quanto maggiori sono le riserve, tanto più cospicui saranno il numero e l’ammontare dei prestiti che la banca puo' concedere. La banca di credito, quindi, presta denaro che non esiste, ne presta fino a 50 volte di più di quanto esiste realmente nelle sue casse.

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5 Tratto da www.centrofondi.it

6 Tratto da Euroschiavi

 

Più precisamente, nel 1988 il sistema bancario internazionale, con gli accordi di "Basilea 1", ha prescritto alle banche di coprire con capitale proprio ("Eigenkapital") almeno l’8% dei prestiti.

Con gli accordi di "Basilea 2", questa riserva è lasciata variare tra l'l,6 e il 12% a seconda del grado di solvibilità del cliente.

Rimane ora da capire perchè il signoraggio secondario sia il più subdolo e devastante strumento d’indebitamento dei cittadini. Il punto è che l’emissione di denaro creditizio dal nulla va ad aggiungersi ( e superare di gran lunga ) alla massa monetaria di denaro vero (che tu hai acquistato lavorando o producendo e che comporta costo, fatica, rischio). Questa commistione fra denaro vero e denaro creditizio comporta inflazione (non quella dell’ISTAT ). C’è quindi troppo denaro in circolo che cerca di comprare troppi pochi beni e servizi. Praticamente significa che tutti percepiscono una perdita di potere d’acquisto. L’affitto costa di più, fare la spesa costa di più, mantenere la macchina costa di più, gestire la propria attività commerciale costa di più ecc, ecc. La qualità della vita diminuisce perchè è come se qualcuno avesse preso dalle nostre tasche durante gli anni migliaia e migliaia di euro.

 

Che cosa è l’inflazione?

 La massiccia commistione di denaro ‘reale’ e denaro creditizio ha delle conseguenze di tale portata sul sistema economico odierno che è assolutamente doveroso illustrarne almeno gli aspetti fondamentali. L’inflazione è sicuramente uno delle conseguenze derivate da questo tipo di sistema monetario che viene spesso mistificato dai media e dalle fonti più autorevoli ed ufficiali. Questo ancora una volta avviene per nasconderne il suo vero significato e natura. Se infatti si va a cercare in un dizionario la definizione di inflazione si troverà che per inflazione si intende: Un abnorme aumento del credito e moneta circolante rispetto a le merci ed i servizi presenti sul mercato, che determina un forte e persistente rialzo del livello dei prezzi8. Questa è sicuramente la definizione più consolidata e convenzionale di inflazione. Il problema ‘Un abnorme aumento del credito e moneta circolante’ viene solitamente abbinato ad un effetto cioè il ‘forte, persistente rialzo del livello dei prezzi’. Per capire perchè questo tipo di assunzione sia fuorviante è necessario soffermarsi un attimo sull’effetto dell’inflazione e cioè ‘un generale aumento del livello dei prezzi’, in quanto questa è l’essenza del problema. Dato che il prezzo di qualsiasi cosa è un’espressione del suo valore, che a sua volta dipende dal denaro utilizzato per dargli valore e quindi un prezzo, ne consegue che un aumento di prezzi si può manifestare in due modi. Il primo può essere dovuto al fatto che la gente attribuisca maggior valore ad una merce, il secondo invece può scaturire dal fatto che la gente attribuisca meno valore ai soldi. Nel primo caso, condizioni circostanziali del rapporto

tra domanda e offerta possono determinare un aumento di prezzo di certe merci o beni primari.

Quando invece si ha un generale e simultaneo aumento del livello dei prezzi della maggior parte delle merci e servizi presenti nel mercato, questo è il riflesso di un deprezzamento del denaro. In altre parole i venditori chiedono più soldi perchè ogni unità di denaro vale meno di quanto valesse prima.

 

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7Tratto da Euroschiavi

8 Tradotto dalla definizione presente nell’ American Heritage Dictionary New York: American Heritage Publishing Co., 1973. citato da Greco, T. H. (1994) New Money for Healthy Communities, Tucson, Thomas H. Greco, Jr., Publisher

 

Questo significa quindi che l’inflazione altro non è che un generale e simultaneo aumento dei prezzi causato da una svalutazione/deprezzamento della moneta. Tuttavia questo deprezzamento è dovuto non solo dalla quantità di denaro in circolazione ma è determinato anche (e soprattutto) dalla base sulla quale quel denaro è stato emesso (ossia la sua qualità).

 

Il latte come esempio pratico

 Il denaro che è stato emesso in maniera impropria è tecnicamente una contraffazione. Il denaro credito creato dalle banche costituisce una contraffazione, perchè creato dal nulla e quindi ‘scoperto’. La commistione tra denaro legittimo e denaro contraffatto non può essere evitata perché a livello facciale sono indistinguibili (sono rappresentati infatti da identiche note di banco). Questa commistione è la vera causa del deprezzamento di una valuta. Per una illustrazione pratica di quanto detto sopra, prenderemo come esempio il latte. Un’emanazione monetaria irresponsabile e malsana potrebbe infatti essere paragonata al pastore che annacqua il latte che poi venderà al mercato.

Precisamente, il pastore che porta il secchio di latte alla fonte e lo annacqua, ne aumenta il volume di liquidità. Il volume di latte rimane tuttavia invariato, perchè la quantità totale di nutrienti all’interno del secchio rimane la stessa. Se il pastore cercherà di vendere la commistione di latte e acqua come latte ‘puro’ commetterà una truffa ai danni dei consumatori. Il denaro che è frutto di valore reale, rappresenta quindi il latte dell’economia. Il denaro emesso senza copertura invece non fa altro che annacquare il potere d’acquisto reale di una moneta perché ne diluisce il valore. Una moneta di questo tipo permette al governo e al sistema bancario di prendere una quantità di valore dall’economia maggiore di quanta mai saranno capaci di introdurne. E' per questo motivo che l’inflazione è spesso stata descritta come ‘una tassa nascosta.

 

Inflazione, Deflazione e l’andamento ciclico degli affari

 Passiamo ora all’analisi di fenomeni monetari che a prima vista possono sembrare distanti e incomprensibili ma che decidono inesorabilmente l’economia d’interi continenti, tramite la manipolazione ed il controllo della quantità di denaro in circolazione. E' importante capire che il cartello bancario non solo ha manomesso la qualità della moneta (da moneta credito a moneta debito) ma ne controlla direttamente la quantità.

Vediamo come. Il cartello bancario (banche centrali e banche commerciali) sono oggi l’unica fonte emittente di credito e denaro (Banks of issue). Tramite questo monopolio ed un’assoluta assenza di controlli, la quantità di denaro viene contratta o espansa a tutto vantaggio di pochi potentissimi conglomerati finanziari. L’inflazione e la deflazione, ossia l’espansione e la contrazione di credito e denaro, sono due strumenti monetari che per centinaia d’anni (dalla nascita della Bank of England 1694) sono stati usati dal cartello bancario per soggiogare intere nazioni. Le banche riescono a fare questo tramite i tassi d’interesse ed il diritto che si sono nel tempo arrogate di ‘richiamare’ i prestiti elargiti entro 24 ore (cioè pretendono un subitaneo saldo dell’ammontare del debito contratto). Le banche quindi controllano quello che si conosce come il “business cycle” o andamento ciclico degli affari.

Questa ciclicità degli affari è una bufala o più precisamente un artifizio.

Il denaro correttamente emesso (privo di debito ed interesse all’origine) assolve la funzione principe di mantenere i prezzi stabili. Senza inflazione e senza debito. Tramite il sistema vigente invece le banche possono abbassare o alzare il costo del denaro tramite i ‘tassi di riferimento’. Questo permette alle banche di creare scientificamente inflazione o deflazione, e determinare quindi recessioni o boom economici.

Quanto più i tassi saranno bassi quanto più denaro ci sarà in circolo. Quando la massa monetaria presente nel mercato è molte volte superiore a quella dei beni e servizi presenti nel mercato stesso, si ha INFLAZIONE (deprezzamento del denaro e quindi aumento generale dei prezzi). Quando l’inflazione diventa insostenibile ed il potere d’acquisto dei cittadini ridotto all’osso, i banchieri alzano i tassi di interesse, cioè aumentano il costo del denaro. Dopo un periodo di relativa stabilità e ripresa economica, la tendenza al rialzo si fa sempre più pesante sino a provocare DEFLAZIONE 9. La massa monetaria viene cioè contratta.

La deflazione comporta a catena due reazioni di mercato:

  • Una è che essendo il denaro tenuto artificialmente scarso, la gente avrà sempre più difficoltà a ripagare i debiti.
  • La seconda è che il sistema economico attraverserà un periodo di recessione. Questo perché ci sono più beni e servizi di quelli che possono essere comprati. Se il denaro non c’è lo scambio fra le parti non può avvenire (se non sotto forma di baratto).

Questa situazione di generale insolvenza e d’anemia economica permette alle banche di fare una vera e propria mattanza di tutto quel valore reale (case, aziende, terreni, ecc) che era stato messo come ipoteca o garanzia, a fronte del debito contratto con la banca, dai comuni cittadini o stati.

Quindi se da una parte l’inflazione è una tassa nascosta che si ripercuote sulla collettività (con la perdita di potere d’acquisto10), dall’altra è una manna per i banchieri che come abbiamo visto nel paragrafo precedente mietono profitti da capogiro tramite la creazione del denaro creditizio (quello che creano dal nulla tramite la riserva frazionaria).

Allo stesso modo se la deflazione comporta una generale insolvenza da parte della collettività ed una scarsa attività economica, dall’altra rappresenta una grande opportunità di speculazione ed espropriazione di valore reale da parte della banca.

Ne consegue che questo tipo di pratiche monetarie sono altamente politicizzate e seguono una propria agenda. Seguono cioè logiche di profitto basate su un costante trasferimento di ricchezza dalle classi basse e medie a favore di uno sparuto gruppo di dinastie bancarie. (più informazioni riguardo questo punto più avanti).

La morale della favola è che inflazione o deflazione la banca vince sempre. Se con una permette l’arbitraria creazione di denaro creditizio dal niente, con l’altra riesce ad accaparrarsi il valore reale prodotto o guadagnato dalla collettività.

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9 La pratica monetaria della deflazione determino la crisi del 1929 (Grande depressione)

10 Il potere d’acquisto è il rapporto fra salario ed indice dei prezzi

 

Che cosa oggi da' valore ai soldi ?

 Rimane ora da capire cosa dia, in assenza di riserva e quindi di convertibilità, ‘valore’ al denaro.

La capacità produttiva di un paese è l'unica ricchezza reale e tangibile sulla quale il valore convenzionale dei soldi si basa costantemente. Per convenzione siamo ormai portati a pensare che i soldi abbiano un valore intrinseco perchè è grazie al loro utilizzo che possiamo comprare.

Quello che invece gli da ‘valore’ sono le case, il lavoro e soprattutto la fiducia di chi li accetta come merce di scambio. Il loro valore è quindi ‘indotto’ non ‘intrinseco’. Basti pensare che se un banchiere centrale su un’isola deserta si limitasse a stampare moneta morirebbe di fame. Su un’isola del genere la ricchezza sarebbe rappresentata decisamente meglio da delle noci di cocco piuttosto che dalle sue banconote! I soldi sono quindi solamente un simbolo di ricchezza ma non costituiscono ricchezza ‘vera’. Ne consegue che tutto il denaro in circolazione è una semplice promessa di pagamento. Perciò il rapporto che esiste oggi fra denaro e Stato ha carattere strettamente fiduciario. Tutto il valore del denaro si basa in pratica sulla sua accettazione come merce di scambio da parte della collettività.

Il denaro è quindi oggi una merce di scambio a corso forzoso che si regge interamente su un patto sociale contratto fra le parti. In virtù di ciò la moneta a corso legale non può essere rifiutata come saldo di un debito.

A questo punto bisogna porsi due domande molto chiare:

1) Se è lo Stato e quindi la collettività a conferire valore al denaro, perchè questo stesso

denaro ci viene prestato?

2) Perchè la collettività ad un certo punto della storia ha abdicato il proprio sovrano diritto di emettere moneta a degli istituti di credito privati?

La risposta è molto semplice. Se il denaro non venisse prestato ed emesso in questo modo, il sistema privato delle banche centrali non potrebbe lucrare sugli astronomici profitti di signoraggio.

Tantomeno potrebbe gravare questo ‘prestito’ di un interesse (TUS/TUR) che come vedremo gioca una parte fondamentale nel rendere il debito contratto dallo stato nei confronti della banca, inestinguibile11 e quindi perpetuo.

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11 La formula per calcolare l’interesse composto è infatti esponenziale

 

Credito, Debito ed Interesse

 Cerchiamo di capire ora come il credito gravato da interesse al momento della sua emissione abbia delle ripercussioni devastanti sulla intera economia del sistema in cui si trova ad operare.

Supponiamo che nel vigente sistema economico ci siano quattro imprese che vogliano interagire tra loro perchè reciprocamente interessate alle rispettive merci. Chiamiamo per praticità le quattro imprese A, B, C, D. Supponiamo che A acquisti 100 € di merce da B, B da C, C da D, D da A.

Questo significa che A contrarrà 100 € di debito con B, B con C, C con D, D con A. E' necessario tenere a mente che, tipicamente, la fonte di credito per un’impresa oggi è la banca. La banca intesa come sistema ( o cartello in questo caso) detiene un potere decisionale sull’emanazione o rifiuto di credito. Il sistema bancario quindi esercita un monopolio sul credito della collettività ed inoltre applica interesse ad ogni prestito/credito che viene ‘concesso’. Nel caso preso in esame per esempio i 100 € di debito contratti da A nei confronti di B sono stati inizialmente emessi dalla banca che prestandoli ad A li ha caricati di un interesse. Supponiamo che quest’interesse sia del 4%. Quindi pari a 4 €. A utilizzerà i 100 € prestati dalla banca per saldare il debito con B, B con C, C con D, D con A. Tutti i debiti sono stati saldati eccetto che uno. Quello contratto da A nei confronti della banca! A dovrà, infatti, saldare i 100 € più l’interesse del 4%. Si ha quindi una situazione paradossale. A sarà di fatto impossibilitata a ripagare l’intero ammontare del debito contratto con la banca (104 €) in virtù del fatto che i 4 € non sono mai esistiti! Questo perchè la massa monetaria introdotta nel sistema preso in considerazione è un numero finito. Cioè 100. La banca in qualita’ di unica fonte emittente di denaro non ha mai creato i 4 € di interesse. Sfortunatamente, il denaro non cresce sugli alberi, non può essere coltivato o scavato da terra, ne prodotto in fabbrica. Può solo essere creato dalla banca che detiene il monopolio assoluto della sua emissione. A dovrà quindi saldare il debito contraendone uno nuovo con la banca. Nel caso in cui la banca dovesse rifiutare una nuova apertura di credito ad A, l’impresa A si vedrà costretta a saldare il debito con gli averi collaterali che aveva messo a garanzia, in prima istanza, per ottenere il prestito dalla banca. Uno dei principi più eticamente sconcertanti ed economicamente destabilizzanti del sistema bancario consiste quindi nel fatto che la banca quando fa un prestito crea il principio (massa monetaria iniziale), ma non crea i soldi necessari per pagare l’interesse.


Un caso nazionale

 Quello che si è detto ed argomentato per quanto concerne il sistema immaginario A, B, C, D può essere esteso all’intera collettività di una nazione. Si può affermare infatti con assoluta certezza che questo modello risponderebbe alle stesse leggi e si comporterebbe esattamente nello stesso modo se applicato al ‘sistema’ nazione. In questo caso A rappresenterebbe quello che il professor Thomas H Greco12  chiama ‘the credit pool of a nation’ cioè la collettiva capacità creditizia di una nazione. La nazione, quindi A, contrae un debito supponiamo di 100 € bilioni con la banca centrale. Questi soldi sono necessari per il funzionamento e finanziamento dei vari apparati statali. La banca ‘concede’ questo credito emettendo l’importo richiesto ed esercitando un interesse sul totale prestato. Lo stato quindi si trova nella stessa situazione di A nell’ esempio precedente (A, B, C, D). E’ impossibilitato cioè a saldare il debito nella sua totalità. Questo deriva di nuovo dal fatto che la massa monetaria esistente in circolazione è finita. Ammonta precisamente a bilioni €100.

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12 Economista monetario Americano, ha scritto saggi, articoli e libri sulla moneta complementare, sistema di compensazione creditizia ed il loro funzionamento http://www.reinventingmoney.com/index.html . Il suo libro, Money:

Understanding and Creating Alternatives to Legal Tender (Chelsea Green Publishing Company, 2001) e’ un’ottima fonte di informazioni


L’interesse che grava su questa cifra, cioè la necessaria massa monetaria che manca per saldare completamente il debito contratto, non esiste! La banca centrale quindi in qualità di unica fonte emittente di denaro e credito crea il principio, ma non crea i soldi per pagare l’interesse.

Lo stato per pagare quest’interesse ha quattro possibilità. Aumentare il prelievo fiscale, ridurre la spesa pubblica, contrarre un nuovo debito con la banca o vendere beni pubblici. Ed è esattamente quello che fa!

Due ripercussioni fondamentali scaturiscono da questa situazione. La prima è che s’incoraggia la creazione di un debito inestinguibile che tende ad aumentare in maniera esponenziale, diventando così la causa scatenante di un insostenibile imperativo di crescita economica. La seconda è che un debito pubblico con tali caratteristiche determina un generale abbassamento della qualità della vita ed una cospicua e sempre crescente perdita di potere d’acquisto da parte del popolo.

 

Interesse ed usura

 Esiste una differenza fra interesse ed usura che sfortunatamente negli anni è stata maliziosamente oscurata dal cartello bancario. L’usura ha comunemente un’accezione negativa nelle menti della gente in quanto per secoli la maggior parte delle religioni del mondo si sono pronunciate fortemente contro questo tipo di pratica. La Bibbia, il Corano e la legge canonica condannano aspramente la pratica del far denaro sul denaro e prescrivono punizioni severissime nei confronti di chi esercita questo tipo di attività speculativa. Anche l’etimologia delle parole usura e interesse lasciano intendere una sostanziale distinzione. ‘Usura’ in latino significa l’uso di qualsiasi cosa (in questo caso di capitale) e ‘intereo’ significa una perdita. L’interesse quindi era inteso come una perdita e non un profitto. Con l’ampliamento dei mercati e l’avvento della classe mercantile, si stabilì che prestare denaro comportava costi e rischi da parte di chi lo avanzava in prestito. Così dei ‘compensi’ atti a regolare le possibili perdite o costi relativi al prestito furono resi leciti. L’ interesse applicato dalla classe mercantile aveva comunque una sua ragion d’essere. Infatti, i prestiti allora concessi, riguardavano grosse quantità di oro, ossia valore reale preesistente, che veniva momentaneamente ridistribuito. Il banchiere moderno invece non ha diritto di chiedere interesse su qualcosa che crea dal niente (a parte l’irrisorio costo di stampa). La banca non mette a disposizione soldi o valore reale che ha acquisito tramite lavoro, rischio, sudore e investimento, bensì crea dal nulla il danaro ed il credito e li presta gravandoli di interesse. Basta osservare la mostruosità dei deficit pubblici, l’elevato numero di bancarotte, la quantità inaudita di confische e pignoramenti, per rendersi conto che l’usura vera non è quella denunciata ‘una tantum’ dai telegiornali. Oggi l’usura è a norma di legge, più sofisticata forse, ma non meno dispotica, veste in giacca e cravatta, si cela dietro un’ egida statal-governativa ed ha probabilmente una laurea in qualche prestigiosa università americana.

Al giorno d'oggi è sempre più difficile intraprendere un discorso critico nei confronti dell’interesse. Molti onesti cittadini hanno infatti investito molto di quello che avevano messo da parte in una vita di lavoro e sacrificio in forme di investimento che fruttano proprio in virtù degli interessi (depositi, obbligazioni, Bot, Cct, ecc). E' quindi comprensibile che queste persone si battano ferocemente per difendere i propri investimenti, già pesantemente intaccati da un’incessante inflazione. La realtà dei fatti è che in uno stato dove l’emissione monetaria è condotta adeguatamente, non ci sarebbe alcun bisogno di essere vittime e carnefici di se stessi. La prosperità e la stabilità economica non sono chimere o utopie impossibili, come ci hanno fatto credere. Sono solo il risultato di una saggia e ragionevole emissione ed utilizzo di un arbitrario strumento econometrico (denaro), utilizzato come merce di scambio, per vendere e comprare beni e servizi, secondo la sovrana legge della domanda e dell’offerta.

 

Credere o non credere questo è il problema!

 Abbiamo già affrontato nella sezione Che cosa oggi da valore ai soldi ? di questa presentazione come i soldi oggi siano in sostanza credito. La parola credito deriva dal verbo latino credo che significa appunto ‘credere’, ‘avere fiducia’. Rimane da capire quindi che cosa, chi emette il vero valore dei soldi, cioè la collettività, voglia credere, o meglio ancora, di cosa le ‘convenga’ avere fiducia. Abbiamo brevemente illustrato come l’ organizzazione e l’allocazione di credito sia uno degli aspetti fondamentali della società civile. E' quindi di cruciale importanza che la gente scelga un sistema creditizio che sia equo, sostenibile e conveniente. Da troppo tempo ormai la collettività permette al sistema bancario privato di controllare il suo bacino creditizio e di gestirne il suo accesso. La gente è oggi vessata costantemente da un potere bancario illegittimo13, iniquo ed opprimente. E' arrivato quindi il momento di riappropriarsi del credito della collettività in maniera pacifica e completamente legale. Il credito, infatti, appartiene di diritto a chi lo crea e ne è ‘vero’ fautore. Questa riappropriazione non è un’improbabile utopia. E' realtà che succede. Ovviamente lontano dai microfoni dei media. Quanto segue di questa presentazione cercherà di illustrare come la moneta credito complementare, il sistema di compensazione creditizia e la sovranità monetaria nazionale siano una valida, efficace e funzionante alternativa al potere monopolista delle banche.
 

Moneta complementare e sistema di compensazione creditizia

 Per illustrare come la moneta credito si differenzi dalla moneta debito ci serviremo dell’immaginario sistema A,B,C,D utilizzato nella prima parte di questo documento. A, B, C, e D rappresentano quindi quattro imprese che sono reciprocamente interessate alle merci che producono. Supponiamo che A acquisti 100 € di merce da B, B da C, C da D da A. Questo significa che A contrarrà 100 € di debito con B, B con C, C con D, D con A. Grazie all’utilizzo di una moneta credito in luogo di una debito, si riesce a ‘bypassare’ e quindi eliminare l’azione intermediatrice della banca come originaria fonte emittente di credito. Di conseguenza nessun tipo d’interesse viene creato. La moneta complementare riesce a fare ciò perchè a differenza di quella ufficiale non viene imposta per legge (è a corso volontario e non forzoso) e non è governata o amministrata da nessuna autorità esterna ai suoi stessi utilizzatori. Al contrario trae la sua forza dal fatto d’essere frutto del comune, volontario e reciproco credere nella capacità di produrre di coloro che la utilizzano. Il primo passo nell’implementazione di una moneta complementare è sempre e comunque un accordo fra le parti che la vorranno utilizzare. Nel caso del sistema A,B,C,D le quattro imprese si danno prima di tutto credito l’un l’altra e decidono poi di accettare la moneta complementare (moneta credito) come metodo di pagamento. Nel loro darsi credito stanno riconoscendo la propria capacità produttiva e così facendo si stanno liberando dalla morsa imposta dal sistema bancario vigente. Il credito così creato è totalmente privo di interesse e quindi infinitamente più sostenibile. La moneta che lo rappresenta può inoltre prendere la forma che i suoi utilizzatori riterranno più consona e può quindi essere emessa come moneta cartacea e/o metallica o come impulso elettronico.

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13 Lo statuto del 1948, controfirmato da Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi, afferma che la Banca d'Italia è un Ente pubblico, e l'art. 3 sancisce che la maggioranza debba essere pubblica e i soci che compongono la maggioranza debbono essere a loro volta a maggioranza pubblica

 


Esempi di moneta complementare14

 Al momento esistono nel mondo circa 4000 diverse monete complementari (moneta locale o moneta di comunità). Dall’Argentina al Giappone, dal Canada agli Stati Uniti passando per Bali moltissime realtà dai tratti e dalle problematiche spesso completamente diverse hanno scelto di utilizzare questo tipo di monete. Le monete complementari si dividono in due diverse categorie secondo lo scopo per cui vengono emesse. Si parla generalmente di monete ad uso commerciale e monete ad uso sociale, anche se esistono sistemi che integrano entrambe le funzioni. Un tipico esempio di moneta complementare ad uso commerciale sono i comunissimi buoni-pasto o le miglia aeree. Queste ultime inizialmente non erano altro che parte di una strategia di marketing pensata per aumentare la fedeltà del consumatore. Esse rappresentavano una risorsa (posti aerei vuoti) che se non mobilitata sarebbe andata persa. Attraverso l’utilizzo delle miglia aeree s’incoraggiava il ritorno del consumatore che così facendo riduceva gli sprechi della compagnia aerea e quindi ottimizzava le risorse. Dalla loro introduzione ne sono state emesse circa 14 trilioni - una quantità superiore a tutte le banconote di dollari ed euro combinati15. Data la loro diffusione vengono ormai accettate come mezzo di pagamento per servizi e beni differenti (si pensi che due terzi delle miglia aeree emesse in Gran Bretagna vengono usate per beni e servizi diversi da biglietti aerei).

Una moneta complementare invece a scopo prettamente sociale è per esempio il Fureai Kippu 16 giapponese, una delle monete complementari in uso da più tempo. Il sistema giapponese, tramite il Fureai Kippu, introdotto inizialmente dopo la seconda guerra mondiale in forma pionieristica, riesce oggi a soddisfare un bisogno sociale in precedenza molto dispendioso(la cura degli anziani), senza far ricorso alla moneta ufficiale. Data l’età media molto alta e l’accresciuta mobilità dei giovani, che in Giappone sempre più spesso si spostano da casa molto presto, si ha come nel caso delle miglia aeree un bisogno non soddisfatto a cui viene fatto fronte con una risorsa poco utilizzata. Il Fureai Kippu è dunque un metodo di pagamento alternativo per ore di lavoro svolte da individui, solitamente giovani, che aiutano gli anziani bisognosi di cure. Questa moneta, ora in forma elettronica, viene accreditata sul conto della persona. Questo credito, che non ha limitazioni di tipo spazio-temporali, viene accumulato per un possibile uso futuro ma può anche essere trasferito a terzi, tipicamente genitori o parenti che ne hanno bisogno.

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14 Questo 14 Questo paragrafo e’ stato scritto in collaborazione con Giuseppe Littera

15 Tratto da Der Tagespiegel (17.01.2005)

16 In italiano: biglietto per relazioni di assistenza

 


Il sapore antico del Trueque17

 Una delle monete complementari che ha riscosso grande successo negli ultimi anni è senza dubbio il Credito argentino. Partito come esperimento in un piccolo garage di Buenos Aires per ovviare alla scarsità di moneta ufficiale, questo sistema di scambio di beni e servizi chiamato trueque (in italiano baratto) arrivò in pochi anni ad essere utilizzato da circa 2,5 milioni di Argentini.