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       LETTERA APERTA A SILVIO BERLUSCONI - di Giacinto Auriti [04 mar 04 02:58 by Ngbellia]

 

08/10/2004

LETTERA APERTA A SILVIO BERLUSCONI - di Giacinto Auriti Inviato 19 Feb 2004 - 02:01 AM 

Il fisco non va ridotto, ma abolito. Ezra Pound aveva capito che lo stato doveva trattenere all’origine, cioè all’atto dell’emissione, quanto necessario per le esigenze fiscali, perché aveva capito che la moneta era del popolo e non della banca. 

Signor Presidente del Consiglio, ho sentito il dovere di prendere la penna con l’augurio che questo mio messaggio Le pervenga. Ho accolto con entusiasmo la Sua decisione di considerare la necessità di una riforma fiscale. 

Il Suo gesto mi ha fatto tornare alla mente il colloquio che ebbe, a Palazzo Venezia, Ezra Pound con Benito Mussolini. Pound aveva capito che lo stato doveva trattenere all’origine, cioè all’atto dell’emissione, quanto necessario per le esigenze fiscali, perché aveva capito che la moneta era del popolo e non della banca. La banca, infatti, poteva affermare di essere proprietaria della moneta quando il valore monetario era basato sul principio della riserva e della convertibilità a richiesta del portatore. Essa, infatti, poteva dire di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva, essendo la moneta concepita come titolo di credito rappresentativo della medesima. 

Abolita la convertibilità (1912) e addirittura la stessa riserva (1971) con la fine degli accordi di Bretton Woods, la banca non può essere più considerata proprietaria della moneta. Oggi la moneta non ha più valore creditizio, ma valore indotto analogo a quello di un francobollo di antiquariato che vale per convenzione e senza riserva. 

La banca centrale continua invece a comportarsi come se fosse ancora proprietaria perché emette moneta prestandola e prestare denaro è prerogativa del proprietario. E la proprietà è di chi crea il valore, non di chi stampa il simbolo; è del popolo non della banca. Questo aveva capito Pound, perché aveva capito che la riserva non serve in quanto la moneta ha valore indotto e non creditizio, tanto è vero che è diventata, pur se vera moneta, una falsa cambiale (ad es. “Lire 1000 pagabile a vista al portatore. F.to il Governatore della Banca d’Italia). 

Ma la prova migliore che la riserva non serve è l’oro che ha valore per convenzione e senza riserva. Da ciò emerge, Signor Presidente che l’unico progetto valido per la riforma fiscale non è quello proposto da Lei, ma quello proposto da Ezra Pound. Il prelievo fiscale non va ridotto, ma abolito perché – una volta accertato che la moneta è proprietà del popolo e non della banca – lo Stato deve trattenere all’origine quanto necessario per scopi fiscali e di pubblica utilità. Con questa lettera ho voluto ripetere a Lei quanto Pound disse a Mussolini. Mussolini era perdonabile perché non sapeva di problemi monetari. E Lei? Avv. Prof. Giacinto Auriti Segretario Generale del Sindacato Antiusura – SAUS (AbruzzoPress)

 

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