|
||||||||||
|
||||||||||
|
La Verità La verità può essere paragonata ad un diamante multifacce. Ogni essere umano detiene, nel profondo del suo cuore, una differente sfaccettatura della verità. Quando tutte le sfaccettature degli esseri umani vengono messe insieme creano la pietra preziosa della verità intera inerente all’esperienza umana. Analogamente, ogni specie sulla Terra rappresenta altre sfaccettature della verità e di espressione nella forma, e quando tutte le specie sono combinate insieme, verrà sperimentata l’intera verità della Terra. E’ nella natura umana contrapporre una verità contro un’altra e credere che una sia “LA VERITA’” e le altre siano da escludere. La verità è multiforme, complessa, e molto gioiosa quando tutti i componenti risuonano insieme in assoluta armonia e gioia. Quelle che l’umanità ha sperimentato, insieme alla Terra, nel corso delle numerose cadute nella densità con conseguente perdita di consapevolezza, erano verità in discordia fra loro. La verità della Terra di ascendere ed il continuo avvelenamento della Terra a causa delle discariche tossiche, insieme alla negligenza umana di ascendere, sono due verità discordanti. La verità degli esseri umani di uccidere i delfini e le balene è una verità discordante con la verità di tali specie. La scelta di un uomo di ucciderne un altro, o di una popolazione di fare la guerra ad un’altra nazione, è il risultato di verità discordanti tra individui o gruppi di individui. E’ solo quando l’umanità imparerà ad abbracciare tutte le verità come uguali e degne di valore che potrà nascere una nuova era. L’ascensione porta ad abbracciare una nuova verità che è basata sull’unità. La verità basata sull’unità non contrappone una verità ad un’altra, ma percepisce una verità come una parte dell’intera verità sulla Terra. Quando ciascuna espressione di verità fa la sua parte nel sostenere l’intera verità sulla Terra, la coscienza unitaria in azione viene sostenuta. L’ascensione porta avanti l’unità di coscienza in azione. Il problema semmai è quello di imparare a sintonizzarsi con la propria verità e seguirla illimitatamente, poiché il più delle volte quella che noi crediamo sia la nostra verità è in effetti un’illusione, che deriva da credenze o dogmi impostici da altri (siano essi religioni, guru, padroni, amici, mariti, mogli, padri, madri, ecc). L’autentica ed unica verità individuale è quella che proviene da un’anima completa e che si rivela durante il processo di ascensione. Le persone che non intendono ascendere non conoscono la loro unica verità poiché, con sole due coppie di basi azotate attive di DNA, non possono avere un’anima completa. Solo l’ascensione può garantire il recupero del patrimonio genetico umano sulla terra originario di 3 miliardi di strati di DNA, e con esso dell’anima intera e della propria verità vivente. Da milioni di anni l’umanità vive una verità “morta” basata su un complesso di forme-pensiero che si è auto-perpetuato per tutto questo tempo. Per tornare ad una verità “vivente” occorre intraprendere il processo di ascensione. L’illusione è una verità con la quale gli esseri umani hanno deciso di danzare. Così quando noi pensiamo di onorare la verità di tutti, noi onoriamo l’illusione di un altro senza interferire, a meno che non scelga di uscirne fuori, di sua spontanea volontà. E perfino in questo caso, uscir fuori dall’illusione è difficile poiché ci sono così tanti veli che uno non sa cosa si trova davanti quando esce fuori, tramite l’ascensione, dalle vibrazioni in cui egli cadde e in cui caddero i propri antenati. E così si onora anche il fatto che la propria verità possa essere anche in parte illusoria, ma se si ascende ulteriormente, la lampadina si accenderà e si vedrà come la verità di ieri era illusione e perciò la si abbandona. Perciò, uscire dall’illusione per entrare nella verità è un processo che non avviene dall’oggi al domani. Nessuno può affermare di essere oltre l’illusione, poiché una creazione che si trova in una tale distorsione non può essere che illusione da cima a fondo. E tuttavia è necessario vivere tutte le illusioni per arrivare a comprendere la vera realtà. Ciò non vuol dire che l’illusione sia sbagliata, ma di sicuro può essere una trappola che si sente come una prigione, come direbbero milioni di antenati di coloro che ascendono, i quali intendono andare un giorno oltre tutte le illusioni e ritornare alla Sorgente Suprema. E così ciascuno può scegliere di ascendere insieme alla Terra, sbucciando nel tempo l’illusione strato dopo strato, come una cipolla, fino alla liberazione totale. In ogni caso ciascun umano dovrebbe seguire la sua verità, che si porta dentro il suo cuore e la sua anima. Ogni anima ha la sua verità che è unica e che determina anche lo scopo della sua vita. Dio segue sempre da vicino e guida i Suoi figli nei modi e nei tempi opportuni perché li ama. Egli non ha dubbi sulla salvezza finale di tutte le anime. Tuttavia Egli rispetta sempre il libero arbitrio. Tra Dio e i Suoi figli c’è sempre stato un perfetto accordo (come vedremo più avanti), ma questo l’uomo non lo sa semplicemente perché lo ha dimenticato.
Attualmente è in corso un processo, sempre più intenso, di risveglio spirituale dell’Umanità, che genera un’espansione progressiva della consapevolezza di ogni individuo. Grazie a questa nuova consapevolezza la mente cosciente dell’uomo è in grado di interagire, influenzare e persino incanalare questo processo evolutivo. Questa capacità è una delle principali caratteristiche che fanno di questo tempo qualcosa di speciale. Tutto questo è potuto accadere anche grazie all’opera di Gesù. Il Suo messaggio d’amore, nel corso dei secoli, ha scavato silenziosamente nel cuore degli uomini, così come la goccia scava la pietra. Ora l’uomo è pronto a recepire la verità intera, come aveva promesso Gesù. Egli disse che sarebbe venuto lo Spirito Consolatore: “Avrei molte cose ancora da dirvi ma non siete in grado ora di comprenderle. Ma quando verrà lo Spirito Consolatore vi rivelerà la verità tutta intera”. E Dio è venuto Egli stesso oggi per aiutare l’uomo a ricordare, poiché la verità eterna è già tutta incisa nella nostra anima. Dobbiamo solo ricordarla. L'evoluzione è un percorso puramente interiore e personale. Attraverso l'esperienza ed il ragionamento ognuno si crea una propria verità personale. Tale verità non è altro che la propria e personale comprensione della realtà in un determinato momento. E solo focalizzandosi sulla propria esperienza e ragionando su di essa, è possibile migliorarsi ed imparare. Tale approccio mentale ed emotivo, assieme alla evoluzione personale, comprende in sé il concetto di fede? Sì, perché la fede è sempre la base della propria verità. Ovunque c'è verità, c'è fede. E' vero però che è ben diverso avere fede nella propria o nella altrui verità. Io personalmente ho fede e fiducia nella mia verità perché è un processo di comprensione ed evoluzione interiore, ma non ho fede e fiducia in una verità altrui a meno che o sia in sintonia con la mia o il cuore mi dica che è vera. Ma rispetto comunque in modo pieno ogni verità e sono sempre pronto ad imparare dagli altri. Se una persona mi aiuta a comprendere che la mia verità o parte di essa è distorta proponendomi una verità che mi appare più pura e più logica, la ringrazio. Ritengo quindi che la verità personale, per essere in evoluzione, debba essere fluida e flessibile ad ogni cambiamento. Se non è così, significa che non vi è evoluzione. E' naturale che ci siano cose buone che rimangono, ma è bene essere flessibili e saper riconoscere quelle cattive e rilasciarle. La fede nella propria verità è quindi di estrema importanza. Se non si ha fiducia in se stessi, come si può pensare di avere un proprio pensiero? Ecco quindi l'approccio alla realtà spirituale che ritengo per esperienza più efficace ed efficiente: utilizzare la propria mente (attraverso il ragionamento) e le proprie emozioni (attraverso l'esperienza) per comprendere i propri limiti, superarli e creare una realtà più bella e piacevole, focalizzandosi su pensieri di unità, amore, rispetto, gioia o qualsiasi altro pensiero che si ritenga positivo e di supporto alla propria evoluzione. Abbiamo detto che la realtà spazio-temporale si basa, a livello di comprensione della realtà stessa, sull'approccio mentale e su quello emotivo. Ora generalizziamo invece tale concetto di dualità presente nella realtà spazio-temporale per vederne la funzione. Conosciamo per esperienza che tutti gli aspetti della nostra realtà partono all'origine da una bi-polarizzazione di pensiero: positivo/negativo, alto/basso, bello/brutto, mentale/emotivo, grande/piccolo, unità/separazione, amore/odio, ecc. Perché ragioniamo in tale separazione di pensiero? E' forse una limitazione della nostra bassa evoluzione che ha separato il nostro pensiero in tal modo? Dal mio punto di vista no. Se esiste una realtà in cui si vive in un pensiero di sola luce tale realtà è, a nostro avviso, una distorsione dello scopo per cui lo spazio-tempo è stato creato. La divisione bi-polare è alla base di tutta la realtà tridimensionale che viviamo. Ritengo che esista in qualsiasi dimensione di tutto il creato. E' vero però che in certi luoghi, sebbene la realtà duale esista, la polarità negativa o positiva non viene vissuta a livello fisico a causa di manipolazioni. Lo scopo dell'evoluzione è, ritengo, quello di integrare in sé tali due aspetti per incorporare in sé il concetto di unità, non di non viverli. Chiariamo comunque cosa significa qui incorporare l'unità trascendendo ed integrando la polarità. Un pensiero è un pensiero, e come tale è una forma energetica che viene creata dalla mente e che vibra in sintonia con forme energetiche con la stessa vibrazione. La nostra forma è creata proprio dai pensieri che risiedono nella genetica alla nascita e dai pensieri che una forma incorpora durante la vita presente. Il pensiero forma la materia, e quindi è il pensiero che forma i nostri corpi. Ora, se abbiamo dentro di noi il pensiero del pessimismo, significa che continueremo a vedere la realtà in tale modo. Allo stesso modo possiamo avere dentro di noi il pensiero dell'ottimismo, e vedere sempre la realtà in modo positivo. Ora, quale di questi due modi è migliore? Quale supporta meglio la propria evoluzione? Penso nessuno dei due. Perché? Perché ritengo che la polarità esista nello spazio-tempo per essere trascesa. Con trascendere (o rilasciare) non intendo dire che una volta che tali pensieri vengono eliminati dalla propria forma, allora non si sentiranno mai più tali parole e non esisteranno più nel proprio dizionario. Intendo dire invece che non si attirano più esperienze di quel tipo, direttamente o indirettamente. Con esperienza si intende il vivere mentalmente e/o emotivamente quell'esperienza con (in questo caso) pessimismo o ottimismo. Ma ciò non significa che non capiterà mai più nella vita di vedere persone che sono ottimiste o pessimiste. Significa invece che se capita di vederle, allora non ci si lascia influenzare minimamente, perché quelle esperienze di pessimismo o ottimismo non le attiri più, dato che hai rilasciato da dentro di te quei pensieri. Trascendere un pensiero significa quindi che si continuerà a vederlo nella realtà esterna ma non lo si vivrà più direttamente. E quando lo si vive nella realtà esterna, non ti tocca minimamente, rimani nel tuo equilibrio. E, nel caso delle forme-pensiero di ottimismo e pessimismo, la forma-pensiero unificante che si incorpora trascendendole è quella di realismo. Definisco realismo l' essere consapevoli di creare la propria realtà ed essere consapevoli del potere del proprio pensiero. Quindi il realista non è né ottimista né pessimista, perché semplicemente crea con il pensiero la realtà che vuole. E non ha bisogno di sperare che le cose vadano bene o essere autodistruttivo pensando che andranno male, perché sa che è lui che si crea il futuro e quindi utilizza il proprio pensiero per creare quello che vuole. E sa che, qualsiasi sia la realtà che si manifesterà, quella è la cosa giusta che doveva manifestarsi e lui non poteva fare di più. Il realista sa che ogni esperienza che capita ha un significato, e quindi accetta ogni manifestazione del futuro. Sa che attira a sé solo le esperienze che gli servono per evolvere, e sa che non sempre ciò che vuole creare per il futuro supporta veramente la sua evoluzione. Sa che simile attira simile, e sa che se attira un'esperienza non piacevole deve lavorare su se stesso per capire il pensiero che ha attirato quella esperienza. 41. Conoscere la Verità by Dani Il desiderio profondo di ogni buon ricercatore spirituale è quello di comprendere la Verità. E' lo stesso desiderio che pervade in realtà ogni essere umano, ma ognuno determina un proprio personale criterio in base al quale stabilire ciò che per lui è vero e ciò che non lo è. Per una persona, ad esempio, può essere Vero ciò che stabilisce la scienza con la verifica empirica e/o con la matematica, per altri è vero solo ciò che si percepisce con i sensi, per altri è vero solo ciò che si sente dentro di sé essere vero, per altri è vero ciò che si riesce a comprendere con la propria testa, per altri è vero ciò che è scritto nella Bibbia, ecc. Ognuno ha quindi una sua personale verità. Ma esiste un metodo tra quelli sopra elencati e tutti gli altri esistenti che ci garantisca che la nostra verità è veramente Vera? Direi che esistono 3 criteri che, se presenti contemporaneamente, assicurano che la conoscenza che rispetta tali criteri sia veramente Vera. Tali 3 criteri sono in ordine di importanza: Verifica Empirica, Logicità e Sensazione. Il primo criterio è puramente Fisico, il secondo è Mentale ed il terzo è Emotivo. Vediamoli meglio. La Verifica Empirica è qui intesa come la possibilità di percepire e comprendere con i sensi una certa realtà. E' una comprensione puramente fisica e che può derivare anche indirettamente attraverso l'utilizzo di tecnologie (es. vedo attraverso microscopi e telescopi). Posso verificare con i miei occhi, ad esempio, che una persona ha una certa altezza, ha i capelli di un certo colore, veste in un certo modo, che una casa ha un certo numero di piani, ecc. Posso verificare che gli umani parlano perché li sento e vedo che il suono che esce dalle bocche è contemporaneo con determinati movimenti della bocca. Posso verificare che esisto toccandomi, e vedendo con i miei occhi che ho una certa densità fisica. La verifica empirica è puramente sensoriale. La verifica empirica, per essere tale, necessita anche di uno solo dei 5 sensi. Ogni senso, infatti, da solo può comprendere la Verità. Ciò che percepiamo anche se solo con uno dei 5 sensi è di certo Vero. La Verifica Empirica non necessita del supporto del criterio della Logicità o del criterio della Sensazione per dimostrare la Verità di una determinata realtà. Ciò che è percepibile ai sensi è di certo Vero. La Logicità è intesa come la consequenzialità mentalmente comprensibile di determinati pensieri. La Logica è puramente mentale ma dipende dalla verificabilità empirica. Non dipende invece dalla percezione emotiva. Una determinata realtà risulta logica infatti solo se è comprensibile alla nostra mente. Ma la mente comprende solo ciò di cui ha fatto esperienza, e cioè solo ciò di cui ha avuto una esperienza pratica sensoriale. Io posso parlare ad esempio dei concetti di "equilibrio", di "polarità", di "pensiero" solo perché empiricamente ho un'idea di cosa significhi il termine equilibrio (es. equilibrio di un corpo), il termine polarità (es. bello e brutto, alto e basso, destra e sinistra) ed il termine pensiero (siamo essere pensanti e sappiamo che un pensiero è la vocina che abbiamo in testa). La Logicità è un criterio sottostante quindi al criterio di Verifica Empirica. Proprio per questo motivo la logica matematica non è una vera logica. La matematica, infatti, è completamente astratta dalla realtà fisica percepibile ai sensi. Se è vero che la realtà fisica è costituita da esseri ed oggetti numerabili, e quindi i numeri sono Veri, la realtà fisica non è però costituita da operazioni tra tali esseri ed oggetti più complesse della operazione somma. Sebbene infatti esistano oggetti che possono essere "spaccati", ciò non significa che l'operazione di divisione sia una operazione naturale. E' una operazione di divisione, di spaccatura, di separazione e contraria al concetto di unità su cui si basa la realtà. Non esistono frazioni in natura. Se si creano è perché qualcuno spacca o rompe qualcosa. Inoltre non esiste in natura l'operazione di moltiplicazione se non come somma di diverse somme (2x2 non è altro che (1+1) + (1+1) ) ed allo stesso modo non esiste l'operazione di sottrazione. Non esiste infatti il concetto di numero negativo in natura (2-1 è infatti 2 + (-1) ). Allo stesso modo non esistono in natura e non sono quindi verificabili empiricamente il concetto di radice, di derivata, di integrale e tutte le altre operazioni matematiche utilizzate per dimostrare modelli e teorie scientifiche. La Sensazione ,infine, è intesa come la capacità di percepire emotivamente che una cosa è vera o meno. Una cosa per essere emotivamente percepita come vera deve innanzitutto essere percepita con i sensi e compresa logicamente dalla mente. L'Emozione, infatti, è puramente esperienziale. Se non avessimo dei sensi e non avessimo una mente che ci permette di capire ciò che percepiamo con i sensi, non potremmo provare emozione. La Sensazione è quindi un criterio sottostante sia al criterio di Verifica Empirica sia al criterio di Logicità poiché dipende da essi. La Sensazione e la Logicità sono due criteri che possono essere manipolati dall'esterno, a differenza della Verifica Empirica sensoriale (vedo perché vedo, e non perché qualcuno mi dice che lì c'è qualcosa; sento perché sento, e non perché qualcuno mi dice "senti questa voce?" , voce che in realtà non esiste;ecc.). Molte persone non sono abituate a ragionare in modo logico, poiché molti passaggi logici li danno per scontati per sentito dire, o per cultura. Ad esempio posso dire che esiste la neve perché me l'hanno detto, ma se non l'ho mai percepita con i miei sensi la mia affermazione non è logica. E' una affermazione influenzata dal pensiero di altri. Le emozioni possono invece essere manipolate solo dall'eterico. Se abbiamo attaccamenti con una persona, infatti, è possibile che veniamo manipolati affinché proviamo determinate emozioni in presenza e/o verso tale persona. Attraverso gli attaccamenti infatti, incorporiamo le forme-pensiero che l'altro vuole mandarci e ciò fa sì che anche le nostre vere emozioni (che derivano solo dai nostri veri pensieri) vengano manipolate e distorte dai pensieri altrui. Per concludere, ciò che è verificabile empiricamente, che è logico e che si percepisce vero allora è senz'altro vero. Ma tali 3 criteri possono permettere di conoscere solo la Verità fisica, o Immanente. Tutto il resto, invece, è Trascendente. E ciò significa che trascende dalla comprensione umana. Solo Dio può conoscere tutta la Verità, e solo Lui può conoscere la Vera Verità Trascendente. Gli umani possono solo avere teorie dedotte dallo studio della realtà fisica e dalla speculazione mentale. Nella speranza che qualcuno prima o poi ci spieghi come stanno le cose veramente...
D & R correlate
Opinione e giudizio
6.
Qual
è la differenza tra una opinione ed un giudizio?
Dal
mio punto di vista, sono entrambe un modo di esprimere un proprio modo
di vedere la realtà. La differenza è che il giudizio contiene in sé
una forte carica emotiva, mentre l'opinione no.
Chi
giudica tende ad essere assolutista nella sua visione della realtà ed
ogni punto di vista diverso dal proprio viene percepito come una
violazione personale, mentre chi esprime il proprio punto di vista anche
in modo deciso ma senza giudicare tende ad essere più aperto a
confrontarsi con i punti di vista altrui.
Quindi
l'ideale è rilasciare ogni forma di giudizio ed esprimere solo
opinioni, e ciò si può fare con la volontà facendo attenzione a come
ci esprimiamo e a come reagiamo alle informazioni che provengono
dall'esterno.
Diverso
è il caso dell'offesa, verbale o fisica. In quel caso è normale
difendersi attaccando come reazione alla vera violazione personale.
Anche se non sempre è facile capire quando si tratta di offesa, cioè
di vera violazione. Ad esempio, se mi viene detto che sono un cretino,
è un'offesa oppure no? Ancora, l'unico modo per distinguere se si tratta di offesa è la presenza o meno di una forte carica emotiva. Il giudizio è in realtà una forma di offesa verbale.
Legge di autosuggestione (o di attrazione) 7. La legge di autosuggestione non è altro che la legge di attrazione, cioè il manifestare ciò che si pensa? Sì. Mentre la legge di autosuggestione in negativo è la Paura, la legge di autosuggestione in positivo è l'Amore. La Paura manifesta la Paura, e l'Amore manifesta l'Amore. Tecnicamente è il passaggio della realtà dall'eterico al fisico.
Amore e Paura 8. La legge di autosuggestione (o di attrazione) è la stessa legge di attrazione su cui si basa l'energia puramente magnetica di cui parli e che coincide con l'Amore? Sì, esatto. Tutto il Creato si basa sulla legge dell'Amore, che è una legge (o principio) puramente attrattivo. Non esiste la repulsione. Come già detto l'energia gravitazionale rappresenta un residuo dell'energia puramente magnetica, che è solo attrattiva. Quando non c'è Amore (attrazione) c'è mancanza di Amore, cioè Paura. Amore (attrazione) e Paura (mancanza di attrazione) sono i due principi base, che in realtà rappresentano due aspetti di uno stesso principio, cioè quello di attrazione. La Paura infatti non è repulsione, ma mancanza di attrazione. E' la mancanza o non presenza dell'unico vero principio su cui si basa tutto il Creato, cioè il principio dell'Amore. Quello che viene comunemente chiamato Odio non è altro che una manifestazione della Paura. E' la paura che genera odio. Ma anche l'odio non è repulsione, bensì mancanza di attrazione generata dalla paura.
Simile attira Simile 20. Sono d'accordo sul principio che il simile attira il simile perché in effetti empiricamente ho notato che è quello che capita. Ma ho anche notato che spesso le persone si attraggono perché sono diverse tra loro e quindi percepiscono che possono imparare molto dalla reciproca compagnia. Non sono in contrasto questi due fatti empirici? Come si spiegano? La realtà funziona sull'attrazione tra simili, sempre e comunque. La similitudine, comunque, è intesa come similitudine di vibrazione, di energia e quindi di pensiero. Le esperienze di vita e le proprie doti o interessi non sono invece strettamente connesse al nostro pensiero. Voglio dire che due persone possono avere avuto esperienze di vita molto diverse, in ambienti diversi, hanno conoscenze e capacità diverse ma, ciononostante, hanno pensieri simili. Hanno cioè un sistema di valori, di idee simile anche se ottenuto attraverso esperienze molto diverse. Quindi il principio simile attira simile vale per l'essenza, cioè per il nostro pensiero, indipendentemente dall'esperienza di vita che può essere molto diversa. Quindi la diversità di persone che si attraggano tra loro è una apparenza dovuta alla diversa provenienza, esperienza e cultura e non agli effettivi pensieri di tali persone che sono sicuramente simili almeno in parte. Allo stesso modo possiamo dire che l'Amore (comunanza di pensieri) è "amore per il simile" e non "amore per il diverso".
Scopo del sito 79. Qual è l'obiettivo di questo sito? L'obiettivo principale è quello di stimolare il pensiero del lettore, affinché ognuno usi la propria testa e rifletta sulla realtà, in tutti i suoi aspetti. Quanto scritto non viene presentato di certo come la verità assoluta, quanto piuttosto come un punto di vista sul quale si può essere d'accordo o meno. La cosa importante è discutere e quindi usare la testa, liberandoci dai pregiudizi, giudizi, paure ed illusioni che la società ci ha inculcato nella testa. E' bene che ognuno impari a seguire la propria verità, basata sulla propria comprensione e sulle proprie sensazioni. Solo in tal modo si può essere veramente liberi.
Vero e Falso 5. Cosa intendi con "Vero" e cosa con "non Vero"? Con il termine "Vero" intendo "ciò che proviene dalla consapevolezza dello Spirito". Con il termine "non Vero" intendo "ciò che proviene dalla consapevolezza biologica (fisica e/o eterica)". La Vera Verità è cioè solo quella dello Spirito. Il resto è verità (v minuscola), o Falsa Verità (v maiuscola).
Percepire/Intuire la Verità 9. Esiste un metodo per comprendere se una data informazione è vera oppure no? La capacità di comprendere la Verità è proporzionale al proprio livello di evoluzione spirituale (crescita interiore). Tuttavia, indipendentemente dal proprio livello di crescita, è possibile sollevare momentaneamente i "veli" di illusione e di paura che abbiamo ancora in noi al fine di percepire/intuire la Verità. Lo si può fare usando l'intento, ad esempio: "Intendo sollevare tutti i veli di illusione e di paura che mi impediscono di percepire la Verità; chiedo a tal fine il supporto della Madre Terra, della mia Anima, degli Angeli e dell'Assoluto". Dopo aver espresso tale intento, si può rileggere o ripensare a quella data informazione posta a verifica e controllare se la propria percezione è diversa da come era prima. E' importante notare tuttavia che con tale metodo si sollevano le Illusioni e le Paure (forme-pensiero emotive), ma non le Credenze (forme-pensiero mentali) su cui tali Illusioni e Paure si basano. Tale metodo è quindi funzionante se ci si limita a percepire/intuire dopo aver espresso l'intento di cui sopra, ma se si permette alla mente di intromettersi allora si metteranno in mezzo le proprie Credenze e quindi anche la percezione/intuizione risulterà distorta da tali Credenze.
|
|||||||||
|
Il
Risveglio dell'Umanità Web: www.ascensione.org - E-Mail: info@ascensione.org |
||||||||||
Network: Ascensione.com Signoraggio.info Veroamore.info Ascensione.org Modum.info