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Intento ed Azione

by Djwal Kuhl

 Benvenuti nuovamente, cari lettori!

Nell’odierna trasmissione ci proponiamo di delineare la differenza sottostante a due qualità dell’individuo in manifestazione fisica: l’azione e l’intenzione, appunto, l’una delle quali è conseguentemente connessa all’altra da un rapporto di causa-effetto: ovviamente, la causa in questo caso riguarderà l’intento, mentre l’effetto riguarderà l’azione.

Una volta definiti perciò i rapporti che connettono i due aspetti della realtà spirituale e fisica dell’interiorità umana e non-umana, che oggi abbiamo deciso di analizzare, mi propongo ora di fornire una spiegazione dei due termini di discussione: con l’espressione intento indicheremo, dunque, quella causa movente che spinge il soggetto, in base ad un dato desiderio spirituale, riflesso in una forma-pensiero e poi in un pensiero fisico, a manifestare i propri propositi attraverso una corrispondente azione, che risulterà dunque l’espressione energetica sul piano materiale di un intento che proviene dallo Spirito, di qualsiasi natura esso sia; qui invito i lettori a riflettere nuovamente sul fatto che ogni forma umana e non, incarnata nello spazio-tempo in forma fisica o eterica, interagisce comunque con esso poichè vivificata da una forma più o meno consapevole di Spirito, qualunque sia il grado di consapevolezza spirituale finora acquisita da quest’ultimo: ciò vale, ad esempio, anche per entità poco consapevoli ed inconsciamente distruttive, come i Rettiliani ed i Grigi.

Adesso, dunque, sappiamo che ad ogni intenzione corrisponde una data azione, in maniera consequenzialmente imprescindibile: in effetti, se non fosse così, la legge karmica di causa-effetto su cui si basa tutto lo spazio-tempo non potrebbe essere soddisfatta ed i soggetti scatenanti le forze che interagiscono con la realtà, plasmandola a guisa della propria volontà in espressione fisica, non avrebbero l’opportunità di imparare, derivante dalla necessità di vivere i risultati delle proprie creazioni e di modificarne di buon grado le dinamiche, una volta comprese le eventuali distorsioni che possono esserne alla base (anche se non è sempre così, purtroppo).

Qui desidero invitarvi ad una riflessione: se, dunque, ad ogni intenzione corrisponde conseguentemente un’azione, che ne è la diretta espressione fisica, cos’altro può venirsi a creare se non uno schema karmico, simile a quelli già descritti in precedenti articoli?

Adesso, perciò, intendo cercare di spiegare come funzionano questi famigerati schemi karmici, che sono un po’ come i circuiti ed i chips delle schede madri (o motherboards) dei vostri PC: immaginiamo perciò che la realtà che vivete in terza dimensione sia una sorta di software o programma, che viene esperita attraverso diversi hardware (i vostri corpi, le case, le aziende, le città, i monti, ecc...) collegati ad una CPU (che sarà, in questo caso, la Divinità Prima, che tutto conosce e tutto gestisce); in questo caso, ognuno di voi apparirà come un componente di un microchip, la totalità dei quali formerà un insieme di unità e settori, i quali a loro volta formeranno la totalità dello schema informatico centrale: la CPU, dunque, che in questa analogia metaforica rappresenta Dio, o Tutto Ciò Che E’.

Una volta fornite le analogie che ci serviranno in questo esempio come termine di paragone per comprendere la natura e le interdipendenze dei rapporti karmici, torniamo a riflettere, appunto, sugli schemi karmici; abbiamo detto che ciascuno di voi è quindi un componente di un microchip, a sua volta componente di un’unità informatica e successivamente di una CPU: a questo punto, lo schema consequenziale che si ripete all’interno dei componenti elementari di ciascun circuito, non è altro che la metafora del programma spirituale col quale ogni essere vivente nasce in manifestazione fisica, qualsiasi sia la sua forma (di natura, animale o umana), che mette in moto un dato tipo di energia e di attività, a secondo delle interdipendenze che si vengono a creare.

Immagino di poter avere creato un pò di confusione in chi legge questo materiale, dunque desidero ora fornire con più chiarezza il messaggio spirituale che intendevo celare nella metafora sopra descritta: ciò che mi prefiggevo di aiutare a comprendere a chi leggerà eventualmente questo articolo, è che ogni nostro intento si riversa nelle nostre azioni e la totalità delle azioni che ogni essere vivente manifesta sul piano fisico creano un dato tipo di karma (nell’accezione di causa-effetto), che non viene però vissuto singolarmente, ma viene esperito globalmente, in modo più o meno massiccio a seconda di quanta energia si mette in moto per manifestare quel dato tipo di realtà, la quale dimostra un dato modo di pensare (poichè ogni tipo di realtà si crea sempre prima sui piani eterici, poi si manifesta discendendo nel piano fisico): e sappiamo che sono le nostre credenze, le nostre illusioni ed i nostri secondi fini, carichi di eventuali intenti egoici distorti, che creano maggiormente karma negativo (qui, nell’accezione di distorsione): a tale proposito, vi invito a leggere, per ulteriori delucidazioni, l’articolo di Sananda sul “Principio Olografico”, contenuto nel materiale fornitoci da Dani della SDAG.

Ovviamente, il fine ultimo di questa canalizzazione è quello di aiutare gli individui che stanno attualmente percorrendo un sentiero spirituale serio e teso ad una vera crescita interiore ed esteriore a comprendere ed a rilasciare, di buon grado, le proprie credenze, forme-pensiero o pensieri fisici distorti (maggiormente paure, ansie, pregiudizi, rancori e complessi irrisolti) che potrebbero giacere ancora nel proprio subconscio, il quale è un sorta di dimenticatoio dove ammassiamo, solitamente, tutti i pensieri, le emozioni ed i desideri che ci asteniamo dall’esprimere, illudendoci di aver evitato, in tal modo, di viverne le cause: effettivamente, questo potrebbe valere per quanto riguarda il piano fisico, ma in questo modo sicuramente i nostri piani eterici (o sottili) risulteranno distorti, poichè pieni di contraddizioni e conflitti interiori irrisolti nei confronti del nostro stato conscio, quindi della nostra espressione fisica.

Nel caso intendeste, perciò, di interrompere schemi karmici fuorvianti per la vostra ascensione, di cui magari avete trovato il principio di distorsione, probabilmente radicato nel vostro subconscio o nel vostro Ego sotto forma di energia polarizzata accumulata (quindi nell’insieme delle vostre credenze e delle vostre illusioni o paure), potete chiedere, qualora ne abbiate bisogno, il sostegno e la benedizione del vostro Spirito o della vostra Anima, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio.

 

Non mi resta che augurarvi buona ascensione magnetica, cari Cuori!

 

Molte benedizioni, dolce Famiglia!

 

Djwal Kuhl

 

 

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