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  45. Il Vero Governo
by Dani

 

 

Esistono 3 possibili forme di Governo: il governo di uno solo, il governo di una parte della collettività ed il governo di tutta la collettività. Cerchiamo ora di capire quale tra queste 3 è la miglior forma di governo. O forse è possibile che la miglior forma di governo sia una particolare combinazione di esse? Vediamo un po'.

Riteniamo che ogni membro della comunità debba avere la stessa possibilità di entrare a far parte del governo della comunità stessa. Deve essere cioè rispettato il principio di Equità, secondo il quale ogni membro ha lo stesso potere (esecutivo, legislativo e giudiziario) nelle scelte della comunità. Tale principio in pratica significa che ogni membro della comunità ritenuto capace di intendere e di volere (maggiore età, nessuna insufficienza mentale) debba avere la possibilità di eleggere i politici (potere esecutivo e legislativo) ed i giudici (potere giudiziario) quali rappresentanti della comunità nell'amministrazione dei rispettivi poteri; e debba avere altresì la possibilità di essere egli stesso eletto per tali cariche, purché capace di intendere e di volere.

Un altro principio fondamentale che dovrebbe essere rispettato è il principio del Merito. Questo principio, nelle questioni governative, implica che debba andare al governo chi lo merita veramente. Il problema sta naturalmente nel concetto di merito. Sebbene sia vero che da un punto di vista karmico tale principio, così come tutti i principi divini, venga sempre rispettato (anche se l'apparenza facilmente inganna), una società evoluta e cosciente tenderebbe a far salire al Governo della comunità quei membri che si sono distinti per la loro Saggezza e la loro Sapienza, stimolando quindi le persone dotate di tali virtù e che godono della fiducia della gente a candidarsi come possibili governatori.

Il terzo ed ultimo principio che sta alla base di un vero Governo è il principio della Volontà. Tale principio, nelle questioni governative, implica che debba essere sempre rispettata la volontà della collettività nel suo complesso. E che quindi il popolo abbia l'assoluta sovranità e libertà di decidere chi debba rimanere al Governo e per quanto tempo (stabilito un tempo minimo di durata dell'incarico governativo così come avviene oggigiorno).

Riguardo al sistema di votazione, quello che meglio rispetta i 3 principi di Equità, Merito e Volontà è senza dubbio il sistema proporzionale. E questo è il più corretto e giusto sistema di votazione.

Ora, tra le 3 forme di Governo possibili citate all'inizio qual è quella che meglio rispecchia i 3 suddetti principi? Analizziamole una ad una.

Il governo di una sola persona può rispettare il principio di equità nel momento in cui tale persona è stata eletta dal popolo; può rispettare il principio del merito se tale persona è stata eletta dal popolo per le sue effettive e dimostrate capacità; può rispettare il principio della volontà se il popolo ha scelto che tale persona sia il governante unico della comunità.

Il governo di un parte dei membri della comunità può rispettare il principio di equità nel momento in cui il popolo ha scelto tale gruppo di persone come loro rappresentanti; può rispettare il principio del merito se tali persone sono state scelte per le loro effettive e dimostrate capacità; può rispettare il principio della volontà se tali persone sono state scelte dalla comunità nel suo complesso.

Il governo da parte di tutti i membri della comunità può rispettare il principio di equità se tutti i membri hanno lo stesso potere decisionale; può rispettare il principio del merito se tutti i membri considerano tutti i membri meritevoli di prendere decisioni che riguardano tutta la comunità; può rispettare il principio della volontà se tale governo da parte di tutti è ciò che almeno la maggioranza semplice della popolazione vuole (il sistema di votazione a maggioranza semplice è quello corretto quando si sceglie tra due possibilità (es. sì/no). Quello proporzionale quando si sceglie tra più di due possibilità).

Ora, dato che una società complessa necessita di persone che si occupino di molte questioni diverse da quelle governative ma altrettanto importanti, è naturale che la soluzione migliore è che solo alcune persone si dedichino alle questioni di governo. Quindi il sistema di governo ideale è un sistema costituito da un certo numero di rappresentanti della comunità che svolgono le funzioni governative. Questo è il Vero Governo. 

Il potere nelle mani di una sola persona potrebbe essere vantaggioso per tutti solo se tale persona fosse perfetta, cosa che solo Dio E'. Quindi, a meno che Dio non si faccia vivo tra noi, la forma di Governo perfetta è il governo di una parte dei membri della comunità. In sostanza il sistema attuale adottato anche in Italia, con la sola differenza che il sistema di votazione ideale e che rispecchia i 3 principi di Equità, Merito e Volontà è quello proporzionale puro.

 

D&R correlate

Proprietà privata e proprietà comune

22. Ritieni che la proprietà privata sia necessaria? E la proprietà comune? Premetto che nel mio materiale io utilizzo il termine Possesso per indicare quella che viene comunemente definita come proprietà di beni. Definisco invece come Proprietà ciò che appartiene al proprio corpo. Utilizzo comunque qui la stessa terminologia dei termini utilizzati nella domanda.

In un sistema puro sono presenti sia la proprietà privata sia la proprietà comune. La presenza di entrambi i tipi di proprietà può essere vista come l'applicazione del principio di Unità nella Diversità (art.32), dove la necessità di Unità della comunità è rappresentata dalla presenza della proprietà comune, e dove la necessità della Diversità dei membri della comunità è rappresentata dalla presenza della proprietà privata.

La proprietà comune dovrebbe valere solo ed esclusivamente per certe zone territoriali. Il terreno in sostanza dovrebbe comprendere zone di proprietà privata e zone di proprietà comune (es. zone di passaggio, zone di ritrovo pubblico). 

E' da ricordare che il terreno, sebbene possa entrare in nostro Possesso, è sempre e comunque di Proprietà della Madre Terra (ho utilizzato qui le mie definizioni di Possesso e Proprietà). 

Tutti gli altri beni dovrebbero invece essere solo ed esclusivamente proprietà privata. Anche il bene moneta dovrebbe essere proprietà privata della comunità nella quale la moneta circola. La proprietà della comunità differisce dalle zone di proprietà comune che sono calpestabili liberamente da chiunque, anche se proveniente da un'altra comunità.

Trovare la nostra Via

28. Re: "tutti noi che vogliamo fare del bene e creare una societa' equa e solidale dobbiamo entrare direttamente nel mondo produttivo per creare ricchezza. In sostanza, diventare imprenditori di noi stessi". Le tue lezioni sono molto 'thought provoking'. Riguardo a questo qual e' la cosa migliore da fare per:

- scoprire la nostra reale vocazione creativa che ci possa permettere di fare quanto sopra, se si e' confusi. Non c'è altro modo se non quello di fare ciò che ci piace veramente, compatibilmente con la fattibilità dei nostri desideri. Se non sai quello che ti piace veramente, allora significa che non ci hai riflettuto abbastanza. Ognuno di noi ha qualcosa che gli piace fare in modo particolare e che potrebbe trasformare in lavoro.

- fare quanto sopra se ci si trova in un contesto economico o sociale sfavorevole da questo punto di vista? (contesto di dipendenza da lavoro in contesti insoddisfacenti, iniqui o comunque poco creativi/produttivi/ che non contribuiscono alla ns crescita, ma senza intravedere reali sbocchi alternativi - quindi diciamo se si e' in una sorta di 'stasi' cosa fare per vedere la via di uscita?). L'unico modo è rifletterci sopra fino a che non ci si inventa qualcosa. Dio premia l'intento più di ogni altra cosa, e se ti sforzi veramente di migliorare la situazione allora prima o poi ce la fai. Ma alla base di tutto sta l'utilizzo della testolina. Bisogna diventare dei filosofi e ragionare su tutto. In tal modo prima o poi troviamo la nostra strada.

Chi va al Governo?

30. Dani, come lo vedi tu il sistema dei partiti? Così come funzionano ora mi sembra che ci sia una grossa distorsione, non è vero? I partiti mirano solo a conquistare il potere per il potere e non per servire la collettività. Sono intrisi di ideologie (comunisti, fascisti, nazisti, destra, sinistra,ecc) confuse che non servono al bene della comunità. Basta vedere l'attuale coalizione del polo al governo per capire che stanno insieme solo per il potere, altrimenti si scannerebbero a vicenda. Lo stesso vale per la sinistra. Sono privi di programmi chiari da sottoporre al giudizio degli elettori sui reali problemi da affrontare e risolvere. Non sarebbe meglio scioglierli tutti? Prima delle elezioni, chi vuole farsi avanti per essere eletto, presenta un suo programma chiaro e realizzabile tenendo conto dei tempi e delle risorse necessarie a realizzare i propri progetti. A chiunque dovrebbe essere data l'opportunità, tramite i mass media, di presentare un programma di governo serio. Soprattutto deve essere una persona integerrima, al di sopra di ogni sospetto, capace di raccogliere la fiducia degli elettori. Non deve avere interessi personali che siano in conflitto con quelli collettivi. Non deve fare promesse irrealizzabili. Inoltre, chi va al potere deve governare per il bene di tutta la collettività e non solo dei suoi elettori. Se andasse al potere una persona ricca, eletta da ricchi, non è giusto che privilegi i ricchi a scapito dei poveri, ma dovrebbe cercare di dare l'opportunità anche ai poveri di migliorare le proprie condizioni economiche. Questa sarebbe una persona veramente saggia e sapiente. Non ti pare? D'altra parte non possono essere ignorati coloro che non vanno a votare perché non hanno fiducia in nessun partito e sono un bella percentuale. Se il 40% degli elettori potenziali non vota vuol dire che c'è qualcosa che non va nel sistema. E costoro non hanno diritto di essere ascoltati?

Secondo te dovrebbero essere soddisfatti i criteri di equità, merito e volontà, ma purtroppo con il sistema politico basato sui partiti, è difficile che venga rispettato il criterio di equità e di merito, poiché verrà sempre eletto chi appartiene ai partiti. Inoltre chi controlla i mass media e quindi in grado di orientare il consenso, non rispetta il criterio di equità e di merito, ma solo il criterio dei propri interessi. Vorrei conoscere il tuo pensiero in merito.

I partiti non sono un problema in sé. E nemmeno lo sono le ideologie. E' naturale infatti che le persone si raggruppino a seconda del loro pensiero ed è praticamente impossibile che tutti la pensino allo stesso modo. Il fenomeno quindi dei partiti o comunque di gruppi con diversi programmi e con un diverso pensiero è un fatto naturale. 

Il problema non è nemmeno nella struttura del sistema, dato che un sistema parlamentare in cui tutte le persone considerate capaci di intendere e di volere votano e chiunque può teoricamente essere eletto (salvo limiti di età) è un sistema giusto. Forse la pecca principale del sistema odierno è che un sistema giusto dovrebbe prevedere un sistema di elezione proporzionale puro e non maggioritario o maggioritario-proporzionale come accade oggi.

Il vero problema sta nella coscienza di chi viene eletto. E dato che i rappresentanti eletti rappresentano la gente, essi rispecchiano nel loro agire quello che è il pensiero collettivo del popolo. Di certo se la gente fosse tutta illuminata allora eleggerebbe al Governo propri membri che, essendo illuminati, agirebbero nel massimo interesse della comunità e sarebbero rigidi nel far rispettare i valori morali.

Ciò che bisogna fare è quindi stimolare la gente a riflettere e creare pian piano gruppi di persone in sintonia di pensiero che potranno eventualmente presentare qualcuno di loro alle elezioni governative ai vari livelli comunitari (locale, regionale, nazionale ed anche internazionale). Per cambiare le cose non c'è altro modo quindi che partire dal basso e creare gruppi di persone che la pensino in modo simile e siano d'accordo su un certo programma e linea di pensiero.

Interesse sui prestiti di capitale

58. E' sempre giustificata la richiesta dell'interesse sul capitale dato a prestito? Se chi presta il capitale non è colui che crea il capitale stesso, allora la richiesta dell'interesse sul capitale è giustificata, poiché il prestatore si priva della possibilità di utilizzare il capitale prestato e tale privazione è giusto che sia ricompensata con un interesse.

Nel caso in cui, invece, chi presta il capitale è colui che crea il capitale prestato (il sistema bancario) allora la richiesta di tale interesse è ingiustificata, poiché non si sottrae nessuna utilità del capitale al prestatore dato che tale capitale prima non esisteva, ma viene invece creato appositamente per il prestito. Questo è ciò che succede con i prestiti bancari attraverso l'utilizzo del meccanismo della riserva frazionale. Vedi art.18 e D&R passate sulla moneta.

Moneta e titoli

60. In economia si suole distinguere tra due attività finanziarie principali: moneta e titoli. Nell'ambito del tuo discorso sulla moneta, qual è il ruolo dei titoli? La moneta viene intesa solitamente come la somma tra circolante (monete e banconote fisiche emesse dalla BC) e conti correnti. Il titolo è invece una attività finanziaria che non può essere usata per le transazioni, a differenza della moneta, e che frutta un tasso di interesse. 

Ora, in un sistema monetario come quello ipotizzato in questo materiale in cui è il Governo a creare la moneta, abbiamo detto che la moneta presente nel sistema dovrebbe essere tutta fisica (monete metalliche, banconote o carte elettroniche tipo carta di credito o di debito) nel senso che tutta la moneta del sistema consista nella somma dei valori monetari contenuti nelle monete metalliche, nelle banconote e nelle carte elettroniche (la cui presenza servirebbe solamente per evitare di dover andare in giro con pacchi di monete e banconote, ma sempre di moneta fisica si tratta). 

In un tale sistema, i titoli (es. azioni, obbligazioni, titoli di stato) avrebbero un senso solo se il contenuto monetario di tali titoli potesse essere usato per le transazioni e solo se tutti riconoscessero a tali titoli la funzione di circolante. In un sistema come quello da noi proposto, quindi, tutta la moneta presente nel sistema dovrebbe poter essere sempre utilizzata per le transazioni. 

La presenza di ricchezza non utilizzabile in ogni momento per le transazioni, infatti, così come accade oggi per i titoli o per certi tipi di depositi, crea una differenza tra la moneta nominale e quella reale, dato che non tutta la moneta è effettivamente utilizzabile per le transazioni. La funzione della moneta è quella di mezzo di scambio e perciò dovrebbe sempre essere disponibile per svolgere tale funzione. Tutta la ricchezza esistente dovrebbe cioè essere disponibile in ogni momento per le transazioni.

I titoli hanno un contenuto monetario e perciò anch'essi costituiscono in realtà moneta, cioè denaro. La distinzione terminologica tra moneta e titoli esiste solamente per il fatto che i titoli non possono essere usati oggigiorno per le transazioni.

Unione Europea: dentro o fuori?

4. Se ho interpretato correttamente il tuo pensiero, l'Italia dovrebbe dovrebbe uscire dall'Unione Europea, cioè dall'area dell'Euro e ripristinare la sua valuta nazionale, cioè la Lira. Il che significa che dovrebbe anche uscire dal progetto di un'Europa politica, con una sua costituzione, come si sta procedendo in questo momento? Si ritornerebbe ad una Europa divisa e debole, specialmente nei confronti degli USA, che mirano ad imporre il loro impero nel mondo. Che cosa dovrebbe fare inoltre l'Italia, una volta uscita dall'Europa? Battere moneta come Stato al posto delle banche? Certo se ci riuscisse potrebbe eliminare il debito pubblico e fare da esempio a tutti gli altri stati europei. Sarebbe una grande rivoluzione, ma il sistema bancario mondiale (quello che detiene di fatto il potere economico del mondo) si opporrebbe con tutte le sue forze, isolando l'Italia dal contesto mondiale. Cosa faresti se tu fossi al governo? Se io fossi al Governo toglierei l'Italia dall'Unione monetaria europea ma non da quella politica. E, se ciò non fosse consentito, toglierei l'Italia anche dall'Unione politica.

A quel punto emanerei delle leggi affinché fosse il Governo ad emettere moneta, magari sempre attraverso un organo tipo BC, ma che sia però completamente sotto il controllo governativo.

I vari passaggi successivi (anche se in sintesi) li ho spiegati in passate D&R. 

Di certo un progetto simile sarebbe non semplice da attuare, ma possibile. E gli ostacoli esterni sarebbero notevoli, in particolare da parte del sistema bancario. Sono però convinto che questa soluzione sia l'unica vera via per cambiare radicalmente ed in meglio l'economia mondiale senza aver a che fare con i soliti e dannosi cicli economici, eliminando in modo definitivo il problema del debito pubblico ed in buona parte il problema dell'inflazione. Oltretutto sarebbe il modo corretto di gestire il mezzo di scambio, la moneta, e cioè una gestione diretta da parte della comunità attraverso i propri rappresentanti eletti a suffragio universale.

Buona fede

18. Non ho mai ritenuto necessario ipotizzare "complotti" per spiegare alcune stranezze che accadono intorno a noi, però mi sono reso conto di quanto i mezzi d'informazione "standard" abbiano la capacità di filtrare ed eliminare le notizie più scomode ma per certi versi più interessanti. Insomma, non bisogna "vedere complotti ovunque" ma almeno cercare di decodificare le informazioni che ci arrivano e di servirsi di quante più fonti possibili: solo così é possibile completare almeno una parte del vasto quadro della realtà in cui siamo immersi. Ritieni giusto interpellare sedicenti esperti "presentatori televisivi" "tuttologhi della scienza" per qualsivoglia argomento o questione inspiegabile? Complotti o meno il tutto segue perlomeno una linea di tendenza delineata da un elite di personaggi. Cosa ne pensi? In questo caso particolare credo nella buona fede e penso che se ciò viene fatto è perché ritengono dal loro punto di vista che sia la soluzione migliore. Forse è vero che non lo è, ma credo nella buona fede. E' che nella cultura moderna e scientifica si tende ad aver grande fiducia negli scienziati e poca fiducia nelle spiegazioni della realtà che non siano dimostrate scientificamente. Forse è un limite, perché magari anche la scienza aprendosi ad altre fonti non scientifiche potrebbe capire meglio certi aspetti della realtà.

Chi sta ascendendo

21. Riguardo all'ascensione ho letto: .... La maggior parte degli individui in ascensione sono sconosciuti e vivono apparentemente una vita insignificante. La ragione di questo è che l'ascensione spirituale richiede l'abbandono dei desideri dell'Ego stesso. Un tale atto di valore è difficile da compiere se si raggiunge la ricchezza, la fama o la fortuna sul piano fisico. Per questa ragione la maggior parte dei componenti del nuovo governo spirituale proverranno da esseri sconosciuti dell'esperienza umana, e si muoveranno solo dopo aver conseguito le proprie iniziazioni dell'ascensione fisica. .......Cosa ne pensi? Più che una vita insignificante (che non mi pare bello come termine) direi che la maggior parte delle persone che stanno crescendo maggiormente fanno una vita normale. Chi sta ascendendo veramente non fa una vita solo spirituale ed isolata, ma è un essere umano normale totalmente immerso nella vita sociale. Di certo nel prossimo futuro le persone più avanti nel loro percorso spirituale entreranno in campo in tutti i settori della vita sociale. Si cresce anche per essere più utili alla società, non per isolarsi. Ed è necessario mettere a disposizione le proprie capacità anche a livello più pratico, nelle questioni di tutti i giorni.

Il problema della Moneta

33. Tu sostieni che la miglior soluzione riguardo la gestione della moneta sarebbe che il Governo di un paese avesse il potere di creare la moneta. Ora, ci sono varie esperienze in giro per il mondo ed anche in Italia che promuovono monete locali create da privati o da gruppi locali. Pensi che possano avere successo tali realtà? Penso che il problema principale di tali esperienze sia la non convertibilità di tali monete con le monete ufficiali. Bisognerebbe creare un gruppo di persone che svolgono attività che li rendono indipendenti o quasi rispetto al resto della comunità, ma non è semplice. 

Dal mio punto di vista, l'unico vero modo è in parte simile a queste esperienze ma riguarda direttamente la moneta ufficiale del paese. E per creare questa nuova moneta gestita dalla comunità nel suo complesso è necessario farlo in modo ufficiale e democratico e cioè far eleggere al Governo persone che siano d'accordo con questa riforma monetaria. Anche questo non è semplice, ma è a mio avviso la soluzione più efficace. In questo caso il problema della convertibilità sarebbe sicuramente meno difficile da superare, dato che tale riforma monetaria sarebbe ufficiale, legale e quindi accettata (anche se malvolentieri) dagli altri paesi che ne garantirebbero comunque la convertibilità con le altre monete.

Moneta

34. Rif. D&R Giugno n° 33. Ammesso che l'Italia riesca a sganciarsi dall'euro per battere moneta in modo autonomo e che le altre nazioni europee ne garantiscano la convertibilità. Per quale motivo dovrebbero garantirne la convertibilità? Semplicemente perché qualsiasi moneta di qualsiasi stato ha la propria convertibilità con le altre monete (anche se in vari casi attraverso l'ancoraggio ad una moneta più forte come il dollaro), nel momento in cui sono monete statali. Se sono monete pubbliche e legali, nessuno impedirà ad un paese sviluppato come l'Italia, fonte di reddito anche per molti altri paesi, di crearsi una propria moneta nazionale.

Non ci potrebbe essere il pericolo di massicce fughe di capitali all'estero? Come si potrebbe evitare ciò? Stampando continuamente moneta per reintegrare quella esportata? E se poi qualcuno re-immettesse tutta la moneta esportata nel flusso monetario italiano, cosa succederebbe? Cosa ne pensi? Le fughe di capitali all'estero, considerando questo particolare problema della nazionalizzazione della moneta, non creano problemi. Ciò che conta tenere sotto controllo è la quantità di moneta nel sistema (in Italia o all'estero che sia) e non dove si trova. La moneta nazionale, anche se convertita con altre monete estere, da qualche parte continuerà ad esistere, non è che sparisce. Semplicemente cambia il possessore di tale moneta. Gli spostamenti di capitali, quindi, non creano problemi da questo punto di vista.

Naturale che, per evitare qualsiasi tipo di speculazione sul mercato dei cambi, l'ideale sarebbe avere monete nazionali con cambio fisso 1 a 1. Ma questo è un altro discorso.

Diritto e Dovere

36. Art.17: "Ogni diritto si basa su un sottostante dovere. Il concetto di diritto infatti vale solo se si accetta che si debba rispettare tale diritto. In realtà, in un sistema veramente libero e giusto, non dovrebbero esistere diritti (cioè imposizioni,costrizioni) ma solamente doveri. E doveri morali, e quindi interiori, non doveri sotto forma di legge da dover rispettare per appartenere alla comunità". Non pensi che anche i doveri, in fondo, siano delle forme di imposizioni dato che devono essere rispettati se si vuole appartenere ad una determinata comunità? Non sono delle imposizioni, sono dei modelli di comportamento ritenuti giusti all'interno di una determinata comunità e non obbligatori. Quindi una persona può anche non rispettare un dovere morale e non essere punita per questo, sempre che non leda alcuno in modo diretto con la sua mancanza.

La punizione per la mancanza di rispetto di un dovere morale dovrebbe esistere solo ed esclusivamente se si danneggia in modo diretto qualcuno. Secondo il diritto odierno, invece, si punisce chi non rispetta un obbligo di legge (basato sul diritto di qualcuno di pretendere qualcosa) anche se in realtà non si danneggia nessuno in modo diretto.

Diritto e Dovere

41. Perché insisti sul concetto che il diritto è un'imposizione e che quindi le nostre leggi dovrebbero basarsi su doveri interiori? Perché penso che il concetto di diritto possa essere facilmente distorto in quanto vi può essere chi ne approfitta di questo concetto (es. voi mi dovete questo e quello, perché la legge ve lo impone!). Per questo motivo sarebbe meglio considerare sempre e solo il lato del Dovere. Un regolamento pubblico che preveda una serie di Doveri ma non coercitivi. Nel caso in cui una persona danneggi direttamente un'altra persona od un altro essere, allora in tal caso deve essere punito in qualche modo per il danno commesso. 

Ma vi sono anche molti Doveri che se non rispettati non danneggiano nessuno, e molti diritti che se non rispettati non danneggiano nessuno ma il violatore viene comunque punito. L'idea di eliminare il concetto di diritto parte proprio dalla volontà di eliminare situazioni di questo genere, in cui viene punito anche chi non danneggia effettivamente nessuno ma non rispetta la legge umana basata sul diritto.

Creazione di Moneta

59.Continuo a non capire la questione del denaro creato dal nulla: d'accordo, prenderei il denaro in prestito (dal Governo invece che dalle banche come si fa oggi), ma tu dici che il prezzo del denaro è l'interesse e quindi non rendo indietro il denaro. Parole tue: "Cioè il Governo dovrebbe creare moneta dal nulla e farla pagare con un certo tasso di interesse ai membri della comunità. Ma in quanto moneta di credito, non verrebbe richiesta indietro. Non sarebbe cioè un prestito, bensì una vera e propria vendita il cui prezzo del bene moneta è costituito dall'interesse pagato". Allora, essendo una moneta di credito ne segue che non crea debito. La moneta verrebbe quindi venduta dal Governo e non richiesta indietro. E' vero anche però che, per evitare possibili inflazioni dei prezzi, il Governo porrebbe delle "imposte" sulla gente che vanno a diminuire la massa di moneta circolante della quantità ritenuta dal Governo necessaria per mantenere i prezzi stabili.

Ora, dire che esistono delle "imposte" da parte di chi crea la moneta, nel nostro caso il Governo, equivale a dire che il Governo ha la possibilità di chiedere di restituire parte di tale moneta per il bene collettivo (nella pratica, per mantenere i prezzi stabili).

Quindi è vero che vi è una vendita ma è vero anche che, essendo la proprietà del bene moneta una proprietà collettiva di tutti i membri della comunità, allora si può intendere tale vendita come una forma di prestito dai membri della collettività a se stessi, dato che il Governo (rappresentanti della comunità stessa) può richiedere indietro una certa somma di moneta in circolazione per evitare rialzi inflazionistici.

Il Governo non venderebbe moneta all'infinito senza limiti. Stabilirebbe un tetto massimo di vendita di moneta per ogni persona in un determinato arco di tempo. E sopra tale "tetto massimo per individuo" venderebbe denaro solo a fronte di progetti o spese qualsiasi ma di utilità pubblica.

Interesse sui Prestiti di Capitale

60. Rif. D&R n.58 di Maggio: "Nel caso in cui, invece, chi presta il capitale è colui che crea il capitale prestato (il sistema bancario) allora la richiesta di tale interesse è ingiustificata, poiché non si sottrae nessuna utilità del capitale al prestatore dato che tale capitale prima non esisteva, ma viene invece creato appositamente per il prestito. Questo è ciò che succede con i prestiti bancari attraverso l'utilizzo del meccanismo della riserva frazionale". Ma non hai detto che la moneta creata dal Governo verrebbe venduta a fronte di un prezzo? Non è quindi la stessa cosa? Il Governo venderebbe moneta e quindi non presta nulla. Ma in realtà, essendo la moneta stessa un bene collettivo, si tratta di una vendita a se stessi. Quindi le imposte eventualmente richieste dal Governo per ribilanciare la massa monetaria in circolazione ed evitare l'aumento dei prezzi sono un ridare un qualcosa a se stessi da parte della comunità o in altre parole un prestito.

Quindi diciamo che l'emissione di moneta da parte del Governo può essere vista come una vendita della Comunità a singoli individui o gruppi della Comunità stessa. Ma allo stesso tempo può essere vista come un prestito dato che vi è la possibilità di dare indietro parte di quella moneta. 

Bisogni spirituali

18. Nell'art.74 hai scritto: "E' dovere morale della comunità garantire i Bisogni spirituali ad ogni essere umano". Qual è la differenza tra bisogni spirituali e bisogni materiali? Nella mia terminologia, i bisogni spirituali sono una parte dei bisogni materiali, in particolare i bisogni materiali primari (alimentazione, pulizia e protezione del corpo).

Questi bisogni spirituali sono parte della categoria Salute che, per quanto detto nel materiale, dovrebbe essere insieme all'Istruzione la sola attività offerta gratuitamente dalla Comunità ai suoi membri attraverso la creazione di moneta da parte del Governo. Vedi il resto del materiale per maggiori informazioni al riguardo.

Istruzione e Salute gratuite

20. Se ho ben capito quello che hai scritto nella D&R n° 18, la futura Comunità, o chi per essa, dovrebbe garantire gratuitamente la sopravvivenza a tutti i cittadini (vitto, alloggio e pulizia) ed in più la formazione e la salute. La comunità potrebbe essere la famiglia allargata (liberamente costituita da più persone unite dagli stessi intenti), oppure il Comune, la Provincia, la Regione o,lo Stato. Tutti questi servizi possono essere forniti direttamente dalla Comunità o da enti privati, finanziati dallo Stato, oppure da Enti di beneficenza o da Associazioni di volontariato. E' così? Per quanto concerne la formazione (o educazione) può essere sia pubblica che privata. Quella pubblica dovrebbe essere gratuita e libera, cioè accessibile a tutte le correnti di pensiero o filosofie, purché abbiano a cuore l'evoluzione pacifica della Comunità ed il rispetto dell'ambiente. La formazione privata potrà essere anche a pagamento (non finanziata dallo Stato) per chi ama specializzarsi in materie particolari, che non siano di pubblica utilità. In ogni caso, l'insegnamento che riguarda l'ascensione dovrà essere gratuito. E' così? Sì, io personalmente sono d'accordo su questi punti.

Competizione

1. L'accettazione del concetto di competizione e che distingui dal concetto di concorrenza (competizione scorretta che priva gli altri di qualcosa), comporta comunque la presenza di un vincente e di un perdente (semplificando il concetto ad un microsistema con due soli agenti). Ora, tale fatto non è di per sé negativo? Tutto dipende dal nostro approccio alla competizione. Se il porsi a confronto con gli altri lo si vede come uno stimolo a migliorarsi ed a godersi il gioco qualunque sia il risultato, allora la competizione può diventare anche divertente e molto formativa. E' vero che spesso nella concorrenza si adottano comportamenti non proprio socialmente equi e solidali, ma anche questi comportamenti insegnano molto (se non altro cosa non fare per essere corretti con gli altri). 

A livello globale, un approccio corretto alla competizione da parte degli agenti comporterebbe anche un sistema in cui anche il perdente non viene massacrato ma ha comunque un sostegno economico "di sopravvivenza" da parte della collettività attraverso i suoi rappresentanti governativi, che nel governo ideale sono anche i responsabili diretti della creazione di moneta per conto della Collettività.

Proprietà comune dei mezzi di produzione

8. Da quanto affermi, deduco che il sistema sociale ideale secondo te non comprende la proprietà comune dei mezzi di produzione. Giusto? Penso che, fintantoché vi è tecnologia, allora la proprietà comune dei mezzi di produzione porterebbe ad una distorsione del sistema in quanto una società tecnologica si basa sul progresso tecnologico, ed il progresso tecnologico non può avvenire se la proprietà dei mezzi di produzione è comune, in quanto viene meno lo stimolo all'innovazione non essendoci interessi economici da parte dei produttori. E lo stimolo è ancora minore se non vi è competizione tra diversi produttori.

Se in un lontano futuro si tornerà ad una società non tecnologica, allora il concetto di proprietà comune dei mezzi di produzione non avrà nemmeno più senso in quanto gli unici mezzi di produzione saranno i corpi fisici, i quali anche in una società minimamente umana e consapevole non vengono di certo considerati proprietà comune.

Bisogni, Produzione e Natura

26. Io penso, d'accordo con te, che la Natura sia l'ambiente perfetto per noi umani in cui vivere. Un ambiente senza tecnologia o macchinari alcuni, in cui tutti i nostri bisogni sono soddisfatti dalla produzione della Natura. Un ambiente in cui la Natura ci dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Ora, un ambiente come questo potrebbe essere visto da alcuni come meno evoluto del nostro mondo ipertecnologico. Ma a mio avviso non è così: questo mondo attuale ci rende schiavi del nostro lavoro e di tutti i prodotti che abbiamo intorno. Vivere in mezzo alla natura, invece, ci permetterebbe di essere veramente liberi e vivere tra noi focalizzandoci sui rapporti umani, sui rapporti con noi stessi e gli altri esseri viventi in generale, e quindi sulla nostra crescita interiore. Per questo il ritorno alla Natura è senza dubbio, a mio avviso, il fine ultimo della nostra società. Sono d'accordo. Un primo passo importante è sicuramente il cambiare il meccanismo di controllo del mezzo di scambio (moneta) e renderlo proprietà di tutti (attraverso il controllo della moneta da parte del Governo). Un ulteriore passo molto utopico oggigiorno sarà, a mio avviso, quello dell'eliminazione totale del mezzo di scambio stesso (moneta) e quindi anche del valore di scambio monetario (prezzo in denaro). Successivamente sarà necessaria anche l'eliminazione del valore di scambio in toto, realizzando una società in cui si dà e si prende dalla Natura e ci si scambia tra persone ciò di cui si ha bisogno. 

Un mondo come questo può esistere, ma prima la gente deve lavorare su se stessa e mutare i propri pensieri interiori (e quindi evolvere spiritualmente) per poter permettere ad un tale tipo di società di manifestarsi.

Democrazia

11. Come definisci tu il termine Democrazia? Lo definisco come "Governo del Popolo", secondo la sua accezione originaria. In particolare, ritengo che la Vera Democrazia sia la Democrazia Rappresentativa (vedi art.45 e D&R varie) basata sulla divisione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) e sulla elezione diretta da parte del Popolo di tutti i membri rappresentanti il Popolo stesso nei diversi poteri comunitari: politici (potere esecutivo e legislativo) e giudici (potere giudiziario).

Capitalismo, ricchezza e povertà

12. Qual è il problema del capitalismo? Perché ha creato e continua a creare un divario sempre più grande tra ricchi e poveri? Penso che due siano i punti chiave: il primo e più importante in assoluto è il problema del controllo del mezzo di scambio, cioè della moneta. La creazione di moneta da parti di privati basata sul meccanismo della riserva frazionale crea un circolo vizioso in cui, globalmente parlando, si è costretti a prendere a prestito per pagare i debiti all'infinito. Questo crea una sempre maggior ricchezza di pochi (coloro che gestiscono la moneta ed i loro amici, cioè quelli ai quali tali creatori di moneta concedono maggiori prestiti e benefici) ed un sempre maggior impoverimento di molti.

Il secondo problema è connesso invece al meccanismo di distribuzione dei salari e dei profitti. Ritenendo di pari importanza ogni singola persona facente parte di un gruppo di lavoro, penso che all'interno di uno stesso team di lavoro (in un'impresa o altro tipo di organizzazione, in sostanza) i salari dovrebbero essere uguali per tutti. E lo stesso discorso vale in generale per la suddivisione del profitto in parti uguali tra tutti i membri del team con l'eccezione delle imprese in forma di società il profitto nelle quali andrebbe invece diviso solamente in base al capitale sociale sottoscritto, cioè in base al rischio d'impresa assunto (così come già avviene oggigiorno) in quanto rendita del capitale. Nei casi in cui non vi è capitale sociale sottoscritto, invece, il profitto andrebbe diviso proporzionalmente tra tutti i membri del team.

 

  

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