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Il Gioco della Vita e
la Realtà spazio-temporale Data ultimo aggiornamento: 21 giugno 2009 INDICE Il Gioco della Vita Il vero Gioco La storia infinita I 12 corpi spazio-temporali Il Corpo di Luce Intento vs intenzione Intento o affermazione I limiti dell’intento Le 12 Leggi della Realtà La realtà spazio-temporale Unità nella diversità Unione tra spirito e forma Avere successo Tipi di comportamenti umani La manifestazione della realtà (154) Pillola di saggezza n. 3 Il significato dell’amore di coppia ??? Ascoltare la pancia Tipi di illusioni Non mollare mai Forza e potere Conoscere la Verità La scelta consapevole Conosci te stesso Orgoglio Conosci gli altri Amore è una parola La vera forza del coraggio Cosa come e perché Oltre l’apparenza Vera motivazione Manifestare la volontà Sapere e credere Come approcciare la realtà eterica Come approcciare la realtà fisica Il pensiero positivo Doveri e Diritti Fede la fonte dell’Amore La misura della realtà Tipi di comportamenti Controllo del dovere e del potere Vero merito Tipi di sogni Tipi di segni Passione Vivere il presente Tipi di unità Memorizzazione vs ricordo Abitudine vs Rituale Bugia e Finzione Forma e Sostanza Approccio e Visione Sviluppo della Forza Pensiero, Parola ed Azione
Il Gioco della Vita Sapete qual è il gioco preferito da Dio? Il Gioco della Vita! Lo conoscete? Di certo sì, ma ora vi spiego meglio come funziona. Quando Dio creò tutto lo spazio-tempo, lo creò all'istante e tutto contemporaneamente, su un'unica dimensione a 10 piani di realtà. Cosa significa dire un'unica dimensione a 10 piani di realtà? Una sola dimensione significa che la consapevolezza vive solo una dimensione, un piano di realtà, ma ogni dimensione ha diversi piani di realtà in cui esistono diverse forme. Diciamo meglio, il termine dimensione si riferisce all'esperienza della consapevolezza, il termine piano di realtà si riferisce all'esperienza della forma fisica di questo spazio-tempo. Ad esempio, noi viviamo in terza dimensione. Nella nostra dimensione, la consapevolezza vive una sola esperienza, mentre la forma ne vive 18. L'unico piano di realtà che la consapevolezza può abitare è quello fisico. La forma invece è anche eterica, e quindi può vivere anche piani eterici. Nella nostra terza dimensione ci sono 18 piani di realtà. Di questi 18, 1 è fisico e 17 sono eterici. Il piano eterico, quindi, è in realtà composto da molti piani di realtà eterici. Nel caso della terza dimensione sono 17. Sappiamo che la forma umana è composta oltre che dal corpo fisico e da quello eterico, anche da un corpo mentale, uno emotivo, uno intuitivo ed uno creativo. Ma cosa significano esattamente questi altri quattro corpi sottili? Ecco la sorpresa: i piani mentale, emotivo, intuitivo e creativo sono piani di realtà eterici! Mi spiego meglio. Una dimensione è composta da diversi piani di realtà. Nel caso della 3° dimensione sono 18 e così composti: 1 fisico, 1 eterico (astrale), 4 mentali, 4 emotivi, 4 intuitivi e 4 creativi. Quindi nella nostra dimensione esistono 1 piano fisico ed 1 piano eterico, che è costituito a sua volta da 17 piani. Questi 17 piani costituiscono i piani paralleli della nostra dimensione in cui abbiamo le nostre vite parallele. Ora, perché c'è la distinzione tra dimensioni e piani di realtà? Perché esiste la distinzione tra energia di questo spazio-tempo ed energia del Regno di Dio, detta anche coscienza o consapevolezza. All'interno di una dimensione, la coscienza esiste solo nel piano di realtà fisico, mentre la forma (cioè l'energia di questo spazio-tempo) esiste su tutti i piani di realtà della dimensione, e nello specifico sia sul piano fisico, che su quello astrale (eterico), che sui quattro mentali, che sui quattro emotivi, che sui quattro intuitivi, che sui quattro creativi. Come differiscono le nostre vite parallele da quella fisica? Allora, sul piano astrale la vita è simile a quella sul piano fisico, o meglio l'astrale rappresenta un possibile futuro di quella fisica. Le vite parallele mentali, emotive, intuitive e creative non rappresentano invece un possibile futuro per il piano fisico, ma sono vere e proprie vite diverse in cui predominano i vari aspetti della nostra personalità. Nelle 4 vite parallele mentali siamo tutti molto mentali, nelle 4 vite parallele emotive siamo tutti molto emotivi, nelle 4 vite parallele intuitive siamo tutti molto intuitivi e nelle 4 vite parallele creative siamo tutti molto creativi. La distinzione di cui sopra in vite parallele vale per una persona che non ha ancora allineato alcuna vita parallela a quella fisica. Man mano che si ascende si riallineano prima i piani di realtà della propria dimensione e poi altre dimensioni con i rispettivi piani di realtà. Con l'ascensione, quindi, tale distinzione in vite parallele viene meno. Per dare un'idea, una persona per riallineare tutte le 18 vite parallele della nostra terza dimensione deve raggiungere la vibrazione di 1800 basi azotate nel proprio Dna. Ecco, ora passiamo al gioco vero e proprio.
La Vita nasce inizialmente solo su una dimensione con 10 piani di realtà, in cui si fanno 10 esperienze diverse (quark, atomo, molecola, cellula, natura, animale, angelo, rettile, delfino ed essere umano). Su ognuno di questi 10 piani di realtà vi è consapevolezza e vi è Vita. Ora, tutto lo spazio-tempo è stato creato inizialmente e quindi anche tutte le dimensioni al di sotto della prima (intendendo con prima la più elevata, la dimensione iniziale) sono state create inizialmente. Ma queste dimensioni, almeno all'inizio, non fanno ancora parte del Gioco. Si può dire che in queste dimensioni non c' è ancora Vita, se intendiamo con Vita il partecipare al Gioco. In tutte le dimensioni che non partecipano ancora al Gioco della Vita, vi è solamente Natura. Voi direte, ma Natura non vive forse? Certo che vive nel senso che è, che esiste, ma noi intendiamo qui Vita come un piano di realtà in cui esiste qualche essere al di là della Natura, la quale costituisce la Casa, l'Ambiente dello spazio-tempo. In altri termini, la Natura è il tavolo da gioco. Quindi la Natura è stata per molto tempo e su molti piani di realtà da sola, senza compagnia. E fintantoché era così, dato che la Natura è immobile, allora diciamo che non vi era Vita, che non vi era Movimento e che il Gioco, in quei piani di realtà, non era ancora iniziato. Ora abbiamo raggiunto l'espansione massima dello spazio-tempo. Ovunque Natura ora non è più sola, ed in ogni piano di realtà in tutto lo spazio-tempo esiste la Vita! Tutti ora giocano, e nessuno è escluso! Ma è normale che, quando i giocatori diventano tanti ed il tavolo da gioco diventa enorme, allora diventa più difficile spiegare le regole del gioco. Ma è quello che pian piano, per chi ha pazienza ed per chi ha voglia di capire, stiamo cercando di fare. Se volete capire le regole del Gioco della Vita, allora studiate con costanza, perché il Gioco non è semplice ma vi assicuro che è molto divertente quando si impara a giocare! Ma vi dò un consiglio: se volete capire le regole del gioco per poter essere dei giocatori attivi, allora studiatevi bene tutte le regole e soprattutto partite dall'inizio ( Domande Frequenti) e seguite l'ordine cronologico delle spiegazioni, altrimenti vi assicuro che non capireste nulla. E non dite poi che non vi avevo avvertito...
I 18 PIANI DI REALTA' DELLA 3° DIMENSIONE
Coloro che arriveranno a terminare la quinta fase del Gioco della Vita (Crescita Creativa), saranno dei veri Dei in grado di creare dei propri Spazio-Tempo e un proprio Gioco della Vita.
La Storia Infinita La storia di Dio non ha un inizio ed una fine. E' la storia di un'essenza infinita, che non conosce limiti se non quelli che egli stesso si pone per gioco. E fu per gioco che decise di creare uno spazio-tempo, un'essenza limitata che potesse esprimere in tante piccole scintille divine una parte dell'Amore e della Felicità che Dio ha sempre conosciuto. E' la storia di un padre innamorato della sua famiglia, il cui vero fine è aiutare ogni singolo essere a crescere ed evolvere sempre più affinché possa godere dell'Amore e della Felicità così come Dio le conosce. Dio è l'essere più fortunato che sia mai esistito in quanto da sempre per sua natura conosce l'infinito, conosce tutte le possibilità, conosce tutto ciò che è, è onnisciente ed onnipotente e da sempre vive nell'Amore puro e nella Felicità assoluta. L'evoluzione è fondamentalmente un fatto di informazione. Più informazioni si hanno sulla vera realtà e più si comprendono i propri limiti. Il possesso di questa informazione viene solitamente chiamato "consapevolezza" o "coscienza". E la vera consapevolezza è quella che consiste di informazioni provenienti dalla propria anima. Solo Dio infatti conosce veramente come stanno le cose e solo l'Anima, scintilla divina, ha la fortuna di ricevere da Dio attraverso il Regno Angelico le informazioni che quell'Anima necessita per proseguire la sua evoluzione. Dobbiamo infatti comprendere una cosa fondamentale: nessuna informazione vera sulla realtà è compresa senza il supporto di Dio stesso. Solo Lui infatti, seguendo personalmente e da sempre l'evoluzione di ogni singola Anima esistente, decide se e quando una determinata Anima, grazie agli sforzi ed all'impegno mostrato al fine di evolvere ed imparare sempre più, è pronta a ricevere coscientemente ulteriori informazioni che le permettano di continuare la propria evoluzione. Se è vero quindi che le Anime fanno una loro personale evoluzione e sono libere, tale fatto è sempre e solo possibile grazie a Dio il quale da buon Maestro e Padre segue con Amore ogni Anima e le dà il supporto che tale Anima merita. Esiste un solo Vero Maestro. Ed il Vero Maestro non si mostra come Maestro, ma come Vero Amico che condivide con Amore le informazioni che ritiene utili e digeribili in un dato momento dagli studenti. Ed il Vero Maestro sa perfettamente cosa fare e cosa dire, sempre e comunque. Egli conosce tutto ed è solo Lui che ha sempre guidato lo spazio-tempo affinché andasse come doveva andare, affinché le Anime ricevessero una vera educazione che permettesse loro di evolvere sempre più. Ciò che più sorprende i lettori del mio materiale è il fatto di leggere che Dio Padre e Dea Madre sono ora incarnati su questo pianeta. Sappiate però che tutte le Anime sanno già che Dio è ora incarnato sulla Terra in un corpo fisico. Solo il fatto di non essere ancora sufficientemente in contatto con la propria Anima e le connesse paure possono far dubitare od addirittura considerare ridicolo tale fatto. Ma con il tempo sempre più persone saranno coscienti di tale avvenimento e ne gioiranno, sapendo che il momento della venuta del Regno di Dio sul pianeta Terra è arrivato. E sappiate che è dall'Italia che inizierà a svilupparsi il Regno di Dio che con il tempo verrà a coprire tutto il pianeta Terra. Non è casuale che Dio scelse l'Italia come sede custode del messaggio di Gesù. L'Italia è il vero Cuore del mondo, ed è dal Cuore che parte la Vita...ed è per questo motivo che è dall'Italia che partirà il grande movimento che cambierà il mondo portando Vera Giustizia e Vero Amore in tutto il mondo. Ed è proprio in Italia che Dio Padre si è incarnato…chiunque sappia ascoltare la propria Anima, saprà discernere il vero dal falso. Nel dubbio, chiedete sempre aiuto a Dio Padre stesso affinché vi guidi a comprendere la verità e vi guidi a Lui. Fate ciò e sarete pronti a vivere nel Regno di Dio. Ricordate però che Dio aiuta solo chi si aiuta e chiedere il suo supporto senza impegnarsi veramente ad evolvere spiritualmente non avrà molta efficacia. Dio è Vero Amore ed ama così tanto ogni essere da essere anche veramente Giusto. E dà ad ogni Anima il supporto che tale Anima si merita veramente. A voi la scelta su cosa credere...sappiate comunque che l'Anima sente e sa, non crede. Il vostro vero Essere è sempre con Lui e lo sa riconoscere. Se volete quindi essere partecipi della Storia Infinita di Dio Padre, usate la vostra volontà per evolvere sempre più chiedendo il supporto di Dio Padre. E così sarà.
Il Vero Gioco La Verità indica quell'insieme di pensieri,emozioni, parole ed azioni che sono creati con l'intento, mentre il Gioco indica quell'insieme di pensieri, emozioni, parole ed azioni che sono vissuti con l'intenzione ma senza intento (vedi Intento vs. Intenzione). La Verità è costituita quindi da pensieri, emozioni, parole ed azioni puramente magnetiche, dato che l'intento è esclusivamente spirituale e lo Spirito conosce solo l'energia puramente magnetica. Il Gioco invece può essere costituito da pensieri, emozioni, parole ed azioni basate su qualsiasi tipo di energia (puramente magnetica, magnetica distorta, elettromagnetica, elettrica e radioattiva): puramente magnetica quando vi è Spirito incarnato, distorte in caso contrario. La Verità è costituita dalle forme-pensiero (mentali ed emotive) di Saggezza e dalle conseguenti parole ed azioni sagge. Il Gioco è invece costituito dalle forme-pensiero (mentali ed emotive) di Saggezza, Sapienza e Credenza e dalle conseguenti parole ed azioni sagge, sapienti e credute. Pur essendo la Sapienza un'energia puramente magnetica essa non è Verità poiché lo Spirito non ha bisogno di difendersi; solamente la forma spazio-temporale ha tale bisogno. Mentre cioè la Saggezza può essere sia Verità sia Gioco, la Sapienza e la Credenza possono essere solo Gioco. Il credere è per definizione una finzione (si finge di sapere), conscia o inconscia che sia. Il Gioco non ha comunque solo finzione (Credenza), ma anche realtà (Saggezza e Sapienza): ma come distinguere tra realtà e finzione? Il solo modo è conoscere l'Intenzione (fine) del soggetto/dei soggetti in questione. Se l'Intenzione è di offendere (Credenza) allora si tratterà senz'altro di finzione, se invece l'Intenzione è di difendersi (Sapienza o nel caso estremo Credenza) o di comunione (Saggezza) si tratterà di realtà. Non è possibile naturalmente conoscere sempre la vera Intenzione di una persona, tuttavia la conoscenza della Saggezza e della Sapienza permette di comprendere quando il gioco è reale e, per esclusione, anche quando il gioco è finto. Allo stesso modo, la conoscenza della Credenza permette di comprendere quando il gioco è finto e, per esclusione, anche quando il gioco è reale. Possono Verità e Gioco coesistere? Possono coesistere in armonia solo nella Saggezza essendo quest'ultima la sola delle tre categorie presente sia nella Verità sia nel Gioco. Ma non possono coesistere in presenza della Sapienza e della Credenza, quindi nell'autodifesa magnetica e nelle energie distorte, essendo quest'ultime presenti solo nel Gioco. Ciò significa che il Vero Gioco (coesistenza di Verità e Gioco) è un Gioco reale, di comunione e non finto, poiché tratta della Saggezza. La sola forma in cui lo Spirito può manifestarsi nello spazio-tempo, cioè, è attraverso pensieri, emozioni, parole ed azioni di comunione, ossia di Saggezza (Doveri di Rispetto). Nella Verità (di comunione), ossia nei Piani di Luce (dove vi è solo Spirito) la nostra reazione alla Saggezza altrui sarà per forza anch'essa Saggezza. Nel Gioco reale (di comunione e di autodifesa), la nostra reazione alla Saggezza ed alla Sapienza altrui sarà rispettivamente di Saggezza e di Sapienza oppure, in entrambi i casi, anche una Credenza (qualora sia chiaro a tutti i coinvolti direttamente in tale Credenza che non è una reale offesa, mancando l'Intento, ma solo una situazione di Gioco); nel Gioco finto (di offesa), invece, la nostra reazione alla Credenza altrui sarà a sua volta una Credenza: ecco la legge di causa ed effetto (tipica delle situazioni estreme) direttamente in azione. La Credenza è infatti un caso estremo di Sapienza: un'autodifesa estrema che diventa offesa (vedi anche art.140). Ciò significa che il fine (Intenzione) della propria difesa quando si viene offesi (Credenza) è l'offesa stessa. La Credenza, cioè, pur non essendo Verità (mancando del vero mezzo, cioè l'Intento) può tuttavia avere una Vera Intenzione, cioè un fine evolutivo (tipico dell'Intento). Ed in tal caso, può essere utilizzata in casi estremi di autodifesa: si ha infatti il Diritto di difendersi da un attacco in modo proporzionale all'attacco ricevuto. Il Vero Gioco, ossia il Gioco dello Spirito incarnato, è un Gioco puramente magnetico, dove si può sia giocare realmente sia giocare fingendo (ma una finzione di cui tutti i diretti coinvolti sono coscienti). Quando l'Intenzione del Credente (che offende) è celata alle persone direttamente coinvolte non si ha invece Vero Gioco, bensì Falso Gioco. Non esiste quindi alcun Dovere (Saggezza) di rispettare chi offende (Credente), ma esiste però il Diritto (Sapienza) di difendersi da esso ad armi pari, ossia offendendo a propria volta. Il Perdono infatti è un Dovere di rispettare il Dignitoso (vedi articolo precedente): quando viene meno l'autodifesa (Sapienza) e si passa all'offesa (Credenza), il dovere di perdonare viene meno. Ecco quindi il Vero Gioco: una situazione spazio-temporale, vissuta dalla forma, nella quale si applica il principio evolutivo spirituale. Dove la Verità entra nel Gioco e lo rende puramente magnetico non come Intento ma come Intenzione. Una situazione spazio-temporale in cui l'Intenzione è di evolvere e quindi di far comprendere l'errore a chi sbaglia. Da cui il Diritto di reagire all'offesa offendendo, fino al caso estremo della Cattiveria (Credenza estrema); e di reagire alla difesa difendendosi, fino al caso estremo della Permalosità (Sapienza estrema). Nel Vero Gioco, le azioni (nel senso più ampio del termine, comprendenti cioè pensieri,emozioni,parole ed azioni vere e proprie) puramente magnetiche sono solo azioni di Saggezza. La Sapienza e la Credenza non sono un comportamento di Vero Gioco se non come reazioni rispettivamente ad un'altra Sapienza e ad un'altra Credenza. Nel Vero Gioco, le reazioni (anche qui nel senso più ampio) puramente magnetiche sono la Saggezza, la Sapienza e la Credenza. In particolare: la Saggezza reagisce alla Saggezza, la Sapienza reagisce alla Sapienza e la Credenza reagisce alla Credenza. Tali azioni e reazioni puramente magnetiche sono una manifestazione dei 7 Doveri di Rispetto. In particolare, le azioni del Vero Gioco sono manifestazioni del Dovere di rispettare l'Assoluto, del Dovere di rispettare se stessi e gli altri e del Dovere di rispettare il Saggio, ossia i Doveri di rispetto per ciò che si è; mentre le reazioni del Vero Gioco sono manifestazioni di tutti e 7 i Doveri di Rispetto (vedi I 7 Doveri di Rispetto), ossia Doveri di rispetto sia per ciò che si è (i tre precedenti) sia per come ci si comporta (i restanti quattro). Il Vero Giocatore agisce sempre quindi con Saggezza quando approccia la realtà; ma quando vive la realtà, reagisce in modo simile all'azione altrui. (vedi art.142). Poiché il Vero Giocatore gioca per vincere (intenzione di evolvere) e non regala niente a nessuno: non esistono infatti Doveri di Rispetto né per il titolo che si ha né per chi offende. AZIONI PURAMENTE MAGNETICHE NEL VERO GIOCO
REAZIONI PURAMENTE MAGNETICHE NEL VERO GIOCO
Per concludere, si consiglia di intendere di vivere il Vero Gioco e di essere un Vero Giocatore al fine di ascendere nell'energia puramente magnetica. A tal fine si può chiedere il supporto della propria Anima, di Madre Terra, degli Angeli e di Dio/Dea.
Intento vs. Intenzione Riteniamo utile in questo articolo distinguere il concetto di Intento da quello di Intenzione. Siamo soliti, nel nostro materiale, parlare di Intento come sinonimo di Volontà: esso rappresenta il potere creativo dello Spirito. L'Intenzione, invece, è uno strumento puramente umano, non spirituale. Spieghiamo meglio. Come già detto, Dio è pura Mente e di conseguenza ogni essenza spirituale (creata da Dio ed allo stesso tempo parte di esso) è allo stesso modo pura Mente. Solo l'esperienza spazio-temporale permette di vivere l'Emozione e quindi anche lo Spirito incarnato fa esperienza dell'Emozione. Ogni Spirito, quindi, nell'Essenza (Mente) è uguale a Dio, nel senso che il tipo di energia costituente (Spirito-Mente, ossia energia magnetica) è la medesima. La caratteristica vitale dello Spirito è la Volontà (o Intento), che è il mezzo (metodo) attraverso cui lo Spirito vive e quindi apprende, fa esperienza ed evolve sia nei Piani di Luce sia nello spazio-tempo. Lo Spirito, di per sé, non ha alcun fine. Il motivo (o fine, o scopo), infatti, è sottostante sempre e solo ad una parola o ad una azione, ossia ad una espressione spazio-temporale emotiva. Ogni Spirito nella Sostanza (tipo di energia spirituale) è invece diverso da Dio, nel senso che il tipo di frequenza dell'energia spirituale è diversa. In particolare, in Dio tale frequenza è infinita, mentre nelle singole Anime (Spiriti individualizzati) dipende dal livello evolutivo dell'Anima stessa. In una forma spazio-temporale, grazie ai sensi fisici, si crea naturalmente il Piacere (attraverso appunto i sensi fisici, ossia i sensi del piacere), che nel suo stato emotivo non distorto (emozioni non distorte non derivanti da paure o illusioni) è direttamente proporzionale al livello di frequenza dell'energia spirituale incarnata. Il Piacere tuttavia è un senso esteriore, nel senso che il suo soddisfacimento dipende dall'ambiente in cui si vive e dagli esseri con cui si entra in contatto. Quando tuttavia un essere umano evolve incorporando sempre più Spirito dentro di sé, si crea un nuovo senso: il senso del Dovere. Tale senso è connaturato all'essere umano (in quanto la scintilla divina è sin dalla nascita dentro di sé) tuttavia solo man mano che si evolve spiritualmente tale senso spirituale diviene naturale e non basato su credenze culturali, religiose o personali. Esso lo si può considerare l'ottavo senso umano e l'unico di natura puramente spirituale. I 7 sensi di natura umana sono i 5 sensi fisici ed i 2 sensi eterici (intuizione, creatività). Il Dovere è un senso interiore, nel senso che il suo soddisfacimento non dipende (a differenza del Piacere) dall'ambiente in cui si vive e dagli esseri con cui si entra in contatto, sebbene l'applicazione di tale senso del Dovere riguardi anche l'ambiente e gli altri esseri stessi (Doveri verso gli altri). In una forma spazio-temporale con pensieri ed emozioni distorte, la soddisfazione dei sensi non è più un mezzo per vivere e progredire, ma diventa un fine. E trasformando il mezzo in fine, si perde la consapevolezza di quale sia il metodo (mezzo) per vivere bene e progredire. E tale metodo è la Volontà (Intento) di progredire, evolvere o ascendere. I sensi rappresentano solamente la manifestazione spazio-temporale di tale metodo spirituale, ossia della Volontà. Gli 8 sensi di cui sopra non sono altro che mezzi spazio-temporali per evolvere. Quanto conta quindi l'Intenzione? Essa conta solamente nella distorsione, ossia nella polarità, in cui il fine (Intenzione) può essere buono o cattivo, privato o pubblico, giusto o sbagliato, ecc. Per lo Spirito, invece, ed anche per lo Spirito incarnato, non esiste alcuna Intenzione: ciò che conta è solamente l'Intento. In altre parole: nello Spirito l'Intenzione (fine) è contenuta nell'Intento (mezzo), e non esiste per esso quindi un fine che sia dissociato dal mezzo. E ciò spiega come l'Intento, in quanto strumento spirituale, non possa essere utilizzato per un fine diverso da quello evolutivo, che è il fine connaturato nel concetto di Intento stesso. Dovere e Piacere sono entrambi importanti, ma in quanto strumenti (mezzi) per evolvere e non in quanto scopi finali (fini). E tuttavia la priorità spetta al soddisfacimento del senso spirituale, ossia al senso del dovere. Come dire che il vecchio proverbio "prima il dovere, poi il piacere" è un buon esempio di vera saggezza popolare.
Intento o Affermazione? Abbiamo detto più volte che creiamo la nostra realtà con il pensiero. Ma come avviene esattamente? Un pensiero è un pensiero. Quando pensiamo qualcosa, che sia frutto di un nostro ragionamento o di una manipolazione, tendiamo a manifestarlo. E se accettiamo il pensiero, significa che lo vogliamo. Altrimenti non lo penseremmo. Accettiamo che ci sia, anche se non ci piace. E l'accettazione è un atto di volontà. Perché se si accetta qualcosa allora significa che si vuole accettarlo. Anche la non accettazione è un atto di volontà. Quindi? Quindi siamo noi che accettiamo o meno un pensiero perché lo vogliamo accettare o meno. Quindi la nostra creazione, dato che dipende dai nostri pensieri, è fondamentalmente un atto di volontà. E l'intento non è altro che un altro nome per indicare la volontà. Quindi creo la realtà con l'intento di manifestare un certo pensiero. Cos'è invece l'affermazione? Non è altro che l'affermare che una cosa è così. Cioè è un indicare lo stato presente di una certa realtà. Varie scuole di pensiero newage e non affermano l'importanza dell'affermazione per manifestare la realtà. Cioè dicendo che un qualcosa è, allora tendo a manifestarlo nella realtà. Mi pare che non sia logico questo ragionamento. Vediamo perché. Manifestare la propria realtà significa che ciò che mi interessa è il futuro. Dato che il passato è passato ed il presente lo sto vivendo, cerco di crearmi un futuro con il pensiero. Se affermo che una cosa è, significa che sto lavorando sul presente. E quindi? Quindi non posso cambiare nulla né adesso, né tantomeno nel futuro. L'uso dell'affermazione per creare un futuro avrebbe senso se avessimo la capacità di manifestare istantaneamente la nostra realtà. Cioè dicendo che una cosa è, la manifesto istantaneamente. E ciò avrebbe senso. Ma purtroppo (o per fortuna) non abbiamo la capacità di manifestare istantaneamente il nostro pensiero. E quindi dobbiamo cercare di crearci un futuro con il pensiero e non manifestare il presente, dato che non possiamo cambiarlo istantaneamente. Quindi? Quindi è necessario lavorare sul desiderio o sogno. Cioè desideriamo di manifestare una certa realtà nel futuro. In sostanza, utilizziamo la nostra volontà. Se desidero qualcosa, significa che la voglio. E quindi è necessario utilizzare l'intento per manifestare il futuro. L'affermazione lavora sul presente, in quanto si indica uno stato d'essere presente. Anche se si utilizzasse il futuro (del tipo "io sarò..") non avrebbe senso, perché si lavorerebbe sempre su uno stato d'essere, ma futuro. Ora essere significa che è così. Si afferma che è così. Ma non si può affermare che un futuro sarà in un certo modo, perché la creazione del futuro dipende non solo da noi, ma da tante altre variabili che comprendono tutto l'ambiente in cui viviamo. Quindi il futuro non è stabilito, e non ha senso dire che qualcosa sarà, dato che il futuro non è stabilito. Ci sono sempre molte possibilità per il futuro. E ciò dipende da moltissime variabili che non possono essere misurate. Non ha senso focalizzarsi sul futuro, perché non possiamo crearlo con visualizzazioni o con affermazioni. La visualizzazione non è altro che un'affermazione fatta ad immagini. E' lo stesso concetto. Significa immaginare che una cosa è. Ma non è possibile creare il futuro con visualizzazioni. Per lo stesso motivo per cui non funzionano le affermazioni. Diverso però è il caso della visualizzazione e dell'affermazione per manifestare qualcosa di non fisico nel presente. In questo caso hanno un senso. Infatti abbiamo la capacità di manifestare un pensiero nel non fisico istantaneamente. Ciò che richiede tempo è il portare tale pensiero a manifestarsi a livello fisico. Quindi l'uso della visualizzazione e dell'affermazione per lavorare sui corpi sottili attraverso l'utilizzo di simboli, colori o parole ha senso. Ma solo in questo caso. Quindi per manifestare un certo futuro basta l'intento. Le visualizzazioni o affermazioni non servono a nulla. Poniamo il nostro intento e, in base alle quasi infinite variabili in gioco, si manifesterà un certo futuro. Ma il tempo tra l'intento e la manifestazione dell'intento è molto lungo per la maggior parte delle persone, anche diversi anni. Ma più si va avanti nell'evoluzione personale, e minore è il tempo che intercorre tra l'intento e la manifestazione dell'intento. Ed è questa una delle ricompense più gratificanti per l'impegno messoci nella propria evoluzione personale.
Ma è
ovvio che la capacità di manifestare non sarà mai istantanea (cioè tempo
nullo), dato che viviamo nello spazio-tempo ed il tempo esiste. Inoltre
se così fosse significherebbe conoscere già il futuro. E ciò non avrebbe
senso, perché verrebbe meno la scoperta e l'imprevisto del futuro. E'
questa forse la parte più bella ed intrigante della vita! Non sarebbe
inoltre coerente con ciò che abbiamo detto essere lo scopo della forma
nello spazio-tempo: fare esperienza emotiva. Ma se so già il futuro
perché lo creo istantaneamente, dove sta l'emozione? I 12 corpi spazio-temporali by Sandalfone Nel materiale della Sdag si è parlato finora solo di una parte dei corpi esistenti nello spazio-tempo. In particolare, si è parlato sovente del corpo fisico, dei vari corpi eterici (astrale, mentale, emotivo, intuitivo e creativo) e del Corpo di Luce. Anche il Corpo di Luce, infatti, sebbene sia costituito di Spirito (a differenza del corpo fisico e dei corpi eterici che sono costituiti rispettivamente di materia fisica e di materia ed antimateria eterica) è pur sempre un Corpo la cui esistenza e funzione si esplicano solo ed esclusivamente all'interno dello spazio-tempo, e quindi come tale è da considerarsi come un corpo spazio-temporale. Inoltre i corpi mentale, emotivo, intuitivo e creativo, sebbene siano a loro volta suddivisi in 4 parti, hanno senso di esistere e funzionare solo se tutti e 4 i corpi di cui ognuno di essi è costituito è presente e funziona. Mentre cioè, ad esempio, i 4 corpi mentali hanno una loro autonomia, esistenza e funzione in quanto tali e possono esistere anche in mancanza degli altri corpi (fisico,astrale,emotivi,intuitivi, creativi e di luce), ciò non può accadere per un singolo corpo mentale in mancanza degli altri 3 corpi mentali. In tal senso i 4 corpi mentali rappresentano un'unico corpo indissolubile, ed allo stesso modo ciò accade per i 4 corpi emotivi, per i 4 corpi intuitivi e per i 4 corpi creativi. Considerando quindi i corpi spazio-temporali intesi come unità corporee indissolubili dal punto di vista esistenziale e funzionale, possiamo numerarne 7, finora: corpo fisico, corpo astrale, corpi mentali, corpi emotivi, corpi intuitivi, corpi creativi e Corpo di Luce. Questi sono gli unici corpi spazio-temporali che vi possono essere in una forma spazio-temporale in presenza di un sistema a 7 chakra. In presenza di un sistema a 12 chakra, invece, si possono aggiungere altri 5 corpi: corpo cristico, corpo dinamico, corpo segreto, corpo geniale e corpo vitale. Sia i 6 corpi di materia e di antimateria (corpo fisico, corpo astrale, corpi mentali, corpi emotivi, corpi intuitivi e corpi creativi) sia il Corpo di Luce sono necessari affinché una data forma spazio-temporale si manifesti sul piano fisico. Non è così invece per i 5 corpi di cui sopra. Possiamo quindi chiamare i primi 7 corpi "corpi esistenziali", mentre possiamo chiamare i 5 corpi rimanenti "corpi ascensionali", nel senso che sono corpi che si incorporano solo durante il processo di Ascensione, indipendentemente dal livello genetico a cui si nasce. Tali 5 corpi ascensionali non sono altro che i corpi eterici del Corpo di Luce. Mentre cioè il Corpo di Luce nel suo stato iniziale è suddiviso semplicemente in parte fisica del Corpo di Luce e parte eterica del Corpo di Luce, durante l'ascensione si incorporano anche il corpo astrale di Luce, i corpi mentali di Luce, i corpi emotivi di Luce, i corpi intuitivi di Luce ed i corpi creativi di Luce. In particolare: il corpo astrale di Luce viene solitamente chiamato corpo vitale; i corpi mentali di Luce vengono solitamente chiamati corpo geniale; i corpi emotivi di Luce vengono solitamente chiamati corpo segreto; i corpi intuitivi di Luce vengono solitamente chiamati corpo dinamico; ed infine i corpi creativi di Luce vengono solitamente chiamati corpo cristico. Tali 5 corpi ascensionali si iniziano ad incorporare solo una volta che si è raggiunto il livello 12 miliardi. Le seguenti sono le diverse fasi di incorporazione del Corpo di Luce e dei suoi singoli corpi eterici: 0-3 miliardi: incorporamento del Corpo di Luce (crescita interiore, purezza di pensiero) 3-6 miliardi: sviluppo del Corpo di Luce (crescita esteriore, purezza di comportamento) 6-9 miliardi: allineamento di pensiero,parola ed azione (crescita attitudinale, purezza dell'approccio) 9-12 miliardi: integrazione dell'approccio mentale e dell'approccio emotivo (crescita integrale, purezza della visione) La fase 0-6 miliardi è una fase di lavoro sulla Purezza in senso stretto; la fase 6-12 miliardi invece è una fase di lavoro sulla Maturità. Nella fase 0-6 miliardi, cioè, si punta solo a rendere il proprio pensiero ed il proprio comportamento puri, indipendentemente dal fatto che tale purezza sia vissuta in modo relativo o assoluto, ossia vivendo o meno le singole situazioni con un approccio neutrale e con una visione totale della realtà. Nella fase 6-12 miliardi, invece, si punta a contestualizzare nella vita pratica tale purezza acquisita, e relativizzarla ad ogni singola situazione della vita reale. La mancanza di Maturità, ossia la mancanza di approccio neutrale e di visione globale, si manifesta in un approccio emotivamente coinvolto e non distaccato mentalmente, ed in una conseguente visione superficiale della realtà delle cose poiché il solo coinvolgimento emotivo non permette quella lucidità mentale necessaria al fine di cogliere la profondità delle cose e di vederle quindi per quello che sono in modo obiettivo, al di là dell'apparenza. Ciò non significa che la persona matura non viva le emozioni bensì che riesce a viverle in modo equilibrato, ossia utilizzare la mente per vedere in modo obiettivo le cose per quello che sono e provare di conseguenza la "giusta" emozione relativa a quel caso particolare. La Maturità non può quindi prescindere da uno sviluppo mentale che permetta poi di vivere le emozioni in modo equilibrato, e creare quel giusto equilibrio tra distacco mentale e coinvolgimento emotivo che rende un'esperienza veramente tale ed accumulabile nel proprio patrimonio spirituale ed umano come fonte di crescita. Il passaggio da Purezza in senso stretto a Maturità è il punto nodale di tutta l'ascensione: la Maturità (ricordiamo che parliamo qui di Purezza completa e Maturità completa, dei quali la classica purezza giovanile ed il normale concetto di maturità di un adulto sono solo una frazione, più o meno grande a seconda dei casi) porta infatti con sé la visione delle cose per quello che sono, ed il puro può avere molta difficoltà ad accettare tutto ciò che la Maturità lo porta a vedere. Solo se il puro ha veramente voglia di crescere acquista quella Forza che gli permette di "buttare il cuore oltre l'ostacolo" ed incorporare in sé con il tempo una vera Maturità (è chiaro comunque che solo i pensieri e comportamenti puri possono maturare, quelli non puri per definizione sono immaturi e rimangono tali, a meno che non vengano rilasciati per far spazio a quelli puri connessi). 12-24 miliardi: incorporamento corpi mentali di Luce (corpo geniale) 24-36 miliardi: incorporamento corpi emotivi di Luce (corpo segreto) 36-48 miliardi: incorporamento corpi intuitivi di Luce (corpo dinamico) 48-60 miliardi: incorporamento corpi creativi di Luce (corpo cristico) Tutta questa fase 0-60 miliardi avviene attraverso l'incorporazione degli ologrammi/archetipi (vedi I 18 ologrammi/archetipi). Il corpo astrale di Luce, o corpo vitale, viene invece incorporato attraverso gli ologrammi/fenotipi (vedi I 144 ologrammi/fenotipi), in particolare tale incorporamento avviene nella fase 60-200 miliardi. Nelle fasi successive si incorporano gli ologrammi/fenotipi per i restanti corpi spazio-temporali, in particolare: 200-400 miliardi: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo geniale 400-600 miliardi: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo segreto 600-800 miliardi: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo dinamico 800 miliardi-1 bilione: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo cristico 1-1,2 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo di luce 1,2-1,4 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nei corpi creativi 1,4-1,6 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nei corpi intuitivi 1,6-1,8 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nei corpi emotivi 1,8-2 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nei corpi mentali 2-2,5 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo astrale 2,5-3 bilioni: incorporamento ologrammi/fenotipi nel corpo fisico
Una
volta raggiunto il livello 3 bilioni, si è completato l'incorporamento
dei 144 ologrammi/fenotipi in tutti e 12 i corpi spazio-temporali. IL CORPO DI LUCE (Elaborazione del materiale sdag) Il Corpo di Luce è un particolare strumento (Involucro) creato appositamente da Dio Padre per permettere allo Spirito di discendere nella forma eterica e fisica dello spazio-tempo. Tale involucro permette all'Anima presente sui Piani di Luce di connettersi ad una forma spazio-temporale. L'aspetto di tale involucro viene modificato costantemente dagli Angeli dell'Anima, il cui compito è quello di gestire il passaggio dell'informazione tra lo Spirito e la forma spazio-temporale e quindi anche quello di controllare lo sviluppo del Corpo di Luce. Infatti il Corpo di Luce non è un corpo statico, ma è un corpo dinamico in continua mutazione. Tali cambiamenti continui del Corpo di Luce vengono gestiti dagli Angeli. Il Corpo di Luce cambia continuamente in 3 aspetti: forma, informazione contenuta e colore. In particolare, il cambiamento della forma riguarda sia la parte eterica sia la parte fisica del Corpo di Luce; il cambiamento dell'informazione contenuta riguarda sia la parte eterica sia la parte fisica del Corpo di Luce; infine il cambiamento del colore riguarda solo la parte eterica del Corpo di Luce. La forma della parte eterica del Corpo di Luce varia a seconda della forma eterica dell'individuo in questione ed a seconda della quantità di energia contenuta in essa. Essa rappresenta la vera Aura di un individuo. La forma della parte eterica del Corpo di Luce è sempre identica alla forma eterica spazio-temporale. La grandezza della forma stessa però è differente: mentre infatti la forma eterica spazio-temporale non muta di grandezza ma subisce un semplice mutamento dovuto al passare del tempo, abbiamo invece che la forma della parte eterica del Corpo di Luce può variare di grandezza in proporzione alla quantità di energia contenuta ed alla qualità di tale energia. Maggiore è la qualità dell'energia (in ordine decrescente: magnetica, elettromagnetica, elettrica e radioattiva) e maggiore è la correlazione tra quantità di energia contenuta e reale evoluzione spirituale. La forma della parte fisica del Corpo di Luce è invece sempre identica alla forma fisica spazio-temporale di quell'istante ed anch'essa è quindi in continuo mutamento; la quantità di energia contenuta nella forma della parte fisica del Corpo di Luce varia anch'essa seguendo le variazioni energetiche che avvengono nella forma fisica spazio-temporale relativa. L'informazione contenuta nella parte eterica del Corpo di Luce rappresenta la Saggezza della parte di Anima incarnata in un dato momento. L'informazione contenuta nella parte fisica del Corpo di Luce rappresenta invece la Sapienza della parte di Anima incarnata in un dato momento. Lo Spirito infatti discende nella forma spazio-temporale man mano che la consapevolezza della forma spazio-temporale (cioè la quantità di Spirito già discesa nella forma spazio-temporale) evolve e comprende nuove lezioni del Gioco della Vita. E lo strumento attraverso il quale lo Spirito discende nella forma spazio-temporale è proprio il Corpo di Luce, il quale si riempie sempre più di Anima man mano che lo Spirito si incarna nella forma spazio-temporale. Il Corpo di Luce ha di per sé in ogni sua singola particella l'essenza spirituale (la sua essenza è Spirito), ma man mano che lo Spirito presente sui Piani di Luce discende sempre più nella forma spazio-temporale allora il Corpo di Luce si riempie sempre più di Spirito, rendendo ogni singola particella del Corpo di Luce stesso sempre più cosciente. Il Corpo di Luce non è altro che l'insieme di tutte le essenze spirituali presenti nel nucleo di tutti i singoli quark, eterici e fisici, di una forma spazio-temporale. La variazione del colore della parte fisica del Corpo di Luce è molto ridotta in quanto il colore di tale parte corrisponde esattamente al colore della forma fisica spazio-temporale, colore che varia molto poco con il passare del tempo. Il colore invece è un fattore di mutamento importante nella parte eterica del Corpo di Luce, i colori della quale invece non hanno alcuna connessione con i colori della forma eterica spazio-temporale. La parte eterica del Corpo di Luce può contenere in sé potenzialmente tutti i 3 miliardi di colori che costituiscono lo spettro cromatico dello spazio-tempo. Maggiore è il livello evolutivo spazio-temporale raggiunto dall'Anima incarnata in un dato momento (e non quindi il livello evolutivo dell'Anima completa al di fuori di spazio e tempo, cioè nei Piani di Luce) e maggiore è il numero di colori presenti nella parte eterica del Corpo di Luce. Il Corpo di Luce come qui sopra descritto esiste da sempre per gli esseri umani, gli animali e la Natura. E' vero però che solo dal 1.11.1987 è stata radicata sulla Terra la forma-pensiero del Vero Corpo di Luce, forma-pensiero che ha permesso l'inizio dello sviluppo del Corpo di Luce in modo corretto (cioè senza manipolazioni da parte di altre anime) grazie all'intervento a partire dalla data citata degli Angeli dell'Anima, i quali hanno eliminato da allora qualsiasi tipo di manipolazione dell'informazione tra Anime nel passaggio dell'informazione stessa dai Piani di Luce al Corpo di Luce, evitando altresì che tali manipolazioni tra Anime potessero e possano accadere ancora.
Manipolazioni (spirituali) del Corpo di Luce Tre gruppi di Anime utilizzarono per interesse personale o egoistico tali informazioni ricevute olograficamente da Cristo (Gesù-Cristo): 1. Un primo gruppo di Anime sfruttò le informazioni sulla natura divina di Gesù e fondò la religione cattolica e vi si pose a capo; 2. Un secondo gruppo di Anime sfruttò le informazioni che riguardavano la venuta di Dio Padre sulla Terra 2000 anni dopo il figlio Gesù e diede vita alla massoneria e vi si pose a capo; 3. Un terzo gruppo di Anime sfruttò le informazioni che riguardavano la struttura energetica della Terra e dell'essere umano in questo spazio-tempo e diede vita alla gnosi e vi si pose a capo Religione cattolica, massoneria e gnosi, quindi, rappresentano le derivazioni di tale iniziale manipolazione dell'informazione puramente spirituale. Ciò che avvenne è da considerarsi una manipolazione poiché lo scopo della comunicazione olografica (ossia della condivisione automatica dell'informazione tra tutte le Anime di uno stesso spazio-tempo) è semplicemente quello di condividere informazione al fine della crescita delle singole Anime. La comunicazione olografica si basa cioè su un intento di sostenere l'interesse collettivo (sia nel senso di tutti come unico soggetto sia nel senso di tutti come somma di singoli soggetti), e non di essere una fonte di informazione della quale ogni Anima può fare ciò che vuole a proprio piacimento. La comunicazione olografica è cioè uno strumento puramente formativo, e non creativo: serve cioè come fonte di informazione utile al fine di formare un proprio pensiero, e non al fine di creare una propria realtà grazie a quelle informazioni. La propria realtà deve invece essere creata con il proprio pensiero, una volta che si è naturalmente formato dentro di sé attraverso l'evoluzione personale. Un’altra manipolazione che ha successivamente effettuato la religione cattolica è stata quella di aver fatto di due personaggi (Gesù e Cristo) un unico personaggio: Gesù Cristo, intrecciando e manipolando le loro vite Gesù non è mai andato sulla croce. Cristo è morto sulla croce e non è resuscitato Alle suddette manipolazioni si sono aggiunte poi negli ultimi 2000 anni altre manipolazioni: 1) manipolazioni di informazioni del Corpo di Luce connesse alle tre informazioni spirituali (di cui sopra) trasmesse olograficamente da Gesù Cristo alle altre Anime; 2) manipolazione dei "codici di accesso" alle informazioni del Corpo di Luce; 3) manipolazione delle informazioni spirituali stesse contenute nel Corpo di Luce. Oggi tutte queste manipolazioni sono state eliminate per intervento dell’Assoluto
I limiti dell'intento L'idea di crescita spirituale come proposta nel nostro materiale si basa sul potere dell'intento, ossia della volontà. Anche se tale strumento è il motore primo dell'evoluzione tuttavia, per noi umani e ancor di più al basso stadio di coscienza in cui ci troviamo, il potere dell'intento è comunque limitato. In generale, nello spazio-tempo l'intento personale è limitato da 3 fattori: 1) i limiti fisici dello spazio-tempo e le sue leggi fisiche a cui bisogna sottostare; 2) i limiti spirituali dello spazio-tempo; 3) i limiti della coscienza individuale. Vediamoli meglio. Lo spazio-tempo ha dei limiti spaziali e temporali. Le leggi derivanti da tali limiti sono precostituite e la forma fisica non può andare al di là di esse. Solo una presenza completa dello Spirito nella forma fisica ed eterica di un individuo e particolari "permessi" speciali divini possono consentire il superamento di tali limiti per supportare in qualche modo il Piano Divino. Un esempio di tali "permessi" fu quello accordato a Gesù, il quale ebbe in dono dal Padre particolari poteri extrasensoriali. Esistono anche dei limiti spirituali nello spazio-tempo. Con ciò intendiamo dei limiti di potere ai quali le Anime incarnate devono sottostare. Esistono 3 limiti spirituali nello spazio-tempo: di passaggio, di influenza e di manifestazione. Il primo limite riguarda il passaggio della consapevolezza spirituale (dell'Anima, cioè) nella coscienza umana. Il limite riguarda il fatto che non tutta la consapevolezza spirituale viene automaticamente incorporata e manifestata nella forma fisica ed eterica. In altre parole, la coscienza della forma può essere (e quasi sempre è) molto inferiore alla consapevolezza dell'Anima di quella forma. Tali limiti sono dovuti alla forte distorsione delle forme fisiche ed eteriche odierne che non permettono una totale discesa immediata dello Spirito nella forma, ma ciò solo gradualmente e man mano che si ascende fisicamente ed etericamente purificando sempre più le particelle della forma, attraverso l'intento di ascendere (o crescere) e di rilasciare tutte le forme-pensiero (eteriche) ed i pensieri (fisici) distorti, e tutte le cariche emotive connesse. Il secondo limite spirituale riguarda l'influenza che un'Anima incarnata ha sulle altre Anime incarnate: se al di fuori di spazio-tempo (e quindi in quelli che noi abbiamo chiamato Piani di Luce) l'influenza decisionale di un'Anima sulle altre deriva da una precisa gerarchia spirituale basata sulla reale evoluzione delle Anime stesse, tale gerarchia meritocratica non può essere rispettata nello spazio-tempo. Ciò per la stessa motivazione già accennata che causa il limite spirituale di passaggio, ossia la distorsione delle forme fisiche e delle loro singole particelle, fisiche ed eteriche, che impediscono una discesa completa dell'Anima (se non gradualmente attraverso l'ascensione) e quindi la manifestazione della reale gerarchia spirituale. Il terzo limite spirituale, quello che riguarda la manifestazione, è una conseguenza dei primi due limiti spirituali: non potendo infatti l'Anima discendere completamente nella forma e non potendo far valere il suo reale potere rispetto alle altre, di conseguenza essa non può manifestare nella realtà fisica ciò che essa meriterebbe di vivere (il che non per forza è ciò che desidererebbe). In altre parole, la volontà di ogni Anima è vincolata nello spazio-tempo dal rispetto della volontà di tutte le altre Anime incarnate. Solo quanto è compatibile con tutte le volontà delle altre Anime incarnate può essere manifestato nel fisico. Esistono infine dei limiti della coscienza individuale (ossia della percentuale di consapevolezza dell'Anima) incarnata in un dato istante nella forma fisica ed eterica. E' tale limite individuale, unito ai due precedenti limiti collettivi (cioè validi per tutti), che determina la realtà fisica che ogni individuo esperimenta nella propria vita quotidiana. Per fare vera Giustizia meritocratica anche nel piano fisico, quindi, non basta ascendere personalmente ma è necessario anche supportare l'ascesa collettiva: solo in tal modo ogni Anima vivrà nella forma sempre più ciò che veramente merita di vivere. In modo da manifestare anche sul piano fisico, cioè, la vera gerarchia spirituale esistente sui Piani di Luce.
La Realtà Spazio-Temporale: Nel precedente articolo abbiamo detto che la realtà spazio-temporale si basa, a livello di comprensione della realtà stessa, sull'approccio mentale e su quello emotivo. Ora generalizziamo invece tale concetto di dualità presente nella realtà spazio-temporale per vederne la funzione. Conosciamo per esperienza che tutti gli aspetti della nostra realtà partono all'origine da una bi-polarizzazione di pensiero: positivo/negativo, alto/basso,bello/brutto,mentale/emotivo, grande/piccolo, unità/separazione, amore/odio, ecc. Perché ragioniamo in tale separazione di pensiero? E' forse una limitazione della nostra bassa evoluzione che ha separato il nostro pensiero in tal modo? Dal mio punto di vista no. Se esiste una realtà in cui si vive in un pensiero di sola luce tale realtà è, a nostro avviso, una distorsione dello scopo per cui lo spazio-tempo è stato creato. La divisione bi-polare è alla base di tutta la realtà tridimensionale che viviamo. Per esperienza personale, ritengo che esista in qualsiasi dimensione di tutto il creato. E' vero però che in certi luoghi, sebbene la realtà duale esista, la polarità negativa o positiva non viene vissuta a livello fisico a causa di manipolazioni. Lo scopo dell'evoluzione è, ritengo, quello di integrare in sé tali due aspetti per incorporare in sé il concetto di unità, non di non viverli. Chiariamo comunque cosa significa qui incorporare l'unità trascendendo ed integrando la polarità. Un pensiero è un pensiero, e come tale è una forma energetica che viene creata dalla mente e che vibra in sintonia con forme energetiche con la stessa vibrazione. La nostra forma è creata proprio dai pensieri che risiedono nella genetica alla nascita e dai pensieri che una forma incorpora durante la vita presente. Il pensiero forma la materia, e quindi è il pensiero che forma i nostri corpi. Ora, se abbiamo dentro di noi il pensiero del pessimismo, significa che continueremo a vedere la realtà in tale modo. Allo stesso modo possiamo avere dentro di noi il pensiero dell'ottimismo, e vedere sempre la realtà in modo positivo. Ora, quale di questi due modi è migliore? Quale supporta meglio la propria evoluzione? Penso nessuno dei due. Perché? Perché ritengo che la polarità esista nello spazio-tempo per essere trascesa. Con trascendere (o rilasciare) non intendo dire che una volta che tali pensieri vengono eliminati dalla propria forma, allora non si sentiranno mai più tali parole e non esisteranno più nel proprio dizionario. Intendo dire invece che non si attirano più esperienze di quel tipo, direttamente o indirettamente. Con esperienza si intende il vivere mentalmente e/o emotivamente quell'esperienza con (in questo caso) pessimismo o ottimismo. Ma ciò non significa che non capiterà mai più nella vita di vedere persone che sono ottimiste o pessimiste. Significa invece che se capita di vederle, allora non ci si lascia influenzare minimamente, perché quelle esperienze di pessimismo o ottimismo non le attiri più, dato che hai rilasciato da dentro di te quei pensieri. Trascendere un pensiero significa quindi che si continuerà a vederlo nella realtà esterna ma non lo si vivrà più direttamente. E quando lo si vive nella realtà esterna, non ti tocca minimamente, rimani nel tuo equilibrio. E, nel caso delle forme-pensiero di ottimismo e pessimismo, la forma-pensiero unificante che si incorpora trascendendole è quella di realismo. Definisco realismo l'essere consapevoli di creare la propria realtà ed essere consapevoli del potere del proprio pensiero. Quindi il realista non è né ottimista né pessimista, perché semplicemente crea con il pensiero la realtà che vuole. E non ha bisogno di sperare che le cose vadano bene o essere autodistruttivo pensando che andranno male, perché sa che è lui che si crea il futuro e quindi utilizza il proprio pensiero per creare quello che vuole. E sa che, qualsiasi sia la realtà che si manifesterà, quella è la cosa giusta che doveva manifestarsi e lui non poteva fare di più. Il realista sa che ogni esperienza che capita ha un significato, e quindi accetta ogni manifestazione del futuro. Sa che attira a sé solo le esperienze che gli servono per evolvere, e sa che non sempre ciò che vuole creare per il futuro supporta veramente la sua evoluzione. Sa che simile attira simile, e sa che se attira un'esperienza non piacevole deve lavorare su se stesso per capire il pensiero che ha attirato quella esperienza. La polarità può anche essere integrata, oltre che trascesa. Con trascendere la polarità intendo dire eliminare da dentro di sé i pensieri polarizzati e quindi non vivere mentalmente ed emotivamente esperienze polarizzate. Integrare la polarità è il secondo passo: significa incorporare in sé la forma-pensiero che fonde in sé e unifica tali due polarità. Nel caso pessimismo/ottimismo, la forma-pensiero del realismo. Il realismo è un esempio di forma pensiero basata sull'unità. Ritengo che l'evoluzione della forma nello spazio-tempo avvenga rilasciando sempre più pensieri di separazione (o polarizzati) ed incorporando in sé sempre più pensieri di unità. Lo scopo dell'esperienza spazio-temporale, in tutti gli esseri viventi, è a mio avviso quello di ritornare a comprendere e vivere l'esperienza dell'unità. Quindi l'evoluzione spirituale può essere vista come un lungo viaggio dalla separazione estrema all'unità pura. Secondo alcune fonti metafisiche la nostra creazione, Terra e suoi abitanti compresi, rappresenta proprio il punto di massima separazione raggiunto in tutto lo spazio-tempo. Ed è possibile che sia per questo motivo che così tanta attenzione è posta sulla Terra da esseri di questa e altre dimensioni (secondo le fonti di numerosi contattisti, studiosi del Governo Segreto e canali), perché essendo nella dimensione fisica più bassa in tutta la nostra creazione, è proprio da qui che bisogna partire per imparare le lezioni più estreme. Anche dimensioni molto elevate sono apparentemente distorte, e forse l'unico modo per risolvere la loro distorsione è supportare l'evoluzione del punto più basso di tutto lo spazio-tempo dato che, nell'unità, tutto è uno. Quindi cosa succede trascendendo i pensieri polarizzati dalla propria forma? Succede che si incorporano automaticamente quelli naturali di unità. Ciò significa, mi ripeto, che si comincia a vedere la realtà in tutti i suoi aspetti in un'ottica di unità. E significa anche che se capita che qualcuno manifesti in nostra presenza un pensiero polarizzato di una certa forma-pensiero (es. pessimismo), non abbiamo alcuna reazione mentale e/o emotiva estrema a tale fatto, avendo incorporato in noi la relativa forma-pensiero di unità (es.realismo). Ritengo quindi che, se è vero che ciò che ci capita attorno è uno specchio di ciò che abbiamo dentro, ciò è vero solamente nel momento in cui abbiamo una reazione emotiva e/o mentale estrema a ciò che ci capita. Quindi può succedere che, ad esempio, abbiamo già trasceso le forme pensiero di pessimismo/ottimismo ed incorporata quella di realismo, e tuttavia viviamo attorno a noi tali esperienze polarizzate in qualcuno. Questo può accadere perché comunque la forma-pensiero di unità è pur sempre l'integrazione delle due polarità, e quindi le comprende in sé. Ma, avendole integrate, continuano ad esistere nella nostra realtà ma non se ne fa esperienza diretta personalmente in modo estremo. Abbiamo detto che le forme-pensiero di unità sono quelle naturali. Penso cioè che lo spazio-tempo viene creato dalla consapevolezza pura (o originaria) solo per fare esperienza emotiva di ciò che già sa. Ritengo che la consapevolezza pura sappia già tutto, e crei lo spazio-tempo per farne esperienza emotiva. Quindi lo spazio-tempo non dovrebbe essere distorto, ma semplicemente un luogo in cui ci sono forme che evolvono mentalmente ed emotivamente, ma senza vivere in modo diretto le polarità estreme e quindi la distruzione estrema che si è creata. A mio avviso ciò che è successo è che le polarità sono state estremizzate a causa dell'utilizzo di stampi energetici diversi dall'unico stampo energetico con cui lo spazio-tempo è stato creato, che è quello magnetico. Lo stampo elettrico e le emissioni radioattive potrebbero essere distorsioni dello stampo magnetico che hanno creato quindi una realtà spazio-temporale fortemente distorta e che esperimenta pensieri polarizzati estremi, non semplici pensieri polarizzati come dovrebbe essere in uno spazio-tempo non distorto.
Unità nella diversità Nell'articolo n.2 ho parlato del concetto di Unità nella dualità, in riferimento al fatto che la realtà spazio-temporale sia stata creata basandosi sull'unione di due poli, di due aspetti simili e complementari allo stesso tempo. Questo concetto può essere allargato ad una moltitudine di aspetti all'interno di uno stesso sistema. In sostanza, il principio "Unità nella diversità" vale sia nell'esempio con due poli ma anche nel caso in cui i poli siano molti. Ad esempio, l'unità di una famiglia si ha non quando tutti sono uguali ed omogenei, ma quando vi è un bilanciamento tra i diversi membri della famiglia che porta poi ad un "equilibrio di forze", ad un rispetto reciproco e ad una pacifica e piacevole convivenza. Penso che l'omogeneità di tutte le parti di un sistema complesso porti alla totale mancanza di creatività, di stimolo alla crescita, oltre a provocare un appiattimento a livello emozionale. E' quindi necessario in un sistema complesso mantenere la diversità tra le parti ed evitare eccessive uniformazioni delle parti stesse. Questo ragionamento può essere ad esempio riferito alla questione della moneta. E' meglio avere una moneta sola in un unico continente o addirittura in tutto il mondo, oppure è meglio che ogni singola nazione mantenga la propria moneta? La moneta fa parte della cultura e della storia di un paese. Toglierla è come distruggere una parte della storia del popolo, delle sue tradizioni e dei suoi segni di riconoscimento. A livello storico la comunità "Nazione" , che a livello politico si chiama "Stato", si è dimostrata essere il livello di comunità verso la quale la gente ha dimostrato di avere un senso di appartenenza maggiore. La Nazione unifica le persone per cultura, lingua e storia. E' la nostra vera patria, la terra dei nostri avi, della nostra famiglia. Ritengo quindi che il livello più elevato di comunità che dovrebbe esistere a livello politico, economico ed anche legislativo sia la Nazione. Livelli di comunità più elevati tendono solamente ad impoverire e distruggere le culture e le lingue locali, che sono sempre un patrimonio dell'umanità ed una dimostrazione della bellezza e della diversità degli esseri umani. La comunità "Nazione" è il livello più alto in cui, per comunanza di cultura e lingua e senso storico di appartenenza, è possibile gestire in modo adeguato una comunità, dando la giusta considerazione a tutti gli aspetti, a tutti i membri e a tutte le regioni della comunità. Nel momento in cui si comincia a gestire una comunità tra persone che hanno molte lingue, culture, storie e tradizioni diverse, la gestione della comunità diventa molto difficile. L'Europa, sebbene abbia una storia comune nel senso che vi sono state nel tempo numerose interazioni tra questi popoli, comprende in sé un numero elevato di culture e di lingue diverse. La lingua e la regione di nascita in particolare danno un senso di appartenenza e di comunità, forse più di ogni altra caratteristica. Un italiano è italiano perché è nato e cresciuto in Italia e perché è di madrelingua italiana. Ho l'impressione che la tendenza di certe persone al potere sia quella di uniformare sempre più le culture e le lingue locali. A mio avviso sarebbe un grande errore. Forse vi è una certa confusione su cosa significhi Unità. La vera Unità è Unità nella diversità, non unità nella omogeneità. L'uniformare regole, lingue e costumi distrugge l'individuo, e porta all'autodistruzione anziché all'evoluzione. L'Unità nella diversità è un concetto che dovrebbe essere applicato a mio avviso in qualsiasi ambito della vita sociale, a partire da quelli politico, economico, legislativo, giudiziario e linguistico. Ritengo che a livello sovranazionale dovrebbero esistere sì dei Consigli con appartenenti di tutte le nazioni (ad esempio Unione Europea ed Onu) ma penso anche che le loro funzioni dovrebbero essere semplicemente quelle di "saggi" che danno la loro opinione e delle direttive di massima che poi ogni singolo Stato è libero di prendere in considerazione oppure no. In sostanza, ritengo che tutte le funzioni politiche ed economiche dovrebbero essere mantenute a livello nazionale e per certi ambiti a livello inferiore, mentre gli organi sovranazionali dovrebbero avere semplicemente un ruolo consultivo. Penso infatti che l'unico modo per evolvere, sia per una persona che per un popolo, sia quello di imparare direttamente dalla propria esperienza. Se determinati comportamenti vengono imposti dall'alto, allora si priva la gente della possibilità di imparare veramente dalle proprie esperienze. E la Nazione è a mio giudizio il livello di comunità ideale che, grazie ad una identità culturale e linguistica, permette ai propri membri di imparare assieme le lezioni che l'esperienza ci mostra e crescere quindi collettivamente. Inoltre, l'avere molte culture, esperienze e lingue diverse attorno, permette ad una persona di imparare e crescere molto di più e più velocemente rispetto al caso in cui non vi fossero tali diversità. Il confronto con gli altri è alla base infatti di una comprensione della realtà e di se stessi. Penso che l'Italia dovrebbe uscire dall'Unione Europea in quanto, così come tutti gli altri paesi, rischia di perdere la propria identità. Ed uscire quindi anche dall'unione monetaria e da tutti gli accordi economici che sono a detrimento dell'economia nazionale. Solo in questo modo potremmo evitare un appiattimento della nostra cultura e delle nostre tradizioni, che devono invece essere difese in quanto patrimonio nazionale. Sono fiero di essere italiano, e voglio continuare ad esserlo.
Unione tra Spirito e Forma Abbiamo detto che lo spirito non è altro che la forma fisica di altre dimensioni. E il nostro spirito, cioè la nostra anima e sorgente, non è altro che il nostro "sé" umano e fisico nelle dimensioni superiori. Ora, in che modo eleviamo le nostre vibrazioni nella forma fisica tridimensionale? Ciò avviene attraverso una fusione con le nostre parti multidimensionali. Cioè con il nostro spirito. Come avviene questa unione? Man mano che noi in questa dimensione rilasciamo i pensieri limitanti ed incorporiamo quelli più elevati, raggiungiamo con la nostra forma vibrazioni sempre più elevate. Ora, una volta raggiunto un sé superiore, cosa succede? Facciamo l'esempio considerando la nostra parte di quarta dimensione. Lo stesso discorso vale anche per gli stadi precedenti in cui si raggiunge il nostro sé nelle vite parallele di terza dimensione. Quando raggiungiamo il nostro "io" di quarta dimensione con le vibrazioni della nostra forma, questo "io" comincia a sentire dentro di sé dei pensieri che non sono suoi. Non è facile per lui/lei capire che tali pensieri non sono suoi, come non è facile per noi capire che certi pensieri non sono di nostra produzione, a meno che non cominciamo ad usare la mente per ragionare. E lo stesso vale per il sé di quarta dimensione. Fino a che non riusciamo ad allineare la sua vita con la nostra (e per far questo l'altro sé deve accettare i pensieri che sente dentro e che arrivano da noi), non possiamo procedere nella nostra evoluzione. Cosa succede a livello vibrazionale? Succede che quando il sé di quarta dimensione allinea un suo pensiero a quello che noi proponiamo, cioè quello che è già dentro di noi, cioè nella nostra forma, allora quel pensiero che è comune alle due forme si aggiunge ad entrambe le forme. Cioè la vibrazione della mia forma tridimensionale aumenta pian piano al livello della vibrazione che raggiunge la forma di 4° dimensione integrando i miei pensieri. Cioè le due forme ad un certo punto raggiungono la stessa vibrazione e quindi si allineano fino ad avere tutti gli stessi pensieri nelle due forme. E poi entrambi possono procedere oltre nella loro evoluzione. Ora, come è possibile che le due forme fisiche abbiano la stessa vibrazione ma rimangano in due realtà distinte? E' possibile solo perché tra le diverse dimensioni è stata creata una barriera energetica che serve per evitare che ci siano passaggi di uno stesso essere da una dimensione ad un'altra. Tali barriere non esistono all'interno di una stessa dimensione tra vite parallele. Ma esistono automaticamente nel momento in cui uno allinea tutte le vite parallele di una dimensione. Perché? Perché se io provo a passare da una vita parallela ad un'altra, allora anche i miei "io" paralleli fanno la stessa cosa. E se io voglio passare in una certa vita parallela, anche tutti i miei sé fanno la stessa cosa. E quello di quella stessa vita parallela in cui voglio passare che fa? Non può far altro che passare nella sua stessa realtà. Ma vi è già! Significa che non passa in un'altra vita parallela. E significa quindi che le vite parallele non sono più allineate. E questo è un controsenso. Quindi nel momento in cui si allineano le vite parallele, automaticamente si crea una barriera tra sé diversi affinché non possano passare da una vita parallela all'altra. La stessa cosa capita tra dimensioni diverse. Perché tra diverse dimensioni esistono già barriere? Perché ogni dimensione ha una comprensione della realtà diversa dall'altra. Cioè mentre vite parallele di una stessa dimensione hanno la stessa comprensione della realtà, quelli di altre dimensioni è come se vivessero già nel futuro rispetto alla realtà nostra. Perché hanno vibrazioni più alte che noi raggiungeremo solo più avanti. Quindi se ci fossero passaggi tra dimensioni all'interno di una stesso spazio-tempo, significa che potremmo già conoscere e quindi manipolare il nostro futuro! Ma questo, per i motivi già detti, non ha senso. Perché conoscendo il futuro potremmo manipolarlo e quindi far venir meno l'esperienza emotiva, che è il vero scopo per cui esiste lo spazio-tempo. E quindi, sebbene sia possibile sintonizzarsi con i nostri sé superiori e questi possono dirci la loro realtà e cioè quello che succederà a noi, noi non possiamo manipolare il futuro. Potremmo solo sapere un possibile scenario per il nostro futuro, cioè lo scenario che avviene in una dimensione superiore. Ma questo ora non vale più, perché è iniziata la fase di contrazione dello spazio-tempo e quindi sono le dimensioni più basse che rappresentano il futuro per quelle più alte. Quindi solo una volta che tutti i sé di tutti gli esseri viventi di una determinata creazione si allineano, allora tutta la creazione diventa ad una sola dimensione. Ed a questo punto, questa unica dimensione comincia a lavorare per riunirsi ai sé ancora più elevati. E così fino a che non si ricostituisce un solo piano di realtà in tutto lo spazio-tempo, così come dovrebbe essere. Quindi se è vero che durante l'espansione dello spazio-tempo vi è una discesa dello spirito nella forma, nel senso che dimensioni superiori influenzano dimensioni inferiori, durante la contrazione dello spazio-tempo avviene il contrario. E' cioè la dimensione più bassa che influenza e guida quella più alta. E quindi è la forma che risale nello spirito, per così dire.
Oltre l'Apparenza Quotidianamente noi interagiamo con l'esterno in modo continuo. Questa Interazione si suddivide in una Interazione Attiva (espressiva) ed in una Interazione Passiva (ricevente). L'Interazione Attiva si manifesta attraverso la Parola e l'Azione, mentre l'Interazione Passiva si manifesta attraverso la percezione (apparente o vera) della realtà attraverso la formazione di un pensiero. Oggi, in particolare, analizzeremo in modo sintetico l'Apparenza, e quindi il concetto di Interazione Passiva. La verità spirituale e la stessa essenza spirituale vanno al di là dell'Apparenza. La verità spirituale è qui intesa come la "saggezza e sapienza divina insita in ognuno di noi, nel nostro spirito animato" mentre l'essenza spirituale stessa è intesa come lo Spirito, e quindi anche l'Anima individualizzata umana. Ma cosa si intende con Apparenza? Con Apparenza intendiamo tutto ciò che non è spirituale, che non riguarda quindi l'essenza divina. L'Apparenza si manifesta in 3 tipi base: sensoriale (fisica), mentale ed emotiva. L'Apparenza sensoriale è quella più semplice da percepire in quanto fisica. Ed è quindi anche il tipo di apparenza più semplice da comprendere e quindi superare nella propria comprensione della realtà. Tale tipo di Apparenza riguarda la nostra definizione linguistica (biologica, memoria sensoriale) di tutto ciò che vediamo (sentiamo a livello visivo), sentiamo a livello uditivo, sentiamo a livello tattile, sentiamo a livello olfattivo e sentiamo a livello gustativo. L'Apparenza mentale riguarda la definizione linguistica (in parole) che noi abbiamo di un determinato concetto, sensoriale o non sensoriale. Tale definizione influenza quello che è il nostro modo di comprendere la realtà, e quindi la nostra evoluzione spirituale stessa. Più evolviamo spiritualmente e maggiore è la nostra consapevolezza della realtà: ciò significa una più corretta e pura definizione dei concetti, delle idee e quindi una comprensione sempre maggiore della vera Logica divina. L'Apparenza emotiva è il tipo di apparenza più difficile da superare, in quanto non solo non è sensoriale (l'emozione è eterica) ma non è nemmeno definibile con un linguaggio mentale, cioè con parole. Si può rilasciare solo facendo attenzione alle emozioni che proviamo in ogni istante e comprendendone la vera causa. L'Apparenza è il percorso attraverso cui arrivare alla comprensione della Verità, che è lo scopo dell'evoluzione dello Spirito. Il mezzo con cui percorriamo "il percorso dell'apparenza" è la Mente della nostra Anima. E la Mente della nostra Anima ha una sede particolare nel corpo umano: il Cuore. E' il Cuore che dobbiamo ascoltare quindi per comprendere la realtà ed andare oltre l'illusione e la paura, che costituiscono le due facce rispettivamente positiva e negativa in cui si manifesta l'Apparenza. Impariamo a rimanere centrati nel nostro Cuore, attraverso l'uso della volontà (intento). In tal modo saremo sicuri di percorrere la strada più breve per arrivare alla comprensione della Verità. Quella strada che Dio ha tracciato per noi per guidarci e che è memorizzata all'interno della nostra Anima. La vera guida spirituale è dentro di noi, nel nostro Cuore. Ed è lì che dobbiamo rimanere sempre focalizzati, fiduciosi in Dio e quindi nella nostra ESSENZA DIVINA.
Avere successo Nell'art.136 spiegammo i metodi, necessari e facoltativi, per ascendere ossia per evolvere spiritualmente. Ciò riguardava quindi la crescita interiore. Vediamo ora i metodi, necessari e facoltativi, per avere successo nella Vita ossia per evolvere umanamente. Ciò riguarda quindi la crescita esteriore (vedi art.98). Innanzitutto, per comprendere meglio distinguiamo tra due scenari estremi: quello in cui vi è la quantità massima possibile di Spirito nello spazio-tempo (situazione cioè in cui tutte le Anime e gli Spiriti collettivi esistenti sono completamente incarnati in una o più forme spazio-temporali) e quello in cui vi è la quantità minima possibile di Spirito nello spazio-tempo (situazione cioè in cui tutte le forme spazio-temporali hanno solo scintille divine in sé, e quindi nessuna connessione né ad uno Spirito collettivo né ad un'Anima). Nel primo caso, le leggi che determinano la modalità di creazione e di modificazione della realtà sono solo ed esclusivamente le Leggi divine (vedi il Glossario per una loro definizione): le 4 Leggi della Vita (legge della ripetizione karmica, legge di autosuggestione in negativo, legge di causa ed effetto e legge penale) e le 2 Leggi di Comunione (legge del tutto è uno e legge del merito). Tutte le misure divine (e quindi anche le leggi divine) sono state create sui Piani di Luce e, di conseguenza, applicate nell'ordine sui piani eterici e sul piano fisico dello spazio-tempo. In questo scenario, tali 6 Leggi divine hanno i seguenti pesi ponderati nello stabilire il tipo di realtà esistente:
In altre parole, la Legge penale, entrata in vigore solo di recente con l'incarnazione di Dio sulla Terra, non influisce sulla creazione della realtà in contemporanea alle altre 5 Leggi divine. Quando essa agisce, modifica la realtà da sola ed autonomamente rispetto alle altre 5 Leggi. La Legge penale rappresenta l'applicazione del Giudizio finale di Dio. Nel secondo caso, le leggi che determinano la modalità di creazione e di modificazione della realtà sono solo ed esclusivamente le leggi umane (ossia le misure umane, vedi articolo precedente). Tutte le misure umane (e quindi anche le leggi umane) sono state create sul piano fisico e, di conseguenza, applicate anche sui piani eterici. Ciò è stato possibile poiché fino a poco tempo fa era possibile modificare la realtà eterica dal piano fisico (si veda, per maggiori informazioni, l'articolo Energia maschile ed energia femminile). Vi sono 6 leggi umane di creazione e modificazione della realtà che rappresentano le versioni distorte delle precedenti 6 Leggi divine. Vedi il Glossario per una loro definizione. Esse sono, in corrispondenza con le leggi divine:
In questo scenario, tali 6 leggi umane hanno i seguenti pesi ponderati nello stabilire il tipo di realtà esistente:
In altre parole, la Legge della pena di morte non influisce sulla creazione della realtà in contemporanea alle altre 5 leggi umane. Quando essa agisce, modifica la realtà da sola ed autonomamente rispetto alle altre 5 Leggi. La Legge della pena di morte rappresenta l'applicazione del Giudizio finale dell'umano, che così facendo pretende di sostituire Dio. In tutti gli scenari che stanno in mezzo ai due scenari estremi sopra descritti, tutte e 12 le leggi sopra citate contribuiscono a stabilire il tipo di realtà esistente. Tali 12 leggi possono essere definite come le 12 Leggi della realtà. In particolare, maggiore è la presenza di Spirito nello spazio-tempo e maggiore è la priorità delle Leggi divine su quelle umane. Ciò significa che, ad esempio, se lo Spirito incarna il 40% dello spazio-tempo, allora la realtà esistente sarà determinata per il 40% dalle Leggi divine e per il 60% dalle leggi umane. Tornando quindi alla nostra domanda iniziale: come si raggiunge il successo nello spazio-tempo? Esso dipende dal peso ponderato delle diverse leggi in un dato momento. In questo momento, ad esempio, lo Spirito incarna solo lo 0,002% dello spazio-tempo. Ciò significa che, attualmente, la realtà esistente è determinata per il 0,002% dalle Leggi divine e per il 99,998% dalle leggi umane. Solo man mano che l'Ascensione Globale proseguirà, la realtà esistente sarà sempre più determinata dalle Leggi divine. Le Leggi divine determinano una realtà proporzionale alla crescita interiore, ossia alla crescita spirituale della forma spazio-temporale. Esse riguardano la purezza di pensiero. Il tipo di Volontà premiata è quindi la volontà (o intento) di ascendere. Le leggi umane determinano una realtà proporzionale alla crescita esteriore, ossia alla crescita umana. Esse riguardano la purezza di comportamento. Il tipo di Volontà premiata è quindi la volontà (o intento) di avere successo come umano. Il problema è che una crescita umana priva di una sottostante crescita spirituale porta all'uso distorto della propria crescita esteriore. In altre parole, come detto nell'art.142, se la Sapienza (forme-pensiero di autodifesa, crescita esteriore) non è derivante da una reale Saggezza sottostante (forme-pensiero di comunione, crescita interiore), essa si trasforma in Credenza (forme-pensiero di offesa, crescita esteriore distorta). I metodi necessari per avere successo, oggigiorno, sono quindi il rispetto delle 6 leggi umane. I metodi facoltativi sono invece il rispetto delle 6 Leggi divine. Nel momento in cui, in un lontano futuro, la percentuale di spazio-tempo con Spirito incarnato supererà il 50%, i metodi si invertiranno: i metodi necessari diventeranno il rispetto delle 6 Leggi divine ed i metodi facoltativi diventeranno il rispetto delle 6 leggi umane. Per raggiungere il successo umano, oggigiorno, è quindi necessario comportarsi in ottemperanza alle 6 leggi umane di cui sopra: questo spiega perché chi sta ascendendo ha tuttora molta difficoltà a vivere, essendo prevalenti le misure umane; e, di conseguenza, il perché chi sta ascendendo non riesce a manifestare un successo nella propria Vita se non adattandosi alle leggi umane esteriori. Cosa peraltro possibile e non incompatibile con una crescita interiore: tuttavia è naturale che se si accetta di vivere in modo totale secondo le leggi ed i metodi umani sarà alquanto difficile riuscire a proseguire nella propria crescita interiore. E' difatti umanamente impossibile vivere contemporaneamente ed in modo completo 2 realtà opposte. La soluzione ideale, fintantoché le leggi umane saranno predominanti, è come sempre la soluzione moderata: accettare le leggi umane nei limiti in cui non ostacolano la nostra personale evoluzione spirituale e nei limiti di autodifesa necessaria a soddisfare i nostri bisogni. Limiti che, naturalmente, sono soggettivi e solo soggettivamente individuabili.
Tipi di comportamenti umani Possiamo distinguere, tra gli umani, 7 tipi di comportamento (parole ed azioni): spirituale, creativo, intuitivo, emotivo, mentale, astrale e sensoriale. Spesso tuttavia tali comportamenti sono presenti più di uno alla volta, e ciò può generare e spesso genera confusione sulla causa del proprio comportamento. Il comportamento spirituale è quel comportamento la cui causa è il pensiero dello Spirito incarnato nella forma umana. Esso si manifesta qualora tutti gli altri 6 tipi di comportamento, in quella data situazione, non siano in contrasto con esso. E' il pensiero dello Spirito che, se manifestato, genera un sentimento nella forma umana. Il comportamento creativo è quel comportamento la cui causa è la creatività della persona. Esso si manifesta qualora i comportamenti intuitivo, emotivo, mentale, astrale e sensoriale, in quella data situazione, non siano in contrasto con esso. Esso prevale invece sul comportamento spirituale, il quale non si manifesta se in contrasto con il comportamento creativo. Il comportamento intuitivo è quel comportamento la cui causa è l'intuizione della persona. Esso si manifesta qualora i comportamenti emotivo, mentale, astrale e sensoriale, in quella data situazione, non siano in contrasto con esso. Esso prevale invece sui comportamenti spirituale e creativo, i quali non si manifestano se in contrasto con il comportamento intuitivo. Il comportamento emotivo è quel comportamento la cui causa è l'emozione della persona. Esso si manifesta qualora i comportamenti mentale, astrale e sensoriale, in quella data situazione, non siano in contrasto con esso. Esso prevale invece sui comportamenti spirituale, creativo ed intuitivo, i quali non si manifestano se in contrasto con il comportamento emotivo. Il comportamento mentale è quel comportamento la cui causa è il pensiero della persona. Esso si manifesta qualora i comportamenti astrale e sensoriale, in quella data situazione, non siano in contrasto con esso. Esso prevale invece sui comportamenti spirituale, creativo, intuitivo ed emotivo, i quali non si manifestano se in contrasto con il comportamento mentale. Il comportamento astrale è quel comportamento la cui causa sono i sensi eterico-astrali della persona. Esso si manifesta qualora il comportamento sensoriale, in quella data situazione, non sia in contrasto con esso. Esso prevale invece sui comportamenti spirituale, creativo, intuitivo, emotivo e mentale, i quali non si manifestano se in contrasto con il comportamento astrale. Il comportamento sensoriale è quel comportamento la cui causa sono i sensi fisici della persona. Esso si manifesta per motivi culturali, per abitudine o per bisogno fisico, ed indipendentemente dal fatto che qualcuno degli altri comportamenti sia o meno in contrasto con esso. Esso prevale su tutti gli altri 6 tipi di comportamento, i quali non si manifestano se in contrasto con il comportamento sensoriale. Qualora più di uno di tali comportamenti si manifesti in contemporanea, cosa che accade sovente, diventa difficile distinguere le reali cause del comportamento complessivo manifestatosi. E tale incomprensione può portare a comportamenti di un tipo che vengono attuati per una causa di un altro tipo di comportamenti: una confusione cioè della corretta consequenzialità tra la causa del comportamento ed il comportamento attuato. Ad esempio, i pensieri della persona dovrebbero portare ad un comportamento mentale, ossia ad un comportamento che di per sé come detto astrae dall'emozione, dall'intuizione, dalla creatività e dallo Spirito. Tuttavia se non è chiaro cosa sia un comportamento mentale, ci si può comportare come conseguenza di un dato pensiero secondo un comportamento di un altro tipo, ad esempio un comportamento emotivo (che dovrebbe invece essere una conseguenza di una data emozione). Si potrebbe generare in tal caso, ad esempio, una reazione emotiva di offesa come conseguenza di una divergenza di opinioni (pensieri) tra due persone: questo è un esempio di comportamento emotivo causato non da un'emozione bensì da un pensiero, ed in quanto tale trattasi di un comportamento distorto. Altri esempi di comportamenti distorti potrebbero essere il manifestare un comportamento sensoriale come conseguenza di un'emozione, quale l'avere un atteggiamento abitudinario e ripetitivo ogniqualvolta si provi una data emozione. Oppure il manifestare un comportamento emotivo qualora si provi un sentimento (spirituale). E così via. L'importanza di comprendere la corretta consequenzialità causa di un comportamento-comportamento adeguato è necessaria per poter crescere esteriormente, ossia umanamente. E tuttavia, per comprendere in modo completo tali consequenzialità, è necessario farle proprie spiritualmente ossia attraverso la crescita interiore. In altre parole, prima è necessario incorporare una vera Saggezza (forme-pensiero di comunione, crescita interiore) per poter esprimere una vera Sapienza (forme-pensiero di autodifesa, crescita esteriore), altrimenti tale Sapienza si trasforma in Credenza (forme-pensiero di offesa). La crescita umana, insomma, non può prescindere da una crescita spirituale
Ascoltare la pancia A livello eterico, all'altezza della pancia, si trova uno dei chakra più importanti per la comprensione delle relazioni umane. Tale chakra è chiamato "chakra del potere", ed è il 3° o 5° chakra rispettivamente nel sistema a 7 e a 12 chakra. E' in tale chakra che si creano attaccamenti (cordoni) energetici eterici connessi al giudizio e quindi anche al pre-giudizio. Spieghiamo meglio. Cos'è il potere? Il potere non è altro che la quantità di energia che abbiamo in noi. Il vero potere si può incorporare solamente utilizzando la propria energia, e non quella altrui. Ogni persona infatti ha una propria "firma" energetica che permette di distinguere la propria energia da quella altrui. E per ascendere in modo completo e puro possiamo utilizzare solo la nostra personale energia. Qualsiasi tipo di manipolazione dell'energia di altri crea attaccamenti eterici ed ostacola il proseguo della nostra crescita. Ogni qualvolta il nostro potere (cioè la nostra energia) viene prelevato da qualcun altro o noi stessi preleviamo l'energia altrui, sentiamo delle sensazioni di agitazione, in particolare nella nostra pancia. Tale ansia deriva dal fatto che il corpo sente la presenza di energia altrui con una "firma" che non riconosce propria e ci mette pertanto in allerta creandoci agitazione emotiva. Tale agitazione si percepisce non solo in presenza dell'altra persona, ma anche solo pensando ad essa o sentendo il suo nome. Fintantoché si sentono queste sensazioni con altre persone significa che vi è qualcosa di irrisolto nella relazione con la persona in questione. Si tratta di situazioni passate di questa vita o di vite dei nostri antenati che non si sono concluse. Quindi non sempre significa che vi sia karma relativo ai nostri antenati. Si può trattare di situazioni che si sono verificate per nostra scelta in questa vita. Vi è comunque una differenza tra queste due situazioni. Mentre nel caso di ripercussioni karmiche di nostri antenati l' "ansia del potere" è dovuta sempre e solo ad attaccamenti energetici, cioè a filoni di energia eterica che legano il nostro corpo e quello dell'altro, nel caso di situazioni passate dovute a nostre scelte di questa vita l'ansia nella pancia può essere dovuta anche a situazioni in cui non vi è più karma tra le persone e non vi è la presenza quindi di attaccamenti energetici. Cosa significa? Significa che, anche se non abbiamo più attaccamenti con una persona, il fatto di averla conosciuta ed aver interagito con lei ci lascia dentro qualcosa di quella persona, cioè dell'energia di quella persona. Questo è un fatto normale. Ma se continuiamo ad avere sensazioni alla pancia anche in questi casi significa che non abbiamo ancora fatto nostro ciò che quella persona ci ha dato, cioè non abbiamo ancora capito le lezioni che quella persona ci ha messo davanti agli occhi. Solo una volta compreso ciò che una persona ci ha insegnato, allora l'energia di quella persona che abbiamo dentro di noi viene trasmutata in energia con la nostra firma. E quindi le sensazioni alla pancia e di attaccamento al passato svaniscono. Se però giudichiamo l'altro allora il cordone energetico non svanisce. Quando si creano attaccamenti (cordoni) energetici con una persona? Si creano quando l'energia che abbiamo in noi dell'altra persona viene manipolata. Cioè quando gli insegnamenti di quella persona che non abbiamo ancora compreso e fatti nostri li utilizziamo per attaccare la persona stessa, cioè per giudicarla. Quando rilasciamo tale atteggiamento, allora rilasciamo anche i cordoni energetici che ci legano. Questo fa capire una cosa importante: che i giudizi sono sempre reciproci, cioè se io giudico una persona allora quella persona sicuramente mi giudica. La legge di causa-effetto vale solo per il giudizio delle forme-pensiero, cioè per il giudizio dei modi di comportarsi (per le forme-pensiero in sé vale invece la legge della ripetizione karmica). Se io giudico qualcuno, sicuramente quello giudica me, perché gli attaccamenti energetici sono sempre tra due persone ed è naturale che riguardino sempre entrambe le persone. Quando un attaccamento svanisce per una persona, allora automaticamente svanisce anche per l'altra. Sia nel caso di ripercussioni karmiche sia nel caso di scelte non karmiche fatte da noi in questa vita, le sensazioni alla pancia svaniscono sempre più man mano che si comprende ciò che le persone che ci fanno sentire questa sensazione ci hanno insegnato. E' fondamentale quindi ascoltare le sensazioni della propria pancia. Maggiore è l'emozione (di ansia, di agitazione o di fastidio) che la pancia ci trasmette vedendo, parlando o pensando ad una determinata persona, maggiore è la quantità di questioni irrisolte con quella persona. E per questioni irrisolte intendiamo le lezioni che tale persona ci ha insegnato ma che non abbiamo ancora compreso e fatto nostre consciamente. La pancia ci dice quindi sia quando non impariamo le lezioni che gli altri ci hanno messo davanti agli occhi, sia quando giudichiamo i loro atteggiamenti. Non solo il giudicare, comunque, crea attaccamenti energetici con altri. Ma solo il giudicare crea attaccamenti energetici a livello di chakra del potere. Sono gli attaccamenti energetici che causano le cariche emotive che distinguono il giudizio dall'opinione.
I tipi di Illusione Cos'è un'illusione? Un'illusione è un modo di percepire la realtà diversamente dal suo stato effettivo. L'illusione si basa su una fantasia. E cos'è una fantasia? Non è altro che una forma-pensiero distorta, non reale. Una forma-pensiero è un pensiero che si trasmuta poi in parole e/o in azioni (comportamenti). Per riuscire a vedere le cose come stanno veramente dobbiamo rilasciare le nostre illusioni, e per far ciò dobbiamo rilasciare le nostre fantasie, cioè le nostre forme-pensiero fantastiche, non reali. Ma come possiamo comprendere quali sono le forme-pensiero non reali? Possiamo comprenderlo solamente ragionandoci sopra. Vediamo meglio. Possiamo classificare le illusioni in 3 macro-categorie: illusioni di pensiero, di parola o di azione. Con il termine "pensiero" intendiamo una sensazione che non è però stata espressa a parole. Il termine "parola" comprende in sé un pensiero sottostante, e il termine "azione" (comportamento) comprende in sé dei pensieri e delle parole sottostanti. La differenza tra "parola" e "comportamento", invece, è che con il termine parola intendiamo un modo di essere che riguarda il nostro modo di percepire la realtà esterna. Con comportamento intendiamo invece un modo di essere che riguarda il nostro modo di percepire le relazioni con gli altri. Tali 3 tipi di illusioni sono strettamente connessi ai 3 tipi di energia distorta. In particolare, l'illusione di pensiero è connessa all'energia radioattiva, l'illusione di parola all'energia elettrica e l'illusione di comportamento all'energia elettromagnetica. Come distinguere le illusioni di pensiero? Tali illusioni sono, tra i 3 tipi, le prime ad essere rilasciate e superate nel proprio percorso di crescita. L'illusione di pensiero è caratterizzata da un modo di pensare che non è stato fatto proprio attraverso un ragionamento, cioè ragionando sulla propria esperienza e sulla realtà, bensì attraverso una semplice incorporazione di un modo di essere altrui, generalmente culturale o familiare. Inoltre le illusioni di pensiero riguardano un proprio modo di essere in quanto tale, non in relazione ai rapporti con gli altri. Ad esempio, il non fidarsi mai di nessuno è una illusione di pensiero che non dipende da chi si ha di fronte, ma vale con tutti. Le illusioni di pensiero sono solo estreme negative. Le illusioni di parola sono un po' più difficili da comprendere e superare. Questo perché mentre l'illusione di pensiero può essere superata basandosi solo sull'esperienza di vita, per superare l'illusione di parola è necessario un ragionamento più complesso perché anche verbale e non solo emotivo (come accade invece per superare le illusioni di pensiero). Per fare degli esempi, il dire che il bambino venga portato dalla cicogna o che esista Babbo Natale sono illusioni di parola. Tali illusioni, per essere superate, richiedono maggiori informazioni sulla realtà che devono poi essere ragionate. L'illusione di parola è fortemente utilizzata dai media e dai politici nel diffondere informazione. Tali illusioni (credenze) possono essere superate solo informandosi sulla realtà dei fatti e ragionandoci sopra. Possono essere sia estreme negative sia estreme positive. Le illusioni di comportamento sono le più complesse da superare. Questo tipo di illusioni non hanno più a che fare, a differenza delle due precedenti, con cariche emotive estreme, positive o negative. Le illusioni di comportamento sono più difficili da superare proprio perché non sono facilmente comprensibili dalle cariche emotive che si provano, ma è necessario uno studio analitico e più approfondito del comportamento degli esseri umani. Ad esempio, l'illusione che è giusto dire sempre in faccia agli altri ciò che si pensa potrebbe sembrare in prima battuta una cosa giusta, ma solo se non si tiene in considerazione l'altro. Ecco un'altra differenza tra i 3 tipi di illusioni: mentre i primi due tipi riguardano solo un modo di essere interiore, il terzo tipo riguarda un modo di essere nelle relazioni con gli altri. Solo quando si comincia a vedere la realtà per quella che è si raggiunge uno stato di benessere sempre maggiore. Ma per raggiungere tale benessere prima si rilasciano le illusioni che riguardano la nostra interiorità, e poi quelle che riguardano il nostro modo di comportarci con l'esterno. Per stare bene con gli altri, insomma, bisogna prima stare bene con se stessi...
Non mollare mai Diverse persone mi hanno scritto nell'ultimo periodo parlandomi delle loro paure nel seguire il proprio desiderio di crescita spirituale sobbarcandosi da soli il fardello, senza far parte cioè di un gruppo di persone che condivida con loro il percorso ascensionale. Li capisco, perché la stessa cosa è capitata e capita tuttora a me. Penso che questa sia la più grande sfida ed allo stesso tempo la più grande prova che dobbiamo affrontare per dimostrare di essere veramente determinati a crescere, migliorarci ed avvicinarci sempre più a Dio. La via che porta a Dio è una via molto stretta e che solo le persone forti, determinate, coraggiose e che sanno rischiare possono affrontare. E' una strada piena di curve che non ci permette mai di vedere cosa dobbiamo affrontare dopo…salita, discesa o pianura? O magari siamo arrivati? La strada che porta Dio ha una fine. Ma per raggiungere tale meta non bisogna mollare mai. Il costante desiderio di crescere di giorno in giorno è il segreto che ci porta ad essere determinati e coraggiosi nell'affrontare la nostra personale ascensione a Dio. E, a differenza di quanto si pensa, tale ascensione avviene rimanendo nel nostro corpo. Non bisogna andare molto lontano per trovare Dio, perché Dio ora è qui sulla Terra. E' venuto per portare qui il Regno di Dio, come suo figlio Gesù annunciò al mondo 2000 anni fa. Quella che dobbiamo affrontare ora è una sorta di "caccia al Tesoro" dal nostro punto di vista, ma dal punto di vista di Dio è un "gioco a nascondino". Dio infatti si sta divertendo un mondo a nascondersi e a farsi conoscere per chi è veramente solo a chi è pronto a saperlo. E' un giocherellone ed ama ridere e scherzare, sempre. Ma come stabilisce Dio chi è pronto e chi no? Lo stabilisce in base al desiderio che abbiamo di crescere, di ascendere e di avvicinarci e riunirci a Dio, la Fonte di Tutto Ciò che E'. E la realtà è che tutto dipende solo da noi. Dio ha creato una realtà in cui il simile attira il simile e perciò non è lui a scegliere noi, ma siamo noi a scegliere di stare vicino a lui. Maggiore è il nostro desiderio di essere Uno con Dio, di stargli vicino, e maggiore è la probabilità che verremo attratti a Lui. Siamo tutti infinitesime parti di Dio ed è per questo che abbiamo già una base di partenza che ci attrae a Lui, perché tutto ciò che noi siamo lo abbiamo in comune con lui. Ciò che ognuno di noi è, di certo lo è anche Dio, perché Dio è tutto! Vi è però una differenza fondamentale da come noi esprimiamo la nostra essenza divina e come Dio esprime la sua infinitezza che comprende anche la nostra essenza. Ad esempio l'aggressività, l'arroganza, l'invidia, la paura, la vanità e tutte le altre caratteristiche umane che vengono generalmente considerate negative fanno parte anche della personalità di Dio. La differenza è però che Dio, comprendendo in sé anche tutte quelle positive, bilancia tali aspetti negativi con quelli positivi. Allo stesso modo Dio è allegro, ama ridere, è il massimo dell'umanità che possa esistere, ed ha tutte le caratteristiche che noi umani consideriamo positive. E' anche infinitamente intelligente e furbo. Ma tutte queste caratteristiche, positive e negative, sono in Lui bilanciate in modo perfetto e quindi è una persona che difficilmente viene notata dalla massa, in quanto è l'emblema della Normalità, ossia della Neutralità. E' talmente normale come persona che è praticamente impossibile riconoscere chi è veramente. A meno che non sia il vostro Cuore a dirvelo. Ed allora significa che siete pronti a saperlo e che avete raggiunto la vostra meta, e che non avete mai abbandonato il desiderio di conoscere Dio...
Forza e Potere Con il termine Forza intendo l'utilizzo dell'energia sul piano fisico, da distinguere dal termine Potere che può essere considerato l'utilizzo dell'energia sul piano eterico. Mentre il nostro potere personale, infatti, indica la capacità di manifestare con il pensiero una certa realtà nei limiti del rispetto del karma altrui, la nostra forza personale indica la nostra capacità di manifestare con la parola (la voce) o con un'azione una certa realtà, sempre nei limiti del rispetto del karma altrui. L'utilizzo della Forza è necessario per farsi rispettare (verbalmente e fisicamente) sia che vi sia karma sia che non ve ne sia. L'utilizzo del Potere è necessario per farsi rispettare etericamente, cioè per far sì che nessuno ci impedisca di pensare e cercare di manifestare la realtà che scegliamo di manifestare. Avere molto potere non significa automaticamente avere molta forza, ed allo stesso modo avere molta forza fisica non significa avere molto potere. Vi sono persone che sono molto potenti, persone cioè che hanno molta energia in sé grazie alla loro evoluzione spirituale ma che non sono forti fisicamente. Ascendendo infatti si elevano sempre più le proprie vibrazioni ed aumenta la propria energia personale man mano che il corpo di luce(anima, spirito) viene incorporato a livello fisico, ma ciò non significa diventare più forti fisicamente. Mentre infatti per aumentare il nostro Potere bisogna mutare lo stato dei nostri pensieri (e quindi delle nostre parole e azioni), per aumentare la nostra Forza bisogna mutare lo stato della nostra forma fisica. Il che significa, in sostanza, attivare ogni singolo quark della nostra forma fisica attraverso l'esercizio fisico. L'esercizio fisico più adatto per attivare ogni singolo quark della nostra forma fisica è la focalizzazione dell'energia. Ad esempio per attivare in modo completo i muscoli delle braccia, dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sulle braccia intendendo di attivare ogni singolo quark di tale parte del corpo. Il modo in cui il nostro corpo ci fa capire quali sono le zone del nostro corpo non attivate è il dolore. Se ponendo i muscoli di una determinata parte del corpo in tensione sentiamo dolore, allora significa che in tale zona vi sono particelle non attivate adeguatamente. Man mano che si procede con tali esercizi isometrici ed attiviamo le parti del nostro corpo non attive, il corpo automaticamente si pone nella corretta postura. E' vero però che non è facile percepire il messaggio di dolore che la nostra Anima ci manda per farci capire le zone non attive. Fintantoché, infatti, abbiamo in noi energia radioattiva, elettrica o elettromagnetica non possiamo comunicare in modo completo con la nostra Anima, la quale comunica solo nell'energia puramente magnetica. E pertanto, nelle prime fasi dell'ascensione, potrebbe non essere così semplice percepire i messaggi corporei che l'Anima ci manda. Una volta che abbiamo attivato una certa parte del nostro corpo, allora possiamo far sì che l'energia eterica (il nostro Potere) penetri nelle particelle fisiche attivate, dando loro forza. Solo quando abbiamo attivato in modo completo ogni singolo quark del nostro corpo fisico attraverso l'esercizio, avremo che Forza e Potere vengono a coincidere. Se ogni singola particella del nostro corpo è attivata, infatti, possiamo trasmettere al nostro corpo fisico tutto il nostro Potere eterico e dare quindi Forza al corpo. E' questo il meccanismo su cui si basano le arti marziali. Prima si prepara adeguatamente il corpo fisico, e solo allora possiamo direzionare la nostra energia eterica (cioè il nostro Potere, che viene anche chiamato Chi, Ki, Prana, ecc.) nelle particelle fisiche e renderla quindi fisica. E tale meccanismo di passaggio dell'energia eterica nelle particelle fisiche è lo stesso meccanismo su cui si basano le guarigioni praniche, attraverso l'utilizzo delle mani. Ciò fa capire come in realtà le guarigioni praniche funzionano solo per quelle particelle che sono attive, e che permettono cioè all'energia eterica di penetrare in esse. I quark non attivi non sono morti, ma sono "in letargo". Sono cioè disattivati a causa dell'inattività, ma non appena si mettono in funzione con l'esercizio fisico, allora si riattivano. Se il Potere può essere considerato l'espressione dello Spirito a livello eterico, la Forza è l'espressione fisica dello Spirito che è in noi. Se il nostro corpo è adeguatamente attivato, man mano che ascendiamo la nostra energia interiore può essere espressa fisicamente sempre meglio. Il che significa diventare sempre più atletici, forti, elastici. Anche la nostra voce ne può giovare, dato che di allenamento di muscoli sempre si tratta. Man mano che ascendiamo incorporiamo in noi sempre più Spirito, il quale dirige direttamente le funzioni ed i movimenti del corpo. E se lo Spirito è in noi, non abbiamo bisogno di tecniche marziali standard inventate da altri per difenderci, perché lo Spirito guida direttamente il corpo e sa perfettamente come agire e reagire in qualsiasi situazione. Ueshiba, il fondatore dell'Aikido, andò proprio in questa direzione. Egli infatti non definiva le tecniche, in quanto secondo lui erano l'espressione dello Spirito. Ed in effetti è proprio così. Lo Spirito sa perfettamente come difendere il proprio corpo a seconda delle circostanze. La vera arte marziale è un'Arte dello Spirito che necessita per essere espressa al meglio di una adeguata preparazione atletica, attraverso l'attivazione muscolare, senza l'utilizzo di tecniche predefinite da imparare. Ognuno in sostanza ha una propria Arte dello Spirito, la cui completezza e perfezione dipende dall'evoluzione spirituale e dall'attivazione del proprio corpo fisico.
Conoscere la Verità Il desiderio profondo di ogni buon ricercatore spirituale è quello di comprendere la Verità. E' lo stesso desiderio che pervade in realtà ogni essere umano, ma ognuno determina un proprio personale criterio in base al quale stabilire ciò che per lui è vero e ciò che non lo è. Per una persona, ad esempio, può essere Vero ciò che stabilisce la scienza con la verifica empirica e/o con la matematica, per altri è vero solo ciò che si percepisce con i sensi, per altri è vero solo ciò che si sente dentro di sé essere vero, per altri è vero ciò che si riesce a comprendere con la propria testa, per altri è vero ciò che è scritto nella Bibbia, ecc. Ognuno ha quindi una sua personale verità. Ma esiste un metodo tra quelli sopra elencati e tutti gli altri esistenti che ci garantisca che la nostra verità è veramente Vera? Direi che esistono 3 criteri che, se presenti contemporaneamente, assicurano che la conoscenza che rispetta tali criteri sia veramente Vera. Tali 3 criteri sono in ordine di importanza: Verifica Empirica, Logicità e Sensazione. Il primo criterio è puramente Fisico, il secondo è Mentale ed il terzo è Emotivo. Vediamoli meglio. La Verifica Empirica è qui intesa come la possibilità di percepire e comprendere con i sensi una certa realtà. E' una comprensione puramente fisica e che può derivare anche indirettamente attraverso l'utilizzo di tecnologie (es. vedo attraverso microscopi e telescopi). Posso verificare con i miei occhi, ad esempio, che una persona ha una certa altezza, ha i capelli di un certo colore, veste in un certo modo, che una casa ha un certo numero di piani, ecc. Posso verificare che gli umani parlano perché li sento e vedo che il suono che esce dalle bocche è contemporaneo con determinati movimenti della bocca. Posso verificare che esisto toccandomi, e vedendo con i miei occhi che ho una certa densità fisica. La verifica empirica è puramente sensoriale. La verifica empirica, per essere tale, necessita anche di uno solo dei 5 sensi. Ogni senso, infatti, da solo può comprendere la Verità. Ciò che percepiamo anche se solo con uno dei 5 sensi è di certo Vero. La Verifica Empirica non necessita del supporto del criterio della Logicità o del criterio della Sensazione per dimostrare la Verità di una determinata realtà. Ciò che è percepibile ai sensi è di certo Vero. La Logicità è intesa come la consequenzialità mentalmente comprensibile di determinati pensieri. La Logica è puramente mentale ma dipende dalla verificabilità empirica. Non dipende invece dalla percezione emotiva. Una determinata realtà risulta logica infatti solo se è comprensibile alla nostra mente. Ma la mente comprende solo ciò di cui ha fatto esperienza, e cioè solo ciò di cui ha avuto una esperienza pratica sensoriale. Io posso parlare ad esempio dei concetti di "equilibrio", di "polarità", di "pensiero" solo perché empiricamente ho un'idea di cosa significhi il termine equilibrio (es. equilibrio di un corpo), il termine polarità (es. bello e brutto, alto e basso, destra e sinistra) ed il termine pensiero (siamo essere pensanti e sappiamo che un pensiero è la vocina che abbiamo in testa). La Logicità è un criterio sottostante quindi al criterio di Verifica Empirica. Proprio per questo motivo la logica matematica non è una vera logica. La matematica, infatti, è completamente astratta dalla realtà fisica percepibile ai sensi. Se è vero che la realtà fisica è costituita da esseri ed oggetti numerabili, e quindi i numeri sono Veri, la realtà fisica non è però costituita da operazioni tra tali esseri ed oggetti più complesse della operazione somma. Sebbene infatti esistano oggetti che possono essere "spaccati", ciò non significa che l'operazione di divisione sia una operazione naturale. E' una operazione di divisione, di spaccatura, di separazione e contraria al concetto di unità su cui si basa la realtà. Non esistono frazioni in natura. Se si creano è perché qualcuno spacca o rompe qualcosa. Inoltre non esiste in natura l'operazione di moltiplicazione se non come somma di diverse somme (2x2 non è altro che (1+1) + (1+1) ) ed allo stesso modo non esiste l'operazione di sottrazione. Non esiste infatti il concetto di numero negativo in natura (2-1 è infatti 2 + (-1) ). Allo stesso modo non esistono in natura e non sono quindi verificabili empiricamente il concetto di radice, di derivata, di integrale e tutte le altre operazioni matematiche utilizzate per dimostrare modelli e teorie scientifiche. La Sensazione ,infine, è intesa come la capacità di percepire emotivamente che una cosa è vera o meno. Una cosa per essere emotivamente percepita come vera deve innanzitutto essere percepita con i sensi e compresa logicamente dalla mente. L'Emozione, infatti, è puramente esperienziale. Se non avessimo dei sensi e non avessimo una mente che ci permette di capire ciò che percepiamo con i sensi, non potremmo provare emozione. La Sensazione è quindi un criterio sottostante sia al criterio di Verifica Empirica sia al criterio di Logicità poiché dipende da essi. La Sensazione e la Logicità sono due criteri che possono essere manipolati dall'esterno, a differenza della Verifica Empirica sensoriale (vedo perché vedo, e non perché qualcuno mi dice che lì c'è qualcosa; sento perché sento, e non perché qualcuno mi dice "senti questa voce?" , voce che in realtà non esiste;ecc.). Molte persone non sono abituate a ragionare in modo logico, poiché molti passaggi logici li danno per scontati per sentito dire, o per cultura. Ad esempio posso dire che esiste la neve perché me l'hanno detto, ma se non l'ho mai percepita con i miei sensi la mia affermazione non è logica. E' una affermazione influenzata dal pensiero di altri. Le emozioni possono invece essere manipolate solo dall'eterico. Se abbiamo attaccamenti con una persona, infatti, è possibile che veniamo manipolati affinché proviamo determinate emozioni in presenza e/o verso tale persona. Attraverso gli attaccamenti infatti, incorporiamo le forme-pensiero che l'altro vuole mandarci e ciò fa sì che anche le nostre vere emozioni (che derivano solo dai nostri veri pensieri) vengano manipolate e distorte dai pensieri altrui. Per concludere, ciò che è verificabile empiricamente, che è logico e che si percepisce vero allora è senz'altro vero. Ma tali 3 criteri possono permettere di conoscere solo la Verità fisica, o Immanente. Tutto il resto, invece, è Trascendente. E ciò significa che trascende dalla comprensione umana. Solo Dio può conoscere tutta la Verità, e solo Lui può conoscere la Vera Verità Trascendente. Gli umani possono solo avere teorie dedotte dallo studio della realtà fisica e dalla speculazione mentale. Nella speranza che qualcuno prima o poi ci spieghi come stanno le cose veramente...
La scelta consapevole La domanda che immagino molti di voi si porranno riguardo questo materiale è: "Ma chi è questo Dani?" e "Da dove provengono queste informazioni?". Bene, io Madre Terra vi posso dire che ciò che è importante per voi non è la fonte di ciò che viene detto in questo sito, quanto piuttosto l'utilità che tali informazioni possono avere per le vostre personali ascensioni. Sebbene la credulità popolare porti a diffidare di certi argomenti non comunemente accettati, tale fatto non rispecchia quella che è la realtà dei fatti, per lo più ignota all'essere umano. Ciò ci porta a dire che quello che voi fate nelle vostre vite dipende esclusivamente dai vostri pensieri. Siete voi che, attraverso il vostro modo di pensare, donate più o meno tempo alla vostra vita. Voglio dire che mentre la crescita culturale è una cosa puramente informativa, la vera crescita umana è un fattore spirituale, che vi porta a comprendere la vera vita. La crescita spirituale consiste semplicemente nella possibilità che ogni singola forma, e quindi anch'io Madre Terra, dà allo Spirito individualizzato (Anima) di incarnarsi nella forma ed elevarne sempre più le frequenze vibratorie. Ciò è in pratica il meccanismo attraverso il quale ogni forma aumenta sempre più la propria coscienza e quindi la comprensione della realtà e della Vita. E tale comprensione ed aumento di coscienza porta ad incorporare in sé sempre più Amore ed a vivere in uno stato di Felicità sempre più frequente. Tornando alle domande iniziali, la mia risposta è che la fonte delle informazioni di questo sito è una garanzia affinché ognuno di voi possa ascendere in modo completo e puro, utilizzando la propria volontà. E' attraverso la volontà che cresciamo. Non esiste altro modo. La crescita spirituale non è di certo roba per i pigri. In questo primo messaggio, il primo di una lunga serie, desidero anche informarvi di ciò che già vi è stato accennato, e cioè di come ora l'Italia rappresenti il mio chakra del cuore. In realtà, sin dalla mia creazione quasi 13 miliardi di anni fa, l'Italia è sempre stata il mio cuore fisico. Inizialmente era anche il chakra del cuore. Quasi 6 miliardi di anni fa, però, quando la Terra non era ancora attiva e non vi era ancora vita sulla Terra, Dio scelse di spostare il chakra del cuore terrestre alle Hawaii. Tale scelta fu fatta poiché si sapeva che, al momento dell'inizio della contrazione dello spazio-tempo, l'Italia sarebbe tornata ad essere il chakra del cuore e soprattutto, sarebbe stata pronta per svolgere tale ruolo. La modifica dei chakra, non solo di quello del cuore, fu una scelta dovuta alla consapevolezza del fatto che sarebbe stato necessario nascondere la vera natura del pianeta fintantoché non fosse iniziata la fase di Ascensione Globale. Tale Ascensione Globale, infatti, è supportata direttamente da Dio/Dea e quindi non vi può essere a questo punto alcuna manipolazione dei veri chakra. Da 6 miliardi di anni e fino a pochi mesi fa il chakra del cuore della Terra è rimasto alle Hawaii, le quali rappresentano invece il chakra della bellezza, come già accennato nel materiale del sito. Questo è un messaggio introduttivo alla fine del quale però io Madre Terra, con il supporto di Dio/Dea, voglio mandarvi una benedizione che chiunque legga questo articolo e si concentri un attimo su di me potrà percepire. Ora rilassatevi, connettetevi con me Madre Terra e sentirete la mia benedizione che vi aiuterà ad essere più radicati con me affinché possiamo meglio supportarci reciprocamente nelle nostre ascensioni.
Ciao,
Conosci te stesso? La prima sensazione che io Madre Terra provo quando comunico con ognuno di voi, a livello di Anima, è l'Amore che ognuno di voi ha in sé. Ognuno di noi è puro Spirito incarnato, e tale nostra essenza divina è ciò che di più vero e bello abbiamo in noi. Noi siamo tutti scintille divine. Detto questo, siete consapevoli di essere dei piccoli dei, con potenzialità infinite? Siete consapevoli di poter cambiare la vostra realtà con il vostro pensiero, sempre che lo vogliate? Ebbene, questo è il punto sul quale vorrei discutere oggi, miei lettori. L'Amore che ogni scintilla divina che ci costituisce incorpora in sé rappresenta la nostra essenza. Tale Amore però può essere manifestato solo crescendo, evolvendo cioè i nostri pensieri e permettendo quindi al nostro Spirito di penetrare sempre più in noi, e di divenire sempre più divinità. Questo processo di crescita equivale ad una affermazione tanto conosciuta tra voi umani: conosci te stesso. Non c'è altro modo di conoscere se stessi se non facendo un'analisi filosofica di se stessi, utilizzando anche lo specchio che gli altri ci mostrano e cioè il nostro modo di relazionarci con gli altri e come gli altri ci vedono e ci approcciano. Cosa significa fare un'analisi filosofica di se stessi? Significa domandarsi, come fanno i bambini, i perché di un determinato comportamento, nostro ed altrui nei nostri confronti. Analizzare cioè perché agiamo e reagiamo in un determinato modo, e se effettivamente tale modo è quello giusto (date le nostre capacità di comprendere ciò che è giusto e ciò che non lo è). Vi sono 3 domande che ognuno dovrebbe porsi per capire se in effetti conosce se stesso. Queste 3 domande fondamentali sono: "Chi/Cosa sono?" "Perché sono?" e "Come sono?" . Tali 3 domande sono così banali e così semplici che abbiamo dimenticato di porcele ogni tanto. E forse evitiamo di farlo perché non abbiamo risposte, e ciò ci crea ansie e paure. Ed abbandoniamo ogni tentativo di ricerca interiore, che di certo è un percorso lungo e faticoso. La realtà è che dovremmo essere più attivi nella nostra mente, ed attivi nel senso di porci più domande e di ricercarne le risposte, senza abbandonarsi al dire "Sono cose che non posso sapere ed alle quali non avrò mai delle risposte". Questo atteggiamento è troppo arrendevole, è naturale che per avere le risposte ci vuole tempo, tanto più se le domande che ci poniamo sono esistenziali! Ma ahimè spesso abbiamo poca pazienza, vogliamo tutto e subito e la paura di non avere abbastanza tempo per fare ciò che vogliamo fare ci fa spesso dimenticare l'essenza di noi stessi, e lo scopo fondamentale di ogni Essere: espandersi, e nutrire sempre più l'esperienza dell'essenza che è in tutti noi, cioè la nostra scintilla divina. Quello che io Madre Terra, da custode e guardiana delle vostre ascensioni, vi consiglio di fare è di dedicare più tempo a voi stessi. Dedicate un po' di tempo durante la giornata alla riflessione. E continuate a cercare le risposte alle domande più importanti della vita di cui sopra. Solo così potrete capire veramente il significato della Vita e solo allora potrete godervela veramente, abbandonando le Paure e le Illusioni di cui noi tutti abbiamo fatto esperienza, e che una volta superate ci permettono di apprezzare ancora di più la Realtà e la Divinità di tutto ciò che E'. Sono qui per supportarvi nella vostra crescita, così come voi ascendendo supportate la mia. Chiedete il mio supporto durante la giornata, affinché possiate rimanere ben radicati con me Madre Terra ed essere quindi presenti. Il vivere il presente ed il rimaner radicati agevolano notevolmente il rilascio delle Paure e delle Illusioni, in quanto si riesce ad essere maggiormente obiettivi senza farsi trasportare dalle emozioni estreme della Paura e della Illusione che impediscono di ragionare in modo logico e coerente.
Ciao,
Orgoglio! Come possiamo definire l'orgoglio? Possiamo definirlo come la potenzialità di ogni persona di divenire ciò che vorrebbe essere, in quanto non ha la possibilità di esserlo nel momento. L'orgoglio è quindi quella forma-pensiero che ci rende invulnerabili alle opinioni altrui. E' quindi in sé un fattore fondamentale nella crescita di ogni essere. Spesso l'orgoglio viene visto come un aspetto negativo di una persona, o comunque come una caratteristica da non porre troppo in risalto perché potrebbe dare fastidio ad altri. In realtà è la manifestazione di un meccanismo di difesa automatico dell'essere umano, e per ciò è da vedersi come un fattore chiave nel far rispettare i propri limiti da parte di tutti coloro che ci sono attorno. Un sinonimo di Orgoglio è Dignità. Tali termini indicano uno stato in cui ci si fa rispettare da oltraggi, attacchi o manipolazioni altrui, fatti questi ultimi che spesso e volentieri sono inconsci (non si manifestano cioè in modo palese attraverso parole o fatti particolari) e quindi quando si reagisce a tali violazioni energetiche si può essere considerati come permalosi. Ma la permalosità è una questione un po' diversa: essere permalosi significa difendersi da presunti (e non reali) oltraggi, attacchi o manipolazioni altrui. Sono la paura di soffrire, di morire, di farsi male che fanno essere permalosi. Spesso comunque la distinzione tra una effettiva violazione ed una presunta è difficile da determinare, appunto perché la maggior parte della gente non è in contatto con il proprio inconscio, e non percepisce le energie sottili che passano attraverso gli attaccamenti karmici e che rappresentano ciò che accade nelle vite parallele. Man mano che si ascende si acquista sempre più potere a livello eterico, energetico e quindi di aura e ciò ci permette di essere sempre più forti ed impenetrabili da energie negative. Questo anche perché si rilascia il karma con le energie distorte e quindi attiriamo sempre meno energie basse e negative. L'Orgoglio è una delle manifestazioni della nostra Volontà. Se abbiamo veramente un forte desiderio di crescere e di farci rispettare allora l'Orgoglio deve essere una delle nostre caratteristiche fondamentali. E' uno stimolo notevole a continuare ad andare avanti, a farsi valere, a dimostrare a se stessi ed agli altri quanto si vale senza però vantarsene, a dare sempre il proprio meglio. Essere orgogliosi significa reagire ad ogni stimolo esterno che tenda a sottovalutare e ad infierire la nostra persona. Paradossalmente è bene che ogni tanto qualcuno ci critichi, ci dimostri di non essere d'accordo con noi e magari ci attacchi. Come potremmo avere gli stimoli necessari per continuare a crescere se non ci fosse qualcuno che ci stimola e ci fa capire che non siamo perfetti? E che qualche volta possiamo sbagliare? Se tutti fossero sempre d'accordo con noi e nessuno ci criticasse mai allora non potremmo in alcun modo crescere in modo completo e puro, perché significherebbe che stiamo manipolando gli altri energeticamente affinché siano illusi su ciò che noi siamo veramente e ci vedano come noi vogliamo che gli altri ci vedano. Queste manipolazioni illusorie o basate al contrario sulla paura sono manipolazioni che inconsciamente avvengono tutti i giorni tra gli esseri umani, e molte persone che hanno oggigiorno il potere nei vari campi della società sono particolarmente esperte in tali manipolazioni. Ma non ne sono consapevoli, poiché si tratta di manipolazioni eteriche ed inconsce. Una persona è colpevole se manipola un altro ma non ne è consapevole? Certo che lo è, dato che anche le vite parallele e la vita eterica in generale fanno parte della persona stessa, ed il fatto che siano inconsce è un limite della persona, che non è evoluta abbastanza o non è abbastanza attenta ai pensieri che stanno alla base dei propri atteggiamenti e delle proprie parole, sebbene tali atteggiamenti e parole possano sembrare innocue all'apparenza. Queste manipolazioni energetiche creano karma. E ciò è quello che è successo a molte persone che oggi hanno il potere. Consciamente sono innocue, ma inconsciamente (e quindi a causa della scarsa attenzione prestata nella loro vita alla loro realtà interiore e agli effettivi pensieri e cariche emotive che sono in loro) sono dei grandi manipolatori energetici. E riescono ad ottenere ciò che vogliono scatenando, attraverso attaccamenti energetici, paure di o illusioni su se stessi da parte degli altri. E dato che la quasi totalità dell'umanità ha karma da rilasciare con moltissimi lignaggi e quindi anche con quelli appartenenti alle persone di potere, è facile che subiscano karmicamente queste manipolazioni. Solo coloro che non hanno karma da rilasciare con una determinata persona non vengono influenzati e manipolati da quella persona a credere ciò che quella persona vuole che gli altri credano. Ciò che vi supporto a fare è a rilasciare le vostre Paure e le vostre Illusioni che non vi permettono di vedere le cose come stanno e che non vi permettono di percepire le manipolazioni energetiche inconsce. Quando vi trovate davanti ad una persona che riesce a sedurvi in modo particolare per qualche motivo (seduzione non solo fisica ma anche emotiva o intellettuale), che sia una persona a voi vicina o meno, chiedete il supporto a me Madre Terra e vi aiuterò a sollevare seppur momentaneamente (non posso rilasciare tali pensieri per voi, siete voi che dovete farlo con l'intento) le eventuali paure e le illusioni che vi fanno vedere una realtà non reale. Solo in tal modo potrete capire se la persona che avete di fronte è effettivamente quello che sembra oppure no. E solo in tal modo potrete manifestare la vostra volontà di farvi rispettare dagli altri e di non farvi fregare da nessuno: in altre parole, manifestare il vostro Orgoglio. Ciao, Madre Terra
Conosci gli altri? Ciò che mi stupisce quando incontro nuove persone che mi spiegano il loro punto di vista (incontri a livello di anima, intendo), rimango spesso stupita da quanto poco la gente si conosca. Quanta poca attenzione le persone abbiamo verso gli altri, verso il modo di comportarsi altrui, le loro reazioni, i loro sentimenti. C'è poca unità emotiva e mentale, diciamo così. Questo fatto mi ha fatto pensare che in effetti il problema che io stessa ho avuto per molto tempo con tutte le specie che abitano sulla mia superficie o nel mio spazio interno (Terra Cava) è stato quello della comunicazione. Il problema di come comunicare è di fondamentale importanza, perché è da lì che parte la spinta maggiore ad un continuo progresso interiore personale. E' infatti la comunicazione con gli altri che ti permette di capire meglio te stesso, i tuoi limiti ed i tuoi pregi, e per questo motivo è da approfondire nel miglior modo possibile. Ma cosa bisogna fare in pratica per entrare meglio in comunicazione con gli altri? Il consiglio che vi dò, basato sulla mia esperienza, è quello di porvi sempre questa domanda: "Cosa mi porta ad essere felice nella Vita? Ed una volta ottenuta la felicità, voglio condividerla con altri oppure tenermela tutta per me?". Ora, la mia esperienza mi ha portato a dare la seguente risposta: la felicità me la porta l'Amore per la Vita e quindi per tutto ciò che costituisce Vita. Cioè l'Amore per ogni essere esistente. Dato che amo la Vita e coloro che fanno parte della Vita, non ha alcun senso non far loro sapere quanto li amo e quanto desideri vivere la Vita e farlo sapere a tutti, perché non c'è nulla di più bello che essere felici e condividere con altri la propria felicità! Perché mai dovrei tenere un bene così prezioso come la Felicità tutta per me? Ne ho in abbondanza per tutti, dato che aprendomi e comunicando con l'esterno non perdo nulla di mio. Semplicemente condivido ciò che ho, e nessuno me lo può togliere. Ecco perché ho capito l'importanza della comunicazione. L'importanza di comunicare con gli altri, condividere le proprie esperienze, discuterne ed aver modo quindi di riflettere su quanto discusso. La comunicazione è stata in sostanza per me una grande accelerazione nella mia personale crescita. Ne ho giovato in modo incredibile. E sono ora convinta che sia fondamentale per poter ascendere in modo completo e puro. Parlare, discutere, scherzare assieme…questa è la comunicazione. E questo è il modo migliore per conoscere se stessi, cioè attraverso la conoscenza degli altri. La fondamentale opportunità che voi umani avete è quella di poter crescere molto più velocemente di qualsiasi altra specie. Avete la possibilità di comunicare verbalmente, avete a disposizione un cervello sviluppato ed una capacità linguistica notevole. Voi potete comunicare non solo a livello di anima come facciamo noi (tutte le specie non umane di natura divina), ma anche verbalmente, attraverso la Parola. E' un grosso vantaggio, e vi consiglio di cuore di sfruttare questa opportunità di crescita che vi è data. Per questo motivo gli umani sono la colonna portante nell'Ascensione Globale. Hanno capacità emotive e mentali che nessun'altra specie ha. Ed hanno quindi capacità creative uniche. Tra tutte le creature divine, sono quelle che hanno maggior potere nel creare la realtà. E per questo è importante che comunichiate, che riflettiate sulla Vita e sulla realtà, su voi stessi e sul vostro rapporto con gli altri. Questo significa crescere, fratelli miei. Lo scopo che io Madre Terra mi sono posta con questo materiale è quello di spingervi a riflettere sulla realtà. Spingervi ad essere possibilisti anche su questioni che per la vostra cultura umana sono storicamente misteriose o improbabili, essere quindi aperti ad ogni possibile nuova porta che si apra davanti a voi. Le chiavi per aprirla e la forza per andare oltre sono soltanto dentro di voi. Nessuno può forzarvi a farlo. Ciao, Madre Terra
Manifestazione della realtà Nell'articolo precedente abbiamo visto i 7 tipi di comportamento umano ed abbiamo detto che un dato comportamento non si può manifestare se è in contrasto con il comportamento connesso al piano di realtà inferiore. E' questo infatti il meccanismo di manifestazione della realtà nello spazio-tempo. Spieghiamo meglio. La realtà passa dai Piani di Luce allo spazio-tempo. Nello spazio-tempo, poi, in una data dimensione, scende dai piani creativi ai piani intuitivi ai piani emotivi ai piani mentali al piano astrale per manifestarsi finalmente sul piano fisico. La realtà dei Piani di Luce, per manifestarsi sul piano fisico, deve quindi dapprima passare tutti i piani eterici della dimensione in cui si trova in quel momento lo spazio-tempo (ricordiamo infatti che lo spazio-tempo vive solo una dimensione fisica alla volta). E ciò può essere fatto solo se tali piani eterici permettono alla realtà dei Piani di Luce di passare, e ciò succede fintantoché la realtà di tali piani eterici non è in contrasto con quella dei Piani di Luce. La realtà dei Piani di Luce può manifestarsi sul piano fisico solo qualora la realtà dei piani eterici e del piano fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non siano in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che Piani di Luce e spazio-tempo devono essere allineati, e ciò succede in modo completo solo una volta che lo spazio-tempo è interamente incorporato da Spirito ed interamente basato sulle 6 Leggi divine (e non su quelle umane). Ciò succede quando ogni singola particella dello spazio-tempo raggiunge il livello 12 miliardi, livello che corrisponde alla completa incorporazione del Corpo di Luce in quelle forme spazio-temporali dotate di Corpo di Luce. La realtà dei piani creativi può manifestarsi sul piano fisico solo qualora la realtà dei piani eterici intuitivi, emotivi, mentali ed astrale e quella del piano fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non siano in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che tutti i piani (eterici e fisico) della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento devono essere allineati. Ciò succede quando ogni singola particella dello spazio-tempo raggiunge il livello 1 milione, ossia il completo rilascio del karma ancestrale (lungo 12 milioni di anni), e rilascia quindi l'energia elettrica. La realtà dei piani intuitivi può manifestarsi sul piano fisico solo qualora la realtà dei piani eterici emotivi, mentali ed astrale e quella del piano fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non siano in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che i piani intuitivi, emotivi, mentali, astrale e fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento devono essere allineati. Ciò succede quando ogni singola particella dello spazio-tempo raggiunge il livello 200.000, ossia il rilascio del karma fino a 1 milione di anni fa, e rilascia quindi l'energia radioattiva. La realtà dei piani emotivi può manifestarsi sul piano fisico solo qualora la realtà dei piani eterici mentali, astrale e quella del piano fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non siano in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che i piani emotivi, mentali, astrale e fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento devono essere allineati. Ciò succede quando ogni singola particella dello spazio-tempo raggiunge il livello 36.000, ossia il rilascio del karma fino a 200.000 anni fa. La realtà dei piani mentali può manifestarsi sul piano fisico solo qualora la realtà del piano astrale e quella del piano fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non siano in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che i piani mentali, astrale e fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento devono essere allineati. Ciò succede quando ogni singola particella dello spazio-tempo raggiunge il livello 18.000, ossia il rilascio del karma fino a 120.000 anni fa. La realtà del piano astrale può manifestarsi sul piano fisico solo qualora la realtà del piano fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non sia in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che i piani astrale e fisico della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento devono essere allineati. Ciò succede quando ogni singola particella dello spazio-tempo raggiunge il livello 3.000, ossia il rilascio del karma fino a 40.000 anni fa. La realtà del piano fisico può manifestarsi sul piano fisico indipendentemente dal fatto che la realtà degli altri piani della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento sia o meno in contrasto con tale realtà. Ciò significa, in altre parole, che i piani della dimensione in cui si trova lo spazio-tempo in quel momento non devono per forza essere allineati affinché si manifesti la realtà del piano fisico. Ciò succede quando almeno una particella dello spazio-tempo non ha ancora raggiunto il livello 3.000, ossia il rilascio del karma fino a 40.000 anni fa. In questo istante, lo spazio-tempo è ad un livello medio di 12.500, che coincide con il livello attuale della Terra. E' quest'ultima infatti che sta guidando l'ascensione globale per lo spazio-tempo nel suo complesso e, per tal motivo, il suo livello coincide con quello medio dello spazio-tempo stesso in quanto sua rappresentazione olografica. La realtà manifestata oggigiorno sul piano fisico è quindi una realtà del piano astrale. Solo in un lontano futuro si potrà manifestare sul piano fisico la realtà dei Piani di Luce: sarà a quel punto che si sarà manifestato sul piano fisico il Regno di Dio. E' importante non confondere l'allineamento dei piani di realtà con l'allineamento delle vite parallele di cui si è già parlato nel nostro materiale. Il primo riguarda un piano di realtà nel suo complesso, compreso tutto ciò che ivi risiede; il secondo riguarda il corpo di un singolo essere vivente, ad esempio di un umano. L'allineamento dei piani di realtà porta all'Ascensione globale, mentre l'allineamento delle vite parallele porta all'Ascensione personale. E tuttavia, la manifestazione della realtà di un soggetto che ha allineato le proprie vite parallele e magari anche il proprio Corpo di Luce con esse, dipenderà sempre e comunque dal processo di allineamento dei piani di realtà: nella manifestazione della realtà, infatti, la volontà collettiva ha sempre priorità su quella individuale. E solo man mano che lo Spirito discende nel piano fisico dello spazio-tempo la vera evoluzione spirituale degli esseri viventi potrà manifestarsi esteriormente attraverso il successo nella Vita.
Amore è una Parola Ciò di cui voglio parlarvi oggi è del messaggio d'Amore che da sempre viene considerato il vero messaggio dei profeti, dei santi ed anche di me Gesù. Sapete, è molto facile parlare d'amore e tutti sanno farlo, ben diverso è metterlo in pratica. Come dire, oltre alle parole bisogna mostrarlo con i fatti. Le credenze umane e la buona fede hanno spesso frainteso un vero messaggio d'amore da un messaggio d'amore solamente all'apparenza tale. Questo perché la buona fede e la fiducia nell'altro indistinta portano a fidarsi del fatto che ciò che appare e quindi anche ciò che viene detto corrisponda a ciò che veramente c'è dentro una persona, a quelli che sono i veri pensieri di una persona. Ma purtroppo non è sempre così. Il messaggio d'Amore è fondamentale, è importante, ed è giusto diffonderlo anche per far conoscere cosa significa Amore in pratica, e ciò può essere fatto verbalmente. Ma l'Amore è uno stato d'essere, un'essenza che non si basa sulle belle parole. Anzi, spesso chi ha in sé veramente Amore è una persona molto pratica ed usa poco o nulla le parole appariscenti, quei termini che indicano un'emozione pura. Semplicemente tali emozioni le vive. Ed essendo molto pratica, una persona pura e che ha in sé vero Amore userà termini mentali che aiutino gli altri a comprendere la realtà e non termini emotivi che tentano di spiegare un'emozione, cosa praticamente impossibile. L'emozione può essere compresa solo vivendola ed è per questo che le belle parole che parlano delle belle emozioni fanno effetto ma nella pratica servono ben poco, se non a dare un momentaneo senso di piacere. Per vivere veramente l'Amore dentro di noi è necessario cambiare i nostri pensieri e fare quindi un lavoro interiore di purificazione dei pensieri. Ciò significa scandagliare quei pensieri che abbiamo che non sono d'Amore e rilasciarli con la volontà. E tutti i pensieri che non sono d'Amore sono pensieri che potremmo raggruppare nelle due categorie delle Paure e delle Illusioni. Man mano che si rilasciano le paure e le illusioni con l'intento di farlo, allora riusciremo a vivere veramente dentro di noi sempre più l'Amore e quindi attirare situazioni ed esperienze nella nostra vita di vero Amore. La distinzione tra il vero Amore e l'Amore apparente è uno dei grandi problemi odierni. Troppa attenzione viene data all'apparenza e quindi anche alle belle parole. Ma ciò che conta veramente è la sostanza, l'essenza delle cose e, sebbene a parole molti siano d'accordo su questa affermazione, ben pochi sanno metterla in pratica perché spesso ci si fa condizionare dagli altri, dall'ambiente e dalla maggioranza della gente. La paura di non essere accettati "nel gruppo", la paura di essere diversi dagli altri ed essere messi da parte sono paure tipiche umane, per lo più inconsce, che favoriscono un atteggiamento di apparenza, in un mondo in cui la maggior parte delle persone si atteggia in tal modo. La scelta di cambiare mentalità, di scegliere di vivere l'Amore nella sua essenza è una scelta che ognuno di noi può fare ed è necessaria se ciò che interessa è crescere, evolvere ed avvicinarsi sempre più a Dio. Molta gente mette in pratica l'Amore e continua anche ad esibirlo a parole: questo forse è un limite. L'Amore e le emozioni non vanno esibite a parole, vanno condivise nella pratica, nelle nostre azioni di tutti i giorni. La Parola è utile per la comunicazione tra esseri umani, ma la vera comunicazione è tra Anime e le Anime conoscono solo l'Amore puro. Le altre emozioni non sono dell'Anima, e quindi anche una comunicazione profonda tra persone si basa sull'azione. Amore infatti è una Parola, ma la dimostrazione di Amore è una Azione. Ed è su questa base che dobbiamo valutare il vero Amore, più che sulle belle parole che tutti sono capaci di dire senza sforzo di vero Amore alcuno. Lo Spirito è Mente ed è puro Amore. E quindi il vero Amore è molto pratico e la comunicazione verbale dello Spirito ed anche di Dio stesso è molto diretta e mentale, con il fine di supportare la crescita propria e di altri condividendo la propria conoscenza ed informazione in modo chiaro ed analitico. Mente e Amore assieme, questo è Dio e questo è ciò che dobbiamo diventare se vogliamo crescere: Mente nella Parola, Amore nell'Azione. Benedizioni a tutti, Gesù
La Forza del Coraggio Nel giorno in cui tutti pensavano a continuare i loro bisogni personali, la Terra cominciò a tremare e tutto finì in un attimo. Sono queste le parole con cui un profeta annunciò l'arrivo di Dio sulla Terra, e lui vedeva tale fatto a suo modo interpretandolo con queste parole catastrofiche. Ma l'arrivo di Dio è in realtà un fatto molto meno catastrofico, ed anzi porterà un cambiamento dolce ma radicale nel modo di pensare, parlare ed agire di questo pianeta, il nuovo Regno di Dio. Ciò che fa sì che Dio possa compiere da solo questa enorme opera è la sua Forza del Coraggio. La Forza del Coraggio altro non è che l'assenza di Paura, ossia l'Amore puro incarnato che spinge un essere ad essere infinitamente determinato a perseguire i propri obiettivi, ad ogni costo ma nel Rispetto degli altri. E' su questa importante Virtù che oggi vogliamo concentrarci, poiché sta alla base di ogni cambiamento vero e radicale. Ed anche noi, se vogliamo veramente cambiare qualcosa nella nostra vita, dobbiamo lasciar andare le nostre paure e porre la nostra attenzione sui nostri obiettivi. Se questi obiettivi sono ben chiari, allora poniamo lo sguardo su di essi e concentriamo le nostre energie per raggiungerli con tutte le nostre forze. Se gli obiettivi non sono invece chiari e regna la confusione sul nostro destino futuro, allora lasciate che sia il vostro Spirito a guidarvi e mettetevi nelle sue mani, chiedendogli aiuto e supporto nella vostra vita affinché vi guidi nella direzione giusta per voi. Ma anche in questo secondo caso, siete voi che dovete dimostrare di avere la Forza del Coraggio, perché è questa che dà alla Volontà la spinta fisica per raggiungere ciò che desideriamo. Potremmo definire la Forza del Coraggio come Volontà in Azione. Conoscete il profeta Elia? Ebbene, lui fu il primo che dimostrò un tale Coraggio affrontando di petto i problemi sociali del tempo mostrandosi come guida per la comunità ebraica del tempo. E fu lui a radicare la forma-pensiero della Vera Forza del Coraggio sul pianeta Terra. Dovete sapere infatti che ogni profeta ed ogni uomo santo della storia dell'umanità ha avuto il merito di radicare una particolare forma-pensiero, un particolare atteggiamento umano divino e puro che ha caratterizzato più che ogni altra cosa la vita di quel santo uomo. E questa caratteristica della Forza del Coraggio fu radicata nella sua forma pura per la prima volta dal profeta Elia. Egli combatté mille battaglie sociali in favore della comunità, non dimenticando mai il suo primo obiettivo e cioè quello di portare Giustizia sulla Terra. Ed egli fu sempre guidato dallo Spirito nelle sue scelte e nelle sue azioni, perché tale era la purezza del suo intento e tale la sua Forza del Coraggio che riusciva a ben radicare la propria Anima sulla Terra e mostrarla apertamente nel suo splendore e nella sua forza nella pratica quotidiana. E' questo tipo di Forza che è fondamentale che ognuno di noi incorpori in sé e faccia propria. Anche se non sappiamo bene che direzione prendere e quali sono i nostri obiettivi, di certo un obiettivo comune lo abbiamo tutti, e cioè portare Giustizia nelle nostre comunità. Ebbene, tale obiettivo è così grande che richiede la Forza di tutti noi. Ed è solo attraverso l'unione delle Forze che possiamo cambiare radicalmente la società e portarla ad essere veramente Giusta. Sappiate che Dio è la Giustizia in persona, ed è Egli stesso che ha il desiderio di guidarci in tale cambiamento radicale e planetario. E sappiate che lui è sempre e sarà sempre la nostra Guida, quindi lasciate andare le vostre paure e portate avanti con decisione i vostri Valori. Solo manifestando nella pratica e nell'azione il vostro Spirito potete dimostrare veramente l'Amore che avete in voi. E solo con l'azione dell'Amore potete portare Giustizia nelle vostre comunità. Adattatevi quindi alle situazioni del vostro tempo, e studiatele bene affinché possiate dare un senso alla vostra Vita e dimostrare al mondo l'Amore che avete dentro di voi, Amore che rimane teorico fintantoché non viene messo in pratica nell'azione sociale. Tutto è Uno, e deve esserlo non solo nelle vostre Parole ma anche nelle vostre Azioni. Con Amore fraterno, Gesù
Cosa, Come e Perché Ci sono 3 domande che ognuno di noi dovrebbe porsi per essere certo di poter ascendere in modo completo e comprendere la realtà delle cose, anche nei rapporti umani. Queste 3 domande sono: Cosa?, Come? e Perché?. Tali domande possiamo completarle con due verbi che rappresentano rispettivamente il lato emotivo ed il lato mentale della realtà. Il lato emotivo si può indicare con il verbo Fare mentre il lato mentale si può indicare con il verbo Essere. Per crescere in modo completo dobbiamo dare la stessa importanza ad entrambi i nostri lati, emotivo e mentale. Quindi per crescere in modo completo dal punto di vista emotivo dobbiamo porci le 3 domande: Cosa fare?, Come farlo? e Perché farlo? . Il Cosa Fare è un pensiero che si basa sull'esperienza di vita e che viene automatico con il passare del tempo per quelle azioni che sono ripetitive. Ad esempio il movimento muscolare per camminare, parlare, prendere oggetti, ecc. Il Come Farlo è una azione che diviene anch'essa automatica quando il pensiero del Cosa Fare diviene anch'esso automatico. Il Perché Farlo è un pensiero che si basa sull'esperienza di vita e che quindi varia da persona a persona e non esiste un giusto ed uno sbagliato assoluto. Ognuno ha le sue motivazioni del perché si comporta in un certo modo. Per crescere invece in modo completo dal punto di vista mentale dobbiamo porci le 3 domande: Cosa è?, Come è? e Perché è?. Utilizziamo qui la terza persona per indicare qualsiasi cosa, l'Io compreso, nel qual caso potremmo anche dire Cosa sono? Come sono? e Perché sono?. Il Cosa E' ed il Come E' sono due pensieri che equivalgono al cercare di capire il cosa ed il come della realtà esterna e della realtà interna (decidere come comportarsi con gli altri), e che quindi comprendono in sé le 3 domande connesse al "Fare" di cui sopra. Quando decido infatti "cosa e come sono" decido di comportarmi in un certo modo, il che equivale alla comprensione del Cosa Fare, Come Farlo e Perché Farlo che si basa sull'esperienza di vita e che varia da persona a persona. Seguendo l'approccio mentale, cioè, decido di comportarmi in un certo modo perché ho una idea di cosa e come sono, e posso averlo stabilito solo riflettendo sull'esperienza emotiva mia ed altrui. Una persona può decidere cioè come comportarsi non solo sulla base dell'esperienza emotiva (Cosa, Come e Perché fare) ma anche sulla base del modo in cui si definisce rispetto all'esterno (Cosa e Come sono). Io mi definisco infatti solo rapportandomi all'esterno, altrimenti non riuscirei a definirmi e sarei indefinito. Ma dato che il definirsi rispetto all'esterno è possibile solo riflettendo sull'esperienza emotiva, esso equivale all'approccio emotivo basato sull'esperienza emotiva ma aggiunto di una maggiore riflessione personale. In sostanza il comportamento perfetto si può raggiungere sia attraverso un approccio emotivo sia attraverso un approccio mentale, con la differenza che l'approccio mentale è più rapido in quanto aggiunge all'esperienza emotiva una maggiore speculazione e riflessione sull'esperienza stessa. In questo senso possiamo dire che la comprensione emotiva è compresa nella comprensione mentale e che quindi la comprensione mentale è superiore a quella emotiva. Sebbene cioè sia vero che per crescere in modo completo dobbiamo crescere sia umanamente (emotivamente) sia mentalmente, è vero altresì che l'approccio mentale alla vita (la ricerca dell'Essenza delle cose) è superiore all'approccio emotivo (la ricerca del Comportamento ideale), in quanto lo comprende in sé e va oltre. Ci rimane il Perché E', e quindi anche il perché io sono. Questa domanda è la differenza fondamentale tra l'approccio mentale e quello emotivo. Ed è la domanda che rende l'approccio mentale più completo di quello emotivo. Questa è la domanda filosofica per eccellenza, che ricerca cioè il perché delle cose. Ed è la domanda che ogni bambino pone ai genitori, dato che solitamente comprende da solo il cosa ed il come della realtà, nella speranza di trovare qualche risposta. Ma il fatto è che nessuno a parte Dio può avere la certezza del Perché della realtà, dato che è Lui che ha creato la realtà in questo modo. L'essere umano può avere una certezza apparente del perché delle cose che egli stesso ha creato (es. oggetti, scienze, tecnologie, arti). Dico apparente perché anche per le cose create dall'uomo vi è un perché più profondo e che l'essere umano stesso non riesce a comprendere, e che prende in considerazione tutta la realtà, quando l'uomo può invece percepirne solo una piccola parte. Del perché del Creato di Dio (compreso quindi l'essere umano), poi, non può naturalmente averne certezza. Sebbene l'essere umano non possa avere la certezza del perché delle cose, la sfida di un essere umano sta proprio qui: sforzarsi di comprendere il perché Dio ha creato le cose in un certo modo (o per gli atei il perché la realtà funziona in un certo modo). Presupponendo che Dio esista e che sia veramente intelligente, è probabile che non abbia creato nulla in modo casuale e che nulla di ciò che succede sia quindi casuale. E se è veramente intelligente, è probabile che premi la volontà di chi ricerca la Verità Assoluta, e cioè il Perché di Tutto. Nella speranza che sia proprio così…
Oltre l'Apparenza Quotidianamente noi interagiamo con l'esterno in modo continuo. Questa Interazione si suddivide in una Interazione Attiva (espressiva) ed in una Interazione Passiva (ricevente). L'Interazione Attiva si manifesta attraverso la Parola e l'Azione, mentre l'Interazione Passiva si manifesta attraverso la percezione (apparente o vera) della realtà attraverso la formazione di un pensiero. Oggi, in particolare, analizzeremo in modo sintetico l'Apparenza, e quindi il concetto di Interazione Passiva. La verità spirituale e la stessa essenza spirituale vanno al di là dell'Apparenza. La verità spirituale è qui intesa come la "saggezza e sapienza divina insita in ognuno di noi, nel nostro spirito animato" mentre l'essenza spirituale stessa è intesa come lo Spirito, e quindi anche l'Anima individualizzata umana. Ma cosa si intende con Apparenza? Con Apparenza intendiamo tutto ciò che non è spirituale, che non riguarda quindi l'essenza divina. L'Apparenza si manifesta in 3 tipi base: sensoriale (fisica), mentale ed emotiva. L'Apparenza sensoriale è quella più semplice da percepire in quanto fisica. Ed è quindi anche il tipo di apparenza più semplice da comprendere e quindi superare nella propria comprensione della realtà. Tale tipo di Apparenza riguarda la nostra definizione linguistica (biologica, memoria sensoriale) di tutto ciò che vediamo (sentiamo a livello visivo), sentiamo a livello uditivo, sentiamo a livello tattile, sentiamo a livello olfattivo e sentiamo a livello gustativo. L'Apparenza mentale riguarda la definizione linguistica (in parole) che noi abbiamo di un determinato concetto, sensoriale o non sensoriale. Tale definizione influenza quello che è il nostro modo di comprendere la realtà, e quindi la nostra evoluzione spirituale stessa. Più evolviamo spiritualmente e maggiore è la nostra consapevolezza della realtà: ciò significa una più corretta e pura definizione dei concetti, delle idee e quindi una comprensione sempre maggiore della vera Logica divina. L'Apparenza emotiva è il tipo di apparenza più difficile da superare, in quanto non solo non è sensoriale (l'emozione è eterica) ma non è nemmeno definibile con un linguaggio mentale, cioè con parole. Si può rilasciare solo facendo attenzione alle emozioni che proviamo in ogni istante e comprendendone la vera causa. L'Apparenza è il percorso attraverso cui arrivare alla comprensione della Verità, che è lo scopo dell'evoluzione dello Spirito. Il mezzo con cui percorriamo "il percorso dell'apparenza" è la Mente della nostra Anima. E la Mente della nostra Anima ha una sede particolare nel corpo umano: il Cuore. E' il Cuore che dobbiamo ascoltare quindi per comprendere la realtà ed andare oltre l'illusione e la paura, che costituiscono le due facce rispettivamente positiva e negativa in cui si manifesta l'Apparenza. Impariamo a rimanere centrati nel nostro Cuore, attraverso l'uso della volontà (intento). In tal modo saremo sicuri di percorrere la strada più breve per arrivare alla comprensione della Verità. Quella strada che Dio ha tracciato per noi per guidarci e che è memorizzata all'interno della nostra Anima. La vera guida spirituale è dentro di noi, nel nostro Cuore. Ed è lì che dobbiamo rimanere sempre focalizzati, fiduciosi in Dio e quindi nella nostra es
Vera Motivazione L'Interazione con tutto ciò che ci circonda ha lo scopo di porci degli interrogativi dentro di noi attraverso il meccanismo dello specchio. Tutto ciò che viviamo ed in generale ogni tipo di informazione che riceviamo dall'esterno attraverso i sensi ha lo scopo di farci guardare dentro di noi, di farci capire chi e come siamo. La realtà funziona attraverso il principio del simile attira simile. Ciò significa che siamo noi stessi ad attirare una situazione o esperienza che rappresenta esattamente un pensiero che abbiamo dentro di noi, spesso a livello inconscio. Il principio della realtà esterna a noi come specchio di ciò che siamo ed il principio del simile attira il simile sono quindi due modi per esprimere lo stesso concetto, cioè il meccanismo di funzionamento della realtà. Ora, sebbene sia vero che la realtà si basa sul principio dello specchio (cioè del simile attira simile) è anche vero che la similarità tra la nostra interiorità e ciò che noi viviamo è una similarità di pensiero relativa e non assoluta. Ciò significa che più pensieri in comune vi sono tra noi ed un altro essere e maggiore sarà l'attrazione che tende ad avvicinarci. Una similarità relativa, quindi, in quanto oltre ad esservi pensieri in comune ve ne saranno anche non in comune e sono proprio questi ultimi tipi di pensieri che possono rendere difficile il comprendere che il simile attira sempre il simile. Tale principio vale a tutti i velli, dallo spirituale all'eterico al fisico. E maggiore è la sintonia di pensiero a tutti i livelli, maggiore sarà la bellezza del rapporto tra i due esseri e quindi anche l'amore tra di essi. Possiamo quindi vivere situazioni che sono dovute a quella parte di noi che non è simile ad un qualche essere che ci è vicino e quindi non si crea sintonia di pensiero. E, naturalmente, maggiore è la differenza di pensiero e minore sarà la sintonia tra due esseri. Per questo motivo è bene per chiunque stare vicino a coloro con i quali vi è maggiore sintonia di pensiero poiché in tal caso si ridurranno al minimo (per quanto possibile) le possibilità di mancanza di sintonia. Ciò non significa ridurre al minimo la possibilità di situazioni spiacevoli dato che è possibile attrarsi anche per similarità di pensieri negativi oltre che per la similarità di pensieri positivi. Solo nel momento in cui ci poniamo degli interrogativi e troviamo una risposta, allora il nostro Essere trova la motivazione necessaria per spingerci a parlare e ad agire in un determinato modo (a seconda della risposta che abbiamo trovato). Ed in particolare, solo nel momento in cui la risposta che troviamo proviene da dentro di noi e non da informazioni provenienti dall'esterno allora e solo allora parliamo ed agiamo secondo una Vera Motivazione, in sintonia con il nostro Essere (che ha trovato la propria personale risposta alla domanda posta). La Vera Motivazione quindi si basa sull'Apprendimento dell'Essere Interiore ed un Apprendimento dell'Avere Coerente con l'Apprendimento dell'Essere Interiore stesso. Tutte le altre combinazioni tra Apprendimento dell'Essere ed Apprendimento dell'Avere (interiore/non coerente; esteriore/coerente;esteriore/non coerente) non portano quindi ad un comportamento (parola, azione;avere) veramente motivato. Domandarsi se il nostro comportamento è veramente motivato oppure no (secondo la definizione sopra esposta) è di fondamentale importanza per rendere sia il proprio Essere (pensiero;Anima) sia il proprio Avere (parole, azioni;comportamento) sempre più puri.
Manifestare la Volontà Quando parliamo di evoluzione, ascensione o crescita, spirituale o umana che sia, siamo soliti intendere tale avvenimento come conseguenza della volontà individuale. Sì, diciamo spirituale o umana perché sono effettivamente due tipi diversi di crescita. Cerchiamo di definire tali due concetti. Nell'art.91, spiegammo come il pensiero può essere sia spazio-temporale sia non spazio-temporale, mentre parola ed azione sono modalità di espressione esclusivamente spazio-temporali. La crescita spirituale riguarda come dice il termine stesso lo Spirito e solitamente, in particolare, noi umani intendiamo la crescita dello Spirito incarnato in una forma fisica. Di per sé, però, l'evoluzione spirituale può avvenire, proprio perché dello Spirito, anche al di fuori di spazio e tempo e quindi su quelli che noi abbiamo chiamato "Piani di Luce", piani su cui dimorano le Anime quando non sono incarnate. Tale crescita spirituale è una crescita sia spazio-temporale in quanto Spirito incarnato sia una crescita non spazio-temporale, in quanto Spirito. Tale crescita consiste in una crescita del pensiero (essenza dello Spirito), sia quello spazio-temporale (pensieri e forme-pensiero della forma) sia quello non spazio-temporale (pensieri e forme-pensiero del corpo di luce). Potremmo definirla anche "crescita interiore". La crescita umana riguarda l'essere umano in quanto tale, in quanto cioè forma spazio-temporale. La crescita umana è una crescita puramente spazio-temporale ed è una crescita sia della parola e sia dell'azione. Potremmo definirla anche "crescita esteriore". Ora, l'atto di volontà è una atto dello Spirito: è l'Anima infatti che ha il potere divino di cambiare la propria realtà sia interiore (in toto) sia esteriore (per quanto possibile compatibilmente con la volontà degli altri esseri). E' quindi l'Anima incarnata nella forma che vuole, e non la forma in sé: quest'ultima costituisce solo il mezzo fisico attraverso cui viene espresso l'atto volitivo spirituale. In una forma umana, la manifestazione della volontà dello Spirito si manifesta attraverso la parola e l'azione: se è vero infatti che la "volontà di crescere, di ascendere" e quindi la capacità di cambiare il proprio stato "interiore" è una capacità puramente spirituale e che riguarda esclusivamente il Pensiero, tutti gli atti di volontà che riguardano la modalità di espressione della forma umana nella realtà spazio-temporale e quindi la capacità di cambiare il proprio stato "esteriore" sono una capacità puramente umana (nel senso che lo Spirito può attuare questi tipi di volontà solo in quanto incorporato in una forma umana) e che riguarda esclusivamente la Parola e l'Azione. Spesso si confonde la crescita umana con la crescita spirituale. In realtà sono due cose ben distinte: può esservi un'Anima molto evoluta spiritualmente (pensiero) la cui crescita esteriore umana (parola,azione) non lo è altrettanto, e viceversa. La crescita spirituale (interiore) riguarda la purezza di pensiero (delle forme-pensiero e dei pensieri del corpo di luce e della forma) mentre la crescita umana (esteriore) riguarda la purezza di comportamento (delle parole e delle azioni). Possiamo definire la purezza di pensiero come la "prossimità del pensiero alla Logica Assoluta" e la purezza di comportamento come la "prossimità dell'espressione corporea all'Amore puro" (vedi art.92). E' evidente che tali definizioni di "prossimità" sia dei pensieri sia della parole sia delle azioni sono soggettive. L'unica strada giusta è seguire la propria coscienza sebbene a nostro avviso lo Spirito, e quindi tutte le nostre Anime, ha in sé il seme di una definizione oggettiva di natura divina di ogni singolo concetto e quindi di ogni pensiero, parola ed azione: oggettività che diviene sempre più chiara man mano che si incorpora Spirito in sé, e cioè si evolve (interiormente): ciò significa che solo chi è prima cresciuto spiritualmente può comprendere in profondità e nell'essenza i concetti divini legati al comportamento esteriore (parole ed azioni), sebbene sia possibile crescere umanamente e cioè manifestare un comportamento puro (per tradizione, educazione, credenza, intuizione, ragionamento, ecc.) senza averlo compreso ed incorporato realmente attraverso una crescita spirituale. La vera crescita, in quanto essenziale (in quanto riferita alla nostra essenza, lo Spirito, ed in quanto riferita alla comprensione dell'essenza della realtà), è la crescita spirituale. E' normale ed evidente, però, che se si vuole vivere in modo piacevole la vita terrena è necessario focalizzarsi anche sulla crescita umana, e cioè sulla manifestazione della volontà spirituale: manifestazione che, a differenza della crescita interiore, deve tener conto dei limiti imposti dalla presenza di volontà altrui.
Sapere e Credere In questo articolo vogliamo riprendere alcuni concetti già espressi in varie parti del materiale della SDAG (articoli e D&R) e riassumerli per cercare di rendere tali concetti più comprensibili. L'accumulo della nostra conoscenza si basa su 2 metodi di ricerca: quello consapevole e diretto attraverso l'uso della nostra Mente e quello inconsapevole ed indiretto attraverso l'accettazione della conoscenza di Menti altrui. Il primo metodo porta alla Sapienza, il secondo alla Credenza. Non dobbiamo confondere il credere alla possibilità di qualcosa che è Speranza, è atto di Fiducia (Volontà di comprendere la possibilità), con il credere alla realtà di qualcosa che è Dipendenza, è Illusione o Paura (Volontà di credere la realtà). E' questo secondo tipo quello di cui tratteremo in questo articolo e quello che rappresenta il vero concetto del Credere. La Sapienza si raggiunge attraverso l'utilizzo della Mente, e quindi della Volontà di comprendere. La Credenza si raggiunge attraverso l'accettazione della Mente altrui, e quindi attraverso la Volontà di credere. Ma entrambi i tipi di Volontà possono essere definiti Vera Volontà? Vediamo meglio. Volere significa "desiderare (emotivamente) e comandare (mentalmente) la manifestazione di qualcosa". Un sinonimo di Volere è Intendere. Quanto viene manifestato attraverso la Volontà è compreso coscientemente dalla forma fisica: è esperienza, è Sapere. Quando manca una Vera Volontà, si è in presenza di Dipendenza. L'atto di Vera Volontà rappresenta infatti la manifestazione dell' Essenza individuale: io voglio perché sono io a volere coscientemente, non un altro. Quando manca l'atto di Vera Volontà, la realtà che creo e che quindi vivo non è la manifestazione della mia Essenza individuale: essa dipende dall'atto creatore non della Vera Volontà, ma della Dipendenza. Nel primo caso è cioè il mio pensiero che crea la realtà, nel secondo caso il pensiero altrui (consapevole o meno) accettato passivamente dalla mia mente come mio pensiero. Il problema non sta nell'accettazione di un pensiero altrui o nell'essere d'accordo con lo stesso: tali atti presuppongono il filtro della propria mente su tali pensieri provenienti dall'esterno. Ciò che limita la manifestazione della propria Volontà è invece l'accettazione passiva dell'altrui pensiero come proprio pensiero: un'assenza cioè di filtro mentale ed una assimilazione passiva del pensiero proveniente dall'esterno. Questo è il Credere. Credere significa quindi "dipendere emotivamente e mentalmente da un pensiero esterno". Ed il Credere, proprio per l'assenza della mente nell'atto di incorporazione del pensiero, non è un atto dello Spirito bensì un atto dell'Ego. Quanto viene manifestato dal Dipendere è non compreso dalla forma fisica: è ignoranza, è Credere. Il pensiero incorporato attraverso l'atto di Sapere è pensiero spirituale quindi pensiero per sua natura puramente magnetico, puro, privo di attaccamenti, divino. Un pensiero quindi che non può creare per sua natura dipendenza dall'esterno in quanto pensiero proprio, indipendente, creato dalla propria Essenza spirituale individualizzata. Il pensiero incorporato attraverso l'atto di Credere è pensiero egoico umano e quindi per sua natura distorto, di natura radioattiva, elettrica o elettromagnetica. Pensiero questo che crea per sua natura dipendenza dall'esterno in quanto pensiero non proprio, altrui (di altri individui singoli o di un numero elevato di persone, come ad esempio un egregora). Un pensiero saputo è un pensiero spirituale che si manifesta sia a livello eterico (forma-pensiero) sia a livello fisico (pensiero). Un pensiero creduto è un pensiero dell'Ego umano che si manifesta solo a livello eterico (forma-pensiero) ed a livello fisico (pensiero). Per creare una realtà vera è necessario seguire il pensiero della propria Essenza divina, della propria Anima, e quindi il pensiero saputo attraverso l'atto di Volontà. Usando quindi la Mente per filtrare il pensiero proveniente dall'esterno, per evitare di incorporare un pensiero creduto. La Vera Volontà spirituale è Volontà di comprendere, è Volontà cosciente; mentre la Dipendenza è Volontà di credere, è Volontà incosciente. Una Volontà quest'ultima non reale, in quanto dipendente dal pensiero altrui: uno pseudo-intento creatore della propria realtà, ma un vero pensiero distruttore della propria individualità. Una Vera Scuola che abbia a cuore l'evoluzione dell'individuo non insegna quindi pensieri creduti, ma supporta la comprensione individuale dei propri pensieri saputi. Supporta cioè un Vero Apprendimento (vedi art.75) basato sull'incorporazione del Vero Pensiero (vedi art.83). Questo è ciò che cerca di fare la Scuola di Ascensione Globale: supportare la crescita individuale fornendo informazioni che stimolino la ricerca della propria personale Verità; una Verità spirituale e saputa, non egoica e creduta.
Come Approcciare la Realtà Eterica Nell'art.1 spiegammo quello che secondo noi è il miglior modo di approcciare la realtà spirituale. Spiegammo cioè qual è il miglior modo per incorporare sempre più Spirito dentro di sè (ricordiamo che lo Spirito è al di fuori di spazio e tempo). Ora vorremmo invece spiegare quello che riteniamo essere il modo migliore per approcciare la realtà eterica, e cioè quella parte dello spazio-tempo costituita dall'insieme di tutti i piani "sottili", cioè non fisici. Nella cultura comune e talvolta anche in certi ambienti esoterici si è soliti distinguere tra due soli ambiti: l'al di qua e l'al di là. Cioè il mondo reale e quello che non vediamo e non conosciamo. Ed in base alle proprie credenze, si hanno diverse idee su come sia l'al di là. Questo tipo di visione elimina in partenza quindi qualsiasi chiara distinzione tra l'aspetto divino ed immortale dell'Essere (lo Spirito) e l'insieme dei piani eterici che sono invece la controparte sottile del piano fisico che viviamo tutti i giorni. E, di conseguenza, questa visione elimina in partenza anche qualsiasi chiara distinzione tra ciò che è Spiritualità e ciò che è Esoterismo. Premesso questo, è importante sottolineare il fatto che i piani eterici fanno parte della nostra Vita, sono parte della nostra stessa forma spazio-temporale, la quale è costituita da una parte fisica e da una eterica. In particolare, la parte eterica della nostra forma comprende un corpo mentale, un corpo emotivo, un corpo intuitivo ed un corpo creativo. Tali corpi costituiscono il veicolo attraverso cui lo Spirito o le proprie credenze (in mancanza di comunicazione forte con il proprio Spirito sono infatti le proprie credenze che governano i nostri corpi sottili) trasmettono al corpo fisico i pensieri, le emozioni, le intuizioni e la creatività che poi il corpo fisico manifesta. Tali piani eterici, in quanto veicolo, non rappresentano la realtà che dobbiamo vivere, bensì solo un insieme di possibili scenari che si possono presentare successivamente sul piano fisico. Non sono cioè uno specchio del piano fisico, ma solo un "laboratorio", per così dire, di ciò che dovrà poi manifestarsi nella realtà fisica. E, di conseguenza, la realtà esistente nei piani sottili ed i connessi pensieri, emozioni, intuizioni e creazioni non sono connessi alla vita del piano fisico, ma solo "reali" esperienze che noi viviamo sui piani eterici e potenziali future esperienze del piano fisico. L'analisi diretta di tali piani eterici (es. viaggi astrali, terapie regressive, contatti con entità eteriche, lavoro di purificazione dei corpi sottili, dei chakra, ecc.) è utile sia per comprendere meglio tale realtà sottile sia per analizzare le proprie forme-pensiero esistenti su tali piani e rilasciarle prima che si possano manifestare sul piano fisico. Tuttavia per compiere il lavoro di rilascio eterico (e quindi al fine della propria crescita), l'analisi diretta dei piani sottili non è di per sé necessaria se si ha un forte intento di crescere. Tale intento, infatti, automaticamente attrae sul piano fisico stesso tutte quelle situazioni che permettono alla persona di comprendere ciò che deve rilasciare in un dato momento affinché la propria crescita sia reale, cioè Spirituale. Una crescita per essere Spirituale deve comprendere il rilascio e la conseguente trasmutazione non solo delle forme-pensiero eteriche, ma anche e soprattutto dei pensieri presenti nella forma fisica. L'approccio che consigliamo alla realtà eterica è quindi "indiretto", nel senso di non focalizzarsi su di essa ma di agire su di essa (indirettamente appunto) attraverso l'intento di crescere e migliorarsi. Tale intento, infatti, agisce non solo sul piano fisico ma anche sui piani eterici (anche se non si è consci di questi ultimi): per modificare un pensiero fisico, infatti, è necessario modificare prima di tutto la relativa forma-pensiero eterica. Consigliamo cioè di vivere l'Esoterismo come un mezzo per vivere la Spiritualità, e non come un fine esso stesso. In altre parole, consigliamo di approcciare la realtà eterica come "fonte di conoscenza", e lasciare alla realtà fisica che viviamo tutti i giorni il compito di essere la nostra "fonte di crescita".
Come Approcciare la Realtà Fisica Nel precedente articolo abbiamo detto che la realtà fisica è la vera "fonte di crescita". Ma quale tipo di crescita? Come visto nell'art.98 possiamo distinguere tra due tipi di crescita: quella spirituale e quella umana. Ora, la realtà fisica è fonte di crescita in generale, e quindi di entrambi i tipi di crescita. Per tale motivo, è su di essa che dobbiamo focalizzarci nella vita di tutti i giorni e non solo per crescere spiritualmente ma anche per goderci realmente la Vita, crescendo cioè umanamente. Per quanto riguarda la crescita spirituale, abbiamo visto già nell'art.1 che essa avviene focalizzandosi sulla realtà fisica [1], in particolare utilizzando la volontà per aumentare sempre più la propria consapevolezza, intesa come "conoscenza spirituale", ossia Saggezza. E per far ciò, consigliammo un approccio allo stesso tempo emotivo (esperienziale) e mentale (ragionato). Lo stesso metodo, però, (ossia volontà+approccio emotivo e mentale) è l'ideale anche per quanto riguarda la crescita umana, un aumento cioè della propria coscienza intesa come "conoscenza umana", ossia Sapienza (vedi art.98). L'approccio ideale alla realtà fisica consiste quindi in una attenzione sia alla propria Saggezza, cioè in altre parole alla propria purezza di pensiero, sia alla propria Sapienza, cioè in altre parole alla propria purezza di comportamento. La Sapienza, infatti, è quella conoscenza che apprendiamo attraverso l'esperienza umana sensoriale e che influenza direttamente il nostro comportamento. Ma tale Sapienza, in realtà, non può essere Vera Sapienza se non è supportata da una parallela purezza di pensiero interiore, ossia Vera Saggezza. Un comportamento ritenuto "saggio" può cioè non derivare da una reale Saggezza interiore, ma semplicemente da una accumulazione di informazione su come ci si debba comportare (Sapienza). Allo stesso modo, una reale Saggezza interiore non automaticamente comporta una reale Sapienza esteriore. Ecco perché, lo ribadiamo, l'approccio ideale alla realtà fisica consiste in una attenzione sia alla propria Saggezza sia alla propria Sapienza. In particolare, una maggior attenzione alla prima rispetto alla seconda, cercando di rendere coerenti tra loro Saggezza e Sapienza. Ossia di rendere coerente la seconda alla prima, e non viceversa. La Saggezza, infatti, ossia la crescita spirituale, è la Vera Crescita. Vera in quanto temporalmente infinita, a differenza di quella umana che è limitata al solo periodo di incarnazione fisica. Note: [1] in realtà lo Spirito ha una sua crescita anche al di fuori di spazio e tempo che continua sia prima, sia durante, sia dopo l'incarnazione fisica dello stesso. In quanto umani, comunque, parliamo qui della crescita spirituale "umana", "terrena". Anche la crescita dello Spirito al di fuori di spazio e tempo si basa sull'utilizzo della Volontà, il vero potere di ogni essenza divina.
Pensiero positivo Nell'articolo Intento o affermazione, spiegammo come l'affermazione e la visualizzazione non siano uno strumento per crescere spiritualmente e per cercare di manifestare una determinata realtà sul piano fisico. Però, dicemmo, visualizzazione ed affermazione sono utili per lavorare nel presente sui corpi sottili. In particolare, quando tale lavoro sui corpi sottili ha il fine di migliorare il benessere emotivo e psicologico si parla di pensiero positivo. Mentre il lavoro sul corpo mentale si realizza attraverso l'uso dell'affermazione, quello sul corpo emotivo si realizza attraverso l'uso della visualizzazione. Entrambi questi strumenti, affermazione e visualizzazione, appartengono al concetto di pensiero positivo. Vediamo meglio perché. L'affermazione fa utilizzo delle creatività verbale. Essa perciò, utilizzando un codice linguistico, necessita del corpo mentale per manifestarsi. L'utilizzare parole positive può avere effetti sia a livello inconscio (inteso come "comandi" contenuti in ogni singola particella affinché pensi ed agisca in un determinato modo: tali comandi si trovano nelle particelle del Corpo di Luce) sia a livello subconscio (inteso come corpi sottili). Affinché abbiano effetto a livello inconscio, tali affermazioni devono essere recepite dalla propria Anima, e ciò è possibile solo quando la propria Anima è completamente incorporata nella forma fisica, ossia quando si completa lo sviluppo del Corpo di Luce. Affinché abbiano effetto a livello subconscio, invece, non ha alcuna importanza l'evoluzione spirituale della persona: ogni pensiero si manifesta istantaneamente sul piano eterico creativo ed ha influenza immediata (anche se temporanea) sul corpo mentale. L'affermazione, in sostanza, aiuta a manifestare un determinato e temporaneo approccio psicologico (eterico, non fisico) all'oggetto dell'affermazione. La visualizzazione fa utilizzo della creatività visiva, parte del corpo creativo. Ma il corpo creativo per creare ha bisogno di input informativi, in formato di codice linguistico. I comandi, in altre parole, che permettono al corpo creativo di creare sono in formato verbale. Ogni tipo di informazione eterica viene prima creata sul piano eterico creativo e poi eventualmente discende negli altri corpi eterici, ed in parte discende anche a livello fisico. E tutto ciò, nel caso dell'affermazione e della visualizzazione, avviene attraverso il linguaggio verbale, ossia attraverso un insieme di codici che permettono il trasferimento di informazioni complesse (nel caso dell'intento o volontà, invece, avviene attraverso il linguaggio numerico. Vedi anche Filosofia Non Logica). La visualizzazione aiuta a manifestare un determinato e temporaneo approccio emotivo (eterico, non fisico) all'oggetto della visualizzazione. Anche la visualizzazione quindi, in ultima analisi, dipende al pari dell'affermazione dalla parola. E ciò significa, nello spazio-tempo, che entrambe sono la conseguenza dell'esistenza dei pensieri, ossia unità linguistiche più o meno complesse in formato verbale. Tali unità linguistiche possono essere realmente cambiate a livello subconscio (nel corpo di luce) e di conseguenza incorporate nella forma solo attraverso l'uso dell'intento o volontà, che è proprio la forza motrice necessaria per permettere, attraverso una purificazione graduale delle proprie particelle fisiche ed eteriche, la discesa dello Spirito nella forma attraverso lo sviluppo del Corpo di Luce. La funzione del pensiero positivo, invece, attraverso l'uso costante di affermazioni e visualizzazioni positive, è quella di predisporre un atteggiamento positivo nei confronti della Vita e dei vari aspetti della stessa, attraverso un cambiamento dei pensieri a livello inconscio (nei corpi sottili). Uno strumento utile, quindi, anche per supportare chi vuole intraprendere un percorso di crescita interiore attraverso l'uso della volontà e del rilascio delle limitazioni di pensiero e di emozione; cose quest'ultime che, date le notevoli difficoltà insite nel loro utilizzo, ben giovano di un approccio positivo (sia dal punto di vista psicologico che emotivo) al percorso intrapreso ed agli ostacoli incontrati.
Doveri e Diritti Nel nostro materiale si è più volte sottolineata l'importanza della creazione di una società basata sul Dovere e non sul Diritto, il quale è invece solo una conseguenza del primo. Ora vogliamo precisare la definizione di tali due concetti già espressi. Quando si parla di Dovere si indica un obbligo, non una possibilità (perciò si parla di Dovere e non di Potere). Ma obbligo di cosa? Obbligo di dire o fare qualcosa, cioè di comportarsi in un certo modo. Si suole usare l'espressione Dovere morale (o autoimposizione) quando l'obbligo è lasciato alla libera scelta dell'individuo e non è legalmente prevista alcuna sanzione statale in mancanza di adempimento dell'obbligo (bensì solo una sanzione morale); si suole invece usare l'espressione Dovere legale (o eteroimposizione) quando l'obbligo è chiaramente espresso dalla legge insieme ad una sanzione statale in mancanza di adempimento dell'obbligo. Spesso si fa confusione tra tali due definizioni di Dovere, in particolare viene solitamente data pari dignità e necessità a tali due tipologie. Tuttavia solo il Dovere morale è senz'altro un vero Dovere: solo esso infatti comprende in sé un vero Rispetto, cioè un Rispetto della persona. Il Dovere legale è vero Dovere solo nei limiti entro i quali rispecchia quelli che sono i Doveri morali. Non vi è infatti Rispetto della persona se non si lascia l'individuo libero di dire e fare ciò che ritiene opportuno entro i limiti del Rispetto delle altre persone. Quando si afferma che la società ideale è basata sul Dovere e non sul Diritto, alcune persone storcono il naso. Esse ritengono infatti che una società basata sul Dovere sia anacronistica e che già da secoli (in particolare dal giusnaturalismo in poi) si è passati all'età dei Diritti. Essi sostengono che la società del Dovere difende l'interesse della società (spesso in realtà si tratta di interessi dei soli governanti e dei loro seguaci che si mascherano dietro l'interesse pubblico) e non l'individuo il quale deve essere protetto con una serie di Diritti. Ciò che essi aborrano è l'uso strumentale del Dovere legale che è stato effettivamente fatto nella storia umana da parte dei governanti e dei loro accoliti. E ricadono nel classico errore di diffidenza (tipicamente emotivo) di giudicare errato uno strumento poiché mal utilizzato. Si confonde cioè il mezzo (Dovere legale) con il fine (intenzione) e si afferma implicitamente che se il fine (intenzione) è distorto allora anche il mezzo (Dovere legale) non può che esserlo. Essi sembrano non comprendere che il Diritto non solo è una conseguenza del Dovere ma una conseguenza facoltativa: non perché la protezione della persona sia facoltativa ma perché la protezione del Diritto della persona lo è. Il concetto di protezione della persona non è una conseguenza del Dovere bensì è insito nel concetto stesso di Dovere: l'obbligo di comportarsi in un dato modo (mezzo) ha proprio il fine di proteggere la propria e/o altrui persona. Il concetto di protezione del Diritto della persona è invece una conseguenza del Dovere: solo quando il soggetto agente è vincolato (Dovere) può essere di conseguenza protetto (Diritto) ciò che tale soggetto agente trasferisce al soggetto ricevente. Il Diritto indica cioè la garanzia dell'attuazione del Dovere, e tale garanzia è facoltativa non perché non sia fondamentale proteggere gli interessi della persona ma perché in una società evoluta non dovrebbe essere necessario fornire tale garanzia. Il fatto che debba essere fornita è uno specchio della limitata consapevolezza dell'umanità odierna e della conseguente mancanza di Rispetto e, di conseguenza, di Fiducia. Su tali basi ha senso affermare che non esiste alcun Diritto naturale o fondamentale dell'Uomo, bensì il Dovere (con l'implicito obbligo morale di rispettarlo, come sopra detto) di proteggere gli interessi sia della società nel suo complesso sia dei singoli individui, a partire dalla soddisfazione dei bisogni primari (non tuttavia attraverso un reddito monetario bensì attraverso la fornitura dei beni e servizi primari in modo diretto, vedi ad esempio art.17). Quando si parla di Dovere, che sia morale o legale, si sottintende sempre un concetto: il Rispetto. Si deve dire o fare qualcosa al fine di rispettare qualcosa o qualcuno. Il Dovere è cioè il mezzo il cui fine è il Rispetto. Perciò è importante tenere a mente che quando diciamo Dovere intendiamo sempre Dovere di Rispetto. Quando si parla di Diritto, anch'esso morale o legale, si sottintende sempre un concetto: la Libertà. Si ha la pretesa di ottenere qualcosa affinché la propria o altrui libertà sia garantita. Il Diritto è cioè il mezzo il cui fine è la Libertà. Perciò è importante anche qui tenere a mente che quando diciamo Diritto intendiamo sempre Diritto di Libertà. Mentre però il Dovere di Rispetto è necessario al fine dell'evoluzione collettiva ed individuale, il Diritto di Libertà lo diviene solo nel momento in cui viene meno la capacità autonoma degli individui di rispettare la libertà relativa (al rispetto della libertà altrui) di agire, propria ed altrui.
Fede: la Fonte dell'Amore Nell'articolo 102 spiegammo la differenza tra Sapere e Credere, e dicemmo che è il "credere alla realtà" di qualcosa (e non il sol "credere alla possibilità" di qualcosa, che è Speranza) che indica una Credenza. Ma come nasce la Credenza? Quando cioè si inizia a credere alla realtà di qualcosa e non più solo alla sua possibilità? Nel precedente articolo abbiamo visto che la forma estrema di autodifesa è la forma-pensiero della Permalosità, costituita dall'unione della forma-pensiero (mentale, cioè emotivamente neutra) della Vanità e della forma-pensiero (emotiva) dell'Autocelebrazione. Tuttavia avevamo anche detto che la forma magnetica corrispondente alla Cattiveria, cioè la forma estrema di autodifesa corrispondente alla forma estrema di offesa (cioè la Cattiveria), è la forma-pensiero del Disprezzo il cui lato attivo è la forma-pensiero della Rabbia ed il lato passivo la forma-pensiero della Vendetta. Entrambe le cose sono vere: la forma-pensiero del Disprezzo e la forma-pensiero della Permalosità sono infatti le due forme-pensiero, rispettivamente mentale/attiva ed emotiva/passiva, la cui unione forma la forma-pensiero della Sapienza di Credenza. Disprezzo e Permalosità sono una forma di Sapienza (e non di Credenza) perché sono forme-pensiero magnetiche, seppur estreme (tendenti al limite verso la Credenza). E la loro unione, cioè la Sapienza di Credenza, è la forma estrema di Sapienza (e quindi di autodifesa) tendente al limite verso la Credenza. Essendo l'unione di una forma-pensiero mentale e di una emotiva, la Sapienza di Credenza non può che essere una forma-pensiero emotiva. Infatti l'emozione della forma-pensiero della Permalosità non solo non può sparire unendosi ad una forma-pensiero emotivamente neutra (Disprezzo), ma essendo allo stesso tempo anche un lato passivo e quindi derivante dalla Sapienza di Credenza, anche quest'ultima deve per logica induttiva contenere in sé l'emozione. Nell'articolo precedente abbiamo anche visto che l'Aspettativa e la Distorsione sono le due forme-pensiero rispettivamente attiva/emotiva e passiva/emotiva che costituiscono l'ossatura della Credenza. E la loro unione costituisce la forma di Credenza meno distorta (estrema tendente al limite verso la Sapienza): la Credenza di Sapienza, il cui lato attivo (Aspettativa) è meno distorto di quello passivo (Distorsione). Essendo l'unione di due forme-pensiero emotive, la Credenza di Sapienza non può che essere anch'essa una forma-pensiero emotiva. Qual è quindi la causa che fa sì che una forma-pensiero puramente magnetica (Sapienza, autodifesa) diventi magnetica distorta (Credenza,offesa), o viceversa? In altre parole, qual è il punto di congiunzione tra la Sapienza di Credenza (Sapienza estrema) e la Credenza di Sapienza (Credenza meno distorta)? Essendo entrambe le forme-pensiero in questione (Credenza di Sapienza e Sapienza di Credenza) delle forme-pensiero emotive, significa che di certo vi è un passaggio di emozione dall'una all'altra. E tale emozione è di Amore nella Sapienza di Credenza, e di Paura nella Credenza di Sapienza. La Sapienza di Credenza è cioè la forma-pensiero puramente magnetica con la minor quantità di Amore presente; la Credenza di Sapienza è invece la forma-pensiero magnetica distorta con la minor quantità di Paura esistente. Ciò che determina il passaggio da Amore a Paura o viceversa è la Fede nell'Assoluto. E' quando si inizia a "credere alla realtà" di qualcosa e non più solamente a "credere alla possibilità" di qualcosa (che è Speranza) che viene meno la Fede nell'Assoluto. Il credere alla possibilità di qualcosa è infatti un atteggiamento di rispetto (e quindi di Fede) nell'Assoluto: è un'ammissione implicita della propria incapacità di conoscere la Verità. Il credere alla realtà di qualcosa è invece un atteggiamento di mancanza di rispetto (e quindi di mancanza di Fede) nell'Assoluto: è un'ammissione esplicita della propria capacità di conoscere la Verità. Affermare di credere alla realtà di qualcosa equivale, infatti, ad affermare di saperla: credere che una cosa è vera significa dipendere da tale credenza, ossia affermare implicitamente che essa è la Fonte della propria verità. Ma non esiste alcuna verità relativa: o meglio, la verità relativa è una credenza. La Verità è oggettiva ed Unica. Il "credere alla realtà" di qualcosa significa cioè "credere di sapere", cioè pensare di sapere tout court, ossia di sapere la Verità. E' il credere di sapere (la Verità) che priva cioè dell'Amore e genera Paura, la cui forma più elementare è come visto la forma-pensiero emotiva della Distorsione (aspetto passivo/emotivo della Credenza di Sapienza e quindi anche della Credenza tout court, essendo la Credenza di Sapienza la forma più elementare di Credenza dalla quale poi hanno origine tutte le altre Credenze) e la cui forma più estrema è come visto la forma-pensiero dei Pregiudizi e dei Giudizi. Quando il "credere di sapere" diventa estremo, esso può essere chiamato "presunzione di sapere" o Invidia (vedi articoli precedenti). Quando la Fede nell'Assoluto viene meno (e fintantoché vi è tale Fede, vi è Amore, poiché è essa che garantisce alle Anime la possibilità di esistere) il pensiero dell'Anima viene privato automaticamente dell'emozione dell'Amore (emozione non carica emotivamente né distorta, cioè sentimento) ed inizia a fare esperienza dell'emozione della Paura (emozione distorta o carica emotivamente). La Paura è l'assenza di Amore e, ancor prima, assenza di Fede nell'Assoluto. Fintantoché un'Anima (ed in generale, lo Spirito) ha in sé almeno un po' di Amore (e quindi un po' di Fede), essa sarà mantenuta in esistenza dall'Assoluto. Ma quando tale Amore verrà meno in modo completo nell'Anima, essa cesserà di vivere: e per l'Assoluto cessare di vivere non significa eliminare, bensì far soffrire al fine di far comprendere gli errori commessi ed i propri limiti. La sofferenza è il viatico verso il recupero dell'Amore: non c'è altra strada agli occhi di Dio. Consigliamo di intendere di rilasciare la Credenza di Sapienza ed ogni forma-pensiero di offesa da essa derivante; consigliamo inoltre di intendere di rilasciare la Sapienza di Credenza ed ogni forma-pensiero di autodifesa non necessaria (cioè che è stata utilizzata quando non vi era alcun bisogno di difendersi) da cui essa ha avuto origine.
La misura della realtà Tutto ciò che è limitato, e quindi ogni cosa fatta eccezione per l'Assoluto (che è infinito), può essere compreso solo se posto a confronto con qualcosa d'altro, anch'esso limitato. La finitezza di una data cosa, infatti, è tale rispetto a qualcosa d'altro: una cosa finisce ed è finita dove ne inizia un'altra. Tuttavia, sebbene si possa notare la finitezza di una data cosa se posta a confronto con l'Assoluto, non se ne può comprendere la natura. In altre parole: mentre di una cosa se ne può percepire sensorialmente la forma se posta a confronto con l'infinito, non se ne può però comprendere la funzione, ossia il bisogno. La funzione di una cosa può essere compresa solo in una realtà limitata, ossia solo se posta a confronto con altre cose finite. Solo in tal caso, infatti, diventa necessario distribuire le funzioni: a fianco dell'Assoluto, invece, la propria funzione è per definizione nulla poiché ogni funzione è senz'altro una funzione dell'Assoluto. L'esistenza di più di due cose finite determina automaticamente la necessità di creazione di una misura: la misura della funzione, ossia la misura del bisogno. Per determinare cos'è una data cosa, cioè, bisogna determinare il bisogno della sua esistenza. Ogni vera Misura è una misura del bisogno, poiché nulla di cui non c'è bisogno ha alcun valore agli occhi dell'Assoluto. Egli non spreca risorse: solo ciò che ha valore merita di esistere. E' su tali basi che sono state create le Leggi divine (Leggi di comunione e Leggi della Vita, vedi Glossario), che sono gli esempi per antonomasia di misura. Secondo la Legge del merito, il valore è proporzionale all'evoluzione spirituale, dello Spirito e/o della forma umana. Secondo la Legge del tutto è uno, il valore è proporzionale al servizio prestato gratuitamente a supporto degli altri. Secondo le Leggi della Vita, il valore è proporzionale all'evoluzione spirituale (a ciò che si pensa). Secondo le Leggi divine, quindi, il valore è proporzionale a due fattori: l'evoluzione ed il servizio. Per fare entrambe le cose si necessita di Volontà: essa è quindi l'unica vera determinante del valore delle cose. E' quindi lo Spirito ad avere valore, poiché la Volontà indica la capacità creativa dello Spirito. Ogni vera Misura è quindi, in ultima analisi, una misura del bisogno di Spirito: una misura della quantità e qualità di Spirito di cui c'è bisogno. Come si fa a stabilire quale sia la quantità e qualità di Spirito di cui c'è bisogno? E come si determinano tali quantità e qualità nei singoli casi concreti? Ebbene, nessun Essere finito può stabilire tali quantità e qualità: solo l'Assoluto, attraverso l'applicazione delle Leggi divine da lui create, può stabilire il valore dello Spirito e le conseguenti vere misure del bisogno di Spirito. Tutte le misure create dall'umanità, di conseguenza, sono misure umane: misure non solo del bisogno umano, ma anche del desiderio umano. Mentre cioè le misure divine soddisfano solo ciò che serve, le misure umane soddisfano anche tutto ciò che si desidera, tralasciando il fatto che i bisogni siano o meno soddisfatti. Solo quelle misure umane che soddisfano anche ed in primis il bisogno sono in sintonia con le misure divine. E solo tali misure, quindi, possono essere applicate nello spazio-tempo qualora le misure divine siano dominanti. L'applicazione delle Leggi (misure) divine, le vere Misure, è sempre esistita sin dall'inizio dello spazio-tempo. Le misure divine, tuttavia, sono dominanti rispetto alle misure umane solo in proporzione alla quantità e qualità di Spirito incarnato nello spazio-tempo. Maggiore è la quantità di Spirito nello spazio-tempo, minore è l'applicazione delle misure umane che non soddisfino innanzitutto i bisogni; e minore è altresì la predominanza (priorità) delle misure umane su quelle divine.
Controllo del Dovere e del Potere Il termine Dovere indica un obbligo, ossia un bisogno: esso riguarda perciò l'ambito della crescita interiore o spirituale, ossia quella crescita controllata dalle Leggi divine, esempi di misure del bisogno di Spirito (vedi art.150). Il termine Potere invece indica una facoltà, ossia un desiderio: esso riguarda perciò l'ambito della crescita esteriore o umana, ossia quella crescita controllata (oggigiorno) dalle leggi umane, esempi di misure umane. Si ha tanto controllo dei propri ed altrui Doveri quanto si conoscono e rispettano le Leggi divine; si ha tanto controllo dei propri ed altrui Poteri quanto si conoscono e rispettano le leggi umane. Per poter mettere in pratica e rispettare i propri ed altrui Doveri è necessario dapprima purificare il proprio pensiero attraverso l'uso dell'intento e contemporaneamente fare autoanalisi dei propri pensieri, parole ed azioni per poterli poi incorporare. Mentre l'intento è lo strumento necessario per una crescita spirituale, l'autoanalisi è lo strumento necessario per una crescita umana (vedi Ascendere). Un'Ascensione pura quindi, che trasmetta l'informazione spirituale nella forma, necessita sia dell'intento per evolvere spiritualmente sia dell'autoanalisi affinché tale evoluzione del Corpo di Luce possa essere incorporata nella forma fisica ed eterica. Cose queste non necessarie però per il semplice esercizio dei Doveri di Rispetto: è infatti possibile esercitare e rispettare un dato Dovere per la semplice Credenza dello stesso. Anche per poter mettere in pratica e rispettare i propri ed altrui Poteri è necessario dapprima purificare il proprio pensiero attraverso l'uso dell'intento (ossia incorporare i Doveri) e poi fare autoanalisi dei propri pensieri, parole ed azioni per poterli poi incorporare. In altre parole, per comprendere i propri Diritti di Libertà è necessario evolvere spiritualmente, cosa quest'ultima invece non necessaria per il semplice esercizio di tali Diritti di Libertà: è infatti possibile esercitare e rispettare un dato Potere per la semplice Credenza dello stesso. Se in una persona il controllo del Dovere di Rispetto (Forza spirituale, Doveri messi in pratica) è diverso dal controllo del Diritto di Libertà (Forza umana, Diritti messi in pratica) si crea una tensione tra il proprio Essere spirituale e la propria forma umana, tensione che cresce con l'aumentare del divario tra tali due tipi di Forze. Notare bene che parliamo di diversità di "controllo" del Dovere e del Diritto, e non di diversità del Dovere e del Diritto tout court: ciò che crea tensione è cioè il mettere in pratica tali Doveri e Diritti contrastanti, e non il fatto di averli in sé a livello teorico. E' possibile cioè avere una crescita interiore diversa da una crescita esteriore ma non creare tensione tra di esse fintantoché non vengono entrambe messe in pratica nel proprio comportamento. Quando vi è un perfetto bilanciamento tra tali due tipi di controllo, ci si comporta con Passione, ossia con un comportamento d'Amore; quando invece il divario tra tali due tipi di controlli è massimo, ci si comporta con Ossessione, ossia con un comportamento di Paura. Nei casi intermedi, ci si comporterà con Passione ed Ossessione in proporzioni varianti a seconda dei casi. Per vivere la Passione è necessario quindi bilanciare la crescita interiore con una parallela crescita esteriore: ciò è possibile solo se la crescita interiore (Saggezza) è antecedente alla crescita esteriore (Sapienza). Una crescita esteriore priva di consapevolezza interiore, infatti, è Credenza e non Sapienza: il modo di comportarsi appreso per cultura, infatti, non necessita di per sé di una consapevolezza interiore sottostante a tale comportamento. Il divario massimo possibile tra controllo del Dovere e controllo del Potere non può mai essere di più di 1.000.000 di livello: non è possibile infatti crescere spiritualmente (Dna di Luce) completando il rilascio del karma ancestrale (livello 1.000.000) senza aver almeno appreso qualcosa dal rilascio di tale karma, senza cioè esser almeno cresciuti un po' umanamente (Dna fisico ed eterico). E non è altresì possibile rilasciare il proprio karma (oltre livello 1.000.000) senza aver una incorporazione fisica ed eterica di tale rilascio che non sia più distante dal Dna di Luce di quanto può essere ampia la fase antecedente all'inizio del rilascio del proprio karma a livello cosciente (livello 1.000.000). In altre parole, il divario massimo possibile tra livello del Dna del proprio Corpo di Luce e Dna fisico ed eterico della propria forma non può superare il livello 1.000.000. Il controllo del Dovere ed il controllo del Potere devono essere due percorsi paralleli: se vi è distonia tra tali due percorsi, si possono creare conflitti tra il proprio Spirito e la propria forma umana. Mettere in pratica due teorie diverse tra loro può infatti portare alla dissociazione di personalità, ossia alla creazione di una personalità spirituale e di una personalità umana: una convivenza tanto meno possibile quanto è maggiore il divario tra di esse (conseguenza del divario sopra discusso), fino al caso estremo di scontro totale tra esse che porta all'Ossessione di cui sopra. Per mettere in pratica sia il Dovere sia il Potere è necessario averli sotto controllo, cioè avere Forza (vedi art.40). Il Potere infatti, pur riguardando una crescita esteriore ed umana, è comunque una potenzialità: solo il Potere applicato attraverso l'uso della Volontà diventa Forza pratica. Se il Dovere è cioè la Teoria spirituale (o Natura dell'Essere o Ontologia), il Potere è la Teoria umana (o Teoria dell'Essere o Epistemologia): solo la Forza (Pratica dell'Essere o Fenomenologia) può mettere in pratica tali due tipi di Teoria (vedi anche Analisi teoretica dello Spirito). I 18 ologrammi/archetipi permettono di incorporare in modo completo il Dovere (Dna di Luce) nella forma fisica ed eterica (Dna eterico e fisico), incorporando di conseguenza un Potere basato su tale Dovere. I 144 ologrammi/fenotipi permettono poi di mettere in pratica in modo completo tali Doveri e Poteri attraverso l'incorporamento della Forza. L'incorporamento di tutti questi ologrammi è automatico in tutti coloro che ascendono in modo completo nell'energia puramente magnetica, ossia in tutti coloro che nella loro personale Ascensione rilasciano gradualmente ma parallelamente sia le Paure sia le Illusioni, a livello eterico così come a livello fisico. E che hanno un controllo sia dei Doveri sia dei Poteri tale da riuscire a mettere in pratica con la Forza tale Saggezza e Sapienza. Un controllo delle energie spirituali (Doveri) e delle energie umane (Poteri) è quindi necessario per metterle in pratica: poiché il Potere ed il Dovere sono nulla senza la Forza che le controlli. E delle 4 Forze conosciute, solo quella gravitazionale è un residuo della Forza magnetica che mette in pratica l'Ascensione completa ossia magnetica e che si manifesta in modo completo attraverso l'incorporazione dei 144 ologrammi/fenotipi.
Vero Merito Il concetto di Merito può essere inteso a diversi livelli. In particolare, nel Gioco della Vita possiamo distinguere 3 tipi di Merito: di Volontà, di Sapienza e di Saggezza. Vediamoli uno ad uno. Il Merito di Volontà sta ad indicare la "preferenza della Volontà maggiore". L'Essere con Volontà maggiore cioè, a parità di Saggezza e di Sapienza, ha la precedenza nella capacità di manifestare la realtà che desidera. Questo è il tipo di Merito che predomina nei sistemi sociali basati sulla Paura. Ne sono esempi i sistemi con un governo monarchico od oligarchico, qualora siano imposti dall'alto senza una scelta democraticamente votata dalla comunità (sistemi aristocratici). Il Merito di Sapienza sta ad indicare la "preferenza della Sapienza maggiore". L'Essere con Sapienza maggiore cioè, a parità di Volontà e di Saggezza, ha la precedenza nella capacità di manifestare la realtà che desidera. Questo è il tipo di Merito che predomina nei sistemi sociali basati sull'Illusione. Ne sono esempi i sistemi con un governo parlamentare, qualora siano imposti dall'alto senza una scelta democraticamente votata dalla comunità (sistemi demagogici) (Vedi nota 1.) Il Merito di Saggezza sta ad indicare la "preferenza della Saggezza maggiore". L'Essere con Saggezza maggiore cioè, a parità di Volontà e di Sapienza, ha la precedenza nella capacità di manifestare la realtà che desidera. Questo è il tipo di Merito che predomina nei sistemi sociali basati sull'Amore. Ne sono esempi i sistemi con un governo monarchico, oligarchico o parlamentare, qualora siano scelti democraticamente dal popolo a maggioranza e senza essere imposti dall'alto (sistemi democratici). In tutti i tipi di sistemi sociali hanno importanza tutti e 3 i tipi di merito, sebbene come sopra accennato ve ne sia uno predominante. Il Vero Merito si basa quindi su tutti e 3 i tipi di merito secondo il seguente ordine decrescente di precedenza: Merito di Saggezza, Merito di Sapienza e Merito di Volontà. La Saggezza rappresenta la conoscenza interiore dell'Essere, ossia la sua consapevolezza spirituale. La Sapienza rappresenta la conoscenza esteriore dell'Essere, ossia la sua consapevolezza fisica ed eterica. La Volontà rappresenta il semplice desiderio. Mentre Saggezza e Sapienza sono concetti "attivi", che necessitano cioè della Parola e dell'Azione per esprimersi, la Volontà è un concetto "passivo" che necessita cioè il solo pensiero volitivo per esprimersi. Il Gioco della Vita da sempre funziona su tali 3 tipi di Merito. Ma solo a partire dal 2004 il concetto di Vero Merito si è radicato a livello fisico sul nostro pianeta. Ed è a partire da quest'anno quindi che inizieranno i cambiamenti che porteranno ad una ristrutturazione del nostro sistema sociale dando preminenza al Merito di Saggezza rispetto a quelli di Sapienza e di Volontà. Un sistema sociale in cui i ruoli chiave nei diversi campi sociali verranno con il tempo ricoperti da Veri Leader, cioè "persone che rappresentano la consapevolezza più elevata nella comunità" e non più da semplici Leader, cioè "persone che rappresentano la consapevolezza media della comunità". Questo importante cambiamento avverrà ai vertici della Comunità locale, nazionale ed internazionale ed in tutti i settori della Società. E' compito nostro ora rimboccarci le maniche e darci da fare per portare a manifestazione tale Sogno: una Vera Democrazia basata sull'Equità, sul Rispetto e sulla Giustizia. L'evoluzione spirituale interiore (Saggezza) aggiunta della necessaria conoscenza esteriore (Sapienza) e del forte desiderio di manifestare un Sogno (Volontà)....questi sono i motori del Progresso.
Nota 1: 1 forma corrotta di democrazia in cui i governanti fanno promesse e concessioni alle masse popolari al solo fine di mantenere il proprio potere 2 l'accattivarsi il favore delle masse con promesse che non si possono mantenere: fare della demagogia.
Tipi di sogni Quando si parla di sogno si intende solitamente quell'insieme di ricordi che, una volta sveglia, una persona ricorda come scene vissute. E questi sogni possono variare nel contenuto: da scene realistiche di vita a situazioni fantasiose o paurose che nulla hanno a che vedere con il piano fisico che gli umani vivono tutti i giorni. Ma cosa sono questi sogni? Ebbene, esistono 3 tipi di sogni: ispirati, eterici e cerebrali (fisici). Vediamoli uno per uno. I sogni ispirati sono quelli trasmessi dal proprio Spirito. E' il proprio Spirito cioè che invia un'immagine, un suono o una situazione sui piani creativi dove il corpo astrale della persona in questione viene trasportato dagli angeli per vivere tale messaggio ispirato e ricordarselo. Due possono essere le funzioni di tale tipo di sogno: premonizione o ammonizione. La premonizione serve per inviare alla persona fisica un messaggio che lo Spirito, su permesso dell'Assoluto, ritiene importante inviare alla persona per segnalarle un evento futuro. Il fine della premonizione è sempre evolutivo: un aiuto inviato dal proprio Spirito per segnalare in anticipo un evento (positivo o negativo) importante per la propria evoluzione. L'ammonizione, invece, è un messaggio inviato dal proprio Spirito, sempre su permesso dell'Assoluto, che serve per avvertire la persona di un problema, passato o presente, che la persona deve risolvere assolutamente. Anche per l'ammonizione il fine è evolutivo: un aiuto inviato dal proprio Spirito per segnalare a posteriori un evento (negativo) importante per la propria evoluzione. Avvengono sempre nella fase non-REM del sonno (fase del sonno profondo e quasi-fisico, in questo caso) e sempre e solo sui piani creativi della dimensione in cui si trova la forma fisica (la terza dimensione, oggigiorno), sebbene il messaggio raggiunga il cervello fisico. Da un punto di vista emotivo, i sogni ispirati non si basano mai né sulla Paura né sull'Illusione: sono cioè sogni puramente magnetici, basati sull'Amore. Ovvero, da un punto di vista del pensiero, non sono mai pensieri di Credenza ma sempre e solo pensieri di Sapienza o di Saggezza. I sogni eterici sono quelli che avvengono su uno qualsiasi dei piani eterici e che non sono trasmessi dallo Spirito, bensì vissuti realmente su quei piani dove il corpo astrale della persona viene portato dagli angeli durante il sonno. Questi tipi di sogni non si presentano mai sotto forma di immagine o suono ma sempre sotto forma di situazione. La funzione di tali tipi di sogni è sempre la stessa: delucidazione. I sogni eterici sono cioè dei messaggi, scelti dal proprio angelo custode, che rappresentano situazioni realmente vissute durante il sonno su un dato piano eterico e che l'angelo custode vuole imprimere nella memoria cosciente della forma fisica affinché rifletta su ciò che è accaduto nel sogno. Anche i sogni eterici hanno cioè un fine evolutivo: un aiuto inviato dal proprio angelo custode per evidenziarci una situazione eterica che dovrebbe farci riflettere su un nodo importante in quel momento per la nostra evoluzione personale. Avvengono sempre nella fase REM del sonno (fase del sonno leggero o eterico); possono realizzarsi anche su piani eterici di prima dimensione (sogni di Paura) o di seconda dimensione (sogni di Paura o di Illusione), oltre che su quelli della dimensione in cui si trova la forma fisica (la terza dimensione, oggigiorno) e su tutti quelli delle dimensioni in cui esiste una qualche forma di vita. Il messaggio di questo sogno non raggiunge mai il cervello fisico. Da un punto di vista emotivo, i sogni eterici si possono basare sia sulla Paura, sia sull'Illusione, sia sull'Amore. Ovvero, da un punto di vista mentale, possono essere sia pensieri di Credenza sia pensieri di Sapienza sia pensieri di Saggezza. I sogni cerebrali (o fisici) sono quelli che sono creati dal nostro cervello fisico attraverso sue elaborazioni di informazioni immagazzinate durante la giornata. Questi tipi di sogni si presentano sotto forma di immagine, suono o situazione. La funzione di tali tipi di sogni è sempre la stessa: rilassamento cerebrale. I sogni cerebrali sono cioè dei messaggi il cui contenuto non ha alcuna utilità per la persona se non quella di scartare tutte le informazioni che il cervello reputa inutili da trattenere a livello cosciente. Se tuttavia vi è la presenza di paure e/o illusioni nella forma fisica è probabile che il cervello scarti anche informazioni che sarebbe invece utile trattenere a livello cosciente per poter evolvere. In tali casi, per utilizzare queste informazioni scartate ed utili alla propria crescita è necessario andare a riprenderle dal subconscio (cioè dai piani eterici) attraverso un lavoro di autoanalisi profondo ed agevolando il loro venire a galla con l'uso dell'intento. Avvengono sempre nella fase non-REM del sonno (fase del sonno profondo e fisico, in questo caso) e si realizzano sempre e solo nel cervello fisico della persona, mai sui piani eterici. Da un punto di vista emotivo, i sogni cerebrali si possono basare sia sulla Paura, sia sull'Illusione, sia sull'Amore. Ovvero, da un punto di vista mentale, possono essere sia pensieri di Credenza sia pensieri di Sapienza sia pensieri di Saggezza. Un caro saluto, Sandalfone
Tipi di segni Nell'art.155 abbiamo parlato dei diversi tipi di Sogni. Essi rappresentano i ricordi del sonno, ossia quelle informazioni ricevute durante il sonno e che rimangono impresse per un dato periodo di tempo nel nostro cervello fisico. Complementari ad essi vi sono i Segni: essi rappresentano i ricordi della veglia, ossia quelle informazioni ricevute durante la veglia e che rimangono impresse per un dato periodo di tempo nel nostro cervello fisico. Esistono 3 tipi di segni: sensoriali, intuitivi e creativi. Vediamoli uno per uno. I segni sensoriali sono quelli impressisi nel cervello, nel resto del corpo fisico, nei corpi emotivi e nei corpi mentali come conseguenza di un'esperienza sensoriale vissuta durante la veglia, direttamente o indirettamente. Si presentano sotto forma di situazione, immagine o suono. Essi hanno le stesse funzioni dei sogni ispirati: premonizione ed ammonizione. La premonizione serve per inviare alla persona fisica un messaggio che lo Spirito, su permesso dell'Assoluto, ritiene importante inviare alla persona per segnalarle un evento futuro. Il fine della premonizione è sempre evolutivo: un aiuto inviato dal proprio Spirito per segnalare in anticipo un evento (positivo o negativo) importante per la propria evoluzione. L'ammonizione, invece, è un messaggio inviato dal proprio Spirito, sempre su permesso dell'Assoluto, che serve per avvertire la persona di un problema, passato o presente, che la persona deve risolvere assolutamente. Anche per l'ammonizione il fine è evolutivo: un aiuto inviato dal proprio Spirito per segnalare a posteriori un evento (negativo) importante per la propria evoluzione. Essi avvengono sempre e solo sul piano fisico e solo durante la veglia. Possono rimanere impressi solo come Memoria Istantanea, al pari dei sogni ispirati (vedi Vera Memoria). Da un punto di vista emotivo, i segni sensoriali non si basano mai né sulla Paura né sull'Illusione: sono cioè sogni puramente magnetici, basati sull'Amore. Ovvero, da un punto di vista del pensiero, non sono mai pensieri di Credenza ma sempre e solo pensieri di Sapienza o di Saggezza. I segni intuitivi sono quelli impressisi nel cervello, nel resto del corpo fisico e nei corpi intuitivi come conseguenza di un'intuizione avuta, indipendentemente dal fatto che tale intuizione si sia manifestata per astratto o invece sulla base di un'esperienza vissuta, direttamente o indirettamente. Si presentano sotto forma di situazione. Essi hanno la stessa funzione dei sogni eterici: delucidazione. I segni intuitivi sono dei messaggi, scelti dal proprio angelo custode, che rappresentano situazioni realmente vissute durante la veglia su un dato piano eterico e che l'angelo custode vuole imprimere nella memoria cosciente della forma fisica affinché rifletta su ciò che è accaduto nei piani eterici. Anche i segni intuitivi hanno cioè un fine evolutivo: un aiuto inviato dal proprio angelo custode per evidenziarci una situazione eterica che dovrebbe farci riflettere su un nodo importante in quel momento per la nostra evoluzione personale. Possono rimanere impressi sia come Memoria Istantanea sia come Memoria Temporale, al pari dei sogni eterici. Da un punto di vista emotivo, i sogni eterici si possono basare sia sulla Paura, sia sull'Illusione, sia sull'Amore. Ovvero, da un punto di vista mentale, possono essere sia pensieri di Credenza sia pensieri di Sapienza sia pensieri di Saggezza. I segni creativi sono quelli impressisi nel cervello, nel resto del corpo fisico e nei corpi creativi come conseguenza di un pensiero creato dal nostro cervello fisico attraverso sue elaborazioni di informazioni immagazzinate durante la giornata. Si presentano sotto forma di situazione, immagine o suono. Essi hanno la stessa funzione dei sogni cerebrali: rilassamento cerebrale. I segni creativi sono cioè dei messaggi il cui contenuto non ha alcuna utilità per la persona se non quella di scartare tutte le informazioni che il cervello reputa inutili da trattenere a livello cosciente. Se tuttavia vi è la presenza di paure e/o illusioni nella forma fisica è probabile che il cervello scarti anche informazioni che sarebbe invece utile trattenere a livello cosciente per poter evolvere. In tali casi, per utilizzare queste informazioni scartate ed utili alla propria crescita è necessario andare a riprenderle dal subconscio (cioè dai piani eterici) attraverso un lavoro di autoanalisi profondo ed agevolando il loro venire a galla con l'uso dell'intento. Possono rimanere impressi sia come Memoria Istantanea sia come Memoria Temporale, al pari dei sogni cerebrali. Da un punto di vista emotivo, i segni creativi si possono basare sia sulla Paura, sia sull'Illusione, sia sull'Amore. Ovvero, da un punto di vista mentale, possono essere sia pensieri di Credenza sia pensieri di Sapienza sia pensieri di Saggezza. Un caro saluto, Sandalfone
Passione Nell'articolo Controllo del Dovere e del Potere definimmo il comportamento con Passione come il comportamento d'Amore, in opposizione al comportamento con Ossessione che lo definimmo invece come il comportamento di Paura. Ma cos'è la Passione? La Passione è una spinta d'Amore che nasce da dentro, sia dalla propria Anima che dal proprio corpo. Quando nasce dall'Anima parliamo di Passione sentimentale, quando invece nasce dal corpo parliamo di Passione emotiva. Questa spinta d'Amore si basa su una o più delle 18 forme d'Amore, le quali nella loro massima forma pura, ossia quando si è completato il processo ascensionale (nel senso di completamento della crescita interiore, della crescita esteriore e del rilascio dell'Ego), sono 18 sentimenti d'Amore (vedi articolo Le 18 forme di Amore): completato il processo ascensionale vero e proprio, infatti, vi è una totale unione tra Spirito e forma, e per tal motivo ogni espressione d'Amore della forma stessa è spirituale (sentimentale), e non più corporea (emotiva). La Passione si contrappone all'Ossessione: mentre la prima è una spinta d'Amore che nasce da dentro nel senso che ha origine in modo naturale ed indipendentemente dalla situazione esterna, la seconda è una spinta di Paura (ossia egoica) che viene da fuori nel senso che ha origine come reazione ad una situazione esterna. Mentre la Passione può essere sia spirituale sia umana (e quindi sia sentimento sia emozione), l'Ossessione è solo umana (e quindi solo emozione). L'Ossessione è infatti creata dalla mente umana, che dà poi origine ad una emozione ossessiva. La Passione, invece, non è creata dal pensiero ma è Amore puro: essa è una pura manifestazione dell'Assoluto dentro ognuno di noi, che possiamo e che anzi dobbiamo controllare affinché rimanga in noi e non si spenga. La Passione infatti, per essere e rimanere tale, deve essere controllata dall'Anima e dalla persona che la vivono dentro di loro. Per controllare la Passione, affinché essa non degeneri in Ossessione, sono necessari due fattori: Forza e Dolcezza. La Passione è perciò insitamente composta di tali due aspetti, Forza e Dolcezza. Con il termine Forza si indica sia la Forza del carattere sia la Forza del cuore, mentre con il termine Dolcezza si indica un comportamento piacevole ai sensi, amorevole. Ecco quindi che la Passione può essere definita come la Forza dell'Amore, nella sua totalità. Quando si segue la Via del Cuore, si vive la Vita con Passione. E man mano che si procede lungo la Via del Cuore, la Passione si fa sempre più profonda: se è vero infatti che ogni forma di Passione è pura, cioè una reale manifestazione dell'Amore Assoluto, è altresì vero che man mano che si procede nella propria Ascensione la Passione diventa sempre più profonda, cioè l'Amore che si manifesta dentro di noi è sempre più grande, più vivo, più forte. Ma queste parole sono limitanti, solo l'esperienza diretta permette di capire la Passione ed i suoi sviluppi. La Passione, nella sua prima fase, si manifesta come Passione emotiva, ed in tal senso superficiale, basata cioè sulle apparenze sensoriali; man mano che si procede lungo la Via del Cuore e la lontananza tra la forma e lo Spirito diminuisce, essa comincia a manifestarsi sempre più anche come Passione sentimentale, ed in tal senso più profonda dato che riguarda lo Spirito e non l'apparenza sensoriale. In una terza fase, che inizia una volta che la Passione sentimentale raggiunge come Forza la Passione emotiva, la Passione emotiva inizia a calare per lasciar sempre più spazio alla pura Passione sentimentale, fino a che non si raggiunge una totale Passione sentimentale dentro di sé eliminando totalmente ogni Passione emotiva umana. Il dono offerto a chi ascende in modo completo, in fondo, più ancora che la consapevolezza mentale e spirituale di informazioni sulla realtà che rappresenta la sostanza dell'Assoluto (ossia lo Spirito, che è appunto Mente), è la possibilità di vivere direttamente dentro di sé la vera essenza dell'Assoluto, ossia l'Amore puro. Amore puro che abbiamo definito Passione quando si manifesta naturalmente dentro uno Spirito od un corpo. Solo quando si riesce a vivere con Passione sentimentale, in una totale unione quindi tra la propria forma ed il proprio Spirito, si vive in modo puro l'unione con l'Assoluto che è dentro ognuno di noi. Una pura unione con la sostanza divina che è in noi, il nostro Spirito, ma ancor più quindi con l'essenza divina che è in noi: l'Amore.
Pillola di Saggezza n.3 N.B. Non aspettatevi da questa sezione approfondite analisi teoriche, perché rimarrete delusi, ma solo brevi messaggi per riflettere! Per analisi più approfondite abbiamo dedicato e dedicheremo molto spazio sia nel sito www.ascensione.com sia nelle altre sezioni di questo blog.
Impara a leggere i segni della Vita e troverai la tua Via Spesso molti lettori della Sdag ci domandano istruzioni per poter entrare in contatto con il proprio Spirito e poter quindi esprimere i propri doni divini. L'unico strumento necessario, come dico sempre, è la volontà di farlo. Una volontà però costante, ferrea, profonda, intimamente sentita e non ballerina! Tale solido intento nel tempo porta ad un contatto sempre più profondo con il proprio Sé. Molti tuttavia si lamentano del fatto che, nonostante la loro caparbietà, non riescano ad entrare in contatto con questo benedetto Spirito dentro di Sé. Perché succede? Perché tutti noi abbiamo uno strato esterno, una brutta crosta di Ego che fa da muro impermeabile all'unione con il nostro Spirito. E se non ci si abitua quantomeno a mettere da parte l'Ego (non dico eliminarlo quando non si è pronti perché sarebbe un dramma!), la nostra vocina interiore rimarrà un flebile miraggio. E addio sogni di gloria! Non perdetevi d'animo, comunque. C'è sempre una soluzione a tutto, e per nostra fortuna l'eccezione che conferma la regola qui non vale! hehehe...esiste infatti un modo universale per capire ciò che il nostro Spirito vuole da noi, ossia salendo ancor più nella gerarchia ciò che Dio vuole da noi...basta saper leggere i segni del destino! La Vita ci mette davanti tutti i giorni, simbolicamente, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per fare il passo successivo nel nostro percorso di Vita. Bisogna quindi abituarsi a saper leggere i segni, dalla coccinella che ti si appoggia sulla mano mentre sei sdraiato sul prato, all'automobilista che impreca in tua presenza (o peggio contro di te!:)) fino al pestone sull'alluce che un disgraziato ti ha rifilato mentre giocavi a basket! (n.d.r. riferimento autobiografico:)) Seguiamo i segni del destino, quella è la nostra guida. D'altra parte, anche se fossimo "sintonizzati" per benino con la nostra Anima, mica potremmo sempre star lì ad ascoltarci dentro! Ogni tanto si può anche fare, ma come si potrebbe farlo durante le faccende quotidiane tutti presi e affaccendati? Giustamente però direte "Vabbeh ma come possiamo sapere se abbiamo interpretato correttamente un segno? O ancor di più, come possiamo sapere se quello è effettivamente un segno oppure no?" Beh, cari amici, qui non c'è alcuna soluzione universale, purtroppo: ognuno di noi deve fare affidamento sulla propria ragione e sulla propria intuizione, non c'è altra via! Abbiate fiducia in voi stessi!
Vivere il presente Si sente parlare spesso dell'importanza di vivere il presente, ma cosa significa nella pratica? E come si raggiunge tale stato? Da un punto di vista eterico, la capacità di vivere il presente è la capacità di non avere attaccamenti mentali e/o emotivi al passato o al futuro e, di conseguenza, essere capace di vivere in pieno ogni situazione della propria Vita. Certo, è normale anche per chi vive il presente avere dei cali di attenzione e di "presenza" mentale e/o emotiva: essi sono normali in qualsiasi persona, indipendentemente dalla capacità o meno di vivere il presente. E' umano infatti il bisogno di rilassare il proprio corpo ogni tanto in modo da recuperare energie. Da un punto di vista fisico, la capacità di vivere il presente è la capacità di parlare ed agire al momento e nel modo appropriato. Colui che non sa vivere il presente in modo costante, invece, è sovente fuori tempo: parla ed agisce a sproposito, fuori tempo. Solo chi sa vivere il presente, infatti, è in sintonia con la Vita (che è solo presente) e sa capire le situazioni e di conseguenza parlare ed agire in modo appropriato ossia nel modo più efficace a seconda di quale sia il fine che vuole raggiungere. Come si raggiungono queste due condizioni, rispettivamente eterica e fisica, che rappresentano il vivere il presente, ossia il vivere il qui ed ora? E' necessario incorporare Spirito dentro di sé attraverso l'evoluzione spirituale o ascensione: è lo Spirito, infatti, che illumina i corpi eterici ed il corpo fisico e permette di eliminare gli attaccamenti emotivi e mentali che distolgono energia dalla Vita presente. Ciò avviene attraverso l'incorporazione nel Dna di Luce delle forme-pensiero di Saggezza. Se infatti l'evoluzione umana è in teoria sufficiente per rilasciare le forme-pensiero (eteriche) distorte ed i pensieri (fisici) distorti che esistono nella forma, nella pratica è molto difficile che tali rilasci avvengano in modo completo e puro senza una sottostante evoluzione spirituale della persona stessa. Solo l'incorporazione dello Spirito, infatti, permette di comprendere in modo completo le proprie distorsioni e quindi poterle rilasciare. L'aggiunta di un'evoluzione umana ad una spirituale permette comunque di vivere bene il presente (e non semplicemente di viverlo), psicologicamente ed emotivamente, poiché un'evoluzione parallela spirituale ed umana porta ad una coerenza tra Anima e forma eliminando di conseguenza eventuali tensioni interiori (vedi Intento ed autoanalisi). Tutte le persone vivono il presente per almeno qualche minuto al giorno. E' una condizione conosciuta da tutti, ma solo chi evolve spiritualmente può vivere questa condizione per periodi maggiori, fino al raggiungimento della capacità di vivere il presente 24 ore su 24. Quest'ultima capacità si raggiunge con lo sviluppo completo del Corpo di Luce una volta raggiunto il livello 12 miliardi di coppie di basi azotate attivate nel Dna di Luce. Man mano poi che tale livello, attraverso un'evoluzione umana, scende anche nel Dna eterico e fisico allora tale capacità di vivere il presente diventa anche sempre più piacevole. Colui che vive il presente pensa naturalmente anche al passato ed al futuro, o a situazioni presenti ma di un altro luogo rispetto a quello in cui si trova. E vive emozioni pensando a quelle situazioni. Tuttavia tali pensieri ed emozioni sono puri: una volta vissuti, cioè, non si accumulano dentro la forma fisica ed eterica bensì svaniscono nel tempo con una velocità che dipende dall'intensità di tali pensieri ed emozioni puri (maggiore è l'intensità e maggiore sarà il tempo necessario a far svanire tali pensieri ed emozioni). Per quanto riguarda il passato, una persona capace di vivere il presente 24 ore su 24 usa la Memoria nella forma del Ricordo e, solo se strettamente necessario, nella forma della Memorizzazione (vedi Memorizzazione vs. Ricordo). Per quanto riguarda il futuro, tenderà a crearlo basandosi sulla propria esperienza di Vita (Ricordo) e non su informazioni provenienti da fonti esterne e non fatte proprie (Memorizzazione).
Tipi di Unità Il concetto di Unità è alla base della creazione di una qualsiasi forma di sinergia. Tuttavia non tutte le sinergie sono di per sé basate sul Dovere di Rispetto ossia su quella che siamo soliti chiamare energia magnetica. In particolare, esistono 3 tipi di Unità: virtuosa, bisognosa e viziosa. L'Unità virtuosa è quella forma-pensiero che possiamo definire come "unione tra parti diverse" ossia unità nella diversità. Tale tipo di unione è ovviamente possibile solo se vi è un Rispetto tra tali parti al fine di moderare i diversi interessi per dare priorità all'interesse comune. E' il tipo di Unità che costituisce la forma-pensiero di comunione che sta alla base di tutte le forme-pensiero di comunione, ossia le forme-pensiero di Saggezza (vedi art.142). Essa è di natura puramente magnetica. E' una forma-pensiero mentale. L'Unità bisognosa è quella forma-pensiero che possiamo definire come "unione per parti diverse" ossia unità per la diversità. Tale tipo di unione avviene cioè a favore delle diverse parti, e non a favore dell'insieme delle stesse. E' un tipo di unione egoistica, quindi, e non collettiva. Tuttavia tale tipo di unione è una forma-pensiero di autodifesa e quindi magnetica poiché si forma proprio quando vi è bisogno di difendersi. E' quel tipo di Unità che sta alla base della Sapienza (ossia quel tipo di Unità che non è solo Saggezza, come il primo tipo di Unità, ma è anche Sapienza). Essa è di natura puramente magnetica. E' una forma-pensiero mentale. L'Unità viziosa è quella forma-pensiero che possiamo definire come "unione di parti diverse" ossia unità della diversità. Tale tipo di unione, così come il secondo tipo di Unità, è focalizzato sulle diverse parti e non sull'insieme delle stesse. Tuttavia in questo caso l'unione egoistica non avviene per bisogno, bensì per desiderio distorto, ossia per Paura. E' quel tipo di Unità che sta alla base della Credenza (forme-pensiero di offesa). Essa è di natura elettromagnetica, elettrica o radioattiva a seconda di quanto sia distorto il desiderio che la origina. E' una forma-pensiero emotiva. Il fatto che i tipi di Unità magnetici siano una forma-pensiero mentale mentre i tipi di Unità non magnetici siano una forma-pensiero emotiva mostra la natura distorta di questi ultimi concetti di Unità. Ogni forma-pensiero, infatti, è innanzitutto mentale; la forma-pensiero emotiva è costituita sempre da una forma-pensiero mentale e da una forma di emozione, più o meno distorta (Amore o Paura). La forma-pensiero dell'Unità pura non può essere emotiva, poiché essendo tale forma-pensiero quella che dà origine a tutte le altre essa deve per forza essere mentale. Mentre l'Unità magnetica (virtuosa e bisognosa) è dovuta ad una scelta spirituale, l'Unità non magnetica (viziosa) è dovuta ad una scelta umana: una Credenza (forma-pensiero mentale) che genera una data emozione distorta (Paura), le quali unite generano una data forma-pensiero emotiva distorta (che comprende sia il pensiero sia l'emozione). L'Unità virtuosa (forma-pensiero mentale) si manifesta quando vi è un desiderio di comunione puro, basato cioè sull'Amore. L'Unità bisognosa (forma-pensiero mentale) si manifesta quando vi è un desiderio di autodifesa puro, basato cioè sull'Amore. L'Unità viziosa, invece, si manifesta quando vi è un desiderio di offesa, basato cioè sulla Paura.
Memorizzazione vs.
Ricordo C'è spesso confusione tra due concetti che possono essere espressi rispettivamente con il termine Memorizzazione e con il termine Ricordo. I sogni ed i segni di cui si è parlato negli articoli Tipi di sogni e Tipi di segni sono le due forme esistenti di Ricordi. Tuttavia essi non sono gli unici tipi di Memoria esistente. Il Ricordo può essere definito come "informazione memorizzata in modo naturale": esso è quindi un tipo di Memoria ma con la particolarità di imprimersi nel cervello e nei vari corpi in modo naturale, senza sforzo. Possiamo quindi distinguere la Memoria in Memoria naturale e Memoria artificiale o forzosa. La Memoria naturale viene solitamente definita con il termine Ricordo; la Memoria artificiale viene invece solitamente definita con il termine Memorizzazione. Esistono come già visto due tipi di Ricordo: Sogno e Segno. Esistono invece cinque tipi di Memorizzazione, ognuna corrispondente ad uno dei cinque sensi fisici: Suono, Immagine, Gusto, Tocco e Odore. Anche il Ricordo può essere impresso attraverso i cinque sensi fisici quando è un Segno, al pari della Memorizzazione; tuttavia la differenza è, come detto, che mentre i Segni sono impressi attraverso esperienze sensoriali che vengono naturalmente impresse dal proprio corpo, la Memorizzazione è un'impressione informativa nel cervello (e solo nel cervello, a differenza del Ricordo) che viene effettuata in modo forzoso, attraverso l'uso della volontà. La Memoria viene creata attraverso 3 metodi: associazione mentale, associazione emotiva e ripetizione. L'associazione mentale è un metodo basato sul trovare una connessione tra l'informazione memorizzanda ed una qualche informazione mentale (forma-pensiero mentale) già presente nel cervello dell'individuo, ben compresa e facilmente estraibile dalla Memoria in quanto comunemente utilizzata. L'associazione emotiva è un metodo basato sul trovare una connessione tra l'informazione memorizzanda ed una qualche informazione emotiva (forma-pensiero emotiva) già presente nel cervello dell'individuo, ben compresa e facilmente estraibile dalla Memoria in quanto comunemente utilizzata. La ripetizione è un metodo basato sul presentare ad uno o più dei propri sensi in modo ripetuto l'informazione memorizzanda, al fine di imprimerla nel cervello (e nei corpi, nel caso del Ricordo) attraverso l'abitudine ad essa. Si può avere ripetizione di singoli pensieri e di singole emozioni, ma anche di un'associazione mentale, di un'associazione emotiva o di entrambe. Questi 3 metodi sono utilizzati sia per imprimere nella Memoria dei Ricordi sia per Memorizzare. La differenza fondamentale è che solo il Ricordo viene impresso nel Dna fisico, eterico e di Luce. Come detto, solo il Ricordo infatti viene impresso anche in uno o più dei corpi eterici: ed un'informazione per essere impressa nel Dna di Luce deve essere presente sia a livello fisico sia a livello eterico. Lo Spirito imprime nel proprio Dna, cioè, solo quelle informazioni che sono vissute dalla forma spazio-temporale nel suo complesso, e non solo da una parte di essa (quella fisica, in questo caso). Solo una volta poi che l'informazione è impressa nel Dna di Luce, essa può essere trasmessa nel Dna eterico e fisico. Il Dna è un archivio di Memoria storica (mentale) ed esperienziale (emotiva). Esso archivia solo quelle informazioni che riguardano la vita reale vissuta da una persona, ma nulla di ciò che viene appreso dalla persona durante la propria vita e che non sia un'informazione impressa nel cervello come conseguenza di un'esperienza reale di vita. Il Dna, in altre parole, archivia l'informazione che è consciamente compresa dalla forma con il proprio cervello (Ricordo), ma non l'informazione che è inconsciamente e passivamente assorbita dalla forma (Memorizzazione). Il Ricordo è quindi informazione compresa, mentre la Memorizzazione è informazione non compresa. Abitudine vs. Rituale by Dani Nell'art.160 abbiamo distinto il concetto di Memorizzazione (Memoria artificiale) da quello di Ricordo (Memoria naturale). Tali due concetti sono alla base di due forme di comportamento ripetitivo che chiameremo rispettivamente Abitudine e Rituale. L'Abitudine è quel tipo di comportamento ripetitivo che viene attuato automaticamente da una persona, ossia inconsciamente. Esso si basa sulla ripetizione di parole e/o azioni inserite in passato nella Memoria in modo artificiale (Memorizzazione). E' un tipo di comportamento statico, ossia che viene ripetuto automaticamente senza un impulso emotivo sottostante che crea la dinamicità della parola e/o dell'azione. E' un comportamento puramente mentale. Il Rituale è quel tipo di comportamento ripetitivo che viene attuato volontariamente da una persona, ossia consciamente. Esso si basa sulla ripetizione di parole e/o azioni inserite in passato nella Memoria in modo naturale (Ricordo). E' un tipo di comportamento dinamico, ossia che viene ripetuto volontariamente attraverso un impulso emotivo sottostante che crea la dinamicità della parola e/o dell'azione. E' un comportamento mentale ed emotivo. Il Rituale è quindi un comportamento ripetitivo veramente umano, e non meccanico come l'Abitudine, in quanto è innescato da uno stato emotivo. Il Rituale può essere innescato da un'emozione di Amore o da un'emozione di Paura: nel primo caso si parlerà di Rituale puro o magnetico, nel secondo caso di Rituale distorto o non magnetico. Bisogna tenere bene a mente che sia l'Abitudine sia il Rituale riguardano il comportamento e quindi la crescita esteriore o umana della persona. Tale comportamento può essere o meno coerente con la crescita interiore o spirituale della persona stessa. Il Rituale magnetico è un comportamento spirituale, mentre il Rituale non magnetico e l'Abitudine possono essere un comportamento creativo, intuitivo, emotivo, mentale, astrale o sensoriale (vedi art.153). Per attuare un Rituale magnetico è necessario saper seguire il flusso della Vita, ossia saper vivere il presente (vedi art.161): la Memoria naturale (o Ricordo) su cui si basa, infatti, è un'informazione trasferita nel Dna di Luce non attraverso attaccamenti eterici bensì attraverso la presa di coscienza di tale informazione. E poiché il vivere il presente è una capacità spirituale, non è possibile attuare un Rituale magnetico se non vi è una sottostante crescita interiore o spirituale che permetta poi, attraverso una crescita esteriore o umana, di incorporare tale Spirito nella forma spazio-temporale, spiritualizzandola. Per attuare un Rituale non magnetico o un'Abitudine è necessario invece avere degli attaccamenti eterici di qualche tipo che legano al passato od al futuro, ossia Credenze di qualche tipo che distolgono l'attenzione da ciò che si sta vivendo nel presente. Si consiglia di intendere di rilasciare ogni forma-pensiero e pensiero che sottostanno alle proprie Abitudini ed ai propri Rituali non magnetici. A tal fine si può chiedere il supporto della propria Anima, degli Angeli e dell'Assoluto.
Bugia e finzione Quando non vi è Forza del carattere e/o Forza del cuore, si creano come detto dei "buchi" nel comportamento della persona che mettono in evidenza i "punti deboli" mentali ed emotivi della persona stessa. Tali "buchi" di debolezza nel comportamento vengono "riempiti" dalla persona con la creazione di personalità/maschere, ossia di un'identità che non corrisponde alla propria reale persona. La debolezza mentale e/o emotiva, in altre parole, è la causa della Bugia e della Finzione. La Bugia è quella parola o insieme di parole che sono utilizzate al fine di mascherare il reale pensiero del parlante, conscio e/o inconscio. Essa non è di per sé una Credenza (essendo parola, non pensiero), ma lo diventa quando si comincia a credere alle Bugie che si dicono. La Finzione è quell'azione o insieme di azioni che sono utilizzate al fine di mascherare il reale pensiero dell'agente, conscio e/o inconscio. Essa non è di per sé una Credenza (essendo azione, non pensiero) ma lo diventa quando si comincia a credere alle Finzioni che si recitano. Bugia e Finzione, in altre parole, non sono sempre il corrispettivo comportamentale (rispettivamente parola ed azione) di un pensiero creduto, ossia di una Credenza. Non sempre vi è sufficiente Forza del carattere e/o Forza del cuore per esternare nel proprio comportamento le proprie Credenze: qualora la Forza sia distorta (vedi art.168 ed art.169), infatti, per certe Credenze manca la Forza sufficiente per esternarle nel proprio comportamento. E' proprio in tali casi in cui manca la Forza per esternare le proprie Credenze che si coprono tali debolezze di carattere e/o di cuore con Bugie e Finzioni. Le quali, tuttavia, se ripetute nel proprio comportamento e divenute Abitudine (vedi art.164) diventano a loro volta ulteriori Credenze. Anche le Bugie e le Finzioni non abitudinarie sono l'effetto di una debolezza mentale e/o emotiva. Tuttavia in questo caso tale debolezza può anche essere una scelta consapevole: può succedere infatti che si scelga di dire bugie o di agire fingendo per autodifendersi o semplicemente per gioco. In questi due ultimi casi la persona non è priva di Forza sufficiente ad esternare i propri reali pensieri, tuttavia sceglie di privarsi volontariamente di tale Forza per autodifesa o per gioco. Questi sono i casi in cui si parla di Bugie buone e di Finzioni buone. Consigliamo di intendere di rilasciare tutte le Credenze createsi come conseguenza di Bugie e Finzioni abitudinarie; consigliamo altresì di fare autoanalisi per eliminare le parole bugiarde e le azioni finte dal proprio comportamento, abitudinario e non.
Forma e sostanza Abbiamo dato molta importanza, nel nostro materiale, alla distinzione tra crescita interiore e crescita esteriore, ossia tra crescita spirituale e crescita umana, specificandone anche i diversi metodi di crescita (rispettivamente intento ed autoanalisi). La crescita interiore riguarda la Sostanza, ma Sostanza di cosa? Sostanza del pensiero: la crescita interiore tratta infatti della purezza di pensiero. La crescita esteriore riguarda invece la Forma, ma Forma di cosa? Forma della parola e dell'azione: la crescita esteriore tratta infatti della purezza del comportamento. La Sostanza può coincidere con la Forma qualora vi sia Forza (vedi art.168 e art.169); se manca Forza, Sostanza e Forma sono diverse nello stesso soggetto. In particolare, quella Sostanza che non si manifesta nella Forma viene compensata da personalità/maschere, ossia da Bugie e Finzioni, anche buone. Tuttavia, come visto, è possibile che anche in presenza di Forza si scelga di non manifestare la propria Sostanza e di esprimersi nella Forma con personalità/maschere (vedi articolo precedente). La Forma è costituita dal Titolo e dal Contenuto: il primo dà un'indicazione superficiale e sintetica della Forma, il secondo dà un'indicazione approfondita della Forma. Nell'energia puramente magnetica, il Titolo è il mezzo della Forma, mentre il Contenuto è il fine della Forma. Nelle energie distorte il Titolo è invece in parte anche fine, fino ad arrivare all'energia radioattiva estrema (Cattiveria) dove il Titolo è sia mezzo sia fine ed il Contenuto non ha più alcuna funzione di Forma. Pensiamo ad esempio ai Titoli di Forma usati nelle società moderne (di studio, di lavoro, di ruolo sociale, frasi fatte, azioni abitudinarie, usi e costumi, ecc.) ed al loro reale Contenuto. La Forma può essere la medesima sia nel Titolo sia nel Contenuto anche in presenza di Sostanze molto diverse, e ciò poiché la Forma può essere copiata da altri in quanto sensorialmente percepibile. Anche la Sostanza è costituita dal Titolo e dal Contenuto: il primo dà un'indicazione superficiale e sintetica della Sostanza, il secondo dà un'indicazione approfondita della Sostanza. Nell'energia puramente magnetica, il Titolo è il mezzo della Sostanza, mentre il Contenuto è il fine della Sostanza. Nelle energie distorte il Titolo è invece in parte anche fine, fino ad arrivare all'energia radioattiva estrema (Cattiveria) dove il Titolo è sia mezzo sia fine ed il Contenuto non ha più alcuna funzione di Sostanza. Pensiamo ad esempio ai Titoli di Sostanza usati nelle società moderne (maestro spirituale, discepolo, guru, gerarchie religiose, intermediazioni religiose, ecc.) ed al loro reale Contenuto. La Sostanza può essere la medesima sia nel Titolo sia nel Contenuto anche in presenza di Forme molto diverse, e ciò poiché la Forma può variare per scelta volontaria della Sostanza a seconda dell'ambiente e della situazione particolare del momento. Approccio e Visione by Dani L'Approccio alla realtà costituisce il mezzo della Maturità, mentre la Visione della realtà costituisce il fine della Maturità. E' l'utilizzo del giusto approccio alla realtà, sia mentale sia emotivo, ottenuto attraverso l'allineamento di pensiero, parola ed azione (vedi articolo precedente), che permette infatti di vedere la realtà per quella che è e raggiungere così una piena Maturità. Spieghiamo ora in che modo avviene il passaggio dalla purezza dell'Approccio alla purezza della Visione. La purezza dell'approccio consiste di due parti: la purezza dell'approccio mentale e la purezza dell'approccio emotivo. Innanzitutto, cosa indica l'approccio alla realtà? Indica il modo in cui ci si relaziona alla realtà o ad un aspetto di essa, è insomma l'opinione (o pregiudizio/giudizio, nel caso l'approccio sia distorto) che abbiamo sulla realtà o su un aspetto di essa. L'approccio mentale indica quindi l'opinione mentale che abbiamo su qualcosa, ossia cosa pensiamo di qualcosa. L'approccio emotivo indica invece l'opinione emotiva che abbiamo su qualcosa, ossia quale emozione ci suscita il percepire con i sensi qualcosa o il pensare a qualcosa. Approcciare la realtà in modo puro significa approcciare la realtà per quello che è e non per quello che sembra, ossia approcciare la realtà in quanto Spirito e non in quanto forma, ossia in quanto essenza e non in quanto apparenza. Approcciare la realtà in modo puro significa quindi dare Amore in modo incondizionato, al di là dell'apparenza che la realtà terrena mostra riguardo a ciò che abbiamo di fronte. Tutto ciò che esiste è Spirito, è essenza divina, ed in quanto tale degno del nostro Amore incondizionato. E tale approccio di Amore incondizionato deve avvenire non come se la realtà fosse bella (il che sarebbe un'illusione), ma semplicemente perché è realmente bella! Una Bellezza dello Spirito che solo un approccio puro può percepire. L'approccio puro tuttavia può appunto solo percepire la Bellezza dello Spirito, e solo l'integrazione dei due approcci puri può permettere di vedere con gli occhi dello Spirito tale Bellezza. Una volta purificato il nostro approccio mentale ed il nostro approccio emotivo, è necessario quindi integrarli al fine di acquisire una purezza di visione, ossia al fine di avere una visione completa ed obiettiva della realtà che possa poi essere strumento chiaro per le nostre scelte. Cosa significa integrare l'approccio mentale e l'approccio emotivo? Significa unire la percezione mentale che si ha della Bellezza dello Spirito con la percezione emotiva che si ha della Bellezza dello Spirito: tale unione genera una visione mentale ed una visione sentimentale (non più emotiva) della Bellezza dello Spirito. E' solo quando la mente confronta la propria percezione con quella dell'emozione che si può comprendere e sentire in modo chiaro la realtà per quello che è, e di conseguenza vederla per quello che è. Il raggiungimento di una Visione pura indica il raggiungimento di una piena Maturità umana: una capacità non solo di approcciare la Vita in modo equilibrato (purezza dell'approccio) ma anche di comprenderla e quindi vederla per quello che realmente è (purezza della visione). E la Vita, ed ogni aspetto di essa, altro non è che Spirito nella sostanza ed Amore nell'essenza. La Maturità quindi riguarda l'approccio e la visione che abbiamo della realtà, ma non certo le scelte che scaturiscono da tali approccio e visione. Le scelte sono infatti interpretazioni individuali delle conseguenze di un dato approccio e di una data visione totalmente indipendenti dal livello di Maturità del soggetto che fa tali scelte; e per tal motivo possono essere condivise o meno dalle altre persone indipendentemente dal loro livello di Maturità.
Sviluppo della
Forza Sebbene la Forza possa essere incorporata in modo completo solo ed esclusivamente attraverso l'incorporazione degli ologrammi/fenotipi, ogni singola persona può sviluppare comunque la Forza in una qualche forma indipendentemente dall'incorporazione o meno di tali ologrammi. Ciò avviene attraverso il semplice allenamento costante di ciò che si vuole rinforzare, come è ben risaputo (salvo naturalmente disturbi o disfunzioni corporee di qualche tipo che ostacolano o rendono impossibile tale allenamento). Ad esempio, per rinforzare i muscoli è necessario l'allenamento muscolare; per rinforzare il cervello è necessario l'allenamento cerebrale ossia una costante attività mentale; per rinforzare il sistema nervoso è necessario l'allenamento nervoso ossia una costante attività di gestione delle proprie emozioni e dei propri sentimenti; ecc. Tuttavia solo con l'incorporamento degli ologrammi/fenotipi la Forza si sviluppa in modo completo ossia in tutti i singoli quark del corpo fisico. E senza bisogno di allenamento costante, poiché l'incorporazione degli ologrammi/fenotipi rappresenta una sorta di ricompensa dell'Assoluto al proprio lavoro svolto, dato che per incorporare gli ologrammi/fenotipi è necessario prima aver completato la crescita interiore e la crescita esteriore (vedi I 144 Ologrammi/Fenotipi). Man mano che si incorporano gli ologrammi/fenotipi, cioè, la Forza si sviluppa in modo progressivo e costante, nell'arco di molti anni ed in tutti gli ambiti (forza muscolare, mentale, nervosa, ecc.), nel soggetto in questione e senza che egli faccia allenamento alcuno, ma semplicemente attraverso l'intento di ascendere che porta di conseguenza all'incorporazione automatica di tali ologrammi/fenotipi. La Forza si divide in due parti: Forza del carattere e Forza del cuore (vedi art.168 ed art.169). La Forza del carattere è una Forza cerebrale, mentre la Forza del cuore è una Forza nervosa. La Forza fisica è una risultante del livello di entrambe tali Forze. La Forza fisica può essere: muscolare, ossea, sanguigna, polmonare, digerente ed endocrina. E' la particolare combinazione di tali Forze fisiche (a loro volta determinate dalla particolare combinazione di Forza del carattere/cerebrale e Forza del cuore/nervosa), sia quelle presenti nella genetica alla nascita sia quelle determinate in questa Vita, che determina le caratteristiche somatiche e caratteriali di una persona.
Pensiero, Parola ed Azione Parola ed azione sono le uniche due modalità umane di trasmissione del pensiero. Anche gli attaccamenti eterici, infatti, nascono pur sempre come conseguenza di pensieri distorti espressi attraverso la parola e/o l'azione. Tuttavia, pur essendovi tale rapporto funzionale tra pensiero, parola ed azione, non sempre la parola e l'azione rispecchiano un pensiero sottostante. Ne sono un esempio le parole silenti, vedi anche articolo Il Non-Pensiero, o le abitudini, vedi anche articolo Abitudine vs. Rituale. Facciamo ora una piccola parentesi poiché ci preme sottolineare una cosa riguardo al rapporto tra pensiero, parola ed azione. Nell'articolo Abitudine vs. Rituale parlammo dell'Abitudine come di un parola e/o di un'azione, e non solo di un'azione come faremo in quest'articolo. Tale differenza ci dà lo spunto per spiegare il rapporto esistente tra pensiero, parola ed azione. La parola è un pensiero verbalizzato, essa cioè include in sé un pensiero ed un suono. L'azione invece è un pensiero manifestato, essa cioè include in sé un pensiero ed un movimento spaziale, il quale si può attuare anche attraverso un suono verbale. La parola, cioè, può essere parte di un'azione. Ed è per tal motivo che in quell'articolo sull'Abitudine definimmo l'Abitudine come parola e/o azione, alla luce del fatto che fino a quel momento non avevamo ancora spiegato di come la parola potesse essere parte dell'azione. Chiusa parentesi. Esistono diversi tipi di parole ed azioni che non rappresentano la trasmissione di un sottostante pensiero (pensiero cioè radicato nei quark della forma). Questo crea di conseguenza situazioni di non allineamento tra pensiero, parola ed azione. Vediamo in quest'articolo le diverse forme di non allineamento tra pensiero, parola ed azione e le loro conseguenze; nel proseguo dell'articolo invece vedremo cosa significa allineare pensiero, parola ed azione e le sue conseguenze. Esistono 3 tipi di parola non allineata al pensiero: il non-pensiero (o parola silente), la parola trigger e la parola istintiva. Il Non-pensiero è un semplice pensiero che "passa per la testa" ma che in realtà non è radicato in alcun corpo della persona in questione, è un semplice pensiero passeggero; la parola trigger è quella parola derivante dall'attivazione di un trigger della griglia cristica (vedi La griglia cristica); la parola istintiva è invece quella parola emessa automaticamente come istinto di autodifesa (reale o meno che sia il bisogno di tale autodifesa). I Non-pensieri sono, come già detto nell'articolo dedicato, delle "parole passive" (o parole silenti) che sono temporaneamente in uno o più dei propri corpi mentali (sono quindi forme-pensiero temporanee e quindi non radicate nei corpi sottili, per così dire) e che tendono a svanire da tali corpi in brevissimo tempo. Le tre caratteristiche tipiche dei Non-pensieri sono quindi la temporaneità, la silenziosità ed il fatto che si trovino nei corpi mentali. Ciò li distingue sia dalle parole trigger sia dalle parole istintive: sia le parole trigger sia le parole istintive sono forme-pensiero anch'esse temporanee, non per forza silenti (le parole trigger e le parole istintive possono infatti essere espresse non solo dal corpo astrale ma anche dal corpo fisico di una persona) e che si possono trovare solo nel corpo astrale in quanto sono forme-pensiero o di Cattiveria (parole trigger) o di una qualsiasi forma di energia (parole istintive). Sottolineiamo qui il fatto che sebbene le parole trigger e le parole istintive possano essere espresse anche dal corpo fisico, esse si trovano comunque solo ed esclusivamente nel corpo astrale e non nel corpo fisico trattandosi comunque di forme-pensiero temporanee (ossia non radicate nei quark), le quali per la loro volatilità possono essere presenti solo in corpi sottili. Esistono poi 3 tipi di azione non allineata al pensiero: l'abitudine (o azione abitudinaria), l'azione trigger e l'azione istintiva. L'abitudine è quell'azione ripetuta automaticamente in modo irrazionale, cioè non in modo consapevole e non a causa di un pensiero radicato; l'azione trigger è quell'azione derivante dall'attivazione di un trigger della griglia cristica (vedi La griglia cristica); l'azione istintiva è invece quell'azione svolta automaticamente come istinto di autodifesa (reale o meno che sia il bisogno di tale autodifesa). Le azioni abitudinarie sono delle "azioni passive" (o azioni incoscienti) derivanti da forme-pensiero che sono temporaneamente in uno o più dei propri corpi mentali (sono quindi forme-pensiero temporanee e quindi non radicate nei corpi sottili, per così dire) e che tendono a svanire da tali corpi in brevissimo tempo. Le tre caratteristiche tipiche delle azioni abitudinarie sono quindi la temporaneità, la incoscienza ed il fatto che si trovino nei corpi mentali. Ciò le distingue sia dalle azioni trigger sia dalle azioni istintive: sia le azioni trigger sia le azioni istintive derivano da forme-pensiero anch'esse temporanee, sono anch'esse azioni incoscienti ma a differenza delle forme-pensiero delle azioni abitudinarie le loro forme-pensiero si possono trovare solo nel corpo astrale in quanto sono forme-pensiero o di Cattiveria (parole trigger) o di una qualsiasi forma di energia (parole istintive). Sottolineiamo qui il fatto che sebbene i tre tipi di azioni qui delineati possano essere svolti anche dal corpo fisico, le forme-pensiero che le azionano si trovano comunque solo ed esclusivamente nel corpo astrale e non nel corpo fisico trattandosi comunque di forme-pensiero temporanee (ossia non radicate nei quark), le quali per la loro volatilità possono essere presenti solo in corpi sottili. Esistono quindi di conseguenza, per quanto visto sopra, almeno 9 tipi di non allineamenti tra parole ed azioni derivanti dalla combinazione dei 3 tipi di parole non allineate con il pensiero e dei 3 tipi di azioni non allineate con il pensiero. Tuttavia sono non allineamento tra parole ed azioni anche quei casi in cui vi è allineamento tra pensiero e parola ma non vi è tra pensiero ed azione, o ancora quei casi in cui vi è allineamento tra pensiero ed azione ma non vi è tra pensiero e parola. Tutti questi casi di non allineamento (tra pensiero e parola, tra pensiero ed azione e tra parola ed azione) rappresentano situazioni di Incoerenza tra il proprio Essere ed il proprio Avere (nei casi di non allineamento tra pensiero e parola, tra pensiero ed azione e nei casi di non allineamento tra parola ed azione derivanti da combinazioni tra non allineamenti tra pensiero e parola con non allineamenti tra pensiero ed azione), ossia tra il proprio Spirito e la propria forma spazio-temporale; oppure situazioni di Incoerenza all'interno del proprio Avere (negli altri casi di non allineamento tra parola ed azione sopra descritti), ossia all'interno della propria forma spazio-temporale. Le conseguenze della presenza di un non allineamento tra pensiero, parola ed azione variano a seconda che tale non allineamento sia fatto per Gioco o sia reale: se è reale, la conseguenza è che non è possibile approcciare le cose in modo obiettivo poiché non viene nemmeno espressa dallo Spirito e dalla forma una chiara scelta che mostri la propria posizione; se è per gioco, invece, non vi è alcuna interferenza sulla propria capacità di approcciare la realtà in modo obiettivo e di conseguenza formarsi una propria opinione chiara su di essa, almeno fino a che tale non allineamento creato per gioco non si confonda con la realtà delle cose e crei di conseguenza un reale non allineamento di pensiero,parola ed azione. L'allineamento tra pensiero, parola ed azione indica quindi una Coerenza tra il proprio Spirito e la propria forma spazio-temporale; è tale Coerenza che permette alla persona di crearsi una propria opinione chiara sulle cose, senza conflitti interiori. E tale allineamento per manifestarsi necessita non solo di una mente presente e sviluppata che permetta di rendere ben definito il proprio pensiero e poterlo quindi trasmutare in parola ed azione, bensì anche di una Forza capace di controllare le proprie emozioni e che permetta a tale mente di esprimersi e di essere percepibile al corpo: solo in tal modo il corpo può usare tale comprensione mentale per eliminare con l'uso della Forza quelle emozioni distorte che offuscano la percezione del proprio reale pensiero e quelle parole ed azioni derivanti da tali emozioni distorte. Le conseguenze della presenza di un allineamento tra pensiero, parola ed azione variano a seconda che tale allineamento sia fatto per Gioco o sia reale: se è reale, la conseguenza è che è possibile approcciare le cose in modo obiettivo poiché viene espressa dallo Spirito e dalla forma una chiara scelta che mostra la propria posizione; se è per gioco, invece, non vi è alcuna reale capacità di approcciare la realtà in modo obiettivo e di conseguenza formarsi una propria opinione chiara su di essa, almeno fino a quando il fatto che tale allineamento sia un gioco non porterà a prendere coscienza della correttezza di tale allineamento e ad una conseguente reale interiorizzazione dello stesso. L'allineamento tra pensiero, parola ed azione quando è reale porta ad un approccio puro sia mentale sia emotivo alla realtà. Un approccio mentale è puro quando sia i pensieri dello Spirito sia quelli della forma spazio-temporale coincidono: tale coincidenza non crea infatti quelle distorte emozioni (derivanti dal conflitto) che impediscono alla mente di vedere le cose per quello che sono; un approccio emotivo è puro solo se l'approccio mentale è puro. Ma per rendere l'approccio mentale puro (ossia rendere coerenti i pensieri dello Spirito con quelli della forma) è necessario eliminare eventuali distorsioni di pensiero e di emozione presenti nella forma, e ciò richiede una grande volontà di crescere (ossia di manifestare il proprio Spirito nella forma) al fine di acquisire la Forza necessaria ad eliminare tali distorsioni. L'approccio mentale è quindi a sua volta distorto a causa di un approccio emotivo distorto (emozioni distorte): sono i sensi che creano emozioni irrazionali che impediscono o limitano la creazione di pensieri puri, generando invece "pensieri fissi" ossia pensieri distorti connessi ad emozioni distorte (pensieri tanto più fissi quanto maggiore è la distorsione dell'emozione connessa). Ciò che crea la distorsione dell'approccio all'origine è sempre l'emozione: in mancanza di emozione distorta, nessun pensiero può essere distorto. E' per questo motivo che lo Spirito, che non vive l'emozione, conosce solo pensieri puri di energia magnetica.
Il significato
dell’Amore di coppia Elaborato da Gianfry Le forme di amore legate alle parti costitutive umane. L'amore ha varie forme legate alle parti costitutive dell'essere umano. Vedremo di esaminarlo seppure brevemente. - La prima forma è quella dell’amore legato, dipendente soprattutto dal corpo fisico ed è una forma di amore che sarebbe preferibile denominare genitale. E’ espressione di pulsioni, istinti che sorgono come impulsi primari direttamente dal corpo fisico. E’ egoistico, tende a soddisfare proprie necessità, perciò è l'asservimento della testa ai bisogni sessuali che sorgono nella parte bassa del corpo, del pensiero alla volontà, della coscienza (riconoscimento delle esigenze dell'altro) all'istinto animale (sesso animale). L'espressione amorosa di questo tipo, se diventa un fine è indice di immaturità affettiva. Se invece si riesce a considerarla un passaggio per giungere al vero Amore Spirituale, allora anche questa specie di amore troverà il suo giusto posto all'interno di una sana e costruttiva relazione di coppia. - Quando l'amore riesce a toccare anche il corpo eterico, allora sì può parlare di erotismo. La ricerca di soddisfazione si estende e si allarga dalla sfera puramente genitale a tutto il proprio corpo, sconfinando e rivolgendosi anche al corpo dei partner elaborando tecniche amatorie da elementari a complesse come nel mitico Kamasutra, non a caso sorto dalla cultura indiana legata soprattutto al corpo eterico. L'erotismo è già una forma amatoria un po' più matura rispetto a quella genitale, ma rimane comunque sempre legata al corpo fisico. Di queste due espressioni primarie la prima è peculiare dell'uomo (amore genitale), la seconda (erotismo) della donna. - La terza forma di amore è quello cosiddetto platonico e quindi collegato alla propria anima, nella misura in cui questa è incorporata nella forma. E’ la forma di amore che sì può appagare senza aver bisogno del rapporto sessuale diretto. Nell'amore platonico avviene il passaggio da fuori a dentro, dalla pulsione sessuale all'oggetto amato. Non esiste più cioè il bisogno di uno stimolo sessuale esterno giacché la persona amata la sì porta sempre in sé stessi. E’ l'amore del “dare e ricevere". Quando però l'amore rimane nell'ambito "dell'aspettativa di un ritorno", ricade in un atteggiamento alla fin fine egoistico, gratificante solo per la persona stessa. E’ caratterizzato dalle parole più o meno consce: "Ho bisogno di te per sentirmi soddisfatto/a, Mi aspetto qualcosa da te (atti, atteggiamenti, slanci) perché io ti ho dato qualcosa". Questa forma di amore vive di alti e bassi, di felicità travolgente e di abissi di disperazione con conseguenti possibili profonde crisi e inevitabili rotture. Quando l'amore rimane in questo ambito può esserci il rischio che, col passare dei tempo, se la situazione del "do ut des" si radicalizza, ciascun componente della coppia cercherà fughe o situazioni compensatorie. Può anche succedere che si arrivi ad una vera e propria rottura. Quando ci siano figli, nella maggior parte dei casi l'uomo cercherà la sua gratificazione verso l'esterno: lavoro, amicizie, hobbies o avventure extra coniugali. Comunemente la donna invece cercherà la sua gratificazione verso l'interno: amore per la famiglia soprattutto nei riguardi dei figli, o cercherà un amore illusorio extra coniugale. Questa forma di amore può durare per tutta la vita coniugale, ma se non si eleva ad una forma più elevata scatenerà prima o poi rancori, risentimenti, forme di vendette striscianti, frustrazioni. - Nella quarta forma è l’Amore Spirituale Incondizionato, l'Amore dell'Io per un altro Io, il vertice dell'amore di coppia. Esso può essere il vero Amore se si tratta di due anime gemelle, oppure può essere vera Amicizia, che si raggiungerà come risultato finale di un percorso più o meno lungo. Nella migliore delle ipotesi, quando si sta bene assieme, quando c'é armonia tra due corpi e due anime, all'inizio questa armonia si raggiunge modulando le pulsioni sessuali “per amore" dell'altro/a. Si può giungere in molte situazioni a trattenere persino i propri desideri non chiedendo nulla all'altro o, viceversa, lasciandolo esprimere secondo le proprie necessità. Anche in questo modo però sia in modo altruistico che in modo egoistico, si è rivolti continuamente per dare o ricevere all'altra persona, dimenticandosi di se stessi o viceversa accentrando tutto su se stessi. Attorno ai quarant'anni però molto spesso, quando il rapporto non si sia già scisso prima, si rompe l'armonia avuta fino a quel momento. Ciò succede perché ciascun componente della coppia è portatore di un proprio Io individuale che ha bisogno per realizzarsi di fondarsi su se stesso indipendentemente dall'ambiente che fino a quel momento lo ha circondato. Verso i quaranta anni circa (la famosa crisi dei quaranta anni), l'Io sente nella sua interiorità il potente richiamo a voler dare una sempre maggiore attenzione alla propria evoluzione individuale anche aldilà del rapporto di coppia. La piacevole condivisione di interessi non è più sufficiente: si desiderano propri spazi individuali. L'Io che fino a questo momento della vita si è posto soprattutto al servizio della parte fisica e animica sia dì se stesso che dell'altra persona, si risveglia: l'io da questo momento “percepisce" se stesso ed esige proseguire il suo cammino nonostante tutto e tutti. Tutto ciò è "crudelmente" giusto, fa parte dello sviluppo naturale dell'essere umano. Questo potente processo di realizzazione può capitare in tempi differenti: può succedere avvenga prima che il proprio partner abbia anch'esso avviato il proprio processo di realizzazione. Si innesta in tal modo una pericolosa crisi della vita di coppia. Chi dei due percepisce la nascita di questo processo, cambia rapidamente, vede la vita con altri occhi, non accetta più compromessi né piccoli né grandi e chiederà a se stesso “Ma io, dove sono stato fino a questo momento?" In breve tempo l'altro componente della coppia si troverà di fronte una persona quasi del tutto sconosciuta e chiederà a se stesso: "Chi è mai questa persona? Credevo di conoscerla ed invece di lei non ho capito nulla. Non mi comprende più!” La presa di coscienza della nuova realtà sia da una parte che dall'altra è sconvolgente, destabilizzante. Il rischio che il rapporto precipiti dipende dal fatto che le persone si affrontano su due livelli differenti: l'uno spirituale, l'altro egoico. A questo punto esiste un'unica possibilità di incontrarsi nuovamente su un medesimo piano: si deve avviare un dialogo franco, veritiero, aperto. E’ in questo momento che contemporaneamente deve compiersi il passaggio dalla personalità allo Spirito, da un rapporto platonico ad uno spirituale. Non esiste altra possibilità se non quella di riconoscersi come un Io di fronte ad un altro Io, accettare e comprendere che ciascun Io ha un proprio cammino individuale da compiere. Ognuno segue la sua via evolutiva o ascensione. Se le due anime sono gemelle, allora sboccerà il vero Amore, che è un amore incondizionato in cui l’attrazione sessuale è una componente importante. Altrimenti il rapporto si trasforma in una vera amicizia e ci si sostiene l’un l’altro in attesa che prima o poi ciascuno incontri la sua anima gemella. Non più l'uno nell’altro ma uno accanto all'altro in comprensione e aiuto reciproco. Se ciascuno riuscirà a fondarsi sul proprio Io, percependo e rispettando al contempo l'Io dell'altro allora e solo allora la relazione diverrà solida, duratura, vera. Laureato alla "Libera Università della Scienza e dello Spirito" di Dornach (Svizzera), come Maestro Waldorf (scuole steineriane) e Maestro di pittura
Domande e Risposte correlate Sogni 36. Quando dormiamo e sogniamo, dove andiamo? In realtà, noi sogniamo 24 ore su 24. Infatti quando sogniamo stiamo vivendo qualche nostra vita parallela, e quindi i sogni sono sempre reali, non sono invenzioni della mente. Dico che sogniamo in realtà 24 ore su 24 perché le vite parallele le viviamo sempre, ma ce ne rendiamo conto solo quando fermiamo la nostra percezione di questo piano di realtà, cioè quando dormiamo o quando meditiamo. Perché si fanno sogni brutti, in cui si vedono mostri o cose che non esistono nella realtà? La maggior parte della gente, quando sogna, viaggia con il proprio corpo eterico (parte di esso, per la precisione, che rimane legato all'altra parte del corpo eterico attraverso un cordone energetico) sul piano astrale. Il piano astrale, il più basso dei piani eterici, comprende molte creature che non esistono sul nostro piano fisico, come ad esempio molte entità. Man mano che la Terra ascende, comunque, anche il piano astrale verrà ripulito completamente e quindi certi incubi non si faranno più. Integrazione dei poli di forme-pensiero 135. Cosa è per te il perdono? E' l'integrazione di quali poli? Il perdono è l'integrazione della rigidità interiore (non perdono me stesso) e della rigidità esteriore (non perdono gli altri) Il potere autentico è l'integrazione dei poli: prevaricazione e impotenza? Io direi che è l'integrazione della subordinazione interiore (dò ad altri il mio potere) e della subordinazione esteriore (lascio che altri prendano il mio potere) Cos'è per te la libertà? E' l'integrazione dei poli: dominio è schiavitù? La libertà è l'integrazione del controllo interiore (autoproibizione) e del controllo esteriore (proibizione verso l'esterno) Cos'è per te l'unione divina? E' l'integrazione dei poli: maschile e femminile? Sì, l'unione divina è l'integrazione dell'energia maschile e dell'energia femminile. L'amore incondizionato è quello che chiami vero amore? No, è quello che chiamo vera amicizia. Nella mia terminologia il vero amore è quello verso il proprio partner, la vera amicizia è l'amore verso tutte le altre persone. E' solo una distinzione terminologica, sempre di amore si tratta. Hai detto che il vero amore può esserci solo tra i due sessi maschile e femminile. L'amore tra due uomini o tra due donne tu lo chiami vera amicizia. E' così? Sì, ma ripeto è solo una questione terminologica. L'amore è sempre amore qualsiasi sia il sesso degli amanti. Si può dire che è l'integrazione dei poli: amore emotivo e amore mentale? L'amore in generale, verso il proprio partner o verso altri, è l'integrazione dell'amore emotivo e dell'amore mentale. Cosa intendi tu per unità? E' l'integrazione di quali poli? L'unità è l'integrazione della separazione interiore (rifiuto me stesso) e della separazione esteriore (rifiuto altri). Amore e Paura 8. La legge di autosuggestione (o di attrazione) è la stessa legge di attrazione su cui si basa l'energia puramente magnetica di cui parli e che coincide con l'Amore? Sì, esatto. Tutto il Creato si basa sulla legge dell'Amore, che è una legge (o principio) puramente attrattivo. Non esiste la repulsione. Come già detto l'energia gravitazionale rappresenta un residuo dell'energia puramente magnetica, che è solo attrattiva. Quando non c'è Amore (attrazione) c'è mancanza di Amore, cioè Paura. Amore (attrazione) e Paura (mancanza di attrazione) sono i due principi base, che in realtà rappresentano due aspetti di uno stesso principio, cioè quello di attrazione. La Paura infatti non è repulsione, ma mancanza di attrazione. E' la mancanza o non presenza dell'unico vero principio su cui si basa tutto il Creato, cioè il principio dell'Amore. Quello che viene comunemente chiamato Odio non è altro che una manifestazione della Paura. E' la paura che genera odio. Ma anche l'odio non è repulsione, bensì mancanza di attrazione generata dalla paura. Reiki e Linguaggio di Luce 13. Qual è la fonte dell'energia Reiki? E del Linguaggio di Luce? Il Reiki non è altro che il linguaggio con cui si comunica all'interno della nostra creazione. Il linguaggio di luce è invece il linguaggio di comunicazione tra diverse creazioni fino al livello del Tao. Incorporare tali linguaggi significa poter comunicare con esseri di tutta la creazione od oltre, compresi i nostri sé di dimensioni superiori. Tali energie sono energie guaritrici per quelle persone che non hanno ancora raggiunto la vibrazione di tali energie e che perciò possono giovarne per elevare le proprie vibrazioni e quindi guarire. L'energia Reiki proviene dal Gran Sole Centrale al centro della nostra creazione, mentre il linguaggio di luce proviene dal Sole del livello Tao. Reiki 14. Esistono diversi tipi di Reiki oltre a quello di Usui. Sono anch'esse vibrazioni provenienti dal Gran Sole Centrale? Non conosco tutti i tipi di Reiki. Del Reiki Karuna, comunque, sono sicuro che anch'esso contiene vibrazioni del Gran Sole Centrale così come il Reiki Usui. Le iniziazioni del Reiki Karuna purificano in particolar modo dal 1° al 4° chakra, quelle del Reiki Usui dal 5° al 7°. Entrambi comunque permettono di guarire qualsiasi tipo di problema che abbia vibrazioni uguali o inferiori a tale linguaggio. Uomini e Donne 24. Esistono delle naturali differenze di forza fisica tra uomo e donna? E perché gli uomini sembrano essere sempre stati più attivi mentalmente, essendo stati i più grandi filosofi e scienziati quasi tutti uomini? Dio ha creato l'Uomo e la Donna con differenze fisiche in particolare nella muscolatura e nei lineamenti (più marcati negli uomini), nell'altezza fisica (maggiore negli uomini) e negli organi sessuali. Dio creò uomini e donne con stesse identiche capacità fisiche, emotive e mentali. Perfino la muscolatura maggiore dell'uomo non dovrebbe implicare in sé maggiore forza fisica. Come abbiamo detto la vera forza fisica dipende dall'attivazione delle particelle muscolari e dalla quantità di energia che abbiamo in noi, fattori questi che all'apparenza estetica non si presentano sotto forma di muscoli molto sviluppati, quanto piuttosto muscoli forti e rigidi. La differenza nella forza fisica ed anche nell'utilizzo delle facoltà mentali è dovuta a paure nella donna che risalgono all'origine dei tempi, sin da quando Eva si rifiutò di copulare con il fratello intimidita anche dal pene di Adamo. Questa differenza sessuale (organo sessuale esterno per gli uomini ed interno per le donne) inconsciamente ha creato una sottomissione fisica della donna rispetto all'uomo, e di conseguenza un senso di inferiorità che l'ha portata a lasciare agli uomini le questioni più impegnative, non solo fisiche ma anche mentali. Storicamente l'uomo non ha fatto nulla per aiutare la donna a rilasciare queste paure, ed ha anzi approfittato di questa situazione di superiorità psicologica per creare delle società patriarcali. Negli ultimi decenni le donne hanno cominciato a riprendere il potere che spetta loro e sempre di più sarà così in futuro. Ma per far ciò devono rilasciare le loro paure e farsi rispettare, sia fisicamente sia emotivamente sia mentalmente. L'ascensione globale per essere completa necessita del supporto fisico, mentale ed emotivo non solo degli uomini ma anche delle donne. E necessita anche che ognuno ragioni con la propria testa rilasciando tutte le influenze culturali, comprese quelle sulle differenze e sui modi di comportamento considerati propri dell'uomo e della donna. Manifestazione della realtà 8. D&R n.67 di Aprile: "in un sistema puramente magnetico non dovrebbero esserci vite parallele. Tutti i corpi sono inglobati nella forma fisica e sono quindi allineati con il piano fisico". In un sistema in cui vi è solo energia puramente magnetica non esistono quindi i piani eterici? Ed in che modo avviene allora il processo di manifestazione della realtà fisica? I piani eterici esistono ancora, ma tutte le vite parallele sono allineate con quella fisica. Il processo di manifestazione è sempre lo stesso, dall'eterico al fisico e dal piano eterico più esterno (18° piano) al piano fisico. Vite parallele allineate significa che ciò che si manifesta sul piano eterico più esterno (18° piano) si manifesta poi anche sui piani inferiori, compreso quello fisico. Cioè una determinata realtà si manifesta sul piano eterico più esterno, allora prima o poi diverrà anche fisica. In sostanza, non essendovi più karma e manipolazioni, ciò che si manifesterà sul piano creativo più esterno sarà già puro e cioè sarà ciò che in futuro di certo si manifesterà sugli altri piani eterici e poi anche sul piano fisico. La grande confusione che c'è sui piani eterici e la grande differenza tra le realtà eteriche ed il piano fisico sono dovute proprio alla presenza di energie distorte, e quindi del relativo karma, forme-pensiero e cariche emotive. Spazio e Tempo sono un'Illusione? 86. Si sente spesso dire che la nostra realtà è un'illusione e che spazio e tempo in realtà non esistono. Cosa ne pensi? Dipende dal punto di vista. Dal punto di vista dell'Anima, che vive nel Piano di Luce, questo fatto è vero, ma nel senso che vivono solo esclusivamente il Presente. E questo è lo stato che anche noi incorporiamo man mano che sempre più Anima discende in noi. Anche le Anime, però, nel loro essere pure sfere di Luce, si muovono e vivono momenti diversi nel loro piano di realtà di Luce, ma sono sempre concentrate solo ed esclusivamente sul Qui ed Ora. In questo senso l'affermazione che spazio e tempo sono un'illusione è vera. Uso della Mente o vuoto mentale? 9. Non capisco perché in alcune tradizioni si sostenga che è necessario eliminare la mente ed invece altri sostengano che è molto importante sforzarsi di comprendere le cose con il cervello. A questo riguardo penso che sia possibile distinguere due ambiti, generalmente parlando: l'ambito ludico-amichevole e l'ambito lavorativo. Nel primo l'approccio ideale è quello emotivo, che si basa sulle sensazioni, sul sentire, sull'assenza della mente e sull'espressione diretta ed innocente del proprio essere interiore emotivo. Nell'ambito lavorativo, invece, l'approccio ideale può anche essere talvolta quello mentale-intellettuale ed analitico, necessario per la comprensione e la spiegazione verbale della realtà ed espressione del proprio essere interiore mentale. Divario vibrazionale tra forma e Spirito 3. Il limite massimo di 1.000.000 come differenza vibrazionale tra Corpo di Luce e forma spazio-temporale è sempre esistito? No, è tipico dell'energia magnetica e dell'Ascensione magnetica. Nell'ascensione elettromagnetica tale limite era di 5.000.000, mentre nell'ascensione elettrica di 25.000.000. Era tale elevato limite che faceva sì che vi fossero ascensioni distorte, elettriche o elettromagnetiche, che avvenivano bruciando la propria forma fisica e non invece rimanendo nel proprio corpo fisico come succede nell'ascensione magnetica. Dio come essere umano 3. Buongiorno, ho trovato tutte le vostre argomentazioni estremamente interessanti, anche se (lo ammetto) non sono ancora riuscito a finire di leggere tutta la documentazione presente sul vostro sito. Ho deciso di scrivervi ora poichè le domande che si sono formate nella mia mente iniziano ad essere un po troppe ... ahahah ... Dato che non ho intenzione di disturbarvi eccessivamente mi chiedevo se poteste almeno rispondere a questa: Perchè Dio (Dio/Dea) si è incarnato ? Voglio spiegarmi meglio ... Siamo partiti da un presupposto che mi ha soddisfatto parecchio: Dio attraverso il metodo copia ed incolla ha creato le "anime" e le ha fatte incarnare poichè "voleva" avere esperienza emotiva (credo di aver espresso il concetto in modo abbastanza esatto). Ma perchè fare tutto ciò se poi lui stesso è venuto per fare esperienza ? E se ci dovesse essere un motivo anche a questo perchè per fare esperienza ha scelto di restare nella più assoluta purezza ? Ringrazio anticipatamente ed in attesa di una vostra risposta porgo cordiali saluti. Ciao M., piacere di conoscerti. Scrivo sotto le risposte da te richieste, basate sulla nostra esperienza e sulle nostre informazioni. Dio decise di creare lo spazio-tempo e quindi anche le forme umane (COMPRESA quella che poi lui stesso incorporò) per fare esperienza emotiva, e cioè un'esperienza materiale più densa. Il fatto che "copiò" parte di sé in tante altre forme deriva da due fattori principali: il voler fare esperienza di sé attraverso altre forme (vedere cioè come delle piccole parti di sé si sarebbero comportate in una forma più densa) per meglio comprendere se stesso e, in secondo luogo, il voler avere degli altri esseri Amici con cui stare in compagnia e divertirsi. Come ho scritto da altre parti nel sito, Dio stesso ha fatto esperienza di tutte le paure ed illusioni della forma umana, una volta incarnatosi. Da questo punto di vista non è diverso dagli altri esseri umani. E' sempre rimasto puro in quanto Spirito, ma in quanto essere umano ha fatto anch'egli le esperienze tipicamente umane.
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