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  Globalizzazione

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19/5/2005

C'è una parola che risuona con sempre maggiore insistenza nei dibattiti, nelle analisi politiche e negli studi economici più attuali: <<Globalizzazione>>. Con il termine <<globalizzazione>> si vuole di solito indicare l'inglobamento del mondo intero in un unico sistema economico. Ma la novità non consiste tanto nella globalizzazione o mondializzazione del mercato, quanto in quello della produzione. Il mondo tende cioè sempre più a trasformarsi in un unico spazio produttivo, all'interno del quale ogni fase della produzione può essere spostata nel Paese che offre migliori condizioni ( meno costi ) e quindi maggiori occasioni di profitto ( delocalizzazione ).

IL SISTEMA DI BRETTON WOODS

Volendo tracciare brevemente le tappe più significative di questo processo si é soliti indicarne la data d'inizio nel 1971, anno in cui il Presidente americano Richard Nixon, dichiarò la liberalizzazione dei movimenti di capitale, fattore decisivo per l'accelerazione del processo di globalizzazione.

In realtà il 1971 segna soltanto la fine del cosiddetto <<sistema di Bretton Woods>>, dal nome della omonima cittadina americana, ubicata nello New Hampshire, dove nel Luglio del 1944, per iniziativa di Stati uniti e Gran Bretagna venne fissato il nuovo ordine economico internazionale . Nacquero infatti negli incontri di Bretton Woods sia la Banca Mondiale ( World Bank ) che il Fondo Monetario Internazionale (FMI: International Monetary Fund ), (1) finalizzate a garantire la stabilità dei tassi di cambio tra le diverse valute ed a sostenere la ricostruzione e lo sviluppo. La nascita di questi due organismi segna l'inizio del processo di trasferimento della sovranità monetaria ed economica nazionale a istituzioni sovranazionali, di fatto, egemonizzate dagli USA.

IL GATT

Sempre a Bretton Woods, gli Stati uniti, la Gran Bretagna ed altri 44 Paesi alleati diedero vita anche al GATT ( General Agreement on Tariffs and Trade ), ( Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio ) con lo scopo di favorire la progressiva riduzione delle tariffe doganali esistenti e di pretendere uguale trattamento per tutti i Paesi membri. Con il 1971 si ha una svolta significativa: le istituzioni nate a Bretton Woods si trasformano sempre più in istituzioni volte a proteggere inizialmente gli interessi degli investimenti occidentali nel mondo e successivamente degli "investitori globali".

L'<<OMC>>. WTO

Il gennaio 1995, dopo otto anni di trattative condotte nel quadro dell' Uruguay Round e sotto gli auspici del Gatt, nasce l' Organizzazione Mondiale del Commercio ( OMC ), ovvero WTO ( World Trade Organisation ). Su 152 partecipanti potenziali attualmente più di 120 i Paesi membri dell' Omc e molti altri stanno negoziando l'adesione. La Wto diventa così la più vasta e potente organizzazione istituita per accelerare il processo di globalizzazione del commercio e, come ha scritto qualcuno <<il primo vero elemento dell'economia globale di mercato>> (2).

Forse non tutti sanno che il direttore generale della WTO, dalla sua prima costituzione, é l'italiano Renato Ruggiero, ex dirigente FIAT e l'autorevole membro della Trilateral Commission.

La creazione della WTO ha implicato una radicale trasformazione della struttura istituzionale del GATT: mentre quest'ultimo era un contratto tra nazioni alle cui norme ogni Paese membro poteva opporre un veto oppure sottrarsi, la nuova istituzione é una <<personalità legale>> come le Nazioni Unite o la Banca Mondiale, cosicché i suoi regolamenti sono assolutamente vincolanti per i suoi aderenti. La WTO é un'istituzione permanente con alla guida un suo segretario. Al centro del potere della WTO stanno le <<Commissioni di risoluzioni delle vertenze>>, i cosiddetti <<panels>>. Le imputazioni vengono esaminate da queste Commissioni segrete composte da tre "esperti commerciali", senza che i cittadini e le loro rappresentanze abbiano la possibilità di testimoniare od essere presenti. Se si scopre che le leggi di uno Stato violano i regolamenti della WTO esse devono essere abrogate, se lo Stato interessato si rifiuta o non provvede, vengono automaticamente applicate delle sanzioni economiche. In tal modo, attraverso questi strumenti legislativi, le Commissioni commerciali dispongono in pratica di veri e propri poteri dittatoriali sui governi.

I regolamenti della WTO riguardano l'agricoltura, i servizi, gli investimenti e gli << aspetti commerciali della proprietà intellettuale >>(3)

La WTO, inoltre, stabilisce dei tetti per gli standard ambientali, alimentari e di sicurezza, al punto che quelli in vigore nei vari Paesi possono essere sottoposti a giudizio se risultano più restrittivi di quelli stabiliti dall'Organizzazione, ma non viceversa. Da qualcuno é stato scritto che il trattato istitutivo della WTO ha dato << forma a un governo dell'economia mondiale dominato dai giganti dell'imprenditoria, senza fornire una parallela normativa giuridica democratica che ne permetta il controllo >>(4) e anzi si aggiunge << l'istituzione della WTO rappresenta in effetti un audace colpo di Stato globale >>(5).

IL << SEATTLE ROUND >>

Il 30 Novembre 1999 ha avuto luogo a Seattle ( USA ), la Terza Conferenza Ministeriale della WTO. L'obiettivo doveva essere il lancio di un nuovo Round negoziale, il cosiddetto Millennium Round, f inalizzato alla costruzione di un mercato globale basato sul primato della libertà di commercio . Gli aspetti più significativi di questo progetto riguardano l'adozione di una serie di norme orientate a limitare la sovranità degli Stati membri in favore delle più spregiudicate regole del liberismo commerciale.

L'accordo sull'Agricoltura, ad esempio, riguarda milioni di piccoli produttori, in particolare quelli del Sud, già fortemente penalizzati dai precedenti negoziati.

L'accordo su spesa pubblica e libera concorrenza mette in discussione la libertà di Comuni e Governi Nazionali di spendere i propri soldi a prevalente vantaggio dell'occupazione locale.

Anche la salute di tutti viene messa in pericolo con gli accordi che obbligano i Paesi membri a non proibire l'importazione di carne agli ormoni e di prodotti manipolati geneticamente e biotecnologicamente.

Protestando fermamente contro questa impostazione, i delegati dei Paesi in via di sviluppo ( Africa, Caraibi ed America Latina) hanno lasciato Seattle disgustati dal modo in cui i Paesi più forti hanno gestito la conferenza. Questi Paesi hanno firmato una dichiarazione comune che auspica una maggiore apertura dei negoziati, che tenga conto delle osservazioni dei gruppi di protesta.

IL <<M.A.I. >>

Durante la conferenza di Seattle era stato tentato il rilancio del famigerato M.A.I. ( Multirateral Agreement on Investments) , l' Accordo Multilaterale sugli investimenti, che costituisce uno dei principali trattati intorno a cui gira l'economia mondiale. La bozza di tale l'accordo era già stata infatti negoziata senza successo in sede Ocse.

Il M.A.I. é un trattato estremamente pericoloso che deve essere denunciato e respinto con vigore. Tra l'altro, anche il Parlamento Europeo, nella sua risoluzione adottata nel Marzo 2000, chiedeva agli Stati membri di respingere l'accordo M.A.I. nella sua formulazione attuale. Per avere un'idea del contenuto, basterà dire che si tratta di un accordo che abolisce ogni vincolo residuo all'azione delle multinazionali e che prevede addirittura un tribunale che permetta alle imprese di citare in giudizio quei governi nazionali la cui legislazione é ritenuta troppo restrittiva o, comunque, di ostacolo alla propria libertà di profitto: una specie di vera e propria <<dichiarazione universale dei diritti del Capitale >>, come é stata efficacemente definita (6).

Per fare un esempio concreto, immaginiamo <<che il parlamento italiano decida di promulgare una legge che vieta l'importazione di prodotti pericolosi per la salute o una norma a salvaguarda dell'ambiente o una legislazione a difesa dei lavoratori.

Immaginiamo che le leggi approvate dal Parlamento Italiano intacchino gli interessi di una multinazionali, che vede in quelle leggi una limitazione alle proprie attività economiche, finanziarie o commerciali. Immaginiamo che la multinazionale decida di ricorrere contro l'Italia presso una corte della WTO , cioè l' Organizzazione internazionale per il commercio. Ebbene é possibile che la WTO condanni l'Italia ad abrogare la legge, permettendo alla multinazionale di vendere i propri prodotti nocivi, insediare attività produttive ad alto impatto ambientale, imporre condizioni di lavoro in palese violazione dei diritti dei lavoratori >> (7)

Impossibile? No, é già successo.

Dal 1° Gennaio 1989, l' Unione Europea ha proibito l'utilizzo di ormoni della crescita per i bovini. Tale divieto riguarda sia l'utilizzo di ormoni nella produzione nazionale, sia le importazioni provenienti dai Paesi terzi, di carne di animali trattati con ormoni stimolanti della crescita. Tuttavia, numerosi paesi terzi autorizzano l'utilizzo di taluni ormoni della crescita. Nel quadro degli accordi dell' Organizzazione mondiale del commercio (OMC), gli Stati Uniti e il Canada hanno formalmente contestato il divieto pronunciato dall' UE di importare carne e prodotti a base di carne provenienti da animali trattati con ormoni. La Comunità ha dovuto accettare la sospensione delle concessioni da parte degli USA e del Canada per una serie di prodotti per un valore di 124 miliardi di dollari circa. Il Comitato Scientifico della VI Commissione (Agricoltura) ha raccolto nuove prove che attestano che l'utilizzo di ormoni promotori della crescita accelerata del bestiame comporta rischi per la salute umana. Sei ormoni di crescita utilizzati per la produzione di carne (17 beta estradiolo, progesterone, testosterone, zeramolo e acetato di trembolone e di melengesterolo) possono, a seconda del caso, avere effetti sul sistema endocrino e sullo sviluppo, nonché effetti immunologici, neurobiologici, immunotossici, genotossici e cancerogeni. Il 17 beta estradiolo, in particolare, é stato identificato come sostanza cancerogena completa. Il gruppo più a rischio é costituito dai bambini e dai ragazzi fino alla pubertà.

Sulla scorta delle conclusioni del Comitato Scientifico, la Commissione ha deciso di non modificare il divieto di importare carne agli ormoni. Contestando da parte loro tali conclusioni, gli Stati Uniti hanno chiesto all' OMC di autorizzarli ad applicare misure di ritorsione commerciale per un danno valutato sui 202 milioni di dollari, a meno che l'Unione non ponga fine all'embargo. Se ottenessero tale autorizzazione, gli Stati Uniti potrebbero imporre dazi doganali del 100% su alcuni prodotti europei, bloccandone in tal modo l'esportazione sul mercato americano. Le trattative per l'introduzione dell'accordo M.A.I. risalgono al 1995, ma furono scoperte e diffuse solo agli inizi del 1997.

I contenuti della bozza d'accordo fanno capire come questo rappresenti un tassello decisivo per l'affermazione dell'economia globale:

il M.A.I. prevede una clausola di trattamento nazionale in base alla quale ogni settore di intervento verrebbe aperto a tutti gli investitori, siano essi locali o esteri. L'obiettivo é di poter equiparare le attività delle ricche multinazionali con quelle delle imprese locali, basandosi sul principio della non-differenziazione fra investitori esteri e locali, ma fare parti uguali fra diseguali é il massimo dell'ingiustizia!

Con il M.A.I. cesserebbero i requisiti di prestazione richiesti alle imprese multinazionali. Si tratta di norme che tutelano il sistema economico nazionale perché chiedono alle imprese di ridistribuire e reinvestire parte della ricchezza creata nel Paese, evitando gli investimenti speculativi << mordi e fuggi >>.

Per quanto riguarda le eventuali controversie che potrebbero nascere, il M.A.I. prevede un vero e proprio meccanismo diabolico che permette alle imprese di chiedere un indennizzo a quei governi che minacciano il pieno godimento degli investimenti. Tale opportunità, tuttavia, é prevista solo per gli investitori, ma non per i governi.

C ome si vede il M.A.I. rappresenta una sorta di inversione del legittimo diritto dei popoli a disporre di se stessi, un diritto non più sottoposto a leggi nazionali ma a regole commerciali negoziate sotto la pressione delle multinazionali. Il fine ultimo del M.A.I. non é quello di regolare gli investimenti, ma di regolare e delegittimare i governi. In quanto tale, l'accordo é inaccettabile.

DALLA GLOBALIZZAZIONE AL MONDIALISMO

Ma il processo di globalizzazione economica, di cui abbiamo prima esaminato le principali tappe, per realizzarsi pienamente deve necessariamente essere anche politico e culturale, quindi la globalizzazione, in questa più ampia accezione, si identifica con il cosiddetto Mondialismo.

Il Mondialismo, in estrema sintesi, può essere definito un'ideologia (e una conseguente prassi culturale, sociale e politica) universalista; promossa da istituzioni internazionali politico-militari ( ONU, NATO ), economico-finanziarie ( Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, WTO, NAFTA ( North American Free Trade Agreement ), (8) ecc, da associazioni private ( Council of Foreign Relations ) (9) , Bildeberg Group, (10), Commissione Trilaterale, (11), Massoneria ecc. ) e da una fitta rete di lobbies e di organizzazioni internazionali di "consulenza" politico-sociale, culturale e massmediale ( agenzie d'informazione, industria cinematografica, ecc) la cui base tattica é attualmente costituita dagli Stati Uniti (12).

L'obiettivo del Mondialismo é la creazione di un unico governo o amministrazione ( il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale ), di un unico assetto politico, istituzionale e sociale (il liberismo ), di un unico sistema di valori ( l'individualismo-egualitarismo fondato sulla dottrina dei << Diritti dell'Uomo >> ) e quindi di un unico insieme di costumi e di stile di vita (il consumismo ) estesi a tutta la terra e funzionali al dominio assoluto da parte delle forze politiche, economiche e culturali che lo incarnano: le èlite della finanza mondiale.

Questo obiettivo potrà essere raggiunto solo mediante l'annientamento delle differenze etniche, culturali, religiose e politiche tra i diversi popoli della Terra, ossia delle loro identità nazionali e, quindi, della loro stessa esistenza in quanto tali.

E' emblematica, a tale proposito, questa esplicita affermazione di David Rothkopf, un autore ebreo-americano, già membro dell'Amministrazione Clinton e docente di Affari Internazionali alla California University nonché direttore della Kissinger Associates:

<< E' interessante economico e politico degli Stati uniti far si che se il mondo si muove verso una lingua comune, sia l'inglese; che se il mondo adotta sistemi di telecomunicazioni, criteri di sicurezza e livelli qualitativi universali, siano americani; che se il mondo diventa unito grazie a televisione, radio e musica, i programmi siano americani; e che se si creano valori comuni, siano valori con cui gli americani si trovino a proprio agio >> (13).

Ed infatti il principale << prodotto >> d'esportazione degli Stati Uniti, a partire da questo dopoguerra, non a caso é stato il proprio modello culturale e sociale, il cosiddetto american way of life. Ecco un'altra illuminante dichiarazione dello stesso autore prima citato: << Gli Stati Uniti dominano il traffico globale delle idee e delle informazioni. La musica americana, i film americani, la televisione americana e il software americano dominano a tal punto, sono così richiesti e così visibili, che ormai sono disponibili in tutta la Terra. Influenzano i gusti, la vita della popolazione e le aspirazioni, si può dire, di tutte le Nazioni. In qualche Nazione si ritiene che corrompano >>. (14).

Con il crollo dei regimi comunisti in Unione Sovietica e in Europa, sono venuti a cadere i residui ostacoli politici ed ideologici che si opponevano alla piena affermazione dell'economia di mercato sul piano mondiale. Falliti i vari tentativi di inverare l'utopia marxista, ecco sorgere al suo posto un'altra prospettiva messianica: il Nuovo Ordine Mondiale, promesso e promosso, questa volta, dall'ideologia liberista.

<< Non più il Proletariato mobilitato dal Marx-Lenin-Stalin-Mao pensiero, bensì la Mano invisibile del Mercato guiderà la marcia del mondo verso il progresso e porterà tutti gli individui, ossia l'Umanità, a livelli di vita e di prosperità meravigliose. Grazie alla globalizzazione economica, alla deregulation dei mercati finanziari, all'abolizione di "anacronistici" protezionismi, al trasferimento di imprese e di attività produttive, alla << flessibilità >> del lavoro, all' iperconcorrenza, ecc.; il Dio Mercato premierà quanto avranno creduto in Lui, con la Pace, la Libertà, il Benessere e quant'altro >> (15).

La sostituzione del Pensiero Unico e universale marxista con quello altrettanto unico e universale liberista é stata resa possibile sia dal fallimento materiale e morale del primo sia dell'opera di persuasione psico-culturale attuata dalle lobbies mondialiste in ogni parte del globo, ma in modo più sistematico e capillare in Europa, in virtù del controllo dell'intero sistema mass-mediale. Così la ripetizione martellante ed instancabile del << catechismo del Libero Mercato >> conferisce all'idea liberista la parvenza di un "dogma", di una verità assoluta ed il conseguente diritto a governare il mondo. L'orientamento culturale e politico attualmente trionfante, in cui si mescolano il principio liberale e liberista dello << Stato minimo >> , l'aspirazione anarco-marxista alla << estinzione dello Stato >> e il pansolidarismo antinazionale del Cattolicesimo postconciliare, costituiscono il vero presupposto dell'ideologia mondialista europea.

Ma é bene ricordare che la Globalizzazione ed il Mondialismo non appartengono alla << logica delle cose >>, non sono affatto un processo invitabile al quale ci si deve rassegnare, come ad un'irrevocabile verità divina. Globalizzazione e Mondialismo sono solo l'obiettivo pratico e deliberato che uomini concreti, organizzazione con tanto di nome e di sede legale, sistemi informativi, mass-mediali ed editoriali, vogliono raggiungere per il proprio potere personale o di gruppo. Per quanto possa sembrare paradossale, le cause e le conseguenze alla globalizzazione non rientrano né originariamente, né esclusivamente nell'ordine economico. La globalizzazione è accettata e si sviluppa solo in un ambiente psicologico e culturale favorevole, caratterizzato dal dissolversi dei vincoli di solidarietà nazionale, dal sovvertimento dei Valori, dei Costumi e della Morale tradizionali, dalla perdita del sentimento di continuità generazionale e di appartenenza comunitaria e, quindi, di responsabilità verso un particolare e specifico universo: quel mondo umano ed ideale che un tempo non si temeva di indicare con il nome di << Patria >>, cioè di < < terra dei Padri >> . Un mondo ideale che deve essere riscoperto,protetto sviluppato e trasmesso, per restare "persone", per non divenire anonime componenti del "Villaggio globale": individui privi del sentimento della propria appartenenza e delle proprie radici.

(1) Per quello che ci riguarda più direttamente, é bene sapere che l'Italia fu ammessa al Fondo Monetario Internazionale nel 1947 e attualmente contribuisce al funzionamento del Fondo per una quota del 3,4% che la colloca al 6° Posto della graduatoria generale davanti all'Arabia Saudita e al Canada. Cfr. << Il Sole 24 Ore >>, 21 Settembre 1997, p.3.

(2) M. Deaglio, Il governo del mercato globale, << Mondo Economico >>, 30 giugno 1997, p.23.

(3) GPA e la Direttiva Cee 97/52 Agreement on Governeement Procurement.

(4) J. Brecher, T. Castello, Contro il capitale globale, << Strategie di resistenza >>, Feltrinelli, 1996, p.81.

(5) Op. Cit., p.79.

(6) Cfr. Il sistema economico mondiale.

(7) Documento citato

(8) Il Nafta é l'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada, entrato in vigore all'inizio del 1994.

(9) Il Council of Foreign Relations é un'Associazione Privata composta dalle élites finanziarie, industriale e del sistema politico-informativo mondiale. Vera e propria lobby mondialista che esercita una grande influenza, soprattutto sulla politica estera americana, attraverso la propria rivista << Foreign Affair >>.

(10) Bildelberg Group. Il Bildelberg é una specie di Massoneria moderna che lega a sé tutti i principali responsabili della politica e dell'economia mondiale, per orientare gli avvenimenti contemporanei nel senso da essi voluto. L'Organizzazione fu creata nel 1952 all'Hotel Bildelberg (da dove prese il nome) di Oosterbeck in Olanda. Primo presidente fu il principe Bernardo d'Olanda, noto massone legato agli ambienti dell'alta finanza internazionale. I membri del Bildelberg si incontrano in conferenze annuali, mentre l'organizzazione è retta da un Comitato Esecutivo di ventiquattro membri.

(11) Trilateral Commission. Costituita nel 1973, per iniziative di alcune grandi famiglie dell'oligarchia finanziaria d'America, Europa e Giappone (da qui il suo nome), la Trilateral Commission ha, in un certo senso, preso il posto del Bildelberg. Tale organismo costituisce una sorta di Governo Mondiale Sovranazionale, che raccoglie al proprio interno sia esponenti dei vari governi che industriali, scienziati, giornalisti di rango, economisti, politici, ecc. La Trilateral si riunisce una volta l'anno, a porte chiuse, in capitali diverse con l'obiettivo di coordinare le politiche di dominio a livello internazionale. Per notizie più dettagliate sulla storia, gli i scopi ed i membri della Bildelberg sarà pubblicato sul sito prossimamente il Documento LA FACCIA NASCOSTA DELLA STORIA: Gli ispiratori occulti della Globalizzazione e del Mondialismo.

(12) Cfr. Giuseppe Santoro, Dominio Globale, << Liberoscambismo e Globalizzazione >>, Società Editrice Barbarossa, Milano, 1998, pp.7/8.

(13) D. Rothkopf, Verso una cultura Globale, << Americana >>, 10 Ottobre 1997, p.6.

(14) D. Rothkopf, Un mondo orwelliano, << Americana >>, 9 Settembre 1997, p.9.

(15) Giuseppe Santoro, Op. Cit., p.73

 

 

 
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