Il Risveglio dell'Umanità
alla ricerca della Verità 

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GESÙ 

di TOMMASO APOSTOLO

 

10/4/2005

NOTE: 

("Il principale compito dell'uomo è dare alla luce se stesso" 

                                                    ERICH FROMM)

("Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura ed in che senso 

egli è giunto a liberarsi dell'IO." 

                                                    ALBERT EINSTEIN)

  

(La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo. 

            Salmi: 117/18-22)

Traduzioni (dal copto) da: 

Mario Erbetta (*) 

Marcello Craveri 

Mario Pìncherle 

Elain Pagels 

  

(*) 

Da: "REVUE BIBLIQUE", 1970. 

Recensione su "Gli apocrifi" di Mario Erbetta: 

"Il pubblico italiano, più fortunato del lettore francese a cui purtroppo manca un'opera del genere, ha a disposizione uno strumento di lavoro che sembra fatto molto bene e che offrirà grandi servizi". 

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1) Log.1   Sono queste le parole segrete che Gesù, il vivente, ha proferito e Didimo Giuda Tommaso ha messo in iscritto. Egli ha detto:  chi troverà la spiegazione di queste parole, non gusterà la morte. 

(Mt 5/15 - 7/7 - 10/26 - 13/12 - 13/35  + Mc 4/23  + Lc 8/10 - 8/18  + Gv 8/32 - 14/22 -  20/24) 

Commento libero: 

 1) Log.1   Gesù, da buon psicoanalista, sa bene che le nozioni e gli ammaestramenti non vanno mai dati, ai propri discepoli, in forma semplice e diretta, perché  siano essi stessi, col porsi le problematiche,  ad avviarsi a capire davvero (o, meglio, a capire il proprio sentire). Un maestro Zen, al riguardo, disse al suo allievo quando, finalmente, questi giunse all'illuminazione: "Se non ti avessi fatto lottare, in ogni modo possibile, per trovare il significato (dello Zen) e non ti avessi condotto, alla fine, ad uno stato di non-lotta e di non-sforzo, da cui puoi vedere con i tuoi stessi occhi,  sono sicuro che avresti perso ogni possibilità di scoprire te stesso". 

Commento interlineare: 

1) Log.1   Sono queste le parole segrete (dette segretamente) che Gesù, il vivente (interior mente), ha proferito e Didimo (fratello gemello) Giuda Tommaso ha messo in iscritto. Egli (Gesù) ha detto: chi troverà la spiegazione di queste parole, non gusterà (assaporerà amaramente) la morte (cioè: lo stato d'angoscia ...  giacché, per capire, dovrà egli essere già maturo  in problemi psicoanalitici, per averli vissuti.   Confr. Dante, Inferno, C. I.: "...tant'è amara che poco è più morte"). 

2) Log.17   Gesù disse: vi darò ciò che occhio non ha visto,  ciò che orecchio non ha inteso, ciò che mano non ha toccato e non è entrato nel cuore dell'uomo.

(Sal 77/2 + Mt 13/35 + Gv 8/12 - 14/6 + 1Cor 2/9) 

Commento libero: 

2) Log.17   Il discorso psicoanalitico è sottile e non visibile. Gesù, molto prima di Freud,  cercò di tradurlo,   almeno a persone da Lui  stesso  selezionate  (v. Lc 9/62 + Mc 10/21). 

Commento interlineare: 

2) Log.17   Gesù disse: vi darò ciò che occhio non ha visto, ciò che orecchio non ha  inteso,  ciò che mano non ha toccato e non è entrato nel cuore dell'uomo (vi darò i principi essenziali perché voi vi avventuriate in 'analisi'). 

L'INCONSCIO IN NOI 

3)Log.70   Gesù ha detto: quando generate in voi quello che avete, esso vi salverà.  Se non lo generate in voi, quello che non generate in voi vi ucciderà! 

(Gv* 3/20-21) 

Commento libero: 

3)Log.70   Essere in disarmonia con se stessi è il peggiore tra i mali dell'uomo. 

Commento interlineare: 

3)Log.70   Gesù ha detto: quando generate in voi (portandolo alla luce della consapevolezza)  quello che avete (l'inconscio), esso vi salverà (perché vi porterà pace).  Se non  lo generate in voi, quello che non generate in voi vi ucciderà!  (Perché lo avvertirete ugualmente, senza riuscire a dargli un volto cosciente. Ciò vi ucciderà). 

 

4)Log.50   Gesù ha detto: se vi si dirà: donde siete giunti?, dite loro: siamo usciti dalla luce, dal luogo dove la luce è venuta all'esistenza da se stessa. Essa si levò e si manifestò nella sua immagine. Se vi dicono: voi siete qualcosa!, dite:  noi siamo suoi figli e noi siamo gli eletti del Padre vivente.  Se vi interrogano:  qual'è il segno in voi di vostro Padre?, dite loro: esso è moto e quiete. 

(Lc 10/21 + Gv 3/8 - 12/36 + Ef 5/8 + 1Ts 5/5) 

Commento libero: 

4)Log.50   Il vero discepolo è in sintonia con la propria 'luce' interiore ed il suo reale volto, anzi, nasce da essa. Egli, dunque, è "figlio" di questa "luce". 

Commento interlineare: 

4)Log.50   Gesù ha detto: se vi si dirà: donde siete giunti?, (da quale 'scuola' provenite) dite loro: siamo usciti dalla luce ( dalla "luce" in noi -v. 8/Log.61b-), dal luogo dove la luce è venuta  all'esistenza da se stessa  (provenendo dall'inconscio). Essa si levò (in noi) e si manifestò (a noi) nella sua immagine (cioè: il linguaggio - J. Lacan dice: "L'inconscio diventa cosciente attraverso il linguaggio"). Se vi dicono: voi siete qualcosa!, dite: noi siamo suoi figli  (figli della luce interiore) e noi siamo gli eletti (perché ritenuti all'altezza del lavoro -v. 77/Log.23-) del Padre vivente (in noi). Se vi interrogano: qual'è il segno in voi di vostro Padre?, dite loro: esso è moto (quando la voce interiore ci tocca) e quiete (quando ci lascia a noi stessi). 

 

5)Log.24   I suoi discepoli dissero: istruiscici circa il luogo donde tu sei, giacché noi dobbiamo cercarlo. Egli disse loro:  chi ha orecchi per intendere, intenda!     C'è luce dentro a uomo di luce ed essa illumina il mondo tutto. Quando essa non risplende, c'è oscurità. 

(Mt 6/22-23 + Mc 4/21 + Lc 11/34 + Gv* 8/21 - 9/5 - 14/5) 

Commento libero: 

5)Log.24   Per andare nel 'luogo' indicato da Gesù, non vi è che una strada: andare verso se stessi. Ma come capire ciò, se non se ne conosce la strada? 

Commento interlineare: 

5)Log.24   I suoi discepoli dissero: istruiscici circa il luogo donde tu sei, giacché  (tu dici che) noi dobbiamo cercarlo (facci capire meglio!). Egli disse loro: chi ha orecchi per intendere, intenda! C'è luce dentro a uomo di luce ed essa illumina  il mondo tutto. Quando essa non risplende (quando, non pervenendo al conscio, l'inconscio non traspare), c'è oscurità. (- v. 3/Log.70 -). 

 

6)Log.33   Gesù ha detto: ciò che udrai con il tuo orecchio predicalo sui tuoi tetti. Nessuno accende una lampada e la colloca sotto un moggio né la pone in luogo nascosto.  Egli la pone invece sul lucerniere,  in modo che chiunque entra  ed esce scorga la sua luce. 

(Mt 5/15 - 10/27 + Mc 4/21 +  Lc 8/16 - 11/33) 

Commento libero: 

6)Log.33   Nel processo di avvicinamento al 'Sé' profondo, la gioia che ne nasce porta al desiderio di farne partecipi altri. 

Commento interlineare: 

6)Log.33   Gesù ha detto: ciò che udrai con il tuo orecchio (rendendo cosciente il tuo inconscio)  predicalo sui tuoi tetti  (parlane a chi ti sta intorno).  Nessuno accende una lampada  (la lampada della scoperta del 'sé')  e la colloca sotto  un moggio né la pone in luogo nascosto.  Egli la pone invece sul lucerniere  (oggi egli verrebbe       chiamato: 'agevolatore'),  in modo che chiunque  entra ed esce scorga la sua luce.  (Chi  -"entra ed esce"-  è colui che ascolta chi si espande e ne viene sul momento coinvolto, per poi uscirne, essendo egli arbitro dei propri ritmi di crescita). 

 

7)Log.15   Gesù ha detto: quando vedrete quegli che non è stato generato dalla donna, prostratevi sulla vostra faccia e adoratelo, quello è vostro padre. 

(Is 66/2) 

Commento libero: 

7)Log.15   Il momento di 'illuminazione' è cosa preziosa: non si abbia a sprecarlo! 

Commento interlineare: 

7)Log.15   Gesù ha detto: quando vedrete (in voi, portandolo al conscio -v. 3/Log.70-) quegli che non è stato generato dalla donna (l'inconscio), prostratevi sulla vostra faccia e adoratelo (mettetevi umili, in atteggiamento interiore d'ascolto), quello è vostro padre ("padre" come educatore da dentro -v. 8/Log.61b-). 

 

8)Log.61b    Salomè disse: chi sei tu, o uomo? ... sei salito sul mio letto e hai mangiato alla mia tavola. Gesù le disse: io sono l'esistente da colui che è uguale e mi è stato dato di ciò che è di mio Padre.  -Ella disse: io sono tua discepola.  Gesù disse: perciò ti dico che quando il "letto" è vuoto, si riempirà di luce; quando invece è diviso, si riempirà di oscurità. 

(Dt 18/18 + Is 42/1 + Mt 12/18 + Gv 14/28) 

Commento libero: 

8)Log.61b   Non ci si può appoggiare a nessun altro, per il lavoro di ricerca di sintonia col 'Sé'. Ma occorre raggiungere tanta umiltà (il "letto vuoto"), per iniziarne il processo. 

Commento interlineare: 

8)Log.61b    Salomè disse: chi sei tu, o uomo? ... sei salito sul mio letto (sulla mia anima, affascinandomi -v. 26/Log.21a: "... su un campo che ..."-) e hai mangiato alla mia tavola (quella dei miei interessi -v. 53/Log.10_11: "... voi mangiavate ciò che..."-). Gesù le disse: io sono l'esistente (tramite la meditazione) da colui che è uguale (essendo proporzionato alla mia maturità del momento) e mi è stato dato (tramite la meditazione) di ciò che è di mio Padre. -Ella disse: io sono tua discepola-. Gesù disse: perciò (a questo riguardo) ti dico che quando il "letto"  (della tua 'mente') è vuoto (disponibile e libero da pregiudizi),  si riempirà di luce  (tramite la meditazione); quando invece è diviso (v. 53/Log.10_11 e 55/Log.47), si riempirà di oscurità (v. 3/Log.70) (non cercare, dunque, di apprendere da me, ma attingi dal tuo interno: il "Padre" parla anche in te!). 

 

9)Log.57   Gesù ha detto: il regno del Padre è simile a uomo che ha buon seme.  Il suo nemico giunse nella notte e seminò loglio tra il buon seme. L'uomo non permise loro di strappare il loglio.  Disse loro:  può darsi che,  andando voi per strappare il loglio,  strappiate con esso il grano. Nel dì della mietitura il loglio sarà manifesto; verrà strappato e bruciato. 

(Mt 13/24) 

Commento libero: 

9)Log.57   Educare un giovane in crescita  è compito difficilissimo, perché il suo 'io' ("loglio") gli sarà indispensabile affinché,  nel suo processo di formazione come individuo, gli sia di aiuto. Spetterà poi a lui, nel pieno della sua maturità,  imparare a detronizzare se stesso,  per essere sempre pronto a migliorarsi e ad apprendere con serenità. 

  

Commento interlineare: 

9)Log.57   Gesù ha detto: il regno del Padre (cioè: del contatto interiore col "Padre") è simile a uomo che ha buon seme (l'inconscio).  Il suo nemico (l' 'io') giunse  nella    notte (si formò nell'infanzia e nell'adolescenza: "notte" per la coscienza umana) e seminò loglio (fece nascere l' 'io', col suo naturale egoismo) tra il buon seme.  L'uomo non permise loro (l'adolescente si ribella a tutto ciò che angustia il suo 'io' in sviluppo) di strappare il loglio. Disse  loro: può darsi che, andando voi per strappare il loglio,  strappiate con esso il grano  (frutto della meditazione, e questa è più sottile se si avvale di una capacità razionale preformata da vecchie storie di 'io'  -v. 11/Log.109-).  Nel dì della mietitura  (giunti alla maturità -v. 56/Log.21b-)  il loglio sarà manifesto  (all'adulto sarà chiaro che la sua vera crescita avverrà proprio avendo  il coraggio di revisionare continuamente il proprio 'io'); verrà strappato e bruciato (continuamente -v. 19/Log.71-). 

 

10)Log.106   Gesù ha detto: quando farete i due uno, diverrete figli dell'uomo; e se direte: monte, spostati, esso si sposterà. 

Commento libero: 

10)Log.106   Essere in simbiosi col 'Sé' è cosa difficile e difficilissimo è mantenervisi. La difficoltà equivarrà a quella del "monte spostati"! 

Commento interlineare: 

10)Log.106   Gesù ha detto: quando farete i due (l' 'io' e l'inconscio) uno (v.16/Log.22) diverrete figli dell'uomo  (di voi stessi, e non dell'educazione ricevuta);  e se direte: monte, spostati, esso si sposterà (avrete raggiunto, allora, il massimo dell'aspirazione per l'uomo:  la pace interiore. Essa  non conoscerà desideri inappagabili, perché avrà in se stessa la propria realizzazione). 

 

11)Log.109    Gesù ha detto: il regno è simile a uomo con un tesoro nel suo campo, nascosto,  di cui non sa nulla.  Quando morì,  lo lasciò a suo figlio, il quale pure  non sapeva.  Questi prese  il campo  e lo vendette.  Chi lo comprò, giunse. Arando, trovò il tesoro e cominciò a dare denaro a interesse a chi voleva. 

(Mt 13/44) 

Commento libero: 

11)Log.109      Da fanciulli si è fusi, inconsapevolmente, col proprio inconscio e lo si gode spontaneamente; da giovani lo si "vende" volentieri  (la coscienza è un  freno!); da adulti veri lo si "compra" lavorando a ripulire, via via, gli errori educativi acquisiti. Alleggeriti, poi, da zavorre inutili, ci si espande. Non verso tutti, però..., molti non capirebbero! 

Commento interlineare: 

11)Log.109   Gesù ha detto: il regno (della pace interiore) è simile a uomo con un tesoro (l'inconscio) nel suo campo  (nella sua psiche -v. 51/Log.21a-), nascosto, di  cui non sa nulla  (l'inconscio al tempo dell'infanzia e dell'adolescenza).  Quando  morì (quando finì l'adolescenza), lo lasciò a suo figlio (la giovinezza),  il quale pure non sapeva. Questi prese il campo e lo vendette (la coscienza, che frena il giovane, da dentro,  lo infastidisce nella sua fase di necessario sviluppo,  ed è buttata via -"venduta"- volentieri).  Chi lo comprò (l'uomo, divenuto adulto), giunse (col passare degli anni). Arando  (la revisione del proprio modo di pensare costa lavoro), trovò il tesoro  (prese coscienza dell'inconscio) e cominciò a dare denaro (messaggio luminoso, nell'espandersi)  a interesse (la gioia della luce riflessa,  dall'altro)  a chi voleva  (per recepire, infatti,  il messaggio psicoanalitico occorre della maturità e del coraggio -v. 77/Log.23 e 78/Log.93-). 

 

12)Log.111   Gesù ha detto: i cieli si ritireranno  e così la terra davanti a voi e il vivente per mezzo del Vivente non vedrà morte né timore, ché Gesù dice: il cosmo è nulla di fronte a lui. 

(Gv 12/35-36) 

Commento libero: 

12)Log.111   Chi vivrà in armonia e consapevolezza del proprio sentire uscirà dalle leggi del tempo,  perché il suo tempo sarà l'attimo vissuto il più intensamente possibile! 

Commento interlineare: 

12)Log.111   Gesù ha detto: i cieli si ritireranno (la nozione del tempo, misurata tramite "i cieli", sparirà,  per l'analista,  perché l'uomo si concentrerà sul suo istante vissuto) e così la terra (gli interessi terreni) davanti a voi e il vivente (interiormente) per mezzo del Vivente (luce interiore)  non vedrà morte né timore (giacché spariranno gli stati angosciosi), ché Gesù dice: il cosmo è nulla di fronte a lui (che è -e lo sa- la misura di quanto gli capita sotto i sensi, e che domina). 

 

13)Log.83   Gesù ha detto: le immagini sono manifeste all'uomo,  ma la luce che è in esse è nascosta. Essa sarà manifesta tramite l'immagine della luce del Padre e la sua immagine è nascosta per mezzo della sua luce. 

Commento libero: 

13)Log.83   Dove la verità? L'uomo fuso con la propria luce interiore ("luce del Padre") non si lascerà ingannare dalle apparenze. Ma anche la sua verità sarà relativa al proprio grado di maturità (v. 8/Log.61b). Averne di più significherebbe non sapercisi più raccapezzare, per i troppi dati ("luce") da dover vagliare, e perdersi! 

Commento interlineare: 

13)Log.83   Gesù ha detto:  le immagini (cioè: le azioni) sono manifeste all'uomo, ma la luce (la motivazione 'vera' che porta alle azioni) che è in esse è nascosta.  Essa ("luce": Verità)  sarà manifesta (di riflesso) tramite l'immagine  della luce del Padre  ("luce" presente in ogni uomo che ha fatto dei "due uno"  -v. 10/Log.106-) e la sua immagine (quella della 'verità totale') è nascosta per mezzo della sua luce (ognuno può recepire una 'verità' proporzionata al proprio grado di comprensione raggiunto. Dargli di più significherebbe accecarlo). 

L' "IO": 

GRANDE OSTACOLO PER LA 

RICERCA DELLA PACE INTERIORE 

Volutamente non si fa distinzione tra "io" e "Superio" (intendendo per "io", sempre, la somma dei due), così come vorrebbe una terminologia appropriata e "moderna" del linguaggio psicoanalitico. 

14)Log.98   Gesù ha detto:  il regno del Padre è simile a un uomo che vuole uccidere una persona di riguardo. Estratta la spada in casa sua, trapassò la parete. Voleva sapere se la sua mano avesse resistito. Quindi uccise la persona di riguardo. 

(Mt 16/24 + Mc 8/34 + Lc 9/23 - 14/28-31) 

Commento libero: 

14)Log.98   Dice A. Einstein:  "Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura ed in che senso egli è giunto a liberarsi dell' 'Io' ". 

Commento interlineare: 

14)Log.98   Gesù ha detto: il regno del Padre (del contatto interiore col "Padre") è simile a un uomo che vuole uccidere una persona di riguardo (l' 'io'). Estratta la spada in casa sua (nella propria psiche), trapassò la parete.  Voleva sapere se la sua mano avesse resistito  (saggiò la propria forza: il lavoro sull' 'io', infatti, è prova di grande coraggio). Quindi uccise la persona di riguardo (e solo allora poté incamminarsi verso la propria pace interiore). 

 

15)Log.37   I  suoi discepoli dissero:  in qual giorno ti manifesterai a noi e in che giorno ti vedremo? Gesù disse: quando vi svestirete della vostra vergogna, prenderete i vostri abiti e li metterete sotto i vostri piedi, come fanno i bambini piccoli, e li calpesterete, allora vedrete il Figlio del Vivente e non avrete paura. 

(Mc 16/24 + Mc 8/34 + Lc 9/23 + Gv 3/4 - 14/22) 

Commento libero: 

15)Log.37   Solo quando, stanco (e stufo) del proprio modo di pensare, l'uomo sarà disposto a mettere il proprio  "abito" (mentale)  "sotto" i suoi "piedi" e, dunque, si renderà disponibile, in umiltà, a lasciarsi correggere, solo allora potrà esservi  un processo di illuminazione interiore  /ed egli diverrà "figlio del Vivente" -v.4)Log.50-/ che lo porterà sulla strada già percorsa da Gesù -v. 8)Log.61b- e non vi sarà motivo di spaventarsi, ma di gioire. 

 Commento interlineare: 

15)Log.37   I suoi discepoli dissero: in quale giorno ti manifesterai a noi e in che giorno ti vedremo? (Come potremo riuscire a capirti?) Gesù disse: quando vi svestirete della vostra vergogna (la difesa dell' 'io'), prenderete i vostri abiti (mentali) e li metterete sotto i vostri piedi, come fanno i bambini piccoli  (quando sono stufi di qualcosa), e li calpesterete,  allora vedrete  (in voi)  il Figlio del Vivente (la luce interiore) e non avrete paura  (perché il messaggio che vi raggiungerà sarà proporzionato alla vostra maturità del momento -v.8/Log.61b-). 

 

16)Log.22   Gesù vide bambini che ricevevano il latte. Disse ai suoi discepoli: questi piccoli che vengono allattati sono simili a quelli che entrano nel regno.  Gli dissero:  se noi siamo piccoli, entreremo nel regno? Gesù disse loro: quando farete dei due una cosa sola, l'interno come l'esterno, l'esterno come l'interno e la parte sopra come quella inferiore; quando  ridurrete il maschio e la femmina a un unico individuo, così che il maschio non sia maschio e la femmina non sia femmina; quando farete occhi in luogo di occhio, mano in luogo di mano, piede in luogo di piede, immagine in luogo di immagine,  allora  entrerete nel regno. 

(Mt 18/3 + Mc 9/35 - 10/13 + Lc 9/48* - 10/21 - 18/17 + Gv 3/4) 

Commento libero: 

16)Log.22   Si entrerà nel "regno" della pace interiore quando, spogli da ogni difesa del proprio modo di pensare, si tenderà all'obiettività con spontaneità e vero interesse. 

Commento interlineare: 

16)Log.22   Gesù vide bambini che ricevevano il latte. Disse ai suoi discepoli:  questi piccoli che vengono allattati (chi ha sete di verità 'beve' da ogni fonte di interesse) sono simili a quelli che entrano nel regno  (dell'autogoverno).  Gli dissero (non capivano): se noi siamo piccoli, entreremo nel regno? Gesù disse loro: quando farete dei due una cosa sola (v. 10/Log.106),  l'interno come l'esterno, l'esterno come l'interno e la parte sopra come quella inferiore (quando sarete limpidi, trasparenti, soprattutto a voi stessi); quando ridurrete il maschio e la femmina a un unico individuo, così che  il maschio non sia maschio e la femmina non sia femmina (quando riuscirete a vedere nell'altro uno in cui specchiarvi e crescere,  indipendentemente dal suo volto esteriore);  quando farete occhi in luogo di occhio (obiettività), mano in luogo di mano, piede in luogo di piede, immagine in  luogo di immagine, allora entrerete nel regno (il desiderio dell'obiettività porta alla analisi. E l'analisi è una strada obbligatoria per il conseguimento della pace interiore). 

 

17)Log.53   Gli dissero i suoi discepoli: giova o no la circoncisione? Disse loro: se essa giovasse, il loro Padre li genererebbe dalla lora madre circoncisi. La vera circoncisione nello spirito è diventata utile sotto ogni aspetto. 

(Mt 16/24 + Mc 8/34 + Rm 2/29 + Gal 5/6) 

Commento libero: 

17)Log.53   Non i segni esteriori potranno cambiare l'uomo, ma la sua disponibilità interna a rinnovarsi ("vera circoncisione"). 

Commento interlineare: 

17)Log.53   Gli dissero i suoi discepoli: giova o no la circoncisione?  Disse loro: se essa giovasse, il loro Padre li genererebbe dalla loro madre circoncisi.  La vera circoncisione nello spirito è diventata utile sotto ogni aspetto (v. psicoanalisi). 

 

18)Log.54   Gesù ha detto: Beati i poveri, ché vostro è il regno dei cieli. 

(Mt 5/3 + Mc 9/35 + Lc 6/20) 

Commento libero: 

18)Log.54   Beati coloro che hanno capito che solo la disponibilità assoluta all'apprendere (cioè i fattisi "poveri"), senza idee preconcette, rende l'uomo vivo e sereno (padrone del suo "regno dei cieli" interiore). 

Commento interlineare: 

18)Log.54   Gesù ha detto: beati i poveri (che si son fatti "poveri" di 'io' da difendere) ché vostro è il regno dei cieli (della pace interiore). 

 

19)Log.71   Gesù ha detto: distruggerò questa casa e nessuno potrà riedificarla. 

(Gv* 2/19) 

Commento libero: 

19)Log.71   Nell'uomo maturo il desiderio di revisione, per migliorarsi, dovrà essere un impegno ("distruggerò") costante. 

Commento interlineare: 

19)Log.71   Gesù ha detto: distruggerò questa casa (la casa del mio orgoglio: l' 'io') e nessuno potrà riedificarla (giacché io farò in modo di odiare il mio risentimento,  se gli altri vorranno provocarmi). 

 

20)Log.77b   Spaccate un legno; io sono lì. Sollevate il sasso e mi troverete. 

(Mt 16/24 + Mc 8/34 + Lc 9/23) 

Commento libero: 

20)Log.77b   Il processo di revisione inizia, sempre, con una prima presa di coscienza di qualche errore d'impostazione mentale di cui, un attimo prima, non si aveva consapevolezza. 

Commento interlineare: 

20)Log.77b   Spaccate(*) un legno (rompete per la prima volta un'abitudine profondamente radicata in voi);  io sono lì (è quella la strada per raggiungermi). Sollevate il sasso (il peso di tutti gli automatismi acquisiti con l'educazione e le reazioni ad essa connesse) e mi  troverete  (giacché, una volta ripuliti interiormente, avremo, dall'interno, lo stesso educatore -v. 8/Log.61b-). 

(*): v. 21/Log.46 "... così che i suoi occhi non si rompano". 

 

21)Log.46   Gesù ha detto:  da Adamo  a Giovanni Battista  tra i nati dalle donne  non c'è chi è superiore a Giovanni Battista, così che i suoi occhi non si rompano. Io, però, ho detto: chi tra voi diverrà piccolo, conoscerà il regno e sarà più elevato di Giovanni. 

(Mt 11/11 - 11/12 + Mc 8/34 - 9/35 - 10/15 - 10/44 + Lc 7/28 - 9/23 - 9/48* - 18/17). 

Commento libero: 

21)Log.46   Fino a Giovanni, infatti, nessuno aveva mai indicato, all'uomo, la strada della introspezione (per la quale "gli occhi si rompono") da dover percorrere. 

Commento interlineare: 

21)Log.46   Gesù ha detto:  da Adamo a Giovanni Battista tra i nati dalle donne  (cioè non trasformati interiormente così da divenire -v. 10/Log.106- figli dell'uomo) non c'è chi è superiore a Giovanni Battista, così che i suoi occhi non si rompano (tra coloro che agiscono per automatismi acquisiti  -v. 53/Log.10-11-).  Io, però, ho detto: chi tra voi  diverrà  piccolo  (chi saprà  distruggere gli errori della propria impostazione mentale -v. 15/Log.37-),  conoscerà il regno (la pace) e sarà  più elevato di Giovanni (perché più capace di apprendere, in conoscenza di sé -v. 'analisi'- e più consapevole del proprio sviluppo interiore). 

LA PACE INTERIORE  NON E’ UNA CONQUISTA "ETERNA": 

ESSA VA CONTINUAMENTE RIAFFERRATA. 

 

22)Log.18   I discepoli dissero a Gesù:  dicci come avverrà la nostra fine. Gesù disse:  avete dunque svelato l'inizio per domandare circa la fine? Nel luogo, infatti, dove c'è l'inizio,  colà ci sarà la fine. Beato colui che si leverà all'inizio e conoscerà la fine e non gusterà morte. 

(Mt* 24/3 + Mc* 13/4 + Lc* 21/7) 

Commento libero: 

22)Log.18   Chi impara a conoscere e, quindi, gestire il proprio sentire,  sa che mai dovrà lasciare che esso gli sfugga completamente  di mano.  L'attenzione a questo personale governarsi è "inizio" e "fine",  perché occorre che questo atteggiamento dell'uomo sia costante e non abbia mai attimi di cedimento. 

Commento interlineare: 

22)Log.18   I discepoli  dissero a Gesù:  dicci come avverrà la nostra fine  (non capivano, perché ancora novizi in prassi, la sostanza dei discorsi). Gesù disse: avete dunque  svelato l'inizio  per domandare circa la fine?  Nel luogo, infatti, dove c'è l'inizio (desiderio profondo, operante, di pace),  colà ci sarà la fine (degli stati angosciosi ... sempre che non sfugga mai alla mente l' "inizio").  Beato colui che si leverà (si 'sveglierà' al desiderio costante e operante di essere in pace) all'inizio e conoscerà la fine (degli stati angosciosi)  e non gusterà (assaporerà l'amarezza della) morte (interiore). /*/ /*/  (Da: S. B. Kopp, "Se incontri il Buddha per la strada uccidilo", pag.117...: "Il regno è qui, per coloro che desiderano afferrarlo, ma in ogni momento va riafferrato,  e poi nel momento seguente riafferrato di nuovo. La disponibilità alla salvezza va riasserita  più e più volte.  L'unico modo per essere salvato è passare tutta la vita in un pellegrinaggio".). 

 

23)Log.49   Gesù ha detto: beati i solitari ed eletti, ché voi troverete il regno; dato che voi siete usciti di lì e di nuovo ne ritroverete l'entrata. 

(Mt 19/29 + Mc 10/29 + Lc 18/29 + Gv 14/23) 

Commento libero: 

23)Log.49   La strada della ricerca del 'Sé', è un itinerario da dover percorrere completamente da "soli". Prima di impararne i segreti, però, vi saranno momenti di pace raggiunti e pericolose cadute. La pace raggiunta, comunque, proprio perché intimamente assaporata, sarà di stimolo ai successivi "rientri". 

Commento interlineare: 

23)Log.49   Gesù ha detto: beati i solitari (e alla solitudine giunge, sempre, chi,  avendo qualcosa in 'più' -ed "eletto" per questo- si accorge, col tempo, di non poter essere capito dagli altri) ed eletti, ché voi troverete il regno (che proviene dal contatto col proprio inconscio); dato che voi (a furia di cercare, in solitudine -v. Buddha!-)  siete usciti di lì (dalla percezione della pace interiore, conquistata con la meditazione) e di nuovo (sapendo, ormai, cosa davvero cercare) ne ritroverete l'entrata (v. 6/Log.33 "... chiunque entra ed esce"). 

NON  ESISTE  "MAESTRO", IN PSICOTERAPIA, MA SOLO: 

"INDICATORE  DI STRADA" 

 

24)Log.2/3      Gesù ha detto: se coloro che vi conducono vi dicono: ecco, il regno è nel cielo, gli uccelli  del cielo  vi precederanno.  Se vi dicono: è nel mare, i pesci vi  precederanno. Ma il regno  è nel vostro interno e fuori di voi.  Quando voi conoscerete voi stessi,  allora sarete consci e saprete che voi siete i figli del Padre vivente.  Se però non vi conoscerete,  allora sarete in povertà e voi sarete  la povertà. 

(Mt 10/7 + Mc 1/15 + Lc 17/21) 

Commento libero: 

24)Log.2/3   Nessun altro potrà sostituirsi a noi,  nel processo di conoscenza e di governo di noi stessi. 

Commento interlineare: 

24)Log.2/3   Gesù ha detto: se coloro che vi conducono vi dicono: ecco, il regno è nel cielo,  gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: è nel mare, i pesci vi precederanno. Ma il regno (la conquista della pace interiore) è nel vostro interno   e fuori di voi (è nella vostra capacità di fare armonia tra ciò che voi sentite -"interno"-  e ciò che vi proviene dall'ambiente esterno).  Quando voi conoscerete voi stessi,  allora sarete consci (dei vostri stati d'animo) e saprete che voi siete i figli del Padre vivente (in voi).  Se però  non  vi conoscerete (non sarete, cioè, consapevoli dei vostri stati d'animo), allora sarete in povertà e voi sarete la povertà (giacché le azioni, al di fuori della vostra consapevolezza, determineranno i vostri stati d'animo  -v.98/Log.67). 

 

25)Log.19   Gesù ha detto: beato colui che è esistito prima di venire all'esistenza!  Se mi diverrete discepoli e ascolterete le mie parole,  queste vi serviranno come pietre. Avete cinque alberi nel paradiso; essi non si muovono in estate e in inverno né le loro foglie cadono. Chi li conoscerà, non gusterà la morte. 

(Lc 6/48 + Gv 8/51 - 14/6) 

Commento libero: 

25)Log.19   È bene che l'uomo  si formi ponendosi molte problematiche  (sia "esistito prima"),  in modo che il suo cervello si sviluppi e divenga una valida macchina  pensante. Dopo, nella maturità, egli se ne avvarrà per meglio risolvere e portare a frutto le meditazioni  (provenienti dai "cinque alberi nel paradiso")  che gli  verranno dal proprio inconscio riconquistato /v. 9)Log.57 e 11)Log.109/. 

Commento interlineare: 

25)Log.19   Gesù ha detto: beato colui che è esistito (che si è posto problematiche -v. 30/Log.1/2-) prima di venire all'esistenza  (tramite il contatto con la profondità del proprio inconscio)! Se mi diverrete discepoli e ascolterete le mie parole, queste vi  serviranno come pietre ('miliari' di riferimento). Avete difatti cinque alberi nel paradiso (del vostro ascolto interiore..:'carità, pazienza, perseveranza, amore, giustizia' /?/); essi non si muovono in estate e in inverno (col freddo o col caldo dei vostri stati d'animo) né le loro foglie cadono  (chi trova la strada, sa tenerla -v. 23/Log.49-). Chi li conoscerà (tramite la meditazione), non gusterà la morte (cioè: lo stato angoscioso). 

 

26)Log.21a   Maria disse a Gesù:  A chi rassomigliano i tuoi discepoli?  Egli disse: essi sono simili a bambini che si sono messi su un campo che non è loro. Giungendo i padroni del campo, questi diranno: lasciateci il nostro campo! Quelli si svestono alla loro presenza per lasciarlo a loro e dar loro il loro campo. 

(Mt 4/19 + Mc 1/17 + Lc 5/10)  

Commento libero: 

26)Log.21a   I veri discepoli hanno reso spoglio il proprio 'Io'. Essi, quindi, "sono simili a bambini" che si avventurano a stimolare l'altro ("campo che non è loro"), affinché inizi anch'egli il vero processo conoscitivo di sé. Se l'altro, però, sentendosi troppo scoperto ("giungendo i padroni del campo"),  non sopporta più la manomissione altrui ("lasciateci il nostro campo"), il discepolo vero dovrà sapersi fermare in tempo  ("svestendosi" dal suo ruolo), affinché l'analizzato non abbia a bloccarsi.  Diversamente,  con la sua chiusura, non vi sarà nessuna possibilità di poterlo aiutare,  giacché non ne verrebbero più dati utili alla analisi. 

Commento interlineare: 

26)Log.21a   Maria disse a Gesù: a chi rassomigliano i tuoi discepoli? Egli disse:  essi sono simili a bambini (in psicoanalisi si dice: 'rientro nel seno materno') che si sono messi su un campo (la psiche dell'altro)  che non è loro.  Giungendo i padroni del campo (quando il soggetto non è disponibile a "circoncidersi" -v. 17/Log.53- oltre), questi diranno: lasciateci il nostro campo! Quelli (i veri discepoli, da buoni psicoanalisti)  si svestono alla loro presenza (non risentiti,  si "svestono"  dell'abito professionale) per lasciarlo a loro (con il compito di cercarsi la 'propria' verità) e dare loro il loro campo (psichico, per non turbarne eccessivamente la crescita -v. 13/Log.83. Dice J. Lacan:  "L'analista deve saper scegliere il tempo opportuno per raccontare al paziente il suo paziente". -Per il lavoro psicoanalitico, infatti, occorre la collaborazione del soggetto da analizzare. Se questi si bloccasse e, quindi, non fosse più disponibile ad aprirsi, anche il migliore psicoanalista,  rimanendo privo di dati, diventerebbe nullo. Per questo è indispensabile che egli sappia fermarsi in tempo, prima che la suscettibilità dell'altro possa rendere inutile il suo lavoro.-). 

 

IL MESSAGGIO PSICOANALITICO 

È SCOMODO E PROVOCA SOFFERENZA 

 

27)Log.9/10    Gesù ha detto: ho gettato fuoco sul mondo ed ecco, lo custodisco finché  arda. 

 (Mt 3/12 + Mc 9/49 + Lc 12/49) 

Commento libero: 

27)Log.9/10   Il messaggio psicoanalitico  è scomodo, almeno nella fase iniziale di chi lo accoglie, e provoca sofferenza violenta ("fuoco"). Ma è l'unica strada che, se applicata, può condurre l'uomo alla liberazione delle scorie educative,  dannose per la conquista della pace interiore. 

Commento interlineare: 

27)Log.9/10    Gesù ha detto: ho gettato fuoco sul mondo ed ecco,  lo custodisco finché  arda (il "fuoco" dell'autorevisione). 

 

28)Log.16   Gesù ha detto: forse gli uomini pensano che son venuto a portare pace nel mondo. Essi  non sanno  che sono venuto a portare divisioni  sulla terra, fuoco, spada e guerra. Si troveranno difatti  cinque in casa: tre saranno contro due e due saranno contro tre;  il padre contro il figlio  e il figlio contro il padre e staranno colà come individui soli. 

(Mt 10/34 + Mc 9/49 + Lc 12/51) 

Commento libero: 

28)Log.16   Quando l'uomo prende consapevolezza della natura   vera dei propri stati d'animo, non vi sarà legame di parentela che possa, poi, condizionarlo. Da ciò scaturiranno,  inevitabilmente,  dissidi in famiglia e situazioni di incomprensioni profonde (che renderanno gli "individui soli"), rese più penose dai rimorsi, per aver agito (o reagito) con impulsiva violenza. 

Commento interlineare: 

28)Log.16   Gesù ha detto: forse gli uomini pensano  che son venuto a portare pace nel mondo. Essi non sanno che sono venuto a portare divisioni  sulla terra, fuoco, spada e guerra (con se stessi e, quindi, con gli altri).  Si troveranno difatti cinque in casa: tre saranno contro due e due saranno contro tre; il padre contro il figlio e il figlio contro il padre (il messaggio di ricerca di verità porta a crudi confronti  -v. moderna psicoterapia di gruppo-) e staranno colà come individui soli   (finché non prenderanno possesso del proprio stato emoziozionale). 

 

29)Log.82   Gesù ha detto: chi mi è vicino è vicino al fuoco; e chi è lontano da me, è lontano dal regno. 

(Lc 3/16 - 12/49) 

Commento libero: 

29)Log.82   Chi si avventura in analisi conosce il "fuoco"  che nasce dalle inevitabili  resistenze interne. Ma chi non trova il coraggio di iniziare questo lavoro, sarà sempre lontano da una vera pace interiore e suscettibile di imprevedibili cadute. 

Commento interlineare: 

29)Log.82   Gesù ha detto: chi mi è vicino è vicino al fuoco (che viene dalla sincerità reciproca); e chi è lontano da me (cioè da un discorso di 'verità'), è lontano dal regno (giacché solo affrontando 'interamente' se stessi si può giungere, conoscendosi, alla pace interiore). 

 

FARE ANALISI SIGNIFICA: 

"LAVORARE"  

 

30)Log.1/2   Gesù ha detto: chi cerca non desista dal cercare, finché abbia trovato. Quando avrà trovato, si stupirà; stupito, regnerà e giunto al regno, si riposerà. 

(Lc 11/9) 

Commento libero: 

30)Log.1/2   La ricerca della propria pace interiore è laboriosa.  Ognuno deve, infatti, per avvicinarsi ad essa,  attraversare l'inferno  (v. Dante) del riconoscimento dei propri stati d'animo più vili.  Ma solo con l'accettazione  consapevole delle qualità negative dei propri sentimenti si potrà riuscire,  impegnandosi, a "regnare". 

Commento interlineare: 

30)Log.112   Gesù ha detto: chi cerca non desista dal cercare, finché abbia trovato (il contatto con l'inconscio non è possibile se prima non si è lavorato a districare la imbrigliata matassa del proprio  'io'). Quando avrà trovato,  si stupirà (della pace raggiunta); stupito, regnerà  (avendo imparato l'autogoverno)  e giunto al regno,  si riposerà (perché cambierà integralmente il suo modo di concepire la vita  -v. "Siddharta", di H. Hesse-). 

 

31)Log.6/7   Gesù ha detto: beato il leone mangiato dall'uomo; così il leone diverrà uomo. E maledetto l'uomo mangiato dal leone: l'uomo diverrà leone. 

Commento libero: 

31)Log.6/7   L'uomo che ha vissuto istintivamente i propri stati d'animo e che, non dominandoli, è stato "leone" verso se stesso e gli altri, se, con la maturità, riuscirà  ad 'umanizzarsi', raggiungendo  il dominio  dei propri sentimenti, sarà "beato" perché nessuno potrà mai convincerlo a tornare indietro. Viceversa l'uomo troppo ben educato esteriormente ("uomo", cioè, in apparenza), che riuscisse a liberarsi dei tabù educativi divenendo, poi,  "leone" per la scoperta del proprio sentire, potrebbe, per questo, non voler più tornare indietro, condannandosi, così, alla solitudine (e, quindi, alla "maledizione"), per la repulsione che susciterà negli altri. 

 Commento interlineare: 

31)Log.6/7   Gesù ha detto: beato il leone (l'uomo selvatico: sempre a contatto con i propri sentimenti) mangiato dall'uomo (addomesticato, poi, dal ragionamento  -"uomo"-:  egli non conoscerà tentazioni, perché tutto ha provato e toccato in precedenza); così il leone diverrà uomo. E maledetto (dannato)  l'uomo mangiato dal leone (la persona ben educata di fuori,  ma impreparata alle tentazioni del proprio  animo: -"leone"-): l'uomo  diverrà leone (e, forse, si vanterà persino, del proprio nuovo stato, come 'liberazione' dai propri tabù precedenti). 

 

32)Log.19   Gesù ha detto: beato colui che è esistito prima di venire all'esistenza! Se mi diverrete discepoli e ascolterete le mie parole, queste vi serviranno come pietre. Avete difatti cinque alberi nel paradiso;  essi non si muovono in estate e in inverno né le loro foglie cadono. Chi li conoscerà, non gusterà morte. 

(Mt 7/24 + Lc 11/9) 

Commento libero: 

32)Log.19   V.25)Log.19. 

Commento interlineare: 

32)Log.19   Gesù ha detto: beato colui che è esistito (si è posto problematiche rendendo fertile la propria mente) prima di venire all'esistenza (tramite il contatto col proprio inconscio)! Se mi diverrete discepoli e ascolterete le mie parole,  queste vi serviranno come pietre (segnali stradali per l'orientamento). Avete difatti cinque alberi nel paradiso (del vostro ascolto interiore...:"carità, pazienza, perseveranza, amore, giustizia"-?-);  essi non si muovono in estate e in inverno (imperturbabilità)  né le loro foglie cadono (i loro principi sono eterni). Chi li conoscerà (tramite la meditazione), non gusterà la morte (degli stati angosciosi). 

 

33)Log.20   I discepoli dissero a Gesù:  dicci a che  rassomiglia il regno dei cieli.  Egli disse loro: è simile a granello di senape. Questo è più piccolo di tutti i semi.