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2. Finito ed Infinito domenica, 22 aprile 2007,17:12 Abbiamo visto la distinzione primaria di un concetto, quella tra Essere ed Avere. Vediamo ora il rapporto che Finito ed Infinito hanno con Essere ed Avere.
La differenza concettuale fondamentale tra finito ed infinito riguarda la diversa relazione con l'unità. Infatti, il finito appartiene per definizione all'infinito, poiché nulla esiste per definizione al di là dell'infinito. L'infinito è unità per definizione (1), il finito può essere unità o in quanto tale o in quanto unione di parti finite. L'unità di parti finite può riguardare parti identiche o diverse nell'essenza (se Esseri finiti) oppure può riguardare parti identiche o diverse nella sostanza (se Averi finiti).
Nel caso di parti diverse nell'essenza, l'unità si ottiene attraverso la sintonia. Nel caso di parti diverse nella sostanza, l'unità si ottiene attraverso la fusione.
Nel caso di parti uguali nell'essenza, l'unità si ottiene attraverso la ripetitività. Nel caso di parti uguali nella sostanza, l'unità si ottiene attraverso la ciclicità. La ciclicità richiede per definizione che l'oggetto si ripresenti nella stessa forma in diversi punti dello spazio e del tempo. Se si presenta in una forma non identica, non si parla di ciclicità ma di ripetitività. Mentre infatti la ciclicità sottintende il ripresentarsi di un oggetto identico nella sostanza, la ripetitività sottintende il ripresentarsi di un oggetto identico nell'essenza, ed il semplice fatto che si ripresenti dimostra che quantomeno vi è una uguaglianza nell'essenza (anche solo parziale) che ha ricreato lo stesso tipo di situazione, seppur in forma diversa all'apparenza.
La ciclicità è quindi un fenomeno dell'Avere, mentre la ripetitività un fenomeno dell'Essere. Nella ciclicità è la manifestazione del fenomeno che si ripresenta uguale, mentre nella ripetitività è la tipologia del fenomeno che si ripresenta uguale.
Ora, ogni sostanza è per definizione finita, limitata, in quanto oggetto manifestato nello spazio e nel tempo. L'essenza, invece, non avendo vincoli né spaziali né temporali, di per sé può essere qualsiasi cosa: e quindi sia finita sia infinita.
Naturale che se esiste un'essenza infinita, ne può esistere per definizione solo una. E di conseguenza, tutte le essenze sono finite tranne (forse) una.
D'altra parte, essendo le essenze basate sulla causalità, deve esistere una causa prima di ogni essenza esistente e, di conseguenza, di ogni manifestazione di tali essenze (sostanze). Tale causa prima è la fonte della distinzione primaria dell'oggetto in Essere e Avere: è il Tutto. Esso e solo esso è infinito; tutto il resto è finito.(2)
Note:
(1) Con unità intendiamo un "concetto inscindibile nell'essenza o nella sostanza". L'infinito, per definizione, indica un "concetto inscindibile nell'essenza", ma non nella sostanza (la quale è per definizione finita).
(2) per una dimostrazione dell'esistenza dell'infinito, vedi Perché Dio esiste?.
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