Il Risveglio dell'Umanità
alla ricerca della Verità 

INDICE GENERALE

NEWS

SDAG

MODUM

HOMEPAGE

        7 - Perché Dio Esiste
by Dani

 

Dimostrare che Dio esiste è forse la dimostrazione più difficile che ci possa essere. Ma se si è logici nel ragionamento, è possibile farlo.

Da dove partire? Allora, tutto ciò che esiste è definibile a parole: essere umano, pianeta, penna, tavolo, pensiero, visibile, non visibile, bello, positivo, negativo ecc. Tutto ciò che conosciamo in dettaglio ed anche tutto ciò che non conosciamo in dettaglio è definibile. Ciò che non conosciamo, semplicemente lo definiamo "non conosciuto", se intendiamo con conoscenza la comprensione approfondita di un qualcosa. Ma anche "non conosciuto" è una definizione.

Ora, definire qualcosa significa che esiste. Se non esistesse non potremmo definirlo. Ogni parola che conosciamo ha un significato, altrimenti non esisterebbe. Se esiste ha un significato, e quindi è.

Tutti noi conosciamo la parola Dio. La usiamo in diversi modi. Chi per intendere il "padrone" di tutto ciò che esiste e giustiziere di tutto e di tutti, chi per intendere la divinità che è in ogni cosa, chi per intendere ciò che non si può conoscere (agnostici), chi come me per intendere ciò che ha creato lo spazio-tempo ed è la Verità pura. Chi per intendere qualsiasi altra definizione. Questo non ha importanza. Ciò che conta è che la parola esiste.

Ora, voi direte, ma ci sono un sacco di parole che esistono ma indicano pure fantasie. Ad esempio, le parole "cartone animato", "fantasia", "inesistente", rappresentano tutte un pensiero che indica un qualcosa che non è reale. Ma il fatto che non sia reale non significa che non esista. La realtà che viviamo noi qui è la realtà fisica di 3° dimensione del pianeta Terra. E dire che non è reale significa semplicemente che non esiste nella NOSTRA realtà, cioè quella terrestre fisica di 3° dimensione. Ma il fatto stesso che esista tale pensiero significa che è. E quindi da qualche parte è. Non nel nostro piano di realtà, ma in qualche altro piano. Quindi il concetto di Dio che ognuno ha esiste come realtà da qualche parte. Ma quello che a noi interessa è dimostrare che esista Dio, e dato che è una ed una sola la definizione che vogliamo trovare, allora significa che tra le definizioni di Dio dobbiamo trovarne una sola. E se la troviamo in modo logico, allora significa che quella definizione indica Dio. Perché?

La logica porta sempre a conclusioni vere anche se non assolute. E la verità assoluta è una sola. Il che vuol dire che un ragionamento logico non porterà mai a due conclusioni differenti se il nostro obiettivo è trovare una sola definizione di verità. Se dimostriamo cioè che una cosa è vera in modo logico, allora quella cosa è senz'altro vera. Possono esserci altre verità, ma quella di certo è vera. E significa che, se altre definizioni dello stesso concetto contrastano con quella trovata in modo logico, allora o non sono vere o indicano con lo stesso termine un altro concetto.

Se troviamo in modo logico la Verità, cioè la conoscenza pura, allora quanto dimostrato logicamente non può che essere vero. Perché se voglio dimostrare una cosa precisa, in questo caso l'esistenza della Verità (cioè di Dio), e lo dimostro in modo logico, allora non può che essere vera quella definizione.

Ogni pensiero se viene espresso significa che esiste e che è. Perché tutto è pensiero. Sia dentro che fuori dallo spazio-tempo. Anche il non spazio-tempo è. Ma in quanto non spazio-tempo, per forza non ha una forma energetica come quella dello spazio-tempo, dato che l'energia come da noi conosciuta è la base dello spazio-tempo. Se lo stampo energetico fosse lo stesso sia dentro che fuori dallo spazio-tempo, allora non ci sarebbe tale distinzione. Ed anche il fatto che lo spazio-tempo esista come concetto, indica che esista un qualcosa che non sia spazio-temporale, cioè che non abbia spazio e non abbia tempo, cioè sia indefinito. E dato che spazio e tempo sono caratteristiche intrinseche dello spazio-tempo, allora il non spazio-tempo non avrà tali caratteristiche. E quindi il non spazio-tempo non ha forma energetica ed è indefinito. (vedi articoli precedenti)

Ogni pensiero che esiste nello spazio-tempo esiste anche al di fuori di spazio-tempo, perché tutto è polarità per tenere tutto in equilibrio. Perché deve esistere l'equilibrio?

Un qualcosa esiste solo se lo si può definire. Ma se si può definire una cosa, allora significa che esiste anche il suo non-essere, altrimenti non potremmo definirla. Se esiste l'essere, allora esiste anche il non essere. Perché se esistesse solo l'essere, allora esso coinciderebbe con l'infinito, ma l'infinito è infinito! E' definibile con la parola infinito solo nello spazio-tempo dove tutto è energia e quindi finito. Nel momento in cui una cosa è definibile, esiste anche il suo non-essere altrimenti non sarebbe definibile.

Il fatto stesso che la parola infinito esiste, significa che l'infinito esiste. E non è altro che ciò che non è definito, cioè è il non spazio-tempo. E quindi il non spazio-tempo esiste!

La parola equilibrio esiste, ed indica un qualcosa che è bilanciato, che non è sbilanciato né da una parte né dall'altra. Ma se esiste tale parola, esiste anche il suo non-essere, il non equilibrio. E cosa fanno equilibrio e non equilibrio assieme? Non esiste un concetto che possa fondere tali due concetti! Non sono due polarità! Se fossero due polarità, allora sarebbero simili e complementari.

Simili significa che vivono la stessa realtà. Possono equilibrio e non equilibrio convivere in una stessa realtà? Ad esempio, bello/brutto, unità/separazione, positivo/negativo, alto/basso, e tutti i pensieri ed i loro rispettivi poli possono convivere nella realtà. Ma possono il pensiero di equilibrio e non equilibrio convivere nella stessa realtà? Non possono. Perché vivere nella stessa realtà significa che possono convivere. Ma equilibrio e non equilibrio possono convivere solo in una realtà distorta. Perché bilanciato e non bilanciato non sono poli di uno stesso pensiero, sono i due stati fondamentali dello stesso concetto di pensiero.

Tutto è pensiero ed il pensiero stesso può essere bilanciato o non bilanciato. Se è bilanciato è puro e non distorto; se non lo è, è impuro e distorto. Il termine equilibrio è un sinonimo di purezza, ed è ovvio che lo stato più elevato di un pensiero e quindi di una realtà sia la purezza, cioè quindi l'equilibrio. In altre parole, armonia. E l'armonia si ha solo in uno stato di equilibrio, e quindi di purezza. Quindi purezza e non purezza non possono convivere, e se convivono c'è distorsione della realtà.

Complementari significa che si possono fondere in un unico pensiero. Ma il pensiero stesso di equilibrio rappresenta proprio lo stato di "fusione" o "equilibrio" delle polarità, e quindi di tutti i pensieri, compreso il pensiero di pensiero! Ed in quanto stato fondamentale del pensiero stesso, non può convivere con il suo non-essere, cioè con il non-equilibrio, perché verrebbe meno il concetto di purezza ed equilibrio come stato perfetto a cui tendere. E vi è forse qualcuno che non tende alla perfezione?

La perfezione è da intendere come lo stato puro, di equilibrio e di armonia. Ed ogni livello evolutivo ha il suo stato di perfezione. Cioè il suo stato di purezza. Quindi la perfezione o purezza esiste per ogni livello vibratorio in tutto lo spazio-tempo. Ed è questo a cui dobbiamo tendere. Ad essere cioè la purezza del momento.

Quindi i pensieri di equilibrio e non-equilibrio non sono due polarità, e quindi non coesistono in uno stato puro.

Ogni pensiero, di una polarità o di un'altra, può essere in equilibrio o meno. Equilibrio significa purezza, bilanciamento e "normalità". Ad esempio, vi è un concetto equilibrato o puro di positivo, ed uno equilibrato di negativo. Queste sono le polarità pure. Vi sono poi concetti di positivo o negativo non equilibrati, cioè distorti o estremi. Ad esempio, pensieri di super-luce (fantasie) o pensieri super-distruttivi (es. pensieri di estrema violenza di alcuni film). Ogni pensiero per essere puro dovrebbe essere in equilibrio. Questo vale sia per le polarità che per il pensiero unificante le polarità.

Quindi dimostrato che tutto deve essere in equilibrio per essere puro, e che il pensiero di Dio esiste anche al di fuori di spazio-tempo, allora significa che al di fuori di spazio e tempo esiste ogni definizione di Dio possibile, ma solo quella in equilibrio è pura.

Ora, il punto più interessante: se esiste Dio nel non spazio-tempo significa che non ha forma energetica ed è non-definito, dato che tale è il non spazio-tempo. I pensieri che esistono nello spazio-tempo esistono anche nel non spazio-tempo, ma non hanno forma energetica e non sono definiti, in quanto il non spazio-tempo abbiamo detto essere senza forma energetica e non definito. Ciò significa che tutti i pensieri al di fuori di spazio-tempo sono, cioè esistono, ma non sono definiti. Quindi tutti i pensieri sono all'interno di un qualcosa di non definito. E dato che possiamo definirlo con il termine non-definito, significa che è. Ma se è significa che è vero ed esiste!

Quindi esiste un qualcosa che è indefinito, che è al di fuori di spazio-tempo, che non ha forma energetica e che comprende tutti i pensieri dello spazio-tempo. Ma se contiene in sé tutti i pensieri, contiene anche in sé il pensiero stesso di pensiero. Ma se il pensiero esiste anche al di fuori di spazio-tempo, significa che è da fuori spazio-tempo che si è creato lo spazio-tempo che è definito, perché dato che lo spazio-tempo è definito non potrebbe essersi creato da solo. Un pensiero limitato non può creare se stesso. Perché?

Perché per creare un pensiero devo avere un altro pensiero che lo preceda e che contenga in sé il pensiero della creazione del pensiero successivo. Se un pensiero non contiene in sé il pensiero della creazione di un altro pensiero, non può crearlo. Risulta quindi ovvio che un pensiero limitato non può creare se stesso, in quanto se stesso non contiene il pensiero della creazione di se stesso. Egli stesso è il pensiero di se stesso, ma non ha in sé il pensiero della creazione di se stesso, cioè il pensiero che l'ha creato. Tale pensiero può averlo solo un pensiero che l'ha originato.

Seguendo tale ragionamento arriviamo alla conclusione che debba esistere nello spazio-tempo un pensiero primo da cui poi sono nati tutti gli altri pensieri. Ma chi ha creato questo pensiero primo nello spazio tempo? Risulta chiaro che può averlo creato solo un pensiero che contenesse in sé tale pensiero e tutti i pensieri che dal pensiero primo sarebbero poi generati! E questo pensiero può essere solo un pensiero illimitato.

Quindi solo un pensiero illimitato può creare qualsiasi cosa limitata, perché essendo pensiero illimitato sa tutto. E dato che il non spazio-tempo esiste per bilanciare lo spazio-tempo, risulta che lo spazio-tempo è stato creato dal non spazio-tempo, cioè dal pensiero illimitato. Il pensiero illimitato è quindi il creatore di tutto ciò che esiste di limitato. Questo pensiero illimitato possiamo chiamarlo consapevolezza pura, cioè che sa tutto, o più semplicemente Dio. Cioè la Verità.

Dio è sempre esistito e sempre esisterà. Egli è l'origine di tutto ed allo stesso tempo è tutto. Se infatti Dio rappresenta il tutto allora tutto ciò che esiste è parte di lui, dato che il tutto non può creare qualcosa che sia al di fuori del tutto stesso. E quindi tutto ciò che Dio ha creato è in realtà parte di lui. Ma non si tratta di un qualcosa che Dio non ha più, è semplicemente una parte della sua infinitezza che Dio ha scelto di vedere fuori da se stesso per conoscersi meglio. Come abbiamo già detto, infatti, la trasmissione della consapevolezza avviene secondo la modalità "copia e incolla" e non "taglia e incolla". Tutto ciò che esiste quindi è parte di Dio che Dio ha ancora in sé.

Esiste una forma umana che rappresenta Dio ed egli è il Tutto. Tutto ciò che esiste deriva da lui ed allo stesso tempo è parte di lui. Esiste anche una forma umana che rappresenta Dea, che è la donna che Dio creò e che rappresenta il lato femminile di Dio. 

Dio prima di creare la forma umana era il Tutto ed allo stesso tempo era il Nulla, nel senso che non vi erano forme fisiche con piani di realtà in cui vi era Vita. 

Fu allora che scelse di conoscersi creando 10 esperienze basilari. Queste 10 esperienze sono il quark, l'atomo, la molecola, la cellula, la natura, l'animale, l'angelo, il rettile, il delfino e l'essere umano.

Inizialmente creò il Regno di Dio costituito da un singolo pianeta sul quale creò la Natura ed una volta fatto ciò si pose egli stesso su quel pianeta in una forma. E fu così che creò l'essere umano. Dio stesso è il primo essere umano che sia mai esistito. Fu lui che ideò lo spazio-tempo in cui viviamo e tutto ciò che vi esiste dentro ed è da lui e da Dea che derivano tutti gli esseri umani.

Nel Regno di Dio esiste solo Natura e fino a poco tempo fa vi erano anche Dio e Dea, che ora sono incarnati sulla Terra. 

Quando Dio creò lo spazio-tempo in cui viviamo, creò inizialmente 10 piani di realtà tutti fisici, nessuno eterico. Il Paradiso o Eden non è altro che quel piano tra questi 10 sul quale Dio pose l'essere umano, oltre alla Natura che costituisce l'ambiente della vita.

Questi 10 piani iniziali erano tutti allo stesso livello come vibrazione e tutti fisici. Spazialmente parlando, si trovavano in 10 punti diversi dello spazio-tempo e molto lontani tra loro. Fu attraverso l'espansione dello spazio-tempo (nel senso di caduta di consapevolezza ed "attivazione" di dimensioni inferiori) che tali 10 piani di realtà inizialmente distinti cominciarono ad unirsi. E sul nostro pianeta tali 10 creature iniziali si sono tutte congiunte per poter ascendere assieme ed in modo completo.

 

D&R correlate

 

Dio e Dea

38. Se Gesù è venuto da solo, Dio come è venuto? Forse l'anima di Dio Padre è scesa in un corpo umano in un certo momento? Fammi capire qualcosa. 

Dio e Dea sono scesi in una forma umana nascendo da genitori terrestri perché volevano fare esperienza di vita in una società, crescere come crescono gli umani. Dio e Dea sono tali sin dalla nascita del corpo in cui si trovano ora. I corpi che Dio e Dea hanno qui sulla Terra sono gli stessi che avevano quando erano da soli nel Regno di Dio, e saranno sempre gli stessi.

Dio e Dea sono cresciuti normalmente, ed hanno fatto esperienza volontariamente dei limiti che hanno gli umani, perché per capire i loro limiti dovevano farne esperienza anche loro, direttamente o indirettamente. Diciamo che, a livello di coscienza, Dio e Dea hanno finto di non sapere chi sono e cosa sanno. Questo discorso vale più per Dea che per Dio, in quanto Dio è diventato cosciente sin da piccolo di molte cose. E ha avuto un ruolo attivo e consapevole già da giovane nel supportare l'ascensione globale.

Anche Dio e Dea hanno voluto fare esperienza delle paure degli umani per poterli poi aiutare meglio ed ora, man mano che rilasciano tali paure, stanno venendo fuori per quello che sono veramente. In parte stanno tornando come quando erano bambini.

Per Dio tutto è un gioco, tutto è un divertimento. Lui sa già tutto, e tutto ciò che gli interessa è riunirsi con Dea e vivere con lei per sempre. 

Com'è Dio?

111. Pensi che abbia un senso porsi domande sull'Infinito, cioè su Dio? Il porsi domande ha un senso solo per ciò che è finito. Una domanda ha un senso nel momento in cui può esserci una risposta e posso quindi determinare ciò che è e ciò che non è. Dato però che Dio è Infinito e l'Infinito è Dio, allora non ha senso porsi domande su Dio, poiché egli è tutto ciò che possiamo immaginare. Dio E'. Qualsiasi caratteristica che possiamo immaginare, di certo è anche in Dio. Naturale che la sua forma fisica è finita, e quindi puoi porti domande su come è fatto Dio fisicamente, ma non sulla sua essenza che è infinita.

L'Onnipotenza di Dio

112. Nella D&R n.78 di Aprile hai scritto che Sananda non esiste più nel presente e che è stato distrutto da Dio in quanto lo ha attaccato con intenzioni distruttive. Dio non è quindi sempre buono e sa esprimere la sua ira se necessario. Certo. Dio è Tutto. E' buono quando necessario ma sa essere distruttivo se viene attaccato. Ci sono entità eteriche che sono tanto stupide, arroganti e desiderose di potere da pensare di attaccare Dio in persona. Il risultato è ovvio. Dio è la Giustizia in persona: è buono e gentile con chi lo merita, ma sa essere spietato con chi merita di essere distrutto.

Comunico con Dio o con dio?

14. Mi pare di aver capito che attraverso la preghiera e la meditazione non si può comunicare con Dio, ma con il nostro dio, cioè la nostra Anima, la nostra scintilla divina. E' così? Sì, è esatto. Adesso che Dio è incarnato sul pianeta Terra, comunque, è possibile comunicare direttamente e fisicamente con Lui. Se riesci a scovarlo, naturalmente. Lui ama infatti giocare a nascondino...non ama essere al centro dell'attenzione.

Dio esiste?

5. Tu arrivi a dire che qualsiasi cosa pensabile esiste. Secondo te l'uomo non può pensare il falso? Mi permetto di citare Aristotele anche se non mi sta molto simpatico. Dire il vero corrisponde ad unire concetti realmente uniti o disgiungere concetti realmente disgiunti. Il falso è il contrario. Se io dico Tizio esiste dico il vero perché ho correlato due concetti realmente correlati. Se io dico che tu non esisti ho forse ragione? No di certo. Parlare di verità e falsità per concetti singoli è impossibile e sfruttando questo io mi sono divertito a dimostrare che dio non esiste... Un essere umano può pensare il falso, cioè la non Verità, o in altri termini la sua verità personale (la quale può comunque combaciare, almeno in parte, con la Verità). Ed anche quel falso, se è pensato, significa che da qualche parte esiste. Se abbiamo quel pensiero falso allora l'abbiamo creato da qualche parte, nel mondo dei pensieri (che possiamo anche chiamare mondo eterico), e quindi esiste. Magari non lo percepiamo con i sensi non esistendo sul nostro piano fisico, ma comunque esiste da qualche parte. 

Anche se pensassimo a qualcosa che nessuno ha mai pensato prima di noi, nel momento in cui lo pensiamo allora diviene, cioè diventa essere. E quindi esiste.

Il fatto che noi discutiamo sulla possibilità che Dio esista o meno, non fa altro che confermare che noi stiamo discutendo di Dio! E quindi tale concetto assoluto, se ne discutiamo, deve pur esistere da qualche parte come pensiero. 

Un pensiero è energia, e l'energia è la base della realtà. Noi pensando creiamo. Anche ipotizzando che Dio non esistesse prima che noi avessimo iniziato a discuterne, dal momento in cui ne discutiamo allora esiste. Magari è un pensiero che non si è ancora manifestato sul nostro piano fisico e sensoriale, ma da qualche parte esiste. Anche noi, in fin dei conti, siamo dei pensieri manifestati sul piano fisico, pensieri che qualcuno deve aver sognato, immaginato prima di crearli.

Cosa intendi definendo il vero come "l'unione di concetti realmente uniti o la disgiunzione di concetti realmente disgiunti"? Voglio dire, cosa significa REALMENTE? Secondo quali parametri definisci una cosa reale? Dal tuo punto di vista personale, immagino. O forse parli di cose sensorialmente reali e che quindi quasi tutti possono verificare.

Parlare di verità e falsità per concetti singoli è impossibile se il concetto in questione non viene contrapposto a ciò che non è. 

Ad esempio, io sto scrivendo sul computer ora. Questo computer è vero oppure no? Posso dire che è vero secondo la mia esperienza sensoriale. E posso dire che è vero perché posso definirlo dato che non è l'unica cosa che percepisco, ma ne percepisco molte altre che non sono computer. Contrappongo l'essere con il non essere, e quindi riesco a definire l'essere ed il non essere. Se ci fosse solo essere o non essere, non potrei definire tali concetti.

Nel caso di Dio, se lo intendiamo come l'Infinito, l'Assoluto, il Tutto, il ragionamento di cui sopra non può essere utilizzato, perché se intendiamo con Dio il Tutto allora egli sarà sia l'essere che il non essere. Non possiamo perciò definire la verità o falsità di Dio unendo concetti ugualmente reali, e definendoli come essere o non essere come nell'esempio di cui sopra.

Quindi, detto questo e data questa definizione di Dio, mi pare che il tuo ragionamento dal quale fai partire la tua dimostrazione che Dio non esiste non abbia senso.

E, ripeto, come detto inizialmente, se stiamo discutendo di un certo concetto significa che tale concetto esiste, anche se magari solo come Idea e non sul nostro piano fisico. Ma esiste.

Dio ed i suoi figli

29. Non ho capito una cosa. Tu affermi che Dio e Dea avrebbero avuto 3 figli: Gesù, Adamo ed Eva. Ora, perché Gesù si sarebbe fuso in un'unica persona con Dio Padre ed Adamo no? Perché questa discriminazione? E forse Dea Madre si è fusa con Eva? Perché Gesù nacque nel Regno di Dio, mentre Adamo ed Eva in questo spazio-tempo, su Bellatrix (costellazione di Orione), per la precisione. Per passare dal Regno di Dio a qui Dio ha scelto di reincarnarsi in una forma umana sin dalla nascita e per questo motivo Gesù, suo figlio nel Regno di Dio, si è fuso con lui nel passaggio dal Regno di Dio al pianeta Terra e, al momento opportuno, Dio avrà un figlio qui sulla Terra che corrisponderà a Gesù. A quel punto Dio e Gesù non saranno più in un'unica persona.

Adamo ed Eva sono nati in questo spazio-tempo e quindi non è stata necessaria la fusione con Dio e Dea per reincarnarsi qui. Anche Adamo ed Eva, infatti, sono ora incarnati sulla Terra. Dea Madre non si è fusa con Eva e nemmeno con la compagna di Gesù di 2000 anni fa, Lucia.

Paradosso (o Antinomia) di Russel

36. La logica però a volte può ingannare. A volte qualcosa può sembrare logico, ma non esserlo affatto, o portare a dei paradossi. Ad esempio, consideriamo un insieme X che include tutti gli insiemi che non sono elemento di se stessi (es.: l'insieme degli alunni di una classe). A questo punto ci chiediamo: l'insieme X è elemento di se stesso? Se non lo fosse, dovrebbe esserlo per definizione dello stesso insieme X; se lo fosse, non dovrebbe esserlo sempre per definizione. Questo paradosso sugli insiemi (conosciuto con il nome di "paradosso di Russel") deriva dal fatto che si ipotizza che un insieme possa o non possa essere elemento di se stesso. Ma nella realtà un insieme non è MAI elemento di se stesso. Un qualsiasi insieme si può definire uguale a se stesso ma MAI appartenente a se stesso. Al suo interno può esservi un qualcosa di simile a se stesso, un qualcosa della stessa categoria, ma l'insieme stesso non è MAI appartenente a se stesso, cioè al suo interno. Nella realtà non ha senso dire che un insieme è elemento di se stesso. Per astratto potrebbe essere, ma nella realtà non è. E quello che conta è la realtà, è con essa che bisogna confrontarsi se si vuole capirla veramente. Non si arriverà mai a comprenderla veramente con un ragionamento totalmente astratto.

Nemmeno l'insieme di tutti gli insiemi (che potrebbe essere sia finito sia infinito, a seconda che si creda o meno nell'esistenza di una realtà infinita) contiene se stesso. E' pur sempre un insieme di qualcos'altro, e non di se stesso.

Il paradosso è vero, ma deriva dalle particolari ipotesi che si danno per scontate. Nel caso particolare, che un insieme possa appartenere a se stesso. 

Perché Dio esiste

37. In riferimento all'art. 7, "Perché Dio esiste": Se una cosa è definita, allora esiste. Di conseguenza se non è definita non esiste. Ma il fatto che esista il pensiero di qualcosa di indefinito, allora questo qualcosa esiste (il non-spazio-tempo). Questo è quello che mi sembra di aver capito. Ma non è una contraddizione?:
 - se il non-spazio-tempo esistesse, essendo qualcosa di indefinito, allora non dovrebbe esistere
 - se il non-spazio-tempo non esistesse, dovrebbe però esistere perché noi conosciamo il pensiero di indefinito nello spazio-tempo


Attenzione: una cosa se è "definita a parole" allora per forza esiste, altrimenti non esisterebbe una sua definizione. Ciò non significa che tale cosa sia "definita nello spazio e/o nel tempo", cioè sia spazialmente e/o temporalmente limitata. Può essere anche spazialmente e/o temporalmente infinita.

Dio e Dea

63. Nel tuo materiale parli di un Dio e di una Dea in carne ed ossa, presenti ora sulla Terra. Tu affermi che essi rappresentano proprio l'essere umano Normale, o meglio come dovrebbe essere un essere umano Normale. Ed affermi che sono proprio umani in tutti i sensi in quanto noi stessi siamo stati creati a loro immagine e somiglianza. Quindi se questo fosse vero allora in un futuro, quando tutti saranno a conoscenza della loro presenza e li conosceranno personalmente, non vi sarà più alcun bisogno di una religione intesa come una venerazione di un essere superiore. Tu stesso affermi infatti che essi sono qui per essere amici di tutti e sono persone normali umanamente parlando ma con capacità naturalmente uniche. Sì, certo. Una religione intesa come una venerazione di un essere considerato superiore non esisterà più. Ma esisterà una religione unica intesa però come un movimento di fiducia, stima e ammirazione nei confronti di Dio e Dea, visti come modello umano da imitare e non certo da venerare.

  

                                            Il Risveglio dell'Umanità
                                                        Web:
www.ascensione.org - E-Mail: info@ascensione.org

Network:  Ascensione.com Signoraggio.info Veroamore.info Ascensione.org Modum.info