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 Esercizi fisici

 24/4/2003

L’esercizio fisico migliore che l’uomo possa fare è quello di lunghe passeggiate all’aria aperta in mezzo alla natura. Purtroppo oggi viviamo in una società che raramente ci consente ciò. Pertanto dobbiamo ripiegare su esercizi semplici che ci aiutino a mantenere il nostro fisico in forma.

Tutti gli esercizi fisici coinvolgono sempre la respirazione. D’altra parte anche molti esercizi di respirazione comportano dei movimenti del corpo. Possiamo quindi dire che non si può fare una netta distinzione tra esercizi fisici e di respirazione.

Di seguito ne descriviamo alcuni che possono essere eseguiti anche da soli e che non richiedono molto tempo.

I cinque esercizi Tibetani

Un individuo sano può eseguire senza difficoltà i Cinque Tibetani già dopo un breve periodo di esercizio, godendo senza appannamenti di questo nuovo afflusso di energia. Ma quanti di noi, oggigiorno, possono definirsi sani se si considera la vasta diffusione di disturbi legati alla civilizzazione, come difetti del portamento o di postura, problemi respiratori, ecc.? L attenzione esplicitamente dedicata alle nostre condizioni di vita crea la premessa perché tutti coloro che vogliono eseguire questi esercizi possano farlo da soli con grande beneficio, dopo l'introduzione qui esposta.

Primo esercizio

Si parte dalla posizione eretta, con i piedi paralleli e leggermente divaricati, mentre le ginocchia sono flesse. La vostra attenzione deve concentrarsi su un punto (o zona energetica) posto all'incirca tre o quattro dita al di sotto dell'ombelico.

Restate in piedi, in un atteggiamento sciolto e rilassato, ma in posizione eretta; ora lasciatevi guidare dall'idea di affondare nel terreno fino a nove metri di profondità, come se voleste mettere radici Durante l'inspirazione allargate le braccia come ali, estendendo tutt'e cinque le dita nello spazio.

Ora cominciate lentamente a girare su voi stessi, accelerando se volete fissando lo sguardo verso un punto ben preciso, all'altezza degli occhi.

Per finire, congiungete le mani all'altezza del petto e, con le ginocchia leggermente flesse, fissate un punto sulla parete all'altezza degli occhi. Ritrovate l'equilibrio concentrando la vostra attenzione sulla respirazione e sul punto al centro del corpo, tre o quattro dita sotto l'ombelico.

Girando su voi stessi potrete provare vertigini e senso di nausea, ma si tratta di un effetto previsto, poiché soltanto attraverso questa percezione del limite si può raggiungere la sicurezza che siamo in grado di ritrovare l'equilibrio grazie alla respirazione e alla concentrazione sul centro corporeo (vedi Nota 1).

Nota 1: Nel Qi Gong l'attenzione è rivolta anche ad altá due aspetti: la rotazione verso sinistra tende a rafforzare il cuore, mentre la rotazione verso destra rafforza il fegato. Provate entrambi i movimenti, cercando di avvertirne l'effetto dentro di voi.

Secondo esercizio

Si parte distesi in posizione supina. L'attenzione è concentrata di nuovo sulla respirazione e sul punto al centro del corpo, tre o quattro dita sotto l'ombelico (nel quale si dovrebbe avvertire il flusso del respiro).

In coincidenza con l'inspirazione successiva, sollevate la testa contemporaneamente alle ginocchia, piegate in direzione del ventre. (Vantaggio: in questo modo si scarica la muscolatura della zona lombare.)

In coincidenza con l'inspirazione successiva, tendete verso il soffitto tutt'e due le gambe, tenendole leggermente divaricate. I piedi sono disposti « a martello », i polpacci e i talloni sono tesi con forza. Restate in questa posizione per tre o quattro cicli di inspirazione ed espirazione. Espirando, abbassate lentamente i polpacci. (Vantaggio: in questo modo si scarica la muscolatura della regione lombare.) Per concludere, abbassate di nuovo lentamente la testa e le cosce fino a toccare il pavimento.

Approfittate della pausa per inspirare ed espirare tre o quattro volte. Potete riprendere gli esercizi in coincidenza con l'inspirazione.

Importante: in tutti gli esercizi fate attenzione a sincronizzare il respiro con il movimento, coordinando quindi l'inizio del movimento e del respiro (senza mai trattenere il fiato). L'inizio della respirazione coincide con l'inizio del movimento! Per i principianti, la pausa deve avere una durata pari a quella dell'esercizio stesso.

Terzo esercizio

Inginocchiatevi con le gambe parallele e leggermente divaricate. I talloni sono sollevati, con i piedi disposti ad angolo retto rispetto al pavimento. Le mani sono posate sul basso ventre.

Restate in posizione eretta, accostando il mento al petto, in modo che i muscoli del collo siano tesi. Attenzione: evitate di curvare la schiena! Restate in questa posizione, respirando tre o quattro volte. (Vantaggio: consapevolezza e conoscenza del proprio respiro.)

In coincidenza con l'inspirazione successiva, portate le braccia al di sopra della testa, facendo una circonduzione all'indietro, e poi appoggiatele sulle cosce, al di sotto dei glutei, piegando la schiena ad arco.

 

Rilassate le spalle e lasciate fluire liberamente il respiro. Fate ricadere lentamente la testa all'indietro, rilassando la mascella inferiore e aprendo leggermente la bocca. Restate in questa posizione mentre respirate per tre o quattro volte.

Conclusione dell'esercizio: posizione fetale. Appoggiate i glutei sui talloni e la fronte sul pavimento, mentre le braccia e le spalle restano distese lungo le gambe, rilassate, con il palmo delle mani rivolto verso l'alto. Ai principianti si consiglia di restare in posizione fetale per un tempo pari a quello impiegato per l'esecuzione dell'esercizio precedente.

Quarto esercizio

Cominciate in posizione seduta, con le braccia lungo i fianchi, con le mani appoggiate ai lati delle natiche e rilassate, con le dita leggermente aperte. Abbassate di nuovo il mento, accostandolo al petto, per estendere i muscoli della zona cervicale.

Piegate le gambe, con i piedi paralleli e leggermente divaricati. Fatevi guidare di nuovo dall'idea di affondare nel terreno a nove metri di profondità per mettere radici.

In coincidenza con l'inspirazione successiva, sollevate pian piano il bacino da terra, allargate il torace, le spalle e divaricate leggermente le gambe, lasciando ricadere lentamente la testa all'indietro.

La mascella inferiore è sciolta e rilassata. Mantenete questa posizione, respirando tre o quattro volte.

Tornate infine alla posizione di partenza. Per concludere, lasciate ricadere in avanti la parte superiore del corpo, fino ad appoggiarvi alle gambe sollevate e piegate. (Vantaggio: permette I’estensione dei muscoli della zona lombare.)

Quinto esercizio

Stendetevi bocconi, con le palme delle mani appoggiate sul pavimento all'altezza del petto. Portate di nuovo il mento verso il petto, in modo da stirare la muscolatura della zona cervicale. La fronte tocca il pavimento. (Vantaggio: permette l'estensione dei muscoli della regione cervicale.) Divaricate leggermente le gambe e flettete la punta dei piedi, in modo che questi siano disposti ad angolo retto rispetto alle gambe.

Ora sollevate lentamente la parte superiore del corpo, appoggiandovi alle braccia tese per assumere la posizione del cobra. Lasciate ricadere all'indietro la testa, rilassando la mascella inferiore e aprendo leggermente la bocca. Mantenete la posizione mentre respirate per tre o quattro volte.

A questo punto, con un movimento che parte dal centro del corpo, sollevate il fondoschiena verso l'alto, assumendo una posizione a V rovesciata, senza spostare braccia e gambe.

Tendete energicamente i talloni in direzione del pavimento e il mento verso il petto. Restate in questa posizione mentre respirate per tre o quattro volte.

Per concludere, tornate alla posizione del cobra. Esercizio di riequilibrio: posizione dormiente. (Vantaggio: questa posizione favorisce uno stiramento della zona lombare e consente una percezione intensa del proprio corpo.).

Restando bocconi, flettete una gamba, facendola scivolare verso la spalla. La testa e lo sguardo sono rivolti verso la gamba flessa e il braccio corrispondente leggermente piegato più in alto, mentre l'altro resta parallelo al corpo. Dopodiché cambiate lato, assumendo di nuovo la stessa posizione, ma dalla parte opposti.

Per tutti gli esercizi vale la regola che si possono ripetere, aumentandone sempre il numero, fino a raggiungere il numero di 21. Inoltre è importante la vecchia regola basilare: spesso si constata che meno è, meglio è. Ancora un suggerimento, se avete difficoltà a respirare in modo controllato e rilassato: ridere è l’esercizio più salutare per il diaframma.

Suggerimenti utili per la pratica degli esercizi Tibetani

Il Primo esercizio Tibetano

In base all’esperienza, il problema non è rappresentato tanto dalla rotazione, e quindi dall'esercizio in sé, quanto dalla conclusione dell'esercizio, che richiede quindi un complemento, per esempio nel modo seguente.

Per concludere la rotazione, restate in posizione eretta, con i piedi leggermente divaricati, e congiungete il palmo delle mani davanti al corpo (all'altezza dello sterno), guardandovi i pollici. Questo vi aiuterà a ritrovare l'equilibrio.

Il Secondo esercizio Tibetano

L'errore più comune nell'esecuzione di questo esercizio consiste nel sollevare la parte inferiore della schiena contemporaneamente alle gambe, perché questo indebolisce la schiena. Dunque bisogna fare in modo che tutto il dorso aderisca al pavimento, mentre si sollevano soltanto le gambe. In questo senso è utile far sì che l'impulso parta dai talloni, sollevandoli dal pavimento e flettendo i piedi « a martello », con le dita rivolte verso la tibia. Questa posizione di partenza attiva i muscoli estensori delle gambe. Un ulteriore aiuto per sollevare le gambe è offerto dalle mani: mettendole sotto le natiche, riesce più facile portare le gambe in posizione verticale. Se poi soffrite di una grave forma di lordosi, è assolutamente necessario appoggiare a terra per prima cosa i piedi, e soltanto in seguito le gambe. In questo caso le gambe non devono mai restare tese nel riabbassarsi, ma occorre poggiare i piedi sul pavimento prima di lasciarle scivolare, fino a distenderle del tutto.

Il Terzo esercizio Tibetano

Quando state in ginocchio, dovete flettere la punta dei piedi appoggiandola a terra; l'illustrazione lo mostra chiaramente, ma molti di coloro che eseguono l'esercizio non ci badano, correndo così il rischio di inarcarsi all'altezza della regione lombare ‑ senz'altro il punto più debole e più a rischio per la maggior parte di noi ‑ anziché nel tratto superiore della colonna vertebrale. Tendendo i muscoli dei glutei, eviterete di indebolire la regione lombare.

Inoltre vi consigliamo una posizione delle mani diversa rispetto a quella illustrata in certi libri; per non aggravare la lordosi, è opportuno appoggiare le mani a destra e a sinistra sulla parte inferiore del bacino, con la punta delle dita rivolta verso il basso. Questa posizione prepara meglio al piegamento all'indietro, perché le scapole si avvicinano e il torace si allarga.

Sappiamo per esperienza che questo esercizio presenta particolari difficoltà per la necessità di flettere avanti e indietro il tratto cervicale della colonna vertebrale, e cioè proprio la regione in cui si avverte di più la tendenza a una dolorosa lordosi. Quindi occorre fare molta attenzione a estendere la regione cervicale, per darle sollievo, prima di chinare il capo in avanti. Dopodiché si abbassa un po’ la testa, a partire dal mento, prima di eseguire con molta prudenza il piegamento all'indietro, sempre lasciandovi guidare dal mento. (Per trovare il grado di inclinazione della testa che vi è più congeniale, eseguite il seguente test: piegate la testa all'indietro tenendo una mano appoggiata sulla nuca. Togliendo la mano, non dovreste piegare la testa più indietro di così.)

Il Quarto esercizio Tibetano

Per eseguire correttamente il Quarto esercizio Tibetano occorre partire con la colonna vertebrale perfettamente dritta e distesa. A questo serve la posizione delle mani, con le quali ci si dovrebbe sostenere per stare seduti senza sforzo in posizione eretta. Anche in questo caso la testa va piegata in avanti soltanto dopo l'estensione della regione cervicale. Per evitare di piegare le gambe prima ancora di aver sollevato dal pavimento il corpo, si deve cominciare alzando il bacino e spostandolo in avanti in direzione dei piedi. In seguito, durante l'espirazione, dovete portarvi di nuovo in posizione seduta, con le mani ai lati, raddrizzando la colonna vertebrale.

Il Quinto esercizio Tibetano

Il modo migliore per cominciare il Quinto esercizio Tibetano è partire dalla posizione prona, per mantenere la corretta distanza fra le mani e i piedi. Si appoggiano le mani sul pavimento all'altezza dello sterno, puntando i piedi sul pavimento, con le dita flesse, e ci si solleva durante l'espirazione, facendo leva sulle braccia con la forza della schiena. In questo caso i glutei devono contrarsi, per ovviare alla debolezza del tratto inferiore della colonna vertebrale. Mentre inspirate, sollevate il fondoschiena per assumere la posizione della « V rovesciata », portando i glutei contemporaneamente verso l'alto e all'indietro. Questo movimento produce la tensione desiderata nella zona lombare.

L'esercizio dev'essere assolutamente eseguito a piedi nudi su una superficie non scivolosa (se possibile, su un pavimento di legno o di pietra). Infatti, eseguendo l'esercizio su un tappeto, il corpo sarà tanto impegnato a mantenere l'equilibrio, che l'energia necessaria per l'esecuzione si disperderà in fretta, oltre che nella direzione sbagliata.

Scoprire la delicatezza dei riti energetici:

Si possono accompagnare i Cinque Tibetani, con musica e affermazioni positive. Le affermazioni rappresentano un valido stimolo al pensiero positivo e sono di grande aiuto nel processo necessario per imparare « ad accostarsi a se stessi con amore ». Mi preme molto sottolineare che i riti non vanno intesi come una costrizione e che non si deve mettere in primo piano l'idea di raggiungere la perfezione. Crediamo che gli esercizi siano salutari quando si identificano con un momento di piacere e di gioia. L'esercizio suscita troppo spesso una sorta di fanatismo, perché noi occidentali abbiamo la tendenza a sviluppare subito un comportamento distorto, legato al senso del dovere o all'ansia del rendimento. Accostarsi agli esercizi in modo amorevole e rilassato porta allegria e gioia nel nostro cuore.

A proposito di affermazioni positive, ve ne suggeriamo un esempio.

Il Primo Tibetano

Ad ogni inspirazione ed espirazione: “Il mio corpo diventa sempre più leggero”

Il Secondo Tibetano

Inspirazione: “Vivo con la consapevolezza che mi giunge dal centro del mio essere”

Espirazione: “Agisco con la consapevolezza che mi giunge dal centro del mio essere”

Il Terzo Tibetano

Inspirazione:”Mi sto aprendo al mondo”.

Espirazione: “Presto ascolto ai segnali del mio corpo”.

Il Quarto Tibetano

Inspirazione: “Una coscienza infinita fluisce in ogni cellula del mio corpo”.

Espirazione: “Riconosco la saggezza del mio corpo”.

Il Quinto Tibetano

Inspirazione: “Forza ed energia infondono vitalità in ogni angolo del mio corpo”.

Espirazione: “Sono flessibile sul piano fisico e duttile sul piano spirituale”.

15.3.2. – Esercizi semplici

1° Esercizio

Un altro esercizio molto utile, praticabile sia la mattina che in qualunque altro momento della giornata e che non richiede nessuna attrezzatura, è il seguente.

Ci mettiamo in piedi in uno spazio comodo.

1° Esercizio degli occhi: stando in piedi, tendiamo in avanti il braccio destro (o sinistro) e con l’indice puntato in avanti muoviamo il braccio tracciando un otto orizzontale. Solo con gli occhi (senza muovere la faccia) seguiamo attentamente l’indice che descrive l’otto. Seguiamo per dieci volte l’indice che descrive l’otto orizzontale.

Poi con la testa fissa in avanti, guardiamo con la coda dell’occhio sia a sinistra che a destra per dieci volte.

Infine, con la testa rivolta in avanti e ben ferma, muoviamo gli occhi in su e poi in giù, per dieci volte, senza alzare o chinare la testa.

2° Esercizio del collo: stando dritti e fermi giriamo il più possibile il collo prima verso destra e poi verso sinistra, per dieci volte.

Quindi facciamo ruotare il collo liberamente, prima verso destra e poi verso sinistra per dieci volte.

3° Il respiro della tartaruga (per portare energia veloce al cervello): Inspiriamo attraverso il naso con una certa forza, buttando la testa all'indietro. Espiriamo dalla bocca, buttando la testa in avanti, emettendo il suono "ssc" (pronuncia come in "sci"). Ripetiamo rapidamente 10 volte. Alla fine facciamo una respirazione profonda, tratteniamo il respiro e ci rilassiamo.

            4° Esercizio delle spalle: Ruotiamo le spalle, dieci volte in avanti e dieci volte indietro, con gli avambracci piegati e rivolti verso il cuore.

            5° Esercizio delle torsioni: Con le braccia aperte in fuori (formando una croce con il corpo) eseguire dieci torsioni del busto verso destra e dieci verso sinistra

            6° Esercizio delle anche: ondeggiare con le anche (come per il gioco dell’Ula Hop) dieci volte a destra e dieci volte a sinistra.

            7° Esercizio delle flessioni: fare 50 flessioni, piegando un poco le ginocchia in avanti.

\           Al termine di questo esercizio, che dura circa 6-10 minuti, ci sentiremo caricati di energia e potremo affrontare la giornata con maggiore slancio e ottimismo.

            Dovremmo eseguire questo esercizio costantemente, almeno una volta al giorno, la mattina prima di fare colazione. Se abbiamo voglia e tempo per eseguirlo due o tre volte al giorno, ci sentiremo sempre in forma.

2° Esercizio.

Serve a riattivare i Chakra.

1.      Centro della Terra: inspirate tenendo la lingua arrotolata (respiro sita) mentre contraete l'ano. Espirate con contrazioni anali lente e ritmiche, recitando "LANG".

2.      Centro del Sesso: inspirate dal naso, visualizzando il respiro che entra attraverso il Terzo Occhio. Visualizzate dolcemente il respiro che scende attraverso il passaggio frontale fino a raggiungere il Centro del Fuoco. Poi spingete l'aria in basso, attraverso i genitali. Mentre espirate, stringete il muscolo anale e visualizzate l'energia che risale la colonna vertebrale, recitando 'VANG".

3.      Centro del Fuoco: fate una profonda inspirazione sita, riempiendo la regione dello stomaco. Con l'espirazione, contraete con forza lo stomaco, recitando "RANG". Cercate di pompare per 26 volte durante una espirazione.

4.      Centro dell'Aria: inspirate dal naso. Quando il respiro raggiunge la zona del cuore, contraete ed espandete i muscoli del petto attorno al cuore, recitando "YANG".

5.      Centro dell'Etere: inspirate dal naso. Quando il respiro raggiunge il centro della gola, bloccate il mento. Mentre trattenete il respiro, sollevate il mento, continuando a mantenere la tensione nella gola. Espirate recitando "HANG".

Centro della Luce: premete l'indice sul Terzo Occhio oppure appoggiate delicatamente l'indice e il medio sulle due palpebre. Inspirate attraverso il Terzo Occhio. Sentite l'energia che si muove attraverso il ponte psichico verso il Bindu. Con l'espirazione, recitando "ANG" proiettate di nuovo l'energia attraverso il Terzo Occhio, verso l'etere esterno.

 

Domande & Risposte

Ascoltare il proprio corpo

18. Non mi risulta così facile ascoltare il corpo e le sue esigenze come tu dici. Perché? C'è qualcosa che posso fare per riuscirlo ad ascoltare? Quasi la totalità delle persone hanno ancora molta energia radioattiva, elettrica ed elettromagnetica dentro di sé. Tali energie impediscono una completa e corretta comunicazione tra il corpo fisico ed il corpo di luce(anima). E' l'anima che sa quello di cui il nostro corpo ha bisogno e ce lo fa notare attraverso segnali corporei quali dolori in certe zone del corpo, desiderio di mangiare certe pietanze piuttosto che altre, di vivere in un certo ambiente, ecc. 

Il problema è che il corpo di luce comunica solo con l'energia puramente magnetica. Per questo la maggior parte delle persone non riescono ad ascoltare il proprio corpo e le sue esigenze, e tendono a sostituire le vere esigenze del corpo con le proprie credenze su ciò di cui il corpo ha bisogno.

Man mano che si ascende si rilasciano le energie radioattiva, elettrica ed elettromagnetica dal proprio corpo e si stabilisce un contatto sempre più stretto con il proprio corpo, riuscendo quindi ad ascoltarlo e comprenderne le vere esigenze. La ginnastica, lo stretching, lo yoga, le arti marziali e le attività motorie in generale aiutano a meglio percepire il proprio corpo in ogni sua singola parte ed a percepire meglio le sue esigenze.

Origine arti marziali

20. Qual è la vera origine delle arti marziali? Le arti marziali sono state importate sul nostro pianeta dai Pleiadiani quando giunsero 180.000 anni fa. E nel nostro pianeta sono nate quindi nel luogo dove i Pleiadiani si sono stabiliti inizialmente, cioè in Cina.

Vi è da dire, comunque, che forme di esercizio ginnico e di difesa personale esistono sin dall'origine dell'essere umano. Fu Dio stesso che insegnò ad Adamo ed Eva ed anche a Gesù una base di esercizi ginnici per mantenere il corpo in forma e per difendersi da eventuali attacchi.

Una cosa divertente da menzionare è il fatto che le mani giunte, simbolo di preghiera nel cristianesimo, è in realtà parte di un esercizio ginnico che Gesù era solito fare e che la gente, vedendoglielo fare, interpretò poi come preghiera rivolta a Dio. In realtà premendo i due palmi delle mani tra di loro (soprattutto nella zona delle ossa del tarso, nella parte inferiore del palmo) si tendono i muscoli delle braccia, delle spalle e dei pettorali. Mantenendo tale posizione per più tempo possibile si riattivano tali muscoli. Questo è uno dei tanti esercizi che Gesù era solito fare, ma forse era il più frequente e per questo venne notato.

Non a caso anche nelle arti marziali è rimasto il saluto a mani giunte. Ma la sua origine non è di saluto, ma di esercizio ginnico. Risale all'inizio dei tempi quando Dio insegnò esercizi ginnici ad Adamo ed Eva. Strano ma vero...

Mani giunte e posizione "fior di loto"

21. In riferimento alla D&R n.20 di questo mese, come è possibile che la gente scambiasse quello che per Gesù era un esercizio ginnico come una preghiera a suo Padre? Gesù spesso faceva tali esercizi ad occhi chiusi. Con gli occhi chiusi infatti si riesce a focalizzarsi molto meglio sui muscoli in tensione per poter così far concentrare l'energia in tali punti del corpo e rendere l'esercizio il più efficace possibile.

E' comico che la stessa origine delle mani giunte per pregare vale per la posizione di meditazione per eccellenza, quella del fior di loto. Anche qui, si trattava originariamente di un esercizio che chiameremmo oggi di stretching per i muscoli delle gambe e per i muscoli adduttori e che risale all'origine dell'uomo. Uno dei tanti esercizi insegnati da Dio ad Adamo ed Eva. Anche questa posizione, per poter meglio concentrare l'energia sui punti in tensione, risulta più efficace ad occhi chiusi in modo da non disperdere l'energia all'esterno.

Dolore fisico

25. Qual è la causa ultima del dolore fisico? Il dolore fisico si può provare solo in quelle zone in cui le particelle fondamentali (quark) non sono completamente attive e vitali. Nella quasi totalità delle persone vi è molta energia elettromagnetica, elettrica e radioattiva. Questo significa in sostanza assenza, anche se mai totale, di triplette di quark puramente magnetiche.

Ogni forma vivente ha in sé, infatti, almeno una tripletta di quark neutra puramente magnetica, altrimenti non avrebbe speranza di poter tornare alla purezza dell'energia magnetica, cioè di ascendere in modo completo e puro. Dio infatti dà la possibilità a tutti di ascendere in modo completo.

Quando le triplette di quark non sono puramente magnetiche o addirittura i quark sono liberi (come gli elettroni, ad esempio), allora i quark non sono perfettamente vitali e funzionanti. Questo significa in sostanza indebolimento fisico o, in altre parole, sistema immunitario deficitario. 

La nostra anima ci fa notare i punti del corpo che non contengono energia puramente magnetica attraverso il dolore. Il dolore però può anche essere sintomo di energia puramente magnetica non funzionante in modo appropriato. Ad esempio quando i muscoli sono puramente magnetici ma non sono propriamente attivati ed allenati, possiamo avere dolore nel momento in cui ci alleniamo per riattivare tali muscoli, facendo ad esempio stretching o sport in generale.

Un muscolo puramente magnetico e perfettamente attivato (allenato) non soffre mai e non si stanca mai. Ciò spiega quindi come la via ascensionale comprenda non solo la purificazione dei nostri corpi, ma anche il mantenimento di tale purificazione raggiunta attraverso l'esercizio fisico. 

Mancini e destrorsi

27. Perché esistono i mancini? Il fatto di utilizzare principalmente la parte sinistra o destra del corpo non è un fatto innato. E' puramente culturale, cioè legato alle forme-pensiero altrui, che siano dei propri antenati presenti nella genetica o delle persone in mezzo alle quali si cresce in questa vita. 

In realtà bisogna abituarsi ad utilizzare ugualmente la parte destra e la parte sinistra del corpo. E ciò significa anche utilizzare tanto la mano sinistra quanto quella destra per le attività di tutti i giorni (scrivere, mangiare, afferrare oggetti, ecc.). E, per chi ama il calcio, abituarsi ad utilizzare entrambi i piedi nel proprio gioco.

Qualsiasi sia la nostra attività, dobbiamo imparare a mantenere sempre equilibrate la parte sinistra e destra del nostro corpo, così come la parte inferiore e superiore. Ciò è possibile solo attraverso l'esercizio fisico.

Attivazione quantica

28. Nell'articolo n.40 hai parlato della attivazione delle particelle del nostro corpo attraverso l'esercizio fisico. Una volta attivate tali particelle lo rimangono per sempre? No. Diciamo che il tempo per il quale la singola particella rimane attivata è proporzionale alla quantità di energia che abbiamo in noi. Maggiore è la quantità di energia che abbiamo in noi e maggiore è la quantità di energia per singola particella disponibile. Per dare un'idea di massima, al livello 3000 l'attivazione quantica dura 1 settimana dopo averla attivata. Al livello 3000, cioè, è sufficiente ripetere la contrazione muscolare per ogni singolo muscolo una volta la settimana per mantenere i muscoli attivati. Man mano che si ascende, l'attivazione quantica necessita di sempre meno esercizio per rimanere attivata. La cosa importante è comunque fare esercizi per tutti i muscoli, nessuno escluso.

Attivazione muscolare

29. L'attivazione muscolare corrisponde ad una contrazione ed espansione muscolare? No. Corrisponde ad una semplice contrazione prolungata e ripetuta del muscolo. Gli esercizi fisici basati sulla contrazione e sulla espansione (rilassamento) muscolare non sono perfetti e non attivano tutto il corpo. 

Con il termine contrazione intendo una tensione muscolare, il che non sempre significa che il muscolo si accorci vistosamente durante la contrazione (dipende da su quali parti del muscolo si sta lavorando, cioè su quanto ampio o meno sia il movimento delle articolazioni).

Così come la vera ascensione completa dello spazio-tempo può avvenire solo nella fase di contrazione dello spazio-tempo, allo stesso modo la vera ascensione biologica del corpo umano può avvenire solo nella fase di contrazione muscolare. Come sopra, così sotto.

Gli esercizi fisici basati su continue contrazioni ed espansioni muscolari corrispondono alle ascensioni incomplete in cui si cerca di far passare il proprio corpo fisico su un altro piano di realtà facendolo diventare sempre più eterico.

Lo Yoga è la pratica ginnica per eccellenza che ha mantenuto questa conoscenza sull'importanza della tensione(contrazione) muscolare, e non tanto della sequenza di contrazione ed espansione (come si fa ad esempio nelle palestre con gli attrezzi).

In sostanza, per ascendere bisogna soffrire e superare il dolore. Chi non è abbastanza forte da resistere e rimane rilassato (solo espansione, no contrazione) non può ascendere. Chi si contrae e poi si rilassa (contrazione ed espansione) ascende in modo incompleto. Chi invece si contrae solo (tende cioè allo sforzo continuo) allora può ascendere in modo completo. 

Un corpo perfetto è un corpo con le particelle perfettamente attivate ed i muscoli perfettamente contratti, cioè in tensione. Lo stato di perfetta e continua tensione corrisponde ad uno stato di perfetta e continua concentrazione e attenzione sul presente. Lo stato di rilassamento, invece, ci fa vivere il passato ed il futuro ma ci fa essere assenti nel presente. Uno stato di rilassamento alternato invece ad uno stato di contrazione ci fa vivere un po' nel passato o nel futuro ed un po' nel presente.

Lo stato ideale e perfetto è uno stato di continua tensione, cioè attenzione e concentrazione sul presente. 

Attivazione alla nascita

30. Quando nasciamo le nostre particelle sono tutte attivate? No. La percentuale di particelle attivate alla nascita dipende dalla vibrazione del corpo nel momento in cui si nasce. Maggiore è la vibrazione del corpo alla nascita e maggiore è la percentuale delle particelle attivate. Gli adulti di oggi, ad esempio, sono nati tutti al livello 2 di vibrazione. Essi sono nati con il 2% di particelle perfettamente attivate. 

Negli ultimi due anni sono nati anche bambini con vibrazione 1024 o anche 3000 in certi casi. Essi hanno una attivazione alla nascita del 4% e 5% rispettivamente. 

Attivazione(contrazione) muscolare

31. Non capisco come è possibile mantenere sempre la contrazione muscolare. Man mano che si attivano le particelle del nostro corpo quello che ora è uno stato di contrazione dispendioso un domani sarà uno stato naturale della particella e nel caso specifico dei muscoli delle fibre muscolari.

E' vero comunque che lo stato di tensione, cioè lo stato di attenzione e concentrazione sul presente ha un senso soprattutto quando siamo mobili ed interagiamo con l'esterno. La tensione muscolare è uno stato necessario per prevenire qualsiasi situazione imprevista. E' una forma di difesa corporea naturale.

Quando invece siamo fermi, la maggior parte dei muscoli si rilassano se non hanno bisogno di rimanere in tensione. Quando dormiamo, poi, tutti i muscoli si rilassano anche se generalmente non tutti contemporaneamente e per lo stesso tempo. Dipende da quanto hanno lavorato e da quanto riposo (rilassamento) necessitano per recuperare.

Competizione, agonismo e violenza

59. Ho letto il tuo articolo sul sistema economico che mi è piaciuto molto. Ma ho qualche domanda da farti. La competizione è una buona cosa per migliorarsi, quindi è un misurarsi con se stessi. Ma cosa pensi della competizione sportiva, come il calcio, il pugilato e tante altre gare competitive in cui ciò che conta non è lo spettacolo come arte, ma scaricare la rabbia, la violenza contro gli avversari, sia da parte dei tifosi che dei protagonisti, sotto il controllo dei pochi furbi che oltretutto ci fanno anche un sacco di soldi, alla faccia dei coglioni (tifosi) che li foraggiano? Posso capire l'atletica leggera, dove si compete senza danneggiare gli altri, ma gli sport di massa non mi sono mai piaciuti, anche se da ragazzo ho giocato a pallone ed ero anche bravo. Tu trovi giusto che le persone si scannino a vicenda per la propria squadra di calcio? Il calcio in sé non è uno sport violento. Quando si gioca e ci si impegna allora si diventa agonistici, e ci si può far male a vicenda ma involontariamente. Fa parte dell'agonismo, che è un segno di impegno. Ma il far male non è lo scopo del gioco. 

Vi sono sport invece direttamente violenti, come ad esempio il pugilato. Sport cioè in cui il gioco consiste proprio nel far male all'avversario. Non è di certo così nel calcio.

Non è colpa dei giocatori se la gente va allo stadio per sfogarsi. Le emozioni che il calcio provoca nella gente fa loro tirar fuori tutte le emozioni, anche quelle più negative. Ma questo è un problema dei tifosi così accaniti che hanno questi problemi loro personali, non dei giocatori che vanno in campo o dei dirigenti delle squadre.

Muovere l'energia

66. Oltre ai tradizionali movimenti dei muscoli volontari comandati dal cervello, è possibile far compiere ai muscoli del proprio corpo fisico dei movimenti tramite l'energia eterica (prana) concentrandola? Sì, è possibile, ma la velocità con la quale fai passare l'energia dall'eterico al fisico per poter quindi influenzare le particelle fisiche dipende dal tuo potere energetico e dalla tua vibrazione. In sostanza dal tuo livello di ascensione.

Diverso invece è il concentrare l'energia su una parte del corpo come si fa nei colpi di arti marziali. In questo caso con la mente si direziona l'energia eterica in una certa parte del corpo e basta, ma non si influenzano le particelle fisiche, solo lo spazio interstiziale (etere). Lo spazio interstiziale tra le nostre particelle infatti è etere, cioè antimateria. E quindi direzionando con la mente l'energia nello spazio interstiziale allora posso dare più potenza al mio colpo.

Se hai molta energia, si può arrivare a concentrare con la mente l'energia in una parte del corpo ed influenzare molto rapidamente anche le particelle fisiche. Nel caso di un colpo marziale, la forza del colpo sarebbe in questo caso enormemente più grande. Nel caso di una guarigione, la guarigione sarebbe più rapida e profonda.

Attivazione ed Elasticità muscolare

97. Nella D&R n.29 di questo mese hai detto che lo Yoga è la disciplina che più di tutte ha mantenuto la conoscenza dell'importanza della tensione muscolare per attivare il corpo. Ma attivazione per te vuol dire anche elasticità? No, sono due cose diverse. L'elasticità è relativa ai muscoli mentre l'attivazione è relativa ad ogni singola particella di tutto il corpo. L'elasticità muscolare è comunque maggiore se le particelle dei muscoli sono attive. Se per attivare le particelle sono necessari esercizi di tensione muscolare, per aumentare l'elasticità sono necessari esercizi di stiramento (stretching) dei muscoli.

 

Esercizi fisici, subconscio ed inconscio

19. Lavorando sul corpo, quindi sul piano fisico, si puo' cambiare l'eterico o lavorare sullo spirito, come credo debba essere il lavoro che si fa nell'hata yoga in cui mantenendo particolari posture si possono sperimentare stati di coscienza piu' elevati? O come in altre discipline simili in cui si fanno lavori anche dinamici per lavorare sui blocchi emotivi? In questi casi si puo' dire che partendo dal fisico si modifica l'eterico ? In una realta' pura non e' sempre l'eterico che determina il fisico? Con il semplice lavoro sul fisico tipo hata yoga o altre discipline dinamiche si lavora solo sul fisico. Anche i blocchi emotivi che si possono rilasciare sono comunque a livello fisico, nelle particelle fisiche. L'eterico è subconscio e per lavorare su quello è necessario un lavoro di psicanalisi profonda su se stessi, quindi è necessaria la mente. Lo Spirito poi è addirittura inconscio, cioè non solo "sotto il velo esterno del conscio" (sub-conscio) ma ancor più interno "dentro il conscio" (in-conscio) il che lo rende ancor più difficile da penetrare.

Solo la capacità di astrazione della mente può indagare il subconscio e l'inconscio in modo analitico.

  

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