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Esercizi
pratici
31/5/2003 Per garantirci la salute dobbiamo fare in modo che vi sia un perfetto equilibrio tra la mente, il corpo e lo spirito. Questo equilibrio possiamo raggiungerlo in vari modi: 1.
orientando la nostra mente
verso una percezione elevata servendoci di esercizi mentali basati su
affermazioni e pensieri positivi; 2.
attraverso una respirazione
corretta e cosciente; 3.
tramite la meditazione, la
quale è in stretta relazione con la respirazione; 4.
praticando sani esercizi
fisici, che si servono sempre della respirazione; 5. adottando una sana alimentazione.
I suddetti metodi sono strettamente correlati fra loro e pertanto
si influenzano a vicenda. In ogni caso la respirazione riveste un ruolo
fondamentale, poiché grazie ad essa possiamo dirigere l’energia
vitale (prana) in qualsiasi punto del nostro organismo. Perfino nel
mangiare è importante la respirazione: respirando in un certo modo, ad
esempio, possiamo facilitare la nostra digestione dopo un pasto
abbondante.
E’ evidente che una mente sana produrrà un corpo sano; che una
sana alimentazione, disintossicando l’organismo, faciliterà una più
corretta respirazione e indurrà a pensieri ottimistici; un buon
esercizio fisico rilasserà il corpo e la mente, ecc.
Se poi adottiamo contemporaneamente i vari metodi succitati,
avremo una grande sinergia e i risultati saranno notevoli e rapidi. Esercizi di respirazioneIl Respiro: Principio di VitaLa Respirazione Completa. La respirazione è una funzione vitale per l’uomo. Respirando consapevolmente attraverso le narici si acquisisce l’energia vitale (prana) per il corpo. Sia che desideriate sperimentare una coscienza superiore, oppure una maggiore sensibilità psichica, una migliore salute fisica o mentale, o un orgasmo fisico completo, la chiave è l'espansione del respiro. Chiudete gli occhi per un istante e, senza cambiare nulla, limitatevi ad osservare la vostra respirazione. Probabilmente vi renderete conto che è al livello minimo, superficiale e piuttosto rapida. Purtroppo, nell’odierna cultura sociale è una realtà piuttosto normale. Gli yogi danno grande enfasi all'apprendimento di una respirazione lenta e profonda, in cui si riempiono e poi si svuotano completamente i polmoni. Noterete anche come, nel momento in cui diventate coscienti della vostra respirazione, cambia anche lo schema della respirazione stessa. La respirazione consapevole è la base del controllo del respiro. Guardate
come sono grossi i polmoni. Hanno tre camere separate, dette lobi, ma i
lobi superiori e inferiori vengono usati solo raramente. La maggior
parte delle persone respira soltanto con i lobi centrali. Osservate un
bambino che dorme: vedrete che il respiro riempie prima l'addome e poi
si espande nel petto. Questo
è il modo naturale di respirare. La maggior parte delle persone usa
meno di un settimo della propria capacità polmonare, inspirando
soltanto mezzo litro circa di aria ad ogni respiro. Al massimo della
loro capacità i polmoni possono contenere quasi quattro litri d'aria. Quando
nel sistema respiratorio entra una maggiore quantità di ossigeno, ogni
cellula di ogni organo viene nutrita e riesce a compiere molto più
efficacemente il suo lavoro. Quando i neuroni del cervello ricevono più
ossigeno, esso nel cervello stimola impulsi più chiarì e potenti,
rendendo i sensi più acuti e rafforzando l'intero sistema nervoso.
Diventiamo allora molto più coscienti delle energie sottili che sono
dentro e attorno a noi. Trattenere
per un momento l'aria lascia un po’ più di tempo al sangue per
scaricare i suoi prodotti di scarto e assorbire più ossigeno. Una
quantità maggiore di ossigeno nel corpo ha notevoli effetti di
guarigione e ringiovanimento. (Le tecniche di iperossigenazione possono
ridare velocemente il colore originale ai capelli grigi). L'espirazione libera il corpo dall'anidride carbonica e da altri prodotti di scarto del metabolismo. Quando questi rifiuti non vengono eliminati completamente, le cellule si guastano e diventano soggette alle malattie. La respirazione non consapevole raramente riesce a svuotare del tutto i polmoni. In
sintesi possiamo dire che il prana, assunto attraverso una respirazione
cosciente attraverso il naso, svolge un’azione benefica su vari piani: Sul piano fisico: il prana aumenta l’ossigenazione del sangue, vitalizzandolo e purificandolo. Di conseguenza aumenta la vitalità fisica e la longevità; Sul piano eterico/astrale: il prana rafforza il corpo eterico, che è la matrice del corpo fisico, e i corpi sottili; Sul piano mentale: il prana introdotto con una respirazione cosciente cambia notevolmente il nostro atteggiamento mentale. Aumentano concentrazione, memoria, capacità intellettuali, rilassamento e creatività; Sul piano spirituale: la respirazione cosciente sviluppa la consapevolezza interiore, facilitando l’accesso alla realtà superiore. Accesso al subconscio. Il sistema nervoso si divide in due parti: il sistema nervoso centrale, che controlla i movimenti volontari (coscienti), e il sistema nervoso autonomo, che regola automaticamente le funzioni del corpo (subcoscienti). La respirazione è di solito un processo automatico, ma tra tutte le funzioni automatiche è quella che può essere più facilmente condotta sotto il controllo della volontà. In questo modo essa rappresenta il ponte tra il livello coscio e il livello subconscio del corpo e della mente. Proteggere la salute. Il sistema nervoso autonomo si divide ulteriormente in due parti: il simpatico e il parasimpatico. Il sistema parasimpatico produce uno stato di rilassamento e di benessere. La Respirazione Completa è calmante perché respirare profondamente con l'addome chiama in gioco il sistema nervoso parasimpatico. La respirazione ridotta al minimo lascia il controllo al sistema nervoso simpatico - quello che vi prepara a combattere o fuggire di fronte al pericolo. Per quanto ne sa il vostro corpo, se respirate rapidamente e superficialmente, siete in una situazione di pericolo. Lo stress dovuto a questa costante situazione di allerta è un fattore ben noto nello sviluppo della maggior parte delle malattie. Imparare a spegnere questo sistema di emergenza e tornare al sistema di rilassamento costituisce uno dei maggiori benefici della Respirazione Completa. Rallentare la respirazione produce degli incredibili cambiamenti sia nel corpo che nella mente. In media le persone respirano circa 18 volte al minuto. Quando questo ritmo rallenta fino a 8 respirazioni al minuto, la ghiandola pituitaria comincia a funzionare in modo ottimale. Questa ghiandola regola tutte le altre ghiandole per assicurare il giusto equilibrio ormonale, che è la chiave di una salute perfetta. Aprire i canali extrasensoriali. Quando respirate meno di quattro volte al minuto la ghiandola pineale produce una copiosa secrezione. Quando la ghiandola pineale e quella pituitaria sono stimolate, il Terzo Occhio comincia a funzionare e la chiaroveggenza si manifesta facilmente. Il problema del non respirare. I bambini sono messi al mondo in modo crudele, con una totale insensibilità verso le loro sensazioni. I dottori tagliano il cordone ombelicale prima che i piccoli polmoni del bambino abbiano avuto il tempo di liberarsi dal fluido che li riempiva quando era nell'utero, perciò il primo respiro del neonato è dettato dal panico e provoca un dolore lancinante perché i suoi tessuti delicati subiscono il violento ingresso dell'aria per la prima volta. La maggior parte di noi non si riprende più da questo trauma, e non cerca mai di respirare a fondo per paura di sperimentare nuovamente quel dolore. Da bambini abbiamo imparato che il fatto di essere pienamente vivi non era accettabile per i nostri genitori, che erano mezzi morti. Il fatto di avere troppa energia ci creava solo problemi. Abbiamo quindi imparato a limitare la nostra vitalità limitando la respirazione. Fin dalla più tenera età abbiamo imparato che quando qualcosa era troppo spaventoso o troppo doloroso, potevamo attutire la nostra sensibilità di quel momento trattenendo il respiro: si otteneva un effetto quasi anestetico. Questa tecnica ci ha aiutato a superare molte situazioni che non eravamo pronti ad affrontare. Abbiamo imparato anche come, limitando la nostra respirazione, potevamo "spegnere" delle sensazioni e dei sentimenti che non erano accettabili per i nostri genitori. Quando
siete arrabbiati respirate in un certo modo e, se non continuate a
respirare in quel modo, non riuscite a mantenere la collera. Così
quando un attore vuole stimolare uno stato d'animo collerico, lo fa
respirando in quel particolare modo. Lo stesso principio si applica a
tutte le sensazioni e i sentimenti. Quando siete eccitati sessualmente
il vostro schema di respirazione cambia. Modificando quello schema di
respirazione potete "spegnere" l’eccitazione come con un
interruttore. Tutti regolano costantemente il proprio comportamento con
la respirazione, in modo inconscio, automatico. Questo tipo di
autoregolazione ha senza dubbio i suoi vantaggi, e ci ha aiutato
efficacemente a sopravvivere in questo mondo di pazzi, ma purtroppo
presenta anche degli effetti negativi. E’ vero, ci ha protetto contro
il dolore, la paura, la collera, o l'eccitazione sessuale eccessivi, ma
ha anche represso tutto quello che cerca di svilupparsi in noi - un
desiderio eccessivo di amore, un piacere esagerato nell'essere vicino a
qualcuno di speciale, troppa gioia per il semplice fatto di essere vivi.
Ci siamo sistemati in una gamma molto ristretta di esperienze,
rinunciando a rischiare le conseguenze di un fluire libero delle nostre
sensazioni e della nostra consapevolezza. Proprio
come abbiamo usato il respiro per sopprimere i sentimenti, respirando in
un certo modo possiamo nuovamente accedere a parti oscure e nascoste
della psiche, e riportarle alla coscienza. Questi sentimenti non se ne
sono andati, sono stati semplicemente sepolti: non riconosciuti, non
sperimentati, rifiutati, continuano a vivere completamente al di fuori
del nostro controllo. Le vecchie paure, le vecchie ferite, i vecchi
risentimenti dell'infanzia continuano indirettamente a infestare le
nostre esperienze, sabotando le nostre buone intenzioni. Con la
respirazione cosciente, questi sentimenti sepolti cominciano a tornare a
galla in modo da poter essere affrontati con una visione adulta e
matura. Possiamo lavorare con
calma a risolvere questi sentimenti accumulati, sperimentarli,
osservarci mentre li viviamo, e infine lasciarli andare. Finalmente
diventiamo liberi di vivere esattamente quello che accade in ogni
momento. Arriva la collera: la notiamo, la sperimentiamo e poi sparisce
con il respiro successivo. Non c'è accumulo, non c'è ritenzione.
Respirare profondamente mentre si attraversa un'esperienza spaventosa la
trasforma in una meravigliosa avventura. Potete facilmente constatare
questo principio nella vostra esperienza: ansietà più ossigeno uguale
eccitazione. Man mano che diventiamo coscienti dei processi del corpo, istante dopo istante, impariamo a diventare coscienti dei processi dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti, istante dopo istante. Finché non arriviamo alla decisione di rimanere coscienti, continueremo a marciare come robot attraverso la nostra routine quotidiana e le nostre vecchie abitudini, proteggendoci da qualsiasi cosa superi i ristretti limiti dell'esperienza che ci sembra sicura. E un vivere da sonnambuli, quella che si definisce una vita incosciente. Perché questa conoscenza non è di pubblico dominio? Perché i medici non fanno sapere alla gente che respirare profondamente porta serenità e salute? La risposta è che il processo di risveglio è terrorizzante. Più siamo civilizzati, più tendiamo a vivere nelle astrazioni dell'intelletto e siamo più lontani dalle sensazioni e dai sentimenti, che costituiscono l'esperienza diretta della vita. I medici sono, salvo poche eccezioni, le persone più intellettuali in assoluto: lo garantisce il metodo stesso usato per selezionare chi può entrare a frequentare una scuola di medicina. I medici sono le ultime persone che potrebbero scegliere di avventurarsi nelle torbide acque dei propri sentimenti negati, repressi e accumulati da una vita intera. Ci sono molti maestri che vengono in mezzo a noi per indicarci il cammino: generalmente finiscono su una croce, oppure a bere la cicuta; spesso vengono deportati o diventano eremiti. La massa dell'umanità non è pronta ad affrontare i propri dragoni, i guardiani dei suoi passaggi oscuri. Soltanto pochi scelgono di tuffarsi nell'ignoto, di farsi strada lavorando sullo strato di esperienze non terminate, di vivere ad un nuovo livello di coscienza, in ultima analisi, di ritrovare se stessi. Il Respiro ControllatoE’ il segreto per trattenere l'aria vitale nel corpo, per riempirvi di una quantità maggiore di prana o vitalità. 1.
Inspirate profondamente
attraverso il naso. Mentre espirate producete sussurrando il suono
"SA, SA,..., SA" ripetutamente, fino ad esaurire tutta l'aria.
Questo è il respiro controllato. Ogni suono è accompagnato da una
piccola contrazione del diaframma, che spinge l'energia fino
all'ombelico (Il Chakra sacrale). Non forzate lo stomaco a spostarsi in
dentro o in fuori, ma limitatevi a un movimento naturale. Questo
promuove un delicato massaggio interno e risveglia la forza vitale. Se
eseguito appropriatamente, potete quasi sentire un cinguettio di
uccellini. 2.
Con la pratica riuscirete a
raffinare sempre più il suono "SA", finché diventerà quasi
inudibile, in modo che il movimento diventi sempre più sottile. Potete
farlo anche a livello mentale, purché ci sia un micro movimento del
plesso solare. Questa pratica vi allungherà la vita e aumenterà
notevolmente la vostra energia e la vostra vitalità: è stato provato
scientificamente. 3. Dopo aver eseguito questa tecnica, esaminate il vostro corpo. Prendete coscienza di qualsiasi sensazione sia presente nel vostro corpo. Finirete per sentire una pulsazione. Quando inspirate, attirate tutti gli ioni negativi e positivi presenti nell'aria, che entrano direttamente nel terzo occhio e creano automaticamente un senso di pulsazione. Mentre espirate con il suono "SA" produrrete un senso di pulsazione nel Chakra sacrale. Energizzazìone Kriya (tensione-rilassamento) Prima
di iniziare qualsiasi meditazione è opportuno rilassare il corpo e la
mente. Questo si ottiene mediante vari metodi, tra cui quello seguito
nello Yoga Tantra, detto Energizzazione Kriya. L’Energizzazione
Kriya. stimola l'intero corpo, accendendolo come un albero di Natale ad
ogni punto di energia (punti dell'agopuntura). Ripulisce i nadi
(correnti di energia), stimolando il Kundalini ed espandendo il vostro
campo di energia. Questa
energizzazione vi mette anche in uno stato di equilibrio di coscienza,
quello stato di coscienza che sta tra il sonno e la veglia, e nel quale
l'autosuggestione è più potente. L'intero metodo di autosuggestione
dello Yoga Nidra è una lunga meditazione guidata. Ecco un metodo che
potete eseguire subito. Una versione più semplificata di questo processo viene usata nel repertorio standard di quasi tutti gli ipnotisti e degli esperti di riduzione dello stress. L'aggiunta della visualizzazione e del respiro rende l'intero processo molto più efficace. Parte A. Per scuotere i muscoli e prepararli al profondo rilassamento e all'energizzazione. Fate dei movimenti lenti. Sentite l'energia che fluisce attraverso il vostro corpo. 1. Sdraiatevi sul dorso, col palmo delle mani verso il basso. 2.
Sollevate la gamba sinistra
più in alto possibile, e poi lasciatela cadere improvvisamente. Sollevate
la gamba destra e lasciatela cadere. Sollevate il braccio sinistro e lasciatelo cadere. Sollevate il braccio destro e lasciatelo cadere. 3. Ripetete altre due volte. Parte B. Per energizzare il corpo e raggiungere lo stato di Bindu (dormiveglia). Considerate il corpo come diviso in 12 parti (vedi fig. 41): 1.
metà inferiore della gamba sinistra 2.
metà inferiore della gamba destra 3.
metà superiore della gamba sinistra 4.
metà superiore della gamba destra 5.
parte mediana 6.
petto 7.
collo 8.
metà inferiore del braccio sinistro 9.
metà inferiore del braccio destro 10.
metà superiore del braccio sinistro 11.
metà superiore del braccio destro 12. testa
Potete usare la tecnica della tensione-rilassamento per guarire. Inspirando, tendete una qualsiasi area che ha bisogno di cure e immaginate il prana che fluisce dal midollo allungato verso quella zona. E necessario anche concentrare l'attenzione sul midollo. Rilassate la zona mentre espirate, continuando ad immaginare il prana che scorre verso quella zona. Questo esercizio può essere ripetuto tutte le volte che volete, con la frequenza che preferite, per guarire la parte del corpo interessata. Parte C: Autosuggestione. A questo punto il corpo e la mente saranno molto rilassati. Potete affermare la decisione che volete instillare nella mente subcosciente, che ora è aperta e ricettiva. Osservare il respiro. Osservate il respiro mentre entra ed esce dal corpo. Non fate alcun tentativo di modificarlo. Non dovete avere alcuna opinione su come dovrebbe essere. Prestate piena attenzione all'osservazione del vostro respiro per parecchi minuti. L’importanza del Naso L’aria inspirata dal naso incontra anfruttuosità, fosse, mucose, glandole, arterie e vene, linfe e muchi, pelosità, per cui si riscalda, s’inumidisce, si depura dal pulviscolo, si sterilizza dai germi, modifica la propria composizione e vorticosamente s’immette nella faringe A
questo punto il naso rovescia all’istante la sua funzione e comincia a
espellere con vigore un’aria diversa da quella immessa,
colma com’è di anidride carbonica e di vapore acqueo provenienti dal
sangue, tramite i polmoni. Nelle 24 ore passano dalle narici, in andata e ritorno, 20.000 litri di aria, mossi da circa 18 respirazioni al minuto: ad ogni inspirazione, il naso verifica la qualità e la temperatura dell’aria, ce ne segnala gli odori, con funzione di difesa organica. Ha anche un’importante funzione fonetica e inoltre partecipa grandemente al senso del gusto e ai sapori, tanto da influire sulla saliva, sui succhi gastrici e la digestione. Il naso è poi sede d’uno dei nostri cinque sensi, l’odorato: pur assai inferiore al fiuto sbalorditivo di taluni animali, l’odorato umano ha un forte influsso sulla nostra psiche, specie nella sfera dei sentimenti e dell’amore, sempre ricco d’effluvi. Il
naso, inoltre, svolge una funzione essenziale nell’ossigenazione del
cervello. Infatti le narici del naso sono collegate, in modo incrociato,
ai due emisferi della corteccia cerebrale: la narice destra è collegata
all’emisfero sinistro, mentre la narice sinistra è collegata
all’emisfero destro. Il lobo destro del cervello a sua volta controlla
la metà sinistra del corpo umano (con i suoi organi), mentre il lobo
sinistro controlla la metà destra del corpo (con i relativi organi). Di
conseguenza la respirazione tramite il naso influenza tutti gli organi
del corpo. Inoltre il prana può essere assunto solo respirando con il
naso, poiché la sede del prana è il capo. Il prana governa tutte le
attività cerebrali più elevate. Le funzioni della mente, del pensiero
e delle emozioni, sono tenute tutte sotto il controllo del prana. Infine,
con la respirazione consapevole, attraverso le due narici del naso,
vengono stimolate le energie Ida
e Pingala (Yang
e Yin) che scorrono come due serpenti incrociati lungo la colonna
vertebrale (come viene mostrato dal caduceo).
Ida e Pingala
hanno a che vedere con l’energia Kundalini rappresentata da un
serpente arrotolato che dorme nel chakra della radice. Quando Kundalini si risveglia e comincia a salire su per la colonna vertebrale, aprendo tutti i sigilli fino al settimo, si raggiunge l’illuminazione totale. L’importanza del Diaframma E’
un muscolo largo, ma sottile e appiattito, che forma una chiusura
trasversale fra il torace e l’addome, separando cuore e polmoni da
stomaco, fegato e intestini. Il diaframma ha forma di cupola, è
traversato dall’aorta, la vena cava, l’esofago, il simpatico, tocca
lo stomaco e il fegato, la milza e i reni, va dalla pleura al peritoneo,
insomma è agli incroci della nostra vita corporea.
Senza di esso non si può far quasi niente, nemmeno ridere,
nemmeno mingere o evacuare o vomitare o partorire, ci serve per parlare
ed è indispensabile al respirare. Principale muscolo del respiro, il diaframma s’attacca alla colonna vertebrale e alle costole: senza il suo involontario moto ritmico, soffocheremmo. Muscolo dunque involontario (come il cuore), ma che può anche divenire volontari: il che ne dimostra l’eccezionalità. Le 4 fasi del respiro1° fase. Essere coscienti del respiro
Tramite l’aria possiamo aspirare il prana,
ma il prana non è la stessa
cosa dell’ossigeno, benché anche questo sia composto di energia. L’ossigeno
è un atomo che entra nel nostro corpo attraverso i polmoni ed è usato
dall’organismo per formare le nuove cellule di cui il corpo ha bisogno
per rimpiazzare quelle che man mano invecchiano e muoiono. In un anno
circa tutte le cellule del corpo vengono sostituite. Il prana invece è
la sottile energia vitale magnetica che permette tutte le reazioni
biochimiche del corpo; è la “colla” vitale che tiene le cellule,
gli organi e l’intero organismo assieme. Il prana fluisce nel corpo
eterico e in quello astrale. Il corpo eterico è la matrice olografica
del corpo fisico, al quale conferisce forma e vita. Si diventa longevi
arricchendosi di prana.
Per trasmettere il prana dai corpi sottili a quello denso
dobbiamo prima diventare coscienti del respiro e poi del prana. E questo
accade tramite il naso. E’ facile: basta prestare attenzione alle
narici. In
qualsiasi momento della giornata, osserviamo per un po’ il respiro che
entra
nelle narici, e poi osserviamolo quando
esce dalle narici. Non dobbiamo forzare l’inspirazione, anzi
diventandone coscienti, il respiro si fa più quieto e più lento,
rarefatto e volatile. Mentre
l’aria entra diciamoci:
“Entra”; mentre esce diciamoci:
“Esce”. E’ indispensabile ripetere “Entra, Esce”,
altrimenti si perde l’attenzione e allora non si diventa coscienti del
respiro né del prana. Dopo un po’ (una o due settimane), ripetendo di tanto in tanto l’<<Entra, Esce>> (due o tre volte al giorno), si comincia a diventare coscienti del respiro: si riesce cioè a mantenersi attenti all’<<Entra, Esce>>, per un minuto, sue, tre, senza mai perdere l’attenzione o, se la si perde un poco, subito si riesce a ritrovarla. Presto l’<<Entra, Esce>>, comincerà a piacerci: è un tranquillante e potremmo ricorrervi quando vogliamo staccarci da tensioni, inquietudini, turbamenti, collere. L’<<Entra, Esce>> diviene così il nostro rifugio calmo e segreto. 2° fase. Essere coscienti del Prana.
Si può diventare coscienti non solo del respiro, ma anche del
prana. Occorre mantenere le narici libere: istilliamoci qualche goccia
d’acqua salata. Si badi che entrambe siano libere. L’apertura delle
narici varia secondo il trascorrere del sole: al mattino la narice
sinistra è solitamente più aperta, alla sera la destra. Se una è
chiusa, pieghiamo per un po’ il capo, oppure corichiamoci di fianco,
sulla spalla opposta e s’aprirà. Nel 2° grado si continua con l’<<Entra, Esce>>. Ma adesso, nell’inspirare, volgiamo l’attenzione alla parte alta della mucosa nasale (là dove nasce lo sternuto). Se stiamo ben attenti, ci accorgiamo dopo un po’ che, nell’inspirare, lì si manifesta una specie di pizzicore, di tremolio, una vibrazione. E’ il primo sentore del prana. In seguito lo avvertiremo di più, mentre ci dedichiamo all’<<Entra, Esce>>. 3° fase. Diffondere il Prana.
Poi è sempre più facile. Durante l’<<Entra, Esce>>
ci s’avvede che la vibrazione del prana
inspirato continua oltre il naso, passa alla faringe, scende nella
tiroide(in gola) dove si concentra. Da lì possiamo coscientemente
dirigerlo in qualsiasi punto del corpo con la espirazione. Dirigerlo mentalmente, espirando, verso quei punti che hanno bisogno: ad esempio il viso o i ginocchi, lo stomaco o il cervello o i reni, la schiena o l’inguine. L’<<Entra,
Esce>> ci diventa il mezzo per diffondere una vitalità vibrante là
dove ci manca o dove ci piace d’accrescerla. Provate! E’ molto facile. Durante l’<<Entra, Esce>>, dopo tre o quattro inspirazioni, ci accorgiamo d’aver accumulato prana in gola e da lì, con l’espirazione, possiamo mentalmente dirigerlo dove ci pare. Se nel fare questo teniamo le palpebre chiuse, talvolta avvertiamo il prana spargersi come una chiarezza luminosa. 4° fase. Governo del diaframma State
sul chi vive! Mai forzare l’inspirazione, mai colmare d’aria i
polmoni e tenderli! Li potremmo rompere! Il polmone è una spugna: se la
tiri, la squarci. Invece se la stringi, non la danneggi. Dunque nessuno
sforzo nell’<<Entra>>, invece adesso bisogna controllare
l’<<Esce>> e vuotare bene i polmoni stringendoli.
Respirare sempre col naso, mai con la bocca. Chi respira con la
bocca non ha mai buona salute. Il prana si assimila col naso, non con la
bocca.
Quasi tutti respirano male, i più malissimo. Non sono capaci di
vuotare i polmoni, dentro i quali hanno sempre uno strato d’aria
basso, aria vecchia di ore, di giorni, consunta, senza prana, aria
stagnante, come in una stanza chiusa e buia, aria di cantina, aria di
palude, aria venefica. Essa c’invecchia!
Ma se cambiamo l’aria di frequente, se spesso ci riempiamo di
prana, ecco correre a noi la giovinezza. Come cambiare l’aria, come
assimilare tanto prana, come insomma vuotare i polmoni?
Dobbiamo spostare l’attenzione dal naso al diaframma. Per
vuotare i polmoni, stringiamo il ventre: tiriamolo in dentro,
spremiamolo, incaviamolo, da tondeggiante rendiamolo infossato. Tiriamo
in su la pancia, verso lo stomaco, stringiamo le costole e così
l’aria stagnante se ne esce: così buttiamo via la vecchiezza!
Per qualche momento restiamo a fiato chiuso, in apnea. Poi
lasciamo che i polmoni liberamente aspirino l’aria di cui hanno sete,
senza però forzarli: ecco il prana accorrere a noi, vento generoso che
ci rinnova e ci ringiovanisce. Quante volte al giorno dobbiamo rinnovare così il prana? Non v’è regola: ciascuno è a se stesso la propria regola, Quando ci pare, ma specie nei momenti di stanchezza, di malinconia o d’angoscia...e quando siamo funestati da timori di malattie o da pensieri di morte... e quando siamo colti da immagini di decrepitezza... e quando la nostra coscienza cala in basso, quando le nostre ali s’indeboliscono, quando sentiamo il bisogno di risalire, d’elevarci verso la vastità del Cielo. Allora buttiamo via questi malanimi, via con l’aria rintanata dentro di noi, aria nociva. Via, via! Caccia l’ombra e riempiti di luce.
Anche un medico occidentale, ignaro di prana e attento al solo
aspetto fisiologico dell’organismo, può confermare che la frequente
respirazione totale e profonda riattiva cellule polmonari rimaste per
anni atrofiche, aumenta l’ossigenazione del sangue, ne facilita la
circolazione, migliora il metabolismo e la funzione cardiaca, elimina
gli acidi carbonico e urico, attiva le ossidazioni interne mentre il
moto energetico del diaframma massaggia tutti gli organi e li
rinvigorisce, specie il fegato e l’intestino, rinnova le cellule
deteriorate.
Quando stiamo in apnea, a polmoni vuotati, il nostro polso va
verso i 200 battiti al minuto e anche la pressione del sangue va quasi a
200. E’ come se corressimo velocemente. Così immettiamo nel circolo
sanguigno una pompa potente che ci evita quel ristagno e quella
incrostazione che causano l’arteriosclerosi.
Per invecchiare bene (anzi per mantenersi giovani) bisogna una
volta al giorno far salire per mezzo minuto il battito del cuore (magari
salendo rapidi le scale) in modo da mettere alla frusta il nostro
circolo, eliminando così i coaguli e impedendo il restringimento dei
vasi. Il moto energetico, pur breve, è indispensabile per evitare il
progressivo occludersi della arterie. Quello che per la medicina occidentale è solo una rapida e robusta respirazione, per chi guarda oltre il corpo, è soprattutto un modo per colmarci di prana salutare. Due suggerimentiQuando
avremo preso confidenza con la respirazione pranica, fermiamo il fiato
al culmine dell’inspirazione (senza aver sforzato il polmone). Così in apnea, sentiremo una sorta di compressione nel petto: sempre in apnea, dirigiamo questa compressione verso il volto (lo sentiremo scaldarsi e brulicare, colmandosi di prana). Profittiamo di questi brevi istanti per modellare il nostro volto ringiovanendolo. L’apnea non deve superare i 7 secondi e basta una volta (o due) al giorno per ottenere il risultato. Negli alveoli polmonari vi sono delle cellule, dette macrofagi: nascono nel midollo osseo donde migrano provvidenzialmente fino ai polmoni e lì si pongono in agguato per la nostra protezione. I macrofagi si raccolgono negli alveoli, ventilati dalla pericolosa atmosfera esterna: questi nostri minuscoli difensori accorrono non appena nei nostri polmoni penetrano dall’esterno con l’aria i batteri, le spore infettive, i funghi patogeni, le sostanze improprie. I macrofagi assalgono tali nemici, li catturano, li rendono inoffensivi, li eliminano, sì da depurare e mantenere sterile il polmone. La difesa macrofagica ci dà la salute e ci assicura la longevità, purché conserviamo buona la funzione respiratoria Un altro suggerimento per le donne. Se vi sono irregolarità nelle mestruazioni, nei mattini precedenti la normale apparizione, bisogna al risveglio fermare il respiro e volgere in breve tempo la compressione dal petto alle ovaie, con un invito mentale a ben funzionare entro il giorno atteso. E’ un metodo assai efficace, serve anche ad avvantaggiare le condizioni generali al momento della menopausa. Non va ripetuto più di tre volte al giorno e non più di 7 secondi per volta. Respirazione dell’IO SONO.Come far entrare energia positiva nel subconscio. (Tempo: 3 minuti). Questa è una semplice ed efficace tecnica di respirazione per mandare energia positiva nel nostro subconscio, per attenuare ed eliminare negatività di cui non siamo neppure consapevoli.
Seduti o sdraiati, chiudiamo gli occhi e rilassiamo mascelle,
muscoli facciali, spalle e muscoli delle gambe. Cominciamo a respirare,
pensando che l’unico pensiero che vogliamo avere in questo momento è
la respirazione. Per i primi 30 secondi osserviamo semplicemente la
nostra respirazione: inspirazione .....espirazione .....inspirazione
...... espirazione ... Poi
formuliamo il pensiero “IO SONO” nella nostra mente e accompagniamo
ciascun movimento di inspirazione ed espirazione con il pensiero “IO
SONO”.
L’azione cosciente del respiro con un tale pensiero positivo
consente alla sua energia benefica di penetrare nel nostro subconscio.
Dopo i primi tentativi, potremo praticare questo esercizio con
grande efficacia, anche ad occhi aperti e in qualsiasi momento del
giorno. La respirazione KriyaE’ una respirazione consapevole veloce, un metodo utile per rimuovere gli sbilanciamenti più evidenti della nostra respirazione, che rappresentano sempre un segno di blocchi e costrizioni emotive. E’ adatta a disinquinare e rinvigorire le cellule del corpo. La respirazione veloce è un metodo psicofisico mediante il quale il sangue viene purificato dall’anidride carbonica e risaturato di ossigeno. Questa respirazione può essere praticata come prima tecnica perché ha un effetto disinquinante e calmante a livello cellulare. Sedetevi
in una posizione comoda, con la spina dorsale eretta e il viso
sorridente. Per nove volte inspirate e d espirate velocemente attraverso
le narici, espandendo e comprimendo il petto come un mantice. Fate
questa respirazione senza sforzi eccessivi. Solo quando l’avrete
imparata pienamente (e senza fretta) potrete essere in grado di
respirare alla velocità di due cicli al secondo. Fermatevi dopo i nove
cicli (18 respirazioni), notando che la respirazione si ferma senza
sforzo, e poi sospendete per circa 10-30 secondi. Non sforzatevi in
questa fase, ma gustate la pausa del respiro, lasciando che la volta
successiva la sospensione duri un poco più a lungo. Ripetete tre volte. Praticate
la respirazione veloce almeno una volta al giorno. Come possiamo vedere,
in questa respirazione vi sono due parti distinte: una parte di pulizia
e una parte di rallentamento. Come già accennato, nella respirazione
veloce tutte le cellule del corpo (compresi i neuroni), sono rinvigorite
dal prana. Questo ci dà fin dall’inizio sensazioni calmanti nella
spina dorsale, un aumento della capacità di sopportare il freddo ed il
caldo, un miglioramento della memoria ed un senso generale di pace
interiore. Respirazione lentaLa respirazione lenta guida l’assorbimento del prana.
Sedete in una posizione
comoda e chiudete gli occhi. Rilassate ogni parte del corpo ed accennate
un sorriso. Attraverso le narici inalate il più lentamente possibile,
percependo il corpo come leggero ed energizzato. Gustatevi la fine della
inspirazione e trattenete il respiro senza sforzo. Espirate adagio e con
una mente rilassata. Lasciate che il respiro si fermi automaticamente e
rimanete in apnea (senza respirare) per 15-20 secondi. Ripetere
per 5 cicli sempre con il sorriso sulle lebbra. Dopo
un po’ di tempo, questa tecnica può essere eseguita anche ad occhi
aperti, e non solo a letto, prima di addormentarvi o appena svegli, ma
anche in qualsiasi momento e luogo, soprattutto quando vi sentite in
tensione.
Questo esercizio ha un effetto benefico sui vari corpi (sottili e
fisico) dell’uomo, consentendo l’assorbimento del prana da parte del
cervello e del corpo astrale, migliorando la salute, aumentando la
capacità di concentrazione e di memoria, e riducendo lo stress e la
tensione. Durante l’esecuzione dell’esercizio cercate di non avere
tensioni fisiche o mentali. Praticate l’esercizio con regolarità. L’obiettivo di tutte le respirazioni consapevoli è anche quello di trascendere la dualità attraverso la ritenzione del respiro (non respirare). Si può arrivare a questo obiettivo attraverso una lunga pratica di visualizzazione e profondo rilassamento. Respirazione attraverso la narice destra
Riduce il peso e cura i
raffreddori cronici.
Sedetevi in una posizione
comoda e rilassate tutto il corpo (specialmente le spalle) e sorridete. Con
l’indice della mano destra tenete chiusa la narice sinistra e
respirate con calma e tranquillità attraverso la narice destra. Questa
respirazione stimola l’attività del cervello sinistro ed aiuta
l’ipotalamo a stabilizzarsi ad un livello di funzionamento ottimale.
La respirazione attraverso la narice destra, aiuta a ridurre
efficacemente l’obesità e a curare i raffreddori cronici. Respirazione attraverso la narice sinistraAumenta
il peso e abbassa la pressione sanguigna.
Sedetevi in una posizione
comoda e rilassate tutto il corpo (specialmente le spalle) e sorridete.
Con
il pollice della mano destra tenete chiusa la narice destra e respirate
con calma e tranquillità attraverso la narice sinistra. Questa
respirazione stimola l’attività del cervello destro ed aiuta a
mantenere il peso corporeo e ad abbassare l’alta pressione. Per ottenere risultati significativi, la durata della respirazione, attraverso una narice, dovrebbe essere di 21 cicli (inspirazione ed espirazione) per due mesi. Respirazione del cuoreMettetevi
in piedi, possibilmente in un luogo aperto. Rilassate la muscolatura,
specialmente le spalle e le braccia, e chiudete gli occhi. Sorridete e
respirate tre volte lentamente rivolgendo la vostra attenzione sul
cuore.
Sollevate il braccio destro e portatelo in alto sopra la testa,
mantenendo entrambe le mani rilassate. Iniziate l’inspirazione,
portando allo stesso tempo le due mani all’altezza del cuore. La mano
destra appoggiata sopra la mano sinistra. Mentre fate questo movimento
pensate che la mano sinistra stia portando verso il cuore l’energia
della Terra, e che la mano destra stia guidando, sempre verso il cuore,
l’energia del Cosmo, sentendo in questo centro la fusione delle due
energie. Espirate queste due energie aprendo allo stesso tempo le
braccia per diffondere il prana. Ripetete 9 volte. Esercizio del midollo spinaleLo
scopo principale di questo esercizio è quello di distribuire i
circuiti magnetici per risvegliare l’attività del
midollo spinale e allargare così il regno del pensiero, nonché a
percepire, col senso del sentimento, il meccanismo fisico interno del
nostro essere, al fine di realizzare un grado di coscienza perfetta e la
consapevolezza che noi siamo uno con Dio e con la Natura. Introduzione
Noi non dovremmo preoccuparci di guarire, né di farci guarire i
sintomi della malattia. Una semplice guarigione dei sintomi non toglie
la causa della malattia. Tale guarigione può stimolare momentaneamente
il sistema nervoso, ma, dopo un po’, la malattia ritorna.
Nessun uomo può guarire un altro. Ognuno di noi è l’unico
guaritore di sé stesso. E la via che porta alla vera
guarigione passa attraverso la comprensione.
Infatti, vige il motto: Comprendere
o soffrire. Chi non vuole comprendere le lezioni della vita, o non vuole imparare dalle esperienze che la vita ci pone davanti, è destinato inevitabilmente a soffrire, tanto più quanto più è ostinato, fino a quando rifletterà e comincerà a riconoscere sé stesso e a prendere coscienza della sua vera identità. Allora si sforzerà di cambiare in meglio.
Il mondo è pieno di medici e guaritori, i quali attraverso le
medicine, le sedute psicologiche o psichiatriche, la pranoterapia
e altro, possono aiutare più o meno a curare i sintomi delle
nostre malattie, ma certamente non guariscono la malattia alla radice.
Per rimuovere la causa della malattia, dobbiamo riconoscere noi stessi e
cambiare i nostri comportamenti “errati”, in disarmonia con
l’universo.
Praticando una cosciente e profonda respirazione, noi ampliamo la
nostra coscienza e gradualmente cresce in noi la fiducia nell’Energia,
che è Dio. La fiducia in Dio attiva in noi progressivamente l’energia
vitale che risana le nostre cellule ed i nostri organi.
Non dobbiamo aspettare la venuta del Signore da chissà dove,
poiché Egli è stato sempre dentro di noi e lo sarà sempre; non
dobbiamo aspettare l’ora della salvezza, perché questa è l’ora
della salvezza. Non abbiamo bisogno di scrutare il cielo in attesa di
una vita migliore, oltre la morte.
E non dovremmo pensare alla morte, poiché essa esiste solo per
coloro che vi credono. La morte che noi conosciamo, e che ci spaventa,
riguarda solo il nostro abito terreno o corpo fisico. Ma noi non siamo
il corpo fisico, bensì siamo l’anima che è immortale e che ha anche
il potere, ancora non riscoperto, di spiritualizzare la materia e quindi
anche il proprio corpo terreno.
Nostro Padre non è un Dio dei morti, ma un Dio dei vivi. Per
avere il giusto atteggiamento di fronte alla vita, è anzitutto
necessario non denigrare nulla di ciò che si presenta ai nostri sensi,
perché tutto ha una causa e, per eliminare quello che non va bene,
occorre eliminare la causa.
Analizzando ogni fenomeno, ci accorgeremo che tutto ha origine
dal pensiero, e poichè il pensiero è il fondamento dell’esistenza,
dobbiamo cominciare col formare e costruire noi stessi.
E mentre costruiamo, tutto ciò che si oppone alla nostra natura
composita, si distruggerà da solo.
Se desideriamo conoscere la pace, non dovremmo andare in guerra.
Non troveremo mai la pace, né il sano ragionare in un mondo squilibrato
di cervelli mal sviluppati.
Dovremmo prenderci cura del nostro corpo, poiché è lo strumento
per mezzo del quale la Vita superiore manifesta la sua grandezza.
Dobbiamo conservarlo in buone condizioni se vogliamo godere delle sue
prestazioni.
Vivendo in un’epoca di intensa attività, dobbiamo essere in
grado di rispondere alle esigenze del tempo.
Ciò richiede una costante attività cerebrale, che può essere
sostenuta solo dall’azione generatrice del sistema nervoso e non dallo
sviluppo dei muscoli (come si crede), che si ottiene a spese delle
funzioni ghiandolari necessarie all’equilibrio mentale.
Il sistema nervoso dipende da una circolazione sanguigna normale,
dall’attività purificatrice del sangue e dal ritmo del cuore che è
condizionato da una respirazione completa
e profonda.
Un corpo normale alimenta pensieri normali e non si allarma mai.
Una mente equilibrata gode di un corpo ben controllato e mai ammalato. Alcuni suggerimenti per la vita pratica.
Se abitiamo in un quartiere pieno di fumo, di nebbia e di cattivi
odori, prima di uscire dalla camera, disinfettiamola con una soluzione
di cinque gocce di acido fenico in un bicchier d’acqua. Prima di
recarci a visitare un ammalato, passiamoci le mani con un po’ di
essenza di eucalipto australiano e, al rientro, laviamole con aceto
bollito. Siamo sempre puliti, ordinati e di buon umore, e non
trascuriamo la respirazione. Togliamoci d’attorno oggetti che ci
richiamano ricordi penosi, per non ricevere suggestioni che non siamo in
grado di dominare.
Non appena abbiamo terminato i lavori, andiamo a letto. Prima di
coricarci, frizzioniamo tutto il corpo con un asciugamano ruvido,
frizioniamo i piedi e, se occorre, passiamoli con un po’ d’olio di
mandorle dolci, profumato. Dormiamo orientati con la testa a Nord. Se la
disposizione della camera non lo permette, cerchiamo di metterci con la
testa a Est, oppure Nord-Est. Mettiamoci
sul fianco destro, non pensiamo a niente, solo, “Respiriamo”
liberamente, seguendo il fluire del respiro, e tutto andrà bene.
Ceniamo almeno tre ore prima di coricarci e non mangiamo nulla
immediatamente prima di metterci a letto. Tuttavia, possiamo prendere
una mela o una quantità equivalente di liquido. Mettiamo ad asciugare
la biancheria che abbiamo portato durante la giornata.
E’ preferibile dormire tra lenzuola di lino o di seta vegetale.
Non facciamo troppi esercizi. Posiamo semplicemente le mani alle
anche, con le dita rivolte verso le reni e, dopo aver vuotato i polmoni,
facciamo qualche respirazione, sollevandoci sulla punta dei piedi.
Nell’espirazione, riportiamo gradualmente al suolo la pianta
dei piedi. Ripetiamo per due o tre minuti, poi incliniamo il mento al
petto, a sinistra, giungiamo le mani sul petto e respiriamo
tranquillamente per qualche minuto.
Poi mettiamoci a letto pensando che è per far riposare il corpo.
Pensiamo solo a respirare e dormiremo bene. Per dormire bene e per risvegliarci bene, passiamo il volto, i polsi e le spalle con acqua fredda, e riavviamoci con cura. Al risveglio. stiriamoci bene in tutti i sensi, come ci suggerisce l’istinto. E’ un mezzo naturale per eliminare i depositi che si sono accumulati durante la notte in tutti gli angoli del corpo. Laviamoci, frizioniamoci con un asciugamano ruvido, ci vestiamo e facciamo un Esercizio di Respirazione. Come controlliamo la respirazione, così è bene che concentriamo la mente a controllare anche il portamento e l’andatura: ce ne abitueremo presto. Il corpo, liberato da pesi inutili, può convogliare tutte le sue forze a ristrutturare i tessuti, anziché essere sempre costretto a lavorare per espellere i rifiuti del metabolismo. Adottando un’andatura controllata, otteniamo molto più di quanto possiamo supporre. Per avere un portamento corretto, occorre rilassare i muscoli, tenendoli sotto il controllo della volontà.
Camminando sulla pianta dei piedi, senza calcare sui talloni,
diventiamo più attenti a quello che succede, respiriamo più
regolarmente e diventiamo capaci di lunghissime passeggiate, senza
affaticarci.
Un’andatura corretta favorisce un atteggiamento mentale più
elevato, e questo migliora la circolazione del sangue e la produzione di
fluido elettrico, dando maggior vigore alle funzioni organiche.
Se saliamo una scala, ci accorgiamo che inspiriamo lentamente e,
trattenendo il respiro, quasi scivoliamo come quando scendiamo, purché
poggiamo su tutta la pianta dei piedi dando al corpo l’oscillazione
giusta. Infondiamo dunque elasticità al corpo con un’attenta
respirazione e rilassando i muscoli; la colonna vertebrale deve essere
sempre diritta. Non
vinceremo mai la debolezza della carne negandola, né coltivando il
pensiero che la mente può tutto. Occorre “dare una partenza” al
fisico, allora la mente riuscirà a dimostrare il suo potere e a
controllare l’attività degli organi.
Per quanti dubbi, malesseri o difficoltà abbiamo, non ce ne
preoccupiamo. Non ci suggestioniamo immaginando pericoli inesistenti.
Non confidiamo agli altri il nostro malessere. Non ricerchiamo la loro
simpatia, poiché la simpatia aumenta il male. Dobbiamo risvegliare in
noi il senso dell’intuizione.
Se abbiamo un raffreddore, respiriamo rapidamente per un minuto,
poi respiriamo lentamente e profondamente per due minuti, chiudendo
fortemente i pugni durante l’inspirazione, e rilassandoli durante
l’espirazione. Poi, facciamo qualche altra respirazione senza chiudere
i pugni.
Se abbiamo anche la tosse, dopo aver fatto l’esercizio appena
indicato, camminiamo in lungo e in largo per la nostra camera, facendo
il Secondo Esercizio Ritmico
con un’aggiunta: inspiriamo
profondamente, tratteniamo il respiro chiudendo i pugni molto forte,
alziamoli all’altezza degli occhi, quindi stendiamo le braccia in
fuori espirando forte con la bocca, tenendo le labbra appena socchiuse.
Esaliamo tutta l’aria che possiamo; rilassiamo i pugni e riportiamo le
braccia in basso. Dopo tre
o cinque minuti di questo esercizio, le correnti nervose si modificano,
i pori si aprono e la pelle diventa attiva.
Se durante la giornata la tosse riprende, ripetiamo lo stesso
esercizio e tutto andrà bene.
Se abbiamo un punto doloroso al fianco, beviamo un bicchiere
d’acqua molto calda e facciamo lo stesso esercizio. La natura è buona
e ci farà conoscere intuitivamente quando abbiamo fatto quello che
occorreva.
Abbiamo bisogno di intensificare la vibrazione, e il Respiro fa
proprio questo. Dobbiamo
entrare in armonia con la Natura, obbedirle e darle i mezzi perché
possa operare da sola, e allora non sbaglieremo più. Sapremo servirci
del potere della mente e dei mezzi necessari per regolarizzare le
funzioni organiche. Allora
non avremo più bisogno di stimolanti fisici o mentali, perché siamo in
grado di ristabilire l’armonia tra le due grandi forze della natura,
il cui equilibrio era stato distrutto per mancanza di comprensione delle
leggi naturali.
Se abbiamo catarro allo stomaco e le mucosità salgono alla gola,
possiamo aiutare la natura a fare un passo in più frizionando il petto
con il succo di una cipolla cruda, poi con un po’ d’olio. Teniamoci
poi al caldo con una flanella di lana. Ripetiamo più volte e vedremo
che il disturbo scomparirà presto.
Non pensiamo mai di essere troppo deboli per cominciare questo
lavoro. Eleviamoci al di sopra di un tale sentimento e chiediamo a
qualcuno, di cui abbiamo fiducia, di fare gli esercizi con noi, o di
aiutarci a farli regolarmente, fino a che saremo riusciti ad allontanare
il male. Possiamo troncare un mal di testa o una nevralgia in un minuto circa, e una febbre in tre minuti. Se avete mal di testa, fate una profonda respirazione una volta e, dopo la seconda inspirazione, bevete un sorso d’acqua. Espirate solo dopo aver inghiottito l’acqua. Bevete tre sorsi d’acqua in questo modo. Se il mal di testa continua, bevete ancora un sorso. Quattro sorsi eliminano sempre il più grave attacco. La febbre viene arrestata e, se continuate a respirare profondamente, sentirete istintivamente che il disturbo è passato. Se ritorna ripetete l’esercizio.
Troveremo in ogni esercizio qualcosa che opera in noi veri
miracoli, senza richiedere sforzi particolari.
Una pratica scientifica, un po’ di buon senso e di obbedienza
alla legge di concentrazione mentale, e il risultato è ottenuto.
Anziché perdere tempo a tormentarci lo spirito per il passato o
per il futuro, impariamo a vivere.
Dopo tutto, il passato non lo possiamo più cambiare e il futuro
non lo conosciamo. Allora perché perdere energia inutilmente? Impariamo
a vivere il presente e saremo più consapevoli ed eviteremo molte cose
sgradevoli. Dobbiamo capire che la facoltà di imparare e applicare dipende dalla capacità del cervello e dall’attività della mente. Quindi abbiamo bisogno di aver più memoria.
Se abbiamo praticato regolarmente gli esercizi, ci accorgiamo che
siamo diventati più risoluti, che le nostre idee sono meno dispersive,
che ci concentriamo con maggior rapidità e capiamo le cose con maggior
facilità.
Abbiamo una maggior capacità di amare e riusciamo ad esprimere
meglio il nostro amore. Abbiamo maggior capacità di fare del bene a noi
e agli altri. Il corpo
diventa più forte, più resistente e più leggero. I centri nervosi del
sistema simpatico, che erano stati anestetizzati alla nascita, si
rigenerano. Allora ci rendiamo conto che un albero buono non dà frutti
cattivi.
Non esistono malattie ereditarie; se abbiamo osservato i fenomeni
della natura, già lo sappiamo. Solo le stesse tendenze producono i
medesimi effetti. Ma la malattia, in sé stessa, non si eredita. E,
d’altra parte, non ci sono malattie. La malattia è un’unità, che
si manifesta in forme diverse. La
malattia non è ereditaria, ma se mangiamo patatine fritte con lo
strutto di maiale, uova al prosciutto e arrosto di maiale con fagiolini,
con un sandwich al prosciutto per dessert, diventiamo reumatici come
nostra madre e gottosi come nostro padre.
La respirazione aiuterà il corpo a sbarazzarsi di tutte le
impurità non appena la mente comincia ad armonizzare con la natura e
noi osserviamo la sua legge.
Non dobbiamo pensare che per disfarsi della malattia sia
sufficiente il negarla. Dobbiamo essere onesti con noi stessi e
ammetterla, mentre cerchiamo contemporaneamente di eliminarne tutte le
cause. Lo Spirito dell’Altissimo ci conduce a ogni verità. Non lasciamoci ingannare e non tentiamo di ingannare gli altri. E’ maturo il tempo per la conoscenza della verità, ed essa si rivelerà nella sua purezza e semplicità a ogni uomo. Prima di parlare dell’efficacia di una scienza qualunque, bisogna conoscerla bene a fondo, e poterne dimostrare i risultati. Non abbiamo il diritto di insegnare una cosa di cui non possiamo rendere testimonianza. Se dimostro la mia fede, se “vivo la fede”, rendo testimonianza a me stesso, e allora, se qualcuno mi interroga posso dirgli quello che so.
Non è necessario che abbandoniamo la nostra chiesa, la nostra
società, il nostro ambiente. Possiamo diventare completi lo stesso. Non
rinneghiamo niente, ma accettiamo semplicemente quello che è giusto,
perché l’onestà sta nel
riconoscere le cose per quello che sono, e con essa viene la
salvezza. Se rinnego, inganno me stesso, e come posso poi attendere il
perdono? Esercizio Ritmico del midollo spinale
Ora arriviamo a un esercizio per il quale dobbiamo piegare le
ginocchia. C’è nella vita di ogni uomo, un momento in cui egli deve
piegare le ginocchia, sia egli giudeo, pagano, cristiano, musulmano o
ateo. Lo scopo principale
di questo esercizio è quello di distribuire i circuiti magnetici per
risvegliare l’attività del midollo spinale e allargare così il regno
del pensiero.
Ciò permette di imparare a ragionare più logicamente e a
percepire, col senso del sentimento, il meccanismo fisico interno del
nostro essere; esso ci conduce, grazie all’attività delle cellule
cerebrali, a realizzare un grado di coscienza perfetta e alla
consapevolezza che noi siamo uno con Dio e colla Natura. Inginocchiamoci
dietro una sedia, piegando entrambe le ginocchia contemporaneamente.
Non lasciamoci cadere pesantemente; facciamolo con grazia, come
abbiamo imparato negli esercizi precedenti.
Tratteniamo il respiro per tutto il tempo che possiamo farlo
senza sforzo, sempre stringendo bene le spranghe.
Espiriamo gradualmente, rilassando le mani. Se non abbiamo una
sedia, portiamo le braccia in avanti, senza tenderle completamente, e
chiudiamo i pugni, come nel Secondo Esercizio Ritmico.
Facciamo questo esercizio per tre minuti e non più di tre volte
al giorno. Possiamo farlo la sera prima di coricarci.
Non preoccupiamoci se percepiamo una sensazione che nasce
all’ombelico e si distribuisce lungo la colonna vertebrale, fino
all’epifisi, e in basso fino all’estremità del corpo.
Questo calore particolare è causato dalla generazione di forza
elettrica nel sistema nervoso, e la freschezza che si sente
tutt’intorno al proprio corpo è dovuta agli effluvi magnetici che
emanano dal più profondo dell’anima.
Questo esercizio porta tranquillità e calma alla mente e rivela
regni di indicibili gioie. Ma quello che fa per noi, dobbiamo scoprirlo
noi stessi.
Non dovremmo praticarlo più di quanto è indicato, perché è
molto forte. Non dobbiamo pensare che, se lo pratichiamo di più, è
meglio.
Questo Esercizio Ritmico è molto efficace. Non appena ci capita
di avvertire che la sedia si sposta davanti a noi e che le ginocchia
tendono a sfuggire al suolo, o se sentiamo delle cariche elettriche al
dorso, rilasciamo le mani e, per tutta la giornata, sospendiamo
l’esercizio. Ogni esagerazione nuoce allo sviluppo equilibrato di tutte le funzioni cerebrali. Le virtù curative di questo esercizio, più che spiegate devono essere sperimentate.
Ci sentiremo diventare gradualmente più coscienti e diventeremo
ogni giorno più saggi. Certe cose che non potevamo comprendere prima,
ci sembreranno molto semplici. Infatti non c’è nulla che non possiamo
intuire o capire e allora ci renderemo conto che la luce, che credevamo
venire dal sole, è la luce del nostro pianeta. Capiremo che, per uno
stato imperfetto dei sensi, ci siamo sbagliati riguardo le opere divine,
che il sole non è un globo di fuoco e che non emana più luce di quanta
ne occorra alla conservazione del suo sistema planetario. Capiremo che
il nostro pianeta si rischiara da sé e che “Io
sono la Luce del Mondo”.
Mentre siamo nella posizione descritta per l’esercizio, senza
alcun pensiero estraneo nella mente, seguiamo mentalmente il flusso e
riflusso del Respiro, dalle narici, alla trachea, ai polmoni.
Dimentichiamo anche il Respiro e ogni espressione del linguaggio.
Per la prima volta proveremo un potente fascino interiore che ci
avvincerà e ripetendo l’esercizio, sentiremo come un avvampare, ma
così calmante e rinfrescante, che ci sembrerà come l’aprirsi di un
mondo fiabesco. E in seguito questo stesso esercizio ci rivelerà una
luce meravigliosa, la luce dell’anima.
Essa illuminerà la nostra mente, ci riscalderà il cuore, rapirà
in estasi, per così dire, il nostro essere fisico.
Allora ritiriamo tutti i nostri pensieri dalla periferia verso il
nostro interiore e sentiremo una gradevole brezza sfiorarci come uno
zeffiro e spandere un dolce sentore, pari al profumo delle rose.
Conosceremo un grado di grandezza che nessun linguaggio può esprimere.
Avanzeremo sempre in questo piano illimitato di progresso senza fine. Esercizio dei centri nervosiLo scopo di questo esercizio è quello di risvegliare i centri nervosi paralizzati e di distribuire le forze accumulate in essi per rivitalizzare le cellule del cervello. IntroduzioneSappiamo che il sistema nervoso è il fattore di maggiore importanza nella nostra esistenza fisica perché è l’organo di trasmissione dell’elettricità, e questa forza elettrica è la vita della forma manifestata. Come il magnetismo è la sostanza nella quale il corpo, l’anima e lo spirito si muovono e hanno l’esistenza, così l’elettricità è per il corpo stesso la sostanza che veicola la sua continua costruzione, e senza la quale la mente non può esercitare la sua attività attraverso il pensiero.
Il pensiero poi agisce sulle cellule cerebrali, e attraverso il
midollo spinale si manifesta ai sensi tramite il sistema nervoso, in
virtù di questo agente generatore che è l’elettricità.
La sostanza elettrica umana è quindi un fattore da non
sottovalutare nel nostro studio, altrettanto quanto la comprensione del
modo di procedere del meccanismo corporeo.
Nell’uomo comune, il sistema nervoso non è in piena attività,
così le cellule cerebrali non possono svelare le grandi e meravigliose
idee che vi sono contenute. Le cellule cerebrali, in un certo senso,
sonnecchiano perché il sistema nervoso non manda al cervello il suo
fluido vivificante.
Esso non è sufficientemente attivo perché la maggior parte dei
gangli, o centri nervosi, sono in uno stato di paralisi. Così il
cervello è parzialmente paralizzato. Spesso ci sembra di avere qualcosa
da dire, ma diciamo di non esserne capaci. Vorremmo intraprendere una
studio, ma dobbiamo abbandonarlo perché non ci entra in testa. Vorremmo
studiare scienze, ma il cervello ci si ingarbuglia: Vorremmo imparare le
lingue, ma non riusciamo a capirle. Vi sono cose che vorremmo sapere, ma
più cerchiamo, più scopriamo che coloro che avevamo creduto molto
sapienti, non ne sanno più di noi, e che tutto il loro sapere è
frammentario e unilaterale. Quando vogliamo andare oltre, non troviamo
più nessuno che sia in grado di illuminarci e, d’altra parte, da soli
non riusciamo ad avanzare. E questo è il punto in cui ci troviamo.
Ogni cellula racchiude nel suo intimo il grande segreto di tutte
le numerose forme di esistenza nell’universo e se tutte le cellule
cerebrali fossero sviluppate, vedremmo questa vita, e ogni vita, come un
libro aperto davanti agli occhi. Ma
il cervello, come è attualmente, non è capace di fare questo lavoro.
Nel selvaggio è addormentato perché non è ancora giunto il
tempo della sua evoluzione e nell’uomo civile per l’inattività dei
gangli nervosi. Pensiamo alla facilità che avremo quando questi centri nervosi si saranno risvegliati, pensiamo alle enormi realizzazioni, pensiamo alle straordinarie possibilità ! Quello che facciamo ora è bene, ma possiamo fare meglio. Potremmo, ad esempio, utilizzare il nostro buon senso per elevare l’umanità. Quando nasce un bambino, dovremmo essere molto cauti. Per ignoranza facciamo degli errori molto gravi. Separiamo il figlio dalla madre tagliando il cordone ombelicale in un modo veramente barbaro; lo shock ricevuto dal fisico delicato del bambino è semplicemente irrimediabile. Il suo intero sistema nervoso rimane ferito e solo molto tempo dopo alcuni centri rivivono e ritrovano la loro attività, mentre gli altri restano paralizzati. Vi sono dei centri che rimangono attivi anche dopo lo shock. Se alcune cellule nervose che corrispondono a determinate funzioni cerebrali, e se taluni centri necessari alle operazioni mentali e all’uso degli organi sensori, non ravvivano la loro attività, se lo shock colpisce la zona frontale della testa, il bambino diventerà idiota. In questo caso, le funzioni della parte posteriore della testa ricevono sufficiente energia per sviluppare cellule cerebrali di natura immaginativa, le cui tendenze fluttuanti crescono a causa dell’inattività delle cellule intellettuali. | |||||||||||