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Ego culturale

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Mentre nell'Ego sociale vi può essere sia dipendenza sia indipendenza mentale, nell'Ego culturale vi può essere solo dipendenza mentale. Vediamo meglio. 

Il settimo ed ultimo tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l'Ego culturale. Abbiamo definito l'Ego culturale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di persona di cultura, che "sa" qualcosa. Analizziamo quindi tale definizione. 

"un insieme di pensieri di Credenza..."

L'Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l'Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E' lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell'Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell'Anima che si "cristallizza" e diventa Sapienza di Credenza, cioè l'Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l'umiltà verso l'Assoluto, l'unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l'Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell'Assoluto da parte dell'Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l'Anima) perde totalmente la Fede.

"...di un corpo che crede di avere..."

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l'Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

"...una identità di persona di cultura, che "sa" qualcosa"

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi "mette" il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E' così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest'idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull'associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego maschile, il quale indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l'Ego femminile, il quale invece indica quell'Ego che ci dà un'idea di quale sia l'emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E' in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l'Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l'Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un'idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Così come nell'Ego familiare e nell'Ego amicale, anche nell'Ego sociale si crea un'identità di gruppo. L'Ego sociale, in particolare, interessa tutte le persone in quanto tali, cioè in quanto umani. Ciò che quindi contraddistingue l'Ego sociale è la creazione di un'identità di gruppo legata all'esistenza stessa degli esseri umani, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno (Ego familiare) o che li si abbia frequentati sin dalla più tenera infanzia o meno (Ego amicale).

L'Ego culturale è anch'esso un'identità di gruppo. In particolare, si tratta di un aspetto dell'Ego legato alla conoscenza del soggetto egoico. E la conoscenza, in quanto tale, è costituita da pensieri ed è cioè un aspetto mentale. O meglio, ci può anche essere un aspetto emotivo in un ego culturale, ma non è requisito necessario affinché tale Ego esista, affinché cioè l'Ego abbia una propria identità di gruppo in quanto persona che "sa" qualcosa. Il sapere oggetto dell'Ego culturale può essere di qualsiasi tipo di conoscenza, immanente o trascendente.

L'Ego spirituale, infatti, non si distingue dall'Ego umano per l'oggetto conosciuto (immanente o trascendente), quanto piuttosto per la diversa visione riguardo al rapporto con ciò che è altro da sé: l'Ego spirituale vede tutto ciò che esiste in un rapporto tra classi (inferiore o superiore), mentre l'Ego umano vede tutto ciò che esiste in un rapporto tra gruppi (umani). Nel primo caso, cioè, si sottolinea il diverso livello di verità della visione (il che presuppone, egoicamente, la conoscenza della verità assoluta) mentre nel secondo caso si sottolinea il diverso contenuto di verità della visione.

L'Ego spirituale è quindi un Ego tra diversi livelli di verità, l'Ego umano è invece un Ego tra diversi contenuti di verità. Nel primo caso si presuppone la conoscenza della verità assoluta, nel secondo no.

L'Ego culturale è per definizione un aspetto dell'Ego assoluto, va da sé perciò che l'Ego assoluto è anche un Ego culturale. L'Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell'Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

 

 

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