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     Economia alternativa di Damanhur

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3/2/2005

Secondo la filosofia damanhuriana il denaro è un importante strumento da imparare ad usare correttamente per concretizzare i propri sogni. I soldi non sono né buoni né cattivi: è il fine per il quale vengono utilizzati che fa la differenza.

In questo periodo storico, senza denaro non è possibile esistere e, quindi, nemmeno diffondere nuove idee, sogni e speranze per un futuro diverso per l'Umanità.

Contemporaneamente alla nascita di Damanhur, nel 1977, sorge quindi la necessità di dare un nuovo valore all'uso del denaro al fine di superare sia gli eccessivi egoismi individuali, sia l'idea che spiritualità significhi povertà. Il risultato concreto di questa meditazione è la moneta damanhuriana: il Credito.

Lo stile e i disegni sono cambiati nel tempo, rispecchiando l'evoluzione delle arti damanhuriane. L'utilizzo del Credito viene regolato e amministrato dall'Associazione Damanhur.

Il sistema economico di Damanhur si basa principalmente e fondamentalmente sull'idea di CONDIVISIONE.

Damanhur è nata ed è cresciuta grazie all'applicazione coerente dell'idea di beni e ricchezza comuni. All'inizio, prima ancora dell'inaugurazione del primo villaggio-comunità, il gruppo dei fondatori decise di mettere in comune i risparmi personali di ciascuno e fu così possibile acquistare i terreni e costruire le prime abitazioni.

In quel periodo, gli interessi bancari erano decisamente elevati, e alla comunità occorreva poter disporre da subito di liquidità in modo tale da consentire, da un lato, di avviare tutte le attività interne che si stavano formando e dall'altro di investire denaro per proseguire i lavori di edificazione delle case e di acquisto dei terreni. Si decise di utilizzare delle specie di "buoni" che potessero di fatto sostituire il denaro nella circolazione interna di scambi e permettere al tempo stesso ai cittadini di utilizzare la moneta italiana per l'acquisto di materiali e proseguire l'insediamento della comunità.

Questo tipo di "buono" ? chiamato in maniera umoristica "IL CREDITO" ? doveva di fatto sostituire l'uso del denaro all'interno della comunità e sostenere i servizi e, poiché questo sistema funzionava, venne stabilito di continuare ad emettere crediti in una quantità definita ad ogni ingresso di nuovi cittadini. Ad ogni credito emesso, corrispondeva un eguale numero di lire depositate in banca ed utilizzate per altri investimenti, il valore del credito, infatti, a quell'epoca, era comparato al valore delle lire italiane: 1 credito corrispondeva a 1000 lire.

Nel frattempo, la comunità si era stabilizzata ed aveva avviato diverse attività e servizi al suo interno, di cui i cittadini facevano ampio utilizzo, sempre attraverso l'uso del Credito che, quindi, aveva un'elevata velocità di circolazione. In questo modo la distribuzione e la formazione della ricchezza e dei beni era maggiore, poiché avveniva attraverso l'utilizzo del Credito e c'era, conseguentemente, molta distribuzione e una rapita transizione della nostra valuta complementare.

C'è da ricordare, ancora una volta, che in quel periodo (siamo all'inizio degli anni 80) gli interessi bancari erano molto elevati e perciò si decise di istituire un sistema di deposito interno svincolato da questi interessi, e far sì che il Credito sostituisse completamente la lira nella circolazione interna. Proprio in quegli anni, infatti, ci furono seri problemi con le banche italiane, che avevano concesso finanziamenti alla comunità e in seguito, dopo averli già avviati, li ritirarono senza preavviso, lasciando Damanhur economicamente esposta. Di lì a poco si scoprì che anche altre comunità in formazione erano state sottoposte allo stesso trattamento, allo scopo di scoraggiarne i tentativi di crescita, attraverso veri e propri "ricatti" dal punto di vista finanziario.

Così, un poco alla volta, per quanto riguardava il Credito si andò nella direzione di sostituire la garanzia di denaro corrente con beni immobili acquistati man mano dalla comunità in modo tale da non vincolare necessariamente il denaro depositato che poteva servire come liquidità. In breve tempo ci si trovò ad avere una valuta interna svincolata dai depositi che avevano permesso di formarla.

Nel 1984 il Credito ricevette un valore di cambio non più stabilito in modo fisso. Il suo valore venne, da quell'anno, deciso dai responsabili della Federazione, per consentirne una gestione più fluida in armonia con l'evolversi dell'economia interna.

Venne anche istituito per la prima volta un "Economato" centrale per tutti i cittadini residenti, frutto di una piena gestione comunitaria delle risorse conquistate negli anni precedenti. Nel contempo fu accentuata e favorita la spinta a sostituire un regime misto al precedente regime di produzione che era interamente controllato dalla Città-Stato.

Si decise perciò di organizzare due servizi ben distinti:
- una sorta di "istituto di emissione", lo stesso che tuttora mette in circolo nuovi crediti a fronte di un corrispettivo valore in case e terreni (garantito da una cooperativa immobiliare di cui tutti i cittadini sono soci e comproprietari di quote);
- un secondo servizio che, avendo invece a copertura lire italiane, metteva e mette a disposizione prestiti di denaro liquido agli appartenenti della comunità per eventuali attività nascenti. In questo caso, si tratta di attività che si riconoscano in finalità etiche e sociali legate allo sviluppo degli ideali della Federazione.

Grazie a questo sistema del doppio servizio (emissione e prestito) in qualsiasi momento si rendesse necessario immobilizzare il sistema, tutti i crediti avrebbero la necessaria copertura.

Talvolta si è presentato il problema di avere scarsa circolazione di Crediti e di doverli sostituire con lire, così come, viceversa, in momenti di ristrettezza c'è stata più richiesta di crediti che di lire, ma nel complesso questo sistema si è rivelato molto vantaggioso.

Alle persone che avevano un lavoro all'esterno della comunità o un'attività che producesse reddito venne chiesto di trasformare regolarmente una parte delle loro entrate in crediti e di utilizzare gli stessi per dare un valore al sistema di scambio di servizi fra i cittadini. Poiché si desiderava un sistema che, anche simbolicamente, potesse essere "quantificato" e poiché una delle basi della nostra cultura è l'importanza del gioco e dell'umorismo, si decise di produrre delle monete reali.

Il credito fu emesso in momenti diversi in carta, ceramica, argento, oro, o altri materiali sempre con uno stile artistico ben caratterizzato e collegato alla tradizione di Damanhur.

La penultima emissione di crediti risale al 1999 (anno 24 di Damanhur; il valore corrente del Credito in moneta italiana è di 1400 lire, in moneta europea è di 72 centesimi di Euro) e attualmente il valore del Credito è comparato al valore dell'Euro, per il quale sono state emesse nuove monete con disegni e pezzature diverse dai precedenti.

Per comprendere pienamente la funzione del credito all'interno della società damanhuriana è necessario analizzare brevemente lo sviluppo dell'economia della
Federazione. Accanto all'idea di condivisione, la filosofia di vita damanhuriana e quindi anche l'economia si basano sul principio della responsabilità e sull'incentivazione dello sviluppo dei talenti e delle potenzialità personali

Sin dalla fondazione (1977) la Costituzione adottata da Damanhur aveva già in sé i semi per l'introduzione ed il rafforzamento della libera iniziativa, intesa come mezzo per aumentare la ricchezza comune.

Ad esempio, esisteva una sezione dedicata alla proprietà ed all'indirizzo economico che stabiliva che in casi particolari poteva essere assegnata la conduzione di attività ai cittadini, con devoluzione dei vantaggi alla comunità e un simbolico compenso agli assegnatari.

All'interno della Costituzione stessa, però, era già previsto che questo sistema sarebbe rimasto in vigore solo fino al raggiungimento della piena autosufficienza: da quel momento al regime di produzione interamente controllato dalla Città-Stato si sarebbe sostituito un regime misto, come spazio all'iniziativa "privata" ed alla "privatizzazione" dei proventi.

Questo sistema, in cui l'organizzazione statale assumeva un ruolo preminente, era applicato anche nell'economia comunitaria, attraverso una funzione estremamente dirigistica del Governo della Comunità ed alla attribuzione alla sola "Città-Stato" dei mezzi di produzione.

Nei primi anni si rese necessaria questa impostazione non perché fosse emulatrice di sistemi totalitari o comunisti, ma per garantire un'impronta solidale e comunitaria al lavoro ed alle attività. Nello sviluppo e nella crescita dell'economia damanhuriana si è passato da fasi più comunitarie a fasi più libertarie.

Nel 1989, per la prima volta fu introdotto il concetto di Nazione e l'acquisito spirito comunitario consentì di considerare ormai recepito, nella consolidata Tradizione, l'impegno al benessere comune anche nei lavori privati, che nel frattempo avevano assunto una rilevanza ed uno sviluppo sempre più ampi nell'organizzazione sociale.

All'inizio, poiché esisteva un'economia più "comunitaria" il Credito circolava più facilmente, mentre, quando si passò ad un'economia più individuale, il credito girava con meno facilità, soprattutto perché ogni attività, all'inizio, aveva l'esigenza di importare beni esterni e quindi aveva bisogno di utilizzare in ampia misura la lira. Questo ha creato per alcuni anni un "empasse" ma, lentamente, con l'assetto di questo sistema, anche i singoli hanno iniziato a vedere il vantaggio dell'uso e della circolazione del Credito.

Tutt'oggi, pur essendoci interessi bancari più bassi di un tempo, la possibilità di svincolare la Federazione dalla necessità di ricorrere a banche esterne permette di non essere sottoposti a ricatti. La direzione che si intende perseguire è quella di arrivare a creare un'azienda di credito vera e propria, con debite autorizzazioni, da proporre anche a comunità simili a Damanhur.
Ci sono poi tutta un'altra serie di vantaggi legati all'uso del Credito: una moneta propria, infatti, indirizza più facilmente l'economia interna di una comunità, e consente di distinguere i prezzi dei servizi da quelli dei beni di consumo e di abbassare il costo degli stessi per i cittadini.

Oberto Airaudi, l'ispiratore di Damanhur, in uno scritto di alcuni anni fa intitolato "Lavoriamo per la primavera" prevedeva infatti un sistema basato sullo scambio di servizi, atto a deflazionare continuamente i sovraccarichi economici che altrimenti si sarebbero creati ogni qualvolta si dovesse pagare un servizio ricaricandolo di eccessivi guadagni. Viceversa, in una rete solidale, le persone hanno la possibilità di scambiarsi beni e servizi al valore effettivo di costo del bene e del servizio stessi.

Oggi Damanhur sta iniziando una nuova fase, in cui il Credito assume sempre più valore ed importanza negli sviluppi futuri, sia come valuta all'interno della Federazione sia come possibile bene di scambio utilizzabile fra comunità diverse confederate fra loro.

In questa fase storica sarebbe possibile, inoltre, effettuare considerevoli prestiti interni in crediti per lanciare con più vigore attività di Damanhur che sostituiscano le corrispondenti attività ad alto consumo esterne alla Federazione, in particolare quello legate all'agricoltura e ad alcuni settori dell'artigianato. Il risultato immediato che ci si aspetta è un considerevole aumento della ricchezza interna.

Nell'elargire questi prestiti si terrà conto della distinzione esistente fra valore aggiunto (lavoro) e beni necessari all'attività; ad esempio, è possibile fare un prestito interno in lire per l'acquisto di macchinari ed attrezzature mentre il lavoro, inteso come scambio risulta come un prestito anticipato in crediti.

Il Credito, infatti, ha realmente il valore di essere un "credito": si anticipa, cioè, il valore del lavoro con un mezzo di scambio.

In questo modo è possibile ridurre di circa 2/3 l'esborso in denaro verso l'esterno e così facendo è possibile mantenere più basso il costo di produzione di beni ad alto valore aggiunto in termini di lavoro. Senza questo meccanismo nessuna economia agricola, ad esempio, sarebbe in grado di reggersi in relazione all'economia esterna.

E' l'utilizzo di una moneta propria, come il Credito, in questo caso, che rende possibile ad una piccola economia di affermarsi, nonostante la globalizzazione dei mercati.

In base a questa teoria, la difesa del mercato e di attività ad alto valore umano (valore aggiunto) nei confronti di un mercato globale ? e a tempo stesso la possibilità di partecipavi - è data dal fatto che possano esistere alcune grandi monete mondiali di riferimento insieme a piccolissime monete a gestione più limitata nelle varie comunità umane. Questo sistema è perciò davvero in grado di sostituire inutili "divise" nazionali (monete) la cui grandezza media diventa sovente un ostacolo. Il vantaggio economico è dato, dunque, da una valuta applicata o sul molto grande o sul molto piccolo.

Di recente, inoltre, gli economisti della Federazione si sono resi conto che c'è una differenza fra il Credito che il cittadino ha concretamente nelle sue mani e il Credito che avrà necessità di usare in un tempo futuro.

Poiché all'interno della Federazione c'è continuità fra i consumatori e la produzione di beni e di servizi - che si basano appunto sull'idea di un'economia solidale, fra persone che offrono una garanzia di fiducia reciproca ? ha reso possibile utilizzare dal 1996 quelle che vengono definite "lettere di debito"(anticipi di credito). Esse permettono, in pratica, di lanciare una moneta individuale anticipata all'interno del sistema economico, proprio come fossero anticipi sulla fiducia di ricavi futuri.

Con questo sistema, si supera il problema delle emissioni nella circolazione monetaria del credito, perché, così facendo il sistema si auto regola. Dato che si tratta di un prestito anticipato sulla fiducia, esso non richiede emissioni, e di conseguenza non necessita copertura. In pratica, se io ho bisogno, ad esempio, di mille crediti e non li ho, li anticipo con una lettera di debito, che man mano sostituisco con denaro guadagnato e vado via a via ad annullare il credito virtuale futuro emesso sulla fiducia.

A differenza quindi dell'emissione centrale, di cui la Federazione è garante o con beni immobili o con altre valute quale copertura dei crediti emessi, il sistema delle lettera di debito è garantito dalla responsabilità del singolo che la emette - egli stesso è il garante della valuta - e solo per il valore per il quale si è impegnato.

Il sistema delle lettere di debito è vantaggioso da più punti di vista, in quanto non richiedendo un'emissione diretta di crediti non rischia di inflazionare il sistema. Chi accetta lettere di debito lo fa valutando di accettare la solvibilità dell'emettitore, perché non è uno sconosciuto, ma un altro membro della comunità.

Tutto ciò che è stato proposto ed esaminato in questo scritto si basa su alcuni presupposti fondamentali è imprescindibili, primo fra tutti la creazione di un sistema basato sulla fiducia, sulla solidarietà e sulla responsabilità. Tutto questo non sarebbe evidentemente possibile in sistemi che si fondano su valori totalmente diversi.

La Federazione di Damanhur, è da sottolineare, ha basato la sua storia e la sua crescita su principi fondamentali ideali molto forti, e, a proposito dell'economia, la più recente versione della Costituzione (dicembre 1998) cita: articolo 10. Il cittadino damanhuriano contribuisce con le proprie risorse, con il proprio lavoro ed in ogni altro modo al mantenimento economico personale e di tutta la Federazione. Il fondo comune partecipa agli investimenti di interesse generale in armonia con il principio di solidarietà. Tutti coloro che lasciano la popolazione non avanzano alcuna pretesa di carattere economico nei confronti di essa e non hanno diritto a quanto in essa versato.

Oggi, forti di oltre 20 anni di esperienza, Damanhur si sente pronta a condividere con altre realtà comunitarie il percorso fin qui compiuto, e nel proporre il suo modello vuole anche sottolineare il valore che una valuta complementare comune potrebbe assumere nella micro economia di tante comunità sparse per l'Europa e per il Pianeta.

Per questa e per tante altre ragioni, Damanhur si fa promotrice di un progetto di Confederazione fra comunità attraverso il quale creare un sistema concreto di scambi, una valuta comune e una banca etica che permetta alla ricerca e ai progetti delle singole realtà locali di crescere e di svilupparsi anticipando l'unione fra gli Stati (in Europa, ad esempio) potendo poggiarsi sul valore di piccole realtà sostenute da gruppi umani collaudati e solidali.

Il Credito di Damanhur

Damanhur ha creato un proprio sistema di valuta complementare: il Credito. Il Credito ha lo scopo di sviluppare una nuova forma d’economia basata su valori etici di cooperazione e solidarietà. Il sistema di valuta complementare damanhuriano ha un alto valore ideale ed è stato realizzato per riportare la valuta al suo significato originario: essere un mezzo per facilitare lo scambio, basato su un accordo fra le parti. I damanhuriani cercano attraverso questo sistema di valuta di “ripulire” il concetto di denaro e, anziché considerarlo un fine esso stesso - oggi spesso legato all’idea di speculazione e d’attività sul limite del lecito - lo considerano uno strumento funzionale agli scambi materiali e di servizio.

Nel pieno rispetto delle leggi italiane, fermi restando gli obblighi amministrativi in capo ai singoli operatori interessati, gli acquisti presso tutte le attività economiche presenti in Damanhur prevedono e privilegiano la circolazione del Credito come sistema di scambio interno. Oggi, sempre in forma convenzionale, il Credito assume lo stesso valore dell’Euro ed è accettato in molti negozi e servizi della Valchiusella, aderenti al circuito e gestiti da persone del luogo.

All’arrivo a Damanhur è possibile procedere alla conversione della propria moneta presso il Welcome Office o negli appositi distributori dislocati nel territorio. I Crediti eventualmente non utilizzati potranno essere agevolmente riconvertiti nuovamente in Euro, in qualunque momento.

 

  

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