Domanda da parte di A:
Carissimo Metatron, sono sempre stata convinta che donare gli organi
rappresenti un atto di amore verso il prossimo.
Ora però vengo
a conoscenza che qualunque autopsia o lesione, fino a quando non siano
trascorsi tre giorni dal trapasso, procuri un certo disagio ai corpi sottili.
Confesso di sentirmi alquanto confusa, potresti aiutarmi a fare chiarezza?
Grazie, ti voglio bene.
R: “E’ penoso
parlare di questo argomento, molto penoso. I fautori di questa “verità”,
anche i teologi, i religiosi, affermano che è un dono d’amore.
Riteniamo che è necessario che voi sappiate questo. Non bastano le 72 ore per
il decadimento che le cellule di Luce hanno per poter essere liberate dalle
creature che costituiscono le geometrie sacre del vostro corpo. I corpi
vengono depredati quando sono ancora vivi. C’è una morte cerebrale che non
significa affatto che la creatura sia morta. Queste creature vanno incontro a
una predazione degli organi e sono vive, tanto si è che – l’avrai letto
sicuramente sul tuo pianeta – quante persone cambiano personalità o hanno
ricordi che non gli appartengono.
Per tutta la vita colui che riceve dovrà prendere delle compresse che
inibiranno il rigetto. Eppure, durante le fasi della vostra vita, gli organi
vengono rigenerati più e più volte e dopo un po’ un cuore, un fegato, lo
stomaco, l’intestino, un polmone, la vescica, qualsiasi cosa trapiantata
dovrebbe diventare carne della vostra carne, tuttavia non è così.
L’estraneo rimane tale dentro di voi e quindi che cosa significa? Che quelle
cellule non moriranno mai, e che hanno una loro coscienza, una loro esperienza
della creatura cui sono appartenute.
Se la persona smette di prendere il farmaco morirà perché immediatamente
l’oggetto trapiantato dirà: io non ti appartengo, non voglio vivere con te.
Ritengo che tu debba informarti, non tanto sull’etica spirituale di tutto
questo, che può avere delle implicazioni molto penose e delle quali non
voglio parlare, ma proprio sull’eticità della forma.
Chi e che cosa decide che un essere vivente che respira è morto? Quante
persone che si sono trovate nel coma improvvisamente sono ritornate alla vita?
Chi e quale coscienza decide che io strappo un cuore dal petto di una creatura
che ha 18, 19, 20 anni, e una vita in un mondo che non vedo e non capisco, ma
c’è, e lo metto al posto del cuore di qualcuno, che magari ha sciupato la
sua vita. Chi stabilisce che una madre debba piangere un figlio, perché gli
viene strappato il cuore, perché in coma o perché ne ha necessità
un’altra e un’altra debba ridere? Quale è il dolore delle due madri che
pesa di più? Se Dio avesse voluto che gli organi nascessero, essi
rinascerebbero ed è così che deve essere.
Voi avete una capacità di rigenerazione straordinaria, siete in grado di fare
cose meravigliose, ma avete dimenticato tutto. Preferite come avvoltoi
bracconeggiare sul corpo di altri. Che ne sarà delle cellule di Luce di
quella creatura che sono nel corpo di un altro, che vivono e ricordano –
ricordati che ogni cellula ha un DNA, che ogni cellula ricorda ogni singolo
frammento della vita dell’altra persona e deve stare in un corpo che non sa
niente di lui e lui non ne sa niente. L’unica impronta che c’è è che
entrambi palpitano di Luce, ma in un linguaggio che non è compatibile.
Vorrei che rifletteste sull’assassinare le creature in questo modo … Tu
sai che, per poter dare origine a un trapianto la creatura deve essere viva,
irrorata, vivente e il suo cuore pulsante. Forse ignori che, sino a qualche
tempo fa, su queste creature veniva fatto l’espianto degli organi senza
l’anestesia. E se l’altro sentisse? E se capisse ogni cosa, ma non potesse
comunicare? Solo da qualche tempo, da poco più di una decina d’anni del
vostro tempo lineare, è stata istituita una leggera anestesia per queste
creature.
Pensaci… Non si tratta di un dono d’amore. O quantomeno chi lo fa crede
che lo sia, ma molto spesso si tratta di tabelle, di numeri, di risultati e di
reparti. Quello che non sapete è che la maggior parte dei trapianti riescono
senza dubbio dal punto di vista tecnico, ma nel post-operatorio le creature
muoiono. C’è qualcosa che non può sostituirsi a Dio ed è la protervia
della scienza. Nessuno vi obbliga a pensare che questo sia giusto o sbagliato.
Se volete donare, donate. Se volete non donare, non donate. Ma domandatevi a
che serve. A che cosa serve e soprattutto a chi ne trae il massimo vantaggio.
Con il trapianto voi non applaudite alla vita perché la persona non è sana.
Avrà per tutta la vita questo farmaco da prendere e il suo tempo è a tempo.
Onorate le creature che hanno donato gli organi, magari a loro insaputa perché
i loro genitori hanno disposto in questo senso e ripensate alla frase che dite
sempre: “un pezzo di me vivrà nell’altro”, “un pezzo di mio figlio
continuerà a vivere”. E’ proprio così: pensate che una creatura che
lascia la vita desideri vivere un aborto di vita all’interno del corpo di un
altro? Usurpando l’essenza divina di questa creatura? Non credo proprio.
Provate infinita misericordia per chi compie questi gesti inumani non
conoscendo le implicazioni spirituali.
Non è giusto che
assassiniate creature che non conoscete in nome della salute di un altro,
perché non si tratta di questo, si tratta dell’abilità e dell’assoluta
cupidigia del compiere un gesto simile a Dio. E chi lo fa s’inebria di
questo potere e non gli importa nulla di ciò che accade dopo l’operazione,
gli importa che tutto funzioni perfettamente, che le sue mani simulino Dio nel
riprendere a far battere un cuore nel petto di chi ne ha uno logorato o nel
dare un nuovo fegato a chi magari ci ha bevuto troppo sopra.
Prima di uccidere una creatura, pensateci. Anche se avvolto nel sonno del coma
voi non sapete nulla del cervello, pensateci prima di uccidere un essere
vivente solo perché non siete in grado di comunicare con lui. E’ questo il
messaggio che voglio che vi arrivi. Così come non è giusto in un animale
trapiantarne il cuore di un altro per vedere se funziona, e tutti gli
animalisti e i vivisezionisti si sono schierati contro questa pratica così
orribile. Perché nessuno si schiera contro l’uccisione di esseri umani?
Lungo le strade dei vostri pellegrinaggi informatevi su ciò che è la verità.
Vi sono catene di orrore che riguardano i trapianti. Che riguardano i bambini
senza valore, le persone che nessuno ricorda e che non hanno un nome, che sono
vivi come i vostri figli, come le persone che conoscete, ai quali non viene
data nessuna scelta.
Ve lo ricordo: quando venne l’onda dal mare, che si portò via le famiglie,
i primi ad arrivare negli ospedali furono gli orchi, quelli che presero i
bambini e li vendettero come organi. Furono i primi ad arrivare.
Ricordatevelo!
La vita di un innocente è uguale alla vita di quello che amate e che vi darà
il cuore, i polmoni o i reni. Egli è innocente come quello che amate. A
presto.”
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