Il Risveglio dell'Umanità
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1. DIVINITA' E SPIRITO - 2. FILOSOFIA ED ARTE

Data ultimo aggiornamento: 9 giugno 2009

1. Divinità e Spirito

Chiarimenti sulla Divinità

Discipline dello Spirito

Perché Dio esiste

La manipolazione del tempo

Origine del Vuoto

Processo di creazione del Punto Zero

OM ed AMEN

Il Pensiero

Unione tra spirito e forma

La forma-pensiero

Anche gli atei hanno una metafisica

Lo spirito è imprevedibile

 

2. Filosofia ed Arte

Elogio della Filosofia

Cosa, come e perché

Vero Apprendimento

Qualità e Quantità

Filosofia logica

Filosofia Non Logica

Analisi teoretica dello Spirito

Intento ed autoanalisi

Discipline dello Spirito

Sapere

Analisi filosofica

Analisi artistica

Domande & Risposte correlate

 

1. Divinità e Spirito

Quando l'Assoluto (Brahman) scelse di fare esperienza di sé, pensò a come avrebbe potuto fare e si rese conto che vi era solo una possibilità: avrebbe dovuto creare all'interno di sé (non poteva certo farlo all'esterno dato che l'Assoluto è infinito) delle Sostanze finite e attraverso la Vita di queste Sostanze avrebbe potuto fare esperienza di sé. Come avvenne il passaggio dal Vuoto Assoluto ad un Vuoto Assoluto con all'interno delle Sostanze finite? 

Per creare la prima Sostanza finita, l'Assoluto semplicemente usò la Volontà: essendo onnipotente, la sua capacità creativa è ovviamente istantanea. Creò quindi con un atto di Volontà la prima Sostanza finita, quella che abbiamo chiamato Punto Zero, Anima Padre o Vuoto. Tale atto di Volontà, costituito da un comando (Mente) e da un desiderio (Amore), generò all'interno del Vuoto dell'Assoluto un vortice di Aria (vuota, ossia non particellare: puro Spirito); tale vortice d'Aria, a contatto con il Vuoto circostante, creò per attrito del Fuoco (vuoto, ossia non particellare: puro Spirito). L'Aria cominciò a modellare il Fuoco in una forma sferica, all'interno del vortice. Tale sfera di Fuoco, girando su stessa nel vortice d'Aria, cominciò a prendere sempre più densità fino a divenire un'ammasso di plasma. Una metà del vortice d'Aria si stacco dall'altra metà portando con sé la sfera di Fuoco e smise di girare, e l'ammasso di plasma di quella parte di vortice divenne Terra (vuota, ossia non particellare: puro Spirito). L'altra metà del vortice d'Aria rimasta continuò invece a girare ed aumentò anzi sempre più la velocità, fino a che l'ammasso di plasma divenne Acqua (vuota, ossia non particellare: puro Spirito).

Tali 4 elementi di puro Spirito, che alla vista possiamo vederli come 4 sfere di Luce ma di diversa consapevolezza, si fusero tra loro e diedero vita alla Sostanza prima: l'Anima Padre o Vuoto finito o Punto Zero (Brama). Il suono emesso da tale Sostanza prima è il suono AMEN (o AMIN).

L’Anima Padre è la  Divinità maschile a livello spirituale e si trova, come tutte le Anime, nei Piani di Luce, si differenzia però da tutte le altre Anime perché consiste di tutti i Piani di Luce nel loro insieme, è insomma una sfera più grande delle altre a livello spaziale ed è pura Energia. Cioè la grande sfera di Luce che contiene in sé i Piani di Luce altro non è che la Divinità maschile.

La Divinità femminile a livello spirituale è invece una singola Anima nei Piani di Luce, è in particolare la prima Anima creata dall'Anima Padre, formata da Energia Magnetica. Chiameremo questa Divinità femminile a livello spirituale con il titolo di Anima Madre (o Vishnu). In seguito alla fusione tra Anima Padre ed Anima Madre si è formata l'Anima Figlio, dalla quale sono state create tutte le altre Anime e tutte le altre forme di Spirito (Spiriti collettivi, scintille divine).

A livello umano, invece, la Divinità maschile è quel corpo umano di sesso maschile che, attraverso il proprio processo di evoluzione, è riuscito ad incarnare in sé l'Anima Padre (infatti non sempre nasciamo e muoriamo con la stessa Anima). Tale corpo umano maschile lo chiameremo d'ora in poi con il titolo di Dio (o Shiva).

A livello umano, invece, la Divinità femminile è quel corpo umano di sesso femminile che, attraverso il proprio processo di evoluzione, è riuscito ad incarnare in sé l'Anima Madre. Tale corpo umano femminile lo chiameremo d'ora in poi con il titolo di Dea (o Shakti).

L'Anima Madre è la Creatrice di tutte le Anime, di tutte le forme di Spirito (salvo l'Anima Padre) e dello spazio-tempo (tutto della sua stessa essenza, Energia Magnetica); mentre l'Anima Padre è il Creatore di tutte le Anime, compresa l'Anima Madre: l'Anima Padre è lo Spirito dell'Assoluto nel finito ed ha quindi consapevolezza infinita.

Il corpo di Gesù fu generato dall’accoppiamento tra Dio e Dea.

1.1 Chiarimenti sulla Divinità

Definizione di Spirito secondo le varie tradizioni spirituali

Le tradizioni spirituali dell'umanità non hanno tutte la stessa visione di cosa si intenda con Spirito, generalmente ci si riferisce a qualcosa che è al di là del corpo fisico e che rappresenta la parte più profonda e più vera di noi stessi. Esiste comunque tra tutte le tradizioni un "minimo comune denominatore" rappresentato dallo scopo: infatti tutte mirano ad una sempre maggiore unità tra la parte spirituale e la parte fisica.

 

E' doveroso innanzitutto sottolineare che non sempre è chiara la distinzione tra Etere e Spirito: spesso infatti si fa un unico calderone di tutto ciò che non è percepibile con i sensi, non distinguendo cioè quella parte non fisica che è comunque parte dello spazio-tempo (Etere) da quella parte non fisica che è invece al di fuori del nostro spazio-tempo (Spirito). Ciò di cui noi parliamo in questo articolo è solamente la parte non fisica al di fuori del nostro spazio-tempo, cioè lo Spirito.

Possiamo distinguere due linee di pensiero diverse all'interno delle tradizioni spirituali: esistono tradizioni che credono che lo Spirito sia nato dal nulla e tradizioni che credono invece che lo Spirito sia stato creato da un Creatore.

Per chi è più in sintonia con la prima diramazione delle tradizioni spirituali (Spirito nato dal niente), che possiamo definire atea, non ha alcun senso parlare di Divinità se non per indicare tutto ciò che esiste: questa visione cioè crede che tutto e tutti sono Dio. Tra questi poi vi sono quelli che credono che ogni singolo Spirito sia Dio, e quelli che invece credono che Dio sia l'insieme di tutti gli Spiriti.

Per i primi, Dio è quindi da intendersi come essere finito (per alcuni in senso spirituale, per altri in senso antropomorfico), per i secondi invece Dio può essere sia finito (se credono che il numero degli esseri sia finito) sia infinito (se credono invece che il numero degli esseri sia infinito).

Per quelle tradizioni che possiamo definire di fede, che credono che lo Spirito a cui aspirano (la crescita spirituale si basa proprio sul ricongiungere la parte di spirito che abbiamo nel corpo con la parte mancante, ecco perchè parliamo di aspirazione) sia stato creato da un Creatore, va da sé che per essi è chiaro che Creatore e Creato sono due entità separate o quantomeno che, essendo il Creatore infinito, il Creato è distinto ma allo stesso tempo parte del Creatore.

Anche tra i seguaci di questa corrente di pensiero vi possono comunque essere diverse opinioni su cosa sia da intendersi con il termine Dio, così come già detto precedentemente per gli atei, c'è chi pensa che il Creatore sia finito e chi invece che sia infinito.

Risulta quindi ovvia una scarsità di chiarezza su chi o cosa sia Dio. Ed è per questo che riteniamo opportuno con questa serie di articoli fare luce proprio su questo punto, definendo chi e cosa sia da intendersi con il termine Divinità.

Divinità e Divino

Un primo punto da trattare per chiarire chi o cosa sia da intendersi con il termine Divinità è la natura originaria della Divinità stessa. Se un Creatore iniziale esiste, non può che essere infinito: se così non fosse, significherebbe per forza che la sua finitezza sarebbe stata creata da un altro essere, finito o infinito. Il Creatore iniziale di tutto non può che essere infinito, per logica induttiva.

Detto che il Creatore iniziale è infinito, ci si può domandare quale sia la sostanza di cui è formato. Ebbene, essendo infinito la sua sostanza non può che essere una sostanza omogenea, unica, non particellare: questa è la sostanza che siamo soliti chiamare Spirito, la cui essenza sottostante è Amore (l'Assoluto è quindi Amore come essenza e Spirito come Sostanza).

E' di tale sostanza originaria, quindi, che tutto ciò che esiste è formato.

Anche la sostanza fisica ed eterica dello spazio-tempo, infatti, è pur sempre Spirito ma plasmato in modo differente rispetto allo Spirito presente nei Piani di Luce, è Spirito più denso, con vibrazioni più basse. In tal senso si può dire che tutto ciò che esiste è Divino, anche se è solo una infinitesima frazione della Divinità. E' importante quindi ricordare sempre la distinzione tra Divino e Divinità, per non creare confusione su chi è Dio e chi no: tutti siamo esseri Divini, ma solo una è la Divinità (di cui ogni essere esistente è solo una infinitesima parte).

Divinità maschile o Divinità femminile?

Questa Divinità infinita di cui abbiamo parlato non è né maschile né femminile: è chiaro infatti che ciò che è infinito non può che avere una sola natura e di certo non antitetica né complementare a nessun'altra. D'ora in poi chiameremo questa Divinità infinita con il termine Assoluto (o Brahman). Esistono tuttavia due forme di Divinità finita che possiamo distinguere tra Divinità maschile e Divinità femminile, ed esistono sia a livello spirituale sia a livello spazio-temporale (in due corpi umani).

La Divinità maschile a livello spirituale è un' Anima, che come tutte le Anime si trova nei Piani di Luce, si differenzia però da tutte le altre Anime perché consiste di tutti i Piani di Luce nel loro insieme, è insomma una sfera più grande delle altre a livello spaziale ed è pura Energia. Cioè la grande sfera di Luce che contiene in sé i Piani di Luce altro non è che la Divinità maschile, che chiameremo d'ora in poi Anima Padre (o Brahma). A livello umano, invece, la Divinità maschile è quel corpo umano di sesso maschile che, attraverso il proprio processo di evoluzione, è riuscito ad incarnare in sé l'Anima Padre (infatti non sempre nasciamo e muoriamo con la stessa Anima). Tale corpo umano maschile lo chiameremo d'ora in poi con il titolo di Dio (o Shiva).

La Divinità femminile a livello spirituale è invece una singola Anima nei Piani di Luce, è in particolare la prima Anima creata dall'Anima Padre, formata da Energia Magnetica. Chiameremo questa Divinità femminile a livello spirituale con il titolo di Anima Madre (o Vishnu). In seguito alla fusione tra Anima Padre ed Anima Madre si è formata l'Anima Figlio, dalla quale sono state create tutte le altre Anime e tutte le altre forme di Spirito (Spiriti collettivi, scintille divine). A livello umano, invece, la Divinità femminile è quel corpo umano di sesso femminile che, attraverso il proprio processo di evoluzione, è riuscito ad incarnare in sé l'Anima Madre. Tale corpo umano femminile lo chiameremo d'ora in poi con il titolo di Dea (o Shakti).

L'Anima Madre è la Creatrice di tutte le Anime, di tutte le forme di Spirito (salvo l'Anima Padre) e dello spazio-tempo (tutto della sua stessa essenza, Energia Magnetica); mentre l'Anima Padre è il Creatore di tutte le Anime, compresa l'Anima Madre: l'Anima Padre è lo Spirito dell'Assoluto nel finito ed ha quindi consapevolezza infinita.

Le due Divinità finite godono tuttavia di una certa complementarità: se è vero infatti che l'Anima Madre è costituita di Anima Padre in quanto da Lui creata, è altrettanto vero che la forma spazio-temporale (corpo umano) dell'Anima Padre (Shiva) al pari di tutte le altre forme spazio-temporali è costituita di Energia (Magnetica o di una forma distorta di essa: magnetica distorta, elettromagnetica, elettrica o radioattiva) fisica ed eterica che altro non è che una forma densa di Spirito creato dall'Anima Madre, la Creatrice dello spazio-tempo, con il proprio pensiero.

Una curiosità finale: l'Anima Padre e l'Anima Madre, sebbene l'Anima Padre abbia creato l'Anima Madre, sono Anime gemelle. Ciò che rende due Anime gemelle non è tanto il fatto di essere la stessa Anima nei Piani di Luce che si divide in due una volta che si incarna nello spazio-tempo (requisito comunque necessario affinchè due Anime siano Anime Gemelle), quanto piuttosto l'identità di pensiero delle due Anime. Tuttavia, come già detto, salvo il caso della Divinità, non vi sono casi di Anime distinte che sono però Anime gemelle, cioè che hanno l'identico insieme di pensieri che le costituisce. L'Anima Padre e l'Anima Madre, così come tutte le altre Anime Gemelle, hanno esattamente gli stessi pensieri a livello cosciente (che non significa pensare le stesse cose poiché l'interpretazione di un dato insieme di informazioni è comunque soggettiva): la consapevolezza infinita dell'Anima Padre è infatti "inconscia" e viene portato a livello conscio solo ciò che è necessario in un dato momento (l'inconscio dell'Anima Padre o Sé Superiore è proprio l'Assoluto stesso), ed in quello stesso istante attraverso un ologramma specifico chiamato ologramma dell'Assoluto le medesime informazioni vengono recepite anche dall'Anima Madre. D'altra parte non vi è alcun modo di porre una consapevolezza infinita in una forma finita se non in modo graduale: anche delle forme finite quali l'Anima Padre e l'Anima Madre non potrebbero infatti reggere una consapevolezza infinita a livello cosciente poiché dissolverebbe istantaneamente la loro forma a causa dell'eccessiva quantità di energia spirituale che verrebbe proiettata in loro.

Energia pura ed Energia magnetica

Nel post precedente di questa serie abbiamo distinto l'energia dell'Assoluto incarnata dall'Anima Padre, l'energia pura, dall'energia dell'Assoluto incarnata dall'Anima Madre, l'energia magnetica. Vediamo ora di approfondire questi due concetti.

Definiamo qui "energia" la "composizione essenziale o sostanziale di un Essere finito o infinito".

L'energia pura è l'energia di cui è costituito l'Assoluto, essa è quindi la composizione essenziale dell'Assoluto, Essere infinito. Qualsiasi altra forma di energia, quindi, è parte finita dell'energia pura. L'energia pura non ha una composizione particellare, essa cioè non è composta da piccole particelle le quali nel loro insieme formano tale energia. Essa è invece una essenza omogenea, priva di sostanza ossia di un "corpo" che la contenga. Essendo quindi indefinita, tale energia non è quindi simile a nessun'altra forma di energia: l'unica energia che potrebbe essere simile ad essa dovrebbe anch'essa essere infinita, ma è chiaro per definizione che di infinito ce n'è solo uno.

Il principio su cui tale energia pura, quindi, crea un contatto energetico con altre energie non è un principio basato sul simile attira simile, bensì un principio basato sull'infinito attira finito o, parimenti, finito attira infinito. Non è cioè in questo caso la similitudine tra le due energie che le attira l'una all'altra, bensì il fatto che una di esse è contenuta nell'altra.

L'energia magnetica, invece, è l'energia di cui è costituito tutto ciò che è finito, tutto ciò che esiste quindi tranne l'Assoluto e l'Anima Padre, manifestazione dell'Assoluto nel finito, le quali sono di energia pura. L'energia magnetica può essere sia particellare sia non particellare: è particellare nello spazio-tempo, cioè tutte le forme spazio-temporali (dal singolo quark fino allo spazio-tempo nel suo intero) sono costituite di energia magnetica sotto forma di quark (n.b. ricordiamo che noi qui intendiamo con quark la particella elementare spazio-temporale, sia quella di materia (quark propriamente detto) sia quella di antimateria (bosoni)); è non particellare nello Spirito, sia nei Piani di Luce (Anime) sia in tutte le forme di Spirito incarnato (scintille divine, spiriti collettivi ed Anime). Anche gli Spiriti, pur essendo forme non particellari, sono comunque finiti e quindi possono essere simili tra loro nella loro consapevolezza.

Il principio su cui l'energia magnetica, quindi, crea un contatto energetico con altre energie (tutte comunque parti dell'energia magnetica stessa: magnetica distorta, elettromagnetica, elettrica e radioattiva) non è un principio basato sull'infinito attira finito (poiché sono tutte energie finite, in questo caso) bensì un principio basato sul simile attira simile. Ciò che nell'energia magnetica quindi (e di conseguenza nelle energie da essa derivanti) fa attirare un'energia all'altra è il fatto di avere una qualche forma, più o meno ampia, di energia che le accomuna e le rende simili.

Mentre quindi il rapporto di tutte le forme finite con l'Assoluto è un rapporto dovuto, ossia che non si crea per somiglianza ma per scelta dell'Assoluto, scelta basata su un criterio di giustizia conosciuto solo dall'Assoluto e non comprensibile alle forme finite, il rapporto delle forme finite tra loro è un rapporto simpatico, ossia basato sulla somiglianza. Ciò che d'altra parte sta alla base del rapporto dovuto con l'Assoluto è l'Amore, ossia l'Assoluto stesso; mentre ciò che sta alla base del rapporto simpatico tra forme finite è lo Spirito. In tal senso il rapporto d'Amore con l'Assoluto è dovuto, poiché non accettato per scelta dalle forme finite bensì per dovere nei confronti dell'Assoluto stesso. Un dovere d'altra parte che viene naturale solo se lo si percepisce, ossia solo se la forma finita percepisce tale Amore. E solo all'aumentare della consapevolezza della forma finita, aumenta l'Amore all'interno della forma stessa e quindi la comprensione del dovere di onorare l'Assoluto affidandosi alle sue scelte.

1.2 La manipolazione del Tempo
by Sandalfone

Eccomi qui, cari amici. Per la prima volta mi aggiungo anch'io nella discussione del materiale della Sdag. Il tema di cui mi è stato affidato il compito di parlarvi oggi è il Tempo. Parleremo dapprima della natura del Tempo e poi delle manipolazioni che sono avvenute riguardo allo svolgimento del Tempo sia nei Piani di Luce sia nello Spazio-Tempo.

Il Tempo è creato dalla presenza dello Spirito: è il soffio vitale dello Spirito, cioè, che crea quel movimento dello Spazio (che già deve esistere dapprima, vedi art.13) che dà vita alla dinamica tra diversi Esseri spirituali (cioè dotati di Spirito). Dovunque quindi esiste Spirito ed esiste Spazio, ivi esiste una Realtà. Dobbiamo tuttavia distinguere tra quella Realtà in cui lo Spazio ed il Tempo sono separati e quella Realtà in cui lo Spazio ed il Tempo sono fusi tra loro. 

Una Realtà in cui Spazio e Tempo sono separati è una Realtà in cui esistono dei vuoti temporali ed esistono dei vuoti spaziali: una Realtà cioè in cui è presente il Vuoto. Questa realtà è quella che noi siamo soliti chiamare Piani di Luce. Qui la sfera di luce costituente lo Spazio è separata dalla consapevolezza dell'Anima, la cui presenza dà movimento a tale sfera di luce ma non esistenza, poiché le sfere di luce furono create dall'Assoluto prima delle consapevolezze animiche stesse.

Una Realtà in cui Spazio e Tempo sono fusi è una realtà in cui non esistono né vuoti temporali né vuoti spaziali: una Realtà cioè formata in modo completo da forme (più o meno complesse) spazio-temporali. Questa realtà è quella in cui gli umani vivono e che siamo soliti chiamare Spazio-Tempo. Qui la forma spazio-temporale costituente lo Spazio è fusa con la consapevolezza dello Spirito, senza la cui presenza non solo non vi sarebbe movimento della forma spazio-temporale ma nemmeno la sua esistenza, essendo le forme spazio-temporali state create proprio per ospitare lo Spirito.

I Piani di Luce sono abitati da Anime. L' Anima è una forma di Spirito e, come ogni altra forma di Spirito, non è costituita da particelle più piccole, ma è un'entità unica ed indivisibile. Possiamo immaginare le Anime come delle sfere di luce che vivono su diversi piani di realtà (Piani di Luce) costituiti di Vuoto. I Piani di Luce sono cioè dei piani di Vuoto spazio-temporale che vengono occupati da entità spazio-temporali quali sono le Anime. La grandezza di tali sfere di luce (Anime) varia a seconda dell'evoluzione dell'Anima stessa: ad esempio, l'Anima umana meno evoluta presente sul Piano di Luce più basso è una sfera di luce di diametro 2 metri circa, mentre un'Anima umana del Piano di Luce più elevato deve avere un diametro, secondo la corrente misura del valore animico, di almeno 3 milioni di kilometri. Da un punto di vista spaziale, i Piani di Luce hanno nel complesso una forma sferica (come lo Spazio-Tempo) costituita a sua volta da 18 strati di sfere interne costituenti i 18 Piani di Luce. La sfera più esterna e più grande costituisce il Piano di Luce più elevato, mentre la sfera più interna e più piccola costituisce il Piano di Luce meno elevato.

Il Tempo, nei Piani di Luce, è dato dalla misura del valore animico (esempio di Misura del bisogno di Spirito, vedi art.150) ossia dal modo di stabilire quali Anime e per quale motivo debbano stare su un dato Piano di Luce piuttosto che su un altro. Poiché, come detto nell'art.149, la misura del valore animico varia nel tempo al fine di mantenere costante il numero di Anime presenti sui vari Piani di Luce e mantenere quindi ordine nella gerarchia animica, ebbene se tali variazioni della misura del valore animico non sono fatte in modo corretto possono creare problemi. E ciò è avvenuto 3 volte sin dall'inizio della creazione dei Piani di Luce a causa di manipolazioni di tale misura del valore animico.

Tali manipolazioni avvennero da parte di un gruppo di Anime, le stesse Anime che una volta incarnate nello Spazio-Tempo manipolarono 2000 anni fa circa le informazioni contenute nell'ologramma di Gesù Cristo (vedi art.118). Ciò che fecero tali Anime, in pratica, fu modificare la misura del valore animico in 3 occasioni affinché i fattori tenuti in considerazione per determinare il valore finale dell'Anima comprendessero anche 3 fattori (inseriti uno alla volta nelle 3 occasioni) non inizialmente previsti da Dio quali: fedeltà a Dea, desiderio di successo, desiderio di potere. Gli unici fattori che Dio aveva invece considerato nella determinazione del valore animico sui Piani di Luce erano il livello di Rispetto delle 6 Leggi divine. Furono proprio quei 3 fattori aggiuntivi inseriti nella determinazione del valore animico sui Piani di Luce che poi diedero origine nello Spazio-Tempo alla distorsione delle energie (vedi art.128) ed alle 6 leggi umane (vedi articolo precedente Avere successo).

Ora, tale manipolazione della misura del valore animico creò una distorsione del Tempo sui Piani di Luce, e ciò fu possibile senza distorcere lo Spazio (ossia il movimento delle sfere di luce delle Anime presenti sui Piani di Luce) poiché come detto sui Piani di Luce Spazio e Tempo sono autonomi l'uno rispetto all'altro, a differenza di quanto accade nello Spazio-Tempo. Nello Spazio-Tempo invece, essendo come detto Spazio e Tempo fusi tra loro, la distorsione del Tempo portò come conseguenza anche ad una distorsione dello Spazio, ossia ad una distorsione della manifestazione della realtà spaziale.

In particolare, si generò una variazione temporale corrispondente ad un mese dei nostri anni solari, in anticipo per le Anime che possedevano almeno uno di quei 3 fattori ed in ritardo per quelle Anime che non possedevano alcuno di tali 3 fattori. Tale manipolazione si trasmise di conseguenza anche nello Spazio-Tempo (ricordiamo che lo Spazio-Tempo è uno specchio dei Piani di Luce) ed anche qui si generò, man mano che la consapevolezza dell'umanità diminuiva, una variazione temporale nella manifestazione della realtà: di un mese in anticipo per le Anime incarnate che possedevano almeno uno di tali 3 fattori e di un mese in ritardo per le Anime incarnate che non possedevano alcuno di tali 3 fattori. E così come sui Piani di Luce il mese in anticipo permetteva alle Anime con tali 3 fattori di sapere in anticipo ciò che avrebbero dovuto superare nel prossimo futuro e quindi di farlo immediatamente senza sforzo, allo stesso modo nello Spazio-Tempo il mese in anticipo permetteva alle Anime incarnate con tali 3 fattori di sapere in anticipo ciò che avrebbero dovuto fare per manifestare la realtà da loro desiderata e quindi di farlo immediatamente senza sforzo. Viceversa, per le Anime prive di tali 3 fattori nei Piani di Luce e/o nello Spazio-Tempo, qualsiasi loro reale ottenimento di un valore animico superiore (Piani di Luce) o di una data manifestazione della realtà (Spazio-Tempo) veniva puntualmente ritardata di un mese in modo da favorire le Anime con i 3 fattori. Ed il problema fu che tale ritardo di un mese era un forte ostacolo per le Anime prive di tali 3 fattori sia per salire su un Piano di Luce superiore (poiché la misura del valore animico poteva essere cambiata nel frattempo) sia per manifestare una data realtà nello Spazio-Tempo (poiché nel frattempo erano cambiate le condizioni esterne favorevoli a quella data manifestazione).

Tali Anime che manipolarono la misura del valore animico, tuttavia, furono piuttosto ingenue, poiché non considerarono il fatto che la consapevolezza dello Spirito, ossia l'informazione delle esperienze di ogni Spirito, è olografica nei Piani di Luce: ogni altra Anima, cioè, sapeva che tali Anime erano le colpevoli di tali manipolazioni. Solo una perdita del senso della misura, ossia della Moderazione alla base della Saggezza, poté condurre delle Anime ad essere così ingenue e credersi così potenti da controllare i Piani di Luce e, di conseguenza, lo Spazio-Tempo. Tuttavia tali Anime stanno ora pagando per ciò che hanno fatto, ora che la Legge Penale dell'Assoluto è attiva.

Tali manipolazioni sono state completamente eliminate solo oggi 27/6/2006. Ora gli unici fattori validi nella misura del valore animico nei Piani di Luce sono il Rispetto delle 6 Leggi Divine. Ed anche la manifestazione della realtà dello Spazio-Tempo è stata privata della manipolazione temporale, pur mantenendo tuttavia i limiti di manifestazione dovuti alla poca presenza di Spirito nello Spazio-Tempo ed alla conseguente presenza delle Leggi umane oltre a quelle divine (vedi articolo Avere successo).

Un caro saluto,

Sandalfone

1.3 Origine del Vuoto

by Sandalfone

Nell'art.152 abbiamo accennato al fatto che i Piani di Luce siano costituiti di Vuoto all'interno del quale vengono poste delle forme spaziali che acquistano temporalità (dinamica) con l'incorporazione in esse della consapevolezza animica. Ma come venne creato tale Vuoto? E cos'è esattamente?

Prima della creazione dei Piani di Luce, l'Assoluto creò una sostanza primordiale dalla quale ebbe poi origine tutto ciò che esiste. Questa sostanza primordiale è ciò che abbiamo definito con il simbolo 0 (zero), vedi art.13. Questa sostanza è anche chiamata Punto Zero. Il Punto Zero è il Creato dell'Assoluto allo stato embrionale. Esso è cioè il figlio dell'Assoluto e parte di esso (in quanto l'Assoluto è infinito) allo stesso tempo.

Tale Punto Zero ha una sua consapevolezza. La consapevolezza altro non è che la conoscenza dell'Assoluto. Il livello di consapevolezza di tale Punto Zero è sempre stato infinito, al pari di quello dell'Assoluto. Il Punto Zero è cioè la rappresentazione dell'infinito nel finito: consapevolezza infinita, cioè, ma forma finita. 

Fu il Punto Zero che, poco dopo la sua creazione, creò a sua volta una sua creatura, estraendola da sé. Tale sostanza prima creata dal Punto Zero è ciò che abbiamo definito con il simbolo (.) (punto). Il Punto è cioè anch'esso un essere finito ma  non è più Zero, cioè non è più infinito come consapevolezza.

Il Punto Zero inizialmente non viveva però lo Spazio ed il Tempo. Sebbene infatti fosse un Essere di forma finita, essendo l'unico Essere di forma limitata non poteva sperimentare né Spazio né Tempo. Spazio e Tempo necessitano infatti di almeno due Esseri: uno che funga da ambiente spaziale ed un altro che si muova in tale ambiente spaziale creando la dinamica temporale.

Lo Spazio ed il Tempo vennero creati quindi solo con la creazione del secondo Essere di forma finita, il Punto. Con la sua creazione da parte del Punto Zero, si è potuto creare uno Spazio ed un Tempo dove il Punto Zero fungeva da ambiente spaziale ed il Punto da Essere che si muove in tale ambiente spaziale creando la dinamica temporale.

Il Punto non è altro che ciò che abbiamo chiamato nel nostro materiale Energia Magnetica, talvolta chiamata anche Spirito Santo. Il Punto Zero invece è la consapevolezza spirituale (lo Spirito, quindi) di ciò che abbiamo chiamato nel nostro materiale Dio (incarnazione spazio-temporale dell'Assoluto). In altre parole, il Punto Zero è l'Anima dell'Assoluto mentre Dio è la forma spazio-temporale dell'Assoluto. Punto Zero e Dio sono quindi i due aspetti, non spazio-temporale e spazio-temporale, della forma finita dell'Assoluto.

Ora, tornando alla nostra domanda iniziale: come è nato e cos'è il Vuoto dei Piani di Luce? Esso altro non è che il Punto Zero! Cioè la sfera dei Piani di Luce, costituita di Vuoto, è proprio il Punto Zero. Il Punto è invece la prima Anima creata sui Piani di Luce dal Punto Zero, e tale Anima è la Madre di tutte le Anime poi create tutte insieme (ricordiamo che tutte le Anime create inizialmente dalla Madre delle Anime, cioè dal Punto, erano Anime angeliche, vedi art.148). Il Punto Zero è l'Anima Padre di tutte le Anime (compresa l'Anima Madre), mentre il Punto è l'Anima Madre di tutte le Anime (esclusa l'Anima Padre da cui è stata creata). Così come l'Anima Padre è l'Anima di Dio, allo stesso modo l'Anima Madre è l'Anima di Dea.

1.4 Processo di creazione del Punto Zero
by Sandalfone

Quando l'Assoluto, l'origine infinita di tutto, scelse di fare esperienza di sé, creò inizialmente una sua forma finita, ma di consapevolezza infinita, che abbiamo chiamato Punto Zero, Anima Padre o Vuoto (vedi ad esempio articolo Origine del Vuoto). 

Come avvenne tale iniziale creazione? Innanzitutto dobbiamo creare un'immagine di come si presenti l'Assoluto, in modo da dare un'idea di come avvenne.

L'Assoluto, nella sua forma primordiale, era il Vuoto. Un'Essenza cioè che non era anche Sostanza, ma solo pura consapevolezza. In quello stato primordiale questa pura consapevolezza (aspetto mentale dell'Assoluto) viveva in uno stato di totale beatitudine, uno stato cioè di puro Amore verso se stesso (aspetto sentimentale dell'Assoluto). In quello stato iniziale, quindi, Amore e Consapevolezza (o Mente) non erano separati, per il semplice motivo che l'Assoluto era in quello stato un'unica Essenza priva di Sostanza. In quello stato iniziale, sentimento e pensiero erano la stessa cosa.

L'Assoluto era quindi il Vuoto nel senso che era pura Essenza, priva per definizione di una forma dotata di spazio e tempo. Tuttavia l'Essenza è il Tempo: è infatti la consapevolezza che dà dinamica temporale alla forma spaziale. L'Assoluto era quindi un Vuoto in cui però vi era uno scorrere del Tempo. Tale Tempo dell'Assoluto non è mai iniziato, è sempre esistito e sempre esisterà.

Quando l'Assoluto scelse di fare esperienza di sé, pensò a come avrebbe potuto fare e si rese conto che vi era solo una possibilità: avrebbe dovuto creare all'interno di sé (non poteva certo farlo all'esterno dato che l'Assoluto è infinito) delle Sostanze finite e attraverso la Vita di queste Sostanze avrebbe potuto fare esperienza di sé. Come avvenne il passaggio dal Vuoto Assoluto ad un Vuoto Assoluto con all'interno delle Sostanze finite? 

Per creare la prima Sostanza finita, l'Assoluto semplicemente usò la Volontà: essendo onnipotente, la sua capacità creativa è ovviamente istantanea. Creò quindi con un atto di Volontà la prima Sostanza finita, quella che abbiamo chiamato Punto Zero, Anima Padre o Vuoto. Tale atto di Volontà, costituito da un comando (Mente) e da un desiderio (Amore), generò all'interno del Vuoto dell'Assoluto un vortice di Aria (vuota, ossia non particellare: puro Spirito); tale vortice d'Aria, a contatto con il Vuoto circostante, creò per attrito del Fuoco (vuoto, ossia non particellare: puro Spirito). L'Aria cominciò a modellare il Fuoco in una forma sferica, all'interno del vortice. Tale sfera di Fuoco, girando su stessa nel vortice d'Aria, cominciò a prendere sempre più densità fino a divenire un'ammasso di plasma. Una metà del vortice d'Aria si stacco dall'altra metà portando con sé la sfera di Fuoco e smise di girare, e l'ammasso di plasma di quella parte di vortice divenne Terra (vuota, ossia non particellare: puro Spirito). L'altra metà del vortice d'Aria rimasta continuò invece a girare ed aumentò anzi sempre più la velocità, fino a che l'ammasso di plasma divenne Acqua (vuota, ossia non particellare: puro Spirito).

Tali 4 elementi di puro Spirito, che alla vista possiamo vederli come 4 sfere di Luce ma di diversa consapevolezza, si fusero tra loro e diedero vita alla Sostanza prima: l'Anima Padre o Vuoto finito o Punto Zero. Il suono emesso da tale Sostanza prima è il suono AMEN (o AMIN).

Possiamo dire che il Vuoto o Assoluto ha due suoni: il suono AMEN (o AMIN) nella sua forma finita (Anima Padre), il suono OM (o AUM) nella sua forma infinita (Assoluto). Nel prossimo articolo analizzeremo la natura di questi due suoni.

1.5 OM ed AMEN
by Sandalfone

Nel precedente articolo abbiamo detto come il suono OM o AUM sia il suono dell'Assoluto, mentre il suono AMEN o AMIN sia il suono dell'incarnazione dell'Assoluto, ossia dell'Anima Padre. Vediamo ora qual è l'origine di tali due suoni.

Nel Vuoto, nulla fa attrito con nulla per definizione: non potrebbero perciò esistere con-sonanti nel Vuoto. Gli unici suoni possibili nel Vuoto dovrebbero quindi essere le vocali.  Il suono del Vuoto potrebbe quindi essere A,E,I,O,U ma non una loro composizione, dato che quest'ultima richiederebbe anch'essa una modificazione spaziale che provochi il cambiamento sonoro. In realtà, però, anche i suoni A,E,I ed U richiedono una modificazione spaziale per essere emessi (potete immaginarlo emettendo tali suoni con la vostra bocca, e vedrete che il suono O è l'unico che può essere emesso senza muovere in alcun modo né le labbra né alcuna parte interna della bocca). Il suono O è il suono del Vuoto e dell'Infinito. Tuttavia per sentirlo e renderlo quindi finito dobbiamo "prendere un pezzo di Vuoto" e limitarlo: così facendo però il suono O, chiuso, diventa il suono M. In altre parole, il suono del Vuoto in sé è O, però per comprenderlo dobbiamo definirlo e quindi limitarlo spazialmente, e così facendo nasce il suono M (potete provarlo emettendo il suono O con la bocca e semplicemente chiudendo la bocca verrà fuori il suono M, pur mantenendo la stessa emissione sonora iniziale dell'O).

Il suono dell'Infinito, quindi, reso comprensibile all'orecchio umano è il suono dell'Infinito aperto (O) più il suono dell'Infinito chiuso (M): il suono OM.

I primi suoni finiti furono creati, come visto nel precedente articolo, quando si crearono Aria, Fuoco, Terra ed Acqua in quanto Spiriti per poi formare con la loro unione la prima Sostanza: l'Anima Padre. Aria, Fuoco, Terra ed Acqua in quanto tali (a livello di Spirito, si intende) non sono Sostanze ossia forme dotate di propria consapevolezza: solo la loro unione genera la prima consapevolezza in una forma finita, che è appunto come detto l'Anima Padre.

Quando si creò lo Spirito dell'Aria il suono emesso fu il suono A.

Quando si creò lo Spirito del Fuoco il suono emesso fu il suono M.

Quando si creò lo Spirito della Terra il suono emesso fu il suono E.

Quando si creò lo Spirito dell'Acqua il suono emesso fu il suono N.

Per questi motivi il suono dell'Anima Padre è AMEN.

Per quanto riguarda le varianti di entrambi i suoni (AUM per OM e AMIN per AMEN), hanno un senso solo se dovute alla diversa pronuncia delle lettere nei diversi alfabeti umani. I suoni, tuttavia, in entrambi i casi, sono univoci: quelli che in italiano suonano OM ed AMEN.

Questi suoni se emessi non attirano di per loro l'Assoluto: sono solo suoni che, privi di un puro intento devozionale, non avranno alcun effetto. Con puro intento devozionale invece possono essere di supporto alla propria ascensione, ricordando sempre tuttavia il detto "Aiutati che Dio ti aiuta": l'Assoluto è meritocratico e non regala niente a nessuno. L'aiuto bisogna conquistarselo mostrando una grande volontà di crescere, ossia di riunirsi realmente all'Assoluto stesso.

1.6 Perché Dio Esiste
by Dani

Dimostrare che Dio esiste è forse la dimostrazione più difficile che ci possa essere. Vediamo comunque di fare del nostro meglio.

Da dove partire? Allora, tutto ciò che esiste è definibile a parole: essere umano, pianeta, penna, tavolo, pensiero, visibile, non visibile, bello, positivo, negativo ecc. Tutto ciò che conosciamo in dettaglio ed anche tutto ciò che non conosciamo in dettaglio è definibile. Ciò che non conosciamo, semplicemente lo definiamo "non conosciuto", se intendiamo con conoscenza la comprensione approfondita di un qualcosa. Ma anche "non conosciuto" è una definizione.

Ora, definire qualcosa significa che esiste. Se non esistesse non potremmo definirlo. Ogni parola che conosciamo ha un significato, altrimenti non esisterebbe. Se esiste ha un significato, e quindi è.

Tutti noi conosciamo la parola Dio. La usiamo in diversi modi. Chi per intendere il "padrone" di tutto ciò che esiste e giustiziere di tutto e di tutti, chi per intendere la divinità che è in ogni cosa, chi per intendere ciò che non si può conoscere (agnostici), chi come me per intendere ciò che ha creato lo spazio-tempo ed è la Verità pura. Chi per intendere qualsiasi altra definizione. Questo non ha importanza. Ciò che conta è che la parola esiste.

Ora, voi direte, ma ci sono un sacco di parole che esistono ma indicano pure fantasie. Ad esempio, le parole "cartone animato", "fantasia", "inesistente", rappresentano tutte un pensiero che indica un qualcosa che non è reale. Ma il fatto che non sia reale non significa che non esista. La realtà che viviamo noi qui è la realtà fisica di 3° dimensione del pianeta Terra. E dire che non è reale significa semplicemente che non esiste nella NOSTRA realtà, cioè quella terrestre fisica di 3° dimensione. Ma il fatto stesso che esista tale pensiero significa che è. E quindi da qualche parte è. Non nel nostro piano di realtà, ma in qualche altro piano. Quindi il concetto di Dio che ognuno ha esiste come realtà da qualche parte. Ma quello che a noi interessa è dimostrare che esista Dio, e dato che è una ed una sola la definizione che vogliamo trovare, allora significa che tra le definizioni di Dio dobbiamo trovarne una sola. E se la troviamo in modo logico, allora significa che quella definizione indica Dio. Perché?

La logica porta sempre a conclusione vere anche se non assolute. E la verità assoluta è una sola. Il che vuol dire che un ragionamento logico non porterà mai a due conclusioni differenti se il nostro obiettivo è trovare una sola definizione di verità. Se dimostriamo cioè che una cosa è vera in modo logico, allora quella cosa è senz'altro vera. Possono esserci altre verità, ma quella di certo è vera. E significa che, se altre definizioni dello stesso concetto contrastano con quella trovata in modo logico, allora o non sono vere o indicano con lo stesso termine un altro concetto.

Se troviamo in modo logico la Verità, cioè la conoscenza pura, allora quanto dimostrato logicamente non può che essere vero. Perché se voglio dimostrare una cosa precisa, in questo caso l'esistenza della Verità (cioè di Dio), e lo dimostro in modo logico, allora non può che essere vera quella definizione.

Ogni pensiero se viene espresso significa che esiste e che è. Perché tutto è pensiero. Sia dentro che fuori dallo spazio-tempo. Anche il non spazio-tempo è. Ma in quanto non spazio-tempo, per forza non ha una forma energetica come quella dello spazio-tempo, dato che l'energia come da noi conosciuta è la base dello spazio-tempo. Se lo stampo energetico fosse lo stesso sia dentro che fuori dallo spazio-tempo, allora non ci sarebbe tale distinzione. Ed anche il fatto che lo spazio-tempo esista come concetto, indica che esista un qualcosa che non sia spazio-temporale, cioè che non abbia spazio e non abbia tempo, cioè sia indefinito. E dato che spazio e tempo sono caratteristiche intrinseche dello spazio-tempo, allora il non spazio-tempo non avrà tali caratteristiche. E quindi il non spazio-tempo non ha forma energetica ed è indefinito. (vedi articoli precedenti)

Ogni pensiero che esiste nello spazio-tempo esiste anche al di fuori di spazio-tempo, perché tutto è polarità per tenere tutto in equilibrio. Perché deve esistere l'equilibrio?

Un qualcosa esiste solo se lo si può definire. Ma se si può definire una cosa, allora significa che esiste anche il suo non-essere, altrimenti non potremmo definirla. Se esiste l'essere, allora esiste anche il non essere. Perché se esistesse solo l'essere, allora esso coinciderebbe con l'infinito, ma l'infinito è infinito! E' definibile con la parola infinito solo nello spazio-tempo dove tutto è energia e quindi finito. Nel momento in cui una cosa è definibile, esiste anche il suo non-essere altrimenti non sarebbe definibile.

Il fatto stesso che la parola infinito esiste, significa che l'infinito esiste. E non è altro che ciò che non è definito, cioè è il non spazio-tempo. E quindi il non spazio-tempo esiste!

La parola equilibrio esiste, ed indica un qualcosa che è bilanciato, che non è sbilanciato né da una parte né dall'altra. Ma se esiste tale parola, esiste anche il suo non-essere, il non equilibrio. E cosa fanno equilibrio e non equilibrio assieme? Non esiste un concetto che possa fondere tali due concetti! Non sono due polarità! Se fossero due polarità, allora sarebbero simili e complementari.

Simili significa che vivono la stessa realtà. Possono equilibrio e non equilibrio convivere in una stessa realtà? Ad esempio, bello/brutto, unità/separazione, positivo/negativo, alto/basso, e tutti i pensieri ed i loro rispettivi poli possono convivere nella realtà. Ma possono il pensiero di equilibrio e non equilibrio convivere nella stessa realtà? Non possono. Perché vivere nella stessa realtà significa che possono convivere. Ma equilibrio e non equilibrio possono convivere solo in una realtà distorta. Perché bilanciato e non bilanciato non sono poli di uno stesso pensiero, sono i due stati fondamentali dello stesso concetto di pensiero.

Tutto è pensiero ed il pensiero stesso può essere bilanciato o non bilanciato. Se è bilanciato è puro e non distorto; se non lo è, è impuro e distorto. Il termine equilibrio è un sinonimo di purezza, ed è ovvio che lo stato più elevato di un pensiero e quindi di una realtà sia la purezza, cioè quindi l'equilibrio. In altre parole, armonia. E l'armonia si ha solo in uno stato di equilibrio, e quindi di purezza. Quindi purezza e non purezza non possono convivere, e se convivono c'è distorsione della realtà.

Complementari significa che si possono fondere in un unico pensiero. Ma il pensiero stesso di equilibrio rappresenta proprio lo stato di "fusione" o "equilibrio" delle polarità, e quindi di tutti i pensieri, compreso il pensiero di pensiero! Ed in quanto stato fondamentale del pensiero stesso, non può convivere con il suo non-essere, cioè con il non-equilibrio, perché verrebbe meno il concetto di purezza ed equilibrio come stato perfetto a cui tendere. E vi è forse qualcuno che non tende alla perfezione?

La perfezione è da intendere come lo stato puro, di equilibrio e di armonia. Ed ogni livello evolutivo ha il suo stato di perfezione. Cioè il suo stato di purezza. Quindi la perfezione o purezza esiste per ogni livello vibratorio in tutto lo spazio-tempo. Ed è questo a cui dobbiamo tendere. Ad essere cioè la purezza del momento.

Quindi i pensieri di equilibrio e non-equilibrio non sono due polarità, e quindi non coesistono in uno stato puro.

Ogni pensiero, di una polarità o di un'altra, può essere in equilibrio o meno. Equilibrio significa purezza, bilanciamento e "normalità". Ad esempio, vi è un concetto equilibrato o puro di positivo, ed uno equilibrato di negativo. Queste sono le polarità pure. Vi sono poi concetti di positivo o negativo non equilibrati, cioè distorti o estremi. Ad esempio, pensieri di super-luce (fantasie) o pensieri super-distruttivi (es. pensieri di estrema violenza di alcuni film). Ogni pensiero per essere puro dovrebbe essere in equilibrio. Questo vale sia per le polarità che per il pensiero unificante le polarità.

Quindi dimostrato che tutto deve essere in equilibrio per essere puro, e che il pensiero di Dio esiste anche al di fuori di spazio-tempo, allora significa che al di fuori di spazio e tempo esiste ogni definizione di Dio possibile, ma solo quella in equilibrio è pura.

Ora, il punto più interessante: se esiste Dio nel non spazio-tempo significa che non ha forma energetica ed è non-definito, dato che tale è il non spazio-tempo. I pensieri che esistono nello spazio-tempo esistono anche nel non spazio-tempo, ma non hanno forma energetica e non sono definiti, in quanto il non spazio-tempo abbiamo detto essere senza forma energetica e non definito. Ciò significa che tutti i pensieri al di fuori di spazio-tempo sono, cioè esistono, ma non sono definiti. Quindi tutti i pensieri sono all'interno di un qualcosa di non definito. E dato che possiamo definirlo con il termine non-definito, significa che è. Ma se è significa che è vero ed esiste!

Quindi esiste un qualcosa che è indefinito, che è al di fuori di spazio-tempo, che non ha forma energetica e che comprende tutti i pensieri dello spazio-tempo. Ma se contiene in sé tutti i pensieri, contiene anche in sé il pensiero stesso di pensiero. Ma se il pensiero esiste anche al di fuori di spazio-tempo, significa che è da fuori spazio-tempo che si è creato lo spazio-tempo che è definito, perché dato che lo spazio-tempo è definito non potrebbe essersi creato da solo. Un pensiero limitato non può creare se stesso. Perché?

Perché per creare un pensiero devo avere un altro pensiero che lo preceda e che contenga in sé il pensiero della creazione del pensiero successivo. Se un pensiero non contiene in sé il pensiero della creazione di un altro pensiero, non può crearlo. Risulta quindi ovvio che un pensiero limitato non può creare se stesso, in quanto se stesso non contiene il pensiero della creazione di se stesso. Egli stesso è il pensiero di se stesso, ma non ha in sé il pensiero della creazione di se stesso, cioè il pensiero che l'ha creato. Tale pensiero può averlo solo un pensiero che l'ha originato.

Seguendo tale ragionamento arriviamo alla conclusione che debba esistere nello spazio-tempo un pensiero primo da cui poi sono nati tutti gli altri pensieri. Ma chi ha creato questo pensiero primo nello spazio tempo? Risulta chiaro che può averlo creato solo un pensiero che contenesse in sé tale pensiero e tutti i pensieri che dal pensiero primo sarebbero poi generati! E questo pensiero può essere solo un pensiero illimitato.

Quindi solo un pensiero illimitato può creare qualsiasi cosa limitata, perché essendo pensiero illimitato sa tutto. E dato che il non spazio-tempo esiste per bilanciare lo spazio-tempo, risulta che lo spazio-tempo è stato creato dal non spazio-tempo, cioè dal pensiero illimitato. Il pensiero illimitato è quindi il creatore di tutto ciò che esiste di limitato. Questo pensiero illimitato possiamo chiamarlo consapevolezza pura, cioè che sa tutto, o più semplicemente Dio. Dio è Verità. Dio è Amore.

1.7 Cos’è il Pensiero?

Il Dizionario Garzanti lo definisce come “attività psichica mediante la quale l'uomo elabora dei contenuti mentali, acquisendo coscienza di sé e della realtà...”.

Questa definizione, a mio avviso, si addice più al cervello che al pensiero. Forse perché l’attuale cultura scientifica occidentale implicitamente attribuisce al cervello l’origine del pensiero. E forse questo perché quando il cervello muore, scompare anche il pensiero. Ma il cervello è semplicemente un trasduttore, un rice/trasmettitore, che con la sua attività psichica (neurale) rende il pensiero cosciente, ma il dizionario non dice cos’è il pensiero e dove trova origine.

Un’altra definizione che fa riflettere è quella che il dizionario dà riguardo la mente, intesa come “l'insieme delle facoltà intellettive che permettono all'uomo di conoscere la realtà, di pensare e di giudicare...”.

In realtà il pensiero è una forma energetica che viene creata dalla “mente” e che vibra in sintonia con forme energetiche con la stessa vibrazione. La nostra forma è creata proprio dai pensieri (forme-pensiero) che risiedono nella genetica alla nascita e dai pensieri che una forma incorpora durante la vita presente. Il pensiero forma la materia, e quindi è il pensiero che forma i nostri corpi.

Ma qual è la mente che crea il pensiero? Distinguiamo tra la Mente dell'Anima, cioè la consapevolezza della nostra Anima e la Mente biologica (eterica e fisica), cioè la consapevolezza del nostro corpo. La Vera Mente è quella dell'Anima, cioè la Mente Divina. La Mente del nostro corpo è invece quella più limitata e che si basa su una comprensione della realtà non spirituale ma biologica. 

La sede della Mente dell'Anima è il Cuore, la sede della Mente biologica è il nostro cervello. Man mano che si ascende l'Anima scende sempre più in noi e quindi anche il nostro cervello diventa uno strumento per la Mente dell'Anima e non più una mente a sé stante. Le due Menti, in sostanza, si fondono durante il processo di Ascensione.

In altre parole è il pensiero che stimola l’attività psichica che consente alla forma di prenderne coscienza per comprendere la realtà. Allo stesso modo è la vita che si serve della genetica per riprodursi.

Tutti i pensieri discendono da un’unica Mente Infinita che chiamiamo Assoluto. In essa giacciono pensieri infiniti, illimitati e indefiniti. Da Essa discendono le menti parziali delle anime che sono comunque in collegamento olografico con la mente infinita, al di fuori dello spazio-tempo. A livello della forma esistono poi la mente eterica e la mente fisica che si materializza nel cervello. Le tre menti: animica, eterica e fisica, generano rispettivamente pensieri spirituali, forme-pensiero e pensieri

Come scrive Dani nel materiale della sdag (scuola di ascensione globale): “Esiste un qualcosa che è indefinito, che è al di fuori di spazio-tempo, che non ha forma energetica e che comprende tutti i pensieri dello spazio-tempo. Ma se contiene in sé tutti i pensieri, contiene anche in sé il pensiero stesso di pensiero. Ma se il pensiero esiste anche al di fuori di spazio-tempo, significa che è da fuori spazio-tempo che si è creato lo spazio-tempo che è definito, perché dato che lo spazio-tempo è definito non potrebbe essersi creato da solo. Un pensiero limitato non può creare se stesso. Perché?

Perché per creare un pensiero devo avere un altro pensiero che lo preceda e che contenga in sé il pensiero della creazione del pensiero successivo. Se un pensiero non contiene in sé il pensiero della creazione di un altro pensiero, non può crearlo. Risulta quindi ovvio che un pensiero limitato non può creare se stesso, in quanto se stesso non contiene il pensiero della creazione di se stesso. Egli stesso è il pensiero di se stesso, ma non ha in sé il pensiero della creazione di se stesso, cioè il pensiero che l'ha creato. Tale pensiero può averlo solo un pensiero che l'ha originato.

Seguendo tale ragionamento arriviamo alla conclusione che debba esistere nello spazio-tempo un pensiero primo da cui poi sono nati tutti gli altri pensieri. Ma chi ha creato questo pensiero primo nello spazio tempo? Risulta chiaro che può averlo creato solo un pensiero che contenesse in sé tale pensiero e tutti i pensieri che dal pensiero primo sarebbero poi generati! E questo pensiero può essere solo un pensiero illimitato.

Quindi solo un pensiero illimitato può creare qualsiasi cosa limitata, perché essendo pensiero illimitato sa tutto. E dato che il non spazio-tempo esiste per bilanciare lo spazio-tempo, risulta che lo spazio-tempo è stato creato dal non spazio-tempo, cioè dal pensiero illimitato. Il pensiero illimitato è quindi il creatore di tutto ciò che esiste di limitato. Questo pensiero illimitato possiamo chiamarlo consapevolezza pura, cioè che sa tutto, o più semplicemente l’Assoluto. Cioè la Verità.”

Perciò l’Assoluto è l’origine del pensiero ed è il pensiero stesso!

La Mente Infinita è nota anche come il Vasto Nulla che si identifica con l'Infinito!  Nulla e infinito sono due termini che servono per indicare lo stesso concetto di qualcosa di non finito. Il nulla non è finito, e l'infinito non è finito. E dato che ciò che non è finito può essere solo infinito, allora significa che il nulla non è altro che un altro termine per indicare l'infinito.

Il simbolo che più dà l'idea dell'infinito è il cerchio. Perché? Perché il cerchio non ha inizio e non ha fine. Rappresenta cioè l'infinito. Tutti i punti del cerchio sono uniti da un'unica linea che è chiusa in sé. Indica cioè l'unità del finito. E l'unità nel finito non è altro che la rappresentazione dell'infinito del non-spazio-tempo, dove tutto è uno. Quindi l'infinito può essere rappresentato matematicamente con il simbolo zero (0).

1.8 La mente e il cervello, Pensiero consapevole e pensiero creduto, la Memoria, il DNA.

La Mente ed il Cervello, Pensiero consapevole e pensiero creduto

Bisogna distinguere tra la Mente dell'Anima, cioè la consapevolezza della nostra Anima e la Mente biologica (eterica e fisica), cioè la consapevolezza del nostro corpo. La Vera Mente è quella dell'Anima, cioè la Mente Divina. La Mente del nostro corpo è invece quella più limitata e che si basa su una comprensione della realtà non spirituale ma biologica. 

La sede della Mente dell'Anima è il Cuore, la sede della Mente biologica è il nostro cervello. Man mano che si ascende l'Anima scende sempre più in noi e quindi anche il nostro cervello diventa uno strumento per la Mente dell'Anima e non più una mente a sé stante. Le due Menti, in sostanza, si fondono durante il processo di Ascensione.

I pensieri e le emozioni possono avere origine sia dall'Anima (dallo Spirito), oppure possono provenire sia dal karma e risvegliati in questa vita, sia da nuove situazioni vissute in questa vita.

In generale possiamo classificare i pensieri in due categorie:

1.    pensieri naturali (o consapevoli, o saputi);

2.    pensieri artificiali (o creduti).

I pensieri naturali sono i “pensieri dell’anima”, che abbiamo incorporato dapprima a livello eterico e poi a livello fisico durante la nostra Ascensione biologica, man mano che sempre più Anima entra in noi.

Un Pensiero Creduto è invece un "pensiero della personalità, egoico", cioè un pensiero che abbiamo incorporato in noi a livello eterico e/o fisico ma che non deriva da una evoluzione interiore che ha portato all'incorporazione di un pensiero dell'Anima, ma bensì da una accettazione di un pensiero altrui (dei nostri antenati) e/o da una autoconvinzione di un certo pensiero fatti propri senza averli compresi interiormente a livello di Anima (in quest'ultimo caso parliamo solamente di quella parte di Anima già scesa in noi e non di tutta l'Anima dell'individuo).

Per gran parte degli esseri umani oggi viventi sulla terra, i pensieri della personalità sono per esempio quelli memorizzati nel proprio DNA fin dalla nascita relativi al karma (sia quello ereditato geneticamente dai nostri antenati, sia quello di eventuali entità eteriche che ci siamo accollati – vedi “Legge del Karma” ).

Sebbene fisicamente gli esseri umani si trovino in 3° dimensione, sui piani eterici essi vivono prevalentemente in 1° e 2° dimensione, a causa delle loro forme-pensiero e cariche emotive estreme basate sulla paura e sull’illusione. Infatti, la 1° dim. è costituita da sole polarità estreme negative di distruzione, di energia radioattiva (basate sulla paura), mentre la 2° dim. è costituita da polarità estreme dell’energia elettrica sia negative (basate sulla paura), sia positive (basate sull’illusione). E purtroppo sono le polarità estreme delle forme-pensiero e cariche emotive che determinano oggi le esperienze di vita di gran parte degli esseri umani.

La prima fase dell’ascensione (dal livello 3000 al liv. 1.000.000) consiste in una sorta di retromarcia per uscire dalla 1° e dalla 2° dim. Dal livello 1.000.000 inizia la vera e propria ascensione.

Man mano che si ascende la nostra Anima si fonde sempre di più con la forma e di conseguenza aumenta il numero di pensieri consapevoli (dell’anima).

Quando la nostra forma vibra ad una certa frequenza, attiva quei pensieri, corrispondenti a tale frequenza, che giacciono nel nostro DNA o che provengono dalla nostra anima. E per la legge di attrazione universale (secondo cui il “simile attira simile”) i pensieri attivati ci attirano pensieri simili esterni, cioè energie simili esterne. In altre parole ci attirano quelle esperienze (sotto forma di incontri, scontri, coincidenze, incidenti, malattie, paure, amore, gioia, ecc) che dobbiamo vivere per comprendere la lezione che la vita ci mette davanti in quel momento. Nulla nel Creato avviene per caso, ma tutto è determinato dalla legge del Karma che si basa sul fatto che il pensiero crea la realtà.

La Vera Consapevolezza è quindi costituita da soli Pensieri Consapevoli, cioè da soli pensieri dell'Anima. Esiste anche però una semplice Consapevolezza non Vera e che deriva invece dall'incorporamento di Pensieri Creduti, cioè pensieri non animici. Tale distinzione tra i due tipi di Pensiero rispecchia due tipi di concetti di Consapevolezza e due modi diversi per incorporare tale Consapevolezza. In sostanza, due metodi diversi di intendere il concetto di evoluzione umana (diverso dal concetto di evoluzione animica che avviene al di là di spazio e tempo). Spieghiamo meglio.

La Vera Evoluzione di un essere umano è strettamente connessa all'Anima, ma non per forza all'evoluzione dell'Anima. Possono cioè esistere Anime molto sagge ed evolute in forme umane con un livello di ascensione anche bassissimo. Questo può succedere perché alcune Anime hanno scelto di supportare il rilascio karmico umano o di altre specie incarnandosi in forme fisiche con grosso karma, per rilasciare il quale è necessaria un'Anima di grande saggezza e sapienza. E' vero però che esseri umani con un livello di Ascensione sopra la media di certo non rappresentano Anime ancora poco evolute perché queste ultime non hanno la saggezza e la sapienza necessarie per far ascendere una forma fisica rilasciando sempre più karma ed incorporando pensieri animici sempre più puri.

Esiste però anche un tipo di Evoluzione non Vera, e cioè non connessa esclusivamente all'Anima. E' quel tipo di Evoluzione che si basa sull'incorporazione di pensieri non della propria Anima, positivi o negativi che siano. Un tipo di evoluzione questo che non si basa quindi sull'intento, sulla volontà, bensì sulla manipolazione dell'informazione verbale: sulla capacità cioè di modificare attraverso l'uso della Parola (cioè del linguaggio) il nostro modo di definire una determinata realtà od un aspetto di essa. Un tipo di evoluzione che si basa cioè sulla definizione che noi diamo alle parole che costituiscono il nostro linguaggio, senza che tali definizioni provengano da un pensiero della propria Anima (compreso cioè interiormente e profondamente) bensì da un pensiero della propria mente eterica (definito e conosciuto terminologicamente ma non compreso interiormente e profondamente).

La Vera Evoluzione si basa sulla Volontà di comprendere, la Non Vera Evoluzione si basa invece sulla Volontà di credere. E' bene tenere sempre a mente tale distinzione se il nostro scopo è quello di evolvere spiritualmente anche nella forma fisica, e non quello di evolvere solo etericamente (mente, emozione, intuito, creatività). La Vera Evoluzione spirituale avviene sia nel corpo fisico sia nel corpo eterico. E senza Vera Evoluzione non è possibile incorporare in sé la Vera Consapevolezza, basata sul Vero Pensiero.

I corpi mentale ed emotivo rappresentano comunque il passaggio intermedio eterico rispettivamente dei pensieri e delle emozioni. Il cervello è necessario per manifestare a livello fisico un pensiero, così come i nostri sensi sono necessari per manifestare a livello fisico un'emozione. Il cervello è quindi connesso essenzialmente al corpo mentale e non agli altri corpi sottili (emotivo, intuitivo, creativo).

La Memoria – Il Tempo

Esistono due tipi di Memoria: la memoria temporale e la memoria istantanea. Tali memorie sono legate rispettivamente a due concetti di tempo: tempo lineare e tempo istantaneo.

La Memoria Temporale, intesa come il ricordo di informazioni di un tempo passato, è un concetto puramente spazio-temporale. Lo Spirito, esistente al di fuori di spazio e tempo, non vive per definizione tale Memoria Temporale. Lo Spirito e lo Spirito individualizzato (Anima) vivono invece una Memoria Istantanea, intesa come il ricordo di informazioni che sono dentro di sé ma che non vengono individuate dallo Spirito secondo un concetto di tempo lineare. Per spiegare meglio i due tipi di Memoria di cui sopra dobbiamo prima distinguere tra i concetti di Tempo Lineare e di Tempo Istantaneo.

Il Tempo Lineare è il tempo che noi sperimentiamo durante la nostra vita terrena, è il tempo che costituisce la base della Vita del piano fisico e dei piani eterici. E' un tempo che si basa su un processo di accumulazione di informazione che avviene in una serie di momenti distinti l'uno dall'altro e percepibili come tali dalla forma spazio-temporale (fisica ed eterica).

Il Tempo Istantaneo è il tempo che le Anime e lo Spirito in generale sperimentano durante la loro vita spirituale, è il tempo quindi che costituisce la base della Vita dei Piani di Luce. E' un tempo che si basa su un processo di accumulazione di informazione che avviene in una serie di momenti distinti l'uno dall'altro ma non percepibili come tali dallo Spirito. Perché la forma spazio-temporale percepisce la distinzione dei momenti mentre lo Spirito no? Perché il concetto stesso di percezione è strettamente connesso ai sensi, ed i sensi sono una caratteristica tipica di una forma spazio-temporale.

Lo Spirito è invece pura Luce che non ha percezioni sensoriali e che non conosce l'emozione, strettamente connessa alla presenza di una forma spazio-temporale. O meglio, lo Spirito conosce solo la Vera Emozione, altrimenti chiamata Vero Amore. Una emozione quest'ultima che è neutrale (senza cariche emotive) e che non è connessa alla forma fisica bensì allo Spirito. Ed è per questo che il Vero Amore lo possiamo vivere solo man mano che sempre più Spirito entra nella forma durante il processo di Ascensione.

La Memoria Temporale si basa sul Tempo Lineare. E può essere caratterizzata dalla presenza di cariche emotive di natura non magnetica (cioè radioattiva,elettrica o elettromagnetica). E' la presenza di cariche emotive che crea un attaccamento ad un particolare momento temporale che sia del passato, del presente o del futuro. A livello particellare, quando vi è la presenza di una carica emotiva all'interno della forma-pensiero contenuta in un quark quest'ultimo non può essere in equilibrio e quindi seguire il suo naturale movimento. La carica emotiva appesantisce il quark (aumenta la densità dell'energia nel quark e non il volume, rendendo il quark meno mobile e rapido) e tende ad immobilizzare sul posto il quark stesso diminuendo la possibilità di comunicazione con altri quark e, a causa della maggior densità, la capacità stessa di comunicare con altri quark (maggiore è la densità del quark, minore è la capacità di far entrare ed uscire informazioni tra il quark stesso e gli altri quark). Minore è la vibrazione della carica emotiva e maggiore è la densità dell'energia nel quark in questione. 

La carica emotiva impedisce la creazione di triplette neutre, tipiche dell'energia magnetica pura (ed elettricamente neutra). Sebbene infatti le triplette di quark dell'energia puramente magnetica siano costituite da un quark carico positivamente (+1), un quark neutro elettricamente (0) ed un quark carico negativamente (-1), le cariche dei due quark +1 e -1 in tal caso non sono evidenti in quanto unite nella tripletta neutra. La carica dei quark è evidente solo nel momento in cui la tripletta neutra di quark puramente magnetica viene meno (vedi anche art.58 L'Ascensione magnetica).

La Memoria Temporale priva di cariche emotive rimane pur sempre una memoria spazio-temporale e quindi connessa alla sola informazione spazio-temporale, cioè della forma fisica e/o eterica. Lo Spirito di ogni forma sceglie, in base alle esperienze che intende fare, quali informazioni della Memoria Temporale far ricordare alla forma e quali no. Il principio su cui si basa tale cernita è puramente utilitaristico: le informazioni della vita spazio-temporale della forma non ritenute dallo Spirito utili in un dato momento, vengono inserite nei registri akashici (dna eterico astrale) e da essi prelevate qualora fosse utile alla forma fisica portarle a coscienza. In tal caso, le informazioni sarebbero trasportate dagli angeli (attraverso i 12 raggi divini) dal dna eterico al dna fisico affinché diventi informazione di cui ci si ricorda.

La Memoria Istantanea comprende invece tutte le informazioni (Saggezza e Sapienza) che lo Spirito ha accumulato in sé durante la sua esperienza, sia spazio-temporale sia dei soli Piani di Luce. Le informazioni della Memoria Temporale, quindi, nel loro stato puro e cioè senza carica emotiva sono una parte della Memoria Istantanea dello Spirito: in particolare, le informazioni dell'esperienza spazio-temporale dello Spirito.

La Vera Memoria è la Memoria Istantanea: è solo tale memoria spirituale che permette di essere obiettivi sulle informazioni che si hanno. E' vero infatti che la carica emotiva tende a far focalizzare l'Essere incarnato su alcuni avvenimenti piuttosto che su tutti gli avvenimenti, impedendogli di riuscire ad avere un punto di vista oggettivo sul quadro generale delle informazioni stesse; ed impedendogli nondimeno di riuscire a comprendere l'Essenza della realtà contenuta nell'informazione stessa.

Solo il processo di Ascensione (e quindi di discesa dello Spirito nella Materia) può permettere di incorporare in sé la Vera Memoria. Ed è per questo che più Spirito discende nella forma e maggiore diviene la comprensione della realtà da parte della forma stessa.

Il DNA

Le informazioni stanno nel Dna. Il cervello è solamente il meccanismo di trasformazione di queste informazioni in un linguaggio comprensibile mentalmente dal corpo umano.

Il DNA non è altro che una grande memoria storica (mentale) ed esperienziale (emotiva). Tutto nello spazio tempo è formato da particelle. E tutte le particelle contengono il DNA, cioè una loro memoria interna.

Il DNA archivia solo quelle informazioni che riguardano la vita reale vissuta da una persona, ma nulla di ciò che viene appreso dalla persona durante la propria vita e che non sia un'informazione impressa nel cervello come conseguenza di un'esperienza reale di vita. Il Dna, in altre parole, archivia l'informazione che è consciamente compresa dalla forma con il proprio cervello (Ricordo), ma non l'informazione che è inconsciamente e passivamente assorbita dalla forma (Memorizzazione). Il Ricordo è quindi informazione compresa, mentre la Memorizzazione è informazione non compresa.

Il Ricordo può essere definito come "informazione memorizzata in modo naturale": esso è quindi un tipo di Memoria ma con la particolarità di imprimersi nel cervello e nei vari corpi in modo naturale, senza sforzo. Possiamo quindi distinguere la Memoria in Memoria naturale e Memoria artificiale o forzosa. La Memoria naturale viene solitamente definita con il termine Ricordo; la Memoria artificiale viene invece solitamente definita con il termine Memorizzazione.

Esistono come già visto due tipi di Ricordo: Sogno e Segno. Esistono invece cinque tipi di Memorizzazione, ognuna corrispondente ad uno dei cinque sensi fisici: Suono, Immagine, Gusto, Tocco e Odore (vedi Memorizzazione vs Ricordo).

In che modo le forme-pensiero si imprimono sul Dna? Ed in che modo tali forme-pensiero attraggono una certa realtà? Le forme-pensiero sono energie con una forma particellare. A livello eterico ogni singolo fotone (quark eterico) contiene in sé una forma-pensiero che poi passa a livello fisico in un quark. Ogni singolo quark contiene in sé un certo tipo di pensiero base. Maggiore è la complessità di una forma-pensiero e maggiore è il numero di quark che rappresentano tale forma-pensiero.

A seconda delle forme-pensiero che si hanno in sé (cioè dei quark che si hanno in sé) si attrae una realtà che è in sintonia con esse. Attraggo il mio simile, in sostanza. E' come le frequenze di una radio: se mi sintonizzo su una certa frequenza con la radio riesco ad "attrarre" una certa realtà con la stessa frequenza, cioè nel caso particolare una determinata stazione radio. La realtà energetica si basa sempre sul principio "simile attira simile".

Il Dna è formato da molecole, e cioè da insiemi di atomi, e cioè da insiemi di quark. Ogni singolo quark del Dna, come ogni altro quark di una forma fisica, contiene un determinato pensiero. In particolare, le basi del Dna contengono i pensieri (cioè quark) connessi ai 144 lignaggi che la propria anima ha scelto tra tutti quelli dei propri antenati per costituire il proprio karma genetico, più i pensieri connessi a questa vita.

Ogni forma-pensiero eterica negativa disattiva una certa frequenza di basi azotate nel DNA. La cellula muore a causa della bassa vibrazione, dovuta alla presenza di forme-pensiero eteriche distorte, che si traduce in una attivazione molto ridotta del DNA ed anche quindi in uno squilibrio del rapporto delle basi nel DNA.

Ogni cellula possiede il proprio DNA. In un essere umano esistono tre tipi di DNA:  un DNA fisico, un DNA eterico ed un DNA spirituale (nel corpo di luce. Se vogliamo essere più precisi, esistono 12 tipi di DNA uno per ciascuno dei 12 corpi spazio-temporali. Cosa sono gli archivi akascici, dove risiedono e a cosa servono? Akasha vuol dire etere. Gli archivi akashici non sono altro che il Dna eterico. Più precisamente gli archivi akashici risiedono negli starti 4 e 5 del DNA interdimensionale. E' lì che le entità prendono tutte le informazioni che hanno. ).  Vedi DNA e Ascensione
 

1.9 Lo Spirito è imprevedibile

by Dani

Una caratteristica fondamentale che si incorpora man mano che si ascende è la libertà di espressione in tutte le sue forme, nei limiti del rispetto delle altre persone e degli esseri viventi in generale. La libertà di espressione, sintomo di una liberazione dai preconcetti e stereotipi culturali, permette la massima espressione della creatività divina che ognuno di noi ha in sé.

E la caratteristica principe della creatività è l'imprevedibilità. Dio è l'esempio assoluto dell'imprevedibilità. Ed ha creato una realtà che è allo stesso modo imprevedibile: fino a che la realtà non è giunta sul piano fisico e si è manifestata, infatti, può cambiare un'infinità di volte. E NESSUNO può realmente controllare la manifestazione di tale realtà se non Dio stesso, tale è la complicatezza ed il numero di fattori che determinano la manifestazione della realtà fisica.

Il passaggio dall'eterico al fisico, infatti, non è mai automatico. Nemmeno se tutti gli esseri viventi sul piano fisico non hanno più karma passato da rilasciare. Questo è il bello della vita fisica, e cioè che il futuro non è mai stabilito ed è sempre imprevedibile.

Ogni singola parola o azione che manifestiamo a livello fisico passa prima dal filtro del regno angelico. Sono gli angeli infatti, perfetti servitori di Dio, che stabiliscono cosa può passare e cosa no dall'eterico al fisico. Solo se vi è karma gli angeli permettono che qualcosa si manifesti a livello fisico. E' vero che noi siamo liberi di compiere azioni che non sono karmiche ma il fatto che non siano karmiche per noi non significa che non lo siamo per coloro con cui interagiamo. Mi spiego meglio.

Io, ad esempio, sono libero di dire o fare qualcosa liberamente e senza aver karma al riguardo da sciogliere ma solo se non coinvolgo nessun essere vivente in tali mie parole o azioni. Se penso qualcosa che riguarda solo ed esclusivamente me allora riesco a manifestare tale pensiero in parole o azioni senza problemi, anche se non vi è karma al riguardo (anche se, cioè, i nostri antenati non hanno mai manifestato quelle parole o azioni). 

In sostanza, la vera libertà che abbiamo è solo verso noi stessi. Verso gli altri non siamo mai liberi, anche se in apparenza può sembrarci così, se non nel caso in cui sia noi che quello/i con cui interagiamo abbiamo sciolto completamente il nostro karma. Solo in quest'ultimo caso siamo veramente liberi di dire o fare qualsiasi cosa nelle interazioni con gli altri. Ciò non significa comunque che abbiamo il totale controllo del passaggio dal piano eterico (ciò che pensiamo) al piano fisico (ciò che diciamo e facciamo). Come detto, infatti, solo Dio ha il vero controllo del passaggio dall'eterico al fisico e quindi della manifestazione del futuro. E tale controllo lo manifesta attraverso gli Angeli, cioè coloro che sono incaricati a controllare il passaggio della realtà dall'eterico al fisico. 

Una vita senza più karma da rilasciare è ancora molto lontana dal manifestarsi per tutti gli esseri umani, dato che solo Dio e Dea non hanno karma da sciogliere con nessuno e che tutti gli umani sono ancora molto lontani da sciogliere il loro karma. Il che vuol dire, per far comprendere meglio il meccanismo, che Dio e Dea possono comportarsi tra di loro come vogliono e sono completamente liberi di dirsi e fare tra loro ciò che vogliono senza limiti, mentre anch'essi sono limitati nell'interazione con gli altri dal karma delle altre persone.

Rilasciare tutto il karma passato significa in sostanza non avere più vincoli personali legati a propri antenati. E significa anche libertà di esprimersi nel rispetto del karma altrui. E quindi libertà di essere imprevedibili in ogni singolo istante, poiché si diventa liberi di pensare, dire e fare ciò che realmente si vuole nel rispetto del karma altrui. E' solo quando si rilascia tutto il proprio karma, quindi, che lo Spirito è libero di esprimere liberamente la sua creatività, la sua imprevedibilità, in altre parole il suo modo di manifestare a livello fisico l'Amore.

Se Dio quindi si è veramente incarnato sul nostro bel pianeta, di certo lo ha fatto nel modo meno prevedibile possibile. Solo in tal modo, d'altra parte, avrebbe potuto assicurarsi che nessuno lo riconoscesse per come e dove si è manifestato, bensì solo perché la nostra Anima attraverso il cuore ce lo ha fatto capire. E questo è ciò che interessa a Dio, avere vicino persone che lo riconoscono perché è il cuore a dirglielo, e non l'illusoria apparenza...

1.10 Unione tra Spirito e Forma
by Dani

Abbiamo detto che lo spirito non è altro che la forma fisica di altre dimensioni. E il nostro spirito, cioè la nostra anima e sorgente, non è altro che il nostro "sé" umano e fisico nelle dimensioni superiori. Ora, in che modo eleviamo le nostre vibrazioni nella forma fisica tridimensionale?

Ciò avviene attraverso una fusione con le nostre parti multidimensionali. Cioè con il nostro spirito. Come avviene questa unione?

Man mano che noi in questa dimensione rilasciamo i pensieri limitanti ed incorporiamo quelli più elevati, raggiungiamo con la nostra forma vibrazioni sempre più elevate. Ora, una volta raggiunto un sé superiore, cosa succede? Facciamo l'esempio considerando la nostra parte di quarta dimensione. Lo stesso discorso vale anche per gli stadi precedenti in cui si raggiunge il nostro sé nelle vite parallele di terza dimensione.

Quando raggiungiamo il nostro "io" di quarta dimensione con le vibrazioni della nostra forma, questo "io" comincia a sentire dentro di sé dei pensieri che non sono suoi. Non è facile per lui/lei capire che tali pensieri non sono suoi, come non è facile per noi capire che certi pensieri non sono di nostra produzione, a meno che non cominciamo ad usare la mente per ragionare. E lo stesso vale per il sé di quarta dimensione. Fino a che non riusciamo ad allineare la sua vita con la nostra (e per far questo l'altro sé deve accettare i pensieri che sente dentro e che arrivano da noi), non possiamo procedere nella nostra evoluzione.

Cosa succede a livello vibrazionale? Succede che quando il sé di quarta dimensione allinea un suo pensiero a quello che noi proponiamo, cioè quello che è già dentro di noi, cioè nella nostra forma, allora quel pensiero che è comune alle due forme si aggiunge ad entrambe le forme. Cioè la vibrazione della mia forma tridimensionale aumenta pian piano al livello della vibrazione che raggiunge la forma di 4° dimensione integrando i miei pensieri. Cioè le due forme ad un certo punto raggiungono la stessa vibrazione e quindi si allineano fino ad avere tutti gli stessi pensieri nelle due forme. E poi entrambi possono procedere oltre nella loro evoluzione.

Ora, come è possibile che le due forme fisiche abbiano la stessa vibrazione ma rimangano in due realtà distinte? E' possibile solo perché tra le diverse dimensioni è stata creata una barriera energetica che serve per evitare che ci siano passaggi di uno stesso essere da una dimensione ad un'altra. Tali barriere non esistono all'interno di una stessa dimensione tra vite parallele. Ma esistono automaticamente nel momento in cui uno allinea tutte le vite parallele di una dimensione. Perché?

Perché se io provo a passare da una vita parallela ad un'altra, allora anche i miei "io" paralleli fanno la stessa cosa. E se io voglio passare in una certa vita parallela, anche tutti i miei sé fanno la stessa cosa. E quello di quella stessa vita parallela in cui voglio passare che fa? Non può far altro che passare nella sua stessa realtà. Ma vi è già! Significa che non passa in un'altra vita parallela. E significa quindi che le vite parallele non sono più allineate. E questo è un controsenso. Quindi nel momento in cui si allineano le vite parallele, automaticamente si crea una barriera tra sé diversi affinché non possano passare da una vita parallela all'altra. La stessa cosa capita tra dimensioni diverse.

Perché tra diverse dimensioni esistono già barriere? Perché ogni dimensione ha una comprensione della realtà diversa dall'altra. Cioè mentre vite parallele di una stessa dimensione hanno la stessa comprensione della realtà, quelli di altre dimensioni è come se vivessero già nel futuro rispetto alla realtà nostra. Perché hanno vibrazioni più alte che noi raggiungeremo solo più avanti. Quindi se ci fossero passaggi tra dimensioni all'interno di una stesso spazio-tempo, significa che potremmo già conoscere e quindi manipolare il nostro futuro!

Ma questo, per i motivi già detti, non ha senso. Perché conoscendo il futuro potremmo manipolarlo e quindi far venir meno l'esperienza emotiva, che è il vero scopo per cui esiste lo spazio-tempo. E quindi, sebbene sia possibile sintonizzarsi con i nostri sé superiori e questi possono dirci la loro realtà e cioè quello che succederà a noi, noi non possiamo manipolare il futuro. Potremmo solo sapere un possibile scenario per il nostro futuro, cioè lo scenario che avviene in una dimensione superiore. Ma questo ora non vale più, perché è iniziata la fase di contrazione dello spazio-tempo e quindi sono le dimensioni più basse che rappresentano il futuro per quelle più alte.

Quindi solo una volta che tutti i sé di tutti gli esseri viventi di una determinata creazione si allineano, allora tutta la creazione diventa ad una sola dimensione. Ed a questo punto, questa unica dimensione comincia a lavorare per riunirsi ai sé ancora più elevati. E così fino a che non si ricostituisce un solo piano di realtà in tutto lo spazio-tempo, così come dovrebbe essere.

Quindi se è vero che durante l'espansione dello spazio-tempo vi è una discesa dello spirito nella forma, nel senso che dimensioni superiori influenzano dimensioni inferiori, durante la contrazione dello spazio-tempo avviene il contrario. E' cioè la dimensione più bassa che influenza e guida quella più alta. E quindi è la forma che risale nello spirito, per così dire.

1.11 La forma-pensiero
by Dani

In molti articoli e D&R ho parlato delle forme-pensiero. Ora vorrei approfondire alcuni aspetti del concetto di forma-pensiero.

Forma-pensiero è il nome che viene dato alla massa di energia che contiene in sé una certa idea o pensiero. Le forme-pensiero sono solo ed esclusivamente eteriche. La realtà fisica è costituita sì di forme-pensiero, ma tali forme-pensiero hanno la loro origine a livello eterico. La forma-pensiero eterica si manifesta poi in un certo modo nella realtà fisica, attraverso un certo ammasso di quark che si uniscono tra loro.

Una forma-pensiero può costituire a livello fisico un solo quark fino allo spazio-tempo stesso. Dio creò infatti con la mente la forma-pensiero eterica di spazio-tempo prima di manifestarlo a livello fisico.

La forma di tali masse di energia può variare molto. Da un semplice puntino, a forme di vario tipo e grandezza. Una forma-pensiero eterica può anche prendere sembianze umane, mostruose o di altro tipo: tali sembianze vengono decise dalla persona che crea tale forma-pensiero.

Ad esempio io disegno un mostro, e istantaneamente lo creo a livello eterico. Se ho molta energia o molta gente si focalizza su di esso allora tale mostro ha sempre più forza a livello eterico. Ovviamente posso creare anche esseri buoni che aiutano la gente a livello eterico e che hanno magari particolari funzioni.

Le entità e gli egregora sono esempi di forme-pensiero eteriche.

Le entità sono forme-pensiero che hanno una loro individualità e personalità. Gli egregora invece sono forme-pensiero che non hanno una loro individualità e personalità.

Come si creano le forme-pensiero? Si creano appunto con il pensiero. E gli umani sono gli unici esseri dotati di pensiero a livello fisico, e che possono quindi creare forme-pensiero eteriche con la mente.

Quando io penso ad un'auto che mi piace, ad esempio, istantaneamente creo una forma-pensiero a livello eterico che ha proprio la forma dell'auto che mi piace. Maggiore è l'energia che viene data a questa forma-pensiero, e maggiore è la probabilità che tale forma-pensiero si manifesti a livello fisico.

Creare un'entità è molto semplice: basta semplicemente volerlo. E chiunque può farlo. Il potere che tale entità acquista dipende dal numero di persone che si focalizzano su tale entità e dall'energia che tali persone hanno. Vi sono entità create dal nulla millenni fa o ancora prima che sono state adorate o richiamate da moltissime persone e per moltissimo tempo e che hanno acquisito una loro identità a livello eterico. Ma sono semplici pensieri, che possono svanire nel momento in cui viene annullato il pensiero dell'esistenza di quell'entità.

Creare un'egregora è altrettanto semplice, basta che un numero elevato di persone si focalizzi sul pensiero o idea che sta alla base di tale forma-pensiero. Ad esempio, le preghiere standard della cristianità o i mantra orientali sono degli egregora a livello eterico. Tali egregora vengono poi utilizzati da chi ha il controllo su tali egregora per cercare di manifestare un certo tipo di realtà. Il direzionamento di tali egregora avviene per lo più attraverso riti magici, i quali però sono puramente simbolici e rituali ed in realtà non servirebbero.

Basta il semplice pensiero per utilizzare una certa quantità di energia come può essere un egregora per un certo scopo. Alla fine è una questione di coscienza: chiunque può utilizzare l'energia dell'egregora della preghiera "Padre Nostro", ad esempio, per fini personali, ma tale uso dell'energia dal mio punto di vista è una manipolazione della realtà, in quanto si utilizza energia non propria ed a propri fini personali.

Mentre il controllare l'energia di un egregora è piuttosto semplice e alla portata di tutti, il controllare un'entità, cioè una forma-pensiero che ha assunto una sua individualità sul piano eterico non è altrettanto semplice. Tali entità sono tendenzialmente indipendenti dalle persone che vivono sul piano fisico, e quindi per utilizzare la loro energia è necessario ingraziarsele in qualche modo.

Dato che tali entità sono semplici ammassi di energia senza consapevolezza in sé (la consapevolezza non esiste a livello eterico, ma solo a livello fisico) sono anche piuttosto stupide, e possono essere manovrate come un qualsiasi pupazzo.

E questo è ciò che si fa quando attraverso riti magici si richiamano certe entità e si chiede loro un favore. In cambio di solito queste entità possono richiedere un qualcosa che dia loro energia e che possa loro permettere di continuare ad esistere.

Uno di questi modi è il sacrificio animale o umano, in quanto nel momento in cui un animale o un umano muoiono allora il corpo eterico ed i corpi sottili si dissolvono. Se una persona viene sufficientemente sradicata da Terra (una persona si sconnette dalla Terra soprattutto in situazioni di forte paura), allora l'entità può penetrare nel corpo eterico di questa persona ed impossessarsi di esso. Nel momento in cui la persona viene uccisa, l'entità risucchia il suo corpo eterico e quindi tale entità diventa ancora più forte. Solo allora l'entità è disposta in cambio dell'energia donatale di fare un favore alle persone che l'hanno richiamata e che le hanno offerto tale dono.

Un'entità eterica non può modificare la realtà fisica da sola. Può farlo solo se riesce a penetrare nel corpo eterico di una o più persone. Solo allora "possiede" tali persone e riesce in qualche modo ad influenzarle nelle loro scelte. Nessuna entità potrà mai penetrare in una persona se tale persona è fortemente radicata alla Madre Terra (essere radicati significa che il proprio corpo eterico è strettamente connesso al corpo eterico della Madre Terra).

Molte persone, soprattutto sotto il livello 3000, sono fortemente sconnesse dalla Terra. Per questo l'intento quotidiano di radicarsi con la Terra è fortemente raccomandato, perché può evitare spiacevoli situazioni, dovute spesso anche a karma accumulato dai propri antenati.

1.12 Anche gli atei hanno una Metafisica
by Dani

Il termine Metafisica è solito indicare quella parte della realtà (e della conseguente conoscenza della stessa) che non è percepibile sensorialmente. Ogni forma-pensiero (o pensiero) che non è concretamente percepibile fa parte quindi della Metafisica (mentre parola ed azione fanno sempre parte, per definizione, della Fisica). 

Un ateo è colui che non crede nell'esistenza di Dio o di una qualunque realtà trascendente, ossia tutto ciò che è Metafisica. Ciò che spesso non viene compreso, però, è che ogni credenza (e quindi anche la credenza che Dio esista e quella che Dio non esista) è un puro assioma, ossia un'ipotesi non dimostrata e non dimostrabile che scegliamo come principio da cui partire per creare una nostra visione della realtà. In altre parole, ogni essere umano per vivere nella realtà fisica ha bisogno di credere a delle idee-base trascendenti che vengono date per scontate. Ognuno di noi ha perciò una propria Metafisica, ossia forme-pensiero (o pensieri) che costruiscono i mattoni fondamentali della nostra visione del mondo. E quindi anche l'ateo ne ha una, sebbene la sua Metafisica consista proprio nel credere che non esista la Metafisica: egli in altre parole non crede nella propria stessa visione del mondo. Nega la sua stessa capacità intellettiva. Perfino l'agnostico ha una sua credenza (e quindi una sua Metafisica): quella che non si può conoscere ciò che non è sensorialmente percepibile.

Una persona che volesse astenersi dal credere in Dio ed allo stesso tempo non contraddirsi (come invece accade all'ateo, come appena detto), dovrebbe semplicemente evitare di crearsi una Metafisica, ossia rimanere nel dubbio perenne su ogni pensiero, parola ed azione propria od altrui. Ma ciò è impossibile nella vita pratica: ogni nostro pensiero, parola ed azione, infatti, sono da noi esplicate solo nel momento in cui abbiamo una determinata Metafisica che ci "garantisce" quelle idee-base sulla realtà da cui partire per formarci una nostra individualità di pensiero, parola ed azione.

L'avere una Metafisica è una necessità della Vita umana. D'altra parte se è necessario partire da presupposti che trascendono la realtà fisica per vivervi dentro, significa che un qualche cosa di metafisico è un presupposto essenziale della Vita fisica. O, in altre parole, che esiste un qualche cosa di metafisico senza il quale la Vita fisica non può esistere. Tale qualche cosa può essere chiamato etere (nella sua sostanza) o Spirito (nella sua essenza). L'insieme dell'etere, unito alla realtà fisica, può essere chiamato spazio-tempo. L'insieme degli Spiriti, ossia l'insieme delle essenze metafisiche, può invece essere chiamato Dio. 

L'avere una Metafisica, quindi, non significa credere in Dio, ma molto di più: significa dimostrarne l'esistenza. L'avere una qualsiasi credenza, in altre parole, dimostra che esiste la Metafisica: e che, in ultima analisi, esiste Dio.

 

2. Filosofia ed Arte

Data ultimo aggiornamento: 25 maggio 2009

In questo materiale sono riportati gli articoli di Dani che riguardano la Filosofia e l’Arte. E’ importante, a nostro avviso, conoscere la definizione di certi termini al fine di una corretta comprensione dei concetti espressi dallo Spirito.

2.1 Elogio della Filosofia
by Dani

Negli ultimi due secoli in particolare l'avvento delle innovazioni tecnologiche ha fatto perdere, almeno in parte, l'importanza che la filosofia merita nel panorama sociale.

Tutto ciò che esiste è creato dal pensiero, e Dio stesso ha creato tutto ciò che esiste pensando, riflettendo e scegliendo la soluzione migliore. Dio è il più grande pensatore che mai sia esistito e che mai esisterà, e non ha creato tutto ciò che esiste con la matematica avanzata, con formule complicate o con l'utilizzo di tecnologie innovative. Tutto ciò che ha utilizzato è la sua intelligenza ed il potere del suo pensiero.

Dio stesso è il Filosofo per eccellenza ed allo stesso tempo lo Scienziato per eccellenza. La filosofia è la vera scienza, tutte le altre scienze più moderne sono derivate da questa. Solo la perdita di consapevolezza dell'umanità le ha fatto dimenticare il funzionamento della realtà e le ha fatto cercare la verità attraverso l'utilizzo di macchine esterne, trascurando le capacità della propria mente.

Lo scopo vero dell'evoluzione spirituale è recuperare tutte le capacità mentali ed emotive che l'essere umano ha in sé in modo da poter comprendere la realtà senza l'utilizzo di macchine esterne che, pur avanzate che siano, non potranno mai comprendere l'essenza della realtà, cosa che solo la mente umana può comprendere.

Dio non parla in modo semplice, ma parla in modo molto chiaro. Chi non capisce ciò che dice è perché non ha il cervello abbastanza attivato ed allenato a ragionare, a pensare. E questo purtroppo è il grosso problema delle società moderne. Essendovi macchinari che fanno oramai tutto per noi, non siamo più abituati a ragionare ed ad usare il cervello. Solo poche persone sono disposte ad addentrarsi in speculazioni filosofiche che, a differenza di quanti molti pensano, sono l'unico vero modo per comprendere la realtà.

Il problema principale dell'umanità odierna è che non è abituata ad usare il proprio cervello. Tutto gli viene già insegnato da altri sin dalla nascita e si presuppone erroneamente che ciò che ci viene detto sia vero o che sia la verità assoluta o che sia la definizione più intelligente. Pochi ancora sono disposti a ricercare da soli nuove strade ed ascoltare le versioni della verità che hanno meno credito nel mondo degli esperti.

Lo studio dei grandi pensatori è fondamentale per attivare il cervello ed abituarlo a ragionare, a patto naturalmente che si ragioni effettivamente su ciò che dicono e non si impari il loro pensiero a memoria.

Le speculazioni di un Socrate o di un Platone sono questioni che tutti dovrebbero affrontare con il loro cervello, ma la comodità della vita odierna dà ai più l'apparente convinzione di essere felici e non sono quindi disposti ad imbattersi in questioni troppo difficili. Questo è ahimè il problema di una società che basa tutto sull'apparenza ed ha perso molto di vista il punto chiave della vita e dell'evoluzione, cioè la comprensione della realtà. Oggi l'apparenza è tutto, la ricchezza e bellezza esteriore è ciò che conta, non la ricchezza e la bellezza interiore. E la gente è diventata così cieca che non riesce più a distinguere ad occhio nudo chi è veramente ricco e bello dentro ed evoluto, essendo così abituata a concentrarsi sull'aspetto fisico, sul modo di vestire, sul denaro, sull'abbondanza di beni esteriori.

Vi è una caratteristica fondamentale delle persone più evolute spiritualmente: sono dei grandi pensatori. Solo attraverso l'utilizzo del cervello si può capire veramente come funziona la realtà, cosa è giusto e cosa è sbagliato. E solo attraverso l'utilizzo del cervello si può comprendere l'esperienza e maturare veramente anche dal punto di vista emotivo.

Dio è pronto a comunicare con tutti, ma pochi sanno veramente ascoltarlo e comprenderlo perché Dio non parla in modo semplice, ma parla in modo molto chiaro. Solo chi fa lo sforzo di utilizzare il proprio cervello viene premiato da Dio. Egli non premia chi fa di più, e nemmeno chi riesce ad accumulare più ricchezza. Dio premia chi è disposto a fare la fatica di ragionare molto sulla realtà e comprenderla. Dio premia solo i veri ricercatori della Verità. Solo loro possono raggiungere la vera sapienza (mente) e la vera saggezza (emozione). Ed avvicinarsi quindi veramente a Dio.

2.2 Cosa, Come e Perché

by Dani

Ci sono 3 domande che ognuno di noi dovrebbe porsi per essere certo di poter ascendere in modo completo e comprendere la realtà delle cose, anche nei rapporti umani. Queste 3 domande sono: Cosa?, Come? e Perché?.

Tali domande possiamo completarle con due verbi che rappresentano rispettivamente il lato emotivo ed il lato mentale della realtà. Il lato emotivo si può indicare con il verbo Fare mentre il lato mentale si può indicare con il verbo Essere. Per crescere in modo completo dobbiamo dare la stessa importanza ad entrambi i nostri lati, emotivo e mentale.

Quindi per crescere in modo completo dal punto di vista emotivo dobbiamo porci le 3 domande: Cosa fare?, Come farlo? e Perché farlo? . Il Cosa Fare è un pensiero che si basa sull'esperienza di vita e che viene automatico con il passare del tempo per quelle azioni che sono ripetitive. Ad esempio il movimento muscolare per camminare, parlare, prendere oggetti, ecc. Il Come Farlo è una azione che diviene anch'essa automatica quando il pensiero del Cosa Fare diviene anch'esso automatico. Il Perché Farlo è un pensiero che si basa sull'esperienza di vita e che quindi varia da persona a persona e non esiste un giusto ed uno sbagliato assoluto. Ognuno ha le sue motivazioni del perché si comporta in un certo modo.

Per crescere invece in modo completo dal punto di vista mentale dobbiamo porci le 3 domande: Cosa è?, Come è? e Perché è?. Utilizziamo qui la terza persona per indicare qualsiasi cosa, l'Io compreso, nel qual caso potremmo anche dire Cosa sono? Come sono? e Perché sono?. Il Cosa E' ed il Come E' sono due pensieri che equivalgono al cercare di capire il cosa ed il come della realtà esterna e della realtà interna (decidere come comportarsi con gli altri), e che quindi comprendono in sé le 3 domande connesse al "Fare" di cui sopra.

Quando decido infatti "cosa e come sono" decido di comportarmi in un certo modo, il che equivale alla comprensione del Cosa Fare, Come Farlo e Perché Farlo che si basa sull'esperienza di vita e che varia da persona a persona. Seguendo l'approccio mentale, cioè, decido di comportarmi in un certo modo perché ho una idea di cosa e come sono, e posso averlo stabilito solo riflettendo sull'esperienza emotiva mia ed altrui.

Una persona può decidere cioè come comportarsi non solo sulla base dell'esperienza emotiva (Cosa, Come e Perché fare) ma anche sulla base del modo in cui si definisce rispetto all'esterno (Cosa e Come sono). Io mi definisco infatti solo rapportandomi all'esterno, altrimenti non riuscirei a definirmi e sarei indefinito. 

Ma dato che il definirsi rispetto all'esterno è possibile solo riflettendo sull'esperienza emotiva, esso equivale all'approccio emotivo basato sull'esperienza emotiva ma aggiunto di una maggiore riflessione personale. In sostanza il comportamento perfetto si può raggiungere sia attraverso un approccio emotivo sia attraverso un approccio mentale, con la differenza che l'approccio mentale è più rapido in quanto aggiunge all'esperienza emotiva una maggiore speculazione e riflessione sull'esperienza stessa.

In questo senso possiamo dire che la comprensione emotiva è compresa nella comprensione mentale e che quindi la comprensione mentale è superiore a quella emotiva. Sebbene cioè sia vero che per crescere in modo completo dobbiamo crescere sia umanamente (emotivamente) sia mentalmente, è vero altresì che l'approccio mentale alla vita (la ricerca dell'Essenza delle cose) è superiore all'approccio emotivo (la ricerca del Comportamento ideale), in quanto lo comprende in sé e va oltre.

Ci rimane il Perché E', e quindi anche il perché io sono. Questa domanda è la differenza fondamentale tra l'approccio mentale e quello emotivo. Ed è la domanda che rende l'approccio mentale più completo di quello emotivo. Questa è la domanda filosofica per eccellenza, che ricerca cioè il perché delle cose. Ed è la domanda che ogni bambino pone ai genitori, dato che solitamente comprende da solo il cosa ed il come della realtà, nella speranza di trovare qualche risposta. Ma il fatto è che nessuno a parte Dio può avere la certezza del Perché della realtà, dato che è Lui che ha creato la realtà in questo modo.

L'essere umano può avere una certezza apparente del perché delle cose che egli stesso ha creato (es. oggetti, scienze, tecnologie, arti). Dico apparente perché anche per le cose create dall'uomo vi è un perché più profondo e che l'essere umano stesso non riesce a comprendere, e che prende in considerazione tutta la realtà, quando l'uomo può invece percepirne solo una piccola parte. Del perché del Creato di Dio (compreso quindi l'essere umano), poi, non può naturalmente averne certezza. 

Sebbene l'essere umano non possa avere la certezza del perché delle cose, la sfida di un essere umano sta proprio qui: sforzarsi di comprendere il perché Dio ha creato le cose in un certo modo (o per gli atei il perché la realtà funziona in un certo modo). Presupponendo che Dio esista e che sia veramente intelligente, è probabile che non abbia creato nulla in modo casuale e che nulla di ciò che succede sia quindi casuale. E se è veramente intelligente, è probabile che premi la volontà di chi ricerca la Verità Assoluta, e cioè il Perché di Tutto. Nella speranza che sia proprio così
 

2.3 Vero Apprendimento

by Dani

Esistono due modi fondamentali di apprendimento: l'Apprendimento dell'Essere e l'Apprendimento dell'Avere. Per entrambi i tipi di apprendimento esistono due modalità base, una pura e l'altra distorta. Vediamole insieme.

Con Apprendimento dell'Essere si intende la capacità di accumulare conoscenza a livello spirituale, a livello eterico ed a livello fisico. Si tratta di quel processo di apprendimento che viene comunemente definito evoluzione spirituale e che comprende, se veramente tale, una vera saggezza (apprendimento emotivo) ed una vera sapienza (apprendimento mentale). Possiamo definire il tipo "puro" di Apprendimento dell'Essere ed il tipo "distorto" di Apprendimento dell'Essere rispettivamente Apprendimento Interiore ed Apprendimento Esteriore.

L'Apprendimento Interiore si basa sulla continua ricerca della Verità pura che si manifesta nel continuo porsi delle domande sulla realtà interiore ed esteriore e cercarne continuamente una risposta, anche naturalmente usufruendo delle informazioni provenienti dall'esperienza altrui. L'Apprendimento Esteriore, al contrario, si basa sulla continua ricerca della Verità distorta che si manifesta nel continuo prelievo di informazioni altrui senza alcun filtro attraverso l'utilizzo della nostra mente. Più si avanza nella propria crescita individuale, e più il proprio apprendimento si basa sulle proprie capacità di comprensione mentale, e cioè sull'Apprendimento Interiore.

L'Apprendimento dell'Essere è un tipo di apprendimento "al di fuori di spazio e tempo", nel senso che non ha lo scopo di determinare direttamente il proprio modello di comportamento nella vita di tutti i giorni, quanto piuttosto il proprio "processo di elaborazione delle informazioni". Ciò significa in sostanza che l'Apprendimento dell'Essere indica la propria capacità di comprensione della realtà attraverso l'utilizzo della Mente che porta di conseguenza anche ad uno sviluppo Emotivo, Intuitivo e Creativo del proprio essere.

Con Apprendimento dell'Avere, invece, si intende la capacità di accumulare conoscenza a livello eterico ed a livello fisico. Si tratta di un processo di apprendimento puramente pratico e che si basa sulla capacità fisica e sulla capacità eterica, ma non su quella spirituale. Possiamo definire il tipo "puro" di Apprendimento dell'Avere ed il tipo "distorto" di Apprendimento dell'Avere rispettivamente Apprendimento Coerente ed Apprendimento Non Coerente.

L'Apprendimento Coerente si basa sulla continua ricerca della Verità pura che si manifesta a livello fisico e/o eterico in un comportamento coerente con l'Apprendimento dell'Essere. Il modo di comportamento nella Vita, cioè, (che si può definire come l'Avere dell'essere, cioè il comportamento pratico dell'Essere) è in questo primo caso coerente con la conoscenza accumulata a livello spirituale. L'Apprendimento Non Coerente, invece, si basa sulla continua ricerca della Verità distorta che si manifesta a livello fisico e/o eterico in un comportamento non coerente con l'Apprendimento dell'Essere.

L'Apprendimento dell'Avere è un tipo di apprendimento "spazio-temporale", nel senso che determina in modo diretto il proprio comportamento nella Vita di tutti i giorni nel contatto con il mondo esterno. Indica in sostanza il proprio "modello di comportamento".

Se l'Apprendimento dell'Essere e l'Apprendimento dell'Avere sono entrambi puri a tutti i livelli (spirituale, eterico e fisico per l'Apprendimento dell'Essere ed eterico e fisico per l'Apprendimento dell'Avere) allora si ha la massima purezza. L'Apprendimento dell'Essere è l'apprendimento della Consapevolezza Spirituale (presente anche nelle particelle eteriche e fisiche) mentre l'Apprendimento dell'Avere è l'apprendimento della Consapevolezza Eterica e Fisica, chiamate anche con l'unico termine di Consapevolezza Biologica.

 

 

 

 

2.4 Qualità e Quantità
by Dani

In questo articolo è nostro intento trattare dei concetti di Qualità e Quantità e delinearne una loro definizione comprensibile e chiara. Per far ciò è necessario premettere e definire altri concetti altrettanto importanti. Possiamo definire Ontologia lo studio della natura e dell'espressione dell'Essere, quindi dello Spirito. Data tale definizione, possiamo specificare il concetto di Filosofia con il termine Filosofia ontologica ed il termine di Arte con il termine di Arte ontologica (vedi anche Discipline dello Spirito nella sezione Schede). In particolare, lo studio della Filosofia ontologica possiamo chiamarlo Epistemologia. Lo studio dell' Arte ontologica possiamo invece chiamarlo Fenomenologia. L'Epistemologia studia quindi la Teoria dell'Essere, mentre la Fenomenologia studia la Pratica dell'Essere, cioè l'Avere. L'Epistemologia studia il Soggetto (Essere) mentre la Fenomenologia studia l'Oggetto (Avere).

Possiamo infine definire DeOntologia lo studio dei Doveri ontologici, sia nella loro manifestazione epistemologica (filosofia, teoria, soggetto) sia nella loro manifestazione fenomenologica (arte, pratica, oggetto).

I concetti di Qualità e Quantità riguardano sia l'Essere stesso (problema ontologico), sia la Teoria dell'Essere (problema epistemologico), sia la Pratica dell'Essere (problema fenomenologico).

A livello ontologico, la Qualità e la Quantità dell'Essere corrispondono alla Consapevolezza dell'essere spirituale in questione e coincidono con essa. Qualità e Quantità sono quindi una distinzione terminologica puramente spazio-temporale, non valida cioè per lo Spirito. Nei Piani di Luce cioè Quantità e Qualità sono termini che si riassumono nell'unico termine Consapevolezza (o Evoluzione spirituale).

A livello epistemologico, la Qualità e la Quantità della Teoria dell'Essere (Filosofia) sono invece due termini che indicano due concetti differenti. La Qualità della Teoria dell'Essere rappresenta la "prossimità di tale teoria alla Logica Assoluta": essa riguarda solo la Filosofia Logica. La Quantità della Teoria dell'Essere rappresenta invece la "pura e semplice quantità di informazioni teoriche": essa riguarda solo la Filosofia Non Logica.

A livello fenomenologico, la Qualità e la Quantità della Pratica dell'Essere (o Qualità e Quantità dell'Avere) sono parimenti due concetti differenti. La Qualità della Pratica dell'Essere rappresenta la "prossimità di tale espressione corporea all'Amore puro": essa riguarda sia l'Arte Lavorativa sia l'Arte Ludica. La Quantità della Pratica dell'Essere rappresenta la "pura e semplice quantità di parole e/o azioni manifestate esteriormente": essa riguarda sia l'Arte Lavorativa sia l'Arte Ludica.

Sia la Quantità sia la Qualità possono essere determinate solo attraverso l'utilizzo di un Linguaggio, inteso come "un insieme di codici necessari per lo scambio di informazioni tra due o più esseri". Mentre a livello ontologico ed epistemologico il Linguaggio utilizzato è Terminologico, a livello fenomenologico il Linguaggio utilizzato è Corporeo.

E' solo grazie alla presenza di tali Linguaggi che è possibile creare una DeOntologia dei Doveri per entrambe le Discipline dello Spirito (Filosofia, Arte) ed in tutte le loro possibili modalità di espressione (pensiero, parola ed azione). DeOntologia dei Doveri che nella sua espressione più elevata viene a coincidere con la Vera Saggezza.

 

2.5 Filosofia Logica
by Dani

Abbiamo definito la Filosofia Logica come "l'utilizzo di affermazioni consequenziali basate sull'esperienza empirica o teorica". Come accennato nell'articolo 84 "Qualità e Quantità", la Filosofia Logica si occupa della Qualità della Teoria dell'Essere (Filosofia) e non della Quantità della stessa, cosa che è trattata invece nella Filosofia Non Logica.

In che senso la Filosofia Logica si occupa solo della Qualità della Filosofia? Ebbene, la consequenzialità trattata dalla Logica è un concetto qualitativo. La correlazione tra diversi concetti è infatti una questione relativa che dipende dalla definizione che diamo ad ogni singola parola nel momento in cui utilizziamo il linguaggio per esprimere il nostro pensiero. E tale definizione che noi diamo ad ogni singola parola dipende da 2 fattori: dalla nostra esperienza culturale e dalla nostra consapevolezza. Spieghiamo meglio.

Quando noi impariamo il significato di una parola quando siamo piccoli, le diamo quel significato che noi possiamo comprendere considerando quella che è la nostra conoscenza delle altre parole che vengono utilizzate per definire quella stessa parola. Esiste una definizione di ogni parola che viene comunemente accettata e riconosciuta come tale dalla popolazione che parla una determinata lingua, e quella definizione (che spesso comprende più significati per la stessa parola) è quella che troviamo solitamente nei dizionari. Ora, sebbene quindi è probabile che si dia all'interno di un gruppo linguistico una definizione simile ad una data parola (difficilmente identica dato che ad ogni parola ognuno associa una determinata carica emotiva o sentimento puro che può essere diverso da persona a persona), la profondità con cui tale parola viene compresa dentro di sé non dipende da un fattore linguistico ma da un fattore intellettuale. E l'intelligenza di una persona è direttamente proporzionale alla sua consapevolezza spirituale, e cioè alla quantità di Spirito che ha in sé.

E' la differente profondità a cui una determinata parola e di conseguenza un determinato concetto (esprimibile con una serie di parole) vengono compresi che sta alla base dell'esistenza di diverse logiche relative ognuna delle quali unica per ogni singolo Essere. Maggiore è la profondità con cui una parola od un concetto vengono compresi e maggiore è la vibrazione della parola emessa (attraverso lo scritto e/o attraverso il parlato) dall'Essere in questione. Non sono quindi le parole in sé che hanno una determinata vibrazione ma la vibrazione di una stessa parola varia a seconda di chi l'emette, dipende cioè dalla consapevolezza dell'Essere in questione e quindi dalla profondità con cui ha compreso quella parola ed il connesso significato datole. E, importante da ricordare, maggiore è la profondità con cui si comprendono delle parole o concetti e maggiore è la facilità di comprendere la connessione e quindi anche la consequenzialità tra quelle stesse parole.

La Filosofia Logica non si occupa invece della Quantità della Filosofia (Teoria dell'Essere) perché i concetti di consequenzialità e di profondità di comprensione sono sconnessi dalla Quantità dell'informazione espressa e quindi dal numero della parole utilizzate. Entrambi questi concetti infatti non dipendono dal numero di informazioni accumulate nella propria esperienza quanto invece dalla nostra volontà di comprendere la realtà e dalla conseguente capacità di comprenderla. 

Sia la nostra esperienza culturale sia la nostra consapevolezza determinano non solo la nostra capacità di comprensione della realtà e la nostra capacità di esprimere dei concetti, ma anche la capacità di comprensione del pensiero espresso da altri. Maggiore è infatti la profondità in cui abbiamo compreso una determinata parola od un concetto e maggiore è la probabilità che tale nostra comprensione comprenda in sé anche il significato che un'altra persona dà a quella stessa parola o concetto. Per questo motivo maggiore è la nostra consapevolezza e maggiore è la nostra capacità di comprendere il pensiero altrui.

2.6 Filosofia Non Logica

by Dani

Abbiamo definito la Filosofia Non Logica come "l'accumulo di informazioni non consequenziali tratte dall'esperienza empirica o teorica". Come accennato nell'articolo 84 "Qualità e Quantità", la Filosofia Non Logica si occupa della Quantità della Teoria dell'Essere (Filosofia) e non della Qualità della stessa, cosa che è trattata invece nella Filosofia Logica.

In che senso la Filosofia Non Logica si occupa solo della Quantità della Filosofia? Ebbene, l'accumulo di informazioni trattato dalla Non Logica è un concetto quantitativo. Il numero di informazioni accumulate, in quanto dato numerico, è un concetto assoluto che non è interpretabile da ognuno in modi diversi. Un numero è un numero, ed il linguaggio numerico è un linguaggio basato su termini (i numeri stessi) la cui comprensione è condivisa da tutti indistintamente.

Ma cos'è un numero? Il linguaggio numerico (e cioè l'insieme dei numeri) è il linguaggio codificante tutti i linguaggi dello spazio-tempo e sottostante ad essi. L'unità del linguaggio numerico, il numero, non può essere definito a parole. Non posso dare una definizione del numero 7, ad esempio, perché non esistono linguaggi spazio-temporali da cui il linguaggio numerico provenga e che possano essere utilizzati per definirlo. Un determinato concetto, infatti, può essere definito solo utilizzando un linguaggio preesistente.

Esistono 3 livelli di Linguaggio: numerico, eterico e fisico. Prima venne ideato il linguaggio numerico per dare ordine al Creato (Piani di Luce e spazio-tempo), poi venne creato il linguaggio eterico (l.mentale,l.emotivo, l.intuitivo,l.creativo; solo spazio-tempo) ed infine il linguaggio fisico (l.parlato,l.corporeo; solo spazio-tempo). Non possiamo comprendere il linguaggio eterico senza conoscere il linguaggio numerico e non possiamo comprendere il linguaggio fisico senza conoscere il linguaggio numerico ed il linguaggio eterico. Ora, la Quantità della Filosofia (Filosofia Non Logica) si basa solo ed esclusivamente sul linguaggio numerico, mentre la Qualità della Filosofia (Filosofia Logica) si basa sul linguaggio numerico, eterico e fisico.

Il linguaggio numerico è il linguaggio di contatto tra il non spazio-tempo e lo spazio-tempo. E' un linguaggio presente anche al di fuori dello spazio tempo, a differenza del linguaggio eterico e del linguaggio fisico. I Piani di Luce, infatti, sono piani in cui avviene una comunicazione olografica istantanea tra tutte le Anime e le informazioni vengono recepite da ogni singola Anima in forma numerica. Cioè sui Piani di Luce ogni singola informazione viene espressa e quindi ricevuta attraverso una determinata sequenza di numeri, dove con numero intendiamo un "codice che permette la ricezione immediata e completa di una data informazione". I simboli che noi utilizziamo e che chiamiamo numeri non sono altro che un modo per esprimere sensorialmente il codice numerico, che nella sua vera essenza non spazio-temporale semplicemente è, senza alcuna definizione sensoriale.

La definizione appena data di numero (e quindi di linguaggio numerico) si distingue dai linguaggi eterici e fisici per il fatto che i primi rappresentano un "codice che permette la ricezione immediata ed incompleta di una data informazione" e che i secondi rappresentano un "codice che permette la ricezione differita ed incompleta di una data informazione". Infatti, il linguaggio eterico è un linguaggio immediato in quanto l'informazione animica incorporata olograficamente sui Piani di Luce viene immediatamente trasmessa sul piano creativo eterico più esterno dagli Angeli, ma è incompleto in quanto l'informazione è inconscia alla forma fisica spazio-temporale (l'eterico rappresenta il nostro inconscio), non è sensoriale e soprattutto si basa a sua volta su 4 linguaggi diversi (mentale,emotivo,intuitivo,creativo) che nel comunicare tra loro nel passaggio dell'informazione dai piani eterici più alti a quelli più bassi perdono parte dell'informazione originaria a causa delle diverse definizioni e comprensioni dei concetti nei diversi piani eterici. Il linguaggio fisico, invece, è un linguaggio differito in quanto l'informazione animica viene trasmessa alle particelle del corpo fisico solo dopo esser passata attraverso tutti i piani eterici, ed è incompleto in quanto si basa a sua volta su 2 linguaggi diversi (parlato, corporeo) che nel comunicare con i piani eterici perdono parte dell'informazione eterica (già a sua volta incompleta) a causa delle diverse definizioni e comprensioni dei concetti nei linguaggi eterici e nei linguaggi fisici. Inoltre essendo i due linguaggi fisici diversi, anche nel comunicare tra loro perdono parte dell'informazione sempre a causa delle diverse definizioni e comprensioni dei concetti.

Il linguaggio numerico che permette la comunicazione tra Anime sui Piani di Luce consiste in una particolare sequenza di suoni musicali emessi da Dio/Dea Tutto Ciò Che E' e riverberanti in ogni Anima nello stesso istante. Ognuno di tali suoni corrisponde ad un numero. O meglio, ogni singolo suono emesso da Dio/Dea Tutto Ciò Che E' rappresenta proprio il concetto di numero (come sopra definito) sui Piani di Luce. E' attraverso tali suoni che è possibile la comunicazione olografica istantanea tra tutte le Anime.  Anche nello spazio-tempo, sia a livello eterico che fisico, ogni singolo suono rappresenta un numero.

La Filosofia Non Logica (che tratta solo la realtà spazio-temporale) si esprime nell'accumulo dentro di sé di informazioni utilizzando tutti e tre i linguaggi: numerico, eterico e fisico. In particolare, il linguaggio numerico nello spazio-tempo consiste in una particolare sequenza di suoni musicali emessi dagli Angeli che vanno ad attivare una determinata sequenza (determinati numeri cioè) di basi azotate nel dna del corpo di luce, dei corpi eterici e del corpo fisico e tale sequenza trasmette ai corpi una particolare informazione non connessa in modo consequenziale alle altre.

Da notare che mentre al di fuori di spazio e tempo (cioè nei Piani di Luce) il linguaggio numerico è sia un linguaggio di trasmissione (delle informazioni nelle singole Anime) sia un linguaggio di comunicazione (tra le Anime), nello spazio-tempo il linguaggio numerico è solo un linguaggio di trasmissione (delle informazioni nei singoli corpi). Nello spazio-tempo i linguaggi di comunicazione (tra i corpi) sono quelli eterici e quelli fisici.  

Ascendendo si incorpora sempre più Anima nella propria forma spazio-temporale e quindi si comunica sempre più nel linguaggio numerico olografico puro (inteso come linguaggio di comunicazione) utilizzato nei Piani di Luce, linguaggio che permette come detto la ricezione immediata e completa delle informazioni

Con l'Ascensione quindi il linguaggio numerico diventa anche linguaggio di comunicazione: come dire che la comprensione della Realtà diventa sempre maggiore in quanto essa viene percepita sempre più per quello che è veramente, avendo cioè la ricezione immediata e completa delle informazioni sulla Realtà stessa, con sempre meno limiti informativi dovuti a Paure ed Illusioni che impediscono una comunicazione immediata e completa.

 

2.7 Analisi teoretica dello Spirito
by Dani

"Sebbene ognuno di noi percepisca la Realtà in modo soggettivo, esiste una Realtà oggettiva: quella ideata inizialmente dal Creatore di Tutto Ciò che E'".

INDICE

1. Essenza dello Spirito

    1.1. Ontologia

    1.2. Essenza dell'Essere/Spirito

2. Discipline dello Spirito

    2.1. Epistemologia

    2.2. Fenomenologia

3. Manifest(e)azioni dello Spirito

    3.1. Deontologia

 

1. Essenza dello Spirito

1.1. ONTOLOGIA

Con il termine Ontologia intendiamo qui lo studio dell'espressione e della natura dell'Essere (cioè dello Spirito). Definiamo prima quindi cosa si intenda con espressione dell'Essere e con natura dell'Essere, dopodiché tratteremo di ciò che è e ciò che non è Essere e quindi argomenteremo il perché intendiamo il concetto di Essere come sinonimo di Spirito.

Espressione dell'Essere

Con i termini Espressione dell'Essere intendiamo le modalità con cui l'Essere manifesta la sua Essenza nei confronti di tutto ciò che sta al suo esterno, che si tratti di un altro Essere o di un non Essere. L'Espressione dell'Essere è un concetto, come l'Essere stesso, che esiste al di fuori di spazio e di tempo ed il suo studio è quindi da approfondirsi a livello puramente speculativo, discutendone quindi a livello esclusivamente teorico. 

Natura dell'Essere

Con i termini Natura dell'Essere intendiamo l'origine dell'Essere, origine la quale può essere avvenuta in un altro Essere o in un non Essere. Anche la Natura dell'Essere è un concetto, come l'Essere stesso, che esiste al di fuori di spazio e tempo ed il suo studio è quindi da approfondirsi a livello puramente speculativo, discutendone quindi a livello esclusivamente astratto.

Essere e Non Essere

Definiamo con il termine Essere tutto ciò che ha una sua individualità indipendentemente dall'esistenza o meno di altri Esseri o Non Esseri. Tutto ciò che esiste nello spazio e nel tempo di per sé Non E' in quanto la sua esistenza è sottoposta alla presenza di uno spazio e di un tempo che a loro volta, in quanto dipendenti l'uno dall'esistenza dell'altro, sono da considerarsi due Non Esseri. Solo la presenza dell'Essere nello spazio e nel tempo dona Vita al Non Essere esistente nello spazio e nel tempo, ed ai concetti di spazio e tempo stessi.

Essere o Spirito

Solo il Tutto ha una sua individualità indipendentemente dall'esistenza o meno di altri Esseri o Non Esseri. Tutto ciò che è parte del Tutto ma che non è il Tutto stesso non può avere una sua individualità indipendentemente dall'esistenza o meno di altri Esseri o Non Esseri in quanto la sua individualità esiste solo ed esclusivamente in quanto frazione del Tutto e quindi esiste solo in dipendenza dal Tutto stesso e da tutto ciò che appartiene al Tutto ma non è esso stesso. Noi chiamiamo il Tutto anche con il termine Dio o Tutto Ciò che E' o Spirito. 

 

1.2. ESSENZA DELL'ESSERE/SPIRITO

Il Pensiero rappresenta l'Essenza dello Spirito. Maggiore è la purezza del Pensiero (consapevolezza) dello Spirito e maggiore è l'Amore contenuto in esso. Lo Spirito è Mente Pura e non conosce Emozione, ma solo l'unico vero Sentimento Neutrale (Non-Emozione), ossia il Vero Amore. Lo Spirito fa esperienza dell'Emozione solo durante l'incarnazione in una forma spazio-temporale.

Il Pensiero (Spirito) è sia spazio-temporale sia non spazio-temporale. Il Pensiero spazio-temporale (pensiero epistemologico) rappresenta la presenza dello Spirito nella Materia, il Pensiero non spazio-temporale (pensiero ontologico) rappresenta lo Spirito in sé, al di fuori di spazio e tempo. La Vera Natura dello Spirito è non spazio-temporale. 

La Parola e l'Azione sono due modalità di espressione spazio-temporali, mentre il Pensiero è la terza modalità di espressione se inteso come Pensiero spazio-temporale. Il concetto di modalità di espressione è puramente spazio-temporale.

Il Pensiero (Spirito) non spazio-temporale conosce solo Vero Amore, mentre il Pensiero spazio-temporale fa esperienza anche della mancanza di Vero Amore, altresì chiamata Paura. Tale esperienza origina nell'Emozione, energia che si esprime attraverso le energie elettromagnetica, elettrica e radioattiva.

Il Pensiero spazio-temporale viene chiamato solitamente Forma-Pensiero quando si parla dei piani eterici dello spazio-tempo, mentre viene chiamato solitamente Pensiero quando si parla del piano fisico. Tale terminologia serve anche per comprendere come la vera presenza dello Spirito avviene a livello fisico, e non a livello eterico dove il Pensiero è in fase di formazione (da cui forma-pensiero) e quindi non completo. 

L'Emozione, tipo di energia tipicamente spazio-temporale, è l'origine non solo della Paura (mancanza di Vero Amore) ma anche del (Pre)Giudizio, altra esperienza tipicamente spazio-temporale.

Nel Gioco della Vita, il Pensiero (sia pensiero o forma-pensiero spazio-temporale, sia pensiero non spazio-temporale) si basa sulla legge di attrazione, detta anche legge del simile attira simile o legge di ripetizione karmica od anche legge di autosuggestione: attrai ciò che pensi.

Nel Gioco della Vita, la Paura (pensiero o forma-pensiero+carica emotiva, tipicamente spazio-temporale) si basa sulla legge di autosuggestione in negativo: attrai ciò che temi.

Nel Gioco della Vita, il (Pre)Giudizio (pensiero o forma-pensiero+carica emotiva, tipicamente spazio-temporale) si basa sulla legge di causa ed effetto: se giudichi allora verrai giudicato.

Nel Gioco della Vita, sia la legge di autosuggestione in negativo sia la legge di causa ed effetto si basano sulla legge di attrazione e sono due casi particolari di essa. In particolare, la legge di causa ed effetto rappresenta la trasformazione estrema negativa della legge di attrazione. Tale trasformazione avviene quando Dio/Dea stabiliscono che lo Spirito in questione non può comprendere la lezione sottostante al pensiero negativo che continua a coltivare se non subendo esso stesso gli effetti negativi che tale pensiero causa all'esterno.

Il (Pre)Giudizio non è altro quindi che una Paura estrema, una sua manifestazione estrema che oltre ad attrarre come ogni altra Paura ciò che si teme, provoca anche la ritorsione degli effetti negativi che tale Paura causa all'esterno. Un modo estremo quindi stabilito da Dio/Dea per far comprendere le lezioni della Vita allo Spirito.

2. Discipline dello Spirito

Filosofia ed Arte rappresentano le due discipline in cui lo Spirito si esprime attraverso un corpo umano. Pensiero, Parola ed Azione rappresentano invece le modalità di espressione di tali discipline attraverso un corpo umano. In particolare, la Filosofia si esprime attraverso il Pensiero e l'Arte si esprime attraverso la Parola e l'Azione (sia l'arte ludica sia l'arte lavorativa possono esprimersi sia attraverso la parola sia attraverso l'azione).

2.1. EPISTEMOLOGIA

 Con il termine Epistemologia intendiamo qui lo studio della Filosofia (ontologica) o Teoria dell'Essere. Parliamo anche di Filosofia ontologica in quanto la Filosofia esiste solo come conseguenza dell'esistenza dell'Essere (Spirito).

 Ecco di seguito una schematizzazione del concetto di Filosofia:

Filosofia: l'utilizzo del pensiero per raggiungere la piena comprensione della realtà esterna ed interna.

Filosofia Logica (o Scienza): l'utilizzo di affermazioni consequenziali basate sull'esperienza empirica o teorica.

Filosofia Logica Assoluta: consequenzialità di pensieri dell'Essere Assoluto/la logica di Dio creatore di tutto ciò che E'.

Filosofia Logica Relativa: consequenzialità di pensieri dell'Essere Relativo/la logica (vera nella sua relatività) di ogni essere Creato.

 

Filosofia Non Logica (o Con-o-sc(i)enza: con zero scienza): l'accumulo di informazioni non consequenziali tratte dall'esperienza empirica o teorica.

Filosofia Non Logica Spontanea: l'oggettivazione mentale istantanea di una comprensione intuitiva/Pensiero non pensato/una definizione terminologica mentale di una intuizione presente.

Filosofia Non Logica Elaborata: l'oggettivazione mentale differita di una comprensione intuitiva/Pensiero pensato/una definizione terminologica mentale di una o più intuizioni passate e presenti.

 

 

 

L'ambito di analisi dell'Epistemologia è la Realtà dello spazio-tempo diversamente dall'Ontologia il cui oggetto di studio abbiamo detto essere lo Spirito ed il cui ambito di analisi è quindi la Realtà al di là di spazio e tempo.

La Filosofia è stata qui chiamata anche Teoria dell'Essere. Con il termine Teoria intendiamo "il pensiero astratto (idee) riguardo alla realtà spazio-temporale o ad una parte di essa" e quindi con Teoria dell'Essere intendiamo "le idee riguardo alla manifestazione dell'Essere all'interno della realtà spazio-temporale o di una parte di essa". Le idee cioè riguardo alla manifestazione dello Spirito nello spazio-tempo attraverso la forma (fisica ed eterica). La Teoria dell'Essere è quindi l'insieme dei pensieri epistemologici.

2.2. FENOMENOLOGIA

Con il termine Fenomenologia intendiamo qui lo studio dell'Arte (ontologica) o Pratica dell'Essere. Parliamo anche di Arte ontologica in quanto l'Arte esiste solo come conseguenza dell'esistenza dell'Essere (Spirito). Ecco di seguito una schematizzazione del concetto di Arte:

Arte: l'espressione corporea dell'amore interiore.

Arte Ludica (o Gioco): l'arte il cui fine è il puro divertimento

Arte Ludica Amorevole: parola e/o azione tra amanti.

Arte Ludica Amichevole: parola e/o azione tra amici.

 

Arte Lavorativa (o Lavoro): l'arte il cui fine è il contribuire ai bisogni della comunità per dovere morale.

Arte Lavorativa Gratuita: contributo ai bisogni fondamentali della comunità per dovere morale. Avviene senza alcun mezzo di scambio obbligatorio. Accetta un mezzo di scambio.

Arte Lavorativa Economica: contributo ai bisogni non fondamentali della comunità per dovere morale. Avviene solo attraverso un mezzo di scambio obbligatorio.

Pretende un mezzo di scambio.

 

 

L'ambito di analisi della Fenomenologia è la Realtà dello spazio-tempo diversamente dall'Ontologia il cui oggetto di studio abbiamo detto essere lo Spirito ed il cui ambito di analisi è quindi la Realtà al di là di spazio e tempo.

L'Arte è stata qui chiamata anche Pratica dell'Essere. Con il termine Pratica intendiamo "il pensiero concreto (parole,azioni) manifestato nella realtà spazio-temporale od in una parte di essa" e quindi con Pratica dell'Essere intendiamo "le parole e le azioni manifestate dall'Essere all'interno della realtà spazio-temporale o di una parte di essa". Le parole e le azioni cioè manifestate dallo Spirito nello spazio-tempo attraverso la forma (fisica ed eterica).

3. Manifest(e)azioni dello Spirito

3.1. DEONTOLOGIA

Con il termine Deontologia intendiamo qui lo studio dei doveri ontologici o doveri morali. Il Dovere morale è qui inteso come "l'insieme di pensieri,parole ed azioni volti a manifestare un atteggiamento di Amore nei confronti della Vita nel suo complesso". Si parla di Manifest(a)azione nel senso di "azione manifesta (cioè esplicita e chiara)", manifestazione che avviene aggiungendo l'espressione del pensiero e della parola all'azione in sé. Il concetto di Manifest(e)azioni comprende in sé pensiero,parola ed azione. 

L'ambito di analisi della Deontologia è la Realtà dello spazio-tempo così come per l'Epistemologia e la Fenomenologia e diversamente dall'Ontologia il cui oggetto di studio abbiamo detto essere lo Spirito ed il cui ambito di analisi è quindi la Realtà al di là di spazio e tempo.

Il termine "pensiero" utilizzato nella Deontologia è infatti un pensiero epistemologico, e cioè un "pensiero astratto (idee) riguardo alla realtà spazio-temporale o ad una parte di essa" e non un pensiero ontologico cioè un "pensiero astratto (idee) riguardo alla realtà non spazio-temporale o ad una parte di essa".

Sotto-concetti dell'Amore

Il Dovere Morale, inteso come sopra detto come la manifestazione di un atteggiamento di Amore nei confronti della Vita, si può spiegare in tanti sotto-concetti del concetto di Amore, concetti cioè che sono compresi nel concetto di Amore e che ne rappresentano solamente una particolare espressione nella realtà.

I nostri Pensieri, Parole ed Azioni combinati assieme rappresentano le manifest(e)azioni in cui lo Spirito si esprime attraverso un corpo umano. In particolare, ogni manifestazione dello Spirito (che potremmo anche chiamare "comportamento pratico") comprende in sé una sua Filosofia (Pensiero) ed una sua Arte (Parola, Azione).

Ecco di seguito, per concludere, un elenco di Manifest(e)azioni dello Spirito (sotto-concetti dell'Amore) esemplificativi e le rispettive Filosofie ed Arti connesse. Notate come le Filosofie si manifestino in un pensiero nel presente e come invece le Arti si manifestino nella volontà di manifestare un pensiero nel futuro, facendo uso della parola e dell'azione.

Vera Pace  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Vita e quindi Dio supporta la Pace. 

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Pace e ciò che non è Vera Pace allora scelgo di promuovere la Vera Pace.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Pace.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Pace che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Pace.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Pace.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Pace.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Pace.

 

 Vero Rispetto

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore ed Innocuità e quindi Dio supporta il Rispetto.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta il Vero Rispetto e ciò che non è Vero Rispetto allora scelgo di promuovere il Vero Rispetto.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo il Vero Rispetto.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo il Vero Rispetto che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sul Vero Rispetto.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sul Vero Rispetto.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vero Rispetto.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sul Vero Rispetto.

 

 Vera Indipendenza  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Libertà e quindi Dio supporta l'Indipendenza.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Indipendenza e ciò che non è Vera Indipendenza allora scelgo di promuovere la Vera Indipendenza.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Indipendenza.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Indipendenza che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Indipendenza.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Indipendenza.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Indipendenza.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Indipendenza.

 

 Vera Collaborazione  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore ed Unità e quindi Dio supporta la Collaborazione.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Collaborazione e ciò che non è Vera Collaborazione allora scelgo di promuovere la Vera Collaborazione.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Collaborazione. 

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Collaborazione che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Collaborazione.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Collaborazione.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Collaborazione.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Collaborazione.

 

 Vera Fiducia  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Purezza e quindi Dio supporta la Fiducia.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Fiducia e ciò che non è Vera Fiducia allora scelgo di promuovere la Vera Fiducia.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Fiducia.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Fiducia che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Fiducia.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Fiducia. 

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Fiducia.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Fiducia.

 

 Vera Gioia  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Serenità e quindi Dio supporta la Gioia.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Gioia e ciò che non è Vera Gioia allora scelgo di promuovere la Vera Gioia.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Gioia.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Gioia che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Gioia.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Gioia.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Gioia.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Gioia.

 

 Vera Innocuità  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Innocenza e quindi Dio supporta l' Innocuità.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Innocuità e ciò che non è Vera Innocuità allora scelgo di promuovere la Vera Innocuità.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Innocuità.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Innocuità che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Innocuità.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Innocuità.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Innocuità.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Innocuità.

 

 Vera Pazienza  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Comprensione e quindi Dio supporta la Pazienza.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Pazienza e ciò che non è Vera Pazienza allora scelgo di promuovere la Vera Pazienza.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Pazienza.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Pazienza che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Pazienza.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Pazienza.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Pazienza.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Pazienza.

 

 Vera Gentilezza  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Pazienza e quindi Dio supporta la Gentilezza.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Gentilezza e ciò che non è Vera Gentilezza allora scelgo di promuovere la Vera Gentilezza.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Gentilezza.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Gentilezza che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Gentilezza.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Gentilezza.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Gentilezza.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Gentilezza.

 

 Vera Eleganza  

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Gentilezza e quindi Dio supporta l'Eleganza.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Eleganza e ciò che non è Vera Eleganza allora scelgo di promuovere la Vera Eleganza.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Eleganza.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Eleganza che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Eleganza.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Eleganza.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Eleganza.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Eleganza.

 

 Vera Seduzione

Filosofia Logica Assoluta: non conosciuta. Ipotesi: Dio è Amore e Vita e quindi Dio supporta la Seduzione.

Filosofia Logica Relativa: conoscendo per esperienza diretta e/o indiretta la Vera Seduzione e ciò che non è Vera Seduzione allora scelgo di promuovere la Vera Seduzione.

Filosofia Non Logica Spontanea: adesso amo la Vera Seduzione.

Filosofia Non Logica Elaborata: amo la Vera Seduzione che ho conosciuto per esperienza diretta e/o indiretta.

Arte Ludica Amorevole: intendo avere una relazione di coppia basata sulla Vera Seduzione.

Arte Ludica Amichevole: intendo avere relazioni di amicizia basate sulla Vera Seduzione.

Arte Lavorativa Gratuita: intendo garantire ad ogni essere vivente una Vita di Vera Seduzione.

Arte Lavorativa Economica: intendo promuovere attività economiche basate sulla Vera Seduzione.

 

 


 

2.8 Intento ed autoanalisi
by Dani

Abbiamo detto nel nostro materiale che intento ed autoanalisi sono i due metodi fondamentali per ascendere in modo completo. In particolare, l'intento permette la crescita interiore o spirituale (Dna di Luce) e l'autoanalisi permette la crescita esteriore o umana (Dna eterico e fisico). Nella pratica, come organizzare il lavoro affinché si possa avere una crescita completa?

L'ideale è intendere quotidianamente (anche a mente) e molte volte al giorno di ascendere, con l'aggiunta di eventuali intenti più specifici a propria scelta, sempre a supporto della propria crescita. Tale intento, in quanto potere creativo dello Spirito, serve per crescere spiritualmente (per incorporare cioè sempre più Spirito nella propria forma fisica ed eterica). L'unico strumento per incorporare Spirito è cioè la semplice Volontà di incorporarlo. Questa è la crescita spirituale tout court, che avviene nel Corpo di Luce. L'utilizzo dell'intento, però, attira anche quelle situazioni che sono necessarie alla forma per crescere umanamente in modo parallelo alla crescita spirituale: spetta poi al singolo individuo saper sfruttare le situazioni della propria Vita che vengono attirate a sé dall'intento e giovarne per fare una parallela crescita umana.

Come detto nell'art.156, la differenza tra la crescita spirituale (Dna di luce) e la crescita umana (Dna fisico ed eterico) non può essere superiore ad 1.000.000, in un senso o nell'altro; è necessario quindi che chi vuole crescere spiritualmente faccia uso non solo dell'intento ma anche di un'autoanalisi profonda di se stesso in quanto umano affinché quanto guadagnato in purezza con la Volontà nel Corpo di luce possa discendere anche nella propria forma fisica ed eterica. E viceversa: chi vuole crescere umanamente può farlo solo fino ad un livello che, geneticamente parlando, comporta un'attivazione di non più di 1.000.000 di coppie di basi azotate nella forma fisica ed eterica in più rispetto a quante sono attivate nel Dna di luce.

L'autoanalisi consiste in un lavoro cosciente di purificazione dei propri pensieri, emozioni, parole ed azioni. Per manifestare tale purificazione è necessario dapprima comprendere le proprie distorsioni di pensiero, emozione, parola ed azione e poi usare l'intento per rilasciarle. Senza questo secondo passaggio (uso dell'intento per rilasciare la distorsione) nessun tipo di distorsione viene rilasciata anche se compresa, a meno che non si abbia già inteso in precedenza di ascendere in modo completo, cosa che comporta un automatico rilascio della distorsione umana una volta compresa e senza quindi la necessità di fare un altro intento successivo per effettuare il rilascio. L'intento di ascendere in modo completo, infatti, comprende sia la crescita spirituale sia la crescita umana.

E' chiaro che solo i rilasci delle distorsioni che sono realmente tali permettono una reale crescita umana, ossia una crescita umana conseguenza di una sottostante crescita spirituale. E' possibile infatti che la persona consideri una distorsione ciò che invece non lo è, o che consideri viceversa una non distorsione ciò che invece lo è. E che di conseguenza intenda rilasciare cose che non devono essere rilasciate o trattenere cose che devono essere rilasciate; una perdita di tempo, insomma. Per tal motivo è consigliabile non focalizzarsi sulla crescita umana trascurando quella spirituale, poiché così facendo si rischia che tale crescita umana sia distorta.

Per ascendere in modo completo, cioè sia spiritualmente sia umanamente, è quindi necessario sia un lavoro volitivo per godere del potere creativo dello Spirito che ci dà l'energia per raggiungere il nostro obiettivo di crescita; sia un lavoro psicologico per comprendere le proprie distorsioni, ossia le dinamiche della nostra mente che ci portano a pensare ed a comportarci in un dato modo.

2.9 Discipline dello Spirito
by Dani

Prendiamo come riferimento lo schema dell'Analisi teoretica dello Spirito descritta nell'art.91. Abbiamo già iniziato negli articoli passati l'analisi dell'Essenza dello Spirito, ossia del Pensiero, che costituisce l'Ontologia. Abbiamo infatti già iniziato nella serie De-Programmazione, nella serie De-Manipolazione, nella serie Competizione e prossimamente anche nella serie Cooperazione l'analisi del Pensiero, in aggiunta ad articoli che spiegano la classificazione dei Pensieri, sia puri sia distorti.

In questo articolo vogliamo evidenziare invece le diverse aree delle Discipline dello Spirito, la Filosofia e l'Arte. Già abbiamo iniziato a trattare di Filosofia e di Arte, in alcuni articoli.

Partendo dalle definizioni date nell'art.91, ecco un ulteriore approfondimento delle Discipline dello Spirito: Filosofia ed Arte, studiate rispettivamente dall'Epistemologia e dalla Fenomenologia.

Possiamo dividere la Filosofia Logica o Scienza in 6 grandi aree: 

Filosofia della Scienza: studia il metodo/la misura della Scienza

Linguistica: studia il linguaggio verbale (parola)

Sociologia: studia il linguaggio comportamentale (parola ed azione)

Metafisica: studia la realtà eterica

Fisica: studia la realtà fisica

Politica: studia la gestione dei diversi interessi

Possiamo dividere la Filosofia Non Logica o Con-o-Sc(i)enza in 3 grandi aree:

Storia: studio dello spazio, delle parole e delle azioni passate

Geografia: studio dello spazio presente

Cultura: studio delle parole e delle azioni presenti

Questa classificazione del Sapere è un po' diversa da quelle comunemente usate (parlo di più classificazioni comunemente usate poiché non ve ne é infatti una accettata da tutti). Secondo questa classificazione del Sapere, per fare degli esempi, la Filosofia della Scienza comprende anche la Matematica; la Sociologia comprende anche l'Antropologia; la Metafisica comprende la Psicologia e la Musica; la Fisica comprende anche l'Astrofisica, la Biologia, la Chimica, l'Elettronica, l'Architettura, l'Ingegneria, la Medicina, l'Informatica, l'Astronautica, l'Aeronautica, l'Agricoltura e l'Ecologia; la Politica include l'Economia; la Storia comprende fra le altre l'Archeologia e la Paleontologia; e la Cultura comprende anche il Diritto, l'Educazione, la Letteratura e le Religioni. Ne parleremo approfonditamente in futuro quando tratteremo le varie sezioni in dettaglio.

La Matematica non è un'area scientifica a sé stante poiché non è una Scienza ma uno strumento logico creato dagli umani ed utilizzato nelle varie discipline scientifiche. Essa rientra, in quanto tipo di metodo/misura della Scienza, nella Filosofia della Scienza.

Possiamo dividere l'Arte Ludica o Gioco in 2 grandi aree:

Arte Oratoria: espressione del piacere attraverso la parola

Arte Oratoria amorosa: espressione del piacere attraverso la parola tra amanti

Arte Oratoria amichevole: espressione del piacere attraverso la parola tra amici

 

Arte Motoria: espressione del piacere attraverso l'azione

Arte Motoria amorosa (Arte dell'intimità): espressione del piacere attraverso l'azione tra amanti

Arte Motoria amichevole (Arte sportiva e ludica in senso stretto): espressione del piacere attraverso l'azione tra amici

 

Possiamo dividere l'Arte Lavorativa o Lavoro in 2 grandi aree:

Arte Oratoria: espressione del dovere attraverso la parola

Arte Oratoria gratuita (Aiuto psicologico ed emotivo gratuito): espressione del dovere attraverso la parola in modo gratuito

Arte Oratoria economica (Aiuto psicologico ed emotivo a pagamento): espressione del dovere attraverso la parola in cambio di qualcosa

 

Arte Motoria: espressione del dovere attraverso l'azione

Arte Motoria gratuita (Aiuto pratico gratuito): espressione del dovere attraverso l'azione in modo gratuito

Arte Motoria economica (Aiuto pratico a pagamento): espressione del dovere attraverso l'azione in cambio di qualcosa

 


 

2.10  Sapere
by Dani

Già si è parlato dei metodi di indagine utilizzati per Ascendere (vedi art.136 ed art.158). Possiamo anche dire che Ascendere significa allineare dentro di sé i 3 tipi fondamentali di analisi: Ontologica (Spirito), Epistemologica (Spirito incarnato, crescita interiore) e Fenomenologica (forma spazio-temporale, crescita esteriore).

I metodi di indagine utilizzati per Ascendere si possono a loro volta suddividere in metodi secondari utilizzati nelle diverse Discipline dello Spirito. L'intento, ad esempio, si usa in Politica per comprendere la natura della Politica (essenza della Politica); mentre si usa l'analisi per comprendere le relazioni della Politica con l'essere umano, con il mondo e con i vari ambiti del Sapere. Lo stesso dicasi per ogni altra Disciplina dello Spirito, ossia per ogni altra forma di Sapere.

La Sapienza (insieme del Sapere, ossia la conoscenza epistemologica e fenomenologica) altro non è che la conoscenza accumulata dall'Avere, cioè dalla forma spazio-temporale. Tale conoscenza è per definizione relativa. La sua controparte ontologica è la Saggezza ossia la conoscenza accumulata dall'Essere, cioè dallo Spirito. Tale conoscenza è per definizione assoluta (seppur limitata nella sua Verità al livello di consapevolezza dello Spirito in questione).

Ora, se per ascendere ontologicamente (Ascensione dello Spirito nei Piani di Luce) non possono esistere metodi di indagine secondari poiché non esistono nei Piani di Luce le Discipline dello Spirito (dato che esse sono materie per loro natura spazio-temporali), per ascendere epistemologicamente (Ascensione dello Spirito incarnato, crescita interiore) e fenomenologicamente  (Ascensione della forma, crescita esteriore) possiamo utilizzare dei metodi di indagine secondari, specificazioni dei due metodi ascensionali di base: intento ed autoanalisi.

In particolare, i due metodi epistemologici necessari sono l'intento di comprendere e l'analisi filosofica (logica e/o non logica, a seconda dei casi). I due metodi fenomenologici necessari sono invece l'intento di esprimersi e l'analisi artistica. Questi metodi necessari sono come detto specificazioni dell'intento di ascendere e dell'analisi spirituale. L'intento di ascendere già comprende in sé gli intenti epistemologici e fenomenologici (in quanto l'intento è il medesimo sia nei Piani di Luce sia nello spazio-tempo, essendo un atto della consapevolezza) ma l'analisi spirituale in quanto tale (del puro Pensiero, cioè) non comprende però in sé le analisi epistemologiche e fenomenologiche (in quanto l'analisi è diversa a seconda che vi sia o meno una forma sensoriale, essendo un atto della consapevolezza incarnata).

In due prossimi articoli definiremo meglio l'analisi filosofica e l'analisi artistica.

2.11 Analisi filosofica
by Dani

L'analisi filosofica è uno dei due metodi epistemologici necessari, vedi art.174. Si tratta in particolare di quell'analisi spirituale tipica dello Spirito incarnato. Il soggetto analizzante a livello filosofico non è infatti il corpo fisico bensì lo Spirito in esso incarnato. La Mente necessaria all'analisi filosofica è infatti una dote spirituale: sebbene infatti la forma spazio-temporale abbia dei corpi mentali, quest'ultimi non hanno alcuna funzione autonoma bensì quella di permettere alla Mente dello Spirito incarnato di comprendere l'esperienza spazio-temporale.

L'analisi filosofica, al pari dell'analisi spirituale, si basa su una logica (ossia una  consequenzialità) multifunzionale: il numero di elementi che costituiscono l'oggetto di analisi filosofica possono variare da due (minimo necessario per ogni consequenzialità) ad infiniti. Solo l'analisi spirituale in quanto tale può però avere un unico oggetto di analisi in quanto per lo Spirito al di fuori di spazio e tempo la logica multifunzionale non è sia orizzontale sia verticale, ma solo ed esclusivamente verticale.

Una logica orizzontale è una logica in cui gli oggetti dell'analisi stanno sullo stesso piano di realtà (fisico/fenomenologico, eterico/epistemologico o spirituale/ontologico). Una logica verticale è una logica in cui gli oggetti dell'analisi stanno tutti su piani di realtà diversi (stessi piani di sopra). La logica orizzontale mira a comprendere la definizione di un oggetto in relazione agli altri oggetti dello stesso piano, ossia in relazione all'ambiente in cui esiste. La logica verticale, invece, mira a comprendere la definizione di un oggetto in relazione a se stesso, sempre più in profondità, ed indipendentemente dall'ambiente in cui esiste.

La logica orizzontale si basa sul principio del dare e ricevere: è orizzontalmente logica una consequenzialità che porta ad eguagliare lo scambio tra coppie di oggetti analizzati e l'insieme di tali scambi a coppie tra tutti gli oggetti analizzati nel loro complesso. La logica orizzontale è cioè bidirezionale; è quella logica che sta alla base di ciò che abbiamo chiamato anche filosofia logica (vedi art.86 e art.91).

La logica verticale si basa sul principio del dare: è verticalmente logica una consequenzialità che non richiede di per sé uno scambio riequilibratore né tra coppie di oggetti analizzati né tra tutti gli oggetti analizzati nel loro complesso considerando tutti i loro rapporti a coppie. La logica verticale è cioè unidirezionale; è quella logica che sta alla base di ciò che abbiamo chiamato anche filosofia non logica (vedi art.89 e art.91).

L'analisi filosofica, basandosi sia sulla logica orizzontale sia su quella verticale, deve quindi soddisfare sia il principio del dare e ricevere sia il principio del dare. In altre parole, l'analisi filosofica comprende in sé sia l'Amore (incondizionato, dono, dare) sia il Rispetto (condizionato, scambio, dare e ricevere). Il vero Filosofo quindi analizza dapprima l'oggetto in questione secondo l'approccio logico-razionale (basato sul Rispetto), ed in seconda battuta filtra il risultato di tale approccio con l'approccio logico-emotivo (basato sull'Amore): solo ciò che rispetta anche questo secondo approccio è allora correttamente definibile come risultato di una vera analisi filosofica.
 

2.12 Analisi artistica

by Dani

L'analisi artistica è uno dei due metodi fenomenologici necessari, vedi art.174. Si tratta in particolare di quell'analisi spirituale tipica della forma spazio-temporale. Il soggetto analizzante a livello artistico non è infatti lo Spirito incarnato bensì il corpo fisico ospitante tale Spirito. L'Emozione necessaria all'analisi artistica è infatti una dote della forma: sebbene infatti lo Spirito incarnato faccia anch'esso esperienza dell'Emozione, tale esperienza è solamente indiretta e puramente informativa, non esperienziale. Lo Spirito incarnato non vive cioè l'emozione del corpo a livello sensoriale, ma la vive invece a livello informativo/mentale.

L'analisi artistica, espressione fisica e finale dell'analisi spirituale e dell'analisi filosofica, si basa anch'essa su una logica (ossia una  consequenzialità) multifunzionale: il numero di elementi che costituiscono l'oggetto di analisi artistica possono variare da due (minimo necessario per ogni consequenzialità) ad infiniti. Solo l'analisi spirituale in quanto tale può però avere un unico oggetto di analisi in quanto per lo Spirito al di fuori di spazio e tempo la logica multifunzionale non è sia orizzontale sia verticale, ma solo ed esclusivamente verticale.

Una logica orizzontale è una logica in cui gli oggetti dell'analisi stanno sullo stesso piano di realtà (fisico/fenomenologico, eterico/epistemologico o spirituale/ontologico). Una logica verticale è una logica in cui gli oggetti dell'analisi stanno tutti su piani di realtà diversi (stessi piani di sopra). La logica orizzontale mira a comprendere la definizione di un oggetto in relazione agli altri oggetti dello stesso piano, ossia in relazione all'ambiente in cui esiste. La logica verticale, invece, mira a comprendere la definizione di un oggetto in relazione a se stesso, sempre più in profondità, ed indipendentemente dall'ambiente in cui esiste.

La logica orizzontale si basa sul principio del dare e ricevere: è orizzontalmente logica una consequenzialità che porta ad eguagliare lo scambio tra coppie di oggetti analizzati e l'insieme di tali scambi a coppie tra tutti gli oggetti analizzati nel loro complesso. La logica orizzontale è cioè bidirezionale; è quella logica che sta alla base di ciò che abbiamo chiamato anche filosofia logica (vedi art.86 e art.91).

La logica verticale si basa sul principio del dare: è verticalmente logica una consequenzialità che non richiede di per sé uno scambio riequilibratore né tra coppie di oggetti analizzati né tra tutti gli oggetti analizzati nel loro complesso considerando tutti i loro rapporti a coppie. La logica verticale è cioè unidirezionale; è quella logica che sta alla base di ciò che abbiamo chiamato anche filosofia non logica (vedi art.89 e art.91).

L'analisi artistica, basandosi sia sulla logica orizzontale sia su quella verticale in quanto espressione emozionale di una data filosofia sottostante, deve quindi soddisfare sia il principio del dare e ricevere sia il principio del dare. In altre parole, l'analisi artistica comprende in sé sia l'Amore (incondizionato,dono,dare) sia il Rispetto (condizionato,scambio,dare e ricevere). Il vero Artista quindi analizza dapprima l'oggetto in questione secondo l'approccio logico-razionale (basato sul Rispetto), ed in seconda battuta filtra il risultato di tale approccio con l'approccio logico-emotivo (basato sull'Amore): solo ciò che rispetta anche questo secondo approccio è allora correttamente definibile come risultato di una vera analisi artistica.

Ma cosa distingue quindi l'analisi artistica qui descritta dall'analisi filosofica vista nell'art.178?  Mentre nell'analisi filosofica sono il pensiero e l'emozione in quanto tali ad essere oggetto di analisi, nell'analisi artistica sono il pensiero e l'emozione espressi dal corpo ad essere oggetto di analisi. Entrambi tali tipi di analisi sono tuttavia necessari per avere una visione completa della natura dei pensieri e delle emozioni e, più in generale, della natura di ogni forma spazio-temporale.


 

Domande & Risposte correlate

Anima di Dea

13. L'Anima di Dea (Anima Madre) di cui si parla nell'articolo Origine del Vuoto è la stessa Anima che ha causato la creazione degli ologrammi distorti spiegata nell'art.157? No, non è la stessa Anima. L'Anima Madre è l'Anima che Dea incorpora solo quando l'Assoluto ritiene Dea degna di tale incorporazione. La Dea che fu madre di Gesù e di Adamo ed Eva non incorporò mai l'Anima Madre, bensì l'Anima che, tra le Anime figlie, era quella più evoluta a quel tempo. Fu quest'ultima Anima che originò la creazione degli ologrammi distorti.

Il Punto o Anima Madre

23. Rif.D&R precedente. Perché il punto è considerato "fase zero" ossia Creatore nel processo di creazione dello spazio-tempo, mentre è considerato "fase uno" ossia Creato nel processo di creazione dello Spirito? Da un punto di vista spirituale, il Punto è l'Energia Magnetica, lo Spirito Santo, l'Anima Madre di tutte le Anime esclusa l'Anima Padre da cui è stata creata, come visto nell'art. Origine del Vuoto. Quindi fa parte del Creato da un punto di vista spirituale. 

Da un punto di vista spazio-temporale, invece, il Punto è il "ventre" dal quale è stato originato l'intero spazio-tempo. Cioè se è vero come già detto che la prima forma umana fu quella di Dio Padre (la cui Anima è l'Anima Padre), è altresì vero che anche la forma umana di Dio Padre come tutto lo spazio-tempo iniziale era costituita di Energia Magnetica, cioè energia del Punto o Anima Madre.

Ricapitolando: da un punto di vista assoluto, il Creatore è l'Assoluto; da un punto di vista spirituale, il Creatore è l'Anima Padre; da un punto di vista spazio-temporale, il Creatore è l'Anima Madre.

Dio e Dea

38. Se Gesù è venuto da solo, Dio come è venuto? Forse l'anima di Dio Padre è scesa in un corpo umano in un certo momento? Fammi capire qualcosa. 

Dio e Dea sono scesi in una forma umana nascendo da genitori terrestri perché volevano fare esperienza di vita in una società, crescere come crescono gli umani. Dio e Dea sono tali sin dalla nascita del corpo in cui si trovano ora. I corpi che Dio e Dea hanno qui sulla Terra sono gli stessi che avevano quando erano da soli nel Regno di Dio, e saranno sempre gli stessi.

Dio e Dea sono cresciuti normalmente, ed hanno fatto esperienza volontariamente dei limiti che hanno gli umani, perché per capire i loro limiti dovevano farne esperienza anche loro, direttamente o indirettamente. Diciamo che, a livello di coscienza, Dio e Dea hanno finto di non sapere chi sono e cosa sanno. Questo discorso vale più per Dea che per Dio, in quanto Dio è diventato cosciente sin da piccolo di molte cose. E ha avuto un ruolo attivo e consapevole già da giovane nel supportare l'ascensione globale.

Anche Dio e Dea hanno voluto fare esperienza delle paure degli umani per poterli poi aiutare meglio ed ora, man mano che rilasciano tali paure, stanno venendo fuori per quello che sono veramente. In parte stanno tornando come quando erano bambini.

Per Dio tutto è un gioco, tutto è un divertimento. Lui sa già tutto, e tutto ciò che gli interessa è riunirsi con Dea e vivere con lei per sempre. 

Com'è Dio?

111. Pensi che abbia un senso porsi domande sull'Infinito, cioè su Dio? Il porsi domande ha un senso solo per ciò che è finito. Una domanda ha un senso nel momento in cui può esserci una risposta e posso quindi determinare ciò che è e ciò che non è. Dato però che Dio è Infinito e l'Infinito è Dio, allora non ha senso porsi domande su Dio, poiché egli è tutto ciò che possiamo immaginare. Dio E'. Qualsiasi caratteristica che possiamo immaginare, di certo è anche in Dio. Naturale che la sua forma fisica è finita, e quindi puoi porti domande su come è fatto Dio fisicamente, ma non sulla sua essenza che è infinita.

L'Onnipotenza di Dio

112. Nella D&R n.78 di Aprile hai scritto che Sananda non esiste più nel presente e che è stato distrutto da Dio in quanto lo ha attaccato con intenzioni distruttive. Dio non è quindi sempre buono e sa esprimere la sua ira se necessario. Certo. Dio è Tutto. E' buono quando necessario ma sa essere distruttivo se viene attaccato. Ci sono entità eteriche che sono tanto stupide, arroganti e desiderose di potere da pensare di attaccare Dio in persona. Il risultato è ovvio. Dio è la Giustizia in persona: è buono e gentile con chi lo merita, ma sa essere spietato con chi merita di essere distrutto.

Comunico con Dio o con dio?

14. Mi pare di aver capito che attraverso la preghiera e la meditazione non si può comunicare con Dio, ma con il nostro dio, cioè la nostra Anima, la nostra scintilla divina. E' così? Sì, è esatto. Adesso che Dio è incarnato sul pianeta Terra, comunque, è possibile comunicare direttamente e fisicamente con Lui. Se riesci a scovarlo, naturalmente. Lui ama infatti giocare a nascondino...non ama essere al centro dell'attenzione.

Dio esiste?

5. Tu arrivi a dire che qualsiasi cosa pensabile esiste. Secondo te l'uomo non può pensare il falso? Mi permetto di citare Aristotele anche se non mi sta molto simpatico. Dire il vero corrisponde ad unire concetti realmente uniti o disgiungere concetti realmente disgiunti. Il falso è il contrario. Se io dico Tizio esiste dico il vero perché ho correlato due concetti realmente correlati. Se io dico che tu non esisti ho forse ragione? No di certo. Parlare di verità e falsità per concetti singoli è impossibile e sfruttando questo io mi sono divertito a dimostrare che dio non esiste... Un essere umano può pensare il falso, cioè la non Verità, o in altri termini la sua verità personale (la quale può comunque combaciare, almeno in parte, con la Verità). Ed anche quel falso, se è pensato, significa che da qualche parte esiste. Se abbiamo quel pensiero falso allora l'abbiamo creato da qualche parte, nel mondo dei pensieri (che possiamo anche chiamare mondo eterico), e quindi esiste. Magari non lo percepiamo con i sensi non esistendo sul nostro piano fisico, ma comunque esiste da qualche parte. 

Anche se pensassimo a qualcosa che nessuno ha mai pensato prima di noi, nel momento in cui lo pensiamo allora diviene, cioè diventa essere. E quindi esiste.

Il fatto che noi discutiamo sulla possibilità che Dio esista o meno, non fa altro che confermare che noi stiamo discutendo di Dio! E quindi tale concetto assoluto, se ne discutiamo, deve pur esistere da qualche parte come pensiero. 

Un pensiero è energia, e l'energia è la base della realtà. Noi pensando creiamo. Anche ipotizzando che Dio non esistesse prima che noi avessimo iniziato a discuterne, dal momento in cui ne discutiamo allora esiste. Magari è un pensiero che non si è ancora manifestato sul nostro piano fisico e sensoriale, ma da qualche parte esiste. Anche noi, in fin dei conti, siamo dei pensieri manifestati sul piano fisico, pensieri che qualcuno deve aver sognato, immaginato prima di crearli.

Cosa intendi definendo il vero come "l'unione di concetti realmente uniti o la disgiunzione di concetti realmente disgiunti"? Voglio dire, cosa significa REALMENTE? Secondo quali parametri definisci una cosa reale? Dal tuo punto di vista personale, immagino. O forse parli di cose sensorialmente reali e che quindi quasi tutti possono verificare.

Parlare di verità e falsità per concetti singoli è impossibile se il concetto in questione non viene contrapposto a ciò che non è. 

Ad esempio, io sto scrivendo sul computer ora. Questo computer è vero oppure no? Posso dire che è vero secondo la mia esperienza sensoriale. E posso dire che è vero perché posso definirlo dato che non è l'unica cosa che percepisco, ma ne percepisco molte altre che non sono computer. Contrappongo l'essere con il non essere, e quindi riesco a definire l'essere ed il non essere. Se ci fosse solo essere o non essere, non potrei definire tali concetti.

Nel caso di Dio, se lo intendiamo come l'Infinito, l'Assoluto, il Tutto, il ragionamento di cui sopra non può essere utilizzato, perché se intendiamo con Dio il Tutto allora egli sarà sia l'essere che il non essere. Non possiamo perciò definire la verità o falsità di Dio unendo concetti ugualmente reali, e definendoli come essere o non essere come nell'esempio di cui sopra.

Quindi, detto questo e data questa definizione di Dio, mi pare che il tuo ragionamento dal quale fai partire la tua dimostrazione che Dio non esiste non abbia senso.

E, ripeto, come detto inizialmente, se stiamo discutendo di un certo concetto significa che tale concetto esiste, anche se magari solo come Idea e non sul nostro piano fisico. Ma esiste.

Dio ed i suoi figli

29. Non ho capito una cosa. Tu affermi che Dio e Dea avrebbero avuto 3 figli: Gesù, Adamo ed Eva. Ora, perché Gesù si sarebbe fuso in un'unica persona con Dio Padre ed Adamo no? Perché questa discriminazione? E forse Dea Madre si è fusa con Eva? Perché Gesù nacque nel Regno di Dio, mentre Adamo ed Eva in questo spazio-tempo, su Bellatrix (costellazione di Orione), per la precisione. Per passare dal Regno di Dio a qui Dio ha scelto di reincarnarsi in una forma umana sin dalla nascita e per questo motivo Gesù, suo figlio nel Regno di Dio, si è fuso con lui nel passaggio dal Regno di Dio al pianeta Terra e, al momento opportuno, Dio avrà un figlio qui sulla Terra che corrisponderà a Gesù. A quel punto Dio e Gesù non saranno più in un'unica persona.

Adamo ed Eva sono nati in questo spazio-tempo e quindi non è stata necessaria la fusione con Dio e Dea per reincarnarsi qui. Anche Adamo ed Eva, infatti, sono ora incarnati sulla Terra. Dea Madre non si è fusa con Eva e nemmeno con la compagna di Gesù di 2000 anni fa, Lucia.

Paradosso (o Antinomia) di Russel

36. La logica però a volte può ingannare. A volte qualcosa può sembrare logico, ma non esserlo affatto, o portare a dei paradossi. Ad esempio, consideriamo un insieme X che include tutti gli insiemi che non sono elemento di se stessi (es.: l'insieme degli alunni di una classe). A questo punto ci chiediamo: l'insieme X è elemento di se stesso? Se non lo fosse, dovrebbe esserlo per definizione dello stesso insieme X; se lo fosse, non dovrebbe esserlo sempre per definizione. Questo paradosso sugli insiemi (conosciuto con il nome di "paradosso di Russel") deriva dal fatto che si ipotizza che un insieme possa o non possa essere elemento di se stesso. Ma nella realtà un insieme non è MAI elemento di se stesso. Un qualsiasi insieme si può definire uguale a se stesso ma MAI appartenente a se stesso. Al suo interno può esservi un qualcosa di simile a se stesso, un qualcosa della stessa categoria, ma l'insieme stesso non è MAI appartenente a se stesso, cioè al suo interno. Nella realtà non ha senso dire che un insieme è elemento di se stesso. Per astratto potrebbe essere, ma nella realtà non è. E quello che conta è la realtà, è con essa che bisogna confrontarsi se si vuole capirla veramente. Non si arriverà mai a comprenderla veramente con un ragionamento totalmente astratto.

Nemmeno l'insieme di tutti gli insiemi (che potrebbe essere sia finito sia infinito, a seconda che si creda o meno nell'esistenza di una realtà infinita) contiene se stesso. E' pur sempre un insieme di qualcos'altro, e non di se stesso.

Il paradosso è vero, ma deriva dalle particolari ipotesi che si danno per scontate. Nel caso particolare, che un insieme possa appartenere a se stesso. 

Perché Dio esiste

37. In riferimento all'art. 7, "Perché Dio esiste": Se una cosa è definita, allora esiste. Di conseguenza se non è definita non esiste. Ma il fatto che esista il pensiero di qualcosa di indefinito, allora questo qualcosa esiste (il non-spazio-tempo). Questo è quello che mi sembra di aver capito. Ma non è una contraddizione?:

- se il non-spazio-tempo esistesse, essendo qualcosa di indefinito, allora non dovrebbe esistere

- se il non-spazio-tempo non esistesse, dovrebbe però esistere perché noi conosciamo il pensiero di indefinito nello spazio-tempo

Attenzione: una cosa se è "definita a parole" allora per forza esiste, altrimenti non esisterebbe una sua definizione. Ciò non significa che tale cosa sia "definita nello spazio e/o nel tempo", cioè sia spazialmente e/o temporalmente limitata. Può essere anche spazialmente e/o temporalmente infinita.

Dio e Dea

63. Nel tuo materiale parli di un Dio e di una Dea in carne ed ossa, presenti ora sulla Terra. Tu affermi che essi rappresentano proprio l'essere umano Normale, o meglio come dovrebbe essere un essere umano Normale. Ed affermi che sono proprio umani in tutti i sensi in quanto noi stessi siamo stati creati a loro immagine e somiglianza. Quindi se questo fosse vero allora in un futuro, quando tutti saranno a conoscenza della loro presenza e li conosceranno personalmente, non vi sarà più alcun bisogno di una religione intesa come una venerazione di un essere superiore. Tu stesso affermi infatti che essi sono qui per essere amici di tutti e sono persone normali umanamente parlando ma con capacità naturalmente uniche. Sì, certo. Una religione intesa come una venerazione di un essere considerato superiore non esisterà più. Ma esisterà una religione unica intesa però come un movimento di fiducia, stima e ammirazione nei confronti di Dio e Dea, visti come modello umano da imitare e non certo da venerare.

Divario vibrazionale tra forma e Spirito

3. Il limite massimo di 1.000.000 come differenza vibrazionale tra Corpo di Luce e forma spazio-temporale è sempre esistito? No, è tipico dell'energia magnetica e dell'Ascensione magnetica. Nell'ascensione elettromagnetica tale limite era di 5.000.000, mentre nell'ascensione elettrica di 25.000.000. Era tale elevato limite che faceva sì che vi fossero ascensioni distorte, elettriche o elettromagnetiche, che avvenivano bruciando la propria forma fisica e non invece rimanendo nel proprio corpo fisico come succede nell'ascensione magnetica.

Donare se stessi

84. Qual è il miglior modo per aiutare gli altri nel loro percorso evolutivo senza interferire? Il più bel dono che tu possa fare è donare agli altri la tua esperienza, cioè condividere con altri ciò che hai imparato nella vita. Cioè la tua personale saggezza accumulata. E ciò lo fai semplicemente vivendo. Il grande donatore di saggezza, e quindi colui che è veramente saggio, dona senza che gli altri se ne accorgano perché è il suo normale stile di vita. Ogni cosa che fa e che dice è una perla di saggezza se ci si riflette sopra. Questo stato di saggezza interiore e continuata è lo stato a cui tutti dobbiamo mirare. Il Saggio è un Maestro senza essere un Insegnante. E' un esempio di vita senza essere appariscente. Non ha delle massime, perché ogni suo comportamento ed ogni sua parola è una massima di saggezza.

Recitazione

85. Penso di aver imparato molto anche solo guardando dei film. Anche la recitazione quindi può servire per ascendere ed insegnarci qualcosa se ci riflettiamo sopra. Cosa ne pensi? Sì, sono d'accordo. I film posso insegnare qualcosa, soprattutto se ritraggono delle esperienze umane che potrebbero realmente accadere e quindi non irreali. Lo stesso discorso vale per i libri e per il teatro.

Penso però che la recitazione abbia assunto troppa importanza nelle società moderne. Questo dipende di certo dalla grande importanza che si dà all'apparenza piuttosto che all'essenza delle cose. Questo modo di pensare lo vediamo chiaramente nella grande importanza che viene oggi data alla moda, al vestire, alla bellezza fisica ed alla cura estetica. Ed anche al cinema, al teatro ed ai romanzi, e quindi alla recitazione. 

Sebbene infatti sia vero che la recitazione può insegnare qualcosa se riguarda spaccati di vita quotidiani reali, è vero anche che i modi di fare teatrali o cinematografici degli attori, il loro modo di parlare e di gesticolare, così come lo stile letterario ampolloso e poco concreto tipico della letteratura e della poesia, sono entrati a far parte della realtà vera e propria. 

Queste tecniche artistiche possono spesso funzionare ed essere efficaci nella realtà quotidiana perché la gente non è abituata ad usare la testa e si fa facilmente abbindolare dalle belle parole o dai bei modi, che possono essere piacevoli e veritieri se saltuari ma che diventano chiaramente recitazione e falsità se abitudinari. 

Ne sono un esempio le tecniche oratorie tipiche dei politici e le tecniche seduttorie romantiche (con le parole o con gesti sensuali).

La recitazione artistica può essere divertente ed utile. La recitazione nella vita quotidiana, invece, può essere divertente e simpatica se lo scopo è chiaramente ludico ma altrimenti diventa falsità e metodo di inganno.

Nella realtà quotidiana sarebbe bene limitarsi a ricercare una semplice piacevolezza sensoriale per quanto riguarda la forma e la bellezza esteriore, e dare importanza preminente al contenuto e quindi alla bellezza interiore. Lo scopo è in sostanza quello di distogliere l'attenzione dall'apparenza estetica senza renderla troppo appariscente in modo da poter concentrarsi totalmente sull'essenza delle cose. 

Capita infatti che ciò che è troppo bello (secondo i canoni culturali del momento) rischia di non essere valorizzato nella sua essenza, in quanto ci si concentra sulla bellezza estetica e sul piacere sensoriale. Chi per sua natura è molto bello esteticamente secondo i canoni attuali, quindi, è meglio che non metta spudoratamente in mostra e non accentui con un particolare abbigliamento la sua bellezza, altrimenti rischia di esser considerato più per come appare che per quello che è veramente. 

E soprattutto è meglio essere sempre se stessi. Questo è anche il miglior modo per stare bene con noi stessi e con gli altri, attirando a noi persone che sono in sintonia con il nostro vero io e non con una delle nostre maschere.

Comprensione filosofica

17. Nell' art.44, definendo l'approccio mentale e quello emotivo, affermi che il primo è superiore al secondo per comprendere la realtà in quanto permette una comprensione più rapida. Ritieni cioè che la comprensione ideale sia una comprensione rapida e non una meditata della Vita? Una comprensione rapida non è in antitesi con una comprensione meditata, ma piuttosto lo è con una comprensione lenta. La Comprensione perfetta è una comprensione rapida e meditata (ragionata). Questo è il tipo di comprensione connesso all'approccio mentale, che potremmo anche definire "filosofico". 

La maggior parte della gente basa la propria crescita sulla comprensione esperienziale emotiva che definisce l'approccio emotivo. Questo tipo di comprensione è molto più lento di quello mentale. Vedi anche art.44.

Crescere attraverso il Dialogo

18. Qual è il miglior modo di comprendere la realtà e di crescere velocemente? Il miglior modo è senza dubbio il dialogo con se stessi e con altri esseri umani (studio diretto del pensiero proprio e altrui). Dopo di esso viene lo studio indiretto del pensiero di altri umani (es.testi filosofici) ed infine lo studio indiretto delle parole e delle azioni nostre e di altri umani anche inventate (es. esperienze di vita personali o altrui, film, opere teatrali, romanzi).

Paradosso (o Antinomia) di Russel

36. La logica però a volte può ingannare. A volte qualcosa può sembrare logico, ma non esserlo affatto, o portare a dei paradossi. Ad esempio, consideriamo un insieme X che include tutti gli insiemi che non sono elemento di se stessi (es.: l'insieme degli alunni di una classe). A questo punto ci chiediamo: l'insieme X è elemento di se stesso? Se non lo fosse, dovrebbe esserlo per definizione dello stesso insieme X; se lo fosse, non dovrebbe esserlo sempre per definizione. Questo paradosso sugli insiemi (conosciuto con il nome di "paradosso di Russel") deriva dal fatto che si ipotizza che un insieme possa o non possa essere elemento di se stesso. Ma nella realtà un insieme non è MAI elemento di se stesso. Un qualsiasi insieme si può definire uguale a se stesso ma MAI appartenente a se stesso. Al suo interno può esservi un qualcosa di simile a se stesso, un qualcosa della stessa categoria, ma l'insieme stesso non è MAI appartenente a se stesso, cioè al suo interno. Nella realtà non ha senso dire che un insieme è elemento di se stesso. Per astratto potrebbe essere, ma nella realtà non è. E quello che conta è la realtà, è con essa che bisogna confrontarsi se si vuole capirla veramente. Non si arriverà mai a comprenderla veramente con un ragionamento totalmente astratto.

Nemmeno l'insieme di tutti gli insiemi (che potrebbe essere sia finito sia infinito, a seconda che si creda o meno nell'esistenza di una realtà infinita) contiene se stesso. E' pur sempre un insieme di qualcos'altro, e non di se stesso.

Il paradosso è vero, ma deriva dalle particolari ipotesi che si danno per scontate. Nel caso particolare, che un insieme possa appartenere a se stesso. 

Uso della Mente o vuoto mentale?

9. Non capisco perché in alcune tradizioni si sostenga che è necessario eliminare la mente ed invece altri sostengano che è molto importante sforzarsi di comprendere le cose con il cervello. A questo riguardo penso che sia possibile distinguere due ambiti, generalmente parlando: l'ambito ludico-amichevole e l'ambito lavorativo. Nel primo l'approccio ideale è quello emotivo, che si basa sulle sensazioni, sul sentire, sull'assenza della mente e sull'espressione diretta ed innocente del proprio essere interiore emotivo. Nell'ambito lavorativo, invece, l'approccio ideale può anche essere talvolta quello mentale-intellettuale ed analitico, necessario per la comprensione e la spiegazione verbale della realtà ed espressione del proprio essere interiore mentale.

Arte e filosofia

111. Che relazione c'è tra l'arte e la filosofia? Mentre abbiamo definito la filosofia come "l'utilizzo del pensiero per raggiungere la piena comprensione della realtà esterna ed interna", possiamo definire l'arte come "l'espressione corporea dell'amore interiore".

La filosofia sviluppa la saggezza (emozione) e la sapienza (mente). L'arte sviluppa la percezione (intuizione) e la fantasia (creatività). Dato che i corpi sottili connessi all'energia maschile sono quello mentale e quello creativo, mentre quelli connessi all'energia femminile sono quello emotivo e quello intuitivo, ciò significa che sia la filosofia che l'arte sono entrambe bilanciate e comprendono entrambe l'energia maschile e l'energia femminile.

Filosofia e Scienza

109. Cosa intendi tu con il termine "filosofia"? Tale termine per me indica non solo l'amore per la sapienza, intesa come la conoscenza della realtà esterna, ma anche l'amore per la saggezza, intesa come la conoscenza interiore, cioè dell'essere umano. Indica cioè "l'utilizzo del pensiero per raggiungere la piena comprensione della realtà esterna ed interna".

Cosa intendi invece con il termine "scienza"? Per me una scienza è "un insieme di conoscenze comprese attraverso l'utilizzo del pensiero logico". Un sinonimo di "scienza" potrebbe essere quindi "filosofia logica".

Qual è la tua definizione di "logica"? Esiste una logica assoluta oppure ognuno ha una sua logica? La logica per me è "l'utilizzo di affermazioni consequenziali basate sull'esperienza empirica o teorica". Per esperienza empirica intendo l'esperienza vissuta direttamente, per esperienza teorica intendo l'esperienza vissuta indirettamente e considerata vera per immedesimazione, cioè immaginando di aver vissuto tale esperienza direttamente, deducendone quindi determinati effetti. 

Per me esiste una logica assoluta che rispetta i principi aristotelici di "non contraddizione" (la logica assoluta non si contraddice mai) e "del terzo escluso" (una cosa è o non è, ha o non ha una certa caratteristica e non esiste una terza possibilità intermedia). Tale logica assoluta è quella di Dio.

Ogni forma di pensiero è per te filosofia in azione? Qualsiasi utilizzo del pensiero è una forma di filosofia. Tutti siamo filosofi in qualche modo. Anche la matematica è una filosofia, sebbene non sia la vera filosofia, cioè quella utilizzata da Dio per creare la realtà. La matematica è anche una scienza, cioè una filosofia logica, ma si basa su una logica utilizzata dall'uomo, non da Dio. Dio creò tutto ciò che esiste con il pensiero, con il ragionamento, utilizzando semplici numeri per portare ordine al creato.

Comprensione filosofica

17. Nell' art.44, definendo l'approccio mentale e quello emotivo, affermi che il primo è superiore al secondo per comprendere la realtà in quanto permette una comprensione più rapida. Ritieni cioè che la comprensione ideale sia una comprensione rapida e non una meditata della Vita? Una comprensione rapida non è in antitesi con una comprensione meditata, ma piuttosto lo è con una comprensione lenta. La Comprensione perfetta è una comprensione rapida e meditata (ragionata). Questo è il tipo di comprensione connesso all'approccio mentale, che potremmo anche definire "filosofico". 

La maggior parte della gente basa la propria crescita sulla comprensione esperienziale emotiva che definisce l'approccio emotivo. Questo tipo di comprensione è molto più lento di quello mentale. Vedi anche art.44.

Pensatore e Filosofo

28. Art. 49. Esiste una differenza fondamentale tra quello che tu definisci il Pensatore e quello che definisci il Filosofo? Forse mi chiarisci meglio l'idea. Oltre a quello già scritto nell'articolo, possiamo dire che il Pensatore continua a pensare a e rimuginare sulle stesse cose, senza giungere ad una soluzione del problema. Tale continuo pensare porta solo preoccupazioni inutili. Il vero Filosofo, invece, non continua a pensare sempre alle stesse cose. Si pone delle domande quando vuole capire qualcosa o risolvere un problema e cerca delle risposte, senza continuare a pensare ai problemi in sé. E questo atteggiamento non porta continue tensioni e preoccupazioni, oltre ad essere il miglior modo per crescere ed essere felici.

Apprendimento, Filosofia e Arte

2. Nella D&R n.111 di Febbraio hai scritto: "La filosofia sviluppa la saggezza (emozione) e la sapienza (mente). L'arte sviluppa la percezione (intuizione) e la fantasia (creatività)".  Nell'articolo n.75, invece, si legge: "l'Apprendimento dell'Essere indica la propria capacità di comprensione della realtà attraverso l'utilizzo della Mente che porta di conseguenza anche ad uno sviluppo Emotivo, Intuitivo e Creativo del proprio essere". Possiamo dire che l'Apprendimento dell'Essere è connesso alla Filosofia e che l'Apprendimento dell'Avere è connesso all'Arte? Direi che l'Apprendimento dell'Essere comprende in sé la Filosofia e l'Arte (ma solo a livello teorico), mentre l'Apprendimento dell'Avere è l'Arte vera e propria a livello pratico che, se pura, si basa sulla Filosofia e sull'Arte teoriche pure (cioè sull'Apprendimento dell'Essere). Se ne deduce anche che la vera Arte si basa ed è una conseguenza della vera Filosofia.

Filosofia ed Arte

27. Che connessione c'è tra la distinzione che fai tra Filosofia ed Arte e la distinzione tra Pensiero, Parola ed Azione? Filosofia ed Arte rappresentano le due discipline in cui lo Spirito si esprime attraverso un corpo umano. Pensiero, Parola ed Azione rappresentano invece le modalità di espressione di tali discipline attraverso un corpo umano. In particolare, la Filosofia si esprime attraverso il Pensiero e l'Arte si esprime attraverso la Parola e l'Azione.

Filosofia ed Arte

28. Hai definito la filosofia come "l'utilizzo del pensiero per raggiungere la piena comprensione della realtà esterna ed interna" e l'arte come "l'espressione corporea dell'amore interiore". Come possiamo suddividere a loro volta queste due discipline? Possiamo suddividere la filosofia in filosofia logica ed in filosofia non logica, dove con logica intendiamo "l'utilizzo di affermazioni consequenziali basate sull'esperienza empirica o teorica". (vedi anche D&R 109 di Febbraio 2003). La filosofia non logica indica "l'accumulo di informazioni non consequenziali tratte dall'esperienza empirica o teorica". 

Possiamo invece suddividere l'arte in arte ludica ed in arte lavorativa. L'arte ludica indica l'arte il cui fine è il puro divertimento. L'arte lavorativa indica l'arte il cui fine è il contribuire ai bisogni della comunità per dovere morale. Sia l'arte ludica sia l'arte lavorativa possono esprimersi sia attraverso la parola sia attraverso l'azione.

Interazione (Filosofia ed Arte)

4. C'è una connessione tra il concetto di Interazione (attiva e passiva) espresso nell'art.76 ed i concetti di Filosofia ed Arte, le due discipline in cui lo Spirito si esprime in un corpo umano? L'Interazione Attiva si manifesta attraverso la Parola e l'Azione, ed è quindi un sinonimo di Arte. L'Interazione Passiva si esprime invece attraverso il Pensiero, il quale può essere vero o apparente. Essa è quindi un sinonimo di Filosofia. Apparenza è invece un sinonimo di "Paure ed Illusioni" (le paure e le illusioni sono quindi dei pensieri, e non delle parole o azioni).

Così come il concetto di Apparenza indica un pensiero (una filosofia) non vero, allo stesso modo il concetto di Ipocrisia indica una parola e/o azione (un'arte) non vere. 

Filosofia logica e Filosofia non logica

4. Potresti fare una ulteriore suddivisione della "filosofia logica" e della "filosofia non logica"? La filosofia logica (f.l.) si può suddividere in f.l. assoluta ed in f.l. relativa. Con f.l. assoluta si intende la "consequenzialità di pensieri dell'Essere Assoluto", mentre con f.l. relativa si intende la "consequenzialità di pensieri dell'Essere Relativo". In altre parole, la prima indica la logica di Dio creatore di tutto ciò che E', mentre la seconda indica la logica (vera nella sua relatività) di ogni essere Creato.

La filosofia non logica (f.n.l.) si può suddividere in f.n.l. spontanea ed in f.n.l. elaborata. Con f.n.l. spontanea si intende "l'oggettivazione mentale istantanea di una comprensione intuitiva", mentre con f.n.l. elaborata si intende "l'oggettivazione mentale differita di una comprensione intuitiva". In altre parole, la prima indica un "pensiero non pensato", la seconda un "pensiero pensato". O ancora, la prima indica "una definizione terminologica mentale di una intuizione presente", la seconda "una definizione terminologica mentale di una o più intuizioni passate e presenti".

 

 

 

 

 

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