16/3/2007
Silenziosamente e grazie all’aiuto della Tela italiana le informazioni cominciano a confluire, dopo mesi di piccole indagini e di osservazioni abbiamo individuato un abuso telematico perpetuato da un colosso del web.
Siamo i
primi a sostenere la teoria del Crimine
invisibile, in quanto abbiamo
individuato le procedure che determinati
giganti usano per rendere invisibile una
società, un uomo, un essere umano.
Il caso in discussione è la procedura di
gestione di un’attività virtuale
mediante E-Bay, il gigante dell’e-commerce
multinazionale, che, fruttando la sua
struttura così immateriale gestisce i
suoi utenti mediante dei sistemi
automatizzati mettendo in atto un vero
processo di disumanizzazione. Se non
credete a tale teoria, aprite un negozio
all’interno di Ebay, provate a vendere
un libro o un prodotto di vostra
produzione, e vedrete che sarete
accusati di aver violato il copyright,
sarete additati e accusati, e poi
giustiziati senza possibilità di
appello. Senza che ve ne accorgiate,
violerete le regole della community e
sarete espulsi, non avendo alcuna
possibilità di contattare un
responsabile a cui esporre il vostro
caso, il vostro problema che non può
essere standardizzato o liquidato su due
piedi con delle procedure.
Una specie di giudice vi dirà che per sette giorni non potrete più fare inserzioni, e non potete utilizzare i servizi del portale, ma dovete comunque pagare il costo per la gestione del vostro punto di vendita virtuale. Le e-mail arrivano puntualmente, ti additano e se chiedi delle spiegazioni ti additano, qualsiasi cosa dici per spiegare il tuo caso, ti additano. Se vuoi dunque uscire dall’impasse e riabilitare il tuo negozio virtuale devi ammettere di aver violato le regole della community, senza possibilità di dialogo perchè non ti ascoltano, perché parli con un computer per ogni tipo di comunicazione, sempre.
La nostra
esperienza e la conoscenza del
funzionamento delle strutture
telematiche, ci hanno fatto capire che
in realtà a rispondere alle nostre
e-mail, ad aprire i negozi e a vendere i
prodotti, sia un computer, un programma
costruito sulla pelle della gente. Una
multinazionale come E-bay è gestita da
un gruppo di cinquanta persone, in tutto
il mondo e non esistono agenti o
dipendenti che si occupano dei problemi
o delle richieste degli utenti. I nomi
appartengono forse a dei fantasmi, a
persone che non esistono, perché
rispondono alle domande in maniera
insensata, come se non avessero letto la
tua lettera e avessero semplicemente
attivato un programma di risposta
automatica. Alcuni membri di Etleboro si
sono personalmente recati alla E-bay, in
via Fabio Filzi, 25 a Milano, zona
stazione centrale, e hanno trovato una
grande hall hollywoodiana, con una sola
persona, una gentilissima hostess, a cui
hanno chiesto di poter parlare con un
dirigente o un responsabile alle vendite
o ai contatti con il pubblico, un numero
di telefono per spiegare l’equivoco. La
risposta è stata quella di contattare la
E-bay tramite il sito www.ebay.it. , in
pratica di parlare con il muro del
silenzio. Chiedono infatti di inviare ad
un fax della documentazione e una
dichiarazione con la quale dobbiamo
ammettere di aver violato le regole,
onde eliminare ogni responsabilità in
capo ad E-bay, accollandoci una colpa
senza però capire a che scopo. Potrete
inviare anche centinaia di e-mail, ma
non risponderanno mai alle vostre
domande per ottenere dei chiarimenti che
vi permettano di capire come e quando
avete sbagliato, quale regola avete
violato e in che modo è possibile
correggere l’eventuale errore commesso.
Questo perché rispondono alle e-mail dei
programmi, firmando con nomi fittizi a
cui non corrisponde alcuna persona
realmente esistente, oppure delle
persone che sono “programmate” a seguire
il protocollo della procedura. Tale
ipotesi è la sola concepibile,
altrimenti dovremmo credere che la Ebay
assuma operatori che non siano in grado
di leggere o comprendere cosa sia
scritto in una e-mail per dare
un’adeguata risposta, ma anche in questo
caso sarebbe meglio che siano
allontanati dagli uffici e dalle
competenze a cui sono assegnati e che
l’amministrazione di E-bay deve fare dei
controlli sul personale.

Tuttavia Ebay non è un fantasma, è una
regolare S.r.l. di diritto italiano, che
si estende come un colosso e si pone
rispetto alla nostra vita e alla nostra
attività economica con una politica
espansionistica, che va oltre le piccole
vendite, perché la loro procedura
informatica non è etica, non rispetta le
leggi dell’uomo, ma quelle dei sistemi
informatici e cybernetici.
La sua
struttura si basa esclusivamente su di
un sistema centralizzato, un programma
che è stato studiato per gestire una
massa di informazioni da un unico
terminale, dal quale possono ottenere
sulla community un controllo
totalitario. Con un click possono
aumentare le pretese di guadagno, con un
click possono cambiare le regole, o
inserire nuove procedure per estorcere
ancora denaro, in un labirinto che è
peggio di una scatola cinese. Possono
creare una regola dall’oggi al domani
senza un motivo apparente, che dovrai
accettare senza contestare perché
iscrivendoti alla piattaforma hai
accettato espressamente un sistema di
regole che funzionano come delle
clausole vessatorie: o le accetti o sei
fuori dal sistema, e se contesti non sei
ascoltato.
Il percorso da attraversare per arrivare
a farsi ascoltare è talmente lungo e
difficile, fatto di fax, di e-mail e di
moduli prestampati da inviare, che le
persone abbandonano prima di arrivare
alla fine della soluzione del problema.
E proprio su questo si basa il loro
sistema, sul fatto che nessun riuscirà a
capire come farsi ascoltare, nessuno
arriverà al punto di intentare causa per
dei negozi virtuali che sono stati
chiusi senza giusta causa. Non esiste
legge né tribunale che oggi è in grado
di disciplinare questi casi di “usura
informatica”, perché il crimine non
esiste. L’uomo è così retrocesso a
quell’epoca storica in cui le regole
erano tramandate a voce, dopo che era
riuscito a scriverle sulla pietra.
Un’impresa
che intende vendere o comprare mediante
queste strutture è destinata a subire
l’usura, perché non ha il tempo di
combattere contro queste armi non
convenzionali, contro i programmi e le
procedure automatizzate dei programmi,
non può permettersi di intentare una
causa contro i colossi dell’informatica.
Basti pensare che Ebay obbliga i
venditori a scegliere Paypal come
strumento di pagamento, in virtù di un
accordo che lega l’e-commerce e questo
circuito finanziario elettronico. Paypal
in realtà è un circuito che prende i
soldi dalle carte di credito e li
trasferisce ad altri conti elettronici,
ma senza che avvenga una reale
movimentazione: il denaro da cartaceo
viene trasformato elettronico, e poi una
volta che entra in Paypal resta
elettronico, non torna più in forma
cartacea, se non al di sopra di certe
soglie. La domanda successiva è : se i
nostri soldi si perdono nei circuiti
automatici, e nessuno risponde alle
nostre e-mail, a chi potremo appellarci
per riottenerli? E ancora, su ogni
transazione Ebay percepisce il 7%,
quando molte piccole imprese hanno oggi
dei margini di guadagno che arriva al
5%: questa si chiama usura, estorsione e
truffa.

Le
strutture virtuali e centralizzate sono
i nemici e l’usura che ci stiamo
preparando ad affrontare, perché attuano
un processo di disumanizzazione, un vero
etnocidio, e noi siamo vittime inermi
dei processi informatici. La nuova
regola che hanno scritto è che “chi non
si adegua è fuori, e chi non può
adeguarsi fallisce, e poi muore.” Con un
semplice website hanno messo sù un
impero multinazionale diretto da 50
persone che sono isolate dal mondo,
hanno preso dall’economia degli Stati e
non hanno dato in contropartita nulla,
solo una finestra sul web, ma
nient’altro.
Hanno costruito intorno a sé un potere enorme, ma non hanno alcuna legislazione che lo disciplina, non esiste un codice che oltre a gestire gli utenti, punisca anche il potere centrale e tuteli le persone in quanto individui e titolari di diritti inviolabili. Ci chiedono infatti che noi dobbiamo avere fiducia in loro, ma loro non hanno alcuna fiducia su di noi, e ci sottopongono a delle regole da rispettare rigidamente, pena l’esclusione. Tuttavia queste regole sono unilaterali, perché verso di loro non producono alcun effetto, e un giorno potrebbero cancellare l’identità di una persona, la sua impresa, oltre al suo piccolo negozio virtuale, senza che nessuno se ne accorga. Se oggi delle piccole imprese vivono grazie ad una finestra all’interno di ebay, con una scusa qualunque, e un finto problema, posso ordinarne la chiusura e provocare il loro fallimento. Un domani, però, se un impresa esiste solo in virtù del fatto che ha una struttura virtuale, basterà una nuova regola decisa dall’alto per farla scomparire nel silenzio.
Oggi i grandi colossi dell’informatica stanno creando un sistema in cui noi saremo le vittime della virtualizzazione, dell’usura sul nostro denaro elettronico, e della disumanizzazione. Quando oggi i politici parlano di “nazione” dicendo che operano “per il bene del paese”, stanno solo preparando un mondo disumano, l’etnocidio del futuro perché hanno rimesso l’economia nelle mani dei computer, dei programmi che non hanno un codice etico e si sono trasformati in strutture sopranazionali. Mentre la Guardia di Finanza dà la caccia a Wanni Marchi, il Sismi a Abu Omar, e la Codacons alla Rai per i soldi “dei pacchi”, la Ebay, Google e Skype preparano la più grande usura di tutti i tempi, che perpetuerà un vero etnocidio se saranno i soli mezzi che avremo per lavorare, per informarci e per comunicare. Siamo già in una società disumanizzata, perché il lavoro è diventato automatizzato, le persone degli automi che agiscono in virtù di un protocollo deciso dal cervello centrale, mentre l’economia è regolamentata da procedure standardizzate: se non le accetti sei espulso, se le contesti non avrai spiegazioni.
Sta ora a noi creare un mondo nostro, una Tela, che non abbia cervelli o strutture centralizzate che agiscano senza considerare la natura umana dell’economia, ma che si basi invece su un sistema distributivo e orizzontale in cui tutti possono vivere ed evolvere.

