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  Diritti  o  Doveri ? 

 

    30/10/2003

 

PREMESSA

 

    Questa premessa costituisce la base necessaria per una migliore comprensione del tema "Diritti o Doveri".

 

 

    Dio creò lo spazio-tempo per fare esperienza emotiva di Sé, cioè per conoscere se stesso. Per sentire le emozioni occorre la materia, ovvero occorre vivere in una forma materiale.

 

    Allorché Dio decise  di conoscersi, creò 10 esperienze basilari. Queste 10 esperienze sono il quark, l'atomo, la molecola, la cellula, l'essere umano (Dio/Dea), delfinI,  rettilI, angeli, animali e natura .

    Inizialmente creò il Regno di Dio (detto anche Regno dei Cieli) costituito da un singolo pianeta sul quale creò la Natura ed una volta fatto ciò si pose egli stesso su quel pianeta in una forma. E fu così che creò l'essere umano. Dio stesso quindi è il primo essere umano che sia mai esistito. Fu lui che ideò lo spazio-tempo in cui viviamo e tutto ciò che vi esiste dentro ed è da lui e da Dea che derivano tutti gli esseri umani.

L'ordine di creazione come è stato spiegato sopra (quark, atomi, molecole, cellule, essere umano, delfini, rettili, angeli, animali e natura) riguarda la creazione di Dio quando ancora non era incarnato in una forma fisica umana e quando non aveva ancora creato il piano fisico. Riguarda in sostanza l'ordine di creazione sul piano eterico. Anche Dio, infatti, non creò subito la realtà fisica ma prima la immaginò, creandola quindi a livello eterico.  

Il Regno di Dio fu creato perfetto, cioè basato sulla pura energia magnetica (vedi articolo sull'Energia). Tuttavia, proprio perché era perfetto, non consentiva a Dio di fare esperienza di tutta la gamma dei suoi infiniti aspetti. Per poter conoscere a pieno Ciò Che Dio E', mancava l'altro riferimento opposto: Ciò Che Dio Non E'.  Perciò Dio creò un altro spazio-tempo, al di fuori del Regno di Dio, che comprende 2.985.984 creazioni (vedi articolo sulle Dimensioni), e al centro di questo nuovo spazio-tempo, sul pianeta Bellatrix (noto come EDEN),  Dio/Dea generarono Adamo ed Eva, anch'essi perfetti, a loro  immagine e somiglianza. Da Adamo ed Eva derivò tutta la razza umana. Questo secondo spazio-tempo doveva successivamente subire una serie di distorsioni che avrebbero creato i poli opposti (CiòChe Dio E'/Ciò Che Dio Non E').

Sul piano fisico dello spazio-tempo in cui viviamo, l'ordine della creazione è stato: (quark, atomo, molecola, cellula, Dio e Dea, natura, animale, angelo, rettile, delfino, essere umano).

L'essere umano (Dio e Dea) è stato creato prima delle altre forme di vita complesse e si è presentato prima di esse sul piano fisico, ma tutti gli esseri umani ad esclusione di Dio e Dea sono stati creati sul piano fisico dopo le altre forme di vita, in quanto l'essere umano è la forma più evoluta e per incarnarsi sul piano fisico aveva bisogno della presenza di una consapevolezza che avesse già fatto tutte le altre 9 esperienze (quark, atomo, molecola, cellula, natura, animali, angeli, rettili e delfini). 

Tutte le consapevolezze umane prima di diventare tali hanno vissuto in tutte le forme di vita meno evolute. Ciò  significa che già Adamo ed Eva furono creati quando le loro consapevolezze avevano già vissuto in tutti gli altri esseri meno evoluti.  E' per questo che Dio e Dea vissero per molto tempo da soli prima di poter creare Adamo ed Eva. Dovettero infatti aspettare che due coscienze evolvessero abbastanza da essere pronte ad incarnarsi in una forma umana.

Non c'è mai stato un Big Bang. C'è stato un momento in cui lo spazio-tempo è stato creato. Ma non è mai esistita una nube di gas dalla quale è originato tutto. Lo spazio-tempo è stato creato tutto contemporaneamente, inizialmente su un'unica dimensione vibrazionale, ma con 10 piani di realtà diversi, che rappresentavano le 10 esperienze che la consapevolezza pura (Dio) scelse di fare inizialmente (quark, atomo, molecola, cellula, Dio e Dea, natura, animale, angelo, rettile, delfino, essere umano).  

In sostanza, quando Dio creò lo spazio-tempo in cui viviamo creò contemporaneamente il piano fisico, quello eterico e quello di luce, cioè quello in cui per l'essere umano c'è il corpo di luce (o anima). Ogni essere vivente complesso (essere umano, animale, natura) di questo spazio-tempo ha il suo corpo di luce, e quella è la sua consapevolezza. Tali corpi di luce vennero creati contemporaneamente alla creazione del piano fisico e di quello eterico, cioè di materia e di antimateria. Non vi potrebbe essere vita in una forma complessa senza il suo corpo di luce. 

La consapevolezza di ogni essere vivente non è altro che una infinitesima frazione della consapevolezza di Dio. Dio puoi chiamarlo consapevolezza primaria, mentre tutto ciò che deriva da lui è consapevolezza secondaria o semplicemente consapevolezza. In sostanza Dio ha creato una miriade di anime col metodo copia e incolla.

Un'anima è una certa "quantità" di consapevolezza, cioè di essenza divina. Essendo comunque la consapevolezza olografica, ogni singola parte di consapevolezza contiene in sé l'essenza divina, ed è in contatto con il tutto. 

Dio, il tutto, è infinito. Ogni singola parte di consapevolezza da lui creata può tendere all'infinito verso Dio, ma non potrà mai essere Dio in quanto Dio è infinito. Ogni singola parte di consapevolezza può comunque crescere ed evolvere all'infinito (temporalmente parlando).

Consapevolezza vuol dire anche pensiero e verità. Quindi il pensiero infinito e la verità assoluta di Dio si riprodussero in tante parti quante erano le anime create. 

Dato che Dio sa già tutto e vuole solo fare esperienza emotiva, creò un unico piano di realtà in modo che nessuno potesse conoscere il futuro e lo creasse con il proprio pensiero e con l'azione. Quest'unico piano dello spazio-tempo inizialmente era l'Eden in cui Dio e Dea crearono Adamo ed Eva, come forme fisiche. In queste due prime forme fisiche si incarnarono le prime due consapevolezze (anime).

Ciascun'anima aveva una sua verità, dei suoi pensieri e una sua consapevolezza. E lo scopo di ogni anima era quello di fare esperienza emotiva di ciò che essa già conosceva. Per esempio l'anima di Eva fece esperienza emotiva della masturbazione (energia sessuale), a causa della tentazione del serpente, che ebbe il potere di farle auto-concepire il primo figlio "rettiliano". Poi fece anche l'esperienza emotiva della vergogna, che le fece concepire un altro figlio "rosso", ecc (vedi Adamo ed Eva). 

L'anima possiede anche una memoria nella quale registra le forme-pensiero e le relative emozioni che la forma fisica vive. Così l'anima fa esperienza emotiva di ciò che sa (il pensiero che essa ispira). Ad ogni forma-pensiero è legata un'emozione. Non esiste forma-pensiero che non contenga in sé una certa emozione. Le informazioni genetiche (forme-pensiero) si risvegliano quando attraversiamo con la forma la vibrazione a cui si trova tale forma-pensiero, alla quale è legata una particolare emozione. 

Attraverso i figli e i discendenti di Adamo ed Eva, sempre più anime si son potute incarnare e vivere esperienze diverse tra loro. La catena di azioni-reazioni (cioè di forme-pensiero ed emozioni) ha generato il karma in ogni essere umano che si è sempre trasmesso per discendenza genetica.

L'essere umano è la forma fisica più bella da vivere, ma è allo stesso tempo la più complessa. E per questo solo l'essere umano può portare alla massima distruzione, ed allo stesso tempo risolvere i problemi causati. Perché nessun' altra forma nello spazio-tempo ha le capacità emotive e mentali della forma umana.

L'origine del creato  risale a circa 13 miliardi di anni fa. La Terra fu creata come stella di 25° dimensione. Successivamente, in seguito alla caduta di coscienza, cadde nella 12°,  poi nella 5° ed infine nell'attuale 3° dimensione. Per maggiori approfondimenti si veda il capitolo sul "Processo di Creazione"

Secondo il perfetto piano divino della creazione, lo spazio-tempo ha cominciato ad espandersi in dimensioni decrescenti (in vibrazione), generando una caduta di coscienza attraverso eventi previsti, quali ad esempio le distorsioni elettromagnetica, elettrica e radioattiva, in modo da sperimentare frequenze (vibrazioni o energie) sempre più basse fino all'attuale infima vibrazione della 3° dimensione. E questo perché Dio voleva sperimentare l'intera gamma di frequenze: dalla più elevata alla più infima. Lo scopo dell'espansione è proprio quello di sperimentare tutta la gamma di frequenze della consapevolezza pura, per poi riunificarle tutte nella fase di contrazione o ascensione al fine di raccogliere tutte le esperienze emotive sperimentate dalla consapevolezza di Dio, tramite le anime da Lui create.

Riassumendo:

Dio ha dato ad ogni essere umano il Suo potere creativo e la libertà assoluta (libero arbitrio). Egli non ha imposto ai suoi figli nessuna limitazione, né obblighi di nessun genere. Dio sapeva che a seguito della caduta i suoi figli, a causa della loro inesperienza, avrebbero commesso degli errori per imparare, finanche a  sovvertire le leggi divine dell'amore e dell'onore. La giustizia divina è sempre stata garantita dalla Legge del Karma, secondo la quale ognuno raccoglie quello che semina. La Legge del karma obbedisce in fondo al Principio universale del "simile attira il simile". In ultima analisi tutte le leggi promulgate dagli esseri umani nella storia dell'umanità sottostanno alla Legge del Karma.

Tutto ciò che l'essere umano pensa lo manifesta, prima o poi, sul piano fisico, anche se ne è inconsapevole. Adamo ed Eva potevano manifestare immediatamente quello che pensavano perché il loro potere creativo era al massimo livello. Con la caduta (o espansione) il potere creativo dell'essere umano si è ridotto notevolmente, anche perché è lui stesso che lo limita con i suoi dubbi. Quello che Adamo poteva creare all'istante con il pensiero, oggi un pensiero di un essere umano richiede in media 10 anni per manifestarsi sul piano fisico, e magari quando si manifesta, neppure ci si ricorda di averlo mai avuto.

Non dovremmo mai dimenticare lo scopo della vita che è quello di consentire all'anima di fare determinate esperienze, compresa la morte della forma tramite la malattia, l'uccisione, l'incidente, ecc. In fondo lo spazio-tempo è un grande palcoscenico in cui si svolgono dei giochi e le anime incarnate giocano ciascuna il proprio ruolo scelto liberamente. L'anima, o corpo di luce, è la nostra vera essenza ed è immortale. Purtroppo con la caduta, l'essere umano si è identificato sempre più con la forma, dimenticando la sua vera identità ed origine.

Rimane comunque sempre il fatto che ognuno crea la propria realtà, e quindi la propria vita, anche se inconsciamente. In base al proprio karma, per esempio, ognuno attira a sé inconsciamente le esperienze in base alle proprie forme-pensiero, incise nel proprio DNA.

Di conseguenza ognuno di noi è il solo responsabile della propria vita e di ciò che le accade. Siamo noi che attiriamo le malattie, gli incidenti, i colpi di sfortuna, la guerra, ecc. Allo stesso modo noi attiriamo anche gli eventi piacevoli, l'amore, l'abbondanza, la felicità, la pace, ecc.

Perciò non esistono vittime, poiché ciascuno raccoglie ciò che ha seminato, e se uno si atteggia a vittima suscita per la legge della polarità il tiranno.

Diritti o Doveri?

In tutto lo spazio-tempo, vige  un sistema meritocratico creato da Dio. Tutti gli esseri evolvono verso consapevolezze sempre più elevate attraverso l'intento (volontà) e l'azione. Chi si impegna di più ottiene di più. Ognuno comunque è libero di stabilire il proprio ritmo evolutivo; non ci sono obblighi di sorta.

Dal momento che ogni essere umano ha il potere di creare la propria realtà, se quella che sta vivendo non gli piace, può cambiarla come e quando vuole. Il problema è che ben pochi sanno e sono convinti del loro potere creativo. La maggior parte delle persone è convinta di non avere questo potere in sé e perciò lo cerca al di fuori, presso altre persone, istituzioni, religioni, ricchezze, leggi, corruzione, ecc. Ma tutto questo doveva accadere per consentire agli esseri umani di imparare dai loro errori. 

La legge del karma ha ispirato nel tempo varie leggi umane a seconda del livello di coscienza raggiunto dall'umanità.

Dio ha creato i suoi figli tutti uguali fra loro, nel senso di pari dignità. Ogni  umano è un essere divino, degno di rispetto ed onore. Dio non ha mai dato dei comandamenti ai suoi figli, anche se la bibbia dice il contrario. I dieci comandamenti sono stati ispirati da potenti entità eteriche (falsi dei), che si facevano  passare per Dio, le quali avevano lo scopo di controllare l'umanità.

Gesù, quando venne come messaggero del Padre, insegnò la preghiera del "Padre nostro" che annunciava la futura venuta del Regno di Dio sulla Terra e diede un solo consiglio: "Ama il tuo Dio al di sopra di ogni cosa e il prossimo tuo come te stesso". Se ogni essere umano vivesse l'amore come inteso da Gesù, non ci sarebbe bisogno di nessuna legge umana. Nei confronti di Dio gli esseri umani avanzano forse dei diritti?  No! Non ci sono diritti, ma solo dei doveri morali. Dio ci ha dato tutto (il potere di creare qualsiasi cosa e il libero arbitrio) e quindi che cosa possiamo pretendere di più? I diritti sono nati con la caduta a causa della quale abbiamo perso il nostro potere creativo.

Ogni diritto si basa su un sottostante dovere. Il concetto di diritto infatti vale solo se si accetta che si debba rispettare tale diritto. In realtà, in un sistema veramente libero e giusto, non dovrebbero esistere diritti (cioè imposizioni,costrizioni) ma solamente doveri. E doveri morali, e quindi interiori, non doveri sotto forma di legge da dover rispettare per appartenere alla comunità.

Ogni forma di legge è un'imposizione. Ed ogni forma di imposizione priva l'individuo di una parte più o meno vasta della sua LIBERTA'. Quindi le imposte, le tasse, i sistemi scolastici obbligatori e prestabiliti dall'alto, qualsiasi tipo di regolamento scritto e tutto ciò che viene imposto attraverso leggi non è puro. In una comunità ideale non dovrebbe esistere alcuna forma di costrizione, che limita la libertà di scelta dell'individuo, ed oltretutto non gli permette di comprendere da solo ed interiormente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

In sostanza, un sistema basato sul diritto è un sistema che crea una società di tanti schiavi che vengono comandati da pochi padroni. Ogni forma di costrizione è una forma di schiavitù moderna. Certo, le condizioni di vita sono migliori oggigiorno rispetto al passato, almeno nei paesi avanzati, ma ciò non significa che la situazione di schiavitù non ci sia. E' una forma di schiavitù molto sottile, che si maschera sotto forma di giustizia attraverso l'imposizione di leggi che tutti devono rispettare. E chi non le rispetta viene escluso dalla società, sebbene possa avere tutte le ragioni di questo mondo se la legge è ingiusta.

Nonostante l'apparenza viviamo in un sistema fortemente autoritario e repressivo. Sopratutto nelle cosiddette democrazie occidentali, tanto decantate. Ci raccontano che il nazismo, il fascismo o il comunismo dell'est degli anni passati erano rigidissimi e l'informazione era controllata dall'alto. Il sistema di oggi è molto peggio di qualsiasi sistema passato. Basta vedere quello che succede oggi negli USA, dopo la tragedia dell'11 Settembre 2001. In nome di una presunta sicurezza contro il terrorismo gli americani hanno perso una parte della loro libertà e vengono raggirati da un gruppo di potere senza scrupoli, che non esita a scatenare guerre disastrose in tutto il mondo per imporre l'impero americano.

 La maggior parte delle notizie sono manipolate od anche create ad hoc per qualche fine specifico (per esempio per scatenare una guerra). Spesso per inculcare nella testa della gente certi specifici pensieri.

In ambito scientifico, economico e religioso (giusto per citare i campi più influenti nella società) qualsiasi informazione che sia stata diffusa a livello globale con grande pubblicità e che sia "rimasta nella storia", allora di certo faceva comodo a qualche potente che fosse così, altrimenti non sarebbe stata divulgata.

Un sistema giusto e libero è un sistema meritocratico: un sistema cioè in cui bisogna contribuire alla comunità con il lavoro e la creatività, manuale o intellettuale che sia. Non si può considerare un sistema giusto quello in cui anche chi non fa niente può vivere tranquillamente a spese della comunità, magari oziando dalla mattina alla sera o, non sapendo cosa fare, divertendosi a fare danni a sé o agli altri.

Un sistema giusto e libero dà la possibilità a tutti (gratuitamente per chi non può pagare) di informarsi, studiare e quindi capire. Ma non dà la possibilità a tutti di sopravvivere a spese della comunità anche senza far nulla. Non ha senso. Una cosa è dare gratuitamente la possibilità a tutti di imparare e crescere, e questa è una forma di vero aiuto alla persona, la quale deciderà poi liberamente se sfruttare o meno tale opportunità. Altra cosa è invece il servire e riverire i fannulloni, dando loro dei soldi anche se non fanno nulla. Questa è una forma estrema di assistenzialismo che non rispetta quelle persone della comunità che si impegnano con il loro lavoro a servizio della comunità.

L'unico modo per aiutare veramente una persona è permetterle di imparare, capire e studiare. Di avere cioè le informazioni che le permettano di avere un ruolo attivo nella società. Per questo l'unico vero modo per aiutare la gente è condividere l'informazione e le conoscenze. Poi sarà una scelta del singolo individuo quella di scegliere se studiare o meno (non si studia solo sui libri, è studio anche l' imparare un semplice lavoro manuale) , ma a quel punto il dovere morale di buon membro della comunità è concluso. Ogni persona è libera di fare quello che vuole, e bisogna rispettare la libertà altrui, fintantoché non lede la libertà di altre persone.

L'idea del reddito di cittadinanza, e più in generale del diritto alla vita, vengono da una visione distorta di cosa significhi aiutare e di come funziona la realtà.

Aiutare non significa dare una mano sempre e comunque al prossimo. Aiutare significa anche rispettare le scelte altrui, e se si comprende che sono i nostri pensieri che creano la realtà, allora si rispetta la scelta altrui di vivere una certa vita. Perché in realtà non esistono vittime, dato che ognuno di noi è artefice della propria situazione attraverso i pensieri che coltiva in sé.

Chi non pensa e quindi chi non riflette sulla vita, sulla realtà che lo circonda e non si informa non può cambiare i propri pensieri. Se non pensi i tuoi pensieri non cambiano o, peggio ancora, dipendono esclusivamente dalle informazioni che arrivano dall'esterno. Per questo è necessario studiare, essere critici sulle informazioni che arrivano dall'esterno, consultare più fonti possibili e farsi una propria idea che derivi dalla propria capacità di comprensione. In sostanza, è necessario che ognuno abbia una propria verità. Solo allora, riflettendo, si possono cambiare i pensieri e quindi cambiare il proprio approccio alla vita, ed attirare a sé una realtà più piacevole.

Se si comprende che sono i nostri pensieri che ci attirano una certa realtà, allora il concetto di diritto non ha più senso, perché in realtà nulla è casuale e simile attira simile. I pensieri che abbiamo dentro di noi, il nostro modo di vedere le cose, ci attira una realtà che è in sintonia con tali pensieri. Compreso questo, non ha alcun senso una società basata sul diritto e sull'assistenzialismo poiché la realtà ce la creiamo da soli, e non ha senso che venga imposto a qualcuno un certo tipo di realtà quando in realtà lui vuole crearne un altro tipo.

Piuttosto, è dovere morale di ogni membro della comunità dare il proprio contributo alla comunità e condividere le proprie conoscenze e la propria esperienza con gli altri. Oltre questo limite, si interferisce nella libertà altrui di fare le proprie scelte e crearsi una certa vita. Paradossalmente, il miglior modo per aiutare gli altri è lasciarli liberi di fare quello che vogliono e non interferire nelle loro scelte, perché la vita è sempre la loro.

Condividere conoscenza, esperienza e amore, ma mai interferire se non richiesto. Questo è a mio giudizio il vero dovere morale di ogni membro della comunità ed il principio base sul quale una comunità dovrebbe basarsi.

Comunque,  il "mai interferire se non richiesto" significa che io propongo sempre il mio aiuto a tutti, cioè come ho detto "condivido conoscenza, esperienza e amore" ma che non interferisco in questioni personali se non mi viene richiesto. L'aiuto ad un anziano, ad esempio, per me è un dovere morale ma solo se l'anziano lo accetta. Se lo rifiuta, non bisogna insistere. E quindi non interferisco dato che non mi è richiesto. Ma ho proposto il mio aiuto, ed ho quindi condiviso il mio amore. Ma non tutti accettano l'offerta. La proposta non è un'interferenza, interferire significa "ferire tra" cioè intromettersi e danneggiare. E ciò avviene solo se si fa qualcosa contro la volontà altrui. 

In sostanza, ritengo che sia dovere morale il proporre, il condividere, ma se la condivisione viene rifiutata, allora non è corretto insistere (anche se si sarebbe tentati a farlo), poiché si interferirebbe nella libertà altrui.

Per meglio capire la differenza tra diritto e dovere morale, facciamo un esempio. Se io ti impedisco di parlare e ti taglio la lingua, secondo i canoni del diritto occidentale violo il tuo diritto di parola. Ma non è corretto il concetto di diritto, perché rappresenta un'imposizione. Io ti impongo di rispettare questo e questo. 

Diverso è il concetto di dovere morale. Se io ti taglio la lingua succede che (per la legge del karma), per imparare la lezione, ne taglierò altre in futuro (probabilmente attraverso miei discendenti), sempre di più ed in modo sempre più violento e doloroso. Solo in questo modo posso comprendere, prima o poi, che io non devo tagliare la lingua agli altri perché devo rispettarli, e tale dovere non mi è imposto da altri, ma è una regola di comportamento che reputo giusta e che quindi adotto senza alcuna imposizione esterna (diritto). 

Questo è il vero modo per crescere. Comprendere internamente e da soli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Se qualcuno me lo impone, non riesco veramente a capire perché devo comportarmi in quel modo e non diversamente. 

E' chiaro che alla fine, se uno proprio non lo vuol capire, la legge karma si fa ancora più dura e fa ricadere su se stesso quello che uno ha seminato.

In tal modo il mio comportamento mi porta a rispettare la persona, non il diritto della persona. E la differenza è enorme.

Ognuno ha il suo karma da rilasciare. Se viviamo una certa realtà allora l'abbiamo scelta noi, direttamente attraverso il nostro modo di pensare o indirettamente attraverso l'accettazione del karma degli antenati o attraverso le scelte fatte dalla nostra anima per farci imparare certe lezioni. 

Non esistono metodi universali per mutare la coscienza della gente. Ognuno può cambiare solamente lavorando su se stesso. 

Quando si parla di mancanza di coercizione di un determinato comportamento, si intende che  dovrebbe esistere una legislazione che si basa sul concetto di dovere morale e non sul concetto di diritto, cioè imposizione di un determinato comportamento.

La legislazione intesa come "corpus di comportamenti comunitari" da rispettare per dovere morale e non per diritto è senz'altro necessaria. Così come è necessario punire chi non rispetta le leggi che costituiscono tale legislazione. 

Qualcuno può pensare che doveri morali, in fondo, siano delle forme di imposizioni dato che devono essere rispettati se si vuole appartenere ad una determinata comunità. Ma non sono delle imposizioni, sono dei modelli di comportamento ritenuti giusti all'interno di una determinata comunità e non obbligatori. Quindi una persona può anche non rispettare un dovere morale e non essere punita per questo, sempre che non leda alcuno in modo diretto con la sua mancanza.

La punizione per la mancanza di rispetto di un dovere morale dovrebbe esistere solo ed esclusivamente se si danneggia in modo diretto qualcuno. Secondo il diritto odierno, invece, si punisce chi non rispetta un obbligo di legge (basato sul diritto di qualcuno di pretendere qualcosa) anche se in realtà non si danneggia nessuno in modo diretto.

Le leggi quindi dovrebbero basarsi solo su doveri interiori, in quanto  il concetto di diritto possa essere facilmente distorto in quanto vi può essere chi ne approfitta di questo concetto (es. voi mi dovete questo e quello, perché la legge ve lo impone!). Per questo motivo sarebbe meglio considerare sempre e solo il lato del Dovere. Un regolamento pubblico che preveda una serie di Doveri ma non coercitivi. Nel caso in cui una persona danneggi direttamente un'altra persona od un altro essere, allora in tal caso deve essere punito in qualche modo per il danno commesso. 

Ma vi sono anche molti Doveri che se non rispettati non danneggiano nessuno, e molti diritti che se non rispettati non danneggiano nessuno ma il violatore viene comunque punito. L'idea di eliminare il concetto di diritto parte proprio dalla volontà di eliminare situazioni di questo genere, in cui viene punito anche chi non danneggia effettivamente nessuno ma non rispetta la legge umana basata sul diritto.

Man mano che l'umanità procede verso l'ascensione, la legislazione umana (basata sul diritto) sarà sempre meno necessaria, fino a scomparire quando l'umanità avrà raggiunto lo stato di  completa innocuità.

A questo punto nasce spontaneamente una domanda: cosa si intende per "danneggiare direttamente un individuo"? Ci sono molti modi di danneggiare una persona. Vediamone alcuni fra i più importanti:

- Danno fisico diretto: uccidere, ferire, provocare una malattia, ecc.

- Danno fisico indiretto: rubare beni vitali, portare in giudizio, sperperare beni altrui, far mancare il   sostentamento ai minori o anziani o persone invalide, ecc.

- Danno morale: giudicare, insultare, accusare, ecc.

 

E' ovvio che la "punizione" per i vari errori (reati) deve essere commisurata alla gravità del reato. Comunque più che di punizione bisognerebbe parlare di rieducazione dell'individuo con l'intento di recuperarlo alla comunità. Certo che gli attuali sistemi di correzione (carceri) in pratica non sono in grado di raggiungere l'obiettivo del recupero. Per esempio non si può far convivere in un carcere superaffollato il semplice ladruncolo con l'assassino  recidivo.   

Addirittura il carcere (specialmente nelle condizioni attuali) non giova affatto al recupero. Il trasgressore è generalmente una persona insicura, pieno di paure e bisognoso d'amore che sicuramente non  trova in una cella superaffollata. Il recupero si può ottenere solamente con l'inserimento del trasgressore in un ambiente accogliente e amorevole, nonché con una in-formazione adeguata, con un'assistenza specializzata (psicologi) che conosca bene il tipo di personalità dell'individuo e che sappia risvegliare e valorizzare in lui il meglio di sé. 

 

Privare un individuo della propria libertà è sempre controproducente per il suo recupero. Il lavoro invece, specialmente se creativo,  è molto più efficace per il recupero. Comunque ci vuole sempre tanto amore.

In ogni caso occorre tener presente che ogni azione delittuosa ha una causa karmica, compreso l'omicidio, che spinge l'individuo a tale azione. Il problema è proprio quello di fargli comprendere il karma che soggiace all'azione criminale per poterlo rilasciare e liberarsene.

La carta dei diritti fondamentali dell'uomo europea.

La suddetta carta europea si fonda su valori universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà. E questo è senza dubbio  positivo. Purtroppo si basa anche sullo stato di diritto e, quindi, su imposizioni che non rappresentano i veri principi della democrazia.

Da una parte pone la persona al centro dell'attenzione e dell'azione della comunità, contribuendo al mantenimento e allo sviluppo dei suddetti valori comuni, nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli europei, dell'identità nazionale, regionale e locale, ecc. Dall'altra, di fatto limita la libertà ed il rispetto della dignità attraverso l'imposizione del diritto.

La carta dovrebbe essere un elenco di doveri morali non coercitivi, che rappresentano il comportamento giusto che i membri della comunità dovrebbero tenere. E sulla base di tali doveri morali, redigere una legislazione che preveda anche le modalità di correzione e di recupero dei trasgressori.

Tutto ciò non è utopia, ma è quello che accadrà in futuro, grazie al processo di ascensione in atto sulla terra, e in tutta la creazione, che sta scuotendo alle fondamenta l'umanità intera. Si va sempre più diffondendo una presa di coscienza degli esseri umani, che sovvertirà tutte le istituzioni.  Gli esseri umani, con l'ascensione, recupereranno il loro autentico potere creativo e la vera libertà originaria.  Non accetteranno più di essere schiavizzati da pochi uomini che hanno sempre tramato per avere il controllo della massa. Allora nascerà la vera Democrazia.

Vediamo un po' più da vicino i veri valori sui quali dovrebbe basarsi una comunità.

LA DIGNITA'. In sostanza il dovere morale di ogni essere umano è quello di rispettare ogni altro essere umano in quanto essere divino. Dignità significa:rispettare l'integrità fisica e psichica della persona,  non giudicare, non sottoporre a torture o lavori forzati, non uccidere, non schiavizzare, ecc

L'ONORE è la base di ogni relazione, interazione o di comunione. L'Onore permette a tutte le verità di esprimersi in modi ed espressioni di uguaglianza. Promuove l'interazione che espande l'evoluzione, ampliandola a una interazione più grande. Cerca la comunione come adempimento d'espressione. Con l’estendersi dell'onore, si amplia il collegamento alla fonte, promuovendo relazioni più ampie e piene espressioni.

LA LIBERTA'. Ogni essere umano è libero in assoluto. Perciò ognuno ha il dovere morale di rispettare la libertà di ogni individuo, in tutti i campi della vita (rispetto della vita privata, dei dati riservati di carattere  personale, libertà di cittadinanza, residenza e domicilio, di movimento, di obiezione di coscienza, di pensiero e di espressione, di sciopero, di riunione e di associazione, di religione, di partecipazione a partiti politici, di comunicazione e di informazione,  di lavoro, di esercitare arti e scienze, di possesso, ecc.

L'UGUAGLIANZA. Tutte gli esseri umani sono uguali davanti a Dio e perciò  anche davanti a qualunque legge umana. Perciò ogni essere umano ha il dovere morale di evitare qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.

LA SOLIDARIETA'. Ogni essere umano ha il dovere morale di condividere gratuitamente con altri individui  conoscenza, esperienza e amore, nonché aiutare i bisognosi, ma mai interferire se non richiesto.

LA GIUSTIZIA. Ogni essere umano ha il dovere morale di comportarsi in modo giusto e onesto con se stesso e con gli altri. Come metro di misura può essere adottato il consiglio di Gesù: "...ama il prossimo tuo come te stesso". O in altri termini, non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Oppure fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.

Con una lista di doveri dettagliata, basata sui valori di cui sopra, ci si può liberare delle centinaia di migliaia di leggi (in Italia sembra che siano circa 150.000), basate sul diritto (spesso in contraddizione fra loro) che limitano fortemente la libertà dell'individuo e non garantiscono la necessaria sicurezza e giustizia, come purtroppo insegna la realtà.

 

Domande & Risposte

Violenza

19. Pensi che la violenza sia sempre sbagliata? Penso che ci siano situazioni in cui non ci sono alternative e quindi è giusta. Ad esempio per difendersi da un attacco ci si difende attaccando se non si è masochisti. Oppure in situazioni in cui si è sottomessi in modo ingiusto, allora se non vi sono alternative l'atto violento può diventare necessario per riportare giustizia. Ma ritengo giusto e corretto cercare sempre, prima di tutto, la soluzione pacifica. 

 

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