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CREARE UNA VITA STRAORDINARIA (Dagli Insegnamenti di Ramtha)
25/12/2002
Qualunque cosa pensiamo, diventa la nostra vita Invocazione al Signore Dio del nostro essere. 0 mio amato Dio, da ciò che tu sei il fuoco che tu sei, o Misterioso, attiva la mia mente e sospingi la mia anima, espandi la mia consapevolezza e fa che la mia vita evolva, poiché in questi giorni sto coltivando ciò che tu sei. Dio, benedici la mia vita. Cosi sia. Alla vita!
Sappiamo che consapevolezza ed energia creano la natura della realtà e che qualunque cosa pensiamo, è la nostra vita, e può essere ciò che viene chiamato un futuro prevedibile; ciò conferisce a "noi" quell'essenza divina. Perciò cerchiamo di utilizzare questo principio creatore. Orbene, quand'é che se ne ha abbastanza di vivere la stessa noiosa esistenza? Quand'è che vi svegliate e create ciò che è chiamato un nuovo sogno e un nuovo paradigma? Nella vostra cultura le chiamereste avventure. E quando vi svegliate e decidete che volete vivere un'avventura, non è davvero sorprendente che i modi e i mezzi per quell'avventura semplicemente si manifestino? Ciò accade perché voi lo volete e siete pronti per questo. Anche questa è una qualità divina. Non si tratta di coincidenza. Se non applicate consapevolmente ciò che vi viene insegnato, non potrete mai realizzare quella che viene definita la vostra piena eredità, ciò che vi appartiene. Eredità che potremmo chiamare il regno dei cieli. Bene, questo non ha niente a che fare con un qualche bene immobiliare che sta là fuori ed è chiamato cielo, ma riguarda la capacità di trasformare e invero di trasmutare la materia e il tempo. E a quale scopo? Per rendere conosciuto l'ignoto, per crearlo, farne esperienza, dissolverlo e creare di nuovo. Questa è una qualità divina, e potremmo anche chiamarla crescita. Se non applicate ciò che è chiamata conoscenza, la verità delle vostre esperienze nella vita quotidiana, non serve leggere semplicemente questi insegnamenti che riguardano chi vuole conoscere le chiavi della trasformazione. E dovete sapere che non basta semplicemente capire la cosiddetta filosofia o teoria. Non è sufficiente. Non basta sentire. Si tratta di agire. E se non siete gente che agisce, non dovreste perdere tempo a leggere queste cose. Volete imparare a generare e a dar vita a quello che viene definito tutto ciò che è latente in voi. E ci sono molte cose latenti in voi. Se per tutta la durata di questa vita avete usato meno di un decimo del vostro cervello, che cosa sta accadendo allora a tutto il resto, e perché è ancora al suo posto e non avrebbe dovuto, proprio così, essersi deformato nel corso dell'evoluzione fino a diventare della misura di un pisello? Abbiamo mantenuto questo grande cervello soltanto per poter avere una faccia? Immaginatevi come sarebbe la vostra faccia su un pisello! Questo, come anche quella che chiamiamo rigenerazione delle esistenze, si erge per voi a muta testimonianza del fatto che c'è dell'altro che dovete fare - e non nel senso di faticare di più - ma nel senso dell'avventura e di quella che è chiamata scoperta e che avete tutto l'equipaggiamento e tutti gli strumenti per far nascere quel regno come manifestazione, e che la vita è, proprio così, la nostra esperienza attraverso cui possiamo dimostrare quel fattore evolutivo e manifestare quella divinità ogni giorno. Il maestro non lascia che la giornata accada; il maestro crea la giornata e la guida a diventare esperienza. Dovete compiere il lavoro e trovare la verità. Ora, che cos'è la verità? E' prendere la conoscenza, la filosofia, metterla qui (in testa) e poi applicarla là fuori. Se produce un effetto e riuscite a metterla in pratica, a quel punto è verità; prima, è soltanto congettura. E chi ha applicato questi insegnamenti sa che tutto questo funziona. Quindi, poco per volta mettete in pratica gli insegnamenti, quando siete felici, perché allora è facile applicarli. E sembra che ciò che è chiamato Dio abbia riversato su di voi la sua benedizione più squisita, e che nulla possa andarvi male; finché un giorno tutto vi va male davvero perché quella giornata vi siete dimenticati di crearla. E cosi diventate, come si suol dire, soggetti alla realtà invece di essere voi a governarla. Quando vi va male dunque, vivete male e vi trincerate, come si dice, nell'esistenza problematica. Questa è l'origine della depressione. E diventa un'abitudine. E se siete depressi un giorno, quello stabilisce quella che chiamiamo qualità dell'esistenza per il giorno dopo. E allora vi svegliate e il giorno dopo è piuttosto malinconico perché è stato, proprio cosi, generato dal giorno precedente. E vi svegliate e c'è quella malinconia, e allora vivete la malinconia e non fate che incrementarla per il giorno dopo. Questo è il suo ciclo. Questi insegnamenti non sono talenti che, una volta letti, li dimenticate dopo qualche giorno, ma devono essere portati con voi e incorporati ogni giorno, e non c'è alcuna ragione per cui dovreste implorare o preoccuparvi per il vostro pane quotidiano o per la vostra esistenza, poiché avete imparato come cambiare queste cose. Non c'è ragione per cui dobbiate languire in quella che è chiamata depressione dal momento che avete sperimentato la grande gioia. E ci basta tornare a ricordare come ciò è accaduto per modificare la realtà. Non c'è alcuna ragione per cui dobbiate soffrire. Inoltre, non c'è ragione per cui dobbiate rimanere stagnanti nella vostra noiosa esistenza. Non c'è ragione per cui la vita debba essere mondana; ma ci sono tutte le ragioni per cui essa dovrebbe cambiare ogni giorno. Orbene, cambiare non significa buttare fuori a calci il gatto. Non vuol dire questo. Si tratta di un cambiamento nella consapevolezza che dà una tonalità diversa alla giornata per cui la luce splende in un altro modo e getta un'ombra differente, cosicché l'osservazione dell'ombra conferisce ciò che è detta una prospettiva dimensionale all'Osservatore, che siete voi. E' una crescita che avviene ogni giorno della vostra vita. E non c'è ragione per cui dovreste essere in guerra con i vostri vicini. E in realtà, non c'è ragione per cui non dovreste amare. Non importa quanto ciò possa essere controcerrente. Non c'è alcuna ragione per cui non dovreste amare. Dovete essere ciò che avete imparato a essere, e quella radiosa fiducia sa che non esiste né demone, né ciò che si chiama drago, che possa provocare in voi la minima paura, e sa che non esiste patto che possa suscitare in voi preoccupazione, né carenza di provviste nella vostra credenza che vi induca a temere per la vostra vita. Se siamo Dio, allora siamo tutto. Se non siamo riusciti a compiere certe cose, Dio è ancora un mistero. Ma se siamo riusciti a compierle, allora Dio non è un mistero. Dio siano noi. E che cos'è che non possiamo fare? Il box e lo spazio libero
Negli insegnamenti di Ramtha si chiama box (scatola) l'insieme di atteggiamenti, abitudini, credenze e processi mentali che vengono accettati dalla persona umana e che le impediscono di esplorare nuovi paradigmi di pensiero e di esperienza. Il box corrisponde alla rete neurale e alla personalità umana. Dunque dove sta ciò che si chiama problema? Riguarda l'accettazione? E dove arde il desiderio di costanza? Che cosa riguarda? A che punto avete smesso di essere costanti rispetto a qualcosa che sapete di poter fare? Ebbene, ora impareremo proprio questo. E ritorneremo a quello che è chiamato il piccolo insegnamento sul box. Rivisiteremo il box perché comprendiate qualcosa sulla natura del vostro pensiero, come vi rimanete impantanati e a che punto vi date per vinti. Quanto deve essere dura la prova perché vi arrendiate? E che cos'è una prova? Chi è che vi sta mettendo alla prova: qualcuno là fuori, qualcuno qui dentro, qualcuno che potete vedere, o qualcuno che non vedete? Ebbene, non c'è nessuno che vi stia mettendo alla prova, tranne voi stessi. Presto lo capiremo. E allora comprenderemo perché esiste il termine "maestro" contrapposto a "uomo del villaggio", o uomo comune, e qual è la differenza tra i due, e comprenderemo che il maestro ha imparato a essere ciò che è chiamato spazio libero e ad ampliare quella che chiamiamo idea di accettazione, a partire dai sensi fino a ciò che ne sta al di fuori, e a vivere in un mondo che è di gran lunga più vasto di quanto l'uomo del villaggio riesca a immaginare. Bene, ora veniamo al box: esso è questa piccola entità che sta proprio qui e tutti noi la conosciamo e l'amiamo. Di cosa si tratta? Del cervello giallo, la corteccia cerebrale. E qual è il compito del cervello giallo? Il cervello giallo è ciò che si chiama terreno vergine, la corteccia cerebrale, quella che si chiama rete sinaptica che deve ancora essere foggiata in una nuova esistenza. E' un nuovo inizio. Il cervello giallo - che è pronto per una nuova vita, con tutta la conoscenza che ha sede in quelli che vengono chiamati neuroni, una conoscenza di tipo istintuale, trasmessa da quella che è definita la sua costituzione genetica - il cervello giallo è per lo più un territorio non cartografato in attesa di essere esplorato. (Vedi Fig. 1).
E' molto difficile manifestare nel regno dei cieli con una coscienza sporca o con una coscienza pesante. Coscienza pesante normalmente significa che quando la vostra coscienza vi pesa, avete fatto qualcosa di imperdonabile ad altre persone: li avete screditati. Li avete traditi. Avete parlato falsamente di loro. Li avete usati, o avete abusato di loro. E l'abuso non è un attacco con la spada o con il gatto a nove code o con uno spadino o con l'ascia di guerra o con la sciabola o col cannone, o con una testata nucleare. L'abuso può essere un'arma molto sottile per ferire qualcuno. Non potete fare questo lavoro con la coscienza pesante. Quando la vostra coscienza vi turba, quello sarà il più grande deterrente nel confronti della Grande Opera perché quando la vostra coscienza vi turba, vuol dire che la vostra anima è allarmata dal vostro comportamento e che la vostra anima sa che siete andati fuori strada. Questo tormento o dolore nell'anima, nel vostro petto, dove essa risiede, invia messaggi attraverso il cervelletto, il subconscio. Essi incominciano a manifestarsi nei sogni, perché quello è il momento in cui il subconscio ha l'opportunità di guarire il corpo, ma guarisce anche l'anima. E vi manda dei sogni, dei presagi, che cercano di riflettervi l'errore di percorso che avete fatto. Ecco perché le persone hanno problemi di sonno: sono tormentate dai loro sogni, poiché durante il giorno la maggior parte della gente sopprime la coscienza che li turba e la seppellisce e usa i termini di mancanza personale, di mancanza di autostima. Questi sono i vostri termini. E' in questo modo che essa viene trasformata all'interno della corteccia cerebrale. Non vi sentite abbastanza degni di compiere l'opera. E il sentimento di autostima e la sua mancanza, il non sentirvi degni di ciò, è in realtà un espediente intellettuale che l'anima utilizza per darvi un avvertimento, o un sistema di allarme che vi avvisa che avete tradito, screditato, o in qualche modo fatto del male a qualcuno. E questo lo giustificate nella mente conscia, mai direttamente, ma sempre indirettamente. E indirettamente i segnali d'allarme sono la mancanza di fiducia in se stessi e di autostima. E questo impedisce il focus. Il focus non arriva mai realmente a uno stato analogico perché dentro di voi avete la sensazione di non esserne degni. Non ne siete degni perché non avete sentito il messaggio autentico di cosa sta accadendo quaggiù. Quanti di voi comprendono? Ora voglio dirvi una cosa: Dio è amore. E Dio dà, non porta via. Quando portiamo via la dignità e il senso di stima degli altri, non siamo divini. Quando indeboliamo la stabilità, la fecondità quando screditiamo la bellezza, la gentilezza, la totale integrità di un altro individuo, non stiamo agendo da Dio; stiamo agendo da creature miserabili. La miseria del nostro essere è ciò che ci impedisce di manifestare il regno dei cieli. La depressione a lungo termine troverà la sua chiave nel fatto che quell'essere a un certo punto del suo cammino ha fatto del male a un altro essere e l'ha represso, e ciò si è stabilito come mancanza di autostima nella coscienza umana. Ecco perché queste persone non sentono mai di meritare la gioia o la felicità: perché si negano la semplice confessione di ciò che non osano dire di aver fatto. E per amore di cosa? Dell'orgoglio. Bene, voglio dirvi che l'orgoglio è una creatura molto potente, cosi potente che può impedirvi di manifestare il regno dei cieli. Può impedirvi di manifestare la più meravigliosa abbondanza di Dio. Può impedirvi di avere una vita lunga e fruttuosa. E vi farà diventare vecchi prima del tempo. La cosa più grande che possiamo fare è capire che quando agiamo da Dio, agiamo dando. Diamo. Dare: dare non significa che siete stupidi. Dare significa dare a ciascuno lo spazio per essere se stesso perché questo è ciò di cui avete bisogno, dare a ciascuno comprensione perché questo è esattamente ciò di cui voi avete bisogno, dare a ciascuno speranza perché questo è ciò di cui voi avete bisogno. E quando date alla gente secondo questo criterio, questo è divino. Allora date loro esattamente ciò che l'anima richiede, per voi stessi. Allora siamo esseri retti. Siamo retti, facciamo un retto uso della consapevolezza umana. Allora quando andiamo a dormire, non siamo turbati dai nostri sogni. Non temiamo ciò che porta la notte o ciò che porta il giorno. E dormiamo nel dolce riposo, sapendo che siamo in pace nel grembo di Dio e che non abbiamo fatto del male ad alcuna creatura, né abbiamo screditato alcun essere umano o reso la via più ardua o difficoltosa a qualcuno. Allora su qualunque cosa ci focalizziamo, possiamo dire di essere limpidi. E possiamo immediatamente entrare in una focalizzazione analogica. Perché? Perché siamo degni di farlo. E chi ha detto che ne siamo degni? Noi stessi, il più grande giudice e la più grande giuria che esista, a cui non potete mai sfuggire. Chi è così grande, e che atto irriguardoso ha commesso, da impedirvi di godere i frutti del regno del Padre vostro? E chi è così grande, e che cos'ha fatto, per portarvi a violare e a screditare la vostra stessa vita? La vendetta è forse più dolce della vita immortale? Essere astuti e abili a manipolare è forse più dolce dell'essere guariti e perfetti e limpidi di mente? E più importante quello? Sembra di sì. Non c'è né uomo, né donna sulla faccia della terra, non importa chi sia, per cui valga la pena che perdiate la vostra dignità, il vostro onore e il vostro potere. E ciò che intendo con questo è che non c'è nessuno per cui valga la pena condannare. E non c' è nessuno per cui valga la pena tentare di manipolare. E nessuno per cui valga la pena aver bisogno di testimoniare il falso. E nessuno dovrebbe essere così importante da screditare e mettere in pericolo la vostra vita e la vostra buona sorte, perché quando lo fate, questo qui urla. Ed è doloroso, ed è una sofferenza che non potrà mai essere accettata, a cui tutta la celebrità del mondo non potrà mai dare sollievo, e che tutti gli uomini e le donne del mondo non saranno mai in grado di togliervi. E' un dolore che nemmeno la morte può estinguere poiché verrà portato con voi nel Piano della Beatitudine. Molti di voi in questo pubblico non si sentono degni di ciò su cui stanno focalizzando. E non provate gioia perché non vi sembra di essere degni di ottenerlo. Ebbene, ecco il problema. Il problema è che avete una coscienza pesante e questo ha tutto a che fare con qualcosa di piccolo o di grande, comunque voi lo vediate, che avete creato per danneggiare od ostacolare la vita di un'altra persona. E quando riuscite a smettere di fare i vostri giochi e semplicemente lo osservate e chiedete al vostro Dio di perdonarvi e di inviarvi il messaggero del perdono. Saprete quando quell'ambasciata sarà stata fatta, perché sentirete un'incredibile leggerezza dell'essere. E con essa arriva una gioia che ha portato via quella sofferenza e quel peso dalla vostra coscienza, come se la loro manifestazione fosse durata abbastanza. E' un liberatore. E allora siete tornati alla vostra divinità. Date senza mai prendere. Siate onorabili e mai disonesti. E siate sinceri e mai astuti. Siate imparzialmente e semplicemente ciò che siete nel profondo del vostro essere. Voi non siete cattivi nel vostro essere. Nessun essere è mai stato creato cattivo perché è stato creato dal Vuoto. Ed esso non è cattivo. Non esiste una cosa del genere. Nel nucleo del vostro essere dimora la divinità. Quando vi sarete alleggeriti di questi fardelli attraverso la vostra semplice confessione, allora scoprirete che nulla ostacola la via della rettitudine e il frutto del vostro Spirito Santo. Esso fluirà a voi in misura illimitata. Perché? Perché ne siete degni. Così sia. Nessuno dunque è un essere grande, cattivo, terribile, eppure voi vi sentite così. Pensateci, questa sera. E forse mentre fate la vostra Lista, potete andare dal vostro Dío e dal vostro Spirito Santo e supplicare il vostro Spirito Santo di farvi chiarezza su quello che vi pesa sull'anima -chiedeteglielo; chiedete; e lo otterrete - e quindi di conseguire saggezza dal vostro errore. E quando lo farete, lo saprete, e non ci vorranno dei giorni perché questo accada. Sarà davvero immediato. Allora sarete liberi. Capite? Allora sarete liberi. Lungo la via sono queste le cose che tutti imparano. Nessuno è perfetto. Sono i difetti nella nostra vita che ci danno saggezza. Ricordatevelo. La gloria di diventare maestri della propria umanità Vi siete avvicinati alla comprensione del potere del vostro Spirito Santo? E avete una maggior chiarezza riguardo alle limitazioni di quella che è chiamata umanità? Se siamo stati portati vicino a ciò che è detto Dio e ci siamo arresi al potere dello Spirito Santo, allora i nostri occhi verranno aperti e il mondo non sarà mai più lo stesso. Questo lo celebriamo, poiché il mondo può diventare dorato soltanto quando noi stessi lo siamo diventati. Ed è attraverso la gloria di Dio e l'abbandono al potere dello Spirito Santo, che otteniamo ciò che meritatamente ci spetta. E preghiamo di non ricadere mai nella debolezza di quella che è chiamata la meschina mente umana. Così sia. Alla vita. Nella vita quotidiana, quando abbiamo l'opportunità di avvicinarci alla nostra divinità, che tutti voi avete, di cui tutti voi siete stati testimoni, e quando quella dolce e flebile voce nel deserto vi chiama perché entriate in comunione. Sapete che cos'è la comunione? Non ha nulla a che fare col bere vino e mangiare crackers secchi. E' l'essere in relazione. Chiudiamo gli occhi e rimaniamo immobili, e sentiamo l'anima nella sua armonia, e sentiamo l'elevatezza dello Spirito. E ci fa lacrimare gli occhi, e ci fa palpitare e fremere il petto. E' allora che entriamo nella grandezza. E in quel momento, siamo in comunione con Dio. E' così che accade. Una flebile voce ci chiama e ci spinge a un abbraccio. Un abbraccio può essere: prendiamoci un momento e rifocalizziamoci. Allontaniamoci dalla follia della nostra vita e usciamone per un attimo e mettiamoci in contatto con il divino che è in noi. Lasciamoci riempire e ricaricare dalla grandezza che vive dentro di noi. E tuttavia quante volte noi non lo facciamo. E non è un'ironia il fatto che rendiamo omaggio al mondano piuttosto che al divino? Pensate che sia un'ironia il fatto che preferiremmo trascorrere i momenti di comunione facendo invece qualcosa che non ci offre alcuna nuova esperienza? Questo non genera in noi grandezza. Non genera in noi amore. Ma ci dice che dovremmo farlo. Non è interessante? Questo è il potere dell'umanità, così potente da poterci corrompere allontanandoci dalla comunione col nostro Dio. E con cosa l'abbiamo barattato quel momento divino? Con un qualcosa di insignificante che state per fare e sentivate di dover fare, dovevate farlo come se voi foste agli ordini di un travestito che tiene in pugno la vostra vita. E tutto quel che è. Ed è la stessa sensazione che avete avuto rispetto al campo. E' lo stesso concetto. Non avevate proprio voglia di andare nel campo, ma cos'altro avreste voluto fare? Starvene seduti sotto l'albero? Starvene qui seduti a mangiare? Quando mai non avete mangiato? Svignarvela a fumare una sigaretta o del tabacco, o sdraiarvi a dormire? Quando mai non avete dormito? E quando mai non avete mangiato? Queste cose le potete fare sempre. Le avete già fatte vostre. Ma non è incredibile quanto sia seduttrice la nostra mente umana? Lo è, non è vero? E tuttavia è quasi come se dovesse esserci una forza che vi incalza verso questa comunione. E Dio in voi compie il miracoloso. L'umano non compie il miracoloso. E' il Dio che compie il miracoloso. E adesso ce l'avete sul petto come dimostrazione. In questo sta la grande maestria, nell'andare a casa e farlo. Questa è la vera prova della scuola, è continuare a farlo a dispetto di tutti e di tutto. E non è che dobbiate languire tutto il giorno in quella che è chiamata comunione, ma si tratta di dedicare totalmente quei momenti alla vostra natura divina, al Dio che è in voi. E questo non porta via molto tempo delle ventiquattr'ore. E se riuscite a farlo, allora questi sono i miracoli che potete creare attraverso il pensiero comune tutti i giorni, ogni singolo giorno. Non permettete alla vostra umanità di intralciare il cammino del vostro Dio. Quando siete in grado di alzarvi ed essere impeccabili e forti e splendidi e dire: «No, questo adesso non posso farlo», oppure: «Ora devo alzarmi; ho un appuntamento col destino», se riuscite a farlo nonostante tutte le tentazioni che vi circondano ogni giorno, allora sapete che cosa state facendo? State veramente trasformandovi in un autentico essere spirituale e il maestro sta iniziando a svegliarsi. Ma se non lo fate, allora ritornerete a dormire e tutto ciò che farete sarà di alzarvi per affrontare un'altra giornata mondana, e cosa c'è in quella giornata che non abbiate già affrontato? E allora ben presto questa beatitudine che avete provato qui a scuola, e la gioia che avete provato qui, e il senso di fratellanza che avete provato qui, all'improvviso incominceranno a scomparire e non saranno che lontani ricordi. E allora direte: «Questo dolce ritiro è soltanto un ricordo nella mia vita reale». Sia dannato il momento in cui lo dite. Sapete una cosa, mia splendida gente? E' cosi facile risplendere in tutto ciò che vi è stato insegnato. Non è difficile. E' facile. E' dover cambiare atteggiamento che lo rende difficile. Questo è tutto ciò che dovrete fare. E, sapete, quando ve ne andrete da qui e continuerete a fare Fieldwork ogni giorno della vostra vita, quando saremo di nuovo insieme proprio come lo siamo stati durante questo grande e splendido evento, voi in quanto gruppo collettivo sarete radiosi perché da quel giorno vi siete evoluti. E non è necessario che ritorniate qui e ricominciate tutto daccapo. Vi evolverete. Sapete che cosa si può fare quando siete così aperti? Cose meravigliose, cose meravigliose che non avete nemmeno la capacità di sognare. Ma se non fate il lavoro, allora ci sarà sempre un Gruppo Secondario che dovrà sempre passare attraverso i primi giorni di purificazione per abituarsi a lavorare, per abituarsi a focalizzare, a superare il proprio vittimismo e le proprie abitudini. Ogni giorno della vostra vita riconoscete il potere del pensiero comune. E in quel momento quotidiano di comunione divina col vostro Dio, riconoscetelo e utilizzate la vostra Lista per andare oltre. E' facile essere vittime, sapete, ed è facile morire. E' più difficile vivere. E ci vuole più maestria nell'essere maestri di quanta ce ne voglia nell'essere vittime. Chiunque può essere vittima. Perseverate nell'essere limpidi. E perseverate nell'essere il legislatore. E perseverate nel lasciarvi alle spalle il vostro vittimismo, la vostra mancanza, la vostra insicurezza e la vostra mortalità. Lasciateveli alle spalle per richiedere una vita più elevata e la otterrete. Diventate maestri della vostra umanità. Chissà se quel giorno in cui deciderete di essere Dio non sarà il giorno in cui il cielo si aprirà, e tutte le cose meravigliose che avete sempre voluto accadranno in un solo giorno. Non si sa mai. Quello potrebbe essere il giorno. Come per le donne e gli uomini comuni, i nemici sono sempre più vicini di coloro che essi dichiarano di amare. Si ama il proprio nemico più dei propri cari poiché il nemico occupa più focus, più sforzo e più considerazione di quanta si suppone ne occupino quelli che dite di amare. Non è questa un'affermazione saggia e logica? Fu solo quando riuscii a essere la vita che io, Ramtha, fui in grado di comprenderla. E comprendendola ed essendola, compresi Dio, il Dio Sconosciuto, entità senza volto, solo per essere preso in un milione di luccichii di polvere color zafferano, e nella nota acuta di uno splendido uccello, e nella gola profonda di un fiore cremisi. Fu là che finalmente lo trovai e trovai me stesso in lui. Non avevo bisogno di ingerire niente per essere ciò che divenni perché non avevo bisogno di niente per allineare il mio focus. Era già allineato. E non uscii dalla via battuta per diventare un fanatico. Non uscii dalla mia via battuta. Non feci nulla di tutto ciò. Gioii di ciò che si rivelava. E nessuno mi disse che dovevo fare questo, perché non avevo alcun maestro che mi insegnasse queste cose, a parte la vita. Tutti voi che non avete un focus centrale e state lottando per ottenerlo, e che forse l'unico nemico che abbiate mai avuto siete stati voi stessi, ma quel nemico è intrappolato in centinaia di considerazioni da parte della vostra famiglia, nei confronti dei vostri amori, dei vostri odi, di ciò che vi piace, di ciò che non vi piace, dei vostri paragoni, del vostro cibo, del vostro vino, del vostro abuso e delle vostre dipendenze, sapete. Vedete, voi siete frammentati, e il nemico è ovunque perché il nemico siete voi. E a voi non è stato fatto il dono prezioso di avere una vita d'inferno. Non vi è stato fatto il dono prezioso di vivere in tempo di caos mondiale. Non vi è stato fatto il dono prezioso di vivere in tempo di carestia, con la terra che sprofonda sotto i piedi, e città favolose che si sgretolano durante la notte, e la tirannia che insorge tutt'intorno a voi. Non vi è stato fatto. Non siete arrivati da quel genere di fuoco. Siete arrivati da un fuoco molto diverso, che vi ha cullati nel sonno, nell'agiatezza, nel bisogno di essere riconosciuti. Le persone diventano famose soltanto perché hanno bisogno di essere riconosciute. E che si tratti di fama mondiale, o all'interno della vostra famiglia, o del vicinato, essa è un grande indicatore di una malattia, una grave malattia. Siete in lotta con un nemico che è voi stessi, ed è voi stessi perché siete cosi ignoranti. E quando avete gradualmente affrontato il nemico che è in voi, allora arrivate a un unico focus. Ci vuole molto per portarvi a focalizzare semplicemente su quello che è il miracoloso nella vostra vita. Ci vuole molto per strapparvi alle vostre malattie. Ci vuole molto per convincervi a rinunciare a discutere in difesa delle vostre limitazioni. Ci vuole un grande sforzo. E se voi foste degli esseri con un unico focus, questo non sarebbe necessario. Saremmo già a un buon punto del nostro cammino. Io Ramtha, nella mia vita ero in estasi per il Dio Sconosciuto perché l'avevo sentito in ogni cosa. E alla fine della mia vita, lo incarnai completamente. Posso dirvi chiaramente che, in quanto Ramtha, divenni illuminato perché non fui mai ipocrita verso me stesso - mai. Non mi misi mai a ragionare sul perché fossi un conquistatore, un assassino. Non mi misi mai a ragionare sul perché dovessi portare la spada. Non mi misi mai a ragionare sul perché dovessi conquistare. Lo facevo semplicemente perché quello era il processo che scaturiva dal nucleo del mio focus, un odio per la vita. Ciò era sufficiente. Non occorreva che mi facessi psicanalizzare per scoprirne la radice. La conoscevo. E quando la mia trasformazione ebbe luogo, non dovetti fare niente perché avevo già affrontato il nemico. E dal momento che non mi ero fatto tante fantasie su me stesso, né avevo raccontato tante storie su me stesso che in realtà erano menzogne - non lo feci mai - non ebbi mai niente su cui dover faticosamente lavorare. Ero limpido e incarnavo quella limpidezza. E nessuno mi disse che non potevo. Nessuno mi disse che era impossibile, né io chiesi se lo era. A chi dovevo chiedere, ai miei generali? E' impossibile essere il vento? Ebbene. può darsi che io fossi un semplice barbaro, ma compresi che non si fanno domande sulle meraviglie dello sconosciuto ai vecchi ciccioni, perché se lo conoscessero, non sarebbero vecchi ciccioni. E' molto semplice. lo non ho mai chiesto; lo ero e basta. Questo è ciò che l'insegnamento cerca di trasmettervi. Con ciò che vi ho insegnato, ognuno di voi può essere trasformato. Mio Dio, non indietreggiate meravigliandovi a vedere la trasformazione che è accaduta al vostro vicino - da quando siete qui - e a voi stessi? Voi potete tornare a casa. E tornare a casa significa il fiorire di Dio nell'umanità. E' questo che Cristo è. Siete voi i vostri salvatori, gente. La creatura da cui state cercando di fuggire è la stessa creatura che vi riporterà nel grembo di Dio. Questo vuol dire che chi dovete catturare e salvare, siete voi stessi. Ma forse la cosa più meravigliosa che dovreste realizzare è che fra tutte le cose che avete trovato importanti, forse rendersi conto che siete voi il vostro stesso nemico dovrebbe essere l'insegnamento più grande di tutti, perché a questo punto non dobbiamo più continuare a cercare. Lo troviamo dentro di noi. E siete stati dotati di buoni strumenti per sconfiggere la mancanza, l'insicurezza. l'odio. Vi è stato insegnato come sconfiggere la coscienza sporca che vi opprime, le iniquità che vi opprimono. Vi è stato insegnato come sconfiggere tutte queste cose, così alla fine vi è stato dato lo strumento per conquistare voi stessi, che è tutto ciò che dovete fare. Questa per molti di voi è una battaglia terribile, perché essere vittime vi è servito molto. Le vostre abitudini vi sono servite perché a voi piace andare di fronte alla gente e dire: «lo sono fatto così». Bene, non venite di fronte a me a dire questo perché io so che non è così che siete fatti. Essere complessi vi è servito. Essere stupidi vi è servito. Essere la vostra immagine vi è servito. Soffrire vi è servito, perché soffrendo voi fate soffrire gli altri. Essere pieni di odio e di risentimento vi è servito ma, d'altra parte, anche amare e perdonare vi è servito. Avere un interesse vi è servito e avere passione per la Grande Opera vi è servito.
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