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ATTACCO
GLOBALIZZATO ALLA CLASSE MEDIA di
Wendy
23/11/2005
Per
la classe media occidentale sembrerebbe iniziato un periodo di
disgrazie: negli ultimi due-tre anni si è verificata una serie di
rovesci finanziari di portata internazionale, attribuiti alle più varie
origini e motivazioni ma che alla fine sono sempre e tutti ricaduti
–“appunto come disgrazie - sulle sue spalle, e solo sulle sue.” Se
si considerano però attentamente quelle vicende viene il sospetto che
più che disgrazie forse sono truffe, truffe belle e buone eseguite
premeditatamente sul ceto medio del cosiddetto " mondo occidentale
". Consideriamo il clamoroso crak del debito obbligazionario estero dell'Argentina, dichiarato il 1° gennaio 2002. Dai primi anni '90 l'Argentina era sotto la " tutela " del Fondo Monetario Internazionale e si poteva pensare che questi avrebbe messo in atto la solita truffa ai danni dei locali, quella chiamata del " dittatore pazzo " (*). L'ha fatto, però nello schema è stata aggiunta una variante, una variante micidiale e fatta apposta per i ceti medi di alcuni Paesi europei. La
" truffa del dittatore pazzo " consiste nel corrompere i
responsabili legali di un Paese in modo che dichiarino di ricevere a
nome del Paese un prestito dal FMI da destinare allo " sviluppo
economico ", prestito che invece non avviene: il FMI versa solo le
tangenti, ma poi chiede al Paese il pagamento degli interessi annui
pieni e il riconoscimento di un debito finale pari all'intero capitale
" prestato ". Il gioco è banale quando il Paese è retto da
un dittatore, meglio se con la fama di megalomane, perché si tratta con
poche persone e la "sparizione " del prestito sembra cosa
naturale: il dittatore era matto e ladro. In
effetti sinora la combine è avvenuta col paravento di dittatori,
cominciando dal Perez Jimenez del Venezuela fuggito nel 1958 lasciando
un " debito " di 30 miliardi di dollari col FMI, continuando
fra gli altri con il Marcos delle Filippine fuggito nel 1986 (20
miliardi di dollari ) e arrivando per il momento col Suharto
dell'Indonesia fattosi da parte nel 1998 (70 miliardi di dollari). Con
l'Argentina l'obiettivo del FMI era di girare la proprietà delle
aziende pubbliche locali erogatrici di servizi ( e di fatture mensili )
a grandi istituti finanziari stranieri, destinati a essere - dopo la
eventuale e temporanea proprietà di terzi europei - tutti
angloamericani. Una preda gigantesca, ghiotta: era come se l'Argentina
fosse resa tributaria, e per sempre, di quelle entità finanziarie
angloamericane. Il meccanismo era quello della privatizzazione delle
medesime aziende, da giustificare con la necessità di sanare un
bilancio gravato da un enorme debito estero. Ora, il debito estero
poteva essere finto, costituito col solito sistema del " dittatore
pazzo ", ma si imponeva appunto una variante, dovuta
sostanzialmente a due fatti : 1)
che l'Argentina dal 1983 non ha un dittatore ma è una repubblica
presidenziale, il presidente essendo stato nei cruciali anni dal 1989 al
1999 il torbido Saul Menem: i personaggi da corrompere e tacitare erano
molti, portando la cifra per le tangenti in soldoni a valori molto
superiori agli standard del FMI; 2)
che era intervenuta la necessità di colpire la classe media di alcuni
paesi europei. Così il FMI fece qualche prestito secondario e "
pulito " all'Argentina, per giustificare la sua presenza e le sue
pressioni per le privatizzazioni, ma il grosso dell'operazione, cioè il
prestito fasullo e le tangenti, veniva costruito al di fuori del FMI,
tramite le famose obbligazioni " Argentina ". Queste sono
state collocate in prima battuta presso la City di Londra, la quale
quindi ha presumibilmente pagato le tangenti e ha " elargito "
il prestito, naturalmente le prime in soldoni e il secondo virtuale. E
qui parte la truffa alla classe media anche italiana. Se la City avesse
tenuto in portafoglio quelle obbligazioni, che non le costavano niente
perché erano virtuali, sarebbe rimasta una pura truffa " del
dittatore pazzo ", senza conseguenze per il risparmiatore
occidentale. Arrivata la dichiarazione di insolvenza dell'Argentina la
City avrebbe sparso finte lacrime e ciao; tanto i soldoni spesi per le
tangenti erano già stati recuperati con gli interessi annui (10% ) che
l'Argentina nei primi anni aveva effettivamente pagato. Ma la City di
Londra fece altrimenti: vendette le obbligazioni sul mercato,
probabilmente anzi sicuramente raccomandando di venderle ai piccoli
risparmiatori privati ! Le vendette alle " Cities " di varie
piazze europee, specialmente di Italia, Spagna e Germania, le quali le
rivendettero capillarmente alle banche, banchette e crediti cooperativi,
artigiani e rurali dei loro paesi, che a loro volta le affibbiarono ai
loro clienti. La City di Londra però non smerciò le "Argentina
" sul suo territorio, in Inghilterra! Il
risultato finale dell'operazione fu questo: un travaso di danaro dalle
tasche del ceto medio di Italia, Spagna e Germania verso la City di
Londra, verso pochi grandi capitalisti inglesi. E un travaso enorme:
solo per l'Italia si parla di 50.000 miliardi di lire, sfilati dalle
tasche di 450.000 risparmiatori; in totale l'operazione può essere
ammontata a 200.000 miliardi di lire, rastrellati a quasi 2 milioni di
individui. All'Argentina non andò niente, anzi perse le sue aziende
pubbliche e fece anche bancarotta; le persone in Argentina cominciarono
a morire di fame. Ma niente commiserazione: chi si lascia ingannare così
dai propri politici non la merita. Che
si tratti di tutta una manovra certo finanziaria ma anche politica è
dimostrato dal fatto che i governi di Italia, Spagna e Germania non
fanno nulla per difendere il credito dei loro risparmiatori verso
l'Argentina. Si tratta di un credito verso un Paese estero, ottenuto
come è cosa che non interessa il piccolo risparmiatore, il quale ha
pagato il suo titolo. Tale credito non può essere reclamato da un
piccolo privato ma solo dal suo governo, eppure i governi dei tre paesi
non si muovono, abbandonano questi cittadini, li tradiscono : si tratta
chiaramente di ordini superiori, del FMI e della City di Londra, dietro
i quali ci sono - lo sappiamo - gli USA. Non
c'è stata solo la vicenda dell'Argentina. Negli
ultimi anni negli USA c'è stata la dichiarazione di bancarotta completa
della Enron, della Worldcom e di altre gigantesche aziende: i
risparmiatori che avevano azioni o obbligazioni di queste ditte si sono
trovati carta straccia in mano, e alcuni grandi fondi pensione
statunitensi che avevano in portafoglio molte di quelle azioni sono
crollati sino a non garantire più la pensione ai loro sottoscrittori.
Un altro salasso al ceto medio, questo negli USA. Poi sono crollate le
borse. Il Nasdaq ha perso i tre quarti, Wall Street ha dimezzato, e così
hanno fatto indistintamente tutte le borse europee, portando a picco
tutti i fondi di investimento azionari, nazionali e internazionali:
centinaia di migliaia di miliardi persi, anche dagli investitori
istituzionali, ma chi è stato toccato nella carne sono stati i privati,
la classe media. Nei vari Paesi sono capitate disgrazie aggiuntive
diverse; in Italia ad esempio i Bond Cirio sono costati ai risparmiatori
9.000 miliardi. C'è
un motivo per tutto questo ? Poco sopra si è detto infatti che il danno
portato dal FMI al ceto medio europeo era premeditato. Purtroppo c'è.
C'è un piano, una strategia. Da anni si sapeva che la massa di denaro
(di banconote ) in circolazione in Occidente era eccessiva e "
dispersa ", cioè diffusa fra molti detentori. Ciò è un problema
per il grande capitale, che vede ostacolate alcune sue politiche. Così
si è sfoltito - anzi si è cominciato a sfoltire - il danaro in
circolazione: il FMI ha preparato quel pacco in Argentina, le Borse sono
cadute improvvisamente, come a comando, il governo USA ha lasciato
fallire delle grandi aziende che avrebbe potuto salvare con facilità,
nei vari Paesi è stata data via libera a truffe e truffette finanziarie
di vari generi L'obiettivo
è di rastrellare contante e la vittima è chi il contante ce l'ha: il
ceto medio. Gli altri non sono toccati. Il salariato e il pensionato
pareggiano entrate e uscite ogni mese, non hanno riserve. Il grande
capitalista non si preoccupa della sua riserva monetaria in assoluto, ma
in relazione a quella degli altri, ed ora anzi sta meglio di prima: se
prima i suoi liquidi erano 1.000 volte quelli dell'uomo medio del ceto
medio ora sono 1.500 volte: il suo potere è aumentato. Ma
il guaio è, come dicevo, che la strage è appena cominciata. Per
approfondire: (*)
IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E LA TRUFFA DEL DITTATORE MATTO http://www.laleva.cc/economia/politicamonetaria.html Nota: Da un contributo di: John Kleeves Tradotto da: Franci Trasmesso
da: Webstep"
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