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Capitalismo
totalitario
Dal libro "DITTATURE:
la storia occulta" di Antonella Randazzo
"Pochissimi
capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far
soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è
contro il suo
interesse"
Jacob
Rothschild
I sistemi
totalitari moderni potrebbero essere definiti "dittature del capitalismo
dei compari". In questi sistemi, un gruppo di persone si appropria
indebitamente della maggior parte delle risorse, e le gestisce per il
proprio interesse, a danno della maggior parte del popolo.
Il capitalismo viene
definito come quel sistema economico e sociale in cui il capitale
privato viene investito in attività economiche, stabilendo una
separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la
propria manodopera. Nel capitalismo di Stato i capitali e i mezzi di
produzione appartengono allo Stato, e i cittadini lavorano per avere ciò
che è necessario alla sopravvivenza.
Nel capitalismo
"selvaggio" il capitalista non rispetta alcuna legge a tutela dei
diritti umani. Ad esempio, paga salari così bassi da non permettere la
sopravvivenza, oppure non si cura di migliorare le condizioni lavorative
dannose alla salute dei lavoratori.
Il capitalismo selvaggio è stato definito "capitalismo dei compari"
dall'economista americano Joseph Stigliz, in riferimento alle furbe
strategie attuate da alcune persone per appropriarsi di finanziamenti e
beni pubblici. Negli Usa, alcuni privati, appartenenti alla classe
ricca, riescono ad avere ingenti sovvenzioni oppure sgravi fiscali
milionari. Inoltre, si sono appropriati dei beni pubblici, ricavandone
profitti. I meccanismi e le leggi che permettono ad alcuni privati di
arricchirsi a spese dei cittadini sono molteplici, come spiega Stigliz:
“Gli
imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi, tranne che per se
stessi... il cosiddetto Corporate Welfare sembra quasi un omaggio delle
abbondanti risorse del nostro paese. Le società minerarie, per esempio,
possono sfruttare queste risorse praticamente per niente. Quando, nei
primi anni dell'amministrazione cercammo di farle pagare, fummo messi in
minoranza... Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l'utilizzo
delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del
paese, i magnati dei media, avevano costruito così le loro fortune. I
progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era
possibile indire delle gare di appalto e incamerare a nome e per conto
dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano
loro di diritto... Raggiungemmo un accordo con il capogruppo dei
repubblicani al senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a carico
delle emittenti televisive per l'uso dello spettro e per un breve
periodo sembrò che la cosa potesse andare in porto. Ma alla fine, la
reazione dei media contro questo progetto riuscì a soffocarlo”.
I capitalisti
americani ricevono spesso sussidi molto generosi dallo Stato, oppure
ottengono, grazie alle loro lobby, sconti fiscali per milioni di
dollari:
“Le forme più
consistenti di assistenzialismo alle imprese erano rappresentate dagli
sgravi fiscali... Nella strana logica di Washington, dare a qualcuno 100
milioni di dollari per una certa cosa era considerato molto peggio che
non dire: se fai quella stessa cosa avrai sgravi fiscali per 100 milioni
di dollari. Un assegno che esce era diverso da un assegno che non
entra... I lobbisti che lavorano per le grandi imprese lo sanno, ed è
questo il motivo per cui cercano di ottenere gran parte delle
sovvenzioni sotto forma di agevolazioni fiscali”.
In altre parole, negli
Usa, i capitalisti fanno pagare ai cittadini le loro ricchezze, sia
appropriandosi delle risorse senza pagarle, sia ottenendo sgravi fiscali
o sussidi. A tutt'oggi, il capitalismo dei compari viene sostenuto dai
governi americani in tutti i settori. Ad esempio, nel settore
petrolifero, accade che le prime fasi dispendiose e poco proficue
(l'esplorazione, l'estrazione e la raffinazione del petrolio) vengono
affidate agli Enti statali, ma quando si arriva alle tappe finali
(distribuzione e vendita), arrivano le grandi compagnie private inglesi
e americane, che acquistano i diritti sui giacimenti. La guerra per il
petrolio dell'Iraq viene pagata dai contribuenti americani, mentre i
vantaggi dell'appropriazione dei pozzi petroliferi vanno alle grandi
società petrolifere private come la General Electric e la Halliburton.
Anche la ricerca scientifica viene spesso sovvenzionata dagli Stati, ma
quando i ricercatori approdano ad un'importante risultato, i capitalisti
possono brevettarlo e ottenere profitti privati da un investimento
pubblico. Ciò accadde anche per la televisione: lo Stato sostenne tutte
le spese per avviarla, pagando con i soldi dei cittadini, ma quando
ormai era avviata, Nixon la vendette ai privati. Ormai si potevano fare
molti soldi e si poteva esercitare un grande potere di controllo
mediatico. Il motto del capitalismo dei compari potrebbe essere: "spese
pubbliche, profitti privati".
I privilegiati sono un
numero ristretto, solidali fra loro nel difendere i loro saccheggi, per
questo Stigliz li definisce "compari".
In sintesi, il capitalismo dei compari ha come caratteristica
l'accaparramento di risorse e denaro pubblico per estendere e accrescere
i propri affari. Le aziende americane (ma anche molte aziende europee)
vengono, in altre parole, sovvenzionate dalle risorse pubbliche, ma i
profitti sono privati. Tale sistema esige un potere politico assai forte
nel difendere gli interessi dell'élite ricca. Il potere mediatico (in
mano all'élite) permette anche di tenere sotto controllo il potere
politico. Ad esempio, qualora un presidente dovesse fare scelte non
gradite all'élite, verrebbe scatenata una guerra mediatica per far
rientrare la proposta di legge. Avere il potere di appropriarsi delle
risorse del paese, e di far pagare i cittadini per costruire ed
espandere la propria impresa è avere molto potere, come osserva Chomsky:
“Parecchie
grandi industrie... vengono mantenute da massicce sovvenzioni statali.
Molte Corporation non potrebbero sopravvivere senza, per alcune non
rappresentano la parte maggiore dei profitti ma restano comunque
un'ancora di salvezza.. Lo Stato fornisce anche la tecnologia di base,
metallurgia, avionica o altro, attraverso il sistema dei finanziamenti
pubblici. E' difficile trovare un settore efficiente dell'industria
statunitense o del terziario che non vi ricorra e che non sia sostenuto
dall'intervento del governo... è diventato sempre più difficile tenere
in piedi questo sistema... Il settore pubblico deve pagare la ricerca e
i costi dello sviluppo (delle Corporation).
Il vero potere è
nelle mani degli investitori, dei padroni e delle banche... Chi non fa
parte dei padroni o degli investitori non ha molta voce in capitolo. Può
scegliere di affittare il suo lavoro alla corporation, o di acquistare i
beni di prima necessità e i servizi che essa produce, oppure cercare di
ritagliarsi un posto nella catena di comando, ma questo è tutto.... Le
Corporation sono più totalitarie della maggior parte delle istituzioni
che noi definiamo totalitarie nel campo della politica”.
Tale sistema,
fondato sul potere e sui privilegi di pochi a danno di molti, è assai
costoso per i cittadini americani. Negli ultimi due decenni, per poter
continuare a foraggiare i ricchi, le tasse sono significativamente
aumentate, mentre i tagli alla spesa pubblica hanno raggiunto livelli
altissimi. Almeno da venti anni, gli Usa non investono abbastanza nelle
infrastrutture. Non investono risorse sufficienti per fronteggiare
efficacemente gli uragani, come l'uragano Katrina (agosto 2005) ha
tragicamente rivelato. Negli Usa sono sempre più numerosi i quartieri
degradati, con scuole assai carenti e un alto livello di criminalità. I
cittadini americani non hanno assistenza medica gratuita e devono
spendere cifre enormi per andare all'Università. Anche la mortalità
infantile è in crescita e molte persone (bambini e adulti) muoiono
perché non hanno abbastanza denaro per curare alcune malattie. Tutto ciò
avviene mentre le sovvenzioni alle imprese si moltiplicano, così come le
spese militari. I cittadini pagano quindi un prezzo enorme per
mantenere questo sistema, che produce sofferenza e vittime.
I capitalisti, per
accrescere il loro potere, e soprattutto per poter essere considerati
non responsabili dei crimini che commettono, hanno istituito le
Corporation. Il giurista Joel Bakan, nel suo libro The Corporation
spiega cos'è una Corporation e come essa riesca ad assumere un potere
totalitario su tutti i paesi del mondo:
“ La Corporation va
considerata un'istituzione, ossia una struttura e un complesso di
imperativi che guidano le azioni delle persone al suo interno. La Corporation è un'istituzione
anche sotto il profilo giuridico, la cui esistenza e capacità di operare
è soggetta alla legge. La sua missione dal punto di vista giuridico
consiste nel perseguire inesorabilmente e inderogabilmente i propri
interessi, a prescindere dalle conseguenze spesso negative che il suo
operato può avere sugli altri. Da ciò ne discende che
la Corporation è un'istituzione intrinsecamente
patologica, detentrice di un potere pericoloso sulle persone e sulla
società... Le Corporation al giorno d'oggi controllano le nostre vite:
decidono cosa mangiamo, cosa vediamo, cosa indossiamo, dove lavoriamo e
cosa facciamo. Siamo inesorabilmente circondati dalla loro cultura,
dalla loro iconografia e dalla loro ideologia. E, alla stregua della
chiesa e della monarchia in epoche passate, si ergono infallibili e
onnipotenti, autocelebrandosi attraverso edifici imponenti e raffinati
apparati simbolici... Come un soggetto psicopatico,
la Corporation non può riconoscere né agire secondo
principi etici che le inibiscano di nuocere agli altri. La sua natura
giuridica non fissa alcun limite a quello che può fare agli altri nel
perseguimento dei suoi scopi egoistici; di fatto, laddove i benefici
superano i costi, la Corporation è perfino
obbligata ad arrecare danni”.
Tale istituzione,
dopo essere stata avversata nell'Inghilterra del XVII secolo, riappare
alla fine del XVIII secolo,
caratterizzata dalla capacità di mettere in atto una serie interminabile
di frodi e imbrogli. Alla fine del XIX secolo, la Corporation , nei tribunali,
venne considerata una "persona" giuridica, alla stessa stregua delle
persone fisiche. La Corte
suprema del New Jersey e del Delaware, nel 1886, stabilì che le
Corporation dovevano, come le persone, essere poste sotto la protezione
del quattordicesimo emendamento. Ciò equivaleva a dare loro un potere
che i cittadini non potevano avere. Infatti, tutti i cittadini sono
responsabili personalmente delle loro azioni, invece le Corporation
assumevano diritti senza avere alcun dovere né alcuna responsabilità. Si
trattava di avallare un paradosso:
la Corporation , per legge, doveva a tutti i costi,
dunque anche infrangendo le leggi, perseguire il profitto. Era per
legge al di sopra delle leggi. Un mostro irresponsabile e con poteri
illimitati.
All'inizio del
Novecento, le Corporation avevano una cattiva fama: la gente comune le
vedeva come "mostri senz'anima - egoiste, impersonali e amorali."
Ma nel corso del secolo esse attuarono una serie di strategie atte a
modificare la loro immagine, e ad apparire altruiste, socialmente
responsabili e necessarie all'economia. Le strategie propagandistiche
erano molteplici: ad esempio iniziarono a finanziare le squadre sportive
e gli appuntamenti sportivi come le olimpiadi e i campionati; diffusero
immagini pubblicitarie, nelle riviste e nei giornali, che inducevano ad
associarle al servizio pubblico, e dettero grosse somme in beneficenza
ad enti assistenziali. Ciò permise loro di essere benvolute dalla gente
comune, fino alla crisi economica degli anni Trenta, in cui si diffuse
l'idea che la situazione fosse dovuta al loro egoismo e alla loro
avidità. Nel 1933, il giudice della Corte suprema Louis Brandeis, in una
sentenza, le definì "mostri simili a quelli di Frankenstein."
Il cosiddetto 'libero mercato' è una realtà sempre meno "reale" perché
di fatto sono le 180 Corporation transnazionali
che decidono le politiche economiche internazionali, e solo fra di loro
avvengono le transazioni. Le Corporation sono in gran parte americane,
europee e giapponesi, e controllano l'intera vita economica: il cibo,
tutte le produzioni, le banche e le comunicazioni. Noam Chomsky le
definisce "tirannie private"...
“le Corporation sono istituzioni illegittime di un potere tirannico
con radici intellettuali non dissimili da quelle del fascismo e del
bolscevismo".
Le politiche per il
Terzo Mondo, come le politiche di scambio, sono subordinate agli
interessi delle Corporation, che hanno come unico obiettivo quello di
creare e accrescere profitto. Le Corporation cercano di nascondere le
loro vere caratteristiche, e utilizzano i media per manipolare
l'opinione pubblica a loro favore, cercando di apparire filantropiche e
al servizio dei cittadini. Spesso sponsorizzano iniziative culturali o
filantropiche, oppure pagano milioni ai Testimonial per associare
la loro immagine a personaggi (attori, musicisti ecc.), amati da un
vasto pubblico. Esse utilizzano massicciamente la pubblicità (anche
occulta) per manipolare l'esistenza delle persone, accrescendo i loro
bisogni materiali e orientando i loro acquisti. Per loro le persone sono
consumatori oppure oggetti da sfruttare lavorativamente. Secondo Noam
Chomsky la Corporation è disumana:
“(Il suo fine è)
assicurarsi che gli esseri umani con cui interagisce, tu e io, diventino
anch'essi disumani. Bisogna sradicare dalla testa della gente sentimenti
naturali come l'attenzione per il prossimo, la compassione o la
solidarietà... L'ideale è avere individui completamente isolati, che non
si curino minimamente degli altri... il cui concetto di se stessi, il
loro senso dei valori, si riduca a 'Quanti bisogni indotti posso
appagare? E quanto posso continuare a indebitarmi per appagare bisogni
indotti?' L'ideale sarebbe riuscire a creare una società fatta di unità
minime costituite da una persona e un televisore, senza alcuna
connessione con gli altri”.
Molti luoghi del
Terzo Mondo in cui le Corporation, soprattutto americane ed europee,
sfruttano e riducono in semischiavitù, vengono tenuti segreti. Charles
Kernaghan, direttore del National Labour Committee, è riuscito a trovare
nelle discariche di rifiuti della Repubblica Dominicana alcuni documenti
che testimoniavano metodi agghiaccianti per fruttare lavoratrici bambine
delle fabbriche di articoli di abbigliamento della Nike. Kernaghan trovò
fogli su cui venivano accuratamente annotate tutte le fasi di produzione
di una maglietta: c'erano ben 22 operazioni, dal taglio al
confezionamento, e ogni passaggio veniva cronometrato e aveva un tempo
massimo. Per ogni maglietta
la Nike pagava 8 centesimi di dollaro, per poi venderla
a 22,99 dollari. Le giovani lavoratrici venivano controllate a vista
dalle guardie, che non esitavano ad umiliarle e a picchiarle con ogni
minimo pretesto.
Coloro che lavorano per
le Corporation, dai manager rampanti ai semplici impiegati, vengono
indotti ad avere una doppia morale: impietosi e inumani per produrre
profitti, umani e benevoli con i loro familiari e amici. Se vogliono
continuare a lavorare per le Corporation devono imparare a riconoscere
tutte le occasioni per produrre profitto, in qualsiasi situazione.
L'operatore di borsa Carlton Brown, dopo la tragedia dell'11 settembre,
disse: "(quando gli aerei colpirono le torri) la prima cosa che mi
venne in mente fu 'a quanto sta l'oro?'... (l'11 settembre) è
stato qualcosa di devastante, certo, di clamoroso, sconvolgente. Ma non
tutto il male viene per nuocere... i miei clienti nel mercato dell'oro
ci hanno guadagnato tutti. Dietro ogni tragedia c'è un'opportunità.
L'opportunità di creare ricchezza".
Tramite le pubblicità,
le Corporation accrescono i bisogni e l'avidità. Chris Hooper,
pubblicitario e regista, che lavora per Mc Donald's, Coca-Cola e altre
Corporation dice: “(creo) immagini per vendere prodotti a coloro che
non ne hanno bisogno... (che) incoraggiano un comportamento
puerile, un comportamento irresponsabile, edonistico, egoistico e
narcisistico".
La pubblicità e la propaganda delle Corporation è ormai talmente
invasiva che ci sembra "normale" vedere cartelloni pubblicitari ovunque,
anche nei cinema, nei bar, negli stadi, in metropolitana, sugli autobus,
ecc.
Le Corporation hanno realizzato un mondo in cui il loro potere si può
imporre senza rispettare i diritti umani e nemmeno i minimi standard del
rispetto per l'ambiente, delle situazioni lavorative, dei servizi
sociali e del commercio. La loro totale libertà coincide con la
distruzione di milioni di vite umane.
Per proteggere il loro potere, le Corporation inglesi e americane
producono la maggior parte di armamenti e li esportano in tutto il
mondo, soprattutto nelle aree del Terzo Mondo, che è meglio tenere nel
caos della guerra per poterle meglio controllare e saccheggiare.
L'Unicef ha notificato che ogni anno muoiono per fame 5,6 milioni di
bambini. Secondo la Fao
(Food and Agricultural Organization) sono circa due miliardi gli esseri
umani che soffrono la fame. Muoiono perché l'economia dei loro paesi è
nelle mani dell'élite ricca occidentale, che attraverso le Corporation
attua politiche economiche attente soltanto a produrre profitti.
Centinaia di milioni di persone soffrono la fame perché gran parte del
terreno arabile viene oggi utilizzato per la coltivazione di cereali ad
uso zootecnico piuttosto che per cereali destinati all'alimentazione
umana. La Fao ha più volte fatto appello
ai governi dei "paesi in via di sviluppo" per indurli ad abbandonare le
politiche agricole imposte dal Fmi e dal Wto, che per il popolo
equivalgono alla morte.
Gli Stati Uniti
producono più del 70% del grano per sfamare il bestiame, soprattutto
bovino.
Inoltre, due terzi di tutto il grano che gli Usa esportano viene
utilizzato per l'allevamento del bestiame e non per soddisfare il
fabbisogno di cibo dei poveri del mondo. Le Corporation transnazionali,
guardando esclusivamente al profitto, si curano di soddisfare la domanda
di carni da parte del mondo ricco e lasciano morire di fame i poveri.
Inoltre, esse hanno sottratto le terre ai paesi poveri. Ad esempio, in
Etiopia, mentre le persone muoiono, i terreni agricoli vengono
utilizzati per la produzione di panelli di lino, di semi di cotone e
semi di ravizzone da esportare nel Regno Unito e in altri paesi europei
come cereali foraggieri destinati alla zootecnia. Sono milioni gli acri
di terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati per la produzione di
mangime destinato all'allevamento del bestiame europeo.
Dal 1950 ad oggi, la
quota-parte di grano destinata alla zootecnia è triplicata e oggi supera
il 21% del totale di grano prodotto. In Cina, dal 1960 ad oggi, la
percentuale di grano da allevamento è triplicata (dall'8 al 26 per
cento). Nello stesso periodo, in Messico, la percentuale è cresciuta dal
5% al 45%, in Egitto dal 3% al 31%, ed in Thailandia dall'uno al 30%.
Mentre migliaia di persone, nei paesi industrializzati, muoiono per
malattie causate dall'eccesso di cibo (attacchi di cuore, infarti,
cancro, diabete ecc.), nel Terzo Mondo si muore di fame. Negli Usa
almeno 300 mila persone muoiono prematuramente per problemi di
sovrappeso, e secondo gli esperti il dato è destinato a crescere. Anche
in Europa, più della metà della popolazione fra i 35 e i 65 anni ha un
peso superiore al normale. Secondo il Who (World Health Organization),
il 18% della popolazione dei paesi ricchi è obesa, e la percentuale
corrisponde alla quantità delle persone denutrite. Alle Corporation non
importa né della salute delle popolazioni dei paesi ricchi, né di quella
delle popolazioni povere. Esse sono interessate solo ed esclusivamente
al profitto e all'espansione del loro sistema economico, e non ha alcuna
importanza per loro se questo coincide con la morte di milioni di
persone. Dietro a questo genocidio ci sono dei precisi responsabili:
società europee e americane come Ralston Purina, Cargill, Aia, Amadori,
Doux ecc., che producono in paesi poveri del sud del mondo per poi
importare in quelli ricchi. Ciò avviene anche perché nei paesi poveri i
lavoratori non sono tutelati e possono essere sfruttati, per diminuire i
costi. Ma chi acquista paga sempre lo stesso prezzo.
Oggi esistono cinque
multinazionali capaci di esercitare un potere di vita o di morte sui
popoli del mondo. Queste cinque multinazionali, definite le "cinque
sorelle dei cereali", sono
la Cargill di
Minneapolis, della famiglia Mc Millan, la Dreyfus di Stanford e Parigi, della
famiglia francese Louis-Dreyfus, la Bunge y Born di Buenos Aires, della
famiglia argentina Hirsh,
la Garnac di Chicago e Losanna, della famiglia svizzera
André, e
la Continental Grain
di New York, della famiglia americana Fribourg. Queste poche famiglie
scelgono di fare le politiche di profitto, che non mettono al primo
posto la vita umana, ma il loro personale interesse, condannando milioni
di persone alla morte. Rincorrendo soltanto l'interesse personale creano
un mondo in cui i magazzini europei e americani traboccano di derrate
alimentari, di burro, latte, grano, vino olio, mentre nel Terzo Mondo
ogni giorno muoiono per fame 24.000 persone, tre quarti delle quali
sotto i cinque anni. Più di 800 milioni di umani sono cronicamente
denutriti; 180 milioni di bambini sono sotto peso e 2 miliardi di
persone hanno malattie dovute a carenze alimentari.
Le cinque sorelle dei
cereali hanno provocato una serie di devastazioni nell'agricoltura di
molti paesi del Terzo Mondo. Ad esempio, in Africa, per inserire
monocolture ipersfruttatrici del suolo (tabacco, caffè, zucchero ecc)
che avrebbero dato più profitti, hanno impedito la coltivazione di
prodotti locali necessari all'alimentazione indigena (ad es. sorgo e
miglio). Oggi più del 20% del cibo africano viene ora importato dai
paesi ricchi, perché è stato impedito ai contadini indigeni di
coltivarlo sul posto. Un rapporto Oxfam del 2002, intitolato Rigged
Rules and Double Standards, sostiene che "128 milioni di persone
potrebbero uscire dalla povertà se le regole del commercio permettessero
ad Africa, America Latina, Asia orientale e del Sud-est di aumentare la
propria parte del commercio mondiale di appena l'1%. In Africa, quest'aumento
darebbe un introito di 100 miliardi di dollari, il quintuplo di quanto
il continente riceve in termini di aiuti e di ripianamento del debito.
Con questo 1% ci potremmo ricomprare il nostro cibo".
Aiutati dal Fondo
Monetario Internazionale (Fmi) e dalla Banca Mondiale (Bm), le
Corporation transnazionali costringono i governi del Terzo Mondo ad
attuare politiche criminali e devastanti per la loro economia. Ad
esempio, le imprese Usa inviano le loro eccedenze di mercato (grano,
mais ecc.), che inizialmente vendono a prezzi molto bassi, per indurre
al fallimento le cooperative agricole e i piccoli proprietari. Dopo il
fallimento, le Corporation si impadroniscono delle loro aziende. I
contadini rovinati diventano salariati al soldo delle Corporation, che
li costringono a produrre a bassissimo costo e ad aumentare al massimo
la produttività del terreno, utilizzando fertilizzanti o concimi chimici
altamente inquinanti. In questo modo costringono paesi che erano
autosufficienti dal punto di vista alimentare, a diventare dipendenti
dai paesi ricchi. Essendo costretti ad importare, i debiti si aggravano
e vengono utilizzati come arma di ricatto per continuare ad imporre
politiche economiche favorevoli ai paesi ricchi. I cittadini dei paesi
ridotti allo stremo si ribellano e cercano di rivendicare i loro
diritti. Di conseguenza i paesi ridotti alla fame vengono massicciamente
militarizzati. Vengono soppresse le libertà civili e viene instaurato un
clima terroristico. In molti paesi, come le Filippine, il Bangladesh,
l'Indonesia, i paesi del Centro-America e
la Costa D'Avorio, le
Corporation transnazionali possono produrre con enormi agevolazioni
fiscali e pagando bassissimi salari. In queste zone esistono governi
fantocci assoldati dalla stessa élite che sfrutta le risorse e la
manodopera locale. In questi paesi non si può scioperare, non si possono
istituire sindacati, e le leggi a tutela dei lavoratori sono
praticamente inesistenti. Le Corporation transnazionali hanno anche il
potere di imporre a livello internazionale il prezzo di acquisto delle
materie prime, a scapito dei produttori locali, che si trovano a
guadagnare sempre meno lavorando sempre di più. Una volta acquistato il
prodotto, quando questo arriva nei paesi ricchi, aumenta improvvisamente
di prezzo, anche di 10 volte. Ad esempio, una camicia prodotta in
Bangladesh a 0,50$ viene venduta a New York a 46$. I paesi sottoposti a
questo regime economico sono sostanzialmente proprietà delle Corporation,
che possono sfruttare le materie prime e le popolazioni, emarginando chi
non risulta utile al funzionamento della macchina produttiva, e
sottraendo tutte le energie vitali delle popolazioni, per produrre
profitto.
Le Corporation
transnazionali hanno il potere di indirizzare le loro ricerche e le loro
strategie dove e come vogliono, senza considerare come protagonista
principale del loro operato l'essere umano e la sua salute.
Ad esempio, la Monsanto investe gran parte dei suoi
profitti nella ricerca e nella produzione di semi transgenici. Nello
Stato di Bahía (Brasile) ha costruito un impianto dal costo di 500
milioni di dollari per produrre semi transgenici di mais e soia da
esportare a tutto il mercato andino. Le sue scelte dipendono dalla
quantità dei profitti e per realizzare i suoi progetti si avvale di
potentissime lobby che esercitano una forte pressione sul Congresso e
sull'amministrazione degli Stati Uniti.
Negli Usa esistono
lobby che fanno pressioni per l'attuazione di forti tagli nella spesa
sociale e per non aumentare le tasse. Ad esempio, esiste l'Americans
for Tax reform, una lobby fondata nel 1985 da Ronald Reagan. Questa
lobby è talmente potente che è riuscita a far firmare un giuramento a
quasi la maggioranza dei senatori del Congresso americano. Si tratta del
giuramento di non alzare le tasse.
Le classi più deboli non hanno lobby e non possono fare alcuna pressione
sul governo, mentre le Corporation e le banche sovvenzionano con cifre
enormi le campagne elettorali dei candidati e utilizzano i gruppi di
pressione per essere sicuri che il governo faccia ciò che è nei loro
interessi. Durante la campagna elettorale,
la Monsanto
ha versato grosse somme a favore di George Bush. Quest'ultimo, salito al
potere, ha inserito un dirigente della Monsanto all'interno della sua
amministrazione.
Grazie al sostegno del
governo americano, la
Monsanto ha potuto brevettare prodotti agricoli
indiani, costringendo i contadini che li coltivavano da molti anni a
pagare per le sementi. Il 21 maggio
2003, l 'Ufficio Europeo per i Brevetti di Monaco
ha concesso alla Monsanto un brevetto col n. EP 445929, con la semplice
denominazione "piante", anche se la legge europea non consente di
brevettare le piante. Il brevetto comprendeva anche il grano che
presenta una speciale qualità di cottura, derivato da grano indigeno
indiano. Col brevetto, la Monsanto ha acquistato il
monopolio della coltivazione, produzione e trasformazione di molte
varietà di grano a bassa elasticità. Con un brevetto (EP 518577)
registrato nel 1988,
la Unilever e
la Monsanto
avevano reclamato il diritto esclusivo ad utilizzare la farina, per fare
tipi tradizionali di pane indiano, come i "chapatis". Negli USA, il 3
maggio del 1994, la
Monsanto ha ottenuto il brevetto numero 5.308.635 per
le miscele di farina di grano a bassa elasticità; il 9 giugno 1998 ha ottenuto il brevetto
numero 5.763.741 per produrre impasto di grano a bassa elasticità e il
12 gennaio 1999 col numero 5.859.315 è stato rilasciato un altro
brevetto per grani, che producono impasti a bassa elasticità. Attraverso
questi brevetti
la Monsanto
può letteralmente controllare il pane quotidiano. La Corporation americana si è
indebitamente appropriata di prodotti che erano frutto di lavoro per la
selezione dei contadini indiani, e ha privato gli indiani della
possibilità di produrre ciò che è tipico della loro produzione
alimentare, il pane indiano chapatis. Osserva l’economista indiana
Vandana Shiva:
“Con un giro
d'affari stimato di 1.5 milioni di dollari, l'industria indiana di
prodotti da forno è uno dei settori manifatturieri più importanti
dell'India, la cui produzione è cresciuta costantemente nel paese. Le
maggiori industrie di prodotti da forno, cioè quella del pane e quella
dei biscotti, coprono l'82% del totale dell'industria dei prodotti da
forno. Con una crescita complessiva annua stimata al 6,9%. Secondo l'ASSOCHAM
India, una società a sostegno delle attività economiche, nel paese vi
sono quasi 85.000 forni industriali. Circa 75.000 di questi operano in
ambito non organizzato, che detiene una quota pari al 60% del mercato. I
rimanenti 10.000 forni operano nel settore organizzato, che detiene una
quota pari al 40% del mercato”.
Assumere il
controllo mondiale del cibo equivale ad acquisire un potere immenso di
vita e di morte. Le Corporation che controllano il mercato delle varietà
vegetali stanno sperimentando il modo di sostituire le varietà naturali
con ibridi elaborati su princìpi chimici. La Fondazione Rockefeller
è riuscita ad appropriarsi del 95% delle più comuni coltivazioni di
cereali, e punta a rendere il settore sempre meno variegato e sempre più
ibridato. Queste stesse persone, avendo anche il controllo della ricerca
scientifica, impediscono che vengano fatti studi approfonditi sugli Ogm.
Oggi il 90% del commercio di prodotti alimentari è nelle mani di
pochissime transnazionali: Nestlé, Unilever, Monsanto, Cargill, Archer
Daniel Midlands, Procter & Gamble e Kraft/Philip Morris.
Gli interessi di queste Corporation sono protetti ed estesi grazie anche
all'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o Wto). Il Wto è un ente
privato che non rispetta le leggi internazionali, e possiede propri
giudici e avvocati. I suoi giudici decidono del commercio
internazionale, e spesso sono gli stessi avvocati delle Corporation. Il
Wto si impone come organizzazione a cui ogni paese deve aderire se vuole
far parte del mercato internazionale, quindi, nonostante i rischi, vi
hanno aderito 134 paesi, che devono accettare le regole a favore delle
Corporation.
Per fare un esempio,
l'UE da anni paga 130 milioni di euro l'anno per poter rifiutare i
vitelli americani, ingrassati con l'ormone della crescita e alcuni
prodotti Ogm. I giudici hanno deciso che il torto era della Ue,
nonostante si trattasse di tutelare la salute dei cittadini europei. Un
altro esempio è quello dei farmaci indiani: il governo indiano forniva
farmaci a basso costo ai poveri del mondo, ma a causa delle regole del
Wto non può più farlo. I farmaci indiani erano simili a quelli già
brevettati dalle grandi case farmaceutiche, e in ottemperanza al
principio secondo cui non è possibile la vendita di medicine a prezzi
più bassi di quelli delle transnazionali, non sarà più possibile salvare
la vita di quei poveri che non possono pagare i farmaci a prezzi alti.
Il Wto, avendo di fatto
il potere di imporre l'interesse delle imprese al di sopra di tutto,
anche della salute umana, agisce come un'organizzazione politica ed
economica oligarchica potentissima. E' un'arma spesso mortale contro i
poveri e rappresenta concretamente il potere assoluto dell'élite ricca.
L'oligarchia che lo dirige non è mai stata eletta da nessun popolo,
eppure sovrasta i governi di tutti paesi che vi hanno aderito.
L'imperativo è di massimizzare gli interessi delle transnazionali, senza
tener conto dell'ambiente, dei diritti dei lavoratori o della salute
pubblica. Per il Wto tutto è merce, anche l'acqua, la scuola, la cultura
e la sanità. Non c'è alcuna tutela per le persone comuni, che sono
soggette al potere totalitario delle imprese e delle banche. Gli esseri
umani, all'interno di questa logica, sono cose che si possono sfruttare
per avere più profitto, oppure sono consumatori. John D. Rockefeller, il
fondatore della Standard Oil Company, e capostipite della famiglia di
petrolieri-banchieri, affermava: "La gente è semplicemente una merce
trattabile e acquistabile quanto lo zucchero o il caffè. Io pago, per
acquisti di questo tipo, molto più che per qualunque altro genere di
merce sulla terra".
Secondo Domenico
Losurdo, l'élite che oggi detiene il potere, utilizza nuove tecniche per
indebolire i popoli, e per privarli del loro potere politico ed
economico, e per decimare coloro che non vengono considerati degni di
vivere:
“Come sanno gli
storici, la Food-diplomacy ,
cioè la diplomazia della fame, è stata teorizzata dagli Usa e tuttora
viene messa spietatamente in pratica. Se c'è una carestia chiaramente
‘indotta’ dall'esterno è quella che oggi falcidia il popolo iracheno e
cerca di affamare il popolo cubano”.
Questa tecnica è
stata utilizzata anche in Africa, in molti paesi dell'Asia e
nell'America Latina.
Le Corporation si
impadroniscono di tutto, anche dell'acqua, assumendo il controllo della
gestione dei servizi idrici pubblici in tutto il mondo. Oggi poche
decine di società controllano gran parte della distribuzione dell'acqua.
Tra queste ci sono le francesi Vivendi, Ondeo, Suez-Saur (che
controllano il 40% del mercato mondiale con un giro d’affari di 60
miliardi di euro), le britanniche Seven-Trent e Thames Water, il colosso
tedesco RWE, le americane Bechtel, Wessex Water, Danone, Metro Water
Services e l'italiana Acea Spa. Queste Corporation sono appoggiate
dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, che
costringono i paesi del Terzo Mondo a rinunciare ai loro sistemi
pubblici di distribuzione idrica e a privatizzarli, stipulando contratti
talvolta gratuiti con queste aziende, dietro ricatto del debito. Queste
Corporation non si curano del fatto che l'acqua sia un bene vitale
fondamentale, e spesso aumentano il prezzo dell'acqua a proprio
piacimento, e interrompono l'erogazione a chi non può pagare. Inoltre,
non hanno nessuna trasparenza circa la qualità dell'acqua. L'acqua viene
considerata una merce qualsiasi, accessibile solo a chi ha i soldi per
pagarla e non un diritto umano fondamentale, necessario all'esistenza.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo
muoiono 10 milioni di persone (la metà delle quali sono bambini), per
colera, tifo, dissenteria e altre malattie dovute soprattutto alla
mancanza di acqua potabile e al conseguente consumo di acqua insalubre.
Nei Paesi del Terzo Mondo, soprattutto in Africa, l'acqua è responsabile
di oltre l'80% delle malattie. A causa della privatizzazione dell'acqua
si prevede che nei prossimi anni moriranno più di settanta milioni di
persone, per mancanza di acqua o perché usufruiscono di acqua sporca.
Dietro a questi crimini vi sono precise persone, che non appaiono come
"mostri" perché le loro responsabilità vengono tenute nascoste. Michel
Camdessus dovrebbe essere processato per crimini contro l'umanità. Egli
ha diretto per tredici anni le politiche del Fondo Monetario
Internazionale, che hanno ucciso milioni di persone. Le politiche
economiche errate non vedono mai nessun responsabile, anche quando è
sicuro che esse hanno causato la morte e la miseria di parecchie
persone. Oggi Camdessus è stato chiamato a sedere nelle Commissione pace
e giustizia del Vaticano. Anche le persone che controllano le
Corporation, come alcuni membri della famiglia Rockefeller, dei
Rothschild, dei Warburg e molte altre, dovrebbero pagare per i crimini
che commettono.
Le Corporation
transnazionali, come
la Nestlé ,
sfruttano i bambini e commettono altri crimini orrendi. Il 14 luglio del
2005, l’International Labor Rights Fund ha denunciato alla Corte
federale di Los Angeles,
la Nestlé , la Archer Daniels Midland (ADM) e
la Cargill. L'accusa
è di traffico di bambini, torture e lavoro forzato, crimini commessi
nelle coltivazioni di cacao della Costa d'Avorio. Le tre compagnie
importano grandi quantità di cacao dalla Costa d'Avorio, che è il
maggior produttore mondiale. La denuncia si basa sulle accuse di tre
persone, che sono state sfruttate quando erano minorenni. Nel 1996, i
tre minorenni erano stati rapiti e trasferiti in Costa d'Avorio, dove
vennero costretti a lavorare senza paga per 12-14 ore al giorno. Tutti i
bambini sfruttati dormivano in luoghi sovraffollati, dove venivano
controllati, chiusi a chiave e a volte frustati. I tre bambini vissero
in tali condizioni dal 1996 al 2000.
L'International Labor
Rights Fund considera "inammissibile che Nestlé, ADM e Cargill
abbiano ignorato i ripetuti e ben documentati allarmi, lanciati diversi
anni fa, sul fatto che le coltivazioni di cacao da loro utilizzate
impiegano bambini schiavizzati. Le tre compagnie avrebbero potuto
fermare questa situazione anni fa, ma hanno scelto di guardare da
un'altra parte. Ci siamo rivolti alla Corte come ultima scelta".
Ufficialmente, le tre società si oppongono allo sfruttamento di bambini. La Nestlé , nei suoi principi aziendali,
ha dichiarato: " La
Società non dà lavoro ai bambini prima che
abbiano completato il loro iter formativo obbligatorio, come stabilito
dalle autorità preposte. Chiede, inoltre, che i propri partner
applichino i medesimi standard".
Nel settembre del 2001,
alcuni rappresentanti degli industriali del cacao europei e americani
avevano sottoscritto il Protocollo Harkin-Engel (dai nomi dei due
senatori americani che avevano partecipato alla preparazione del
Protocollo), che impegnava l'industria ad eliminare e a combattere il
lavoro minorile in Africa Occidentale. L'accordo non ha sortito alcun
effetto concreto. Nel 2001, l 'Organizzazione Internazionale
del Lavoro (Oil) ha denunciato l'esistenza di un traffico di minori
finalizzato al lavoro nei campi di cacao. Dalle stime del 2002,
sarebbero 352 milioni i bambini fra i 5 e i 14 anni costretti a
lavorare, e almeno la metà di essi svolgono lavori pesanti e in
condizioni disumane. In
Africa Occidentale e Centrale ci sono oltre un milione di bambini che
lavorano in condizioni di semischiavitù. In Costa d'Avorio, in Camerun,
nel Togo e in Nigeria, sono le condizioni di povertà e le gravi
disuguaglianze sociali a rendere possibile lo sfruttamento dei bambini.
In Africa Occidentale si produce quasi il 70% del cacao (43% in Costa
d'Avorio, 4% in Camerun, 15% in Ghana e 7% in Nigeria), che viene
raccolto e lavorato da bambini, anche di età inferiore ai sette anni. I
piccoli produttori locali, pur sfruttando i bambini, non hanno grossi
guadagni, poiché il cacao viene loro pagato ad un prezzo molto basso
dalle Corporation occidentali. I prezzi del cacao vengono stabiliti
dalle Borse di New York (Csce - Coffee, sugar and cocoa exchange) e di
Londra (Liffe - London International Finance Futures Exchange). I
produttori sono esclusi dalle contrattazioni, e si devono accontentare
del 4-6% del prezzo finale.
La povertà dei paesi
africani non permette a molti bambini di andare a scuola. A questi
bambini non viene di fatto riconosciuto alcun diritto, e molti di loro
non vengono nemmeno registrati alla nascita. Secondo l'Organizzazione
Save The Children per il West Africa, esiste il traffico di bambini.
Michel Larouche, direttore dell'Organizzazione, osserva che "il
traffico di minori è un business organizzatissimo: in alcuni casi i
ragazzi, affidati dai propri genitori a conoscenti, lasciano la propria
casa per imparare un lavoro in altri paesi, altre volte invece i
mediatori avvicinano i ragazzi che lavorano localmente, assicurando loro
guadagni e introducendoli invece nel commercio illegale; in altri casi
ancora i minori vengono rapiti e "contrabbandati" attraverso i confini
verso la Costa
d'Avorio, condotti nei campi e lì trattati come schiavi. Il problema,
non è il lavoro minorile in sé ma le condizioni in cui devono lavorare i
minori".
Inoltre, le Corporation
attuano politiche criminali contro i sindacati che difendono i diritti
dei lavoratori. Ad esempio, in Colombia, i sindacati colombiani hanno
denunciato una situazione tremenda: le Corporation hanno fatto uccidere
esponenti della lotta sindacale. Il Sinaltrainal
(Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell'Industria Alimentare) ha
accusato
la Coca-Cola
e la Nestlé
di attuare un vero e proprio sterminio contro i sindacalisti. Nel
periodo 2000/02 sono stati uccisi in Colombia 112 Dirigenti sindacali
(l'80% dei sindacalisti uccisi nel mondo) e 10.000 militanti sindacali
sono stati oggetto di minacce. Questi crimini vengono commissionati ai
paramilitari che le Corporation transnazionali assumono per controllare
i lavoratori e per impedire le lotte sindacali. In Colombia, la
repressione delle lotte sociali è diventata un vero e proprio terrorismo
di Stato. Nel 1996 è nata l'organizzazione "Colombia Nunca Más", che ha
l'obiettivo di fare in modo che i crimini possano essere puniti.
L'organizzazione è riuscita a raccogliere parecchie testimonianze e
informazioni su almeno 38.000 casi di torture, sparizioni forzate e/o
esecuzioni extragiudiziarie. La banca dati del Colombia Nunca Mas ha
registrato quasi 29.000 esecuzioni extragiudiziarie, 2.800 vittime di
detenzioni-sparizioni e circa 7.000 vittime di torture o maltrattamenti.
I dati riguardano anche le massicce repressioni che avvengono contro il
movimento contadino, il movimento indigeno e i movimenti politici di
opposizione, come l'Unión Patriótica e il Partito Comunista.
Le Corporation
transnazionali dei farmaci uccidono milioni di persone ogni anno,
privandole del diritto a potersi curare. Esse impediscono, a causa
dell'alto costo di alcuni farmaci, a milioni di persone di curarsi. I
colossi dei farmaci sono
la Bayer ,
la Pfizer , la Tecnoquímicas S.A .,
la Abbot
Laboratories , la Baxter , la Roche , la Schering-Plough ,
la Bristol Myers
Squibb e la Boehringer Ingelheim.
Un medico tedesco, il Dottor Matthias Rath, nel giugno del
2003, ha
citato in giudizio le grandi Corporation petrolchimiche accusandole di
gravi crimini contro l'umanità, come il genocidio e i crimini di guerra.
Le Corporation farmaceutiche vengono anche accusate da molti altri
medici di intralciare le ricerche relative a metodi di cura alternativi
ai farmaci e alle cure tradizionali. Vengono indicati come responsabili,
il presidente degli Stati Uniti George Bush, i membri del suo entourage
(Cheney, Rumsfeld, Rice, ecc.), Tony Blair, tutti i direttori generali,
gli alti dirigenti e i consigli di amministrazione delle Corporation
farmaceutiche (Pfizer, Merck, Glaxosmithkline, Novartis, etc.),
petrolchimiche (Exxon, BP, Chevron, etc.) e i membri dei gruppi
finanziari che le sostengono (Rockefeller, Rothschild, Jp Morgan, la
commissione Trilaterale ecc.).
Alcune Corporation
farmaceutiche, come la
Pfizer
, la Merk
,
la GlaxoSmithKline
, la Novartis , la Amgen e la Astra Zeneca , sono accusate di
aver ostacolato la prevenzione delle malattie tramite le nuove cure
naturali salva-vita, per non perdere i profitti che ricavano dai
medicinali chimici brevettabili. I farmaci tradizionali sono efficaci
soltanto ad eliminare i sintomi, e non curano le malattie. Rath ha
citato in giudizio le Corporation farmaceutiche presso il Tribunale
Penale Internazionale ( la Corte permanente istituita
l'11 marzo 2003 a
L'Aja). La Corte non è ancora operativa, ma se
dovesse diventarlo l'Olanda potrebbe perseguire le violazioni dei
diritti umani universali. Tuttavia, il sistema di protezione delle
Corporation, anche quando i crimini sono evidenti o provati, è molto
potente, e sostenuto dall'élite ricca di tutti i paesi del mondo.
Infatti, le autorità degli Stati Uniti, Russia, Cina ed Israele hanno
dichiarato che non processeranno nessuno, ancor prima di accertare se i
crimini sono reali oppure no. Rath avanza la denuncia in nome di "popolo
della Terra", e utilizza le sue conoscenze mediche per provare che le
sue non sono soltanto illazioni. Egli è stato collaboratore del premio
Nobel per la chimica e per la pace Linus Pauling, che scoprì
l'importanza della vitamina C nella cura di molte malattie.
La denuncia di Rath
contro le industrie farmaceutiche riguarda anche l'aver volontariamente
ignorato importanti scoperte mediche relative a cure con sostanze
naturali come alcune vitamine. Questo avveniva perché le sostanze
naturali (i micronutrienti) non sono brevettabili e perciò non possono
garantire elevati profitti. La citazione in giudizio presentata al
Tribunale Penale Internazionale da Matthias Rath dice:
“La
presente citazione porta in giudizio davanti alla Corte Internazionale
di Giustizia i maggiori crimini mai commessi nel corso della storia
umana. Gli imputati sono accusati di aver causato la morte e danni a
milioni di persone attraverso il "business della malattia", attraverso
crimini di guerra e altri crimini contro l'umanità... Le accuse
presentate in questo appello si riferiscono a due principali capi
d'accusa:
* Genocidio e altri
crimini contro l'umanità commessi in connessione con il business
farmaceutico della malattia.
* Crimini di guerra e di aggressione e altri crimini contro l'umanità
commessi in connessione con la recente guerra in Iraq e l'escalation
internazionale verso una guerra mondiale.
Questi due capi d'accusa sono direttamente riferiti e collegati ad un
unico fattore: vengono commessi nel nome e negli interessi degli stessi
gruppi corporativi d'investimento e dai loro sostenitori politici. Per
stabilire le prove e mostrare le motivazioni comuni degli accusati e'
necessaria un breve rivisitazione storica.
Nel corso del XX secolo, l'industria farmaceutica è stata sviluppata e
organizzata con il fine di controllare i sistemi sanitari di tutto il
mondo rimpiazzando sistematicamente le terapie naturali non brevettabili
con farmaci di sintesi e brevettabili, perciò redditizi. Questa
industria non si è evoluta naturalmente.
Al contrario, è stata una decisione d'investimento presa da una manciata
di imprenditori ricchi e senza scrupoli. Costoro hanno definito
deliberatamente il corpo umano come un mercato finalizzato a generare
ulteriore ricchezza.... Il motore trainante di questa industria per
investimenti fu il Gruppo Rockefeller. Nel periodo a cavallo tra il XIX
e XX secolo avevano il controllo del 90% del mercato petrolchimico degli
Stati Uniti e stavano aspettando una nuova opportunità di investimento
globale. Un altro gruppo d'investimento attivo in questo campo si è
formato intorno al Gruppo finanziario dei Rothschild... Gli imputati
sono responsabili della morte di centinaia di milioni di persone che
continuano a morire di problemi cardiovascolari, cancro e di altre
malattie che potrebbero essere evitate e che potevano essere eliminate
definitivamente molto tempo fa.
Per commettere questi
crimini, le società farmaceutiche usano un labirinto di esecutori e di
complici arruolati nella scienza, nella medicina, nei mass-media e nella
politica. I governi di intere nazioni sono maneggiati o completamente
controllati da gruppi di pressione e dagli ex-quadro dell'industria
farmaceutica. Per decenni, la legislazione di intere nazioni è stata
corrotta ed usata per promuovere questo "business della malattia"
multimiliardario mettendo a rischio la salute e la vita di centinaia di
milioni di pazienti e di persone innocenti”.
Un reato come quello individuato da Rath è già stato commesso dalle
Corporation petrolchimiche. Nel 1947, alcuni dirigenti e ricercatori
della IG-Farben vennero processati a Norimberga. La IG Farben era il più grande
cartello farmaceutico-petrolchimico dell'Europa prebellica e la più
grande azionista della Standard Oil dei Rockefeller. Il Tribunale di
Norimberga condannò non soltanto i leader politici e militari, ma anche
i dirigenti aziendali (seppur a pene miti, vedi capitolo IV), che
avevano portato Hitler al potere.
Le società derivate dalla IG-Farben continuano a mettere il profitto al
di sopra di tutto, commettendo delitti contro la salute, la vita umana e
l'ambiente. La Bayer
e la Hoechst
dominano il mercato europeo ormai da molti anni.
La Coalition Against
Bayer Dangers (Cbg) è stata creata per mettere
la Bayer di
fronte alle sue responsabilità. Nel 1978 la Cbg capì che la Bayer stava commettendo reati contro i
diritti umani e l'ambiente. In molti paesi stava sostenendo i dittatori
nel reprimere i lavoratori che chiedevano condizioni di lavoro più
umane.
La Cbg ha fatto
emergere molti casi in cui
la Bayer aveva calpestato i diritti umani. Ad esempio,
nel 1988 è stata condannata per aver licenziato in America Latina alcuni
lavoratori che si erano iscritti al sindacato, e nel 1991 è stata
accusata da un tribunale tedesco di aver fatto pressione per peggiorare
le condizioni di lavoro.
Nel 1995 è iniziata la
campagna "Never Again!", per ottenere un risarcimento per lo
sfruttamento che
la Bayer ,
la IG Farben
e le altre Corporation hanno attuato nei campi nazisti e continuano a
praticare nei paesi poveri. Le Corporation farmaceutiche producono
farmaci esclusivamente a scopo di lucro. Tutte le loro politiche sono
attuate per accrescere i profitti. La ricerca avviene soltanto nei
settori remunerativi. Ad esempio, malattie come la malaria e la
tubercolosi sono la causa di morte per milioni di persone del Terzo
Mondo, eppure le case farmaceutiche scelgono di fare ricerche per
farmaci contro la calvizie o l'impotenza. Osserva Bakan: "Nel 2000
non è stato sviluppato nessun farmaco contro la tubercolosi, rispetto
agli 8 per la cura dell'impotenza o delle disfunzioni erettili e i 7 per
la cura della calvizie. Lo sviluppo di farmaci destinati al trattamento
dei disturbi di personalità negli animali domestici sembra avere
priorità più elevata rispetto alla battaglia contro malattie che
uccidono milioni di esseri umani ogni anno".
Da recente è emerso che
le Corporation farmaceutiche, come la Pfizer , hanno fatto sperimentazione
su esseri umani nei paesi del Terzo Mondo.
La Pfizer è un'azienda americana molto
importante nel settore, quotata a Wall Street, che si occupa di produrre
nuovi farmaci sia nel settore umano che in quello veterinario. Nel 1996
la Pfizer
doveva testare un nuovo antibiotico contro la meningite, il Trovan.
Approfittò di una drammatica epidemia di meningite in Nigeria per
mandare i suoi "esperti" a somministrare il nuovo farmaco, senza
notificare che il farmaco non era mai stato testato prima. I ricercatori
della Pfizer utilizzarono come cavie 200 bambini. Undici bambini
morirono e quando, nel gennaio del 2001, venne fuori la notizia, la Pfizer sostenne di aver ricevuto
autorizzazioni non scritte da parte dei genitori dei bambini. Ma i
genitori si sono dichiarati all'oscuro di tutto e hanno denunciato la
casa farmaceutica.
Il totalitarismo
dell'attuale sistema economico-finanziario mondiale è reso possibile dal
possesso, da parte dello stesso gruppo (e delle stesse, poche persone)
delle banche, delle Corporation, dei media e del controllo politico.
Sempre più spesso sono gli ex dirigenti di importanti banche o di grandi
multinazionali ad assumere ruoli importanti nella politica. E' come se
venissero spostati da un incarico all'altro dagli stessi loro datori di
lavoro. I governi sono diventati organi a servizio del capitale, cioè
del gruppo ristretto che possiede quasi tutta la ricchezza del mondo.
Ogni Corporation ha
come azionisti di maggioranza quelle stesse persone che posseggono le
banche, cioè i Rothschild, i Rockefeller, i Warburg, gli Harriman, gli
Schiff, i Vanderbilt, i Barclays, i Walton, i Morgan, i Mellon ecc.
Questo significa che i responsabili, che si nascondono dietro le
Corporation, sono sempre le stesse persone che si sono arricchite (e
continuano ad arricchirsi) con la guerra e con la morte di milioni di
persone. Le Corporation sono controllate attraverso gruppi finanziari
come
la Chase Manhattan
Bank, la FMR Corp , la Mellon Financial Corp,
la Wellington
Managment , Citigroup, la Rothschild Bank ,
la Barclays Bank
, la National Westminster
Bank, la
Putnam Investments e altri. La Morgan-Chase ha nel suo
consiglio di amministrazione i rappresentanti di alcune delle più
importanti Corporation presenti nel mondo, come le compagnie petrolifere
Exxon-Mobil e BP-Amoco, le holding Honeywell (filiale della General
Electric), la Bechtel , la Dupont , i laboratori
farmaceutici Merck e Wyeth.
Le holding
e le banche si occupano in vari modi delle guerre in corso nelle varie
parti del mondo. Ad esempio, il gruppo finanziario Carlyle possiede la
società BDM, che ha come presidente Frank Carlucci.
La BDM ha fornito servizi logistici alle truppe
militari Usa impegnate in operazioni internazionali. La BDM controlla anche il capitale azionario
della società di costruzioni militari Vinnell Corp., impegnata
nell'addestramento della Guardia Nazionale Saudita e nella protezione
dei pozzi petroliferi del paese mediorientale. La Carlyle possiede anche
la Federal Data
, che rifornisce di sistemi radar l'amministrazione USA, e
la United Defense
Industries Inc., il maggiore fornitore di sistemi di lancio missilistici
delle forze armate statunitensi, turche e saudite. Nel giugno 2003,
la Carlyle ha acquistato il 70% di Fiat Avio, la
società appartenuta alla famiglia Agnelli che opera nella costruzione di
caccia aerei, velivoli da trasporto e componenti missilistiche. Il
restante 30% è stato acquistato da Finmeccanica, che è in parte di
proprietà del Ministero del Tesoro italiano. Personaggi che hanno fatto
parte del governo Usa traggono altissimi profitti dalla Carlyle. Tra
questi ci sono James A. Baker III, ex segretario di Stato; Richard G.
Barman, ex direttore dell'Office of Management and Budget; e John Sununu,
ex segretario generale della Casa Bianca. Nella direzione del Carlyle
Group siedono inoltre l'ex premier britannico John Major e l'ex
direttore della Banca Mondiale, Afsaneh Masheyekhi. Il principe saudita
Al-Waleed Bin Talal, nipote di re Fahd, dispone di una partecipazione
indeterminata nei fondi, e George W. Bush, attuale presidente degli
Stati Uniti, è stato dal 1990 al 1994 membro del consiglio
d'amministrazione di Caterair, filiale del Carlyle Group.
Altri conglomerati finanziari, come Morgan-Chase (della famiglia
Rockefeller) e Citigroup sono state oggetto di diverse inchieste, che
hanno provato il loro coinvolgimento nel riciclaggio di denaro
proveniente da traffici illeciti, nel sostegno alle operazioni di guerra
e di repressione dei regimi militari più corrotti (ad esempio in Cile,
Bolivia, Argentina durante le dittature degli anni '70 e '80, nel
Nicaragua di Somoza, nelle Filippine di Marcos, ecc.), nelle transazioni
di armi pesanti e componenti nucleari e nelle fughe di capitali dai
paesi del Sud del mondo verso i maggiori paradisi fiscali.
Molte Corporation hanno
finanziato l'attuale governo americano, incoraggiandolo ad aggredire
l'Iraq. Ad esempio,
la Exxon Mobil
, la Halliburton
, la Chevron Texaco e
la General Motors,
che stanno guadagnando altissimi profitti grazie alla vendita di armi e
agli appalti per la gestione dei pozzi e per la ricostruzione dell'Iraq.
Alcuni membri del governo americano stanno avendo parecchi guadagni
grazie alla guerra in Iraq. Ad esempio, il vicepresidente Dick Cheney,
che possiede parecchi pacchetti azionari proprio delle Corporation che
stanno traendo grossi profitti, come la Halliburton (di cui è stato
dirigente), la
Chevron-Texaco e la Exxon-Mobil.
ORDINA IL
LIBRO
Stigliz Joseph
E., I ruggenti anni Novanta, Einaudi, Torino 2004, pp.
100-104.
Stigliz Joseph
E., op. cit., p. 105.
Chomsky Noam,
Il golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e democrazia,
Edizioni Piemme, Casale Monferrato (AL), 2004, pp. 37-38.
Chomsky Noam,
Il golpe silenzioso. Segreti, bugie, crimini e democrazia,
op. cit., p. 21.
Bakan Joel,
The Corporation, Fandango, Roma 2004, pp. 5-81.
Osserva Bakan
che "tra il 1781 e il 1790, il numero di Corporation aumentò di
circa dieci volte, da
33 a 328". Bakan Joel, op. cit., p. 13.
Bakan Joel,
op. cit., p. 21.
Bakan Joel,
op. cit., p. 24.
Le Corporation
transnazionali sono legate all'élite della nazione di origine,
ma esercitano potere in molte parti del mondo. Si sono
appropriate di risorse in molti paesi, dove hanno i loro centri
di produzione, e vendono i loro prodotti in tutto il mondo.
Pilger John,
op. cit., p. 69.
Chomsky Noam,
Il bene comune, Piemme Edizioni, Casale Monferrato (AL)
2004, p. 88.
Intervista a
Noam Chomsky, in Bakan Joel, op. cit., p. 173.
Bakan Joel,
op. cit., p. 147.
Bakan Joel,
op. cit., p. 163.
http://www.consapevolezza.it/notizie/apr-giu-2002/fame_nel_mondo.asp
D'Eramo
Marco, "Il continente da modificare", Il manifesto,
27 agosto 2002.
Si tratta di
Anne Veneman, ex top manager della Calgene, società di
biotecnologia di proprietà della Monsanto, nominata a capo della
segreteria dell'Agricoltura
Shiva Vandana,
"Biopirateria del grano", ZNet Daily Commentaries,
22 aprile 2004.
http://www.zmag.org/italy/shiva-biopirateriagrano.htm
Cit. Gozzoli
Sergio, "L'America: i plutocrati 'eletti da Dio'",
http://www.paginadelleidee.net/7_politica/politica24.ht
AA.VV.,
Sul libro nero del comunismo. Una discussione nella sinistra,
Manifestolibri, Roma 1998, pp. 66-67.
Organizzazioni non governative, nel 1998, hanno stilato un
"Manifesto dell’acqua", in cui si sostiene che l'acqua non è un
bene economico ma un bene vitale patrimonio di tutto il mondo.
Nel documento si è proposto di stipulare un contratto mondiale
dell’acqua, con due principali finalità:
1) assicurare l’accesso per ogni essere umano, per ogni comunità
umana; l’accesso dev’essere riconosciuto come diritto politico,
economico e sociale fondamentale individuale e collettivo
inalienabile;
2) assicurare la gestione solidale e sostenibile integrata
dell’acqua. Vedi R. Petrella, Il Manifesto dell’acqua. Il
diritto alla vita per tutti, Edizioni Gruppo Abele, Torino
2001, p. 20; e R. Petrella, "Acqua, bene comune dell’umanità",
in "Alternative/i", n. 2, giugno 2001.
Organizzazione Internazionale del Lavoro, "A future without
child labour", 2002.
"Un
dossier contro lo sfruttamento. Più diritti, più cacao",
indagine condotta da Save the Children e TransFair Italia.
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?iddos=4224&idc=2&ida=&idt=&idart=2453
Il
Sinaltrainal nasce nel 1982 dall’unione dei sindacati presenti
nelle Imprese imbottigliatrici della Coca Cola e della Nestlè.
Nasce per difendere i diritti e le rivendicazioni degli operai,
contro le politiche neoliberali che distruggono ogni possibilità
di migliorare le condizioni economiche e lavorative dei
lavoratori.
http://www4.dr-rath-foundation.org/ad_archive/pdf/italy05.pdf
Bakan Joel,
op. cit., pp. 64-65.
Le holding
sono grandi società finanziarie che ne controllano altre
attraverso il possesso di pacchetti azionari.
Brisard
Jean-Charles, Dasquié Guillaume, La verità negata. Una voce
fuori dal coro racconta il ruolo della finanza internazionale
nella vicenda Bin Laden, Marco Tropea Editore, Milano, 2002,
p. 180.
Henry J. S.,
Banqueros y Lavadólares, Tercer Mundo Editores, Bogotá,
1996
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