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I "BUONI" alla riscossa

da Centrofondi

Il gioco di inondare il mercato di carta, fino a che dura, fa fare grossi affari a coloro che riescono ad appropriarsi dei biglietti colorati per primi. Prima che il mercato si accorga dell’aumento della massa monetaria passa un po’ di tempo e chi ha possibilità di indebitarsi a basso costo riesce a comprare beni reali a sconto. Il giochino è vecchio come il mondo ma oggi ha raggiunto livelli mai visti. Nel nostro caso la liquidità attualmente è solo nelle mani degli speculatori, banche e corrotti. I nuovi ricchi sono i dipendenti di Goldman Sachs che in media guadagnano 600.000$ comprese segretarie e fattorini, sono i russi che gestiscono il gas, i petrolieri, i cinesi che sfruttano la loro gente per inondare il mondo di merce….e comprano, comprano, Ferrari, case, gioielli…

Dall’altra parte tutti coloro i quali hanno entrate fisse, dipendenti, precari, piccoli imprenditori, pensionati che oberati di debiti e aumenti di bollette e beni di prima necessità stentano a campare.

Chi ha un entrata fissa vede calare drasticamente il suo potere di acquisto nel tempo lo dimostra la pensione minima di 500 euro che nel 1999 ancora era sufficiente mentre già nel 2000 si era dimezzata nel suo potere di acquisto.

Gli imprenditori che non hanno delocalizzato si sono trovati, pieni di debiti perché non capendo come mai perdevano sempre più quote di mercato, hanno rilanciato cercando di essere “competitivi” ritrovandosi in un mare di guai.

Per capire meglio che cosa vuol dire aumentare la massa monetaria (che ribadiamo si espande sempre contraendo un debito), come è accaduto negli ultimi anni date un’occhiata a questa semplice tabella che riporta l’aumento della massa monetaria americana e i consegueti prezzi di Petrolio e Oro se avessero seguito lo stesso trend Il petrolio dovrebbe costare 236 dollari e l’oro 3910 !!!

 

 

Il meccanismo è semplice da capire: se non aumenta la ricchezza reale, ma solo la sua rappresentazione (denaro) è automatico che i beni reali aumentano di prezzo adeguandosi al denaro in circolazione.

Come mai ancora non siamo arrivati a quei prezzi?

Perché per non far scoprire troppo il gioco si è tenuto artificialmente basso il prezzo dell’oro e per il petrolio si sta cercando di tenere buoni i produttori agganciando il prezzo all’aumento dell’euro per compensare le perdite sul dollaro… ma ancora per quanto lo si potrà fare?

Il fatto è che se uno non può aumentare le entrate di denaro in proporzione alla diminuzione del potere di acquisto, come accade oggi con gli stipendi o le pensioni agganciate a statistiche sull’inflazione false e costruite ad uso e consumo dei politicanti di turno, allora è matematico che il nostro benessere diminuisce. Non esiste più la classe media e il divario tra ricchi e poveri è aumentato enormemente.

Intanto la politica chiede sempre maggiori sacrifici e sforzi e incita gli imprenditori ad investire in ricerca e sviluppo per essere più competitivi.

Se ci prendono per un branco di mentecatti va benissimo, ma basta fare 2+2 per capire che la strada è senza via d’uscita.

Il costo del lavoro in occidente è altissimo rispetto a popolazioni sfruttate (come noi negli anni ’50) e senza alcuna garanzia, i costi dell’indebitamento, sia pubblico che privato, hanno raggiunto livelli assurdi ed insostenibili, i costi delle materie prime sono letteralmente esplosi (sintomo anche quello di un’inflazione galoppante) e l’alto costo dell’euro impedisce ogni esportazione.

In Italia poi non possiamo nemmeno pensare di esportare all’interno della UE per il semplice motivo che i costi energetici (grazie ENEL), delle autostrade (grazie BENETTON), delle telecomunicazioni (grazie Colaninno, Tronchetti-Benetton ecc.), sono tra i più elevati. Quindi se 2+2 fa ancora 4 e sentendo i discorsi in televisione si fa fatica ancora a crederci, il nostro destino è segnato e senza via di fuga: impoverimento progressivo, industrie in rapido declino e chiusura, invasione di beni dall’estero grazie al dollaro in caduta libera.

E c’è ancora qualcuno che crede ancora nel liberismo? Concorrenza, globalizzazione ecc. ecc.? Ma possibile che nessuno si sta accorgendo che siamo alla frutta? Alla frutta? Ma come, se appena pochi giorni fa Prodi e tutti i suoi (ma sembra la riedizione di quello che diceva Berlusconi) continuano a dire che la ripresa è in atto?

I casi ovviamente sono solo due: o siamo rincitrulliti noi o sono in mala fede loro.

Però….siccome ancora non ci sembra ancora di essere affetti da demenza senile ancorché precoce…rivediamoci qualche grafichetto…

 

il costo del lavoro in Italia e negli altri paesi

 

 

La differenza di produttività in percentuale nei confronti della media europea dove si vede che dal 1992 la nostra produzione nei confronti della media europea è letteralmente crollata e anche in questo anno di espansione (?) economica ci avviamo ad un -28% rispetto alla media europea (1,8 contro il 2,5%).

E qualcuno dice che l’euro forte migliorerà la nostra bolletta energetica che nel 2003 era di 17,5 miliardi di $ mentre ai costi attuali sarebbe (udite udite) 56 miliardi di $, ma chi pensa che trarremo beneficio dalla debolezza del dollaro dovrebbe vedere questo grafico che mostra i prezzi del petrolio insieme a quelli dell’euro/dollaro

 

La risposta al nostro quesito sulla nostra demenza precoce o sulla mala fede di chi sta in parlamento ora dovrebbe essere scontata.

Questo significa una sola cosa, che se vogliamo uscire da questo incubo l’unica cosa che possiamo (dobbiamo) fare è quella di sviluppare il nostro mercato locale, la nostra agricoltura. Abbiamo moltissime micro-piccole imprese che sono state tagliate fuori dal gioco della globalizzazione che invece se opportunamente indirizzate risolleverebbero le loro sorti nell’arco di pochissimo tempo. Le nostre città devono ritornare ad essere un amplificatore della ricchezza che viene prodotta nel territorio e arrestare quell’emorragia di denaro che prende le strade dell’estero attraverso la grande distribuzione, le multinazionali ecc.

Lo scatto di reni per ridare dignità ad un paese allo sbando politico, economico e sociale si chiama mercato locale e gli strumenti da utilizzare sono i Buoni Locali di Solidarietà.

Qualcuno di voi lo può andare a dire ai nostri parlamentari? Ma forse è meglio lasciar perdere sarebbe solo fiato sprecato.

E allora non resta che cominciare a rimboccarsi le maniche per ricostruire la vita di tutti su altre basi, ma questa volta però partiamo dalla moneta e dal debito o come tutte le altre volte, a guadagnarci saranno sempre i soliti…. Mumble mumble…thinkle thinkle….

Meno male che alla fine, come in ogni film che si rispetti, i Buoni vincono sempre!!!

That’s all folks

 

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