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Alcune riflessioni riguardo al Thelema

by Djwal Kuhl

 Salve di nuovo, amici!

Oggi intendo impegnare un po’ di parole per esprimere delle sincere scuse da parte mia nei confronti delle persone e delle corporazioni e società (ufficialmente dichiarate e non), che nell’arco del tempo si dedicarono allo studio del Thelema o della Magia in genere: in questa canalizzazione, intendo però dedicare un’attenzione particolare appunto al concetto di Thelema, che nacque a cavallo tra il XIX° ed il XX° secolo, ad opera soprattutto del celeberrimo Aleister Crowley e della sua confraternita di maghi affiliati.

In passato, in effetti, in alcuni scritti che furono da me trasmessi telepaticamente soprattutto alla signora Bailey (molto nota in ambito teosofico ed esoterico, in genere), mi dimostrai rigido e poco tollerante nei riguardi dei sopracitati signori, tacciandoli a volte di stregoneria fine a sè stessa, o definendoli come “magni neri” o “diavoli”.

Ora, è vero che alcuni dei discepoli e seguaci di Aleister Crowley e degli insegnanti della Golden Dawn (movimento esoterico nato in Inghilterra su ispirazione del modello rosacrociano) si sono spesso dimostrati non molto seri e corretti da un punto di vista morale ed hanno deviato un po’ dal seminato che un buon ricercatore spirituale dovrebbe perseguire in vita, ma è pur vero che l’inconsapevolezza e l’eccessiva aspirazione a crescere spiritualmente sono delle attenuanti di cui si dovrebbe tener conto prima di esprimere un giudizio rigido come quello che pronunciai personalmente nei loro confronti: vedete, il fatto è che io a quei tempi ero molto saldo e stabile sul mio sentiero spirituale, che mi aveva portato ad essere uno dei principali discepoli dei benamati Maestro Kuthumi e Maitreya (o Buddha), ma che conseguentemente mi aveva caricato di entusiasmo e fierezza, che rasentavano quasi il dogmatismo devozionale ed il fanatismo religioso, perciò avevo anche accumulato pensieri di separazione nei confronti di chi si dedicava allo studio della Magia, dello Spiritismo e del Thelema, pregiudicandoli come sbagliati o derivanti da intenti malevoli.

Con la presente  canalizzazione, intendo perciò fornire le mie uffuciali scuse a tutti gli individui di cui in passato attaccai la reputazione e la fama, equivocando molte delle loro intenzioni e tacciando le loro azioni come ispirate da una volontà malefica e distruttiva, senza attenuanti da prendere in considerazione.

Oggi, vedendo gli effetti che quel tipo di cultura ha avuto invece sul background sociale a livello globale attraverso il mio nuovo canale fisico, che tra l’altro nella sua vita ha incontrato persone che hanno studiato ed applicato quel tipo di conoscenza esoterica, ho avuto l’occasione di ricredermi parzialmente sulla deviazione morale che credevo essere totalmente alla base di queste tecniche magiche.

Infatti, pur se è vero che molti dei concetti che sostiene questo tipo di approccio spirituale alla realtà derivino dalla tradizione magica tradizionalmente definita “nera”, ossia volta alla realizzazione del proprio Ego (e non alla purificazione del proprio Ego, come la “magia bianca” prevede) attraverso l’applicazione di atti di volontà e particolari forze soggettive nell’interazione con la realtà’, è pur vero, però, che in questo modo l’individuo che studia o compie questo tipo di rituale magico ha comunque l’occasione di applicare le sue energie e di sviluppare la sua intelligenza nell’atto di tentare di manifestare la realtà che desidera a livello eterico (nei suoi pensieri) sul piano fisico; non solo, ma ha anche l’occasione, secondo la sua libera scelta, di poter imparare dai propri errori e di rilasciare la tendenza a costruirsi la sua realtà attraverso la manipolazione per scopi egoistici delle proprie energie o delle energie che può sottrarre, più o meno consapevolmente, da spiriti della natura, animali o umani, attraverso atti magici: questo, sta solo alla volontà dell’individuo di sceglierlo, nel caso in cui desidererà di liberarsi dalle tendenze autodistruttive e nocive per gli altri esseri, quindi di innalzare conseguentemente la propria consapevolezza e di ridimensionare il proprio Ego, che spesso nei soggetti in questione appare visibilmente molto marcato ed eccessivamente accresciuto.

Tutto questo, è stato da me riversato in questa trasmissione senza desiderio di giudicare nessuno per ciò che compie o ciò a cui si interessa e per ricordare ai ricercatori spirituali che percorrono il Sentiero con vera aspirazione a crescere in modo equilibrato e puro (incorporando perciò solo forme-pensiero ed energie neutre, basate sul concetto di unità, non più di sepazione) di non fermarsi ai pregiudizi ed ai dogmi che, spesso in buona fede, ci si può creare, poichè la nostra consapevolezza ci suggerisce spesso che “quel modo di pensare o di agire è sbagliato”: piuttosto diamo la possibilità ai nostri fratelli di studiare la natura della realtà come desiderano, dimostrando liberalità ed apertura mentale nell’intento di non giudicarli e di non creare altra separazione nei loro confronti...

...In poche parole, amiamoli in modo incondizionato e non giudichiamoli più!

Ora, nel caso vi accorgiate di avere nel vostro modo di pensare o di agire e giudicare il tipo di pregiudizi e di pensieri separativi nei confronti di chi, in genere, dimostra concezioni ed usanze diverse dalle nostre, chiedete, se desiderate rilasciarli, il sostegno del vostro Spirito, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio.

 

Un luminoso saluto a tutta l’umanità.

 

Djwal Kuhl

 

 

 

 

 

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