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216. Le 4 fasi dell'Essere nell'Avere by Dani
Sia sui Piani di Luce sia nello spazio-tempo esistono 4 fasi di crescita ed evoluzione dell'Essere mentre è "incarnato" nell'Avere. Nei Piani di Luce, lo Spirito (Essere) si "incarna" nella sfera spirituale dell'Anima (Avere); nello spazio-tempo, lo Spirito (Essere) si incarna nella forma spazio-temporale (Avere).
Esistono vari modi per misurare l'evoluzione di una data energia (che sia Essere o Avere o Essere nell'Avere). Abbiamo finora visto, nel nostro materiale, un sol modo (non misurabile sensorialmente) per misurare il livello di ascensione di una forma spazio-temporale: la misurazione del numero di coppie di basi azotate attivate nel Dna. Questa misurazione è esclusivamente spazio-temporale, e non ha alcun significato nei Piani di Luce. E' una misurazione dell'Essere nell'Avere spazio-temporale.
Le 4 fasi sopra accennate sono invece una misurazione del livello di ascensione (livello di "incarnazione" dell'Essere) non solo di una forma (Avere) spazio-temporale ma anche di una forma (Avere) spirituale (sfera spirituale dell'Anima). E' una misurazione non numerica bensì concettuale. Vediamo quindi queste quattro fasi.
Non appena un Essere entra in contatto con un Avere, quest'ultimo prende Vita. Fino ad allora, l'Avere è pura forma senza Vita, è forma morta dal punto di vista non solo spirituale ma anche puramente formale. L'Essere, d'altraparte, fino a quel momento è pura essenza di Luce mescolata nel Tutto finito (Anima Padre). L'Essere prende una propria individualità solo nel momento in cui entra in contatto e si fonde con l'Avere.
Dire che l'Avere prende Vita significa dire che l'Avere acquista dinamicità, ossia il suo stato non è più statico ma diviene dinamico. Tale passaggio avviene poiché, grazie all'influsso dell'Essere, anche l'Avere inizia a prendere coscienza di sé: l'Avere diviene una individualità non solo formale, ma anche sostanziale. Tale presa di coscienza di sé la definiamo Credenza, poiché le informazioni che permettono all'Avere di comprendere se stesso e di autodefinirsi rispetto a ciò che è diverso da sé sono informazioni che non sono dell'Avere, ma sono dell'Essere. Dal punto di vista dell'Avere sono cioè informazioni credute. La prima fase dell'Essere nell'Avere consiste nel Credere. Chi crede non è l'Avere, che è solo forma, ma è l'Essere nell'Avere: tuttavia quell'Essere che è nell'Avere ha dimenticato ciò che sapeva quando era puro Essere, poiché la forma finita dell'Avere rende quell'Essere nell'Avere distaccato da tutto il resto dell'Essere, perdendo quindi coscienza della conoscenza del Tutto (Sapere), o meglio di Tutto ciò che E'.
Tuttavia il Credere indica solo il fatto che l'Essere nell'Avere ha delle informazioni credute in sé, delle quali è cosciente. Queste informazioni "personali" non vengono tuttavia percepite dall'Essere nell'Avere in questione come informazioni vere in quanto tali, per il semplice motivo che non ha ancora informazioni altrui con cui confrontarsi. Non c'è cioè altra fonte di informazione oltre la propria che permetta l'esistenza dell'alternativa Credere o Sapere. In tal senso si può dire che il semplice Credere della prima fase è costituito da informazioni subconscie, poiché l'essere conscio di un'informazione presuppone l'esistenza di una fonte di informazioni che permetta alle proprie informazioni di distinguersi, di essere deliminate dal resto. L'Essere nell'Avere, nella prima fase, è conscio di sé in quanto individualità, quindi, ma non delle informazioni che costituiscono tale individualità.
Una volta presa coscienza di sé l'Essere nell'Avere, desideroso di comprendere meglio se stesso, inizia a porsi domande. E' in questa fase che si sviluppa nell'Essere nell'Avere una prima forma di razionalità. E' una forma primordiale di Mente, ma che non è ancora Mente logica bensì solo razionale (o ragionata): una Mente cioè che indaga se stessa ma che non è ancora riuscita a creare associazioni di pensiero causali tra le informazioni che risultano dal proprio ragionare. Nella prima fase invece, quella del Credere, non esisteva ancora una attività mentale dell'Essere nell'Avere bensì solo incorporazione passiva di informazioni al fine di creare una prima forma di individualità dell'Essere nell'Avere.
Questa Mente razionale, nel suo indagare, permette all'Essere nell'Avere di prendere sempre più coscienza delle informazioni che prima erano subconscie e che costituiscono il proprio Credere. In questa fase la Mente razionale prende coscienza delle proprie informazioni grazie alla riflessione su ciò che è esterno da sé. L'Essere nell'Avere supera la prima fase di isolamento dal resto (fase autistica) ed inizia una primordiale vita sociale (fase sociale) attraverso come detto una riflessione sulle cose esterne da sé.
Poiché in questa seconda fase le proprie informazioni vengono finalmente comprese dall'Essere nell'Avere come proprie, si crea nella sua Mente una prima forma del concetto di Verità, per distinguere cioè le proprie informazioni che costituiscono la propria visione del mondo da quelle altrui. E' chiaramente una Verità soggettiva, poiché nata non da una reale conoscenza dell'Essere bensì da una conoscenza dell'Essere nell'Avere. In quanto tale, quest'ultima conoscenza è limitata nella propria visione dai limiti della forma stessa dell'Avere che permette di avere una prospettiva molto limitata, vedendo solo un aspetto della realtà: quello percepibile dalla limitazione spaziale e temporale della forma stessa. Questa Verità soggettiva è quindi un Sapere, dal punto di vista dell'Essere nella forma, che essendo però soggettivo è un Credere di Sapere.
Man mano che l'Essere nell'Avere aumenta sempre più il proprio Credere di Sapere, ossia le informazioni sulla realtà soggettiva di cui prende coscienza, si fa strada sempre più dentro di sé il desiderio di ottenere una convalida di queste informazioni. Dapprima questa convalida viene cercata fuori di sé. Tuttavia risulta impossibile all'Essere nell'Avere di avere certezza che le fonti esterne siano veritiere o meno. Dopo un'analisi delle fonti esterne ed un confronto con le proprie informazioni, ne consegue una razionale incapacità di creare una classificazione assoluta delle diverse fonti di informazioni, propria ed altrui. L'unico modo per l'Essere nell'Avere di uscire da questa impasse è affidarsi irrazionalmente ad una fonte e prenderla come vera in modo oggettivo. Tuttavia, essendo razionale, la Mente dell'Essere nell'Avere non accetta tale irrazionalità propria solo del Credere, ossia della prima fase di evoluzione dell'Essere nell'Avere. E quindi razionalmente dà fiducia alla propria verità soggettiva non ergendola come verità oggettiva, bensì ponendola allo stesso livello di tutte le altre. Comprendendo però razionalmente ed anche logicamente che debba pur esistere una verità ultima o Causa Prima, allora l'Essere nell'Avere accetta la propria incapacità di conoscere la Causa Prima di Tutto e così facendo assume un atto di Fede (conscio o inconscio, vedi anche art.141) nell'esistenza e nella conoscenza di un Assoluto. E' tale atto di Fede che permette all'Essere nell'Avere non più di Credere, ma di Sapere. E tuttavia tale Sapere, essendo soggettivo, è in quanto tale un Sapere di Credere.
Tuttavia l'Essere nell'Avere desideroso di evolvere diviene col tempo consapevole che il Sapere di Credere non è sufficiente. Vuole di più. Vuole prendere coscienza di quella Verità oggettiva della cui esistenza è già cosciente. Prende coscienza che per Sapere deve eliminare il proprio Credere: inizia così un percorso di eliminazione del proprio Credere che porta al "sapere di non sapere". Solo una volta raggiunto tale "sapere di non sapere" in modo integrale allora l'atto di Fede non è più relativo al proprio Sapere di Credere, ma diviene assoluto ossia riguardante tutta la conoscenza soggettiva, propria ed altrui. Infatti solo quando si elimina la possibilità che la verità soggettiva altrui possa essere oggettiva allora si dimostra di Sapere (atto mentale logico) che solo l'Assoluto può conoscere la verità oggettiva.
La Mente dell'Essere nell'Avere inizia quindi ad essere usata non più solo in modo razionale (Credere di Sapere), né sia in modo razionale che in modo logico (Sapere di Credere), ma solo in modo logico (Sapere). Si abbandona cioè ogni razionalità che non conduca ad una Causa Prima.
La prima fase è la fase dell'Ignoranza. La seconda fase è la fase della Razionalità. La terza fase è la fase della Cultura. La quarta fase è la fase della Logica.
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