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162.
Il mito della massa critica spirituale e comportamentale
Uno dei miti diffusi nell'ambito New Age è quel fenomeno noto anche come "fenomeno della centesima scimmia" che l'inglese Watson descrisse per la prima volta nel suo libro Lifetide (1979). In esso, egli parlò di osservazioni effettuate da ricercatori su alcune scimmie nell'isola giapponese di Koshima a partire dal 1952, affermando che quando la capacità di lavare le patate fu acquisita dalla centesima scimmia dell'isola, si notò che tale capacità si diffuse automaticamente non solo tra tutte le altre scimmie dell'isola ma anche a scimmie di isole distanti. Ora, senza analizzare la veridicità di tali affermazioni né il come ed il perché avvenne il passaggio di tale teoria dal comportamento dei primati a quello umano, ci focalizzeremo in questo articolo su tale concetto di massa critica sia per quanto riguarda il comportamento della forma spazio-temporale sia per quanto riguarda l'evoluzione dello Spirito. Da un punto di vista spirituale, ogni forma di Spirito ha una sua evoluzione totalmente indipendente da quella altrui. Non esistono forme di influenza di una forma di Spirito su un'altra, bensì una condivisione olografica delle informazioni accumulate nella propria esperienza da ogni Spirito. Il cambiamento, evolutivo o involutivo che sia, è individuale. Da un punto di vista comportamentale, ogni forma spazio-temporale ha una sua evoluzione parzialmente dipendente dagli altri e parzialmente indipendente. Esistono infatti anche forme di influenza di una forma spazio-temporale su un'altra: pensiamo ad esempio all'influenza comportamentale da parte del gruppo che subisce un bambino umano o un cucciolo di animale, e più in generale all'influenza di un gruppo di esseri viventi sui suoi membri, adulti o meno adulti. Ma anche all'influenza che alcuni membri del gruppo possono avere su altri membri dello stesso. Tali fenomeni accadono sia sul piano fisico sia sui piani eterici. Non esiste una condivisione comportamentale olografica tra le forme spazio-temporali, ma solo una influenza sensoriale e quindi diretta, sia fisica sia eterica. L'idea di una massa critica spirituale che poi influenzi indirettamente tutte le altre forme di Spirito non solo è in contraddizione con la comunicazione olografica (che bisogno c'è infatti che vi sia una massa critica quando in realtà tutti hanno istantaneamente tutte le medesime informazioni?) ma è anche in contraddizione con tutte le Leggi divine (vedi Glossario). Che senso avrebbe infatti l'esistenza del karma se tanto bastano pochi per fare il lavoro per tutti (Legge della ripetizione karmica)? Che senso avrebbe l'attrarre ciò che si teme se non perché OGNUNO comprenda le proprie paure (Legge di autosuggestione in negativo)? Che senso avrebbe l'essere giudicati quando si giudica se non perché OGNUNO comprenda il male del giudicare (Legge di causa ed effetto)? Che senso avrebbe il Giudizio finale divino se esso non riguardasse ciò che OGNUNO ha fatto ma ciò che alcuni hanno fatto per molti (Legge penale)? O ancora, che senso avrebbe vivere per servizio ciò che gli altri vivono se poi tale legge non riguarderebbe però tutti coloro che beneficiano dell'effetto massa critica (Legge del tutto è uno)? E che senso avrebbe poi il dare ad ognuno ciò che si merita se poi vi fossero dei beneficiari della massa critica che otterrebbero grazie ad altri qualcosa di non meritato (Legge del merito)? La teoria della massa critica comportamentale, invece, sarebbe addirittura un sostegno alle leggi umane distorte oggi dominanti (vedi Glossario). Non sarebbe forse un mezzo di controllo il fatto che bastino pochi esseri per influenzare sensorialmente tutta la massa (Legge dell'attrazione esteriore)? Non sarebbe un mezzo di controllo il fatto che basti impaurire pochi esseri su ciò che si desidera affinché tutti ne siano di conseguenza impauriti (Legge della paura)? O che basti danneggiare pochi esseri per danneggiarli tutti (Legge del danno)? O ancora, che basti condannare a morte pochi esseri per ammazzarli tutti (Legge della pena di morte)? Non sarebbe un mezzo di controllo il fatto che basti ingannare pochi, illudendoli, per ingannare tutti (Legge dell'illusione)? O infine che basti usare la forza con pochi per ottenere il medesimo fine con tutti (Legge del più forte)? La teoria della massa critica spirituale e comportamentale si basa sulla confusione tra il concetto di Unità ed il concetto di Identità. Il concetto di Unità riguarda l' "unione di un soggetto con altri soggetti", mentre il concetto di Identità riguarda l'"unione di un soggetto con se stesso". Ogni parte del Creato è una Identità, e l'unione di tutte tali parti forma una Unità. Le leggi, divine ed umane, riguardano per definizione il singolo essere, ossia l'Identità, sebbene poi le leggi umane siano interpretabili ed interpretate in modo diverso per soggetti diversi. Non esistono leggi, né divine né umane, che estendano il vantaggio o lo svantaggio di pochi a tutti gli altri in modo meccanico e che riguardino quindi l'Unità collettiva (o coscienza collettiva) in quanto tale. La realtà è che ognuno è giudice di se stesso, nel bene e nel male: se si evolve è merito proprio e non di altri che hanno fatto il lavoro per noi, sebbene possano indirettamente supportarci nel nostro lavoro; e se si involve è parimenti demerito nostro, e non di altri che ci hanno causato tale peggioramento, sebbene possano incentivarlo. E tale realtà vale sia per la crescita spirituale che per la crescita umana. E' tuttavia vero che anche l'ambiente e lo stile di vita possono essere o meno di supporto alla nostra evoluzione umana. Ma qualsiasi situazione che viviamo è stata da noi creata, sia in quanto Spirito (per ciò che non dipende consciamente da noi) sia in quanto essere umano (per ciò che dipende consciamente da noi). Per molti è però difficile riconoscere la responsabilità personale di tutto ciò che vivono poiché non viene spesso giustificata dal proprio comportamento consapevole. Ma le forme spazio-temporali non sono solo coscienza (fisica), ma sono anche incoscienza (fisica ed eterica) e spiritualità (Piani di Luce). E la Vita che creiamo quindi dipende non solo dal nostro comportamento, ma anche dalla nostra genetica, dai nostri pensieri inconsci e dalle esperienze che il nostro Spirito deve fare nella forma spazio-temporale per evolvere. Solo chi ha Fede nell'Assoluto non può che riconoscere la Giustizia Assoluta del Creato e fidarsi della Vita, anche qualora non conosca il funzionamento della realtà e delle leggi che la governano. Comunque sia la nostra Vita essa è ciò di cui abbiamo bisogno in quel dato momento per evolvere, sia come Spirito sia come forma spazio-temporale.
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