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136. Ascendere
by Dani

 

Ogni qualvolta si analizza un dato ambito è prerequisito essenziale, affinché l'analisi sia completa e profonda, avere una conoscenza adeguata del metodo di indagine. E l'evoluzione spirituale non è una eccezione. Si è soliti usare il termine Ascensione per indicare l'evoluzione dello Spirito incarnato in una forma spazio-temporale. Come si ascende?

Già abbiamo visto la distinzione tra intento ed affermazione (vedi art.10), i limiti dell'intento (vedi art.111) ed il concetto di pensiero positivo (vedi art.113). In questo articolo vogliamo riassumere in breve i vari metodi utili al fine di ascendere.

Partiamo innanzitutto dai metodi necessari: intento ed autoanalisi

L'intento (o volontà, da non confondere con l'intenzione, vedi art.123) è il motore primo per l'Ascensione. Esso indica il potere creativo dello Spirito, la capacità cioè di ogni scintilla divina di attivare un cambiamento del proprio Essere e, di conseguenza, della realtà manifestata dallo Spirito incarnato nello spazio-tempo. Senza intento non vi può essere alcuna possibilità di crescita, né interiore né esteriore.

Quali intenti è necessario fare per ascendere? Tutti quelli che sottintendono l'eliminazione di un proprio limite o l'acquisizione di una virtù sono utili. L'effetto è il medesimo: la tendenza verso la purificazione di ciò che è distorto e l'acquisizione di ciò che è puro. Acquisizione che è automatica nel caso dell'intento di eliminazione di un limite, e che è invece espressa nel caso dell'intento di acquisizione di una virtù. Viceversa per la purificazione di ciò che è distorto.

 Ci pare fondamentale, ad esempio, il classico "intendo ascendere" che automaticamente stimola un allineamento ed una fusione tra corpo fisico, corpi sottili ed Anima. Oltre a questo, i vari "intendo rilasciare x", dove x può essere una forma-pensiero, una carica emotiva, un modo di parlare o di agire. Ad esempio, "intendo rilasciare la forma-pensiero della Cattiveria e tutte le connesse cariche emotive", "intendo rilasciare le mie parole e le mie azioni che mostrano cattiveria", ecc.

E' consigliabile peraltro non utilizzare l'intento per fini che non supportino la propria crescita personale: essendo l'intento un potere creativo e non distruttivo, se utilizzato per fini distruttivi si ritorce contro  chi ha espresso tale intento. Agisce cioè come ogni forma di Paura, che è proprio una forma di intento distruttivo: così come si attira ciò che si teme, allo stesso modo si attira ciò che si intende con fini distruttivi. E' opportuno quindi non utilizzare con superficialità il potere dell'intento e ponderare bene se l'intento che esprimiamo è veramente di supporto alla nostra crescita spirituale o se invece è solo una volontà di soddisfare un desiderio del nostro Ego.

L'autoanalisi è la causa ed allo stesso tempo l'effetto dell'intento: solo riflettendo e comprendendo un proprio limite (di pensiero, di emozione, di parola o di azione) si può di conseguenza essere stimolati a trasmutarlo con l'uso dell'intento; allo stesso tempo, tuttavia, solo una volta che si ha espresso un dato intento si attirano quei cambiamenti nella propria realtà che permettono un'autoanalisi ed una conseguente soddisfazione dell'intento espresso. Per tali motivi intento ed autoanalisi sono metodi complementari e non sostitutivi.

L'autoanalisi può avvenire sia attraverso un'analisi diretta dei propri limiti sia attraverso un'analisi indiretta degli stessi utilizzando il metodo dello specchio. Nel primo caso sono richieste una capacità mentale di astrazione ed una capacità emotiva di distacco che riescano ad oggettivare ogni singolo aspetto della nostra persona. Nel secondo caso, invece, tali capacità non sono richieste poiché si fa uso delle informazioni che gli altri ci trasmettono sulla nostra persona per raggiungere il medesimo fine. Tuttavia è bene tenere a mente che ciò che gli altri trasmettono di noi può non essere reale, poiché gli altri possono facilmente malinterpretare i nostri pensieri, emozioni, parole ed azioni a causa di paure ed illusioni di varia natura che essi hanno in sé. La stessa cosa tuttavia può succedere da parte nostra nell'autoanalisi di noi stessi. In entrambi i casi, quindi, è necessario essere prudenti nel giungere a conclusioni affrettate ed imparare a discernere facendo soprattutto affidamento all'esperienza (quante volte ci è stata confermata o meno quella particolare visione delle cose) ed al proprio sentire interiore.

La capacità di comprendere se un dato pensiero, una data emozione, una data parola od una data azione sono distorte richiede una lunga esperienza di riflessione sia su se stessi sia sull'essere umano e sulla Vita in generale.

Esistono poi una serie di metodi facoltativi ma che se utilizzati accelerano il processo ascensionale: meditazione, preghiera e pensiero positivo (per quest'ultimo vedi art.113). L'intento rappresenta una propria scelta, una propria dimostrazione di voler crescere e di sapere di essere un creatore. La preghiera invece è una richiesta di aiuto a qualcun altro, affinché ci aiuti nel nostro lavoro. La meditazione poi è una concentrazione su determinate energie al fine di agevolare la propria crescita. 

E' fondamentale comprendere che nessuno di questi 3 metodi facoltativi di per sé ci eleva spiritualmente. L'effetto dell'utilizzo di tali metodi è sempre ed esclusivamente un aumento temporaneo del benessere e dello stato di consapevolezza che può alleviare sofferenze momentanee o ispirare ad intraprendere una nuova fase del nostro percorso di crescita. Solo l'intento e l'autoanalisi permettono però un cambiamento definitivo del proprio benessere e del proprio livello di consapevolezza.

Sia la preghiera che la meditazione sono una richiesta di aiuto rivolta all' esterno. Ma un vero aiuto esterno può venire solamente nel momento in cui dimostriamo di essere determinati e di sforzarci da soli prima di tutto, ossia se mostriamo volontà di crescere. Quindi è meglio usare l'intento per manifestare la realtà che vogliamo manifestare e solamente dopo chiedere aiuto e supporto a qualche Essere esterno a noi. In sostanza, ha validità il detto "aiutati e sarai aiutato". 

Si consiglia comunque, durante la preghiera e la meditazione, di chiedere aiuto e focalizzarsi solo su energie che siano senza dubbio di supporto alla propria crescita quali l'Assoluto, la propria Anima e gli Angeli. Per esperienza, il focalizzarsi o chiedere aiuto ad entità di vario tipo o egregora può essere un grosso ostacolo alla propria crescita poiché ci si lega karmicamente ad essi ed è poi difficile slegarsi, rischiando oltretutto che molta della propria energia sia prelevata da tali entità ed egregora per fini non di supporto né alla propria ascensione personale né all'ascensione globale.

E' bene ricordare che tali metodi sono solo dei mezzi, non il fine dell'ascensione: se essi non vengono usati con costanza non si possono di certo ottenere risultati soddisfacenti nella propria crescita personale. E' importante inoltre non crearsi aspettative e fidarsi dell'Assoluto e della Vita: in caso di approccio contrario è difficile avere quella costanza necessaria che permette di raggiungere livelli di consapevolezza elevati.

 

D&R correlate

Camere ascensionali e Piramidi di Luce

16. Cosa sono le "camere ascensionali" e le "piramidi di luce" di cui ho letto in alcune canalizzazioni? Le camere ascensionali sono delle piramidi costruite sul piano astrale dai pleiadiani circa 180.000 anni fa, al fine di porvisi dentro ed accelerare la propria ascensione. Le piramidi di luce sono anch'esse delle piramidi eteriche costruite però sul piano creativo più elevato da parte degli angeli circa 3 anni e mezzo fa, da quando cioè esiste l'ascensione magnetica sulla Terra.

La differenza tra le due piramidi è che mentre sul piano astrale vi sono anche energie radioattive ed elettriche e quindi la piramide, fungendo da accumulatore energetico, accumula anche quelle energie distorte e supporta un'ascensione incompleta, le piramidi poste sul piano creativo più elevato supportano solo un'ascensione completa poiché in quel piano esiste solo energia puramente magnetica (così come in tutti gli altri piani eterici superiori a quello astrale).

 

Esercizi fisici, subconscio ed inconscio

19. Lavorando sul corpo, quindi sul piano fisico, si puo' cambiare l'eterico o lavorare sullo spirito, come credo debba essere il lavoro che si fa nell'hata yoga in cui mantenendo particolari posture si possono sperimentare stati di coscienza piu' elevati? O come in altre discipline simili in cui si fanno lavori anche dinamici per lavorare sui blocchi emotivi? In questi casi si puo' dire che partendo dal fisico si modifica l'eterico ? In una realta' pura non e' sempre l'eterico che determina il fisico? Con il semplice lavoro sul fisico tipo hata yoga o altre discipline dinamiche si lavora solo sul fisico. Anche i blocchi emotivi che si possono rilasciare sono comunque a livello fisico, nelle particelle fisiche. L'eterico è subconscio e per lavorare su quello è necessario un lavoro di psicanalisi profonda su se stessi, quindi è necessaria la mente. Lo Spirito poi è addirittura inconscio, cioè non solo "sotto il velo esterno del conscio" (sub-conscio) ma ancor più interno "dentro il conscio" (in-conscio) il che lo rende ancor più difficile da penetrare.

Solo la capacità di astrazione della mente può indagare il subconscio e l'inconscio in modo analitico.

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